Città
del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha ricevuto ieri
pomeriggio in udienza il cardinale Walter Kasper, presidente emerito
del Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani.
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
mercoledì 21 novembre 2012
ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 21 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:
-L'arcivescovo
George Antonysamy -fino ad ora nunzio apostolico in Liberia, Gambia e
Sierra Leone- come arcivescovo di Madras e Mylapore (superficie
3.160; popolazione 8.222.000; cattolici 327.329; sacerdoti 326;
religiosi 1.782) in India. Succede all'arcivescovo A. Malayappan
Chinappa S.D.B, la cui rinuncia al governo pastorale della
arcidiocesi è stata accettata per limite di età.
-Capi
Ufficio nella Congregazione per l'Evangelizzazioni dei Popoli i
reverendi monsignori Lorenzo Piva e Camillus Nimalan John Pillai,
Officiali del medesimo Dicastero.
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Nomine ed altri atti pontifici
martedì 20 novembre 2012
L'INFANZIA DI GESÙ, TERZO LIBRO DELLA TRILOGIA DI JOSEPH RATZINGER
Città
del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS).-”L'infanzia di Gesù”, il
terzo volume della trilogia di Joseph Ratzinger dedicata a Gesù di
Nazareth sarà disponibile nelle librerie italiane da domani, 21
novembre. Il libro, edito in Italia da Rizzoli e da Libreria Editrice
Vaticana, uscirà in contemporanea in diverse lingue (italiano,
croato, francese, inglese, portoghese, spagnolo, polacco e tedesco) e
in 50 Paesi; la tiratura globale della prima edi- zione supera il
milione di copie. Nei prossimi mesi, il volume sarà tradotto in 20
lingue per la pubblicazione in 72 Paesi.
Questa
mattina, nella Sala Pio X del Vaticano, “L'infanzia di Gesù” è
stato presentato alla stampa e sono intervenuti all'atto il Cardinale
Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la
Cultura; Maria Clara Bingemer, docente di teologia alla Pontificia
Università Cattolica di Rio de Janeiro; don Giuseppe Costa,
direttore della Libreria Editrice Vaticana; Paolo Mieli, presidente
di Rizzoli (RCS) Libri, e Padre Federico Lombardi, direttore della
Sala Stampa della Santa Sede.
Il
libro, definito dal suo Autore come una “sala d’ingresso”
all’intera trilogia su Gesù di Nazaret, ha 176 pagine e si compone
di quattro capitoli, di un Epilogo e di una breve Premessa. Segue un
riassunto dell'opera:
Il
primo capitolo è dedicato alla genealogia del Salvatore nei Vangeli
di Matteo e di Luca, tra loro molto diverse, ma entrambe con lo
stesso significato teologico-simbolico: la collocazione di Gesù
nella storia e la sua vera origine come principio, un nuovo inizio
nella storia del mondo.
Il
tema del secondo capitolo è l’annuncio della nascita di Giovanni
Battista e di quella di Gesù. Rileggendo il dialogo tra Maria e
l’Arcangelo Gabriele secondo il Vangelo di Luca, Joseph Ratzinger
spiega che, attraverso una donna, Dio cerca un “nuovo ingresso nel
mondo”. Per liberare l’umanità dal peccato, scrive citando
Bernardo di Chiaravalle, Dio ha bisogno dell’ “obbedienza libera”
alla sua volontà. “Creando la libertà, Dio, in un certo modo, si
è reso dipendente dall’uomo. Il suo potere è legato al “sì”
non forzato di una persona umana”. È così che, solo grazie
all’assenso di Maria, può cominciare la storia della salvezza.
Al
centro del terzo capitolo troviamo poi l’evento di Betlemme e il
contesto storico della nascita di Gesù, l’impero romano che –
sotto Augusto – si estende da Oriente a Occidente e, con la sua
dimensione universale, consente l’ingresso nel mondo di “un
universale portatore di salvezza”; “è, difatti, “la pienezza
dei tempi”. I singoli elementi del racconto della nascita sono
densi di significato: la povertà in cui “il vero primogenito
dell’universo” sceglie di rivelarsi, e dunque lo “splendore
cosmico” che avvolge la mangiatoia; l’amore speciale di Dio per i
poveri, che si manifesta nell’annun- cio ai pastori; e le parole
del Gloria, oggetto di traduzioni controverse.
Ai
Magi sapienti, che avevano visto sorgere la stella “del re dei
Giudei” ed erano venuti per ado- rarlo, e alla fuga in Egitto, è
dedicato il quarto capitolo. Dove le figure dei “mágoi”,
ricostruite attraverso una ricca gamma di informazioni
storico-linguistiche e scientifiche, sono delineate come emblema
affascinante dell’inquietudine, della ricerca e dell’attesa
interiore dello spirito umano.
Infine
l’Epilogo, con il racconto – secondo il Vangelo di Luca –
dell’ultimo episodio dell’infanzia di Gesù, l’ultima notizia
che abbiamo prima dell’inizio della sua vita pubblica con il
battesimo nel fiume Giordano. È l’episodio dei tre giorni, durante
il pellegrinaggio di Pasqua, in cui Gesù dodicenne si allontana da
Maria e Giuseppe e rimane nel Tempio di Gerusalemme a discutere con i
“dottori”. Egli, che “cresceva in sapienza, età e grazia”,
si manifesta qui nel mistero della sua natura di vero Dio e, insieme,
di vero uomo, che “ha pensato ed imparato in maniera umana”.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS) (VIS).-Il Santo Padre ha
ricevuto questa mattina in udienza gli editori del volume “L'infanzia
di Gesú” di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.
ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 20 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:
-Don
Gonzalo Alonso Calzada Guerrero, come vescovo ausiliare di Antequera
(superficie 33.648, popolazione 1.477,000, cattolici 1.180,000,
sacerdoti 183, diaconi permanenti 24, religiosi 258), Messico. Il
vescovo eletto è nato a San Luis de la Paz, Messico nel 1964 ed è
stato ordinato sacerdote nel 1989. Si è laureato in Sacra Scrittura
presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma. Nel suo ministero
sacerdotale è stato parroco di Crespo e di San Luis Rey de Francia,
in Messico, e dal 2007 è rettore del Seminario Maggiore della
diocesi di Celaya.
-Vescovo
Marian Chovanec, fino ad ora ausiliare di Nitra (Slovacchia) come
vescovo di Banska Bystrica (superficie 6.750, popolazione 614.800,
cattolici 400.500, sacerdoti 172, diaconi permanenti 2, religiosi
406) in Slovacchia.
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Nomine ed altri atti pontifici
lunedì 19 novembre 2012
UDIENZA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL BENIN
Città
del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).- Il Santo Padre Benedetto XVI
ha ricevuto oggi in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il
Presidente della Repubblica del Benin, Sua Eccellenza il Sig. Thomas
Boni Yayi, il quale ha poi incontrato l’Em.mo Cardinale Tarcisio
Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Mons. Ettore
Balestrero, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Durante
i cordiali colloqui, si è espresso compiacimento per le buone
relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Benin, evocando in
particolare il Viaggio Apostolico del Santo Padre dello scorso anno,
ed è stato ricordato il contributo positivo della Chiesa cattolica
allo sviluppo del Paese.
Nel
prosieguo dei colloqui ci si è soffermati sul tema del valore delle
culture locali in Africa e sull’importanza della Chiesa
nell’educazione alla pace ed alla riconciliazione. Si sono, infine,
passate in rassegna alcune sfide regionali che attualmente
interessano il Continente, seguite dal Capo dello Stato in qualità
di Presidente dell’Unione Africana.
BENEDETTO XVI PORGE GLI AUGURI AL NUOVO PATRIARCA ORTODOSSO COPTO
Città
del Vaticano, 18 novembre 2012 (VIS).-La cattedrale di San Marco a Il
Cairo (Egitto) è stata oggi scenario della cerimonia della presa di
possesso di Sua Santità il Papa Tawadros II, 118° patriarca della
Chiesa ortodossa copta, eletto il 4 novembre. Alla cerimonia era
presente il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio
per l'Unità dei Cristiani, portatore di una lettera del Santo Padre.
Nel
testo, Benedetto XVI augura a Tawadros II “abbondanti doni
spirituali che fortifichino il suo nuovo ministero per guidare il
clero e i laici attraverso i cammini della santità, per il bene del
vostro popolo e la pace e l'armonia di tutta la società”.
Il
Santo Padre ricorda il Papa Shenouda III, predecessore dell'attuale,
e il suo interesse per migliorare le relazioni con le altre Chiese
Cristiane, manifestando il desiderio che questa preoccupazione
perduri per “rafforzare la nostra speranza che un giorno tutti i
seguaci di Cristo si trovino riuniti nell'amore e nella
riconciliazione che il Signore desidera ardentemente”.
“Prego
lo Spirito Santo che la sostenga nel suo ministero, affinché il
gregge che le è affidato sperimenti l'insegnamento del Buon Pastore.
Che siano benedetti con la serenità di offrire la loro valorosa
collaborazione per il bene della società e il benessere di tutti i
loro connazionali!”.
“Chiedo
anche -conclude Benedetto XVI- che le relazioni tra la Chiesa
Cattolica e la Chiesa Ortodossa Copta incrementino, non solo nello
spirito di una collaborazione fraterna, ma anche nell'approfondimento
del dialogo teologico che ci permetta di crescere nella comunione e
di dare testimonianza al mondo della verità salvifica del Vangelo”.
CRISTO È IL FIRMAMENTO CHE ORIENTA IL CAMMINO DELL'UMANITÀ
Città
del Vaticano, 18 novembre 2012 (VIS).- Alle ore 12, il Santo Padre
Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel
Palazzo Apostolico Vaticano, come è solito fare la domenica, per
recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza
San Pietro e commentare il Vangelo della liturgia domenicale, che, in
questa occasione, consiste nelle parole di Gesù sugli ultimi tempi,
e che si considera uno dei testi più difficili dei Vangeli.
“Tale
difficoltà -ha spiegato il Papa- deriva sia dal contenuto sia dal
linguaggio: si parla infatti di un avvenire che supera le nostre
categorie, e per questo Gesù utilizza immagini e parole riprese
dall’Antico Testamento, ma soprattutto inserisce un nuovo centro,
che è Lui stesso, il mistero della sua persona e della sua morte e
risurrezione. (...) Gesù stesso collega il presente e il futuro; le
antiche parole dei profeti hanno trovato finalmente un centro nella
persona del Messia nazareno: è Lui il vero avvenimento che, in mezzo
agli sconvolgimenti del mondo, rimane il punto fermo e stabile”.
“Sappiamo
-ha proseguito- che nella Bibbia la Parola di Dio è all’origine
della creazione: tutte le creature, a partire dagli elementi cosmici
– sole, luna, firmamento – obbediscono alla Parola di Dio,
esistono in quanto “chiamati” da essa. Questa potenza creatrice
della Parola divina si è concentrata in Gesù Cristo, Verbo fatto
carne, e passa anche attraverso le sue parole umane, che sono il vero
“firmamento” che orienta il pensiero e il cammino dell’uomo
sulla terra. Per questo Gesù non descrive la fine del mondo, e
quando usa immagini apocalittiche, non si comporta come un
“veggente”. Al contrario, Egli vuole sottrarre i suoi discepoli
di ogni epoca alla curiosità per le date, le previsioni, e vuole
invece dare loro una chiave di lettura profonda, essenziale, e
soprattutto indicare la via giusta su cui camminare, oggi e domani,
per entrare nella vita eterna. Tutto passa – ci ricorda il Signore
–, ma la Parola di Dio non muta, e di fronte ad essa ciascuno di
noi è responsabile del proprio comportamento. In base a questo
saremo giudicati”.
