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giovedì 8 gennaio 2004

"DIGNITÀ E DIRITTI DELLA PERSONA CON HANDICAP MENTALE"

CITTA' DEL VATICANO, 8 GEN. 2004 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II ai partecipanti al Simposio Internazionale su: "Dignità e diritti della persona con handicap mentale". L'incontro, organizzato in Vaticano dal 7 al 9 gennaio dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, coincide con la fine dell'Anno Europeo delle persone disabili.

"La persona handicappata" - si legge nel Messaggio - "anche quando risulta ferita nella mente e nelle sue capacità sensoriali e intellettive, è un soggetto pienamente umano, con i diritti sacri e inalienabili propri di ogni creatura umana. (…) Soltanto se vengono riconosciuti i diritti dei più deboli una società può dire di essere fondata sul diritto e sulla giustizia".

Il Santo Padre ribadisce che: "Una società che desse spazio solo ai membri pienamente funzionali, del tutto autonomi ed indipendenti, non sarebbe una società degna dell'uomo. La discriminazione in base all'efficienza non è meno deprecabile di quella compiuta in base alla razza o al sesso o alla religione".

"Al di sopra di qualsiasi altra considerazione o interesse particolare o di gruppo, bisogna cercare di promuovere il bene integrale di queste persone, né si può negare loro il necessario sostegno e la necessaria protezione, anche se ciò comporta un maggior carico economico e sociale. Forse più che altri malati, i soggetti mentalmente ritardati hanno bisogno di attenzione, di affetto, di comprensione, di amore: non li si può lasciare soli, quasi disarmati e inermi, nel difficile compito di affrontare la vita".

Giovanni Paolo II scrive ancora che: "A questo proposito, particolare attenzione merita la cura delle dimensioni affettive e sessuali della persona handicappata. (…) Anch'essa ha bisogno di amare e di essere amata, ha bisogno di tenerezza, di vicinanza, di intimità. La realtà, purtroppo, è che la persona con handicap si trova a vivere queste legittime e naturali esigenze in una situazione di svantaggio, che diventa sempre più evidente col passaggio dall'età infantile a quella adulta. Il soggetto handicappato (…), ricerca relazioni autentiche nelle quali poter essere apprezzato e riconosciuto come persona".

"Senza dubbio" - prosegue il Pontefice - "le persone disabili, svelando la radicale fragilità della condizione umana, sono una espressione del dramma del dolore e, in questo nostro mondo, assetato di edonismo e ammaliato dalla bellezza effimera e fallace, le loro difficoltà sono spesso percepite come uno scandalo e una provocazione e i loro problemi come un fardello da rimuovere o da risolvere sbrigativamente".

Il Papa conclude il Messaggio sottolineando che le persone disabili "possono insegnare a tutti che cosa è l'amore che salva e possono diventare annunciatrici di un mondo nuovo, non più dominato dalla forza, dalla violenza e dall'aggressività, ma dall'amore, dalla solidarietà, dall'accoglienza, un mondo nuovo trasfigurato dalla luce di Cristo, il Figlio di Dio per noi uomini incarnato, crocifisso e risorto".
MESS/DISABILI/… VIS 20040108 (480)

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