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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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giovedì 31 marzo 2011

MESSAGGIO AI BUDDISTI: PER PACE AUTENTICA CERCARE VERITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2011 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio annuale del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso ai Buddisti, in occasione del Vesakh, la festa più importante per i seguaci di questa religione. Quest’anno si celebra l’8 aprile in Giappone, il 10 maggio in Corea, Cina, Taiwan, Viêt Nam, Singapore ed il 17 maggio in Thailandia, Sri Lanka, Cambogia, Birmania e Laos.

Nel Messaggio dal titolo: “Cercando la verità in libertà: Cristiani e Buddisti vivono in pace”, il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e l’Arcivescovo Pier Luigi Celata, Segretario del medesimo Dicastero, scrivono: “Condizione necessaria per perseguire una pace autentica è l’impegno a cercare la verità. (...) Questa tensione umana verso la verità offre ai seguaci delle diverse religioni una felice opportunità di incontro in profondità e di crescita nel reciproco apprezzamento per i doni di ciascuno”.

“Nel mondo d’oggi, segnato da forme di secolarismo e fondamentalismo che sono spesso nemiche della vera libertà e dei valori spirituali, il dialogo interreligioso può essere la scelta alternativa con la quale troviamo la ‘via d’oro’ per vivere in pace e lavorare insieme per il bene comune. (...) Tale dialogo è anche un potente stimolo a rispettare i fondamentali diritti umani della libertà di coscienza e della libertà di culto. Quando la libertà religiosa è effettivamente riconosciuta, la dignità della persona umana è rispettata nella sua radice; attraverso la sincera ricerca di ciò che è vero e buono, la coscienza morale e le istituzioni civili sono rafforzate; e la giustizia e la pace sono fermamente stabilite”.
CON-DIR/ VIS 20110331 (280)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sua Beatitudine Sviatoslav Schevchuk, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyč (Ucraina).

- La Presidenza del Consiglio Episcopale Latinoamericano ( CELAM ):

- Il Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile), Presidente;

- L’Arcivescovo Baltazar Enrique Porras Cardozo, di Mérida (Venezuela), primo Vice Presidente;

- L’Arcivescovo Andrés Stanovnik, O.F.M.Cap., di Corrientes (Argentina), secondo Vice Presidente;

- Il Vescovo Emilio Aranguren Echeverría, di Holguín (Cuba), Presidente del Comitato Economico;

- Il Vescovo José Leopoldo González González, Ausiliare dì Guadalajara (Messico), Segretario Generale.

- L’Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau, (Repubblica Federale dì Germania), Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca.

- Il Vescovo Mathew Arackal, di Kanjirapally dei Siro-Malabaresi, (India), in Visita "ad Limina Apostolorun".

- Il Vescovo Joseph Kallarangatt, di Palai dei Siro-Malabaresi (lndia), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo George Alencherry, di Thuckalay dei Siro-Malabaresi (India), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Vescovo Mathew Anikuzhikattil, di Idukki dei Siro-Malabaresi (India), in Visita "ad Limina Apostolorum".
AP:AL/ VIS 20110331 (180)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha sollevato il Vescovo Jean-Claude Makaya Loemba dalla cura pastorale della Diocesi di Pointe-Noire (Congo-Brazzaville).
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Papeete (Thaiti), Isole del Pacifico, presentata dall’Arcivescovo Hubert Coppenrath, per raggiunti limiti d’età.
RE/ VIS 20110331 (60)

martedì 29 marzo 2011

CULTURA DELLA VITA E RISPETTO DIRITTI DELLA FAMIGLIA

CITTA' DEL VATICANO, 29 MAR. 2011 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre in occasione dell’incontro dei Vescovi responsabili delle Commissioni Episcopali della famiglia e della vita in America Latina e nei Carabi, in corso a Bogotá (Colombia), dal 28 marzo al 1° aprile, sotto la presidenza del Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

“Come ha sottolineato la V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano e dei Carabi, la famiglia è il valore più caro ai popoli di queste nobili terre, per cui la pastorale familiare ha un ruolo importante nell’azione evangelizzatrice di ogni Chiesa particolare, con la promozione della cultura della vita ed operando affinché i diritti delle famiglie siano riconosciuti e rispettati”.

“Si constata con dolore che tuttavia le famiglie subiscono sempre più situazioni sfavorevoli provocate dai rapidi cambiamenti culturali, dall’instabilità sociale, dai flussi migratori, dalla povertà, dai programmi educativi che banalizzano la sessualità e le false ideologie. Non possiamo rimanere indifferenti a questi problemi”.

“Nessuno sforzo” – assicura Benedetto XVI – “sarà inutile per promuovere tutto ciò che contribuisce ad aiutare ogni famiglia, fondata sull’unione indissolubile di uomo e donna, a realizzare la propria missione di cellula viva della società, fonte di virtù, scuola di convivenza costruttiva e pacifica, strumento di concordia e ambito privilegiato nel quale la vita umana sia accolta e protetta in modo gioioso e responsabile, dal suo inizio fino alla fine naturale”.

