Città
del Vaticano, 5 aprile 2013
(VIS). Un Comunicato della Congregazione per la Dottrina della Fede
rende noto che: "Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in
udienza il Vescovo Gerhard Ludwig Mueller, Prefetto della
Congregazione per la Dottrina della Fede. In occasione dell’Udienza,
in cui sono stati trattati vari argomenti di competenza del
Dicastero, il Santo Padre ha raccomandato in particolar modo che la
Congregazione, continuando nella linea voluta da Benedetto XVI,
agisca con decisione per quanto riguarda i casi di abusi sessuali,
promuovendo anzitutto le misure di protezione dei minori, l’aiuto
di quanti in passato abbiano sofferto tali violenze, i procedimenti
dovuti nei confronti dei colpevoli, l’impegno delle Conferenze
episcopali nella formulazione e attuazione delle direttive necessarie
in questo campo tanto importante per la testimonianza della Chiesa e
la sua credibilità. Il Santo Padre ha assicurato che nella sua
attenzione e nella sua preghiera per i sofferenti le vittime di abusi
sono presenti in modo particolare".
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
venerdì 5 aprile 2013
LA CIVILTÀ CATTOLICA: NUOVO FORMATO, NUOVE SEZIONI ED APERTURA A INTERNET E ALLE RETI SOCIALI
Città
del Vaticano, 5 aprile 2013
(VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha
avuto luogo una conferenza stampa di presentazione del primo numero
della nuova versione cartacea e digitale della rivista "La
Civiltà Cattolica". Alla Conferenza Stampa sono intervenuti
l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio
Consiglio delle Comunicazioni Sociali; il Monsignor Antoine
Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati della
Segreteria di Stato ed il Padre Antonio Spadaro, S.I., Direttore
della rivista.
"La
Civiltà Cattolica - ha spiegato Padre Spadaro - è la rivista più
antica d’Italia tra quelle che non hanno mai interrotto le
pubblicazioni. Esce da 163 anni ogni quindici giorni con fascicoli di
oltre 100 pagine. È una rivista di cultura che ospita articoli
scritti solamente da gesuiti. I suoi redattori sono specialisti ma
usano un linguaggio per non 'addetti ai lavori'. (...) Nata nel 1850,
La Civiltà Cattolica intende condividere un’esperienza
intellettuale illuminata dalla fede e profondamente innestata nella
vita culturale, sociale, economica, politica, artistica e scientifica
dei nostri giorni. Non vuole condividere le proprie riflessioni
solamente all’interno del mondo cattolico, ma con chiunque intenda
avere fonti di formazione affidabili, capaci di far pensare e di far
maturare il giudizio personale. (...) La Civiltà Cattolica per
tradizione e natura esprime una forma 'alta' di giornalismo culturale
collocandosi in un difficile territorio di confine. (...) Non
intendiamo semplicemente 'seguire' e commentare eventi culturali o
riflessioni già formulate. Per quanto ci è possibile vogliamo
intuire ciò che sarà, anticipare le tendenze e i fenomeni,
prevederne l’impatto, tenere desta l’attenzione dei nostri
lettori".
"Dal
1850 al 1933 - ha proseguito Padre Spadaro - la rivista non firmava
gli articoli per significare che essi sono espressione non di un
singolo ma di una comunità, il cosiddetto 'collegio degli
scrittori', composto attualmente da 7 gesuiti. Oggi più che mai però
la cultura è diversificata. Aumenterà dunque, rispetto al passato,
la presenza di firme internazionali di padri gesuiti e la varietà
degli argomenti trattati, anche se la rivista sarà sempre 'cucinata'
in casa all’interno di una redazione stabile".
"La
Civiltà Cattolica non cambiava veste grafica dal 1970. Adesso è la
prima volta, in 163 anni di vita della rivista, che questa veste
viene sottoposta a un vera e propria progettazione coordinata, che va
dal restyling della testata, alla creazione di un marchio,
dall’impaginazione della copertina, alle gabbie interne, fino alla
declinazione per tablet. Il vero filo conduttore grafico della
rivista dalla fondazione a oggi è il font Bodoni, che è stato
preservato e valorizzato, passando dal Bodoni Poster al Bodoni Normal
(...) È cambiato, invece, il carattere interno, mutando dal
Simoncini Garamond al Cardo, font più 'tondo' e chiaro, che facilita
una lettura più riposante. Le gabbie interne sono state riprogettate
secondo tre varianti, a secondo della sezione della rivista, a uno o
due colonne".
"A
livello di struttura scompaiono le 'cronache' in un mondo in cui la
cronaca è affidata ai quotidiani, e oggi anche ai blog e ai tweets
in tempo reale. Insisteremo invece sui 'ponti', cioè sulle
riflessioni, le valutazioni critiche, i ragionamenti, anche sulla
contemporaneità più attuale, grazie alla rubrica 'Focus' con
articoli legati all’attualità di carattere politico, economico,
internazionale, di società, di diritto. La riflessione sulla Chiesa
avrà un posto fisso al cuore, cioè al centro, della rivista.
Appariranno nuove rubriche mobili quali il 'Profilo' e
l’'Intervista'. (...) La rivista così oggi diventa disponibile su
tutti i tablet con applicazioni su iPad, iPhone, Android, Kindle Fire
e Windows 8. È possibile sin da questo momento scaricare gli ultimi
due numeri della rivista: l’ultimo della vecchia versione e il
primo della nuova".
"Oggi
- ha concluso Padre Spadaro - comunicare significa sempre meno
'trasmettere' notizie e sempre più essere testimoni e 'condividere'
con altri visioni e idee. Per questo il contenuto della rivista nella
forma essenziale dell’abstract è reso 'aperto' alle reti sociali
per la fruizione, la condivisione, il commento, il dibattito, nelle
forme che saranno possibili nell’ambito proprio: non il nostro sito
ma i networks sociali come Facebook e Twitter. Inoltre, grazie alla
collaborazione di Google, è stato avviato un progetto per cui
saranno resi fruibili su web tutti i fascicoli pubblicati dal 1850 al
2008. Google aveva infatti digitalizzato i volumi nel contesto del
suo progetto Google Libri, attraverso accordi con diverse biblioteche
in Europa e negli Stati Uniti. I volumi ancora tutelati da copyright
verranno ora resi disponibili su nostra autorizzazione".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 5 aprile 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il
Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese
Orientali.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 5 aprile 2013
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Gintaras Grusas,
Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Vilnius (superficie: 9.644;
popolazione: 830.000; cattolici: 547.000; sacerdoti: 169; religiosi:
249), Lituania. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1961 a Washington
D.C. (Stati Uniti), ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dopo
l’ordinazione sacerdotale ha svolto i seguenti uffici e ministeri:
dal 1994 al 1997 è stato Segretario Generale della Conferenza
Episcopale Lituana; dal 2001 al 2003 è stato Rettore del Seminario
Maggiore di Vilnius; dal 2004 ha ricoperto di nuovo la carica di
Segretario Generale della CEL, essendo contestualmente Consigliere
Ecclesiastico della Federazione Cattolica Lituana di "Ateitis";
Preside della Commissione di traduzione in lingua Lituana del Codice
di Diritto Canonico; membro della Commissione bilaterale per
l'adempimento degli Accordi tra Santa Sede e Lituania, del Comitato
direttivo dell'editrice "Kataliku pasaulis", della
Commissione lituana "Justitia et Pax", e del Comitato
governativo per il Millennio della Lituania e di "Vilnius
Capitale Europea". Il 19 giugno 2010 è stato nominato
Ordinario Militare per la Lituania, ricevendo l'ordinazione
episcopale il 4 settembre successivo. Succede al Cardinale Audrys
Backis, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo
pastorale della medesima arcidiocesi presentata per raggiunti limiti
d'età.
giovedì 4 aprile 2013
IL PAPA MANIFESTA LA SUA VICINANZA AL POPOLO ARGENTINO E CHIEDE SOLIDARIETÀ PER LE PERSONE COLPITE DALLE INONDAZIONI
Città
del Vaticano, 4 aprile 2013
(VIS). Il Santo Padre, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone,
Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma all'Arcivescovo
Mario Aurelio Poli, di Buenos Aires (Argentina), nell'apprendere la
notizia delle forti piogge che hanno colpito le città di Buenos
Aires e di La Plata, causando finora la morte di 56 persone ed
ingenti danni.
