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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 6 novembre 2007

CONVEGNO INTERNAZIONALE "ONTOGENESI E VITA UMANA"


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS).Alle ore 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Internazionale "Ontogenesi e vita umana", in programma a Roma dal 15 al 17 novembre presso il Pontificio Ateneo "Regina Apostolorum".

  L'evento fa parte del progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), intrapreso nel 2003 e che coinvolge cinque università pontificie romane (Lateranense, Gregoriana, Salesiana, Santa Croce e San Tommaso e l'Ateneo "Regina Apostolorum"), coordinate dal Pontificio Consiglio della Cultura, con il supporto della "John Templeton Foundation" e di altre istituzioni.

  L'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha affermato che lo scopo ultimo del progetto è quello di "contribuire al dialogo fra aree di ricerca e di studio che, nell'epoca  moderna, si sono poco a poco separate. Si tratta di istituire ponti stabili e scambi fruttuosi tra scienza, filosofia e teologia, mediante il dialogo dei loro rispettivi cultori".

  La Conferenza Internazionale sarà aperta a scienziati, ricercatori, studenti ed alle persone interessate, e sarà trasmessa agli altri centri di ricerca e studio attraverso videoconferenze.

  L'Arcivescovo Ravasi ha annunciato che nel 2009, in occasione del bicentenario della nascita di Darwin e del centocinquantesimo della pubblicazione di 'Origine delle Specie', si terrà, alla Pontificia Università Gregoriana, un altro congresso dedicato al discusso problema dell'evoluzionismo: "Evolution and Evolution Theories".
OP/CONGRESSO STOQ/RAVASI                           VIS 20071106 (240)



BENEDETTO XVI RICEVE IL RE ABDULLAH DI ARABIA SAUDITA


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Oggi, nel Palazzo Apostolico in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI si è incontrato con il Re dell'Arabia Saudita, Sua Maestà Abdallah bin Abdulaziz Al Saud. Successivamente, il Sovrano ha reso visita all'Eminentissimo Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, che era accompagnato dall'Eccellentissimo Segretario per i Rapporti con gli Stati, Monsignor Dominique Mamberti".

  "I colloqui si sono svolti in un clima di cordialità e hanno permesso di toccare temi che stanno a cuore agli interlocutori. In particolare, si sono ribaditi l'impegno in favore del dialogo interculturale ed interreligioso, finalizzato alla pacifica e fruttuosa convivenza tra uomini e popoli, e il valore della collaborazione tra cristiani, musulmani ed ebrei per la promozione della pace, della giustizia e dei valori spirituali e morali, specialmente a sostegno della famiglia".

  "Nell'augurio di prosperità a tutti gli abitanti del Paese da parte delle Autorità vaticane, si è fatto menzione della presenza positiva e operosa dei cristiani".

  "Non è mancato, infine, uno scambio di idee sul Medio Oriente e sulla necessità di trovare una giusta soluzione ai conflitti che travagliano la regione, in particolare quello israeliano-palestinese".
OP/UDIENZA/RE ARABIA SAUDITA                       VIS 20071106 (220)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Vice Direttori della Direzione dei Servizi Generali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il Dottor Giovanni Amici, finora Capo Contabile della Ragioneria dello Stato e l'Ingegner Paolo Sagretti, il quale conserva anche l'attuale incarico di Floriere.

  Sabato 3 novembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Angel Rubio Castro, finora Ausiliare di Toledo (Spagna), Vescovo di Segovia (superficie: 6.949; popolazione: 155.517; cattolici: 149.492; sacerdoti: 180; religiosi: 485), Spagna. Il Vescovo Rubio Castro succede al Vescovo Luis Gutiérrez Martín, C.M.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinunzia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Samuel Kleda, finora Vescovo di Batouri (Camerun), Arcivescovo Coadiutore di Douala (superficie: 1.200; popolazione: 2.591.000; cattolici: 552.314; sacerdoti: 162; religiosi: 429), Camerun.

- Ha nominato il Vescovo Domenico Segalini, di Palestrina (Italia), Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana, per il prossimo triennio.
NER:RE:NEC:NA/.../...                               VIS 20071105 (170)


IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Rosalio José Castillo Lara, S.D.B., Presidente emerito dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, il 16 ottobre, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Ignacy Jez, emerito di Koszalin - Kolobrzeg (Polonia), il 16 ottobre, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo Juan N. Nilmar, emerito di Kalibo (Filippine), il 18 ottobre, all'età di 91 anni.

- L'Arcivescovo Antónios Varthalítis, A.A., emerito di Corfù (Grecia), il 27 ottobre, all'età di 83 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20071106 (110)



lunedì 5 novembre 2007

CRISTIANI E INDÙ DECISI A PERCORRERE CAMMINO DI DIALOGO


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha indirizzato un Messaggio agli Indù per il Diwali, la festa delle luci, che quest'anno cade il 9 novembre, dal titolo: "Cristiani e Indù: decisi a percorrere un cammino di dialogo".

