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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 16 gennaio 2012

INAUGURATO NUOVO ANNO GIUDIZIARIO DEL TRIBUNALE DEL VATICANO


CITTÀ DEL VATICANO, 14 GEN 2012 (VIS). Sabato 14, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del LXXXIII Anno Giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, con la partecipazione di numerose autorità religiose e di rappresentanti del governo e della giustizia italiani, tra i quali il Ministro della Giustizia, Paola Severino Di Benedetto.

  La giornata è stata aperta con la Santa Messa, celebrata dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, nella cappella del Palazzo del Governo. Nell'omelia, il cardinale ha sottolineato che "in occasione dell'inizio del nuovo Anno Giudiziario, seguendo la Parola di Dio, (...) siamo nuovamente invitati a riflettere sulla relazione tra la giustizia divina e quella umana; a lasciare illuminare le nostre coscienze affinché il nostro agire corrisponda, per quanto possibile, alla divina volontà, al suo disegno di amore per ciascuna persona e per la comunità degli uomini". Inoltre, ha ricordato la particolare vocazione della Chiesa, chiamata ad essere nel mondo segno e strumento dell'amore di Dio e della sua giustizia, che è sempre l'espressione del suo amore misericordioso.

  Successivamente, il Promotore della Giustizia del Tribunale, Nicola Picardi, ha presentato la Relazione inaugurale. Ha iniziato ripercorrendo la storia giudiziaria vaticana, per passare poi agli aspetti più innovativi delle recenti normative. Queste nuove regole sono state ispirate dall'evoluzione delle relazioni internazionali, che ha suscitato la necessità di adottare un modello istituzionale capace di tenere il confronto con quelli delle altre nazioni e, e di far fronte alla diffusione della criminalità.

  Un'ampia riforma del codice penale vaticano, insieme ad alcune innovazioni in materia amministrativo-finanziaria, è diventata necessaria a partire dalla firma della Convenzione monetaria tra l'Unione Europea e lo Stato della Città del Vaticano, nel 2009. Così, nel 2010 si sono adottate misure appropriate ad uniformare la legislazione agli standard europei per quanto riguarda la prevenzione del riciclaggio di denaro, la frode e la falsificazione dei mezzi di pagamento.

  Dal 1° marzo 2011, nel codice penale vaticano sono state introdotte fattispecie criminose in riferimento alla frode e alla contraffazione di banconote e monete in euro; e, dal 1° aprile successivo, quelle relative alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio di proventi da attività criminose e del finanziamento del terrorismo. Quest’ultima normativa estende anche ai soggetti vaticani “che svolgono professionalmente attività economico-finanziarie e monetarie” alcuni nuovi obblighi, innanzitutto quello di “un’adeguata verifica della clientela”, e il dovere di segnalare operazioni sospette all’autorità di informazione finanziaria (Aif), istituita nel 2010, che ha sede in Vaticano e gode di piena autonomia; e che collabora con le corrispondenti autorità di altri Stati.

  Un altro punto importante si riferisce al Motu Proprio per la prevenzione e il contrasto delle attività illegali in campo finanziario e monetario, del 30 dicembre 2010, con il quale Benedetto XVI ha inteso dare seguito al suo insegnamento circa l'etica dell'economia contenuto nella "Caritas in veritate". In tale Motu proprio viene stabilito il rinvio alle normative sul riciclaggio e sul finanziamento del terrorismo anche per i dicasteri della Curia romana e per tutti gli organismi ed enti dipendenti dalla Santa Sede che svolgono professionalmente attività economico-finanziarie o monetarie, ivi compreso l’Istituto per le Opere di Religione.

  Infine, l'altra novità da sottolineare è che, in alcune materie, il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha esteso la propria giurisdizione oltre le frontiere vaticane, nei confronti di soggetti ed enti ecclesiastici che, di regola, sarebbero sottratti al diritto vaticano.
LOR:RV/         VIS 20120116 (550)

MIGRANTI, PROTAGONISTI DELL'ANNUNCIO DEL VANGELO


CITTÀ DEL VATICANO, 15 GEN 2012 (VIS). Benedetto XVI ha dedicato la riflessione che abitualmente precede la recita dell'Angelus al tema della vocazione, presente nelle letture della liturgia di questa domenica.

  La prima lettura descrive la risposta del Profeta Samuele alla chiamata di Dio, grazie al consiglio del sacerdote del tempio, Eli; il Vangelo sottolinea l'importanza di San Giovanni Battista che presenta ai primi discepoli Gesù come il Messia.

  Benedetto XVI ha sottolineato in questo contesto "il ruolo decisivo della guida spirituale nel cammino della fede e, in particolare, nella risposta alla vocazione di speciale consacrazione per il servizio di Dio e del suo popolo. Già la stessa fede cristiana, di per sé, presuppone l'annuncio e la testimonianza (...). E così anche la chiamata a seguire Gesù più da vicino, rinunciando a formare una propria famiglia per dedicarsi alla grande famiglia della Chiesa, passa normalmente attraverso la testimonianza e la proposta di un 'fratello maggiore', di solito un sacerdote. Questo senza dimenticare il ruolo fondamentale dei genitori, che (...) mostrano ai figli che è bello ed è possibile costruire tutta la vita sull'amore di Dio".

  Il Papa ha concluso raccomandando alla Vergine Maria "tutti gli educatori, specialmente i sacerdoti e i genitori, perché abbiamo piena consapevolezza dell'importanza del loro ruolo spirituale, per favorire nei giovani, oltre alla crescita umana, la risposta alla chiamata di Dio".

  Dopo l'Angelus il Santo Padre ha parlato della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra oggi. "Milioni di persone sono coinvolte nel fenomeno delle migrazioni, ma esse non sono numeri! Sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace. Nel mio Messaggio per questa Giornata del Migrante e del Rifugiato ho richiamato l'attenzione sul tema 'Migrazioni e nuova evangelizzazione', sottolineando che i migranti sono non soltanto destinatari, ma anche protagonisti dell'annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo".

  Benedetto XVI ha fatto, infine, riferimento alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio, e ha invitato tutti "a livello persona e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo".
ANG/         VIS 20120116 (360)

UDIENZE


CITTÀ DEL VATICANO, 16 GEN 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza:

-Nove vescovi della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti d'America, in Visita "ad Limina Apostolorum":

  -Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington, accompagnato dai Vescovi Ausiliari Martin David Holley e Barry C. Knestout; e dall'Arcivescovo Emerito Theodore Edgar McCarrick;

  -Vescovo Herbert A. Bevard, di Saint Thomas (Isole Vergini Americane);

  -Arcivescovo Timothy Broglio, Ordinario Militare, appompagnato dai Vescovi Ausiliari Richard Brendan Higgins, F. Richard Spencer e Neal J. Buckon.

-Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova (Italia) e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

  Sabato 14, il Pontefice ha ricevuto in udienze separate:

-Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

-Arcivescovo Rainer Maria Woelki, di Berlino (Repubblica Federale di Germania).
AP/         VIS 20120116 (160)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTÀ DEL VATICANO, 16 GEN 2012 (VIS). Il Santo Padre:

-Ha dato il suo assenso all'elezione canonicamente effettuata dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Patriarcale Maronita di:

-Reverendo Corepiscopo Michel Aoun, con il compito di Vescovo di Jbeil-Byblos dei Maroniti (cattolici: 250.000, sacerdoti: 94, religiosi: 78), in Libano. Il Vescovo eletto è nato a Damour (Libano) nel 1959, è stato ordinato sacerdote nel 1984; è laureato in Diritto Canonico e dottore in Teologia Dogmatica. È stato parroco, professore in seminario e membro del Consiglio Giuridico e del Collegio dei Consultori dell’Arcieparchia di Beirut, Vicario Episcopale per la pastorale e per il clero. Nel 2001 è stato nominato vicepresidente dell'Università La Sagesse di Beirut ed è Presidente dal 2009 della Lega Sacerdotale.

-Reverendo Elias Slaiman Slaiman, in qualità di nuovo Vescovo di Lattaquié dei Maroniti (cattolici: 33.000; sacerdoti: 28; religiosi: 51), in Siria. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Hekr Seeman (Siria), è stato ordinato sacerdote nel 1987 ed è laureato in Teologia e dottore in Diritto Canonico. È stato Vicario Parrocchiale e Parroco, Cappellano dell'Università la Sagesse di Beirut e Vicario Generale di Damasco. È giudice nei tribunali ecclesiastici libanesi.

-Reverendo Corepiscopo Mounir Khairakkah, in qualità di Vescovo di Batrun dei Maroniti (cattolici: 69.800; sacerdoti: 56; religiosi: 95), in Libano. Il Vescovo eletto è nato nel 1953 a Mtah-Ezziat (Libano), è stato ordinato sacerdote nel 1977. E' dottore in Teologia Pratica e in Scienze delle Religioni. È stato Segretario del Sinodo Patriarcale Maronita, parroco e professore in seminario e all'Università Saint-Esprit di Kaslik e ha avuto vari ruoli all'interno della Lega Sacerdotale.

-Ha accettato la rinuncia del Vescovo Pawl Sacha C.M., all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Zielona Góra-Gorzów (Polonia) per raggiunti limiti d'età.

  Il Santo Padre Benedetto XVI, lo scorso sabato, il giorno 14:

-Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Beira (Mozambico) presentata dall'Arcivescovo Jaime Pedro Gonçalves, per raggiunti limiti d'età. Ha dunque nominato il Vescovo João Carlos Hatoa Nunes -Ausiliare dell'Arcidiocesi di Maputo (Mozambico)- Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" dell'Arcidiocesi di Beira.

-Ha eretto la nuova diocesi di Ifakara (superficie: 14.245; popolazione 322.779; cattolici: 287.000; sacerdoti: 62; religiosi: 20), in Tanzania, per dismembramento del territorio della diocesi di Mahenge, rendendola suffraganea dell'Arcidiocesi di Dar-es-Salaam. Ha nominato il Vescovo Salutaris Melchior Libena Vescovo della nuova Diocesi. Egli è stato finora Ausiliare di Dar-es-Salaam.

-Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di Bombay (India) presentata dal Vescovo Bosco Penha per raggiunti limiti d'età.
RE:NER:NA/            VIS 20120116 (410)

venerdì 13 gennaio 2012

IL PAPA RICEVE L'ISPETTORATO DI SICUREZZA PUBBLICA PRESSO IL VATICANO


CITTÀ DEL VATICANO, 13 GEN 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i membri dell'Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano per il tradizionale scambio di auguri per il nuovo anno.

  "La tutela dell’ordine pubblico, soprattutto in un’area così frequentata da turisti e pellegrini di ogni parte del mondo, non è un compito semplice. Infatti, la Sede di Pietro costituisce il centro della cristianità, e i cattolici del mondo desiderano venire, almeno una volta nella vita, a pregare sulle tombe degli Apostoli. Tale presenza, sia della Santa Sede, sia del grande numero di gente cosmopolita che visita il centro della Chiesa Cattolica, non costituisce certamente un problema per la città di Roma e per l’Italia intera, bensì una ricchezza e un motivo di vanto!"

  "Anche l’anno appena trascorso, purtroppo, è stato segnato da episodi di violenza e di intolleranza. Di frequente, in diverse parti del mondo, oggetto di rappresaglie e di attentati sono stati proprio i cristiani, che hanno pagato anche con la vita la loro appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Nel messaggio in occasione della Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio corrente, ho voluto sottolineare l’importanza dell’educazione delle giovani generazioni alla giustizia e alla pace. Questi due termini sono tanto usati nel nostro mondo, ma spesso in modo equivoco".

  "La giustizia non è una semplice convenzione umana; quando, in nome di una presunta giustizia, dominano i criteri dell’utilità, del profitto e dell’avere, si può anche calpestare il valore e la dignità della persona umana. La giustizia è una virtù che indirizza la volontà umana perché renda all’altro ciò che gli spetta in ragione del suo essere e del suo operare. Allo stesso modo la pace non è la mera assenza di guerra o il risultato della sola azione degli uomini per evitarla; essa è innanzitutto dono di Dio che va chiesto con fede e che in Gesù Cristo trova la via per raggiungerla. La vera pace, poi, è un’opera da costruire quotidianamente col contributo di compassione, solidarietà, fraternità e collaborazione di ciascuno".

  "Come forze di polizia, siate sempre autentici promotori della giustizia e sinceri costruttori di pace. Preghiamo la Madre di Dio, Regina della Pace, perché sostenga con la sua materna intercessione i nostri propositi e la nostra attività. A Lei affidiamo l’intero anno 2012 perché sia vissuto da tutti all’insegna del rispetto reciproco e del bene comune, augurandoci che nessun atto di violenza sia compiuto nel nome di Dio, supremo garante della giustizia e della pace.