“Vale anche la pena di continuare ad incoraggiare i genitori nel loro diritto e dovere fondamentale di educare le nuove generazioni nella fede nei valori che conferiscono dignità alla esistenza umana”.

Nel sottolineare che la missione continentale promossa ad Aparecida servirà “ad avviare negli amati paesi latinoamericani e dei Carabi la pastorale matrimoniale e familiare”, il Papa scrive inoltre che: “la Chiesa fa affidamento sulle famiglie cristiane, chiamandole ad essere un vero soggetto di evangelizzazione e di apostolato e invitandole ad essere consapevoli della loro coraggiosa missione nel mondo”.

Nel contempo il Papa esorta tutti i partecipanti al presente Incontro a sviluppare nelle loro riflessioni “le grandi linee pastorali segnate dagli episcopati riuniti ad Aparecida, facendo in modo che la famiglia viva un profondo incontro con Cristo con l’ascolto della Sua Parola, la preghiera, la vita sacramentale e l’esercizio della carità. In tal modo, sarà aiutata a porre in pratica una solida spiritualità che favorisca in tutti i suoi membri una decisa aspirazione alla santità, senza temere di mostrare la bellezza degli alti ideali e le esigenze etiche e morali della vita in Cristo”.

“Per promuovere tutto ciò” – scrive ancora il Pontefice – “è necessario incrementare la formazione di tutti coloro che, in varie forme, si dedicano all’evangelizzazione delle famiglie. È anche importante trovare modi di collaborazione con tutti gli uomini e le donne di buona volontà per continuare a proteggere la vita umana, il matrimonio e la famiglia in tutta la regione”.

Il Santo Padre conclude il suo Messaggio esprimendo il suo “affetto e solidarietà a tutte le famiglie dell’America Latina e dei Carabi, in particolare alle famiglie in difficoltà”.
MESS/ VIS 20110329 (500)

DUE RELIGIOSE AUTRICI MEDITAZIONI E LIBRETTO VIA CRUCIS

CITTA' DEL VATICANO, 29 MAR. 2011 (VIS). I testi delle meditazioni per le Stazioni della Via Crucis al Colosseo del Venerdì Santo di quest’anno sono stati composti, per incarico del Santo Padre, dalla Madre Maria Rita Piccione, Madre Preside della Federazione delle Monache Agostiniane, residente nel Monastero dei Santi Quattro Coronati a Roma.

Le immagini che accompagneranno le diverse Stazioni sul libretto che tradizionalmente viene pubblicato per la Via Crucis e le immagini per la trasmissione televisiva, sono disegni realizzati da Suor Elena Manganelli, anch’essa monaca agostiniana del Monastero di Lecceto (Siena).
OP/ VIS 20110329 (100)

lunedì 28 marzo 2011

SANTA SEDE OSSERVATORE CONFERENZA INTERNAZIONALE LIBIA

CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2011 (VIS). Una Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., rende noto che: “La Santa Sede parteciperà in qualità di Osservatore alla Conferenza Internazionale sulla Libia che si svolgerà a Londra. La Santa Sede sarà rappresentata dal Nunzio Apostolico in Gran Bretagna, Arcivescovo Antonio Pennini”.
OP/ VIS 20110328 (70)

BENEDETTO XVI RICEVE SUA BEATITUDINE CHRYSOSTOMOS II

CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2011 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

“Nella mattinata di lunedì 28 marzo, Benedetto XVI ha ricevuto in udienza privata Sua Beatitudine Chrysostomos II, Arcivescovo di Nea Giustiniana e di tutta Cipro. Sua Beatitudine era accompagnato da Padre Demosthenis Demosthenous e dal Dr. Ioanni Charilaou”.

“Nel corso del colloquio si sono esaminati, tra l’altro, la situazione dei cristiani in Medio Oriente e il tema della libertà religiosa nell’isola di Cipro. Successivamente Sua Beatitudine si è incontrato anche con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato”.
OP/ VIS 20110328 (110)

VIDEOMESSAGGIO DEL PAPA PARTECIPANTI “CORTILE GENTILI”

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2011 (VIS). Di seguito pubblichiamo il testo integrale del videomessaggio del Papa, trasmesso su schermi giganti, ai partecipanti al “Cortile dei Gentili”, incontro di dialogo con i non credenti promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, sul tema: “Illuminismo, religione, ragione comune”. La manifestazione conclusiva ha avuto luogo ieri notte, sul sagrato della Cattedrale di Notre-Dame de Paris.

“Cari giovani, cari amici!

