Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha affermato questa mattina quanto segue, relativamente al duplice attentato di ieri a Damasco (Siria), che ha causato 55 morti e oltre 370 feriti.
"Davanti ai tragici attentati che ieri hanno insanguinato le strade di Damasco non si può che esprimere una ferma condanna e la commossa vicinanza del Santo Padre e della comunità cattolica alle famiglie delle vittime. Questi attentati dovrebbero spingere tutti ad operare una svolta per un rafforzato impegno nel dare attuazione al Piano Annan, che è stato accettato dalle parti in conflitto. Gli attentati di ieri attestano inoltre che la situazione in Siria richiede un impegno congiunto e deciso da parte di tutta la comunità internazionale perché si ponga in atto quel Piano e al più presto siano inviati altri Osservatori. È sempre più attuale l’appello formulato dal Santo Padre il giorno di Pasqua: Occorre intraprendere senza indugio la via del rispetto, del dialogo e della riconciliazione".
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
venerdì 11 maggio 2012
POSSESSI CARDINALIZI
Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:
Giovedì 17 maggio 2012, alle ore 17:30, il Cardinale Willem Jacobus Eijk, Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi), prenderà possesso del Titolo di San Callisto, Piazza di San Calisto, 16.
Domenica 20 maggio 2012, alle ore 10:30, il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, prenderà possesso della Diaconia di Sant’Elena fuori Porta Prenestina, Via Casilina, 205.
Domenica 20 maggio 2012, alle ore 11:30, il Cardinale Santos Abril y Castelló, Arciprete della Papale Basilica Liberiana, prenderà possesso della Diaconia di San Ponziano, Via Nicola Festa, 50.
Domenica 27 maggio 2012, alle ore 17:30, il Cardinale Domenico Calcagno, Presidente dell’A.P.S.A., prenderà possesso della Diaconia dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria a Via Ardeatina, Via di Grotta Perfetta, 591.
UDIENZE
Città del Vaticano, 11 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
- Sette Presuli della Conferenza del Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regione XIV), in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Thomas Gerard Wenski, di Miami.
- Il Vescovo John Gerard Noonan, di Orlando.
- Il Vescovo Gerald Michael Barbarito, di Palm Beach.
- Il Vescovo Gregory Lawrence Parkes, di Pensacola-Tallahassee.
- Il Vescovo Felipe de Jeslis Estévez, di Saint Augustine.
- Il Vescovo Robert Nugent Lynch, di Saint Petersburg.
- Il Vescovo Frank J. Dewane, di Venice.
- Il Signor Vytautas Ališauskas, Ambasciatore di Lituania, in visita di congedo.
giovedì 10 maggio 2012
EBREI E CATTOLICI: DIALOGO, RICONCILIAZIONE, COOPERAZIONE
Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). Questa mattina Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione del Congresso Ebraico Latinoamericano "il primo gruppo che rappresenta le organizzazioni e comunità ebraiche in America Latina con il quale mi incontro in Vaticano", ha detto il Papa ricordando che "in tutta l'America Latina vi sono comunità ebraiche dinamiche, in particolare in Argentina e Brasile, che vivono in un continente a grande maggioranza di cattolici. A partire dagli anni del Concilio Vaticano II, i rapporti fra ebrei e cattolici si sono fortificati anche nella vostra regione, ed esistono diverse iniziative che continuano ad approfondire la reciproca amicizia".
Il Santo Padre ha riaffermato che la Dichiarazione "Nostra Aetate" del Concilio Vaticano II "continua ad essere il fondamento e la guida nel nostro impegno di promuovere maggiore comprensione, rispetto e cooperazione fra le nostre due comunità. Questa Dichiarazione non solo assunse una netta posizione contro ogni forma di antisemitismo, ma pose le basi per una rivalutazione teologica del rapporto della Chiesa con l'ebraismo, manifestando la sua fiducia che l'apprezzamento dell'eredità spirituale condivisa dagli ebrei e dai cristiani avrebbe portato ad una sempre maggiore comprensione e stima reciproca".
"Nel considerare il progresso degli ultimi cinquanta anni di rapporti ebraico-cattolici in tutto il mondo, non possiamo che ringraziare l'Onnipotente per questo segno evidente della sua bontà e provvidenza. Con l'aumento della fiducia, del rispetto e della buona volontà, gruppi che inizialmente impostavano i rapporti ad una certa sfiducia, si sono convertiti man mano a rapporti di amicizia e fiducia, sono diventati buoni amici, capaci di far fronte alla crisi e di superare i conflitti in modo positivo. Certamente, anche se rimane ancora molto da fare per superare i conflitti del passato, ora possiamo contare sulla promozione di migliori relazioni fra le nostre due comunità, e su di una risposta positiva alle sfide che devono affrontare sempre più i credenti nel mondo attuale. Tuttavia dobbiamo rendere grazie per il fatto che siamo impegnati a percorrere insieme la via del dialogo, della riconciliazione e della cooperazione".
"In un mondo sempre più minacciato dalla perdita dei valori spirituali e morali, che sono i soli che possono garantire il rispetto della dignità umana e la pace duratura, un dialogo sincero e rispettoso fra religioni e culture è fondamentale per il futuro della nostra famiglia umana. Auspico che la presente visita di oggi sia fonte di coraggio e rinnovata fiducia nel momento in cui affrontare la sfida di costruire vincoli sempre più forti di amicizia e di collaborazione e di dare testimonianza profetica della forza della verità di Dio, della giustizia e dell'amore riconciliatore, per il bene di tutta l'umanità", ha concluso il Santo Padre.
Il Santo Padre ha riaffermato che la Dichiarazione "Nostra Aetate" del Concilio Vaticano II "continua ad essere il fondamento e la guida nel nostro impegno di promuovere maggiore comprensione, rispetto e cooperazione fra le nostre due comunità. Questa Dichiarazione non solo assunse una netta posizione contro ogni forma di antisemitismo, ma pose le basi per una rivalutazione teologica del rapporto della Chiesa con l'ebraismo, manifestando la sua fiducia che l'apprezzamento dell'eredità spirituale condivisa dagli ebrei e dai cristiani avrebbe portato ad una sempre maggiore comprensione e stima reciproca".
"Nel considerare il progresso degli ultimi cinquanta anni di rapporti ebraico-cattolici in tutto il mondo, non possiamo che ringraziare l'Onnipotente per questo segno evidente della sua bontà e provvidenza. Con l'aumento della fiducia, del rispetto e della buona volontà, gruppi che inizialmente impostavano i rapporti ad una certa sfiducia, si sono convertiti man mano a rapporti di amicizia e fiducia, sono diventati buoni amici, capaci di far fronte alla crisi e di superare i conflitti in modo positivo. Certamente, anche se rimane ancora molto da fare per superare i conflitti del passato, ora possiamo contare sulla promozione di migliori relazioni fra le nostre due comunità, e su di una risposta positiva alle sfide che devono affrontare sempre più i credenti nel mondo attuale. Tuttavia dobbiamo rendere grazie per il fatto che siamo impegnati a percorrere insieme la via del dialogo, della riconciliazione e della cooperazione".
"In un mondo sempre più minacciato dalla perdita dei valori spirituali e morali, che sono i soli che possono garantire il rispetto della dignità umana e la pace duratura, un dialogo sincero e rispettoso fra religioni e culture è fondamentale per il futuro della nostra famiglia umana. Auspico che la presente visita di oggi sia fonte di coraggio e rinnovata fiducia nel momento in cui affrontare la sfida di costruire vincoli sempre più forti di amicizia e di collaborazione e di dare testimonianza profetica della forza della verità di Dio, della giustizia e dell'amore riconciliatore, per il bene di tutta l'umanità", ha concluso il Santo Padre.
