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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 17 novembre 2009

LETTERA CARDINALE BERTONE SACERDOTI REP. POPOLARE CINESE


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera del Cardinale Bertone, Segretario di Stato, a tutti i Presbiteri della Chiesa Cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, in occasione dell'Anno Sacerdotale e nel 150° anniversario della morte del Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato d'Ars.

  "Nella Lettera, che il Santo Padre ha indirizzato il 27 maggio 2007 ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici nella Repubblica Popolare Cinese, sono indicate varie linee-guida per il futuro cammino della Chiesa. Tra di esse" - scrive il Cardinale Bertone - "desidero sottolineare la riconciliazione all'interno della comunità cattolica e un dialogo rispettoso e costruttivo con le Autorità civili, senza rinunciare ai principi della fede cattolica. Al riguardo, nonostante le persistenti difficoltà, le informazioni, che sono giunte da differenti parti della Cina, indicano anche  segni di speranza".

  "A solo due anni dalla pubblicazione della Lettera pontificia, non sembra che sia giunto il momento di fare bilanci definitivi" - afferma il Cardinale Segretario di Stato - "Usando le parole del grande missionario della Cina, Padre Matteo Ricci, credo che si possa dire che ancora è tempo più di semina che di raccolta".

  Il Segretario di Stato indica poi "i modi pratici" in cui i sacerdoti possono dare il proprio contributo:  "ad esempio, visitando frequentemente sia famiglie cattoliche e non cattoliche sia villaggi, mostrando la vostra sollecitudine per i bisogni della gente; aumentando gli sforzi per preparare e formare buoni catechisti; favorendo un uso maggiore dei servizi caritativi, diretti specialmente ai bambini e alle persone ammalate e anziane, allo scopo di mostrare la carità disinteressata della Chiesa; organizzando riunioni speciali, in cui i cattolici possano invitare  i loro parenti e amici non cattolici affinché vengano meglio a conoscenza della Chiesa cattolica e della fede cristiana; distribuendo pubblicazioni cattoliche ai non cattolici".

  "In questo Anno Sacerdotale desidero ricordarvi la fonte dove potete trovare la forza per essere fedeli alla vostra importante missione: l'Eucaristia. (...) Una comunità veramente eucaristica non può ripiegarsi su se stessa, quasi fosse autosufficiente, ma deve mantenersi in comunione con ogni altra comunità cattolica".

  Rivolgendosi in particolare ai Vescovi, il Cardinale Bertone scrive che la loro "paterna sollecitudine" suggerirà loro, "secondo le possibilità e le condizioni di ogni diocesi, le iniziative atte a promuovere le vocazioni al sacerdozio, quali giornate e incontri di preghiera o apertura di luoghi, dove i sacerdoti e i fedeli, specialmente giovani, possano ritrovarsi per pregare insieme sotto la guida di esperti e buoni sacerdoti quali direttori spirituali".

  "Il Santo Padre Benedetto XVI è consapevole che 'anche in Cina, come nel resto della Chiesa, emerge la necessità di un'adeguata formazione permanente del clero. Di qui nasce l'invito, rivolto a voi Vescovi come responsabili delle comunità ecclesiali, a pensare specialmente al giovane clero che è sempre più sottoposto a nuove sfide pastorali, connesse con le esigenze del compito di evangelizzare una società così complessa com'è la società cinese attuale".

  "Il Santo Curato d'Ars ci insegna che il culto" - sottolinea il Cardinale Bertone - "reso all'Eucaristia fuori della Messa, è di un valore inestimabile nella vita di ogni sacerdote. Tale culto è strettamente congiunto con la celebrazione dell'Eucaristia".

  "Se siamo uniti in Cristo eucaristico" - scrive ancora il Porporato - le miserie del mondo risuonano nei nostri cuori per implorare la misericordia di Dio", esortando  a "cercare la riconciliazione con gesti concreti (...). Per ottenere ciò, occorre con urgenza prestare attenzione anche alla formazione umana di tutti i fedeli, compresi i sacerdoti e le religiose, poiché la mancanza di maturità umana, di auto-controllo e di armonia interiore è la fonte più frequente di incomprensioni, di mancanza di cooperazione e di conflitti in seno alle comunità cattoliche".

  "Desidero chiudere la mia lettera" - scrive infine il Cardinale Bertone - "formulando e affidando alla Vergine Santissima l'augurio che la vostra vita sacerdotale sia guidata sempre più da quegli ideali di totale donazione a Cristo e alla Chiesa che ispirarono il pensiero e l'azione del Santo Curato d'Ars".
SS/.../SACERDOTI CINA                                       VIS 20091117 (670)


XXIV CONFERENZA INTERNAZIONALE PERSONA SORDA VITA CHIESA


CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione della XXIV Conferenza Internazionale, promossa dal Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), in programma nei giorni 19, 20 e 21 novembre 2009 nell'Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano, e che quest'anno ha per tema: "Effatà! La Persona sorda nella vita della Chiesa".

