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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 12 febbraio 2010

VIAGGIO APOSTOLICO MALTA


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre si recherà a Malta nei giorni 17 e 18 aprile prossimo, in occasione del 1950° anniversario del naufragio di San Paolo, che avvenne nel corso di un viaggio a Roma dell'Apostolo, nell'anno 60 della nostra epoca.

  La partenza dell'aereo papale è prevista sabato 17 aprile alle 15:25, dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino e l'arrivo a Malta alle 17:00. Dopo la cerimonia di benvenuto all'aeroporto internazionale di Luqa a Malta, il Santo Padre compirà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica George Abela nel Palazzo dei Gran Maestri a La Valletta, capitale dell'Isola.

  Alle 19:45 Benedetto XVI si recherà in visita alla Grotta di Rabat, rifugio dell'Apostolo dopo il naufragio e sede della prima comunità cristiana a Malta, come riportano Gli Atti degli Apostoli.

  Domenica alle 10:00, il Pontefice celebrerà la Santa Messa sul Piazzale dei Granai a Floriana. In seguito è previsto il pranzo con i Vescovi di Malta nella Nunziatura Apostolica a Rabat. Alle 16:45 è in programma il trasferimento via mare dalla banchina del porto di Kalkara alla banchina del Porto Grande di La Valletta ed alle 17:15 il Papa presiederà un incontro con i giovani.

  Al termine della cerimonia di congedo all'aeroporto internazionale di Malta a Luqa e del discorso del Santo Padre, è in programma, alle 19:10, la partenza per Roma dove l'arrivo all'aeroporto di Ciampino è previsto per le 20:45.
PV-MALTA/PROGRAMMA/...                           VIS 20100212 (230)


CHIESA: EVANGELIZZAZIONE E CURA MALATI CORPO E SPIRITO


CITTA' DEL VATICANO, 11 FEB. 2010 (VIS). Alle ore 10:30 di oggi, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Concelebrazione eucaristica in occasione della XVIII Giornata Mondiale del Malato e del XXV anniversario della fondazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute). Alla liturgia eucaristica hanno partecipato i pellegrini dell'UNITALSI (Unione Nazionale Italiana Trasporto Malati a Lourdes e ai Santuari Internazionali) e i pellegrini dell'Opera Romana Pellegrinaggi.

  La liturgia eucaristica è stata preceduta dall'arrivo in Basilica delle Reliquie di Santa Bernadette Soubirous che hanno percorso in processione Piazza San Pietro accolte in Basilica dall'Arciprete Cardinale Angelo Comastri, per essere collocate accanto all'immagine della Beata Maria Vergine di Lourdes, all'Altare della Confessione.

  "Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo" - ha detto il Papa nell'omelia citando il Vangelo di Matteo - "La Chiesa, cui è affidato il compito di prolungare nello spazio e nel tempo la missione di Cristo, non può disattendere queste due opere essenziali: evangelizzazione e cura dei malati nel corpo e nello spirito. Dio, infatti, vuole guarire tutto l'uomo e nel Vangelo la guarigione del corpo è segno del risanamento più profondo che è la remissione dei peccati".

  "Non meraviglia, dunque, che Maria, madre e modello della Chiesa, sia invocata e venerata come 'Salus infirmorum', 'Salute dei malati'. Quale prima e perfetta discepola del suo Figlio, Ella ha sempre mostrato, nell'accompagnare il cammino della Chiesa, una speciale sollecitudine per i sofferenti. (...) Nella memoria delle apparizioni a Lourdes, luogo prescelto da Maria per manifestare la sua materna sollecitudine per gli infermi, la liturgia riecheggia opportunamente il 'Magnificat'" che "non è il cantico di coloro ai quali arride la fortuna, che hanno sempre 'il vento in poppa'; è piuttosto il ringraziamento di chi conosce i drammi della vita, ma confida nell'opera redentrice di Dio".

  "La Chiesa, come Maria, custodisce dentro di sé i drammi dell'uomo e la consolazione di Dio (...) lungo il pellegrinaggio della storia. (...) La sofferenza accettata e offerta, la condivisione sincera e gratuita, non sono forse miracoli dell'amore? (...) Per tutto questo noi viviamo una gioia che non dimentica la sofferenza, anzi, la comprende. In questo modo i malati e tutti i sofferenti sono nella Chiesa non solo destinatari di attenzione e di cura, ma prima ancora e soprattutto protagonisti del pellegrinaggio della fede e della speranza, testimoni dei prodigi dell'amore, della gioia pasquale che fiorisce dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo".

  Nel commentare il brano della "Lettera di Giacomo": "Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato", il Santo Padre ha detto: "In questo Anno Sacerdotale, mi piace sottolineare il legame tra i malati e i sacerdoti (...). Il malato deve 'chiamare' i presbiteri, e questi devono rispondere, per attirare sull'esperienza della malattia la presenza e l'azione del Risorto e del suo Spirito".

  "In effetti, quando la Parola di Dio parla di guarigione, di salvezza, di salute del malato, intende questi concetti in senso integrale, non separando mai anima e corpo: un malato guarito dalla preghiera di Cristo, mediante la Chiesa, è una gioia sulla terra e nel cielo, è una primizia di vita eterna", ha concluso il Pontefice.

  Le cerimonie della XVIII Giornata Mondiale del Malato si sono concluse nel pomeriggio alle 16:30, con una processione che da Castel'Sant'Angelo ha raggiunto Piazza San Pietro percorrendo Via della Conciliazione. Intorno alle 17:30 il Santo Padre si è affacciato  alla finestra del suo studio per salutare e benedire i fedeli e i malati presenti.
HML/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                   VIS 100212 (640)


CATTOLICI E ORTODOSSI IN DIFESA DEI VALORI CRISTIANI


CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  All'inizio del suo discorso il Papa ha ricordato i Vescovi, gli innumerevoli sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli che "nel tempo delle persecuzione, hanno mostrato indomito attaccamento a Cristo e alla sua Chiesa e hanno conservata intatta la loro fede".