"Il
Papa Francesco, profondamente addolorato nell'apprendere la notizia
dei gravi danni causati dalle piogge torrenziali degli ultimi giorni,
offre preghiere di suffragio al Signore per l'eterno riposo dei
defunti, e nel contempo esprime la sua paterna vicinanza spirituale a
tutte le persone colpite e ai loro familiari.
Il
Santo Padre esorta le istituzioni civili ed ecclesiastiche, come pure
le persone di buona volontà, a prestare con carità e spirito di
solidarietà cristiana i necessari aiuti a quanti hanno perso la casa
e i propri beni. Con tali sentimenti, il Sommo Pontefice imparte a
tutte le persone colpite e ai soccorritori la confortatrice
Benedizione Apostolica, in segno di vicinanza al diletto popolo
argentino".
ETRUSCANNING: TOMBA REGOLINI-GALASSI NEI MUSEI VATICANI
Città
del Vaticano, 4 aprile 2013
(VIS). Oggi presso i Musei Vaticani si è svolta la presentazione e
l'inaugurazione dell'installazione di realtà virtuale dedicata alla
ricostruzione virtuale della famosa tomba Regolini-Galassi della
necropoli di Cerveteri (Italia), i cui oggetti del corredo funerario
sono conservati presso il Museo Gregoriano Etrusco dei Musei
Vaticani.
L'installazione
è parte dell'"Etruscanning" 3D, un progetto europeo
(Framework Culture 2007) per la sperimentazione di tecnologie
digitali innovative per documentare e raccontare la cultura etrusca.
Il progetto si avvale della collaborazione dell' "Allard Pierson
Museum (il Museo archeologico dell'Università di Amsterdam); del
"National Museum for Antiquities" di Leiden (Paesi Bassi);
del "Gallo-Roman Museum" di Tongeren (Belgio); del
CNR-ITABC di Roma (Italia) e della società Visual Dimension di Ename
(Belgio), con i partner associati: i Musei Vaticani e la
Soprintendenza Archeologica dell'Etruria Meridionale.
La
tomba, scoperta intatta nel 1836, può essere visitata solo su
richiesta. L'installazione dei Musei Vaticani è stata ricostruita
in 3D, come doveva probabilmente essere in età etrusca (metà del
VII sec. a.C.), subito dopo la sua chiusura. Al suo interno sono
stati ricollocati virtualmente gli oggetti dello straordinario
corredo funerario che fanno di questa tomba una delle più famose del
periodo orientalizzante etrusco. La ricontestualizzazione virtuale
degli oggetti non è stata un'operazione semplice, esistono infatti,
ancora oggi, molti dubbi sulla loro collocazione nello spazio
originario. Al momento della sua scoperta il contesto archeologico
non fu metodicamente documentato, disegni e rappresentazioni vennero
realizzati a posteriori, dopo che gli oggetti furono rimossi. Per
questo è stato necessario recuperare ed interpretare tutte le fonti
iconografiche e documentarie disponibili al fine di proporre una
ricostruzione il più possibile plausibile. Il 3D è stato usato in
questo caso non solo come veicolo di comunicazione e divulgazione
finale ma anche come strumento di verifica ed interpretazione.
Come
la tomba, anche gli oggetti conservati ai Musei Vaticani sono stati
ricostruiti in 3D attraverso tecniche di fotogrammetria e computer
grafica. Per quanto in massima parte molto ben conservati, essi sono
stati oggetto di un'attenta operazione di restauro digitale
attraverso processi interpretativi basati sull'osservazione, sullo
studio delle fonti e sull'analisi di casi comparativi. Alcune
decorazioni lacunose sono state reintegrate, ove possibile con un
buon grado di attendibilità, i materiali sono stati virtualmente
riportati a quello che poteva essere il loro aspetto originario.
L'elemento
più innovativo dell'applicazione è il paradigma di interazione: il
pubblico ha la possibilità di esplorare lo spazio virtualmente
ricostruito, di avvicinarsi agli oggetti, di toccarli ed ascoltare la
narrazione dei defunti. Tutto questo senza usare joystick, mouse,
tastiere o console ma con il solo movimento del corpo, muovendosi
nello spazio antistante la proiezione. L'applicazione è visualizzata
ad alta definizione su un grande schermo olografico di circa 3 metri
di larghezza. Si compone di due viewport o finestre principali. La
più grande, centrale, dedicata all'esplorazione immersiva della
tomba ricostruita in 3D con gli oggetti riposizionati al suo interno.
La seconda, sulla destra, è un menu dinamico degli oggetti che si
vengono a trovare nelle immediate vicinanze dell'utente man mano che
questi si sposta nello spazio virtuale.
Il
paesaggio sonoro è stato composto appositamente per questa
applicazione e combina sonorità antiche al linguaggio musicale
contemporaneo, senza intenzioni filologiche ma solo evocative. I
timbri musicali sono in parte reali (ad esempio i flauti sono stati
registrati dal vivo), in parte sintetici (campanelli, tamburi)
frammisti a rumori che riecheggiano la vita reale: il carro, il
galoppo del cavallo, il fuoco, e così via.
L'applicazione
ha vinto il primo premio in occasione della mostra di archeologia
virtuale internazionale "Archevirtual" organizzata a
Paestum (Italia), nel 2012. Tale riconoscimento le è stato conferito
sia da un comitato scientifico internazionale che dal pubblico.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 4 aprile 2013
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
-
Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per
l’Evangelizzazione dei Popoli.
-
Il Cardinale James Michael Harvey, Arciprete della Basilica Papale di
San Paolo fuori le Mura
-
L'Arcivescovo Piero Marini, Presidente del Pontificio Comitato per i
Congressi Eucaristici Internazionali.
mercoledì 3 aprile 2013
PAPA FRANCESCO: SONO LE DONNE LE PRIME A TRASMETTERE L'ANNUNCIO DELLA RISURREZIONE
Città
del Vaticano, 3 aprile 2013
(VIS). La Risurrezione, centro del messaggio cristiano, nella forma
della professione di fede e nella forma di racconto dell'evento, sono
stati i temi con i quali Papa Francesco ha ripreso le catechesi
sull'Anno della Fede per le udienze generali del mercoledì.
