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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 4 giugno 2012

NOTIFICAZIONE CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

Città del Vaticano, 4 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha reso pubblica una Notificazione relativa al volume "Just Love. A framework for Christian Sexual Ethics", di Suor Margaret A. Farley, R.S.M. La Congregazione avverte i fedeli che il volume "non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso". La Notificazione, a firma del Cardinale William J. levada, è stata approvata dal Santo Padre.

Già nel 2010 la Congregazione si rivolse all'Autrice per trasmettere un'ampia valutazione preliminare e indicare i problemi dottrinali presenti nel testo. La risposta di Suor Farley non risultò sufficiente a chiarificare i problemi segnalati, per cui la Congregazione decise di intraprendere un "esame con procedura urgente". La valutazione condotta da parte di una Commissione di esperti, riunita nel 2011, "confermò che il libro in parola conteneva proposizioni erronee, la cui divulgazione arrecava grave danno ai fedeli". Successivamente fu trasmesso all'Autrice l'elenco delle proposizioni erronee, chiedendo di correggerle. A giudizio dei membri della Congregazione, la risposta di Suor Farley "non chiariva adeguatamente i gravi problemi contenuti nel suo libro", per cui i Membri della Congregazione decisero di procedere alla pubblicazione della presente Notificazione, della quale riportiamo alcuni estratti.

"L'Autrice non presenta una comprensione corretta del ruolo del Magistero della Chiesa quale insegnamento autorevole dei Vescovi in comunione col Successore di Pietro, che guida la comprensione sempre più profonda, da parte della Chiesa, della Parola di Dio, come si trova nella Sacra Scrittura. (...) Nel trattare argomenti di carattere morale, Suor Farley o ignora l'insegnamento costante del Magistero oppure, quando occasionalmente lo menziona, lo tratta come un'opinione tra le altre. (...) Suor Farley rivela altresì una comprensione difettosa della natura oggettiva della legge morale naturale".

"Tra i numerosi errori e ambiguità del libro, sono da rilevare le prese di posizione circa la masturbazione, gli atti omosessuali, le unioni omosessuali, l'indissolubilità del matrimonio e il problema del divorzio e delle seconde nozze".

"Suor Farley scrive: 'La masturbazione (...) generalmente non comporta alcun problema di carattere morale'. (...) Queste affermazioni non sono conformi alla dottrina cattolica. 'Sia il Magistero della Chiesa - nella linea di una tradizione costante - sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto gravemente disordinato. (...) Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della relazione sessuale richiesta dall'ordine morale, quella che realizza in un contesto di vero amore, l'integro senso della mutua donazione e della procreazione umana".

"Suor. Farley scrive: 'Dal mio punto di vista (...) le relazioni e gli atti omosessuali possono essere giustificati, conformemente alla stessa etica sessuale, proprio come le relazioni e gli atti eterosessuali'. (...) Tale posizione non è accettabile. La Chiesa Cattolica, infatti, distingue tra persone con tendenze omosessuali e atti omosessuali. Quanto alle persone con tendenze omosessuali, il Catechismo della Chiesa Cattolica insegna che essere devono essere accolte 'con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione'. Quanto agli atti omosessuali, invece, il Catechismo afferma: 'Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, la Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all'atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati".

Di fronte al sostegno al matrimonio omosessuale di Suor Farley, la Notificazione ricorda che: "La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo (...) al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. (...) Non attribuire lo statuto sociale e giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali non si oppone alla giustizia, ma, al contrario, è da essa richiesto".

"Sr. Farley scrive: 'La mia personale posizione è che l'impegno matrimoniale sia soggetto a scioglimento. (...) Simile opinione è in contraddizione con la dottrina cattolica sull'indissolubilità del matrimonio: 'L'amore coniugale esige dagli sposi, per sua stessa natura, una fedeltà inviolabile. È questa la conseguenza del dono di se stessi che gli sposi si fanno l'uno all'altro. L'amore vuole essere definitivo. Non può essere 'fino a nuovo ordine'. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l'indissolubile unità". (...) Il Signore Gesù ha insistito sull'intenzione originaria del Creatore, che voleva un matrimonio indissolubile. Abolisce le tolleranze che erano state a poco a poco introdotte nella Legge antica".

Nell'opinione di Suor Farley, i divorziati possono voler risposarsi. "Simile visione contraddice la dottrina cattolica che esclude la possibilità di seconde nozze successive a un divorzio: 'Oggi, in molti paesi, sono numerosi i cattolici che ricorrono al divorzio secondo le leggi civili e che contraggono civilmente una nuova unione. La Chiesa sostiene, per fedeltà alla parola di Gesù Cristo (...) (Mc 10,11-12) che non può riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il primo matrimonio".

"Con questa Notificazione, la Congregazione per la Dottrina della Fede esprime profondo rammarico per il fatto che un membro di un Istituto di Vita Consacrata, Suor Margaret A. Farley, R.S.M., affermi posizioni in diretto contrasto con la dottrina cattolica nell'ambito della mortale sessuale. La Congregazione rende avveduti i fedeli che il suo libro 'Just Love. A Framework for Christian Sexual Ethic' non è conforme alla dottrina della Chiesa. Non può di conseguenza essere utilizzato come valida espressione di dottrina cattolica né per la direzione spirituale e la formazione, né per il dialogo ecumenico e interreligioso. La Congregazione desidera inoltre incoraggiare i teologi perché proseguano nel compito dello studio e dell'insegnamento della teologia morale in piena conformità con i principi della dottrina cattolica".

LEGATO PONTIFICIO 50° CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE

Città del Vaticano, 4 giugno 2012 (VIS). Sabato 2 giugno, è stata resa pubblica la Lettera Pontificia - redatta in latino e datata 14 maggio - con la quale il Santo Padre Benedetto XVI nomina il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Legato Pontificio alla celebrazione del 50° Congresso Eucaristico Internazionale in programma a Dublino (Irlanda), dal 10 al 17 giugno.

La Missione che accompagnerà il Cardinale è composta da Don Gearóid Dullea, Segretario Esecutivo della Conferenza Episcopale Irlandese, dal Monsignor Ciarán O'Carroll, Rettore del Pontificio Collegio Irlandese a Roma e dal Monsignor Samuele Sangalli, Officiale della Congregazione per i Vescovi

domenica 3 giugno 2012

LO STATO DEVE RICONOSCERE IDENTITÀ PROPRIA DELLA FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO

Città del Vaticano, 3 giugno 2012 (VIS). Nel pomeriggio di sabato 2 giugno, nell'Arcivescovado di Milano, il Papa ha avuto un incontro con una rappresentanza di Autorità istituzionali, civili e militari, degli imprenditori e dei lavoratori, del mondo della cultura e dell'educazione della società milanese e lombarda.

Nel suo discorso Benedetto XVI si è soffermato sui principi del buon governo espressi da Sant'Ambrogio, governatore nel secolo IV delle province della Liguria e dell'Aemilia, con sede nella città imperiale di Milano. Principi che sono "tuttora preziosi" per quanti sono chiamati a reggere la cosa pubblica. "La prima qualità di chi governa è la giustizia, virtù politica per eccellenza, perché riguarda il bene della comunità intera". La giustizia deve essere accompagnata dall'amore per la libertà, che discrimina tra i governanti buoni e quelli cattivi. La libertà è "un diritto prezioso che il potere civile deve garantire. Tuttavia, libertà non significa arbitrio del singolo, ma implica piuttosto la responsabilità di ciascuno. Si trova qui uno dei principali elementi della laicità dello Stato: assicurare la libertà affinché tutti possano proporre la loro visione della vita comune, sempre, però, nel rispetto dell’altro e nel contesto delle leggi che mirano al bene di tutti".

Per garantire il bene comune, le leggi dello Stato, "debbono trovare giustificazione e forza nella legge naturale, che è fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana (...). Lo Stato è a servizio e a tutela della persona e del suo 'ben essere' nei suoi molteplici aspetti, a cominciare dal diritto alla vita, di cui non può mai essere consentita la deliberata soppressione. (...) Lo Stato è chiamato a riconoscere l'identità propria della famiglia, fondata sul matrimoni e aperta alla vita, e altresì il diritto primario dei genitori alla libera educazione e formazione dei figli. (...) Non si rende giustizia alla famiglia, se lo Stato non sostiene la libertà di educazione per il bene comune dell'intera società".

La Chiesa offre la sua collaborazione allo Stato, ognuno con il suo ruolo e le sue finalità, ma con l'apporto della sua dottrina, della sua tradizione, delle sue istituzioni e delle sue opere, con cui si è posta al servizio del popolo. "Basti pensare alla splendida schiera dei Santi della carità, della scuola e della cultura, della cura degli infermi ed emarginati, serviti e amati come si serve e si ama il Signore. (...) Le comunità cristiane promuovono queste azioni (...) come gratuita sovrabbondanza della carità di Cristo e dell'esperienza totalizzante della loro fede. Il tempo di crisi che stiamo attraversando ha bisogno, oltre che di coraggiose scelte tecnico-politiche, di gratuità".

Infine Benedetto XVI ha sottolineato che Sant'Ambrogio  raccomanda "a quanti vogliono collaborare al governo e all'amministrazione pubblica (...) che si facciano amare. 'Quello che fa l'amore, non potrà mai farlo la paura'. (...) La ragione che, a sua volta, muove e stimola la vostra operosa e laboriosa presenza nei vari ambiti della vita pubblica, non può che essere la volontà di dedicarvi al bene dei cittadini, e quindi una chiara espressione e un evidente segno di amore. Così, la politica è profondamente nobilitata, diventando una elevata forma di carità".


I DIVORZIATI NON SONO "FUORI" DALLA CHIESA

Città del Vaticano, 3 giugno 2012 (VIS). Quasi mezzo milione di persone hanno partecipato, sabato, alla Festa delle Testimonianze nell'ambito del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, nel Parco Bresso di Milano (Italia). Alle 20:30 è giunto il Santo Padre che ha partecipato alla Festa ed ha risposto alle domande, formulate da alcune famiglie presenti, intervallate da canzoni e musica. La crisi economica, la situazione dei divorziati nella Chiesa e l'indissolubilità del matrimonio sono stati alcuni dei temi affrontati. Benedetto XVI ha ricordato anche la sua infanzia in famiglia.

Una coppia di fidanzati del Madagascar che segue gli studi universitari in Italia, ha espresso il suo timore alla prospettiva del "per sempre" che implica il matrimonio. Il Papa ha risposto che l'innamoramento, come sentimento, non è forse sempre perpetuo. "Il sentimento dall'amore deve essere purificato, deve andare in un cammino di discernimento, cioè devono entrare anche la ragione e la volontà (...) Nel Rito del Matrimonio, la Chiesa non dice: 'Sei innamorato?, ma 'Vuoi', 'Sei deciso'. Cioè l'innamoramento deve divenire vero amore coinvolgendo la volontà e la ragione in un cammino, che è quello del fidanzamento, di purificazione, di più grande profondità, così che realmente tutto l'uomo, con tutte le sue capacità, con il discernimento della ragione, la forza di volontà, dice: 'Sì, questa è la mia vita'. (...) E qui è importante che (...) sia coinvolta anche la comunità della parrocchia, la Chiesa, gli amici", la fede, Dio stesso.

Una famiglia brasiliana ha presentato il problema dei divorziati risposati che vorrebbero riavvicinarsi alla Chiesa, ma che non possono accedere ai sacramenti. Benedetto XVI ha detto: "Questo problema dei divorziati risposati è una delle grandi sofferenze della Chiesa di oggi. E non abbiamo semplici ricette. (...) Molto importante sarebbe, naturalmente, la prevenzione, cioè approfondire fin dall'inizio l'innamoramento in una decisione profonda, maturata; inoltre, l'accompagnamento nel loro cammino. E poi, quanto a queste persone, dobbiamo dire - come lei mi ha detto - che la Chiesa le ama, ma esse devono vedere e sentire questo amore". Le parrocchie e altre comunità cattoliche devono "fare realmente il possibile perché esse sentano di essere amate, accettate, che non sono 'fuori' anche se non possono ricevere l'assoluzione e l'Eucaristia: devono vedere che, anche molto importante, che sentano che l'Eucaristia, che è vera e partecipata se realmente entrano in comunione con il Corpo di Cristo. Anche senza la ricezione 'corporale' del Sacramento, possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo Corpo. (...) È importante che realmente trovino la possibilità di vivere una vita di fede (...) e possano vedere che la loro sofferenza è un dono per la Chiesa, perché servono così a tutti anche per difendere la stabilità dell'amore, del Matrimonio: (...) è un soffrire nella comunità della Chiesa per i grandi valori della nostra fede".

