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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 6 novembre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS).  Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Galveston-Houston (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Vincent M. Rizzotto, per raggiunti limiti d'età.

  Sabato 4 novembre è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato il Vescovo Mansueto Bianchi, finora Vescovo di Volterra (Italia), Vescovo di Pistoia (superficie: 821; popolazione: 224.312; cattolici: 213.400; sacerdoti: 143; religiosi: 265; diaconi permanenti: 23), Italia. Il Vescovo Bianchi succede al Vescovo Simone Scatizzi, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
RE:NER/.../RIZZOTTO:BIANCHI:SCATIZZI                   VIS 20061106 (110)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate nove Presuli della Conferenza Episcopale della Repubblica Federale di Germania, in Visita "ad Limina Apostolorum":
 
    - Il Cardinale Georg Maximilian Sterzinsky, Arcivescovo di Berlino, con l'Ausiliare Vescovo Wolfgang Weider.

    - L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau, con gli Ausiliari Vescovo Paul Friedrich Wehrle, Vescovo Rainer Klug e Vescovo Bernd Joachim Uhl.

    - Il Vescovo Joachim Friedrich Reynelt, di Dresden-Meissen, con l'Ausiliare Vescovo Georg Weinhold.

    - Il Monsignore Hubertus Zomack, Amministratore Diocesano di Görlitz.
AP:AL/.../...                                       VIS 20061106 (100)

IN BREVE

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite è intervenuto il 3 novembre scorso, a New York, alla 61 Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. dedicata al tema della cultura della pace. "La pace" - ha affermato il Nunzio - "comporta una verità che è comune a tutti i popoli oltre le diversità culturali, filosofiche e religiose. È l'idea della dignità di ogni persona umana intimamente legata con il trascendente. Così la pace potrà essere raggiunta una volta che sarà compresa e messa in opera come realizzazione della verità condivisa, nel rispetto reciproco delle diversità culturali. (...) La mancanza della verità fondamentale della pace a livello culturale ha indubbiamente causato effetti devastanti negli anni e vi sono ancora culture e mentalità che perfino oggi ne negano l'esistenza. L'esempio più drammatico è il terrorismo internazionale. I disegni criminali del terrorismo internazionale poggiano su false radici culturali che negano l'esistenza di un legame fra verità e vita umana. Tali radici sono identificabili nel nichilismo e nel fondamentalismo fanatico, che sono modi erronei di rapportarsi alla verità. 'I nichilisti'" - ha detto ancora l'Arcivescovo citando le parole di Benedetto XVI - 'negano l'esistenza di qualsiasi verità, i fondamentalisti accampano la pretesa di poterla imporre con la forza. Pur avendo origini differenti e pur essendo manifestazioni che si inscrivono in contesti culturali diversi, il nichilismo e il fondamentalismo si trovano accomunati da pericoloso disprezzo per l'uomo e per la sua vita e, in ultima analisi, per Dio stesso'".

IL PRESIDENTE DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI, Arcivescovo John P. Foley, ha pronunciato sabato scorso, 4 novembre, a Roma, un discorso alla Fondazione "Springtime of Faith" (Primavera della Fede). In merito all'evangelizzazione mediante i mezzi di comunicazione, il Presule ha sottolineato che "è possibile evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione non solo attraverso grandi reti o trasmissioni internazionali, (...) ma anche per mezzo di giornali di piccola tiratura o stazioni radio, o, attualmente, per mezzo di siti Internet. (...) La trasmissione della evidente felicità nella nostra fede, nel nostro sacerdozio o nella nostra vita cristiana, può essere uno dei modi più potenti di evangelizzare personalmente e attraverso i mezzi di comunicazione".

IL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI, ha indetto a Roma, nei giorni 6 e 7 novembre, la Riunione dei Direttori Nazionali per la Pastorale del Turismo in Europa. Tema dell'Incontro è: "Il turismo, una realtà trasversale: aspetti pastorali". Aprendo i lavori, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Dicastero, ha affermato che: "Noi europei di oggi dobbiamo affermare le nostre radici e la nostra eredità cristiana rinnovandola alla luce del Concilio Ecumenico Vaticano II. Dobbiamo inoltre studiare come continuare ad animare, nel futuro, una nuova evangelizzazione, una nuova civiltà dell'amore e del rispetto. In questa prospettiva, il turismo è certamente uno strumento adeguato per dare impulso a questi valori. Di fatto, molti dei nostri monumenti ed opere d'arte ci parlano di una Europa cristiana che, nonostante tutto, è impregnata di Vangelo, e non solo di esso".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061106 (510)


