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martedì 17 giugno 2003

EVANGELIZZAZIONE: MISSIONE ESSENZIALE DELLA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 17 GIU. 2003 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Presuli della Conferenza dei Vescovi del Burkina Faso e del Niger, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

All'inizio del suo discorso, pronunciato in lingua francese, il Santo Padre ha espresso la sua preoccupazione relativa allo "sviluppo duraturo ed integrale delle popolazioni" e alla lotta quotidiana "per sopravvivere" causata dalle "condizioni climatiche difficili della regione del Sahel e dalla desertificazione", che, ha affermato, condannano le popolazioni alla "povertà endemica che genera precarietà e disperazione". Per tutto ciò il Papa ha lanciato un appello alla Comunità internazionale perché aiuti questi popoli a vivere "il futuro con più serenità".

"Nonostante le difficoltà legate alla precarietà della vita delle popolazioni locali" - ha proseguito il Papa - "la vitalità missionaria delle vostre Chiese diocesane ha potuto esprimersi in molteplici modi. Rendo grazie con voi per le celebrazioni che hanno commemorato il centenario dell'evangelizzazione del Burkina Faso".

Il Santo Padre ha ribadito che: "Evangelizzare è una missione essenziale della Chiesa. L'annuncio del Vangelo non può realizzarsi pienamente senza il contributo di tutti i credenti". Ricordando le parole dell'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Africa", il Papa ha detto che: "L'inculturazione è una priorità e un'urgenza nella vita delle Chiese particolari" e rivolgendosi ai Vescovi ha detto loro che: "La pastorale dell'inculturazione che avete messo in opera nelle vostre Diocesi porta frutti, in particolare nella vita e nella testimonianza delle comunità cristiane di base".

Riferendosi ai fedeli laici, il Papa ha esortato i Vescovi africani affinché li aiutino "a prendere coscienza sempre più viva del loro ruolo nella Chiesa e ad onorare così la loro missione di battezzati e di confermati".

Ribadendo che "la famiglia cristiana è chiamata ad essere una cellula potente di testimonianza cristiana", Giovanni Paolo II ha ricordato "la testimonianza offerta da numerose famiglie che vivono in modo eroico la fedeltà al sacramento del matrimonio cristiano, nel contesto di una legislazione civile o di costumi tradizionali poco favorevoli al matrimonio monogamo. Poiché minacce pesano oggi sulla famiglia africana e sulle sue fondamenta, vi esorto a promuovere la dignità del matrimonio cristiano".

Successivamente, il Papa ha parlato delle difficoltà incontrate dai sacerdoti nel seguire e formare le comunità cristiane, ed ha citato a questo proposito "l'allontanamento delle parrocchie, le infrastrutture stradali poco sviluppate e l'esiguo numero di operatori apostolici". "Li ringrazio" - ha detto il Pontefice - "per la loro generosità nel servire Cristo e la sua Chiesa e so fino a che punto voi vi preoccupate, con i mezzi di cui disponete, di procurare loro tutti ciò che è necessario alla loro salute spirituale e alle loro necessità materiali". Infine il Papa ha invitato i Presuli "a manifestare (…) come già fate, la solidarietà delle vostre Chiese locali ai paesi vicini, che mancano sovente di pastori, inviando loro sacerdoti e laici missionari".

In merito alla formazione dei candidati al sacerdozio, il Papa ha sottolineato l'importanza di una "vera formazione spirituale, intellettuale e pastorale, indispensabile all'esercizio del ministero presbiterale, che deve essere associata ad una solida formazione umana e culturale. È particolarmente importante insistere sulla maturazione affettiva dei candidati, necessaria a quanti sono chiamati al celibato".

Infine il Santo Padre ha ricordato che nei paesi d'origine dei Vescovi "le comunità cristiane vivono in società caratterizzate dalla predominanza dell'Islam e dei valori ad esso propri. Mi rallegro che, come mi avete riferito, i rapporti dei cattolici con i credenti dell'Islam siano generalmente improntati al rispetto, alla stima e alla convivenza". Il Papa ha invitato i Vescovi a "coltivare questo dialogo (…) affinché sia bandita la paura dell'altro, originata spesso dalla profonda ignoranza dei valori religiosi che l'animano".

Giovanni Paolo II ha preso congedo dai Presuli del Burkina Faso e del Niger auspicando che: "Di fronte allo scandalo della povertà e dell'ingiustizia, (…) la Chiesa continui a svolgere la sua missione profetica e ad essere la voce di chi non ha voce, affinché dappertutto la dignità umana sia riconosciuta ad ogni persona e siano promosse tutte le iniziative volte a sviluppare e nobilitare l'uomo nella sua esistenza spirituale e materiale".
AL/…/BURKINA FASO-NIGER VIS 20030617 (680)

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