“So che vi siete riuniti numerosi sul sagrato di Notre-Dame de Paris, su invito del Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi, e del Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Vi saluto tutti, senza dimenticare i fratelli e gli amici della Comunità di Taizé. Sono grato al Pontificio Consiglio per aver ripreso e sviluppato il mio invito ad aprire, nella Chiesa, dei ‘Cortili dei gentili’, immagine che richiama quello spazio aperto sulla vasta spianata vicino al Tempio di Gerusalemme, che permetteva a tutti coloro che non condividevano la fede di Israele di avvicinarsi al Tempio e di interrogarsi sulla religione. In quel luogo, essi potevano incontrare degli scribi, parlare della fede ed anche pregare il Dio ignoto. E se, all’epoca, il Cortile era allo stesso tempo un luogo di esclusione, poiché i ‘Gentili’ non avevano il diritto di entrare nello spazio sacro, Cristo Gesù è venuto per ‘abbattere il muro di separazione che divideva’ ebrei e gentili, ‘per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunziare pace …’ (Ef 2, 14-17), come ci dice san Paolo”.

“Nel cuore della ‘Città delle Luci’, davanti a questo magnifico capolavoro della cultura religiosa francese, Notre-Dame di Paris, un grande spazio si apre per dare nuovo impulso all’incontro rispettoso ed amichevole tra persone di convinzioni diverse. Giovani, credenti e non credenti presenti questa sera, voi volete stare insieme, questa sera come nella vita di tutti i giorni, per incontrarvi e dialogare a partire dai grandi interrogativi dell’esistenza umana. Oggi, molti riconoscono di non appartenere ad alcuna religione, ma desiderano un mondo nuovo e più libero, più giusto e più solidale, più pacifico e più felice. Nel rivolgermi a voi, prendo in considerazione tutto ciò che avete da dirvi: voi non credenti, volete interpellare i credenti, esigendo da loro, in particolare, la testimonianza di una vita che sia coerente con ciò che essi professano e rifiutando qualsiasi deviazione della religione che la renda disumana. Voi credenti, volete dire ai vostri amici che questo tesoro racchiuso in voi merita una condivisione, un interrogativo, una riflessione. La questione di Dio non è un pericolo per la società, non mette in pericolo la vita umana! La questione di Dio non deve essere assente dai grandi interrogativi del nostro tempo”.

“Cari amici, siete chiamati a costruire dei ponti tra voi. Sappiate cogliere l’opportunità che vi si presenta per trovare, nel profondo delle vostre coscienze, in una riflessione solida e ragionata, le vie di un dialogo precursore e profondo. Avete tanto da dirvi gli uni agli altri. Non chiudete la vostra coscienza di fronte alle sfide e ai problemi che avete davanti”.

“Credo profondamente che l’incontro tra la realtà della fede e quella della ragione permetta all’uomo di trovare se stesso. Ma troppo spesso la ragione si piega alla pressione degli interessi e all’attrattiva dell’utilità, costretta a riconoscere questa ultima come criterio ultimo. La ricerca della verità non è facile. E se ciascuno è chiamato a decidersi, con coraggio, a favore della verità, è perché non esistono scorciatoie verso la felicità e la bellezza di una vita compiuta. Gesù lo dice nel Vangelo: ‘La verità vi renderà liberi’”.

“Spetta a voi, cari giovani, far sì che, nel vostro Paese e in Europa, credenti e non credenti ritrovino la via del dialogo. Le religioni non possono aver paura di una laicità giusta, di una laicità aperta che permette a ciascuno di vivere ciò che crede, secondo la propria coscienza. Se si tratta di costruire un mondo di libertà, di uguaglianza e di fraternità, credenti e non credenti devono sentirsi liberi di essere tali, eguali nei loro diritti a vivere la propria vita personale e comunitaria restando fedeli alla proprie convinzioni, e devono essere fratelli tra loro”.

“Una delle ragioni d’essere di questo Cortile dei Gentili è quella di operare a favore di questa fraternità al di là delle convinzioni, ma senza negarne le differenze. E, ancor più profondamente, riconoscendo che solo Dio, in Cristo, ci libera interiormente e ci dona la possibilità di incontrarci davvero come fratelli”.

“Il primo degli atteggiamenti da assumere o delle azioni che potete compiere insieme è rispettare, aiutare ed amare ogni essere umano, poiché esso è una creatura di Dio e in un certo modo la strada che conduce a Lui. Portando avanti ciò che vivete questa sera, contribuite ad abbattere le barriere della paura dell’altro, dello straniero, di colui che non vi assomiglia, paura che spesso nasce dall’ignoranza reciproca, dallo scetticismo o dall’indifferenza. Adoperativi per rafforzare i legami con tutti i giovani senza distinzioni, non dimenticando chi vive in povertà o in solitudine, chi soffre per la disoccupazione, chi sperimenta la malattia o chi si sente ai margini della società”.

