Città
del Vaticano, 29 luglio 2014
(VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto questa mattina
che, accogliendo l'invito delle Autorità civili e dei Vescovi, il
Santo Padre Francesco compirà un Viaggio Apostolico in Sri Lanka dal
12 al 15 gennaio e nelle Filippine dal 15 al 19 gennaio 2015. Il
programma del viaggio sarà pubblicato prossimamente.
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
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martedì 29 luglio 2014
IL PAPA AI PENTECOSTALI: NOI SIAMO IN QUESTO CAMMINO DELL’UNITÀ, TRA FRATELLI
Città
del Vaticano, 29 luglio 2014
(VIS). L'unione nella diversità e la richiesta di perdono per
l'incomprensione di alcuni cattolici verso i fratelli della Chiesa
evangelica pentecostale sono stati i punti chiave del discorso,
pronunciato ieri da Papa Francesco, nella Chiesa Pentecostale della
Riconciliazione a Caserta (Italia). È
qui che si è svolto l'incontro con l'amico e pastore
evangelico Giovanni Traettino, che il Papa conosce dagli anni di
Buenos Aires, e che, come il Vescovo di Roma, è impegnato
nell'ecumenismo. All'incontro, che si è svolto in un clima gioioso e
intimo, hanno partecipato circa 200 persone, la maggioranza
pentecostali provenienti dall'Italia, dagli Stati Uniti, da Argentina
ed altri paesi. "Con uomini come Lei - ha detto il pastore
Traettino all'amico Papa Francesco - c'è speranza per noi
cristiani".
Filo
conduttore delle parole di Papa Francesco è stato il discorso del
pastore Traettino, il quale ha affermato che il centro della nostra
vita è stare alla presenza di Gesù e camminare alla presenza di
Gesù. Papa Francesco ha ricordato che il "camminare" è
stato il primo comandamento che Dio ha dato al suo popolo, al nostro
padre Abramo: "'Va', cammina alla mia presenza e sii
irreprensibile'" ed ha aggiunto: "Io non capisco un
cristiano fermo! Un cristiano che non cammina, io non lo capisco! Il
cristiano deve camminare! (...) Perché ciò che è fermo, che non
cammina, si corrompe. Come l’acqua ferma, che è la prima acqua a
corrompersi (...) Ci sono cristiani che confondono il camminare col
'girare'. Non sono 'camminanti', sono erranti e girano qua e là
nella vita. (...) Manca loro la parresia, l’audacia di andare
avanti; manca loro la speranza".
Successivamente,
parlando della bellezza della fratellanza, il Papa ha ricordato la
vicenda di Giacobbe, nipote di Abramo, che durante la carestia manda
i suoi figli - 10 dei quali avevano venduto il fratello Giuseppe - a
comprare cibo in Egitto. Ed è in Egitto che essi ritrovano il
fratello, diventato consigliere del faraone.
"Quando
si cammina alla presenza di Dio, si dà questa fratellanza - ha
affermato il Papa - . Quando invece ci fermiamo, ci guardiamo troppo
l’uno all’altro, si dà un altro cammino… brutto, brutto! Il
cammino delle chiacchiere. (...) E così incominciano, così dal
primo momento è incominciata la divisione nella Chiesa. E non è lo
Spirito Santo che fa la divisione! (...) Dal primo momento, dal primo
momento del cristianesimo, nella comunità cristiana c’è stata
questa tentazione. 'Io sono di questo'; 'Io sono di quello'; 'No! Io
sono la chiesa, tu sei la setta'…. (...) Lo Spirito Santo fa la
'diversità' nella Chiesa. (...) E davvero questa diversità è tanto
ricca, tanto bella. Ma poi, lo stesso Spirito Santo fa l’unità, e
così la Chiesa è una nella diversità. E, per usare una parola
bella di un evangelico che io amo tanto, una 'diversità
riconciliata' dallo Spirito Santo. Lui fa entrambe le cose: fa la
diversità dei carismi e poi fa l’armonia dei carismi".
"Noi
siamo nell’epoca della globalizzazione, e pensiamo a cos’è la
globalizzazione e a cosa sarebbe l’unità nella Chiesa: forse una
sfera, dove tutti i punti sono equidistanti dal centro, tutti uguali?
No! Questa è uniformità. E lo Spirito Santo non fa uniformità!
(...) Pensiamo al poliedro: il poliedro è una unità, ma con tutte
le parti diverse; ognuna ha la sua peculiarità, il suo carisma.
Questa è l’unità nella diversità. È
in questa strada che noi cristiani facciamo ciò che chiamiamo col
nome teologico di ecumenismo: cerchiamo di far sì che questa
diversità sia più armonizzata dallo Spirito Santo e diventi unità;
cerchiamo di camminare alla presenza di Dio per essere
irreprensibili".
Riferendosi
a quanto detto dal pastore Traettino sull'Incarnazione del Signore,
il Santo Padre ha affermato: "L’incarnazione di Verbo è alla
base: è Gesù Cristo! Dio e uomo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo,
vero Dio e vero uomo. E così lo hanno capito i primi cristiani e
hanno dovuto lottare tanto, tanto, tanto per mantenere queste verità
(...) È
il mistero della carne di Cristo (...) Io amo il fratello
perché anche lui è Cristo, è come Cristo, è la carne di Cristo.
Io amo il povero, la vedova, lo schiavo, quello che è in carcere…
(...) Amo tutti costoro, perché queste persone che soffrono sono la
carne di Cristo (...) Non si può predicare un Vangelo puramente
intellettuale: il Vangelo è verità ma è anche amore ed è anche
bellezza! E questa è la gioia del Vangelo!".
