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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 14 marzo 2008

GIOVANI FATEVI PORTATORI GIOIA CHE VIENE DONI SPIRITO SANTO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Basilica Vaticana la Liturgia Penitenziale con i giovani di Roma in preparazione alla XXIII Giornata Mondiale della Gioventù, in programma dal 15 al 20 luglio a Sydney (Australia), sul tema: "Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni". (At 1,8).

  "All'inizio dell'essere cristiano" - ha detto Papa Benedetto - "c'è l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva. Proprio per favorire questo incontro vi apprestate ad aprire i vostri cuori a Dio, confessando i vostri peccati e ricevendo, attraverso l'azione dello Spirito Santo e mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace".

  "E' così che si fa spazio alla presenza in noi dello Spirito Santo, la terza Persona della Santissima Trinità che è la 'anima' e il 'respiro vitale' della vita cristiana: lo Spirito ci rende capaci 'di maturare una comprensione di Gesù sempre più approfondita e gioiosa e, contemporaneamente, di realizzare un'efficace attuazione del Vangelo".

  Al riguardo Papa Benedetto XVI ha ricordato una meditazione sulla Pentecoste di quando era Arcivescovo di Monaco-Frisinga, ispirata al film intitolato "Seelenwanderung" (Metempsicosi), in cui uno dei due protagonisti vende l'anima in cambio del successo. "Dal momento in cui si era liberato della sua anima" - ha detto il Papa - "non aveva avuto più riguardi né umanità" dimostrando "in maniera impressionante come dietro alla facciata del successo si nasconda spesso un'esistenza vuota".

  "L'essere umano non può gettare via letteralmente la propria anima" - ha esclamato il Pontefice - "dal momento che è essa a renderlo persona. Egli infatti rimane comunque persona umana. Eppure ha la spaventosa possibilità di essere disumano, di rimanere persona vendendo e perdendo al tempo stesso la propria umanità".

  "La distanza tra la persona umana e l'essere disumano è immensa, eppure non si può dimostrare; è la cosa realmente esenziale, eppure è apparentemente senza importanza. Anche lo Spirito Santo, (...), non ha evidenza agli occhi esterni. Se penetra nella persona, oppure no, non lo si può vedere né dimostrare; ma ciò cambia e rinnova tutta la prospettiva dell'esistenza umana. Lo Spirito Santo non cambia le situazioni esteriori della vita, ma quelle interiori".

  "Prepariamoci dunque, con un sincero esame di coscienza" - ha esortato il Pontefice - "a presentarci a coloro ai quali Cristo ha affidato il ministero della riconciliazione. (...). Sperimenteremo così la vera gioia: quella che deriva dalla misericordia di Dio, si riversa nei nostri cuori e ci riconcilia con Lui. (...) Di questa gioia che viene dall'accogliere i doni dello Spirito Santo fatevi portatori, dando nella vostra vita testimonianza dei frutti dello Spirito: 'amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé'". (Gal 5,22).

  "Ricordate sempre che siete 'tempio dello Spirito'; lasciate che Egli abiti in voi e obbedite docilmente alle sue indicazioni, per portare il vostro contributo all'edificazione della Chiesa e discernere a quale tipo di vocazione il Signore vi chiama. (...) Siate generosi, fatevi aiutare col ricorso al sacramento della confessione e alla pratica della direzione spirituale nel vostro cammino di cristiani coerenti".

  Papa Benedetto XVI ha concluso l'omelia ricordando che venticinque anni or sono Giovanni Paolo II inaugurava a Roma il Centro Internazionale Giovanile San Lorenzo "per favorire l'accoglienza dei giovani, lo scambio di esperienze e di testimonianza della fede, e soprattutto la preghiera che ci fa scoprire l'amore di Dio".

  In quell'occasione, il 13 marzo 1983 Giovanni Paolo II disse: "'Dove andare in questo mondo, col peccato e la colpa, senza la Croce? La Croce prende su di sé tutta la miseria del mondo, che nasce dal peccato. Essa si rivela come segno di grazia. Raccoglie la nostra solidarietà e ci incoraggia al sacrificio per gli altri".

  "Cari giovani" - ha detto infine il Pontefice - "questa esperienza si rinnovi oggi per voi: guardate alla Croce, in questo momento e accogliamo l'amore di Dio che ci viene donato dalla Croce, dallo Spirito Santo che viene dal Costato trafitto del Signore e, come disse il Papa Giovanni Paolo II, 'Divenite, voi stessi, redentori dei giovani del mondo'.

  Durante la celebrazione numerosissimi giovani, delle migliaia presenti, hanno potuto accostarsi al sacramento della riconciliazione con il Santo Padre e le centinaia di sacerdoti e confessori delle quattro Basiliche papali.
HML/PENITENZA:GIOVANI/...                           VIS 20080314 (710)


BOLIVIA: CONCORDIA PER SUPERARE AVVERSITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Signor Carlos Federico de la Riva Guerra, nuovo Ambasciatore di Bolivia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  All'inizio del suo discorso il Papa ha ricordato che: "Le profonde radici cristiane della Bolivia hanno sostenuto la popolazione, accompagnando gli avvenimenti della sua storia e promuovendo il senso del rispetto e della riconciliazione, tanto necessario nei momenti difficili che la Nazione ha dovuto affrontare".

