Città del Vaticano, 18 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Wayne Kirkpatrick, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Toronto (superficie: 13.000; popolazione: 5.749.000; cattolici: 1.944.000; sacerdoti: 839; religiosi: 1.132; diaconi permanenti: 123), Canada. Il Vescovo eletto è nato nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1984 al 1986 è stato Vice-Parroco della Cattedrale di St. Catherines; dal 1986 al 1988 Vice-Parroco della "St. Kevin's Parish di Welland e Cappellano delle prigioni; dal 1990 al 1995 è stato Vice Cancelliere, Vice-Parroco della Cattedrale della Diocesi di St. Catherines e Vicario Giudiziale associato del Tribunale Regionale di Toronto; dal 1995 Cancelliere ed Economo della Diocesi di St. Catherine e Vicario Giudiziale del Tribunale Regionale di Toronto; dal 1995 al 1997 Amministratore della "St. Thomas Aquinas Parish";
dal 1997 al 2005 Parroco della Saint. Thomas Aquinas Parish; dal 1998 al 2012 è stato Vicario giudiziale della Diocesi di St. Catharines; dal 1995 al 2004 è stato Consultore diocesano; dal 2005 al 2012 è stato Parroco della Cattedrale e Moderatore della Curia; dal 2002 al 2006 è stato Consultore del Consiglio Esecutivo dell'Associazione anglofona di Diritto Canonico; dal 2005 al 2008 è stato Membro del Consiglio Esecutivo dell'Assicurazione della Conferenza di Vescovi Cattolici dell'Ontario; dal 2008 Presidente del "Clergy Aid Society; dal 2009 Presidente del Consiglio presbiterale. Nel 2011 è stato Amministratore diocesano di St. Catharines.
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
venerdì 18 maggio 2012
mercoledì 16 maggio 2012
COMUNICATO FRATERNITÀ SAN PIO X
Città
del Vaticano, 16 maggio 2012
(VIS). Nel primo pomeriggio di oggi la Sala Stampa della Santa Sede
ha reso pubblico il Comunicato che segue, relativo alla Fraternità
"San Pio X".
"Come anticipato da agenzie di stampa, oggi, 16
maggio 2012, si è riunita la Sessione Ordinaria della Congregazione
per la Dottrina della Fede ed è stata discussa anche la questione
della Fraternità San Pio X".
"In particolare è stato esaminato il testo
della risposta di S.E. Mons. Bernard Fellay, pervenuta il 17 aprile
2012, e sono state formulate alcune osservazioni che saranno tenute
presenti nelle ulteriori discussioni tra la Santa Sede e la
Fraternità San Pio X".
"In considerazione delle posizioni prese dagli
altri tre Vescovi della Fraternità San Pio X, la loro
situazione dovrà essere trattata separatamente e singolarmente".
NON C'É GRIDO UMANO CHE NON SIA ASCOLTATO DA DIO
Città del Vaticano, 16 maggio 2012 (VIS). Dopo le catechesi sulla preghiera negli Atti degli Apostoli, il Santo Padre ha annunciato che le prossime catechesi saranno dedicate alla preghiera nelle Lettere di San Paolo, Lettere che sono introdotte e si chiudono con espressioni di preghiera. San Paolo ci ha lasciato una preghiera che si manifesta in una grande ricchezza di forme, ha notato Benedetto XVI.
Nell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di oltre 11.000 persone, il Papa ha spiegato che l'Apostolo delle genti "vuole farci comprendere che la preghiera non deve essere vista come una semplice opera buona compiuta verso Dio, una nostra azione. Essa è innanzitutto un dono, frutto della presenza viva, reale, vivificante del Padre e di Gesù Cristo in noi, attraverso lo Spirito Santo".
"Nella preghiera noi sperimentiamo (...) la nostra debolezza, la nostra povertà, il nostro essere creature, poiché siamo posti di fronte all’onnipotenza e alla trascendenza di Dio" e "percepiamo il senso del nostro limite (...). Cresce allora in noi il bisogno di fidarci e affidarci sempre più a Lui (...). Ed è lo Spirito Santo che viene in aiuto a questa nostra incapacità, (...) guidando il nostro rivolgerci a Dio. Per San Paolo la preghiera è soprattutto l’operare dello Spirito nella nostra umanità, per farsi carico della nostra debolezza e trasformarci da uomini legati alle realtà materiali in uomini spirituali".
Successivamente il Papa ha evidenziato tre conseguenze nella nostra vita cristiana quando lasciamo operare in noi lo Spirito di Cristo come principio interiore di tutto il nostro agire ed ha detto: "Anzitutto con la preghiera animata dallo Spirito siamo messi in condizione di abbandonare e superare ogni forma di paura o di schiavitù, vivendo l'autentica libertà dei figli di Dio. (...) Un'altra conseguenza (...) è che il rapporto stesso con Dio diventa talmente profondo da non essere intaccato da alcuna realtà o situazione. Comprendiamo allora che con la preghiera non siamo liberati della prove o dalle sofferenze, ma possiamo viverle in unione con Cristo, con le sue sofferenze, nella prospettiva di partecipare anche della sua gloria".
"Molte volte - ha detto il Papa - nella nostra preghiera, chiediamo a Dio di essere liberati dal male fisico e spirituale (...). Tuttavia spesso abbiamo l’impressione di non essere ascoltati e allora rischiamo di scoraggiarci e di non perseverare. In realtà non c’è grido umano che non sia ascoltato da Dio (...) La risposta di Dio Padre al Figlio non è stata la liberazione immediata dalle sofferenze, dalla croce, dalla morte, ma proprio attraverso la croce e la morte, come espressione dell’amore supremo, Dio ha risposto al di là di ogni umana attesa con la risurrezione del Figlio".
"Infine la preghiera del credente si apre anche alle dimensioni dell’umanità e dell’intero creato, (...) non rimane mai chiusa in se stessa, ma si apre alla condivisione dei 'gemiti', delle sofferenze del nostro tempo. Diventa così (...) canale di speranza per tutta la creazione, espressione di quell’amore di Dio che è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato".
"San Paolo - ha concluso il Pontefice - ci insegna che nella nostra preghiera dobbiamo aprirci alla presenza e all’azione dello Spirito Santo, il quale prega in noi (...) per portarci ad aderire a Dio con tutto il nostro cuore e con tutto il nostro essere. Lo Spirito di Cristo diventa la forza della nostra preghiera 'debole', la luce della nostra preghiera 'spenta', il fuoco della nostra preghiera 'arida', donandoci la vera libertà interiore, insegnandoci a vivere affrontando le prove dell’esistenza, nella certezza di non essere soli, aprendoci agli orizzonti dell’umanità e della creazione 'che geme e soffre le doglie del parto'".
Nell'Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di oltre 11.000 persone, il Papa ha spiegato che l'Apostolo delle genti "vuole farci comprendere che la preghiera non deve essere vista come una semplice opera buona compiuta verso Dio, una nostra azione. Essa è innanzitutto un dono, frutto della presenza viva, reale, vivificante del Padre e di Gesù Cristo in noi, attraverso lo Spirito Santo".
"Nella preghiera noi sperimentiamo (...) la nostra debolezza, la nostra povertà, il nostro essere creature, poiché siamo posti di fronte all’onnipotenza e alla trascendenza di Dio" e "percepiamo il senso del nostro limite (...). Cresce allora in noi il bisogno di fidarci e affidarci sempre più a Lui (...). Ed è lo Spirito Santo che viene in aiuto a questa nostra incapacità, (...) guidando il nostro rivolgerci a Dio. Per San Paolo la preghiera è soprattutto l’operare dello Spirito nella nostra umanità, per farsi carico della nostra debolezza e trasformarci da uomini legati alle realtà materiali in uomini spirituali".