"In
questo cammino - ha sottolineato il Papa - abbiamo fatto tante volte
la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe, quando la gelosia e
l’invidia ci hanno diviso. (...) Quella storia triste in cui il
Vangelo per alcuni era vissuto come una verità e non si accorgevano
che dietro questo atteggiamento c’erano cose brutte, cose non del
Signore, una brutta tentazione di divisione. Quella storia triste, in
cui pure si faceva la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe: la
denuncia, le leggi di questa gente: 'va contro la purezza della
razza…'. E queste leggi sono state sancite da battezzati! Alcuni di
quelli che hanno fatto questa legge e alcuni di quelli che hanno
perseguitato, denunciato i fratelli pentecostali perché erano
'entusiasti', quasi 'pazzi', che rovinavano la razza, alcuni erano
cattolici… (...). Io vi chiedo perdono per questo! Io vi chiedo
perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e
che sono stati tentati dal diavolo e hanno fatto la stessa cosa dei
fratelli di Giuseppe. Chiedo al Signore che ci dia la grazia di
riconoscere e di perdonare…".
"il
fratello Giovanni - ha proseguito il Pontefice - ha detto una cosa
che condivido totalmente: la verità è un incontro, un incontro tra
persone. La verità non si fa in laboratorio, si fa nella vita,
cercando Gesù per trovarlo. Ma il mistero più bello, più grande è
che quando noi troviamo Gesù, ci accorgiamo che Lui ci cercava da
prima, che Lui ci ha trovato da prima, perché Lui arriva prima di
noi! A me, in spagnolo, piace dire che il Signore ci primerea. È
una parola spagnola: ci precede, e sempre ci aspetta. (...) Da
quell’incontro viene tutto. Questo è il cammino della santità
cristiana: ogni giorno cercare Gesù per incontrarlo e ogni giorno
lasciarsi cercare da Gesù e lasciarsi incontrare da Gesù".
"Noi
siamo in questo cammino dell’unità, tra fratelli. - ha concluso il
Santo Padre - Qualcuno sarà stupito: 'Ma, il Papa è andato dagli
evangelici'. È andato a
trovare i fratelli! Sì! Perché - e questo che dirò è verità -
sono loro che sono venuti prima a trovare me a Buenos Aires. (...) E
così è cominciata questa amicizia, questa vicinanza fra i pastori
di Buenos Aires, e oggi qui. Vi ringrazio tanto. Vi chiedo di pregare
per me, ne ho bisogno… perché almeno non sia tanto cattivo.
Grazie!".
Il
Papa si è quindi intrattenuto a pranzo con la Comunità della Chiesa
evangelica pentecostale e nel pomeriggio è rientrato in Vaticano.
PELLEGRINAGGIO A ROMA DI 50.000 MINISTRANTI
Città
del Vaticano, 29 luglio 2014
(VIS). Come ogni anno, nella prima settimana di agosto, la Conferenza
Episcopale Tedesca organizza un pellegrinaggio comune dei ministranti
a Roma. Anche quest'anno, dal 4 all'8 agosto prossimo, più di 50.000
ministranti, provenienti dalla Germania, dall'Austria e dalla
Svizzera, saranno in pellegrinaggio a Roma per rafforzare il
potenziale spirituale dei pellegrinaggi precedenti. In Germania più
di 430.000 bambini, adolescenti e giovani adulti sono impegnati nel
servizio all'altare.
Il
programma di questa settimana comprende funzioni religiose diocesane,
visite guidate su temi di storia, cultura e spiritualità ed
escursioni culturali e religiose fra le quali una visita ad Assisi.
Culmine del pellegrinaggio sarà l'udienza con Papa Francesco che li
riceverà in Vaticano martedì 5 agosto prossimo.
lunedì 28 luglio 2014
VISITA PRIVATA DEL SANTO PADRE A CASERTA PER L'INCONTRO CON IL PASTORE EVANGELICO GIOVANNI TRAETTINO
Città
del Vaticano, 28 luglio 2014
(VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco si è recato
nuovamente a Caserta, dopo la visita pastorale di sabato 26 luglio,
per un incontro in forma privata con il pastore evangelico Giovanni
Traettino, cui lo lega un rapporto di amicizia instauratosi quando
era Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina).
Il
Papa è giunto a Caserta in elicottero verso le ore 10:15 e dopo un
colloquio personale riservato nell’abitazione del pastore Giovanni
Traettino, ha incontrato la Comunità della Chiesa evangelica
pentecostale presso i locali - ancora in costruzione - della Chiesa
pentecostale della Riconciliazione. Il Santo Padre si intrattiene a
pranzo con la Comunità e il rientro in Vaticano è previsto nel
pomeriggio.
CORDOGLIO PER LA MORTE DEL CARDINALE FRANCESCO MARCHISANO
Città
del Vaticano, 28 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio
all'Arcivescovo Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino (Italia), per
la morte, ieri a Roma, all'età di 85 anni, del Cardinale Francesco
Marchisano, Arciprete emerito della Basilica Papale di San Pietro in
Vaticano, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Città del
Vaticano, Presidente emerito della Fabbrica di San Pietro, Presidente
emerito dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.
"Appresa
la notizia delta morte del Cardinale Francesco Marchisano, illustre
figlio di codesta terra - scrive il Papa - desidero esprimere a
Vostra Eccellenza, al presbiterio e all'intera comunità diocesana,
come pure ai parenti e agli amici del compianto Porporato, sentimenti
di profondo cordoglio. Penso con affetto a questo caro pastore che
per tanti anni ha prestato la sua solerte collaborazione alla Sede
Apostolica, specialmente nella Congregazione per l'Educazione
Cattolica e poi quale Arciprete della Basilica Vaticana, infine come
Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica. Egli lascia
la testimonianza di una vita spesa nell'adesione generosa alla
propria vocazione, quale sacerdote e vescovo sollecito per le
necessita dei fedeli e sensibile al mondo dell'arte e della cultura.
Innalzo preghiere di suffragio perché il Signore lo accolga nel
gaudio e nella pace eterna, ed invio a quanti condividono il dolore
per la sua scomparsa la confortatrice Benedizione Apostolica".
Le
Esequie del defunto Cardinale Marchisano avranno luogo alle ore 8:00
di mercoledì 30 luglio, all'Altare della Cattedra della Basilica
Vaticana. La Liturgia Esequiale sarà celebrata dal Cardinale Angelo
Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con i Cardinali,
Arcivescovi e Vescovi presenti a Roma. Al termine della Celebrazione
Eucaristica, il Santo Padre Francesco presiederà il rito della
"Ultima Commendatio" e della "Valedictio".
