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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 5 dicembre 2008

IL PAPA ASSISTE PRIMA PREDICA DI AVVENTO

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, in presenza del Santo Padre e della Famiglia Pontificia, si è svolta la prima Predica di Avvento nella Cappella "Redemptoris Mater" del Palazzo Apostolico Vaticano.

  Il tema della Predica di quest'anno, proposta dal Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, è "'Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò suo figlio nato da donna' (Gal 4,4). Con San Paolo incontro a Cristo che viene". Il Predicatore, si legge in una Nota, proporrà una riflessione sul posto che occupa Cristo nel pensiero e nella vita dell'Apostolo delle Genti. Le prossime prediche si terranno il 12 e il 19 dicembre.
.../PREDICHE AVVENTO/CANTALAMESSA                   VIS 20081205 (120)


LETTERE CREDENZIALI NUOVO AMBASCIATORE ARGENTINA


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina il Signor Juan Pablo Cafiero, nuovo Ambasciatore di Argentina presso la Santa Sede.

  Nel suo discorso il Papa ha ricordato che l'Argentina è "un Paese dalle solide tradizioni cristiane dalle quali sono scaturiti significativi costumi conformati alle peculiarità e religiosità di quelle persone che quotidianamente aspirano a superare se stesse e ad apportare alla comunità internazionale il meglio di sé".

  "Il messaggio evangelico" - ha proseguito il Pontefice - "si è inciso profondamente in questa Nazione dando copiosi frutti, specialmente in illustri modelli di condotta che hanno arricchito le persone con la testimonianza esemplare delle virtù umane e cristiane". Il Santo Padre ha citato in merito il Beato Ceferino Namuncurá, giovane mapuche, quale "splendido segno di come Cristo, essendo realmente Parola Incarnata" "amore fino agli estremi", non è lontano da nessuna cultura né da nessuna persona. Al contrario, la risposta alla quale si anela nel cuore delle culture è quella che conferisce loro l'identità più profonda, unendosi all'umanità e rispettando la ricchezza delle diversità, apre a tutti la crescita nell'autentica umanità".

  "Nell'esercizio della missione che le è propria" - ha sottolineato il Pontefice - "la Chiesa cerca in ogni momento di promuovere la dignità della persona e di elevarla in modo integrale a beneficio di tutti" e "senza pretendere di convertirsi in soggetto politico, aspira, con 1'indipendenza della sua autorità morale, a collaborare lealmente e apertamente con tutti i responsabili dell'ordine temporale nel nobile disegno di promuovere una civiltà della giustizia, della pace, della riconciliazione, della solidarietà di quelle norme dalle quali non è possibile derogare né tradire per cedere a consensi partitici, perché sono profondamente insite nel cuore umano e rispondono alla verità".

  "Il secolo XXI dimostra con maggior chiarezza la necessità di forgiare la vita personale, familiare e sociale in accordo con i valori irrinunciabili che elevano la persona e tutta la comunità. Fra questi occorre sottolineare la difesa della famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, (...) la difesa della vita umana dal concepimento fino al termine naturale, l'eliminazione della povertà, (...) la lotta contro la corruzione, l'adozione di strumenti che assistano i genitori nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose, la promozione dei giovani perché siano uomini e donne di pace e di riconciliazione".

  "Precisamente oggi, con la presenza di una Delegazione di questa Sede Apostolica, si incontreranno i Presidenti di Argentina e Cile per commemorare il trentesimo Anniversario della mediazione realizzata da (...) Giovanni Paolo II nella soluzione delle divergenze fra le due nazioni sulla determinazione dei confini nella zona australe del Continente. Il monumento in costruzione nella località di Monte Aymond sarà una testimonianza eloquente e servirà a rafforzare i legami di fraternità e la volontà di comprensione fra i due Paesi, i quali, grazie agli sforzi dei governanti e delle istituzioni, e ai comuni ideali culturali, sociali e religiosi, hanno saputo abbandonare le vie dell'incomprensione per dimostrare che con il dialogo e la grandezza del cuore si può raggiungere una pace degna, stabile e solida, che è propria dei popoli civilizzati e saggi".
CD/CREDENZIALI/ARGENTINA:CAFIERO                   VIS 20081205 (540)


VALORE IRRINUNCIABILE LEGGE MORALE NATURALE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla Sessione Plenaria della Commissione Teologica Internazionale, che questa volta coincide con la conclusione del settimo quinquennio della creazione di detta Commissione.

  Riferendosi al progetto di documento che è in via di approvazione, intitolato: Alla ricerca di un'etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale", il Santo Padre ha ribadito "la necessità e l'urgenza, nel contesto odierno, di creare nella cultura e nella società civile e politica le condizioni indispensabili per una piena consapevolezza del valore irrinunciabile della legge morale naturale".

  "La legge naturale" - ha proseguito il Pontefice - "costituisce la vera garanzia offerta ad ognuno per vivere libero e rispettato nella sua dignità di persona, e per sentirsi difeso da qualsivoglia manipolazione ideologica e da ogni sopruso perpetrato in base alla legge del più forte".