“Cari giovani, non è solo la vostra esperienza di vita che potete condividere, ma anche il vostro modo di avvicinarvi alla preghiera. Credenti e non credenti, presenti su questo sagrato dell’Ignoto, siete invitati ad entrare anche all’interno dello spazio sacro, a varcare il magnifico portale di Notre-Dame e ad entrare nella cattedrale per un momento di preghiera. Per alcuni di voi, questa preghiera sarà una preghiera ad un Dio conosciuto nella fede, ma per gli altri essa potrà essere anche una preghiera al Dio Ignoto. Cari giovani non credenti, unendovi a coloro che stanno pregando all’interno di Notre-Dame, in questo giorno dell’Annunciazione del Signore, aprite i vostri cuori ai testi sacri, lasciatevi interpellare dalla bellezza dei canti e, se lo volete davvero, lasciate che i sentimenti racchiusi in voi si elevino verso il Dio Ignoto”.

“Sono lieto di aver potuto rivolgermi a voi questa sera per questo momento inaugurale del Cortile dei Gentili. Spero che vorrete rispondere ad altri appuntamenti che ho fissato, in particolare alla Giornata Mondiale della Gioventù, questa estate, a Madrid. Il Dio che i credenti imparano a conoscere vi invita a scoprirLo e vivere di Lui sempre più. Non abbiate paura! Sulla strada che percorrete insieme verso un mondo nuovo, siate cercatori dell’Assoluto e cercatori di Dio, anche voi per i quali Dio è il Dio Ignoto”.

“E che Colui che ama tutti e ciascuno di voi vi benedica e vi protegga. Egli conta su di voi per prendersi cura degli altri e dell’avvenire, e voi potete contare su di Lui!”.
MESS/ VIS 20110328 (1140)

LAVORO SIA SICURO, DIGNITOSO E STABILE

CITTA' DEL VATICANO, 26 MAR. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Pellegrinaggio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia nel 30° anniversario della visita di Papa Giovanni Paolo II alle Acciaierie della Città.

Benedetto XVI ha ricordato in maniera speciale Giovanni Paolo II “per l’amore che mostrò per il mondo del lavoro” ed ha commentato la difficile situazione che attraversa la Diocesi a causa della crisi dell’industria metallurgica che si ripercuote sulla vita di migliaia di persone. “So che la Chiesa diocesana” – ha detto il Papa – fa sue le vostre preoccupazioni e “sente la responsabilità di esservi accanto per comunicarvi la speranza del Vangelo e la forza per edificare una società più giusta e più degna dell’uomo. E lo fa a partire dalla sorgente, dall’Eucaristia”.

“Dall’Eucaristia, infatti, in cui Cristo si rende presente nel suo atto supremo di amore per tutti noi” – ha proseguito il Pontefice – “impariamo ad abitare da cristiani la società, per renderla più accogliente, più solidale, più attenta ai bisogni di tutti, particolarmente dei più deboli, più ricca di amore”.

“In questo orizzonte si colloca anche il tema del lavoro, che oggi vi preoccupa, con i suoi problemi, soprattutto quello della disoccupazione. È importante tenere sempre presente che il lavoro è uno degli elementi fondamentali sia della persona umana, che della società. Le difficili o precarie condizioni del lavoro rendono difficili e precarie le condizioni della società stessa, le condizioni di un vivere ordinato secondo le esigenze del bene comune” – ha sottolineato il Santo Padre, che ha anche ricordato il problema della sicurezza sul lavoro. “Occorre mettere in campo” – ha continuato Benedetto XVI – “ogni sforzo perché la catena delle morti e degli incidenti venga spezzata. E che dire poi della precarietà del lavoro, soprattutto quando riguarda il mondo giovanile? È un aspetto che non manca di creare angoscia in tante famiglie!”.

“Il lavoro” – ha detto il Pontefice citando il discorso tenuto da Giovanni Paolo II in occasione della visita alle acciaierie di Terni – “aiuta ad essere più vicini a Dio e agli altri. Gesù stesso è stato lavoratore, anzi ha passato buona parte della sua vita terrena a Nazaret, nella bottega di Giuseppe. (...) Il suo lavoro, che è stato un vero lavoro fisico, ha occupato la maggior parte della sua vita su questa terra, ed è così entrato nell’opera della redenzione dell’uomo e del mondo”.

“Già questo ci parla della dignità del lavoro, anzi della dignità specifica del lavoro umano che viene inserito nel mistero stesso della redenzione. È importante comprenderlo in questa prospettiva cristiana. Spesso, invece, viene visto solo come strumento di guadagno, se non addirittura, in varie situazioni nel mondo, come mezzo di sfruttamento e quindi di offesa alla stessa dignità della persona. Vorrei accennare pure al problema del lavoro la Domenica. Purtroppo nelle nostre società il ritmo del consumo rischia di rubarci anche il senso della festa e della Domenica come giorno del Signore e della comunità”.