ANGELUS: PAPA FRANCESCO RIBADISCE L'IMPORTANZA DI LEGGERE IL VANGELO
Città
del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, il Santo
Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per
recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, per
il consueto appuntamento domenicale. Come già nell'omelia della
Santa Messa celebrata il giorno precedente a Caserta, il Papa si è
soffermato sulle due parabole del Regno di Dio: quella del mercante
di perle che trova una perla preziosissima e vende tutti i suoi averi
pur di possederla e quella del contadino che arando il suo campo
trova un tesoro insperato e vende tutto per acquistare il terreno
dove ha trovato il tesoro. "Il mercante e il contadino non hanno
bisogno di fare ragionamenti, o di pensarci, di riflettere: si
accorgono subito del valore incomparabile di ciò che hanno trovato,
e sono disposti a perdere tutto pur di averlo".
"Così
è per il Regno di Dio - ha spiegato il Pontefice - chi lo trova non
ha dubbi, sente che è quello che cercava, che attendeva e che
risponde alle sue aspirazioni più autentiche. Ed è veramente così:
chi conosce Gesù, chi lo incontra personalmente, rimane affascinato,
attratto da tanta bontà, tanta verità, tanta bellezza, e tutto in
una grande umiltà e semplicità. Cercare Gesù, incontrare Gesù:
questo è il grande tesoro!".
"Quante
persone, quanti santi e sante, leggendo con cuore aperto il Vangelo,
sono stati talmente colpiti da Gesù, da convertirsi a Lui - ha
esclamato il Pontefice - Pensiamo a san Francesco di Assisi: lui era
già un cristiano, ma un cristiano 'all’acqua di rose'. Quando
lesse il Vangelo, in un momento decisivo della sua giovinezza,
incontrò Gesù e scoprì il Regno di Dio, e allora tutti i suoi
sogni di gloria terrena svanirono. Il Vangelo ti fa conoscere Gesù
vero, ti fa conoscere Gesù vivo; ti parla al cuore e ti cambia la
vita. E allora sì, lasci tutto. Puoi cambiare effettivamente tipo di
vita, oppure continuare a fare quello che facevi prima ma tu sei un
altro, sei rinato: hai trovato ciò che dà senso, ciò che dà
sapore, che dà luce a tutto, anche alle fatiche, anche alle
sofferenze e anche alla morte".
Successivamente
Papa Francesco ha ribadito l'importanza di leggere il Vangelo: "Ogni
giorno leggere un passo del Vangelo; e anche portare un piccolo
Vangelo con noi, nella tasca, nella borsa, comunque a portata di
mano. E lì, leggendo un passo, troveremo Gesù. Tutto acquista senso
quando lì, nel Vangelo, trovi questo tesoro, che Gesù chiama 'il
Regno di Dio', cioè Dio che regna nella tua vita, nella nostra vita;
Dio che è amore, pace e gioia in ogni uomo e in tutti gli uomini.
(...) Leggere il Vangelo è trovare Gesù e avere questa gioia
cristiana, che è un dono dello Spirito Santo".
"Cari
fratelli e sorelle, la gioia di avere trovato il tesoro del Regno di
Dio traspare, si vede. - ha detto infine il Pontefice - Il cristiano
non può tenere nascosta la sua fede, perché traspare in ogni
parola, in ogni gesto, anche in quelli più semplici e quotidiani:
traspare l’amore che Dio ci ha donato mediante Gesù. Preghiamo,
per intercessione della Vergine Maria, perché venga in noi e nel
mondo intero il suo Regno di amore, di giustizia e di pace".
NUOVO APPELLO DEL PAPA PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE, IRAQ E UCRAINA
Città
del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Dopo l'Angelus, il Santo Padre
Francesco, nel ricordare che domani ricorre il centesimo anniversario
dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, ha lanciato un nuovo
appello per la pace in Medio Oriente, Iraq e Ucraina e perché si
depongano le armi.
"Domani
- ha detto Papa Francesco - ricorre il centesimo anniversario dello
scoppio della Prima Guerra Mondiale, che causò milioni di vittime e
immense distruzioni. Tale conflitto, che Papa Benedetto XV definì
una 'inutile strage', sfociò, dopo quattro lunghi anni, in una pace
risultata più fragile. Domani sarà una giornata di lutto nel
ricordo di questo dramma. Mentre ricordiamo questo tragico evento,
auspico che non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano
presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni
della pace mediante un dialogo paziente e coraggioso".
"In
particolare, oggi il mio pensiero va a tre aree di crisi: quella
mediorientale, quella irakena e quella ucraina. Vi chiedo di
continuare a unirvi alla mia preghiera perché il Signore conceda
alle popolazioni e alle Autorità di quelle zone la saggezza e la
forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino
della pace, affrontando ogni diatriba con la tenacia del dialogo e
del negoziato e con la forza della riconciliazione. Al centro di ogni
decisione non si pongano gli interessi particolari, ma il bene comune
e il rispetto di ogni persona. Ricordiamo che tutto si perde con la
guerra e nulla si perde con la pace".
"Fratelli
e sorelle, mai la guerra! Mai la guerra! Penso soprattutto ai
bambini, ai quali si toglie la speranza di una vita degna, di un
futuro: bambini morti, bambini feriti, bambini mutilati, bambini
orfani, bambini che hanno come giocattoli residui bellici, bambini
che non sanno sorridere. Fermatevi, per favore! Ve lo chiedo con
tutto il cuore. E’ l’ora di fermarsi! Fermatevi, per favore!".
IL PAPA AI SACERDOTI DELLA DIOCESI DI CASERTA: I VESCOVI DEVONO SEMPRE ESSERE D’ACCORDO: MA D’ACCORDO NELL’UNITÀ, NON NELL’UNIFORMITÀ
Città
del Vaticano, 28 luglio 2014
(VIS). Alle 15:00 di sabato 26 luglio, il Santo Padre Francesco è
partito in elicottero dall’eliporto vaticano per la Visita
Pastorale a Caserta. Al Suo arrivo nell’eliporto della Scuola
Sottufficiali dell’Aeronautica Militare presso la Reggia di
Caserta, il Papa è stato accolto dal Vescovo Giovanni D’Alise,
Vescovo di Caserta e dalle Autorità locali. Successivamente,
raggiunta in auto la Reggia di Caserta, intorno alle ore 16:00, il
Santo Padre ha incontrato, nella Cappella Palatina, i Sacerdoti della
diocesi rispondendo alle loro domande e consegnando al Vescovo il
discorso che aveva preparato.
