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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 18 febbraio 2010

QUARESIMA: ATTRAVERSARE DESERTO ABBANDONANDOSI A DIO


CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, Mercoledì delle Ceneri, giorno di inizio della Quaresima, ha avuto luogo un'assemblea di preghiera nella forma delle "Stazioni" romane, presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI. Nella Basilica di Sant'Anselmo all'Aventino si è tenuto un momento di preghiera cui ha fatto seguito la processione penitenziale verso la Basilica di Santa Sabina, dove il Papa ha presieduto la Celebrazione Eucaristica con il rito di benedizione e di imposizione delle Ceneri. Benedetto XVI ha ricevuto le Ceneri dal Cardinale Jozef Tomko, Titolare della Basilica, ed ha imposto le Ceneri ai Cardinali, Arcivescovi e Vescovi presenti e ad alcuni fedeli.

  Nell'omelia il Papa ha sottolineato che la "assoluta certezza" dell'amore di Dio "ha sostenuto Gesù durante i quaranta giorni trascorsi nel deserto della Giudea, dopo il battesimo ricevuto da Giovanni nel Giordano. Quel lungo tempo di silenzio e di digiuno fu per Lui un abbandonarsi completamente al Padre e al suo disegno d'amore (...). Inoltrarsi nel deserto e rimanervi a lungo, da solo, significava esporsi volontariamente agli assalti del nemico, il tentatore (...) significava ingaggiare con lui la battaglia in campo aperto, sfidarlo senza altre armi che la fiducia sconfinata nell'amore onnipotente del Padre".

  "Adamo fu cacciato dal Paradiso terrestre, simbolo della comunione con Dio;" - ha detto il Papa - "ora, per ritornare a questa comunione e dunque alla vera vita, la vita eterna, bisogna attraversare il deserto, la prova della fede. Non da soli, ma con Gesù! Lui - come sempre - ci ha preceduto e ha già vinto il combattimento contro lo spirito del male. Ecco il senso della Quaresima, tempo liturgico che ogni anno ci invita a rinnovare la scelta di seguire Cristo sulla via dell'umiltà per partecipare alla sua vittoria sul peccato e sulla morte".

  "In questa prospettiva si comprende anche il segno penitenziale delle Ceneri" -ha spiegato il Pontefice - "che vengono imposte sul capo di quanti iniziano con buona volontà l'itinerario quaresimale. E' essenzialmente un gesto di umiltà, che significa: mi riconosco per quello che sono, una creatura fragile, fatta di terra e destinata alla terra, ma anche fatta ad immagine di Dio e destinata a Lui. Polvere, sì, ma amata, plasmata dal suo amore, animata dal suo soffio vitale, capace di riconoscere la sua voce e di rispondergli; libera e, per questo, capace anche di disobbedirgli, cedendo alla tentazione dell'orgoglio e dell'autosufficienza".

    "Il peccato" - ha proseguito il Santo Padre - "consiste fondamentalmente in una disobbedienza a Dio, vale a dire una mancanza d'amore. (...) Il primo atto di giustizia è dunque riconoscere la propria iniquità, e riconoscere che questa è radicata nel 'cuore', nel centro stesso della persona umana. I 'digiuni', i 'pianti', i 'lamenti' ed ogni espressione penitenziale hanno valore agli occhi di Dio solo se sono segno di cuori sinceramente pentiti. (...) La vera 'ricompensa' non è l'ammirazione degli altri, ma l'amicizia con Dio e la grazia che ne deriva, una grazia che dona pace e forza di compiere il bene, di amare anche chi non lo merita, di perdonare chi ci ha offeso".

  "Nel cuore di Cristo, cioè nel centro della sua Persona divino-umana, si è giocato in termini decisivi e definitivi tutto il dramma della libertà. Dio ha portato alle estreme conseguenze il proprio disegno di salvezza, rimanendo fedele al suo amore anche a costo di consegnare il Figlio unigenito alla morte, e alla morte di croce (...) . Grazie all'azione di Cristo, noi possiamo entrare nella giustizia 'più grande', che è quella dell'amore".

  "Cari fratelli e sorelle" - ha concluso il Pontefice - "la Quaresima allarga il nostro orizzonte, ci orienta verso la vita eterna" e ci "fa capire la relatività dei beni di questa terra e così ci rende capaci alle rinunce necessarie, liberi per fare il bene".
HML/MERCOLEDÌ CENERI/SANTA SABINA                VIS 20100218 (630)


IL PAPA CON I PARROCI E I SACERDOTI DELLA DIOCESI DI ROMA


CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2010 (VIS). Alle ore 11:00 di questa mattina, nell'Aula della Benedizione del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha incontrato i Parroci e i Sacerdoti della diocesi di Roma per il tradizionale appuntamento di inizio Quaresima. In occasione dell'Anno Sacerdotale Benedetto XVI ha tenuto una Lectio divina, nel corso della quale ha commentato alcuni capitoli della Lettera agli Ebrei in cui si fa riferimento al Sommo Sacerdote.
../INCONTRO CLERO ROMA/...                             VIS 20100218 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 18 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., Arcivescovo Metropolita di Panamá (superficie: 13.275; popolazione: 1.615.000; cattolici: 1.453.000; sacerdoti: 211; religiosi: 402; diaconi permanenti: 54), Panama. L'Arcivescovo eletto è nato a Chitré (Panama), nel 1956, ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983, ha emesso la professione solenne nell'Ordine di Sant'Agostino nel 1991 ed è stato nominato Vescovo nel 2004. Finora Vescovo Ausiliare della Arcidiocesi di Panamá, succede all'Arcivescovo José Dimas Cedeño Delgado, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo José Araneta Cabantan, Vescovo di Malaybalay (superficie: 8.293; popolazione: 1.446.314; cattolici: 1.167.465; sacerdoti: 80; religiosi: 164), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Lagonglong (Filippine), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Finora Parroco della Parrocchia "Medalla Milagrosa" di Cagayan de Oro (Filippine), succede al Vescovo Honesto Pacana, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Islamabad-Rawalpindi (Pakistan), presentata dal Vescovo Joseph Anthony Theodore Lobo, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Rufin Anthony, Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha nominato il Vescovo Demetrio Fernández González, Vescovo di Córdoba (superficie: 13.717; popolazione: 795.356; cattolici: 791.098; sacerdoti: 375; religiosi: 1.047), Spagna. Il Vescovo Fernández González  è stato finora Vescovo di Tarazona (Spagna).
NER:RE/.../...                                       VIS 20100218 (260)


mercoledì 17 febbraio 2010

QUARESIMA: CAMMINO CONVERSIONE E APERTURA AMORE DIVINO


CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2010 (VIS). "Iniziamo oggi, Mercoledì delle Ceneri, il cammino quaresimale: un cammino che si snoda per quaranta giorni e che ci porta alla gioia della Pasqua del Signore", ha detto il Papa all'inizio della catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI.