  Nel ringraziare i Vescovi per il loro "generoso impegno a servizio della rinascita e dello sviluppo della comunità cattolica" in Romania e nella Repubblica di Moldova, Benedetto XVI ha avuto parole di esortazione dicendo loro di "proporre ai fedeli un itinerario di fede cristiana matura e responsabile, specialmente attraverso l'insegnamento della religione, la catechesi, anche degli  adulti, e la preparazione ai Sacramenti. (...) È un programma impegnativo, che richiede l'elaborazione comune di piani pastorali miranti al 'bonum animarum' di tutti i cattolici dei diversi riti ed etnie".

  "In quest'Anno Sacerdotale, vi esorto ad essere sempre autentici padri dei vostri presbiteri (...). Impegnatevi a curare la comunione tra voi e con loro in un clima di affetto, di attenzione e di dialogo rispettoso e fraterno; interessatevi alle loro condizioni spirituali e materiali, al loro necessario aggiornamento teologico e pastorale".

  Benedetto XVI ha sottolineato che: "È compito primario dei Vescovi promuovere la pastorale vocazionale e la formazione umana, spirituale e intellettuale dei candidati al Sacerdozio nei Seminari e negli altri Istituti formativi (...) anche mediante la scelta attenta degli educatori e dei docenti. Analoga cura va posta nella formazione dei membri degli Istituti di vita consacrata, in particolare di quelli femminili".

  "La fioritura di vocazioni sacerdotali e religiose dipende in buona parte dalla salute morale e religiosa delle famiglie cristiane" - ha affermato il Pontefice - "Le famiglie cattoliche del vostro Paese (...) non sono immuni dalla piaghe dell'aborto, della corruzione, dell'alcolismo e della droga, come pure del controllo delle nascite mediante metodi contrari alla dignità della persona umana. Per combattere queste sfide, occorre promuovere consultori parrocchiali che assicurino un'adeguata preparazione alla vita coniugale e familiare, nonché organizzare meglio la pastorale giovanile".

  "Occorre, soprattutto" - ha ribadito il Santo Padre - "un deciso impegno per favorire la presenza dei valori cristiani nella società, sviluppando centri di formazione dove i giovani possano conoscere i valori autentici, impreziositi dal genio della cultura dei vostri Paesi, così da poterli testimoniare negli ambienti dove vivono".

  "In questo contesto" - ha aggiunto il Pontefice - "risulta particolarmente importante la testimonianza di fraternità tra Cattolici e Ortodossi: prevalga sulle divisioni e sui dissidi e apra i cuori alla riconciliazione". Nel ricordare il decimo anniversario - nel maggio 2009 - della "storica visita che il Venerabile Papa Giovanni Paolo II realizzò in Romania", il Papa ha auspicato che: "Il desiderio di unità suscitato da quella visita alimenti la preghiera e l'impegno a dialogare nella carità e nella verità e a promuovere iniziative comuni".

  "Un ambito di collaborazione oggi particolarmente importante tra Ortodossi e Cattolici" -ha affermato infine Benedetto XVI - "riguarda la difesa delle radici cristiane dell'Europa e dei valori cristiani e la comune testimonianza su temi come la famiglia, la bioetica, i diritti umani, l'onestà nella vita pubblica, l'ecologia: (...) Un costruttivo dialogo tra Ortodossi e Cattolici non mancherà di essere fermento di unità e di concordia non solo per i vostri paesi, ma anche per l'intera Europa".
AL/.../ROMANIA                                           VIS 20100212 (560)


CONCISTORO PER ALCUNE CAUSE DI CANONIZZAZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Venerdì 19 febbraio prossimo, alle 11:00, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, avrà luogo il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:

- Stanislaw Soltys, al secolo Kazimierczyk, sacerdote dei Canonico Regolari Lateranensi.

- André, al secolo Alfred, Bessette, religioso della Congregazione della Santa Croce.

- Cándida María De Jesús, al secolo Juana Josefa, Cipitria y Barriola, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù.

- Mary of the Cross, al secolo Mary Helen, MacKillop, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore.

- Giulia Salzano, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore.

- Battista, al secolo Camilla, Varano, Vergine, monaca dell'Ordine di Santa Chiara.
OCL/CONCISTORO CANONIZZAZIONE/...                  VIS 20100212 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate, sette Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Sua Beatitudine Lucian Muresan, Arcivescovo Maggiore di Fagaras i Alba Iulia, con gli Ausiliari Vescovo Vasile Bizau e Vescovo Mihai Catalin Fratila.

-    Il Vescovo Florentin Crihalmeanu, di Cluj-Gherla.

-    Il Vescovo Alexandru Mesian, di Lugoj.

-    Il Vescovo Ioan Sisestean, di Maramures.

-    Il Vescovo Virgil Bercea, di Oradea Mare dei Romeni.
AL/.../...                                VIS 20100212 (90)

mercoledì 10 febbraio 2010

ANTONIO DI PADOVA GRANDE ESEMPIO MINISTERO PREDICAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi a Sant'Antonio di Padova, "uno dei santi più popolari in tutta la Chiesa Cattolica".

   Sant'Antonio nacque a Lisbona da una nobile famiglia, intorno al 1195. Entrò fra i Canonici che seguivano la regola monastica di sant'Agostino, ma dopo il martirio di cinque missionari francescani in Marocco, lasciò i Canonici agostiniani e chiese  di diventare Frate Minore con il desiderio di recarsi missionario in Marocco. In seguito a una malattia, fu costretto a rientrare in Italia dove si dedicò ad un'intensa ed efficace attività apostolica. Morì a Padova nel 1231 e fu canonizzato nel 1232 da Papa Gregorio IX.

