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mercoledì 9 settembre 2009

SAN PIER DAMIANI: MONACO E RIFORMATORE DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di questa mattina a San Pier Damiani (Ravenna, 1007 - Faenza, 1072), "monaco, amante della solitudine e, insieme, intrepido uomo di Chiesa, impegnato in prima persona nell'opera di riforma avviata dai Papi del tempo".

  "Nacque a Ravenna nel 1007" - ha cominciato il Papa - "da famiglia nobile, ma disagiata. Rimasto orfano di ambedue i genitori, visse un'infanzia non priva di stenti e di sofferenze, anche se la sorella Roselinda si impegnò a fargli da mamma e il fratello maggiore Damiano lo adottò come figlio. (...) La formazione gli venne impartita prima a Faenza e poi a Parma, dove, già all'età di 25 anni, lo troviamo impegnato nell'insegnamento. Accanto ad una buona competenza nel campo del diritto, acquisì una raffinata perizia nell'arte del comporre - 'l'ars scribendi' - e, grazie alla sua conoscenza dei grandi classici latini, diventò 'uno dei migliori latinisti del suo tempo, uno dei più grandi scrittori del medioevo latino'"

  "Intorno all'anno 1034" - ha proseguito il Pontefice - "la contemplazione dell'assoluto di Dio lo spinse a staccarsi progressivamente dal mondo (...), per ritirarsi nel monastero di Fonte Avellana".

  "L'eremo di Fonte Avellana era dedicato alla Santa Croce, e la Croce sarà il mistero cristiano che più di tutti gli altri affascinerà Pier Damiani" - ha spiegato il Papa, che ha detto: "Cari fratelli e sorelle, l'esempio di San Pier Damiani spinga anche noi a guardare sempre alla Croce come al supremo atto di amore di Dio nei confronti dell'uomo, che ci ha donato la salvezza",

  "Per lo svolgimento della vita eremitica" - ha proseguito il Pontefice - "questo grande monaco redige una Regola in cui sottolinea fortemente il 'rigore dell'eremo' (...). La vita eremitica è per lui il vertice della vita cristiana, è 'al culmine degli stati di vita', perché il monaco, ormai libero dai legami del mondo e del proprio io, riceve 'la caparra dello Spirito Santo e la sua anima si unisce felice allo Sposo celeste'. Questo risulta importante anche oggi per noi, anche se non siamo monaci" - ha affermato il Papa - "saper fare silenzio in noi per ascoltare la voce di Dio, cercare, per così dire un 'parlatorio' dove Dio parla con noi. Apprendere la Parola di Dio nella preghiera e nella meditazione è la strada della vita".

  Per San Pier Damiani, fine teologo "La comunione con Cristo crea unità d'amore tra i cristiani. Nella lettera 28, che è un geniale trattato di ecclesiologia, Pier Damiani sviluppa una profonda teologia della Chiesa come comunione. (...) Così il servizio del singolo diventa 'espressione dell'universalità'".

  "Tuttavia l'immagine ideale della 'santa Chiesa' illustrata da Pier Damiani" - ha affermato il Papa - "non corrisponde - lo sapeva bene - alla realtà del suo tempo.  Per questo non teme di denunziare lo stato di corruzione esistente nei monasteri e tra il clero, a motivo, soprattutto, della prassi del conferimento, da parte delle Autorità laiche, dell'investitura degli uffici ecclesiastici".

  "Per questo, con grande dolore e tristezza, nel 1057 Pier Damiani lascia il monastero e accetta, pur con difficoltà, la nomina a Cardinale Vescovo di Ostia, entrando così pienamente in collaborazione con i Papi nella non facile impresa della riforma della Chiesa. (...) Ha rinunciato così alla bellezza dell'eremo e con coraggio ha intrapreso numerosi viaggi e missioni. Per il suo amore alla vita monastica, dieci anni dopo, nel 1067, ottiene il permesso di tornare a Fonte Avellana, rinunciando alla Diocesi di Ostia", ma continua il suo servizio ai Pontefici. Muore nel 1072 al rientro da una missione per ristabilire la pace con l'Arcivescovo di Ravenna.

  Pier Damiani, ha ripreso il Santo Padre: "Fu monaco fino in fondo, con forme di austerità, che oggi potrebbero sembrarci persino eccessive. In tal modo, però, egli ha fatto della vita monastica una testimonianza eloquente del primato di Dio e un richiamo per tutti a camminare verso la santità, liberi da ogni compromesso col male. Egli si consumò, con lucida coerenza e grande severità, per la riforma della Chiesa del suo tempo. Donò tutte le sue energie spirituali e fisiche a Cristo e alla Chiesa, restando però sempre, come amava definirsi, "'Petrus ultimus monachorum servus'".
AG/PIER DAMIANI/...                               VIS 20090909 (680)


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