  Nel ricordare la formula "Convertitevi e credete al vangelo!", il Santo Padre ha affermato: "Convertirsi significa cambiare direzione nel cammino della vita: non, però, con un piccolo aggiustamento, ma con una vera e propria inversione di marcia. Conversione è andare controcorrente, dove la 'corrente' è lo stile di vita superficiale, incoerente ed illusorio, che spesso ci trascina, ci domina e ci rende schiavi del male o comunque prigionieri della mediocrità morale. Con la conversione, invece, si punta alla misura alta della vita cristiana, ci si affida al Vangelo vivente e personale, che è Cristo Gesù. E' la sua persona la meta finale e il senso profondo della conversione, è lui la via sulla quale tutti sono chiamati a camminare nella vita, lasciandosi illuminare dalla sua luce e sostenere dalla sua forza che muove i nostri passi".

  "Il 'convertitevi e credete al vangelo' non sta solo all'inizio della vita cristiana, ma ne accompagna tutti i passi, permane rinnovandosi e si diffonde ramificandosi in tutte le sue espressioni. Ogni giorno è momento favorevole e di grazia, perché ogni giorno ci sollecita a consegnarci a Gesù, ad avere fiducia in Lui, a rimanere in Lui (...) anche quando non mancano le difficoltà e le fatiche, le stanchezze e le cadute, anche quando siamo tentati di abbandonare la strada della sequela di Cristo e di chiuderci in noi stessi, nel nostro egoismo, senza renderci conto della necessità che abbiamo di aprirci all'amore di Dio in Cristo, per vivere la stessa logica di giustizia e di amore".

  "Di fronte all'innata paura della fine" - ha sottolineato Benedetto XVI - "e ancor più nel contesto di una cultura che in tanti modi tende a censurare la realtà e l'esperienza umana del morire, la liturgia quaresimale, da un lato, ci ricorda la morte invitandoci al realismo e alla saggezza, ma, dall'altro lato, ci spinge soprattutto a cogliere e a vivere la novità inattesa che la fede cristiana sprigiona nella realtà della stessa morte".
   
  "L'uomo è polvere e in polvere ritornerà, ma è polvere preziosa agli occhi di Dio, perché Dio ha creato l'uomo destinandolo all'immortalità.  (...) Anche il Signore Gesù ha liberamente voluto condividere con ogni uomo la sorte della fragilità, in particolare attraverso la sua morte in croce; ma proprio questa morte, colma del suo amore per il Padre e per l'umanità, è stata la via per la gloriosa risurrezione, attraverso la quale Cristo è diventato sorgente di una grazia donata a quanti credono in Lui e vengono resi partecipi della stessa vita divina".

  "Il piccolo gesto dell'imposizione delle ceneri" - ha sottolineato il Papa - "è un invito a percorrere il tempo quaresimale come un'immersione più consapevole e più intensa nel mistero pasquale di Gesù, nella sua morte e risurrezione, mediante la partecipazione all'Eucaristia e alla vita di carità, che dall'Eucaristia nasce e nella quale trova il suo compimento. Con l'imposizione delle ceneri noi rinnoviamo il nostro impegno di seguire Gesù, di lasciarci trasformare dal suo mistero pasquale, per vincere il male e fare il bene, per far morire il nostro "uomo vecchio" legato al peccato e far nascere l'"uomo nuovo" trasformato dalla grazia di Dio".
AG/QUARESIMA/...                                   VIS 20100217 (580)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato l'Arcivescovo Alessandro d'Errico, Nunzio Apostolico in Montenegro, attualmente Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina.
NN/.../D'ERRICO                                     VIS 20100217 (30)


martedì 16 febbraio 2010

LA TESTIMONIANZA SUSCITA VOCAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2010 (VIS). "La testimonianza suscita vocazioni" è il tema del Messaggio del Santo Padre per la XLVII Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che si celebrerà il 25 aprile 2010, IV Domenica di Pasqua, domenica del "Buon Pastore". Di seguito riportiamo ampi estratti del Documento.

  "La fecondità della proposta vocazionale, infatti, dipende primariamente dall'azione gratuita di Dio, ma, come conferma l'esperienza pastorale, è favorita anche dalla qualità e dalla ricchezza della testimonianza personale e comunitaria di quanti hanno già risposto alla chiamata del Signore nel ministero sacerdotale e nella vita consacrata, poiché la loro testimonianza può suscitare in altri il desiderio di corrispondere, a loro volta, con generosità all'appello di Cristo".

  "Già nell'Antico Testamento i profeti erano consapevoli di essere chiamati con la loro esistenza a testimoniare ciò che annunciavano, pronti ad affrontare anche l'incomprensione, il rifiuto, la persecuzione. (...) Nella pienezza dei tempi, sarà Gesù, l'inviato del Padre (cfr Gv 5,36), a testimoniare con la sua missione l'amore di Dio verso tutti gli uomini, senza distinzione, con particolare attenzione agli ultimi, ai peccatori, agli emarginati, ai poveri. Egli è il sommo Testimone di Dio e del suo anelito per la salvezza di tutti".

  "Anche la vocazione di Pietro, (...), passa attraverso la testimonianza del fratello Andrea (...) Così avvenne per Natanaele, Bartolomeo, grazie alla testimonianza di un altro discepolo, Filippo (...). L'iniziativa libera e gratuita di Dio incontra e interpella la responsabilità umana di quanti accolgono il suo invito a diventare strumenti, con la propria testimonianza, della chiamata divina. Questo accade anche oggi nella Chiesa: Iddio si serve della testimonianza di sacerdoti, fedeli alla loro missione, per suscitare nuove vocazioni sacerdotali e religiose al servizio del Popolo di Dio".