Successivamente il Papa ha evidenziato tre conseguenze nella nostra vita cristiana quando lasciamo operare in noi lo Spirito di Cristo come principio interiore di tutto il nostro agire ed ha detto: "Anzitutto con la preghiera animata dallo Spirito siamo messi in condizione di abbandonare e superare ogni forma di paura o di schiavitù, vivendo l'autentica libertà dei figli di Dio. (...) Un'altra conseguenza (...) è che il rapporto stesso con Dio diventa talmente profondo da non essere intaccato da alcuna realtà o situazione. Comprendiamo allora che con la preghiera non siamo liberati della prove o dalle sofferenze, ma possiamo viverle in unione con Cristo, con le sue sofferenze, nella prospettiva di partecipare anche della sua gloria".
"Molte volte - ha detto il Papa - nella nostra preghiera, chiediamo a Dio di essere liberati dal male fisico e spirituale (...). Tuttavia spesso abbiamo l’impressione di non essere ascoltati e allora rischiamo di scoraggiarci e di non perseverare. In realtà non c’è grido umano che non sia ascoltato da Dio (...) La risposta di Dio Padre al Figlio non è stata la liberazione immediata dalle sofferenze, dalla croce, dalla morte, ma proprio attraverso la croce e la morte, come espressione dell’amore supremo, Dio ha risposto al di là di ogni umana attesa con la risurrezione del Figlio".
"Infine la preghiera del credente si apre anche alle dimensioni dell’umanità e dell’intero creato, (...) non rimane mai chiusa in se stessa, ma si apre alla condivisione dei 'gemiti', delle sofferenze del nostro tempo. Diventa così (...) canale di speranza per tutta la creazione, espressione di quell’amore di Dio che è riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato".
"San Paolo - ha concluso il Pontefice - ci insegna che nella nostra preghiera dobbiamo aprirci alla presenza e all’azione dello Spirito Santo, il quale prega in noi (...) per portarci ad aderire a Dio con tutto il nostro cuore e con tutto il nostro essere. Lo Spirito di Cristo diventa la forza della nostra preghiera 'debole', la luce della nostra preghiera 'spenta', il fuoco della nostra preghiera 'arida', donandoci la vera libertà interiore, insegnandoci a vivere affrontando le prove dell’esistenza, nella certezza di non essere soli, aprendoci agli orizzonti dell’umanità e della creazione 'che geme e soffre le doglie del parto'".
LAVORO NON DOVREBBE OSTACOLARE LA FAMIGLIA
Città del Vaticano, 16 maggio 2012 (VIS). "Il lavoro non dovrebbe ostacolare la famiglia, ma piuttosto sostenerla e unirla", ha affermato Benedetto XVI in un appello al termine dell'Udienza Generale di oggi.
Nel ricordare che ieri si è celebrata la Giornata Internazionale delle Famiglie, che le Nazioni Unite hanno dedicato quest'anno all'equilibrio fra famiglia e lavoro, il Papa ha affermato che il lavoro deve sostenere e unire la famiglia "aiutarla ad aprirsi alla vita e ad entrare in relazione con la società e con la Chiesa. Auspico, inoltre, - ha proseguito il Pontefice - che la Domenica, giorno del Signore e Pasqua della settimana, sia giorno di riposo e occasione per rafforzare i legami familiari".
Nelle parole di saluto nelle diverse lingue agli oltre 11.000 pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che domani si celebra la Solennità dell'Ascensione del Signore ed ha detto che questa Solennità "ci invita a guardare a Gesù che, salendo al cielo, affida agli Apostoli il mandato di portare il suo messaggio di salvezza in tutto il mondo. (...) Il Signore ha preparato un posto per ognuno e ci attende. I nostri pensieri e le nostre opere siano rivolti verso la patria celeste".
Nel ricordare che ieri si è celebrata la Giornata Internazionale delle Famiglie, che le Nazioni Unite hanno dedicato quest'anno all'equilibrio fra famiglia e lavoro, il Papa ha affermato che il lavoro deve sostenere e unire la famiglia "aiutarla ad aprirsi alla vita e ad entrare in relazione con la società e con la Chiesa. Auspico, inoltre, - ha proseguito il Pontefice - che la Domenica, giorno del Signore e Pasqua della settimana, sia giorno di riposo e occasione per rafforzare i legami familiari".
Nelle parole di saluto nelle diverse lingue agli oltre 11.000 pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha ricordato che domani si celebra la Solennità dell'Ascensione del Signore ed ha detto che questa Solennità "ci invita a guardare a Gesù che, salendo al cielo, affida agli Apostoli il mandato di portare il suo messaggio di salvezza in tutto il mondo. (...) Il Signore ha preparato un posto per ognuno e ci attende. I nostri pensieri e le nostre opere siano rivolti verso la patria celeste".
UDIENZE
Città
del Vaticano, 16 maggio 2012
(VIS). Alla fine dell’Udienza Generale il Santo Padre ha ricevuto
il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg
(Repubblica Federale di Germania).
AVVISO
Città
del Vaticano, 16 maggio 2012
(VIS). Domani, Solennità dell’Ascensione del Signore, giorno di
vacanza in Vaticano, il servizio del V.I.S. non sarà trasmesso. Le
trasmissioni riprenderanno venerdì 18 maggio.
martedì 15 maggio 2012
VISITA DEL PAPA A MILANO INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE
Città del Vaticano, 15 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI compirà una Visita Pastorale all'Arcidiocesi di Milano, in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie.
La
partenza in aereo è prevista alle 16:00 del 1° giugno prossimo,
dall'aeroporto di Roma-Ciampino e l'arrivo all'aeroporto di
Milano-Linate, alle 17:00. Alle 17:30, durante l'incontro con la
cittadinanza in Piazza Duomo, il Papa terrà un discorso e, alle
19:30, assisterà con le delegazioni ufficiali dell'Incontro Mondiale
delle Famiglie, a un concerto in suo onore, nel Teatro alla Scala di
Milano.
Alle
10:00 di sabato 2 giugno, il Papa parteciperà alla celebrazione
dell'Ora Media nel Duomo di Milano a cui seguirà la meditazione e la
venerazione delle Reliquie del Santo nello "Scurolo di San
Carlo". Alle 11:15 nello Stadio "Meazza" a San Siro è
previsto l'incontro del Papa con i cresimandi a cui seguirà un
discorso e la recita dell'Angelus Domini. Alle 17:00 avrà luogo
l'Incontro del Papa con le Autorità, nella Sala del trono
dell'Arcivescovado di Milano, ed alle 20:30 è in programma
l'intervento del Santo Padre alla "Festa delle Testimonianze"
nel Parco di Bresso.
Alle
10:00 di domenica 3 giugno, nel Parco di Bresso, il Santo Padre
celebrerà la Santa Messa e guiderà la recita dell'Angelus. Dopo il
pranzo, alle 13:15, nell'Arcivescovado di Milano, con i cardinali,
vescovi ed alcune famiglie, il Papa saluterà i membri della
Fondazione Famiglia 2012 e gli organizzatori della visita.
Alle
17:30, Papa Benedetto XVI ripartirà alla volta di Roma e
dall'aeroporto di Ciampino si trasferirà in elicottero in Vaticano,
dove l'arrivo è previsto alle 18:45.
USO SCORRETTO IMMAGINE DEL PAPA: BENETTON RITRATTA
Città del Vaticano, 15 maggio 2012 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Notai di Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, relativa alla conclusione della vicenda legale fra la Santa Sede e il Gruppo Benetton per l'uso scorretto dell'immagine del Papa Benedetto XVI nella campagna pubblicitaria "Unhate".
"Venerdì scorso - si legge nel Comunicato di Padre Lombardi - il Gruppo Benetton ha rilasciato una Nota in cui (...) ribadiva 'il proprio dispiacere per aver così urtato la sensibilità di Sua Santità Benedetto XVI e dei credenti' e assicurava che 'ha garantito e mantenuto che tutte le immagini fotografiche della persona del Santo Padre sono state ritirate dal proprio circuito commerciale e si impegna a non compiere in futuro alcun ulteriore utilizzo dell'immagine del Santo Padre senza una previa autorizzazione della Santa Sede' e concludeva che 'il Gruppo Benetton porrà inoltre i suoi buoni uffici affinché cessi l'ulteriore utilizzazione dell'immagine da parte di terzi, su siti internet o in altre sedi'".