Una famiglia greca ha domandato al Santo Padre ciò che le famiglie possono fare di fronte alla crisi, per non perdere la speranza. "Le parole sono insufficienti - ha risposto Benedetto XVI - Dovremmo fare qualcosa di concreto e tutti soffriamo del fatto che siamo incapaci di fare qualcosa di concreto. Parliamo prima della politica: mi sembra che dovrebbe crescere il senso della responsabilità in tutti i partiti, che non promettano cose che non possono realizzare, che non cerchino solo voti per sé, ma siano responsabili per il bene di tutti e che si capisca che politica è sempre anche responsabilità umana, morale davanti a Dio e agli uomini. (...) Cerchiamo che ognuno faccia il suo possibile, pensi a sé, alla famiglia, agli altri con grande senso di responsabilità, sapendo che i sacrifici sono necessari per andare avanti. (...) Io penso che forse gemellaggi tra città, tra famiglie, tra parrocchie, potrebbero aiutare. (...) Così anche le parrocchie, le città: che realmente assumano responsabilità, aiutino in senso concreto. E siate sicuri: io e tanti altri preghiamo per voi, e questo pregare non è solo dire parole, ma apre il cuore a Dio".

Cat Tien, una bambina vietnamita di sette anni ha chiesto al Santo Padre di raccontare qualcosa della sua famiglia e della sua infanzia. Benedetto XVI ha ricordato che: "Il punto essenziale era per noi sempre la domenica, ma la domenica cominciava già il sabato pomeriggio. Il padre ci diceva le letture, le letture della domenica. (...) entravamo già nella liturgia, in atmosfera di gioia. Il giorno dopo andavamo a Messa. Io sono di casa vicino a Salisburgo, quindi abbiamo avuto molta musica - Mozart, Schubert, Haydn - e quando cominciava il Kyrie era come se si aprisse il cielo. (...) Eravamo un cuore e un'anima sola, con tante esperienze comuni, anche in tempi molto difficili, perché era il tempo della guerra, prima della dittatura, poi della povertà. Ma questo amore reciproco che c'era tra di noi, questa gioia anche per cose semplici era forte e così si potevano superare e sopportare anche queste cose. (...) E così siamo cresciuti nella certezza che è buono essere un uomo, perché vedevamo che la bontà di Dio si rifletteva nei genitori e nei fratelli.  (...) Così, in questo contesto di fiducia, di gioia e di amore eravamo felici e penso che in Paradiso dovrebbe essere simile a come era nella mia gioventù. In questo senso spero di andare 'a casa', andando verso l'altra parte del mondo'".



L'AMORE È L'UNICA FORZA CHE PUÒ TRASFORMARE IL MONDO

Città del Vaticano, 3 giugno 2012 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nel Parco di Bresso a Milano, Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa di chiusura del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, tenutosi dal 30 maggio al 3 giugno, sul tema: "La famiglia, il lavoro, la festa". Di seguito riportiamo estratti dell'omelia pronunciata dal Santo Padre davanti a circa un milione di fedeli.

(...) "La solennità liturgica della Santissima Trinità, che oggi celebriamo, (...) ci spinge anche all’impegno di vivere la comunione con Dio e tra noi sul modello di quella trinitaria. (...) Chiamata ad essere immagine del Dio Unico in Tre Persone non è solo la Chiesa, ma anche la famiglia, fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna. (...) Dio ha creato l’essere umano maschio e femmina, con pari dignità, ma anche con proprie e complementari caratteristiche, perché i due fossero dono l’uno per l’altro, si valorizzassero reciprocamente e realizzassero una comunità di amore e di vita. L’amore è ciò che fa della persona umana l’autentica immagine di Dio. Cari sposi, nel vivere il matrimonio voi non vi donate qualche cosa o qualche attività, ma la vita intera. E il vostro amore è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro, sperimentando la gioia del ricevere e del dare. È fecondo poi nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente. È fecondo infine per la società, perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione. Cari sposi, abbiate cura dei vostri figli e, in un mondo dominato dalla tecnica, trasmettete loro, con serenità e fiducia, le ragioni del vivere, la forza della fede, prospettando loro mete alte e sostenendoli nelle fragilità".

(...) "La vostra vocazione non è facile da vivere, specialmente oggi, ma quella dell’amore è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il mondo. Davanti a voi avete la testimonianza di tante famiglie, che indicano le vie per crescere nell’amore: mantenere un costante rapporto con Dio e partecipare alla vita ecclesiale, coltivare il dialogo, rispettare il punto di vista dell’altro, essere pronti al servizio, essere pazienti con i difetti altrui, saper perdonare e chiedere perdono, superare con intelligenza e umiltà gli eventuali conflitti, concordare gli orientamenti educativi, essere aperti alle altre famiglie, attenti ai poveri, responsabili nella società civile. Sono tutti elementi che costruiscono la famiglia. Viveteli con coraggio, certi che, nella misura in cui, con il sostegno della grazia divina, vivrete l’amore reciproco e verso tutti, diventerete un Vangelo vivo, una vera Chiesa domestica".

Una parola vorrei dedicarla anche ai fedeli che, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione. Sappiate che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica. Vi incoraggio a rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".

"Nel libro della Genesi, Dio affida alla coppia umana la sua creazione, perché la custodisca (...). In questa indicazione possiamo leggere il compito dell’uomo e della donna di collaborare con Dio per trasformare il mondo, attraverso il lavoro, la scienza e la tecnica. (...) Noi vediamo che, nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato. Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società più giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi, la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale".

"Un ultimo elemento. L’uomo, in quanto immagine di Dio, è chiamato anche al riposo e alla festa. Il racconto della creazione si conclude con queste parole: 'Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò' (Gen 2,2-3). Per noi cristiani, il giorno di festa è la Domenica, giorno del Signore, Pasqua settimanale. È il giorno della Chiesa, assemblea convocata dal Signore attorno alla mensa della Parola e del Sacrificio Eucaristico".

"Famiglia, lavoro, festa: tre doni di Dio, tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonico equilibrio. (...) In questo privilegiate sempre la logica dell’essere rispetto a quella dell’avere: la prima costruisce, la seconda finisce per distruggere. Occorre educarsi a credere, prima di tutto in famiglia, nell’amore autentico, quello che viene da Dio e ci unisce a Lui".

PHILADELPHIA 2015: PROSSIMO INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE


Città del Vaticano, 3 giugno 2012 (VIS). Questa mattina, al termine della Santa Messa presieduta nel Parco di Bresso di Milano, con la partecipazione di quasi un milione di fedeli, il Santo Padre ha annunciato, prima della recita dell'Angelus, che il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie si terrà nel 2015 a Philadelphia (Stati Uniti d'America).  "Invio i miei cordiali saluti all'Arcivescovo Charles Chaput - ha detto il Papa - ed ai cattolici della metropoli e desidero incontrarli con le loro numerose famiglie provenienti da tutto il mondo".

Prima di prendere congedo dai partecipanti all'Incontro di Milano, Benedetto XVI ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato alla realizzazione dell'evento, il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, i responsabili dell'organizzazione e tutti i volontari.

Successivamente il Pontefice ha rivolto parole di saluto ai pellegrini nelle diverse lingue. Esprimendosi in francese Benedetto XVI ha espresso la sua gioia per la beatificazione oggi, nella Diocesi di Besançon (Francia) del Padre Marie Jean-Joseph Lataste, dell'Ordine dei  Frati Predicatori "apostolo della misericordia e delle prigioni".

"Care famiglie milanesi, lombarde, italiane e del mondo intero! Vi saluto tutte con affetto e vi ringrazio per la vostra partecipazione. Vi incoraggio ad essere sempre solidali con le famiglie che vivono maggiori difficoltà, penso alla crisi economica e sociale, penso al recente terremoto in Emilia. La Vergine Maria vi accompagni sempre e vi sostenga!".

sabato 2 giugno 2012

IL PAPA A MILANO: LA FAMIGLIA PATRIMONIO PRINCIPALE DELL'UMANITÀ

Città del Vaticano, 1 giugno 2012 (VIS). "La famiglia va riscoperta quale patrimonio principale dell'umanità, coefficiente e segno di una vera e stabile cultura in favore dell'uomo". Queste sono state le parole pronunciate questo pomeriggio dal Papa nel corso dell'incontro con la cittadinanza di Milano, dove è in Visita Pastorale per partecipare al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, sul tema: "La famiglia: il lavoro e la festa". L'Incontro Mondiale ha avuto inizio il 30 maggio scorso.

Dopo l'arrivo all'aeroporto, il Papa si è diretto a Piazza Duomo per salutare i milanesi e i cittadini di tutto il mondo che partecipano al VII Incontro con le Famiglie. All'inizio del suo discorso Benedetto XVI ha rivolto un pensiero affettuoso "alle persone sole o in difficoltà, ai disoccupati, agli ammalati, ai carcerati, a quanti sono privi di una casa o dell'indispensabile per vivere una vita dignitosa. Non manchi a nessuno di questi nostri fratelli e sorelle l’interessamento solidale e costante della collettività".  In proposito il Papa ha elogiato la Diocesi di Milano per quanto ha fatto e continua a fare a favore delle famiglie più colpite dalla crisi economica e per soccorrere le popolazioni dell'Emilia Romagna colpite dal terremoto.

Successivamente il Pontefice ha sottolineato "Il profondo senso ecclesiale e il sincero affetto di comunione con il Successore di Pietro, (che) fanno parte della ricchezza e dell’identità della Chiesa milanese lungo tutto il suo cammino, e si manifestano in modo luminoso nelle figure dei grandi Pastori che l’hanno guidata", fra i quali il Papa ha citato Sant'Ambrogio, San Carlo Borromeo; il Beato Andrea Carlo Ferrari, il Beato Alfredo Ildefonso Schuster; i due Arcivescovi di Milano eletti al Pontificato, Papa Pio XI e Papa Paolo VI e Santa Gianna Beretta Molla.

"La vostra storia - ha detto il Papa - è ricchissima di cultura e di fede. (...) Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione. Voi ben sapete quanto sia urgente immettere nell’attuale contesto culturale il lievito evangelico. La fede in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, vivente in mezzo a noi, deve animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica, così da consentire uno stabile e autentico 'ben essere'”, a partire dalla famiglia".

Al termine del saluto alla cittadinanza il Santo Padre ha raggiunto l'Arcivescovado dove soggiorna durante la sua permanenza a Milano.

SIAMO CHIAMATI A TRASFORMARE SOFFERENZA IN AMORE

Città del Vaticano, 1° giugno 2012 (VIS). Questa sera alle 19:30 il Santo Padre, giunto nel pomeriggio a Milano per partecipare al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, si è recato al Teatro alla Scala, dove si è tenuto un concerto in suo onore. Il Maestro Daniel Barenboim ha diretto l'Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala nell'interpretazione della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven.

Alla fine del concerto Benedetto XVI ha ringraziato i musicisti, i cantanti e il direttore d'orchestra. "La scelta della Nona Sinfonia di Beethoven - ha detto il Papa - ci permette di lanciare un messaggio con la musica che affermi il valore fondamentale della solidarietà, della fraternità e della pace. E mi pare che questo messaggio sia prezioso anche per la famiglia, perché è in famiglia che si sperimenta per la prima volta come la persona umana non sia creata per vivere chiusa in se stessa, ma in relazione con gli altri; è in famiglia che si comprende come la realizzazione di sé non sta nel mettersi al centro, guidati dall’egoismo, ma nel donarsi; è in famiglia che si inizia ad accendere nel cuore la luce della pace perché illumini questo nostro mondo".

"Su questo concerto - ha detto ancora il Pontefice - che doveva essere una festa gioiosa (...) vi è l’ombra del sisma che ha portato grande sofferenza su tanti abitanti del nostro Paese. Le parole riprese dall’Inno alla gioia di Schiller suonano come vuote per noi, anzi, sembrano non vere. (...) In quest’ora, (...) non abbiamo bisogno di un discorso irreale di un Dio lontano e di una fratellanza non impegnativa. Siamo in cerca del Dio vicino. Cerchiamo una fraternità che, in mezzo alle sofferenze, sostiene l’altro e così aiuta ad andare avanti. Dopo questo concerto molti andranno all’adorazione eucaristica – al Dio che si è messo nelle nostre sofferenze e continua a farlo. Al Dio che soffre con noi e per noi e così ha reso gli uomini e le donne capaci di condividere la sofferenza dell’altro e di trasformarla in amore. Proprio a ciò ci sentiamo chiamati da questo concerto".