COMUNICATO SULL'UDIENZA AL PRESIDENTE DELL'UNGHERIA


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato un Comunicato che rende noto che: "Stamani, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica d'Ungheria, S.E. il Sig. László Sólyom, il quale ha successivamente incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di soffermarsi sulla situazione del Paese, con particolare riferimento ai tradizionali valori morali e religiosi della società ungherese. Si è fatta menzione dell'applicazione dell''Accordo fra la Repubblica di Ungheria e la Santa Sede sul finanziamento delle attività di servizio pubblico e di altre prettamente religiose', in vigore dal 1997, e di altre questioni attinenti alle relazioni Chiesa-Stato. Vi è stato, infine, uno scambio di opinioni sui temi dell'integrazione europea e delle radici cristiane del Continente".
OP/PRESIDENTE UNGHERIA/BERTONE                   VIS 20061106 (150)


SCIENZA E TECNOLOGIA NON RISPONDONO A TUTTE LE NECESSITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, presieduta dal Professor Nicola Cabibbo, riuniti in questi giorni per discutere sul tema: "Prevedibilità nella scienza: accuratezza e limiti".

  "Alcuni hanno visto nel progresso della scienza e della tecnologia moderna" - ha detto il Papa nel suo discorso - "una delle principali cause della secolarizzazione e del materialismo: perché invocare il controllo di Dio su questi fenomeni quando la scienza si è dimostrata capace di fare la stessa cosa?".

  Sottolineando che "Il Cristianesimo non postula un conflitto inevitabile fra fede soprannaturale e progresso scientifico" Benedetto XVI ha ricordato che Dio ha creato l'essere umano dotandolo di ragione e affidandogli il dominio su tutte le creature, facendo di lui il "collaboratore" di Dio nella creazione, ed ha affermato: "Potremmo dire che l'opera di prevedibilità, controllo e governo della natura, che oggi la scienza rende più fattibile che in passato, è esso stesso parte del piano del Creatore".

  "L'essere umano" - ha proseguito il Pontefice - "non può porre nella scienza e nella tecnologia una fiducia così radicale e incondizionata quale quella di credere che il progresso scientifico e tecnologico può spiegare tutto e rispondere a tutte le sue esigenze esistenziali e spirituali. La scienza non può sostituire la filosofia e la rivelazione dando una risposta esauriente agli interrogativi più radicali dell'uomo: domande sul significato della vita e della morte, sui valori ultimi e sulla natura del progresso".

  Riferendosi alle responsabilità etiche dello scienziato, il Papa ha segnalato che: "Le sue conclusioni devono essere guidate dal rispetto per la verità e da un onesto riconoscimento dell'accuratezza e degli inevitabili limiti del metodo scientifico. Certamente ciò significa evitare allarmanti previsioni quando queste ultime non sono sostenute da sufficienti dati o superano l'effettiva abilità della scienza di fare previsioni. Ma significa altresì evitare l'opposto, cioè il silenzio, originato dalla paura, di fronte ai veri problemi. L'influenza degli scienziati nel formare la pubblica opinione sulla base delle proprie conoscenze è troppo importante per essere insidiata da fretta indebita o dal perseguimento di una superficiale pubblicità".

  Il Papa ha ricordato agli accademici che il mondo attende molto da essi "per giungere ad una chiara comprensione delle possibili conseguenze di molti importanti fenomeni naturali" e al riguardo ha menzionato, in particolare, "le continue minacce all'ambiente che interessano intere popolazioni e l'urgente necessità di scoprire fonti di energia alternativa sicura a disposizione di tutti".

  "Gli scienziati" - ha ribadito il Pontefice - "avranno il sostegno della Chiesa nei loro sforzi di affrontare tali problemi, poiché la Chiesa ha ricevuto dal suo divino Fondatore la missione di guidare le coscienze degli uomini verso il bene, la solidarietà e la pace. Proprio per questa ragione la Chiesa ritiene suo dovere e obbligo insistere sul fatto che l'abilità della scienza di formulare previsioni e controlli non deve mai essere impiegata contro la vita umana e la sua dignità, ma deve sempre essere posta al suo servizio, al servizio delle generazioni attuali e di quelle future".

  Successivamente Benedetto XVI ha menzionato altre tematiche esaminate dagli accademici: gli intrinseci limiti del metodo scientifico che necessariamente restringono la prevedibilità a contesti ed approcci specifici, per cui "la scienza non può presumere di fornire una rappresentazione completa e deterministica del nostro futuro e dello sviluppo di ogni fenomeno che prende in esame".