“Anche
nei nostri tempi non mancano calamità naturali, e purtroppo nemmeno
guerre e violenze. Anche oggi abbiamo bisogno di un fondamento
stabile per la nostra vita e la nostra speranza, tanto più a causa
del relativismo in cui siamo immersi. La Vergine Maria ci aiuti ad
accogliere questo centro nella Persona di Cristo e nella sua
Parola!”, ha concluso il Pontefice.
Al
momento dei saluti nelle diverse lingue dopo l'Angelus, il Papa ha
ricordato che ieri, a Pergamino, in Argentina, è stata proclamata
Beata María Crescencia Pérez, Religiosa, della Congregazione delle
Figlie di Maria Santissima dell’Orto (1897-1932), conosciuta come
“Suor Dolcezza”. “Fu modello di dolcezza evangelica animata
dalla fede. Lodiamo il Signore per la sua testimonianza!”, ha
sottolineato Benedetto XVI.
IL PAPA AI VESCOVI FRANCESI: ESERCITATE LA DIMENSIONE PROFETICA DEL VOSTRO MINISTERO
Città
del Vaticano, 17 novembre 2012 (VIS).-“Il vostro Paese è ricco di
una lunga storia cristiana che non può essere ignorata o sminuita, e
che testimonia con eloquenza questa verità, che mostra, anche ai
nostri giorni, la sua vocazione singolare”, ha detto il Papa
ricevendo i prelati della Conferenza Episcopale della Francia nella
sua quinquennale visita “ad Limina”.
“L'Anno
della fede - ha osservato il Pontefice- ci permette di crescere nella
fiducia, nella forza e nella ricchezza intrinseca del messaggio del
Vangelo. Quante volte abbiamo visto che sono le parole di fede, le
parole semplici e dirette, cariche della saggezza della Parola di
Dio, quelle che più toccano i cuori e le menti e illuminano le
decisioni? In quelle parole ed in quelle realtà vi sono le
convinzioni fondamentali e i modi di pensare che possono dare
speranza ad un mondo assettato di essa”.
“Nei
dibattiti chiave della società, la voce della Chiesa deve farsi
ascoltare senza fragilità e con determinazione. Si fa ascoltare
rispettando la tradizione francese in materia di distinzione tra le
sfere di competenza della Chiesa e quelle dello Stato. In questo
contesto, precisamente, l'armonia che esiste tra la fede e la ragione
vi dà una sicurezza: il messaggio di Cristo e della sua Chiesa non è
solo portatore di una identità religiosa che richiede di essere
rispettata come tale; apporta una saggezza che permette di percepire
con rettitudine quali sono le risposte concrete alle domande più
pressanti, e a volte angoscianti dell'epoca attuale. Esercitando,
come già fate, la dimensione profetica del vostro ministero
episcopale, apportate a questi dibattiti una parola indispensabile di
verità che libera e apre il cuore alla speranza”.
A
seguire, il Papa ha elogiato i numerosi intellettuali francesi,
credenti e non credenti, i quali “sono coscienti delle enormi sfide
della nostra epoca, e per i quali il messaggio cristiano è un punto
di riferimento insostituibile”; e ha ricordato la vitalità delle
comunità religiose, in particolar modo quelle monastiche, che
“arricchiscono la società intera e non solo la Chiesa” di questo
Paese. Ha fatto riferimento alla liturgia, attraverso la quale la
Chiesa “contribuisce all'opera civilizzatrice”, puntualizzando
che in questo ambito “il rispetto delle norme stabilite esprime
l'amore e la fedeltà alla Chiesa; la bellezza delle cerimonie
costituisce un'opera durevole ed efficace di evangelizzazione, molto
più delle innovazioni e degli aggiustamenti soggettivi,”.
Benedetto
XVI ha toccato anche la questione della trasmissione della fede alle
nuove generazioni, un tema di cui i vescovi “non ignorano le sfide;
sia che si tratti della difficoltà relativa al passaggio della fede
ricevuta – in famiglia, nella società -, sia che si tratti della
fede personalmente assunta alle porte dell'età adulta, o ancora di
più, della difficoltà legata ad una vera rottura nella trasmissione
della fede, quando le successive generazioni vivono lontane da essa.
Vi è anche l'enorme sfida di vivere in una società che non sempre
condivide gli insegnamenti di Cristo, e che, a volte, ridicolizza o
emargina la Chiesa cercando di confinarla esclusivamente nella sfera
privata. Per fare fronte a queste enormi sfide, la Chiesa ha bisogno
di testimoni credibili”.
“Coscienti
della forza dell'esempio -ha detto il Papa ai vescovi- saprete
trovare le parole e i gesti per incoraggiare i fedeli ad incarnare
questa “unità di vita”. Devono sentire che la loro fede li
impegna, che rappresenta per loro una liberazione e non un peso, che
la coerenza è fonte di allegria e fecondità. Questo attiene anche
al suo legame e alla sua fedeltà all'insegnamento morale della
Chiesa come, ad esempio, mostrando il valore delle loro convinzioni
cristiane, senza arroganza, ma con rispetto, nelle differenti
circostanze in cui operano. Coloro che si dedicano alla vita pubblica
hanno, in questo ambito, una responsabilità speciale. Insieme ai
vescovi, devono prestare attenzione ai progetti delle leggi civili
che possono mettere in pericolo l'istituzione del matrimonio tra
l'uomo e la donna, il valore della vita dal concepimento fino alla
morte, e il corretto orientamento della bioetica nella fedeltà ai
documenti del magistero. E' oggi più necessario che mai che siano
numerosi i cristiani che intraprendono il cammino del servizio al
bene comune, approfondendo la Dottrina Sociale della Chiesa”.
