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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 18 marzo 2009

RISPOSTE DEL PAPA AI GIORNALISTI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina, durante il volo per il Camerun, il Papa ha risposto ad alcune domande dei giornalisti presenti nell'aereo papale.

Da tempo, e in particolare, dopo la Lettera ai Vescovi sulla remissione della scomunica di quattro vescovi consacrati dall'Arcivescovo Lefebvre, ha domandato il giornalista, molti giornali parlano di 'solitudine del Papa'. Ecco: Lei che cosa ne pensa? Si sente davvero solo?

"Per dire la verità" - ha detto Benedetto XVI - "devo dire che mi viene un po' da ridere su questo mito della mia solitudine: in nessun modo mi sento solo. Ogni giorno ricevo nelle visite di tabella i collaboratori più stretti, incominciando dal Segretario di Stato (...). Sono realmente circondato da amici in una splendida collaborazione con Vescovi, con collaboratori, con laici e sono grato per questo".

Alla domanda relativa all'impatto della crisi economica mondiale dei paesi poveri e se tratterà di questi problemi della prossima Enciclica, il Santo Padre ha risposto: "Tutti sappiamo che un elemento fondamentale della crisi è proprio un deficit di etica nelle strutture economiche; si è capito che l'etica non è una cosa 'fuori' dell'economia, ma 'dentro' e che l'economia non funziona se non porta in sé l'elemento etico".

Riferendosi successivamente all'Enciclica su temi sociali, il Santo Padre ha detto: "Eravamo quasi arrivati a pubblicarla, quando si è scatenata questa crisi e abbiamo ripreso il testo per rispondere più adeguatamente, nell'ambito delle nostre competenze, nell'ambito della Dottrina sociale della Chiesa, ma con riferimento agli elementi reali della crisi attuale. Così spero che l'Enciclica possa anche essere un elemento, una forza per superare la difficile situazione presente".

Il Papa ha risposto anche ad una domanda sulla specificità in Africa, del messaggio della Chiesa Cattolica di fronte alle sette.

"Non annunciamo, noi," - ha detto Benedetto XVI - "un Vangelo di prosperità, ma un realismo; non annunciamo miracoli, come alcuni fanno, ma la sobrietà della vita cristiana. Siamo convinto che tutta questa sobrietà, questo realismo che annuncia un Dio che si è fatto uomo, quindi un Dio profondamente umano, un Dio che soffre, anche, con noi, dà un senso alla nostra sofferenza per un annuncio con un orizzonte più vasto, che ha più futuro. E sappiamo che queste sette non sono molto stabili nella loro consistenza: sul momento può fare bene l'annuncio della prosperità, di guarigioni miracolose ecc., ma dopo un po' di tempo si vede che la vita è difficile, che un Dio umano, un Dio che soffre con noi è più convincente, più vero, e n'offre un più grande aiuto per la vita".

A proposito dell'Aids e la posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso considerata non realistica e non efficace, il Santo Padre ha detto:

"Penso che la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l'Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti. (...) Direi che non si può superare questo problema dell'Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c'è l'anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di profilattici: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l'uno con l'altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto con le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti".
PV-CAMERUN/INTERVISTA AEREO/... VIS 20090318 (590)

CAMERUN, TERRA DI SPERANZA, DI VITA E DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2009 (VIS). Alle 16:00 di oggi pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI è giunto all'aeroporto internazionale Nsimalen di Yaoundé, prima tappa del suo Viaggio Apostolico in Africa, accolto dal Presidente della Repubblica del Camerun, Signor Paul Biya , dall'Arcivescovo di Yaoundé e Presidente della Conferenza Episcopale del Camerun, Monsignor Simon-Victor Tonyé Bakot, e dal Cardinale Christian Wiyghan Tumi, Arcivescovo emerito di Douala.

Dopo i saluti alle alte cariche dello Stato, ai Rappresentanti diplomatici, religiosi e militari, il Santo Padre ha pronunciato il discorso che segue:

"Vengo tra voi come pastore. Vengo per confermare i miei fratelli e le mie sorelle nella fede. Questo è stato il compito che Cristo ha affidato a Pietro nell'Ultima Cena, e questo è il ruolo dei successori di Pietro. Quando Pietro predicò alla moltitudine in Gerusalemme nel giorno di Pentecoste, erano presenti tra loro anche visitatori provenienti dall'Africa. La testimonianza poi di molti grandi santi di questo Continente durante i primi secoli del cristianesimo - San Cipriano, Santa Monica, Sant'Agostino, Sant'Atanasio, (...) - assicura all'Africa un posto di distinzione negli annali della storia della Chiesa. Fino ai giorni nostri schiere di missionari e di martiri hanno continuato ad offrire la loro testimonianza a Cristo in ogni parte dell'Africa, e oggi la Chiesa è qui benedetta con la presenza di circa centocinquanta milioni di fedeli".

Il Papa ha affermato che con la sua visita ha voluto celebrare con le popolazioni africane "la vivificante fede in Cristo, che sostiene e nutre un così gran numero di figli e figlie in questo grande Continente" e ricordando la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi ha detto: "Questo momento di grazia è un appello a tutti i Vescovi, sacerdoti, religiosi e fedeli laici del Continente a dedicarsi nuovamente alla missione della Chiesa a portare speranza ai cuori del popolo dell'Africa, e con ciò pure ai popoli di tutto il mondo".

"Anche in mezzo alle più grandi sofferenze" - ha proseguito il Pontefice - "il messaggio cristiano reca sempre con sé speranza. (...) Di fronte al dolore o alla violenza, alla povertà o alla fame, alla corruzione o all'abuso di potere, un cristiano non può mai rimanere in silenzio. (...) Qui, in Africa, come pure in tante altre parti del mondo, innumerevoli uomini e donne anelano ad udire una parola di speranza e di conforto. Conflitti locali lasciano migliaia di senza tetto e di bisognosi, di orfani e di vedove".