  "La filosofia e la teologica possono offrire un importante contributo a tale fondamentale questione epistemologica aiutando, ad esempio, le scienze empiriche ad individuare una differenza fra la inabilità matematica di prevedere certi avvenimenti e la validità del principio di causalità, o fra l'indeterminismo scientifico o contingenza e la causalità a livello filosofico, o, più radicalmente, fra evoluzione quale origine di una successione nello spazio e nel tempo, e la creazione quale origine ultima di un essere partecipato nell'Essere essenziale".

  "Allo stesso tempo" - ha concluso il Pontefice - "vi è un livello più alto che necessariamente trascende tutte le previsioni scientifiche, vale a dire, il mondo umano della libertà e della storia. Mentre il cosmo fisico può avere il proprio sviluppo spaziale-temporale, solo l'umanità, in senso stretto, ha una storia, la storia della sua libertà. La libertà, come la ragione, è una parte preziosa dell'immagine di Dio dentro di noi, e non può mai essere ridotta ad una analisi deterministica".
AC/SCIENZA:LIMITI/CABIBBO                           VIS 20061106 (740)


APPELLO DEL PAPA CONTRO SPARGIMENTO SANGUE STRISCIA GAZA


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2006 (VIS). Questa mattina, dopo la recita dell'Angelus con le migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha detto: "Seguo con viva preoccupazione le notizie sul grave deteriorarsi della situazione relativa alla Striscia di Gaza e desidero esprimere la mai vicinanza alle popolazioni civili che soffrono le conseguenze degli atti di violenza".

  "Vi chiedo di unirvi alla mia preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "perché Dio onnipotente e misericordioso illumini le Autorità israeliane e palestinesi, come pure quelle delle Nazioni che hanno una particolare responsabilità nella Regione, affinché si adoperino per far cessare lo spargimento di sangue, moltiplicare le iniziative di soccorso umanitario e favorire la ripresa immediata di un negoziato diretto, serio e concreto".

  Rivolgendosi successivamente ai pellegrini polacchi, il Santo Padre ha ricordato che il 4 novembre "abbiamo celebrato la memoria di San Carlo Borromeo" ed ha detto: "Questa memoria invita ad associare il grande riformatore della Chiesa dopo il Concilio di Trento con il grande esecutore delle disposizioni del Concilio Vaticano II, Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla. Alla Madre di Dio affido tutta la comunità dei fedeli, alla quale questi due Pastori hanno dedicato la loro vita".
ANG/GAZA:SAN CARLO/...                           VIS 20061106 (220)


AFFRONTANDO LA MORTE GESÙ HA RIVOLUZIONATO SENSO MORTE


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2006 (VIS). Nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus domenicale, il Santo Padre Benedetto XVI, rivolgendosi alle migliaia di pellegrini che affollavano Piazza  San Pietro, ha ricordato che i giorni che seguono la commemorazione liturgica dei fedeli defunti, sono "Un'occasione propizia per ricordare nella preghiera i nostri cari e meditare sulla realtà della morte, che la cosiddetta 'civiltà del benessere' cerca spesso di rimuovere dalla coscienza della gente, tutta presa dalle preoccupazioni della vita quotidiana".

  "Il morire, in realtà" - ha proseguito il Papa - "fa parte del vivere, e questo non solo alla fine, ma, a ben vedere, in ogni istante. Nonostante tutte le distrazioni, però, la perdita di una persona cara ci fa riscoprire il 'problema', facendoci sentire la morte come una presenza radicalmente ostile e contraria alla nostra naturale vocazione alla vita e alla felicità".

  "Gesù ha rivoluzionato il senso della morte" - ha sottolineato il Pontefice - "Lo ha fatto con il suo insegnamento, ma soprattutto affrontando Lui stesso la morte. 'Morendo ha distrutto la morte', ripete la Liturgia nel tempo pasquale. 'Con lo Spirito che non poteva morire - scrive un Padre della Chiesa - Cristo ha ucciso la morte che uccideva l'uomo'.  Il Figlio di Dio ha voluto in questo modo condividere sino in fondo la nostra condizione umana, per riaprirla alla speranza".

