Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

lunedì 9 giugno 2014

LA CHIESA PROPONGA UNA GIUSTIZIA UMANIZZANTE CHE PORTI L'AUTORE DEL REATO AL SUO TOTALE REINSERIMENTO

Città del Vaticano, 7 giugno 2014 (VIS). Il 30 maggio scorso, il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio ai partecipanti al XIX Congresso Internazionale dell'Associazione Internazionale di Diritto Penale e al III Congresso dell'Associazione Latinoamericana di Diritto Penale e Criminologia, tenutosi la settimana scorsa a Buenos Aires (Argentina). Nel corso dell'assise sono state scambiate alcune idee "che fanno parte del tesoro della Scrittura e dell'esperienza millenaria del Popolo di Dio" e "Nonostante i mutamenti storici tre elementi sono rimasti costanti: la riparazione o soddisfazione del male commesso; la confessione con cui l'uomo esprime la sua conversione interiore e la contrizione per pervenire all'incontro con l'amore misericordioso e risanatore di Dio".

Riferendosi alla prima, la soddisfazione, Papa Francesco osserva che "il Signore poco alla volta ha insegnato al suo popolo che vi è una necessaria asimmetria tra il delitto e la pena, che un occhio o un dente rotto non si rimedia rompendone un altro. Si tratta di rendere giustizia alla vittima, non di giustiziare l'aggressore" e spiega che: "Nelle nostre società si tende a pensare che i crimini siano risolti quando si cattura e si condanna l'autore del reato, ignorando i crimini commessi, e senza prestare sufficiente attenzione alla situazione nella quale sono lasciate le vittime. Ma sarebbe un errore identificare la riparazione solo con la punizione, confondere la giustizia con la vendetta, che contribuirebbe soltanto ad accrescere la violenza, anche se istituzionalizzata. L'esperienza ci dice che l'aumento e l'inasprimento delle pene spesso non risolve i problemi sociali, né riesce a diminuire i tassi di criminalità, ma può causare seri problemi alle società, come le carceri sovraffollate o i prigionieri detenuti senza processo".

"Al riguardo - prosegue il Pontefice - i mezzi di comunicazione ricoprono un ruolo fondamentale ed hanno una grande responsabilità: da essi dipende informare correttamente e non creare allarme sociale o panico quando si riportano notizie di fatti criminosi. Sono in gioco la vita e la dignità delle persone che non possono diventare soggetti di pubblicità, a volte anche morbosi, condannando i presunti colpevoli al discredito sociale prima di essere giudicati o costringendo le vittime a rivivere pubblicamente, a fini sensazionalistici, il dolore subito".

Il secondo aspetto, la confessione è "l'atteggiamento di chi riconosce e si pente della sua colpa. Se non si aiuta in modo adeguato l'autore del reato, non gli si offre l'opportunità di convertirsi, egli finisce con l'essere una vittima del sistema... Dobbiamo andare avanti e fare tutto il possibile per correggere, migliorare ed educare l'uomo a maturare da tutti i punti di vista, senza scoraggiarsi, affrontando il male commesso e ripensando la sua vita senza lasciarsi schiacciare dalle sue miserie... E dobbiamo chiederci perché alcuni cadono ed altri no, trovandosi nella stessa condizione. Non di rado il reato affonda le sue radici nelle disuguaglianze economiche e sociali, nelle reti di corruzione e di criminalità organizzata, in cerca di complici fra i più potenti, le cui vittime sono fra i più vulnerabili. Per evitare questo flagello, non basta avere leggi giuste, è necessario formare persone responsabili e capaci di attuare le leggi. Una società governata solo dalle regole del mercato crea false aspettative e necessità superflue, e scarta quanti non sono all'altezza e impedisce che i lenti, i deboli e i meno dotati si facciano strada nella vita".

Infine, la contrizione è "l'anticamera del pentimento, via privilegiata che conduce al cuore di Dio, che ci accoglie e ci offre un'altra possibilità, se ci apriamo alla verità della penitenza e ci lasciamo trasformare dalla sua misericordia... L'atteggiamento di Dio che previene l'uomo peccatore offrendogli il suo perdono, si presenta così come una giustizia superiore, al tempo stesso leale e compassionevole, senza alcuna contraddizione tra questi due aspetti. Il perdono, infatti, non elimina né diminuisce la necessità dell'emendazione, propria della giustizia, né prescinde dalla necessità della conversione personale, ma va oltre, cercando di ristabilire i rapporti e di reintegrare le persone nella società".