Al termine il Santo Padre è rientrato in Arcivescovado che lo ospita durante il suo soggiorno a Milano.

"GUARDATE AL FUTURO CON FIDUCIA, CONTANDO SULLA FEDELTÀ DI DIO"

Città del Vaticano, 2 giugno 2012 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, nel Duomo di Milano, il Santo Padre ha presieduto la celebrazione dell'Ora Media, alla quale hanno partecipato sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi e religiose dell'Arcidiocesi. Dopo la recita dei Salmi, Benedetto XVI ha tenuto l'omelia della quale riportiamo alcuni estratti.

"In questo momento viviamo il mistero della Chiesa nella sua espressione più alta, quella della preghiera liturgica. Le nostre labbra, i nostri cuori e le nostre menti, nella preghiera ecclesiale, si fanno interpreti delle necessità e degli aneliti dell’intera umanità. (...) La preghiera quotidiana della Liturgia delle Ore costituisce un compito essenziale del ministero ordinato nella Chiesa. Anche attraverso l’Ufficio divino, che prolunga nella giornata il mistero centrale dell’Eucaristia, i presbiteri sono in modo particolare uniti al Signore Gesù".

"Il Sacerdozio: quale dono prezioso! (...) Se Cristo, per edificare la sua Chiesa, si consegna nelle mani del sacerdote, questi a sua volta si deve affidare a Lui senza riserve: l’amore per il Signore Gesù è l’anima e la ragione del ministero sacerdotale (...) Non c’è opposizione tra il bene della persona del sacerdote e la sua missione; anzi, la carità pastorale è elemento unificante di vita che parte da un rapporto sempre più intimo con Cristo nella preghiera per vivere il dono totale di se stessi per il gregge (...) Ogni nostra azione, infatti, ha come scopo condurre i fedeli all’unione con il Signore e a fare crescere la comunione ecclesiale per la salvezza del mondo".

"Segno luminoso di questa carità pastorale e di un cuore indiviso sono il celibato sacerdotale e la verginità consacrata. (...) Senza dubbio, l’amore per Gesù vale per tutti i cristiani, ma acquista un significato singolare per il sacerdote celibe e per chi ha risposto alla vocazione alla vita consacrata: solo e sempre in Cristo si trova la sorgente e il modello per ripetere quotidianamente il 'sì' alla volontà di Dio". (...) Nella Vergine Maria "possiamo, infatti, riconoscere il 'genere di vita verginale e povera che Cristo Signore si scelse per sé e che la vergine Madre sua abbracciò', una vita in piena obbedienza alla volontà di Dio".

"Cari Fratelli e Sorelle consacrati, (...) guardate al futuro con fiducia, contando sulla fedeltà di Dio e la potenza della sua grazia, capace di operare sempre nuove meraviglie. (...) In questo momento, mi è caro rendere grazie a Dio per le schiere di sacerdoti ambrosiani, di religiosi e religiose che hanno speso le loro energie al servizio del Vangelo, giungendo talvolta fino al supremo sacrificio della vita". Il Papa ha citato i Beati sacerdoti Luigi Talamoni, Luigi Biraghi, Luigi Monza, Carlo Gnocchi e Serafino Morazzone; i Beati religiosi Giovanni Mazzucconi, Luigi Monti e Clemente Vismara e le religiose Maria Anna Sala e Enrichetta Alfieri.

"Per la loro comune intercessione chiediamo fiduciosi al Datore di ogni dono di rendere sempre fecondo il ministero dei sacerdoti, di rafforzare la testimonianza delle persone consacrate, per mostrare al mondo la bellezza della donazione a Cristo e alla Chiesa, e di rinnovare le famiglie cristiane secondo il disegno di Dio, perché siano luoghi di grazia e di santità, terreno fertile per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata".

AI GIOVANI: TENDETE AD ALTI IDEALI, SIATE SANTI!


Città del Vaticano, 2 giugno 2012 (VIS). Al termine della celebrazione dell'Ora Media nel Duomo di Milano, Benedetto XVI ha raggiunto in autovettura, alle 12:00 circa, lo Stadio Giuseppe Meazza (San Siro) per un incontro con i ragazzi che hanno da poco ricevuto il sacramento della Cresima e con i cresimandi, accompagnati dai familiari e dai catechisti, per un totale di 80.000 persone.

"Aiutati dall'itinerario di formazione - ha detto il Papa - avete imparato a riconoscere le cose stupende che lo Spirito Santo ha fatto e fa nella vostra vita e in tutti coloro che dicono 'sì' al Vangelo di Gesù Cristo. Avete scoperto il grande valore del Battesimo, il primo dei Sacramenti, la porta d’ingresso della vita cristiana. Voi lo avete ricevuto grazie ai vostri genitori (...) che (...) si sono impegnati a educarvi nelle fede".  (...)

"Ora siete cresciuti, e potete dire voi stessi il vostro 'sì' a Dio, un 'sì' libero e consapevole. Il sacramento della Cresima conferma il Battesimo ed effonde su di voi con abbondanza lo Spirito Santo. Voi stessi ora, pieni di gratitudine, avete la possibilità di accogliere i suoi grandi doni che vi aiutano, nel cammino della vita, a diventare testimoni fedeli e coraggiosi di Gesù. I doni dello Spirito sono realtà stupende, che vi permettono di formarvi come cristiani, di vivere il Vangelo e di essere membri attivi della comunità".

"Cari ragazzi, tutta la vita cristiana è un cammino, è come percorrere un sentiero non sempre facile che sale su un monte (...) in compagnia di Gesù; con questi doni preziosi la vostra amicizia con Lui diventerà ancora più vera e più stretta. Essa si alimenta continuamente con il sacramento dell’Eucaristia (...). Per questo vi invito a partecipare sempre con gioia e fedeltà alla Messa domenicale (...). E accostatevi anche (...) alla Confessione: è l’incontro con Gesù che perdona i nostri peccati e ci aiuta a compiere il bene. (...) Imparate a dialogare con il Signore, confidatevi con Lui, ditegli le gioie e le preoccupazioni, e chiedete luce e sostegno per il vostro cammino".

"In famiglia, siate obbedienti ai genitori, ascoltate le indicazioni che vi danno, per crescere come Gesù 'in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini'. Infine, non siate pigri, ma ragazzi e giovani impegnati, in particolare nello studio: è il vostro dovere quotidiano e una grande opportunità che avete per crescere e preparare il futuro. Siate disponibili e generosi verso gli altri, vincendo la tentazione di mettere al centro voi stessi, perché l’egoismo è nemico della vera gioia".

"Se gustate adesso la bellezza di far parte della comunità di Gesù, potrete anche voi dare il vostro contributo per farla crescere (...) Il Signore ogni giorno, anche oggi, qui, vi chiama a cose grandi. Siate aperti a quello che vi suggerisce e se vi chiama a seguirlo sulla via del sacerdozio o della vita consacrata, non ditegli di no! (...) Gesù vi riempirà il cuore per tutta la vita!".

"Cari ragazzi, vi dico con forza: tendete ad alti ideali, (...) siate santi! Ma è possibile essere santi alla vostra età? Vi rispondo: certamente! (...) Lo dimostra la testimonianza di tanti Santi vostri coetanei, come Domenico Savio, o Maria Goretti. La santità è la via normale del cristiano: non è riservata a pochi eletti, ma aperta a tutti. Naturalmente, con la luce e la forza dello Spirito Santo! (...) E con la guida di nostra Madre. La Madre di Gesù, Maria. (...) La Vergine Maria custodisca allora sempre la bellezza del vostro 'sì' a Gesù, suo Figlio, il grande e fedele Amico della nostra vita".

venerdì 1 giugno 2012

LA FEDE DI MARIA CI INVITA A GUARDARE AL DI LÀ DELLE APPARENZE

Città del Vaticano, 1 giugno 2012 (VIS). "Tutti abbiamo sempre da imparare dalla nostra Madre celeste: la sua fede ci invita a guardare al di là delle apparenze e a credere fermamente che le difficoltà quotidiane preparano una primavera che è già iniziata in Cristo Risorto". Queste sono state le parole che Benedetto XVI ha rivolto ai fedeli riuniti presso la Grotta di Lourdes, nei Giardini Vaticani, a conclusione del mese di maggio dedicato alla Vergine Maria.

Alle 20:00 si è svolta la tradizionale processione con la recita del Santo Rosario dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini frino alla Grotta della Vergine di Lourdes. La celebrazione è stata presieduta dal Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Arciprete della Basilica di San Pietro

"Al Cuore Immacolato di Maria vogliamo attingere questa sera con rinnovata fiducia per lasciarci contagiare dalla sua gioia che trova la sorgente più profonda nel Signore. - ha detto il Papa - La gioia, frutto dello Spirito Santo, è distintivo fondamentale del cristiano: essa si fonda sulla speranza in Dio, trae forza dalla preghiera incessante, permette di affrontare con serenità le tribolazioni. San Paolo ci ricorda: 'Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera'. Queste parole dell’Apostolo sono come un’eco al Magnificat di Maria e ci esortano a riprodurre in noi stessi, nella vita di tutti i giorni, i sentimenti di gioia nella fede, propri del cantico mariano".

"Vorrei augurare a tutti e a ciascuno di voi - ha concluso il Pontefice - che questa letizia spirituale, traboccata dal cuore ricolmo di gratitudine della Madre di Cristo e Madre nostra, sia alla fine di questo mese di maggio più consolidata nei nostri animi, nella nostra vita personale e familiare, in ogni ambiente, specialmente nella vita di questa famiglia che qui in Vaticano serve la Chiesa universale". 

POSSESSI CARDINALIZI


Città del Vaticano, 1 giugno 2012 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

-Sabato 9 giugno 2012, alle ore 18, il Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze (Italia), prenderà possesso del Titolo di San Marcello al Corso, Piazza San Marcello, 5.

-Domenica 10 giugno 2012, alle ore 11.30, il Cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, prenderà possesso della Diaconia di San Cesareo in Palatio, Via di Porta San Sebastiano.

-Venerdì 15 giugno 2012, alle ore 17.30, il Cardinale Giuseppe Versaldi, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, prenderà possesso della Diaconia del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, Via Marsala, 42.

-Domenica 17 giugno 2012, alle ore 10.30, il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, prenderà possesso della Diaconia dei Santi Vito, Modesto e Crescenzia, Via Carlo Alberto, 47.



AVVISO


Città del Vaticano, 1 giugno 2012 (VIS). Informiamo i nostri lettori che in occasione della visita del Santo Padre a Milano per il VII Incontro mondiale delle famiglie, il Vatican Information Service trasmetterà un'edizione speciale, sabato 2 e domenica 3 giugno.

giovedì 31 maggio 2012

DIRETTORE SALA STAMPA: MOMENTO IN CUI DIMOSTRARE PIENA SOLIDARIETÀ AL PAPA

Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha avuto ieri un nuovo incontro con i giornalisti per rispondere a domande circa la pubblicazione di documenti vaticani riservati, che ha portato all'arresto dell'aiutante di Camera del Papa.

Rispetto alle domande su notizie pubblicate in merito all'ipotesi di dimissioni del Papa, ipotesi avanzata da diversi media, Padre Lombardi ha affermato che si tratta di elucubrazioni di alcuni giornalisti senza fondamento. La Curia continua a esprimere solidarietà al Pontefice e a operare in piena comunione con il Successore di Pietro: "È proprio il momento e la situazione in cui dimostrare la stima, l'apprezzamento per il Santo Padre, per il suo servizio, la piena solidarietà con lui e quindi dimostrare anche unione, unità e coerenza nel far fronte a questa situazione".

Padre Lombardi ha sottolineato che è importante che la comunicazione relativa a questo evento doloroso per il Papa e la Chiesa sia ispirata a criteri di verità rigorosa: "Mi pare - ha detto - che una linea di volontà di verità, di volontà di chiarezza, di volontà di trasparenza, questa - anche se con dei tempi graduali - fa i suoi passi, e quindi onestamente ritengo che stiamo cercando di gestire questa situazione nuova: cerchiamo la verità, cerchiamo di capire che cosa oggettivamente sia successo. Però, prima bisogna capirlo con sicurezza, anche per rispetto delle persone e della verità".

