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venerdì 27 maggio 2011

CARITAS INTERNATIONALIS TESTIMONIARE AMORE DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 27 MAG. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i 400 partecipanti all'Assemblea Generale della 'Caritas Internationalis', il cui Presidente è il Cardinale Oscar Rodríguez Maradiaga, Arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras).

  Benedetto XVI ha ricordato che la 'Caritas' fu fondata 60 anni fa da Pio XII dopo gli orrori e le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale "per mostrare la solidarietà e la preoccupazione della Chiesa intera di fronte alle tante situazioni di conflitto e di emergenza nel mondo. (...). Il Beato Giovanni Paolo II, poi, rafforzò ulteriormente i legami esistenti tra le singole agenzie nazionali di 'Caritas' e tra di esse e la Santa Sede, conferendo a 'Caritas Internationalis' la personalità giuridica canonica pubblica. Di conseguenza la 'Caritas internationalis' ha acquisito un ruolo particolare nel cuore della comunità ecclesiale, ed è stata chiamata a condividere, in collaborazione con la Gerarchia ecclesiastica, la missione della Chiesa di manifestare, attraverso la carità vissuta, quell'amore che è Dio stesso".

  "Nella mia prima Enciclica, 'Deus Caritas est', ho voluto riaffermare quanto sia centrale la testimonianza della carità per la Chiesa del nostro tempo. Attraverso tale testimonianza (...)  la Chiesa raggiunge milioni di uomini e donne e rende loro possibile riconoscere e percepire l'amore di Dio, che è sempre vicino ad ogni persona che si trovi nel bisogno. Per noi cristiani, Dio stesso è la fonte della carità, e la carità è intesa non solo come una generica filantropia, ma come dono di sé, anche fino al sacrificio della propria vita in favore degli altri, ad imitazione dell'esempio di Gesù Cristo".

"'Caritas Internationalis'" - ha spiegato il Pontefice - "è diversa da altre agenzie sociali perché è un organismo ecclesiale, che condivide la missione della Chiesa. Questo è ciò che i Pontefici hanno sempre voluto e questo è ciò che la vostra Assemblea Generale è chiamata a riaffermare con forza. A tale riguardo, si deve osservare che 'Caritas Internationalis' è costituita fondamentalmente dalle varie 'Caritas' nazionali. A differenza di tante istituzioni e associazioni ecclesiali dedite alla carità, le 'Caritas' hanno un tratto distintivo: pur nella varietà delle forme canoniche assunte dalle 'Caritas' nazionali, tutte costituiscono un aiuto privilegiato per i Vescovi nel loro esercizio pastorale della carità. Ciò comporta una speciale responsabilità ecclesiale: quella di lasciarsi guidare dai Pastori della Chiesa. Dal momento poi che 'Caritas Internationalis' ha un profilo universale ed è dotata di personalità giuridica canonica pubblica, la Santa Sede ha il compito di seguire la sua attività e di vigilare affinché tanto la sua azione umanitaria e di carità, come il contenuto dei documenti diffusi, siano in piena sintonia con la Sede Apostolica e con il Magistero della Chiesa, affinché essa sia amministrata con competenza ed in modo trasparente. Questa identità distintiva è la forza di 'Caritas Internationalis', ed è ciò che rende la sua opera particolarmente efficace".

  "Vorrei inoltre sottolineare che la vostra missione" - ha proseguito il Pontefice - "vi porta a svolgere un importante ruolo sul piano internazionale. L'esperienza che avete raccolto in questi anni vi ha insegnato a farvi portavoce, nella comunità internazionale, di una sana visione antropologica, alimentata dalla dottrina cattolica e impegnata a difendere la dignità di ogni vita umana. Senza un fondamento trascendente, senza un riferimento a Dio Creatore, senza la considerazione del nostro destino eterno, rischiamo di cadere in preda ad ideologie dannose".

  "'Caritas Internationalis' è un'organizzazione a cui spetta il ruolo di favorire la comunione tra la Chiesa universale e le Chiese particolari, come pure la comunione tra tutti i fedeli nell'esercizio della carità. Al tempo stesso, essa è chiamata ad offrire il proprio contributo per portare il messaggio della Chiesa nella vita politica e sociale sul piano internazionale. Nella sfera politica - e in tutte quelle aree che toccano direttamente la vita dei poveri - i fedeli, specialmente i laici, godono di un'ampia libertà di azione. Nessuno può, in materie aperte alla libera discussione, pretendere di parlare 'ufficialmente' a nome dell'intero laicato o di tutti i cattolici. D'altro canto, ciascun cattolico, anzi, in verità, ogni uomo, è chiamato ad agire con coscienza purificata e con cuore generoso per promuovere in maniera decisa quei valori che spesso ho definito come 'non negoziabili'".

  "È in questa ampia prospettiva, quindi, e in stretta collaborazione con i Pastori della Chiesa, responsabili ultimi della testimonianza della carità" - ha concluso il Santo Padre - "che le 'Caritas' nazionali sono chiamate a continuare la loro fondamentale testimonianza al mistero dell'amore vivificante e trasformante di Dio manifestatosi in Gesù Cristo. Lo stesso vale anche per 'Caritas Internationalis', che, nell'impegno per svolgere la propria missione, può contare sull'assistenza e sull'appoggio della Santa Sede, particolarmente attraverso il Dicastero competente, il Pontificio Consiglio 'Cor Unum'".
AC/                                       VIS 20110527 (790)

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