  Commentando il tema "Senso e metodo della Teologia", che i membri della Commissione hanno esaminato negli ultimi anni, Benedetto XVI ha sottolineato che: "Il vero lavoro della teologia è entrare nella parola di Dio, cercare di capirla per quanto possibile e di farla capire al nostro mondo, e trovare così le risposte alle nostre grandi domande".

  "Il metodo in teologia non potrà costituirsi solo in base ai criteri e alle norme comuni alle altre scienze, ma dovrà osservare innanzitutto i principi e le norme che derivano dalla Rivelazione e dalla fede, nella sua dimensione personale ed ecclesiale".

  "La virtù fondamentale del teologo" - ha affermato il Pontefice - "è di cercare l'obbedienza alla fede, che lo rende collaboratore della verità" ed ha concluso: "L'obbedienza alla verità non significa rinuncia alla ricerca e alla fatica del pensare. L'inquietudine del pensiero, che indubbiamente non potrà mai essere nella vita dei credenti del tutto placata, dal momento che sono anch'essi nel cammino della ricerca e dell'approfondimento della Verità, sarà tuttavia un'inquietudine che li accompagna e li stimola nel pellegrinaggio del pensiero verso Dio, e risulterà così feconda".
AC/LEGGE NATURALE:TEOLOGICA/CTI                   VIS 20081205 (330)


ORDINE EQUESTRE DEL SANTO SEPOLCRO: AMBASCIATORI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i  Membri dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro, con il Gran Maestro dell'Ordine, Cardinale John Patrick Foley,e con il Gran Priore dell'Ordine, Sua Beatitudine Fouad Twal, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

  L'Ordine Equestre è riunito in questi giorni a Roma per la "'consulta mondiale', che ogni cinque anni prevede l'incontro dei luogotenenti, dei delegati magisteriale e dei membri del gran magistero per valutare la situazione della comunità cattolica in Terra Santa, le attività svolte dall'Ordine e stabilire le direttive per il futuro".

  "Nato infatti quale 'Guardia d'onore'" - ha ricordando il Pontefice - l'Ordine Equestre ha goduto di una singolare attenzione da parte dei Romani Pontefici, i quali lo hanno dotato degli strumenti spirituali e giuridici necessari per assolvere l proprio specifico servizio".

  "Un vincolo antico e glorioso lega il vostro Sodalizio cavalleresco al Santo Sepolcro di Cristo, dove viene celebrata in maniera tutta particolare la gloria della sua morte e della sua risurrezione. Proprio questo costituisce il fulcro centrale della vostra spiritualità. Gesù Cristo crocifisso e risorto sia dunque il centro della vostra esistenza e di ogni vostro progetto e programma personale ed associativo".

  Il Papa ha esortato le Dame e i Cavalieri dell'Ordine ad "essere costruttori, nel stro tempo, di una speranza fattiva fondata sulla presenza del Signore risorto, il quale (...) guida e sostiene le fatiche di quanti si dedicano all'edificazione di una nuova umanità ispirata ai valori evangelici della giustizia, dell'amore e della pace. Quanto ha bisogno di giustizia e di pace la Terra di Gesù!" - ha esclamato il Pontefice - "Continuate a lavorare per questo, e non stancatevi di domandare, con la 'Preghiera del cavaliere e della dama del Santo Sepolcro' che quanto prima queste aspirazioni trovino pieno compimento".

  "Domandate al Signore" - ha proseguito il Pontefice - "che Vi 'renda convinti e sinceri ambasciatori di pace e di amore fra i fratelli'; chideteGli di fecondare con la potenza del suo amore la vostra costante opera a sostegno dell'ardente desiderio di pace di quelle comunità, appesantite negli ultimi anni da un clima incerto e pericoloso".

  "A quelle care popolazioni cristiane, che continuano a soffrire a causa della crisi politica, economica e sociale del Medio Oriente, resa ancor più pesante con l'aggravarsi della situazione mondiale, rivolgo un affettuoso pensiero, riservando una particolare attestazione di vicinanza spirituale ai molti nostri fratelli nelle fede che sono costretti ed emigrare. Come non condividere la pena di quelle comunità tanto provate?".

  "In questi giorni d'Avvento" - ha concluso il Pontefice - "mentre ci prepariamo a festeggiare il Natale, lo sguardo della nostra fede si dirige verso Betlemme (...) L'occhio del cuore si volge poi a tutti gli altri luoghi santificati dal passaggio del Redentore. A Maria, (...), domandiamo di far sentire la sua materna protezione ai nostri fratelli e sorelle che lì abitano e quotidianamente affrontano non poche difficoltà".
AC/ORDINE SANTO SEPOLCRO/FOLEY:TWAL               VIS 20081205 (490)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO MORTE PATRIARCA ALESSIO II


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI  ha fatto pervenire al Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Russa, un telegramma di cordoglio per la morte, questa mattina, all'età di 79 anni, di Sua Santità Alexis II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie. 