SAN JUAN DE AVILA SARÀ PROCLAMATO DOTTORE DELLA CHIESA
Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). "È per me motivo di gioia ricevervi in occasione della commemorazione del cinquantenario dell'attuale sede del Pontificio Collegio Spagnolo di San José, e nella memoria liturgica di San Juan de Avila, Patrono del clero diocesano spagnolo che prossimamente proclamerò Dottore della Chiesa universale", ha detto Benedetto XVI agli studenti, ai rettori, ai superiori e ai religiosi del Pontificio Collegio, nel riceverli questa mattina in udienza.
"La formazione specifica dei sacerdoti - ha aggiunto il Pontefice - è sempre una delle più importanti priorità della Chiesa. Nell'essere inviati a Roma per approfondire i vostri studi dovete pensare sopratutto, non tanto al vostro bene particolare, ma al servizio al popolo santo di Dio, che ha bisogno di pastori che si dedichino al bel servizio di santificazione dei fedeli, con preparazione e competenza. (...) Però ricordate che il sacerdote rinnova la sua vita e attinge forza per il suo ministero dalla contemplazione della Parola di Dio e dall'intenso dialogo con il Signore. Egli è consapevole che non potrà portare Cristo ai suoi fratelli né incontrarlo nei poveri e nei malati, se non Lo scoprirà nella fervente e costante preghiera". (...)
"Cari sacerdoti che la vita e la dottrina del Santo Maestro Juan de Avila illuminino e sostengano il vostro soggiorno nel Pontificio Collegio Spagnolo di San José. La sua profonda conoscenza della Sacra Scrittura, dei santi Padri, dei concili, delle fonti liturgiche e della teologia, con il suo amore fedele e filiale alla Chiesa, fece di lui un autentico rinnovatore, in un'epoca difficile della storia della Chiesa", ha spiegato il Papa citando le parole pronunciate da Paolo VI, nella cerimonia di canonizzazione del santo andaluso: "Fu uno spirito chiaroveggente e ardente, che alla denuncia dei mali, al suggerimento dei rimedi canonici, ha aggiunto una scuola di intensa spiritualità".
"L'insegnamento centrale dell'Apostolo dell'Andalusia è il mistero di Cristo, Sacerdote e Buon Pastore, vissuto in sintonia con i sentimenti del Signore, a imitazione di San Paolo (...). Vi invito ad esercitare il vostro ministero presbiterale con lo stesso zelo apostolico che caratterizzava San Juan de Avila, con la sua stessa austerità di vita, con il medesimo affetto filiale che nutriva per la Vergine Maria, Madre del sacerdote", ha concluso il Santo Padre.
PRESENTAZIONE 50° CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE
Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). "L'Eucaristia: Comunione con Cristo e tra di noi" è il tema del 50° Congresso Eucaristico Internazionale che si terrà dal 10 al 17 giugno a Dublino (Irlanda). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede si è tenuta la Conferenza stampa di presentazione alla quale sono intervenuti l'Arcivescovo Piero Marini, Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali; l'Arcivescovo Diarmuid Martin, di Dublino (Irlanda) ed il Padre Vittore Boccardi, S.S.S., della Segreteria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali.
"Cosa sia un Congresso Eucaristico Internazionale lo stabilisce il rituale romano del 1973 'De sacra comunione et de cultu mysterii eucaristici extra Missam (nn. 109-112) - ha spiegato l'Arcivescovo Marini - che, portando ad attuazione i principi del Vaticano II lo definisce uno 'statio orbis', cioè 'una sosta di impegno e di preghiera a cui una comunità invita la Chiesa universale', durante la quale la celebrazione eucaristica diventa il centro e il culmine di ogni forma di pietà, delle varie manifestazioni, delle riflessioni teologiche e pastorali, della scelta di impegni sociali".
"Per una coincidenza degna di nota, il 50° Congresso Eucaristico di Dublino cade nel 50° anniversario dell'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. E proprio al Concilio il Congresso fa riferimento perché il tema intorno al quale esso si concentrerà: 'L'Eucaristia, comunione con Cristo e tra noi', è tratto dal n. 7 della Costituzione dogmatica sulla Chiesa ('Lumen Gentium'). Il tema ricorda ai battezzati che attraverso la partecipazione all'Eucaristia si costruisce la comunione con Cristo e, nello stesso tempo, la comunione con gli altri; cioè, in una parola, la fisionomia più autentica della Chiesa. (...) Il ricentramento progressivo sull'ecclesiologia di comunione per la quale 'c'è un influsso causale dell'Eucaristia alle origini stesse della Chiesa' è gravido di tante conseguenze pastorali, ecclesiologiche ed ecumeniche che il Congresso di Dublino indagherà nel Simposio teologico che lo precede".
L'Arcivescovo Marini ha precisato inoltre che al Congresso assisteranno migliaia di pellegrini provenienti da più di cento paesi i quali, celebreranno l'Eucaristia, pregheranno insieme, si uniranno in processione, e parteciperanno alle Conferenze generali tenute da 18 oratori internazionali, si divideranno in oltre 150 laboratori e gruppi di discussione su importanti temi religiosi vivendo "un'autentica solidarietà ecclesiale".
L'Arcivescovo Diarmuid Martin nel ricordare che, nel 1932, Dublino fu la sede dal 31° Congresso Eucaristico Internazionale, ha detto: "La Chiesa in Irlanda del 1932 era assai diversa dalla Chiesa in Irlanda di oggi. (...) Il Congresso Eucaristico deve rivolgersi a coloro che vi partecipano nel contesto della cultura in cui vivono: (...) Esso rifletterà e presenterà la Chiesa in Irlanda, una Chiesa che ha affrontato e ancora affronta sfide grandissime, ma una Chiesa che è viva e vitale, e ansiosa di avviarsi su un cammino di rinnovamento",
"Esistono delle divisioni all'interno della Chiesa irlandese e a volte divisioni non sane. Trovo sia utile guardare al 1932 e alla società irlandese di allora, che meno di dieci anni prima era stata orribilmente ferita da un'aspra guerra civile durata due anni. Fa molto onore al mio predecessore, l'Arcivescovo Edward Byrne, l'aver celebrato il Congresso come un evento di riconciliazione e di ricostruzione dell'unità. Per la prima volta nell'Irlanda appena divenuta indipendente, uomini e donne di entrambi i fronti di un'aspra divisione si riunirono per lavorare insieme a un progetto comune. L'Eucaristia ha il potere di riconciliare. La comunione con Cristo alimenta la comunione e la riconciliazione con il prossimo".
"Il 50° Congresso Internazionale a Dublino sarà ancora una volta un momento di rinnovamento e di riconciliazione. Sarà un evento che richiama tutti i cattolici alla centralità dell'Eucaristia nella vita della Chiesa. Il vero culmine verso il quale tendono tutte le attività della Chiesa e la fonte dalla quale scorre tutta la sua vita". Tale evento "richiamerà la Chiesa in Irlanda alla centralità del rinnovamento spirituale e ad un senso della Chiesa come Corpo di Cristo".
"Ci sarà una forte partecipazione ecumenica delle altre Chiese cristiane in Irlanda e gli eventi del Congresso", ha sottolineato il Presule annunciando che "Il Congresso terminerà con la Messa della 'Statio Orbis' celebrata dal Legato Pontificio al Congresso, il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, domenica 17 giugno nel Croke Park. Nel corso della cerimonia il Papa invierà un messaggio via televisione.