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Visita 'ad Limina Apostolorum'
LA “ SCIENZA CRISTIANA DELLA SOFFERENZA” NEGLI OSPEDALI
Città
del Vaticano, 17 novembre (VIS).(VIS).-Benedetto XVI ha ricevuto
questa mattina i partecipanti alla conferenza del Pontificio
Consiglio per gli Operatori Sanitari (Pastorale della Salute), il cui
tema è: “L’Ospedale, luogo di evangelizzazione: missione umana e
spirituale”; e ha ricordato loro che la Chiesa “si rivolge sempre
con lo stesso spirito di fraterna condivisione a quanti vivono
l’esperienza del dolore, animata dallo Spirito di Colui che, con la
potenza dell’amore, ha ridato senso e dignità al mistero della
sofferenza”.
“Con
gli stessi accenti di speranza -ha proseguito- la Chiesa interpella
anche i professionisti e i volontari della sanità. La vostra è una
singolare vocazione, che necessita di studio, di sensibilità e di
esperienza. Tuttavia, a chi sceglie di lavorare nel mondo della
sofferenza vivendo la propria attività come una “missione umana e
spirituale” è richiesta una competenza ulteriore, che va al di là
dei titoli accademici. Si tratta della “scienza cristiana della
sofferenza”, indicata esplicitamente dal Concilio come “la sola
verità capace di rispondere al mistero della sofferenza” (…). Il
Cristo non ha soppresso la sofferenza; non ha neppure voluto
svelarcene interamente il mistero: l’ha presa su di sé, e questo
basta perché ne comprendiamo tutto il valore””.
“Di
questa “scienza cristiana della sofferenza” siate degli esperti
qualificati! Il vostro essere cattolici, senza timore, vi dà una
maggiore responsabilità nell’ambito della società e della Chiesa
(…). È questo un impegno di nuova evangelizzazione anche in tempi
di crisi economica che sottrae risorse alla tutela della salute.
Proprio in tale contesto, ospedali e strutture di assistenza debbono
ripensare il proprio ruolo per evitare che la salute, anziché un
bene universale da assicurare e difendere, diventi una semplice
“merce” sottoposta alle leggi del mercato, quindi un bene
riservato a pochi. Non può essere mai dimenticata l’attenzione
particolare dovuta alla dignità della persona sofferente, applicando
anche nell’ambito delle politiche sanitarie il principio di
sussidiarietà e quello di solidarietà”.
“E’
auspicabile -ha sottolineato il Pontefice- che il linguaggio della
“scienza cristiana della sofferenza” - cui appartengono la
compassione, la solidarietà, la condivisione, l’abnegazione, la
gratuità, il dono di sé - diventi il lessico universale di quanti
operano nel campo dell’assistenza sanitaria. (...) In questa
prospettiva gli ospedali vanno considerati come luogo privilegiato di
evangelizzazione, perché dove la Chiesa si fa “veicolo della
presenza di Dio” diventa al tempo stesso “strumento di una vera
umanizzazione dell’uomo e del mondo” (…). Solo avendo ben
chiaro che al centro dell’attività medica e assistenziale c’è
il benessere dell’uomo nella sua condizione più fragile e
indifesa, alla ricerca di senso dinanzi al mistero insondabile del
dolore, si può concepire l’ospedale come “luogo in cui la
relazione di cura non è mestiere, ma missione”.
Il
Santo Padre ha concluso il suo discorso rivolgendosi ai malati. “La
vostra silenziosa testimonianza è un efficace segno e strumento di
evangelizzazione per le persone che vi curano e per le vostre
famiglie, nella certezza che “nessuna lacrima, né di chi soffre,
né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio”.
APRIRSI A DIO NON È ALLONTANARSI DAL MONDO
Città
del Vaticano, 17 novembre (VIS).-Benedetto XVI ha scritto un
messaggio ai partecipanti alla riunione portoghese del “Cortile dei
gentili”, (16-17 novembre) a Guimaraes e a Braga (Portogallo),
dedicata questa volta al tema “Il valore della vita”.
“La consapevolezza della sacralità della vita -scrive il Papa- appartiene all’eredità morale dell’umanità.(...) Non siamo un prodotto casuale dell’evoluzione, ma ognuno di noi è frutto di un pensiero di Dio: siamo amati da Lui. (...) Sì! Dio ama ogni persona che, perciò, è incondizionatamente degna di vivere.Il sangue di Cristo, mentre rivela la grandezza dell’amore del Padre, manifesta come l’uomo sia prezioso agli occhi di Dio e come sia inestimabile il valore della sua vita”.
“Nell’epoca moderna, l’uomo ha però voluto sottrarsi allo sguardo creatore e redentore del Padre , fondandosi su se stesso e non sul Potere divino. Quasi come succede negli edifici di cemento armato senza finestre, dove è l’uomo che provvede all’areazione e alla luce; e, ugualmente, persino in un tale mondo auto-costruito, si attinge alle “risorse” di Dio, che sono trasformate in nostri prodotti. (…) È necessario riaprire le finestre, vedere di nuovo la vastità del mondo, il cielo e la terra, e imparare a usare tutto ciò in modo giusto. Di fatto, il valore della vita diventa evidente solo se Dio esiste. Perciò, sarebbe bello se i non credenti volessero vivere “come se Dio esistesse”. Sebbene non abbiano la forza per credere, dovrebbero vivere in base a questa ipotesi.(...) Ci sono tanti problemi che devono essere risolti, ma non lo saranno mai del tutto, se Dio non sarà posto al centro, (...) di nuovo visibile nel mondo e determinante nella nostra vita”.
IL CARDINALE DUKA PRENDE POSSESSO DEL SUO TITOLO
Città
del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).-L’Ufficio delle Celebrazione
Liturgiche del Sommo Pontefice dà comunicazione della seguente presa
di possesso: Domenica 25 novembre 2012, alle ore 19.00, il cardinale
Dominik Duka, arcivescovo di Praga (Repubblica Ceca), prenderà
possesso del Titolo dei Santi Marcellino e Pietro, in via Labicana 1.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto
oggi in udienza:
-Dieci
prelati della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad
Limina Apostolorum"
-Mons.