  "Elemento fondamentale e riconoscibile di ogni vocazione al sacerdozio e alla consacrazione è l'amicizia con Cristo. (...) Se il sacerdote è l` "uomo di Dio", che appartiene a Dio e che aiuta a conoscerlo e ad amarlo, non può non coltivare una profonda intimità con Lui, rimanere nel suo amore, dando spazio all'ascolto della sua Parola".

  "Altro aspetto della consacrazione sacerdotale e della vita religiosa è il dono totale di sé a Dio. (...) L'immagine di Gesù che nell'Ultima Cena si alza da tavola, depone le vesti, prende un asciugamano, se lo cinge ai fianchi e si china a lavare i piedi agli Apostoli, esprime il senso del servizio e del dono manifestati nell'intera sua esistenza, in obbedienza alla volontà del Padre".

  "Alla sequela di Gesù, ogni chiamato alla vita di speciale consacrazione deve sforzarsi di testimoniare il dono totale di sé a Dio. Da qui scaturisce la capacità di darsi poi a coloro che la Provvidenza gli affida nel ministero pastorale, con dedizione piena, continua e fedele, e con la gioia di farsi compagno di viaggio di tanti fratelli, affinché si aprano all'incontro con Cristo e la sua Parola divenga luce per il loro cammino. La storia di ogni vocazione si intreccia quasi sempre con la testimonianza di un sacerdote che vive con gioia il dono di se stesso ai fratelli per il Regno dei Cieli".

  "Infine, un terzo aspetto che non può non caratterizzare il sacerdote e la persona consacrata è il vivere la comunione. (...) In modo particolare, il sacerdote dev'essere uomo di comunione, aperto a tutti, capace di far camminare unito l'intero gregge che la bontà del Signore gli ha affidato, aiutando a superare divisioni, a ricucire strappi, ad appianare contrasti e incomprensioni, a perdonare le offese".

  "Se i giovani vedono sacerdoti isolati e tristi, non si sentono certo incoraggiati a seguirne l'esempio. Essi restano dubbiosi se sono condotti a considerare che questo è il futuro di un prete. È importante invece realizzare la comunione di vita, che mostri loro la bellezza dell'essere sacerdote".

  "Si potrebbe dire che le vocazioni sacerdotali nascono dal contatto con i sacerdoti, quasi come un prezioso patrimonio comunicato con la parola, con l'esempio e con l'intera esistenza".

  "Questo vale anche per la vita consacrata. L'esistenza stessa dei religiosi e delle religiose parla dell'amore di Cristo, quando essi lo seguono in piena fedeltà al Vangelo e con gioia ne assumono i criteri di giudizio e di comportamento. Diventano 'segno di contraddizione' per il mondo, la cui logica spesso è ispirata dal materialismo, dall'egoismo e dall'individualismo".

  "La loro fedeltà e la forza della loro testimonianza, poiché si lasciano conquistare da Dio rinunciando a se stessi, continuano a suscitare nell'animo di molti giovani il desiderio di seguire, a loro volta, Cristo per sempre, in modo generoso e totale. Imitare Cristo casto, povero e obbediente, e identificarsi con Lui: ecco l'ideale della vita consacrata, testimonianza del primato assoluto di Dio nella vita e nella storia degli uomini".

  "Ogni presbitero, ogni consacrato e ogni consacrata, fedeli alla loro vocazione, trasmettono la gioia di servire Cristo, e invitano tutti i cristiani a rispondere all'universale chiamata alla santità. Pertanto, per promuovere le vocazioni specifiche al ministero sacerdotale ed alla vita consacrata, per rendere più forte e incisivo l'annuncio vocazionale, è indispensabile l'esempio di quanti hanno già detto il proprio 'si' a Dio e al progetto di vita che Egli ha su ciascuno. La testimonianza personale, fatta di scelte esistenziali e concrete, incoraggerà i giovani a prendere decisioni impegnative, a loro volta, che investono il proprio futuro".

  "Possa ancora una volta questa Giornata Mondiale offrire una preziosa occasione a molti giovani per riflettere sulla propria vocazione, aderendovi con semplicità, fiducia e piena disponibilità".
MESS/GIORNATA PREGHIERA VOCAZIONI/...              VIS 20100216 (910)


INCONTRO CON VESCOVI CONFERENZA EPISCOPALE IRLANDESE


CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato reso pubblico questo mattina al termine dell'incontro del Santo Padre  Benedetto XVI con i Vescovi della Conferenza Episcopale Irlandese, iniziato ieri lunedì 15 febbraio e conclusosi oggi 16 febbraio 2010.

  "Il 15 e il 16 febbraio, il Santo Padre ha avuto un incontro con i Vescovi della Conferenza Episcopale Irlandese e con alcuni Membri anziani della Curia Romana per discutere la grave situazione emersa nella Chiesa in Irlanda. Insieme hanno esaminato il fallimento delle autorità della Chiesa Irlandese che per molti anni hanno mancato di agire efficacemente nel trattare i casi che implicavano l'abuso sessuale sui giovani, commessi da alcuni membri del clero e da religiosi irlandesi. Tutti i presenti hanno riconosciuto che questa grave crisi ha portato all'assenza di fiducia verso i responsabili della Chiesa e ha danneggiato la testimonianza del Vangelo e l'insegnamento morale della Chiesa".

  "L'incontro ha avuto luogo in uno spirito di preghiera e di fraternità collegiale e l'atmosfera sincera ed aperta ha offerto guida e sostegno ai Vescovi nel loro sforzo di affrontare la situazione nelle proprie rispettive Diocesi".

  "La mattina del 15 febbraio, dopo una breve introduzione del Santo Padre, ogni Vescovo irlandese ha presentato le proprie osservazioni e suggerimenti. I Vescovi hanno parlato con franchezza del senso di dolore e di rabbia, tradimento, scandalo e vergogna espressi, in numerose occasioni, dalle vittime degli abusi. Un simile senso di oltraggio era anche riflesso nei laici, nei sacerdoti e nei religiosi".