Come
di consueto il Santo Padre ha fatto il giro di Piazza San Pietro in
papamobile per salutare le decine di migliaia di persone che volevano
salutarlo, molte delle quali gli hanno presentato i propri figli
perché li prendesse in braccio. Dopo aver salutato calorosamente i
fedeli, il Papa ha pregato con i presenti e dopo aver augurato
"Buongiorno" ha cominciato la catechesi citando il celebre
passo della lettera di San Paolo ai Corinzi: "Se Cristo non è
risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri
peccati".
"Purtroppo
- ha detto il Papa - spesso si è cercato di oscurare la fede nella
Risurrezione di Gesù, e anche fra gli stessi credenti si sono
insinuati dubbi. Un po' quella fede 'all'acqua di rose', come diciamo
noi; non è la fede forte. E questo per superficialità, a volte per
indifferenza, occupati da mille cose che si ritengono più importanti
della fede, oppure per una visione solo orizzontale della vita. Ma è
proprio la Risurrezione che ci apre alla speranza più grande, perché
apre la nostra vita e la vita del mondo al futuro eterno di Dio, alla
felicità piena, alla certezza che il male, il peccato, la morte
possono essere vinti. E questo porta a vivere con più fiducia le
realtà quotidiane, ad affrontarle con coraggio e con impegno. La
Risurrezione di Cristo illumina con una luce nuova queste realtà
quotidiane. La Risurrezione di Cristo è la nostra forza!".
Passando
a spiegare i due tipi di testimonianze della Risurrezione nel Nuovo
Testamento, Papa Francesco ha indicato prima di tutto la professione
di fede, cioè le formule sintetiche che indicano il centro della
fede. Ad esse appartengono, ad esempio, i contenuti nella Lettera ai
Corinzi e nella Lettera di Romani nella quale San Paolo scrive: "Fin
dai primi passi della Chiesa è ben salda e chiara la fede nel
Mistero di Morte e Risurrezione di Gesù".
Il
Papa si è soffermato sulle testimonianze nella forma di racconto che
si trovano nei Vangeli, ricordando che le prime testimoni della
Risurrezione furono le donne. "All'alba, esse si recano al
sepolcro per ungere il corpo di Gesù, e trovano il primo segno: la
tomba vuota. Segue poi l'incontro con un Messaggero di Dio che
annuncia: Gesù di Nazaret, il Crocifisso, non è qui, è risorto".
"Le
donne - ha affermato il Papa - sono spinte dall’amore e sanno
accogliere questo annuncio con fede: credono, e subito lo
trasmettono, non lo tengono per sé, lo trasmettono. La gioia di
sapere che Gesù è vivo, la speranza che riempie il cuore, non si
possono contenere. Questo dovrebbe avvenire anche nella nostra vita.
Sentiamo la gioia di essere cristiani! Noi crediamo in un Risorto che
ha vinto il male e la morte! Abbiamo il coraggio di 'uscire' per
portare questa gioia e questa luce in tutti i luoghi della nostra
vita! La Risurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza; è
il tesoro più prezioso! Come non condividere con gli altri questo
tesoro, questa certezza? Non è soltanto per noi, è per
trasmetterla, per darla agli altri, condividerla con gli altri. È
proprio la nostra testimonianza".
"Un
altro elemento. - ha proseguito il Papa - Nelle professioni di fede
del Nuovo Testamento, come testimoni della Risurrezione vengono
ricordati solamente uomini, gli Apostoli, ma non le donne. Questo
perché, secondo la Legge giudaica di quel tempo, le donne e i
bambini non potevano rendere una testimonianza affidabile, credibile.
Nei Vangeli, invece, le donne hanno un ruolo primario, fondamentale.
Qui possiamo cogliere un elemento a favore della storicità della
Risurrezione: se fosse un fatto inventato, nel contesto di quel tempo
non sarebbe stato legato alla testimonianza delle donne. Gli
evangelisti invece narrano semplicemente ciò che è avvenuto: sono
le donne le prime testimoni. Questo dice che Dio non sceglie secondo
i criteri umani: i primi testimoni della nascita di Gesù sono i
pastori, gente semplice e umile; le prime testimoni della
Risurrezione sono le donne. E questo è bello. E questo è un po' la
missione delle donne: delle mamme, delle donne! Dare testimonianza ai
figli, ai nipotini, che Gesù è vivo, è il vivente, è risorto.
Mamme e donne, avanti con questa testimonianza!. Per Dio conta il
cuore, quanto siamo aperti a Lui, se siamo come i bambini che si
fidano".
"Ma
questo ci fa riflettere anche su come le donne, nella Chiesa e nel
cammino di fede, abbiano avuto e abbiano anche oggi un ruolo
particolare nell’aprire le porte al Signore, nel seguirlo e nel
comunicare il suo Volto, perché lo sguardo di fede ha sempre bisogno
dello sguardo semplice e profondo dell’amore. Gli Apostoli e i
discepoli fanno più fatica a credere. Le donne no. Pietro corre al
sepolcro, ma si ferma alla tomba vuota; Tommaso deve toccare con le
sue mani le ferite del corpo di Gesù. Anche nel nostro cammino di
fede è importante sapere e sentire che Dio ci ama, non aver paura di
amarlo: la fede si professa con la bocca e con il cuore, con la
parola e con l’amore".
"Dopo
le apparizioni alle donne - ha ricordato il Papa - ne seguono altre:
Gesù si rende presente in modo nuovo: è il Crocifisso, ma il suo
corpo è glorioso; non è tornato alla vita terrena, bensì in una
condizione nuova. All’inizio non lo riconoscono, e solo attraverso
le sue parole e i suoi gesti gli occhi si aprono: l’incontro con il
Risorto trasforma, dà una nuova forza alla fede, un fondamento
incrollabile. Anche per noi ci sono tanti segni in cui il Risorto si
fa riconoscere: la Sacra Scrittura, l’Eucaristia, gli altri
Sacramenti, la carità, quei gesti di amore che portano un raggio del
Risorto. Lasciamoci illuminare dalla Risurrezione di Cristo,
lasciamoci trasformare dalla sua forza, perché anche attraverso di
noi nel mondo i segni di morte lascino il posto ai segni di vita".
Al
termine il Papa ha detto: "Ho visto che ci sono tanti giovani
nella piazza. Eccoli! A voi dico: portate avanti questa certezza: il
Signore è vivo e cammina a fianco a noi nella vita. Questa è la
vostra missione! Portate avanti questa speranza. Siate ancorati a
questa speranza: questa ancora che è nel cielo; tenete forte la
corda, siate ancorati e portate avanti la speranza. Voi, testimoni di
Gesù, portate avanti la testimonianza che Gesù è vivo e questo ci
darà speranza, darà speranza a questo mondo un po' invecchiato per
le guerre, per il male, per il peccato. Avanti giovani!".
CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DA PAPA FRANCESCO IN APRILE-MAGGIO
Città
del Vaticano, 3 aprile 2013
(VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni
presiedute dal Santo Padre nei mesi di aprile e maggio 2013:
APRILE
-
Domenica 7 aprile: II Domenica di Pasqua e della Divina Misericordia.
Alle 17:30, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, insediamento
del Vescovo di Roma sulla Cathedra Romana. Santa Messa.
-
Domenica 14: III Domenica di Pasqua. Alle 17:30, Basilica di San
Paolo fuori le Mura, Santa Messa.