"Qui - conclude il Papa - mi sembra che sia grande la sfida, che tutti dobbiamo affrontare, perché le misure contro il male non si limitino a reprimere, dissuadere, o isolare coloro che lo commettono, ma aiutino a riconvertirsi, a percorrere le vie del bene, ad essere persone autentiche lontane dalle proprie miserie, che diventano esse stesse misericordiose. Pertanto la Chiesa deve proporre una giustizia umanizzante, genuinamente riconciliata, una giustizia che porti l'autore del reato, lungo una strada rieducativa e di attiva penitenza, alla riabilitazione e al totale reinserimento nella società. Quanto importante e bello sarebbe accogliere questa sfida, perché non cada nell'oblio. È positivo che si facciano i passi necessari perché il perdono non si limiti unicamente alla sfera privata, ma raggiunga una vera dimensione politica e istituzionale creando relazioni di convivenza armoniosa".

GIORNATA DI STUDI DEDICATA A SAN PIO X

Città del Vaticano, 9 giugno 2014 (VIS). Il Pontificio Comitato di Scienze Storiche ha promosso per giovedì 12 giugno, una Giornata di Studi dedicata a San PIo X, nel centenario della morte (1914-2014), sul tema: "San Pio X - Un papa riformatore di fronte alle sfide del nuovo secolo". Alla Conferenza stampa di presentazione, tenutasi questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, sono intervenuti il Padre Bernard Ardura, O.Praem, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche ed il Professor Alejandro Mario Dieguez, dell’Archivio Segreto Vaticano.
 
"Nel corso di questa giornata di studio - ha detto Padre Ardura - cercheremo di mettere in risalto i principi e gli orientamenti pastorali di San Pio X, che, durante tutto il suo ministero, fu essenzialmente un pastore d’anime. (...) Tutti i suoi impegni nel campo ecclesiale e nel campo sociale erano dettati da un realismo pastorale, orientato verso il rinnovamento della vita cristiana delle persone e delle comunità".

Il Professor Dieguez ha a sua volta affermato che: "L’evento intende offrire una panoramica delle nuove acquisizioni storiografiche su questo intenso e cruciale pontificato. (...) Ciò è stato possibile grazie anche alla pubblicazione delle fonti archivistiche (con quattro volumi curati dall’Archivio Vaticano), a studi sistematici e approfonditi (non solo sul modernismo ma anche sulle visite apostoliche, sulla codificazione e la riforma della curia) a convegni di studi (ben sei negli ultimi venticinque anni). Si è potuto così recuperare 'il Pio X della storia e non quello del mito, il Pio X del governo e delle riforme ecclesiastiche e non quello della pietà popolare', ricomponendo la complessa e affascinante personalità di questo pontefice".

AIF RAFFORZA COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE

Città del Vaticano, 7 giugno 2014 (VIS). L’AIF (Autorità di informazione Finanziaria) rafforza la sua collaborazione internazionale: firmati i Protocolli di Intesa con il Regno Unito, la Francia e altri quattro Paesi

L’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF), l’Unità di Intelligence Finanziaria della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano ha formalizzato la sua cooperazione bilaterale con il Regno Unito, la Francia e altri quattro Paesi, firmando Protocolli d’Intesa nel corso della Plenaria dell’Egmont Group che ha avuto luogo in Peru.

I Protocolli sono stati firmati dal Direttore dell’AIF, Dr René Bruelhart, con le Unità di Informazione Finanziaria di Regno Unito, Francia, Malta, Romania, Polonia e Perù.

Quella del Protocollo d’intesa (Memorandum of Understanding – MOU) è una prassi standard che formalizza la cooperazione e lo scambio di informazioni finanziarie fra le autorità competenti dei Paesi coinvolti, al fine di contrastare a livello internazionale il riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Esso è redatto sulla base del modello predisposto dall’Egmont Group, l’organizzazione mondiale delle Unità di Informazione Finanziaria, e contiene clausole di reciprocità, riservatezza e sugli usi consentiti delle informazioni.

Diventando membro dell’Egmont Group l’anno scorso, l’AIF ha compiuto un passo di grande importanza nel rafforzamento della cooperazione internazionale della Santa Sede nell’impegno globale per combattere il riciclaggio del denaro e il finanziamento del terrorismo” – ha dichiarato René Bruelhart. “La firma di questi ultimi Protocolli d’Intesa dimostra che stiamo allargando continuamente la nostra rete di collaborazione, e ciò renderà più facili i nostri sforzi congiunti”.

L’AIF è diventata membro dell’Egmont Group nel mese di luglio del 2013 e ha già firmato Protocolli d’Intesa con le unità di informazione finanziaria dell’Australia, del Belgio, di Cipro, della Germania, dell’Italia, dell’Olanda, della Slovenia, della Spagna e degli Stati Uniti d’America.

L’AIF è l’autorità competente della Santa Sede e dello Stato Città del Vaticano per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. E’ stata istituita nel 2010.