AC/                                                                                                                        VIS 20120113 (410)

FESTA DI SANT'ANTONIO ABATE IN PIAZZA SAN PIETRO


CITTÀ DEL VATICANO, 13 GEN 2012 (VIS). Martedì prossimo, il 17 gennaio, si celebrerà la solennità di Sant'Antonio Abate, patrono degli allevatori e protettore degli animali. Come gli anni passati, l'associazione italiana degli allevatori (A.I.A.) sarà presente in Piazza Pio XII con l'ormai tradizionale "stalla sotto il cielo", esposizione di animali da fattoria, presso il colonnato del Bernini. Alle 11.00, verrà celebrata la Santa Messa nella Basilica Vaticana per gli allevatori e le lor famiglie, seguita da una sfilata di cavalieri lungo Via della Conciliazione. Alla fine, il cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Papale Basilica di San Pietro e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, impartirà la benedizione a tutti i presenti e ai loro animali domestici, poiché, come negli anni passati, si aspetta la partecipazione di numerosi cittadini romani con i loro cani e gatti.
.../                                                                                                                           VIS 20120113 (130)

UDIENZE


CITTÀ DEL VATICANO, 13 GEN 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto Emerito della Congregazione per il Clero.
- Arcivescovo Claudio Madria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.
- Arcivescovo-vescovo Domenico Sorrentino, di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino (Italia).

Secondo quanto previsto, il Santo Padre questa sera riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/                                                                                                                           VIS 20120113 (70)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTÀ DEL VATICANO, 13 GEN 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Pascal Wintzer Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Poitiers, (superficie: 12.990; popolazione: 778.171; cattolici; 659.000; sacerdoti: 273; religiosi: 493; diaconi permanenti: 40), in Francia. Finora è stato Amministratore Apostolico della medesima Arcidiocesi.

- Ha nominato il Vescovo Lawrence Pius Dorairaj Vescovo della diocesi di Dharmapuri (superficie: 8.327; popolazione: 2.999.731; cattolici: 54.316; sacerdoti: 83; religiosi: 307), in India. Finora è stato Ausiliare dell'Arcidiocesi di Madras e Mylapore (India). Succede al Vescovo Joseph Anthony Irudayaraj, S.D.B., la cui rinuncia al governo pastorale della diocesi, per raggiunti limiti d'età, è stata accettata dal Santo Padre.
NER:RE/                                                                                                                VIS 20120113 (110)

giovedì 12 gennaio 2012

LA CRISI SI SUPERA SE IL DESTINO DI OGNUNO È LEGATO A QUELLO DI TUTTI


CITTÀ DEL VATICANO, 12 GEN (VIS).-“Le sfide attuali sono molteplici e complesse. È possibile vincerle solo nella misura in cui si rafforzerà la consapevolezza che il destino di ognuno è legato a quello di tutti. Ed è per questo che l’accoglienza, la solidarietà e la legalità sono valori fondamentali”. Così ha affermato oggi il Santo Padre, Benedetto XVI, nel suo discorso alle autorità amministrative del Comune e della Provincia di Roma, e della Regione Lazio, che tradizionalmente riceve in udienza in questi giorni per lo scambio di auguri per l’anno nuovo.

    Il Papa ha rilevato che la crisi attuale “può essere anche un’occasione per l’intera comunità civile di verificare se i valori posti a fondamento del vivere sociale abbiano generato una società più giusta, equa e solidale, o se non sia, invece, necessario un profondo ripensamento per recuperare valori che (…) favoriscano una ripresa non solo economica, ma anche attenta a promuovere il bene integrale della persona umana”.
 
  Per Benedetto XVI, le radici della crisi attuale si trovano “nell’individualismo, che oscura la dimensione relazionale dell’uomo e lo conduce a chiudersi nel proprio piccolo mondo, ad essere attento a soddisfare innanzitutto i propri bisogni e desideri, preoccupandosi poco degli altri”. Conseguenze di questa mentalità sono “la speculazione nelle locazioni, l’inserimento sempre più faticoso nel mondo del lavoro per i giovani, la solitudine di tanti anziani, l’anonimato che caratterizza spesso la vita nei quartieri delle città e lo sguardo a volte superficiale sulle situazioni di emarginazione e di povertà”.

  Il primo passo per dare vita a una società più umana è “riscoprire la relazionalità come elemento costitutivo della propria esistenza”. L’uomo è un essere chiamato a vivere in relazione, sia con gli altri che con Dio, “l’unico capace di dare all’uomo un’accoglienza incondizionata ed un amore infinito”.

  È compito delle Istituzioni favorire la crescita della coscienza di essere parte di un’unica realtà, fomentando i valori dell’accoglienza, della solidarietà e della legalità. Il Papa ha evidenziato il lavoro delle organizzazioni cristiane, che accolgono coloro che emigrano dai loro Paesi a causa della povertà o della violenza, e ha invitato gli amministratori a portare avanti percorsi di piena integrazione nel tessuto sociale, in modo che “ciascuno impari a sentire il luogo dove risiede come la ‘casa comune’ in cui abitare e della quale prendersi cura”.

  Insieme con l’accoglienza deve rafforzarsi il valore della solidarietà, perché “è un’esigenza di carità e giustizia che, nei momenti difficili, coloro che hanno maggiori disponibilità si prendano cura di chi vive in condizioni disagiate”. Le istituzioni devono assicurare un appoggio speciale alle famiglie, specialmente a quelle numerose; a questo punto, Benedetto XVI ha invitato le autorità a “difendere la famiglia fondata sul matrimonio come essenziale cellula della società”. La solidarietà deve poi indirizzarsi verso i giovani, “i più penalizzati dalla mancanza di lavoro, (…) predisponendo adeguate politiche che garantiscano un alloggio a costi equi e che facciano tutto il possibile per assicurare un’attività lavorativa”, in modo che si eviti il rischio che i giovani “cadano vittime di organizzazioni illegali, che offrono facili guadagni”.

  Infine “è necessario promuovere una cultura della legalità, aiutando i cittadini a comprendere che le leggi servono per incanalare le tante energie positive presenti nella società e così permettere la promozione del bene comune. (…) Alle Istituzioni è affidato il compito (…) di emanare provvedimenti giusti ed equi, che tengano conto anche di quella legge che Dio ha iscritto nel cuore dell’uomo e che può essere conosciuta da tutti mediante la ragione”.
AC/                                                                                               VIS 20120112 (660)

UDIENZE


CITTÀ DEL VATICANO, 12 GEN (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza:

-On. Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio.

