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lunedì 16 luglio 2012

LA CHIESA DEVE PREDICARE LA GIUSTIZIA E LA VERITÀ


Città del Vaticano, 15 luglio 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre si è recato in Visita Pastorale alla diocesi suburbicaria di Frascati, non lontana dalla residenza estiva di Castel Gandolfo. Nel 1962 il Beato Giovanni XXIII dispose che i cardinali suburbicari di questa Diocesi mantenessero il titolo della stessa, mentre la guida pastorale era affidata ad un vescovo residenziale. Titolare della Diocesi è attualmente il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che ha concelebrato con il Santo Padre. L'attuale visita di Benedetto XVI è la quarta visita di un Pontefice, dopo quelle di Giovanni XXIII nel 1959, di Paolo VI nel 1963 e di Giovanni Paolo II nel 1980.

Benedetto XVI è stato ricevuto dal Sindaco di Frascati, Dottor Stefano di Tommaso e dal Vescovo Raffaello Martinelli. Dopo l'ingresso in Cattedrale dove si è soffermato in adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento, Papa Benedetto XVI ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica sul sagrato della Cattedrale, dedicata a San Pietro, nell'omonima piazza.

Di seguito riportiamo alcuni estratti dell'omelia tenuta dal Pontefice:

"Nel Vangelo di questa domenica, Gesù prende l’iniziativa di inviare i dodici Apostoli in missione. (...) Il fatto che Gesù chiami alcuni discepoli a collaborare direttamente alla sua missione, manifesta un aspetto del suo amore: cioè Egli non disdegna l’aiuto che altri uomini possono recare alla sua opera; conosce i loro limiti, le loro debolezze, ma non li disprezza, anzi, conferisce loro la dignità di essere suoi inviati. Gesù li manda a due a due e dà loro istruzioni, che l’Evangelista riassume in poche frasi. La prima riguarda lo spirito di distacco: gli apostoli non devono essere attaccati al denaro e alla comodità. Gesù poi avverte i discepoli che non riceveranno sempre un’accoglienza favorevole: talvolta saranno respinti; anzi, potranno essere anche perseguitati. Ma questo non li deve impressionare: essi devono parlare a nome di Gesù e predicare il Regno di Dio, senza essere preoccupati di avere successo. (...)  Il successo lo lasciano a Dio".

La prima Lettura proclamata ci presenta la stessa prospettiva, mostrandoci che gli inviati di Dio spesso non vengono accolti bene. Questo è il caso del profeta Amos (...) Amos predica con grande energia contro le ingiustizie, denunciando soprattutto i soprusi del re e dei notabili, soprusi che offendono il Signore e rendono vani gli atti di culto. (...) Pertanto, sia che venga accettato sia che venga respinto, egli continuerà a profetizzare, predicando ciò che Dio dice e non ciò che gli uomini vogliono sentirsi dire. E questo rimane il mandato della Chiesa: non predica ciò che vogliono sentirsi dire i potenti. Il loro criterio è la verità e la giustizia anche se sta contro gli applausi e contro il potere umano".

"L’altra indicazione molto importante del brano evangelico è che i Dodici non possono accontentarsi di predicare la conversione: alla predicazione si deve accompagnare, secondo le istruzioni e l’esempio Gesù, la cura dei malati. Cura dei malati corporale e spirituale. Parla delle guarigioni concrete delle malattie, parla anche dello scacciare i demoni cioè purificare la mente umana, pulire, pulire gli occhi dell’anima che sono oscurati dalle ideologie e perciò non possono vedere Dio, non possono vedere la verità e la giustizia. (...) Quindi la missione apostolica deve sempre comprendere i due aspetti di predicazione della parola di Dio e di manifestazione della sua bontà con gesti di carità, di servizio e di dedizione".

Il Signore chiama tutti, distribuendo diversi doni per diversi compiti nella Chiesa. Chiama al sacerdozio e alla vita consacrata, e chiama al matrimonio e all’impegno come laici nella Chiesa stessa e nella società. Importante è che la ricchezza dei doni trovi piena accoglienza, (...), che si senta la gioia di rispondere a Dio  (...), donandola nella via del sacerdozio e della vita consacrata o nella via del matrimonio, due vie complementari che si illuminano a vicenda, si arricchiscono reciprocamente e insieme arricchiscono la comunità. (...) Il Signore semina con larghezza i suoi doni, chiama a seguirlo e a prolungare nell’oggi la sua missione".

"Vi propongo di vivere intensamente l’Anno della Fede che inizierà ad ottobre, a 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II. I Documenti del Concilio contengono una ricchezza enorme per la formazione delle nuove generazioni cristiane, per la formazione della nostra coscienza. Quindi leggetelo, leggete il Catechismo della Chiesa cattolica e così riscoprite la bellezza di essere cristiani, di essere Chiesa".

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