  "Ho appreso con viva commozione" - scrive il Pontefice - "la triste notizia della morte di Sua Santità Alessio II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie, e con fraterno affetto desidero far giungere al Santo Sinodo e a tutti i Membri della Chiesa Ortodossa Russa le mie più sincere condoglianze, assicurando la mia spirituale vicinanza in questo momento di grande tristezza. Elevo suppliche al Signore affinché accolga nel suo Regno di pace e di gioia eterna questo suo instancabile ministro e doni consolazioni e conforto a quanti ne piangono la dolorosa dipartita. Memore del comune impegno sul cammino della reciproca comprensione e collaborazione fra ortodossi e cattolici, mi è gradito ricordare gli sforzi che il defunto Patriarca ha profuso per la rinascita della Chiesa, dopo la dura oppressione ideologica, che ha causato il martirio di tanti testimoni della fede cristiana. Ricordo anche la buona battaglia per la difesa dei valori umani ed evangelici che egli ha condotto in particolare nel Continente europeo, auspicando che il suo impegno produca frutti di pace e di autentico progresso umano, sociale e spirituale. Nell'ora sofferta del commiato, mentre il suo copro mortale viene affidato alla terra in attesa della risurrezione, possa la memoria di questo servitore del Vangelo di Cristo essere sostegno per quanti ora sono nel dolore e di incoraggiamento a quanti ne raccoglieranno l'eredità nel guidare codesta veneranda Chiesa Ortodossa Russa".

  Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha espresso il suo dolore per la morte del Patriarca che "era stato chiamato" - afferma in una Dichiarazione - "a guidare la Chiesa Ortodossa Russa in un'epoca di grandi cambiamenti. Sotto la sua direzione, quella Chiesa è stata in grado di affrontare le sfide della transizione dal regime sovietico all'epoca presente con rinnovata vitalità interiore".

  Il Porporato ha rievocato inoltre i "numerosi incontri con Sua Santità, che ha sempre espresso al Santo Padre la sua buona volontà ed il suo desidero di potenziare la collaborazione con la Chiesa cattolica. Mai si è dubitato del suo impegno personale per migliorare i rapporti con la Chiesa Cattolica, nonostante le difficoltà e le tensioni che alle volte emergevano".
TGR/MORTE PATRIARCA ALEXIS/                        VIS 20081205 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina.

- Il Signor George Santer, Ambasciatore di Lussemburgo in visita di congedo.

- La Signora Anne Maree Plunkett, Ambasciatore di Australia in visita di congedo.
AP/.../...                                         VIS 20081205 (60)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Karl Golser, Vescovo di Bolzano (superficie: 7.400; popolazione: 482.650; cattolici: 468.650; sacerdoti: 565; religiosi: 890; diaconi permanenti: 12), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Tscherms-Cermes (Italia) nel 1943 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. E' stato finora Canonico Penitenziere e Docente di Teologia Morale nella Diocesi di Bolzano - Bressanone.
NER/.../GOLSER                                                            VIS 20081205 (70)


giovedì 4 dicembre 2008

AI VESCOVI CILENI: ILLUMINATE TUTTI I SETTORI CON LUCE FEDE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Il Papa ha espresso ai Presuli la sua gioia per l'incontro "che mi ha permesso di condividere" - ha detto - "le fatiche apostoliche nell'amata terra cilena", invitandoli a "coltivare una intensa vita interiore e di fede profonda, affinché nel rapporto intimo con il Maestro e nella preghiera, maturino le migliori iniziative pastorali per rispondere alle necessità spirituali del popolo fedele".

  Riferendosi successivamente agli orientamenti pastorali che i Vescovi cileni hanno elaborato a partire dalla Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e dei Caraibi, il Santo Padre ha affermato che "questa grande impresa evangelizzatrice (...) esige da tutti uno sforzo particolare di purificazione e di carità. Sapete bene che l'uomo di oggi sente l'urgente necessità di esempi di vita autenticamente evangelici e coerenti. Perciò la santità di tutti i membri della Chiesa e specialmente dei suoi pastori, è uno dei doni più preziosi che potete offrire ai vostri fratelli".

  Parlando dei sacerdoti e dei seminaristi il Santo Padre ha detto ai Vescovi: "Mostratevi molto vicini nelle loro difficoltà e aiutateli perché, fra le molteplici attività che riempiono la loro giornata, sappiano dare la precedenza alla preghiera e alla celebrazione dell'Eucaristia che li conforma a Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote".

  "Conosco anche" - ha proseguito il Pontefice - "il grande lavoro che avete realizzato perché i laici assumano con responsabilità e maturità gli adempimenti del battesimo, partecipando secondo la propria condizione laicale alla missione di tutta la Chiesa (...) Essi hanno ricevuto come vocazione specifica la santificazione del mondo, trasformandolo dall'interno, secondo il progetto di Dio".