  "I Vescovi hanno descritto il sostegno che attualmente viene dato da migliaia di volontari laici preparati e dediti nelle parrocchie, per garantire la sicurezza dei bambini in tutte le attività della Chiesa, e hanno posto l'accento sul fatto che mentre non ci sono dubbi che gli errori di giudizio e le omissioni sono al fondo della crisi, sono state adottate misure significative per garantire la sicurezza dei bambini e dei giovani. I Vescovi hanno anche sottolineato il proprio impegno alla collaborazione con le Autorità statali in Irlanda, - del Nord e del Sud - e con il Consiglio Nazionale per la Salvaguardia dei Bambini nella Chiesa Cattolica in Irlanda per garantire che gli standard della Chiesa, le politiche e procedure rappresentino la migliore pratica in questo ambito".

  "Il Santo Padre ha osservato che l'abuso sessuale sui bambini e sui giovani non soltanto è un crimine odioso, ma anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignità della persona umana creata a Sua immagine. Consapevole che l'attuale e dolorosa situazione non si risolverà rapidamente, il Santo Padre ha esortato i Vescovi ad affrontare i problemi del passato con determinazione e fermezza, e ad affrontare l'attuale crisi con onestà e coraggio. Il Papa ha anche auspicato che il presente incontro contribuisca ad unire i Vescovi e a renderli capaci di parlare ad una sola voce nell'identificazione di passi concreti per portare la guarigione alle vittime degli abusi, incoraggiandoli al rinnovamento della fede in Cristo e a ripristinare la credibilità spirituale e morale della Chiesa".

  "Il Santo Padre ha anche fatto riferimento alla crisi della fede, più generalizzata, che colpisce la Chiesa, collegandola alla mancanza di rispetto per la persona umana e all'affievolimento della fede che è stato un significativo fattore nel contribuire al fenomeno degli abusi sui minori. Benedetto XVI ha ribadito la necessità di una più profonda riflessione teologica di tutta la questione, ed ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una migliore preparazione umana, spirituale, accademica e pastorale dei candidati al sacerdozio e alla vita religiosa e di quanti sono stati già ordinati e consacrati".

  "I Vescovi hanno avuto l'opportunità di esaminare e discutere una bozza della Lettera Pastorale del Santo Padre ai cattolici irlandesi. Tenendo conto dei commenti dei Vescovi irlandesi, Sua Santità completerà la Lettera che sarà pubblicata nel corso della Quaresima".
OP/INCONTRO VESCOVI IRLANDESI/...                   VIS 20100216 (660)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Ricardo Antonio Tobón Restrepo, Arcivescovo Metropolita di Medellín (superficie: 687; popolazione: 3.336.000; cattolici: 2.899.000; sacerdoti: 977; religiosi: 4.046; diaconi permanenti: 55), Colombia. L'Arcivescovo eletto, è nato a Ituango (Colombia), nel 1951, è stato ordinato sacerdote nel 1975 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2003. Finora Vescovo di Sonsón-Rionegro (Colombia), succede all'Arcivescovo Alberto Giraldo Jaramillo, P.S.S., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Medellín (Colombia), presentata dal Vescovo Gonzalo de Jesús Rivera Gómez, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../TOBÓN:GIRALDO:RIVERA                                VIS 20100216 (110)


lunedì 15 febbraio 2010

RIMANERE IN DIO ED OSSERVARE I SUOI COMANDAMENTI


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre si è recato in visita al Pontificio Seminario Romano Maggiore, alla vigilia della Festa della Madonna della Fiducia, Patrona del Seminario.

  Il Papa ha tenuto una Lectio Divina sul testo del Vangelo di Giovanni, cap. 15, 9-17, soffermandosi soprattutto sulle parole: "rimanete" e "osservate".

  "Meditando questo dono - Dio si è fatto uno con noi tutti e, nello stesso tempo, ci fa tutti uno, una vite - dobbiamo anche iniziare a pregare, affinché sempre più questo mistero penetri nella nostra mente, nel nostro cuore, e sempre più siamo capaci di vedere e di vivere la grandezza del mistero, e così cominciare a realizzare questo imperativo: 'Rimanete'".

  Riferendosi al secondo imperativo "Osservate", Benedetto XVI ha affermato che esso "è solo il secondo livello; il primo è quello del 'rimanere', il livello ontologico, del rapporto con Dio, cioè che siamo uniti con Lui, che ci ha dato in anticipo se stesso, ci ha già dato il suo amore, il frutto. Non siamo noi che dobbiamo produrre il grande frutto; il cristianesimo non è un moralismo, non siamo noi che dobbiamo fare quanto Dio si aspetta dal mondo, ma dobbiamo innanzitutto entrare in questo mistero ontologico: Dio si dà Egli stesso. Il suo essere, il suo amare, precede il nostro agire e, nel contesto del suo Corpo, nel contesto dello stare in Lui, identificati con Lui, nobilitati con il suo Sangue, possiamo anche noi agire con Cristo".

  "Il Signore dice: 'Non vi chiamo più servi, il servo non sa quello che fa il suo padrone. Vi ho chiamato amici perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi'. (...) La novità quindi è che Dio si è fatto conoscere, che Dio si è mostrato, che Dio non è più il Dio ignoto, cercato, ma non trovato o solo indovinato da lontano. Dio si è fatto vedere: nel volto di Cristo vediamo Dio, Dio si è fatto 'conosciuto', e così ci ha fatto amici".

  "Purtroppo" - ha lamentato il Papa - "anche oggi molti vivono lontani da Cristo, non conoscono il suo volto e così l'eterna tentazione del dualismo, (...) cioè che forse non c'è solo un principio buono, ma anche un principio cattivo, un principio del male; (...) nel volto del Cristo Crocifisso vediamo Dio e vediamo la vera onnipotenza, non il mito dell'onnipotenza. (...) In Lui la vera onnipotenza è amare fino al punto che Dio può soffrire: qui si mostra la sua vera onnipotenza, che può giungere fino al punto di un amore che soffre per noi".

  "'Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo conceda'. Nel capitolo 16 il Signore ci offre la chiave per comprendere: ci dice quanto ci dà, che cosa è questo tutto, la 'charà', la gioia: se uno ha trovato la gioia ha trovato tutto e vede tutto nella luce dell'amore divino".