Papa
Francesco ha affermato che i Vescovi devono dare l'esempio dell'unità
che Gesù ha chiesto al Padre per la Chiesa. "Non si può andare
sparlando uno dell'altro (...) Nell'unità della Chiesa è importante
l'unità tra i Vescovi" ed ha sottolineato che è nei conflitti
che "il diavolo (...) festeggia!
È
lui che guadagna". I Vescovi devono "sempre essere
d’accordo: ma d’accordo nell’unità, non nell’uniformità.
Ognuno ha il suo carisma, ognuno ha il suo modo di pensare, di vedere
le cose: questa varietà a volte è frutto di sbagli, ma tante volte
è frutto dello stesso Spirito. (...) Lo stesso Spirito che fa la
diversità, poi è riuscito a fare l’unità; un’unità nella
diversità di ognuno, senza che nessuno perda la propria
personalità".
Alla
richiesta di uno suo suggerimento
per una pastorale che senza mortificare la pietà popolare, possa
rilanciare il primato del Vangelo, il Santo Padre ha detto: "La
pietà popolare vera nasce dal quel 'sensus fidei' di cui parla
l'Enciclica 'Lumen Gentium' e guida nella devozione dei Santi, della
Madonna, anche con espressioni folkloristiche nel senso buono della
parola. Per questo la pietà popolare è fondamentalmente
inculturata, non può essere una pietà popolare di laboratorio,
asettica, ma nasce sempre dalla nostra vita".
Alla
domanda sull'identità del sacerdote del terzo millennio e su come
superare la crisi esistenziale dei sacerdoti suscitata dalla
rivoluzione linguistica, semantica, culturale della testimonianza
evangelica, il Santo Padre ha risposto "Con creatività. (...) È
il comandamento che Dio ha dato ad Adamo: 'Va e fa crescere la
Terra'". La condizione per essere creativi nello Spirito, nello
Spirito del Signore Gesù, è soltanto la preghiera, non c'è altra
strada. "Un Vescovo che non prega, un prete che non prega ha
chiuso la porta, ha chiuso la strada della creatività".
Alla
domanda su quale potrebbe essere il fondamento di una spiritualità
del prete diocesano, il Santo Padre ha risposto che il sacerdote deve
avere una capacità di contemplazione sia verso Dio sia verso gli
uomini. "È
un uomo che guarda, che riempie i suoi occhi e il suo cuore di
questa contemplazione: con il Vangelo davanti a Dio, e con i problemi
umani davanti agli uomini. In questo senso deve essere un
contemplativo. Non bisogna fare confusione: il monaco è un’altra
cosa".
Il
Papa ha poi sottolineato che il centro della spiritualità del
sacerdote diocesano è nella diocesanità", che significa "avere
un rapporto con il Vescovo e un rapporto con gli altri sacerdoti.
(...) È
tutto qui: è semplice, ma al tempo stesso non è facile. (...) E
qual è il nemico più grande di questi due rapporti? Le chiacchiere
(...). Il diavolo sa che quel seme gli dà frutti e semina bene
(...). Un uomo solo finisce amareggiato, non è fecondo e chiacchiera
sugli altri. Questa è un'aria che non fa bene, è proprio quello che
impedisce quel rapporto evangelico e spirituale e fecondo con il
Vescovo e con il presbiterio". Papa Francesco ha ricordato che è
meglio dire le cose in faccia e non abbandonarsi alle chiacchiere
perché "Il diavolo è felice con quel 'banchetto', perché così
attacca proprio il centro della spiritualità del clero diocesano".
infine il Papa si è soffermato sul segno dell'amarezza dei
sacerdoti, dell'immagine di una Chiesa degli arrabbiati. "Uno
può arrabbiarsi: è anche sano arrabbiarsi una volta. Ma lo stato di
arrabbiamento non è del Signore e porta alla tristezza e alla
disunione", ha concluso.
DARE IL PRIMATO A DIO SIGNIFICA AVERE IL CORAGGIO DI DIRE NO AL MALE
Città
del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Oltre duecentomila persone hanno
assistito, alle 18:00 di ieri pomeriggio, alla Celebrazione
Eucaristica presieduta dal Santo Padre nella piazza antistante la
Reggia di Caserta.
Nell'omelia
il Papa si è soffermato sul "Regno dei cieli", illustrando
le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. Nella prima
parabola il "Regno" è simile a un tesoro nascosto nel
campo che viene scoperto da un contadino che pieno di gioia non esita
a vendere tutto per acquistare il terreno dove ha trovato il tesoro.
La seconda parabola vede come protagonista un mercante che trova una
perla di grande valore e vende tutti i suoi beni per possederla.
Il
contadino e il mercante, ha spiegato Papa Francesco, "sono
accomunati da un medesimo sentimento: la sorpresa e la gioia di aver
trovato l'appagamento di ogni desiderio". Rivolgendosi ai suoi
ascoltatori con parole semplici, che tutti potevano capire, Gesù,
mediante queste due parabole, "insegna che cosa è il regno dei
cieli, come lo si trova, cosa fare per possederlo".
"Che
cosa è il regno dei cieli? Gesù non si preoccupa di spiegarlo. Lo
enuncia fin dall’inizio del suo Vangelo: 'Il regno dei cieli è
vicino'; tuttavia non lo fa mai vedere direttamente, ma sempre di
riflesso, narrando l’agire di un padrone, di un re, di dieci
vergini… Preferisce lasciarlo intuire, con parabole e similitudini,
manifestandone soprattutto gli effetti: il regno dei cieli è capace
di cambiare il mondo, come il lievito nascosto nella pasta; (...) Le
due parabole sulle quali vogliamo riflettere ci fanno capire che il
regno di Dio si fa presente nella persona stessa di Gesù. È lui il
tesoro nascosto e la perla di grande valore. Si comprende la gioia
del contadino e del mercante: hanno trovato! È la gioia di ognuno di
noi quando scopriamo la vicinanza e la presenza di Gesù nella nostra
vita. Una presenza che trasforma l’esistenza e ci rende aperti alle
esigenze dei fratelli; una presenza che invita ad accogliere ogni
altra presenza, anche quella dello straniero e dell’immigrato".