-
Domenica 21: IV Domenica di Pasqua. Alle 9:30 nella Basilica
Vaticana, Ordinazione presbiterale. Santa Messa
-
Domenica 28: V Domenica di Pasqua. Alle ore 10:00, in Piazza San
Pietro, Santa Messa e Cresima.
MAGGIO
-
Sabato 4: alle ore 18:00, nella Basilica di Santa Maria Maggiore,
Santo Rosario.
-
Domenica 5: VI Domenica di Pasqua. Alle ore 10:00, in Piazza San
Pietro, Santa Messa per le Confraternite.
-
Domenica 12: VII Domenica di Pasqua. Alle ore 9:30, in Piazza San
Pietro, Santa Messa e Canonizzazione dei Beati: Antonio Primaldo e
Compagni; Laura di Santa Caterina da Siena; Maria Guadalupe García
Zavala.
-
Sabato 18: Alle ore 18:00 in Piazza San Pietro, Vigilia di
Pentecoste. Veglia di Pentecoste con i Movimenti Ecclesiali.
-
Domenica 19: Domenica di Pentecoste. Alle ore 10:00, in Piazza San
Pietro, Santa Messa con i Movimenti Ecclesiali.
PAPA FRANCESCO IN PREGHIERA DAVANTI ALLA TOMBA DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II
Città
del Vaticano, 3 aprile 2013
(VIS). Nell'ottavo anniversario della morte del Beato Giovanni Paolo
II (2 aprile 2005), Papa Francesco ha compiuto, nella serata di ieri,
una visita alla sua tomba nella Basilica di San Pietro. Il Santo
Padre, accompagnato dal Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della
Basilica e dal suo Segretario personale Monsignor Alfred Xuereb, ha
sostato a lungo inginocchiato in preghiera davanti alla tomba del
Beato, nella Cappella di San Sebastiano, ed ha pure sostato davanti
alle tombe del Beato Giovanni XXIII e di San Pio X.
"Come
la visita di ieri alla tomba di San Pietro e alle Grotte Vaticane,
anche la visita di questa sera nella Basilica esprime la profonda
continuità spirituale del ministero petrino dei Papi, che il Papa
Francesco vive e sente intensamente, come ha dimostrato anche
nell'incontro e con i ripetuti colloqui telefonici con il suo
Predecessore Benedetto XVI".
VISITA DI PAPA FRANCESCO ALLA NECROPOLI VATICANA
Città
del Vaticano, 3 aprile 2013
(VIS). Nel pomeriggio di lunedì 1° aprile, Papa Francesco ha
compiuto una visita in forma privata alla tomba di San Pietro nella
Necropoli vaticana che si trova sotto la Basilica Vaticana. Il Papa
ha sostato in preghiera nella Cappella Clementina, il luogo più
vicino alla tomba del Principe degli Apostoli, esattamente sotto
l'altare centrale e la cupola della Basilica.
Il
Santo Padre ha percorso tutta la via centrale della Necropoli
accompagnato dal Cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica
di San Pietro, dal Vescovo Vittorio Lanzani, Delegato della Fabbrica
di San Pietro e dai responsabili della Necropoli vaticana Dottor
Pietro Zander e Dottor Mario Bosco. Successivamente si è recato alle
Grotte Vaticane dove ha reso omaggio alle tombe dai Papi del secolo
scorso che vi si trovano: Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, Paolo VI e
Giovanni Paolo I.
SOLIDARIETÀ DEI CRISTIANI PER PERSONE AUTISTICHE E LORO FAMIGLIE
Città
del Vaticano, 3 aprile 2013
(VIS). In occasione della VI Giornata Mondiale sull'Autismo, (2
aprile), l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio
Consiglio per gli Operatori Sanitari, ha reso pubblico il seguente
Messaggio:
"Fratelli
e Sorelle carissimi, in occasione della VI Giornata Mondiale
sull’Autismo, che quest’anno ricorre nel tempo liturgico delle
festività Pasquali, il Pontificio Consiglio per gli Operatori
Sanitari intende manifestare la sollecitudine della Chiesa per le
persone autistiche e per le loro famiglie, invitando le comunità
cristiane e le persone di buona volontà ad esprimere autentica
solidarietà verso di esse.
Desidero
prendere lo spunto della mia riflessione dall’atteggiamento di Gesù
che si accosta e cammina con i due discepoli verso Emmaus. Lo sguardo
segnato dallo smarrimento e, ancor più, dallo stupore che cadenza il
passo di Clèopa e Simone potrebbe essere tratto analogo, ed
altrettanto analogamente ritrovarsi, in quello che segna il volto ed
i cuori dei genitori che hanno un figlio od una figlia affetta da
autismo.
Autismo:
una parola che fa paura ancora oggi nonostante in moltissime culture
che, tradizionalmente escludevano le minorazioni, si sia iniziato ad
accettare socialmente i “diversamente abili”, a smantellare molti
dei pregiudizi che circondano le persone con disabilità e persino i
loro genitori. Definire qualcuno un autistico sembra comportare
automaticamente un giudizio negativo su chi ne è colpito e,
implicitamente, una sentenza di allontanamento definitivo dalla
società. D’altro lato la persona appare incapace di comunicare in
modo proficuo con gli altri, talvolta come recluso in una “campana
di vetro”, il suo imperscrutabile, ma per noi meraviglioso,
universo interiore.
È
questa un’immagine 'tipica e stereotipata' del bambino
autistico che necessita di una profonda rivisitazione. Come un filo
conduttore, sin dalla sua nascita, la Chiesa ha sempre manifestato la
sua attenzione a questo aspetto della Medicina con testimonianze
concrete a livello universale. Soprattutto, è testimonianza l’Amore
oltre lo stigma, quello stigma sociale che isola l’ammalato e lo fa
sentire un corpo estraneo: faccio riferimento a quel senso di
solitudine che spesso viene raccontato nella moderna società ma che
diventa ancora più presente nella moderna sanità, perfetta nella
sua “tecnicità” ma sempre più priva e disattenta per quella
dimensione affettiva che dovrebbe, invece, essere l’aspetto
qualificante di ogni atto o percorso terapeutico.
Di
fronte ai problemi ed alle difficoltà che incontrano questi bambini
ed i loro genitori, la Chiesa propone con umiltà la via del servizio
al fratello sofferente, accompagnandolo con compassione e tenerezza
nel suo tortuoso percorso umano e psico-relazionale, avvalendosi
dell’aiuto delle parrocchie, delle associazioni, dei movimenti
ecclesiali e delle persone di buona volontà.
Cari
fratelli e sorelle, al porsi dell’ascolto deve accompagnarsi
necessariamente una autentica solidarietà fraterna. Non deve mai
mancare l’attenzione globale alla persona “fragile” come può
essere un malato di autismo: questa si concretizza con il senso di
vicinanza che ogni operatore, ognuno nel suo ruolo, deve saper
trasmettere al suo malato ed alla sua famiglia, non facendolo sentire
un numero ma rendendo concreta la situazione di un cammino condiviso,
fatto di gesti, atteggiamenti, parole - magari non eclatanti - ma
suggestivi di una quotidianità il più vicina alla normalità. Ciò
significa ascoltare l’esortazione, imperiosa, a non perdere di
vista la persona nella sua integralità: nessuna procedura, per
quanto perfetta, potrà risultare “efficace” se privata del
“sale” dell’Amore, di quell’Amore che ognuno di questi
Malati, se lo guardate negli occhi, vi chiede. Il loro sorriso, la
serenità di una famiglia che vede il suo caro al centro della
complessa articolazione che ognuno di noi, per il suo specifico
compito, è chiamato a gestire per la sua vita, la condivisione
percepita e realizzata: sarà questo il miglior “bilancio” che ci
arricchirà.