    "Da Dio non chiediamo qualche piccola o grande cosa, da Dio invochiamo il dono divino, Dio stesso; questo è il grande dono che Dio ci dà: Dio stesso. In questo senso dobbiamo imparare a pregare, (...) perché Egli ci dia se stesso, ci dia il suo Spirito e così possiamo rispondere alle esigenze della vita e aiutare gli altri nelle loro sofferenze. (...) Dobbiamo imparare sempre più per quali cose possiamo pregare e per quali cose non possiamo pregare, perché sono espressioni del mio egoismo. Non posso pregare per cose che sono nocive per gli altri, non posso pregare per cose che aiutano il mio egoismo, la mia superbia. Così il pregare, davanti agli occhi di Dio, diventa un processo di purificazione dei nostri pensieri, dei nostri desideri. (...) Solo in questo processo di lenta purificazione, di liberazione da noi stessi e dalla volontà di avere solo noi stessi, sta il cammino vero della vita, si apre il cammino della gioia".
BXVI-VISITA/.../SEMINARIO MAGGIORE ROMA               VIS 20100215 (660)


BIOETICA: DIGNITÀ UMANA E LEGGE MORALE NATURALE


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza i Membri della Pontificia Accademia per la Vita, il cui Presidente è l'Arcivescovo Rino Fisichella, in occasione della Assemblea Plenaria.

  "Le problematiche che ruotano intorno al tema della bioetica" - ha detto il Santo Padre - "(...) pongono in primo piano la questione antropologica. (...) Dinanzi a simili questioni, che toccano in modo così decisivo la vita umana nella sua perenne tensione tra immanenza e trascendenza, e che hanno grande rilevanza per la cultura delle future generazioni, è necessario porre in essere un progetto pedagogico integrale, che permetta di affrontare tali tematiche in una visione positiva, equilibrata e costruttiva, soprattutto nel rapporto tra la fede e la ragione".

  "Le questioni di bioetica mettono spesso in primo piano il richiamo alla dignità della persona, un principio fondamentale che la fede in Gesù Cristo Crocifisso e Risorto ha da sempre difeso, soprattutto quando viene disatteso nei confronti dei soggetti più semplici e indifesi: Dio ama ciascun essere umano in modo unico e profondo. Anche la bioetica, come ogni disciplina, necessita di un richiamo capace di garantire una coerente lettura delle questioni etiche che, inevitabilmente,  emergono dinanzi a possibili conflitti interpretativi. In tale spazio si apre il richiamo normativo alla legge morale naturale".

  "Il riconoscimento della dignità umana, infatti, in quanto diritto inalienabile" - ha ribadito il Pontefice - "trova il suo fondamento primo in quella legge non scritta da mano d'uomo, ma iscritta da Dio Creatore nel cuore dell'uomo, che ogni ordinamento giuridico è chiamato a riconoscere come inviolabile e ogni singola persona è tenuta a rispettare e promuovere. Senza il principio fondativo della dignità umana sarebbe arduo trovare una fonte per i diritti della persona e impossibile giungere a un giudizio etico nei confronti delle conquiste della scienza che intervengono direttamente nella vita umana".

  "Quando si invoca il rispetto per la dignità della persona è fondamentale che esso sia pieno, totale e senza vincoli, tranne quelli del riconoscere di trovarsi sempre dinanzi a una vita umana. Certo, la vita umana conosce un proprio sviluppo e l'orizzonte di investigazione della scienza e della bioetica è aperto, ma occorre ribadire che quando si tratta di ambiti relativi all'essere umano, gli scienziati non possono mai pensare di avere tra le mani solo della materia inanimata e manipolabile. Infatti, fin dal primo istante, la vita dell'uomo è caratterizzata dall'essere vita umana e per questo portatrice sempre, dovunque e nonostante tutto, di dignità propria".

  "Coniugare bioetica e legge morale naturale permette di verificare al meglio il necessario e ineliminabile richiamo alla dignità che la vita umana possiede intrinsecamente dal suo primo istante fino alla sua fine naturale".

  "Invece, nel contesto odierno, pur emergendo con sempre maggior insistenza il giusto richiamo ai diritti che garantiscono la dignità della persona, si nota che non sempre tali diritti sono riconosciuti alla vita umana nel suo naturale sviluppo e negli stadi di maggior debolezza. Una simile contraddizione rende evidente l'impegno da assumere nei diversi ambiti della società e della cultura perché la vita umana sia riconosciuta sempre come soggetto inalienabile di diritto e mai come oggetto sottoposto all'arbitrio del più forte. La storia ha mostrato" - ha sottolineato il Papa - "quanto possa essere pericoloso e deleterio uno Stato che proceda a legiferare su questioni che toccano la persona e la società, pretendendo di essere esso stesso fonte e principio dell'etica".

  "La legge morale naturale (...) offre al legislatore la garanzia per un autentico rispetto sia della persona, sia dell'intero ordine creaturale. Essa si pone come fonte catalizzatrice di consenso tra persone di culture e religioni diverse e permette di andare oltre le differenze, perché afferma l'esistenza di un ordine impresso nella natura dal Creatore e riconosciuto come istanza di vero giudizio etico razionale per perseguire il bene ed evitare il male".
AC/BIOETICA:LEGGE MORALE NATURALE/ACAD-V         VIS 20100215 (650)


COMMISSIONE BILATERALE PERMANENTE SANTA SEDE-ISRAELE


CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2010 (VIS). Il 10 febbraio 2010, si è svolto un incontro della Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele per continuare il lavoro relativo ad un Accordo in conformità all'Articolo 10, paragrafo 2, del "Fundamental Agreement" tra le Parti, del 1993.

  Un Comunicato Congiunto rende noto che: "I colloqui sono stati proficui e si sono svolti in un'atmosfera di grande cordialità".

  Il prossimo incontro avrà luogo il 18 marzo.
OP/COMMISSIONE BILATERALE/SANTA SEDE:ISRAELE     VIS 20100215 (90)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Vescovo Martin Roos, di Timisoara (Romania), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Anton Cosa, di Chisinau (Moldova), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
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LA CHIESA RICONOSCE NEI POVERI VOLTO DI CRISTO


CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2010 (VIS). Benedetto XVI si è recato questa mattina in visita all'Ostello della Caritas Diocesana di Roma "Don Luigi di Liegro, alla Stazione Termini.