  "Tutti i settori possono essere illuminati con la luce della fede. Penso al mondo della cultura, della scienza e della politica, alla promozione della famiglia, fondata sul matrimonio fra uomo e donna, alla creazione di condizioni di lavoro più giuste e nell'aiuto ai più svantaggiati, nella difesa dell'ambiente, nella difesa della vita umana in tutte le fasi dell'esistenza e nel diritto e obbligo dei genitori all'educazione morale e spirituale dei figli".

  Benedetto XVI ha vivamente esortato i Presuli a dedicarsi alla "attività caritativa a favore dei poveri" sottolineando che: "seguendo l'esempio della prima comunità di discepoli, dobbiamo adoperarci perché la Chiesa, come famiglia di Dio, sia un luogo di aiuto reciproco".

  Infine il Papa ha esortato i Presuli a "continuare a coltivare lo spirito di comunione con il Romano Pontefice e con gli altri fratelli Vescovi, soprattutto all'interno della stessa Conferenza Episcopale e della Provincia Ecclesiastica" dicendo loro: "Siate per tutti autentici modelli e strumenti di comunione".
AL/.../CILE                                       VIS 20081204 (470)


FIRMATA DALLA SANTA SEDE CONVENZIONE BOMBE A GRAPPOLO


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, ha partecipato ieri a Oslo (Norvegia), alla cerimonia per la firma della Convenzione che proibisce l'uso, la produzione, il trasferimento e lo stoccaggio delle bombe a grappolo, dopo l'approvazione del testo, il 30 maggio scorso, a Dublino (Irlanda).

  Nel suo discorso l'Arcivescovo Mamberti ha affermato: "Al fine di dare un segno politico forte, la Santa Sede ha tenuto a ratificare questa Convenzione il giorno stesso della firma. In primo luogo vogliamo esprimere alle vittime la vicinanza umana che la Santa Sede e le sue istituzioni tengono a sottolineare. Noi vorremmo poi lanciare un appello a tutte le nazioni, in particolare ai paesi produttori, esportatori ed utilizzatori potenziali di bombe a grappolo perché si uniscano ai firmatari attuali al fine di far comprendere a tutte le vittime e a tutti i paesi gravemente colpiti da tali armi, che è stato dato ascolto al loro messaggio".

  "Una sicurezza credibile è non solamente possibile ma soprattutto più efficace se è fondata sulla cooperazione, sulla fiducia e su di un ordine internazionale giusto. Un ordine fondato sull'equilibrio della forza è fragile, instabile e fonte di conflitti".

  Il Capo della Delegazione della Santa Sede ha segnalato che: "Grazie al contributo di tutti, l'edificio delle pace è più solido, ma la perseveranza e la pazienza sono le condizioni indispensabili al suo continuo consolidamento".

  In una Dichiarazione che accompagna il testo del discorso dell'Arcivescovo Mamberti si afferma che: "Nel ratificare la Convenzione sulle bombe a grappolo la Santa Sede desidera incoraggiare l'intera Comunità Internazionale a promuovere risolutamente un effettivo disarmo e negoziati di controllo degli armamenti, e a rafforzare il diritto umanitario internazionale riaffermando il valore intrinseco e preminente della dignità umana, la centralità della persona umana, e le 'considerazioni elementari di umanità', tutti elementi che costituiscono il fondamento del diritto umanitario internazionale".

  "La Santa Sede considera la Convenzione delle bombe a grappolo un passo importante nella protezione dei civili durante e dopo i conflitti dagli effetti indiscriminati di tale disumano genere di armamenti".

  Nella Dichiarazione si ribadisce inoltre che: "La Santa Sede ritiene che rendere operativa tale Convenzione sia una sfida giuridica ed umanitaria per il prossimo futuro. La resa operativa efficace della Convenzione deve fondarsi sulla cooperazione costruttiva di tutti gli agenti governativi e non governativi e deve rafforzare il collegamento fra disarmo e sviluppo. Ciò sarà possibile solo indirizzando le risorse umane e materiali verso lo sviluppo, la giustizia e la pace, che sono i mezzi più efficaci di promuovere la sicurezza internazionale e un pacifico ordine internazionale".
DELSS/CONVENZIONE BOMBE GRAPPOLO/MAMBERTI  VIS 20081204 (450)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Cile, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Horacio del Carmen Valenzuela Abarca, di Talca.

- Il Vescovo Gonzalo Duarte García de Cortázar, SS.CC., di Valparaíso, con l'Ausiliare Vescovo Santiago Jaime Silva Retamales.

- Il Vescovo Juan de la Cruz Barros Madrid, Ordinario Militare.

- Il Vescovo Luigi Infanti Della Mora, O.S.M., Vicario Apostolico di Aysén.
AL/.../...                                 VIS 20081204 (80)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 4 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Christophe Zoa, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Yaoundè (Camerun), Vescovo di Sangmélima (superficie: 20.254; popolazione: 160.000; cattolici: 87.800; sacerdoti: 23; religiosi: 36), Camerun. Il Vescovo Zoa succede al Vescovo Raphaël Marie Ze, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../ZOA:ZE                             VIS 20081204 (70)


mercoledì 3 dicembre 2008

MALE VIENE DA UNA FONTE SUBORDINATA. DIO È PIÙ FORTE


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS).  Nel corso dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, con la partecipazione di 7.000 persone, Papa Benedetto XVI ha proseguito la catechesi sugli insegnamenti di San Paolo, soffermandosi sul V Capitolo della Lettera ai Romani, nel quale l'Apostolo delle Genti, delineando le relazioni tra Adamo e Cristo, traccia "le linee essenziali della dottrina sul peccato originale".