"In un Continente che, nel passato, ha visto tanti suoi abitanti crudelmente rapiti e portati oltremare a lavorare come schiavi, il traffico di esseri umani, specialmente di inermi donne e bambini, è diventato una moderna forma di schiavitù. In un tempo di globale scarsità di cibo, di scompiglio finanziario, di modelli disturbati di cambiamenti climatici, l'Africa soffre sproporzionatamente: un numero crescente di suoi abitanti finisce preda della fame, della povertà, della malattia. Essi implorano a gran voce riconciliazione, giustizia e pace, e questo è proprio ciò che la Chiesa offre loro".

"Non nuove forme di oppressione economica o politica, ma la libertà gloriosa dei figli di Dio (cfr Rm 8,21). Non l'imposizione di modelli culturali che ignorano il diritto alla vita dei non ancora nati, ma la pura acqua salvifica del Vangelo della vita. Non amare rivalità interetniche o interreligiose, ma la rettitudine, la pace e la gioia del Regno di Dio".

"Qui in Camerun" - ha proseguito il Pontefice - "la Chiesa parte da un'ottima posizione per portare avanti la sua missione per la salute e la riconciliazione. Nel Centro Cardinal Léger, potrò osservare di persona la sollecitudine pastorale di questa Chiesa locale per le persone malate e sofferenti; ed è particolarmente encomiabile che i malati di Aids in questo Paese siano curati gratuitamente. L'impegno educativo è un altro elemento-chiave del ministero della Chiesa, ed ora vediamo gli sforzi di generazioni di insegnanti missionari portare il loro frutto nell'opera dell'Università Cattolica dell'Africa Centrale, un segno di grande speranza per il futuro della regione".

"Il Camerun è effettivamente terra di speranza per molti nell'Africa Centrale. Migliaia di rifugiati dai Paesi della regione devastati dalla guerra hanno ricevuto qui accoglienza. E' una terra di vita, con un Governo che parla chiaramente in difesa dei diritti dei non nati. E' una terra di pace: risolvendo mediante il dialogo il contenzioso sulla penisola Bakassi, Camerun e Nigeria hanno mostrato al mondo che una paziente diplomazia può di fatto recare frutto. E' una terra di giovani, benedetta con una popolazione giovane piena di vitalità e impaziente di costruire un mondo più giusto e pacifico. Giustamente viene descritto come un''Africa in miniatura', patria di oltre duecento gruppi etnici differenti che vivono in armonia gli uni con gli altri".

"Venendo tra voi, oggi" - ha concluso il Pontefice - "prego che la Chiesa qui e dappertutto in Africa possa continuare a crescere nella santità, nel servizio alla riconciliazione, alla giustizia e alla pace".
PV-CAMERUN/ARRIVO/YAOUNDE VIS 20090318 (820)

INCONTRO CON I VESCOVI DEL CAMERUN


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina, dopo la Santa Messa in privato nella Cappella della Nunziatura Apostolica di Yaoundé, il Papa ha raggiunto il Palais de l'Unité per rendere una visita di cortesia al Presidente della Repubblica del Camerun, Signor Paul Biya.

Successivamente Benedetto XVI ha raggiunto la Chiesa Christ-Roi in Tsinga di Yaoundé, dove si è svolto un incontro con i 31 Vescovi della Conferenza Episcopale Nazionale del Camerun.

"In questo anno consacrato a San Paolo" - ha detto il Santo Padre all'inizio del suo discorso - "è particolarmente opportuno ricordare l'urgente necessità di annunciare il Vangelo a tutti".

Ribadendo che "una profonda comunione deve unire i Pastori della Chiesa", Benedetto XVI ha affermato: "Una collaborazione efficace fra diocesi, in particolare per una migliore ripartizione dei sacerdoti nel vostro Paese, non può che favorire i rapporti di solidarietà fraterna con le Chiese diocesane più povere affinché l'annuncio del Vangelo non soffra per mancanza di ministri".

Successivamente il Papa ha sottolineato che: "Il Vescovo e i suoi sacerdoti sono chiamati a intrattenere rapporti di stretta comunione" ed ha affermato: "La parola e l'esempio del Vescovo è per i sacerdoti un aiuto prezioso nell'ispirarli ad assegnare alla vita spirituale e sacramentale un posto centrale nel loro ministero, incoraggiandoli a scoprire e vivere con sempre maggiore profondità, il particolare ruolo del pastore, che è in primo luogo quello di essere un uomo di preghiera. La vita spirituale e sacramentale è una straordinaria ricchezza, donata a noi per noi stessi e per il bene del popolo a noi affidato".

"Nelle vostre diocesi" - ha proseguito il Santo Padre - "numerosi giovani si presentano come candidati al sacerdozio. Possiamo solo ringraziarne il Signore. E' essenziale che si compia un serio discernimento. A tal fine, vi incoraggio, (...) a dare priorità alla selezione e alla formazione dei formatori e dei direttori spirituali".

"A partire dalle origini della fede cristiana in Camerun" - ha rilevato il Pontefice - "i religiosi e le religiose hanno dato un contributo fondamentale alla vita della Chiesa. Con voi rendo grazie a Dio e mi compiaccio dello sviluppo della vita consacrata tra le figlie e i figli del vostro Paese".

"Nel vostro servizio per annunciare il Vangelo" - ha ricordato Benedetto XVI - "siete anche aiutati da altri operatori pastorali, in particolare i catechisti. Nell'evangelizzazione del vostro Paese essi hanno avuto e hanno ancora un ruolo determinante. (...) Per loro tramite si realizza una autentica inculturazione della fede. La loro formazione umana, spirituale e dottrinale è dunque essenziale".