  Il complesso assistenziale, creato 23 anni fa, destinato ai poveri e agli emarginati della città, comprende vari locali: il poliambulatorio, la farmacia, l'ostello e la sala mensa.

  Rivolgendosi agli ospiti del Centro, il Papa ha detto: "Cari fratelli e amici che qui trovate accoglienza, sappiate che la Chiesa vi ama profondamente e non vi abbandona, perché riconosce nel volto di ognuno di voi il volto di Cristo".

  "La testimonianza della carità, che in questo luogo trova speciale concretizzazione, appartiene alla missione della Chiesa insieme con l'annuncio della verità del Vangelo. L'uomo non ha soltanto bisogno di essere nutrito materialmente o aiutato a superare i momenti di difficoltà, ma ha anche la necessità di sapere chi egli sia e di conoscere la verità su se stesso, sulla sua dignità".

  "La Chiesa, con il suo servizio a favore dei poveri" - ha sottolineato il Pontefice - "è dunque impegnata ad annunciare a tutti la verità sull'uomo, che è amato da Dio, creato a sua immagine, redento da Cristo e chiamato alla comunione eterna con Lui. Tante persone hanno potuto così riscoprire, e tuttora riscoprono, la propria dignità, smarrita a volte per tragici eventi, e ritrovano fiducia in se stessi e speranza nell'avvenire".

  La profonda certezza di sentirsi amati da Dio "genera nel cuore dell'uomo una speranza forte, solida, luminosa, una speranza che dona il coraggio di proseguire nel cammino della vita nonostante i fallimenti, le difficoltà e le prove che la accompagnano".

  "La mia visita" - ha ricordato il Papa - "avviene nell'Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale, indetto dal Parlamento Europeo e dalla Commissione Europea. Venendo in questo luogo come Vescovo di Roma, (...) desidero incoraggiare non solo i cattolici, ma ogni uomo di buona volontà, in particolare quanti hanno responsabilità nella pubblica amministrazione e nelle diverse istituzioni, ad impegnarsi nella costruzione di un futuro degno dell'uomo, riscoprendo nella carità la forza propulsiva per un autentico sviluppo e per la realizzazione di una società più giusta e fraterna".

  "Per promuovere una pacifica convivenza che aiuti gli uomini a riconoscersi membri dell'unica famiglia umana" - ha detto ancora il Papa - "è importante che le dimensioni del dono e della gratuità siano riscoperte come elementi costitutivi del vivere quotidiano e delle relazioni interpersonali. Tutto ciò diventa giorno dopo giorno sempre più urgente in un mondo nel quale, invece, sembra prevalere la logica del profitto e della ricerca del proprio interesse".

  "L'esperienza di volontariato che qui molti vivono è, specie per i giovani, un'autentica scuola in cui si impara ad essere costruttori della civiltà dell'amore, capaci di accogliere l'altro nella sua unicità e differenza".

  "Nel suo servizio alle persone in difficoltà" - ha concluso il Pontefice - "la Chiesa è mossa unicamente dal desiderio di esprimere la propria fede in quel Dio che è il difensore dei poveri e che ama ogni uomo per quello che è e non per quello che possiede o realizza".

  Al termine della visita, gli ospiti dell'Ostello e i volontari della Caritas di Roma hanno consegnato al Papa il Crocifisso restaurato della Chiesa di San Pietro di Onna, la cittadina dell'Abruzzo più colpita dal terremoto dell'aprile scorso. Il Santo Padre riconsegnerà il Crocifisso alla Chiesa di Onna al termine dei lavori di restauro.
BXVI-VISITA/OSTELLO CARITAS/ROMA                   VIS 20100215 (610)


GIUSTIZIA DI DIO: POVERI AMMESSI BANCHETTO VITA


CITTA' DEL VATICANO, 14 FEB. 2010 (VIS). Al termine della visita all'Ostello della Caritas diocesana di Roma, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Nel commentare il Vangelo di Luca e l'annuncio delle "beatitudini" , uno dei temi della liturgia odierna, il Papa ha affermato: "Le beatitudini si basano sul fatto che esiste una giustizia divina, che rialza chi è stato a torto umiliato e abbassa chi si è esaltato. (...) Questa giustizia e questa beatitudine si realizzano nel 'Regno dei cieli', o 'Regno di Dio', che avrà il suo compimento alla fine dei tempi ma che è già presente nella storia".

  "Dove i poveri sono consolati e ammessi al banchetto della vita, lì si manifesta la giustizia di Dio. E' questo il compito che i discepoli del Signore sono chiamati a svolgere anche nella società attuale" - ha sottolineato il Santo Padre  ricordando la visita all'Ostello della 'Caritas' Romana alla Stazione Termini ed ha incoraggiato "quanti operano in tale benemerita istituzione e quanti, in ogni parte del mondo, si impegnano gratuitamente in simili opere di giustizia e di amore".

  "Al tema della giustizia" - ha proseguito il Pontefice - "ho dedicato quest'anno il 'Messaggio per la Quaresima', che inizierà il prossimo mercoledì, detto delle Ceneri. Oggi desidero, pertanto, consegnarlo idealmente a tutti, invitando a leggerlo e a meditarlo. Il Vangelo di Cristo risponde positivamente alla sete di giustizia dell'uomo, ma in modo inatteso e sorprendente. Gesù non propone una rivoluzione di tipo sociale e politico, ma quella dell'amore, che ha già realizzato con la sua Croce e la sua Risurrezione. Su di esse si fondano le beatitudini, che propongono il nuovo orizzonte di giustizia, inaugurato dalla Pasqua, grazie al quale possiamo diventare giusti e costruire un mondo migliore".

  Al termine della recita dell'Angelus, Benedetto XVI ha ricordato i Paesi dell'Asia, la Cina e il Vietnam e le molte comunità sparse nel mondo dove si celebra oggi il capodanno lunare ed ha detto: "Sono giorni di festa, che quei popoli vivono come occasione privilegiata per rinsaldare i vincoli familiari e generazionali. Auguro a tutti di mantenere e accrescere la ricca eredità di valori spirituali e morali, che si radicano saldamente nella cultura di quei popoli".