"Il Comunicato del Gruppo Benetton - sottolinea Padre Lombardi - (...) rappresenta la conclusione, in base ad un accordo transattivo, del confronto fra i legali della Santa Sede (...) e quelli del Gruppo, confronto che ha avuto luogo, come era stato annunciato, ed era rimasto aperto finora. Il Gruppo Benetton riconosce dunque (...) che l'immagine del Papa va rispettata". (...)
"La Santa Sede non ha voluto chiedere risarcimenti di natura economica, ma ha voluto ottenere il risarcimento morale del riconoscimento dell'abuso compiuto ed affermare la sua volontà di difendere anche con mezzi legali l'immagine del Papa. Invece di un risarcimento economico è stato chiesto ed ottenuto dal Gruppo Benetton un atto di liberalità - limitato, ma effettivo - nei confronti di un'attività caritativa della Chiesa".
"Si chiude così, anche dal punto di vista legale, un episodio molto spiacevole, che non avrebbe dovuto avvenire, ma dal quale si spera di ricavare una lezione di doveroso rispetto per l'immagine del Papa - come di ogni altra persona -, e della sensibilità dei fedeli".
"Venerdì scorso - si legge nel Comunicato di Padre Lombardi - il Gruppo Benetton ha rilasciato una Nota in cui (...) ribadiva 'il proprio dispiacere per aver così urtato la sensibilità di Sua Santità Benedetto XVI e dei credenti' e assicurava che 'ha garantito e mantenuto che tutte le immagini fotografiche della persona del Santo Padre sono state ritirate dal proprio circuito commerciale e si impegna a non compiere in futuro alcun ulteriore utilizzo dell'immagine del Santo Padre senza una previa autorizzazione della Santa Sede' e concludeva che 'il Gruppo Benetton porrà inoltre i suoi buoni uffici affinché cessi l'ulteriore utilizzazione dell'immagine da parte di terzi, su siti internet o in altre sedi'".
"Il Comunicato del Gruppo Benetton - sottolinea Padre Lombardi - (...) rappresenta la conclusione, in base ad un accordo transattivo, del confronto fra i legali della Santa Sede (...) e quelli del Gruppo, confronto che ha avuto luogo, come era stato annunciato, ed era rimasto aperto finora. Il Gruppo Benetton riconosce dunque (...) che l'immagine del Papa va rispettata". (...)
"La Santa Sede non ha voluto chiedere risarcimenti di natura economica, ma ha voluto ottenere il risarcimento morale del riconoscimento dell'abuso compiuto ed affermare la sua volontà di difendere anche con mezzi legali l'immagine del Papa. Invece di un risarcimento economico è stato chiesto ed ottenuto dal Gruppo Benetton un atto di liberalità - limitato, ma effettivo - nei confronti di un'attività caritativa della Chiesa".
"Si chiude così, anche dal punto di vista legale, un episodio molto spiacevole, che non avrebbe dovuto avvenire, ma dal quale si spera di ricavare una lezione di doveroso rispetto per l'immagine del Papa - come di ogni altra persona -, e della sensibilità dei fedeli".
CARITAS DEL MEDITERRANEO: DIALOGO TRA LE SPONDE
Città
del Vaticano, 15 maggio 2012
(VIS). Domani 16 maggio si apre a Cagliari l'edizione 2012 di
MigraMed, alla quale partecipano le associazioni della Caritas dei
paesi del Mediterraneo. L'edizione 2012 è dedicata al dialogo fra le
sponde del Mediterraneo e ai temi della crisi in Medio Oriente e
dell'Africa del Nord, all'accoglienza dei migranti e alle prospettive
dell'emigrazione.
"A
un anno dall'esplosione della 'primavera araba' e con la crisi
finanziaria, economica e sociale che sta travolgendo l'Europa, le
Caritas del bacino del Mediterraneo, nordafricane, mediorientali ed
europee, si ritrovano per un confronto insieme a Caritas Italiana e
alle Caritas diocesane impegnate sul tema dei migranti e delle
relative politiche di sviluppo e accoglienza", si legge in un
Comunicato della Caritas Italiana.
Dal
16 al 18 maggio prossimo, si analizzerà il sistema dell'accoglienza
in Italia delle persone fuggite dalla Libia: circa 3.000 degli oltre
20.000 posti attivati per l'accoglienza sono gestiti oggi attraverso
la rete delle Caritas diocesane su tutto il territorio nazionale.
Si
parlerà anche del dialogo interreligioso, giacché le Caritas della
sponda sud del Mediterraneo, si trovano in Paesi a maggioranza
islamica. Sono previsti gli interventi delle Caritas di Libia,
Marocco, Algeria, Libano, Turchia, Tunisia. insieme a quelli di
Francia, Germania, Spagna, Grecia, Malta e Albania e quelli di
rappresentanti di Caritas Europa e delle Caritas della Regione Medio
Oriente e Nord Africa.
La
manifestazione sarà occasione per fare il punto sul presente e sul
futuro delle migrazioni nell'area del Mediterraneo, valutando gli
effetti delle crisi in Medio Oriente e Nord Africa e il ruolo
dell'Europa tra la crisi economica e l'emergenza umanitaria dei
profughi.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 15 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato l'Arcivescovo Gabriel Justice Anokye, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Kumasi (superficie: 5.118; popolazione: 1.744.000; cattolici: 401.000; sacerdoti: 112; religiosi: 119), Ghana. Finora Vescovo di Obuasi (Ghana), succede all'Arcivescovo Kwaku Mensah del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo Varghese Chakkalakal, Vescovo della Diocesi di Calicut (superficie: 12.505; popolazione; 10.453.000; cattolici: 50.201; sacerdoti: 125; religiosi: 833), India. Finora Vescovo di Kannur (India), è stato anche nominato Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della Diocesi di Kannur".
- Ha nominato il Vescovo Roberto Calara Mallari, Vescovo di San Jose (superficie: 2.540; popolazione: 819.000; cattolici: 725.000; sacerdoti: 33; religiosi: 34), Filippine. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Fernando (Filippine).
- Ha nominato l'Arcivescovo Gabriel Justice Anokye, Arcivescovo dell'Arcidiocesi di Kumasi (superficie: 5.118; popolazione: 1.744.000; cattolici: 401.000; sacerdoti: 112; religiosi: 119), Ghana. Finora Vescovo di Obuasi (Ghana), succede all'Arcivescovo Kwaku Mensah del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Vescovo Varghese Chakkalakal, Vescovo della Diocesi di Calicut (superficie: 12.505; popolazione; 10.453.000; cattolici: 50.201; sacerdoti: 125; religiosi: 833), India. Finora Vescovo di Kannur (India), è stato anche nominato Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della Diocesi di Kannur".
- Ha nominato il Vescovo Roberto Calara Mallari, Vescovo di San Jose (superficie: 2.540; popolazione: 819.000; cattolici: 725.000; sacerdoti: 33; religiosi: 34), Filippine. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Fernando (Filippine).
lunedì 14 maggio 2012
IL PAPA AD AREZZO: PROMUOVERE CULTURA DELLA SOLIDARIETÀ
Città del Vaticano, 13 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha si è recato in visita pastorale ad Arezzo dove è stato accolto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Senatore Mario Monti e dalle autorità religiose e civili. Il Papa ha celebrato la Santa Messa alla quale hanno assistito 30.000 persone nel Parco del Prato, dietro il Duomo di Arezzo.