  "Antonio ha contribuito in modo significativo" - ha detto il Papa - "allo sviluppo della spiritualità francescana, con le sue spiccate doti di intelligenza, di equilibrio, di zelo apostolico e, principalmente, di fervore mistico" e "fu anche tra i primi maestri di teologia dei Frati Minori, se non proprio il primo".
 
  "Nell'ultimo periodo di vita" - ha spiegato il Papa - "Antonio mise per iscritto due cicli di 'Sermoni', intitolati rispettivamente 'Sermoni domenicali' e 'Sermoni sui Santi'" nei quali "propone un vero e proprio itinerario di vita cristiana. È tanta la ricchezza di insegnamenti spirituali contenuta nei 'Sermoni', che il Venerabile Papa Pio XII, nel 1946, proclamò Antonio Dottore della Chiesa, attribuendogli il titolo di 'Dottore evangelico', perché da tali scritti emerge la freschezza e la bellezza del Vangelo".

  Antonio di Padova o da Lisbona, come viene anche chiamato, "parla della  preghiera come di un rapporto di amore, che spinge l'uomo a colloquiare dolcemente con il Signore (...). La preghiera è articolata in quattro atteggiamenti indispensabili, (...) aprire fiduciosamente il proprio cuore a Dio, (...) colloquiare affettuosamente con Lui, (...) presentarGli i nostri bisogni, e poi lodarLo e ringraziarLo. In questo insegnamento di Sant'Antonio sulla preghiera cogliamo uno dei tratti specifici della teologia francescana (...) il ruolo assegnato all'amore divino, che entra nella sfera degli affetti, della volontà, del cuore, e che è anche la sorgente da cui sgorga una conoscenza spirituale, che sorpassa ogni conoscenza".

    Il "Dottore Evangelico" "conosce bene i difetti della natura umana, la tendenza a cadere nel peccato, per cui esorta continuamente a combattere l'inclinazione all'avidità, all'orgoglio, all'impurità (...). Agli inizi del XIII secolo, nel contesto della rinascita delle città e del fiorire del commercio, cresceva il numero di persone insensibili alle necessità dei poveri. Per tale motivo, Antonio più volte invita i fedeli a pensare alla vera ricchezza, quella del cuore, che rendendo buoni e misericordiosi, fa accumulare tesori per il Cielo".

  "Non è forse questo, cari amici, un insegnamento molto importante anche oggi, quando la crisi finanziaria e i gravi squilibri economici impoveriscono non poche persone, e creano condizioni di miseria?"  - si è chiesto il Papa nel commentare "Un altro tratto tipico della teologia francescana il cristocentrismo. Volentieri essa contempla, e invita a contemplare, i misteri dell'umanità del Signore, in modo particolare, quello della Natività" e della Crocifissione.

  "Anche la visione del Crocifisso" - ha proseguito il Santo Padre - "gli ispira pensieri di riconoscenza verso Dio e di stima per la dignità della persona umana, così che tutti, credenti e non credenti, possano trovarvi un significato che arricchisce la vita". Il Papa ha sottolineato "l'importanza del crocifisso per la nostra cultura e per il nostro umanesimo, nato dalla fede cristiana (...) perché Dio ci rende così importanti da essere per Lui degni della sua sofferenza".

  Benedetto XVI ha concluso la catechesi invocando l'intercessione di Sant'Antonio per la Chiesa intera e "soprattutto per coloro che si dedicano alla predicazione (...). I predicatori, traendo ispirazione dal suo esempio, abbiano cura di unire solida e sana dottrina, pietà sincera e fervorosa, incisività nella comunicazione. In quest'Anno Sacerdotale, preghiamo perché i sacerdoti e i diaconi svolgano con sollecitudine questo ministero di annuncio e di attualizzazione della Parola di Dio ai fedeli, soprattutto attraverso le omelie liturgiche".
AG/ANTONIO DI PADAVA/...                           VIS 20100210 (650)


RACCOGLIERE RISULTATI DIALOGO LUTERANO-CATTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, il Papa ha ricevuto una Delegazione della "Chiesa Evangelica Luterana in America", guidata dal Vescovo Mark Hanson.

  "Auspico" - ha detto il Santo Padre - "che il continuo dialogo luterano-cattolico negli Stati Uniti d'America e a livello internazionale contribuisca ad edificare oltre gli accordi finora raggiunti".

  "Un importante compito sarà di raccogliere i risultati del dialogo luterano-cattolico che in modo così promettente ha avuto inizio al termine del Concilio Vaticano Secondo. Costruire su ciò che è stato realizzato insieme da quel momento, l'ecumenismo spirituale deve fondarsi sulla fervida preghiera e sulla conversione a Cristo, fonte di grazia e di verità. Che il Signore ci aiuti a far tesoro di ciò che è stato realizzato finora, a custodirlo con cura e a promuovere il suo sviluppo".