  Nel saluto ai pellegrini polacchi, il Papa ha ricordato che: "L'odierna domenica è anche la festa dei santi Cirillo e Metodio, patroni d'Europa. I valori che essi hanno propagato nel nostro continente, cioè il segno della Croce, il Vangelo di Cristo e la vita secondo il Vangelo, rimangono il solido fondamento della forza spirituale dei popoli e dell'unità dell'Europa. Sono valori importanti anche per noi contemporanei. Chiediamo che i santi apostoli degli Slavi continuino a condurci sulle vie della fede".
ANG/BEATITUDINI/...                               VIS 20100215 (480)


INCONTRO DEL SANTO PADRE CON I VESCOVI IRLANDESI

CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2010 (VIS). Nel corso della giornata di oggi ha luogo un Incontro del Santo Padre con i Vescovi della Conferenza Episcopale Irlandese, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico. L'incontro ha avuto inizio questa mattina alle 9:30 è si concluderà questa sera alle 19:00.
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ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Jude Arogundade, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Ondo (superficie: 15.518; popolazione: 4.403.000; cattolici: 214.000; sacerdoti: 87; religiosi: 68), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Oka-Akoko (Nigeria) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. E' stato finora Amministratore della parrocchia "Our Lady of Mount Carmel Catholic Church", in Elmsford, New York (Stati Uniti D'America).

  Sabato 13 febbraio è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Mario Meini, Vescovo di Fiesole (superficie: 1.300; popolazione: 140.600; cattolici: 135.600; sacerdoti: 257; religiosi: 490; diaconi permanenti: 15), Italia. Finora Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello (Italia), il Vescovo Meini succede al Vescovo Luciano Giovanetti, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignore Eugene Martin Nugent, Nunzio Apostolico in Madagascar e Delegato Apostolico nelle Isole Comore, con funzioni di Delegato Apostolico in La Riunione, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, finora Consigliere di Nunziatura, è nato a Co. Clare (Irlanda), nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.

- Ha nominato il Vescovo Dominik Duka, O.P: Arcivescovo di Praha (superficie: 8.990; popolazione: 2.045.957; cattolici: 370.111; sacerdoti: 339; religiosi: 578; diaconi permanenti: 26), Repubblica Ceca. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1943 a Hradec Králové (Repubblica Ceca), è stato ordinato sacerdote nel 1970 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 1998. Finora Vescovo di Hradec Králové (Repubblica Ceca), succede al Cardinale Miloslav Vlk, del quale il Santo Padre ha accettato al rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Paolo Mancini, Prelato Segretario del Vicariato di Roma, al presente Parroco della Parrocchia del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo in Roma.
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venerdì 12 febbraio 2010

VIAGGIO APOSTOLICO MALTA


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre si recherà a Malta nei giorni 17 e 18 aprile prossimo, in occasione del 1950° anniversario del naufragio di San Paolo, che avvenne nel corso di un viaggio a Roma dell'Apostolo, nell'anno 60 della nostra epoca.

  La partenza dell'aereo papale è prevista sabato 17 aprile alle 15:25, dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino e l'arrivo a Malta alle 17:00. Dopo la cerimonia di benvenuto all'aeroporto internazionale di Luqa a Malta, il Santo Padre compirà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica George Abela nel Palazzo dei Gran Maestri a La Valletta, capitale dell'Isola.

  Alle 19:45 Benedetto XVI si recherà in visita alla Grotta di Rabat, rifugio dell'Apostolo dopo il naufragio e sede della prima comunità cristiana a Malta, come riportano Gli Atti degli Apostoli.

  Domenica alle 10:00, il Pontefice celebrerà la Santa Messa sul Piazzale dei Granai a Floriana. In seguito è previsto il pranzo con i Vescovi di Malta nella Nunziatura Apostolica a Rabat. Alle 16:45 è in programma il trasferimento via mare dalla banchina del porto di Kalkara alla banchina del Porto Grande di La Valletta ed alle 17:15 il Papa presiederà un incontro con i giovani.

  Al termine della cerimonia di congedo all'aeroporto internazionale di Malta a Luqa e del discorso del Santo Padre, è in programma, alle 19:10, la partenza per Roma dove l'arrivo all'aeroporto di Ciampino è previsto per le 20:45.
PV-MALTA/PROGRAMMA/...                           VIS 20100212 (230)


CHIESA: EVANGELIZZAZIONE E CURA MALATI CORPO E SPIRITO


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2010 (VIS). Alle ore 10:30 di oggi, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Concelebrazione eucaristica in occasione della XVIII Giornata Mondiale del Malato e del XXV anniversario della fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute). Alla liturgia eucaristica hanno partecipato i pellegrini dell'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Malati a Lourdes e ai Santuari Internazionali) e i pellegrini dell'Opera Romana Pellegrinaggi.

  La liturgia eucaristica è stata preceduta dall'arrivo in Basilica delle Reliquie di Santa Bernadette Soubirous che hanno percorso in processione Piazza San Pietro accolte in Basilica dall'Arciprete Cardinale Angelo Comastri, per essere collocate accanto all'immagine della Beata Maria Vergine di Lourdes, all'Altare della Confessione.

  "Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo" - ha detto il Papa nell'omelia citando il Vangelo di Matteo - "La Chiesa, cui è affidato il compito di prolungare nello spazio e nel tempo la missione di Cristo, non può disattendere queste due opere essenziali: evangelizzazione e cura dei malati nel corpo e nello spirito. Dio, infatti, vuole guarire tutto l'uomo e nel Vangelo la guarigione del corpo è segno del risanamento più profondo che è la remissione dei peccati".

  "Non meraviglia, dunque, che Maria, madre e modello della Chiesa, sia invocata e venerata come 'Salus infirmorum', 'Salute dei malati'. Quale prima e perfetta discepola del suo Figlio, Ella ha sempre mostrato, nell'accompagnare il cammino della Chiesa, una speciale sollecitudine per i sofferenti. (...) Nella memoria delle apparizioni a Lourdes, luogo prescelto da Maria per manifestare la sua materna sollecitudine per gli infermi, la liturgia riecheggia opportunamente il 'Magnificat'" che "non è il cantico di coloro ai quali arride la fortuna, che hanno sempre 'il vento in poppa'; è piuttosto il ringraziamento di chi conosce i drammi della vita, ma confida nell'opera redentrice di Dio".