-On.Giovanni Alemmano, Sindaco di Roma.

-On.Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma.

-S.E. Mons. Johan A. Eijiro Suwa, Vescovo di Takamatsu (Giappone).

-S.E. Mons. Paul Sueo Hamaguchi, Vescovo di Oita (Giappone)

-S.E. Mons. Thomas Aquino Manyo Maeda, Vescovo di Hiroshima (Giappone)
AO/        VIS 20120112 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTÀ DEL VATICANO, 12 GEN (VIS).- Il Santo Padre ha nominato Mons. Ignatius Chama, finora Vescovo di Mpika (Zambia), Arcivescovo di Kasama (superficie 59.130, popolazione 1.182.000, cattolici 705.208, sacerdoti 66, religiosi 177), in Zambia, ed Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis  della diocesi di Mpika.
NER/        VIS 20120112 (60)

mercoledì 11 gennaio 2012

L’ORAZIONE DI GESÙ NELL’ULTIMA CENA



CITTÀ DEL VATICANO, 11 GEN (VIS).-L’orazione di Gesù nell’Ultima Cena è stato il tema della catechesi dell’udienza generale del mercoledì, che ha avuto luogo nell’Aula Paolo VI, e a cui hanno assistito 4.000 persone.

   Lo sfondo temporale ed emozionale del convito, in cui Gesù si congeda dagli amici, è l'imminenza della sua morte che Egli sente ormai vicina. Inoltre, nei giorni in cui si preparava a dare l’addio ai discepoli, la vita del popolo ebreo era segnata dall'avvicinarsi della Pasqua, memoriale della liberazione di Israele dall’Egitto.

  “L’Ultima Cena -ha spiegato il Papa- si inserisce in questo contesto, ma con una novità di fondo. Gesù vuole vivere questa Cena con i suoi discepoli, con un carattere del tutto speciale e diverso dagli altri conviti; è la sua Cena, nella quale dona Qualcosa di totalmente nuovo: Se stesso. In questo modo, Gesù celebra la sua Pasqua, anticipa la sua Croce e la sua Risurrezione”.

  Il nucleo della Cena sono “i gesti dello spezzare il pane, del distribuirlo ai suoi e del condividere il calice del vino con le parole che li accompagnano e nel contesto di preghiera in cui si collocano: è l’istituzione dell’Eucaristia, è la grande preghiera di Gesù e della Chiesa”. Allo stesso modo, le parole che usano gli evangelisti per descrivere questo momento ricordano la “berakha” ebraica, la grande preghiera di ringraziamento e di benedizione della tradizione d’Israele, che inaugurava i grandi conviti. “Questa preghiera di lode e ringraziamento, che si innalza a Dio, -ha detto il Pontefice-  ritorna come benedizione, che scende da Dio sul dono e lo arricchisce. (…) Le parole dell’istituzione dell’Eucaristia si collocano in questo contesto di preghiera; in esse la lode e la benedizione della berakha diventano benedizione e trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Gesù”.

  I gesti che compie Gesù erano tradizionalmente i gesti di ospitalità del padrone di casa verso i suoi invitati, ma nell’Ultima Cena acquistano una profondità nuova: Cristo dà “un segno visibile dell’accoglienza alla mensa in cui Dio si dona. Gesù nel pane e nel vino offre e comunica Se stesso”. Cosciente della sua morte ormai prossima “offre in anticipo la vita che gli sarà tolta e in questo modo trasforma la sua morte violenta in un atto libero di donazione di sé per gli altri e agli altri. La violenza subita si trasforma in un sacrificio attivo, libero e redentivo”.

  “Contemplando i gesti e le parole di Gesù in quella notte, vediamo chiaramente che il rapporto intimo e costante con il Padre è il luogo in cui Egli realizza il gesto di lasciare ai suoi, e a ciascuno di noi, il Sacramento dell'amore”, ha detto il Santo Padre. Durante la Cena, Cristo prega anche per i suoi discepoli, che, a loro volta, saranno sottoposti a dure prove, e con questa preghiera “sorregge la loro debolezza, la loro fatica di comprendere che la via di Dio passa attraverso il Mistero pasquale di morte e risurrezione, anticipato nell’offerta del pane e del vino. L’Eucaristia è cibo dei pellegrini che diventa forza anche per chi è stanco, sfinito e disorientato”.

  Partecipando all'Eucaristia, “viviamo in modo straordinario la preghiera che Gesù ha fatto e continuamente fa per ciascuno affinché il male, che tutti incontriamo nella vita, non abbia a vincere e agisca in noi la forza trasformante della morte e risurrezione di Cristo. Nell’Eucaristia la Chiesa risponde al comando di Gesù: ‘Fate questo in memoria di me’; ripete la preghiera di ringraziamento e di benedizione e, con essa, le parole della transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue del Signore. Le nostre Eucaristie sono un essere attirati in quel momento di preghiera, un unirci sempre di nuovo alla preghiera di Gesù”.

  “Chiediamo al Signore che, dopo esserci debitamente preparati, anche con il Sacramento della Penitenza, la nostra partecipazione alla sua Eucaristia, indispensabile per la vita cristiana, sia sempre il punto più alto di tutta la nostra preghiera. Domandiamo che, uniti profondamente nella sua stessa offerta al Padre, possiamo anche noi trasformare le nostre croci in sacrificio, libero e responsabile, di amore a Dio e ai fratelli”, ha concluso Benedetto XVI.

  Al termine della catechesi, il Papa ha salutato nelle diverse lingue i pellegrini presenti. Dirigendosi in modo particolare ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli, ha messo in risalto che la solennità del Battesimo del Signore, celebrata domenica scorsa, offre l’opportunità di riflettere sul proprio Battesimo: “Cari giovani, vivete con gioia la vostra appartenenza alla Chiesa, che è la famiglia di Gesù. Cari ammalati, la grazia del Battesimo lenisca le vostre sofferenze e vi spinga ad offrirle a Cristo per la salvezza dell’umanità. E voi, cari sposi novelli, fondate il vostro matrimonio sulla fede, ricevuta in dono il giorno del vostro Battesimo”.