"Cosa sia un Congresso Eucaristico Internazionale lo stabilisce il rituale romano del 1973 'De sacra comunione et de cultu mysterii eucaristici extra Missam (nn. 109-112) - ha spiegato l'Arcivescovo Marini - che, portando ad attuazione i principi del Vaticano II lo definisce uno 'statio orbis', cioè 'una sosta di impegno e di preghiera a cui una comunità invita la Chiesa universale', durante la quale la celebrazione eucaristica diventa il centro e il culmine di ogni forma di pietà, delle varie manifestazioni, delle riflessioni teologiche e pastorali, della scelta di impegni sociali".
"Per una coincidenza degna di nota, il 50° Congresso Eucaristico di Dublino cade nel 50° anniversario dell'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. E proprio al Concilio il Congresso fa riferimento perché il tema intorno al quale esso si concentrerà: 'L'Eucaristia, comunione con Cristo e tra noi', è tratto dal n. 7 della Costituzione dogmatica sulla Chiesa ('Lumen Gentium'). Il tema ricorda ai battezzati che attraverso la partecipazione all'Eucaristia si costruisce la comunione con Cristo e, nello stesso tempo, la comunione con gli altri; cioè, in una parola, la fisionomia più autentica della Chiesa. (...) Il ricentramento progressivo sull'ecclesiologia di comunione per la quale 'c'è un influsso causale dell'Eucaristia alle origini stesse della Chiesa' è gravido di tante conseguenze pastorali, ecclesiologiche ed ecumeniche che il Congresso di Dublino indagherà nel Simposio teologico che lo precede".
L'Arcivescovo Marini ha precisato inoltre che al Congresso assisteranno migliaia di pellegrini provenienti da più di cento paesi i quali, celebreranno l'Eucaristia, pregheranno insieme, si uniranno in processione, e parteciperanno alle Conferenze generali tenute da 18 oratori internazionali, si divideranno in oltre 150 laboratori e gruppi di discussione su importanti temi religiosi vivendo "un'autentica solidarietà ecclesiale".
L'Arcivescovo Diarmuid Martin nel ricordare che, nel 1932, Dublino fu la sede dal 31° Congresso Eucaristico Internazionale, ha detto: "La Chiesa in Irlanda del 1932 era assai diversa dalla Chiesa in Irlanda di oggi. (...) Il Congresso Eucaristico deve rivolgersi a coloro che vi partecipano nel contesto della cultura in cui vivono: (...) Esso rifletterà e presenterà la Chiesa in Irlanda, una Chiesa che ha affrontato e ancora affronta sfide grandissime, ma una Chiesa che è viva e vitale, e ansiosa di avviarsi su un cammino di rinnovamento",
"Esistono delle divisioni all'interno della Chiesa irlandese e a volte divisioni non sane. Trovo sia utile guardare al 1932 e alla società irlandese di allora, che meno di dieci anni prima era stata orribilmente ferita da un'aspra guerra civile durata due anni. Fa molto onore al mio predecessore, l'Arcivescovo Edward Byrne, l'aver celebrato il Congresso come un evento di riconciliazione e di ricostruzione dell'unità. Per la prima volta nell'Irlanda appena divenuta indipendente, uomini e donne di entrambi i fronti di un'aspra divisione si riunirono per lavorare insieme a un progetto comune. L'Eucaristia ha il potere di riconciliare. La comunione con Cristo alimenta la comunione e la riconciliazione con il prossimo".
"Il 50° Congresso Internazionale a Dublino sarà ancora una volta un momento di rinnovamento e di riconciliazione. Sarà un evento che richiama tutti i cattolici alla centralità dell'Eucaristia nella vita della Chiesa. Il vero culmine verso il quale tendono tutte le attività della Chiesa e la fonte dalla quale scorre tutta la sua vita". Tale evento "richiamerà la Chiesa in Irlanda alla centralità del rinnovamento spirituale e ad un senso della Chiesa come Corpo di Cristo".
"Ci sarà una forte partecipazione ecumenica delle altre Chiese cristiane in Irlanda e gli eventi del Congresso", ha sottolineato il Presule annunciando che "Il Congresso terminerà con la Messa della 'Statio Orbis' celebrata dal Legato Pontificio al Congresso, il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, domenica 17 giugno nel Croke Park. Nel corso della cerimonia il Papa invierà un messaggio via televisione.
PROMULGAZIONE DI DECRETI
Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
Nell’Udienza il Papa ha esteso alla Chiesa Universale il Culto liturgico in onore di Santa Ildegarda di Bingen, Monaca professa dell’Ordine di San Benedetto, tedesca (1089-1179, iscrivendola nel catalogo dei Santi.
Nel corso della medesima Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:
MIRACOLI attributi all'intercessione:
- Venerabile Servo di Dio Tommaso da Olera (al secolo: Tommaso Acerbis), italiano, Laico professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, (1563-1631);
- Venerabile Serva di Dio Maria Troncatti, Suora professa della Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, italiana, (1883-1969);
MARTIRIO
- Servi di Dio Federico Bachstein e 13 Compagni, dell'Ordine dei Frati Minori, uccisi, in odio alla Fede, a Praga (Repubblica Ceca) il 15 febbraio 1611;
- Servi di Dio Raimondo Castaño González e Giuseppe Maria González Solís, Sacerdoti professi dell'Ordine dei Frati Predicatori, uccisi, in odio alla Fede, a Bilbao (Spagna) il 2 ottobre 1936;
- Servi di Dio Giacomo Puig Mirosa e 18 Compagni, della Congregazione dei Figli della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, nonché Sebastiano Llorens Telarroja, Laico, uccisi, in odio alla Fede, in varie località della Spagna, tra gli anni 1936 e 1937;
- Servo di Dio Odoardo Focherini, Laico, italiano, nato nel 1907 e ucciso, in odio alla Fede a Hersbruck (Germania) il 27 dicembre 1944;
VIRTÙ EROICHE
- Servo di Dio Raffaello Delle Nocche, Vescovo di Tricarico, Fondatore delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico, italiano (1877-1960);
- Servo di Dio Federico Ireneo Baraga, Primo Vescovo di Marquette, sloveno (1797- 1868);
- Servo di Dio Pasquale Uva, Sacerdote diocesano; Fondatore della Congregazione delle Suore Ancelle della Divina Provvidenza; italiano (1883-1955);
- Servo di Dio Baldassarre Emanuele Pardal Vidal, Sacerdote diocesano, Fondatore dell'Istituto Secolare delle Figlie della Natività di Maria, spagnolo (1886-1963);
- Servo di Dio Francesco Di Paola Victor, Sacerdote diocesano, brasiliano, (1827-1905);
- Servo di Dio Giacomo Sevin, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù, Fondatore degli Scouts de France e della Congregazione delle Suore della Santa Croce di Gerusalemme, francese (1882-1951);
- Serva di Dio Maria Giuseppa del Santissimo Sacramento (al secolo: Maria Giuseppa Recio Martín), Fondatrice della Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù, spagnola (1846-1883);
- Serva di Dio Miriam Teresa Demjanovich, Suora professa della Congregazione delle Suore della Carità di Sant'Elisabetta, statunitense (1901-1927);
- Serva di Dio Emilia Engel, dell'Istituto Secolare delle Sorelle di Maria di Schönstatt, tedesca, (1893-1955);
- Serva di Dio Rachele Ambrosini, Laica; italiana (1925-1941);
- Serva di Dio Maria Bolognesi, Laica, italiana (1924-1980).