"Tra le numerose sfide che incontrate nella vostra responsabilità di Pastori, vi preoccupa particolarmente la situazione della famiglia. Le difficoltà dovute in special modo all'impatto della modernità e della secolarizzazione con la società tradizionale, vi incitano a preservare con determinazione i valori fondamentali della famiglia africana, facendo della sua evangelizzazione in modo approfondito una delle principali priorità. Nel promuovere la pastorale familiare, voi vi impegnate a favorire una migliore comprensione della natura, della dignità e del ruolo del matrimonio che richiede un amore indissolubile e stabile".

"La liturgia occupa un posto importante nella manifestazione della fede delle vostre comunità" - ha affermato il Papa - "Di solito queste celebrazioni ecclesiali sono festose e gioiose, esprimendo il fervore dei fedeli, felici di essere insieme, come Chiesa, per lodare il Signore. E' dunque essenziale che la gioia così manifestata non sia un ostacolo ma un mezzo per entrare in dialogo e in comunione con Dio".

"Lo sviluppo di sette e movimenti esoterici come pure la crescente influenza di una religiosità superstiziosa, come anche del relativismo, sono un invito pressante a dare un rinnovato impulso alla formazione dei giovani e degli adulti, in particolare nel mondo universitario e intellettuale".

"Sono lieto di evidenziare e incoraggiare la partecipazione attiva delle associazioni femminili nei vari settori della missione della Chiesa, dimostrando così una reale consapevolezza della dignità della donna e la sua specifica vocazione nella comunità ecclesiale e nella società".

"La missione del Vescovo lo impegna ad essere il principale difensore dei diritti dei poveri, a promuovere e favorire l'esercizio della carità, manifestazione dell'amore del Signore per i piccoli. In questo modo, i fedeli sono portati a cogliere in modo concreto che la Chiesa è una vera famiglia di Dio, riunita dall'amore fraterno, che esclude ogni etnocentrismo e particolarismo eccessivi e contribuisce alla riconciliazione e alla cooperazione tra le etnie per il bene di tutti".

"E' anche dovere dei cristiani, specialmente dei laici che hanno responsabilità sociali, economiche, politiche, di lasciarsi guidare dalla dottrina sociale della Chiesa, per contribuire alla costruzione di un mondo più giusto in cui ciascuno potrà vivere dignitosamente".
PV-CAMERUN/INCONTRO VESCOVI/YAOUNDE VIS 20090318 (770)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Jan Romeo Pawlowski, Nunzio Apostolico nella Repubblica del Congo e in Gabon, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. Finora Consigliere di Nunziatura presso la Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, l'Arcivescovo eletto è nato a Biskupiec (Polonia), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
NN/.../PAWLOWSKI VIS 20090318 (80)

martedì 17 marzo 2009

OGGI POMERIGGIO ARRIVO DI BENEDETTO XVI IN CAMERUN


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito alle 10:20 dall'aeroporto romano Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino, diretto a Yoaundé (Camerun), prima destinazione del suo primo Viaggio Apostolico in Africa, che comprende una seconda tappa di tre giorni - dal 20 al 22 marzo - a Luanda, capitale dell'Angola. L'arrivo dell'aereo papale è previsto oggi pomeriggio alle 16:00.

Ai piedi della scaletta dell'aereo, il Papa sarà accolto dal Presidente della Repubblica del Camerun, Signor Paul Biya e dalla Consorte e subito dopo riceverà il saluto dell'Arcivescovo di Yaoundé e Presidente della Conferenza Episcopale del Camerun, Monsignor Simon-Victor Tonyé Bakot e del Cardinale Christian Wiyghan Tumi, Arcivescovo emerito di Douala. Alla cerimonia saranno presenti Autorità politiche e civili, il Corpo Diplomatico, i Vescovi del Camerun e un gruppo di fedeli con un coro.

Dopo il discorso del Presidente della Repubblica, Papa Benedetto XVI pronuncerà il primo discorso del suo undicesimo Viaggio Apostolico fuori d'Italia ed infine, in autovettura panoramica, raggiungerà la Nunziatura Apostolica di Yaoundé, per la cena in privato e il pernottamento.

Domani mattina, mercoledì, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa in privato, nella Cappella della Nunziatura Apostolica, quindi renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica del Camerun, a cui seguirà un incontro con i Vescovi del Camerun, presso la Chiesa Christ-Roi in Tsinga di Yaoundé .
PV-CAMERUN/.../YAOUNDE VIS 20090317 (240)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2009 (VIS). Sua Beatitudine il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halyc, ha trasferito con il consenso del Sinodo della Chiesa Greco-Cattolica-Ucraina, e in conformità al canone 85, paragrafo 2, 2° del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, il Vescovo Wasyl Ihor Medwit, O.S.B.M., dall'ufficio di Vescovo di Curia dell'Arcivescovato Maggiore di Kyiv-Halic, a quello di Vescovo Ausiliare dell'Esarcato Arcivescovile di Donetsk-Kharkiv (Ucraina).
NA/.../MEDWIT VIS 20090317 (70)

lunedì 16 marzo 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto la Prelatura territoriale di Esquel (Argentina), con territorio dismembrato dalla Diocesi di Comodoro-Rivadavia, rendendola suffraganea della Chiesa Metropolitana di Bahía Blanca.

- Ha nominato il Padre José Slabym, C.Ss.R., finora Superiore e Parroco della Comunità dei Redentoristi di Esquel (Argentina), primo Vescovo Prelato di Esquel (superficie: 78.074; popolazione: 68.609; cattolici: 56.440; sacerdoti: 14), Argentina. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Zeleznikowa (Polonia), ha emesso la professione perpetua nei Missionari Redentoristi nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984.