  Ponendo in rilievo che il Paese "vive profonde trasformazioni dalle quali scaturiscono situazioni difficili e a volte preoccupanti", Benedetto XVI ha affermato che "non è possibile rimanere indifferenti quando cresce la tensione sociale e si diffonde un clima ostile alla reciproca comprensione".

  In questo contesto il Papa ha segnalato che "le Autorità che hanno la responsabilità della vita della popolazione, e i dirigenti delle organizzazioni politiche, sociali e civili" devono adoperarsi per "promuovere in tutta la popolazione le condizioni necessarie al dialogo e alla concordia. Tale lodevole obiettivo sarà più facilmente realizzabile se tutti i boliviani daranno il meglio di sé con franchezza e generosità, spesso non senza abnegazione e sacrificio".

  "In tal modo" - ha proseguito il Pontefice - "la collaborazione sincera e altruista dei singoli e delle istituzioni contribuisce a sradicare i mali che affliggono il nobile popolo boliviano, tante volte colpito da catastrofi naturali, che esigono da tutti mezzi efficaci e sentimenti di fratellanza che aiutino a superarne le gravi conseguenze".

  Il Santo Padre ha sottolineato che "la rinascita civile e sociale, politica ed economica, esige sempre una disinteressata laboriosità ed una dedizione generosa a favore di un popolo che ha bisogno di aiuto materiale, morale e spirituale. Il conseguimento della pace deve fondarsi sulla giustizia, la verità e la libertà, come pure sulla reciproca collaborazione, l'amore e la riconciliazione".

  "Fedele alla sua missione", la Chiesa, "è sempre pronta a collaborare per la pacificazione e lo sviluppo umano e spirituale del Paese, proclamando la sua dottrina ed esprimendo anche pubblicamente il suo parere su questioni relative all'ordine sociale. Per cui, riconoscendo le competenze proprie dello Stato, assume come proprio dovere quello di offrire orientamenti, ai suoi fedeli e a tutta la società, che sradichino l'odio razziale, il revanscismo e la vendetta, e in definitiva, invece di adottare atteggiamenti di divisione, seguano le vie della solidarietà e della reciproca fiducia, nel rispetto della diversità".

  Benedetto XVI ha affermato inoltre che "è necessario che la difesa e la salvaguardia dei diritti umani siano fermamente sostenute da valori etici, come la giustizia e l'aspirazione alla pace, l'onestà e la trasparenza, e come l'effettiva solidarietà perché si correggano le ingiuste disuguaglianze sociali".

  "Per questo motivo" - ha proseguito il Pontefice - "l'insegnamento del bene morale, del giusto e dell'ingiusto, senza il quale nessuna società potrebbe sostenersi, è compito dell'educazione già dalla più tenera età. In tale missione, la famiglia ha un ruolo decisivo, per il quale deve poter contare sui necessari aiuti per il compimento della sua missione ed essere 'principale agente di pace' a beneficio di tutti".

  Il Papa ha concluso il suo discorso invocando Dio affinché in Bolivia "trionfi la verità che cerca il rispetto dell'altro, anche di quanti non condividono le stesse idee, la pace e la giustizia che insieme favoriscano uno sviluppo armonico e stabile, la consapevolezza per cercare soluzioni eque e ragionevoli ai problemi, e la concordia che unisce le volontà nel superamento delle avversità e nel conseguimento del bene comune".
CD/CREDENZIALI/BOLIVIA:DE LA RIVA                   VIS 20080314 (600)


TELEGRAMMA PER LA MORTE DI CHIARA LUBICH

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Santo Padre ha fatto pervenire a Don Oreste Basso, Copresidente del Movimento dei Focolari, per la morte, all'età di 88 anni, di Chiara Lubitch, Fondatrice del suddetto Movimento.

  "Ho appreso con profonda emozione la notizia della pia morte della Signorina Chiara Lubitch, sopraggiunta al termine di una lunga e feconda vita segnata instancabilmente dal suo amore per Gesù abbandonato. In quest'ora di doloroso distacco sono spiritualmente vicino con affetto ai familiari e all'intera opera di Maria - Movimento dei Focolari che da lei ha avuto origine come pure a quanti hanno apprezzato il suo impegno costante per la comunione nella Chiesa per il dialogo ecumenico e la fratellanza tra tutti i popoli".

  "Ringrazio il Signore per la testimonianza della sua esistenza spesa nell'ascolto dei bisogni dell'uomo contemporaneo in piena fedeltà alla Chiesa e al Papa, e, mentre ne affido l'anima alla divina bontà affinché la accolga nel seno del Padre, auspico che quanti l'hanno conosciuta e incontrata, ammirando le meraviglie che Dio ha compiuto attraverso il suo ardore missionario, ne seguano le orme, mantenendone vivo il carisma. Con tali voti invoco la materna intercessione di Maria e volentieri imparto a tutti la Benedizione Apostolica".
                                                   VIS         20080314 (220)


ARCIVESCOVO TOMASI SESSIONE O.N.U. DIRITTI DELL'UOMO

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, è intervenuto, il 5 e l'11 marzo scorso, alla Settima Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti dell'Uomo, in corso a Ginevra fino al 28 marzo prossimo.

  Il 5 marzo il Presule si è soffermato sul tema: "La dignità di ogni persona, radice dei diritti attribuiti alla comunità", ricordando l'importanza di "chiarire ed individuare l'origine e il fondamento dei diritti umani" che risiede esattamente "in ciò che è 'umano', vale a dire il comune legame di tutte le persone e il fondamento dei diritti umani".