Infine, il 14 marzo 2012 il Sommo Pontefice autorizzò la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Felice Francesco Giuseppe della Concezione Varela Morales, Sacerdote diocesano, cubano 1788-1853.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 10 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:
- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Seoul (Corea) presentata dal Cardinale Nicholas Cheong Jinsuk, per raggiunti limiti di età ed ha nominato Arcivescovo di Seoul, il Vescovo Andrew Yeom Soo jung, finora Ausiliare e Vicario Generale della stessa Arcidiocesi.
- Ha nominato il Vescovo José Roberto Ospina Leongómez, Vescovo di Buga (Colombia) finora Ausiliare di Bogotá (Colombia). Succede al Vescovo Hernán Giraldo Jaramillo, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
mercoledì 9 maggio 2012
BENEDETTO XVI: NEI MOMENTI PIÙ DIFFICILI MI SONO SEMPRE SENTITO SORRETTO DALLA VOSTRA PREGHIERA
Città del Vaticano, 9 maggio 2012 (VIS). "Fin dal primo momento delle mia elezione come Successore di San Pietro, mi sono sempre sentito sorretto dalla preghiera della Chiesa, dalla vostra preghiera, soprattutto nei momenti più difficili. Ringrazio di cuore", ha affermato Benedetto XVI durante l'Udienza Generale di oggi ed ha aggiunto: "La preghiera costante e unanime è un prezioso strumento anche per superare le prove che possono sorgere nel cammino della vita, perché è l’essere profondamente uniti a Dio che ci permette di essere anche profondamente uniti agli altri".
Nell'ambito del ciclo di catechesi dedicato alla preghiera nella Chiesa primitiva, questa mattina il Santo Padre si è soffermato sull'ultimo episodio della vita di San Pietro narrato negli Atti degli Apostoli: la sua carcerazione per volere di Erode Agrippa e la sua liberazione per l’intervento prodigioso dell’Angelo del Signore, alla vigilia del suo processo a Gerusalemme.
Il Papa ha ricordato ai 10.000 fedeli convenuti in Piazza San Pietro che, mentre Pietro era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. "La forza della preghiera incessante della Chiesa sale a Dio e il Signore ascolta e compie una liberazione impensabile e insperata, inviando l'Angelo".
Benedetto XVI ha sottolineato anche un altro aspetto dell'atteggiamento di Pietro in carcere: "Notiamo, (...), che, mentre la comunità cristiana prega con insistenza per lui, Pietro 'stava dormendo'. In una situazione così critica e di serio pericolo, è un atteggiamento che può sembrare strano ma che invece denota tranquillità e fiducia; egli si fida di Dio, sa di essere circondato dalla solidarietà e della preghiera dei suoi e si abbandona totalmente nelle mani del Signore. Così deve essere la nostra preghiera: assidua, solidale con gli altri, pienamente fiduciosa verso Dio che ci conosce nell'intimo e si prende cura di noi".
Dopo la sua liberazione Pietro si reca in casa di Maria, la madre di Marco, dove molti dei discepoli sono riuniti in preghiera. Come in altri episodi narrati negli Atti degli Apostoli, "ancora una volta, la risposta della comunità alla difficoltà e al pericolo è affidarsi a Dio, intensificare il rapporto con Lui". Benedetto XVI ha richiamato un'altra situazione non facile che ha vissuto la comunità cristiana delle origini, narrata dall'Apostolo Giacomo nella sua Lettera: la presenza al suo interno di gelosie e contese. L'Apostolo trova due motivi principali in questa situazione: il primo è il lasciarsi dominare dalle passioni, dall'egoismo; il secondo è la mancanza di preghiera. La situazione cambierebbe, afferma San Giacomo se la comunità parlasse tutta insieme con Dio, pregasse in modo assiduo e unanime. "Un richiamo - ha detto il Papa - importante anche per noi e per le nostre comunità, sia quelle piccole come la famiglia, sia quelle più vaste come la parrocchia, la diocesi, la Chiesa intera".
L'episodio della liberazione di Pietro , ha concluso Benedetto XVI, "ci dice che la Chiesa, ciascuno di noi, attraversa la notte della prova, ma è la vigilanza incessante della preghiera che ci sostiene. (...) Con la preghiera costante e fiduciosa il Signore ci libera dalle catene, ci guida (...), ci dona la serenità del cuore per affrontare le difficoltà della vita, anche il rifiuto, l'opposizione, la persecuzione. (...) L'Apostolo, anche se in catene, si sente tranquillo, nella certezza di non essere mai solo: la comunità sta pregando per lui, il Signore gli è vicino; anzi egli sa che 'la forza di Cristo si manifesta pienamente nella debolezza'".
Nell'ambito del ciclo di catechesi dedicato alla preghiera nella Chiesa primitiva, questa mattina il Santo Padre si è soffermato sull'ultimo episodio della vita di San Pietro narrato negli Atti degli Apostoli: la sua carcerazione per volere di Erode Agrippa e la sua liberazione per l’intervento prodigioso dell’Angelo del Signore, alla vigilia del suo processo a Gerusalemme.
Il Papa ha ricordato ai 10.000 fedeli convenuti in Piazza San Pietro che, mentre Pietro era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. "La forza della preghiera incessante della Chiesa sale a Dio e il Signore ascolta e compie una liberazione impensabile e insperata, inviando l'Angelo".
Benedetto XVI ha sottolineato anche un altro aspetto dell'atteggiamento di Pietro in carcere: "Notiamo, (...), che, mentre la comunità cristiana prega con insistenza per lui, Pietro 'stava dormendo'. In una situazione così critica e di serio pericolo, è un atteggiamento che può sembrare strano ma che invece denota tranquillità e fiducia; egli si fida di Dio, sa di essere circondato dalla solidarietà e della preghiera dei suoi e si abbandona totalmente nelle mani del Signore. Così deve essere la nostra preghiera: assidua, solidale con gli altri, pienamente fiduciosa verso Dio che ci conosce nell'intimo e si prende cura di noi".
Dopo la sua liberazione Pietro si reca in casa di Maria, la madre di Marco, dove molti dei discepoli sono riuniti in preghiera. Come in altri episodi narrati negli Atti degli Apostoli, "ancora una volta, la risposta della comunità alla difficoltà e al pericolo è affidarsi a Dio, intensificare il rapporto con Lui". Benedetto XVI ha richiamato un'altra situazione non facile che ha vissuto la comunità cristiana delle origini, narrata dall'Apostolo Giacomo nella sua Lettera: la presenza al suo interno di gelosie e contese. L'Apostolo trova due motivi principali in questa situazione: il primo è il lasciarsi dominare dalle passioni, dall'egoismo; il secondo è la mancanza di preghiera. La situazione cambierebbe, afferma San Giacomo se la comunità parlasse tutta insieme con Dio, pregasse in modo assiduo e unanime. "Un richiamo - ha detto il Papa - importante anche per noi e per le nostre comunità, sia quelle piccole come la famiglia, sia quelle più vaste come la parrocchia, la diocesi, la Chiesa intera".