  "Attento ai vostri sentimenti religiosi e rispettoso delle vostre antiche tradizioni religiose" - scrive il Cardinale Tauran - "spero sinceramente che la vostra ricerca del Divino, simboleggiata dalla celebrazione del 'Diwali', vi aiuti a superare le tenebre con la luce, il falso con il vero, il male con il bene". 

  "Il mondo attorno a noi desidera ardentemente la pace. Le religioni annunciano la pace perché traggono la propria origine da Dio, il quale, per la fede cristiana, è la nostra pace. Possiamo noi, in quanto credenti di diverse tradizioni religiose, non lavorare insieme per ricevere il dono divino della pace e diffonderlo attorno a noi così che il mondo divenga per tutti i popoli un luogo migliore in cui vivere? Le nostre rispettive comunità devono dedicare urgente attenzione all'educazione dei credenti, che possono facilmente essere indotti in errore da una propaganda falsa ed ingannevole".

  "La credenza religiosa e la libertà vanno sempre di pari passo. Non ci può essere costrizione nella religione: nessuno può essere forzato a credere, né chiunque voglia credere può esserne impedito. (...)  La Chiesa cattolica, come ha recentemente ricordato il Papa Benedetto XVI agli Ambasciatori dell'India e di altri Paesi accreditati presso la Santa Sede, è stata fedele a questo insegnamento: "…la pace si fonda sul rispetto per la libertà religiosa, che è un aspetto fondamentale e primordiale della libertà di coscienza degli individui e della libertà dei popoli".

  "Per le comunità religiose impegnate a costruire la pace mondiale, una sfida importante è costituita dal formare i credenti perchè anzitutto scoprano tutta l'ampiezza e la profondità della propria religione e quindi dall'incoraggiarli a conoscere altri credenti. Non dimentichiamo che l'ignoranza è il primo e, forse, il principale nemico nella vita di chi crede, mentre il contributo di ogni credente ben formato, insieme a quello degli altri, costituisce una ricca risorsa per una pace duratura".

  "Come tutte le relazioni umane, anche quelle fra persone di diverse religioni richiedono di essere nutrite con incontri regolari, ascolto paziente, attiva collaborazione e, soprattutto, con un atteggiamento di reciproco rispetto. Di conseguenza dobbiamo lavorare per costruire legami di amicizia, come del resto devono fare gli aderenti di ogni religione".

  "In situazioni di incomprensione, è necessario che le persone si riuniscano e comunichino fra loro per chiarire, in uno spirito fraterno ed amichevole, le rispettive credenze, aspirazioni e convinzioni. È solo attraverso il nostro dialogo, evitando ogni forma di pregiudizio e di idee stereotipate sugli altri e testimoniando fedelmente i nostri precetti ed insegnamenti religiosi, che possiamo realmente superare i conflitti. Il dialogo fra seguaci di diverse religioni è oggi il cammino necessario, ed è davvero l'unico cammino percorribile per noi credenti. Collaborando insieme possiamo fare molto per costruire una società armoniosa ed un mondo pacifico".
CON-DIR/DIWALI/TAURAN                           VIS 20071105 (520)


MESSA IN SUFFRAGIO DEI CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Come è consuetudine nel mese di novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto alle 11:30 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione Eucaristica in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell'anno. Con il Santo Padre hanno concelebrato i Membri del Collegio Cardinalizio.

  All'inizio dell'omelia il Papa ha ricordato i nomi dei Porporati mancati negli ultimi dodici mesi: Salvatore Pappalardo, Frédéric Etsou-Nzabi Bamungwabi, Antonio María Javierre, Angelo Felici, Jean-Marie Lustiger, Edouard Gagnon, Adam Kozlowiecki e Rosalio José Castillo Lara.

  "Eleviamo a Dio un sentito rendimento di grazie" - ha detto il Papa - "per il dono che in essi Egli ha fatto alla Chiesa e per tutto il bene che col suo aiuto essi hanno potuto compiere. Ugualmente affidiamo all'Eterno Padre i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi defunti, esprimendo anche per essi la nostra riconoscenza a nome dell'intera Comunità cattolica".

  "Sono stati certamente uomini con caratteristiche diverse" - ha proseguito il Pontefice - "sia per le vicende personali che per il ministero esercitato; tutti però hanno avuto in comune la cosa più grande: l'amicizia con il Signore Gesù".

  "Durante l'esistenza temporale Gesù ha fatto loro conoscere il nome di Dio, ammettendoli a partecipare all'amore della Santissima Trinità. L'amore del Padre per il Figlio è entrato in essi, e così la Persona stessa del Figlio, in virtù dello Spirito Santo, ha dimorato in ciascuno di loro (cfr Gv 17,26): un'esperienza di comunione divina che tende per sua natura ad occupare l'intera esistenza, per trasfigurarla e prepararla alla gloria della vita eterna".

