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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 21 ottobre 2013

L'ARTE ESPRESSIONE DELLA BELLEZZA DELLA FEDE

Città del Vaticano, 19 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, in occasione del pellegrinaggio a Roma, dal 15 al 20 ottobre, nel 30° anniversario di fondazione, il Santo Padre ha ricevuto in udienza, nella Sala Clementina, i "Patrons of the Arts" dei Musei Vaticani, comunità internazionale di benefattori che da tre decenni "adotta" e sostiene finanziariamente progetti di conservazione, restauro e valorizzazione dei capolavori custoditi nei Musei.

Il Papa ha avuto parole di apprezzamento per il lavoro dei "Patrons" che, negli ultimi trenta anni, "hanno dato un considerevole contributo per il restauro di numerosi tesori di arte conservati nelle collezioni vaticane e, più in generale, per il compimento della funzione religiosa, artistica e culturale dei Musei" ed ha ricordato nel suo discorso di benvenuto che: "La nascita dei 'Patrons of the Arts' dei Musei Vaticani fu ispirata non solo da un lodevole senso di corresponsabilità per l'eredità di arte sacra che la Chiesa possiede, ma anche dal desiderio di dare continuità agli ideali spirituali e religiosi che portarono alla creazione delle collezioni pontificie".

"In ogni epoca - ha detto il Papa - la Chiesa ha fatto appello alle arti per dare espressione alla bellezza della propria fede e per proclamare il messaggio evangelico della magnificenza della creazione di Dio, della dignità dell'uomo creato a sua immagine e somiglianza, e del potere della morte e risurrezione di Cristo di portare redenzione e rinascita ad un mondo segnato dalla tragedia del peccato e della morte. I Musei Vaticani, con la loro unica e ricca storia, offrono ad innumerevoli pellegrini e visitatori che giungono a Roma la possibilità di incontrare questo messaggio mediante opere d'arte che danno testimonianza delle aspirazioni spirituali dell'umanità, dei sublimi misteri della fede cristiana e della ricerca di quella bellezza suprema che trova la sua origine e il suo compimento in Dio".

Infine, prima di impartire la Benedizione Apostolica, il Papa ha esortato i presenti con queste parole: "il vostro sostegno alle opere d'arte dei Musei Vaticani possa sempre essere un segno della vostra partecipazione interiore alla vita e alla missione della Chiesa. Possa anche essere espressione della nostra speranza nella venuta di quel Regno la cui bellezza, armonia e pace sono l'attesa di ogni cuore umano e l'ispirazione delle più alte aspirazioni artistiche del genere umano".

CARDINALE TAURAN INVIATO SPECIALE DEL SANTO PADRE PRIMO CENTENARIO ARCIDIOCESI DI LILLE

Città del Vaticano, 19 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, suo Inviato Speciale alle celebrazioni del I centenario dell'Arcidiocesi di Lille (Francia), che avranno luogo nei giorni 26 e 27 ottobre 2013.

La Missione Pontificia che accompagnerà il Cardinale Tauran è composta dal Monsignor Bernard Podvin, del clero dell'Arcidiocesi di Lille, portavoce della Conferenza Episcopale Francese e da Don Sylvain Bataille, Rettore del Pontificio Seminario Francese a Roma.



UDIENZE

Città del Vaticano, 21 ottobre (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Kenneth F. Hackett, Ambasciatore degli Stati Uniti d’America. in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Repubblica Federale di Germania).

- Il Vescovo Franz-Peter Tebartz-van Elst, di Limburg (Repubblica Federale di Germania).

- Il Vescovo Juan Ignacio González Errázuriz, Vescovo di San Bernardo (Cile).

Sabato 19 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Fernando Filone, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Dottor Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, con la Famiglia.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 19 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Lucius Hre Kung, Vescovo di Hakha (superficie: 10.045; popolazione: 720.397; cattolici: 31.397; sacerdoti: 63; religiosi: 80), Myanmar. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Hnaring (Myanmar) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Dal 1989 al 1997 è stato Parroco a Tedim; dal 1997 al 2006 Parroco a Hnaring; dal 2006 al 2010: Vicario della Forania di Hakha; dal 2006 Parroco della Cattedrale e dal 2010: Vicario Generale.

- L'Avvocato Gian Piero Milano, Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, finora Promotore di Giustizia Aggiunto presso il suddetto Tribunale.

venerdì 18 ottobre 2013

IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEL CAMERUN: SICUREZZA E PACE NELLA REGIONE SUBSAHARIANA

Città del Vaticano, 18 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha ricevuto stamani in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica del Camerun, il Signor Paul Biya, il quale ha poi incontrato l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui è stato espresso compiacimento per le buone relazioni bilaterali esistenti, ulteriormente rafforzate dalla conclusione delle trattative per la stipula di un Accordo-quadro sullo statuto giuridico della Chiesa cattolica nel Camerun, la cui firma è prevista in tempi brevi. In tale prospettiva, è stato espresso apprezzamento per l’opera della Chiesa nella società camerunese, particolarmente in campo educativo e sanitario, come pure in favore della pace e della riconciliazione.

Infine, sono state passate in rassegna alcune sfide che interessano l’Africa subsahariana ed è stato illustrato l’impegno camerunese in favore della sicurezza e della pace nella Regione.


APPREZZAMENTO DEL PAPA PER L'IMMENSO LAVORO DELLA COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER LE TRADUZIONI DEL MESSALE IN LINGUA INGLESE

Città del Vaticano, 18 ottobre 2013 (VIS). In questi giorni ricorre il 50° anniversario della creazione della Commissione Internazionale per le Traduzioni del Messale in Lingua Inglese (International Commission on English in the Liturgy), fondata per contribuire alla messa in opera del grande rinnovamento liturgico invocato dalla Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II. In questi cinquanta anni la Commissione ha compiuto un immenso lavoro predisponendo le traduzioni in lingua inglese dei testi della liturgia, e progredendo nello studio, nella comprensione e nell'appropriazione della ricca tradizione eucologica e sacramentale della Chiesa.

Nel ricevere questa mattina in udienza i Membri della Commissione, Papa Francesco ha affermato: "I frutti del vostro lavoro sono serviti a dare forma alla preghiera di innumerevoli cattolici e hanno anche contribuito alla comprensione della fede, all'esercizio del sacerdozio comune dei fedeli e al rinnovamento del dinamismo evangelizzatore della Chiesa, tutti temi centrali nell'insegnamento conciliare".

"Nel rendere possibile ad un vasto numero di fedeli sparsi per il mondo il pregare con un linguaggio comune, la vostra Commissione ha dato il suo aiuto per il rafforzamento dell’unità della Chiesa nella fede e nella comunione sacramentale. Questa unità e comunione, che trova la propria origine nella Santissima Trinità, costantemente riconcilia ed accresce la ricchezza della diversità", ha concluso il Pontefice che ha impartito la Benedizione Apostolica a tutti coloro che collaborano al lavoro della Commissione.

TRENT'ANNI DEL CENTRO TELEVISIVO VATICANO

Città del Vaticano, 18 ottobre 2013 (VIS). "Il vostro lavoro è un servizio al Vangelo e alla Chiesa" scrive il Santo Padre nel Messaggio indirizzato al Monsignor Dario Edoardo Viganò, Direttore del Centro Televisivo Vaticano (CTV), in occasione del Convegno che ne ricorda il trentesimo anno di fondazione. Tale anniversario si colloca sullo sfondo di un'altra importante ricorrenza: i cinquant'anni dall'approvazione del Decreto Conciliare "Inter Mirifica, "che annovera tra i meravigliosi doni di Dio gli strumenti della comunicazione sociale, compreso, appunto, il mezzo televisivo".

"In questi decenni - scrive Papa Francesco - la tecnologia ha viaggiato a grande velocità, creando inaspettate reti interconnesse. È necessario mantenere la prospettiva evangelica in questa specie di 'autostrada globale della comunicazione', per cui "nel presentare gli eventi la vostra ottica non può essere mai 'mondana', ma ecclesiale".

Al riguardo il Papa ricorda le parole pronunciate all'indomani della sua elezione a Vescovo di Roma, nell'incontrare i rappresentanti dei mezzi di comunicazione sociale presenti a Roma in occasione del Conclave: "'il ruolo dei mass-media è andato sempre crescendo in questi ultimi tempi, tanto che esso è diventato indispensabile per narrare al mondo gli eventi della storia contemporanea'. Tutto questo si riflette anche nella vita della Chiesa. Ma se non è cosa semplice raccontare gli eventi della storia, ancora più complesso è raccontare gli avvenimenti legati alla Chiesa (...) Ciò richiede una responsabilità particolare, una forte capacità di leggere la realtà in chiave spirituale. Infatti, gli eventi della Chiesa 'hanno una caratteristica di fondo particolare: rispondono a una logica che non è principalmente quella delle categorie, per così dire, mondane, e proprio per questo non è facile interpretarli e comunicarli ad un pubblico vasto e variegato'”.