"La prima Lettura - ha detto il Pontefice nell'omelia - ci ha presentato un momento importante in cui si manifesta proprio l’universalità del Messaggio cristiano e della Chiesa: san Pietro, nella casa di Cornelio, battezzò i primi pagani. Nell’Antico Testamento Dio aveva voluto che la benedizione del popolo ebreo non rimanesse esclusiva, ma fosse estesa a tutte le nazioni. (...) E così Pietro, ispirato dall’alto, capisce che 'Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga'. Il gesto compiuto da Pietro diventa immagine della Chiesa aperta all’umanità intera. Seguendo la grande tradizione della vostra Chiesa e delle vostre Comunità, siate autentici testimoni dell’amore di Dio verso tutti!".
Il Papa che ha ricordato le grandi figure della chiesa aretina, da San Donato al Beato Gregorio X che riposa nella Cattedrale, ha esortato i fedeli del secolo XXI con queste parole: "Siate fermento nella società, siate cristiani presenti, intraprendenti e coerenti. La Città di Arezzo riassume, nella sua storia plurimillenaria, espressioni significative di culture e di valori. (...) Questa terra, dove nacquero grandi personalità del Rinascimento, da Petrarca a Vasari, ha avuto parte attiva nell’affermazione di quella concezione dell’uomo che ha inciso sulla storia d’Europa, facendo forza sui valori cristiani. (...) Nel contesto della Chiesa in Italia, impegnata in questo decennio sul tema dell’educazione, dobbiamo chiederci, soprattutto nella Regione che è patria del Rinascimento, quale visione dell’uomo siamo in grado di proporre alle nuove generazioni. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato è un forte invito a vivere l’amore di Dio verso tutti, e la cultura di queste terre ha, tra i suoi valori distintivi, la solidarietà, l’attenzione ai più deboli, il rispetto della dignità di ciascuno. (...) Essere solidali con i poveri è riconoscere il progetto di Dio Creatore, che ha fatto di tutti una sola famiglia".
Successivamente Benedetto XVI ha parlato della crisi economica, che ha colpito anche la Toscana ed ha detto: "La complessità dei problemi rende difficile individuare le soluzioni più rapide ed efficaci per uscire dalla situazione presente, che colpisce specialmente le fasce più deboli e preoccupa non poco i giovani. L’attenzione agli altri, fin da secoli remoti, ha mosso la Chiesa a farsi concretamente solidale con chi è nel bisogno, condividendo risorse, promuovendo stili di vita più essenziali, contrastando la cultura dell’effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale. Questa Chiesa diocesana, arricchita dalla testimonianza luminosa del Poverello di Assisi, continui ad essere attenta e solidale verso chi si trova nel bisogno, ma sappia anche educare al superamento di logiche puramente materialistiche, che spesso segnano il nostro tempo, e finiscono per annebbiare proprio il senso della solidarietà e della carità".
"Testimoniare l’amore di Dio nell’attenzione agli ultimi si coniuga anche con la difesa della vita, dal suo primo sorgere al suo termine naturale. Nella vostra Regione l’assicurare a tutti dignità, salute e diritti fondamentali viene giustamente sentito come un bene irrinunciabile. La difesa della famiglia, attraverso leggi giuste e capaci di tutelare anche i più deboli, costituisca sempre un punto importante per mantenere un tessuto sociale solido e offrire prospettive di speranza per il futuro. Come nel Medioevo gli statuti delle vostre città furono strumento per assicurare a molti i diritti inalienabili, così anche oggi continui l’impegno per promuovere una Città dal volto sempre più umano. In questo, la Chiesa offre il suo contributo perché l’amore di Dio sia sempre accompagnato da quello del prossimo", ha concluso il Pontefice.
"La prima Lettura - ha detto il Pontefice nell'omelia - ci ha presentato un momento importante in cui si manifesta proprio l’universalità del Messaggio cristiano e della Chiesa: san Pietro, nella casa di Cornelio, battezzò i primi pagani. Nell’Antico Testamento Dio aveva voluto che la benedizione del popolo ebreo non rimanesse esclusiva, ma fosse estesa a tutte le nazioni. (...) E così Pietro, ispirato dall’alto, capisce che 'Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga'. Il gesto compiuto da Pietro diventa immagine della Chiesa aperta all’umanità intera. Seguendo la grande tradizione della vostra Chiesa e delle vostre Comunità, siate autentici testimoni dell’amore di Dio verso tutti!".
Il Papa che ha ricordato le grandi figure della chiesa aretina, da San Donato al Beato Gregorio X che riposa nella Cattedrale, ha esortato i fedeli del secolo XXI con queste parole: "Siate fermento nella società, siate cristiani presenti, intraprendenti e coerenti. La Città di Arezzo riassume, nella sua storia plurimillenaria, espressioni significative di culture e di valori. (...) Questa terra, dove nacquero grandi personalità del Rinascimento, da Petrarca a Vasari, ha avuto parte attiva nell’affermazione di quella concezione dell’uomo che ha inciso sulla storia d’Europa, facendo forza sui valori cristiani. (...) Nel contesto della Chiesa in Italia, impegnata in questo decennio sul tema dell’educazione, dobbiamo chiederci, soprattutto nella Regione che è patria del Rinascimento, quale visione dell’uomo siamo in grado di proporre alle nuove generazioni. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato è un forte invito a vivere l’amore di Dio verso tutti, e la cultura di queste terre ha, tra i suoi valori distintivi, la solidarietà, l’attenzione ai più deboli, il rispetto della dignità di ciascuno. (...) Essere solidali con i poveri è riconoscere il progetto di Dio Creatore, che ha fatto di tutti una sola famiglia".
Successivamente Benedetto XVI ha parlato della crisi economica, che ha colpito anche la Toscana ed ha detto: "La complessità dei problemi rende difficile individuare le soluzioni più rapide ed efficaci per uscire dalla situazione presente, che colpisce specialmente le fasce più deboli e preoccupa non poco i giovani. L’attenzione agli altri, fin da secoli remoti, ha mosso la Chiesa a farsi concretamente solidale con chi è nel bisogno, condividendo risorse, promuovendo stili di vita più essenziali, contrastando la cultura dell’effimero, che ha illuso molti, determinando una profonda crisi spirituale. Questa Chiesa diocesana, arricchita dalla testimonianza luminosa del Poverello di Assisi, continui ad essere attenta e solidale verso chi si trova nel bisogno, ma sappia anche educare al superamento di logiche puramente materialistiche, che spesso segnano il nostro tempo, e finiscono per annebbiare proprio il senso della solidarietà e della carità".
"Testimoniare l’amore di Dio nell’attenzione agli ultimi si coniuga anche con la difesa della vita, dal suo primo sorgere al suo termine naturale. Nella vostra Regione l’assicurare a tutti dignità, salute e diritti fondamentali viene giustamente sentito come un bene irrinunciabile. La difesa della famiglia, attraverso leggi giuste e capaci di tutelare anche i più deboli, costituisca sempre un punto importante per mantenere un tessuto sociale solido e offrire prospettive di speranza per il futuro. Come nel Medioevo gli statuti delle vostre città furono strumento per assicurare a molti i diritti inalienabili, così anche oggi continui l’impegno per promuovere una Città dal volto sempre più umano. In questo, la Chiesa offre il suo contributo perché l’amore di Dio sia sempre accompagnato da quello del prossimo", ha concluso il Pontefice.
REGINA COELI: SUPERARE TENTAZIONE DELLO SCORAGGIAMENTO
Città del Vaticano, 13 maggio 2012 (VIS). "Quale Madre della Chiesa, Maria Santissima vuole sempre confortare i suoi figli nei momenti di maggiore difficoltà e sofferenza", ha detto il Papa prima della recita del "Regina Caeli" con le migliaia di fedeli che hanno assistito all'Eucaristia nel Parco del Prato ad Arezzo.