  "La Chiesa, come Maria, custodisce dentro di sé i drammi dell'uomo e la consolazione di Dio (...) lungo il pellegrinaggio della storia. (...) La sofferenza accettata e offerta, la condivisione sincera e gratuita, non sono forse miracoli dell'amore? (...) Per tutto questo noi viviamo una gioia che non dimentica la sofferenza, anzi, la comprende. In questo modo i malati e tutti i sofferenti sono nella Chiesa non solo destinatari di attenzione e di cura, ma prima ancora e soprattutto protagonisti del pellegrinaggio della fede e della speranza, testimoni dei prodigi dell'amore, della gioia pasquale che fiorisce dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo".

  Nel commentare il brano della "Lettera di Giacomo": "Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato", il Santo Padre ha detto: "In questo Anno Sacerdotale, mi piace sottolineare il legame tra i malati e i sacerdoti (...). Il malato deve 'chiamare' i presbiteri, e questi devono rispondere, per attirare sull'esperienza della malattia la presenza e l'azione del Risorto e del suo Spirito".

  "In effetti, quando la Parola di Dio parla di guarigione, di salvezza, di salute del malato, intende questi concetti in senso integrale, non separando mai anima e corpo: un malato guarito dalla preghiera di Cristo, mediante la Chiesa, è una gioia sulla terra e nel cielo, è una primizia di vita eterna", ha concluso il Pontefice.

  Le cerimonie della XVIII Giornata Mondiale del Malato si sono concluse nel pomeriggio alle 16:30, con una processione che da Castel'Sant'Angelo ha raggiunto Piazza San Pietro percorrendo Via della Conciliazione. Intorno alle 17:30 il Santo Padre si è affacciato  alla finestra del suo studio per salutare e benedire i fedeli e i malati presenti.
HML/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                   VIS 100212 (640)


CATTOLICI E ORTODOSSI IN DIFESA DEI VALORI CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  All'inizio del suo discorso il Papa ha ricordato i Vescovi, gli innumerevoli sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli che "nel tempo delle persecuzione, hanno mostrato indomito attaccamento a Cristo e alla sua Chiesa e hanno conservata intatta la loro fede".

  Nel ringraziare i Vescovi per il loro "generoso impegno a servizio della rinascita e dello sviluppo della comunità cattolica" in Romania e nella Repubblica di Moldova, Benedetto XVI ha avuto parole di esortazione dicendo loro di "proporre ai fedeli un itinerario di fede cristiana matura e responsabile, specialmente attraverso l'insegnamento della religione, la catechesi, anche degli  adulti, e la preparazione ai Sacramenti. (...) È un programma impegnativo, che richiede l'elaborazione comune di piani pastorali miranti al 'bonum animarum' di tutti i cattolici dei diversi riti ed etnie".

  "In quest'Anno Sacerdotale, vi esorto ad essere sempre autentici padri dei vostri presbiteri (...). Impegnatevi a curare la comunione tra voi e con loro in un clima di affetto, di attenzione e di dialogo rispettoso e fraterno; interessatevi alle loro condizioni spirituali e materiali, al loro necessario aggiornamento teologico e pastorale".

  Benedetto XVI ha sottolineato che: "È compito primario dei Vescovi promuovere la pastorale vocazionale e la formazione umana, spirituale e intellettuale dei candidati al Sacerdozio nei Seminari e negli altri Istituti formativi (...) anche mediante la scelta attenta degli educatori e dei docenti. Analoga cura va posta nella formazione dei membri degli Istituti di vita consacrata, in particolare di quelli femminili".

  "La fioritura di vocazioni sacerdotali e religiose dipende in buona parte dalla salute morale e religiosa delle famiglie cristiane" - ha affermato il Pontefice - "Le famiglie cattoliche del vostro Paese (...) non sono immuni dalla piaghe dell'aborto, della corruzione, dell'alcolismo e della droga, come pure del controllo delle nascite mediante metodi contrari alla dignità della persona umana. Per combattere queste sfide, occorre promuovere consultori parrocchiali che assicurino un'adeguata preparazione alla vita coniugale e familiare, nonché organizzare meglio la pastorale giovanile".

  "Occorre, soprattutto" - ha ribadito il Santo Padre - "un deciso impegno per favorire la presenza dei valori cristiani nella società, sviluppando centri di formazione dove i giovani possano conoscere i valori autentici, impreziositi dal genio della cultura dei vostri Paesi, così da poterli testimoniare negli ambienti dove vivono".

  "In questo contesto" - ha aggiunto il Pontefice - "risulta particolarmente importante la testimonianza di fraternità tra Cattolici e Ortodossi: prevalga sulle divisioni e sui dissidi e apra i cuori alla riconciliazione". Nel ricordare il decimo anniversario - nel maggio 2009 - della "storica visita che il Venerabile Papa Giovanni Paolo II realizzò in Romania", il Papa ha auspicato che: "Il desiderio di unità suscitato da quella visita alimenti la preghiera e l'impegno a dialogare nella carità e nella verità e a promuovere iniziative comuni".

  "Un ambito di collaborazione oggi particolarmente importante tra Ortodossi e Cattolici" -ha affermato infine Benedetto XVI - "riguarda la difesa delle radici cristiane dell'Europa e dei valori cristiani e la comune testimonianza su temi come la famiglia, la bioetica, i diritti umani, l'onestà nella vita pubblica, l'ecologia: (...) Un costruttivo dialogo tra Ortodossi e Cattolici non mancherà di essere fermento di unità e di concordia non solo per i vostri paesi, ma anche per l'intera Europa".
AL/.../ROMANIA                                           VIS 20100212 (560)


CONCISTORO PER ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Venerdì 19 febbraio prossimo, alle 11:00, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà luogo il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:

- Stanislaw Soltys, al secolo Kazimierczyk, sacerdote dei Canonico Regolari Lateranensi.

- André, al secolo Alfred, Bessette, religioso della Congregazione della Santa Croce.

- Cándida María De Jesús, al secolo Juana Josefa, Cipitria y Barriola, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù.

- Mary of the Cross, al secolo Mary Helen, MacKillop, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore.

- Giulia Salzano, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore.

- Battista, al secolo Camilla, Varano, Vergine, monaca dell'Ordine di Santa Chiara.
OCL/CONCISTORO CANONIZZAZIONE/...                  VIS 20100212 (120)

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