“La Chiesa sostiene, conforta, incoraggia ogni sforzo diretto a garantire a tutti un lavoro sicuro, dignitoso e stabile” – ha concluso Benedetto XVI – “Il Papa (...) è accanto alle vostre famiglie, ai vostri bambini, ai vostri giovani, ai vostri anziani e vi porta tutti nel cuore davanti a Dio. Il Signore benedica voi, il vostro lavoro e il vostro futuro”.
AC/ VIS 20110328 (560)

VISITA DEL SANTO PADRE SACRARIO FOSSE ARDEATINE

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2011 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita privata al Sacrario delle Fosse Ardeatine per ricordare le 335 vittime fucilate nel 1944 dalle SS, reparti di difesa del partito nazista, per rappresaglia ad un attentato contro 33 soldati tedeschi compiuto dalla resistenza italiana.

Accogliendo l’invito dell’Associazione Nazionale tra le Famiglie Italiane dei Martiri caduti per la libertà della Patria (A.N.F.I.M.), il Santo Padre ha visitato il Sacrario accompagnato dal Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, Professore Riccardo di Segni e dal Cardinale Andrea Corsero Lanza di Montezemolo, figlio del Colonnello Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, caduto nella strage nazista.

Deposto un cesto di fiori davanti alla lapide che ricorda l’eccidio, il Santo Padre ha attraversato le grotte ed ha raggiunto l’interno del Sacrario, inginocchiandosi davanti alle tombe. Successivamente il Rabbino Capo di Roma ha recitato in ebraico il Salmo 129 ed il Papa, in italiano, il Salmo 123 ed una preghiera per i defunti.

Uscendo, il Santo Padre ha apposto la sua firma al Libro dei visitatori e - prima di congedarsi alle ore 11:00 per far rientro in Vaticano - sul Piazzale antistante il Sacrario ha rivolto un saluto ai Familiari delle Vittime e a tutti i presenti.

“Ciò che qui è avvenuto il 24 marzo 1944 è offesa gravissima a Dio, perché è la violenza deliberata dell’uomo sull’uomo. È l’effetto più esecrabile della guerra, di ogni guerra, mentre Dio è vita, pace, comunione”, ha detto il Pontefice.

“Come i miei Predecessori, sono venuto qui a pregare e a rinnovare la memoria. Sono venuto ad invocare la divina Misericordia, che sola può colmare i vuoti, le voragini aperte dagli uomini quando, spinti dalla cieca violenza, rinnegano la propria dignità di figli di Dio e fratelli tra loro”.

“Sì, dovunque sia, in ogni continente, a qualunque popolo appartenga, l’uomo è figlio di quel Padre che è nei cieli, è fratello di tutti in umanità. Ma questo essere figlio e fratello non è scontato. Lo dimostrano purtroppo anche le Fosse Ardeatine. Bisogna volerlo, bisogna dire sì al bene e no al male. Bisogna credere nel Dio dell’amore e della vita, e rigettare ogni altra falsa immagine divina, che tradisce il suo santo Nome e tradisce di conseguenza l’uomo, fatto a sua immagine”.

“Perciò, in questo luogo, doloroso memoriale del male più orrendo, la risposta più vera è quella di prendersi per mano, come fratelli, e dire: Padre nostro, noi crediamo in Te, e con la forza del tuo amore vogliamo camminare insieme, in pace, a Roma, in Italia, in Europa, nel mondo intero. Amen”.
BXVI-VISITA/ VIS 20110328 (450)

CRISTO HA SETE DELLA FEDE DI TUTTI NOI

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2011 (VIS). Di ritorno dalla visita al Sacrario delle Fosse Ardeatine, a mezzogiorno, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

“Questa III Domenica di Quaresima” – ha detto il Papa – “è caratterizzata dal celebre dialogo di Gesù con la donna Samaritana (...). La donna si recava tutti i giorni ad attingere acqua ad un antico pozzo, risalente al patriarca Giacobbe, e quel giorno vi trovò Gesù, seduto, ‘affaticato per il viaggio’. (...) La stanchezza di Gesù, segno della sua vera umanità, può essere vista come un preludio della passione, con la quale Egli ha portato a compimento l’opera della nostra redenzione. In particolare, nell’incontro con la Samaritana al pozzo, emerge il tema della ‘sete’ di Cristo, che culmina nel grido sulla croce: ‘Ho sete’”.

“Certamente questa sete, come la stanchezza, ha una base fisica” – ha detto il Santo Padre – “Ma Gesù, come dice ancora Agostino, ‘aveva sete della fede di quella donna’, come della fede di tutti noi. Dio Padre lo ha mandato a saziare la nostra sete di vita eterna, donandoci il suo amore, ma per farci questo dono Gesù chiede la nostra fede. L’onnipotenza dell’Amore rispetta sempre la libertà dell’uomo; bussa al suo cuore e attende con pazienza la sua risposta”.