  Commentando il Salmo responsoriale "L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: / quando verrò e vedrò il volto di Dio?" (Sal 42/41,3)", il Papa ha sottolineato che: "Questa sete contiene una verità che non tradisce, una speranza che non delude. È una sete che, anche attraverso la notte più oscura, illumina il cammino verso la sorgente della vita, come ha cantato con mirabili espressioni san Giovanni della Croce".

  "Il Salmista dà spazio ai lamenti dell'anima, ma al centro ed alla fine del suo mirabile inno pone un ritornello pieno di fiducia: 'Perché ti rattristi, anima mia, / perché su di me gemi? / Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, / lui, salvezza del mio volto e mio Dio' (v. 6). Nella luce di Cristo e del suo mistero pasquale, queste parole rivelano tutta la loro meravigliosa verità: nemmeno la morte può rendere vana la speranza del credente, perché Cristo è entrato per noi nel santuario del cielo, e là vuole condurci, dopo averci preparato un posto".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/...                   VIS 20071105 (440)


SOLUZIONE PACIFICA PROBLEMI TURCHIA E KURDISTAN IRACHENO


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto alcune parole alle migliaia di pellegrini che affollavano Piazza San Pietro.
 
  "Oggi la liturgia presenta alla nostra meditazione il noto episodio evangelico dell'incontro di Gesù con Zaccheo nella città di Gerico" - ha detto il Santo Padre - "Chi era Zaccheo? Un uomo ricco che di mestiere faceva il 'pubblicano', cioè l'esattore delle tasse per conto dell'autorità romana, e proprio per questo veniva considerato pubblico peccatore. Avendo saputo che Gesù passava per Gerico, quell'uomo fu preso da un grande desiderio di vederlo, ma, essendo basso di statura, salì su un albero".

  "Gesù si fermò proprio sotto quell'albero e si rivolse a lui chiamandolo per nome: 'Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua' (Lc 19,5). Quale messaggio in questa semplice frase! 'Zaccheo': Gesù chiama per nome un uomo disprezzato da tutti. (...) La grazia di quell'incontro imprevedibile fu tale da cambiare completamente la vita di Zaccheo".

  "Ancora una volta il Vangelo ci dice che l'amore, partendo dal cuore di Dio e operando attraverso il cuore dell'uomo, è la forza che rinnova il mondo".

  "Questa verità" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "risplende in modo singolare nella testimonianza del Santo di cui oggi ricorre la memoria: Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano. La sua figura si staglia nel secolo XVI come modello di Pastore esemplare per carità, dottrina, zelo apostolico e soprattutto per la preghiera".

 "Consacrato Vescovo a soli 25 anni, (...) si dedicò interamente alla Chiesa ambrosiana: la visitò in lungo e in largo per tre volte; indisse sei sinodi provinciali e undici diocesani; fondò seminari per formare una nuova generazione di sacerdoti; costruì ospedali e destinò le ricchezze di famiglia al servizio dei poveri; difese i diritti della Chiesa contro i potenti; rinnovò la vita religiosa e istituì una nuova Congregazione di preti secolari, gli Oblati. Nel 1576, quando a Milano infuriò la peste, visitò, confortò e spese per i malati tutti i suoi beni. Il suo motto consisteva in una parola sola: 'Humilitas'. L'umiltà lo spinse, come il Signore Gesù, a rinunciare a se stesso per farsi servo di tutti".

  "Ricordando il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, che ne portava con devozione il nome" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "affidiamo all'intercessione di san Carlo tutti i Vescovi del mondo, per i quali invochiamo come sempre la celeste protezione di Maria Santissima, Madre della Chiesa".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha manifestato la sua preoccupazione per le notizie di questi ultimi giorni relative agli avvenimenti nella regione di confine tra la Turchia e l'Iraq ed ha affermato: "Desidero, pertanto, incoraggiare ogni sforzo per il raggiungimento di una soluzione pacifica dei problemi che sono recentemente emersi tra la Turchia e il Kurdistan iracheno".

  "Non posso dimenticare" - ha proseguito il Pontefice - "che in quella regione numerose popolazioni hanno trovato rifugio per sfuggire all'insicurezza ed al terrorismo che hanno reso difficile la vita nell'Iraq in questi anni. Proprio in considerazione del bene di quelle popolazioni, che comprendono anche numerosi cristiani, auspico fortemente che tutte le parti si adoperino per favorire soluzioni di pace".

  "Auspico, inoltre" - ha concluso il Pontefice - "che le relazioni tra popolazioni migranti e popolazioni locali avvengano nello spirito di quell'alta civiltà morale che è frutto dei valori spirituali e culturali di ogni popolo e Paese. Chi è preposto alla sicurezza e all'accoglienza sappia far uso dei mezzi atti a garantire i diritti e i doveri che sono alla base di ogni vera convivenza e incontro tra i popoli".
ANG/IRAQ:KURDISTAN/...                           VIS 20071105 (590)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Paul Tschang In-Nam, Nunzio Apostolico in Uganda.