André Lacrampe, Arcivescovo di Besançon
-Mons.
Claude Schockert, Vescovo di Belfort-Montbéliard
-Mons.,
Jean-Louis Papin, Vescovo di Nancy
-Mons.
Vincent Jordy, Vescovo di Saint-Claude
-Mons.
Jean-Paul Mathieu, Vescovo di Saint-Dié
-Mons.
François Maupu, Vescovo di Verdun
-Mons.
Jean-Pierre Grallet, Arcivescovo di Strasbourg con il Vescovo
Ausiliare Mons. Vincent Dollmann.
-Mons.
Pierre Raffin, Vescovo di Metz
-Rev.
Daniel Ducasse, Amministratore Diocesano di Pontoise
-Mons.
Guido Pozzo, Arcivescovo tit. di Bagnoregio, Elemosiniere di Sua
Santità.
ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 19 novembre 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato:
-Padre
Nil Yuriy Lushchak O.F.M., come vescovo ausiliare della eparchia di
Mukacheko di rito bizantino (superficie 12.800, popolazione
1.290.000, cattolici 383.000, sacerdoti 275, religiosi 96) in
Ucraina. Il vescovo eletto è nato nel 1973 a Uzhorod (Ucraina), è
stato ordinato sacerdote nel 1996. Si è laureato in Filosofia presso
la Pontificia Università Gregoriana (Roma). Ha pronunciato i voti
temporali dell'Ordine dei Frati Minori nel 2010 e fino ad ora è
stato professore di Filosofia nel Seminario Maggiore di Uzhorod.
Sabato
17 novembre, il Santo Padre ha nominato:
-Vescovo
Lorenzo Ghizzoni, fino ad ora ausiliare di Reggio Emilia-Guastalla
(Italia), come arcivescovo di Ravenna-Cervia (superficie 1,185,
popolazione 223,130, cattolici 200,000, sacerdoti 118, diaconi
permanenti 6, religiosi 255) in Italia. Succede all'arcivescovo
Giuseppe Verucchi, la cui rinuncia al governo pastorale della
arcidiocesi è stata accettata per limite di età.
-Monsignor
Henryk Ciereszko come vescovo ausiliare della arcidiocesi di
Bialystok (superficie 5,550, popolazione 515,400, cattolici 455,400,
sacerdoti 393, religiosi 202) in Polonia. Il vescovo eletto è nato a
Hermanowka (Polonia) nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel
1981. È stato proclamato dottore in Teologia Fondamentale presso
l'Università Cattolica di Lublin. È stato vicario parrocchiale,
prefetto di disciplina nel Seminario Maggiore di Bialystok, e padre
spirituale nello stesso seminario. Attualmente era professore nel
Seminario Maggiore, padre spirituale del clero della arcidiocesi,
promotore di giustizia davanti al tribunale metropolitano, membro del
consiglio presbiterale e istruttore nelle questioni relative alla
riduzione allo stato laicale.
-Arcivescovo
Luigi Pezzuto come nunzio apostolico in Bosnia ed Herzegovina.
L'arcivescovo è stato fino ad ora nunzio apostolico a El Salvador e
in Belize.
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Nomine ed altri atti pontifici
venerdì 16 novembre 2012
IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLA COSTA D'AVORIO
Città
del Vaticano, 16 novembre 2012
(VIS). "Oggi, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre
Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Signor Alassane Ouattara,
Presidente della Repubblica di Costa d'Avorio, che ha incontrato
anche il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone,
accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo
Dominique Mamberti".
"Nel
corso dei colloqui, sono state rilevate le cordiali relazioni
esistenti tra la Santa Sede e la Costa D'Avorio, nonché la
convergenza di valutazioni sul contributo che la Chiesa può offrire
al bene dell'intero Paese, incoraggiando la pace e promuovendo i
diritti umani, il dialogo e la riconciliazione nazionale, unica via
per favorire l'unità e lo sviluppo. Si è anche sottolineata la
proficua collaborazione tra la Chiesa e lo Stato, tra l'altro nel
settore della sanità e dell'educazione. Si è auspicata la
conclusione del negoziato in vista di un Accordo tra la Santa Sede e
la Repubblica di Costa d'Avorio".
“Nel
prosieguo dei colloqui, si sono passate in rassegna alcune sfide
regionali che attualmente incontra il Continente africano, seguite
dal Signor Ouattara in qualità di Presidente della Comunità
economica dei Paesi dell'Africa Occidentale".
MESSAGGIO DEL PAPA PER XXVIII GIORNATA MONDIALE GIOVENTǕ
Città
del Vaticano, 16 novembre 2012
(VIS). "Andate e fate discepoli tutti i popoli!" è il
titolo del Messaggio del Santo Padre in occasione della XXVIII
Giornata Mondiale della Gioventù 2013, che si terrà a Rio de
Janeiro (Brasile) il prossimo luglio 2013. Di seguito riportiamo
alcuni estratti del Messaggio.
"Desidero
anzitutto rinnovarvi l’invito a partecipare a questo importante
appuntamento. La celebre statua del Cristo Redentore, che domina
quella bella città brasiliana, ne sarà il simbolo eloquente: le sue
braccia aperte sono il segno dell’accoglienza che il Signore
riserverà a tutti coloro che verranno a Lui e il suo cuore raffigura
l’immenso amore che Egli ha per ciascuno e per ciascuna di voi.
Lasciatevi attrarre da Lui! Vivete questa esperienza di incontro con
Cristo, insieme ai tanti altri giovani che convergeranno a Rio per il
prossimo incontro mondiale! Lasciatevi amare da Lui e sarete i
testimoni di cui il mondo ha bisogno".
1.
