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lunedì 1 dicembre 2008

DIO CI DONA IL SUO TEMPO PERCHÉ È ENTRATO NELLA STORIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 NOV. 2008 (VIS). Di ritorno dalla visita pastorale alla Basilica romana di San Lorenzo fuori le Mura, a mezzogiorno il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli e i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale.

  "Iniziamo oggi, con la prima Domenica di Avvento" - ha detto il Papa - "un nuovo Anno liturgico. Questo fatto ci invita a riflettere sulla dimensione del tempo (...). Sull'esempio di quanto amava fare Gesù, desidererei tuttavia partire da una constatazione molto concreta: tutti diciamo che 'ci manca il tempo', perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Anche a tale riguardo la Chiesa ha una 'buona notizia' da portare: Dio ci dona il 'suo' tempo. Noi abbiamo sempre poco tempo; specialmente per il Signore non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo. Ebbene, Dio ha tempo per noi!"

  "Sì: Dio ci dona il suo tempo, perché è entrato nella storia con la sua parola e le sue opere di salvezza, per aprirla all'eterno, per farla diventare storia di alleanza. In questa prospettiva, il tempo è già in se stesso un segno fondamentale dell'amore di Dio: un dono che l'uomo, come ogni altra cosa, è in grado di valorizzare o, al contrario, di sciupare; di cogliere nel suo significato, o di trascurare con ottusa superficialità".

  "Tre poi sono i grandi 'cardini' del tempo, che scandiscono la storia della salvezza" - ha spiegato il Pontefice - "all'inizio la creazione, al centro l'incarnazione-redenzione e al termine la 'parusia', la venuta finale che comprende anche il giudizio universale. Questi tre momenti però non sono da intendersi semplicemente in successione cronologica. Infatti, la creazione è sì all'origine di tutto, ma è anche continua e si attua lungo l'intero arco del divenire cosmico, fino alla fine dei tempi. Così pure l'incarnazione-redenzione, se è avvenuta in un determinato momento storico, il periodo del passaggio di Gesù sulla terra, tuttavia estende il suo raggio d'azione a tutto il tempo precedente e a tutto quello seguente. E a loro volta l'ultima venuta e il giudizio finale, che proprio nella Croce di Cristo hanno avuto un decisivo anticipo, esercitano il loro influsso sulla condotta degli uomini di ogni epoca".
 
  "Il Signore viene continuamente nella nostra vita" - ha concluso il Santo Padre - "Quanto mai opportuno è quindi l'appello di Gesù, che in questa prima Domenica ci viene riproposto con forza: 'Vegliate!' (Mc 13,33.35.37). E' rivolto ai discepoli, ma anche 'a tutti', perché ciascuno, nell'ora che solo Dio conosce, sarà chiamato a rendere conto della propria esistenza. Questo comporta un giusto distacco dai beni terreni, un sincero pentimento dei propri errori, una carità operosa verso il prossimo e soprattutto un umile e fiducioso affidamento alle mani di Dio, nostro Padre tenero e misericordioso".
ANG/AVVENTO/...                                           VIS 20081201 (480)


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