CARDINALE FILONI, INVIATO SPECIALE DEL SANTO PADRE A FUNCHAL

Città del Vaticano, 7 giugno 2014 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 28 maggio, con la quale Papa Francesco nomina il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 500° anniversario della fondazione della Diocesi di Funchal (Arcipelago di Madeira, Portogallo), in programma nei giorni 13-16 giugno 2014.

La Missione Pontificia che accompagnerà il Cardinale è composta dal Monsignor José Fiel de Sousa, Vicario Generale e dal Canonico João Duarte Pita de Andrade, Presidente del Capitolo della Cattedrale.

UDIENZE

Città del Vaticano, 9 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l'Economia.

- Il Signor Francis Gurry, Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale.

- Il Signor Reinhard Schweppe, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania, in visita di congedo.

Sabato 7 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congre­gazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

- La Signora Milagro Amalia Angela Sala, Presidente della "Organización Barrial Tupac Amaru", e Seguito (20).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 9 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la diocesi di Izcalli (Messico), con territorio dismembrato dalla diocesi di Cuautitlán, rendendola suffraganea dell’arcidiocesi di Tlalnepantla.

- Ha nominato il Monsignor Francisco González Ramos, primo Vescovo della diocesi di Izcalli (superficie: 533; popolazione: 966.836; cattolici: 821.351; sacerdoti: 64; religiosi: 75), Messico. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Pueblo Nuevo (Messico), ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. È stato Prefetto delle disciplina nel Seminario minore e in quello maggiore e Professore nel Seminario maggiore di León. Dal 1997 è stato Parroco della parrocchia dello "Espíritu Santo". È stato finora Rettore del Seminario Maggiore di Irapuato.

- Ha nominato Membri della Congregazione per il Clero: il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze (Italia); il Cardinale Rainer Maria Woelki, Arcivescovo di Berlin (Germania); l'Arcivescovo Gintaras Grušas, di Vilnius (Lituania).

- Ha confermato Membri della Congregazione per il Clero: il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino; il Cardinale Norberto Rivera Carrera; il Cardinale Crescenzio Sepe; il Cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, S.D.B.; il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S.; il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino; il Cardinale Angelo Scola; il Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M. Cap.; il Cardinale André Vingt-Trois: il Cardinale Odilo Pedro Scherer; il Cardinale John Njue; il Cardinale Donald William Wuerl; il Cardinale Kazimierz Nycz; il Cardinale Willem Jacobus Eijk; il Cardinale João Braz de Aviz; il Monsignore Tomash Bernard Peta; il Monsignore Fernando Antônio Figueiredo, O.F.M.; il Monsignore Klaus Küng ed il Monsignore Heinrich Mussinghoff.

Sabato 7 giugno il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Hubertus Matheus Maria van Megen, Nunzio Apostolico in Eritrea, attualmente Nunzio Apostolico in Sudan.

- Il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale al 25° anniversario della ritrovata libertà dell’Eparchia greco-cattolica di Mukachevo, in programma presso il Seminario Maggiore di Uzhhorod (Ucraina) il 28 giugno 2014.

venerdì 6 giugno 2014

IL 13 SETTEMBRE IL PAPA A REDIPUGLIA PREGHERÀ PER I CADUTI DI TUTTE LE GUERRE

Città del Vaticano, 6 giugno 2014 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, al termine dell'incontro con l'Arma dei Carabinieri, nel bicentenario di fondazione, il Santo Padre Francesco ha annunciato che il 13 settembre prossimo si recherà al Sacrario militare di Redipuglia (Italia), per pregare per i caduti di tutte le guerre, ricorrendo il centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale "Quella enorme tragedia - ha detto il Papa - "della quale ho sentito tante storie dolorose dalla labbra di mio nonno, che l'ha fatta sul Piave".

"Tra i Carabinieri e la gente - ha detto il Santo Padre nel suo discorso - esiste un legame fatto di solidarietà, fiducia e dedizione al bene comune. Le 'Stazioni' dei Carabinieri sono presidi presenti su tutto il territorio nazionale: sono dei punti di riferimento per la collettività, anche nei paesi e nelle contrade più remote e periferiche. E questa presenza capillare vi chiama a partecipare alla vita della comunità nella quale siete inseriti, cercando di essere vicini ai problemi della gente, specialmente alle persone più deboli e in difficoltà. La vostra vocazione è il servizio".

"Il vostro servizio si esprime nella tutela degli individui e dell’ambiente, nell’azione per la sicurezza, per il rispetto delle regole della convivenza civile e per il bene comune: è un impegno concreto e costante nella difesa dei diritti e doveri dei singoli e delle comunità. La tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza delle persone è un impegno sempre più attuale in una società dinamica, aperta e garantista, come quella italiana nella quale siete chiamati ad operare".