  Nell’Udienza hanno partecipato anche gli artisti di vari Circhi, che si sono esibiti brevemente. A loro ed a tutti i pellegrini di lingua italiana, il Santo Padre ha augurato che “quest’incontro con il successore di Pietro riempia ciascuno di entusiasmo e stimoli a testimoniare, con le parole e con le opere, Gesù nostro Salvatore”.
AG/                                                    VIS 20120111 (840)

UN COCCODRILLO CUBANO DAL PAPA PER IL CENTENARIO DEL BIOPARCO


CITTÀ DEL VATICANO, 11 GEN 2012 (VIS).-I dipendenti del Giardino Zoologico di Roma (Bioparco) e le loro famiglie hanno partecipato questa mattina all’udienza generale con il Santo Padre, come momento culminante dell’anno del Centenario di questa istituzione. Hanno portato con loro un raro esemplare di coccodrillo cubano, in rappresentanza dei 1.200 animali che vivono nel parco e come testimonianza dell’opera di salvaguardia ed educazione ambientale portata avanti dalla struttura.

 La specie del coccodrillo cubano si è ridotta dell’80% negli ultimi anni, e sopravvive solamente in una piccola zona dell’isola; è stata classificata come specie in pericolo di estinzione. L’esemplare mostrato al Papa è stato affidato al Bioparco per un periodo determinato affinché si ristabilisca; e, in concomitanza con il viaggio apostolico di Benedetto XVI a Cuba, alla fine di marzo, sarà restituito alla sua terra di origine. Il Presidente della Fondazione Bioparco, Paolo Giuntarelli, ha sottolineato che “L’incontro con il Papa rappresenta il sigillo più autorevole sui nostri primi cento anni e l’incipit più incoraggiante per un nuovo secolo di storia”.
AG/                      VIS 20120111 (170)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Vescovo Gerhard Ludwig Müller, di Regensburg (Repubblica Federale di Germania).

  Ieri pomeriggio, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Köln (Germania).
AP/                                                          VIS 20120111 (40)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 11 GEN. 2012 (VIS).-Il Santo Padre ha nominato Segretario della Congregazione per i Vescovi l’Arcivescovo Lorenzo Baldisseri, finora Nunzio Apostolico in Brasile.
NA/                                      VIS 20120111 (30)

martedì 10 gennaio 2012

NOVITÀ NEL RITO PER LA CREAZIONE DI NUOVI CARDINALI


CITTA' DEL VATICANO, 10 GEN. 2012 (VIS).-L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha introdotto diverse novità nei concistori ordinari pubblici per la creazione di nuovi cardinali. Il rito in vigore fino a oggi viene rivisto e semplificato, con l’approvazione del Santo Padre Benedetto XVI: in sostanza si unificano i tre momenti dell’imposizione della berretta, della consegna dell’anello cardinalizio e dell’assegnazione del titolo o della diaconia; cambiano le orazioni colletta e conclusiva; e assume una forma più breve la proclamazione della Parola di Dio.

  Benedetto XVI ha annunciato venerdì scorso che il prossimo 18 febbraio terrá un Concistoro nel quale nominerà ventidue nuovi Membri del Collegio Cardinalizio. Sarà il quarto concistoro del suo pontificato.

  L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ricorda che la riforma liturgica avviata dal concilio Vaticano II ha riguardato anche i riti concistoriali di imposizione della berretta e di assegnazione del titolo ai nuovi porporati, e che il testo rinnovato della celebrazione è stato usato per la prima volta da Paolo VI nell’aprile 1969. Il criterio principale che guidò la redazione del nuovo rituale fu l’inserimento in un ambito liturgico di ciò che di per sé non ne faceva parte in senso proprio: la creazione di nuovi cardinali doveva essere collocata in un contesto di preghiera, evitando però al contempo ogni elemento che potesse dare l’idea di un «sacramento del cardinalato». Il concistoro, infatti, storicamente non era mai stato considerato un rito liturgico, bensì una riunione del Papa con i cardinali in relazione al governo della Chiesa.

  Tenendo presenti tali aspetti della storia passata e recente, in una linea di continuità con l’attuale forma del concistoro e dei suoi elementi principali, si è quindi rivista e semplificata la prassi vigente. Anzitutto vengono riprese dal rito del 1969 l’orazione colletta e l’orazione conclusiva, perché molto ricche nel contenuto e provenienti dalla grande tradizione eucologica romana. Le due preghiere, infatti, parlano esplicitamente dei poteri affidati dal Signore alla Chiesa, in particolare di quello di Pietro: il Pontefice prega anche in modo diretto per se stesso, per svolgere bene il suo ufficio.

  Anche la proclamazione della Parola di Dio assume di nuovo la forma più breve, propria del rito del 1969, con la sola pericope evangelica (Marco 10, 32-45), che è la stessa nei due rituali. Infine, si integra la consegna dell’anello cardinalizio nello stesso rito, mentre prima della riforma del 1969 l’imposizione del cappello rosso avveniva nel concistoro pubblico, seguito da quello segreto, nel quale si svolgevano anche la consegna dell’anello e l’assegnazione della chiesa titolare o della diaconia. Oggi tale distinzione fra concistoro pubblico e segreto di fatto non viene più osservata e di conseguenza appare più coerente includere i tre momenti significativi della creazione dei nuovi cardinali nel medesimo rito. Si conserva invece la concelebrazione del Papa con i nuovi cardinali nella Messa del giorno seguente, che si apre con l’indirizzo di omaggio e di gratitudine che il primo dei porporati rivolge al Pontefice a nome di tutti gli altri.
LOR/                                                    VIS 20120110 (470)

PASTORALE ADEGUATA PER I MIGRANTI E I RIFUGIATI


CITTÀ DEL VATICANO, 10 GEN 2012 (VIS).- La rivista mensile “Migranti press” ha pubblicato nel suo ultimo numero un articolo dell’arcivescovo Antonio Maria Veglió, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti e Itineranti, a motivo della celebrazione, domenica prossima, 15 gennaio, della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, il cui tema quest’anno è “Migrazioni e nuova evangelizzazione”.

  Nel testo di “Migranti press”, l’arcivescovo ricorda che il fenomeno migratorio, che comporta una mescolanza di persone e popoli, con le loro diverse caratteristiche sociali, culturali e religiose è “un processo che apre strade uniche per l’evangelizzazione perché offre alle comunità cristiane l’occasione di testimoniare Gesù Cristo, soprattutto attraverso il dialogo rispettoso e la testimonianza concreta della solidarietà”. In questo modo “i migranti possono anche risvegliare la coscienza cristiana assopita richiamando a una vita cristiana più coerente”.