  "Paolo ripercorre la storia della salvezza da Adamo alla Legge e da questa a Cristo." - ha affermato il Papa - "Al centro della scena non si trova tanto Adamo con le conseguenze del peccato sull'umanità, quanto Gesù Cristo e la grazia che, mediante Lui, è stata riversata in abbondanza sull'umanità".

 "Se, nella fede della Chiesa, è maturata" - ha proseguito il Papa - "la consapevolezza del dogma del peccato originale è perché esso è connesso inscindibilmente con l'altro dogma, quello della salvezza e della libertà in Cristo. La conseguenza di ciò è che non dovremmo mai trattare del peccato di Adamo e dell'umanità in modo distaccato del contesto salvifico, senza comprenderli ciuoè nell'orizzonte della giustificazione in Cristo".

  "Ma come uomini di oggi dobbiamo domandarci" - ha detto Papa Benedetto XVI - "Che cosa è questo peccato originale? (...) E' ancora oggi sostenibile questa dottrina? Molti pensano che, alla luce della storia dell'evoluzione, non ci sarebbe più posto per la dottrina di un primo peccato, che poi si diffonderebbe in tutta la storia dell'umanità. E, di conseguenza, anche la questione della Redenzione e del Redentore perderebbe il suo fondamento. Dunque esiste il peccato originale o no?".

  "Per poter rispondere dobbiamo distinguere due aspetti della dottrina sul peccato originale" - ha spiegato il Papa - "Esiste un aspetto empirico, cioè una realtà concreta, visibile, direi tangibile per tutti. E un aspetto misterico, riguardante il fondamento ontologico di questo fatto. Il dato empirico è che esiste una contraddizione nel nostro essere. Da una parte ogni uomo sa che deve fare il bene e intimamente lo vuole anche fare. Ma, nello stesso tempo, sente anche l'altro impulso di fare il contrario, di seguire la strada dell'egoismo, della violenza, di fare solo quanto gli piace, anche sapendo di agire così contro il bene, contro Dio e contro il prossimo".

  "Questa contraddizione interiore del nostro essere non è una teoria. Ognuno di noi la prova ogni giorno. E soprattutto vediamo sempre intorno a noi la prevalenza di questa seconda volontà. Basta pensare alle notizie quotidiane su ingiustizie, violenza, menzogna, lussuria. Ogni giorno lo vediamo: è  un fatto. Come conseguenza di questo potere del male nelle nostre anime, si è sviluppato nella storia un fiume sporco, che avvelena la geografia della storia umana. (...) Questa contraddizione dell'essere umano della nostra storia deve provocare e provoca anche oggi il desiderio di redenzione. E, in realtà, il desiderio che il mondo sia cambiato e la promessa che sarà creato un mondo di giustizia, di pace, di bene, è presente dappertutto".

  "Quindi il fatto dell potere del male nel cuore umano e nella storia umana è innegabile. La questione è: come si spiega questo male? Nella storia del pensiero, prescindendo dalla fede cristiana, esiste un modello principale di spiegazione, con diverse variazioni. Questo modello dice: l'essere stesso è contraddittorio, porta in sé sia il bene sia il male. (...) Tale dualismo sarebbe insuperabile, i due principi stanno sullo stesso livello perciò ci sarà sempre, fin dall'origine dell'essere, questa contraddizione".

  "Nella versione evoluzionistica, atea, del mondo ritorna in modo nuovo la tessa visione. Anche se, in tale concezione, la visione dell'essere è monastica,  si suppone che l'essere come tale porta in sé dall'inizio porti in sé il male e il bene. L'essere stesso non è semplicemente buono, ma aperto al bene ed al male. Il male è ugualmente originario come il bene. E la storia umana svilupperebbe soltanto il modello già presente in tutta l'evoluzione precedente. Ciò che i cristiani chiamano peccato originale sarebbe in realtà solo il carattere misto dell'essere, una mescolanza di bene e di male".

  "E' una visione in fondo disperata: se è così, il male è invincibile. Alla fine conta solo il proprio interesse. E ogni progresso sarebbe necessariamente da pagare con un fiume di male e chi volesse servire al progresso dovrebbe accettare di pagare questo prezzo. (...) Questo pensiero moderno può, alla fine, solo creare tristezza e cinismo".

  "E così ci domandiamo di nuovo: che cosa dice la fede testimoniata da  San Paolo?. Come primo punto, essa conferma il fatto della competizione tra le due nature, il fatto di questo male la cui ombra pesa su tutta la creazione. (...) Come spiegazione, in contrasto con i dualismi e monismi che abbiamo brevemente considerato e trovato desolanti, la fede ci dice:. Esistono due misteri di luce e un mistero di notte, che è però avvolto dai misteri di luce".