- Ha nominato l'Arcivescovo Luigi Bonazzi, Nunzio Apostolico in Lituania ed Estonia, finora Nunzio Apostolico in Cuba.

- Ha nominato il Cardinale Joseph Zen Ze-kiun, S.D.B., Vescovo di Hong Kong (Cina), Suo Inviato Speciale alle celebrazioni del 25° anniversario della Visita Pastorale del Servo di Dio Giovanni Paolo II in Tailandia, che avranno luogo a Bangkok, nei giorni 10-11 maggio 2009.

- Ha nominato il Cardinale José Saraiva Martins, C.M.F., Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del 50° anniversario del Santuario di Cristo Re, ad Almada (Portogallo), il 17 maggio 2009.
ECE:NER:NN:NA/.../... VIS 20090316 (200)


LINGUA CINESE INTRODOTTA NEL WEB DELLA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2009 (VIS). Un Comunicato della Sala stampa della Santa Sede annuncia: "In occasione della Solennità di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa Universale, il sito web ufficiale della Santa Sede si arricchirà grazie all'introduzione di una nuova sezione in lingua cinese".

  La lingua cinese "rappresenta l'ottava lingua - dopo l'italiano, l'inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco, il portoghese e il latino - ad essere inserita nel www.vatican.va".

  "Grazie al nuovo servizio, gli internauti di tutto il mondo potranno navigare in cinese per accedere ai testi di Sua Santità Benedetto XVI presentati nei caratteri cinesi sia tradizionali sia semplificati".
OP/LINGUA CINESE/WEB SANTA SEDE                   VIS 20090316 (120)



SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY: PATRONO DEI SACERDOTI

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2009 (VIS). "Fedeltà di Cristo, fedeltà del sacerdote", è il tema dell'Anno Sacerdotale che il Santo Padre ha indetto dal giugno 2009 al giugno 2010 come annuncia un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede.

  Il Santo Padre aprirà l'"Anno Sacerdotale" presiedendo la celebrazione dei Vespri, il 19 giugno prossimo, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù e Giornata di santificazione sacerdotale, alla presenza delle reliquia del Curato d'ìArs portata dal Vescovo di Belley-Ars; e lo chiuderà il 19 giugno del 2010, prendendo parte a un 'Incontro Mondiale Sacerdotale' in Piazza San Pietro".

  Nel corso di questo Anno giubilare Benedetto XVI proclamerà San Giovanni Maria Vianney "Patrono di tutti i sacerdoti del mondo". Sarà inoltre pubblicato il "Direttorio per i Confessori e Direttori Spirituali" insieme ad una raccolta di testi del Pontefice sui tema essenziali della vita e della missione sacerdotale nell'epoca attuale.

  La Congregazione per il Clero, d'intesa con gli Ordinari diocesani e i Superiori degli Istituti religiosi, si preoccuperà di promuovere e coordinare le varie iniziative spirituali e pastorali che saranno poste in essere per far percepire sempre più l'importanza del ruolo e della missione del sacerdote nella Chiesa e nella società contemporanea, come pure le necessità di potenziare la formazione permanente dei sacerdoti legandola a quella dei seminaristi.
OP/ANNO SACERDOTALE/...                           VIS 20090316 (220)


IL PAPA ANNUNCIA INDIZIONE "ANNO SACERDOTALE"

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Membri della Congregazione per il Clero, radunati in occasione dell'Assemblea Plenaria, sul tema: "L'identità missionaria del presbitero nella Chiesa, quale dimensione intrinseca dall'esercizio dei 'tria munera'".

  "La dimensione missionaria del presbitero" - ha detto il Santo Padre - "nasce dalla sua configurazione sacramentale a Cristo Capo: essa porta con sé, come conseguenza, un'adesione cordiale e totale a quella che la tradizione ecclesiale ha individuato come l''apostolica vivendi forma'. Questa consiste nella partecipazione ad una 'vita nuova' spiritualmente intesa, a quel 'nuovo stile di vita' che è stato inaugurato dal Signore Gesù ed è stato fatto proprio dagli Apostoli".

  "Certamente" - ha proseguito il Pontefice - "questa giusta precisazione dottrinale nulla toglie alla necessaria, anzi indispensabile, tensione verso la perfezione morale, che deve abitare ogni cuore autenticamente sacerdotale. Proprio per favorire questa tensione dei sacerdoti verso la perfezione spirituale dalla quale soprattutto dipende l'efficacia del loro ministero, ho deciso di indire uno speciale 'Anno Sacerdotale', che andrà dal 19 giugno prossimo fino al 19 giugno 2010. Ricorre infatti il 150° anniversario della morte del Santo Curato d'Ars, Giovanni Maria Vianney, vero esempio di Pastore a servizio del gregge di Cristo".

  "La missione del presbitero, (...) si svolge 'nella Chiesa'. Una tale dimensione ecclesiale, comunionale, gerarchica e dottrinale è assolutamente indispensabile ad ogni autentica missione e, sola, ne garantisce la spirituale efficacia".

  "La missione è 'ecclesiale'" - ha spiegato il Pontefice - "perché nessuno annuncia o porta se stesso, ma dentro ed attraverso la propria umanità ogni sacerdote deve essere ben consapevole di portare un Altro, Dio stesso, al mondo. Dio è la sola ricchezza che, in definitiva, gli uomini desiderano trovare in un sacerdote".

  "La missione è 'comunionale', perché si svolge in un'unità e comunione che solo secondariamente ha anche aspetti rilevanti di visibilità sociale. (...) Infine le dimensioni 'gerarchica' e 'dottrinale' suggeriscono di ribadire l'importanza della disciplina (il termine si collega con "discepolo") ecclesiastica e della formazione dottrinale, e non solo teologica, iniziale e permanente".

