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lunedì 10 settembre 2007

VOLONTARIATO PREZIOSO SERVIZIO AL PROSSIMO


CITTA' DEL VATICANO, 9 SET. 2007 (VIS). Alle 17:30 presso il "Wiener Konzerthaus", casa della musica di Vienna, inaugurata nel 1913 alla presenza dell'imperatore Francesco Giuseppe I, il Santo Padre Benedetto XVI ha avuto un incontro con le organizzazioni di volontariato della Chiesa e della società civile attive in Austria.

   I saluti dei giovani volontari ed i discorsi del Presidente della Repubblica e del Santo Padre sono stati intervallati da alcuni intermezzi musicali.

  "Vorrei a questo punto esprimere il mio ringraziamento molto sentito" - ha affermato il Papa all'inizio del suo discorso - "per la marcata 'cultura del volontariato' in Austria. (...) L'amore del prossimo non si può delegare; lo Stato e la politica, con le pur giuste premure per il sollievo in casi di bisogno e per le prestazioni sociali, non possono sostituirlo. Esso richiede sempre l'impegno personale e volontario, per il quale certamente lo Stato deve creare condizioni generali favorevoli".

  "Il 'sì' a un impegno volontaristico e solidale è una decisione che rende liberi e aperti alle necessità dell'altro; alle esigenze della giustizia, della difesa della vita e della salvaguardia del creato. Negli impegni di volontariato entra in gioco la dimensione-chiave dell'immagine cristiana di Dio e dell'uomo: l'amore di Dio e l'amore del prossimo".

  Benedetto XVI ha sottolineato che il volontariato si caratterizza per la 'gratuità' ed ha affermato: "La spontanea disponibilità vive e si dimostra al di là del calcolo e del contraccambio atteso; essa rompe le regole dell'economia di mercato. L'uomo, infatti, è molto più di un semplice fattore economico da valutare secondo criteri economici".

  "Nello sguardo degli altri" - ha detto ancora il Santo Padre - "proprio di quell'altro che ha bisogno del nostro aiuto, sperimentiamo l'esigenza concreta dell'amore cristiano. Gesù Cristo non ci insegna una mistica 'degli occhi chiusi', ma una mistica 'dello sguardo aperto' e con ciò del dovere assoluto di percepire la condizione degli altri, la situazione in cui si trova quell'uomo che, secondo il Vangelo, è nostro prossimo".

  "Alla fine vorrei ricordare la forza e l'importanza della preghiera per quanti sono impegnati nel lavoro caritativo. La preghiera a Dio è via di uscita dall'ideologia o dalla rassegnazione di fronte all'illimitatezza del bisogno".

  "Quando uno non fa solo il suo dovere nella professione e nella famiglia - e per farlo bene ci vuole già molta forza e un grande amore -, ma s'impegna inoltre per gli altri, mettendo il suo prezioso tempo libero a servizio dell'uomo e della sua dignità, il suo cuore si dilata".

  Benedetto XVI ha concluso il suo discorso affermando che: "Chi rispetta la 'priorità del prossimo',  vive ed agisce secondo il Vangelo e prende parte anche alla missione della Chiesa, che sempre guarda l'uomo intero e vuol fargli sentire l'amore di Dio. La Chiesa sostiene questo vostro prezioso servizio pienamente".
PV-AUSTRIA/VOLONTARIATO/VIENNA                   VIS 20070910 (470)


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