Infine il Papa sottolinea che il Centro Televisivo Vaticano non svolge "una funzione puramente documentale, 'neutrale' degli eventi", ma contribuisce "ad avvicinare la Chiesa al mondo, azzerando le distanze, facendo arrivare la parola del Papa a milioni di cattolici, anche là dove spesso professare la propria fede è una scelta coraggiosa. Grazie alle immagini, il CTV è in cammino con il Papa per portare Cristo nelle tante forme di solitudine dell’uomo contemporaneo, raggiungendo anche le 'sofisticate periferie tecnologiche'. In questa vostra missione, è importante ricordare che la Chiesa è presente nel mondo della comunicazione, in tutte le sue variegate espressioni, soprattutto per condurre le persone all’incontro con il Signore Gesù".

Papa Francesco conclude il suo Messaggio chiedendo alla Madonna di" vegliare sui nostri passi di 'pellegrini della comunicazione'" ed invocando l'intercessione di Santa Chiara, Patrona della televisione.


VIDEOMESSAGGIO DEL PAPA ALLA PRIMA CONFERENZA FILIPPINA SULLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE: LO SPIRITO SANTO PORTI GIUSTIZIA E PACE NEL CONTINENTE ASIATICO

Città del Vaticano, 18 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un videomessaggio ai partecipanti alla Prima Conferenza Filippina sulla Nuova Evangelizzazione che si conclude oggi all'Università Santo Tomas di Manila. Alla Conferenza hanno preso parte delegati di tutta la Nazione e da diverse parti dell'Asia.

"La prima Conferenza Filippina sulla Nuova Evangelizzazione è un valido contributo all'Anno della Fede - dice il Santo Padre - (...) Sono felice di sapere che siete giunti a Manila da diverse parti della Filippine e dell'Asia. Lo Spirito Santo è attivamente al lavoro in voi. La Chiesa di Cristo è viva!".

"Auspico che con questa conferenza sperimentiate nuovamente l'amorosa presenza di Gesù nella vostra vita, che amiate ancor di più la Chiesa e che condividiate il Vangelo con tutti, in umiltà e gioia. Non stancatevi di portare la misericordia del Padre ai poveri, agli ammalati, agli abbandonati, ai giovani e alle famiglie. Fate che Gesù sia conosciuto nel mondo della politica, degli affari, delle arti, della scienza, della tecnologia e dei mezzi di comunicazione. Lasciate che lo Spirito Santo rinnovi la creazione e porti giustizia e pace alle Filippine e nel grande Continente asiatico che è caro al mio cuore".

"Vi prego di pregare per me, ne ho bisogno. Prometto di pregare per voi, in particolare Nostra Madre la Beata Vergine Maria, Stella della Nuova Evangelizzazione".


ESERCIZI SPIRITUALI DEL PAPA E DELLA CURIA AD ALBANO

Città del Vaticano, 18 ottobre 2013 (VIS). Papa Francesco si trasferirà con la Curia Romana - dalla sera di domenica 9 marzo a venerdì 14 marzo - nella cittadina romana di Albano Laziale, per gli esercizi spirituali della Quaresima. Il luogo scelto per il soggiorno è la "Casa Divin Maestro" dei Paolini. Le meditazioni saranno tenute da don Angelo De Donatis, del clero di Roma.

Lo scopo - comunica la Segreteria di Stato - è di poter risiedere in modo riservato e silenzioso, lontano dagli uffici del lavoro abituale, per potersi dedicare con maggiore raccoglimento agli Esercizi Spirituali.

EBREI E CATTOLICI: SIFDE PER LA RELIGIONE NELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA

Città del Vaticano, 18 ottobre 2013 (VIS). Il Comitato internazionale misto ebraico-cattolico (ILC), forum ufficiale del dialogo permanente della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo e il Comitato Ebraico Internazionale per le consultazioni interreligiose (IJCIC) hanno tenuto a Madrid (Spagna), dal 13 al 16 ottobre, la loro XXII riunione. Presieduta dalla Signora Betty Ehrenberg, Presidente dell'IJCIC e dal Cardinale Kurt Koch, Presidente della Commissione della Santa Sede per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo, la riunione ha avuto per tema: "Sfide per la Religione nella società contemporanea". Al termine è stata pubblicata una dichiarazione congiunta che tocca diversi punti.

1. Eredità condivisa. Ebrei e cristiani condividono l'eredità della testimonianza biblica del rapporto di Dio con la famiglia umana nella storia. Le Scritture testimoniano che i singoli e i popoli sono chiamati, istruiti, guidati e protetti dalla Divina Provvidenza. Alla luce della storia sacra, i cattolici ed ebrei partecipanti alla riunione hanno inteso rispondere alle nuove opportunità e difficoltà che il credo e la pratica religiosa devono affrontare nel mondo odierno.

2. Libertà religiosa. Incoraggiati nel nostro lavoro dalla sollecitudine di Papa Francesco per il benessere universale, particolarmente dei poveri e degli oppressi, condividiamo il principio che la dignità di ogni individuo è data da Dio. Ciò esige che ogni persona goda di piena libertà di coscienza e libertà di espressione religiosa, individualmente ed istituzionalmente, in privato e in pubblico. Deploriamo l'abuso della religione e l'uso della religione a fini politici. Ebrei e cattolici condannano la persecuzione su base religiosa.

3. Persecuzione dei cristiani. L'ILC raccomanda alla Commissione Vaticana per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo e l'IJCIC di impegnarsi a contrastare le persecuzioni di minoranze cristiane nel mondo; di richiamare l'attenzione su questi problemi ed adoperarsi per garantire la piena cittadinanza a tutti i cittadini a prescindere dall'identità religiosa ed etnica in Medio Oriente e nel mondo. Inoltre incoraggiamo gli sforzi per promuovere il benessere delle minoranze cristiane ed ebraiche in tutto il Medio Oriente.

4. L'insorgere dell'antisemitismo. Papa Francesco ha ripetuto più volte: "un cristiano non può essere antisemita". Incoraggiamo tutti i responsabili religiosi a continuare a denunciare questo peccato. La celebrazione del 50° anniversario della 'Nostra Aetate' nel 2015 sarà occasione privilegiata per riaffermare la condanna dell'antisemitismo. Chiediamo con forza che gli insegnamenti antisemiti siano eliminati dalla predicazione e dai libri di testo ovunque nel mondo. Similmente, ogni espressione di sentimento anticristiano è ugualmente inaccettabile".

5. Educazione. Raccomandiamo che tutti i seminari ebraici e cattolici includano insegnamenti sulla 'Nostra Aetate' e sui documenti successivi della Santa Sede includendo la Dichiarazione del Concilio nei loro piani di studio. Desideriamo che le nuove generazioni di leader ebrei e cattolici sappiano quanto profondamente la 'Nostra Aetate' ha cambiato i rapporti fra ebrei e cattolici.

Di fronte a queste sfide cattolici ed ebrei rinnoviamo il nostro impegno ad educare le rispettive comunità nella conoscenza e nel rispetto reciproco.

UDIENZE

Città del Vaticano, 18 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Ramiro Moliner Inglés, Nunzio Apostolico in Albania.

- Il Vescovo Ernesto Vecchi, Amministratore Apostolico di Terni-Narni-Amelia.

- Il Vescovo Javier Echevarría Rodríguez, Prelato dell’Opus Dei.


giovedì 17 ottobre 2013

IL PAPA RICEVE IL PRESIDENTE DELLO STATO DI PALESTINA: ISRAELIANI E PALESTINESI PRENDANO DECISIONI CORAGGIOSE A FAVORE DELLA PACE CON IL SOSTEGNO DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

Città del Vaticano, 17 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il Signor Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina, il quale successivamente ha incontrato l'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Nel corso dei cordiali colloqui si è parlato della situazione in Medio Oriente, e in particolare della ripresa dei negoziati tra Israeliani e Palestinesi, esprimendo l’auspicio che tale processo produca i frutti desiderati per trovare una soluzione giusta e duratura ad un conflitto la cui fine si rivela sempre più necessaria e urgente. A tale scopo ci si è augurato che le Parti prendano con determinazione decisioni coraggiose a favore della pace con il sostegno della Comunità internazionale. Grave preoccupazione, invece, desta ancora la situazione in Siria, per la quale si auspica che alla logica della violenza subentri quanto prima quella del dialogo e della riconciliazione.

Per quanto riguarda le relazioni bilaterali è stata manifestata soddisfazione per i progressi fatti nell’elaborazione di un Accordo Globale su alcuni aspetti essenziali della vita e dell’attività della Chiesa cattolica in Palestina.

Si è parlato, infine, della situazione delle comunità cristiane nei Territori Palestinesi e, più in generale, in Medio Oriente, rilevando il contributo significativo che esse offrono al bene comune della società.

DOMENICA 20 OTTOBRE "I 100 METRI DI CORSA E DI FEDE"

Città del Vaticano, 17 ottobre 2013 (VIS). Domenica 20 ottobre, Via della Conciliazione e Piazza San Pietro si trasformeranno in un'insolita pista di atletica dove si correranno "i 100 metri di corsa e di fede". L'evento è organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura e dal Centro Sportivo Italiano nell'ambito dell'Anno della Fede, che vedrà la partecipazione di famiglie, seminari e collegi e di numerosi pellegrini che, prima della recita dell'Angelus, passeranno il testimone.