“Nell’incontro con la Samaritana risalta in primo piano il simbolo dell’acqua, che allude chiaramente al sacramento del Battesimo, sorgente di vita nuova per la fede nella Grazia di Dio. (...) Quest’acqua rappresenta lo Spirito Santo, il ‘dono’ per eccellenza che Gesù è venuto a portare da parte di Dio Padre. (...) Grazie all’incontro con Gesù Cristo e al dono dello Spirito Santo, la fede dell’uomo giunge al suo compimento, come risposta alla pienezza della rivelazione di Dio”.
ANG/ VIS 20110328 (320)

APPELLO SVILUPPI SITUAZIONE LIBIA E DIALOGO MEDIO ORIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAR. 2011 (VIS). “Di fronte alle notizie, sempre più drammatiche, che provengono dalla Libia, cresce la mia trepidazione per l’incolumità e la sicurezza della popolazione civile e la mia apprensione per gli sviluppi della situazione, attualmente segnata dall’uso delle armi”, ha detto il Papa al termine della recita dell’Angelus.

“Nei momenti di maggiore tensione si fa più urgente l’esigenza di ricorrere ad ogni mezzo di cui dispone l’azione diplomatica e di sostenere anche il più debole segnale di apertura e di volontà di riconciliazione fra tutte le Parti coinvolte, nella ricerca di soluzioni pacifiche e durature”.

“In questa prospettiva, mentre elevo al Signore la mia preghiera per un ritorno alla concordia in Libia e nell’intera Regione nordafricana, rivolgo un accorato appello agli organismi internazionali e a quanti hanno responsabilità politiche e militari, per l’immediato avvio di un dialogo, che sospenda l’uso delle armi”.

“Il mio pensiero si indirizza, infine, alle Autorità ed ai cittadini del Medio Oriente, dove nei giorni scorsi si sono verificati diversi episodi di violenza, perché anche là sia privilegiata la via del dialogo e della riconciliazione nella ricerca di una convivenza giusta e fraterna”.
ANG/ VIS 20110328 (200)

POSSESSI CARDINALIZI

CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2011 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

Sabato 2 aprile, alle 16:30, il Cardinale Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero, prenderà possesso della Diaconia di San Paolo alle Tre Fontane, Via Laurentina, 473, (Roma).

Domenica 3 aprile, alle 12:00, il Cardinale Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria in Via, Via del Mortaro, 24 (Roma).
OCL/ VIS 20110328 (100)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 28 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L’Arcivescovo Joseph Perumthottam, di Changanacherry dei Siro-Malabaresi (India), in Visita"ad Limina Apostolorum" con l'emerito Arcivescovo Joseph Powathil.

- L’Arcivescovo Mathew Moolakkatt, O.S.B., di Kottayam dei Siro-Malabaresi (India), in Visita "ad Limina Apostolorum” con l’Ausiliare Vescovo Joseph Pandarasseril, O.S.B.

- L’Arcivescovo George Valiamattam, di Tellicherry dei Siro-Malabaresi (India), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- L’Arcivescovo Andrews Thazhath, di Trichur dei Siro-Malabaresi (India), in Visita "ad Limina Apostolorum" con l’Ausiliare Vescovo Raphael Thattil.

- Sua Beatitudine Chrysostomos Il, Arcivescovo di Nuova Giustiniana e Tutta Cipro, Primate della Chiesa Ortodossa di Cipro, e Seguito.

Sabato 26 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Vescovo Abraham Julios Kackanatt, di Muvattupuzha dei Siro-Malankaresi (India), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Geevarghese Divannasios Ottathengil, di Puthur dei Siro-Malankaresi, (India), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Joseph Thomas Konnath, di Battery dei Siro-Malankaresi (India), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Jacob Barnabas Aerath, O.I.C., Visitatore Apostolico per i Fedeli Siro-Malankaresi dell’India fuori del “territorium proprium”.

Venerdì 25 marzo il Santo padre ha ricevuto in udienza il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Germania).
AP:AL/ VIS 20110328 (120)

venerdì 25 marzo 2011

PRESULI CHIESA SIRO-MALANKARESE DAL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Chiesa Siro-Malankarese, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

“Le tradizioni apostoliche da voi custodite” – ha detto il Papa ai Presuli – “realizzano la loro piena ricchezza spirituale quando sono vissute in unione con la Chiesa universale. In tal senso, voi seguite giustamente le orme del Servo di Dio Mar Ivanios, che guidò i vostri predecessori e i loro fedeli verso la piena comunione con la Chiesa cattolica. Come i vostri antenati, anche voi siete chiamati, entro l’unica casa di Dio, a tramandare, in risoluta fedeltà, questa eredità”.