  "Il primo mistero di luce è questo la fede ci dice che non ci sono due principi, uno buono e uno cattivo, ma c'è un solo principio, il Dio creatore, e questo principio è buono, solo buono, senza ombra di male. E perciò anche l'essere non è un misto di bene e di male; l'essere come tale è buono (...). Questo è il lieto annuncio della fede: c'è solo una fonte buona, il Creatore. E perciò vivere è un bene, è buona cosa essere un  uomo, una donna, è buona la vita".

  "Poi segue il mistero di buio, di notte. Il male non viene dalla fonte dell'essere stesso, non è ugualmente originario. Il male viene da una libertà creata, da una libertà abusata. Come è stato possibile, come è successo? Questo rimane oscuro. Il male non è logico. Solo Dio e il bene sono logici, sono luce. Il male rimane misterioso". Il male  "è in se stesso illogico".

  "Il male viene da una fonte subordinata. Dio con la sua luce è più forte. E perciò il male può essere superato. Perciò la creatura, l'uomo è sanabile. (...) L'uomo non è solo sanabile, è sanato di fatto. Dio ha introdotto la guarigione. E' entrato in persona nella storia. Alla permanente fonte del male ha opposto una fonte di puro bene. Cristo crocifisso e risorto, nuovo Adamo, oppone al fiume sporco del male un fiume di luce. E questo fiume è presente nella storia".
AG/PECCATO ORIGINALE/...                        VIS 20081203 (940)


PROMUOVERE SCUOLA LUOGO FORMAZIONE INTEGRALE PERSONA


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del discorso dell'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, in occasione della 48ma Conferenza Internazionale sull'Educazione promossa dall'U.N.E.S.C.O. (Ginevra, 25-28 novembre).

  L'Arcivescovo Tomasi ha sottolineato che una "educazione di tutti" deve tenere conto "delle esigenze di ogni persona e in particolare delle esigenze dei poveri e dei più vulnerabili, di persone con disabilità, di giovani che abitano nelle zone rurali e in quelle urbane degradate, di giovani e adulti senza alcuna discriminazione".

  "Gli educatori devono essere consapevoli del fatto che svolgono il proprio servizio in collaborazione con i genitori, che sono la prima 'agenzia educativa' ed hanno il diritto e il dovere prioritari di educare i propri figli. Questa confluenza di sforzi è un'applicazione evidente del basilare principio di sussidiarietà".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha segnalato inoltre che la comunità educativa "è chiamata a promuovere una scuola che sia luogo di formazione integrale attraverso rapporti interpersonali basati sul rispetto e l'accettazione reciproci. Da questo punto di vista, l'integrazione non è un'ideologia che riduce tutte le differenze e perde di vista la situazione della persona concreta, il suo vissuto e le sue esperienze, e questo dovrebbe restare al centro di qualsiasi programma educativo".

  "Un'educazione globale comprende tutti i bambini e i giovani nel loro contesto esistenziale e tutte le persone dedite alla loro formazione, che è un processo globale che combina trasmissione di conoscenza e sviluppo della personalità. Infatti, gli interrogativi fondamentali che ogni persona si pone riguardano la ricerca del significato della vita e della storia, del cambiamento e della dissoluzione, dell'amore e della trascendenza".
DELSS/EDUCAZIONE/GINEVRA:TOMASI                   VIS 20081203 (290)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Francis Kalist, Vescovo di Meerut (superficie: 28.696; popolazione: 29.019.350; cattolici: 28.696; sacerdoti: 115; religiosi: 634), India. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario Maggiore di Agra (India), è nato a Tapuram (India), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Succede al Vescovo Patrick Nair, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la Diocesi di Teotihuacan con territorio dismembrato della Diocesi di Texcoco, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Tlalnepanla,

- Ha nominato il Reverendo Francisco Escobar Galicia, primo Vescovo di Tehotihuacan (superficie: 1.061.057; popolazione: 866.282; cattolici: 779.000; sacerdoti: 53; religiosi: 72), Messico. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia di "San Martín de las Pirámides", è nato ad Otumba (Messico), nel 1955 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.
RE:NER:ECE/.../...                                   VIS 20081203 (160)


martedì 2 dicembre 2008

ARCIVESCOVO MIGLIORE: SISTEMI DI MERCATO PIÙ GIUSTI ED EQUI


CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). L'Arcivescovo Celestino Migliore, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri alla Conferenza Internazionale sul finanziamento per lo sviluppo, in corso a Doha (Qatar).

  "La persona umana deve essere al centro di tutte le decisioni quando viene valutato e promosso lo sviluppo sociale ed economico" - ha sottolineato l'Arcivescovo Migliore, precisando inoltre che: "Nonostante l'aumento, negli ultimi anni, degli aiuti allo sviluppo, molti problemi rimangono irrisolti, come il numero di persone che non hanno accesso all'alimentazione e nemmeno alle cure sanitarie fondamentali. A quanti manca un impiego dignitoso con un salario che consenta alle famiglie e a loro stessi di vivere?".