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute); il Vescovo José L. Redrado, O.H., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; il Monsignor Jean-Marie Mpendawatu, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; il Padre Savino Castiglione, Congregazione Religiosa "Piccola Missione per i Sordomuti" ed il Professor Marco Radici, Direttore della U.O.C. di Otorinolaringoiatria dell'Ospedale San Giovanni di Dio "Fatebenefratelli", Roma.

  Sono oltre 278 milioni le persone con un deficit uditivo, tra queste 59 milioni sono affette da sordità totale. L'80 per cento delle persone sorde risiede nelle zone del pianeta meno sviluppate e nella Chiesa Cattolica si stima facciano parte un milione e trecentomila sordi che trovano difficoltà, ha detto l'Arcivescovo Zimowski, "a partecipare pienamente  (...) nella pratica religiosa".

  L'esigenza di questa Conferenza, alla quale parteciperanno 498 persone, delle quali 89 sorde, nasce dalla necessità di promuovere l'impegno in questo settore della disabilità "fino a raggiungere una reale integrazione delle persone sorde".

  "Secondo il programma prestabilito" - ha spiegato il Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale Sanitaria - "i tre giorni di incontro saranno suddivisi in sezioni legate ai differenti aspetti della sordità. Il primo giorno saranno trattati i temi: "Le persone sorde nel mondo tra passato e presente", "Il mondo psicologico delle persone sorde", gli "Aspetti medici della sordità" ed "Esperienze dal mondo della sordità".

  Il secondo giorno, che avrà il suo momento culminante nell'udienza concessa dal Santo Padre Benedetto XVI, si approfondiranno le seguenti tematiche: "La famiglia e le persone sorde"  e la "Pastorale con le persone sorde".

  I lavori si concluderanno il 21 novembre, giornata di ricapitolazione di quanto emerso dalle relazioni e dalle tavole rotonde e con la presentazione di un rapporto finale.

  Alla Conferenza interverranno, fra gli altri, l'Arcivescovo Patrick A. Kelly, di Liverpool (Regno Unito) e Terry O'Meara, rispettivamente Presidente e Direttore della "International Catholic Foundation for the Service of Deaf Persons"; il Dottor Silvio P. Mariotti, esperto dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS) e Padre Cyril Axelrod, Presbitero sordo e cieco.

  Parteciperanno inoltre alla Conferenza il Cardinale Javier Lozano Barragán ed il Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidenti emeriti del Dicastero che l'11 febbraio prossimo festeggerà il XXV della sua istituzione.
OP/EFFATA/ZIMOWSKI                               VIS 20091117 (450)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza il Signor Pierre Nkurunziza, Presidente della Repubblica del Burundi.
AP/.../...                                                 VIS 20091117 (30)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Douala (Camerun), presentata dal Cardinale Christian Wiyghan Tumi, per raggiunti limiti d'età. Gli succede l'Arcivescovo Vescovo Samuel Kleda, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sapporo (Giappone), presentata dal Vescovo Peter Toshio Jinushi, presentata per raggiunti limiti di età.
RE/.../TUMI:KLEDA:JINUSHI                                             VIS 20091117 (80)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 17 NOV. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli deceduti nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Roque Antonio Adames Rodríguez, emerito di Santiago de los Caballeros (Repubblica Dominicana), il 31 ottobre, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Hubertus Brandenburg, emerito di Stockholm (Svezia), il 4 novembre, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Abraham Escudero Montoya, di Palmira (Colombia), il 6 novembre, all'età di 69 anni.

- Il Vescovo Antonio Rosario Mennonna, emerito di Nardò-Gallipoli (Italia), il 6 novembre, all'età di 103  anni.

- Il Vescovo Manuel Romero Arvizu, O.F.M., Prelato emerito di Jesús Maria (Messico), il 6 novembre, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Arturo Salazar Mejía, O.A.R., emerito di Pasto (Colombia), il 1° novembre, all'età di 88 anni.
.../DECEDUTI/...                                VIS 20091117 (130)

lunedì 16 novembre 2009

UDIENZA PRESIDENTE SERBIA, PRIMO MINISTRO REPUBBLICA CECA


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha pubblicato questa mattina i seguenti due Comunicati:

  "Questa mattina, il Santo Padre ha ricevuto Sua Eccellenza il Signor Boris Tadi?, Presidente della Serbia. Successivamente questi ha avuto un colloquio con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, che era accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti".