Il Direttore della Sala Stampa ha spiegato ai giornalisti che sarà necessario aspettare per avere un quadro completo della situazione e che le indagini e gli interrogatori formali  sono per ora a livello preliminare. Gli organi interessati in questa fase sono la magistratura vaticana e la Commissione cardinalizia.

Padre Lombardi ha riferito inoltre che nella mattinata di ieri, l'unico accusato, Paolo Gabriele, ha avuto un nuovo colloquio con i suoi legali, che starebbero per presentare un'istanza di libertà vigilata o arresti domiciliari per il loro assistito. Padre Lombardi ha smentito alcuni particolari pubblicati dalla stampa, sulla presenza nell'abitazione di Gabriele di plichi già pronti ad essere spediti a specifici destinatari. Il materiale trovato in possesso dell'aiutante di Camera del Papa è ancora in fase di studio e di catalogazione.

CELEBRAZIONI PER LA SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI


Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Giovedì 7 giugno prossimo, Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, alle ore 19:00, il Santo Padre Benedetto XVI celebrerà la Santa Messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma. Il Papa presiederà quindi la Processione Eucaristica che, percorrendo via Merulana, raggiungerà la Basilica di Santa Maria Maggiore. Parteciperanno alla Processione i Cavalieri del Santo Sepolcro, Confraternite e Sodalizi, Associazioni Eucaristiche, Religiose, Bambini della Prima comunione, Seminaristi, Religiosi, Sacerdoti, Parroci, Cappellani e Prelati di Sua Santità, Vescovi e Arcivescovi, Cardinali, tutti i fedeli delle Parrocchie e gli appartenenti ad Associazioni e Movimenti ecclesiali.

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIUGNO 2012

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIUGNO 2012
Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di giugno affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i credenti sappiano riconoscere nell'Eucaristia la presenza vivente del Risorto, che li accompagna nella vita quotidiana".

Missionaria: "Perché i cristiani in Europa riscoprano la propria identità e partecipino con più slancio all'annuncio del Vangelo".

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Fausto Ramón Mejía Vallejo, Vescovo di San Francisco de Macoris (superficie: 3.682; popolazione: 753.000; cattolici: 599.000; sacerdoti: 60; religiosi: 72; diaconi permanenti: 92), Repubblica Dominicana. Il Vescovo eletto è nato nel 1941 a Bejucal (Repubblica Dominicana) ed è stato ordinato sacerdote nel 1972. È stato finora Rettore del Seminario Minore "Santo Cura de Ars" di La Vega, Formatore ed Insegnante di Catechisti e Diaconi permanenti, Professore di teologia presso il Seminario Pontificio "Santo Tomás de Aquino" e Rettore del medesimo. Attualmente Rettore dell'Università cattolica Tecnologica di Cibao in Santo Domingo, succede al Vescovo Jesús María De Jesús Moya, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Benedetto Tuzia, Vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi (superficie: 1.310; popolazione: 93.500; cattolici: 90.650; sacerdoti: 132; religiosi: 295; diaconi permanenti: 22), Italia. È stato finora Vescovo Ausiliare di Roma (Italia).




mercoledì 30 maggio 2012

NON LASCIARSI VINCERE DALLA TRIBOLAZIONE E DALLE DIFFICOLTÀ

Città del Vaticano, 30 maggio 2012 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, si è tenuta l'Udienza Generale, durante la quale il Santo Padre ha continuato la serie di catechesi dedicate alla preghiera cristiana secondo San Paolo. In queste catechesi siamo invitati a vedere la preghiera cristiana "come un  vero e personale incontro con Dio Padre, in Cristo, mediante lo Spirito Santo. In questo incontro entrano in dialogo il 'sì' fedele di Dio e l''amen' fiducioso dei credenti".

Benedetto XVI ha spiegato questa dinamica soffermandosi sulla Seconda Lettera ai Corinzi. L'Apostolo scrive: "Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio".

La consolazione, ha affermato il Papa, non è da intendersi solo come semplice conforto, "ma soprattutto come incoraggiamento ed esortazione a non lasciarsi vincere dalla tribolazione e dalle difficoltà. L'invito è a vivere ogni situazione uniti a Cristo, che carica su di sé tutta la sofferenza e il peccato del mondo per portare luce, speranza e redenzione. Così ci rende capaci di consolare a nostra volta quelli che si trovano in ogni genere di afflizione. La profonda unione con Cristo nella preghiera, la fiducia nella sua presenza, conducono alla disponibilità a condividere le sofferenze e le afflizioni dei fratelli".

"La nostra vita e il nostro cammino cristiano sono segnati spesso da difficoltà, da incomprensioni, da sofferenze. Nel rapporto fedele con il Signore, nella preghiera costante, quotidiana, noi sentiamo concretamente la consolazione che viene da Dio. E questo rafforza la nostra fede, perché ci fa sperimentare in modo concreto il 'sì' di Dio all’uomo, (...) in Cristo, la fedeltà del suo amore, che giunge fino al dono del suo Figlio sulla Croce".

La fede che è dono gratuito di Dio, "si radica nella sua fedeltà, nel suo 'sì', che ci fa comprendere come vivere la nostra esistenza amando Lui e i fratelli. Tutta la storia della salvezza è un progressivo rivelarsi di questa fedeltà di Dio, nonostante le nostre infedeltà e i nostri rinnegamenti".

Il modo di agire di Dio, ha sottolineato il Pontefice, è ben diverso dal nostro. "Di fronte ai contrasti nelle relazioni umane, spesso anche familiari, noi siamo portati a non perseverare nell’amore gratuito, che costa impegno e sacrificio. Invece, Dio non si stanca mai di avere pazienza con noi e con la sua immensa misericordia ci precede sempre, ci viene incontro per primo. (...) Nell’evento della Croce ci offre la misura del suo amore, che non calcola, che non ha misura". Questo amore fedele è capace di attendere anche quanti continuano a rispondere con il 'no' del rifiuto o dell'indurimento del cuore. "Dio cerca sempre l'uomo, lo vuole accogliere nella comunione con Sé per donargli pienezza di vita, di speranza e di pace".

"Sul 'sì' fedele di Dio s’innesta l’'amen' della Chiesa che (...) è la risposta della fede che chiude sempre la nostra preghiera personale e comunitaria, e che esprime il nostro 'sì' all’iniziativa di Dio". (...)

"Nella nostra preghiera siamo chiamati a dire 'sì' a Dio, a rispondere con l’'amen' dell’adesione, della fedeltà a Lui di tutta la nostra vita. Questa fedeltà non la possiamo mai conquistare con le nostre forze, non è solo frutto del nostro impegno quotidiano; essa viene da Dio ed è fondata sul 'sì' di Cristo (...) È in questo 'sì' che dobbiamo entrare, nell’adesione alla volontà di Dio, per giungere con san Paolo ad affermare che non siamo noi a vivere, ma è Cristo stesso che vive in noi. Allora l’'amen' della nostra preghiera personale e comunitaria avvolgerà e trasformerà tutta la nostra vita".

NONOSTANTE DEBOLEZZA DELL'UOMO, IL SIGNORE MAI FARÀ MANCARE SUO AIUTO ALLA CHIESA

Città del Vaticano, 30 maggio 2012 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, il Santo Padre ha fatto riferimento agli avvenimenti successi in questi giorni in Vaticano con queste  parole:

"Gli avvenimenti successi in questi giorni, circa la Curia e i miei collaboratori, hanno recato tristezza nel mio cuore, ma non si è mai offuscata la ferma certezza che, nonostante la debolezza dell’uomo, le difficoltà e le prove, la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo e il Signore mai le farà mancare il suo aiuto per sostenerla nel suo cammino".

"Si sono moltiplicate, tuttavia, illazioni, amplificate da alcuni mezzi di comunicazione, del tutto gratuite e che sono andate ben oltre i fatti, offrendo un’immagine della Santa Sede che non risponde alla realtà. Desidero, per questo, rinnovare la mia fiducia e il mio incoraggiamento ai miei più stretti collaboratori e a tutti coloro che, quotidianamente, con fedeltà, spirito di sacrificio e nel silenzio, mi aiutano nell’adempimento del mio Ministero".

LE CARTE RUBATE DEL PAPA: INTERVISTA AL SOSTITUTO SEGRETERIA DI STATO

Città del Vaticano, 30 maggio 2012 (VIS). L'Osservatore Romano ha pubblicato oggi una intervista con l'Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, relativa alla carte rubate del Papa.

L'Arcivescovo Becciu afferma di aver trovato il Papa "Addolorato, perché, stando a quanto sinora si è potuto appurare, qualcuno a lui vicino sembra responsabile di comportamenti ingiustificabili sotto ogni profilo. Certo, prevale nel Papa la pietà per la persona coinvolta. Ma resta il fatto che l’atto da lui subito è brutale: Benedetto XVI ha visto pubblicate carte rubate dalla sua casa, carte che non sono semplice corrispondenza privata, bensì informazioni, riflessioni, manifestazioni di coscienza, anche sfoghi che ha ricevuto unicamente in ragione del proprio ministero. Per questo il Pontefice è particolarmente addolorato, anche per la violenza subita dagli autori delle lettere o degli scritti a lui indirizzati".

A giudizio del Sostituto della Segreteria di Stato, la pubblicazione delle lettere trafugate è "un atto immorale di inaudita gravità. Soprattutto, ripeto, perché non si tratta unicamente di una violazione, già in sé gravissima, della riservatezza alla quale chiunque avrebbe diritto, quanto di un vile oltraggio al rapporto di fiducia tra Benedetto XVI e chi si rivolge a lui, fosse anche per esprimere in coscienza delle proteste. Ragioniamo: non sono state semplicemente rubate delle carte al Papa, si è violentata la coscienza di chi a lui si rivolge come al vicario di Cristo, e si è attentato al ministero del Successore dell’Apostolo Pietro".

Per l'Arcivescovo Becciu non si può giustificare la pubblicazione di tali carte in base a criteri di pulizia, trasparenza e riforma della Chiesa: non è lecito rubare né accettare cose rubate da altri. "Mi sembrano principi semplici, forse per qualcuno troppo semplici, ma certo è che, quando qualcuno li perde di vista, facilmente smarrisce se stesso e porta anche altri alla rovina. Non vi può essere rinnovamento che calpesti la legge morale, magari in base al principio che il fine giustifica i mezzi, un principio che tra l'altro non è cristiano"

Una parte degli articoli pubblicati dalla stampa in questi giorni segnala che le carte pubblicate rivelerebbero un mondo torbido all'interno della Chiesa, in particolare della Santa Sede. L'Arcivescovo Angelo Becciu osserva al riguardo che: "Da una parte si accusa il carattere assolutista e monarchico del governo centrale della Chiesa, dall'altra ci si scandalizza perché alcuni scrivendo al Papa esprimono idee o anche lamentele sull'organizzazione del governo stesso. Molti documenti pubblicati non rivelano lotte o vendette, ma quella libertà di pensiero che invece si rimprovera alla Chiesa di non permettere. (...) I diversi punti di vista, persino le valutazioni contrastanti sono piuttosto normali. Se qualcuno si sente incompreso ha tutto il diritto di rivolgersi al Pontefice. Dov'è lo scandalo? Obbedienza non significa rinunciare ad avere un proprio giudizio, ma manifestare con sincerità e sino in fondo il proprio parere, per poi adeguarsi alla decisione del superiore. E non per calcolo, ma per adesione alla Chiesa voluta da Cristo".

Infine l'Arcivescovo Becciu vuol dire ai cattolici che: "Nel Papa non viene meno la serenità che lo porta a governare la Chiesa con determinazione e chiaroveggenza. (...) Facciamo nostra la parabola evangelica che Papa Benedetto ci ha ricordato pochi giorni fa: il vento si abbatte sulla casa, ma questa non crollerà. Il Signore la sostiene e non vi saranno tempeste che potranno abbatterla".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 30 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Sacerdote Jeremias Antônio de Jesus, Vescovo della Diocesi di Guanhães (superficie: 15.047; popolazione: 278.000: cattolici: 248.000; sacerdoti: 26; religiosi: 16), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1966 ad Atibaia (Brasile) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993. Dal 1994 al 1995 e dal 1998 al 2005 è stato Rettore del Seminario Maggiore diocesano “Imaculada Conceição”; dal 1996 al 1997 è stato Amministratore parrocchiale della Parrocchia “São Sebastião”; dal 1999  è stato Responsabile della Scuola di Teologia per i Laici ad Atibaia; dal 2006 è Parroco della Parrocchia “Cristo Rei” in Atibaia e dal 2007 è Vicario Foraneo del Decanato di Atibaia.

martedì 29 maggio 2012

STRAGE DI HULA ADDOLORA E PREOCCUPA PROFONDAMENTE IL SANTO PADRE

Città del Vaticano, 29 maggio 2012 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato la dichiarazione che segue sulla strage di Hula in Siria.