La staffetta, informa un Comunicato del Pontificio Consiglio della Cultura, ricorda che la vita cristiana è, secondo l'immagine lasciataci dall'Apostolo Paolo nella Lettera ai Corinzi, una corsa ideale, nella quale la fede si trasmette di generazione in generazione e il cristiano gareggia per conquistare "una corona incorruttibile". Nella ricorrenza dell'Anno della Fede, l'evento intende sottolineare l'importanza dello sport come bene culturale, educativo e spirituale, e attirare l'attenzione delle varie componenti del mondo cattolico sul ruolo formativo che può assumere lo sport nella catechesi cristiana.

Dalle ore 8:30 alle 12:00, su una vera pista di atletica, i partecipanti alla staffetta percorreranno i 100 metri fino ad arrivare in Piazza San Pietro. L'evento, in diretta televisiva, porterà su un palco atleti e testimoni della fede nel mondo dello sport fra i quali la tennista Mary Santangelo, l'ex atleta britannico Jason Gardener, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Atene 2004 nella 4×100 metri, il podista ultrasessantenne Ulderico Lambertucci ed Andrea Bartali, figlio dell'indimenticato asso del ciclismo Gino Bartali, vincitore di tre Giri d'Italia e di due Tours de France. Saranno ricordati inoltre alcuni incontri del Beato Giovanni Paolo II, di Papa Benedetto XVI e del Papa Francesco con il mondo dello sport. A mezzogiorno, la festa si concluderà con l'Angelus e il saluto del Papa ai partecipanti.

Lunedì 21, il seminario "Credenti nel mondo dello sport", che intende approfondire il rapporto tra sport e fede vissuta, riunirà i responsabili dello sport professionistico e dell'associazionismo sportivo cattolico per una giornata di confronto e di testimonianze. Il tema del seminario punta a riflettere su come lo sport possa rivelare l'uomo a se stesso, sul valore del corpo umano, con un particolare riferimento alla disabilità, sul valore di uno sport aperto all'assoluto nella scoperta di Dio.

UDIENZE

Città del Vaticano, 17 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico).

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, emerito di Freiburg im Breisgau, Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca (Repubblica Federale di Germania).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 17 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Raphy Manjaly, Vescovo di Allahabad (superficie: 46.774; popolazione: 32.644.000; cattolici: 13.525; sacerdoti: 88: religiosi: 386), India. È stato finora Vescovo di Varanasi (India).

mercoledì 16 ottobre 2013

LA CHIESA HA LE SUE RADICI NELL’INSEGNAMENTO DEGLI APOSTOLI, TESTIMONI AUTENTICI DI CRISTO, MA GUARDA AL FUTURO

Città del Vaticano, 16 ottobre 2013 (VIS). Dopo le catechesi dedicate all'unità, alla santità e cattolicità della Chiesa, definite dal Credo, il Papa si è soffermato oggi sull'apostolicità della Chiesa. Nel corso della catechesi dell'Udienza Generale di oggi in Piazza San Pietro, il Papa ha spiegato: "Professare che la Chiesa è apostolica significa sottolineare il legame costitutivo che essa ha con gli Apostoli, con quel piccolo gruppo di dodici uomini che Gesù un giorno chiamò a sé, li chiamò per nome, perché rimanessero con Lui e per mandarli a predicare. 'Apostolo', infatti, è una parola greca che vuol dire 'mandato', 'inviato'".

"Gli Apostoli sono stati scelti, chiamati e inviati da Gesù, per continuare la sua opera, cioè pregare - è il primo lavoro di un apostolo - e, secondo, annunciare il Vangelo", ha sottolineato il Pontefice, ricordando che: "Nei primi tempi della Chiesa c'è stato un problema perché gli Apostoli dovevano fare tante cose e allora hanno costituito i diaconi, perché vi fosse per gli Apostoli più tempo per pregare e annunciare la Parola di Dio, Quando pensiamo ai successori degli Apostoli, i Vescovi, compreso il Papa poiché anch'egli è Vescovo, dobbiamo chiederci se questo successore degli Apostoli per prima cosa prega e poi se annuncia il Vangelo: questo è essere Apostolo e per questo la Chiesa è apostolica".

"La Chiesa è apostolica perché è fondata sulla predicazione e la preghiera degli Apostoli, sull’autorità che è stata data loro da Cristo stesso", ha detto il Papa citando San Paolo che nella Lettera ai cristiani di Efeso "paragona, (...) i cristiani a pietre vive che formano un edificio che è la Chiesa, e questo edificio è fondato sugli Apostoli, come colonne, e la pietra che sorregge tutto è Gesù stesso. Senza Gesù non può esistere la Chiesa! Gesù è proprio la base della Chiesa, il fondamento! Gli Apostoli hanno vissuto con Gesù, hanno ascoltato le sue parole, hanno condiviso la sua vita, soprattutto sono stati testimoni della sua Morte e Risurrezione. La nostra fede, la Chiesa che Cristo ha voluto, non si fonda su un’idea, non si fonda su una filosofia, si fonda su Cristo stesso. E la Chiesa è come una pianta che lungo i secoli è cresciuta, si è sviluppata, ha portato frutti, ma le sue radici sono ben piantate in Lui e l’esperienza fondamentale di Cristo che hanno avuto gli Apostoli, scelti e inviati da Gesù, giunge fino a noi".

"Ma chiediamoci: (...) come può giungere fino a noi quello che hanno vissuto gli Apostoli con Gesù, quello che hanno ascoltato da Lui? Ecco il secondo significato del termine 'apostolicità'. Il 'Catechismo della Chiesa Cattolica' afferma che la Chiesa è apostolica perché 'custodisce e trasmette, con l’aiuto dello Spirito Santo che abita in essa, l’insegnamento, il buon deposito, le sane parole udite dagli Apostoli'. La Chiesa conserva lungo i secoli questo prezioso tesoro, che è la Sacra Scrittura, la dottrina, i Sacramenti, il ministero dei Pastori, così che possiamo essere fedeli a Cristo e partecipare alla sua stessa vita. È come un fiume che scorre nella storia (...) ma l’acqua che scorre è sempre quella che parte dalla sorgente, e la sorgente è Cristo stesso: Lui è il Risorto, Lui è il Vivente, e le sue parole non passano, perché Lui non passa, Lui è vivo, Lui oggi è fra noi qui, Lui ci sente e noi parliamo con Lui ed Egli ci ascolta, è nel nostro cuore. Gesù e con noi, oggi!".

Alle migliaia di pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha detto: "Pensiamo mai a come è proprio la Chiesa nel suo cammino lungo questi secoli – nonostante le difficoltà, i problemi, le debolezze, i nostri peccati - che ci trasmette l’autentico messaggio di Cristo? Ci dona la sicurezza che ciò in cui crediamo è realmente ciò che Cristo ci ha comunicato?".

"L’ultimo pensiero: la Chiesa è apostolica perché è inviata a portare il Vangelo a tutto il mondo. Continua nel cammino della storia la missione stessa che Gesù ha affidato agli Apostoli: 'Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli (...). Ed ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo'. (...) Insisto su questo aspetto della missionarietà, perché Cristo invita tutti ad 'andare' incontro agli altri, ci invia, ci chiede di muoverci per portare la gioia del Vangelo!".

"La Chiesa - ha concluso Papa Francesco - ha le sue radici nell’insegnamento degli Apostoli, testimoni autentici di Cristo, ma guarda al futuro, ha la ferma coscienza di essere inviata - inviata da Gesù -, di essere missionaria, portando il nome di Gesù con la preghiera, l'annuncio e la testimonianza. Una Chiesa che si chiude in se stessa e nel passato, una Chiesa che guarda soltanto le piccole regole di abitudini, di atteggiamenti, è una Chiesa che tradisce la propria identità!".

PAPA FRANCESCO RICORDA IL 35° ANNIVERSARIO DELL'ELEZIONE AL PONTIFICATO DEL BEATO GIOVANNI PAOLO II

Città del Vaticano, 16 ottobre 2013 (VIS). Nei saluti nelle diverse lingue, il Papa si è rivolto, fra gli altri, agli studenti tedeschi della "Liebfrauenschule" di Mülhausen: "Voi, che state studiando, cercate di imparare da Sant'Agostino che ha detto 'Credi per comprendere: comprendi per credere'. Lo Spirito Santo vi accompagni nel vostro cammino".

"Oggi a Katowice - ha detto il Papa ai pellegrini polacchi - si svolge un importante evento culturale-religioso: una sacra rappresentazione sulla vita e sulla spiritualità di San Francesco, con la partecipazione di centinaia di attori e migliaia di spettatori. Agli organizzatori ed ai partecipanti auguro che quest'incontro artistico con il Poverello di Assisi susciti nei cuori di tutti l'amore per Dio Creatore, il rispetto per il creato e la fattiva carità per coloro che necessitano dell'aiuto spirituale e materiale".

"Voi tutti qui presenti e i vostri cari affido alla celeste intercessione del Beato Giovanni Paolo II, nel trentacinquesimo anniversario dell'elezione alla Cattedra di Pietro, e di cuore vi benedico".

In italiano il Papa ha rivolto "un caloroso saluto al personale di varie Ambasciate presso la Santa Sede, che ringrazio vivamente per il prezioso lavoro, e ai delegati del 'Mouvement International Quart Monde', alla vigilia della Giornata del Rifiuto della Miseria, nel giorno in cui ricorre la Giornata Mondiale dell'Alimentazione, indetta dalle Nazioni Unite".