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Jorge Ferriera da Costa Ortiga, di Braga, con gli Ausiliari, il Vescovo Antonino Eugénio Ferandes Dias, il Vescovo António José da Rocha Couto, e con l'Arcivescovo emerito Enrico Dias Nogueira.

- Il Vescovo António Francisco dos Santos, di Aveiro, con il Vescovo emerito António Baltasar Marcelino.

- Il Vescovo António Montes Moreira, O.F.M., di Bragança-Miranda, con il Vescovo emerito António José Rafael.

- Il Vescovo Albino Mamete Cleto, di Coimbra, con il Vescovo João Alves.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                               VIS 20071105 (130)


40° ANNIVERSARIO MOVIMENTO FAMIGLIE NUOVE


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Membri del Movimento Famiglie Nuove, nato 40 anni or sono nell'ambito del movimento dei Focolari, che partecipano in questi giorni ad un incontro sul tema: "Una casa costruita sulla roccia - Il Vangelo vissuto, risposta ai problemi della famiglia oggi".

  Ricordando che il Movimento Famiglie Nuove forma una rete di 800.000 famiglie operanti in 182 nazioni dei cinque continenti, il Santo Padre ha affermato che l'azione pastorale è "orientata secondo quattro direttrici: la spiritualità, l'educazione, la socialità e la solidarietà".

  "Il vostro è in effetti un impegno di evangelizzazione silenzioso e profondo" - ha sottolineato il Papa - "che mira a testimoniare come solo l'unità familiare, dono di Dio-Amore, possa rendere la famiglia vero nido di amore, casa accogliente della vita e scuola di virtù e di valori cristiani per i figli".

  "Il segreto è proprio vivere il Vangelo! Giustamente, pertanto, nei lavori assembleari di questi giorni, oltre a contributi che illustrano la situazione in cui si trova oggi la famiglia nei diversi contesti culturali, voi avete previsto l'approfondimento della Parola di Dio e l'ascolto di testimonianza che mostrano come lo Spirito Santo agisce nei cuori e nel vissuto familiare, anche in situazioni complesse e difficili. Si pensi alle incertezze dei fidanzati dinanzi a scelte definitive per il futuro, alla crisi delle coppie, alle separazioni e ai divorzi, come pure alle unioni irregolari (...)".

  "Auspico di cuore" - ha detto ancora il Papa - "che, anche grazie al vostro impegno, possano essere individuate strategie pastorali tese a venire incontro ai crescenti bisogni della famiglia contemporanea e alle molteplici sfide a cui essa è posta di fronte, perché non venga meno la sua missione peculiare nella Chiesa e nella società".

  "Secondo il progetto divino, la famiglia è dunque un luogo sacro e santificante e la Chiesa, da sempre vicina ad essa, la sostiene in questa sua missione ancor più oggi, poiché tante sono le minacce che la colpiscono dall'interno e dall'esterno. Per non cedere allo scoraggiamento occorre l'aiuto divino, per questo è necessario che ogni famiglia cristiana guardi con fiducia alla Santa Famiglia, questa originale 'Chiesa domestica'".

  Il Santo Padre ha espresso infine la certezza che "l'umile e santa Famiglia di Nazaret, icona e modello di ogni umana famiglia, non vi farà mancare il suo celeste sostegno. Ma è indispensabile il costante vostro ricorso alla preghiera, all'ascolto della Parola di Dio e un'intensa vita sacramentale, insieme a uno sforzo mai abbandonato di vivere il comandamento di Cristo dell'amore e del perdono, L'amore non cerca il proprio interesse, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità".
AC/.../FAMIGLIE NUOVE                               VIS 20071105 (450)


PREGHIERA PAPA BENEDETTO XVI SUFFRAGIO PONTEFICI DEFUNTI


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2007 (VIS). Alle 18:30 di oggi, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nelle Grotte della Basilica Vaticana per un momento di preghiera in privato, in suffragio dei Sommi Pontefici ivi sepolti e di tutti i defunti.
.../PREGHIERA PONTEFICI DEFUNTI/...                 VIS 20071105 (60)


TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE DON ORESTE BENZI


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire al Vescovo di Rimini S.E. Monsignor Francesco Lambiasi, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, un telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta la notte scorsa a Romini, di Don Oreste Benzi, Fondatore della "Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII", per il recupero dei tossicodipendenti e per le vittime della prostituzione.

  "Appresa con tristezza" - si legge nel testo - "la notizia della morte di Don Oreste Benzi, umile e povero sacerdote di Cristo, benemerito Fondatore e Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, il Santo Padre desidera esprimere vive condoglianze a quanti piangono la sua improvvisa scomparsa, ricordandone l'intensa vita pastorale come parroco e, in seguito, come infaticabile apostolo della carità, a favore degli ultimi e degli indifesi, facendosi carico di tanti gravi problemi sociali che affliggono il mondo contemporaneo".