"Come
si trova il regno di Dio? Ognuno di noi ha un percorso particolare.
Per qualcuno l’incontro con Gesù è atteso, desiderato, cercato a
lungo, come ci viene mostrato nella parabola del mercante. Per altri
accade all’improvviso, quasi per caso, come nella parabola del
contadino. Questo ci ricorda - ha sottolineato il Pontefice - che Dio
si lascia incontrare comunque, perché è Lui che per primo desidera
incontrare noi e per primo cerca di incontrarci: è venuto per essere
il 'Dio con noi'. È Lui che ci cerca e si fa trovare anche da chi
non lo cerca. A volte Egli si lascia trovare nei luoghi insoliti e in
tempi inattesi. Quando si trova Gesù se ne rimane affascinati,
conquistati, ed è una gioia lasciare il nostro consueto modo di
vivere, talvolta arido e apatico, per abbracciare il Vangelo, per
lasciarci guidare dalla logica nuova dell’amore e del servizio
umile e disinteressato".
"Cosa
fare per possedere il regno di Dio? Su questo punto Gesù è molto
esplicito: non basta l’entusiasmo, la gioia della scoperta. Occorre
anteporre la perla preziosa del regno ad ogni altro bene terreno;
occorre mettere Dio al primo posto nella nostra vita, preferirlo a
tutto. Dare il primato a Dio significa avere il coraggio di dire no
al male, alla violenza, alle sopraffazioni, per vivere una vita di
servizio agli altri e in favore della legalità e del bene comune.
(...) Chi diventa amico di Dio, ama i fratelli, si impegna a
salvaguardare la loro vita e la loro salute anche rispettando
l’ambiente e la natura. Ciò è particolarmente importante - ha
ribadito Papa Francesco - in questa vostra bella terra che richiede
di essere tutelata e preservata, richiede di avere il coraggio di
dire no ad ogni forma di corruzione e di illegalità - tutti sappiamo
il nome di queste forme di corruzione e di illegalità - richiede a
tutti di essere servitori della verità e di assumere in ogni
situazione lo stile di vita evangelico, che si manifesta nel dono di
sé e nell’attenzione al povero e all’escluso".
"La
festa di Sant’Anna, patrona di Caserta - ha detto infine il
Pontefice - ha raccolto in questa piazza le varie componenti della
Comunità diocesana con il Vescovo e con la presenza delle autorità
civili e dei rappresentanti di varie realtà sociali. Desidero
incoraggiarvi tutti a vivere la festa patronale libera da ogni
condizionamento, espressione pura della fede di un popolo che si
riconosce famiglia di Dio e rinsalda i vincoli della fraternità e
della solidarietà. Sant’Anna forse ha ascoltato sua figlia Maria
proclamare le parole del Magnificat: 'Ha rovesciato i potenti dai
troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di bene gli affamati'.
Ella vi aiuti a ricercare l’unico tesoro, Gesù, e vi insegni a
scoprire i criteri dell’agire di Dio; Egli capovolge i giudizi del
mondo, viene in soccorso dei poveri e dei piccoli e colma di beni gli
umili, che affidano a Lui la loro esistenza. Abbiate speranza, la
speranza non delude. E a me piace ripetervi: non lasciatevi rubare la
speranza!".
Al
termine della Messa, prima della benedizione finale, il Santo Padre
Francesco ha ringraziato tutti i presenti per la calorosa
accoglienza, e, ringraziando anche il Cardinale Arcivescovo di Napoli
Crescenzio Sepe, ha detto: "Ho sentito che forse i napoletani
sono un po' gelosi di questa mia visita, ma voglio assicurare ai
napoletani che sicuramente quest'anno andrò da loro".
Al
termine della Celebrazione Eucaristica, il Papa ha raggiunto
l'eliporto della Scuola Sottufficiali dell'Aeronautica Militare e,
dopo essersi congedato dalle Autorità che lo hanno accolto
all'arrivo, è decollato in elicottero per rientrare a Roma.
COMUNICATO DELLA FAMIGLIA DI PADRE PAOLO DALL'OGLIO AD UN ANNO DALLA SUA SCOMPARSA IN SIRIA
Città
del Vaticano, 28 luglio 2014
(VIS). La famiglia di Padre Paolo Dall'Oglio, il sacerdote gesuita
italiano scomparso un anno fa nella città siriana di Raqqa, ha
emesso oggi il seguente Comunicato:
“È
oramai passato un anno da che non si hanno più notizie di nostro
figlio e fratello Paolo, sacerdote, gesuita, italiano, scomparso in
Siria il 29 luglio 2013.
Tanto,
troppo tempo anche per un luogo di guerra e sofferenza infinita come
la Siria. Chiediamo ai responsabili della scomparsa di un uomo buono,
di un uomo di fede, di un uomo di pace, di avere la dignità di farci
sapere della sua sorte. Vorremo riabbracciarlo ma siamo anche pronti
a piangerlo.
Domani,
29 luglio, ad un anno dalla sua scomparsa, in tanti pregheremo e
saremo vicino a lui, a tutti i rapiti, agli ingiustamente
imprigionati e alle tante persone che soffrono a causa di questa
guerra.”
