Inizio - VIS Vaticano - Ricevere VIS - Contattaci - Calendario VIS

Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

ultime 5 notizie

VISnews anche in Twitter Anche in YouTube

mercoledì 20 maggio 2009

BENEDETTO XVI RICORDA VIAGGIO IN TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2009 (VIS).- Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale dei Mercoledì al Viaggio Apostolico in Terra Santa (8-15 maggio), "pellegrinaggio per eccellenza alle sorgenti della fede - ha detto - e al tempo stesso di una visita pastorale alla Chiesa che vive in Terra Santa".

  Ai 20.000 fedeli presenti in Piazza San Pietro il Santo Padre ha ricordato la prima tappa del suo Viaggio, la Giordania, dove si trovano il Monte Nebo, da cui Mosé vide la terra promessa e morì senza mai potervi arrivare, e Betania, oltre il Giordano dove Gesù fu battezzato da San Giovanni Battista. Il memoriale di Mosé sul Monte Nebo "parla - ha spiegato il Santo Padre - della nostra condizione di pellegrini tra un "già" e un "non ancora", tra una promessa così grande e bella da sostenerci nel cammino e un compimento che ci supera, e che supera anche questo mondo. La Chiesa vive in se stessa questa 'indole escatologica' e 'pellegrinante'".

 Il Pontefice ha ricordato anche la benedizione delle prime pietre di due chiese in Betania e ha affermato che essa era "segno dell'apertura e del rispetto che vigono nel Regno Ascemita per la libertà religiosa e per la tradizione cristiana, e ciò merita grande apprezzamento (...) Quanto è importante che cristiani e musulmani coabitino pacificamente nel mutuo rispetto! Grazie a Dio, e all'impegno dei governanti, in Giordania questo avviene. Ho pregato pertanto affinché anche altrove sia così, pensando specialmente ai cristiani che vivono invece realtà difficili nel vicino Iraq".

 "In Giordania" - ha proseguito il Pontefice - "vive un'importante comunità cristiana, incrementata da profughi palestinesi e iracheni. Si tratta di una presenza significativa e apprezzata nella società, anche per le sue opere educative e assistenziali, attente alla persona umana indipendentemente dalla sua appartenenza etnica e religiosa".

 "Quale segno dell'impegno della Chiesa nell'ambito della cultura" - ha ricordato il Papa" - ho inoltre benedetto la prima pietra dell'Università di Madaba, del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Ho provato grande gioia nel dare avvio a questa nuova istituzione scientifica e culturale, perché essa manifesta in modo tangibile che la Chiesa promuove la ricerca della verità e del bene comune, ed offre uno spazio aperto e qualificato a tutti coloro che vogliono impegnarsi in tale ricerca, premessa indispensabile per un vero e fruttuoso dialogo tra civiltà".

 In seguito il Santo Padre ha rievocato il soggiorno in Israele dove "fin dall'arrivo" - ha detto - "mi sono presentato come pellegrino di fede nella Terra dove Gesù è nato, ha vissuto, è morto ed è risorto, e, al tempo stesso, come pellegrino di pace per implorare da Dio che là dove Egli ha voluto farsi uomo, tutti gli uomini possano vivere da suoi figli, cioè da fratelli".

 "In quella Terra benedetta da Dio sembra a volte impossibile uscire dalla spirale della violenza. Ma nulla è impossibile a Dio e a quanti confidano in Lui! Per questo la fede nell'unico Dio giusto e misericordioso, che è la più preziosa risorsa di quei popoli, deve poter sprigionare tutta la sua carica di rispetto, di riconciliazione e di collaborazione". Il Papa ha precisato di aver manifestato tale auspicio al Gran Muftì e ai Capi della Comunità Islamica di Gerusalemme, e al Gran Rabbinato di Israele, ed anche in occasione dell'incontro con le Organizzazioni impegnate nel dialogo inter-religioso.