  L'11 marzo scorso, trattando del tema: "Assistenza sanitaria speciale ai più deboli: bambini nel grembo e malati gravi", l'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che: "Non si possono accettare compromessi sul diritto alla vita di un individuo, dal concepimento alla morte naturale, né con la capacità di una persona a godere del della dignità che deriva da tale diritto".
DELSS/DIRITTI UMANI/TOMASI                           VIS 20080314 (180)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

    - Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, in Vistia "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Guire Poulard, di Jacmel.

-    Il Vescovo Joseph Willy Romélus, di Jérémie.

-    Il Vescovo Jean Alix Verrier, di Les Cayes.

 Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                VIS 20080314 (90)

giovedì 13 marzo 2008

HAITI: PROMUOVERE CAMBIAMENTO E RICONCILIAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", nel corso della quale, ha detto, "avete condiviso con la Curia Romana i motivi di gioia e di speranza, come pure di inquietudine, vissuti dal popolo di Dio affidato alle vostre cure pastorali".

  Rievocando il Viaggio ad Haiti, venticinque anni fa, di Giovanni Paolo II, in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale, dal titolo: "Bisogna che qualcosa cambi qui", Benedetto XVI si è posto lo stesso interrogativo del Predecessore: "Sono cambiate le cose?", ed ha ricordato che il Paese "ha conosciuto momenti dolorosi, che la Chiesa segue con attenzione: divisioni, ingiustizie, miseria, disoccupazione, elementi fonte di profonda inquietudine per la popolazione".

  "Chiedo al Signore" - ha esclamato Benedetto XVI - "di suscitare in tutti gli haitiani, particolarmente in quanti hanno responsabilità sociali, il coraggio di promuovere il cambiamento e la riconciliazione, affinché tutti gli abitanti del Paese abbiano condizioni di vita degne e beneficino dei beni della terra, in una sempre maggiore solidarietà".

  "Non posso dimenticare coloro che sono costretti a recarsi nel paese vicino per provvedere alle proprie necessità. Auspico che la Comunità internazionale prosegua ed intensifichi il suo sostegno al popolo haitiano, affinché esso possa prendere in mano il proprio futuro ed il proprio sviluppo".

  Riferendosi alla preoccupazioni dei Vescovi, il Papa ha menzionato "la situazione della struttura familiare, resa instabile a causa della crisi attraversata dal Paese, ma anche dall'evoluzione dei costumi e dalla progressiva perdita del senso del matrimonio e della famiglia, che pongono sullo stesso piano altre forme di unione".

  "E' in gran parte a partire della famiglia che la società e la Chiesa si sviluppano. La vostra attenzione a questo aspetto della vita pastorale è dunque fondamentale, poiché si tratta del luogo primario dell'educazione dei giovani. (...) Vi incoraggio quindi a sostenere gli sposi e le giovani famiglie, mediante una formazione sempre più appropriata, insegnando loro anche il rispetto della vita".

  In merito ai sacerdoti, il Santo Padre ha esortato i Vescovi a "essere attenti alla loro formazione permanente, intrattenendo con essi rapporti fraterni e fiduciosi, aiutandoli ad esercitare un ministero fecondo, invitandoli anche ad astenersi da impegni politici. (...) Che essi fondino il loro apostolato sul proprio rapporto con Cristo, sul mistero eucaristico che ci ricorda che il Signore si è donato totalmente per la salvezza del mondo".

  "Vi invito" - ha proseguito il Pontefice riferendosi alla formazione dei candidati al sacerdozio - "ad esaminare con gli episcopati di altri paesi l'offerta di formatori esperti, dalla vita sacerdotale esemplare, per accompagnare lungo le diverse tappe della loro formazione (...) i futuri sacerdoti di cui la vostre Diocesi hanno bisogno, e da cui dipende il futuro della Chiesa in Haiti. Che le Chiese locali possano ascoltare questo appello e accettare di offrire sacerdoti per aiutarvi nella formazione dei seminaristi".

  "Le scuole cattoliche, malgrado i mezzi limitati" - ha rilevato il Papa - "hanno un ruolo importante in Haiti e vengono apprezzate dalle Autorità e dalla popolazione. (...) Attraverso l'insegnamento si realizza la formazione e la maturazione della personalità, mediante il riconoscimento dei valori essenziali e la pratica delle virtù; ad essere trasmesso è anche un concetto dell'uomo e della società".

  Infine il Santo Padre ha elogiato l'opera dei religiosi, delle religiose e dei volontari che "frequentemente operano con i più poveri e con i diseredati, dimostrando che, lottando contro la povertà, si lotta anche contro i numerosi problemi sociali che derivano da essa".
AL/.../HAITI                                       VIS 20080313 (590)


TELEGRAMMA SCOMPARSA EDOARDO LUCIANI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Vescovo Giuseppe Andrich, di Belluno-Feltre (Italia), per la scomparsa, martedì 11 marzo, all'età di 91 anni, di Edoardo Luciani, fratello del Servo di Dio Giovanni Paolo I.

  Rievocando il cordiale "recente incontro a Lorenzago di Cadore" nel luglio scorso, con il Commendatore Edoardo Lucani, il Papa ne ricorda "le elette virtù umane e cristiane particolarmente l'esemplare dedizione alla famiglia, il generoso servizio alla Chiesa e l'intenso impegno civile".