  "In ultima analisi, Egli è nato per poter morire, e così liberare noi dalla schiavitù della morte. Dice la Lettera agli Ebrei: 'Egli ha provato la morte a vantaggio di tutti'. Da allora, la morte non è più la stessa: è stata privata, per così dire, del suo 'veleno'. L'amore di Dio, operante in Gesù, ha dato infatti un senso nuovo all'intera esistenza dell'uomo, e così ne ha trasformato anche il morire. Se in Cristo la vita umana è 'passaggio da questo mondo al Padre', l'ora della morte è il momento in cui questo si attua in modo concreto e definitivo. Chi si impegna a vivere come Lui, viene liberato dalla paura della morte, che non mostra più il ghigno beffardo di una nemica ma, come scrive san Francesco nel Cantico delle creature, il volto amico di una 'sorella', per la quale si può anche benedire il Signore".

  "Della morte del corpo non c'è da aver paura, ci ricorda la fede" - ha concluso Benedetto XVI - "perché è un sonno da cui saremo un giorno risvegliati. La vera morte, che invece bisogna temere, è quella dell'anima, che l'Apocalisse chiama 'seconda morte'. Infatti chi muore in peccato mortale, senza pentimento, chiuso nell'orgoglioso rifiuto dell'amore di Dio, si autoesclude dal regno della vita".
ANG/MORTE/...                                   VIS 20061106 (450)


SANTA MESSA IN SUFFRAGIO CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2006 (VIS). Come di consueto nel mese di novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato, questa mattina nella Basilica Vaticana, la Santa Messa in suffragio dei Cardinali e dei Vescovi defunti durante l'ultimo anno. Hanno concelebrato con il Santo Padre i Membri del Collegio Cardinalizio.

  Benedetto XVI ha ricordato nell'omelia i nomi dei Porporati mancati negli ultimi dodici mesi: Cardinali Leo Scheffczyk, Pio Taofinu'u, Raúl  Francisco Primatesta, Angel Suquía Goicoechea, Johannes Willebrands, Louis-Albert Vachon, Dino Monduzzi e Mario Francesco Pompedda.

  "Affinché la veste bianca, ricevuta nel Battesimo, sia purificata da ogni scoria e da ogni macchia" - ha detto il Pontefice nell'omelia - "la Comunità dei credenti offre il Sacrificio eucaristico e altre preghiere di suffragio per coloro che la morte ha chiamato a passare dal tempo all'eternità. Si tratta di una nobile pratica, quella di pregare per i defunti, che presuppone la fede nella risurrezione dei morti, secondo quanto la Sacra Scrittura e, in modo compiuto, il Vangelo ci hanno rivelato".

  Il Papa ha ribadito che ognuno dei Cardinali e Vescovi defunti "è stato chiamato nella Chiesa a sentire come proprie e a cercare di mettere in pratica le parole dell'Apostolo Paolo: 'Per me vivere è Cristo'. (...) Questa vocazione, ricevuta nel Battesimo, si è in essi rafforzata con il sacramento della Confermazione e con i tre gradi dell'Ordine sacro, e si è costantemente alimentata nella partecipazione all'Eucaristia".

  "Attraverso tale itinerario sacramentale, il loro 'essere in Cristo' è andato consolidandosi e approfondendosi, così che il morire non è una perdita - dal momento che tutto avevano già evangelicamente 'perduto' per il Signore e per il Vangelo - ma un 'guadagno': quello di incontrare finalmente Gesù, e con Lui la pienezza della vita".

  Il Santo Padre ha terminato l'omelia domandando al Signore di concedere "a questi nostri cari fratelli Cardinali e Vescovi defunti di raggiungere la meta tanto desiderata. Lo domandiamo poggiando sull'intercessione di Maria Santissima e sulle preghiere di tanti, che in vita li hanno conosciuti e hanno apprezzato le loro virtù cristiane".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/...                   VIS 20061106 (350)


venerdì 3 novembre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2006 (VIS). Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate:

- Il Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.
AP/.../...                                 VIS 20061103 (60)

IN BREVE

IL CARDINALE TARCISIO BERTONE, SEGRETARIO DI STATO, in una Lettera indirizzata agli organizzatori della XL Settimana Sociale Spagnola, in corso a Toledo, nel trasmettere i saluti del Santo Padre, scrive che Papa Benedetto incoraggia i partecipanti "nei loro sforzi di approfondire e diffondere la Dottrina Sociale della Chiesa, nel campo della cultura e della ricerca, nella coscienza di tutti, persone o gruppi, chiamati a contribuire al bene comune secondo il proprio stato e responsabilità". Il Porporato scrive ancora che: "Questo impegno assume particolare rilevanza nel centesimo anniversario dell'inizio di tali incontri, sotto l'egida della Santa Sede e dell'Episcopato spagnolo, essendo un punto di riferimento molto qualificato per approfondire i diversi problemi sociali più gravi e urgenti in ogni momento della vita spagnola".