"Mediante Maria - ha proseguito il Santo Padre - invochiamo da Dio il conforto morale, perché la comunità aretina, e l’Italia intera, reagiscano alla tentazione dello scoraggiamento e, forti anche della grande tradizione umanistica, riprendano con decisione la via del rinnovamento spirituale ed etico, che sola può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile. Ciascuno, in questo, può e deve dare il suo contributo".
Al termine del "Regina Caeli", Benedetto XVI ha compiuto una visita privata alla Cattedrale di San Donato dove si è recato alla Cappella della Madonna del Conforto per adorare il Santissimo Sacramento e venerare l'immagine della Madonna. Attraverso il passaggio interno della Cattedrale il Papa ha raggiunto l'Episcopio per il pranzo con i Vescovi della Toscana.
"Mediante Maria - ha proseguito il Santo Padre - invochiamo da Dio il conforto morale, perché la comunità aretina, e l’Italia intera, reagiscano alla tentazione dello scoraggiamento e, forti anche della grande tradizione umanistica, riprendano con decisione la via del rinnovamento spirituale ed etico, che sola può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile. Ciascuno, in questo, può e deve dare il suo contributo".
Al termine del "Regina Caeli", Benedetto XVI ha compiuto una visita privata alla Cattedrale di San Donato dove si è recato alla Cappella della Madonna del Conforto per adorare il Santissimo Sacramento e venerare l'immagine della Madonna. Attraverso il passaggio interno della Cattedrale il Papa ha raggiunto l'Episcopio per il pranzo con i Vescovi della Toscana.
SALE DELL'ONESTÀ E DELL'ALTRUISMO DIANO NUOVO SAPORE ALLA SOCIETÀ CIVILE
Città del Vaticano, 14 maggio 2012 (VIS). Alle 18:00 il Santo Padre è atterrato all'eliporto di Sansepolcro, che celebra quest'anno il millennio di fondazione. A causa del maltempo, alla fitta nebbia, il Papa non ha potuto visitare, come era in programma, il Santuario de La Verna ed ha anticipato l'arrivo a Sansepolcro, dove, nella Piazza di Torre di Berta adornata da più trecento stendardi, ha incontrato la cittadinanza.
Il Santo Padre ha visitato la cattedrale di San Giovanni Evangelista dove si è recato nella Cappella del "Volto Santo" per adorare il Santissimo Sacramento e venerare l'immagine lignea del Cristo tunicato.
Nel discorso alla cittadinanza il Papa ha ricordato che "mille anni fa i santi pellegrini Arcano ed Egidio, di fronte alle grandi trasformazioni del tempo, si misero alla ricerca della verità e del senso della vita, dirigendosi verso la Terra Santa. Tornando, portarono con sé non solo le pietre raccolte sul monte Sion, ma la speciale idea che avevano elaborato nella Terra di Gesù: costruire nell’Alta Valle del Tevere la civitas hominis a immagine di Gerusalemme che, nel suo stesso nome, evoca giustizia e pace".
"Essi idearono un modello di città articolato e carico di speranza per il futuro, nel quale i discepoli di Cristo erano chiamati ad essere il motore della società nella promozione della pace, attraverso la pratica della giustizia. La loro sfida coraggiosa diventò realtà, con la perseveranza di un cammino che, grazie al supporto del carisma benedettino prima e dei monaci Camaldolesi poi, è continuato per generazioni. Fu necessario un forte impegno per fondare una comunità monastica e poi, intorno alla Chiesa Abbaziale, la vostra città", che "è il punto di riferimento, a partire dal quale ciascuno può orientarsi nel cammino, ma soprattutto nella vita; costituisce un forte richiamo a guardare in alto, a sollevarsi dalla quotidianità, (...) in una continua tensione verso i valori spirituali e verso la comunione con Dio, che non aliena dal quotidiano, ma lo orienta e lo fa vivere in modo ancora più intenso. Questa prospettiva è valida anche oggi, per recuperare il gusto della ricerca del 'vero', per percepire la vita come un cammino che avvicina al 'vero' e al 'giusto'".
"Oggi vi è particolare bisogno che il servizio della Chiesa al mondo si esprima con fedeli laici illuminati, capaci di operare dentro la città dell’uomo, con la volontà di servire al di là dell’interesse privato, al di là delle visioni di parte. Il bene comune conta di più del bene del singolo, e tocca anche ai cristiani contribuire alla nascita di una nuova etica pubblica. (...) Alla sfiducia verso l’impegno nel politico e nel sociale, i cristiani, specialmente i giovani, sono chiamati a contrapporre l’impegno e l’amore per la responsabilità, animati dalla carità evangelica, che chiede di non rinchiudersi in se stessi, ma di farsi carico degli altri. Ai giovani rivolgo l’invito a saper pensare in grande: abbiate il coraggio di osare! Siate pronti a dare nuovo sapore all’intera società civile, con il sale dell’onestà e dell’altruismo disinteressato".
"La sfida che sta davanti a questo antico Borgo è quella di armonizzare la riscoperta della propria millenaria identità con l’accoglienza e l’incorporazione di culture e sensibilità diverse. San Paolo ci insegna che la Chiesa, ma anche l’intera società sono come un corpo umano, dove ogni parte è diversa dall’altra, ma tutte concorrono al bene dell’organismo".
"Questa Basilica è (...) la sede della ritrovata armonia tra i momenti del culto e della vita civica, il punto di riferimento per la pacificazione degli animi. E come i vostri padri seppero costruire lo splendido tempio di pietra, perché fosse segno ed appello alla comunione di vita, spetta a voi rendere visibile e credibile il significato dell’edificio sacro, vivendo in pace nella comunità ecclesiale e civile. (...) Guardando al vostro ricco patrimonio spirituale, siate una Chiesa viva al servizio del Vangelo! Una Chiesa ospitale e generosa, che con la sua testimonianza renda presente l’amore di Dio per ogni essere umano, specialmente per i sofferenti e per i bisognosi".
Al termine, il Papa ha salutato alcuni rappresentanti delle autorità e della cittadinanza e alle ore 19:15 è ripartito alla volta del Vaticano.
Il Santo Padre ha visitato la cattedrale di San Giovanni Evangelista dove si è recato nella Cappella del "Volto Santo" per adorare il Santissimo Sacramento e venerare l'immagine lignea del Cristo tunicato.
Nel discorso alla cittadinanza il Papa ha ricordato che "mille anni fa i santi pellegrini Arcano ed Egidio, di fronte alle grandi trasformazioni del tempo, si misero alla ricerca della verità e del senso della vita, dirigendosi verso la Terra Santa. Tornando, portarono con sé non solo le pietre raccolte sul monte Sion, ma la speciale idea che avevano elaborato nella Terra di Gesù: costruire nell’Alta Valle del Tevere la civitas hominis a immagine di Gerusalemme che, nel suo stesso nome, evoca giustizia e pace".
"Essi idearono un modello di città articolato e carico di speranza per il futuro, nel quale i discepoli di Cristo erano chiamati ad essere il motore della società nella promozione della pace, attraverso la pratica della giustizia. La loro sfida coraggiosa diventò realtà, con la perseveranza di un cammino che, grazie al supporto del carisma benedettino prima e dei monaci Camaldolesi poi, è continuato per generazioni. Fu necessario un forte impegno per fondare una comunità monastica e poi, intorno alla Chiesa Abbaziale, la vostra città", che "è il punto di riferimento, a partire dal quale ciascuno può orientarsi nel cammino, ma soprattutto nella vita; costituisce un forte richiamo a guardare in alto, a sollevarsi dalla quotidianità, (...) in una continua tensione verso i valori spirituali e verso la comunione con Dio, che non aliena dal quotidiano, ma lo orienta e lo fa vivere in modo ancora più intenso. Questa prospettiva è valida anche oggi, per recuperare il gusto della ricerca del 'vero', per percepire la vita come un cammino che avvicina al 'vero' e al 'giusto'".
