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venerdì 8 novembre 2002

INTERVENTO SANTA SEDE RELATIVO UNRWA IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2002 (VIS). L'Arcivescovo Renato Martino, Capo della Delegazione della Santa Sede ed Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto davanti al Comitato Speciale per la Politica e la Decolonizzazione della LVII Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., in merito all'opera svolta dall'Agenzia delle Opere Pubbliche di Soccorso delle Nazioni Unite per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente. (UNRWA).

  L'Arcivescovo Martino, Presidente eletto del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha espresso "lode e apprezzamento" della sua Delegazione "per il lavoro svolto dall'Agenzia" ed ha precisato che "molti importanti problemi che affliggono la regione in cui opera l'UNRWA" includono "gli insediamenti della popolazione, il coprifuoco, i posti di blocco, gli assassinii, gli attentatati suicidi e gli effetti che si ripercuotono sul popolo palestinese, che interessano, fra gli altri, la disoccupazione, l'educazione e l'accesso ai servizi sanitari".

  La Santa Sede conosce la situazione attuale, ha aggiunto l'Arcivescovo perché "la Missione Pontificia per la Palestina e i suoi numerosi collaboratori in tutto il mondo l'informano quotidianamente sulle grandi difficoltà delle persone per le quali essa opera". La Missione "conta molto sui suoi collaboratori al fine di fornire sostegno finanziario per la sua opera a favore del popolo palestinese, specialmente coloro che vivono nei campi profughi". Il bilancio annuale della Missione è di US$ 10,7 milioni.

  Il Nunzio, citando le parole del Santo Padre Giovanni Paolo II, pronunciate durante l'Angelus dell'11 agosto 2002, ha detto: "Quando si comprenderà che la coesistenza del popolo israeliano e del popolo palestinese non può essere ottenuta ricorrendo alle armi? (…) Dal 1967 ad oggi, sofferenze inaudite si sono succedute una all'altra (…). Davanti a questa tragedia umanitaria, che sembra non mostrare nessun segno di speranza, nessuno può rimanere indifferente".

  L'Arcivescovo Martino ha quindi affermato: "la comunità internazionale deve aiutare i Palestinesi e gli Israeliani a comprendere che l'ingiustizia fondamentale che causa una continua spirale di violenza deve cessare. Inoltre, i dati raccolti dal Rapporto Mitchell del 6 maggio 2001, chiaramente identificano l'occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele come l'origine delle sofferenze patite da israeliani e palestinesi. (…) Il ricorso massiccio alla violenza ha fallito miseramente, ha solo accresciuto le sofferenze di israeliani e palestinesi".

  "È speranza della mia Delegazione" - ha concluso l'Arcivescovo Martino - "che ogni soluzione adottate per risolvere i molteplici problemi della regione includa la Città Santa di Gerusalemme" e implichi "forniture internazionalmente garantite per assicurare la libertà di religione e di coscienza dei suoi abitanti, allo scopo di salvaguardare il carattere speciale della Città e dei Luoghi Santi per Ebrei, Cristiani e Musulmani".
DELSS/UNRWA/ONU:MARTINO                     VIS 20021108 (420)

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