  Benedetto XVI ha concluso facendo suo l'auspicio espresso dal Venerabile Giovanni Paolo II quando, nel dirigersi ad una Delegazione della Chiesa Luterana in America nel 1985, disse: "Risolviamoci ad aprire il nostro cuore al Signore così che Egli si serva di questo incontro per i suoi fini, per conseguire l'unità che Egli desidera. Vi ringrazio per gli sforzi che compite a favore della piena unità di fede e carità".
AC/UNITÀ/LUTERANI AMERICA                       VIS 20100210 (210)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 10 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Marcelo Alejandro Cuenca, Vescovo di Alto Valle del Río Negro (superficie: 37.130; popolazione: 294.978; cattolici: 253.982; sacerdoti: 30; religiosi: 42; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Córdoba (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Finora Parroco di "Madre de Dios y San José", in Villa del Dique, succede al Vescovo Néstor Navarro, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Virginio Domingo Bressanelli, S.C.I., Vescovo Coadiutore di Neuquén (superficie: 94.078; popolazione: 538.852; cattolici: 458.024; sacerdoti: 56; religiosi: 130; diaconi permanenti: 12), Il Vescovo Bressanelli è stato finora Vescovo di Comodoro-Rivadavia (Argentina). 

- Ha nominato il Monsignore Rafael Biernaski, Vescovo Ausiliare di Curitiba (superficie: 5.751; popolazione: 2.326.000; cattolici: 1.522.000; sacerdoti: 421; religiosi: 1.699; diaconi permanenti: 62), Brasile. Il Vescovo eletto è nato a Curitiba (Brasile), nel 1955 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1981. È stato finora Capo Ufficio della Congregazione per i Vescovi.
NER:RE:NEC:NEA/.../...                               VIS 20100210 (190)


martedì 9 febbraio 2010

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA DI STATO


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il testo di un Comunicato della Segreteria di Stato reso pubblico nella tarda mattinata di oggi:

  "Dal 23 gennaio si stanno moltiplicando, soprattutto su molti media italiani, notizie e ricostruzioni che riguardano le vicende connesse con le dimissioni del direttore del quotidiano cattolico italiano "Avvenire", con l'evidente intenzione di dimostrare una implicazione nella vicenda del direttore de "L'Osservatore Romano", arrivando a insinuare responsabilità addirittura del cardinale segretario di Stato. Queste notizie e ricostruzioni non hanno alcun fondamento".

  "In particolare, è falso che responsabili della Gendarmeria vaticana o il direttore de "L'Osservatore Romano" abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di "Avvenire"; è falso che il direttore de "L'Osservatore Romano" abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate".

  "Appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili - ripetute sui media con una consonanza davvero singolare - che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l'intento di attribuire al direttore de "L'Osservatore Romano", in modo gratuito e calunnioso, un'azione immotivata, irragionevole e malvagia. Ciò sta dando luogo a una campagna diffamatoria contro la Santa Sede, che coinvolge lo stesso Romano Pontefice".

  "Il Santo Padre Benedetto XVI, che è sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia".
SS/COMUNICATO/...                               VIS 20100209 (280)



CONVEGNO TEOLOGICO INTERNAZIONALE 11-12 MARZO 2010


CITTA' DEL VATICANO, 9 FEB. 2010 (VIS). Nei giorni di giovedì 11 e venerdì 12 marzo 2010, presso la Pontificia Università Lateranense, avrà luogo un Convegno Teologico Internazionale dal titolo: "Fedeltà di Cristo, fedeltà del Sacerdote", promosso dalla Congregazione per il Clero, nel contesto delle iniziative per l'Anno Sacerdotale indetto dal Santo Padre Benedetto XVI.

  Al Convegno, si legge in un Comunicato della Congregazione per il Clero, "sono invitati principalmente i Vescovi Presidenti delle Commissioni per il Clero, tutti i Vescovi che hanno una sollecitudine particolare per i loro presbiteri, i Supremi Moderatori degli Istituti e delle Associazioni Clericali, i formatori del clero, i Sacerdoti stessi, primi e principali responsabili della propria formazione permanente".

  Delle tre Sessioni del Convegno, due sono dedicate all'identità sacerdotale e al rapporto con la cultura contemporanea, ed una è dedicata alla Liturgia ed al Sacro Celibato. Al Convegno interverranno, il Prefetto della Congregazione per il Clero, Cardinale Claudio Hummes; il Segretario del medesimo Dicastero, Arcivescovo Mauro Piacenza; il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica; il Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ed il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, che presiederanno rispettivamente le tre Sessioni del Convegno.

  Tra i relatori, oltre ad illustri professori di fama internazionale, il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna; il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; l'Arcivescovo Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica; l'Arcivescovo Willem Eijk, Arcivescovo di Utrecht e Primate d'Olanda; il Vescovo Filippo Santoro, di Petropolis (Brasile); il Vescovo Gerhard Müller, di Regensburg (Germania), ed il Vescovo Francesco Moraglia, di La Spezia-Sarzana-Brugnato (Italia).

  Venerdì 12 marzo, il Santo Padre Benedetto XVI riceverà in udienza tutti i partecipanti al Convegno.
CPC/CONGRESSO TEOLOGICO/...                       VIS 20100209 (320)


lunedì 8 febbraio 2010

GUATEMALA: VALORI EVANGELICI MOTIVO DI SPERANZA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina, nel ricevere il Signor Alfonso Roberto Matta Fahsen, nuovo Ambasciatore della Repubblica di Guatemala presso la Santa Sede, in occasione della Presentazione delle Lettere Credenziali, Benedetto XVI ha lodato il popolo guatemalteco che "con la sua varietà di etnie e culture, ha una fede in Dio molto radicata, una profonda devozione a Maria Santissima ed un amore fedele al Papa e alla Chiesa".

  Benedetto XVI ha nel contempo ricordato "le strette relazioni" del Guatemala con la Santa Sede e la commemorazione nel 2011 del 75° anniversario della creazione della Nunziatura Apostolica in Guatemala, auspicando che la celebrazione "dia nuovo impulso alla cooperazione esistente nel Paese fra Stato e Chiesa, fondata sul rispetto e sull'autonomia delle distinte sfere che le sono proprie, e si progredisca nel dialogo leale e onesto per promuovere il bene comune di tutta la società guatemalteca che deve dedicare speciale attenzione ai più bisognosi".