L'episodio della liberazione di Pietro , ha concluso Benedetto XVI, "ci dice che la Chiesa, ciascuno di noi, attraversa la notte della prova, ma è la vigilanza incessante della preghiera che ci sostiene. (...) Con la preghiera costante e fiduciosa il Signore ci libera dalle catene, ci guida (...), ci dona la serenità del cuore per affrontare le difficoltà della vita, anche il rifiuto, l'opposizione, la persecuzione. (...) L'Apostolo, anche se in catene, si sente tranquillo, nella certezza di non essere mai solo: la comunità sta pregando per lui, il Signore gli è vicino; anzi egli sa che 'la forza di Cristo si manifesta pienamente nella debolezza'".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 9 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Sacerdote Roque Costa Souza, Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di São Sebastião do Rio de Janeiro (superficie: 1.261; popolazione: 6.215.000; cattolici: 3.772.000; sacerdoti: 604: religiosi: 1.047; diaconi permanenti: 144), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 a Rio de Janeiro ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1994. Nel 1994 è stato Vicario parrocchiale della Parrocchia di "Jesus Bom Pastor"; dal 1994 al 1998 è stato Parroco della Parrocchia di “São Francisco de Assis”; dal 1994 al 1998 è stato Prefetto del Seminario Minore arcidiocesano; dal 1996 al 1998 è stato Cappellano della “Irmandade São Pedro”; nel 1998 è stato Parroco della Parrocchia “São João Batista e Nossa Senhora das Graças” nel Realengo; nel 2010 è stato Direttore e Tesoriere della “Casa do Padre”, Vicario Foraneo del Vicariato Urbano dell’arcidiocesi; Cappellano della Polizia Militare dello Stato di Rio de Janeiro; dal 2005 è stato Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora do Carmo da Antiga Sé” e, dal 2010, è Rettore del Seminario Arcidiocesano Maggiore “São José”.
martedì 8 maggio 2012
ACCORDO FRA LA SANTA SEDE E IL LAND NIEDERSACHSEN
Città del Vaticano, 8 maggio 2012 (VIS). Un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede rende noto che martedì 8 maggio 2012, nella sede del Governo del Land Niedersachsen a Hannover è stato firmato un Accordo fra la Santa Sede e il Land Niedersachsen, a modifica del Concordato del 26 febbraio 1965.
Per la Santa Sede ha firmato, come Plenipotenziario, l'Arcivescovo Jean-Claude Périsset, Nunzio Apostolico in Germania".
Per il Land Niedersachsen, il Signor David McAllister, Ministro-Presidente del Land Niedersachsen".
Presenti alla cerimonia erano anche: per parte ecclesiastica, il Vescovo Norbert Trelle, di Hildesheim; il Monsignor Felix Bernhard, Direttore dell'Ufficio Cattolico del Land Niedersachsen per i rapporti delle Diocesi di Hildesheim, Münster (Oldenburg) e Osnabrück con il Land; e i Direttori di queste Diocesi per le scuole cattoliche a regime concordatario; per parte statale, il Ministro della Cultura del Land Niedersachsen ed alcuni Alti Funzionari del Gabinetto del Ministro-Presidente.
Il presente Accordo aggiorna il § 6 dell'Allegato al Concordato e la relativa "Intesa d'Applicazione (Durchführungsvereinbarung)" alla luce dell'attuale legislazione del Land Niedersachsen, che ha introdotto la qualifica di scuola superiore. Le modifiche vanno incontro alle attuali esigenze delle scuole cattoliche a regime concordatario.
Per la Santa Sede ha firmato, come Plenipotenziario, l'Arcivescovo Jean-Claude Périsset, Nunzio Apostolico in Germania".
Per il Land Niedersachsen, il Signor David McAllister, Ministro-Presidente del Land Niedersachsen".
Presenti alla cerimonia erano anche: per parte ecclesiastica, il Vescovo Norbert Trelle, di Hildesheim; il Monsignor Felix Bernhard, Direttore dell'Ufficio Cattolico del Land Niedersachsen per i rapporti delle Diocesi di Hildesheim, Münster (Oldenburg) e Osnabrück con il Land; e i Direttori di queste Diocesi per le scuole cattoliche a regime concordatario; per parte statale, il Ministro della Cultura del Land Niedersachsen ed alcuni Alti Funzionari del Gabinetto del Ministro-Presidente.
Il presente Accordo aggiorna il § 6 dell'Allegato al Concordato e la relativa "Intesa d'Applicazione (Durchführungsvereinbarung)" alla luce dell'attuale legislazione del Land Niedersachsen, che ha introdotto la qualifica di scuola superiore. Le modifiche vanno incontro alle attuali esigenze delle scuole cattoliche a regime concordatario.
INIZIAZIONE CRISTIANA, TEMA DEL XII CONGRESSO EUROPEO PER LA CATECHESI
Città del Vaticano, 8 maggio 2012 (VIS). Dal 7 al 10 maggio a Roma, il Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) ha promosso il XII Congresso Europeo per la Catechesi, sul tema: "L'iniziazione cristiana nella prospettiva della nuova evangelizzazione, con attenzione specifica ai fanciulli e ai giovani da 7 a 16 anni".
Al Congresso - coordinato dalla Commissione "Catechesi, scuola e università" della CCEE - partecipano i vescovi e i direttori nazionali degli organismi responsabili della catechesi nelle conferenze episcopali d'Europa. L'iniziativa si inserisce nella riflessione della Chiesa sulla nuova evangelizzazione nell'anno in cui si commemora il XX anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica; il L anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e nella prospettiva dell'Anno della Fede.
Nel pomeriggio di ieri, in apertura dei lavori, sono stati presentati i risultati di un'indagine realizzata con un campione di più di 3.600 fanciulli e adolescenti europei che si inserisce nella riflessione sul tema del congresso. La famiglia, gli amici, la scuola e la sua influenza nell'iniziazione cristiana dei fanciulli; la comunità cristiana, i suoi membri e la sua vita liturgica; l'importanza del percorso personale dei fanciulli per avvicinarsi a Dio, sono alcuni dei temi trattati nell'indagine.
Mercoledì 9 maggio, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, i partecipanti assisteranno ad una Messa per l'Europa presieduta dal Cardinale Peter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria) e Presidente della CCEE.
Al Congresso - coordinato dalla Commissione "Catechesi, scuola e università" della CCEE - partecipano i vescovi e i direttori nazionali degli organismi responsabili della catechesi nelle conferenze episcopali d'Europa. L'iniziativa si inserisce nella riflessione della Chiesa sulla nuova evangelizzazione nell'anno in cui si commemora il XX anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica; il L anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e nella prospettiva dell'Anno della Fede.
Nel pomeriggio di ieri, in apertura dei lavori, sono stati presentati i risultati di un'indagine realizzata con un campione di più di 3.600 fanciulli e adolescenti europei che si inserisce nella riflessione sul tema del congresso. La famiglia, gli amici, la scuola e la sua influenza nell'iniziazione cristiana dei fanciulli; la comunità cristiana, i suoi membri e la sua vita liturgica; l'importanza del percorso personale dei fanciulli per avvicinarsi a Dio, sono alcuni dei temi trattati nell'indagine.
Mercoledì 9 maggio, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, i partecipanti assisteranno ad una Messa per l'Europa presieduta dal Cardinale Peter Erdö, Arcivescovo di Esztergom-Budapest (Ungheria) e Presidente della CCEE.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 8 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Stephen Robson, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Saint Andrews and Edinburgh (superficie: 5.504; popolazione: 1.521.000; cattolici: 115.000; sacerdoti: 151; religiosi: 165; diaconi permanenti: 3), Scozia, Gran Bretagna. Il Vescovo eletto è nato a Carliste (Gran Bretagna), nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Dal 1979 al 1981 è stato Vicario Parrocchiale a St. Mary's Kircaldy; dal 1980 al 1986 è stato insegnante al Blairs College; dal 1987 al 1993 è stato Assistente presso l'ufficio per l'Educazione religiosa di Edinburgh e poi Vicario Episcopale e Direttore del medesimo; dal 1988 al 1989 è stato Parroco, prima a "Our Lady and St. Margareth" a Duns, poi dal 1990 al 1993 a Dunbar, infine dal 1993 al 1997 a "St. John Vianney" a Edinburgh. Dal 1998 al 2006 è stato Direttore Spirituale del Pontificio Seminario Scozzese a Roma. Tornato in patria è diventato Cancelliere dell'arcidiocesi di Saint Andrews and Edinburgh e Parroco delle parrocchie riunite di Our Lady's a North Berwick e Dunbar.
lunedì 7 maggio 2012
ALLE GUARDIE SVIZZERE: SEGRETO EFFICACIA VOSTRO LAVORO IN VATICANO COSTANTE RIFERIMENTO A CRISTO
Città del Vaticano, 7 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza le nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia che hanno prestato giuramento domenica 6 maggio, giorno in cui si ricorda il sacrificio dei 147 soldati della Guardia Svizzera che nel 1527 persero la vita per difendere Papa Clemente VII dall'assalto dei Lanzichenecchi.