"Oggi vi è particolare bisogno che il servizio della Chiesa al mondo si esprima con fedeli laici illuminati, capaci di operare dentro la città dell’uomo, con la volontà di servire al di là dell’interesse privato, al di là delle visioni di parte. Il bene comune conta di più del bene del singolo, e tocca anche ai cristiani contribuire alla nascita di una nuova etica pubblica. (...) Alla sfiducia verso l’impegno nel politico e nel sociale, i cristiani, specialmente i giovani, sono chiamati a contrapporre l’impegno e l’amore per la responsabilità, animati dalla carità evangelica, che chiede di non rinchiudersi in se stessi, ma di farsi carico degli altri. Ai giovani rivolgo l’invito a saper pensare in grande: abbiate il coraggio di osare! Siate pronti a dare nuovo sapore all’intera società civile, con il sale dell’onestà e dell’altruismo disinteressato".
"La sfida che sta davanti a questo antico Borgo è quella di armonizzare la riscoperta della propria millenaria identità con l’accoglienza e l’incorporazione di culture e sensibilità diverse. San Paolo ci insegna che la Chiesa, ma anche l’intera società sono come un corpo umano, dove ogni parte è diversa dall’altra, ma tutte concorrono al bene dell’organismo".
"Questa Basilica è (...) la sede della ritrovata armonia tra i momenti del culto e della vita civica, il punto di riferimento per la pacificazione degli animi. E come i vostri padri seppero costruire lo splendido tempio di pietra, perché fosse segno ed appello alla comunione di vita, spetta a voi rendere visibile e credibile il significato dell’edificio sacro, vivendo in pace nella comunità ecclesiale e civile. (...) Guardando al vostro ricco patrimonio spirituale, siate una Chiesa viva al servizio del Vangelo! Una Chiesa ospitale e generosa, che con la sua testimonianza renda presente l’amore di Dio per ogni essere umano, specialmente per i sofferenti e per i bisognosi".
Al termine, il Papa ha salutato alcuni rappresentanti delle autorità e della cittadinanza e alle ore 19:15 è ripartito alla volta del Vaticano.
IL REPERTORIO SACRO ESPRIME IN MUSICA LA FEDE DELLA CHIESA
Città
del Vaticano, 12 maggio 2012
(VIS). Il Presidente della Repubblica Italiana, Senatore Giorgio
Napoletano, ha offerto nel pomeriggio di ieri, nell'Aula Paolo VI, un
concerto in onore del Santo Padre Benedetto XVI in occasione del
settimo anniversario di Pontificato. L'Orchestra e il Coro del
Teatro dell'Opera di Roma, diretti rispettivamente dal Maestro
Riccardo Muti e dal Maestro Roberto Gabbiani, hanno eseguito il
Magnificat il sol minore RV 611 di Antonio Vivaldi e lo "Stabat
Mater" ed il "Te Deum" dai Quattro pezzi sacri di
Giuseppe Verdi.
Al
termine del concerto il Papa ha ringraziato tutti coloro che hanno
partecipato alla preparazione ed esecuzione del concerto, ricordando
la sensibilità del Maestro Riccardo Muti per la musica sacra e il
suo impegno perché sia più conosciuto il ricco repertorio che
"esprime in musica la fede della chiesa". Il "Magnificat
di Antonio Vivaldi, ha detto il Pontefice, "è il canto di lode
di Maria e di tutti gli umili di cuore, che riconoscono e celebrano
con gioia e gratitudine l’azione di Dio nella propria vita e nella
storia; di Dio che ha uno 'stile' diverso da quello dell’uomo,
perché si schiera dalla parte degli ultimi per dare speranza. E la
musica di Vivaldi esprime la lode, l’esultanza, il ringraziamento e
anche la meraviglia di fronte all’opera di Dio, con una
straordinaria ricchezza di sentimenti".
"Con
i due pezzi sacri di Giuseppe Verdi, che abbiamo ascoltato, il
registro cambia: ci troviamo di fronte al dolore di Maria ai piedi
della Croce (...). Il grande Operista italiano, come aveva indagato
ed espresso il dramma di tanti personaggi nelle sue opere, qui
tratteggia quello della Vergine che guarda al Figlio sulla Croce. La
musica si fa essenziale, quasi si 'afferra' alle parole per
esprimerne nel modo più intenso possibile il contenuto (...)
perché
possiamo partecipare al suo dolore materno e far ardere il nostro
cuore di amore a Cristo, fino alla strofa finale, supplica intensa e
potente a Dio che all’anima sia data la gloria del Paradiso,
aspirazione ultima dell’umanità".
"Anche
il Te Deum è un susseguirsi di contrasti, ma l’attenzione di Verdi
al testo sacro è minuziosa, così da offrirne una lettura diversa
dalla tradizione. Egli non vede tanto il canto delle vittorie o delle
incoronazioni, ma, come scrive, un susseguirsi di situazioni:
l’esultanza iniziale (...). La contemplazione del Cristo incarnato,
che libera e apre il Regno dei Cieli, (...), perché abbia
misericordia, e infine il grido ripetuto dal soprano e dal coro 'In
te, Domine speravi' con cui si chiude il brano, quasi una richiesta
dello stesso Verdi di avere speranza e luce nell’ultimo tratto
della vita".
UDIENZE
Città del Vaticano, 12 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
-
Il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per
l’Evangelizzazione dei Popoli.
-
Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario Generale di Sua Santità per
la Diocesi di Roma.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 14 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha nominato il Vescovo Alvaro Leonel Ramazzini Imeri, Vescovo di Huehuetenango (superficie: 7.400; popolazione: 917.763; cattolici: 706.449; sacerdoti: 27; religiosi: 57), Guatemala. Finora Vescovo di San Marcos (Guatemala), succede al Vescovo Rodolfo Francisco Bobadilla Mata, C.M., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
- Ha nominato il Padre Dieudonné Nzapalainga, C.S.Sp., Arcivescovo di Bangui (superficie: 38.342; popolazione: 1.043.000; cattolici: 246.657; sacerdoti: 104; religiosi: 124), Repubblica Centroafricana. L'Arcivescovo eletto, finora Amministratore Apostolico della medesima sede, è nato nel 1967a Mbomou (Repubblica Centrafricana). Ha emesso i primi voti nella Congregazione dei Padri Spiritani nel 1993, i voti perpetui nel 1997 ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Dal 1998 al 2005 è stato Cappellano degli orfani della Fondazione d'Auteuil (Francia) e Vicario parrocchiale a St. Jerôme/Marseille (Francia); dal 2005 al 2009 è stato Superiore Regionale dei Padri Spiritani nella Repubblica Centroafricana e parroco a Bangui; dal 2008 al 2009 è stato Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori del Centroafrica.
- Ha nominato il Reverendo Dennis Kofi Agbenyadzi, S.M.A., Superiore Regionale della Società delle Missioni Africane nella Repubblica Centroafricana, Vescovo della Diocesi di Berbérati (superficie: 45.000; popolazione: 450.000; cattolici: 110.000; sacerdoti: 33; religiosi: 30), Repubblica Centroafricana. Il Vescovo eletto è nato nel 1964 a Kadjebi-Akan
(Ghana), ha emesso i voti perpetui nel 1996 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. Dal 1997 al 1999 è stato Vicario parrocchiale a Berbérati; dal 1999 al 2005 Parroco a Berbérati e Direttore delle opere di sviluppo per il popolo pigmeo; Membro del Consiglio Episcopale ed incaricato della gestione dei prodotti farmaceutici; dal 2004 al 2007 è stato Assistente del Superiore Regionale; dal 2005 al 2009 Superiore della Casa di formazione a Bangui e Membro della Commissione diocesana per la Pastorale dei Migranti; dal 2007 è stato Superiore Regionale dei Padri della Società delle Missioni Africane.