  "Elevo fervide preghiere" - si legge ancora nel telegramma - "perché il defunto possa condividere con il Signore Risorto accanto alla consorte e al fratello Pontefice, teneramente amati, la gioia e la pace senza fine".
TGR/MORTE EDOARDO LUCIANI/...                       VIS 20080313 (130)


DOLORE DEL PAPA PER LA MORTE DELL'ARCIVESCOVO DI MOSSUL

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca di Babilonia dei Caldei (Iraq), nell'apprendere la notizia della morte dell'Arcivescovo Paulos Farj Rahho, di Mossul dei Caldei (Iraq), a seguito del rapimento avvenuto il 29 febbraio scorso.

  Il Papa esprime la sua particolare vicinanza "alla Chiesa Caldea e all'intera comunità cristiana (...) riaffermando la più decisa deplorazione per un atto di disumana violenza che offende la dignità dell'essere umano e nuoce gravemente alla causa della fraterna convivenza dell'amato popolo iracheno".

  Benedetto XVI assicura "fervide preghiera di suffragio per lo zelante Pastore sequestrato proprio al termine della Celebrazione della Via Crucis" ed invoca "dal Signore la sua misericordia perché questo tragico evento serva a costruire nella martoriata terra dell'Iraq un futuro di pace".
 
  Anche il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa mattina la seguente dichiarazione:

  "La notizia della morte dell'Arcivescovo Rahho, rapito nei giorni scorsi, colpisce e addolora profondamente il Santo Padre, che è stato subito informato".

  "Tutti avevamo continuato a sperare e a pregare per una sua liberazione, come il Papa aveva più volte chiesto nei suoi appelli".

  "Purtroppo la violenza più assurda e ingiustificata continua ad accanirsi sul popolo iracheno e in particolare sulla piccola comunità cristiana, a cui il Papa e tutti noi siamo particolarmente vicini nella preghiera e nella solidarietà in questo momento di grande dolore".

  "Vi è da augurarsi che questo tragico evento richiami ancora una volta e con più forza l'impegno di tutti e in particolare della comunità internazionale per la pacificazione di un Paese così travagliato".
OP/MORTE ARCIVESCOVO MOSSUL/LOMBARDI               VIS 20080313 (300)


COMUNICATO RELATIVO RIUNIONE VITA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 10 al 12 marzo corrente si è riunita, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina".

  "La riunione ha avuto, come tema, la Lettera che il Santo Padre ha indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. I Partecipanti hanno, in primo luogo, esaminato l'accoglienza, che è stata riservata al Documento pontificio all'interno e al di fuori della Cina. Si è riflettuto sui principi teologici, ispiratori della Lettera, per cogliere le prospettive che da essi nascono per la comunità cattolica in Cina. In concreto, sulla scia dei vari paragrafi del testo papale, sono stati considerati alcuni aspetti importanti, che riguardano la missione della Chiesa di essere 'strumento di salvezza' per il Popolo cinese: l'evangelizzazione in un mondo che vive nella globalizzazione; l'applicazione, nella situazione attuale in Cina, della dottrina del Concilio Vaticano II sulla natura e sulla struttura della Chiesa; il perdono e la riconciliazione all'interno della comunità cattolica; le esigenze della verità e della carità; il governo delle diocesi, che ha grande rilevanza per l'attività pastorale e per la formazione dei sacerdoti, dei seminaristi, dei religiosi, delle religiose e dei fedeli laici.  In linea con le indicazioni, espresse dal Papa nella sua Lettera, si è ribadita la volontà di un dialogo rispettoso e costruttivo con le Autorità civili. Infine, sempre alla luce del Documento pontificio, i Partecipanti si sono scambiati informazioni ed esperienze circa la vita e l'Attività della Chiesa in Cina".

  "La riunione si è conclusa con un incontro con il Santo Padre. Egli ha ascoltato un breve resoconto sul lavoro, svolto durante i tre giorni, e ha incoraggiato i Partecipanti a proseguire nel loro impegno a favore della comunità cattolica in Cina. Ha accennato anche all'appuntamento del 24 maggio prossimo, Giornata universale di preghiera per la Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                                     VIS 20080313 (340)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia (Italia).

  - Otto Presuli della Conferenza Episcopale di Haiti, in Visita "ad Limina Apostolorum":

-    Il Vescovo Chibly Langlois, di Fort-Liberté.

-    Il Vescovo Yves-Marie Péan, C.S.C., di Les Gonaïves, con il Vescovo emerito Emmanuel Constant.

-    Il Vescovo Pierre-Antoine Paulo, O.M.I., di Port-de-Paix.

-    L'Arcivescovo Joseph Serge Miot, di Port-au-Prince, con i Vescovi Ausiliari: Vescovo Joseph Lafontant, Vescovo Pierre-André Dumas e Vescovo Simon Saint-Hillien, C.S.C.
AP:AL/.../...                                         VIS 20080313 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Camille Perl, Vice Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario della medesima Pontificia Commissione.

- Il Monsignore Mario Marini, Segretario della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", finora Segretario Aggiunto della medesima Pontificia Commissione.
NA/.../PERL:MARINI                         VIS 20080313 (60)

mercoledì 12 marzo 2008

BOEZIO E CASSIODORO: GRANDI FIGURE CRISTIANESIMO ANTICO

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 (VIS). Prima dell'Udienza Generale, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Papa ha incontrato nella Basilica Vaticana un numeroso gruppo di studenti italiani ai quali ha detto: "La scuola oggi affronta notevoli sfide che emergono nel campo dell'educazione delle nuove generazioni. Per questo motivo la scuola non può essere soltanto luogo di apprendimento nozionistico, ma è chiamata ad offrire agli alunni l'opportunità di approfondire validi messaggi di carattere culturale, sociale, etico e religioso".