UN MONDO IN CUI OGNUNO POSSA VIVERE IN MODO DIGNITOSO

Città del Vaticano, 16 ottobre 2013 (VIS). In occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione, il 16 ottobre, data di fondazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O.), il Santo Padre Francesco ha indirizzato un Messaggio al Signor José Graziano da Silva, Direttore Generale della F.A.O. Tema della Giornata 2013 è: “Sistemi alimentari sostenibili per la sicurezza alimentare e la nutrizione”."In un’epoca in cui la globalizzazione permette di conoscere le situazioni di bisogno nel mondo e di moltiplicare gli scambi e i rapporti umani - scrive il Papa - sembra crescere la tendenza all’individualismo e alla chiusura in se stessi, che porta ad un certo atteggiamento di indifferenza - a livello personale, di Istituzioni e di Stati - verso chi muore per fame o soffre per denutrizione, quasi fosse un fatto ineluttabile. Ma fame e denutrizione non possono mai essere considerati un fatto normale al quale abituarsi, quasi si trattasse di parte del sistema. Qualcosa deve cambiare in noi stessi, nella nostra mentalità, nelle nostre società".

Un passo importante verso questo cambiamento consiste nell'"abbattere con decisione le barriere dell’individualismo, della chiusura in se stessi, della schiavitù del profitto a tutti i costi e questo non solo nelle dinamiche delle relazioni umane, ma anche nelle dinamiche economico-finanziarie globali".

"Penso sia necessario oggi più che mai - ribadisce il Papa - educarci alla solidarietà, riscoprire il valore e il significato di questa parola così scomoda e messa molto spesso in disparte e fare che diventi atteggiamento di fondo nelle scelte a livello politico, economico e finanziario, nei rapporti tra le persone, tra i popoli e tra le nazioni".

"Siamo ancora lontani da un mondo in cui ognuno possa vivere in modo dignitoso - ha sottolineato il Papa ribadendo che: "Questo comporta un serio interrogativo sulla necessità di modificare concretamente i nostri stili di vita, compresi quelli alimentari, che, in tante aree del pianeta, sono segnati da consumismo, spreco e sperpero di alimenti. (...) Basterebbe eliminarli per ridurre in modo drastico il numero degli affamati".

Il Papa propone un terzo elemento di riflessione: "l’educazione alla solidarietà e ad uno stile di vita che superi la 'cultura dello scarto' e metta realmente al centro ogni persona e la sua dignità, parte dalla famiglia", ed al termine del Messaggio sottolinea che: "La Chiesa cattolica percorre con voi queste strade, consapevole che la carità, l’amore è l’anima della sua missione".



martedì 15 ottobre 2013

IL CARDINALE TARCISIO BERTONE LASCIA L'INCARICO DI SEGRETARIO DI STATO

Città del Vaticano, 15 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico, il Papa ha ricevuto i Superiori e gli Officiali della Segreteria di Stato in occasione del saluto al Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B. che oggi lascia l'incarico di Segretario di Stato, e della presa di possesso del nuovo Segretario di Stato, Arcivescovo Pietro Parolin, finora Nunzio Apostolico in Venezuela. L'Arcivescovo Parolin prenderà possesso del suo nuovo incarico alcune settimane più tardi rispetto alla data di oggi, a motivo di un intervento chirurgico a cui ha dovuto sottoporsi.

"In questo momento - ha detto il Papa - è un sentimento di gratitudine quello che vorrei condividere con tutti voi (...). Vedo in Lei - ha proseguito il Papa rivolgendosi al Cardinale Bertone - anzitutto il figlio di don Bosco. Tutti siamo marcati dalla nostra storia. Pensando al Suo lungo servizio alla Chiesa, sia nell’insegnamento, come nel ministero di Vescovo diocesano e nel lavoro in Curia, fino all’incarico di Segretario di Stato, mi pare che il filo rosso sia costituito proprio dalla vocazione sacerdotale salesiana che (...) l’ha portata a svolgere tutti gli incarichi ricevuti, indistintamente, con profondo amore alla Chiesa, grande generosità, e con quella tipica miscela salesiana che unisce un sincero spirito di obbedienza e una grande libertà di iniziativa e di inventiva personale".

Il Pontefice ha quindi sottolineato "l’atteggiamento di incondizionata fedeltà e di assoluta lealtà a Pietro, caratteristica distintiva del Suo mandato come Segretario di Stato, tanto verso Benedetto XVI che verso di me in questi mesi. L’ho potuto avvertire in molte occasioni e Le sono profondamente grato per questo".

"Desidero infine ringraziarLa anche per il coraggio e la pazienza con cui ha vissuto le contrarietà che ha dovuto affrontare. Sono tante" - ha aggiunto Papa Francesco che ha presentato come esempio uno dei sogni raccontati da Don Bosco: "Il Santo vede un pergolato pieno di rose e inizia a incamminarsi al suo interno, seguito da molti discepoli. A mano a mano che si inoltra, però, insieme alle belle rose, che coprono tutto il pergolato, spuntano delle spine acutissime, che feriscono e provocano grandi dolori. (...) Il sogno vorrebbe rappresentare la fatica dell’educatore, ma penso si possa applicare anche a qualsiasi ministero di responsabilità nella Chiesa. Caro Cardinale Bertone, in questo momento mi piace pensare che, se pure vi sono state le spine, la Vergine Ausiliatrice non ha certo fatto mancare il suo aiuto, e non lo farà mancare in futuro: sia sicuro, eh? L’augurio che tutti Le facciamo è che Ella possa continuare a godere dei tesori che hanno segnato la Sua vocazione: la presenza di Gesù Eucaristia, l’assistenza della Madonna, l’amicizia del Papa. I tre grandi amori di don Bosco: questi tre".

"E con questi pensieri - ha concluso il Papa - diamo anche - in absentia - il più cordiale benvenuto al Segretario nuovo. Lui conosce molto bene la famiglia della Segreteria di Stato, vi ha lavorato per tanti anni, con passione e competenza e con quella capacità di dialogo e di tratto umano che sono una sua caratteristica. In un certo senso è come un ritornare 'a casa'”.

Infine il Papa rivolgendosi a tutto il personale della Segreteria di Stato ha detto: "Vi invito tutti a pregare per me". Successivamente il Cardinale Bertone ha pronunciato un breve discorso nel quale ha ricordato i sette anni di servizio nella Santa Sede, con Papa Benedetto XVI: "Ciò che ci ha appassionato con Papa Benedetto XVI - ha detto - è stato vedere la Chiesa comprendere se stessa nel profondo come comunione, e nello stesso tempo capace di parlare al mondo, al cuore e all'intelligenza di ognuno con chiarezza di dottrina e con altezza di pensiero".

"Papa Benedetto XVI - ha proseguito il Cardinale Bertone - "è stato un riformatore delle coscienze e del clero. Il Suo pontificato è stato percorso da forti progetti pastorali (...). Ha sofferto profondamente per i mali che deturpano il volto della Chiesa e per questo l'ha dotata di una nuova legislazione che colpisca con decisione il vergognoso fenomeno della pedofilia fra il clero, senza dimenticare l'avvio della nuova normativa in materia economico-amministrativa".

"Io vedo oggi in Papa Francesco non tanto una rivoluzione ma una continuità con Papa Benedetto XVI pur nella diversità degli accenti e dei segmenti di vita personale. (...) L'ascolto, la tenerezza, la misericordia, la confidenza sono stupende realtà che ho sperimentato personalmente con Lei. (...) E per finire non posso non sottolineare due espressioni che rafforzano questa continuità: il dono del consiglio spontaneo e ispirato, proiettato verso il futuro ma ricco di memoria, e poi la comune fervida devozione mariana. Non c'è icona più bella dei due Papi di quelle che li fotografa ciascuno raccolto in preghiera davanti alla statua della Madonna, e della Madonna di Fatima: a Fatima, nell'anno sacerdotale del 2010, Papa Benedetto, e a Roma, davanti alla medesima immagine, nell'anno della fede, Papa Francesco, per mettere l'intera Chiesa in stato di penitenza e di purificazione".

Il Cardinale ha concluso il suo discorso augurando al suo successore di "sciogliere i nodi che ancora impediscono alla Chiesa di essere in Cristo il cuore del mondo, orizzonte auspicato e incessantemente invocato".

LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL CARDINALE TARCISIO BERTONE

Città del Vaticano, 15 ottobre 2013 (VIS). Pubblichiamo la Lettera del Santo Padre Francesco, datata 15 ottobre, al Cardinale Tarcisio Bertone, S.d.B., Camerlengo di Santa Romana Chiesa, che oggi lascia l'incarico di Segretario di Stato:

"È giunto il momento per Lei, caro Fratello, di 'passare il testimone' nel servizio di Segretario di Stato. Desidero perciò unirmi spiritualmente a Lei nel rendere grazie a Dio per tutto il bene che Le ha permesso di compiere in questo ruolo così delicato e impegnativo. La memoria di Santa Teresa di Gesù, che in questa data la liturgia ci fa celebrare, invita a fissare lo sguardo in Dio: 'Nulla ti turbi – ci dice la grande Santa di Avila – nulla ti spaventi, chi ha Dio, nulla gli manca'.