- Ha nominato il Padre Nestor-Désiré Nongo-Aziagbia, S.M.A., Vescovo della Diocesi di Bossangoa (superficie: 62.420; popolazione: 612.000; cattolici: 281.000; sacerdoti: 38; religiosi: 22), Repubblica Centroafricana. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 a M'Baiki (Repubblica Centroafricana), ha emesso la prima professione nel 1994 ed è stato ordinato sacerdote nel 1998. Dal 1998 al 2004 è stato Vicario parrocchiale e Parroco, Direttore delle vocazioni, Membro del Consiglio per gli Affari Economici e del Collegio dei Consultori nel Vicariato di Kontagora (Nigeria); dal 2004 è stato Superiore della Comunità di Haguenau a Strasburgo (Francia) e del medesimo Distretto dei Padri della Società delle Missioni Africane.
- Ha nominato il Monsignor Robert McGuckin, Vescovo della Diocesi di Toowoomba (superficie: 487.000; popolazione: 276.700; cattolici: 77.400; sacerdoti: 48; religiosi: 57), Australia. Il Vescovo eletto è nato nel 1944 a Sydney (Australia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1973. Dal 1973 al 1975 è stato Vicario parrocchiale di Matraville; dal 1975 al 1997 Officiale del Tribunale Regionale di New South Wales; dal 1976 al 1978 è stato Amministratore della Parrocchia di Mascot; dal 1978 al 1981 è stato Amministratore della Parrocchia di Botony; dal 1984 al 1986 Amministratore della Parrocchia di Rosebery; dal 1989 al 1996 Professore di Diritto Canonico al "Catholic Theological Union"; dal 1991 al 1997 è stato Vicario Giudiziale di Parramatta; dal 1998 al 2012 Vicario Generale e Moderatore della Curia di Parramatta.
- Ha nominato il Reverendo Cyr-Nesotr Yapaupa, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Alindao (superficie: 18.475; popolazione: 171.600; cattolici: 63.000; sacerdoti: 13; religiosi; 13), Repubblica Centroafricana. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 a Bangassou (Repubblica Centroafricana) ed è stato ordinato sacerdote nel 2001. Dal 2001 al 2004 è stato Vicario parrocchiale; dal 2003 è stato responsabile della Commissione Diocesana della Liturgia; dal 2004 segretario diocesano dell'Insegnamento cattolico; dal 2005 parroco della Cattedrale, Cappellano diocesano dell'Associazione di Santa Rita, Cappellano diocesano dei gruppi corali; dal 2006 Vicario Generale.
- Ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione: Monsignor Marco Frisina (Italia), Presidente della Commissione Diocesana di Arte Sacra della Diocesi di Roma, Docente presso la Pontificia Università Lateranense e la Pontificia Università della Santa Croce in Roma; Padre Jeremy Driscoll, O.S.B. (Stati Uniti d'America), Docente presso il "Mount Angel Seminary" in St. Benedict, Oregon, e la Facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo Sant'Anselmo in Roma; il Padre Marko Ivan Rupnik, S.I., (Slovenia), Direttore del Centro Aletti, Docente presso il Pontificio Istituto Orientale, la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto Liturgico del Pontificio Ateneo Sant'Anselmo in Roma; il Dottor Salvatore Martines (Italia), Presidente dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo".
Sabato 12 maggio il Santo Padre ha nominato:
- Il Vescovo Andrzej Jez, Vescovo di Tarnów (superficie: 7.566; popolazione; 1.124.000; cattolici: 1.117.000; sacerdoti: 1.423; religiosi: 1.243), Polonia. Il Vescovo Jez è stato finora Ausiliare della medesima Diocesi.
- L'Archimandrita Donato Oliverio, Vescovo Eparchiale di Lungro degli Italo-Albanesi dell'Italia Continentale (superficie: 493; popolazione: 33.400; cattolici: 32.300; sacerdoti: 39; religiosi: 28; diaconi permanenti: 1), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Cosenza ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Nello stesso anno è stato nominato Parroco di San Giuseppe di Marri e l'anno successivo Direttore dell'Ufficio Catechistico Eparchiale. Dal 1985 è Membro dell'Istituto per il Sostentamento del clero e dal 1988 al 2003 è stato Segretario dell'Istituto di Scienze Religiose di Lungro. Dal 1993 è Membro del Consiglio Presbiterale. È stato Segretario Generale della Prima Assemblea Eparchiale di Lungro e Segretario Generale del Secondo Sinodo Intereparchiale. Dal 1998 è Economo Eparchiale. Dal 2002 al 2003 è stato Moderatore della Curia e Pro-Protosincello; dal 2003 al 2010 Protosincello e finora Delegato ad omnia dell'Eparchia di Lungro.
- Il Reverendo Orlando Roa Barbosa, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Ibagué (superficie: 6.044; popolazione: 501.000; sacerdoti: 105; religiosi: 184; diaconi permanenti: 12), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Cali (Colombia) nel 1958 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984. È stato Prefetto per la disciplina nel Seminario Minore di Ibagué (Colombia), Delegato arcidiocesano per la pastorale giovanile e vocazionale, Parroco di "Santa Isabel de Hungría a Santa Isabel, Parroco di "Santa Gertrudis" a Rovira, Parroco di "El Perpetuo Socorro" a Ibagué, Delegato arcidiocesano per la Pastorale sacerdotale e dal 2004 Rettore del Seminario Maggiore arcidiocesano "María Inmaculada".
venerdì 11 maggio 2012
LA MISSIONE HA BISOGNO DI RINNOVARE FIDUCIA NELL'AZIONE DI DIO
Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). "L’evangelizzazione, che ha sempre carattere di urgenza, in questi tempi spinge la Chiesa ad operare con passo ancora più spedito per le vie del mondo, per portare ogni uomo alla conoscenza di Cristo", ha detto il Papa questa mattina nel ricevere in udienza i Direttori Nazionali delle Pontificie Opere Missionarie, a cui sono affidate la cooperazione missionaria di tutte le Chiese nel mondo. L'incontro di oggi si svolge nel contesto dell'Assemblea annuale del Consiglio Superiore delle Pontificia Opere Missionarie.
"Solo nella Verità, infatti, che è Cristo stesso - ha proseguito il Pontefice - l’umanità può scoprire il senso dell’esistenza, trovare salvezza, e crescere nella giustizia e nella pace. Ogni uomo e ogni popolo ha diritto a ricevere il Vangelo della verità. (...) Gesù, il Verbo incarnato, è sempre il centro dell’annuncio, il punto di riferimento per la sequela e per la stessa metodologia della missione evangelizzatrice, perché Egli è il volto umano di Dio che vuole incontrare ogni uomo e ogni donna per farli entrare in comunione con Lui, nel suo amore".
"La missione oggi ha bisogno di rinnovare la fiducia nell’azione di Dio; ha bisogno di una preghiera più intensa perché venga il suo Regno (...). Occorre invocare luce e forza dallo Spirito Santo, e impegnarsi con decisione e generosità per inaugurare, in un certo senso, 'una nuova epoca di annuncio del Vangelo ... perché, dopo duemila anni, una grande parte della famiglia umana ancora non riconosce Cristo, ma anche perché la situazione in cui la Chiesa e il mondo si trovano presenta particolari sfide alla fede religiosa'", ha detto Benedetto XVI citando l'Esortazione Apostolica del Beato Giovanni Paolo II "Ecclesia in Asia". Il Papa ha incoraggiato anche il progetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e delle Pontificie Opere Missionarie, in sostegno all'Anno della Fede, con "una campagna mondiale, che, attraverso la preghiera del Santo Rosario, accompagni l’opera di evangelizzazione nel mondo e per tanti battezzati la riscoperta e l’approfondimento della fede".