“Il deposito della fede affidato agli Apostoli e fedelmente trasmesso fino ai nostri tempi è un dono prezioso del Signore” – ha affermato il Santo Padre che ha sottolineato: “Grazie alle sue antiche radici e alla sua storia illustre, la cristianità in India ha da lungo tempo offerto il suo contributo alla cultura e alla società e alle sue espressioni religiose e spirituali. È attraverso una determinazione a vivere il Vangelo (...) che coloro che voi servite daranno un contributo ancora più efficace all’intero Corpo di Cristo e alla società indiana, a beneficio di tutti. Possa il vostro popolo continuare a fiorire grazie alla predicazione della parola di Dio e alla promozione di una fratellanza fondata sull’amore di Dio”.

Benedetto XVI si è quindi soffermato sulle difficoltà che i Presuli incontrano nella loro missione, specialmente per la scarsezza di sacerdoti nelle parrocchie, e li ha esortati a non scoraggiarsi perché “le piccole comunità cristiane hanno spesso offerto una notevole testimonianza nella storia della Chiesa. (...) È questa presenza divina che deve rimanere al centro della vita del vostro popolo, fede e testimonianza, e che voi, loro Pastori, siete chiamati a curare, in modo che, anche se devono vivere lontano dalla loro comunità, non vivano lontano da Cristo”.

Infine il Santo Padre ha ricordato che: “Uno dei modi in cui voi esercitate il vostro ruolo di maestri della fede alla comunità cristiana, è con l’impiego di programmi di formazione catechetica e di fede che si svolgono sotto la vostra direzione. Poiché ‘l’istruzione deve basarsi sulla Sacra Scrittura, la tradizione, la liturgia, e sull’insegnamento dell’Autorità e della vita della Chiesa’, sono lieto di notare la varietà e il numero di programmi che voi impiegate correntemente. Insieme alla celebrazione dei sacramenti, tali programmi contribuiranno a garantire che quanti sono stati a voi affidati saranno in grado di rendere conto della speranza che è in loro in Cristo”.
AL/ VIS 20110325 (420)

VALORE PEDAGOGICO CONFESSIONE

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i partecipanti al Corso sul Foro Interno promosso dalla Penitenzieria Apostolica. Penitenziere Maggiore è il Cardinale Fortunato Baldelli e Reggente il Monsignor Gianfranco Girotti.

Nel discorso rivolto ai partecipanti il Santo Padre si è soffermato sul “valore pedagogico della Confessione sacramentale”, sia per il ministro che per il penitente.

“La missione sacerdotale” – ha sottolineato il Pontefice – “costituisce un punto di osservazione unico e privilegiato, dal quale, quotidianamente, è dato di contemplare lo splendore della Misericordia divina. (...) Dall’amministrazione del Sacramento della Penitenza possiamo ricevere profonde lezioni di umiltà e di fede! È un richiamo molto forte per ciascun sacerdote alla coscienza della propria identità. Mai, unicamente in forza della nostra umanità, potremmo ascoltare le confessioni dei fratelli! Se essi si accostano a noi, è solo perché siamo sacerdoti, configurati a Cristo Sommo ed Eterno Sacerdote, e resi capaci di agire nel suo Nome e nella sua Persona, di rendere realmente presente Dio che perdona, rinnova e trasforma”.

“La celebrazione del Sacramento della Penitenza” – ha sottolineato il Papa – “ha un valore pedagogico per il sacerdote, in ordine alla sua fede, alla verità e povertà della sua persona, e alimenta in lui la consapevolezza dell’identità sacramentale”.

“Certamente la Riconciliazione sacramentale è uno dei momenti nei quali la libertà personale e la consapevolezza di sé sono chiamate ad esprimersi in modo particolarmente evidente” – ha proseguito il Pontefice – “È forse anche per questo che, in un’epoca di relativismo e di conseguente attenuata consapevolezza del proprio essere, risulta indebolita anche la pratica sacramentale. L’esame di coscienza ha un importante valore pedagogico: esso educa a guardare con sincerità alla propria esistenza, a confrontarla con la verità del Vangelo e a valutarla con parametri non soltanto umani, ma mutuati dalla divina Rivelazione. Il confronto con i Comandamenti, con le Beatitudini e, soprattutto, con il Precetto dell’amore, costituisce la prima grande ‘scuola penitenziale’”.

“Cari sacerdoti” – ha concluso il Santo Padre – “non trascurate di dare opportuno spazio all’esercizio del ministero della Penitenza nel confessionale: essere accolti ed ascoltati costituisce anche un segno umano dell’accoglienza e della bontà di Dio verso i suoi figli. L’integra confessione dei peccati, poi, educa il penitente all’umiltà, al riconoscimento della propria fragilità e, nel contempo, alla consapevolezza della necessità del perdono di Dio e alla fiducia che la Grazia divina può trasformare la vita”.
AC/ VIS 20110325 (400)

LETTERA DEL PAPA NUOVO PATRIARCA ANTIOCHIA DEI MARONITI

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha concesso la “Ecclesiastica Communio” richiestaGli in conformità al can. 76, paragrafo 2 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, da Sua Beatitudine Béchara Boutros Raï, canonicamente eletto Patriarca di Antiochia dei Maroniti il 15 marzo 2011 nel Sinodo dei Vescovi della Chiesa Maronita riunitosi a Bkerké (Libano).