  "La consapevolezza dei radicali cambiamenti sociali degli ultimi decenni deve muovere le migliori energie ecclesiali a curare la formazione dei candidati al ministero" - ha ribadito il Papa - "La missione ha le sue radici in special modo in una buona formazione, sviluppata in comunione con l'ininterrotta Tradizione ecclesiale, senza cesure né tentazioni di discontinuità. In tal senso, è importante favorire nei sacerdoti, soprattutto nelle giovani generazioni, una corretta ricezione dei testi del Concilio Ecumenico Vaticano II, interpretati alla luce di tutto il bagaglio dottrinale della Chiesa".

  "Urgente appare anche il recupero di quella consapevolezza che spinge i sacerdoti ad essere presenti, identificabili e riconoscibili sia per il giudizio di fede, sia per le virtù personali sia anche per l'abito, negli ambiti della cultura e della carità, da sempre al cuore della missione della Chiesa".

  "La centralità di Cristo porta con sé la giusta valorizzazione del sacerdozio ministeriale, senza il quale non ci sarebbe né l'Eucaristia, né, tanto meno, la missione e la stessa Chiesa. In tal senso è necessario vigilare" - ha concluso il Pontefice - "affinché le 'nuove strutture' od organizzazioni pastorali non siano pensate per un tempo nel quale si dovrebbe 'fare a meno' del ministero ordinato, partendo da un'erronea interpretazione della giusta promozione dei laici, perché in tal caso si porrebbero i presupposti per l'ulteriore diluizione del sacerdozio ministeriale e le eventuali presunte 'soluzioni' verrebbero drammaticamente a coincidere con le reali cause delle problematiche contemporanee legate al ministero".
AC/MISSIONE PRESBITERO/CPC                       VIS 20090316 (590)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Repubblica Federale di Germania).

  Sabato 14 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Edward Fenech Adami, Presidente della Repubblica di Malta, con la Consorte e Seguito.

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires.

    - L'Arcivescovo Augustín Roberto Radrizzani, S.D.B., di Mercedes-Luján.

    - Il Vescovo Virginio Domingo Bressanelli, S.C.I., di Comodoro Rivadavia.

    - Il Vescovo Esteban María Laxague, S.D.B., di Viedma.

    - Il Vescovo Fernando Carlos Maletti, di San Carlos de Bariloche

    - Il Vescovo Marcelo Angiolo Melani, S.D.B., di Neuquén,

    - Il Vescovo Néstor Hugo Navarro, di Alto Valle del Río Negro, con il Vescovo emerito José Pedro Pozzi, S.D.B.

    - Il Vescovo Juan Carlos Romanin, S.D.B., di Río Gallegos.

    - Il Vescovo Jean-Abdo Arbach, B.C., Esarca Apostolico per i fedeli Greco-Melkiti residenti in Argentina.

    - Il Vescovo Vartan Waldir Boghossian, S.D.B., di San Gregorio de Narek en Buenos Aires degli Armeni, Esarca Apostolico per i fedeli di rito armeno residenti in America Latina e Messico.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20090316 (220)


PASTORALE UNIVERSITARIA IN TUTTE LE CHIESE PARTICOLARI

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2009 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha comunicato alle migliaia di persone che gremivano Piazza San Pietro, che: "Si conclude questa mattina nella Basilica di San Paolo fuori le Mura il Giubileo paolino degli universitari, promosso dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica e dal Pontificio Consiglio della Cultura e organizzato dal Vicariato di Roma, sul tema: 'Ciò che voi adorate senza conoscerlo, io ve l'annuncio. Vangelo e cultura per un nuovo umanesimo'".

  Rivolgendosi ai docenti e ai delegati di pastorale universitaria, provenienti da tutti i continenti, che hanno partecipato a Roma al Foro Internazionale delle Università (12-15 marzo), Benedetto XVI ha affermato: "Questo evento costituisce una tappa importante nel dialogo sempre vivo tra la Chiesa e l'università".

  "Auspico" - ha concluso il  Pontefice - "che in tutte le Chiese particolari si sviluppi la pastorale universitaria, per la formazione dei giovani e per l'elaborazione di una cultura ispirata al Vangelo. Cari universitari, vi incoraggio e vi accompagno con la preghiera".
ANG/GIUBILEO PAOLINO UNIVERSITARI/...                   VIS 20090316 (180)


ANGELUS: GRAZIA DEL VANGELO PUÒ RINNOVARE L'AFRICA

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2009 (VIS). Nelle riflessioni che precedono la recita dell'Angelus di questa III Domenica di Quaresima, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato il suo imminente Viaggio in Africa (17-23 marzo) ed ha spiegato ai pellegrini convenuti in Piazza San Pietro, che si recherà in Camerun "nella capitale Yaoundé, per consegnare lo 'Strumento di lavoro' della Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo in ottobre (...) in Vaticano;" e che proseguirà "poi per Luanda, capitale dell'Angola, un Paese che, dopo la lunga guerra interna, ha ritrovato la pace ed ora è chiamato a ricostruirsi nella giustizia".

  "Con questa visita" - ha spiegato il Pontefice - "intendo idealmente abbracciare l'intero continente africano: le sue mille differenze e la sua profonda anima religiosa; le sue antiche culture e il suo faticoso cammino di sviluppo e di riconciliazione; i suoi gravi problemi, le sue dolorose ferite e le sue enormi potenzialità e speranze. Intendo confermare nella fede i cattolici, incoraggiare i cristiani nell'impegno ecumenico, recare a tutti l'annuncio di pace affidato alla Chiesa dal Signore risorto".