  "Sua Santità, mentre eleva fervide preghiere di suffragio per il riposo eterno del compianto Presbitero fedele alla sua vocazione e sempre docile servitore della Chiesa, invoca dalla bontà divina sostegno, speranza cristiana per l'intera sua famiglia spirituale e codesta Diocesi colpite da così grave perdita e, con affetto, invia a tutti la confortatrice Benedizione Apostolica nella fede e nella risurrezione in Cristo".
TGR/SCOMPARSA BENZI/BERTONE                       VIS 20071105 (220)


ANGELUS: DIVENTARE SANTO È COMPITO DI OGNI CRISTIANO


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2007 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, Solennità di Tutti i Santi, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Nell'odierna solennità di Tutti i Santi" - ha detto il Papa - "il nostro cuore, oltrepassando i confini del tempo e dello spazio, si dilata alle dimensioni del Cielo. Agli inizi del Cristianesimo, i membri della Chiesa venivano chiamati anche 'i santi'".

  "Il cristiano, infatti, è 'già' santo" - ha sottolineato il Pontefice - "perché il Battesimo lo unisce a Gesù e al suo mistero pasquale, ma deve al tempo stesso 'diventarlo', conformandosi a Lui sempre più intimamente. A volte si pensa che la santità sia una condizione di privilegio riservata a pochi eletti. In realtà, diventare santo è il compito di ogni cristiano, anzi, potremmo dire, di ogni uomo!"

 Citando la Lettera di San Paolo agli Efesini, il Santo Padre ha detto: "Scrive  l'Apostolo che Dio da sempre ci ha benedetti e ci ha scelti in Cristo 'per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità'" ed ha spiegato che: "Tutti gli esseri umani sono pertanto chiamati alla santità che, in ultima analisi, consiste nel vivere da figli di Dio, in quella 'somiglianza' con Lui secondo la quale sono stati creati".

  "Tutti gli esseri umani sono figli di Dio, e tutti devono diventare ciò che sono, attraverso il cammino esigente della libertà. Tutti Iddio invita a far parte del suo popolo santo. La 'Via' è Cristo, il Figlio, il Santo di Dio: nessuno giunge al Padre se non per mezzo di Lui".

  "Sapientemente la Chiesa ha posto in stretta successione la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti" - ha precisato il Pontefice "Alla nostra preghiera di lode a Dio e di venerazione degli spiriti beati, che oggi la liturgia ci presenta come 'una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua' (Ap 7,9), si unisce la preghiera di suffragio per quanti ci hanno preceduto nel passaggio da questo mondo alla vita eterna".

  "In verità, ogni giorno la Chiesa ci invita a pregare per loro, offrendo anche le sofferenze e le fatiche quotidiane affinché, completamente purificati, essi siano ammessi a godere in eterno la luce e la pace del Signore".
ANG/TUTTI SANTI:DEFUNTI/...                           VIS 20071105 (410)


mercoledì 31 ottobre 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Angelo Pirovano, Capo Ufficio nella Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, che è finora Minutante nella medesima Sezione per gli Affari Generali.

- Ha nominato il Professor Vincenzo Buonomo, Capo Ufficio nella Missione Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O., I.F.A.D., P.A.M.), che è stato finora Aiutante di Studio presso la medesima Missione Permanente.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Breda (Paesi Bassi), presentata dal Vescovo Martinus Petrus Maria Muskens, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Johannes Harmannes Jozefus Van den Hende, finora Coadiutore della medesima sede.

- Ha nominato il Vescovo Mauro Aparecido dos Santos, Arcivescovo Metropolita di Cascavel (superficie: 8.103; popolazione: 390.000; cattolici. 292.000; sacerdoti: 60; religiosi: 179), Brasile. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Campo Mourão (Brasile), è nato nel 1954 a Fartura (Brasile), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984 e la consacrazione episcopale nel 1998. Succede all'Arcivescovo Lúcio Ignácio Baumgaertner, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Héctor Eduardo Vera Colona, Vescovo di Ica (superficie: 21.305; popolazione: 745.000; cattolici: 735.000; sacerdoti: 49; religiosi: 132), Perù. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Chiclayo e Parroco di "San Pedro" in Lambayeque, è nato nel 1962 a Chiclayo (Perù) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Succede al Vescovo Guido Breña López, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Miguel Ângelo Freitas Ribeiro, finora Vescovo di Tocantinópolis (Brasile), Vescovo di Oliveira (superficie: 7.738; popolazione: 307.000; cattolici: 290.000; sacerdoti: 40; religiosi: 43), Brasile.
NA:RE:NER/.../...                                   VIS 20071031 (320)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA MESE DI NOVEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2007 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di novembre è la seguente: "Perchè coloro che si dedicano alla ricerca medica e quanti sono impegnati nell'attività legislativa nutrano sempre un profondo rispetto per la vita umana, dal suo inizio sino al suo naturale compimento".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché nella Penisola Coreana cresca lo spirito di riconciliazione e di pace".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/NOVEMBRE/…                     VIS 20071031 (90)


martedì 30 ottobre 2007

IN BREVE


L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE PRESSO L'O.N.U. è intervenuto a New York al Secondo Comitato della LXII Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., sul tema: "Lo Sviluppo sostenibile". L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato che: "La fondamentale preoccupazione della Delegazione della Santa Sede è quella di far  comprendere l'imperativo morale che impone a tutti, senza eccezioni, la grave responsabilità di salvaguardare l'ambiente".