  "Chi insegna" - ha detto ancora il Pontefice - "non può non percepire anche il risvolto morale di ogni umano sapere, perché l'uomo conosce per agire e l'agire è frutto della sua conoscenza. Nell'odierna società, segnata da rapidi e profondi mutamenti voi, cari giovani che volete seguire Cristo, abbiate cura di aggiornare la vostra formazione spirituale, cercando di comprendere sempre più i contenuti della fede. Potrete così essere pronti a rispondere senza esitazioni a chi vi domanda ragione della vostra adesione al Signore".

  In un secondo tempo Benedetto XVI si è recato nell'Aula Paolo VI dove erano ad attenderlo migliaia di fedeli di tutto il mondo ed ha tenuto la catechesi dedicata alle due grandi figure del cristianesimo antico Boezio e Cassiodoro.

  "Boezio" - ha ricordato il Pontefice - "nato a Roma nel 480 circa dalla nobile stirpe degli Anicii, entrò ancora giovane nella vita pubblica, raggiungendo già a venticinque anni la carica di senatore. (...) Nonostante l'attività pubblica, non trascurò gli studi, dedicandosi in particolare all'approfondimento di temi di ordine filosofico-religioso. In questo ambito, cioè nell'impegno di promuovere l'incontro delle culture, utilizzò le categorie della filosofia greca per proporre la fede cristiana, anche qui in ricerca di una sintesi fra il patrimonio ellenistico-romano e il messaggio evangelico. Proprio per questo Boezio è stato qualificato come l'ultimo rappresentate della cultura romana antica e il primo degli intellettuali medievali".

  "La sua opera certamente più nota è il 'De consolatione philosophiae', che egli compose in carcere per dare un senso alla sua ingiusta detenzione. Era stato infatti accusato di complotto contro il re Teodorico per aver assunto la difesa in giudizio di un amico, il senatore Albino. (...) Processato e condannato a morte, fu giustiziato il 23 ottobre del 524".

  "Proprio per questa sua drammatica fine" - ha proseguito il Pontefice - "egli può parlare dall'interno della propria esperienza anche all'uomo contemporaneo e soprattutto alle tantissime persone che subiscono la sua stessa sorte a causa dell'ingiustizia presente in tanta parte della 'giustizia umana'".

  "La filosofia è, secondo Boezio, la vera medicina dell'anima. (lib. 1) (...)" e "l'uomo può sperimentare l'autentica felicità unicamente nella propria interiorità. (lib. II). Dio comunque resta il bene supremo verso cui tende ogni essere umano anche senza saperlo (lib. III)".

  Menzionando la triste esperienza di detenzione vissuta da Boezio, il Papa ha affermato: "Particolarmente assurda è poi la condizione di chi, ancora come Boezio (...), viene torturato a morte senza alcun altro motivo che non sia quello delle proprie convinzioni ideali, politiche e religiose. Boezio, simbolo di un numero immenso di detenuti ingiustamente di tutti i tempi e di tutte le latitudini, è di fatto oggettiva porta di ingresso alla contemplazione del misterioso Crocifisso del Golgota".

  Benedetto XVI ha dedicato la seconda parte della catechesi al contemporaneo di Boezio, Marco Aurelio Cassiodoro "un calabrese nato a Squillace verso il 485, che morì pieno di giorni a Vivarium introno al 580. Uomo di alto livello sociale" - ha detto il Papa - "si dedicò alla vita politica e all'impegno culturale come pochi altri nell'occidente romano del suo tempo".

  Con il fine di "recuperare, conservare e trasmettere ai posteri l'immenso patrimonio culturale degli antichi" - ha spiegato il Pontefice - Cassiodoro "fondò 'Vivarium', un cenobio in cui tutto era organizzato in modo tale che fosse stimato come preziosissimo e irrinunciabile il lavoro intellettuale dei monaci. E questo senza nessuno scapito per l'impegno spirituale monastico e cristiano e per l'attività caritativa verso i poveri".

  "Nel suo insegnamento" - ha ricordato ancora il Papa - "(...), soprattutto nel trattato 'De anima' e nelle 'Institutiones divinarum litterarum', la preghiera, (...), ha sempre una posizione centrale quale nutrimento necessario per tutti. (...) La ricerca di Dio, tesa alla sua contemplazione - annota Cassiodoro - "resta lo scopo permanente della vita monastica. Egli aggiunge però che, con l'aiuto della grazia divina, una migliore fruizione della Parola rivelata si può raggiungere con l'utilizzazione delle conquiste scientifiche e degli strumenti culturali 'profani'".

  "Viviamo infatti anche noi" - ha concluso il Pontefice - "in un tempo di incontro delle culture, di pericolo della violenza che distrugge le culture, e del necessario impegno di trasmettere i grandi valori e di insegnare alla nuove generazioni la via della riconciliazione e della pace. Questa via troviamo orientandoci verso il Dio con il volto umano, il Dio rivelatosi a noi in Cristo".
AG/BOEZIO:CASSIODORO/...                           VIS 20080312 (780)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Guido Zendron, Vescovo di Paulo Afonso (superficie: 28.328; popolazione: 359.000; cattolici: 264.000;  sacerdoti: 29; religiosi:43), Brasile. Il Vescovo eletto, sacerdote "fidei donum" dell'Arcidiocesi di São Salvador da Bahia (Brasile), è nato a Lisignago (Trento), nel 1954 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. E' stato finora Membro della Commissione Statale per l'Insegnamento della Religione e Coordinatore della Catechesi dell'Arcidiocesi di Bahia.