  Per questo il messaggio del Santo Padre per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato “invita a prestare una pastorale adeguata ai migranti in modo che essi si mantengano saldi nella loro fede, coerenti nella vita cristiana e forti testimoni del Vangelo, per diventare essi stessi autentici annunciatori del kerygma evangelico”.

 Il prelato scrive che nello stesso messaggio il Papa sottolinea che “i mezzi di comunicazione, per il loro immediato impatto sull’opinione pubblica, devono preoccuparsi seriamente di fornire una corretta e ampia informazione, evitando terminologie demagogiche, tese a infierire sull’immagine di coloro che si vedono costretti ad emigrare. Il loro contributo è necessario per sensibilizzare la società a nuove situazioni e alla realtà delle violazioni dei diritti dei rifugiati”.
…/VIS 20120110 (265)

lunedì 9 gennaio 2012

IL PAPA BATTEZZA 16 BAMBINI NELLA CAPPELLA SISTINA


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2012 (VIS).-Alle ore 9.45 di questa domenica, Festa del Battesimo del Signore, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto nella Cappella Sistina la Santa Messa, nel corso della quale ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 16 neonati.

  Dopo la lettura del Santo Vangelo, il Papa ha pronunciato la seguente omelia:

  “Nella prima Lettura che abbiamo ascoltato, tratta dal Libro del profeta Isaia, Dio si rivolge al suo popolo proprio come un educatore. (…) A questa parola che il Signore ci ha rivolto mediante il profeta, noi abbiamo risposto con il ritornello del Salmo: ‘Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza’. Come persone adulte, ci siamo impegnati ad attingere alle fonti buone, per il bene nostro e di coloro che sono affidati alla nostra responsabilità, in particolare voi, cari genitori, padrini e madrine, per il bene di questi bambini. E quali sono ‘le sorgenti della salvezza’? Sono la Parola di Dio e i Sacramenti”.

  “Gli adulti sono i primi a doversi alimentare a queste fonti, per poter guidare i più giovani nella loro crescita. I genitori devono dare tanto, ma per poter dare hanno bisogno a loro volta di ricevere, altrimenti si svuotano, si prosciugano. I genitori non sono la fonte, come anche noi sacerdoti non siamo la fonte: siamo piuttosto come dei canali, attraverso cui deve passare la linfa vitale dell’amore di Dio. Se ci stacchiamo dalla sorgente, (…) non siamo più in grado di educare altri”.

  “E veniamo ora alla seconda Lettura e al Vangelo. Essi ci dicono che la prima e principale educazione avviene attraverso la testimonianza. (…) Giovanni è stato un grande educatore dei suoi discepoli, perché li ha condotti all’incontro con Gesù, al quale ha reso testimonianza. (…) Il vero educatore non lega le persone a sé, non è possessivo. Vuole che il figlio, o il discepolo, impari a conoscere la verità, e stabilisca con essa un rapporto personale. L’educatore compie il suo dovere fino in fondo, non fa mancare la sua presenza attenta e fedele; ma il suo obiettivo è che l’educando ascolti la voce della verità parlare al suo cuore e la segua in un cammino personale”. (…)

  “L’apostolo Giovanni scrive: ‘E’ lo Spirito che dà testimonianza’. (…) E’ molto importante per voi genitori, e anche per i padrini e le madrine, credere fortemente nella presenza e nell’azione dello Spirito Santo, invocarlo e accoglierlo in voi, mediante la preghiera e i Sacramenti. E’ Lui infatti che illumina la mente, riscalda il cuore dell’educatore perché sappia trasmettere la conoscenza e l’amore di Gesù. La preghiera è la prima condizione per educare, perché pregando ci mettiamo nella disposizione di lasciare a Dio l’iniziativa (…). E, al tempo stesso, quando preghiamo ci mettiamo in ascolto delle ispirazioni di Dio per fare bene la nostra parte, che comunque ci spetta e dobbiamo realizzare. I Sacramenti, specialmente l’Eucaristia e la Penitenza, ci permettono di compiere l’azione educativa in unione con Cristo, in comunione con Lui e continuamente rinnovati dal suo perdono”

  “Affidiamo (questi bambini) alla guida materna di Maria Santissima, perché crescano in età, sapienza e grazia e diventino veri cristiani, testimoni fedeli e gioiosi dell’amore di Dio”.
HML/                                               VIS 20120109 (540)

ANGELUS: OGNUNO DI NOI È VOLUTO E AMATO DA DIO


CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2012 (VIS).-Conclusa la Santa Messa con l’amministrazione del Battesimo ad un gruppo di bambini nella Cappella Sistina, il Santo Padre a mezzogiorno si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  Queste le parole del Papa nell’introdurre la preghiera mariana:

  “Oggi celebriamo la festa del Battesimo del Signore. (…) Vorrei proporre una breve riflessione sul nostro essere figli di Dio. Anzitutto però partiamo dal nostro essere semplicemente figli: questa è la condizione fondamentale che ci accomuna tutti. (…) Venire al mondo non è mai una scelta (…). Ma durante la vita, possiamo maturare un atteggiamento libero nei confronti della vita stessa: possiamo accoglierla come un dono (…). Questo passaggio segna una svolta di maturità nel nostro essere e nel rapporto con i nostri genitori, che si riempie di riconoscenza”. (…)

  “Anche nei confronti di Dio siamo tutti figli. Dio è all’origine dell’esistenza di ogni creatura, ed è Padre in modo singolare di ogni essere umano: ha con lui o con lei una relazione unica, personale. Ognuno di noi è voluto, è amato da Dio. (…) Mediante la fede, mediante un ‘sì’ profondo e personale a Dio come origine e fondamento della mia esistenza, (…) io accolgo la vita come dono del Padre che è nei Cieli, un Genitore (…) che sento nel profondo del cuore essere il Padre mio e di tutti i miei fratelli in umanità, un Padre immensamente buono e fedele”.

  “Questa fede in Dio Padre si basa su Gesù Cristo: la sua persona e la sua storia ci rivelano il Padre (…). Credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, consente di ‘rinascere dall’alto’, cioè da Dio, che è Amore. (…) Questo è il senso del sacramento del Battesimo: è una nuova nascita, che avviene grazie allo Spirito Santo”.