In
pratica, si tratta di accogliere i bambini autistici nei diversi
settori delle attività sociali, educative, catechistiche, liturgiche
in un modo corrispondente e proporzionato alla loro capacità
relazionale. Tale solidarietà, per chi ha ricevuto il dono della
Fede, diventa presenza amorosa e vicinanza compassionevole a chi
soffre, sull’esempio e ad imitazione di Gesù Cristo, il Buon
Samaritano che con la sua passione, morte e risurrezione ha redento
l’umanità.
Il
Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, nell’ Anno della
Fede, desidera condividere con le persone che soffrono per l’autismo,
la speranza e la certezza che l’adesione all’Amore ci permette di
riconoscere Cristo Risorto ogni volta che si fa nostro prossimo nel
cammino della vita. Sia di riferimento quanto affermato da Giovanni
Paolo II, nella cui intercessione confidiamo e di cui ricordiamo,
proprio oggi, l’ottavo anniversario del Suo ritorno alla casa del
Padre: 'La qualità di vita all'interno di una comunità si misura in
buona parte dall'impegno nell'assistenza ai più deboli e ai più
bisognosi e nel rispetto della loro dignità di uomini e di donne. Il
mondo dei diritti non può essere appannaggio solo dei sani. Anche la
persona portatrice di handicap dovrà essere facilitata a
partecipare, per quanto le è possibile, alla vita della società ed
essere aiutata ad attuare tutte le sue potenzialità di ordine
fisico, psichico e spirituale. Soltanto se vengono riconosciuti i
diritti dei più deboli una società può dire di essere fondata sul
diritto e sulla giustizia”. (Giovanni Paolo II, Messaggio ai
partecipanti al Simposio Internazionale su 'Dignità e diritti della
persona con handicap mentale'".
Sia
luce costante quanto affermato, manifestando la propria vicinanza ai
poveri e ai sofferenti, dal Santo Padre Francesco nei primi giorni
del Suo Pontificato: “dobbiamo tenere viva nel mondo la sete
dell’assoluto, non permettendo che prevalga una visione della
persona umana ad una sola dimensione, secondo cui l’uomo si riduce
a ciò che produce e a ciò che consuma: è questa una delle insidie
più pericolose per il nostro tempo.
Mentre
auspico la collaborazione di tutti per una risposta corale e
compassionevole alle numerose istanze che ci pervengono dai nostri
fratelli e sorelle affetti da autismo e dalle loro famiglie, affido
le sofferenze, le gioie e le speranze di questi ultimi alla Madre di
Cristo e “Salute degli Infermi” che, stando sotto la Croce, ci ha
insegnato a fermarci accanto a tutte le croci dell’Uomo di oggi.
Alle
persone autistiche, alle loro famiglie ed a tutti coloro che sono
impegnati al loro servizio, confermando la mia vicinanza e preghiera,
invio il mio personale ed affettuoso augurio per una serena e gioiosa
Pasqua con il Signore Risorto".
REGINA CAELI: SENZA LA GRAZIA NON POSSIAMO NULLA!
Città
del Vaticano, 1 aprile 2013 (VIS). Alle dodici di questa mattina,
Papa Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per
recitare il Regina Caeli con i numerosissimi fedeli convenuti in
Piazza San Pietro.
"Buon
giorno e buona Pasqua a tutti voi! - ha detto Papa Francesco - Vi
ringrazio di essere venuti anche oggi numerosi, per condividere la
gioia della Pasqua, mistero centrale della nostra fede. Che la forza
della Risurrezione di Cristo possa raggiungere ogni persona -
specialmente chi soffre – e tutte le situazioni più bisognose di
fiducia e di speranza".
"Cristo
ha vinto il male in modo pieno e definitivo, ma spetta a noi, agli
uomini di ogni tempo, accogliere questa vittoria nella nostra vita e
nelle realtà concrete della storia e della società. (...) È vero,
il Battesimo che ci fa figli di Dio, l’Eucaristia che ci unisce a
Cristo, devono diventare vita, tradursi cioè in atteggiamenti,
comportamenti, gesti, scelte. La grazia contenuta nei Sacramenti
pasquali è un potenziale di rinnovamento enorme per l’esistenza
personale, per la vita delle famiglie, per le relazioni sociali. Ma
tutto passa attraverso il cuore umano: se io mi lascio raggiungere
dalla grazia di Cristo risorto, se le permetto di cambiarmi in quel
mio aspetto che non è buono, che può far male a me e agli altri, io
permetto alla vittoria di Cristo di affermarsi nella mia vita, di
allargare la sua azione benefica. Questo è il potere della grazia!
Senza la grazia non possiamo nulla. Senza la grazia non possiamo
nulla! E con la grazia del Battesimo e della Comunione eucaristica
posso diventare strumento della misericordia di Dio, di quella bella
misericordia di Dio!".
"Esprimere
nella vita il sacramento che abbiamo ricevuto: ecco, cari fratelli e
sorelle, il nostro impegno quotidiano, ma direi anche la nostra gioia
quotidiana! La gioia di sentirsi strumenti della grazia di Cristo,
come tralci della vite che è Lui stesso, animati dalla linfa del suo
Spirito! Preghiamo insieme, nel nome del Signore morto e risorto, e
per intercessione di Maria Santissima, perché il Mistero pasquale
possa operare profondamente in noi e in questo nostro tempo, perché
l’odio lasci il posto all’amore, la menzogna alla verità, la
vendetta al perdono, la tristezza alla gioia".
Dopo
il Regina Caeli il Papa ha salutato in italiano i pellegrini
provenienti dai vari continenti con queste parole: "Saluto con
grande affetto tutti voi, cari pellegrini provenienti da vari
Continenti per partecipare a questo incontro di preghiera. A ciascuno
auguro di trascorrere serenamente questo Lunedì dell’Angelo, nel
quale risuona con forza l’annuncio gioioso della Pasqua: Cristo è
risorto! Buona Pasqua a tutti! Buona Pasqua a tutti e buon pranzo!".
SESSIONE PLENARIA ANNUALE PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA
Città
del Vaticano, 3 aprile 2013
(VIS). La Pontificia Commissione Biblica terrà la sua Sessione
plenaria annuale dall'8 al 12 aprile presso la "Domus Sanctae
Marthae" della Città del Vaticano, sotto la presidenza
dell'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller.
Dirigerà i lavori dell'Assemblea il Padre Klemens Stock, S.I.,
Segretario generale.