IL SANTO PADRE PRESIEDERÀ LUNEDÌ 5 NOVEMBRE, ALLE 11,30 all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, la Concelebrazione della Santa Messa con i Membri del Collegio Cardinalizio, in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti durante l'anno.

I MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE: AL BIVIO FRA PROTAGONISMO E SERVIZIO. CERCARE LA VERITÀ PER CONDIVIDERLA è il tema scelto da Papa Benedetto XVI per la 42ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali in programma il 4 maggio 2008. "Il tema scelto dal Santo Padre" - scrive in un Comunicato l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, "invita a riflettere sul ruolo dei media in relazione, sopratutto al rischio, sempre più presente, che essi diventino referenziali a se stessi e non più - o non solo - strumenti al servizio della verità. Verità che va cercata e condivisa".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20071030 (200)           


lunedì 29 ottobre 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Friedrich Wetter, Arcivescovo emerito di München und Fresing  (Repubblica Federale di Germania).

- Il Cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo emerito di Palermo (Italia).

- Il Signor Nicanor Duarte Frutos, Presidente del Paraguay, con la Consorte, e Seguito.

  Sabato 27 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Günther Beckstein, Ministro Presidente della Baviera, con la Consorte, e Seguito.

- L'Arcivescovo Edward Joseph Adams, Nunzio Apostolico nelle Filippine.

- Il Vescovo Wilhelm Schraml, di Passau (Repubblica Federale di Germania).

- Il Signor Miroslav Palameta, Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina, in visita di congedo.
AP/.../...                                               VIS 20071029 (120)



RISPETTO NORME ETICHE E SPERIMENTAZIONI TERAPEUTICHE

 
CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2007 (VIS). "Le nuove frontiere dell'azione farmaceutica" è stato il tema del XXV Congresso Internazionale dei Farmacisti Cattolici, in corso in questi giorni a Roma, ed i cui partecipanti sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre Benedetto XVI.

  Nel suo breve discorso, il Santo Padre ha richiamato l'attenzione sull'attuale sviluppo dell'arsenale farmacologico e sulle possibilità terapeutiche che ne derivano che fa sorgere l'esigenza che i farmacisti "riflettano sulle funzioni sempre più estese che essi hanno, in particolare in qualità di intermediari fra medico e paziente; sul loro ruolo educativo presso i pazienti per un uso giusto dei farmaci e soprattutto per far conoscere le implicazioni etiche dell'uso di certi medicamenti".

  "In tale ambito" - ha proseguito il Pontefice - "non è possibile anestetizzare le coscienze, per esempio sugli effetti delle molecole che hanno lo scopo di evitare l'impianto di un embrione o di abbreviare la vita di una persona. Il farmacista deve invitare ognuno alla consapevolezza, perché ogni essere umano sia protetto dal suo concepimento fino alla morte naturale, e perché i farmaci svolgano effettivamente la loro funzione terapeutica".

  "D'altra parte, nessuna persona può essere usata, sconsideratamente, come un oggetto, per effettuare sperimentazioni terapeutiche; queste ultime devono svolgersi secondo protocolli rispettosi delle norme etiche fondamentali".

  "Ogni tentativo di terapia o di sperimentazione" - ha ribadito il Pontefice - "deve avere come finalità il benessere della persona, e non solamente la ricerca di progressi scientifici. Il perseguimento del bene dell'umanità non può essere realizzato a detrimento delle persone che vengono curate".

  "In ambito morale, la Federazione dei Farmacisti" - ha detto ancora il Papa - "è invitata ad affrontare la questione dell'obiezione di coscienza, diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione, permettendovi di non collaborare, direttamente o indirettamente, alla fornitura di prodotti che hanno il fine di compiere scelte chiaramente immorali, come l'aborto e l'eutanasia".

  "E' opportuno che le diverse strutture farmaceutiche (...) si preoccupino della solidarietà in ambito terapeutico, per permettere l'accesso alle cure e ai farmaci di prima necessità di tutti gli strati della popolazione ed in tutti i paesi, in particolare per le persone più povere".