- Il Padre Fernando José Monteiro Guimarães, C.Ss.R., finora Capo Ufficio della Congregazione per il Clero, Vescovo di Garanhuns (superficie: 8.734; popolazione: 612.000; cattolici: 551.000; sacerdoti: 41; religiosi: 123), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Recife (Brasile), nel 1946, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Redentoristi nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1971.
NER/.../ZENDRON:MONTEIRO GUIMARÃES                   VIS 20080312 (120)

martedì 11 marzo 2008

CARDINALE BERTONE RIENTRA VIAGGIO ARMENIA E AZERBAIGIAN

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). Il 9 marzo scorso si è conclusa la Visita del Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, in Armenia ed Azerbaigian, Paesi che il Servo di Dio Giovanni Paolo II visitò rispettivamente nel 2001 e nel 2002. Il Porporato ha dovuto rinviare di due giorni il viaggio in considerazione della situazione creatasi in Armenia a seguito delle proteste e dello stato di emergenza dichiarato dal governo.

  Nella Sede Apostolica di Etchmiadzin, il Cardinale Bertone ha incontrato Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni, al quale ha consegnato una lettera del Santo Padre Benedetto XVI, in cui il Papa auspica la pace nel Paese e il proseguimento del dialogo ecumenico. Successivamente il Porporato ha incontrato la comunità cattolica dell'Armenia, che nel Paese è una minoranza.

  Il 6 marzo, il Cardinale Segretario di Stato ha lasciato Yerevan (Armenia) diretto in Azerbaigian, seconda tappa del suo Viaggio. A Baku, il Porporato ha consacrato e presieduto, a nome del Santo Padre, la cerimonia ufficiale di inaugurazione della prima Chiesa Cattolica dell'Azerbaigian, dedicata all'Immacolata Concezione, segno - ha detto il Porporato - di "autentica tolleranza religiosa", in un Paese a maggioranza musulmana.
 
  Uno dei momenti più significativi del Viaggio del Cardinale nella ex-repubblica sovietica - nella quale il 94,3% della popolazione è di religione musulmana - è stata la visita alla Moschea della capitale Baku. Il Cardinale Bertone è stato ricevuto, nella sua residenza, dal Capo dei Musulmani del Caucaso, Sheykh-ul-Islam Allah Shukur Pasha Zade, alla presenza anche dei Capi Religiosi della Chiesa Ortodossa Russa e della Comunità Ebraica.

  Al termine della visita alla Moschea di Baku, il Segretario di Stato ha partecipato ad una preghiera di benvenuto nella Cattedrale ortodossa russa, ed ha espresso l'auspicio di poter quanto prima "manifestare in modo visibile l'unità della Chiesa". Infine ha compiuto una visita alla Sinagoga della capitale.

  L'ultima cerimonia in programma della Visista del Cardinale Bertone in Azerbaigian è stata la celebrazione della Santa Messa, il 9 marzo, nella nuova Chiesa cattolica dell'Immacolata Concezione di Baku, dove il Segretario di Stato ha avuto parole di incoraggiamento per la piccola comunità cattolica del Paese. La Chiesa è stata edificata sul terreno che il Presidente Heydar Aliyev, padre dell'attuale Capo di Stato, volle donare a Papa Giovanni Paolo II in occasione del suo Viaggio Apostolico nel 2002.
.../VIAGGIO ARMENIA:AZERBAIGIAN/BERTONE               VIS 20080311 (370)


MOSTRA "MAGNIFICENZE VATICANE" FABBRICA DI SAN PIETRO

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). "Magnificenze Vaticane. Capolavori d'arte delle collezioni della Fabbrica di San Pietro" è il titolo della mostra che nel pomeriggio di oggi, alle 18:00, verrà inaugurata presso il Palazzo Incontro a Roma. Promossa dalla Provincia di Roma e dal Centro Europeo per il Turismo, la Mostra rimarrà aperta fino al 25 maggio 2008.

  Per la prima volta in tempi moderni saranno esposti oltre 130 pezzi recuperati dai depositi della Basilica Vaticana, restaurati e studiati da noti specialisti. Il percorso espositivo della Mostra "Magnificenze Vaticane" è articolato in diverse sezioni, tra loro interconnesse ma autonome per generi: architettura, pittura, scultura e arti applicate.

  "Lo scopo di una così precisa distinzione" - si legge nel Comunicato Stampa che annuncia l'iniziativa - "è finalizzato a meglio rappresentare la pluralità di interventi in un unico centro quale è la Basilica di San Pietro, e testimoniare la qualità dei manufatti anche in quelle azioni solitamente ritenute di carattere minore, ma soprattutto la varietà e l'abilità creativa dei protagonisti della scena artistica romana che in ogni tempo, dal XIV al XX secolo, hanno aspirato e chiesto di poter lasciare una propria traccia nella Basilica Vaticana".