  "Parto per l'Africa" - ha proseguito il Pontefice - "con la consapevolezza di non avere altro da proporre e donare a quanti incontrerò se non Cristo e la Buona Novella della sua Croce, mistero di amore supremo, di amore divino che vince ogni umana resistenza e rende possibile persino il perdono e l'amore per i nemici. Questa è la grazia del Vangelo capace di trasformare il mondo; questa è la grazia che può rinnovare anche l'Africa, perché genera una irresistibile forza di pace e di riconciliazione profonda e radicale. La Chiesa non persegue dunque obbiettivi economici, sociali e politici; la Chiesa annuncia Cristo, certa che il Vangelo può toccare i cuori di tutti e trasformarli, rinnovando in tal modo dal di dentro le persone e le società".

  Il Papa ha concluso le sue riflessioni affidando "alla celeste intercessione" di San Giuseppe, che - "avvertito in sogno da un angelo, dovette fuggire con Maria in Egitto, in Africa, per mettere in salvo Gesù appena nato, che il re Erode voleva uccidere" -  "il prossimo pellegrinaggio e le popolazioni dell'Africa tutta intera, con le sfide che le segnano e le speranze che le animano. In particolare, penso alle vittime della fame, delle malattie, delle ingiustizie, dei conflitti fratricidi e di ogni forma di violenza che purtroppo continua a colpire adulti e bambini, senza risparmiare missionari, sacerdoti, religiosi, religiose e volontari".
ANG/AFRICA/...                                   VIS 20090316 (430)


MINISTERO EPISCOPALE AL SERVIZIO UNITÀ CORPO MISTICO

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi il primo gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apstolorum". Visita, ha detto il Papa, che rappresenta "un momento significativo nella vita di tutti coloro ai quali è stata affidata la guida pastorale di una parte del Popolo di Dio, poiché in essa dimostrano e rafforzano la loro comunione con il Romano Pontefice".

  "Il ministero episcopale" - ha proseguito il Pontefice - "è al servizio dell'unità e della comunione di tutto il Corpo mistico di Cristo" e "il Vescovo che è il principio e il fondamento visibile dell'unità nella sua Chiesa particolare, è chiamato a promuovere e difendere l'integrità della fede e la disciplina comune di tutta la Chiesa insegnando ai fedeli ad amare i propri fratelli".

  Il Santo Padre ha espresso ai Vescovi argentini il riconoscimento per "la ferma volontà di mantenere e consolidare l'unità" nella Conferenza episcopale e nelle comunità diocesane. "Grazie a questa collegialità affettiva ed effettiva" - ha sottolineato il Pontefice - "nessun Vescovo è solo, perché è sempre e strettamente unito a Cristo, Buon Pastore, anche, in virtù della sua Ordinazione episcopale e della comunione gerarchica, ai suoi fratelli nell'episcopato e a colui che il Signore ha scelto come Successore di Pietro".

  Nel sottolineare che questo spirito di comunione "ha un ambito privilegiato di applicazione nei rapporti del Vescovo con i suoi sacerdoti", Benedetto XVI ha invitato i Presuli "a potenziare la carità e la prudenza" allo scopo di "correggere insegnamenti, atteggiamenti e comportamenti che disonorano lo stato sacerdotale" dei loro più stretti collaboratori e che "possono inoltre pregiudicare e confondere la fede e la vita cristiana dei fedeli".

  "Il ruolo fondamentale svolto dai presbiteri" - ha detto ancora il Pontefice- "comporta un grande sforzo per promuovere le vocazioni sacerdotali. A tale rispetto sarebbe opportuno proporre una pastorale matrimoniale e familiare più incisiva, che tenga conto della dimensione vocazionale del cristiano, di una pastorale giovanile più coraggiosa, che aiuti i giovani a rispondere con generosità alla chiamata di Dio".

  "Anche i fedeli, in virtù del loro battesimo" - ha concluso il Santo Padre - "sono chiamati a cooperare nell'edificazione del Corpo di Cristo, per cui devono sperimentare Gesù Cristo e il mistero del suo amore in modo più vivo. Il rapporto permanente con il Signore mediante un'intensa vita di preghiera ed una adeguata formazione spirituale e dottrinale aumenterà in tutti i cristiani la gioia di credere e celebrare la fede e la gioia di appartenere alla Chiesa, incoraggiando così a partecipare attivamente alla missione di proclamare la Buona Novella a tutti gli uomini".
AL/.../ARGENTINA                                           VIS 20090316 (440)


DEGNI MINISTRI MISERICORDIA DIVINA ED EDUCATORI COSCIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, il Cardinale James Francis Stafford, Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica, ha dato lettura di un Messaggio del Santo Padre ai partecipanti al Corso per il Foro interno che ha avuto luogo questa settimana a Roma.

  "In questo nostro tempo," - scrive il Papa nel Messaggio - "costituisce senz'altro una delle priorità pastorali quella di formare rettamente la coscienza dei credenti perché (...), nella misura in cui si perde il senso del peccato, aumentano purtroppo i sensi di colpa, che si vorrebbero eliminare con insufficienti rimedi palliativi".

  "Alla formazione delle coscienze contribuiscono molteplici e preziosi strumenti spirituali e pastorali da valorizzare sempre più; (...) la catechesi, la predicazione, l'omelia, la direzione spirituale, il sacramento della Riconciliazione e la celebrazione dell'Eucaristia".

  "Una adeguata catechesi" - si legge ancora nel Messaggio - "offre un contributo concreto all'educazione delle coscienze stimolandole a percepire sempre meglio il senso del peccato, oggi in parte sbiadito o peggio obnubilato da un modo di pensare e di vivere 'etsi Deus non daretur', secondo la nota espressione di Grotius, (...) che denota un relativismo chiuso al vero senso della vita".

