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lunedì 1 dicembre 2003

MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELL'AIDS


CITTA' DEL VATICANO, 1 DIC. 2003 (VIS). In occasione della celebrazione oggi della Giornata Mondiale dell'Aids, il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, unendosi alle iniziative intraprese in tutto il mondo nell'ambito della prevenzione e dell'assistenza ai malati, ha inviato, a nome della Chiesa Cattolica, alle organizzazioni ed istituzioni internazionali, alle agenzie ed associazioni cattoliche impegnate ad arginare questo "terribile flagello", un "Messaggio di amore e di speranza per le famiglie e le persone colpite dal terribile male".

Il Cardinale Lozano esorta, a nome del Santo Padre, a "cercare insieme nuove vie e mezzi idonei in grado di portare la gente e in particolare i giovani, ad adottare comportamenti e costumi di vita rispettosi degli autentici valori della vita e dell'amore".

Ricordando che al termine del 2002, secondo le statistiche ufficiali, 42 milioni di persone sono state colpite dall'Hiv/Aids, di cui 19,2 milioni di donne e 3,2 milioni di bambini minori di 15 anni, il Presidente del Pontificio Consiglio scrive: "L'impegno e l'azione della Chiesa nei diversi continenti riguardano la prevenzione, l'educazione e l'assistenza multiforme dei malati e dei familiari".

"Le principali azioni pastorali si concentrano sulla formazione (…), sulla prevenzione, grazie all'educazione sanitaria". Mediante "la carità verso i malati ricoverati nei centri e negli ospedali, la Chiesa contribuisce a migliorare le condizioni fisiche, psichiche e spirituali dei pazienti; l'attenzione e l'accompagnamento dei malati (…) si fanno grazie a dei programmi specifici sulla sessualità, (…) sull'assistenza agli orfani, ai carcerati e sulla loro reintegrazione sociale ed ecclesiale".

"Se le cause della malattia sono il pansessualismo e la tossicodipendenza, i condizionamenti sono la povertà, l'urbanizzazione, la disoccupazione, la mobilità, le migrazioni e i mass-media. Il pensiero di Giovanni Paolo II si articola attorno alla natura del fenomeno (patologia dello spirito); alla prevenzione basata sulla sacralità della vita e la sessualità responsabile". Il Papa "si rivolge in particolare ai professionisti della salute (…); alle autorità civili che devono fornire alle popolazioni un'informazione corretta ed aiuto ai poveri; agli scienziati chiamati (…) ad una rinnovata solidarietà con i malati" affinché si adoperino "per fare progredire la ricerca biomedica sull'Hiv/Aids al fine di trovare nuovi ed efficaci medicinali".

"A livello personale" - si legge ancora nel Messaggio - "la Chiesa invita ciascuno ad intensificare la prevenzione secondo la dottrina della Chiesa (…), ad avvicinarsi al sacramento della riconciliazione, a ravvivare presso i malati il senso cristiano della vita. (…) A livello comunitario" si raccomanda "il sostegno alle attività parrocchiali sull'Hiv/Aids, (…) l'attenzione alle politiche dei governi in materia di Aids, (…) il sostegno economico e finanziario delle iniziative e progetti sull'Aids".

Il Cardinale conclude il Messaggio invitando la comunità internazionale, i governi e la Chiesa in particolare a: "- promuovere campagne di sensibilizzazione e di educazione della popolazione (…); - prendersi carico dei bisogni sociali (…) dei bambini orfani; - impegnarsi per la globalizzazione del bene comune internazionale della salute; evitare ogni forma di esclusione, di discriminazione (…) nei confronti delle persone sieropositive (…); - facilitare ai malati l'accesso ai medicinali generici (…) e nella misura del possibile a quelli antiretrovirali al fine di arrestare la scandalosa mortalità che nei paesi poveri grida vendetta a Dio; - assistere ed accompagnare spiritualmente e pastoralmente i malati e i familiari (…); - vedere nei malati di Aids il volto di Cristo".
…/GIORNATA MONDIALE AIDS/LOZANO VIS 20031201 (570)

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