  "Non posso dimenticare quanti soffrono le conseguenze delle calamità naturali che anche nel suo Paese contribuiscono ad aumentare la siccità e favoriscono la perdita delle colture, producendo denutrizione e povertà" - ha detto il Papa - "Questa situazione estrema ha portato recentemente il Governo nazionale a dichiarare 'lo stato di calamità naturale' ed a sollecitare l'aiuto della comunità internazionale. Desidero manifestare il mio affetto e vicinanza spirituale a coloro che soffrono queste gravi difficoltà, e il riconoscimento alle istituzioni del suo Paese che con dedizione si adoperano per apportare soluzioni a problemi tanto gravi ed esprimere la mia gratitudine ai diversi organismi e agenzie di cooperazione internazionale, che si adoperano per mitigare gli effetti della carestia di ampi settori della popolazione".

  "I numerosi valori umani ed evangelici che arricchiscono il cuore dei cittadini del Paese, come l'amore alla famiglia, il rispetto degli anziani, il senso di responsabilità e, soprattutto, la fiducia in Dio, che ha rivelato il Suo Volto in Gesù Cristo (...) rappresentano importanti motivi di speranza. Da tale copioso patrimonio spirituale si possono trarre le forze necessarie per contrastare altri fattori che deteriorano il tessuto sociale guatemalteco, come il narcotraffico, la violenza, l'emigrazione, l'insicurezza, l'analfabetismo, le sette e le perdita di punti di riferimento morale nelle nuove generazioni".

  "In questa impresa tanto importante, le Autorità del Paese potranno sempre contare sulla sollecita collaborazione della Chiesa nel suo intento costante di aprire 'vie nuove e creative' per rispondere ai desolanti effetti della povertà e cooperare alla dignità di ogni essere umano" - ha aggiunto il Santo Padre manifestando il suo apprezzamento "per le opere realizzate in Guatemala per consolidare la garanzia di un autentico Stato di diritto".

  "Tale processo" - ha sottolineato Benedetto XVI - "deve essere accompagnato da una ferma determinazione, che nasce dalla conversione personale del cuore, di eliminare ogni forma di corruzione nelle istituzioni ed amministrazioni pubbliche e di riformare la giustizia, per applicare giustamente le leggi e sradicare la sensazione di impunità rispetto a coloro che esercitano ogni tipo di violenza o disprezzo dei diritti umani più essenziali".

  Benedetto XVI ha fatto riferimento anche alle realtà che "determinano l'identità specifica" del popolo guatemalteco "che possono avere effetti benefici sulla stabilità politica e sociale della regione centroamericana" menzionando fra esse la Costituzione del Guatemala che "garantisce la difesa e protezione legale della vita umana, dal suo concepimento fino alla morte naturale".

  "Esorto tutte gli agenti sociale del Paese, in particolare i rappresentanti del popolo nelle istituzioni legislative" - ha concluso il Pontefice - "a mantenere e a rafforzare l'elemento fondamentale della 'cultura della vita' che contribuirà certamente a elevare la ricchezza morale dei guatemaltechi".
CD/CREDENZIALI/GUATEMALA                       VIS 20100208 (600)


PROMUOVERE ECOLOGIA UMANA E NUOVO STILE DI VITA


CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Presidente e il Personale dell'ACEA (Azienda Comunale Energia e Ambiente), in occasione del centenario di istituzione.

  Nel ricordare che "La celebrazione centenaria giunge al termine di un periodo denso di difficoltà caratterizzato da una grave crisi internazionale" - il Santo Padre ha ribadito che: "E' importante che cresca la consapevolezza circa la necessità di una più ampia 'responsabilità sociale' dell'impresa, che spinga a tenere nella giusta considerazione le attese e i bisogni dei lavoratori, dei clienti, dei fornitori e dell'intera comunità, e ad avere una particolare attenzione verso l'ambiente. In questo modo la produzione di beni e servizi non sarà legata esclusivamente alla ricerca del profitto economico, ma anche alla promozione del bene di tutti".

  "Desidero esprimere il mio apprezzamento per quanto l'ACEA" - ha proseguito il Pontefice - "grazie alla competenza professionale dei suoi dipendenti, ha realizzato nell'illuminazione dei monumenti che rendono Roma unica al mondo. A questo proposito, voglio ricordare con gratitudine il fattivo aiuto in occasione delle celebrazioni per l'80° Anniversario della fondazione dello Stato della Città del Vaticano".

  "Ho appreso, poi, con favore dell'impegno dell'Azienda nel tutelare l'ambiente attraverso la gestione sostenibile delle risorse naturali, la riduzione dell'impatto ambientale e il rispetto del creato. E' però ugualmente importante favorire un'ecologia umana, che sia in grado di rendere gli ambienti di lavoro e le relazioni interpersonali degne dell'uomo".

  "Vorrei, a questo proposito, ribadire quanto ho affermato nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest'anno, auspicando 'l'adozione di un modello di sviluppo fondato sulla centralità dell'essere umano, sulla promozione e condivisione del bene comune, sulla responsabilità, sulla consapevolezza del necessario cambiamento degli stili di vita'".