In questa circostanza sento il bisogno di esprimerLe viva gratitudine per la sollecitudine con cui si è prodigato in questi sette anni; e lo faccio anche a nome dell’amato Benedetto XVI, che La chiamò da Genova, dove era Arcivescovo, a tornare a Roma e Le affidò l’incarico di Suo Segretario di Stato a partire dal 15 settembre 2006, e quindi anche di Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Sette anni di lavoro intenso, vissuti con grande generosità e spirito di servizio. Anche io ho potuto avvalermi ancora, fino ad oggi, della Sua esperta collaborazione.

C’è un aspetto per il quale desidero manifestarLe in modo particolare il mio apprezzamento, ed è la Sua fedeltà allo spirito di Don Bosco, lo spirito salesiano, che Lei ha saputo conservare e testimoniare pur essendo assorbito dalle molteplici incombenze connesse al compito di coadiuvare il Successore di Pietro. Con l’intraprendenza e l’amore al Papa che caratterizzano i figli di San Giovanni Bosco, Lei ha svolto sempre con dedizione il suo compito di guida nei rapporti internazionali della Santa Sede, così importante nell’esercizio del Ministero del Vescovo di Roma. Allo stesso tempo, non si è risparmiato per portare il Magistero pontificio e la Benedizione apostolica in ogni dove: Paesi, diocesi, parrocchie, università, istituzioni, associazioni. La Madonna Ausiliatrice Le è stata vicina e L’ha sempre assistita in questo prezioso ministero. La sua materna intercessione Le ottenga le celesti ricompense e le grazie che più Le stanno a cuore. Le sia pegno di pace e di spirituale letizia anche la mia Benedizione che di cuore Le imparto, estendendola con sentita riconoscenza anche ai Suoi collaboratori ed alle persone care".

SULL'ELEVAZIONE ALLA DIGNITĀ EPISCOPALE DEL SEGRETARIO GENERALE DEL GOVERNATORATO DELLO STATO DELLA CITTĀ DEL VATICANO

Città del Vaticano, 15 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato una lettera al Cardinale Bertello, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, nella quale spiega la sua decisione di elevare alla dignità episcopale il Padre Fernando Vérgez Alzaga, LC, Segretario Generale del Governatorato.

"Dalla natura specifica della Sede Apostolica - scrive il Papa - che ha una missione spirituale e pastorale a favore della Chiesa di Roma e della Chiesa Universale, deriva la speciale responsabilità di coloro che sono legati ad essa con vincolo di lavoro, e l'impegno di scrupolosa fedeltà a tutti i compiti e doveri assegnati nella laboriosità, nella professionalità e nell'onestà della vita".

"Spetta al Segretario Generale del Governatorato di curare in modo diretto la formazione umana e cristiana dei dipendenti e dei collaboratori, di coordinare i Sacerdoti incaricati dell'assistenza spirituale che già sono presenti nei vari settori, di promuovere opportune iniziative, specialmente in concomitanza con i programmi pastorali della Chiesa universale e nei tempi forti dell'anno liturgico".

"In considerazione di tali compiti ho deciso di elevare all'ordine episcopale il Reverendo Padre Fernando Vérgez Alzaga, L.C.".



ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha elevato alla dignità episcopale, il Padre Fernando Vérgez Alzaga, L.C., Segretario Generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. L'Arcivescovo eletto è nato a Salamanca (Spagna) nel 1945, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Legionari di Cristo nel 1965 ed è stato ordinato sacerdote nel 1969. Ha conseguito la licenza in Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e il diploma della Scuola d’Archivista presso l’Archivio Segreto Vaticano. Il 1° agosto 1972 ha iniziato il servizio presso la Santa Sede nella Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica; nell’aprile 1984 è stato trasferito al Pontificio Consiglio per i Laici; nel giugno 2004 è stato nominato Capo Ufficio dell’Ufficio Internet della Santa Sede; infine, il 10 gennaio 2008, è stato nominato Direttore della Direzione delle Telecomunicazioni dello Stato della Città del Vaticano.

- Ha nominato l'Arcivescovo Giovanni Ricchiuti, Vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti (superficie: 1.309; popolazione: 170.500, cattolici: 168.500; sacerdoti: 91; religiosi: 184; diaconi permanenti: 11), Italia. Finora Arcivescovo di Acerenza (Italia), succede al Vescovo Mario Paciello, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Mark Hagemoen, Vescovo della Diocesi di MacKenzie-Fort Smith (superficie: 1.523.400; popolazione: 49.150, cattolici: 27.050; sacerdoti: 8; religiosi: 11; diaconi permanenti: 1), Canada. Il Vescovo eletto è nato a Vancouver (Canada) nel 1961 ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1990 al 1992 è stato Vicario parrocchiale di St. Stephen, a Vancouver; dal 1992 al 1994 Vicario parrocchiale di St. Mary, a Chilliwack; dal 1994 al 1999 Direttore della pastorale per la gioventù dell’Arcidiocesi; dal 1999 al 2004 Parroco di St. Nicolas, a Langley; dal 2004 al 2009 Vicario generale dell’Arcidiocesi; dal 2007 al 2011 Vicario episcopale per i servizi pastorali diocesani; dal 2004 al 2011 Parroco di St. John the Apostle, a Vancouver; dal 2011 Direttore dei Collegi cattolici di Corpus Christi e St. Mark’s, a Vancouver.

- Ha nominato il Padre Narciso V. Abellana M.S.C., della Società Missionaria del Sacro Cuore, Vescovo di Romblon (superficie: 1.567;popolazione: 318.000; cattolici: 263.026; sacerdoti: 34; religiosi: 54), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Talisay City (Filippine), nel 1953, ha emesso la professione solenne nel 1977 ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Dal 1978 al 1986 è stato Parroco a Pilar, Cebu; dal 1986 al 1988 Rettore del College Seminary a Banawa, Cebu City; dal 1991 al 1993 Consigliere Provinciale e Vice Maestro dei Novizi; dal 1993 al 1999 Decano del Teologato; dal 1999 al 2005 Superiore Provinciale; dal 2005 al 2001 Vicario Generale e Primo Assistente del Superiore Generale a Roma; dal 2011 Cappellano presso la "Central Luzon State University" a Nueva Ecija.

- Ha nominato il Vescovo Sébastien Muyengo Mulombe, Vescovo della Diocesi di Uvira (superficie: 36.000; popolazione: 1.370.000; cattolici: 483.321; sacerdoti: 60; religiosi: 51), Repubblica Democratica del Congo. È stato finora Ausiliare di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo.

lunedì 14 ottobre 2013

C'È BISOGNO DI CRISTIANI MOTIVATI CHE RISVEGLINO LA SPERANZA

Città del Vaticano, 14 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. "Nel nostro tempo - ha detto il Papa - si verifica spesso un atteggiamento di indifferenza verso la fede, ritenuta non più rilevante nella vita dell’uomo. (...) È importante che noi cristiani mostriamo di vivere in modo concreto la fede, attraverso l’amore, la concordia, la gioia, la sofferenza, perché questo suscita delle domande, come all’inizio del cammino della Chiesa: perché vivono così? Che cosa li spinge? Sono interrogativi che portano al cuore dell’evangelizzazione che è la testimonianza della fede e della carità".

Nel notare che tante persone si sono allontanate dalla Chiesa, il Papa ha affermato: "C’è bisogno di cristiani che rendano visibile agli uomini di oggi la misericordia di Dio, la sua tenerezza per ogni creatura" ed ha esortato ad andare incontro agli altri "verso chi ha smarrito la fede e il senso profondo della vita. (...) La Chiesa - ha ribadito - è inviata a risvegliare dappertutto questa speranza, specialmente dove è soffocata da condizioni esistenziali difficili, a volte disumane, dove la speranza non respira, soffoca. C’è bisogno dell’ossigeno del Vangelo, del soffio dello Spirito di Cristo Risorto, che la riaccenda nei cuori. La Chiesa è la casa in cui le porte sono sempre aperte non solo perché ognuno possa trovarvi accoglienza e respirare amore e speranza, ma anche perché noi possiamo uscire a portare questo amore e questa speranza".

"Tutto questo, però nella Chiesa - ha sottolineato il Pontefice - non è lasciato al caso, all’improvvisazione. Esige l’impegno comune per un progetto pastorale che richiami l’essenziale e che sia ben centrato sull’essenziale, cioè su Gesù Cristo". Di qui l'importanza della pastorale delle diocesi e delle parrocchie, della catechesi come momento di evangelizzazione. Ricordando di aver incontrato bambini "che non sapevano neppure farsi il Segno della Croce", il Papa ha ribadito che la catechesi è un servizio prezioso per la nuova evangelizzazione ed ha affermato: "È importante che i genitori siano i primi catechisti, i primi educatori alla fede nella propria famiglia con la testimonianza e con la parola".


INVOCHIAMO L’INTERCESSIONE DI MARIA, PERCHÉ CI AIUTI A LASCIARCI SORPRENDERE DA DIO SENZA RESISTENZE

Città del Vaticano, 13 ottobre 2013 (VIS). Oltre centomila persone hanno partecipato questa mattina, in Piazza San Pietro, alla Santa Messa celebrata da Papa Francesco per la "Giornata Mariana", nell'ambito dell'Anno della Fede, presente la statua originale della Madonna di Fatima. Nell'omelia il Papa ha presentato alcune riflessioni su tre realtà: Dio ci sorprende, Dio ci chiede fedeltà, Dio è la nostra forza.