Una chiamata pressante
"La
storia ci ha mostrato quanti giovani, attraverso il dono generoso di
se stessi, hanno contribuito grandemente al Regno di Dio e allo
sviluppo di questo mondo, annunciando il Vangelo. Con grande
entusiasmo, essi hanno portato la Buona Notizia dell’Amore di Dio
manifestato in Cristo, con mezzi e possibilità ben inferiori a
quelli di cui disponiamo al giorno d’oggi (...) Oggi non pochi
giovani dubitano profondamente che la vita sia un bene e non vedono
chiarezza nel loro cammino. Più in generale, di fronte alle
difficoltà del mondo contemporaneo, molti si chiedono: io che cosa
posso fare? La luce della fede illumina questa oscurità, ci fa
comprendere che ogni esistenza ha un valore inestimabile, perché
frutto dell’amore di Dio. Egli ama anche chi si è allontanato da
Lui o lo ha dimenticato: ha pazienza e attende; anzi, ha donato il
suo Figlio, morto e risorto, per liberarci radicalmente dal male. E
Cristo ha inviato i suoi discepoli per portare a tutti i popoli
questo annuncio gioioso di salvezza e di vita nuova".
La
Chiesa, nel continuare questa missione di evangelizzazione, conta
anche su di voi. Cari giovani, voi siete i primi missionari tra i
vostri coetanei! Alla fine del Concilio Ecumenico Vaticano II, di cui
quest’anno celebriamo il 50° anniversario, il Servo di Dio Paolo
VI consegnò ai giovani e alle giovani del mondo un Messaggio che
(...) concludeva con un appello: “Costruite nell’entusiasmo un
mondo migliore di quello attuale” (...) Questo invito è di grande
attualità. Stiamo attraversando un periodo storico molto
particolare: il progresso tecnico ci ha offerto possibilità inedite
di interazione tra uomini e tra popolazioni, ma la globalizzazione di
queste relazioni sarà positiva e farà crescere il mondo in umanità
solo se sarà fondata non sul materialismo ma sull’amore, l’unica
realtà capace di colmare il cuore di ciascuno e di unire le persone.
Dio è amore. L’uomo che dimentica Dio è senza speranza e diventa
incapace di amare il suo simile. Per questo è urgente testimoniare
la presenza di Dio affinché ognuno possa sperimentarla: è in gioco
la salvezza dell’umanità e la salvezza di ciascuno di noi".
2.
Diventate discepoli di Cristo
Questa
chiamata missionaria vi viene rivolta anche per un’altra ragione: è
necessaria per il nostro cammino di fede personale(...) Annunciando
il Vangelo voi stessi crescete nel radicarvi sempre più
profondamente in Cristo, diventate cristiani maturi. L’impegno
missionario è una dimensione essenziale della fede: non si è veri
credenti senza evangelizzare (...)Ma che cosa vuol dire essere
missionari? Significa anzitutto essere discepoli di Cristo, ascoltare
sempre di nuovo l’invito a seguirlo, l’invito a guardare a Lui
(...)Vi consiglio di fare memoria dei doni ricevuti da Dio per
trasmetterli a vostra volta. Imparate a rileggere la vostra storia
personale, prendete coscienza anche della meravigliosa eredità delle
generazioni che vi hanno preceduto (...) Non dimentichiamolo mai:
facciamo parte di una catena immensa di uomini e donne che ci hanno
trasmesso la verità della fede e contano su di noi affinché altri
la ricevano. Non dimentichiamolo mai: facciamo parte di una catena
immensa di uomini e donne che ci hanno trasmesso la verità della
fede e contano su di noi affinché altri la ricevano. L’essere
missionari presuppone la conoscenza di questo patrimonio ricevuto,
che è la fede della Chiesa: è necessario conoscere ciò in cui si
crede, per poterlo annunciare”
3.
Andate!
Gesù
ha inviato i suoi discepoli in missione con questo mandato: 'Andate
in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi
crederà e sarà battezzato sarà salvato'. Evangelizzare significa
portare ad altri la Buona Notizia della salvezza e questa Buona
Notizia è una persona: Gesù Cristo (...)Più conosciamo Cristo, più
desideriamo annunciarlo. Più parliamo con Lui, più desideriamo
parlare di Lui. Più ne siamo conquistati, più desideriamo condurre
gli altri a Lui (...)È dunque lo Spirito d’amore l’anima della
missione: ci spinge ad uscire da noi stessi, per “andare” ed
evangelizzare. Cari giovani, lasciatevi condurre dalla forza
dell’amore di Dio, lasciate che questo amore vinca la tendenza a
chiudersi nel proprio mondo, nei propri problemi, nelle proprie
abitudini”.
4.Raggiungete
tutti i popoli.
“Cristo
risorto ha mandato i suoi discepoli a testimoniare la sua presenza
salvifica a tutti i popoli, perché Dio nel suo amore sovrabbondante,
vuole che tutti siano salvi e nessuno sia perduto. Cari amici,
volgete gli occhi e guardate intorno a voi (...). I 'popoli' ai quali
siamo inviati non sono soltanto gli altri Paesi del mondo, ma anche i
diversi ambiti di vita: le famiglie, i quartieri, gli ambienti di
studio o di lavoro, i gruppi di amici e i luoghi del tempo libero.
L’annuncio gioioso del Vangelo è destinato a tutti gli ambiti
della nostra vita, senza alcun limite (..)Vorrei sottolineare due
campi in cui il vostro impegno missionario deve farsi ancora più
attento. Il primo è quello delle comunicazioni sociali, in
particolare il mondo di internet. (...) A voi, giovani, che quasi
spontaneamente vi trovate in sintonia con questi nuovi mezzi di
comunicazione, spetta in particolare il compito della
evangelizzazione di questo “continente digitale (...)Il secondo
ambito è quello della mobilità. Oggi sono sempre più numerosi i
giovani che viaggiano, sia per motivi di studio o di lavoro, sia per
divertimento. Ma penso anche a tutti i movimenti migratori, con cui
milioni di persone, spesso giovani, si trasferiscono e cambiano
Regione o Paese per motivi economici o sociali. Anche questi fenomeni
possono diventare occasioni provvidenziali per la diffusione del
Vangelo".