"L’annuncio del Vangelo non poche volte comporta difficoltà e sofferenze; la crescita del Regno di Dio nel mondo, infatti, non di rado avviene a prezzo del sangue dei suoi servi. In questa fase di cambiamenti economici, culturali e politici, dove spesso l’essere umano si sente solo, in preda all’angoscia e alla disperazione, i messaggeri del Vangelo, anche se annunciatori di speranza e di pace, continuano ad essere perseguitati come il loro Maestro e Signore. Ma, nonostante i problemi e la tragica realtà della persecuzione, la Chiesa non si scoraggia, rimane fedele al mandato del suo Signore, nella consapevolezza che 'come sempre nella storia cristiana, i martiri, cioè i testimoni, sono numerosi e indispensabili al cammino dell'evangelo'. Il messaggio di Cristo, oggi come ieri, non può adeguarsi alla logica di questo mondo, perché è profezia e liberazione, è seme di una umanità nuova che cresce, e solo alla fine dei tempi avrà la sua piena realizzazione".
Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che alle Pontificie Opere Missionarie "è affidato, in maniera particolare, il compito di sostenere i ministri del Vangelo, aiutandoli a 'conservare la gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime'. (...) La vostra opera di animazione e formazione missionaria fa parte dell’anima della cura pastorale, perché la 'missio ad gentes' costituisce il paradigma di tutta l’azione apostolica della Chiesa. Siate sempre più espressione visibile e concreta della comunione di persone e di mezzi tra le Chiese, che, come vasi comunicanti, vivono la stessa vocazione e tensione missionaria, e in ogni angolo della terra lavorano per seminare il Verbo di Verità in tutti i popoli e le culture".
"Solo nella Verità, infatti, che è Cristo stesso - ha proseguito il Pontefice - l’umanità può scoprire il senso dell’esistenza, trovare salvezza, e crescere nella giustizia e nella pace. Ogni uomo e ogni popolo ha diritto a ricevere il Vangelo della verità. (...) Gesù, il Verbo incarnato, è sempre il centro dell’annuncio, il punto di riferimento per la sequela e per la stessa metodologia della missione evangelizzatrice, perché Egli è il volto umano di Dio che vuole incontrare ogni uomo e ogni donna per farli entrare in comunione con Lui, nel suo amore".
"La missione oggi ha bisogno di rinnovare la fiducia nell’azione di Dio; ha bisogno di una preghiera più intensa perché venga il suo Regno (...). Occorre invocare luce e forza dallo Spirito Santo, e impegnarsi con decisione e generosità per inaugurare, in un certo senso, 'una nuova epoca di annuncio del Vangelo ... perché, dopo duemila anni, una grande parte della famiglia umana ancora non riconosce Cristo, ma anche perché la situazione in cui la Chiesa e il mondo si trovano presenta particolari sfide alla fede religiosa'", ha detto Benedetto XVI citando l'Esortazione Apostolica del Beato Giovanni Paolo II "Ecclesia in Asia". Il Papa ha incoraggiato anche il progetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli e delle Pontificie Opere Missionarie, in sostegno all'Anno della Fede, con "una campagna mondiale, che, attraverso la preghiera del Santo Rosario, accompagni l’opera di evangelizzazione nel mondo e per tanti battezzati la riscoperta e l’approfondimento della fede".
"L’annuncio del Vangelo non poche volte comporta difficoltà e sofferenze; la crescita del Regno di Dio nel mondo, infatti, non di rado avviene a prezzo del sangue dei suoi servi. In questa fase di cambiamenti economici, culturali e politici, dove spesso l’essere umano si sente solo, in preda all’angoscia e alla disperazione, i messaggeri del Vangelo, anche se annunciatori di speranza e di pace, continuano ad essere perseguitati come il loro Maestro e Signore. Ma, nonostante i problemi e la tragica realtà della persecuzione, la Chiesa non si scoraggia, rimane fedele al mandato del suo Signore, nella consapevolezza che 'come sempre nella storia cristiana, i martiri, cioè i testimoni, sono numerosi e indispensabili al cammino dell'evangelo'. Il messaggio di Cristo, oggi come ieri, non può adeguarsi alla logica di questo mondo, perché è profezia e liberazione, è seme di una umanità nuova che cresce, e solo alla fine dei tempi avrà la sua piena realizzazione".
Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando che alle Pontificie Opere Missionarie "è affidato, in maniera particolare, il compito di sostenere i ministri del Vangelo, aiutandoli a 'conservare la gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime'. (...) La vostra opera di animazione e formazione missionaria fa parte dell’anima della cura pastorale, perché la 'missio ad gentes' costituisce il paradigma di tutta l’azione apostolica della Chiesa. Siate sempre più espressione visibile e concreta della comunione di persone e di mezzi tra le Chiese, che, come vasi comunicanti, vivono la stessa vocazione e tensione missionaria, e in ogni angolo della terra lavorano per seminare il Verbo di Verità in tutti i popoli e le culture".
FERMA CONDANNA DEL DUPLICE ATTENTATO A DAMASCO
Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha affermato questa mattina quanto segue, relativamente al duplice attentato di ieri a Damasco (Siria), che ha causato 55 morti e oltre 370 feriti.
"Davanti ai tragici attentati che ieri hanno insanguinato le strade di Damasco non si può che esprimere una ferma condanna e la commossa vicinanza del Santo Padre e della comunità cattolica alle famiglie delle vittime. Questi attentati dovrebbero spingere tutti ad operare una svolta per un rafforzato impegno nel dare attuazione al Piano Annan, che è stato accettato dalle parti in conflitto. Gli attentati di ieri attestano inoltre che la situazione in Siria richiede un impegno congiunto e deciso da parte di tutta la comunità internazionale perché si ponga in atto quel Piano e al più presto siano inviati altri Osservatori. È sempre più attuale l’appello formulato dal Santo Padre il giorno di Pasqua: Occorre intraprendere senza indugio la via del rispetto, del dialogo e della riconciliazione".
"Davanti ai tragici attentati che ieri hanno insanguinato le strade di Damasco non si può che esprimere una ferma condanna e la commossa vicinanza del Santo Padre e della comunità cattolica alle famiglie delle vittime. Questi attentati dovrebbero spingere tutti ad operare una svolta per un rafforzato impegno nel dare attuazione al Piano Annan, che è stato accettato dalle parti in conflitto. Gli attentati di ieri attestano inoltre che la situazione in Siria richiede un impegno congiunto e deciso da parte di tutta la comunità internazionale perché si ponga in atto quel Piano e al più presto siano inviati altri Osservatori. È sempre più attuale l’appello formulato dal Santo Padre il giorno di Pasqua: Occorre intraprendere senza indugio la via del rispetto, del dialogo e della riconciliazione".
POSSESSI CARDINALIZI
Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:
Giovedì 17 maggio 2012, alle ore 17:30, il Cardinale Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi), prenderà possesso del Titolo di San Callisto, Piazza di San Calisto, 16.
Domenica 20 maggio 2012, alle ore 10:30, il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, prenderà possesso della Diaconia di Sant’Elena fuori Porta Prenestina, Via Casilina, 205.
Domenica 20 maggio 2012, alle ore 11:30, il Cardinale Santos Abril y Castelló, Arciprete della Papale Basilica Liberiana, prenderà possesso della Diaconia di San Ponziano, Via Nicola Festa, 50.
Domenica 27 maggio 2012, alle ore 17:30, il Cardinale Domenico Calcagno, Presidente dell’A.P.S.A., prenderà possesso della Diaconia dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria a Via Ardeatina, Via di Grotta Perfetta, 591.
UDIENZE
Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Sette Presuli della Conferenza del Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regione XIV), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Thomas Gerard Wenski, di Miami.
- Il Vescovo John Gerard Noonan, di Orlando.
- Il Vescovo Gerald Michael Barbarito, di Palm Beach.
- Il Vescovo Gregory Lawrence Parkes, di Pensacola-Tallahassee.
- Il Vescovo Felipe de Jeslis Estévez, di Saint Augustine.
- Il Vescovo Robert Nugent Lynch, di Saint Petersburg.
- Il Vescovo Frank J. Dewane, di Venice.
- Il Signor Vytautas Ališauskas, Ambasciatore di Lituania, in visita di congedo.
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