Di seguito riportiamo un'ampia sintesi dell'omelia di Papa Francesco:

"Nel Salmo abbiamo recitato: 'Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie'. Oggi siamo di fronte ad una delle meraviglie del Signore: Maria! Una creatura umile e debole come noi, scelta per essere Madre di Dio, Madre del suo Creatore. Proprio guardando a Maria, alla luce delle Letture che abbiamo ascoltato, vorrei riflettere con voi su tre realtà: prima, Dio ci sorprende; seconda, Dio ci chiede fedeltà; terza, Dio è la nostra forza".

"1. La prima: Dio ci sorprende. La vicenda di Naaman, capo dell’esercito del re di Aram, è singolare: per guarire dalla lebbra si rivolge al profeta di Dio, Eliseo, che non compie riti magici, né gli chiede cose straordinarie, ma solo fidarsi di Dio e di immergersi nell’acqua del fiume; non però dei grandi fiumi di Damasco, ma del piccolo fiume Giordano. È una richiesta che lascia Naaman perplesso, anche sorpreso: che Dio può essere quello che chiede qualcosa di così semplice? Vuole tornare indietro, ma poi fa il passo, si immerge nel Giordano e subito guarisce. Ecco, Dio ci sorprende; è proprio nella povertà, nella debolezza, nell’umiltà che si manifesta e ci dona il suo amore che ci salva, ci guarisce, ci dà forza. Chiede solo che seguiamo la sua parola e ci fidiamo di Lui".

"Questa è l’esperienza della Vergine Maria: davanti all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia. È lo stupore di vedere che Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazaret, che non vive nei palazzi del potere e della ricchezza, che non ha compiuto imprese straordinarie, ma che è aperta a Dio, sa fidarsi di Lui, anche se non comprende tutto (...). Dio ci sorprende sempre, rompe i nostri schemi, mette in crisi i nostri progetti, e ci dice: fidati di me, non avere paura, lasciati sorprendere, esci da te stesso e seguimi!".

"Oggi chiediamoci tutti se abbiamo paura di quello che Dio potrebbe chiederci o di quello che ci chiede. Mi lascio sorprendere da Dio, come ha fatto Maria, o mi chiudo nelle mie sicurezze, sicurezze materiali, sicurezze intellettuali, sicurezze ideologiche, sicurezze dei miei progetti? Lascio veramente entrare Dio nella mia vita? Come gli rispondo?".

"2. Nel brano di san Paolo che abbiamo ascoltato, l’Apostolo si rivolge al discepolo Timoteo dicendogli: ricordati di Gesù Cristo, se con Lui perseveriamo, con Lui anche regneremo. Ecco il secondo punto: ricordarsi sempre di Cristo, (...) e questo è perseverare nella fede; Dio ci sorprende con il suo amore, ma chiede fedeltà nel seguirlo. Noi possiamo diventare 'non fedeli', ma Lui non può, Lui è 'il fedele' e chiede da noi la stessa fedeltà. Pensiamo a quante volte ci siamo entusiasmati per qualcosa, per qualche iniziativa (...) ma poi, di fronte ai primi problemi, abbiamo gettato la spugna. E questo purtroppo, avviene anche nelle scelte fondamentali, come quella del matrimonio. La difficoltà di essere costanti, di essere fedeli alle decisioni prese, agli impegni assunti. Spesso è facile dire 'sì', ma poi non si riesce a ripetere questo 'sì' ogni giorno. Non si riesce ad essere fedeli".
"Maria ha detto il suo 'sì' a Dio, un 'sì' che ha sconvolto la sua umile esistenza di Nazaret, ma non è stato l’unico, anzi è stato solo il primo di tanti 'sì' pronunciati nel suo cuore nei suoi momenti gioiosi, come pure in quelli di dolore, tanti 'sì' culminati in quello sotto la Croce".

"E io mi domando: sono un cristiano 'a singhiozzo', o sono un cristiano sempre? La cultura del provvisorio, del relativo entra anche nel vivere la fede. Dio ci chiede di essergli fedeli, ogni giorno, nelle azioni quotidiane e aggiunge che, anche se a volte non gli siamo fedeli, Lui è sempre fedele e con la sua misericordia non si stanca di tenderci la mano per risollevarci, di incoraggiarci a riprendere il cammino, di ritornare a Lui e dirgli la nostra debolezza perché ci doni la sua forza. E questo è il cammino definitivo: sempre col Signore, anche nelle nostre debolezze, anche nei nostri peccati. Mai andare sulla strada del provvisorio".

"3. L’ultimo punto: Dio è la nostra forza. Penso ai dieci lebbrosi del Vangelo guariti da Gesù (...). Sono malati, bisognosi di essere amati, di avere forza e cercano qualcuno che li guarisca. E Gesù risponde liberandoli tutti dalla loro malattia. Fa impressione, però, vedere che uno solo torna indietro per lodare Dio a gran voce e ringraziarlo. Gesù stesso lo nota: dieci hanno gridato per ottenere la guarigione e solo uno è ritornato per gridare a voce alta il suo grazie a Dio e riconoscere che Lui è la nostra forza. Saper ringraziare, saper lodare per quanto il Signore fa per noi".

"Guardiamo Maria: dopo l’Annunciazione, il primo gesto che compie è di carità verso l’anziana parente Elisabetta; e le prime parole che pronuncia sono: 'L’anima mia magnifica il Signore', cioè un canto di lode e di ringraziamento a Dio non solo per quello che ha operato in lei, ma per la sua azione in tutta la storia della salvezza. Tutto è suo dono. Se noi possiamo capire che tutto è dono di Dio, quanta felicità nel nostro cuore! (...) Lui è la nostra forza! Dire grazie è così facile, eppure così difficile! Quante volte ci diciamo grazie in famiglia? È una delle parole chiave della convivenza. 'Permesso', 'scusa', 'grazie': se in una famiglia si dicono queste tre parole, la famiglia va avanti. (...) Quante volte diciamo 'grazie' in famiglia? Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, ci è vicino, ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. È facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma andare a ringraziarlo: 'Mah, non mi viene'".

"Continuando l’Eucaristia invochiamo l’intercessione di Maria, perché ci aiuti a lasciarci sorprendere da Dio senza resistenze, ad essergli fedeli ogni giorno, a lodarlo e ringraziarlo perché è Lui la nostra forza".

Al termine della Santa Messa il Papa ha compiuto l'Atto di Affidamento alla Beata Vergine Maria di Fatima: "Insegnaci - ha detto - il tuo stesso amore di predilezione per i piccoli e i poveri, per gli esclusi e i sofferenti, per i peccatori e gli smarriti di cuore: raduna tutti sotto la tua protezione e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù".

Prima della recita dell'Angelus, Papa Francesco ha ricordato che oggi a Tarragona (Spagna) "vengono proclamati Beati circa cinquecento martiri, uccisi per la loro fede durante la guerra civile spagnola degli anni Trenta del secolo scorso. Lodiamo il Signore per questi suoi coraggiosi testimoni, e per loro intercessione supplichiamolo di liberare il mondo da ogni violenza".

"Ringrazio tutti voi - ha concluso Papa Francesco - che siete venuti numerosi da Roma, dall'Italia e da tante parti del mondo per questa festa della fede dedicata a Maria nostra Madre".

VIDEO MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA BEATIFICAZIONE DI 522 MARTIRI SPAGNOLI DEL SECOLO XX

Città del Vaticano, 13 ottobre 2013 (VIS). Pubblichiamo di seguito il testo del videomessaggio di Papa Francesco trasmesso all'inizio della Cerimonia di Beatificazione di 522 martiri spagnoli del secolo XX, svoltasi oggi a Tarragona (Spagna).

"Mi unisco con tutto il cuore ai partecipanti alla celebrazione a Tarragona, nella quale numerosi Pastori, persone consacrate e fedeli laici sono proclamati Beati martiri.

Chi sono i martiri? Sono cristiani conquistati da Cristo, discepoli che hanno ben appreso il significato di 'amare fino alla fine' che portò Gesù alla Croce. Non esiste l'amore a puntate, l'amore in porzioni. L'amore totale: e quando si ama, si ama sino alla fine. Sulla Croce Gesù ha sentito il peso della morte, il peso del peccato, ma si è affidato completamente al Padre ed ha perdonato. Poteva appena parlare, ma donò la vita. Cristo è il primo nell'amore; i martiri lo hanno imitato nell'amore sino alla fine.

Dicono i Santi Padri: 'Imitiamo i martiri! Bisogna sempre morire un poco per uscire da noi stessi, dal nostro egoismo, dal nostro benessere, dalla nostra pigrizia, dalle nostre tristezze e aprirsi a Dio, agli altri, specialmente a quanti hanno più bisogno.

Imploriamo l'intercessione dei martiri per essere cristiani concreti, cristiani con le opere e non a parole: per non essere cristiani mediocri, cristiani dal cristianesimo di superficie ma senza sostanza. Questi non erano cristiani di superficie, erano cristiani sino alla fine, chiediamo il loro aiuto per mantenerci saldi nella fede, anche nelle difficoltà, e siamo così fermento di speranza e artefici di fratellanza e solidarietà.

E vi chiedo di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi guidi".