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto ieri a New York alla Commissione Politica Speciale e Decolonizzazione della 61° Assemblea Generale delle Nazioni Unite relativa ai Rifugiati Palestinesi in Medio Oriente (OOPS). "È un triste fatto" - ha detto il Nunzio - "che la comunità internazionale non sia riuscita ad impegnare gli israeliani e i palestinesi in un significativo dialogo e nella risoluzione delle controversie per portare stabilità e pace ad entrambi i popoli. (...) Risolvere il conflitto israelo-palestinese rimane il problema chiave di una serie di questioni che interessano tutto il Medio Oriente, senza entrare nel merito delle conseguenze in ambito mondiale".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20061103 (240)


VISITA DI BENEDETTO XVI PONTIFICIA UNIVERSITÀ GREGORIANA


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2006 (VIS). Alle ore 10:30 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è recato in visita alla Pontificia Università Gregoriana. Al suo arrivo ha raggiunto la Cappella per un breve momento di preghiera e successivamente si è trasferito nel quadriportico dell'Università dove ha incontrato la Comunità dei Docenti, degli Studenti e dei Benefattori.

  Dopo le parole di saluto del Rettore Magnifico, Padre Gianfranco Ghrilanda, del Rappresentante degli studenti, Padre Bryan Lobo e del Segretario Generale, Luigi Allena, il Papa ha tenuto il suo discorso.

  Ricordando che nel 1972 ricevette l'invito a tenere un corso sulla Santissima Eucaristia agli studenti della Gregoriana, rivolgendosi ai Professori e agli Studenti, Benedetto XVI ha detto che "la fatica dello studio e dell'insegnamento, per avere senso in relazione al Regno di Dio, deve essere sostenuta dalle virtù teologali. Infatti, l'oggetto immediato della scienza teologica, nelle sue diverse specificazioni, è Dio stesso, rivelatosi in Gesù Cristo, Dio con un volto umano".

  "Oggi non si può non tener conto del confronto con la cultura secolare" - ha proseguito il Pontefice - "che in molte parti del mondo tende sempre più non solo a negare ogni segno della presenza di Dio nella vita della società e del singolo, ma con vari mezzi, che disorientano e offuscano la retta coscienza dell'uomo, cerca di corrodere la sua capacità di mettersi in ascolto di Dio".

  "Non si può prescindere poi," - ha detto ancora il Papa - "dal rapporto con le altre religioni, che si rivela costruttivo solo se evita ogni ambiguità che in qualche modo indebolisca il contenuto essenziale della fede cristiana in Cristo unico Salvatore di tutti gli uomini e nella Chiesa sacramento necessario di salvezza per tutta l'umanità".

  "Non posso in questo momento dimenticare le altre scienze umane che in questa insigne Università vengono coltivate (...), quali la psicologia, le scienze sociali, la comunicazione sociale. (...) Proprio perché tali scienze riguardano l'uomo non possono prescindere dal riferimento a Dio. Infatti, l'uomo, sia nella sua interiorità che nella sua esteriorità, non può essere pienamente compreso se non lo si riconosce aperto alla trascendenza".

  "Privo del suo riferimento a Dio, l'uomo non può rispondere alle domande fondamentali che agitano e agiteranno sempre il suo cuore riguardo al fine e quindi al senso della sua esistenza. Conseguentemente neppure è possibile immettere nella società quei valori etici che soli possono garantire una convivenza degna dell'uomo. Il destino dell'uomo senza il suo riferimento a Dio non può che essere la desolazione dell'angoscia che conduce alla disperazione. Solo in riferimento al Dio-Amore, che si è rivelato in Gesù Cristo, l'uomo può trovare il senso della sua esistenza e vivere nella speranza, pur nell'esperienza dei mali che feriscono la sua esistenza personale e la società in cui vive. La speranza fa sì che l'uomo non si chiuda in un nichilismo paralizzante e sterile, ma si apra all'impegno generoso nella società in cui vive per poterla migliorare". 

  Sottolineando che "La formazione integrale dei giovani è uno degli apostolati tradizionali della Compagnia di Gesù fin dalle sue origini", il Santo Padre ha ricordato che si sta portando a termine "il rinnovamento degli Statuti dell'Università e dei Regolamenti Generali, come anche degli Statuti e dei Regolamenti delle diverse Facoltà, Istituti e Centri" ed ha affermato che: "Questo contribuirà a meglio definire l'identità della Gregoriana, consentendo la redazione di programmi accademici più adeguati all'adempimento della missione che le è propria".