  "La basilica papale di San Pietro in Vaticano, nota universalmente quale centro della Cristianità, raccoglie all'interno la somma di importanti monumenti, frutto dell'ingegno e della creatività dei massimi artisti di ogni epoca. Ma prima di fermare sulla pietra o sul bronzo queste scintille di genio, esisteva una fase nella quale l'opera veniva abbozzata e verificata per poi essere eseguita. La riscoperta della tracce di questa preziosa impronta del passato (...), è l'argomento di questa grande ed unica esposizione". Il Comunicato precisa inoltre che la Fabbrica di San Pietro fu un'istituzione creata da Papa Giulio II nel 1506 per seguire le fasi di cantiere del nuovo edificio in costruzione e per assicurarne la manutenzione ordinaria e straordinaria.

  "Tra i capolavori poco conosciuti: il grande rotolo di Damasco con le armi di Papa Alessandro VII Chigi e i Candelabri e gli originali reliquiari in forma piramidale ideati e realizzati da Gian Lorenzo Bernini, il prezioso set di Candelieri e Croce acquistati da Papa Pio IX dal re di Napoli per la Basilica Vaticana; o la preziosa serie di paliotti in seta e ricamo in oro utilizzati nel Settecento per arredare l'altare maggiore durante le cerimonie di canonizzazione".

 "Il Quattrocento, a sua volta," - si legge ancora nel Comunicato - "è rappresentato dalla serie dei quattro Evangelisti eseguiti da due veri protagonisti della scena romana dell'epoca, Mino da Fiesole e Giovanni Dalmata. La parte pittorica, a sua volta è bene rappresentata con l'esposizione per la prima volta di frammenti e affreschi della decorazione interna della Basilica di San Pietro. (...) Una seconda sezione dell'esposizione è invece dedicata alla memoria, al patrimonio cartaceo conservato nell'Archivio Storico Generale della Fabbrica, con gli autografi di Benvenuto Cellini, Michelangelo, Carlo Maderno, Gian Lorenzo Bernini e altri".
.../MAGNIFICENZE VATICANE/...                       VIS 20080311 (490)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Diocesi di Fajardo-Humacao (Porto Rico), con territorio dismembrato dall'Arcidiocesi di San Juan de Puerto Rico e dalla Diocesi di Caguas, rendendola suffraganea della Chiesa metropolitana di San Juan de Puerto Rico.

- Ha nominato il Reverendo Eusebio Ramos Morales, primo Vescovo di Fajardo-Humacao (superficie: 574; popolazione: 293.000; cattolici: 97.869; sacerdoti: 22; religiosi: 5; diaconi permanenti: 21), Porto Rico. Il Vescovo eletto, è nato a Maunabo (Porto Rico), nel 1952 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1983. E' stato finora Parroco della Parrocchia del "Santísimo Redentor" a Fajardo (Porto Rico) e Moderatore del Consiglio Presbiterale di Caguas (Porto Rico).

- Ha nominato il Reverendo Xolelo Thaddaeus Kumalo, Vescovo della Diocesi di Eshowe (superficie: 26.364; popolazione: 2.200.000; cattolici: 76.095; sacerdoti: 57; religiosi: 131), Sud Africa. Il Vescovo eletto è nato nel 1954 a Gogela (Sud Africa), ed è stato ordinato sacerdote nel 1991. E' stato finora Economo della Diocesi di Bethlehem (Sud Africa).

- Ha nominato il Monsignore Felipe Salazar Villagrana, Vescovo di San Juan de los Lagos (superficie: 12.000; popolazione: 974.000; cattolici: 951.000; sacerdoti: 315; religiosi: 519), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1940 ad Amatlán de Cañas ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. Finora è stato Amministratore diocesano della medesima Diocesi.
ECE:NER/.../RAMOS:KUMALO:SALAZAR                  VIS 20080311 (220)


lunedì 10 marzo 2008

RICHIAMARSI VALORI ALTI ESISTENZA FRONTE SECOLARIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, in corso sul tema: "La Chiesa e la sfida della secolarizzazione".

  "Oggi più che mai" - ha detto il Papa - "la reciproca apertura tra le culture è un terreno privilegiato per il dialogo tra uomini e donne impegnati nella ricerca di un autentico umanesimo, aldilà delle divergenze che li separano".

 "La secolarizzazione, (...), invade ogni aspetto della vita quotidiana e sviluppa una mentalità in cui Dio è di fatto assente, in tutto o in parte, dall'esistenza e dalla coscienza umana. Questa secolarizzazione non è soltanto una minaccia esterna per i credenti, ma si manifesta già da tempo in seno alla Chiesa stessa".

  I credenti nel mondo, ha affermato Papa Benedetto XVI, "sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori, nella negazione pratica di Dio: non c'è più bisogno di Dio, di pensare a Lui e di ritornare a Lui. Inoltre, la mentalità edonistica e consumistica predominante favorisce, nei fedeli come nei pastori, una deriva verso la superficialità e un egocentrismo che nuoce alla vita ecclesiale".

  Ponendo in risalto il rischio di "cadere in un'atrofia spirituale e in un vuoto del cuore", il Papa ha detto: "Si rivela quanto mai urgente reagire a simile deriva mediante il richiamo dei valori alti dell'esistenza, che danno senso alla vita e possono appagare l'inquietudine del cuore umano alla ricerca della felicità: la dignità della persona umana e la sua libertà, l'uguaglianza tra tutti gli uomini, il senso della vita e della morte e di ciò che ci attende dopo la conclusione dell'esistenza terrena".