Nel
corso della riunione i Membri concluderanno lo studio sul tema:
"Ispirazione e verità nella Bibbia". "Da alcuni anni
- rende noto un Comunicato della Pontificia Commissione Biblica - la
Commissione ha deciso di concentrare i propri sforzi nel verificare
in che modo il tema dell'ispirazione e quello della verità si
manifestino nei diversi libri della Sacra Scrittura. Scopo della
riflessione è quello di offrire un contributo positivo perché, in
una approfondita comprensione dei concetti di ispirazione e verità,
la Parola di Dio venga accolta da tutti i fedeli, in un modo sempre
più adeguato a questo singolare dono, in cui Dio comunica se stesso
e invita gli uomini alla comunione con Lui".
PRESA DI POSSESSO DEL CARDINALE OLORUNFEMI
Città
del Vaticano, 3 aprile 2013
(VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha
reso noto oggi che domenica 7 aprile, alle ore 12:00, il Cardinale
John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja (Nigeria), prenderà
possesso del Titolo di San Saturnino, Via Avigliana, 3, Roma.
domenica 31 marzo 2013
PAPA FRANCESCO: "LA MISERICORDIA DI DIO PUÒ FAR FIORIRE ANCHE LA TERRA PIÙ ARIDA"
Città
del Vaticano, 31 marzo 2013
(VIS). Alle 10:15 di questa mattina, Domenica di Pasqua, il Santo
Padre Francesco ha celebrato in Piazza San Pietro la solenne Messa
della Risurrezione del Signore. Alla celebrazione, che ha avuto
inizio con il rito del "Resurrexit" - la venerazione
dell'icona del Risorto, posta accanto all'altare papale - hanno
partecipato fedeli romani e pellegrini di tutto il mondo. Il Papa non
ha tenuto l'omelia poiché dopo la Messa ha pronunciato il Messaggio
pasquale ed ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi". È
stata la prima Messa di Pasqua del nuovo Vescovo di Roma.
Piazza
San Pietro era adornata da una splendida decorazione floreale. Più
di 40.000 fiori, donati dai coltivatori olandesi, hanno trasformato
il sagrato della Basilica in un magnifico giardino, in cui spiccavano
i narcisi gialli e i lilium bianchi, colori della Pasqua e della
bandiera pontificia, che rappresentano la purezza del sacrificio di
Gesù e la gloria della sua risurrezione, mentre i fiori di colore
rosa simboleggiano la luce di Cristo risorto che disperde le tenebre.
Alle
12:00, dalla Loggia delle Benedizioni, il Santo Padre Francesco si è
rivolto alle centinaia di migliaia di fedeli convenuti in Piazza San
Pietro e a tutti coloro che hanno seguito la Santa Messa a mezzo
della radio e della televisione ed ha pronunciato il Messaggio
pasquale. "La misericordia di Dio può far fiorire anche la
terra più arida" ha detto il Papa che ha pregato per la pace in
Medio Oriente - "in particolare tra Israeliani e Palestinesi,
che faticano a trovare la strada della concordia"-, la pace in
Iraq, Siria, Mali, Nigeria, le regione orientale del Congo, la
Repubblica Centroafricana e la Corea del Nord. Successivamente il
Papa ha impartito la Benedizione "Urbi et Orbi". Di seguito
pubblichiamo il testo integrale del Messaggio pasquale.
"Cari
fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buona Pasqua! Buona
Pasqua!
Che
grande gioia per me potervi dare questo annuncio: Cristo è risorto!
Vorrei che giungesse in ogni casa, in ogni famiglia, specialmente
dove c’è più sofferenza, negli ospedali, nelle carceri…
Soprattutto vorrei che giungesse a tutti i cuori, perché è lì che
Dio vuole seminare questa Buona Notizia: Gesù è risorto, c’è la
speranza per te, non sei più sotto il dominio del peccato, del male!
Ha vinto l’amore, ha vinto la misericordia! Sempre vince la
misericordia di Dio!
Anche
noi, come le donne discepole di Gesù, che andarono al sepolcro e lo
trovarono vuoto, possiamo domandarci che senso abbia questo
avvenimento. Che cosa significa che Gesù è risorto? Significa che
l’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte;
significa che l’amore di Dio può trasformare la nostra vita, far
fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore. E questo
può farlo l'amore di Dio.
Questo
stesso amore per cui il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è andato
fino in fondo nella via dell’umiltà e del dono di sé, fino agli
inferi, all’abisso della separazione da Dio, questo stesso amore
misericordioso ha inondato di luce il corpo morto di Gesù e lo ha
trasfigurato, lo ha fatto passare nella vita eterna. Gesù non è
tornato alla vita di prima, alla vita terrena, ma è entrato nella
vita gloriosa di Dio e ci è entrato con la nostra umanità, ci ha
aperto ad un futuro di speranza.
Ecco
che cos’è la Pasqua: è l’esodo, il passaggio dell’uomo dalla
schiavitù del peccato, del male alla libertà dell’amore, del
bene. Perché Dio è vita, solo vita, e la sua gloria siamo noi,
l’uomo vivente.
Cari
fratelli e sorelle, Cristo è morto e risorto una volta per sempre e
per tutti, ma la forza della Risurrezione, questo passaggio dalla
schiavitù del male alla libertà del bene, deve attuarsi in ogni
tempo, negli spazi concreti della nostra esistenza, nella nostra vita
di ogni giorno. Quanti deserti, anche oggi, l’essere umano deve
attraversare! Soprattutto il deserto che c’è dentro di lui, quando
manca l’amore di Dio e per il prossimo, quando manca la
consapevolezza di essere custode di tutto ciò che il Creatore ci ha
donato e ci dona. Ma la misericordia di Dio può far fiorire anche la
terra più arida, può ridare vita alle ossa inaridite.
Allora,
ecco l’invito che rivolgo a tutti: accogliamo la grazia della
Risurrezione di Cristo! Lasciamoci rinnovare dalla misericordia di
Dio, lasciamoci amare da Gesù, lasciamo che la potenza del suo amore
trasformi anche la nostra vita; e diventiamo strumenti di questa
misericordia, canali attraverso i quali Dio possa irrigare la terra,
custodire tutto il creato e far fiorire la giustizia e la pace.
E
così domandiamo a Gesù risorto, che trasforma la morte in vita, di
mutare l’odio in amore, la vendetta in perdono, la guerra in pace.
Sì, Cristo è la nostra pace e attraverso di Lui imploriamo pace per
il mondo intero.
Pace
per il Medio Oriente, in particolare tra Israeliani e Palestinesi,
che faticano a trovare la strada della concordia, affinché
riprendano con coraggio e disponibilità i negoziati per porre fine a
un conflitto che dura ormai da troppo tempo. Pace in Iraq, perché
cessi definitivamente ogni violenza, e, soprattutto, per l’amata
Siria, per la sua popolazione ferita dal conflitto e per i numerosi
profughi, che attendono aiuto e consolazione. Quanto sangue è stato
versato! E quante sofferenze dovranno essere ancora inflitte prima
che si riesca a trovare una soluzione politica alla crisi?
Pace
per l’Africa, ancora teatro di sanguinosi conflitti. In Mali,
affinché ritrovi unità e stabilità; e in Nigeria, dove purtroppo
non cessano gli attentati, che minacciano gravemente la vita di tanti
innocenti, e dove non poche persone, anche bambini, sono tenuti in
ostaggio da gruppi terroristici. Pace nell’est della Repubblica
Democratica del Congo e nella Repubblica Centroafricana, dove in
molti sono costretti a lasciare le proprie case e vivono ancora nella
paura.