  "Come Università ecclesiastica pontificia" - ha concluso Benedetto XVI - "questo Centro accademico è impegnato a 'sentire in Ecclesia et cum Ecclesia'. È un impegno che nasce dall'amore per la Chiesa, nostra Madre e Sposa di Cristo".

  Al termine della visita, prima di rientrare in Vaticano, il Papa è sceso nei locali del Centro Convegni "Matteo Ricci" dove ha incontrato la comunità religiosa dei Gesuiti.
BXVI-VISITA/UNIVERSITÀ GREGORIANA/GHIRLANDA    VIS 20061103 (640)


COMUNICATO RELATIVO VIAGGIO DEL SANTO PADRE IN TURCHIA


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2006 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, reso pubblico oggi, rende noto quanto segue: "A proposito dei commenti apparsi sulla stampa circa la possibile assenza del Primo Ministro turco Signor Recep Tayyip Erdogan durante la visita del Santo Padre in Turchia (28 novembre - 1 dicembre), è bene precisare che la Santa Sede era già da tempo informata - nel corso della preparazione del viaggio - circa la concomitanza con l'importante impegno del Primo Ministro per il vertice della NATO in Lettonia, ed era altresì informata che il Capo del Governo avrebbe cercato di essere presente in Turchia per incontrare il Santo Padre ma che non poteva garantirlo, e in caso di assenza sarebbe stato rappresentato da altra importante autorità del Governo, cioè il Vice Primo Ministro".
OP/VIAGGIO PAPA TURCHIA/ERDOGAN                   VIS 20061103 (140)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Armando Martín Gutiérrez, dei Figli dell'Amore Misericordioso (F.A.M.), Vescovo di Bacabal (superficie: 15.867; popolazione: 494.564; cattolici: 454.958; sacerdoti: 27; religiosi: 62), Brasile. Il Vescovo eletto, finora formatore della sua Congregazione nell'Arcidiocesi di Fermo (Italia), è nato nel 1954 a Madrid (Spagna), ha emesso la prima professione nella Congregazione dei Figli dell'Amore Misericordioso nel 1974 e quella perpetua nel 1978 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.
NER/.../MARTÍN GUTIÉRREZ                                     VIS 20061103 (90)


L'ESISTENZA UMANA È PROTESA ALLA TRASCENDENZA


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2006 (VIS). Prima della recita dell'Angelus con i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato delle brevi riflessioni alla Solennità di Tutti i Santi, che si celebra oggi, e alla commemorazione dei fedeli defunti (2 novembre), due ricorrenze liturgiche che "ci offrono una singolare opportunità per meditare sulla vita eterna".

  "L'uomo moderno" - si è domandato il Papa - "l'aspetta ancora questa vita eterna, o ritiene che essa appartenga a una mitologia ormai superata? In questo nostro tempo, più che nel passato, si è talmente assorbiti dalle cose terrene, che talora riesce difficile pensare a Dio come protagonista della storia e della nostra stessa vita. L'esistenza umana però, per sua natura, è protesa a qualcosa di più grande, che la trascenda; è insopprimibile nell'essere umano l'anelito alla giustizia, alla verità, alla felicità piena".

  "Dinanzi all'enigma della morte, sono vivi in molti il desiderio e la speranza di ritrovare nell'aldilà i propri cari. Come pure è forte la convinzione di un giudizio finale che ristabilisca la giustizia, l'attesa di un definitivo confronto in cui a ciascuno sia dato quanto gli è dovuto".

  "'Vita eterna' per noi cristiani" - ha spiegato Benedetto XVI - "non indica però solo una vita che dura per sempre, bensì una nuova qualità di esistenza, pienamente immersa nell'amore di Dio, che libera dal male e dalla morte e ci pone in comunione senza fine con tutti i fratelli e le sorelle che partecipano dello stesso Amore. L'eternità, pertanto, può essere già presente al centro della vita terrena e temporale, quando l'anima, mediante la grazia, è congiunta a Dio, suo ultimo fondamento".

  "Cari fratelli e sorelle, meditiamo su queste realtà" - ha concluso il Pontefice - "con l'animo volto verso il nostro ultimo e definitivo destino, che dà senso alle situazioni quotidiane. Ravviviamo il gioioso sentimento della comunione dei santi e lasciamoci attrarre da loro verso la meta della nostra esistenza: l'incontro faccia a faccia con Dio".
ANG/TUTTI I SANTI:DEFUNTI/...                           VIS 20061103 (340)


ESSERE SANTI SIGNIFICA SERVIRE GESÙ, ASCOLTARLO E SEGUIRLO


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2006 (VIS). Alle ore 10:00 di oggi, Solennità di Tutti i Santi, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa nella Basilica Vaticana.