  "I governi nazionali hanno bisogno della collaborazione della comunità internazionale" - ha ribadito l'Arcivescovo Migliore - "per accelerare lo sviluppo economico e lo sviluppo dell'uomo. (...) La recente crisi finanziaria dimostra che quando la volontà politica si accompagna alla sollecitudine per il bene comune, noi siamo in grado di produrre, in pochi mesi, fondi essenziali per i mercati finanziari".

  "Occorre dedicare rinnovata attenzione per assicurare sistemi di mercato più giusti ed equi. (...) Sussidi di mercato non equilibrati, speculazione finanziaria, aumento dei prezzi dell'energia e diminuzione degli investimenti in agricoltura sono ultimamente risultati nella mancanza di accesso a quell'elemento indispensabile per vivere: il cibo. Questa instabilità economica, che colpisce al cuore  l'esistenza umana, rende sempre più urgente un impegno comune nella gestione del mercato globale e dello sviluppo".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha affermato infine che: "L'incertezza e l'ansietà sembrano prevalere in questo particolare momento. Tuttavia, le virtù e i principi che hanno guidato la comunità globale in tante crisi sono sempre presenti: la solidarietà con la nostra comunità globale; la giusta ed equa suddivisione delle risorse ed opportunità; il prudente uso dell'ambiente; l'astenersi dal perseguire profitti finanziari e sociali a breve termine, a detrimento di uno sviluppo sostenibile, ed infine, il coraggio politico necessario ad edificare un mondo nel quale la vita umana sia al centro di tutte le attività sociali ed economiche".
DELSS/FINANZIAMENTO SVILUPPO/DOHA:MIGLIORE      VIS 20081202 (360)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha annoverato il Monsignor Francesco Di Felice al Collegio dei Protonotari Apostolici "de numero participantium".
NA/.../DI FELICE                                     VIS 20081202 (30)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 2 DIC. 2008 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- L'Arcivescovo Manuel Castro Ruiz, emerito di Yucatán, (Messico), il 18 novembre, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Miguel Delgado Avila, S.D.B., emerito di Barcelona (Venezuela), il 18 novembre, all'età di 79 anni.

- Il Vescovo Bruno Maldaner, emerito di Frederico Westphalen (Brasile), il 16 novembre, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Edoardo Riccio, emerito di San Miniato (Italia), il 28 novembre , all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Antanas Vaicius, emerito di Telsiai (Lituania), il 25 novembre, all'età di  82 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20081202 (100)


lunedì 1 dicembre 2008

L'UOMO DEL TERZO MILLENNIO HA BISOGNO DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza un gruppo di seminaristi del Pontificio Seminario Regionale Pugliese "Pio XI" di Molfetta, del Pontificio Seminario Regionale Abruzzese-Molisano "San Pio X" di Chieti e del Pontificio Seminario Marchigiano "Pio XI" di Ancona, in occasione del centenario di fondazione delle tre istituzioni.

  "Tra i compiti prioritari del presbitero c'è quello di spargere a larghe mani nel campo del mondo la Parola di Dio (...)" - ha affermato il Santo Padre - "La parola di Dio che voi sarete chiamati a seminare a larghe mani e che porta in sé la vita eterna, è Cristo stesso, il solo che possa cambiare il cuore umano e rinnovare il mondo. Ma potremmo domandarci: l'uomo contemporaneo sente ancora bisogno di Cristo e del suo messaggio di salvezza?".

  "In un clima segnato talora da un razionalismo chiuso in sé stesso, che considera quello delle scienze pratiche l'unico modello di conoscenza, il resto diventa tutto soggettivo e di conseguenza anche l'esperienza religiosa rischia di essere vista come una scelta soggettiva, non essenziale e determinate per la vita"

  "L'uomo contemporaneo" - ha rilevato il Pontefice - "appare spesso smarrito e preoccupato per il suo futuro, in cerca di certezze e desideroso di punti di riferimento sicuri. L'uomo del terzo millennio, come del resto in ogni epoca, ha bisogno di Dio e lo cerca talora anche senza rendersene conto. Compito dei cristiani, in modo speciale, dei sacerdoti" - ha sottolineato Benedetto XVI - "è raccogliere quest'anelito profondo del cuore umano ed offrire a tutti, con mezzi e modi rispondenti alle esigenze dei tempi, l'immutabile Parola di vita eterna che è Cristo, Speranza del mondo".

  "In vista di questa importante missione" - ha detto ancora il Papa - "assumono grande valore gli anni di seminario, tempo destinato alla formazione e al discernimento; anni nei quali al primo posto deve esserci la costante ricerca di un rapporto personale con Gesù".