Pace
in Asia, soprattutto nella Penisola coreana, perché superino le
divergenze e maturi un rinnovato spirito di riconciliazione.
Pace
a tutto il mondo, ancora così diviso dall’avidità di chi cerca
facili guadagni, ferito dall’egoismo che minaccia la vita umana e
la famiglia, egoismo che continua la tratta di persone, la schiavitù
più estesa in questo ventunesimo secolo; la tratta delle persone è
proprio la schiavitù più estesa in questo ventunesimo secolo!. Pace
a tutto il mondo, dilaniato dalla violenza legata al narcotraffico e
dallo sfruttamento iniquo delle risorse naturali! Pace a questa
nostra Terra! Gesù risorto porti conforto a chi è vittima delle
calamità naturali e ci renda custodi responsabili del creato.
Cari
fratelli e sorelle, a tutti voi che mi ascoltate da Roma e da ogni
parte del mondo, rivolgo l’invito del Salmo: «Rendete grazie al
Signore perché è buono, / perché il suo amore è per sempre. /
Dica Israele: / “Il suo amore è per sempre”» (Sal 117,1-2)".
Successivamente
Papa Francesco, invece dei saluti nelle diverse lingue, ha
pronunciato brevi parole in italiano per augurare Buona Pasqua a
tutti. Di seguito riportiamo le sue parole:
"Cari
fratelli e sorelle,
giunti
da ogni parte del mondo in questa piazza, cuore della cristianità, e
tutti voi che siete collegati attraverso i mezzi della comunicazione,
rinnovo il mio augurio: Buona Pasqua! Portate nelle vostre famiglie e
nei vostri paesi il messaggio di gioia, di speranza, e di pace che
ogni anno, in questo giorno, si rinnova con forza. Il Signore
Risorto, vincitore del peccato e della morte, sia di sostegno a
tutti, specialmente ai più deboli e bisognosi. Grazie per la vostra
presenza e la testimonianza della vostra fede. Un pensiero e un
grazie in particolare per il dono dei bellissimi fiori che provengono
dai Paesi Bassi. A tutti ripeto con affetto: Cristo Risorto guidi
tutti voi e l'intera umanità su sentieri di giustizia, di amore e di
pace".
Infine
Papa Francesco ha impartito la benedizione "Urbi et Orbi".
VEGLIA DI PASQUA: "ABBIAMO PAURA DELLE SORPRESE DI DIO. EGLI CI SORPRENDE SEMPRE".
Città
del Vaticano, 31 marzo 2013
(VIS). Alle ore 20.30 di ieri sera il Santo Padre Francesco ha
presieduto, nella Basilica Vaticana, la solenne Veglia nella Notte
Santa di Pasqua. Il Rito ha avuto inizio nell’atrio della Basilica
di San Pietro con la benedizione del fuoco e la preparazione del cero
pasquale. Alla processione verso l’Altare con il cero pasquale
acceso e al canto dell’Exsultet, hanno fanno seguito la Liturgia
della Parola, la Liturgia Battesimale - nel corso della quale il Papa
ha amministrato i Sacramenti dell’iniziazione cristiana (Battesimo,
Cresima e Prima Comunione) a 4 neofiti, provenienti da: Italia,
Albania, Russia e Stati Uniti d’America - e la Liturgia
Eucaristica, concelebrata con i Cardinali.
Dopo
la proclamazione del Santo Vangelo il Santo Padre ha commentato
nell'omelia la pagina evangelica che narra di come le sante donne si
recano al sepolcro di Gesù, incontrano gli angeli e la tomba vuota.
"Abbiamo paura delle sorprese di Dio. Cari fratelli e sorelle,
nella nostra vita abbiamo paura delle sorprese di Dio! Egli ci
sorprende sempre! Il Signore è così", ha detto Papa Francesco.
Di seguito pubblichiamo il testo dell'omelia pronunciata da Papa
Francesco.
"Cari
fratelli e sorelle!
Nel
Vangelo di questa Notte luminosa della Vigilia Pasquale incontriamo
per prime le donne che si recano al sepolcro di Gesù con gli aromi
per ungere il suo corpo. Vanno per compiere un gesto di compassione,
di affetto, di amore, un gesto tradizionale verso una persona cara
defunta, come ne facciamo anche noi. Avevano seguito Gesù, l’avevano
ascoltato, si erano sentite comprese nella loro dignità e lo avevano
accompagnato fino alla fine, sul Calvario, e al momento della
deposizione dalla croce. Possiamo immaginare i loro sentimenti mentre
vanno alla tomba: una certa tristezza, il dolore perché Gesù le
aveva lasciate, era morto, la sua vicenda era terminata. Ora si
ritornava alla vita di prima. Però nelle donne continuava l’amore,
ed è l’amore verso Gesù che le aveva spinte a recarsi al
sepolcro.
Ma
a questo punto avviene qualcosa di totalmente inaspettato, di nuovo,
che sconvolge il loro cuore e i loro programmi e sconvolgerà la loro
vita: vedono la pietra rimossa dal sepolcro, si avvicinano, e non
trovano il corpo del Signore. È un fatto che le lascia perplesse,
dubbiose, piene di domande: 'Che cosa succede?', 'Che senso ha tutto
questo?'. Non capita forse anche a noi così quando qualcosa di
veramente nuovo accade nel succedersi quotidiano dei fatti? Ci
fermiamo, non comprendiamo, non sappiamo come affrontarlo. La novità
spesso ci fa paura, anche la novità che Dio ci porta, la novità che
Dio ci chiede. Siamo come gli Apostoli del Vangelo: spesso preferiamo
tenere le nostre sicurezze, fermarci ad una tomba, al pensiero verso
un defunto, che alla fine vive solo nel ricordo della storia come i
grandi personaggi del passato. Abbiamo paura delle sorprese di Dio.
Cari fratelli e sorelle, nella nostra vita abbiamo paura delle
sorprese di Dio! Egli ci sorprende sempre! Il Signore è così.
Fratelli
e sorelle, non chiudiamoci alla novità che Dio vuole portare nella
nostra vita! Siamo spesso stanchi, delusi, tristi, sentiamo il peso
dei nostri peccati, pensiamo di non farcela. Non chiudiamoci in noi
stessi, non perdiamo la fiducia, non rassegniamoci mai: non ci sono
situazioni che Dio non possa cambiare, non c’è peccato che non
possa perdonare se ci apriamo a Lui.
Ma
torniamo al Vangelo, alle donne e facciamo un passo avanti. Trovano
la tomba vuota, il corpo di Gesù non c’è, qualcosa di nuovo è
avvenuto, ma tutto questo ancora non dice nulla di chiaro: suscita
interrogativi, lascia perplessi, senza offrire una risposta. Ed ecco
due uomini in abito sfolgorante, che dicono: 'Perché cercate tra i
morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto'. Quello che era un
semplice gesto, un fatto, compiuto certo per amore - il recarsi al
sepolcro – ora si trasforma in avvenimento, in un evento che cambia
veramente la vita. Nulla rimane più come prima, non solo nella vita
di quelle donne, ma anche nella nostra vita e nella nostra storia
dell’umanità. Gesù non è un morto, è risorto, è il Vivente!