"La recente strage di Hula, dove hanno perso la vita un centinaio di persone, tra cui numerosi bambini, addolora e preoccupa profondamente il Santo Padre e l’intera comunità cattolica, nonché la comunità internazionale, che ha condannato unanimemente l’accaduto".

"Nel rinnovare il suo appello alla cessazione di ogni forma di violenza, la Santa Sede esorta le parti interessate e tutta la comunità internazionale a non risparmiare alcuno sforzo per risolvere la crisi attraverso il dialogo e la riconciliazione. Anche i leaders e i credenti delle diverse religioni, con la preghiera e la collaborazione vicendevole, sono chiamati a promuovere con grande impegno l’auspicata pace, per il bene di tutta la popolazione".



CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE PUBBLICA NORME PER PROCEDERE NEL DISCERNIMENTO DI PRESUNTE APPARIZIONI E RIVELAZIONI

Città del Vaticano, 29 maggio 2012 (VIS). La Congregazione per la Dottrina della Fede ha recentemente pubblicato le "Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni", tradotte in diverse lingue. Il Documento fu approvato da Papa Paolo VI e emanato dal Dicastero nel 1978. A quel tempo le "Norme" furono inviate ai Vescovi, senza darne una pubblicazione ufficiale poiché riguardavano in prima persona i Presuli.

Con il passare del tempo il Documento è stato pubblicato in alcune opere su detta materia, ma senza l'autorizzazione previa della Congregazione per la Dottrina della Fede, autorità competente, cosicché i principali contenuti delle norme sono attualmente di pubblico dominio. Pertanto la Congregazione ha ritenuto opportuno pubblicare le suddette Norme.

Di seguito riportiamo alcuni estratti della Prefazione, redatta dal Cardinale William J. Levada, Prefetto della Congregazione:

"La attualità della problematica di esperienze legate ai fenomeni soprannaturali nella vita e nella missione della Chiesa è stata rilevata anche recentemente dalla sollecitudine pastorale dei Vescovi radunati nella XII Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio nell’ottobre 2008. Tale preoccupazione è stata raccolta dal Santo Padre Benedetto XVI in un importante passaggio dell’Esortazione Apostolica Post-sinodale Verbum Domini. (...) Sembra opportuno ricordare qui tale insegnamento del Pontefice (...):

"Come hanno ricordato i Padri durante il Sinodo, la “specificità del cristianesimo si manifesta nell’evento Gesù Cristo, culmine della Rivelazione, (...) Egli ‘che ci ha rivelato Dio’ (Gv 1,18) è la Parola unica e definitiva consegnata all’umanità'. (...) Il Sinodo ha raccomandato di “aiutare i fedeli a distinguere bene la Parola di Dio dalle rivelazioni private” (Propositio 47), il cui ruolo “non è quello... di ‘completare’ la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica” (Catechismo della Chiesa Cattolica, 67). Il valore delle rivelazioni private è essenzialmente diverso dall’unica rivelazione pubblica: questa esige la nostra fede; in essa (...) Dio stesso parla a noi".

"Il criterio per la verità di una rivelazione privata è il suo orientamento a Cristo stesso. Quando essa ci allontana da Lui, allora essa non viene certamente dallo Spirito Santo, che ci guida all’interno del Vangelo e non fuori di esso. La rivelazione privata è un aiuto per questa fede, e si manifesta come credibile proprio perché rimanda all’unica rivelazione pubblica. Per questo l’approvazione ecclesiastica di una rivelazione privata indica essenzialmente che il relativo messaggio non contiene nulla che contrasti la fede ed i buoni costumi; è lecito renderlo pubblico, ed i fedeli sono autorizzati a dare ad esso in forma prudente la loro adesione. Una rivelazione privata può introdurre nuovi accenti, fare emergere nuove forme di pietà o approfondirne di antiche. Essa può avere un certo carattere profetico (cfr 1 Tess 5,19-21) e può essere un valido aiuto per comprendere e vivere meglio il Vangelo nell’ora attuale; perciò non lo si deve trascurare. È un aiuto, che è offerto, ma del quale non è obbligatorio fare uso".

"È viva speranza di questa Congregazione che la pubblicazione ufficiale delle Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni potrà aiutare l’impegno dei Pastori della Chiesa cattolica nell’esigente compito di discernimento delle presunte apparizioni e rivelazioni, messaggi e locuzioni o, più in generale, fenomeni straordinari o di presunta origine soprannaturale".

NORME PER PROCEDERE NEL DISCERNIMENTO DI PRESUNTE APPARIZIONI E RIVELAZIONI

Città del Vaticano, 29 maggio 2012 (VIS). Di seguito riportiamo estratti del Documento "Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni" recentemente pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Sede. Il Documento,  approvato da Papa Paolo VI nel 1978, fu emanato nello stesso anno dalla Congregazione.  A quel tempo le Norme furono inviate a tutti i Vescovi del mondo senza che si procedesse ad una pubblicazione ufficiale, giacché esse sono indirizzate principalmente ai Presuli.

ORIGINE E CARATTERE DELLE NORME

(...) "1. Oggi, più che in passato, la notizia di apparizioni si diffonde rapidamente tra i fedeli grazie ai mezzi di informazione. Inoltre, la facilità degli spostamenti favorisce e moltiplica i pellegrinaggi. L’Autorità ecclesiastica è perciò chiamata a pronunciarsi in merito senza ritardi.

2. D’altra parte, la mentalità odierna e le esigenze scientifiche e quelle proprie dell’indagine critica rendono più difficile, se non quasi impossibile, emettere con la debita celerità i giudizi che concludevano in passato le inchieste in materia (constat de supernaturalitate, non constat de supernaturalitate). (...)

Quando l’Autorità ecclesiastica venga informata di qualche presunta apparizione o rivelazione, sarà suo compito:

a) in primo luogo, giudicare del fatto secondo criteri positivi e negativi

b) in seguito, se questo esame giunge ad una conclusione favorevole, permettere alcune manifestazioni pubbliche di culto o di devozione, proseguendo nel vigilare su di esse con grande prudenza (ciò equivale alla formula: «pro nunc nihil obstare»);

c) infine, alla luce del tempo trascorso e dell’esperienza, con speciale riguardo alla fecondità dei frutti spirituali generati dalla nuova devozione, esprimere un giudizio de veritate et supernaturalitate, se il caso lo richiede. (in particolare in considerazione dell'abbondanza di frutti spirituali derivanti dalla nuova devozione).

I. CRITERI PER GIUDICARE, ALMENO CON UNA CERTA PROBABILITÀ, DEL CARATTERE DELLE PRESUNTE APPARIZIONI O RIVELAZIONI

"A) Criteri positivi:

a) Certezza morale, o almeno grande probabilità dell’esistenza del fatto, acquisita per mezzo di una seria indagine.

b) Circostanze particolari relative all’esistenza e alla natura del fatto, vale a dire:

1. qualità personali del soggetto o dei soggetti (in particolare, l’equilibrio psichico, l’onestà e la rettitudine della vita morale, la sincerità e la docilità abituale verso l’autorità ecclesiastica, l’attitudine a riprendere un regime normale di vita di fede, ecc.);

2. per quanto riguarda la rivelazione, dottrina teologica e spirituale vera ed esente da errore;

3. sana devozione e frutti spirituali abbondanti e costanti (per esempio, spirito di preghiera, conversioni, testimonianze di carità, ecc.).

B) Criteri negativi:

a) Errore manifesto circa il fatto.

b) Errori dottrinali attribuiti a Dio stesso, o alla Beata Vergine Maria, o a qualche santo nelle loro manifestazioni, tenuto conto tuttavia della possibilità che il soggetto abbia aggiunto – anche inconsciamente –, ad un’autentica rivelazione soprannaturale, elementi puramente umani oppure qualche errore d’ordine naturale.

c) Una ricerca evidente di lucro collegata strettamente al fatto.

d) Atti gravemente immorali compiuti nel momento o in occasione del fatto dal soggetto o dai suoi seguaci.

e) Malattie psichiche o tendenze psicopatiche nel soggetto, che con certezza abbiano esercitato una influenza sul presunto fatto soprannaturale, oppure psicosi, isteria collettiva o altri elementi del genere.

Va notato che questi criteri positivi e negativi sono indicativi e non tassativi e vanno applicati in modo cumulativo ovvero con una qualche loro reciproca convergenza.

II. INTERVENTO DELL'AUTORITÀ ECCLESIASTICA COMPETENTE

1. Se, in occasione del presunto fatto soprannaturale, nascono in modo quasi spontaneo tra i fedeli un culto o una qualche devozione, l’Autorità ecclesiastica competente ha il grave dovere di informarsi con tempestività e di procedere con cura ad un’indagine.

2. L’Autorità ecclesiastica competente può intervenire in base a una legittima richiesta dei fedeli (in comunione con i Pastori e non spinti da spirito settario) per autorizzare e promuovere alcune forme di culto o di devozione se, dopo l’applicazione dei criteri predetti, niente vi si oppone. Si presterà però attenzione a che i fedeli non ritengano questo modo di agire come un’approvazione del carattere soprannaturale del fatto da parte della Chiesa.

3. In ragione del suo compito dottrinale e pastorale, l’Autorità competente può intervenire motu proprio; deve anzi farlo in circostanze gravi, per esempio per correggere o prevenire abusi nell’esercizio del culto e della devozione, per condannare dottrine erronee, per evitare pericoli di un misticismo falso o sconveniente, ecc.

4. Nei casi dubbi, che non presentano alcun rischio per il bene della Chiesa, l’Autorità ecclesiastica competente si asterrà da ogni giudizio e da ogni azione diretta (perché può anche succedere che, dopo un certo periodo di tempo, il presunto fatto soprannaturale cada nell’oblio); non deve però cessare di essere vigile per intervenire, se necessario, con celerità e prudenza.

III. AUTORITÀ COMPETENTI PER INTERVENIRE

1. Spetta innanzitutto all’Ordinario del luogo il compito di vigilare e intervenire.

2. La Conferenza Episcopale regionale o nazionale può intervenire in certi casi.

3. La Sede Apostolica può intervenire, sia su domanda dell’Ordinario stesso, sia di un gruppo qualificato di fedeli, sia anche direttamente in ragione della giurisdizione universale del Sommo Pontefice.

IV. INTERVENTO DELLA SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

1. a) L’intervento della Sacra Congregazione può essere richiesto sia dall’Ordinario, fatta la propria parte, sia da un gruppo qualificato di fedeli. In questo secondo caso, si presterà attenzione a che il ricorso alla Sacra Congregazione non sia motivato da ragioni sospette (come, per esempio, la volontà di costringere l’Ordinario a modificare le proprie legittime decisioni, a ratificare qualche gruppo settario, ecc.).

b) Spetta alla Sacra Congregazione intervenire motu proprio nei casi più gravi, in particolare quando il fatto coinvolge una consistente parte della Chiesa (...)

2. Spetta alla Sacra Congregazione giudicare e approvare il modo di procedere dell’Ordinario o, se lo ritiene possibile e conveniente, procedere ad un nuovo esame del fatto (...)".



ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 29 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Samuel J. Aquila, Arcivescovo di Denver (superficie: 101.279; popolazione: 3.328.000; cattolici: 549.325; sacerdoti: 306; religiosi: 376; diaconi permanenti: 184), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto, è nato nel 1950 a Burbank (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Dal 1976 al 1979 è stato Vicario Parrocchiale della "Saint Mary Parish a Colorado Springs e dal 1979 al 1982 della "Christ the King Parish" a Denver; dal 1982 al 1987 è stato Parroco della "Guardian Angels Parish"; dal 1986 al 1987 è stato Vicario foraneo e Membro del Consiglio presbiterale; dal 1990 al 1994 è stato Direttore dell’Ufficio liturgico, Maestro delle Cerimonie e Condirettore dell’Ufficio per la formazione permanente del clero; dal 1994 al 1999 è stato Segretario per l’educazione cattolica dell’arcidiocesi (1994-1999); dal 1999 al 2001 è stato Rettore del "Saint John Vianney Theological Seminary" di Denver; nel 2001 è stato nominato Vescovo Coadiutore di Fargo (Stati Uniti d'America) e nel 2002 è succeduto alla medesima Sede; è stato Amministratore Apostolico della diocesi di Sioux Falls (South Dakota) dal 2005 al 2006.