GIORNATA MARIANA: LA FEDE DI MARIA DÀ CARNE UMANA A GESÙ

Città del Vaticano, 12 ottobre 2013 (VIS). Alle ore 17:00 di questo pomeriggio, in Piazza San Pietro, si è svolta una Celebrazione Mariana nell’ambito della "Giornata Mariana", indetta in occasione dell’Anno della fede. Alle ore 16:00 ha avuto inizio la processione - attraverso i vari settori della Piazza - della statua originale della Madonna di Fatima, giunta in aereo dal Portogallo. Sul sagrato la statua della Vergine è stata accolta alle ore 17:00 dal Santo Padre Francesco. Presenti oltre centomila persone.

Dopo l’indirizzo di saluto del Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, Arcivescovo Rino Fisichella, ha avuto luogo l’Intronizzazione della statua della Madonna di Fatima. A conclusione della preghiera mariana sotto forma di Via Matris, Papa Francesco ha pronunciato la catechesi nella quale ha spiegato che Maria sempre ci porta a Gesù. È una donna di fede, una vera credente. Possiamo domandarci: come è stata la fede di Maria?".

"La fede di Maria - ha detto Papa Francesco - scioglie il nodo del peccato. Che cosa significa? I Padri conciliari del Vaticano II hanno ripreso un’espressione di sant’Ireneo che dice: 'Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva aveva legato con la sua incredulità, la vergine Maria l’ha sciolto con la sua fede'. Il 'nodo' della disobbedienza, il 'nodo' dell’incredulità".

Quando noi non ascoltiamo Dio, non seguiamo la sua volontà, "compiamo delle azioni concrete in cui mostriamo mancanza di fiducia in Lui - e questo è il peccato -, si forma come un nodo nella nostra interiorità. E questi nodi ci tolgono la pace e la serenità. (...) Ma alla misericordia di Dio - lo sappiamo - nulla è impossibile! Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia. E Maria, che con il suo 'sì' ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre. (...) Tutti i nodi del cuore, tutti i nodi della coscienza possono essere sciolti".

"La fede di Maria dà carne umana a Gesù. Dice il Concilio: 'Per la sua fede e la sua obbedienza Ella generò sulla terra lo stesso Figlio del Padre, senza conoscere uomo, ma sotto l’ombra dello Spirito Santo'. (...) Maria ha concepito Gesù nella fede e poi nella carne, quando ha detto 'sì' all’annuncio che Dio le ha rivolto mediante l’Angelo. Che cosa vuol dire questo? Che Dio non ha voluto farsi uomo ignorando la nostra libertà, ha voluto passare attraverso il libero assenso di Maria, attraverso il suo 'sì'".

"Ma quello che è avvenuto nella Vergine Madre in modo unico, accade a livello spirituale anche in noi quando accogliamo la Parola di Dio con cuore buono e sincero e la mettiamo in pratica. Succede come se Dio prendesse carne in noi, Egli viene ad abitare in noi, perché prende dimora in coloro che lo amano e osservano la sua Parola. (...) Credere in Gesù significa offrirgli la nostra carne, con l’umiltà e il coraggio di Maria, perché Lui possa continuare ad abitare in mezzo agli uomini; significa offrirgli le nostre mani per accarezzare i piccoli e i poveri; i nostri piedi per camminare incontro ai fratelli; le nostre braccia per sostenere chi è debole e lavorare nella vigna del Signore; la nostra mente per pensare e fare progetti alla luce del Vangelo; e, soprattutto, offrire il nostro cuore per amare e prendere decisioni secondo la volontà di Dio".

"E l’ultimo elemento è la fede di Maria come cammino: il Concilio afferma che Maria 'ha camminato nel pellegrinaggio della fede'. Per questo lei ci precede in questo pellegrinaggio, ci accompagna, ci sostiene. (...) Tutta la sua vita è stata seguire il suo Figlio: Lui - Lui, Gesù - è la via, Lui è il cammino! Progredire nella fede, avanzare in questo pellegrinaggio spirituale che è la fede, non è altro che seguire Gesù; ascoltarlo, lasciarsi guidare dalle sue parole; vedere come Lui si comporta e mettere i nostri piedi nelle sue orme, avere i suoi stessi sentimenti e atteggiamenti. E quali sono, i sentimenti e gli atteggiamenti di Gesù? Umiltà, misericordia, vicinanza, ma anche fermo rifiuto dell’ipocrisia, della doppiezza, dell’idolatria. La via di Gesù è quella dell’amore fedele fino alla fine, fino al sacrificio della vita, è la via della croce".

"Per questo il cammino della fede passa attraverso la croce e Maria l’ha capito fin dall’inizio (...). Maria sempre era con Gesù, seguiva Gesù in mezzo al popolo, e sentiva le chiacchiere, le odiosità di quelli che non volevano bene al Signore. E questa croce, Lei l’ha portata! Allora la fede di Maria ha affrontato l’incomprensione e il disprezzo. Quando è arrivata l’'ora' di Gesù, cioè l’ora della passione: allora la fede di Maria è stata la fiammella nella notte, (...). Nella notte del sabato santo Maria ha vegliato. La sua fiammella, piccola ma chiara, è stata accesa fino all’alba della Risurrezione; e quando le è giunta la voce che il sepolcro era vuoto, nel suo cuore è dilagata la gioia della fede, la fede cristiana nella morte e risurrezione di Gesù Cristo. Perché sempre la fede ci porta alla gioia, e Lei è la Madre della gioia: che ci insegni ad andare per questa strada della gioia e vivere questa gioia!".

"Questa sera, Madre, - ha concluso il Papa - ti ringraziamo per la tua fede, di donna forte e umile; rinnoviamo il nostro affidamento a te, Madre della nostra fede".

VEGLIA E ROSARIO NEL SANTUARIO DEL DIVINO AMORE

Città del Vaticano, 12 ottobre 2013 (VIS). Al termine della preghiera mariana in Piazza San Pietro, la statua della Madonna di Fatima è stata trasportata in elicottero al Santuario del Divino Amore.

Alle 19:30 ha avuto inizio la recita del Santo Rosario in collegamento con alcuni santuari mariani del mondo, seguita da una Veglia di preghiera "Con Maria oltre la notte", che si è estesa fino all'arrivo, all'alba, del tradizionale pellegrinaggio alla Madonna del Divino Amore.

Prima della recita del Santo Rosario è stato trasmesso un videomessaggio di Papa Francesco di cui di seguito riportiamo il testo:

"Cari fratelli e sorelle,

saluto tutti i pellegrini presenti nel Santuario del Divino Amore e quelli che sono collegati dai Santuari Mariani di Lourdes, Nazareth, Lujan, Vailankanni, Guadalupe, Akita, Nairobi, Benneux, Częstochowa e Marian Valley.

Questa sera mi sento unito a tutti voi nella preghiera del Santo Rosario e dell’Adorazione Eucaristica sotto lo sguardo della Vergine Maria.

Lo sguardo! Quanto è importante! Quante cose si possono dire con uno sguardo! Affetto, incoraggiamento, compassione, amore, ma anche rimprovero, invidia, superbia, perfino odio. Spesso lo sguardo dice più delle parole, o dice ciò che le parole non riescono o non osano dire.

Chi guarda la Vergine Maria? Guarda tutti noi, ciascuno di noi. E come ci guarda? Ci guarda come Madre, con tenerezza, con misericordia, con amore. Così ha guardato il figlio Gesù, in tutti i momenti della sua vita, gioiosi, luminosi, dolorosi, gloriosi, come contempliamo nei Misteri del Santo Rosario, semplicemente con amore.

Quando siamo stanchi, scoraggiati, schiacciati dai problemi, guardiamo a Maria, sentiamo il suo sguardo che dice al nostro cuore: 'Forza, figlio, ci sono io che ti sostengo!'. La Madonna ci conosce bene, è mamma, sa bene quali sono le nostre gioie e le nostre difficoltà, le nostre speranze e le nostre delusioni. Quando sentiamo il peso delle nostre debolezze, dei nostri peccati, guardiamo a Maria, che dice al nostro cuore: 'Rialzati, va’ da mio Figlio Gesù, in Lui troverai accoglienza, misericordia e nuova forza per continuare il cammino'.

Lo sguardo di Maria non si rivolge solamente verso di noi. Ai piedi della croce, quando Gesù le affida l’Apostolo Giovanni, e con lui tutti noi, dicendo: 'Donna, ecco tuo figlio', lo sguardo di Maria è fisso su Gesù. E Maria ci dice, come alle nozze di Cana: 'Qualsiasi cosa vi dice, fatela'. Maria indica Gesù, ci invita a testimoniare Gesù, ci guida sempre al suo Figlio Gesù, perché solo in Lui c’è salvezza, solo Lui può trasformare l’acqua della solitudine, della difficoltà, del peccato, nel vino dell’incontro, della gioia, del perdono. Solo Lui.

'Beata perché hai creduto!'. Maria è beata per la sua fede in Dio, per la sua fede, perché lo sguardo del suo cuore è sempre stato fisso su Dio, sul Figlio di Dio che ha portato in grembo e ha contemplato sulla Croce. Nell’Adorazione del Santissimo Sacramento, Maria ci dice: 'Guarda al mio Figlio Gesù, tieni lo sguardo fisso su di Lui, ascoltalo, parla con Lui. Lui ti guarda con amore. Non avere paura! Lui ti insegnerà a seguirlo per testimoniarlo nelle grandi e piccole azioni della tua vita, nei rapporti di famiglia, nel tuo lavoro, nei momenti di festa; ti insegnerà ad uscire da te stesso, da te stessa, per guardare agli altri con amore, come Lui che non a parole, ma con i fatti, ti ha amato e ti ama!'.