  "In questo Anno Paolino come non proporvi l'apostolo Paolo, quale modello a cui ispirarvi per la vostra preparazione al ministero apostolico? (...) Ad imitazione di San Paolo, cari Seminaristi, non stancatevi" - ha esortato il Pontefice - "di incontrare Cristo nell'ascolto, nella lettura e nello studio della Sacra Scrittura, nella preghiera e nella meditazione personale, nella liturgia e in ogni altra attività quotidiana".

  "Le vostre istituzioni" - ha concluso il Papa - "siano pure 'case' di accoglienza vocazionale per imprimere ancor maggiore impulso alla pastorale vocazionale e curando specialmente il mondo giovanile ed educando i giovani ai grandi ideali evangelici e missionari".
AC/.../SEMINARISTI                               VIS 20081201 (420)


30° ANNIVERSARIO MEDIAZIONE PONTIFICIA ARGENTINA E CILE

CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Odilo Pedro Scherer, Arcivescovo di São Paulo (Brasile), Suo Inviato Straordinario in Missione Speciale alle cerimonie del 30° anniversario della Mediazione Pontificia tra Argentina e Cile, sul Canale del Beagle, che avranno luogo a Monte Aymond (Argentina), il 5 dicembre 2008.

  La Missione Pontificia guidata dal Cardinale Scherer, è composta dall'Arcivescovo Adriano Bernardini, Nunzio Apostolico in Argentina e dall'Arcivescovo Giuseppe Pinto, Nunzio Apostolico in Cile, dal Vescovo Juan Carlos Romanin, S.D.B di Rio Gallegos (Argentina)  e dal Vescovo Francisco Javier Pardo Aránguiz, SS.CC., emerito di Rancagua (Cile).
OP/ANNIVERSARIO MEDIAZIONE BEAGLE /SCHERER      VIS 20081201 (120)


AVVENTO: GRIDO DI SPERANZA DELLA CHIESA E DEI GIUSTI


CITTA' DEL VATICANO, 29 NOV. 2008 (VIS). Alle 17:00  di questo pomeriggio, nella Basilica Vaticana, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dei Primi Vespri della prima Domenica di Avvento.

  "L'Avvento" - ha detto il Papa nell'omelia - "è per eccellenza la stagione spirituale della speranza, e in esso la Chiesa intera è chiamata a diventare speranza, per se stessa e per il mondo. (...) Tutto il popolo di Dio si rimette in cammino attratto da questo mistero: che il nostro Dio è 'il Dio che viene' e ci chiama ad andargli incontro. In che modo? Anzitutto in quella forma universale della speranza e dell'attesa che è la preghiera, che trova la sua espressione eminente nei Salmi, parole umane in cui Dio stesso ha posto e pone continuamente sulle labbra e nei cuori dei credenti l'invocazione della sua venuta".

  Espressione più alta della preghiera sono i Salmi - ha ricordato Benedetto XVI - citando il Salmo 141, "'Signore, a te grido, accorri in mio aiuto; / ascolta la mia voce quando t'invoco. / Come incenso salga a te la mia preghiera, / le mie mani alzate come sacrificio della sera' (Sal 141,1-2)" ed ha affermato:  "E' il grido di una persona che si sente in grave pericolo, ma è anche il grido della Chiesa fra le molteplici insidie che la circondano, che minacciano la sua santità, quell'integrità irreprensibile di cui parla l'apostolo Paolo, che deve invece essere conservata per la venuta del Signore".

  "E in questa invocazione risuona anche il grido di tutti i giusti, di tutti coloro che vogliono resistere al male, alle seduzioni di un benessere iniquo, di piaceri offensivi della dignità umana e della condizione dei poveri. All'inizio dell'Avvento la liturgia della Chiesa fa proprio nuovamente questo grido, e lo innalza a Dio 'come incenso' (v. 2)".

   "Nel grido del Corpo mistico, riconosciamo la voce stessa del Capo: il Figlio di Dio che ha preso su di sé le nostre prove e le nostre tentazioni, per donarci la grazia della sua vittoria. (...) La Chiesa rivive ogni volta la grazia di questa com-passione, di questa 'venuta' del Figlio di Dio nell'angoscia umana fino a toccarne il fondo. Il grido di speranza dell'Avvento esprime allora, fin dall'inizio e nel modo più forte, tutta la gravità del nostro stato, il nostro estremo bisogno di salvezza. Come dire: noi aspettiamo il Signore non alla stregua di una bella decorazione su un mondo già salvo, ma come unica via di liberazione da un pericolo mortale".

  I Salmi 141 e 142 della liturgia di oggi, ha sottolineato Benedetto XVI, "ci mettono al riparo da qualsiasi tentazione di evasione e di fuga dalla realtà; ci preservano da una falsa speranza, che forse vorrebbe entrare nell'Avvento e andare verso il Natale dimenticando la drammaticità della nostra esistenza personale e collettiva".

  "In effetti, una speranza affidabile, non ingannevole, non può che essere una speranza 'pasquale', come ci ricorda ogni sabato sera il cantico della Lettera ai Filippesi, con il quale lodiamo Cristo incarnato, crocifisso, risorto e Signore universale".
HML/VESPRI AVVENTO/...                           VIS 20081201 (520)


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