 “Questa domenica conclude il tempo di Natale. Rendiamo grazie a Dio per questo grande mistero (…). Dio si è fatto figlio dell’uomo, perché l’uomo diventi figlio di Dio. Rinnoviamo perciò la gioia di essere figli: (…) nati dall’amore di un padre e di una madre, e rinati dall’amore di Dio, mediante il Battesimo”.

  Infine, il Pontefice ha salutato in varie lingue i pellegrini.
ANG/                                                                       VIS 20120109 (390)

DISCORSO DEL SANTO PADRE AL CORPO DIPLOMATICO



CITTA' DEL VATICANO, 9 GEN. 2012 (VIS).-Alle ore 11 di questa mattina, nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza i Membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per la presentazione degli auguri per il nuovo anno. Dopo le parole introduttive del Decano del Corpo Diplomatico, Alejandro Emilio Valladares Lanza -Ambasciatore di Honduras-, e l=indirizzo augurale del Vice-Decano, Jean-Claude Michel -Ambasciatore del Principato di Monaco-, il Papa ha pronunciato un discorso.

  Attualmente la Santa Sede intrattiene rapporti diplomatici pieni con 179 paesi, ai quali bisogna aggiungere l’Unione Europea, il Sovrano Militare Ordine di Malta, ed una Missione a carattere speciale: l’Ufficio dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.

  Per quanto riguarda le Organizzazioni Internazionali, la Santa Sede è presente all’ONU in qualità di "Stato osservatore"; è, inoltre, Membro di 7 Organizzazioni o Agenzie del sistema ONU, Osservatore in altre 8 e Membro o Osservatore in 5 Organizzazioni regionali.

  Di seguito riportiamo ampi estratti del discorso del Santo Padre:

  “Attraverso di voi, il mio augurio si estende a tutte le Nazioni che rappresentate, con le quali la Santa Sede mantiene relazioni diplomatiche. E’ una gioia per noi che la Malesia si sia aggiunta a questa comunità nel corso dell’anno appena concluso. (…) Segni della cooperazione tra la Chiesa Cattolica e gli stati sono gli Accordi stipulati nel 2011 con l’Azerbaigian, il Montenegro e il Mozambico. (…) Ugualmente, la Santa Sede desidera tessere un dialogo fruttuoso con le Organizzazioni internazionali e regionali e, in questa prospettiva, rilevo con soddisfazione che i Paesi membri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (A.S.E.A.N.) hanno accolto la nomina di un Nunzio Apostolico accreditato presso questa Organizzazione. Non posso omettere di menzionare che, nello scorso mese di dicembre, la Santa Sede ha rafforzato la sua lunga collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, diventandone membro a pieno titolo”.

  “Desidero, infine, salutare il Sud Sudan che, nel luglio scorso, si è costituito quale Stato sovrano. Mi rallegro che questo passo sia stato compiuto pacificamente. Purtroppo, tensioni e scontri si sono succeduti in questi ultimi mesi ed auspico che tutti uniscano i loro sforzi affinché, per le popolazioni del Sudan e del Sud Sudan, si apra infine un periodo di pace, di libertà e di sviluppo”.

  “L’incontro odierno avviene tradizionalmente alla fine delle festività natalizie, in cui la Chiesa celebra la venuta del Salvatore. Egli viene nel buio della notte, eppure la sua presenza è immediatamente fonte di luce e di gioia (…) Davvero il mondo è oscuro, laddove l’uomo non riconosce più il proprio legame con il Creatore e, così, mette a rischio anche i suoi rapporti con le altre creature e con lo stesso creato. Il momento attuale è segnato purtroppo da un profondo malessere e le diverse crisi: economiche, politiche e sociali, ne sono una drammatica espressione”.

  “A tale proposito, non posso non menzionare, anzitutto, gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale. Questa non ha colpito  soltanto le famiglie e le imprese dei Paesi economicamente più avanzati, dove ha avuto origine, creando una situazione in cui molti, soprattutto tra i giovani, si sono sentiti disorientati e frustrati nelle loro aspirazioni ad un avvenire sereno, ma ha inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo. Non dobbiamo scoraggiarci ma riprogettare risolutamente il nostro cammino, con nuove forme di impegno. La crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull’esistenza umana e sull’importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica: non soltanto per cercare di arginare le perdite individuali o delle economie nazionali, ma per darci nuove regole che assicurino a tutti la possibilità di vivere dignitosamente e di sviluppare le proprie capacità a beneficio dell’intera comunità”.

  “Gli effetti dell’attuale momento di incertezza colpiscono particolarmente i giovani. Dal loro malessere sono nati i fermenti che, nei mesi scorsi, hanno investito, talvolta duramente, diverse Regioni. Mi riferisco anzitutto al Nord Africa e al Medio Oriente, dove i giovani, che soffrono tra l’altro per la povertà e la disoccupazione e temono l’assenza di prospettive certe, hanno lanciato quello che è diventato un vasto movimento di rivendicazione di riforme e di partecipazione più attiva alla vita politica e sociale. (…) L’ottimismo iniziale ha ceduto il passo al riconoscimento delle difficoltà di questo momento di transizione e di cambiamento (…). Il rispetto della persona dev’essere al centro delle istituzioni e delle leggi, deve condurre alla fine di ogni violenza e prevenire il rischio che la doverosa attenzione alle richieste dei cittadini e la necessaria solidarietà sociale si trasformino in semplici strumenti per conservare o conquistare il potere. Invito la Comunità internazionale a dialogare con gli attori dei processi in atto, nel rispetto dei popoli e nella consapevolezza che la costruzione di società stabili e riconciliate, aliene da ogni ingiusta discriminazione, in particolare di ordine religioso, costituisce un orizzonte più vasto e più lontano di quello delle scadenze elettorali”.

  “Sento una grande preoccupazione per le popolazioni dei Paesi in cui si susseguono tensioni e violenze, in particolare la Siria, dove auspico una rapida fine degli spargimenti di sangue e l’inizio di un dialogo fruttuoso tra gli attori politici, favorito dalla presenza di osservatori indipendenti. In Terra Santa, dove le tensioni tra Palestinesi e Israeliani hanno ripercussioni sugli equilibri di tutto il Medio Oriente, bisogna che i responsabili di questi due popoli adottino decisioni coraggiose e lungimiranti in favore della pace. Ho appreso con piacere che, in seguito ad un’iniziativa del Regno di Giordania, il dialogo è ripreso; auspico che esso prosegua affinché si giunga ad una pace duratura, che garantisca il diritto di quei due popoli a vivere in sicurezza in Stati sovrani e all’interno di frontiere sicure e internazionalmente riconosciute. (…) Seguo anche con grande attenzione gli sviluppi in Iraq, deplorando gli attentati che hanno causato ancora recentemente la perdita di numerose vite umane, e incoraggio le sue autorità a proseguire con fermezza sulla via di una piena riconciliazione nazionale”.