5.
Fate discepoli!
L’annuncio
di Cristo non passa solamente attraverso le parole, ma deve
coinvolgere tutta la vita e tradursi in gesti di amore. L’essere
evangelizzatori nasce dall’amore che Cristo ha infuso in noi; il
nostro amore, quindi, deve conformarsi sempre di più al suo. Come il
buon Samaritano, dobbiamo essere sempre attenti a chi incontriamo,
saper ascoltare, comprendere, aiutare, per condurre chi è alla
ricerca della verità e del senso della vita alla casa di Dio che è
la Chiesa, dove c’è speranza e salvezza (...)I mezzi che abbiamo
per “fare discepoli” sono principalmente il Battesimo e la
catechesi. Ciò significa che dobbiamo condurre le persone che stiamo
evangelizzando a incontrare Cristo vivente, in particolare nella sua
Parola e nei Sacramenti: così potranno credere in Lui, conosceranno
Dio e vivranno della sua grazia (...)Invocate lo Spirito Santo: Egli
vi guiderà ad entrare sempre più nella conoscenza e nell’amore di
Cristo e vi renderà creativi nel trasmettere il Vangelo"
6.Saldi
nella fede
“Quando
vi sentite inadeguati, incapaci, deboli nell’annunciare e
testimoniare la fede, non abbiate timore. L’evangelizzazione non è
una nostra iniziativa e non dipende anzitutto dai nostri talenti, ma
è una risposta fiduciosa e obbediente alla chiamata di Dio, e perciò
si basa non sulla nostra forza, ma sulla sua. (...) Per questo vi
invito a radicarvi nella preghiera e nei Sacramenti.
L’evangelizzazione autentica nasce sempre dalla preghiera ed è
sostenuta da essa: dobbiamo prima parlare con Dio per poter parlare
di Dio (...)Sappiate trovare nell’Eucaristia la sorgente della
vostra vita di fede e della vostra testimonianza cristiana (...).
Ricorrete frequentemente al Sacramento della Riconciliazione. (...) E
non esitate a ricevere il Sacramento della Confermazione o Cresima
(...) Con l’Eucaristia, esso è il Sacramento della missione,
perché ci dona la forza e l’amore dello Spirito Santo per
professare senza paura la fede. Vi incoraggio inoltre a praticare
l’adorazione eucaristica (...)Se seguirete questo cammino, Cristo
stesso vi donerà la capacità di essere pienamente fedeli alla sua
Parola e di testimoniarlo con lealtà e coraggio. A volte sarete
chiamati a dare prova di perseveranza, in particolare quando la
Parola di Dio susciterà chiusure od opposizioni. In certe regioni
del mondo, alcuni di voi vivono la sofferenza di non poter
testimoniare pubblicamente la fede in Cristo, per mancanza di libertà
religiosa. E c’è chi ha già pagato anche con la vita il prezzo
della propria appartenenza alla Chiesa. Vi incoraggio a restare saldi
nella fede, sicuri che Cristo è accanto a voi in ogni prova".
7.
Con tutta la Chiesa.
“Per
restare saldi nella confessione della fede cristiana là dove siete
inviati, avete bisogno della Chiesa. Nessuno può essere testimone
del Vangelo da solo. Gesù ha inviato i suoi discepoli in missione
insieme (...) È dunque sempre come membri della comunità
cristiana che noi offriamo la nostra testimonianza, e la nostra
missione è resa feconda dalla comunione che viviamo nella Chiesa:
dall’unità e dall’amore che abbiamo gli uni per gli altri ci
riconosceranno come discepoli di Cristo”.
8.”Eccomi,
Signore”!
In
conclusione, cari giovani, vorrei invitarvi ad ascoltare nel profondo
di voi stessi la chiamata di Gesù ad annunciare il suo Vangelo. Come
mostra la grande statua di Cristo Redentore a Rio de Janeiro, il suo
cuore è aperto all’amore verso tutti, senza distinzioni, e le sue
braccia sono tese per raggiungere ciascuno. Siate voi il cuore e le
braccia di Gesù! Andate a testimoniare il suo amore, siate i nuovi
missionari animati dall’amore e dall’accoglienza! (...)La Chiesa
ha fiducia in voi e vi è profondamente grata per la gioia e il
dinamismo che portate: usate i vostri talenti con generosità al
servizio dell’annuncio del Vangelo! Sappiamo che lo Spirito Santo
si dona a coloro che, in umiltà di cuore, si rendono disponibili a
tale annuncio (...) Questo appello, che rivolgo ai giovani di tutta
la terra, assume un rilievo particolare per voi, cari giovani
dell’America Latina! Infatti, alla V Conferenza Generale
dell’Episcopato Latinoamericano che si è svolta ad Aparecida nel
2007, i Vescovi hanno lanciato una 'missione continentale'. E i
giovani, che in quel continente costituiscono la maggioranza della
popolazione, rappresentano una forza importante e preziosa per la
Chiesa e per la società (...)Trasmettete ai vostri coetanei del
mondo intero l’entusiasmo della vostra fede!".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 16 novembre 2012
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza undici Presuli
della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad Limina
Apostolorum":
-
Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Paris con i
Vescovi Ausiliari:
-
Il Vescovo Jérôme Beau, di Privata.
-
Il Vescovo Eric de Moulins-Beaufort.
-
Il Vescovo Renauld de Dinechin.
-
Il Vescovo Michel Santier, di Créteil.
-
Il Vescovo Michel Dubost, C.I.M., di Evry-Corbeil-Essonnes.
-
Il Vescovo Jean-Yves Nahmias, di Meaux.
-
Il Vescovo Gérard Daucourt, di Nanterre.
-
Il Vescovo Pascal Delannoy, di Saint-Denis.
-
Il Vescovo Eric Aumonier, di Versailles.
-
Il Vescovo Luc Ravel, C.R.S.V., Ordinario Militare.