  "Alla catechesi va unito un sapiente utilizzo della predicazione. (...) L'omelia (...) è senz'altro la forma di predicazione più diffusa, con la quale ogni domenica si educa la coscienza di milioni di fedeli. Nel recente Sinodo dei Vescovi, dedicato appunto alla Parola di Dio nella Chiesa, diversi Padri Sinodali hanno opportunamente insistito sul valore e l'importanza dell'omelia da adattare alla mentalità contemporanea".

    Benedetto XVI scrive ancora che: "A formare le coscienze contribuisce anche la 'direzione spirituale'. Oggi più di ieri c'è bisogno di 'maestri di spirito' saggi e santi: un importante servizio ecclesiale, per il quale occorre senz'altro una vitalità interiore da implorare come dono dello Spirito Santo mediante intensa e prolungata preghiera e una preparazione specifica da acquisire con cura".

  "Ogni sacerdote è poi chiamato ad amministrare la misericordia divina nel sacramento della Penitenza, mediante il quale rimette in nome di Cristo i peccati e aiuta il penitente a percorrere il cammino esigente della santità con retta ed informata coscienza. Per poter compiere tale indispensabile ministero ogni presbitero deve alimentare la propria vita spirituale e curare un permanente aggiornamento teologico e pastorale".

  "Infine, la coscienza del credente" - ribadisce il Pontefice - "si affina sempre più grazie a una devota e consapevole partecipazione alla Santa Messa, che è il sacrificio di Cristo per la remissione dei peccati".

"Esorto i partecipanti al Corso" - conclude il Papa - a "mantenere sempre viva in se stessi la consapevolezza di dover essere degni 'ministri' della misericordia divina e responsabili educatori delle coscienze. Si ispirino all'esempio dei santi confessori e maestri di spirito, tra i quali mi piace ricordare particolarmente il Curato d'Ars, San Giovanni Maria Vianney, di cui proprio quest'anno ricordiamo il 150° anniversario della morte".
MESS/FORO INTERNO/PENT                           VIS 20090316 (480)


venerdì 13 marzo 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Salvador Rangel Mendoza, O.F.M., Vescovo di Huejutla (superficie: 6.014; popolazione: 530.000; cattolici: 502.000; sacerdoti: 95; religiosi: 63), Messico. Il Vescovo eletto è nato a Tepalcatepec (Messico), nel 1946, ha emesso la professione perpetua nel 1973 ed è stato ordinato sacerdote nel 1974. Dal 2006 Vicario Episcopale della Zona Pastorale di "Nuestra Señora de la Luz" nell'Arcidiocesi di Morelia (Messico), succede al Vescovo Salvador Martínez Pérez, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../RANGEL:MARTiNEZ                                   VIS 20090312 (100)


PROMUOVERE AUTENTICA ADORAZIONE EUCARISTICA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che in questi giorni hanno riflettuto sul tema dell'Adorazione Eucaristica.

  "Ho accolto volentieri" - ha detto il Papa - "la proposta che la Plenaria si occupasse del tema dell'adorazione eucaristica, nella fiducia che una rinnovata riflessione collegiale su tale prassi potesse contribuire a mettere in chiaro, nei limiti di competenza del Dicastero, i mezzi liturgici e pastorali con cui la Chiesa dei nostri tempi può promuovere la fede nella presenza reale del Signore nella Santa Eucaristia e assicurare alla celebrazione della Santa Messa tutta la dimensione dell'adorazione".

  "La dottrina della transustanziazione del pane e del vino e della presenza reale sono verità di fede evidenti già nella Sacra Scrittura stessa e confermate poi dai Padri della Chiesa".

  "Nell'Eucaristia" - ha detto il Papa - "l'adorazione deve diventare unione: unione col Signore Vivente e poi col suo Corpo mistico. Come ho detto ai giovani sulla Spianata di Marienfel, a Colonia, durante la Santa Messa in occasione della XX giornata mondiale della Gioventù, il 21 agosto 2005: 'Dio non è più soltanto di fronte a noi, come il Totalmente Altro. E' dentro di noi, e noi siamo in Lui. La sua dinamica ci penetra e da noi vuole propagarsi agli altri ed estendersi a tutto il mondo, perché il suo amore diventi realmente la misura dominante del mondo'".

  "In questa prospettiva ricordavo ai giovani che nell'Eucaristia si vive la 'fondamentale trasformazione della violenza in amore, della morte in vita; essa trascina poi con sé le altre trasformazioni".

  Successivamente il Papa ha sottolineato l'importanza di un rinnovamento dell'adorazione eucaristica" che "sarà possibile soltanto attraverso una maggiore conoscenza del mistero in piena fedeltà alla sacra Tradizione ed incrementando la vita liturgica all'interno delle nostre comunità. A questo riguardo, apprezzo in particolare" - ha affermato Benedetto XVI - "che la Plenaria si sia soffermata anche sul discorso della formazione di tutto il Popolo di Dio nella fede, con una speciale attenzione ai seminaristi, per favorirne la crescita in uno spirito di autentica adorazione eucaristica".

  "Ricordando tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno -, incoraggiamoci a vicenda a riscoprire e vivere con rinnovato fervore il digiuno non solo come prassi ascetica, ma anche come preparazione all'Eucaristia e come arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi".
AC/ADORAZIONE EUCARISTICA/...                      VIS 20090313 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Dodici Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

  - Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires, con gli Ausiliari, Vescovo Joaquín Mariano Sucunza; Vescovo Eduardo Horacio García; Vescovo Raúl Martín; Vescovo Oscar Vicente Ojea; Vescovo Enrique Eguía Seguí.