  "Le scienze biomediche sono al servizio dell'uomo" - ha concluso il Pontefice - "se così non è, esse assumono un carattere freddo e disumano. Ogni sapere scientifico nell'ambito sanitario (...) è al servizio del malato, considerato nell'integrità del suo essere, che deve essere soggetto attivo di tali cure e rispettato nella sua autonomia".
AC/MEDICINA:MORALE/FARMACISTI CATTOLICI               VIS 20071029 (420)


ESEMPIO MARTIRI CI ESORTA ADOPERARCI PER RICONCILIAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2007 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l'Angelus con le migliaia di pellegrini, provenienti in maggioranza dalla Spagna, che avevano assistito alla Cerimonia di Beatificazione di 498 martiri del XX secolo in Spagna, presieduta in Piazza San Pietro dal Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

  "La contemporanea iscrizione nell'albo dei Beati di un così gran numero di Martiri dimostra che la suprema testimonianza del sangue non è un'eccezione riservata soltanto ad alcuni individui, ma un'eventualità realistica per l'intero Popolo cristiano. Si tratta, infatti, di uomini e donne diversi per età, vocazione e condizione sociale, che hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa".

  "Il mese di ottobre" - ha proseguito il Pontefice - "dedicato in modo particolare all'impegno missionario, si chiude così con la luminosa testimonianza dei martiri spagnoli, che vanno ad aggiungersi ai martiri Albertina Berkenbrock, Manuel Gómez González e Adilio Daronch, e Franz Jägerstätter, proclamati Beati nei giorni scorsi in Brasile e in Austria. Il loro esempio sta a testimoniare che il Battesimo impegna i cristiani a partecipare con coraggio alla diffusione del Regno di Dio, cooperandovi se necessario col sacrificio della stessa vita".

  "Non tutti, certo, sono chiamati al martirio cruento. C'è però un 'martirio' incruento, che non è meno significativo, come quello di Celina Chludzi?ska, sposa, madre di famiglia, vedova e religiosa, beatificata ieri a Roma: è la testimonianza silenziosa ed eroica di tanti cristiani che vivono il Vangelo senza compromessi, compiendo il loro dovere e dedicandosi generosamente al servizio dei poveri".

  "Questo martirio della vita ordinaria" - ha concluso il Santo Padre - "è una testimonianza quanto mai importante nelle società secolarizzate del nostro tempo. È la pacifica battaglia dell'amore che ogni cristiano, come Paolo, deve instancabilmente combattere; la corsa per diffondere il Vangelo che ci impegna sino alla morte. Ci aiuti e ci assista, nella nostra quotidiana testimonianza, la Vergine Maria, Regina dei Martiri e Stella dell'Evangelizzazione".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre si è rivolto ai 40.000 fedeli spagnoli - vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e laici - che hanno partecipato alla cerimonia di Beatificazione di questa mattina.

  "Ringraziamo Dio" - ha detto il Papa in lingua spagnola - per il grande dono di questi eroici testimoni della fede che, mossi soltanto dal loro amore di Dio, hanno pagato con il sangue la fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Con la loro testimonianza hanno illuminato il nostro cammino spirituale fino alla santità e ci incoraggiano a donare la nostra vita come offerta di amore a Dio e ai fratelli".

  "Nel contempo, con le loro parole e gesti di perdono nei confronti dei persecutori, i martiri ci esortano ad adoperarci instancabilmente a favore della misericordia, della riconciliazione e della convivenza pacifica".

  "Vi invito di cuore" - ha detto ancora il Santo Padre - "a rafforzare ogni giorno di più la comunione ecclesiale, ad essere testimoni fedeli del Vangelo nel mondo, sentendo la gioia di essere membri vivi della Chiesa, vera sposa di Cristo".

  Il Santo Padre Benedetto XVI ha concluso pregando i Nuovi Martiri affinché, per intercessione della Vergine Maria, Regina dei Martiri, intercedano per la Chiesa in Spagna e nel mondo, ed ha auspicato: "Che la fecondità del loro martirio produca frutti abbondanti di vita cristiana nei fedeli e nelle famiglie; che il sangue sparso sia seme di sante e numerose vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie".
ANG/MARTIRI/...                                   VIS 20071029 (590)


LETTERA DEL PAPA NUOVO DIRETTORE OSSERVATORE ROMANO


CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato una Lettera al Professor Giovanni Maria Vian, in occasione della sua nomina a Direttore de "L'Osservatore Romano", "un incarico di grande responsabilità a motivo della natura peculiare del giornale Vaticano".

  Il Papa ha parole di encomio per la "profonda formazione culturale come storico del cristianesimo" e per la "conoscenza della storia del papato contemporaneo" del nuovo Direttore e ricorda che sin dal 1861 "L'Osservatore Romano" "ha sempre diffuso gli insegnamenti dei Romani Pontefici e gli interventi dei loro più stretti collaboratori sui problemi cruciali che l'umanità incontra nel suo cammino".