  Nell'omelia il Santo Padre ha sottolineato che "i santi non sono una esigua casta di eletti, ma una folla senza numero, verso la quale la liturgia ci esorta oggi a levare lo sguardo. In tale moltitudine non vi sono soltanto i santi ufficialmente riconosciuti, ma i battezzati di ogni epoca e nazione, che hanno cercato di compiere con amore e fedeltà la volontà divina".

  "Ma 'a che serve la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità?'. Con questa domanda" - ha ricordato il Papa - "comincia una famosa omelia di San Bernardo per il giorno di Tutti i Santi. È domanda che ci si potrebbe porre anche oggi. E attuale è anche la risposta che il Santo ci offre: 'I nostri santi - egli dice - non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. (...) Ecco dunque il significato dell'odierna solennità: guardando al luminoso esempio dei santi risvegliare in noi il grande desiderio di essere come i santi: felici di vivere vicini a Dio, nella sua luce, nella grande famiglia degli amici di Dio. (...) E questa è la vocazione di noi tutti, con vigore ribadita dal Concilio Vaticano II, ed oggi riproposta in modo solenne alla nostra attenzione".

  "Per essere santi" - ha spiegato il Pontefice - "non occorre compiere azioni e opere straordinarie, né possedere carismi eccezionali. (...) È necessario innanzitutto ascoltare Gesù e poi seguirlo senza perdersi d'animo di fronte alle difficoltà".

  "L'esperienza della Chiesa dimostra che ogni forma di santità, pur seguendo tracciati differenti, passa sempre per la via della croce, la via della rinuncia a se stesso. Le biografie dei santi descrivono uomini e donne che, docili ai disegni divini, hanno affrontato talvolta prove e sofferenze indescrivibili, persecuzioni e martirio".

  "L'esempio dei santi è per noi un incoraggiamento a seguire le stesse orme, a sperimentare la gioia di chi si fida di Dio, perché l'unica vera causa di tristezza e di infelicità per l'uomo è vivere lontano da Lui".

  "La santità" - ha sottolineato il Santo Padre - "esige uno sforzo costante, ma è possibile a tutti perché, più che opera dell'uomo, è anzitutto dono di Dio, tre volte Santo".

  "Come non rispondere all'amore del Padre celeste con una vita da figli riconoscenti? In Cristo" - ha concluso Papa Benedetto XVI - "ci ha fatto dono di tutto se stesso, e ci chiama a una relazione personale e profonda con Lui. Quanto più pertanto imitiamo Gesù e Gli restiamo uniti, tanto più entriamo nel mistero della santità divina. Scopriamo di essere amati da Lui in modo infinito, e questo ci spinge, a nostra volta, ad amare i fratelli. Amare implica sempre un atto di rinuncia a se stessi, il 'perdere se stessi', e proprio così ci rende felici".
HML/SANTITÀ/...                                   VIS 20061103 (510)


martedì 31 ottobre 2006

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accolto la rinunzia presentata dal Cardinale Darío Castrillón Hoyos, all'incarico di Prefetto della Congregazione per il Clero, in ossequio a quanto previsto dal canone 354 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M., finora Arcivescovo di São Paulo (Brasile), Prefetto della Congregazione per il Clero.

- Ha accettato le dimissioni presentate dal Cardinale Francesco Marchisano,  dall'incarico di Arciprete della Basilica di San Pietro. Nel suddetto incarico gli succede l'Arcivescovo Angelo Comastri, Arcivescovo Prelato emerito di Loreto, Vicario Generale per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro, finora Coadiutore della medesima Basilica di San Pietro.

- Ha accettato la rinuncia, presentata dal Vescovo Robert A. Brucato, all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di New York (Stati Uniti d'America), per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Reverendo Thomas Chung An-zu, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Taipei (superficie: 4.590; popolazione: 6.792.857; cattolici: 84.326; sacerdoti: 272; religiosi: 707), Taiwan. Il Vescovo eletto, finora Cappellano dell'Università Cattolica "Fu Jen" di Taipei (Taiwan), è nato a Yunlin (Taiwan) nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.