Non
è semplicemente tornato in vita, ma è la vita stessa, perché è il
Figlio di Dio, che è il Vivente. Gesù non è più nel passato, ma
vive nel presente ed è proiettato verso il futuro, Gesù è l’'oggi'
eterno di Dio. Così la novità di Dio si presenta davanti agli occhi
delle donne, dei discepoli, di tutti noi: la vittoria sul peccato,
sul male, sulla morte, su tutto ciò che opprime la vita e le dà un
volto meno umano. E questo è un messaggio rivolto a me, a te, cara
sorella, e a te caro fratello. Quante volte abbiamo bisogno che
l’Amore ci dica: perché cercate tra i morti colui che è vivo? I
problemi, le preoccupazioni di tutti i giorni tendono a farci
chiudere in noi stessi, nella tristezza, nell’amarezza… e lì sta
la morte. Non cerchiamo lì Colui che è vivo!
Accetta
allora che Gesù Risorto entri nella tua vita, accoglilo come amico,
con fiducia: Lui è la vita! Se fino ad ora sei stato lontano da Lui,
fa’ un piccolo passo: ti accoglierà a braccia aperte. Se sei
indifferente, accetta di rischiare: non sarai deluso. Se ti sembra
difficile seguirlo, non avere paura, affidati a Lui, stai sicuro che
Lui ti è vicino, è con te e ti darà la pace che cerchi e la forza
per vivere come Lui vuole.
C’è
un ultimo semplice elemento che vorrei sottolineare nel Vangelo di
questa luminosa Veglia Pasquale. Le donne si incontrano con la novità
di Dio: Gesù è risorto, è il Vivente! Ma di fronte alla tomba
vuota e ai due uomini in abito sfolgorante, la loro prima reazione è
di timore: 'tenevano il volto chinato a terra' - nota san Luca -, non
avevano il coraggio neppure di guardare. Ma quando ascoltano
l’annuncio della Risurrezione, l’accolgono con fede. E i due
uomini in abito sfolgorante introducono un verbo fondamentale:
ricordate. 'Ricordatevi come vi parlò, quando era ancora in Galilea…
Ed esse si ricordarono delle sue parole'. Questo è l’invito a fare
memoria dell’incontro con Gesù, delle sue parole, dei suoi gesti,
della sua vita; ed è proprio questo ricordare con amore l’esperienza
con il Maestro che conduce le donne a superare ogni timore e a
portare l’annuncio della Risurrezione agli Apostoli e a tutti gli
altri. Fare memoria di quello che Dio ha fatto e fa per me, per noi,
fare memoria del cammino percorso; e questo spalanca il cuore alla
speranza per il futuro. Impariamo a fare memoria di quello che Dio ha
fatto nella nostra vita!
In
questa Notte di luce, invocando l’intercessione della Vergine
Maria, che custodiva ogni avvenimento nel suo cuore, chiediamo che il
Signore ci renda partecipi della sua Risurrezione: ci apra alla sua
novità che trasforma, alle sorprese di Dio, tanto belle; ci renda
uomini e donne capaci di fare memoria di ciò che Egli opera nella
nostra storia personale e in quella del mondo; ci renda capaci di
sentirlo come il Vivente, vivo ed operante in mezzo a noi; ci
insegni, cari fratelli e sorelle, ogni giorno a non cercare tra i
morti Colui che è vivo. Amen".
INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE PER APRILE 2013
Città
del Vaticano, 30 marzo 2013
(VIS). Di seguito riportiamo le
intenzioni per il mese di aprile affidate dal Papa all'Apostolato
della preghiera:
Generale:
"Perché la celebrazione pubblica e orante della fede sia
sorgente di vita per i fedeli".
Missionaria:
"Perché la Chiese particolari dei territori di missione siano
segno e strumento di speranza e di risurrezione".
AVVISO
Città
del Vaticano, 31 marzo 2013
(VIS). Abitualmente durante la Settimana Santa il servizio del V.I.S.
non viene trasmesso, ma quest'anno, eccezionalmente, il Vatican
Information Service ha trasmesso tutte le notizie relative alle
celebrazioni presiedute dal nuovo Papa Francesco durante il Triduo
Pasquale.
Nell'augurare
a tutti i nostri lettori Buona Pasqua informiamo che domani, lunedì
1° e martedì 2 aprile, giorni di vacanza in Vaticano, il servizio
del V.I.S. non sarà trasmesso. Le trasmissioni riprenderanno
mercoledì 3 aprile.
sabato 30 marzo 2013
IL PAPA: "MI PONGO ANCH’IO CON VOI DAVANTI ALLA SACRA SINDONE"
Città
del Vaticano, 30 marzo 2013
(VIS). Dalle ore 17:15 alle ore 18:40 di oggi, Sabato Santo, viene
effettuata nella Cattedrale di Torino un’ostensione straordinaria
della Sindone, trasmessa da RaiUno in mondovisione. L’iniziativa si
colloca nell’ambito dell’Anno della Fede indetto dal Santo Padre
Benedetto XVI.
Per
l’occasione, Papa Francesco ha registrato un video-messaggio, il
cui testo pubblichiamo di seguito:
"Cari
fratelli e sorelle,
mi
pongo anch’io con voi davanti alla sacra Sindone, e ringrazio il
Signore che ci offre, con gli strumenti di oggi, questa possibilità.
Anche
se avviene in questa forma, il nostro non è un semplice osservare,
ma è un venerare, è uno sguardo di preghiera. Direi di più: è un
lasciarsi guardare. Questo Volto ha gli occhi chiusi, è il volto di
un defunto, eppure misteriosamente ci guarda, e nel silenzio ci
parla. Come è possibile? Come mai il popolo fedele, come voi, vuole
fermarsi davanti a questa Icona di un Uomo flagellato e crocifisso?
Perché l’Uomo della Sindone ci invita a contemplare Gesù di
Nazaret. Questa immagine – impressa nel telo – parla al nostro
cuore e ci spinge a salire il Monte del Calvario, a guardare al legno
della Croce, a immergerci nel silenzio eloquente dell’amore.
Lasciamoci
dunque raggiungere da questo sguardo, che non cerca i nostri occhi ma
il nostro cuore. Ascoltiamo ciò che vuole dirci, nel silenzio,
oltrepassando la stessa morte. Attraverso la sacra Sindone ci giunge
la Parola unica ed ultima di Dio: l’Amore fatto uomo, incarnato
nella nostra storia; l’Amore misericordioso di Dio che ha preso su
di sé tutto il male del mondo per liberarci dal suo dominio. Questo
Volto sfigurato assomiglia a tanti volti di uomini e donne feriti da
una vita non rispettosa della loro dignità, da guerre e violenze che
colpiscono i più deboli… Eppure il Volto della Sindone comunica
una grande pace; questo Corpo torturato esprime una sovrana maestà.
È come se lasciasse trasparire un’energia contenuta ma potente, è
come se ci dicesse: abbi fiducia, non perdere la speranza; la forza
dell’amore di Dio, la forza del Risorto vince tutto.
Per
questo, contemplando l’Uomo della Sindone, faccio mia, in questo
momento, la preghiera che san Francesco d’Assisi pronunciò davanti
al Crocifisso:
Altissimo
e glorioso Dio,
illumina
le tenebre del cuore mio.
E
dammi fede retta, speranza certa, carità perfetta,
senno
e conoscimento, Signore,
che
faccia il tuo santo e verace comandamento. Amen".
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