  "Vorrei, infine" - ha concluso il Pontefice - "rivolgere ai presenti l'invito a guardare a Cristo, l'uomo perfetto, a prendere sempre come esempio il suo agire, per poter crescere in umanità, e così realizzare una Città dal volto sempre più umano, nella quale ognuno è considerato persona, essere spirituale in relazione con gli altri. Anche grazie al vostro impegno nel migliorare i rapporti interpersonali e la qualità del lavoro, Roma potrà continuare ad assolvere quel ruolo di faro di civiltà, che l'ha resa illustre nel corso dei secoli".
AC/.../ACEA                                      VIS 20100208 (380)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Novatus Rugambwa, Nunzio Apostolico in São Tomé e Principe, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto, finora Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è nato a Bukoba (Tanzania), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986.
NN/.../RUGAMBWA                                     VIS 20100208 (80)

RISPONDERE CHIAMATA DIVINA NONOSTANTE LIMITAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2010 (VIS). La chiamata divina è stato il tema delle meditazioni dell'Angelus di questa domenica che il Santo Padre ha recitato con i fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

  Nel commentare le letture della liturgia di oggi, dedicate alla risposta dell'uomo alla chiamata divina, il Papa ha ricordato tre diverse esperienze: Isaia che al cospetto del Signore è preso dal sentimento della propria indegnità, ma un serafino purifica le sua labbra con un carbone ardente e cancella il suo peccato; nell'episodio della pesca miracolosa Pietro si getta alle ginocchia del Signore chiedendogli di allontanarsi da lui perché peccatore, ma Gesù lo rassicura dicendogli "d'ora in poi sarai pescatore di uomini"; ed egli lascia tutto e lo segue; Paolo, ricordando di essere stato un persecutore della Chiesa, riconosce che la grazia di Dio ha compiuto in lui meraviglie e nonostante i propri limiti, gli ha affidato il compito e l'onore di predicare il Vangelo".

  "In queste tre esperienze" - ha spiegato il Papa - "vediamo come l'incontro autentico con Dio porti l'uomo a riconoscere la propria povertà e inadeguatezza, il proprio limite e il proprio peccato. Ma, nonostante questa fragilità, il Signore, ricco di misericordia e di perdono, trasforma la vita dell'uomo e lo chiama a seguirlo. L'umiltà testimoniata da Isaia, da Pietro e da Paolo invita quanti hanno ricevuto il dono della vocazione divina a non concentrarsi sui propri limiti, ma a tenere lo sguardo fisso sul Signore e sulla sua sorprendente misericordia, per convertire il cuore, e continuare, con gioia, a 'lasciare tutto' per Lui".

  "In quest'Anno Sacerdotale, preghiamo il Padrone della messe, perché mandi operai alla sua messe e perché quanti sentono l'invito del Signore a seguirlo, dopo il necessario discernimento, sappiano rispondergli con generosità, non confidando nelle proprie forze, ma aprendosi all'azione della sua grazia. In particolare, invito tutti i sacerdoti a ravvivare la loro generosa disponibilità a rispondere ogni giorno alla chiamata del Signore con la stessa umiltà e fede di Isaia, di Pietro e di Paolo".
ANG/VOCAZIONE/...                               VIS 20100208 (340)



TUTTI DOBBIAMO CUSTODIRE E RISPETTARE LA VITA


CITTA' DEL VATICANO, 7 FEB. 2010 (VIS). Dopo la preghiera dell'Angelus, il Papa ha ricordato che si celebra oggi in Italia la "Giornata per la Vita".

  "Mi associo volentieri" - ha detto Benedetto XVI - "ai Vescovi italiani e al loro messaggio sul tema: "La forza della vita, una sfida nella povertà". Nell'attuale periodo di difficoltà economica, diventano ancora più drammatici quei meccanismi che, producendo povertà e creando forti disuguaglianze sociali, feriscono e offendono la vita, colpendo soprattutto i più deboli e indifesi. Tale situazione, pertanto, impegna a promuovere uno sviluppo umano integrale per superare l'indigenza e il bisogno, e soprattutto ricorda che il fine dell'uomo non è il benessere, ma Dio stesso e che l'esistenza umana va difesa e favorita in ogni suo stadio. Nessuno, infatti, è padrone della propria vita, ma tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla, dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale".

  Il Papa ha espresso "apprezzamento per coloro che più direttamente operano al servizio dei bambini, dei malati e degli anziani" ed ha ricordato che la Diocesi di Roma, "dedica speciale attenzione alla Giornata per la Vita e la prolunga nella 'Settimana della vita e della famiglia'".

  "Auguro la buona riuscita di questa iniziativa" - ha concluso il Pontefice - "ed incoraggio l'attività dei consultori, delle associazioni e dei movimenti, come pure dei docenti universitari, impegnati a sostegno della vita e della famiglia".
ANG/DIFESA VITA/...                               VIS 20100208 (240)


PONTIFICIO CONSIGLIO FAMIGLIA E VADEMECUM MATRIMONIO


CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, di cui Presidente è il Cardinale Ennio Antonelli ed ha ricordato il defunto Cardinale Alfonso López Trujillo, che per 18 anni ne è stato Presidente.

  "La presente attività del Dicastero" - ha detto il Santo Padre - "si colloca tra il VI Incontro Mondiale delle Famiglie, celebratosi a Città del Messico nel 2009, e il VII, in programma a Milano nel 2012".

  "Il Pontificio Consiglio sta portando avanti varie iniziative per far crescere la consapevolezza del fondamentale valore della famiglia per la vita della Chiesa e della società. Tra queste si collocano il progetto 'La famiglia soggetto di evangelizzazione', con cui si vuole predisporre una raccolta, a livello mondiale, di valide esperienze nei diversi ambiti della pastorale familiare, perché servano di ispirazione ed incoraggiamento per nuove iniziative; e il progetto 'La famiglia risorsa per la società', con cui si intende porre in evidenza presso l'opinione pubblica i benefici che la famiglia reca alla società, alla sua coesione ed al suo sviluppo.

  "Un altro importante impegno del Dicastero è l'elaborazione di un 'Vademecum' per la preparazione al Matrimonio" ispirato ad un'idea di Giovanni Paolo II che affermava che essa "comporta tre principali momenti: uno remoto, uno prossimo e uno immediato".