-
Il Vescovo Grégoire Ghabroyan, Vescovo di Sainte-Croix de Paris
degli Armeni; Visitatore Apostolico per i fedeli Armeni cattolici
residenti in Europa Occidentale sprovvisti di Ordinario proprio.
Nel
pomeriggio il Santo Padre riceverà l'Arcivescovo Gerhard Ludwig
Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
ALTRI ATTI PONTFICI
Città
del Vaticano, 16 novembre 2012
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Javier Salinas Viñals,
Vescovo di Mallorca (superficie: 3.689; popolazione: 361.000;
cattolici: 668.810; sacerdoti: 333; religiosi: 948; diaconi
permanenti: 11), Spagna. È
stato finora Vescovo di Tortosa (Spagna).
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Nomine ed altri atti pontifici
giovedì 15 novembre 2012
META DELL'ECUMENISMO È L'UNITÀ DEI CRISTIANI DIVISI
Città
del Vaticano, 15 novembre 2012
(VIS). Gli stretti legami che esistono tra il compito
dell'evangelizzazione e il superamento delle divisioni esistenti fra
i cristiani è stato il tema centrale del discorso che il Santo Padre
ha rivolto questa mattina ai membri e consultori del Pontificio
Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani in occasione
dell'assemblea plenaria dedicata al tema: "L'importanza
dell'ecumenismo per la nuova evangelizzazione".
Non
si può perseguire un autentico cammino ecumenico, ha detto il Papa
"ignorando la crisi di fede che stanno attraversando vaste
regioni del pianeta, tra cui quelle che per prime accolsero
l’annuncio del Vangelo e dove la vita cristiana è stata per secoli
fiorente. D’altra parte, non possono essere ignorati i numerosi
segni che attestano il permanere di un bisogno di spiritualità, che
si manifesta in diversi modi. La povertà spirituale di molti dei
nostri contemporanei, che non percepiscono più come privazione
l’assenza di Dio dalla loro vita, rappresenta una sfida per tutti i
cristiani".
"In
questo contesto, a noi credenti in Cristo viene chiesto di ritornare
all’essenziale, al cuore della nostra fede, per rendere insieme
testimonianza al mondo del Dio vivente (...) Non dobbiamo dimenticare
ciò che ci unisce, cioè la fede in Dio, Padre e Creatore, che si è
rivelato nel Figlio Gesù Cristo, effondendo lo Spirito che vivifica
e santifica. Questa è la fede del Battesimo che abbiamo ricevuto ed
è la fede che, nella speranza e nella carità, possiamo insieme
professare".
"Alla
luce della priorità della fede si comprende anche l’importanza dei
dialoghi teologici e delle conversazioni con le Chiese e Comunità
ecclesiali in cui la Chiesa cattolica è impegnata. Anche quando non
si intravede, in un immediato futuro, la possibilità del
ristabilimento della piena comunione, essi permettono di cogliere,
insieme a resistenze e ostacoli, anche ricchezze di esperienze, di
vita spirituale e di riflessioni teologiche, che diventano stimolo
per una sempre più profonda testimonianza".
La
meta dell’ecumenismo, ha sottolineato Benedetto XVI è "l’unità
visibile tra i cristiani divisi". Per perseguire tale obiettivo
noi dobbiamo impegnarci "con tutte le nostre forze, ma dobbiamo
anche riconoscere che, in ultima analisi, questa unità è dono di
Dio, può venire solamente dal Padre mediante il Figlio, perché la
Chiesa è la sua Chiesa. In questa prospettiva, appare l’importanza
di invocare l’unità visibile dal Signore, ma emerge anche come la
ricerca di tale meta sia rilevante per la nuova evangelizzazione".
"Il
fatto di camminare insieme verso questo traguardo è una realtà
positiva, a condizione, però, che le Chiese e Comunità ecclesiali
non si fermino lungo la strada, accettando le diversità
contraddittorie come qualcosa di normale o come il meglio che si
possa ottenere. È invece nella
piena comunione nella fede, nei sacramenti e nel ministero, che si
renderà evidente in modo concreto la forza presente ed operante di
Dio nel mondo".
"L’unità
è, da un lato, frutto della fede e, dall’altro, un mezzo e quasi
un presupposto per annunciare in modo sempre più credibile la fede a
coloro che non conoscono ancora il Salvatore o che, pur avendo
ricevuto l’annuncio del Vangelo, hanno quasi dimenticato questo
dono prezioso. Il vero ecumenismo, riconoscendo il primato
dell’azione divina, esige innanzitutto pazienza, umiltà, abbandono
alla volontà del Signore. Alla fine, ecumenismo e nuova
evangelizzazione richiedono entrambi il dinamismo della conversione,
inteso come sincera volontà di seguire Cristo e di aderire
pienamente alla volontà del Padre".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 15 novembre 2012
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza undici
Presuli della Conferenza Episcopale di Francia, in Visita "ad
Limina Apostolorum":
-
L'Arcivescovo Thierry Jordan, di Reims.
-
Il Vescovo Jean-Luc Bouilleret, di Amiens.
-
Il Vescovo Jacques Benoit-Gonnin, di Beauvais.
-
Il Vescovo Gilbert Louis, di Châlons.
-
Il Vescovo Philippe Gueneley, di Langres.
Il
Vescovo Hervé Giraud, di Soissons.
-
Il VEscovo Marc Stenger, di Troyes.
-
L'Arcivescovo Laurent Ulrich, di Lille, con l'Ausiliare Vescovo
Gérard Coliche.
-
Il Vescovo Jean-Paul Jaeger, di Arras.
-
L'Arcivescovo François
Garnier, di Cambrai.
Nella
giornata di ieri, al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre si
è intrattenuto a colloquio con l'ex primo ministro libanese, Signor
Saad Hariri, in visita da ieri in Vaticano. Successivamente il Signor
Hariri ha avuto un incontro anche con il Segretario per i Rapporti
con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti.
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