Dopo i saluti alle nuove reclute ed ai loro familiari, ed ai rappresentanti delle Autorità svizzere presenti, Benedetto XVI ha ricordato che le funzioni svolte dalla Guardia Svizzera Pontificia "costituiscono un diretto servizio al Sommo Pontefice ed alla Sede Apostolica. È pertanto motivo di vivo apprezzamento il fatto che dei giovani scelgano di consacrare alcuni anni della loro esistenza in totale disponibilità al Successore di Pietro e ai suoi collaboratori".
"Il vostro lavoro - ha continuato il Papa - si colloca nel solco di una indiscussa fedeltà al Papa, che è diventata eroica in occasione del 'Sacco di Roma' del 1527, quando, il 6 maggio, i vostri predecessori sacrificarono la loro vita. Il peculiare servizio della Guardia Svizzera non poteva allora e non può neanche oggi compiersi senza quelle caratteristiche che contraddistinguono ogni componente del Corpo: fermezza nella fede cattolica, fedeltà e amore verso la Chiesa di Gesù Cristo, diligenza e perseveranza nei piccoli e grandi compiti quotidiani, coraggio e umiltà, altruismo e disponibilità. Di queste virtù dev'essere colmo il vostro cuore quando prestate il servizio d'onore e di sicurezza in Vaticano".
"Siate attenti gli uni agli altri, per sostenervi nel lavoro quotidiano e per edificarvi reciprocamente, e conservate lo stile di carità evangelica nei confronti delle persone che ogni giorno incontrate. Nella Sacra Scrittura il richiamo all'amore del prossimo è legato al comando di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Per dare amore ai fratelli è necessario attingerlo alla fornace della carità divina, grazie a soste prolungate di preghiera, al costante ascolto della Parola di Dio, e ad una esistenza centrata tutta sul mistero dell'Eucaristia".
"Il segreto dell'efficacia del vostro lavoro qui in Vaticano, come pure di ogni vostro progetto è, pertanto, il costante riferimento a Cristo. Questa è anche la testimonianza di non pochi vostri predecessori, che si sono contraddistinti non solo nello svolgimento del loro lavoro, ma anche nell'impegno di vita cristiana. Alcuni sono stati chiamati a seguire il Signore nella via del sacerdozio o della vita consacrata, ed hanno risposto con prontezza ed entusiasmo. Altri invece hanno coronato felicemente con il sacramento del Matrimonio la loro vocazione coniugale. Rendo grazie a Dio, fonte di ogni bene, per i diversi doni e le varie missioni che Egli vi affida, e prego perché anche voi, che iniziate il vostro servizio, possiate rispondere pienamente alla chiamata di Cristo seguendolo con fedele generosità".
"Cari amici! Profittate del tempo che trascorrete qui a Roma, per crescere nell'amicizia con Cristo, per amare sempre di più la sua Chiesa e per camminare verso la meta di ogni vera vita cristiana: la santità"
Dopo i saluti alle nuove reclute ed ai loro familiari, ed ai rappresentanti delle Autorità svizzere presenti, Benedetto XVI ha ricordato che le funzioni svolte dalla Guardia Svizzera Pontificia "costituiscono un diretto servizio al Sommo Pontefice ed alla Sede Apostolica. È pertanto motivo di vivo apprezzamento il fatto che dei giovani scelgano di consacrare alcuni anni della loro esistenza in totale disponibilità al Successore di Pietro e ai suoi collaboratori".
"Il vostro lavoro - ha continuato il Papa - si colloca nel solco di una indiscussa fedeltà al Papa, che è diventata eroica in occasione del 'Sacco di Roma' del 1527, quando, il 6 maggio, i vostri predecessori sacrificarono la loro vita. Il peculiare servizio della Guardia Svizzera non poteva allora e non può neanche oggi compiersi senza quelle caratteristiche che contraddistinguono ogni componente del Corpo: fermezza nella fede cattolica, fedeltà e amore verso la Chiesa di Gesù Cristo, diligenza e perseveranza nei piccoli e grandi compiti quotidiani, coraggio e umiltà, altruismo e disponibilità. Di queste virtù dev'essere colmo il vostro cuore quando prestate il servizio d'onore e di sicurezza in Vaticano".
"Siate attenti gli uni agli altri, per sostenervi nel lavoro quotidiano e per edificarvi reciprocamente, e conservate lo stile di carità evangelica nei confronti delle persone che ogni giorno incontrate. Nella Sacra Scrittura il richiamo all'amore del prossimo è legato al comando di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Per dare amore ai fratelli è necessario attingerlo alla fornace della carità divina, grazie a soste prolungate di preghiera, al costante ascolto della Parola di Dio, e ad una esistenza centrata tutta sul mistero dell'Eucaristia".
"Il segreto dell'efficacia del vostro lavoro qui in Vaticano, come pure di ogni vostro progetto è, pertanto, il costante riferimento a Cristo. Questa è anche la testimonianza di non pochi vostri predecessori, che si sono contraddistinti non solo nello svolgimento del loro lavoro, ma anche nell'impegno di vita cristiana. Alcuni sono stati chiamati a seguire il Signore nella via del sacerdozio o della vita consacrata, ed hanno risposto con prontezza ed entusiasmo. Altri invece hanno coronato felicemente con il sacramento del Matrimonio la loro vocazione coniugale. Rendo grazie a Dio, fonte di ogni bene, per i diversi doni e le varie missioni che Egli vi affida, e prego perché anche voi, che iniziate il vostro servizio, possiate rispondere pienamente alla chiamata di Cristo seguendolo con fedele generosità".
"Cari amici! Profittate del tempo che trascorrete qui a Roma, per crescere nell'amicizia con Cristo, per amare sempre di più la sua Chiesa e per camminare verso la meta di ogni vera vita cristiana: la santità"
IL BENE VIENE DAL SIGNORE MA È COMPIUTO GRAZIE AI SUOI FEDELI
Città del Vaticano, 7 maggio 2012 (VIS). Oggi, quinta domenica del Tempo Pasquale, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare il Regina Cæli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
Nel commentare il Vangelo domenicale, nel quale Gesù dice ai suoi discepoli: "Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore", il Papa ha detto: "La vera vigna di Dio, la vite vera, è Gesù, che con il suo sacrificio d’amore ci dona la salvezza, ci apre il cammino per essere parte di questa vigna. E come Cristo rimane nell’amore di Dio Padre, così i discepoli, sapientemente potati dalla parola del Maestro, se sono uniti in modo profondo a Lui, diventano tralci fecondi, che producono abbondante raccolto".