- Ha nominato il Reverendo Fausto Gaibor García, Vescovo Ausiliare di Riobamba (superficie: 7.014; popolazione: 475.000; cattolici: 330.000; sacerdoti: 67; religiosi: 218; diaconi permanenti: 6), Ecuador. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere e Parroco della Cattedrale di Guaranda, è nato nel 1952 nei pressi della città di Guaranda (Ecuador) ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.
RE:NA:NEA/.../...                                   VIS 20061031 (250)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI NOVEMBRE

CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2006 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di novembre è la seguente: "Perchè in ogni parte del mondo si ponga fine a tutte le forme di terrorismo".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perchè con lo sforzo dei credenti unito alle forze vive della società si possano spezzare le nuove e vecchie catene che impediscono lo sviluppo del Continente africano".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/NOVEMBRE/…                     VIS 20061031 (90)


TELEGRAMMA DI CORDOGLIO VITTIME DISASTRO AEREO NIGERIA


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2006 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma di cordoglio che il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato, a nome del Santo Padre Benedetto XVI, all'Arcivescovo John Olorunfemi Onaiyekan, di Abuja (Nigeria), per le vittime del disastro aereo di domenica 29 ottobre, che ha causato la morte di più di 100 persone.

  "Profondamente addolorato nell'apprendere la notizia del tragico disastro aereo in Nigeria, che fra le numerose vittime contava anche il Sultano di Sokoto, Sua Santità desidera trasmettere le sue sentite condoglianze alle famiglie in lutto. Nell'offrire fervide preghiere per i defunti, Sua Santità invoca Dio affinché conceda forza e coraggio a tutti coloro che sono nella sofferenza, e in segno di consolazione e di pace, invoca su di essi le abbondanti benedizioni di Dio Onnipotente".
TGR/INCIDENTE:NIGERIA/BERTONE:OLORUNFEMI           VIS 20061031 (150)


lunedì 30 ottobre 2006

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2006 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Grecia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Franghískos Papamanólis, O.F.M.Cap., di Syros e Milos, Santorini, Thiras ed Amministratore Apostolico di Candia, Creta e La Canea.

    - Il Vescovo Anárghyros Printesis, Esarca Apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia.

    - L'Arcivescovo Nechan Karakéhéyan, Amministratore Apostolico dell'Ordinariato per i cattolici di rito armeno residenti in Grecia.

  Sabato 28 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Irlanda, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Christopher Jones, di Elphin.

    - Il Vescovo Martin Drennan, di Galway and Kilmacduagh.

    - Il Vescovo John Fleming, di Killala.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Grecia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Nikólaos Fóscolos, di Athenai ed Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" di Rhodos.

    - Il Vescovo Yannis Spiteris, O.F.M.Cap., di Corfù, Zante, Cefalonia ed Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" del Vicariato Apostolico di Thessaloniki.

    - L'Arcivescovo Nikólaos Printesis, di Naxos, Andros, Tinos e Mykonos ed Amministratore Apostolico  "sede vacante" di Chios.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/.../...                                       VIS 20061030 (230)

RINGRAZIAMENTI PRO PETRI SEDE ED ETRENNES PONTIFICALES

CITTA' DEL VATICANO, 30 OTT. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Membri delle due Associazioni del Belgio "Pro Petri Sede" e "Etrennes Pontificales", che ogni anno offrono aiuti finanziari per le necessità della Santa Sede.

  Nel suo discorso in lingua francese, il Santo Padre ha affermato che: "Il senso della comunione ecclesiale" che caratterizza le due associazioni, "si esprime ogni anno con un generoso gesto di solidarietà, destinato a soccorrere i nostri fratelli più bisognosi. Già al tempo degli Apostoli, i membri della giovane comunità cristiana 'mettevano tutto in comune' e San Paolo aveva la preoccupazione di organizzare in ogni comunità da lui fondata un servizio di raccolta in favore delle altre chiese".

  Citando l'Enciclica "Deus caritas est", il Papa ha detto: "'La carità non è per la Chiesa una specie di attività di assistenza sociale che si potrebbe anche lasciare ad altri, ma appartiene alla sua natura, è espressione irrinunciabile della sua stessa essenza'".

  "Voi conoscete gli immensi bisogni della solidarietà, perché i nostri fratelli siano rispettati nella loro dignità fondamentale, siano nutriti, siano provvisti di alloggio e ricevano istruzione; ogni anno, voi rispondete con generosità offrendo al Papa il frutto della vostra colletta. Vi ringrazio vivamente a nome di tutte le comunità cristiane che i vostri doni contribuiranno ad aiutare".
AC/.../PRO PETRI SEDE:ETRENNES PONTIFICALES               VIS 20061030 (240)


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