Riferendosi alla storia dell'Arma scritta da fedeli servitori dello Stato, il Santo Padre ha ricordato il Servo di Dio Salvo d'Acquisto, che a 23 anni, a Palidoro, vicino Roma, "ha spontaneamente offerto la sua giovane esistenza per salvare la vita di persone innocenti dalla brutalità nazista". "Di grande rilievo - ha sottolineato inoltre il Pontefice - "è il vostro impegno oltre i confini nazionali. Anche all’estero, infatti, vi sforzate di essere costruttori di pace, per garantire la sicurezza, il rispetto della dignità umana e la difesa dei diritti umani in Paesi travagliati da conflitti e tensioni di ogni tipo. Non cessate - ha esortato - di rendere ovunque, in Patria e al di fuori di essa, una chiara e gioiosa testimonianza di umanità, specialmente nei confronti dei più bisognosi e sfortunati".

UDIENZA PRIMO MINISTRO DEL GIAPPONE: INTESA E COLLABORAZIONE TRA LA CHIESA E LO STATO

Città del Vaticano, 6 giugno 2014 (VIS). Nella mattinata di oggi, 6 giugno 2014, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Primo Ministro del Giappone, Signor Shinzo Abe, il quale si è successivamente incontrato con il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui sono state evocate le buone relazioni esistenti tra il Giappone e la Santa Sede, nonché l’intesa e la collaborazione tra la Chiesa e lo Stato, in ambito educativo, sociale e sanitario.

Nel prosieguo della conversazione ci si è soffermati su alcuni temi dell’attualità regionale e internazionale, con particolare riferimento alle iniziative volte a promuovere la pace e la stabilità nel continente asiatico, l’impegno del Giappone nella cooperazione per lo sviluppo, soprattutto in Africa, l’attenzione all’ambiente e il disarmo nucleare.

PRESENTAZIONE DELL'INVOCAZIONE PER LA PACE

Città del Vaticano, 6 giugno 2014 (VIS). Questa mattina, nel corso di un briefing, Padre Pierbattista Pizzaballa, O.F.M., Custode di Terra Santa e Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, hanno presentato lo svolgimento dell'iniziativa "Invocazione per la pace" alla quale il Santo Padre Francesco ha invitato i Presidenti di Israele e Palestina, Shimon Peres e Mahmoud Abbas.

Domenica prossima, 8 giugno, i due Presidenti Peres e Abbas arriveranno in Vaticano a distanza di 15-20 minuti l’uno dall’altro (il primo alle 18:15 e il secondo alle 18:30 circa). Il Santo Padre li riceverà all’ingresso di Santa Marta e si intratterrà per un breve colloquio, prima con l’uno e poi con l’altro. Successivamente, con il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, si recheranno insieme in auto ai Giardini Vaticani dove si terrà la celebrazione, che avrà inizio con un momento musicale e la spiegazione in lingua inglese della sua struttura e modalità. Sarà seguito l’ordine cronologico delle tre religioni: ebraismo, cristianesimo, islam.

Il primo momento avrà inizio alle 19:00: la comunità ebraica reciterà, in lingua ebraica, una Preghiera (creazione), a cui seguirà un breve passaggio musicale, quindi una preghiera di richiesta di perdono, un breve passaggio musicale, una preghiera di invocazione alla pace ed infine una meditazione musicale ebraica. La comunità cristiana seguirà il medesimo schema ma reciterà la prima preghiera in lingua inglese, la seconda in italiano e la terza in lingua araba. Infine la comunità musulmana procederà come le precedenti, recitando le preghiere in lingua araba.

Successivamente un lettore, in lingua inglese, introdurrà l'ultimo momento della celebrazione che comincerà con l'invocazione della pace di Papa Francesco. Quindi il Santo Padre inviterà ciascuno dei due Presidenti a rivolgere anch'essi la loro invocazione: prima il Presidente Shimon Peres, poi il Presidente Mahmoud Abbas. Infine, con il Papa e il Patriarca, i Presidenti Peres e Abbas scambieranno un gesto di pace, quindi Papa Francesco accompagnerà il Patriarca e i due Presidenti a piantare un ulivo, simbolo di pace.

Alla fine della celebrazione, i quattro rimangono uno accanto all'altro e le delegazioni passeranno a salutarli. Poi il Santo Padre, i due Presidenti e il Patriarca si sposteranno alla Casina Pio IV per un incontro in forma privata.

Alla fine il Presidente Shimon Peres e il Presidente Mahmoud Abbas lasceranno il Vaticano, mentre il Papa con il Patriarca rientreranno a Santa Marta.

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- Il Signor Lech Wałęsa, e Seguito.