  Successivamente Papa Benedetto traccia una breve storia del "giornale del Papa" e sottolinea "la scelta di imparzialità che caratterizzò l'informazione del giornale vaticano durante la prima guerra mondiale", e ricorda come "durante la seconda tragedia bellica del Novecento (...) 'L'Osservatore Romano' (...) accrebbe ulteriormente il suo prestigio e la sua diffusione, grazie anche alla possibilità che il giornale aveva di attingere a fonti di informazione che in quel periodo solo l'indipendenza vaticana poteva garantire".

  Nel corso del Novecento, la pubblicazione in edizioni periodiche in diverse lingue, assicurò al quotidiano "una diffusione realmente internazionale. Questa dimensione mondiale" - scrive ancora il Pontefice - "risulta quanto mai importante per esprimere davvero la realtà della Chiesa universale, la comunione di tutte le Chiese locali e il loro radicamento nelle diverse situazioni, in un contesto di sincera amicizia verso le donne e gli uomini del nostro tempo".

  "Cercando e creando occasioni di confronto, 'L'Osservatore Romano' potrà servire sempre meglio la Santa Sede, mostrando la fecondità dell'incontro tra fede e ragione, grazie al quale si rende possibile anche una cordiale collaborazione tra credenti e non credenti".

  "Suo compito fondamentale resta ovviamente quello di favorire nelle culture del nostro tempo quell'apertura fiduciosa e, nello stesso tempo, profondamente ragionevole al Trascendente su cui in una ultima istanza si fonda il rispetto della dignità e dell'autentica libertà di ogni essere umano".
BXVI-LETTERA/OSSERVATORE ROMANO/VIAN               VIS 20071029 (340)



ECUADOR: NUOVA COSTITUZIONE GARANTISCA LIBERTÀ RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Signor Fausto Cordovez Chiriboga, nuovo Ambasciatore della Repubblica dell'Ecuador, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  All'inizio del suo discorso il Papa ha posto l'accento sul patrimonio "secolare del Paese, che con diverse espressioni di pietà popolare ed artistiche, insieme con i valori morali, civili e sociali, fa parte dell'identità della Nazione Ecuadoriana".

  Rievocando i "nuovi scenari di libertà e di speranza, turbati a volte da situazioni politiche instabili e dalle conseguenze di strutture sociali deboli", il Santo Padre ha ribadito che "è necessario e urgente adoperarsi per la costruzione di un ordine interno e internazionale che promuova la convivenza pacifica, la cooperazione, il rispetto dei diritti umani e soprattutto il riconoscimento del ruolo centrale della persona e della sua dignità inviolabile".

  Ricordando "i numerosi ecuadoriani che emigrano in altri paesi in condizioni difficili, alla ricerca di un futuro migliore per sé e per le loro famiglie", il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che non bisogna "dimenticare che l'amore - caritas - è sempre e comunque necessario, anche nella società più giusta. Non vi è ordine statale  per quanto giusto, che ritenga superfluo il servizio dell'amore. (...) La carità è, poi, quella che, come generoso dono di se stessi all'altro, ha generato e continua a generare tale complesso di opere educative, assistenziali, di promozione e sviluppo, che onorano la Chiesa e la società ecuadoriana".

  "La Chiesa cattolica, con il suo ministero pastorale" - ha ricordato il Pontefice - "offre un importante contributo al bene comune del Paese. Da ciò deriva la necessità di promuovere e rinforzare l'ambito di libertà riconosciutole dai testi costituzionali e giuridici dell'Ecuador. Per questo è da auspicare che il nuovo ordinamento costituzionale contempli le più ampie garanzie per la libertà religiosa del popolo ecuadoriano, in modo tale che la Nazione si fondi su di un complesso giuridico conforme al contesto e agli accordi internazionali".

  Il Papa ha posto l'accento sul fatto che "la libertà d'azione della Chiesa, oltre che essere un diritto inalienabile, è condizione primaria per realizzare la sua missione a favore del popolo, anche in circostanze difficili" e, riprendendo l'Enciclica "Deus caritas est", Papa Benedetto XVI ha ricordato che coloro che "disconoscono l'amore disattendono l'uomo in quanto uomo", per cui, "Ciò che occorre è uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, in accordo con il principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle forze sociali".

  "Un governo democratico" - ha spiegato il Pontefice - "deve alimentare una cultura di rispetto e uguaglianza davanti alla legge ed un esercizio esemplare dell'autorità, orientata a servire tutto il popolo. Per tutto ciò, il governo dell'Ecuador ha manifestato la sua decisa volontà di rispondere alle necessità dei più poveri, ispirandosi alla Dottrina Sociale della Chiesa".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esprimendo l'auspicio che "i cittadini possano godere di tutti i diritti, con i relativi doveri, ottenendo migliori condizioni di vita e un più facile accesso a degne abitazioni, al lavoro, all'educazione e alla salute, nel pieno rispetto della vita, dal suo concepimento fino al suo termine naturale".
CD/CREDENZIALI/ECUADOR:CORDOVEZ                   VIS 20071029 (540)


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