  "La preparazione remota" - ha affermato Benedetto XVI - "riguarda i bambini, gli adolescenti e i giovani. Essa coinvolge la famiglia, la parrocchia e la scuola, luoghi nei quali si viene educati a comprendere la vita come vocazione all'amore, che si specifica, poi, nelle modalità del matrimonio e della verginità per il Regno dei Cieli. In questa tappa, inoltre, dovrà progressivamente emergere il significato della sessualità come capacità di relazione e positiva energia da integrare nell'amore autentico".

  "La preparazione prossima riguarda i fidanzati e dovrebbe configurarsi come un itinerario di fede e di vita cristiana, che conduca ad una conoscenza approfondita del mistero di Cristo e della Chiesa, dei significati di grazia e di responsabilità del matrimonio (...). E' auspicabile che si offra un percorso di catechesi e di esperienze vissute nella comunità cristiana, che preveda gli interventi del sacerdote e di vari esperti, come pure la presenza di animatori, l'accompagnamento di qualche coppia esemplare di sposi cristiani, il dialogo di coppia e di gruppo e un clima di amicizia e di preghiera. Occorre, inoltre, porre particolare cura perché in tale occasione i fidanzati ravvivino il proprio rapporto personale con il Signore Gesù, specialmente ascoltando la Parola di Dio, accostandosi ai Sacramenti e soprattutto partecipando all'Eucaristia".

  "La preparazione immediata ha luogo in prossimità del matrimonio. Oltre all'esame dei fidanzati, previsto dal Diritto Canonico, essa potrebbe comprendere una catechesi sul Rito del matrimonio e sul suo significato," - ha affermato il Papa - "il ritiro spirituale e la cura affinché la celebrazione del matrimonio sia percepita dai fedeli e particolarmente da quanti vi si preparano, come un dono per tutta la Chiesa, un dono che contribuisce alla sua crescita spirituale".

  Riferendosi al tema della Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio "I diritti dell'Infanzia", scelto con riferimento al XX anniversario della Convenzione approvata dall'Assemblea Generale dell'ONU, nel 1989, il Santo Padre ha ribadito  che: "La Chiesa, lungo i secoli, sull'esempio di Cristo, ha promosso la tutela della dignità e dei diritti dei minori e, in molti modi, si è presa cura di essi. Purtroppo, in diversi casi, alcuni dei suoi membri, agendo in contrasto con questo impegno, hanno violato tali diritti: un comportamento che la Chiesa non manca e non mancherà di deplorare e di condannare. (...) Le dure parole di Gesù contro chi scandalizza uno di questi piccoli (cfr Mc 9,42) impegnano tutti a non abbassare mai il livello di tale rispetto e amore".

  "La Convenzione, nel preambolo, indica la famiglia 'quale ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli'. Ebbene, è proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, l'aiuto più grande che si possa offrire ai bambini. Essi vogliono essere amati da una madre e da un padre che si amano, ed hanno bisogno di abitare, crescere e vivere insieme con ambedue i genitori, perché le figure materna e paterna sono complementari nell'educazione dei figli e nella costruzione della loro personalità e della loro identità. E' importante, quindi, che si faccia tutto il possibile per farli crescere in una famiglia unita e stabile".

  "Un ambiente familiare non sereno, la divisione della coppia dei genitori, e, in particolare, la separazione con il divorzio non sono senza conseguenze per i bambini, mentre sostenere la famiglia e promuovere il suo vero bene, i suoi diritti, la sua unità e stabilità è il modo migliore per tutelare i diritti e le autentiche esigenze dei minori".
AC/MATRIMONIO:BAMBINI/ANTONELLI                   VIS 20100208 (800)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto otto Presuli della Conferenza Episcopale di Romania, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Ioan Robu, di Bucaresti, con l'Ausiliare Vescovo Cornel Damian.

-    L'Arcivescovo György-Miklós Jakubínyi, di Alba Iulia, Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" dell'Ordinariato per i cattolici di rito armeno residenti in Romania; con l'Ausiliare Vescovo Józef Tamás.

-    Il Vescovo Petru Gherghel, di Iasi, con l'Ausiliare Vescovo Aurel Perca.

-    Il Vescovo László Böcskei, di Oradea Mare dei Latini.

   - Il Vescovo Jenö Schönberger, di Satu Mare.

  Sabato 6 febbraio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo emerito di Napoli (Italia).

- Il Vescovo Kurt Koch, di Basel (Svizzera).

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/.../...                                     VIS 20100208 (140)

venerdì 5 febbraio 2010

AI VESCOVI SCOZZESI: POTENZIARE VOCAZIONE SPECIFICA LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina i Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Nel suo discorso ai Presuli il Papa ha fatto riferimento alla felice coincidenza che l'Anno Sacerdotale coincida con la celebrazione del quattrocentesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale del grande martire scozzese San John Ogilvie, la cui "dedizione così fuori del comune" al ministero sacerdotale, è un esempio per i Presuli scozzesi.

  Successivamente, nel menzionare le encomiabili iniziative di "Priests for Scotland", il cui obiettivo è la costante formazione del clero, il Santo Padre ha ribadito che le commendevoli iniziative di promozione delle vocazioni "devono essere accompagnate dalla promozione della catechesi fra i fedeli sull'autentico significato del sacerdozio. Sottolineare il ruolo indispensabile del sacerdote nella vita della Chiesa, soprattutto nell'amministrare l'Eucaristia dalla quale la Chiesa stessa riceve la vita".