 "Gerusalemme è il crocevia delle tre grandi religioni monoteiste, e il suo stesso nome - 'città della pace' - esprime il disegno di Dio sull'umanità: formare di essa una grande famiglia (...) E' questo che ebrei, cristiani e musulmani sono chiamati a testimoniare, per onorare con i fatti quel Dio che pregano con le labbra. Ed è esattamente questo che ho portato nel cuore, in preghiera, visitando, a Gerusalemme (...) il Muro del Pianto - e la Cupola della Roccia, luoghi simbolici rispettivamente dell'Ebraismo e dell'Islam".

 Il Papa ha inoltre ricordato la sua visita al Mausoleo di Yad Vashem, in onore delle vittime dell'Olocausto e ha esclamato: "Ogni persona umana è sacra, ed il suo nome è scritto nel cuore del Dio Eterno. Mai va dimenticata la tremenda tragedia della 'Shoah'! Occorre al contrario che sia sempre nella nostra memoria quale monito universale al sacro rispetto della vita umana, che riveste sempre un valore infinito".

 Il pellegrinaggio di Benedetto XVI ha avuto "come scopo prioritario la visita alle Comunità cattoliche della Terra Santa, e ciò è avvenuto in diversi momenti anche a Gerusalemme, a Betlemme e a Nazaret". Riferendosi in particolare al suo incontro nel Cenacolo con il Custode di Terra Santa il Papa ha segnalato che hanno "meditato insieme sulla nostra vocazione ad essere una cosa sola, a formare un solo corpo e un solo spirito, a trasformare il mondo con la mite potenza dell'amore".

 Ma i "momenti culminanti di comunione con i fedeli cattolici sono state soprattutto le celebrazioni eucaristiche", come quella della Valle di Josafat a Gerusalemme dove il Papa ha parlato della Resurrezione di Cristo "quale forza di speranza e di pace per quella Città e per il mondo intero"; quella a Betlemme, nei territori palestinesi "con la partecipazione anche di fedeli provenienti da Gaza, che ho avuto la gioia di confortare di persona - ha detto - assicurando loro la mia particolare vicinanza".

 "Betlemme, il luogo nel quale è risuonato il canto celeste di pace per tutti gli uomini, è simbolo della distanza che ancora ci separa dal compimento di quell'annuncio: precarietà, isolamento, incertezza, povertà. Tutto ciò ha portato tanti cristiani ad andare lontano. Ma la Chiesa continua il suo cammino, sorretta dalla forza della fede e testimoniando l'amore con opere concrete di servizio ai fratelli, quali, ad esempio, il 'Caritas Baby Hospital' di Betlemme (...) e l'azione umanitaria nei campi profughi".

 Il Pontefice ha visitato il campo di Aida dove "ho voluto assicurare" - ha detto -"alle famiglie che vi sono ospitate, la vicinanza e l'incoraggiamento della Chiesa universale, invitando tutti a ricercare la pace con metodi non violenti, seguendo l'esempio di San Francesco d'Assisi". Benedetto XVI ha parlato dell'ultima Messa con la quale ha chiuso l'anno della Santa Famiglia di Nazareth dove ha pregato "per tutte le famiglie, affinché siano riscoperti la bellezza del matrimonio e della vita familiare" e del suo incontro nella Basilica dell'Annunciazione con i pastori, i religiosi, i sacerdoti e laici della Galilea dove "abbiamo cantato la nostra fede nella potenza creatrice e trasformante di Dio".

 Il Viaggio del Papa in Terra Santa si è concluso il 15 maggio con la visita al Santo Sepolcro e "due importanti incontri ecumenici a Gerusalemme: al Patriarcato Greco-Ortodosso (...) e alla Chiesa Patriarcale Armena Apostolica".

 "Mi piace ricapitolare l'intero itinerario che mi è stato dato di effettuare proprio nel segno della Risurrezione di Cristo: malgrado le vicissitudini che lungo i secoli hanno segnato i Luoghi santi, malgrado le guerre, le distruzioni, e purtroppo anche i conflitti tra cristiani, la Chiesa ha proseguito la sua missione, sospinta dallo Spirito del Signore risorto. Essa è in cammino verso la piena unità, perché il mondo creda nell'amore di Dio e sperimenti la gioia della sua pace".
AG/VIAGGIO TERRA SANTA/...                                               VIS 20090520 (1150)

Nessun commento:

Posta un commento

Copyright © VIS - Vatican Information Service