  (…) “L’educazione è un tema cruciale per ogni generazione, poiché da essa dipende tanto il sano sviluppo di ogni persona, quanto il futuro di tutta la società. (…) Oltre ad un obiettivo chiaro, quale è quello di condurre i giovani ad una conoscenza piena della realtà e quindi della verità, l’educazione ha bisogno di luoghi. Tra questi figura anzitutto la famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo con una donna. Questa non è una semplice convenzione sociale, bensì la cellula fondamentale di ogni società. Pertanto, le politiche lesive della famiglia minacciano la dignità umana e il futuro stesso dell’umanità. (…) Occorrono politiche che lo valorizzino e aiutino così la coesione sociale e il dialogo. È nella famiglia che ci si apre al mondo e alla vita. (…) In questo contesto dell’apertura alla vita, accolgo con soddisfazione la recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che vieta di brevettare i processi relativi alle cellule staminali embrionali umane, come pure la Risoluzione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, che condanna la selezione prenatale in funzione del sesso. Più in generale, guardando soprattutto al mondo occidentale, sono convinto che si oppongano all’educazione dei giovani e di conseguenza al futuro dell’umanità le misure legislative che non solo permettono, ma talvolta addirittura favoriscono l’aborto, per motivi di convenienza o per ragioni mediche discutibili”.

  (…) “Un ruolo altrettanto essenziale per lo sviluppo della persona è svolto dalle istituzioni educative (…) Occorre attuare politiche formative affinché l’educazione scolastica sia accessibile a tutti e che, oltre a promuovere lo sviluppo cognitivo della persona, curi la crescita armonica della personalità, compresa la sua apertura al Trascendente. La Chiesa Cattolica è sempre stata particolarmente attiva nel campo delle istituzioni scolastiche ed accademiche, svolgendo un’opera apprezzata accanto a quella delle istituzioni statali. Auspico, quindi, che tale contributo sia riconosciuto e valorizzato anche dalle legislazioni nazionali”.

  “In tale prospettiva, ben si comprende come un’efficace opera educativa postuli pure il rispetto della libertà religiosa. Questa è caratterizzata da una dimensione individuale, come pure da una dimensione collettiva e da una dimensione istituzionale. Si tratta del primo dei diritti umani, perché essa esprime la realtà più fondamentale della persona. Troppo spesso, per diversi motivi, tale diritto è ancora limitato o schernito. Non posso evocare questo tema senza anzitutto salutare la memoria del ministro pachistano Shahbaz Bhatti, la cui infaticabile lotta per i diritti delle minoranze si è conclusa con una morte tragica”.

  “Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. In non pochi Paesi i cristiani sono privati dei diritti fondamentali e messi ai margini della vita pubblica; in altri subiscono attacchi violenti contro le loro chiese e le loro abitazioni. (…) In altre parti del mondo, si riscontrano politiche volte ad emarginare il ruolo della religione nella vita sociale, come se essa fosse causa di intolleranza, piuttosto che contributo apprezzabile nell’educazione al rispetto della dignità umana, alla giustizia e alla pace. Il terrorismo motivato religiosamente ha mietuto anche l’anno scorso numerose vittime, soprattutto in Asia e in Africa (…). La religione non può essere usata come pretesto per accantonare le regole della giustizia e del diritto a vantaggio del ‘bene’ che essa persegue”. (…)

  “Vorrei inoltre menzionare segnali incoraggianti nel campo della libertà religiosa. Mi riferisco alla modifica legislativa grazie alla quale la personalità giuridica pubblica delle minoranze religiose è stata riconosciuta in Georgia; penso anche alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo in favore della presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche italiane. (…) Auspico che l’Italia continui a promuovere un rapporto equilibrato fra la Chiesa e lo Stato, costituendo così un esempio, al quale le altre Nazioni possano riferirsi con rispetto e interesse”.

  “Nel continente africano, (…) è essenziale che la collaborazione fra le comunità cristiane e i Governi aiuti a percorrere un cammino di giustizia, di pace e di riconciliazione, in cui i membri di tutte le etnie e di tutte le religioni siano rispettati. E’ doloroso constatare che tale meta, in vari Paesi di quel continente, è ancora lontana. Penso in particolare alla recrudescenza delle violenze che interessa la Nigeria, (…) agli strascichi della guerra civile in Costa d’Avorio, alla persistente instabilità nella Regione dei Grandi Laghi e all’urgenza umanitaria nei Paesi del Corno d’Africa. Chiedo, ancora una volta, alla Comunità internazionale di aiutare con sollecitudine a trovare una soluzione alla crisi che dura da anni in Somalia”.

  “Infine, mi preme sottolineare che una educazione rettamente intesa non può che favorire il rispetto del creato. Non si possono dimenticare le gravi calamità naturali che, nel 2011, hanno colpito varie zone del Sud-Est asiatico, e i disastri ambientali come quello della centrale nucleare di Fukushima in Giappone. La salvaguardia dell’ambiente, la sinergia tra la lotta contro la povertà e quella contro i cambiamenti climatici costituiscono ambiti rilevanti per la promozione dello sviluppo umano integrale. Pertanto auspico che, in seguito alla XVII sessione della Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione ONU sui cambiamenti climatici, da poco conclusasi a Durban, la Comunità internazionale si prepari alla Conferenza dell’ONU sullo sviluppo sostenibile quale autentica ‘famiglia delle Nazioni’ e, perciò, con grande senso di solidarietà e di responsabilità verso le generazioni presenti e per quelle future”.

  (…) “Animata dalla certezza della fede, la Santa Sede continua a dare il proprio contributo alla Comunità internazionale, secondo quel duplice intendimento che il Concilio Vaticano II – di cui quest’anno ricorre il 50° anniversario – ha chiaramente definito: proclamare la grandezza somma della vocazione dell’uomo e la presenza in lui di un germe divino, nonché offrire all’umanità una cooperazione sincera, che instauri quella fraternità universale che corrisponde a tale vocazione”.
CD/         VIS 20120109 (1.920) 
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