O Maria, facci sentire il tuo sguardo di Madre, guidaci al tuo Figlio, fa’ che non siamo cristiani 'di vetrina', ma che sanno 'sporcarsi le mani' per costruire con il tuo Figlio Gesù, il suo Regno di amore, di gioia e di pace".

ANCHE NELLA CHIESA È IMPORTANTE CHIEDERSI: QUALE PRESENZA HA LA DONNA?

Città del Vaticano, 12 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina Papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti al Seminario di studio "Dio affida l'essere umano alla donna", promosso dal Pontificio Consiglio per i Laici, in occasione del 25° anniversario della pubblicazione della Lettera apostolica "Mulieris dignitatem", del Beato Giovanni Paolo II (15 agosto 1988). Al Seminario di studio hanno partecipato esperti e rappresentanti di movimenti ecclesiali provenienti da 25 paesi e da diversi ambiti professionali.

La "Mulieris dignitatem" ha ricordato il Santo Padre è "un documento storico, il primo del Magistero pontificio dedicato interamente al tema della donna". l"Che cosa significa questo 'speciale affidamento' dell’essere umano alla donna? Mi pare evidente - ha detto Papa Francesco - che il mio Predecessore si riferisca alla maternità".

"Tante cose possono cambiare e sono cambiate nell’evoluzione culturale e sociale, ma rimane il fatto che è la donna che concepisce, porta in grembo e partorisce i figli degli uomini. E questo non è semplicemente un dato biologico, ma comporta una ricchezza di implicazioni sia per la donna stessa, per il suo modo di essere, sia per le sue relazioni, per il modo di porsi rispetto alla vita umana e alla vita in genere. Chiamando la donna alla maternità, Dio le ha affidato in una maniera del tutto speciale l’essere umano".

"Qui però ci sono due pericoli sempre presenti, due estremi opposti che mortificano la donna e la sua vocazione. Il primo è di ridurre la maternità ad un ruolo sociale, ad un compito, anche se nobile, ma che di fatto mette in disparte la donna con le sue potenzialità, non la valorizza pienamente nella costruzione della comunità. Questo sia in ambito civile, sia in ambito ecclesiale. E, come reazione a questo, c’è l’altro pericolo, in senso opposto, quello di promuovere una specie di emancipazione che, per occupare gli spazi sottratti dal maschile, abbandona il femminile con i tratti preziosi che lo caratterizza. E qui vorrei sottolineare come la donna abbia una sensibilità particolare per le 'cose di Dio', soprattutto nell’aiutarci a comprendere la misericordia, la tenerezza e l’amore che Dio ha per noi".

"La 'Mulieris dignitatem' - ha concluso Papa Francesco - si pone in questo contesto, e offre una riflessione profonda, organica, con una solida base antropologica illuminata dalla Rivelazione. Da qui dobbiamo ripartire per quel lavoro di approfondimento e di promozione che già più volte ho avuto modo di auspicare. Anche nella Chiesa è importante chiedersi: quale presenza ha la donna? Può essere valorizzata maggiormente? È una realtà che mi sta molto a cuore e per questo ho voluto incontrarvi e benedire voi e il vostro impegno. Grazie, portiamolo avanti insieme! Maria Santissima, grande donna, Madre di Gesù e di tutti i figli di Dio, ci accompagni".

ESPERIENZE DI LIBERTÀ CON E SENZA DIO, 24 ANNI DOPO LA CADUTA DEL MURO

Città del Vaticano, 14 ottobre 2013 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una Conferenza Stampa di presentazione del "Cortile dei Gentili", in programma quest'anno a Berlino, dal 26 al 28 novembre 2013. L'iniziativa, promossa dal Pontificio Consiglio della Cultura in collaborazione con l'Arcidiocesi di Berlino e la Conferenza Episcopale Tedesca, ha la finalità di rilanciare il dialogo fra credenti e non credenti che si interrogano sui grandi temi del mondo contemporaneo.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; l'Arcivescovo Robert Zollitsch, Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca; Padre Hans Langendörfer, S.I., Segretario Generale della Conferenza Episcopale Tedesca; il Dottor Joachim Hake, Direttore dell'Accademia Cattolica dell'Arcidiocesi di Berlino ed il Padre Laurent Mazas, Direttore esecutivo del "Cortile dei Gentili".

L'incontro affronterà tematiche come la profondità dell'umanesimo etico, la grandezza della fede in Dio, la libertà dell'arte e della bellezza, rispetto e creazione, aspetti e modelli dell'uomo, ma anche grazia e dignità della natura umana e della devozione.

Con il titolo: "Se non c'è nessun Dio, tutto è permesso", il "Cortile dei Gentili" sarà inaugurato nel Municipio Rosso di Berlino. Il tema "Guarda l'uomo: creatura di Dio dotata di creatività o artefice di se stesso?" sarà trattato presso l'Università di Medicina Charité e il tema del rispetto, blasfemia e libertà artistica sarà trattato nel Deutsches Theater di Berlino.

"Numerose sono le esperienze di libertà con Dio e senza Dio a Berlino - ha detto l'Arcivescovo Zollitsch - e sono tanto differenti come gli abitanti di questa città. Le strade della loro vita e della loro libertà si intrecciano in continuazione, come le processioni nel Bode Museum. Il Cortile dei Gentili vuol mostrare la ricchezza e la profondità della fede cattolica, esprimere stima per le posizioni dei non credenti, ma anche vedere nella fede le tracce dell’incredulità".



I BIGLIETTI PER PARTECIPARE AD UDIENZE O CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE SONO TOTALMENTE GRATUITI

Città del Vaticano, 12 ottobre 2013 (VIS). La Prefettura della Casa Pontificia comunica che per la Canonizzazione dei Beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, domenica 27 aprile 2014, la partecipazione sarà aperta a quanti troveranno posto in Piazza San Pietro, Piazza Pio XII e Via della Conciliazione, senza bisogno di alcun biglietto.

Come già avvenuto in altre occasioni, si mettono in guardia i fedeli da atti di "bagarinaggio" e di richieste di denaro da parte di agenzie o operatori turistici per ottenere biglietti.

Si ricorda anche che i biglietti per partecipare a udienze o celebrazioni presiedute dal Santo Padre sono totalmente gratuiti.

UDIENZE

Città del Vaticano, 14 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor William Lacy Swing, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), con la Consorte, e Seguito.

- Il Cardinale Raffaele Farina, Archivista e Bibliotecario emerito di Santa Romana Chiesa.

- L'Arcivescovo Leo Boccardi, Nunzio Apostolico in Iran.

- L'Arcivescovo Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare emerito per l’Italia.

- Il Vescovo Fernando Panico, di Crato (Brasile).

Sabato 12 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Signor Carlos Ávila Molina, Ambasciatore di Honduras, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 14 ottobre 2013 (VIS). Il Santo Padre, in vista della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si terrà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre 2014, sul tema “Le sfide della famiglia nel contesto della evangelizzazione”, ha nominato:

- Il Cardinale Péter Erdő, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria), Relatore Generale;

- L'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia), Segretario Speciale.

Sabato 12 ottobre, il Santo Padre ha nominato:

- Il Reverendo Ángel José Macín, Vescovo di Reconquista (superficie: 35.000; popolazione: 276.000; cattolici: 243.000; sacerdoti: 46; religiosi: 65; diaconi permanenti: 1), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Malabrigo (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1994 al 2003 è stato Vicario parrocchiale di Santa Ana di Florencia; dal 1995 al 2006 Formatore della Casa di Formazione Sacerdotale; dal 1996 al 2001 Professore di Nuovo Testamento del Seminario diocesano San Nicolás, Buenos Aires; dal 2003 al 2004 Amministratore parrocchiale del Sagrado Corazón in Villa Ana, Santa Fe; dal 2005 al 2006 Vicario parrocchiale dell’Inmaculada Concepción di Villa Ocampo; dal 2007 al 2009 Parroco di Nuestra Señora del Huerto di Malabrigo, Santa Fe; nel 2012 è stato nominato parroco di Nuestra Señora de la Merced di Avellaneda, Santa Fe. È stato finora Amministratore diocesano di Reconquista.

- Il Monsignor Ilson de Jesus Montanari, Segretario della Congregazione per i Vescovi, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1959 a Sertãozinho (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1989. Nel 1989 è stato nominato Parroco della Parrocchia "São João Batista" a Sertãozinho; dal 1990 al 1994 è stato Professore di Teologia presso il Centro di Studi dell'arcidiocesi di Ribeirão Preto e del Seminario Arcidiocesano di Uberaba; dal 1993 al 2002 Cancelliere e poi Coordinatore della Pastorale dell'arcidiocesi di Ribeirão Preto; dal 1990 al 2001 è stato Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio di Consultori dell'arcidiocesi di Ribeirão Preto; è stato finora Officiale della medesima Congregazione.

- Il Monsignore Diego Giovanni Ravelli, Capo Ufficio nella Elemosineria Apostolica. È stato finora Officiale della medesima Elemosineria Apostolica.



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