  "Sempre più la formula 'Etsi Deus non daretur' diventa un modo di vivere che trae origine da una specie di 'superbia' della ragione - realtà pur creata e amata da Dio - la quale si ritiene sufficiente a se stessa e si chiude alla contemplazione e alla ricerca di una Verità che la supera".

  "Quanto mai importante si rivela perciò l'impegno del Pontificio Consiglio della Cultura per un dialogo fecondo tra scienza e fede. (...) Questo dialogo continui nella distinzione delle caratteristiche specifiche della scienza e della fede. Infatti, ognuna ha propri metodi, ambiti", ma "entrambe sono chiamate a servire l'uomo e l'umanità, favorendo lo sviluppo e la crescita integrale di ciascuno e di tutti".

  "Esorto soprattutto i Pastori del gregge di Dio a una missione instancabile e generosa per affrontare, sul terreno del dialogo e dell'incontro con le culture, dell'annuncio del Vangelo e della testimonianza, il preoccupante fenomeno della secolarizzazione, che indebolisce la persona e la ostacola nel suo innato anelito verso la Verità tutta intera".
AC/CHIESA:SECOLARIZZAZIONE/...                       VIS 20080310 (440)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE DERY

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato due telegrammi di cordoglio per la morte, il 6 marzo scorso, all'età di 89 anni, del Cardinale Peter Poreku Dery, Arcivescovo emerito di Tamale (Ghana); il primo all'Arcivescovo Gregory Ebo Kpiebaya, di Tamale (Ghana), ed un secondo al Signor Alipo Poreku, fratello del defunto Porporato.

  "Questo devoto Pastore" - scrive il Pontefice - "ha lasciato una luminosa eredità di preghiera, obbedienza alla volontà di Dio ed amore del prossimo. Per molti anni si dedicò con grande generosità al suo ministero sacerdotale ed episcopale al servizio dei fedeli della Diocesi di Wa e dell'Arcidiocesi di Tamale, predicando il Vangelo in situazioni difficili, con amore paterno, grande zelo e con cuore semplice, costantemente attento alle necessità dei poveri".
TGR/MORTE CARDINALE DERY/KPIEBAYA                   VIS 20080310 (140)

CONTRASTARE TUTTE LE FORME DI POVERTÀ

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico l'intervento del Monsignor Renato Volante, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), nel corso della XXIX Sessione della Conferenza Regionale della F.A.O. per il Medio Oriente, svoltasi a Il Cairo (Egitto), dal 1° al 5 marzo.

  Nel suo discorso intitolato: "Promuovere la sicurezza alimentare con particolare attenzione alle condizioni dei piccoli agricoltori", Monsignor Volante ha affermato: "La Santa Sede dedica particolare attenzione a quelle iniziative portate a compimento a livello internazionale che si adoperano per risolvere le situazioni di fame, di carenza di alimenti, malnutrizione, specialmente in situazioni di grande necessità in alcune aree della terra".

  "La situazione della sicurezza alimentare in Medio Oriente è preoccupante nonostante uno sviluppo generale dovuto anche alla disponibilità degli alimenti destinati al nutrimento della popolazione. La scarsità d'acqua, oltre a condizionare la produzione agricola, influisce sul livello di vita, con una evidente opposizione fra le potenzialità reali e la volontà di prendere quei provvedimenti che garantiscono non solo il livello nutritivo e il consumo di cibo, ma, in senso più ampio, le condizioni sociali, la salute, in particolare in quelle aree che naturalmente sono a rischio di desertificazione".

  "Ciò significa prestare maggiore attenzioni ai piccoli agricoltori, spesso trascurati dalle istituzioni e dall'attività di cooperazione. Nello stesso modo alcune condizioni ambientali, certi fattori determinati dall'uomo e le malattie degli animali, obbligano le popolazioni nomadi a sradicarsi dal proprio 'habitat' e a dedicarsi alla produzione di cibo, guadagnandosi da vivere in modo diverso rispetto alle proprie tradizioni".

  "La Delegazione della Santa Sede invita a considerare i risultati della presente Conferenza in una prospettiva che coinvolge l'essere umano nella sua interezza, richiamando i valori fondamentali della storia, le culture diverse, le esperienze religiose e la vita sociale nel Vicino Oriente. Tali aspetti facilmente esprimono concetti di giustizia e di solidarietà che occorre mettere in pratica in politica, nei regolamenti e nelle azioni di lotta contro la povertà in tutte le sue dimensioni materiali e spirituali".
DELSS/MEDIO ORIENTE/FAO:VOLANTE               VIS 20080310 (350)


COMMISSIONE DI STUDIO VITA DELLA CHIESA IN CINA

CITTA' DEL VATICANO, 8 MAR. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Dal 10 al 12 marzo corrente si riunirà, in Vaticano, la Commissione che il Papa Benedetto XVI ha istituito per studiare le questioni di maggiore importanza, relative alla vita della Chiesa in Cina. Fanno parte di detta Commissione i Superiori dei Dicasteri della Curia Romana, che sono competenti in materia, e alcuni rappresentanti dell'Episcopato cinese e di congregazioni religiose".

  "In questa prima riunione si prenderanno in esame le reazioni alla Lettera, che il Santo Padre ha indirizzato ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007. Si approfondirà il ricco contenuto del Documento pontificio e, alla luce di esso, si considereranno i principali aspetti della vita della Chiesa in Cina".
OP/RIUNIONE CHIESA CINA/...                           VIS 20080310 (150)


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