In questa occasione Papa Benedetto XVI ha indirizzato una Lettera al nuovo Patriarca nella quale auspica che: “la Santa Madre di Dio, Nostra Signora del Libano, la Vergine dell’Annunciazione, della quale Lei porta il nome, faccia di Lei un Messaggero di unità affinché la Nazione Libanese – grazie ugualmente al contributo di tutte le comunità religiose presenti nel Paese, ed in uno slancio ecumenico e interreligioso - realizzi in Oriente e nel mondo intero la sua missione di solidarietà e di pace”.
.../ VIS 20110325 (150)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Vescovo Vincent Paulos Kulappuravilai, di Marthandom dei Siro Malankaresi (India), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Joshua Ignathios Kizhakkeveettil, di Mavelikara dei Siro-Malankaresi (India), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Yoohanon Chrysostom Kalloor, di Pathanamthitta dei Siro-Malankaresi (India), in Visita “ad Limina Apostolorum”.

- Il Vescovo Thomas Eusebius Naickamparambil, Esarca Apostolico per i Fedeli Siro-Malankaresi residenti negli Stati Uniti d’America; Visitatore Apostolico per i Fedeli Siro-Malankaresi in Canada e in Europa.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/ VIS 20110325 (120)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 25 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Valter Dario Maggi, Vescovo di Ibarra (superficie: 4.986; popolazione: 347.000; cattolici: 332.800; sacerdoti: 101; religiosi: 263; diaconi permanenti: 1), Ecuador. Finora Ausiliare di Guayaquil (Ecuador), il Vescovo Maggi succede al Vescovo Julio César Terán Datari, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Vescovo Vincenzo Bertolone, S.D.P., Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace (superficie: 1.806; popolazione: 248.000; cattolici: 244.300; sacerdoti: 182; religiosi: 212; diaconi permanenti: 17), Italia. L’Arcivescovo eletto è nato a San Biagio Platani (Italia) nel 1946, ha emesso la Professione perpetua nella Congregazione dei Servi dei Poveri nel 1969, è stato ordinato sacerdote nel 1975 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2007. Finora Vescovo di Cassano allo Jonio (Italia), succede all’Arcivescovo Antonio Ciliberti, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Reverendo Paul Sueo Hamaguchi, Vescovo della Diocesi di Oita (superficie: 14.071; popolazione: 2.376.414; cattolici: 6.288; sacerdoti: 50; religiosi: 228), Giappone. Il Vescovo eletto è nato nel 1948 Higashi Shutsu (Giappone) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975. È stato finora Parroco della Chiesa cattedrale di Takamatsu (Giappone).

- Ha nominato il Reverendo John Eijiro Suwa, Vescovo della Diocesi di Takamatsu (superficie: 18.903; popolazione: 4.031.481; cattolici: 5.100; sacerdoti: 46, religiosi: 84), Giappone. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Kobe (Giappone) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Kobe (Giappone) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Finora Moderatore e Parroco della zona pastorale di Kochi, Takamatsu (Giappone), succede al Vescovo Francis Xavier Osamu Mizobe, S.D.B., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Il Santo Padre ha concesso la conferma, richiestaGli in conformità al canone 153 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, da S.E. Mons. Sviatoslav Schevchuk, che il 23 marzo 2011 è stato eletto canonicamente Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halych nel Sinodo dei Vescovi della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, riunitosi a Lviv (Ucraina). Sua Beatitudine Sviatoslav Schevchuk è nato nel 1970 a Striy (Ucraina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994 ed ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2009. Dal 2010 è stato nominato Amministratore Apostolico sede vacante dell’Eparchia di Santa Maria del Patrocinio.
NER:RE/ VIS 20110325 (410)

giovedì 24 marzo 2011

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 MAR. 2011 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Giuseppe Giudice, Vescovo di Nocera Inferiore-Sarno (superficie: 157; popolazione: 235.800; cattolici: 225.170; sacerdoti: 114; religiosi: 268; diaconi permanenti: 8), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Sala Consilina (Italia) nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Finora Parroco delle Parrocchie di Sant’Anna e di Sant’Antonio da Padova in Sala Consilina e Direttore dell’Ufficio Catechistico e dell’Ufficio Scuola della medesima Diocesi, succede al Vescovo Gioacchino Illiano, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.
NER:RE/ VIS 20110324 (110)

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