Il
Video messaggio del Comunicato è consultabile ai seguenti indirizzi:
Italiano:
https://www.youtube.com/watch?v=-5YQJ_hlTFQ&feature=youtu.be
Inglese:
https://www.youtube.com/watch?v=U3MMoCGrggE&feature=youtu.be
I CALDEI IN IRAQ, COME ABRAMO, PRONTI A PARTIRE PER LA TERRA CHE DIO INDICHERÀ
Città
del Vaticano, 28 luglio 2014
(VIS). Nella giornata di ieri, domenica, il Cardinale Leonardo
Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha
presieduto la Divina Liturgia nella Cattedrale di San Pietro Apostolo
dell'Eparchia Caldea di San Diego (Stati Uniti d'America), pregando
per i cristiani che in Iraq, madrepatria della Chiesa Caldea, sono
perseguitati e sempre ricordando quelli di Siria, Palestina, Egitto,
come pure la delicata situazione in Ucraina dei greco-cattolici e dei
loro connazionali.
Il
Vescovo dell'Eparchia, Monsignor Sarhad Yawsip Hermiz Jammo, lo ha
accolto molto cordialmente, sottolineando l’immenso conforto che il
Rappresentante di Papa Francesco recava a tutti i Cristiani d’Oriente
con la sua visita e la sua preghiera. In comunione col Successore di
Pietro essi potranno perseverare nella fede di Abramo e come lui
essere pronti a partire per la Terra che Dio indicherà, imparando a
leggere la storia in una più alta dimensione.
Nell'omelia,
il Cardinale ha ringraziato il Vescovo e i presenti, ma ancor più i
cristiani che danno prova di sofferta fedeltà al Vangelo ed ha
assicurato la preghiera e la benedizione di Papa Francesco, e la
vicinanza della Chiesa, auspicando pace e giustizia per quanti sono
colpiti da una incredibile e insensata violenza.
Nella
permanenza in California, il Cardinale Sandri ha incontrato le
comunità maronite di Los Angeles e di San Diego e quella
siro-malabarese. Nei prossimi giorni visiterà gli armeni e
accoglierà personalmente i sacerdoti delle Chiese sira, copta,
greco-melkita e greco-cattolica romena operanti sul territorio. La
già folta diaspora orientale attende, specie dall’Iraq, un
significativo incremento per il perdurante conflitto. L’immigrazione
è una sfida pastorale di portata storica - ha ribadito il Cardinale
Prefetto - che impegna ulteriormente la Chiesa latina nella già
ammirevole sollecitudine verso le Chiese Orientali.
EVENTUALE PARTECIPAZIOEN DEL PAPA ALL'INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE A PHILADELPHIA
Città
del Vaticano, 28 luglio 2014
(VIS). Circa l'eventuale partecipazione del Papa all'Incontro
mondiale delle Famiglie a Philadelphia (Stati Uniti d'America), nel
settembre 2015, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede,
Padre Federico Lombardi, S.I., ha precisato quanto segue: "Quanto
a viaggi in America, vi sono stati diversi inviti, che il Papa come
sempre prende in doverosa considerazione. Il Papa ha manifestato la
sua disponibilità a partecipare all’incontro delle famiglie, ma
allo stato attuale non è concretamente avviato operativamente nessun
progetto o programma di viaggio relativo a Stati Uniti o Messico. Si
deve tener presente che vi è ancora più di un anno di tempo prima
dell’incontro di Philadelphia".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 26 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato il Vescovo Anthony Pappusamy, Arcivescovo di Madurai
(superficie: 8.010; popolazione: 6.170.000; cattolici: 115.166;
sacerdoti: 250; religiosi: 1.495), India. Finora Vescovo di Dindigul
(India), succede all'Arcivescovo Peter Fernando, del quale il Santo
Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima
Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
-
Ha nominato il Vescovo Pierre Nguyên Văn Kham, Vescovo di My Tho
(superficie: 9.262; popolazione: 5.280.320; cattolici: 126.560;
sacerdoti: 123; religiosi: 282), Viêt Nam. È stato finora Vescovo
Ausiliare dell'Arcidiocesi di Thành-Phô Hô Chí Minh (Viêt Nam).
-
Ha nominato il Cardinale Justin Francis Rigali, Arcivescovo emerito
di Philadelphia (Stati Uniti d'America), Suo Inviato Speciale alla
Celebrazione Eucaristica prevista nella nuova Cattedrale di Saint
Louis (Stati Uniti d'America) per il 24 agosto 2014, in occasione del
250° anniversario della fondazione dell’omonima Città.
-
Ha nominato il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia)
Suo Inviato Speciale alla celebrazione dell’850° anniversario
della traslazione delle reliquie dei Re Magi da Milano a Colonia
(Germania), in programma il 28 settembre 2014.
venerdì 25 luglio 2014
CORDOGLIO DEL PAPA VITTIME INCIDENTE AEREO IN MALI
Città
del Vaticano, 25 luglio 2014
(VIS). Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto
pervenire, a nome del Santo Padre, un telegramma di cordoglio
all'Arcivescovo Ghaleb Moussa Abdalla Bader, di Algeri (Algeria), per
le numerose vittime dell'incidente che ha coinvolto ieri un aereo
dell'Air Algérie, precipitato in Mali,
"Sua
Santità Papa Francesco - si legge nel telegramma - si associa con la
preghiera al dolore dei familiari che hanno perduto i loro cari, ed
esprime le sue sentite condoglianze assicurando la sua profonda
vicinanza in questa dolorosa prova. Il Pontefice chiede a Dio di
accogliere i defunti nella sua pace e Lo invoca affinché porti
consolazione e speranza a tutte le persone colpite da questa
tragedia".
PAPA FRANCESCO RICEVE MERIAM, LA GIOVANE CRISTIANA SUDANESE CONDANNATA A MORTE PER APOSTASIA
Città
del Vaticano, 25 luglio 2014
(VIS). Ieri, nella Domus Santa Marta, il Santo Padre Francesco ha
ricevuto la signora Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la giovane cristiana
sudanese che era stata condannata a morte per apostasia, incarcerata
nei mesi scorsi e poi liberata grazie alle pressioni della comunità
internazionale.
Meriam
era accompagnata dal marito Daniel Wani e dai due piccoli bimbi,
Martin di un anno e mezzo, e Maya, nata in carcere due mesi fa. La
famigliola era accompagnata dal viceministro degli esteri italiano
Lapo Pistelli, che si era recato ieri in Sudan per completare la
trattativa e accompagnare Meriam e i suoi in Italia, dove si
preparano per trasferirsi negli Stati Uniti.