"Nel giorno del nostro Battesimo - ha proseguito il Pontefice - la Chiesa ci innesta come tralci nel Mistero Pasquale di Gesù, nella sua Persona stessa. Da questa radice riceviamo la preziosa linfa per partecipare alla vita divina. Come discepoli, anche noi, con l’aiuto dei Pastori della Chiesa, cresciamo nella vigna del Signore vincolati dal suo amore.(...) È indispensabile rimanere sempre uniti a Gesù, dipendere da Lui, perché senza di Lui non possiamo far nulla".
"In una lettera scritta a Giovanni il Profeta, vissuto nel deserto di Gaza nel V secolo - ha detto ancora il Papa - un fedele pone la seguente domanda: Come è possibile tenere insieme la libertà dell’uomo e il non poter far nulla senza Dio? E il monaco risponde: Se l’uomo inclina il suo cuore verso il bene e chiede a Dio l’aiuto, ne riceve la forza necessaria per compiere la propria opera. Perciò la libertà dell’uomo e la potenza di Dio procedono insieme. Questo è possibile perché il bene viene dal Signore, ma esso è compiuto grazie ai suoi fedeli".
"Cari amici - ha concluso il Papa - ognuno di noi è come un tralcio, che vive solo se fa crescere ogni giorno nella preghiera, nella partecipazione ai Sacramenti, nella carità, la sua unione con il Signore. E chi ama Gesù, vera vite, produce frutti di fede per un abbondante raccolto spirituale".
Dopo il Regina Caeli il Papa ha menzionato il suo prossimo viaggio a Milano (Italia) ai primi di giugno in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Nei saluti ai pellegrini di lingua spagnola ha ricordato che oggi ricorre il cinquantesimo anniversario della canonizzazione di San Martín de Porres "al quale chiediamo che interceda per l'opera della nuova evangelizzazione, che faccia fiorire la santità della Chiesa".
Infine il Papa si è rivolto alle 26 nuove reclute della Guardia Svizzera, che, a causa della pioggia, hanno prestato oggi giuramento nell'Aula Paolo VI. "Saluto in particolare - ha detto il Papa - le nuove Guardie Svizzere e i loro familiari nel giorno della festa di questo storico Corpo".
Il giuramento delle Guardie Svizzere si svolge il 6 maggio di ogni anno, solitamente nel Cortile di San Damaso nel Palazzo Apostolico. La solenne cerimonia ricorda i 147 soldati elvetici morti eroicamente il 6 maggio 1527 durante il "Sacco di Roma" per difendere Papa Clemente VII dall'assalto dei Lanzichenecchi.
Nel commentare il Vangelo domenicale, nel quale Gesù dice ai suoi discepoli: "Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore", il Papa ha detto: "La vera vigna di Dio, la vite vera, è Gesù, che con il suo sacrificio d’amore ci dona la salvezza, ci apre il cammino per essere parte di questa vigna. E come Cristo rimane nell’amore di Dio Padre, così i discepoli, sapientemente potati dalla parola del Maestro, se sono uniti in modo profondo a Lui, diventano tralci fecondi, che producono abbondante raccolto".
"Nel giorno del nostro Battesimo - ha proseguito il Pontefice - la Chiesa ci innesta come tralci nel Mistero Pasquale di Gesù, nella sua Persona stessa. Da questa radice riceviamo la preziosa linfa per partecipare alla vita divina. Come discepoli, anche noi, con l’aiuto dei Pastori della Chiesa, cresciamo nella vigna del Signore vincolati dal suo amore.(...) È indispensabile rimanere sempre uniti a Gesù, dipendere da Lui, perché senza di Lui non possiamo far nulla".
"In una lettera scritta a Giovanni il Profeta, vissuto nel deserto di Gaza nel V secolo - ha detto ancora il Papa - un fedele pone la seguente domanda: Come è possibile tenere insieme la libertà dell’uomo e il non poter far nulla senza Dio? E il monaco risponde: Se l’uomo inclina il suo cuore verso il bene e chiede a Dio l’aiuto, ne riceve la forza necessaria per compiere la propria opera. Perciò la libertà dell’uomo e la potenza di Dio procedono insieme. Questo è possibile perché il bene viene dal Signore, ma esso è compiuto grazie ai suoi fedeli".
"Cari amici - ha concluso il Papa - ognuno di noi è come un tralcio, che vive solo se fa crescere ogni giorno nella preghiera, nella partecipazione ai Sacramenti, nella carità, la sua unione con il Signore. E chi ama Gesù, vera vite, produce frutti di fede per un abbondante raccolto spirituale".
Dopo il Regina Caeli il Papa ha menzionato il suo prossimo viaggio a Milano (Italia) ai primi di giugno in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Nei saluti ai pellegrini di lingua spagnola ha ricordato che oggi ricorre il cinquantesimo anniversario della canonizzazione di San Martín de Porres "al quale chiediamo che interceda per l'opera della nuova evangelizzazione, che faccia fiorire la santità della Chiesa".
Infine il Papa si è rivolto alle 26 nuove reclute della Guardia Svizzera, che, a causa della pioggia, hanno prestato oggi giuramento nell'Aula Paolo VI. "Saluto in particolare - ha detto il Papa - le nuove Guardie Svizzere e i loro familiari nel giorno della festa di questo storico Corpo".
Il giuramento delle Guardie Svizzere si svolge il 6 maggio di ogni anno, solitamente nel Cortile di San Damaso nel Palazzo Apostolico. La solenne cerimonia ricorda i 147 soldati elvetici morti eroicamente il 6 maggio 1527 durante il "Sacco di Roma" per difendere Papa Clemente VII dall'assalto dei Lanzichenecchi.
IDENTITÀ CATTOLICA DELLE ISTITUZIONI EDUCATIVE
Città del Vaticano, 5 maggio 2012 (VIS). La questione dell'educazione religiosa e della formazione nella fede della prossima generazione di cattolici negli Stati Uniti d'America, è stato il tema del discorso che il Santo Padre ha rivolto ai Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (regioni X-XIII), al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".
Il Papa ha in primo luogo ricordato i progressi degli ultimi anni nel miglioramento della catechesi e nella revisione dei testi ricondotti a conformarsi al Catechismo della Chiesa Cattolica. Benedetto XVI ha anche elogiato l'impegno nella "preservazione del grande patrimonio delle scuole cattoliche elementari e secondarie degli Stati Uniti, profondamente interessate dai cambiamenti demografici e dall'aumento dei costi, che hanno nel contempo assicurato che l'educazione impartita rimanga alla portata di tutte le famiglie, a prescindere dalla loro situazione finanziaria.
Riguardo all'educazione superiore, diversi Vescovi hanno informato il Papa riguardo al fatto che i collegi e le università cattoliche avvertono sempre più la necessità di riaffermare la propria identità distintiva, nella fedeltà ai propri ideali fondanti e alla missione della Chiesa a servizio del Vangelo. "Tuttavia molto rimane da fare, specialmente negli ambiti fondamentali quali il conformarsi al mandato enunciato dal Canone 812 per coloro che insegnano discipline teologiche. L'importanza di questa norma canonica quale espressione tangibile della comunione ecclesiale e della solidarietà nell'apostolato educativo della Chiesa, diviene sempre più evidente quando si consideri la confusione creata da esempi di apparente dissidenza fra alcuni rappresentanti delle istituzioni cattoliche e la guida pastorale della Chiesa: tale discordia danneggia la testimonianza della Chiesa e come l'esperienza ha dimostrato, può facilmente essere impiegata per compromettere la sua autorità e libertà".