  Insieme a ciò è necessaria "una corretta comprensione della vocazione specifica dei laici" enunciata dal Concilio Vaticano II: "in qualunque luogo il fedele laico viva la propria vocazione battesimale - in famiglia, a casa, al lavoro - deve partecipare attivamente alla missione della Chiesa nella santificazione del mondo. Un rinnovato accento sull'apostolato laico darà (...) un forte impulso alla missione di evangelizzazione della società".

  "Questa missione richiede una prontezza ad affrontare con fermezza i problemi derivanti da una crescente onda di secolarismo nel vostro Paese. Il sostegno dell'eutanasia colpisce al cuore la comprensione cristiana della dignità della vita umana. I recenti sviluppi nell'etica medica e alcune delle pratiche promosse nel campo dell'embriologia causano grave preoccupazione. Se viene compromesso l'insegnamento della Chiesa, anche in minor misura, in uno di questi ambiti, allora diviene difficile difendere la pienezza della dottrina cattolica in modo integrale. I Pastori della Chiesa, perciò, devono continuamente chiamare i fedeli alla fedeltà completa al Magistero della Chiesa, mentre nel contempo devono promuovere e difendere il diritto della Chiesa a vivere liberamente nella società secondo la propria fede".

  "La Chiesa offre al mondo una visione positiva e ispirata della vita umana, la bellezza del matrimonio e la gioia della paternità e maternità. (...) Assicuratevi di presentare questo insegnamento in modo tale che sia riconosciuto per il messaggio di speranza che esso è. Troppo spesso la dottrina della Chiesa è percepita come una serie di proibizioni e posizioni retrograde, mentre in realtà, come sappiamo, essa è creativa e donatrice di vita, ed è rivolta alla più piena realizzazione del grande potenziale verso il bene e la felicità che Dio ha posto in ciascuno di noi".

  Il Santo Padre ha quindi menzionato "la tragedia della divisione" e "la grande rottura con il passato cattolico della Scozia, accaduto quattrocentocinquanta anni orsono" ed ha ringraziato Dio "per il progresso fatto nel curare le ferite che sono eredità di quel periodo, specialmente il settarismo che ha continuato a riemergere anche in tempi recenti".

  In proposito il Papa ha lodato la partecipazione dei Vescovi cattolici alla "Action Churches Together in Scotland" (Azione Congiunta delle Chiese in Scozia), il cui obiettivo è "la ricostruzione dell'unità fra i seguaci di Cristo portata avanti con costanza ed impegno".

  "Potete essere orgogliosi del contributo delle scuole cattoliche in Scozia nel superare il settarismo e nell'edificare buoni rapporti fra le comunità (...) Mentre incoraggiate gli insegnanti cattolici nel loro lavoro, ponete speciale enfasi" - ha esortato il Pontefice - "sulla qualità e profondità dell'educazione religiosa, in modo da preparare in modo informato i fedeli cattolici laici, rendendoli capaci e disponibili a realizzare la propria missione".

  "Una forte presenza cattolica nei mezzi di comunicazione, nella politica locale e nazionale, nella magistratura, nelle professioni e nelle università non può che arricchire la vita nazionale della Scozia, mentre persone di fede offrono testimonianza alla verità, specialmente quando la verità è posta in dubbio" - ha concluso il Papa formulando auspici per il suo incontro con i cattolici di questa terra in occasione della sua prossima Visita apostolica.
AL/.../SCOZIA                                VIS 20100205 (660)


9-11 FEBBRAIO: CELEBRAZIONI XXV OPERATORI SANITARI


CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la presentazione delle iniziative per il XXV anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute) e la XVIII Giornata Mondiale del Malato, dal 9 all'11 febbraio.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario ed il Monsignor Jean-Marie Musivi Mpendawatu, Sotto-Segretario del medesimo Dicastero; il Vescovo Jacques Perrier, di Tarbes e Lourdes (Francia), ed il Dottor Salvatore Pagliuca, Vice-Presidente dell'U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali)

  L'Arcivescovo Zimowski ha segnalato che tema conduttore delle celebrazioni è: "La Chiesa al servizio dell'amore per i sofferenti", titolo del Messaggio di Papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato 2010.

  Il 9 e 10 febbraio si svolgerà in Vaticano un Simposio internazionale che conta oltre 540 iscritti provenienti da 35 Paesi: operatori sanitari, cappellani, medici e infermieri, rappresentanti di associazioni e organismi a carattere istituzionale o di volontariato e di alcuni malati in grado di prendervi parte. Alle 10:30 dell'11 febbraio, memoria della Beata Maria Vergine di Lourdes, il Santo Padre Benedetto XVI presiederà una Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana.

  L'Arcivescovo Zimowski ha precisato che il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, del quale primo Presidente è stato il Cardinale Fiorenzo Angelini, si occupa del coordinamento di oltre 117mila Centri sanitari cattolici attivi nel mondo, del supporto e/o della formazione di tutti gli agenti di pastorale" e "anche in considerazione dell'Anno Sacerdotale", ha voluto ricordare "i cappellani che sono impegnati con i malati e tutti gli operatori, professionisti e volontari". Infine ha menzionato la celebrazione, nel mese di novembre, della Conferenza Internazionale, che quest'anno celebra la XXV edizione.
.../ANNIVERSARIO/OPERATORI SANITARI                VIS 20100205 (310)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 FEB. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale di Scozia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Philip Tartaglia, di Paisley, con il Vescovo emerito John Aloysius Mone.

-    Il Vescovo Peter Antony Moran, di Aberdeen.

    - Il Vescovo Joseph Anthony Toal, di Argyll and The Isles, con il Vescovo emerito Murray.

-    Il Vescovo Vincent Logan, di Dunkeld.

-    Il Vescovo John Cunningham, di Galloway.
AL/.../...                                VIS 20100205 (90)

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