- L'Arcivescovo Brian Udaigwe, Nunzio Apostolico in Benin e in Togo.

- Il Vescovo Domenico Mogavero, di Mazara del Vallo (Italia).

giovedì 5 giugno 2014

IL SANTO PADRE AL CATHOLICOS CHIESA ARMENA APOSTOLICA DI CILICIA, ARAM I: NEL CAMMINO VERSO LA PIENA COMUNIONE CONDIVIDIAMO LE STESSE SPERANZE

Città del Vaticano, 5 giugno 2014 (VIS). "In questo cammino verso la piena comunione, condividiamo le stesse speranze e lo stesso impegno responsabile, consapevoli di camminare così nella volontà del Signore Gesù Cristo". Con queste parole Papa Francesco ha accolto questa mattina in Vaticano, Sua Santità Aram I, Catholicos della Chiesa Armena Apostolica di Cilicia, con i membri della sua delegazione.

"È ben conosciuto da tutti l’impegno di Vostra Santità - ha ricordato Papa Francesco - per la causa dell’unità tra i credenti in Cristo. Lei ha ricoperto ruoli di primo piano nel Consiglio Ecumenico delle Chiese, continua ad offrire un efficace sostegno al Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, che svolge un ruolo prezioso nell’appoggiare le comunità cristiane della regione, così provate da numerose difficoltà. E non vorrei dimenticare il qualificato contributo offerto da Vostra Santità e dai rappresentanti del Catolicossato di Cilicia alla Commissione mista di dialogo tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali".

"Vostra Santità rappresenta una parte del mondo cristiano profondamente segnata da una storia di prove e di sofferenze, accettate coraggiosamente per amore di Dio. La Chiesa Apostolica Armena si è trovata costretta a diventare un popolo pellegrino, sperimentando così in modo del tutto singolare il proprio essere in cammino verso il Regno di Dio. La storia di emigrazione, persecuzione e martirio di così numerosi fedeli ha lasciato ferite profonde nei cuori di tutti gli Armeni. Le dobbiamo vedere e venerare come ferite del corpo stesso di Cristo: proprio per questo esse sono anche causa di incrollabile speranza e di fiducia nella misericordia provvidente del Padre".

"Fiducia e speranza: ne abbiamo tanto bisogno. - ha esclamato il Santo Padre - Ne hanno bisogno i fratelli cristiani del Medio Oriente, in particolare coloro che vivono in zone martoriate dal conflitto e dalla violenza. Ne abbiamo bisogno anche noi, cristiani che non dobbiamo affrontare tali difficoltà, ma che spesso rischiamo di perderci nei deserti dell’indifferenza e della dimenticanza di Dio, o di vivere nel conflitto tra fratelli, o di soccombere nelle nostre battaglie interiori contro il peccato. Come seguaci di Gesù dobbiamo imparare a portare con umiltà gli uni i pesi degli altri, aiutandoci così a vicenda ad essere più cristiani, più discepoli di Gesù. Camminiamo quindi insieme nella carità, come Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore".

"In questi giorni che precedono la solennità di Pentecoste (...) invochiamo con fede lo Spirito, Signore e Datore di Vita, affinché rinnovi la faccia della terra, sia forza per risanare le ferite del mondo e riconciliare i cuori di ogni uomo con il Creatore. Sia Lui, il Paraclito, ad ispirare il nostro cammino verso l’unità, sia Lui ad insegnarci come alimentare i legami di fraternità che già ci uniscono nell’unico battesimo e nell’unica fede", ha concluso Papa Francesco.

Al termine dell'incontro e dello scambio dei doni, il Catholicos e il Papa hanno condiviso un momento di preghiera nella Cappella Redemptoris Mater.


GLI ZINGARI FRA I GRUPPI PIÙ DEBOLI CHE PIÙ FACILMENTE DIVENTANO VITTIME DELLE NUOVE FORME DI SCHIAVITÙ

Città del Vaticano, 5 giugno 2014 (VIS). Nel corso dell'udienza di questa mattina ai partecipanti all'Incontro promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, sul tema: "La Chiesa e gli Zingari: annunciare il Vangelo nelle periferie", il Papa ha auspicato nuove prospettive in ambito civile, culturale e sociale e nella strategia pastorale della Chiesa per contrastare le nuove forme di persecuzione, oppressione e schiavitù di cui sono vittime gli zingari in tutto il mondo,

Nel tema dell'incontro, ha detto Papa Francesco, "c’è anzitutto la memoria di un rapporto, quello tra la comunità ecclesiale e il popolo zingaro, la storia di un cammino per conoscersi, per incontrarsi; e poi c’è la sfida per l’oggi, una sfida che riguarda sia la pastorale ordinaria, sia la nuova evangelizzazione".