"Non è una esagerazione dire che offrire ai giovani una solida educazione nella fede rappresenta la sfida interna più urgente che la comunità cattolica del vostro Paese deve affrontare", ha ribadito il Papa che successivamente ha suggerito alcune proposte per far fronte a tale questione.
"In primo luogo - ha detto Benedetto XVI - come sappiamo il dovere essenziale di una educazione autentica ad ogni livello non è semplicemente quello di trasferire la conoscenza, per quanto essenziale, ma anche di forgiare il cuore. Vi è la costante necessità di equilibrare il rigore intellettuale nel comunicare efficacemente (...) la ricchezza della fede della Chiesa con la formazione dei giovani all'amore di Dio, la prassi della morale cristiana e della vita sacramentale e, non ultimo, coltivare la preghiera personale e liturgica.
La questione dell'identità cattolica, anche a livello universitario, "implica molto più che l'insegnamento della religione o la mera presenza della cappellania nel campus. Troppo spesso, sembra che le scuole e i college cattolici hanno mancato di esortare gli studenti a riappropriarsi della loro fede come parte delle eccitanti scoperte intellettuali che contraddistinguono l'esperienza dell'educazione superiore. Il fatto che i nuovi studenti così numerosi si sentano dissociati dalla famiglia, dalla scuola e dai sistemi di supporto comunitario che una volta facilitavano la trasmissione della fede, deve continuamente stimolare le istituzioni educative cattoliche a creare nuovi ed efficaci reti di sostegno".
In tutti gli aspetti educativi, ha sottolineato il Santo Padre "bisogna incoraggiare gli studenti ad articolare una visione dell'armonia della fede e della ragione in grado di guidarli lungo tutta la vita ad un perseguimento della conoscenza e della virtù. (...) In effetti la fede per la propria natura richiede una conversione costante e onnicomprensiva della pienezza della verità rivelata in Cristo. (...) L'impegno cristiano all'apprendimento che fu all'origine delle università medioevali, era fondato sulla convinzione che l'unico Dio, quale fonte di tutta la verità e bontà, è parimenti la fonte dell'appassionato desiderio dell'intelletto di conoscere e dell'aspirazione della volontà alla realizzazione nell'amore".
"Solo in questa luce possiamo apprezzare il contributo distintivo dell'educazione cattolica che si impegna in una 'diaconia della verità' ispirata da una carità intellettuale che sa che portare alla verità è in definitiva un atto di amore. Una fede che riconosca l'unità essenziale di tutta la conoscenza fornisce un baluardo contro l'alienazione e la frammentazione che si verificano quando l'uso della ragione si distacca dal perseguimento della verità e della virtù; in tal senso le istituzioni cattoliche hanno un ruolo specifico nel contribuire a superare l'attuale crisi delle università".
PRESIDENTE DELL'ALBANIA DAL PAPA
Città del Vaticano, 5 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Presidente della Repubblica d'Albania, Signor Bamir Topi, che successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
La Sala Stampa della Santa Sede informa in un Comunicato che: "Nei cordiali colloqui si sono rilevati i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica d’Albania e sono stati passati in rassegna temi di interesse comune attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile, tra i quali il dialogo interreligioso ed il contributo della Chiesa in campo educativo e sociale. Ci si è anche soffermati sul cammino dell’Albania verso la piena integrazione nell’Unione europea. Infine, c’è stato uno scambio di vedute sull’attuale congiuntura internazionale e regionale, con particolare attenzione alla crisi economica".
CARDINALE SCHÖNBORN INVIATO SPECIALE 450° ANNIVERSARIO RINNOVAMENTO FORMALE ARCIVECOVADO DI PRAGA
Città del Vaticano, 5 maggio 2012 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata la Lettera Pontificia con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Vienna (Austria), Suo Inviato Speciale alla celebrazione del 450° anniversario del rinnovamento formale dell'Arcivescovado di Praga, che avrà luogo il 12 maggio 2012.
Nella lettera redatta in latino e datata 30 marzo, il Papa ricorda l'opera millenaria della Chiesa in questa regione europea che accolse la predicazione di Cirillo e Metodio e fu patria della Beata Ludmilla e del re santo Venceslao.
La missione che accompagnerà il Cardinale è composta dal Padre Benedikt Mohelnik, O.P., Provinciale della Provincia Boema dei Domenicani e da Don Vojtĕch Novak, del clero dell'Arcidiocesi di Praga, Parroco e Decano di Rakovník nonché Direttore delle Pontificie Opere Missionarie dell'Arcidiocesi di Praga.
Nella lettera redatta in latino e datata 30 marzo, il Papa ricorda l'opera millenaria della Chiesa in questa regione europea che accolse la predicazione di Cirillo e Metodio e fu patria della Beata Ludmilla e del re santo Venceslao.
La missione che accompagnerà il Cardinale è composta dal Padre Benedikt Mohelnik, O.P., Provinciale della Provincia Boema dei Domenicani e da Don Vojtĕch Novak, del clero dell'Arcidiocesi di Praga, Parroco e Decano di Rakovník nonché Direttore delle Pontificie Opere Missionarie dell'Arcidiocesi di Praga.
UDIENZE
Città del Vaticano, 7 maggio (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:
Otto Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regione XIV),in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Wilton Daniel Gregory, di Atlanta con l'Ausiliare Vescovo Luis Rafael Zarama.
- Il Vescovo Robert E. Guglielmone, di Charleston, con l'emerito Vescovo David Bernard Thompson.
- Il Vescovo Peter Joseph Jugis, di Charlotte.
- Il Vescovo Michael Francis Burbidge, di Raleigh.
- Il Vescovo Gregory John Hartmayer, O.F.M., di Savannah, con l'emerito Vescovo John Kevin Boland.
- Il Signor Ali Akbar Naseri, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran, in visita di congedo.
- Guardie Svizzere Pontificie, con i Familiari.
Sabato 5 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
- Il Signor Bamir Topi, Presidente della Repubblica di Albania, con la Consorte e Seguito.
- Gruppo degli Ecc.mi Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regione XIII), in Visita "ad Limina Apostolorum" (10)
- L'Arcivescovo Santo Gangemi, Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone, con i Familiari.
- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
Otto Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regione XIV),in Visita "ad Limina Apostolorum":
- L'Arcivescovo Wilton Daniel Gregory, di Atlanta con l'Ausiliare Vescovo Luis Rafael Zarama.
- Il Vescovo Robert E. Guglielmone, di Charleston, con l'emerito Vescovo David Bernard Thompson.
- Il Vescovo Peter Joseph Jugis, di Charlotte.
- Il Vescovo Michael Francis Burbidge, di Raleigh.
- Il Vescovo Gregory John Hartmayer, O.F.M., di Savannah, con l'emerito Vescovo John Kevin Boland.
- Il Signor Ali Akbar Naseri, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran, in visita di congedo.
- Guardie Svizzere Pontificie, con i Familiari.
Sabato 5 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:
- Il Signor Bamir Topi, Presidente della Repubblica di Albania, con la Consorte e Seguito.
- Gruppo degli Ecc.mi Presuli della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America (Regione XIII), in Visita "ad Limina Apostolorum" (10)
- L'Arcivescovo Santo Gangemi, Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone, con i Familiari.
- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città del Vaticano, 7 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Ecatepec (Messico), presentata dal Vescovo Onésimo Cepeda Silva, per raggiunti limiti d'età.
Sabato 5 maggio il Santo Padre ha nominato il Cardinale Joseph Ze-kiun Zen, S.D.B., Vescovo emerito di Hong Kong, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del centenario della nascita del Beato Peter ToRot, catechista e martire della Papua Nuova Guinea, prevista a Rabaul il 7 luglio 2012.
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