- Ha nominato il Vescovo Richard J. Malone, Vescovo di Buffalo (superficie: 16.511; popolazione: 1.621.000; cattolici: 716.000; sacerdoti: 421; religiosi: 1.075; diaconi permanenti: 127), Stati Uniti d'America. Finora Vescovo di Portland (Stati Uniti d'America), succede al Vescovo Edward U. Kmiec, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.


lunedì 28 maggio 2012

PRESIDENTE REPUBBLICA DI COSTA RICA IN VISITA DAL PAPA

Città del Vaticano, 28 maggio 2012 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico un Comunicato relativo all'Udienza del Presidente del Costa Rica: "Nella mattinata di oggi, 28 maggio 2012, il Presidente della Repubblica di Costa Rica, la Signora Laura Chinchilla Miranda, è stata ricevuta in Udienza da Sua Santità Benedetto XVI e, successivamente, si è incontrata con il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

"Durante i cordiali colloqui, sono state evidenziate le buone relazioni esistenti fra la Santa Sede, la Chiesa e lo Stato e se ne è auspicato l’ulteriore rafforzamento con un Accordo rispettoso dell’identità del Paese e della sana autonomia e collaborazione esistente fra le Autorità civili e quelle ecclesiastiche. Si è quindi ricordato il particolare contributo offerto dalla Chiesa, tramite le sue istituzioni educative, sociali e caritative. Nel corso della conversazione ci si è infine soffermati sull’importanza di continuare a tutelare la dignità fondamentale dell’essere umano fin dal suo concepimento".

UNITÀ DI PENTECOSTE VINCE DIVISIONI E CONTRAPPOSIZIONI

 Città del Vaticano, 27 maggio 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha presieduto nella Basilica Vaticana, la Santa Messa della Solennità di Pentecoste, concelebrata con i Cardinali, gli Arcivescovi e i Vescovi presenti a Roma.

Nell'omelia Benedetto XVI si è soffermato su di un aspetto essenziale del mistero della Pentecoste, che ai giorni nostri conserva tutta la sua importanza, ed ha detto: "La Pentecoste è la festa dell’unione, della comprensione e della comunione umana. Tutti possiamo constatare come nel nostro mondo, anche se siamo sempre più vicini l’uno all’altro con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione (...), la comprensione e la comunione tra le persone sia spesso superficiale e difficoltosa. Permangono squilibri che non di rado portano a conflitti; il dialogo tra le generazioni si fa faticoso (...); assistiamo a fatti quotidiani in cui ci sembra che gli uomini stiano diventando più aggressivi e più scontrosi; comprendersi sembra troppo impegnativo e si preferisce rimanere nel proprio io, nei propri interessi".

"Con il progresso della scienza e della tecnica siamo arrivati al potere di dominare forze della natura, di manipolare gli elementi, di fabbricare esseri viventi, giungendo quasi fino allo stesso essere umano. In questa situazione, pregare Dio sembra qualcosa di sorpassato, di inutile, perché noi stessi possiamo costruire e realizzare tutto ciò che vogliamo". Però "Tra gli uomini non sembra forse serpeggiare un senso di diffidenza, di sospetto, di timore reciproco, fino a diventare perfino pericolosi l’uno per l’altro? Ritorniamo allora alla domanda iniziale: può esserci veramente unità, concordia? E come?". Paradossalmente abbiamo a disposizione una dovizia di mezzi di comunicazione ma la comprensione reciproca diminuisce.

"L’unità può esserci solo con il dono dello Spirito di Dio, il quale ci darà un cuore nuovo e una lingua nuova, una capacità nuova di comunicare. E questo è ciò che si è verificato a Pentecoste. In quel mattino (...) lo Spirito Santo discese sui discepoli riuniti, si posò su ciascuno e accese in essi il fuoco divino, un fuoco di amore capace di trasformare. La paura scomparve, il cuore sentì una nuova forza, le lingue si sciolsero e iniziarono a parlare con franchezza, in modo che tutti potessero capire l’annuncio di Gesù Cristo morto e risorto. A Pentecoste, dove c’era divisione ed estraneità, sono nate unità e comprensione".

Nel Vangelo di oggi, Gesù "parlando dello Spirito Santo, ci spiega che cos’è la Chiesa e come essa debba vivere per essere se stessa, per essere il luogo dell’unità e della comunione nella Verità; ci dice che agire da cristiani significa non essere chiusi nel proprio 'io', ma orientarsi verso il tutto; significa accogliere in se stessi la Chiesa tutta intera o, ancora meglio, lasciare interiormente che essa ci accolga. (...) Così lo Spirito Santo, Spirito di unità e di verità, può continuare a risuonare nei cuori e nelle menti degli uomini e spingerli ad incontrarsi ed accogliersi a vicenda".

Lo Spirito Santo ci guida nella comprensione della verità che è Gesù "ma solo diventando capaci di ascoltare e di condividere, solo nel 'noi' della Chiesa, con un atteggiamento di profonda umiltà interiore. (...) Dove gli uomini vogliono farsi Dio, possono solo mettersi l’uno contro l’altro. Dove invece si pongono nella verità del Signore, si aprono all’azione del suo Spirito che li sostiene e li unisce".

Benedetto XVI si è soffermato anche sulla seconda lettura della liturgia di oggi, nella quale San Paolo avverte che la vita dell'uomo è caratterizzata da un conflitto interiore fra impulsi che provengono dalla carne e impulsi che provengono dallo Spirito. I primi "sono i peccati di egoismo e di violenza, come inimicizia, discordia, gelosia, dissensi (...). È una direzione che porta a perdere la propria vita. Invece lo Spirito Santo ci guida verso le altezze di Dio, perché possiamo vivere già in questa terra il germe di vita divina che è in noi. Afferma, infatti San Paolo: 'Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace'".

Infine il Papa ha esortato i fedeli a vivere "secondo lo Spirito di unità e di verità, e per questo dobbiamo pregare perché lo Spirito ci illumini e ci guidi a vincere il fascino di seguire nostre verità, e ad accogliere la verità di Cristo trasmessa nella Chiesa".

NUOVI DOTTORI CHIESA UNIVERSALE: SAN JUAN DE ÁVILA E SANTA ILDEGARDA DI BINGEN

Città del Vaticano, 27 maggio (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica nella Basilica Vaticana, per la Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare il "Regina Caeli" con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

Prima del Regina Caeli, il Papa ha annunciato che il 7 ottobre prossimo, all'inizio dell'Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, proclamerà Dottori della Chiesa universale San Juan de Avila e santa Ildegarda di Bingen. "Questi due grandi testimoni della fede vissero in periodi storici e ambienti culturali assai diversi. Ildegarda fu monaca benedettina nel cuore del Medioevo tedesco, autentica maestra di teologia e profonda studiosa delle scienze naturali e della musica. Giovanni, sacerdote diocesano negli anni del rinascimento spagnolo, partecipò al travaglio del rinnovamento culturale e religioso della Chiesa e della compagine sociale agli albori della modernità".

"Ma la santità della vita e la profondità della dottrina li rendono perennemente attuali - ha affermato Benedetto XVI - la grazia dello Spirito Santo, infatti, li proiettò in quell’esperienza di penetrante comprensione della rivelazione divina e di intelligente dialogo con il mondo che costituiscono l’orizzonte permanente della vita e dell’azione della Chiesa".

"Soprattutto alla luce del progetto di una nuova evangelizzazione - ha proseguito il Pontefice - alla quale sarà dedicata la menzionata Assemblea del Sinodo dei Vescovi, e alla vigilia dell'Anno della Fede, queste due figure di Santi e Dottori appaiono di rilevante importanza e attualità. Anche ai nostri giorni, attraverso il loro insegnamento, lo Spirito del Signore risorto continua a far risuonare la sua voce e ad illuminare il cammino che conduce a quella Verità che sola può renderci liberi e dare senso pieno alla nostra vita".

Dopo il Regina Caeli, il Papa ha annunciato che: "Stamani a Vannes, in Francia, è stata proclamata Beata Mère Saint-Louis, al secolo Louise-Élisabeth Molé, fondatrice delle Suore della Carità di San Luigi, vissuta tra il XVIII e il XIX secolo. Rendiamo grazie a Dio per questa esemplare testimone dell’amore per Dio e per il prossimo". Infine il Papa ha ricordato che venerdì prossimo, 1° giugno, si recherà a Milano, dove avrà luogo il VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Invito" - ha detto il Papa "tutti a seguire questo evento e a pregare per la sua buona riuscita".

OCCORRE RINNOVARE L'ANIMA DELLE ISTITUZIONI

Città del Vaticano, 26 maggio 2012 (VIS). "È necessario formare le coscienze alla luce della Parola di Dio, da cui trae senso e spinta ogni progetto ecclesiale e umano, anche per quanto concerne l'edificazione della città terrena. Occorre rinnovare l'anima delle istituzioni e fecondare la storia con semi di vita nuova", queste le parole pronunciate da Papa Benedetto XVI nel corso dell'udienza alle migliaia di Rappresentanti del Rinnovamento nello Spirito Santo convenute questa mattina in Piazza San Pietro, in occasione del XL anniversario di fondazione in Italia.

"Nella società attuale - ha detto il Papa - viviamo una situazione per certi versi precaria, caratterizzata dalla insicurezza e dalla frammentarietà delle scelte. Mancano spesso validi punti di riferimento a cui ispirare la propria esistenza. Diventa, pertanto, sempre più importante costruire l’edificio della vita e il complesso delle relazioni sociali sulla roccia stabile della Parola di Dio".

"Oggi i credenti sono chiamati ad una convinta, sincera e credibile testimonianza di fede, strettamente unita all'impegno della carità. Per mezzo della carità, infatti, anche persone lontane o indifferenti al Messaggio del Vangelo riescono ad avvicinarsi alla verità e convertirsi all'amore misericordioso del Padre celeste".

"La vostra opera apostolica - ha ricordato il Papa ai Rappresentanti del "Rinnovamento nello Spirito Santo" - ha (...) contribuito alla crescita della vita spirituale nel tessuto ecclesiale e sociale italiano, mediante cammini di conversione che hanno condotto molte persone ad essere risanate in profondità dall’amore di Dio, e molte famiglie a superare momenti di crisi. Non sono mancati nei vostri gruppi giovani che hanno generosamente risposto alla vocazione di speciale consacrazione a Dio nel sacerdozio o nella vita consacrata". Benedetto XVI ha anche citato le iniziative che il Movimento realizza a favore di quanti vivono in situazioni di disagio ed emarginazione, in particolare l'opera a favore della rinascita spirituale e materiale dei detenuti.

Infine il Pontefice ha esortato i presenti con queste parole: "Non stancatevi di rivolgervi verso il Cielo: il mondo ha bisogno di preghiera. Servono uomini e donne che sentano l’attrazione del Cielo nella loro vita, che facciano della lode al Signore uno stile di vita nuova. E siate cristiani gioiosi! Vi affido tutti a Maria Santissima, presente nel Cenacolo all’evento della Pentecoste".

100.000 EURO DAL PAPA ALLE VITTIME TERREMOTO IN ITALIA

  1. Città del Vaticano, 26 maggio 2012 (VIS). Il Pontificio Consiglio "Cor Unum" ha reso pubblico questa mattina un Comunicato in cui si rende noto che: "A seguito del terremoto che, nei giorni scorsi, ha colpito con particolare veemenza il territorio delle circoscrizioni ecclesiastiche di Carpi, Mantova, Modena-Nonantola e Ferrara-Comacchio, il Santo Padre, tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum, ha voluto inviare un contributo straordinario di € 100.000, da ripartirsi tra quelle diocesi toccate dalla calamità, a sostegno delle attività di assistenza svolte dalla Chiesa cattolica in favore delle vittime. Tale somma vuole essere un’espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterna sollecitudine del Sommo Pontefice nei confronti delle persone colpite dal sisma".