L’incontro
è durato poco meno di mezz'ora e si è svolto in un clima sereno e
affettuoso. Il Papa ha ringraziato Meriam e la sua famiglia per la
coraggiosa testimonianza di costanza nella fede. Meriam ha
ringraziato per il grande sostegno e conforto ricevuto dalla
preghiera del Papa e di tante altre persone credenti e di buona
volontà. Il Segretario particolare del Papa, Monsignor Yohannis
Gaid, ha svolto servizio di interprete. Alla fine il Papa ha salutato
anche il personale italiano che accompagna la famiglia di Meriam in
questo passaggio in Italia.
Con
questo gesto il Papa ha voluto manifestare la sua vicinanza,
attenzione e preghiera anche per tutti coloro che soffrono per la
loro fede e in particolare per i cristiani che subiscono persecuzioni
o limitazioni imposte alla libertà religiosa.
CONFLITTO ISRAELIANO-PALESTINESE: LA VOCE DELLA RAGIONE SOMMERSA DAL FRAGORE DELLE ARMI
Città
del Vaticano, 25 luglio 2014
(VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente
della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni
Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 23 luglio scorso, alla XXI
Sessione Speciale del Consiglio per i Diritti Umani dedicata alla
situazione dei diritti umani nei territori occupati palestinesi,
compresa Gerusalemme Est.
"Mentre
continua a crescere il numero di persone uccise, ferite, sradicate
dalle proprie case nel conflitto tra Israele e alcuni gruppi
palestinesi, particolarmente nella Striscia di Gaza, la voce della
ragione sembra venire sommersa dal fragore delle armi - ha affermato
il Presule - (...) La maggior parte delle vittime è costituita da
civili che, per la legge umanitaria internazionale, dovrebbero essere
protetti. Le Nazioni Unite stimano che circa il settanta per cento
dei palestinesi uccisi è costituito da civili innocenti. Ciò è
intollerabile quanto i missili lanciati indiscriminatamente contro
bersagli civili in Israele. Le coscienze sono paralizzate da un clima
di prolungata violenza che cerca di imporre una soluzione attraverso
l’annientamento dell’altro. Demonizzare gli altri, però, non
elimina i loro diritti. Al contrario, la via verso il futuro risiede
nel riconoscere la nostra umanità comune".
L'Arcivescovo
Tomasi ha ricordato che durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa,
Papa Francesco, nel chiedere che si ponga fine alla presente,
inaccettabile, situazione del conflitto israelo-palestinese, ha
affermato: "'È giunto il momento per tutti di avere il coraggio
della generosità e della creatività al servizio del bene, il
coraggio della pace, che poggia sul riconoscimento da parte di tutti
del diritto di due Stati ad esistere e a godere di pace e sicurezza
entro confini internazionalmente riconosciuti'”.
"La
legittima aspirazione alla sicurezza, da una parte, e a condizioni di
vita decenti, dall’altra, con libero accesso a mezzi di sussistenza
quali medicinali, acqua e lavoro, per esempio, riflette un diritto
umano fondamentale, senza il quale è molto difficile conservare la
pace - ha proseguito l'Arcivescovo Tomasi - Il peggioramento della
situazione a Gaza ci ricorda di continuo quanto sia necessario
arrivare a un cessate il fuoco immediato e dare inizio a negoziati
per una pace duratura". A tale proposito l'Osservatore
Permanente ha nuovamente ricordato le parole del Pontefice: “'La
pace porterà con sé innumerevoli benefici per i popoli di questa
regione e per il mondo intero. Occorre dunque incamminarsi
risolutamente verso di essa, anche rinunciando ognuno a qualche
cosa'. Spetta alla comunità internazionale - ha aggiunto
l'Arcivescovo Tomasi - intraprendere con zelo la ricerca della pace e
aiutare le parti di questo orribile conflitto a raggiungere un
accordo al fine di porre fine alla violenza e di guardare al futuro
con reciproca fiducia".
"La
Delegazione della Santa Sede reitera il suo punto di vista che la
violenza non paga mai. La violenza porterà soltanto altre
sofferenze, devastazione e morte, e impedirà che la pace divenga
realtà. La strategia di violenza può essere contagiosa e diventare
incontrollabile. Per combattere la violenza e le sue conseguenze
dannose dobbiamo evitare di abituarci alle uccisioni. In un momento
in cui la brutalità è pratica comune e le violazioni dei diritti
umani sono onnipresenti, non dobbiamo diventare indifferenti ma
reagire in modo concreto per ridurre il conflitto che riguarda tutti
noi".
"I
media dovrebbero riportare in maniera giusta e priva di pregiudizi la
tragedia di tutti coloro che soffrono a causa del conflitto, al fine
di facilitare lo sviluppo di un dialogo imparziale che riconosca i
diritti di tutti, rispetti le giuste preoccupazioni della comunità
internazionale e tragga beneficio dalla solidarietà della comunità
internazionale nel sostenere uno sforzo serio per ottenere la pace.