    - Il Vescovo Fernando María Bargalló, di Merlo-Moreno.

    - Il Vescovo Luis Guillermo Eichhorn, di Morón,

    - Il Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, di San Miguel.

    - Il Vescovo Rubén Oscar Frassia, di Avellaneda-Lanús.

    - Il Vescovo Guillermo Rodríguez-Melgarejo, di San Martín.

    - Il Vescovo Oscar Domingo Sarlinga, di Zárate-Campana.

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania).

  Alle 18:00 di oggi pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo José María Aranceto, di Santa Fe de la Vera Cruz

    - L'Arcivescovo Mario Luis Bautista Maulión, di Paraná, con l'Ausiliare Vescovo César Daniel Fernández.

    - Il Vescovo Luis Armando Collazuol, di Concordia.

    - Il Vescovo Jorge Eduardo Lozano, di Gualeguaychú.

    - Il Vescovo Martín de Elizalde, O.S.B., di Nueve de Julio.

    - Il Vescovo Eduardo Eliseo Martín, di Villa de la Concepción del Río Cuarto.

    - Il Vescovo José Vicente Conejero Gallego, di Formosa.

    - Il Vescovo Roberto Rodríguez, di La Rioja.

   - Il Monsignore Pedro Candia, Amministratore Diocesano dell'Ordinariato Militare.
 
  - L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20090313 (240)

PROMUOVERE AUTENTICA ADORAZIONE EUCARISTICA

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2009 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che in questi giorni hanno riflettuto sul tema dell'Adorazione Eucaristica.

  "Ho accolto volentieri" - ha detto il Papa - "la proposta che la Plenaria si occupasse del tema dell'adorazione eucaristica, nella fiducia che una rinnovata riflessione collegiale su tale prassi potesse contribuire a mettere in chiaro, nei limiti di competenza del Dicastero, i mezzi liturgici e pastorali con cui la Chiesa dei nostri tempi può promuovere la fede nella presenza reale del Signore nella Santa Eucaristia e assicurare alla celebrazione della Santa Messa tutta la dimensione dell'adorazione".

  "La dottrina della transustanziazione del pane e del vino e della presenza reale sono verità di fede evidenti già nella Sacra Scrittura stessa e confermate poi dai Padri della Chiesa".

  "Nell'Eucaristia" - ha detto il Papa - "l'adorazione deve diventare unione: unione col Signore Vivente e poi col suo Corpo mistico. Come ho detto ai giovani sulla Spianata di Marienfel, a Colonia, durante la Santa Messa in occasione della XX giornata mondiale della Gioventù, il 21 agosto 2005: 'Dio non è più soltanto di fronte a noi, come il Totalmente Altro. E' dentro di noi, e noi siamo in Lui. La sua dinamica ci penetra e da noi vuole propagarsi agli altri ed estendersi a tutto il mondo, perché il suo amore diventi realmente la misura dominante del mondo'".

  "In questa prospettiva ricordavo ai giovani che nell'Eucaristia si vive la 'fondamentale trasformazione della violenza in amore, della morte in vita; essa trascina poi con sé le altre trasformazioni".

  Successivamente il Papa ha sottolineato l'importanza di un rinnovamento dell'adorazione eucaristica" che "sarà possibile soltanto attraverso una maggiore conoscenza del mistero in piena fedeltà alla sacra Tradizione ed incrementando la vita liturgica all'interno delle nostre comunità. A questo riguardo, apprezzo in particolare" - ha affermato Benedetto XVI - "che la Plenaria si sia soffermata anche sul discorso della formazione di tutto il Popolo di Dio nella fede, con una speciale attenzione ai seminaristi, per favorirne la crescita in uno spirito di autentica adorazione eucaristica".

  "Ricordando tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno -, incoraggiamoci a vicenda a riscoprire e vivere con rinnovato fervore il digiuno non solo come prassi ascetica, ma anche come preparazione all'Eucaristia e come arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi".
AC/ADORAZIONE EUCARISTICA/...                      VIS 20090313 (420)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  - Dodici Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

  - Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires, con gli Ausiliari, Vescovo Joaquín Mariano Sucunza; Vescovo Eduardo Horacio García; Vescovo Raúl Martín; Vescovo Oscar Vicente Ojea; Vescovo Enrique Eguía Seguí.

    - Il Vescovo Fernando María Bargalló, di Merlo-Moreno.

    - Il Vescovo Luis Guillermo Eichhorn, di Morón,

    - Il Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, di San Miguel.

    - Il Vescovo Rubén Oscar Frassia, di Avellaneda-Lanús.

    - Il Vescovo Guillermo Rodríguez-Melgarejo, di San Martín.

    - Il Vescovo Oscar Domingo Sarlinga, di Zárate-Campana.

- L'Arcivescovo Robert Zollitsch, di Freiburg im Breisgau (Repubblica Federale di Germania).

  Alle 18:00 di oggi pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Argentina, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo José María Aranceto, di Santa Fe de la Vera Cruz

    - L'Arcivescovo Mario Luis Bautista Maulión, di Paraná, con l'Ausiliare Vescovo César Daniel Fernández.

    - Il Vescovo Luis Armando Collazuol, di Concordia.

    - Il Vescovo Jorge Eduardo Lozano, di Gualeguaychú.

    - Il Vescovo Martín de Elizalde, O.S.B., di Nueve de Julio.

    - Il Vescovo Eduardo Eliseo Martín, di Villa de la Concepción del Río Cuarto.

    - Il Vescovo José Vicente Conejero Gallego, di Formosa.

    - Il Vescovo Roberto Rodríguez, di La Rioja.

   - Il Monsignore Pedro Candia, Amministratore Diocesano dell'Ordinariato Militare.
 
  - L'Arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                       VIS 20090313 (240)

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