MESSAGGIO AL CATHOLICOS PATRIARCA DELLA CHIESA SIRA D'ORIENTE

Città del Vaticano, 28 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un Messaggio a Sua Santità Mar Dinkha IV, Catholicos Patriarca della Chiesa Assira d'Oriente, in occasione del cinquantesimo di consacrazione episcopale. Benedetto XVI ricorda la visita del Patriarca a Roma nel 1994 per la firma della Dichiarazione Congiunta sulla Cristologia; la sua presenza ai funerali di Giovanni Paolo II e la visita del 2007, durante la quale il Pontefice auspicò di poter continuare "il cammino comune fino al ristabilimento della piena comunione"

"Ringrazio il Signore - scrive Benedetto XVI - per le numerose benedizioni con le quali ha ricolmato la Chiesa Assira d'Oriente attraverso il suo ministero, e sono grato per il suo impegno nel promuovere un dialogo costruttivo, una proficua collaborazione e crescente amicizia fra le nostre Chiese".

"Desidero anche rinnovare la mia solidarietà alle comunità cristiane in Iraq e in Medio Oriente, e prego affinché si approfondiscano fra i fedeli cattolici e i fedeli assiri efficaci forme di comune testimonianza al Vangelo e di collaborazione pastorale al servizio della pace, della riconciliazione e dell'unità".

Benedetto XVI conclude il Messaggio invocando sul Patriarca le benedizioni della Santissima Trinità.

INVIATO SPECIALE AL CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE UCRAINA


Città del Vaticano, 26 maggio 2012 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 17 aprile, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale per la Città del Vaticano, Suo Inviato Speciale alla celebrazione di chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale d'Ucraina nel VI centenario della costituzione della Sede arcivescovile e metropolita di Lviv dei Latini, in programma a Lviv, il 3 giugno 2012.

INDAGINI CIRCA DIVULGAZIONE DOCUMENTI RISERVATI


Città del Vaticano, 26 maggio 2012 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina la dichiarazione che segue relativa alle indagini circa la divulgazione di documenti riservati:

"Confermo che la persona arrestata mercoledì sera per possesso illecito di documenti riservati, rinvenuti nella sua abitazione in territorio vaticano, è il Signor Paolo Gabriele, che rimane tuttora in stato di detenzione.

"Si è conclusa la prima fase di 'istruttoria sommaria' sotto la direzione del Promotore di Giustizia, professor Nicola Picardi, e si è avviata la fase di 'istruttoria formale' condotta dal Giudice istruttore, professor Piero Antonio Bonnet".

"L’imputato ha nominato due avvocati di sua fiducia, abilitati ad agire presso il Tribunale vaticano, e ha avuto la possibilità di incontrarli. Essi potranno assisterlo nelle successive fasi del procedimento. Egli gode di tutte le garanzie giuridiche previste dai codici penale e di procedura penale in vigore nello Stato della Città del Vaticano".

"La fase istruttoria proseguirà fino a che non sia acquisito un quadro adeguato della situazione oggetto di indagine, dopodiché il Giudice istruttore procederà al proscioglimento o al rinvio a giudizio".

UDIENZE


Città del Vaticano, 28 maggio 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- La Signora Laura Chincilla Miranda, Presidente della Repubblica di Costa Rica, e Seguito.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale Maltese in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Paul Cremona, di Malta, con l'emerito Arcivescovo Joseph Mercieca.

    - Il Vescovo Mario Grech, di Gozo.

- Il Vescovo Ralph Heskett, di Gibraltar (Gibraltar), in Visita “ad limina Apostolorum”.

 Sabato 26 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica (dei Seminari e degli Istituti di Studi).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 28 maggio (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Léopold Ouédraogo, Vescovo Ausiliare di Ouagadougou (superficie: 9.600; popolazione: 2.337.000; cattolici: 810.380; sacerdoti:188; religiosi: 905), Burkina Faso. Il Vescovo eletto è nato nel 1953 a Ouagadougou (Burkina Faso) ed è stato ordinato sacerdote nel 1979. Dal 1979 al 1982 è stato Vicario parrocchiale a Manga; dal 1982 al 1984 è stato insegnante nell'Inter-Seminario "Saint Pierre e Paul"; dal 1986 al 1987 è stato Vicario parrocchiale di Guilongou; dal 1990 al 1993 è stato Vicario parrocchiale a Dapoya; dal 1993 al 1997 è stato professore al Seminario Maggiore "Saint Jean Baptiste"; dal 1997 al 1999: Professore al Seminario Maggiore "Saint Pierre et Paul" e dal 1999 al 2006 Rettore del medesimo Seminario Maggiore; dal 2007 è stato Parroco a "Saint Guillaume de Tanghin e dal 2009 Vicario generale dell'Arcidiocesi di Ouagadougou.

- Ha nominato il Reverendo Elkin Fernando Álvarez Botero, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Medellín (superficie: 687; popolazione: 3.456.000; cattolici: 3.004.000; sacerdoti: 1.027; religiosi: 3.664; diaconi permanenti: 50), Colombia. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a El Retiro (Colombia) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1993. Nello stesso anno dell'ordinazione è stato Viceparroco della Cattedrale di Sonsón; dal 1994 al 2000 è stato Formatore e Professore del Seminario Nazionale "Cristo Sacerdote" a La Ceja e dal 2000 al 2003 è stato Rettore ed Economo nel medesimo Seminario; dal 2003 al 2009 è stato collaboratore locale della Nunziatura Apostolica in Colombia a Bogotá; e dal 2010 è stato Direttore del Dipartimento per i Ministeri Gerarchici della Conferenza Episcopale colombiana a Bogotá.

- Ha nominato il Vescovo Philippe Rukamba, Amministratore Apostolico "sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis" della Diocesi di Gikongoro, (Rwanda).

Sabato 26 maggio il Santo Padre:

- Ha eretto la nuova Diocesi di Bafang in Camerun per dismembramento della Diocesi di Nkongsamba, rendendola suffraganea dell'Arcidiocesi di Douala.

- Ha nominato il Reverendo Abraham Kome, Vescovo della nuova Diocesi di Bafang (superficie: 7.229; popolazione: 252.284; cattolici: 131.475; sacerdoti: 31; religiosi: 11), Camerun. Il Vescovo eletto è nato nel 1969 a Loum-ville (Camerun) ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. Dal 1999 al 2000 è stato Vicario della Cattedrale e Assistente diocesano della gioventù e dell'infanzia; dal 2000 al 2003 è stato Prefetto della Disciplina e degli Studi nel Seminario Minore di Melong e Cerimoniere diocesano; dal 2003 al 2006 è stato Parroco di "San Francesco Saverio" di Kekem, a Bafang; dal 2006 al 2011 è stato Vicario Generale e dal 2011 Amministratore diocesano di Nkongsamba.

- Ha nominato il Reverendo Dieudonné Espoir Atangana, Vescovo della Diocesi di Nkongsamba (superficie: 10.952; popolazione: 751.000; cattolici: 350.000; sacerdoti: 131; religiosi: 74), Camerun. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Ngongo (Camerun) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dal 1986 al 1987 è stato Vicario parrocchiale; dal 1993 al 2001 è stato Professore e formatore al Seminario Maggiore Interdiocesano Notre Dame de l’Immaculée Conception di Yaoundé, dal 2001 al 2002 Vice Rettore e dal 2002 al 2008 Rettore del medesimo Seminario Maggiore; dal 2008 al 2011 è stato Rettore del Seminario Notre Dame de l’Espérance di Bertoua.

- Ha nominato il Vescovo Jurij Biziak, Vescovo di Koper (superficie: 4.306; popolazione: 267.300; cattolici: 194.800; sacerdoti: 161; religiosi: 91), Slovenia. Finora Ausiliare della medesima Diocesi, il Vescovo Biziak succede al Vescovo Metod Pirh, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

venerdì 25 maggio 2012

PRIMO MINISTRO REPUBBLICA CECA DAL PAPA


Città del Vaticano, 25 maggio 2012 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto in un Comunicato, emesso oggi, che nella mattinata di venerdì 25 maggio, Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il Signor Peter Necas, Primo Ministro della Repubblica Ceca, che successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

"Nel corso dei cordiali colloqui, dopo aver ricordato il Viaggio Apostolico di Sua Santità nella Repubblica Ceca nel 2009, sono stati passati in rassegna alcuni temi di comune interesse".

"Circa il disegno di legge sui beni ecclesiastici, attualmente all'esame della Camera dei Rappresentanti, si è auspicato che il processo legislativo si concluda con equità, in modo da rispettare effettivamente il contributo che la Chiesa Cattolica offre all'intero Paese".

"Le due Parti hanno confermato la volontà di regolare tramite un Accordo le relazioni tra lo Stato e la Chiesa e il proposito di mantenere un dialogo regolare e costruttivo ai diversi livelli istituzionali".


DICHIARAZIONE VOTO DI SFIDUCIA PRESIDENTE IOR

Città del Vaticano, 25 maggio 2012 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblica la dichiarazione che segue, relativa all'Istituto per le Opere di Religione (IOR).

"Il 24 maggio 2012 il Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto per le Opere di Religione si è riunito in sessione ordinaria. Fra i temi in agenda, c’era ancora una volta la governance dell’Istituto. Nel tempo, questa ha destato progressiva preoccupazione nel Consiglio e, nonostante ripetute comunicazioni in tal senso al Prof. Gotti Tedeschi, Presidente dell’IOR, la situazione è ulteriormente deteriorata".

"Dopo una delibera, il Board ha adottato all’unanimità un voto di sfiducia del Presidente, per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio. Su tale base è stata rilasciata la seguente dichiarazione:

"Nella sede di riunione ordinaria di questo Consiglio di Sovrintendenza dell’Istituto per le Opere di Religione, il 24 Maggio 2012, alle ore 14, questo Consiglio ha adottato una mozione di sfiducia del Presidente Gotti Tedeschi e ha raccomandato la cessazione del suo mandato quale Presidente e membro del Consiglio".

"I membri del Consiglio sono rattristati per gli avvenimenti che hanno condotto al voto di sfiducia, ma considerano che quest’azione sia importante per mantenere la vitalità dell’Istituto".

"Il Consiglio adesso guarda avanti, al processo di ricerca di un nuovo ed eccellente Presidente, che aiuterà l’Istituto a ripristinare efficaci ed ampie relazioni fra l’Istituto e la comunità finanziaria, basate sul mutuo rispetto di standards bancari internazionalmente accettati".

"Domani si riunirà la Commissione Cardinalizia per trarre le conseguenze della delibera del Consiglio e decidere i passi più opportuni per il futuro".

INDULGENZE IN OCCASIONE VII INCONTRO MONDIALE FAMIGLIE

Città del Vaticano, 25 maggio 2012 (VIS). Questa mattina è stato pubblicato dalla Penitenzieria Apostolica un Decreto con il quale si concede ai fedeli il dono delle indulgenze in occasione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma a Milano (Italia), dal 30 maggio al 3 giugno prossimo.

Papa Benedetto XVI concede le indulgenze ai fedeli che si preparano spiritualmente a partecipare nel miglior modo possibile all'Incontro così che "veramente pentiti e stimolati dalla carità, si dedichino alla santificazione della famiglia, seguendo l'esempio della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe".

"Si concede l'Indulgenza plenaria alle solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) ai fedeli che, con l'animo distaccato da qualsiasi peccato, devotamente parteciperanno a qualche funzione durante il suddetto Incontro Mondiale delle Famiglie, nonché alla sua solenne conclusione".

"I fedeli, impossibilitati a partecipare a tale evento, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria, alle medesime condizioni, se, uniti spiritualmente ai fedeli presenti a Milano, reciteranno in famiglia il 'Padre Nostro', il 'Credo' e altre devote orazioni per invocare dalla Divina Misericordia le finalità sopra indicate, particolarmente quando le parole del Pontefice verranno trasmesse per televisione e per radio".

"Si concede, inoltre, l'Indulgenza parziale ai fedeli ogniqualvolta, con cuore contrito, nel tempo indicato pregheranno per il bene delle famiglie".

Il Decreto, a firma del Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente, rende noto che il tema del VII Incontro Mondiale "La famiglia, il lavoro, la festa" ha "l'intento di indicare come conciliare al meglio le esigenze della famiglia con quelle del lavoro e dei giorni di festa, in speciale modo della domenica,(...) giorno del Signore e giorno dell'uomo, giorno della famiglia e

UDIENZE

Città del Vaticano, 25 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Signor Petr Nečas, Primo Ministro della Repubblica Ceca, e Seguito.