"Spesso gli zingari si trovano ai margini della società - ha ricordato il Pontefice - e a volte sono visti con ostilità e sospetto; sono scarsamente coinvolti nelle dinamiche politiche, economiche e sociali del territorio. Sappiamo che è una realtà complessa, ma certo anche il popolo zingaro è chiamato a contribuire al bene comune, e questo è possibile con adeguati itinerari di corresponsabilità, nell’osservanza dei doveri e nella promozione dei diritti di ciascuno".

"Tra le cause che nell’odierna società provocano situazioni di miseria in una parte della popolazione - ha proseguito il Pontefice - possiamo individuare la mancanza di strutture educative per la formazione culturale e professionale, il difficile accesso all’assistenza sanitaria, la discriminazione nel mercato del lavoro e la carenza di alloggi dignitosi. Se queste piaghe del tessuto sociale colpiscono tutti indistintamente, i gruppi più deboli sono quelli che più facilmente diventano vittime delle nuove forme di schiavitù. Sono infatti le persone meno tutelate che cadono nella trappola dello sfruttamento, dell’accattonaggio forzato e di diverse forme di abuso. Gli zingari sono tra i più vulnerabili, soprattutto quando mancano gli aiuti per l’integrazione e la promozione della persona nelle varie dimensioni del vivere civile".

"Qui si innesta la sollecitudine della Chiesa e il vostro specifico contributo. Il Vangelo, infatti, è annuncio di gioia per tutti e in modo speciale per i più deboli e gli emarginati. Ad essi siamo chiamati ad assicurare la nostra vicinanza e la nostra solidarietà, sull’esempio di Gesù Cristo che ha testimoniato loro la predilezione del Padre. È necessario che, accanto a questa azione solidale in favore del popolo zingaro, vi sia l’impegno delle istituzioni locali e nazionali e il supporto della comunità internazionale, per individuare progetti e interventi volti al miglioramento della qualità della vita".

Il Papa ha concluso il suo discorso incoraggiando il Pontificio Consiglio a proseguire con generosità la sua importante opera. "Gli zingari - ha detto - possano trovare in voi dei fratelli e delle sorelle che li amano con lo stesso amore con cui Cristo ha amato i più emarginati. Siate per essi il volto accogliente e gioioso della Chiesa".

ESEQUIE DEL CARDINALE DURAISAMY SIMON LOURDUSAMY

Città del Vaticano, 5 giugno 2014 (VIS). Alle 11:30 di questa mattina, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, ha presieduto la Liturgia Esequiale del Cardinale Duraisamy Simon Lourdusamy, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, scomparso lunedì scorso a Roma, all'età di 90 anni.

"Sacerdote zelante, lavorò per più di dieci anni nella sua cara arcidiocesi di Pondicherry - ha ricordato il Decano del Collegio Cardinalizio nell'omelia - e poi, per quasi un decennio, fu Pastore dell'arcidiocesi di Bangalore. Accettò poi con generosità la chiamata del Papa Paolo VI che lo voleva qui a Roma, per lavorare nella Congregazione missionaria di Propaganda Fide. Qui, per un ventennio dedicò le sue energie per la grande causa dell'evangelizzazione dei popoli, fino a quando, provato dalla malattia, continuò a servire la Chiesa con la preghiera e la sofferenza, con un atteggiamento di grande serenità".

Al termine della celebrazione eucaristica, il Santo Padre ha presieduto il rito dell'Ultima Commendatio e della Valedictio.


UDIENZE

Città del Vaticano, 5 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Charles Daniel Balvo, Nunzio Apostolico in Kenya e in Sud Sudan; Osservatore Permanente della Santa Sede presso gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Ambiente e gli Insediamenti Umani.

- Il Signor Doug Coe, del National Prayer Breakfast, e Seguito.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 5 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato per un quinquennio Membri del Consiglio direttivo dell'Autorità di Informazione Finanziaria:

- La Dottoressa Maria Bianca Farina, Amministratore Delegato di Poste Vita e di Poste Assicura (Italia);

- Il Dottor Marc Odendall, amministratore di Fondazioni e consulente finanziario per il settore filantropico (Svizzera);

- Il Signor Joseph Yuvaraj Pillay, Presidente del Consiglio dei Consultori del Presidente della Repubblica di Singapore (Singapore);

- Il Dottor Juan C. Zarate, senior advisor presso il Centro per Studi strategici e internazionali (CSIS) e docente di giurisprudenza ad Harvard (Stati Uniti d'America).