Con un occhio al futuro, il circolo vizioso di ritorsioni e
rappresaglie deve cessare. 'Con la violenza - ha concluso
l'Arcivescovo Tomasi, ricordando quanto affermato dal Santo Padre in
occasione dell'Incontro con il Presidente di Israele e il Presidente
di Palestina, nei Giardini Vaticani - uomini e donne continueranno a
vivere da avversari o da nemici, ma con la pace potranno vivere da
fratelli e sorelle'".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 25 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato il Vescovo Florentino Galang Lavarias, Arcivescovo
Metropolita di San Fernando (superficie: 2.180; popolazione:
3.561.000; cattolici: 3.324.000; sacerdoti: 176; religiosi: 151),
Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato a Santa Ines (Filippine) nel
1957, è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed ha ricevuto la
consacrazione episcopale nel 2004. Finora Vescovo di Iba (Filippine),
succede al Vescovo Paciano Aniceto, del quale il Santo Padre ha
accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima
arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
-
Ha nominato il Reverendo Severo C. Caermare, Vescovo di Dipolog
(superficie: 7.205; popolazione: 977.000; cattolici: 787.000;
sacerdoti: 68; religiosi: 58; diaconi permanenti: 1), Filippine. Il
Vescovo eletto è nato a Poblacion (Filippine) nel 1969 ed è stato
ordinato sacerdote nel 1996. Dal 1996 al 1997 è stato Amministratore
della "Our Mother of Perpetual Help Parish", Godod,
Zamboanga del Norte; dal 1997 al 2002 Formatore al "Cor Jesu
Seminary" di Dipolog City; dal 2002 al 2003 Amministratore di
"San Isidore Parish", Gutalac, Zamboanga del Norte; dal
2003 al 2004 Formatore presso il "St. Mary's Theologate" di
Ozamis City; dal 2004 al 2006 Rettore, professore e liturgista al
"Cor Jesu Seminary" di Dipolog City; dal 2006 al 2007
Formatore, professore e Decano degli studi presso e dal 2003 al 2004
Rettore e professore presso il "St. Mary's Theologate" di
Ozamis City; dal 2013 Amministratore presso la "St. Antonio de
Padua Parish" a Gulayon, Dipolog City. Finora
Rettore della Cattedrale di "Nostra Signora del
Santissimo Rosario" a Dipolog City, succede al Vescovo José R.
Manguiran, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al
governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti
limiti d'età.
-
Ha nominato il Padre Celestino Aós Braco, O.F.M. Cap., Vescovo di
Copiapó (superficie: 75.176; popolazione: 272.000; cattolici:
207.000; sacerdoti: 23; religiosi: 76; diaconi permanenti: 35), Cile.
Il Vescovo eletto è nato a Artaiz (Spagna) nel 1945, ha emesso la
professione temporale religiosa come Francescano Cappuccino nel 1964,
la professione perpetua nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel
1968. In Spagna è stato Professore a Lecaroz - Navarra, Vicario a
Tudela, Professore a Pamplona e Vicario a Zaragoza. Inviato nel 1983
nel Cile è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia di Longavi;
Superiore della Comunità a Los Ángeles; Parroco della Parrocchia di
“San Miguel” a Viña del Mar; Superiore della comunità di
Recreo; Vicario Episcopale per la Vita Consacrata della diocesi di
Valparaiso; Economo provinciale dei Cappuccini in Cile; Promotore di
Giustizia del Tribunale ecclesiastico di Valparaiso; Giudice del
Tribunale dell’arcidiocesi di Concepción e Tesoriere
dell’Associazione cilena di diritto canonico. Finora Vicario
Parrocchiale della Parrocchia di San “Francisco de Asís” a Los
Ángeles, Diocesi di Santa María de Los Ángeles (Cile), succede al
Vescovo Gaspar Francisco Quintana Jorquera, C.M.F., del quale il
Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della
medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
giovedì 24 luglio 2014
CORDOGLIO VITTIME INCIDENTE AEREO MAGONG (TAIiWAN)
Città
del Vaticano, 24 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre Francesco, tramite il Cardinale Pietro Parolin,
Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio
all'Arcivescovo John Hung Shan-chuan
S.V.D., di Taipei (Taiwan), Presidente della Conferenza Regionale dei
Vescovi di Cina, per le vittime dell'incidente occorso ad un aereo
della TransAsia Airways che mercoledì scorso ha tentato un
atterraggio di emergenza nei pressi dell'Aeroporto di Magong
(Taiwan). Nell'incidente hanno perso la vita 48 persone ed oltre 10
sono rimaste ferite.
Addolorato
per l'accaduto, il Santo Padre esprime la sua vicinanza ai familiari
delle vittime, assicura le sue preghiere ed invoca Dio affinché
conceda consolazione, forza e pace.
MESSAGGIO DEL PAPA 50° ANNIVERSARIO SANTUARIO ARGENTINO DI SAN PANTALEONE
Città
del Vaticano, 24 luglio 2014
(VIS). "Un tempio che appare fermo ma che il popolo di Dio
pellegrino fa camminare. Così ha camminato per cinquant'anni nei
cuori di tanti fedeli che sono venuti a venerare il santo, a
implorare la salute e a professare la loro fede. Così ha camminato
nel cuore del quartiere, proiettandosi per tutta la città".
Queste le parole che Papa Francesco ha indirizzato ai fedeli che
domenica 27 luglio si raduneranno nel barrio di Mataderos a Buenos
Aires (Argentina), per celebrare il cinquantesimo anniversario del
santuario di San Pantaleone. "Prego il Signore - scrive il Papa
nel Messaggio - che vi conceda la grazia di continuare a camminare,
di continuare questo pellegrinaggio del cuore in mezzo alla grande
città".
Ricordando
con nostalgia i tempi in cui, come arcivescovo di Buenos Aires,
visitava personalmente la parrocchia dedicata al santo medico di
Nicomedia, il Papa continua: "Desidero stare accanto a voi per
poter rivivere in qualche modo le occasioni in cui il 27 luglio ho
potuto recarmi al santuario per aiutare i sacerdoti nelle
confessioni. Tornavo a casa spiritualmente rafforzato dalla
testimonianza di fede. Non è immaginabile tutto il bene che ho
ricevuto. E per tutto questo bene desidero ringraziare. Che il
Signore vi ricompensi in abbondanza".
"Io
prego per voi, per le vostre famiglie, per il santuario e per i
sacerdoti", scrive infine Papa Francesco chiedendo a sua volta
preghiere. "In questi giorni di festa ... sono vicino a voi...
Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi guidi".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 24 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Joy Alappat, Vescovo
Ausiliare dell'Eparchia di St. Thomas the Apostle of Chicago dei
Siro-Malabaresi (cattolici: 87.000; sacerdoti: 53; religiosi: 31),
Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Parappukara
(India), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. In India,
ha svolto il ministero pastorale a Chalakudy, Mala, nella Cattedrale
Eparchiale e in qualità di Cappellano della comunità
siro-malabarese a Chennai. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1993, è
stato Cappellano alla Georgetown University, Parroco a New Milford
(Connecticut), Newark e Garfield (New Jersey). È
stato finora Rettore della Cattedrale Eparchiale a Bellwood
(Illinois).
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