- Il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, con il Segretario del medesimo Dicastero Arcivescovo Joseph William Tobin.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

ALTRI ATTI PONTIFICI


Città del Vaticano, 25 maggio 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Alfred Adewale Martins,  Arcivescovo di Lagos (superficie: 3.345; popolazione: 5.421.000; cattolici: 2.488.000; sacerdoti: 278; religiosi: 432), Nigeria. Finora Vescovo di Abeokuta (Nigeria), succede al Cardinale Anthony Olubunmi Okogie, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi,  presentata per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Professor Gert Melville, Docente di Storia Medievale all'Università di Dresden (Repubblica Federale di Germania), Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche.

giovedì 24 maggio 2012

AI VESCOVI: PER RILANCIARE EVANGELIZZAZIONE OCCORRE PUNTARE A CIÒ CHE È ESSENZIALE VITA CRISTIANA

Città del Vaticano, 24 maggio 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti alla LXIV Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, ai quali ha rivolto un discorso sulle sfide della nuova evangelizzazione nel contesto di una società sempre più lontana da Dio. "La nostra situazione richiede un rinnovato impulso, che punti a ciò che è essenziale della fede e della vita cristiana. In un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto e Gesù semplicemente un grande personaggio del passato, non ci sarà rilancio dell'azione missionaria senza il rinnovamento della qualità della nostra fede e della nostra preghiera. (...) Non sapremo conquistare gli uomini al Vangelo se non tornando noi stessi per primi a una profonda esperienza di Dio".

Nel ricordare all'inizio del suo discorso il 50° anniversario del Concilio Vaticano II, l'autunno prossimo, il Papa ha esortato i Vescovi a porre in pratica le indicazioni conciliari per far fronte alle grandi trasformazioni sociali e culturali del nostro tempo "che hanno conseguenze visibili anche sulla dimensione religiosa". Una situazione di secolarismo caratterizza oggi le società di antica tradizione cristiana, in modo che il patrimonio spirituale e morale che costituisce le radici dell'Occidente "non è più compreso nel suo valore profondo. (...) Una terra feconda rischia così di diventare deserto inospitale".

Fra i segni che suscitano preoccupazione, il Papa ha citato la diminuzione della pratica religiosa e della partecipazione ai sacramenti. "Tanti battezzati hanno smarrito identità e appartenenza: non conoscono i contenuti essenziali della fede o pensano di poterla coltivare prescindendo dalla mediazione ecclesiale. E mentre molti guardano dubbiosi alle verità insegnate dalla Chiesa, altri riducono il Regno di Dio ad alcuni grandi valori, che hanno certamente a che vedere con il Vangelo, ma che non riguardano ancora il nucleo centrale della fede cristiana". 

"Purtroppo, è proprio Dio a restare escluso dall’orizzonte di tante persone; e quando non incontra indifferenza, chiusura o rifiuto, il discorso su Dio lo si vuole comunque relegato nell’ambito soggettivo, ridotto a un fatto intimo e privato, marginalizzato dalla coscienza pubblica. Passa da questo abbandono, da questa mancata apertura al Trascendente".

In questo contesto, ha affermato Benedetto XVI "non bastano nuovi metodi di annuncio evangelico o di azione pastorale a far sì che la proposta cristiana possa incontrare maggiore accoglienza e condivisione". Come afferma il Concilio Vaticano II, si tratta "di ripartire da Dio, celebrato, professato e testimoniato. (...) Il nostro primo, vero e unico compito rimane quello di impegnare la vita per ciò che (...) è realmente affidabile, necessario e ultimo. Gli uomini vivono di Dio, di Colui che spesso inconsapevolmente o solo a tentoni ricercano per dare pieno significato all'esistenza: noi abbiamo il compito di annunciarlo, di mostrarlo, di guidare all'incontro con Lui".

"Ma è sempre importante - ha ammonito il Papa - ricordarci che la prima condizione per parlare di Dio è parlare con Dio, diventare sempre più uomini di Dio, nutriti da un'intensa vita di preghiera e plasmati dalla sua Grazia. (...) Lasciamoci trovare e afferrare da Dio, per aiutare ogni persona che incontriamo ad essere raggiunta dalla Verità. (...) La missione antica e nuova che ci sta innanzi è quella di introdurre gli uomini e le donne del nostro tempo alla relazione con Dio, aiutarli ad aprire la mente e il cuore a quel Dio che li cerca e vuole farsi loro vicino, guidarli a comprendere che compiere la sua volontà non è un limite alla libertà, ma è essere veramente liberi, realizzare il vero bene della vita".

"Dio è il garante, non il concorrente, della nostra felicità, e dove entra il Vangelo (...) l'uomo sperimenta di essere oggetto di un amore che purifica, riscalda e rinnova, e rende capace di amare e di servire l'uomo con amore divino".

LA CHIESA IMPEGNATA NELLA COPERTURA SANITARIA UNIVERSALE

Città del Vaticano, 24 maggio 2012 (VIS). L'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Capo della Delegazione della Santa Sede alla LXV Assemblea Mondiale della Salute, in corso dal 21 al 26 maggio a Ginevra (Svizzera), nel suo intervento di ieri, ha riaffermato il sostegno della Santa Sede alla Risoluzione WHA64.9 sulle "Strutture di finanziamento sostenibile di copertura universale di assistenza sanitaria e servizi". Negli Stati membri è urgente rendere accessibile l'assistenza sanitaria a tutti i cittadini sulla base dei principi di equità e solidarietà.

L'Arcivescovo Zimowski ha ricordato che Papa Benedetto XVI sottolinea che: "Anche nel campo della salute (...) è importante instaurare una vera giustizia distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei bisogni oggettivi, cure adeguate. Di conseguenza, il mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali che devono governarlo affinché non diventi disumano".

Il Capo della Delegazione della Santa Sede ha segnalato che diversi paesi con economie emergenti hanno quasi raggiunto la copertura universale dell'assistenza sanitaria, grazie a politiche efficaci che promuovono l'equità, per cui ha ribadito che "nell'impegno di promuovere la copertura universale, i valori fondamentali come l'equità, i diritti umani e la giustizia sociale devono diventare obiettivi espliciti delle politica".

L'Arcivescovo Zimowski ha lanciato un appello per una maggiore solidarietà dei paesi ad alto reddito nei confronti dei paesi a basso reddito, al fine che questi ultimi possano sviluppare sistemi di assistenza sanitaria. In proposito ha citato l'Enciclica "Caritas in veritate" nella quale Benedetto XVI scrive: "Gli stati economicamente più sviluppati faranno il possibile per destinare maggiori quote del loro prodotto interno lordo per gli aiuti allo sviluppo, rispettando gli impegni che su questo punto sono stati presi a livello di comunità internazionale".

Infine l'Arcivescovo Zimowski ha affermato che il progresso verso la copertura universale dell'assistenza sanitaria non può essere unicamente uno sforzo dell'apparato statale, ma richiede il sostegno della società civile e della comunità, il cui contributo all'offerta di servizi sanitari è fondamentale. Nell'ambito di tali forze sociali si contano nel mondo oltre 120.000 istituzioni sociali e di salute pubblica patrocinate dalla Chiesa, ispirate alla carità. "La Chiesa cattolica - ha detto l'Arcivescovo - è presente in molti paesi in via di sviluppo,  partner chiave dello Stato nell'offerta di servizi sanitari. "La Chiesa cattolica offre servizi in aree remote a popolazioni rurali a basso reddito, consentendo l'accesso a servizi che altrimenti sarebbero fuori della loro portata. L'impegno e il contributo di tali organizzazioni e istituzioni per conseguire l'accesso universale ai servizi sanitari, meritano il riconoscimento e il sostegno dello Stato e della comunità internazionale senza volerle obbligare a partecipare in attività moralmente inaccettabili", rispettando il loro carattere specifico ed operando in uno spirito di collaborazione.

PRESIDENTE BULGARIA E PRIMO MINISTRO MACEDONIA DAL PAPA

Città del Vaticano, 24 maggio 2012 (VIS). Come di consueto, in occasione delle celebrazioni nel contesto della festa liturgica dei Santi Cirillo e Metodio, il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate il Presidente Rosen Plevneliev, della Repubblica di Bulgaria, ed il Presidente Nikola Gruevski, della ex-Repubblica Jugoslava di Macedonia, con le rispettive Delegazioni. Successivamente ogni Delegazione è stata ricevuta dal Cardinale Tarcisio Bertone, S.D.B., Segretario di Stato e dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

mercoledì 23 maggio 2012

OGNUNO DI NOI È UN MIRACOLO DI DIO, VOLUTO DA LUI E CONOSCIUTO PERSONALMENTE DA LUI


Città del Vaticano, 23 maggio 2012 (VIS). "Ognuno di noi, ogni uomo e ogni donna è un miracolo di Dio, è voluto da Lui ed è conosciuto personalmente da Lui. Per Lui non siamo esseri anonimi, impersonali, ma abbiamo un nome. Lo Spirito Santo, che parla in noi e dice 'Abbà! Padre!', ci fa entrare in questa verità, la comunica alla sfera più intima di noi stessi e riempie la nostra preghiera di serenità e di gioia", ha detto il Santo Padre questa mattina in Piazza San Pietro agli oltre 20.000 pellegrini convenuti per l'Udienza Generale.

Benedetto XVI ha si è soffermato su due Lettere di San Paolo nelle quali l'Apostolo parla dello Spirito Santo che ci permette di chiamare Dio 'Abbà', Padre Nostro ed ha spiegato che: "Il grande maestro della preghiera che è lo Spirito Santo ci insegna a rivolgerci a Dio con i termini affettuosi dei figli, chiamandolo 'Abbà, Padre'. Così ha fatto Gesù; anche nel momento più drammatico della sua vita terrena, Egli non ha mai perso la fiducia nel Padre e lo ha sempre invocato con l’intimità del Figlio amato".

Lo Spirito Santo, dono di Cristo Risorto, "ci colloca in una relazione filiale con Dio, relazione di profonda fiducia, come quella dei bambini; una relazione filiale analoga a quella di Gesù, anche se diversa è l’origine e diverso è lo spessore: Gesù è il Figlio eterno di Dio che si è fatto carne, mentre noi diventiamo figli in Lui, nel tempo, mediante la fede e i Sacramenti del Battesimo e della Cresima".

"Forse l’uomo d’oggi non percepisce - ha affermato il Pontefice - la bellezza, la grandezza e la consolazione profonda contenute nella parola 'padre' con cui possiamo rivolgerci a Dio nella preghiera, perché più di una volta la figura paterna non è sufficientemente presente e positiva nella vita quotidiana. (...) È proprio l’amore di Gesù, il Figlio Unigenito - che giunge al dono di se stesso sulla croce - che ci rivela la vera natura del Padre: Egli è l’Amore".

Nelle Lettera ai Galati San Paolo afferma che lo Spirito "grida in noi Abbà! Padre!, mentre nella Lettera ai Romani dice che siamo noi a gridare 'Abbà! Padre! San Paolo vuole farci comprendere che la preghiera cristiana non avviene mai in senso unico da noi a Dio (...) ma è espressione di una relazione reciproca in cui Dio agisce sempre per primo: è lo Spirito Santo che grida in noi e noi possiamo gridare perché l'impulso viene dalla Spirito Santo. (...) Questa presenza apre la nostra preghiera e la nostra vita agli orizzonti della Trinità e della Chiesa".

"Quando ci rivolgiamo al Padre nella nostra stanza interiore, nel silenzio e nel raccoglimento, non siamo mai soli. Siamo nella grande preghiera della Chiesa, siamo parte di una grande sinfonia che la comunità cristiana sparsa in ogni parte della terra e in ogni tempo eleva a Dio. (...) La preghiera guidata dallo Spirito, che ci fa gridare 'Abbà! Padre!' con Cristo e in Cristo, ci inserisce nell’unico grande mosaico della famiglia di Dio in cui ognuno ha un posto e un ruolo importante, in profonda unità con il tutto".

Infine il Papa ha esortato i fedeli con queste parole: "Cari fratelli e sorelle impariamo a gustare nella nostra preghiera la bellezza di essere amici, anzi figli di Dio, di poterlo invocare con la confidenza e la fiducia che ha un bambino verso i genitori che lo amano. Apriamo la nostra preghiera all’azione dello Spirito Santo perché in noi gridi a Dio 'Abbà! Padre!'".
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