A sua volta, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha nominato Vice-Direttore ad interim dell'Autorità di Informazione Finanziaria il Dottor Tommaso Di Ruzza (Italia), finora Aiutante di Studio nella medesima Autorità.

mercoledì 4 giugno 2014

IL DONO DELLA PIETÀ SINONIMO DI CONFIDENZA FILIALE CON DIO

Città del Vaticano, 4 giugno 2014 (VIS). Proseguendo le catechesi sui doni dello Spirito Santo, il Santo Padre Francesco si è soffermato questa mattina sul dono della pietà, che tante volte viene frainteso o considerato in modo superficiale.

"Bisogna chiarire subito - ha spiegato il Papa - che questo dono non si identifica con l'avere compassione di qualcuno, avere pietà del prossimo, ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati".

"Questo legame col Signore - ha detto il Santo Padre alle decine di migliaia di pellegrini presenti in Piazza San Pietro - non va inteso come un dovere o un’imposizione. È un legame che viene da dentro. Si tratta di una relazione vissuta col cuore: è la nostra amicizia con Dio, donataci da Gesù, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode. È questo infatti il motivo e il senso più autentico del nostro culto e della nostra adorazione. Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove quasi naturalmente alla preghiera e alla celebrazione. Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confidenza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore".

Il dono della pietà che ci porta a vivere come figli di Dio "nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli. E allora - ha esclamato il Papa - sì che saremo mossi da sentimenti di pietà – non di pietismo! – nei confronti di chi ci sta accanto e di coloro che incontriamo ogni giorno. Perché dico non di pietismo? Perché alcuni pensano che avere pietà è chiudere gli occhi, fare una faccia da immaginetta, far finta di essere come un santo. In piemontese noi diciamo: fare la 'mugna quacia'" - ha commentato il Papa ricordando un detto della sua regione di origine - "Questo non è il dono della pietà. Il dono della pietà significa essere davvero capaci di gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno. C'è un rapporto molto stretto fra il dono della pietà e la mitezza. - ha sottolineato - Il dono della pietà che ci dà lo Spirito Santo ci fa miti, ci fa tranquilli, pazienti, in pace con Dio, al servizio degli altri con mitezza".

Il Santo Padre ha concluso la catechesi citando la Lettera ai Romani dell'apostolo Paolo: "'Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: 'Abbà! Padre!'. Chiediamo al Signore - ha detto infine il Papa - che il dono del suo Spirito possa vincere il nostro timore, le nostre incertezze, anche il nostro spirito inquieto, impaziente, e possa renderci testimoni gioiosi di Dio e del suo amore, adorando il Signore in verità e anche nel servizio del prossimo con mitezza e col sorriso che sempre lo Spirito Santo ci dà nella gioia. Che lo Spirito Santo dia a tutti noi questo dono di pietà".

AI GIOVANI POLACCHI: PORTATE AL MONDO LA GIOIA DI ESSERE FIGLI DI DIO

Città del Vaticano, 4 giugno 2014 (VIS). Al termine della catechesi, nel salutare, fra gli altri, i pellegrini polacchi, in particolare i giovani che si radunano ogni anno a Lednica, alle fonti battesimali della Polonia, per rinnovare la loro adesione a Cristo e alla Chiesa, Papa Francesco ha detto: "Quest’anno volete approfondire e vivere il mistero della figliolanza divina di Gesù e - in Lui - di tutti coloro che, attraverso il Battesimo, partecipano alla sua vita, morte e risurrezione. Volete riflettere su che cosa significa essere figli di Dio e sperimentare il suo amore. Desiderate vivere quest’amore così da testimoniarlo davanti agli altri".

"Cari giovani, siate coraggiosi! Rispondete con entusiasmo all’amore di Dio come figli prediletti; rispondete con fiducia quando ritornate al Padre misericordioso come figli prodighi. Rallegratevi sempre della grazia di essere figli di Dio e portate questa gioia al mondo. San Giovanni Paolo II, che diciott’anni fa ha iniziato con voi il cammino di Lednica, vi guidi e ottenga per voi tutte le grazie necessarie affinché la vostra giovane vita sia piena e generosa".

martedì 3 giugno 2014

POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 3 giugno 2014 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle seguenti Prese di Possesso:

- Sabato 7 giugno 2014, alle ore 17:30, il Cardinale Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes (Haïti), prenderà possesso del Titolo di San Giacomo in Augusta, Via del Corso, 499.

- Domenica 8 giugno 2014, alle ore 17:30, il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia - Città della Pieve (Italia), prenderà possesso del Titolo di Santa Cecilia, Piazza di Santa Cecilia, 22.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Augustinus Agus, Arcivescovo Metropolita di Pontianak (superficie: 39.840; popolazione: 726.000; cattolici: 570.368; sacerdoti: 90; religiosi: 526), Indonesia. Finora Vescovo di di Sintang (Indonesia), succede all'Arcivescovo Hieronymus Herculanus Bumbun, O.F.M. Cap., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Antonius Subianto Bunyamin, O.S.C., Vescovo di Bandung (superficie: 23.447; popolazione: 29.000.000; cattolici: 90.000; sacerdoti: 100; religiosi: 145), Indonesia. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Bandung (Indonesia), ha emesso i voti solenni nell'Ordine della Santa Croce nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Dal
1999 al 2003 Docente di Filosofia presso l’Università Cattolica di Bandung; dal 2007 al 2010 Vice Provinciale dell'Ordine della Santa Croce di Bandung e docente presso l’Università Cattolica di Bandung; dal 2008 Direttore Esecutivo della Holy Cross Foundation (per le scuole cattoliche della Diocesi di Bandung); dal 2009 Presidente del Comitato direttivo della Parahyangan Foundation; Segretario della Fondazione Marga Asah Talenta; Segretario di FORPITU (Forum dei Provinciali di Congregazioni Religiose e della UNIO nella Diocesi di Bandung); dal 2009 al 2010 Presidente del Legal Institute of Parahyangan University; dal 2010 al 2013: Priore Provinciale O.S.C. di Bandung; dal 2010 Membro del Collegio dei Consultori e Membro del Consiglio Pastorale della Diocesi; dal 2011 Membro del Plenary dell’Associazione dei Docenti Universitari Cattolici (APTIK); dal 2013 Rieletto Priore Provinciale O.S.C. di Bandung per un triennio.

- Ha nominato il Monsignore Nazzareno Marconi, Vescovo della diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia (superficie: 745; popolazione: 146.783; cattolici: 140.283; sacerdoti: 194; religiosi: 238; diaconi permanenti: 13), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Città di Castello (Italia) nel 1958 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Nel 1988 Parroco della Parrocchia di S. Michele Arcangelo in Citerna (PG). In diocesi ha ricoperto numerosi incarichi, tra i quali quello di Direttore dell’Ufficio Catechistico diocesano; consulente religioso e biblico per produzioni cinematografiche e multimediali della RAI-Radiotelevisone Italiana. Dal 1988 professore di Esegesi dell’Antico Testamento all’Istituto Teologico di Assisi. Dal 2004 al 2013 Rettore del Seminario Regionale “Pio XI”. È stato finora Parroco della Parrocchia di San Donato in Trestina, nella diocesi di Città di Castello.

- Ha nominato il Reverendo Daniel Patrick Y. Parcon, Vescovo di Talibon (superficie: 2.243; popolazione: 737.938; cattolici: 677.309; sacerdoti: 76; religiosi: 52), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Vallehermoso (Filippine) nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dal 1994 al 2000 Direttore spirituale e Decano degli studi al St. John Mary philosophy seminary a San Carlos City. Negli Stati Uniti è stato nel 2001 Amministratore parrocchiale all'Ascension Church, Hurricane, West Virginia; dal 2002 al 2004 Amministratore parrocchiale all'Immaculate Conception Church, Liberty, Texas e dal 2004 al 2007 Vicario parrocchiale alla Blessed Sacrament Church, Valley Stream, New York. Dal 2007 Rettore del St John Mary Philosophy seminary di San Carlos City (Filippine), succede al Vescovo Christian Vicente F. Noel, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 3 giugno 2014 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Livio Maritano, emerito di Acqui (Italia), il 6 maggio, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Homero Leite Meira, emerito di Irecê, Baia (Brasile), l'8 maggio, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo Gérard Drainville, emerito di Amos, Québec (Canada), l'11 maggio, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Celso Pereira de Almeida, O.P., emerito di Itumbiara, Goias (Brasile), l'11 maggio, all'età di 86 anni.

- Il Cardinale Marco Cé, Patriarca emerito di Venezia (Italia), il 12 maggio, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Ruben T. Profugo, emerito di Lucena (Filippine), il 12 maggio, all'età di 76 anni.

- L'Arcivescovo Altamiro Rossato, C.SS.R., emerito di Porto Alegre, Rio Grande do Sul, (Brasile), il 13 maggio, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Eurico Dias Nogueira, emerito di Braga (Portogallo), il 19 maggio, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Paul-Émile Charbonneau, emerito di Hull, Québec (Canada), il 21 maggio, all'età di 92 anni.

- Il Vescovo Elmer Osmar Ramón Miani, emerito di Catamarca (Argentina), il 25 maggio, all'età di 81 anni.

- Il Vescovo Heinrich Fasching, Ausiliare emerito di Sankt Pölten (Austria), il 1° giugno, all'età di 85 anni.

- Il Cardinale Duraisamy Simon Lourdusamy, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, il 2 giugno, all'età di 90 anni.
Copyright © VIS - Vatican Information Service