  "Negli incontri, svoltisi in un'atmosfera assai cordiale, si è rilevato il buon livello delle relazioni bilaterali. In particolare, ci si è soffermati sulle principali sfide regionali e sul cammino della Serbia verso la piena integrazione nell'Unione Europea. Quindi, è stato sottolineato il contributo che la Chiesa cattolica desidera offrire alla società serba e sono stati richiamati gli elementi idonei ad assicurarne adeguatamente la presenza e l'attività. Si è preso atto altresì del positivo dialogo con la Chiesa Ortodossa, anche nella prospettiva della commemorazione, nel 2013, dell'Editto di Milano, ad opera dell'Imperatore Costantino, nato a Niš".
 
  Il secondo Comunicato rende noto che: "Nella mattinata di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Primo Ministro della Repubblica Ceca, Sua Eccellenza il Signor Jan Fischer. Successivamente il Primo Ministro ha incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "I cordiali colloqui hanno permesso di proseguire le conversazioni intraprese durante il recente Viaggio Apostolico di Sua Santità Benedetto XVI nella Repubblica Ceca. Sono stati rilevati i buoni rapporti esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica Ceca ed è stata confermata la comune volontà di proseguire il dialogo costruttivo sui temi bilaterali attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile. Infine, c'è stato uno scambio di vedute su questioni di attualità nelle relazioni internazionali, in particolare sull'entrata in vigore del Trattato di Lisbona".
OP/UDIENZA/SERBIA:REPUBBLICA CECA                   VIS 20091116 (320)


VESCOVI BRASILE: PROFONDO RISPETTO VITA

CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Regione Sud 1, che comprende São Paulo), al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  "Il cuore del popolo brasiliano" - ha sottolineato il Papa all'inizio del suo discorso - "custodisce un grande sentimento religioso e nobili tradizioni, radicate nel cristianesimo, che trovano espressioni in manifestazioni religiose e civili, sentite e autentiche. È un ricco patrimonio di valori che vi impegnate a difendere (...) e a vivificare. Vi invito a perseguire questa costante opera e metodica di evangelizzazione, certi che la formazione autenticamente cristiana della coscienza è decisiva per una profonda vita di fede e anche per la maturità sociale ed il vero ed equilibrato benessere della comunità umana".

  "Poiché una coscienza compiutamente formata comprende l'autentico bene dell'essere umano" - ha affermato il Santo Padre - "la Chiesa, specificando quale sia questo bene, illumina gli uomini e attraverso la vita cristiana si prodiga nell'educazione della loro coscienza. L'insegnamento della Chiesa, dovuto alla sua origine - Dio - al suo contenuto - la verità -, e al suo punto di riferimento - la coscienza - incontra una profonda e persuasiva eco nel cuore di tutti, credenti e non credenti".

  "La questione della vita e della sua difesa e promozione non è soltanto prerogativa dei cristiani (...). Il 'popolo della vita' si rallegra di poter condividere il proprio impegno con altri di modo che esso sia ogni volta più numeroso e cresca la nuova cultura dell'amore e della solidarietà per il bene autentico della civiltà umana".

  Benedetto XVI ha esortato i Presuli a parlare al "cuore del popolo" e a "unire le volontà (...) per far fronte alla crescente ondata di violenza e disprezzo della vita umana" che "da dono di Dio, accolta nell'intimità amorosa fra uomo e donna, viene ora considerata come mero prodotto umano".

  Al riguardo il Papa ha citato l'Enciclica "Caritas in veritate" dove scrive: "'Campo primario e cruciale della lotta culturale tra l'assolutismo della tecnicità e la responsabilità morale dell'uomo è oggi quello della 'bioetica', in cui si gioca radicalmente la possibilità stessa di uno sviluppo umano integrale. Si tratta di un ambito delicatissimo e decisivo, in cui emerge con drammatica forza la questione fondamentale: se l'uomo si sia prodotto da se stesso e se egli dipenda da Dio. Le scoperte scientifiche in questo campo e le possibilità di intervento tecnico sembrano talmente avanzate da imporre la scelta tra le due razionalità: quella della ragione aperta alla trascendenza o quella della ragione chiusa nell'immanenza".

  "La convinzione della retta ragione e la certezza della fede che la vita dell'essere umano, dal suo concepimento fino alla fine naturale, appartenga a Dio e non all'uomo" - ha ribadito il Pontefice - "le conferisce un carattere sacro e la dignità personale che suscita l'unica attitudine morale e giuridica corretta: quella del profondo rispetto".

  "Non possiamo mai stancarci di appellarci alla coscienza" - ha detto infine il Santo Padre ai Vescovi - invitandoli ad adoperarsi per la causa di Dio "non con l'animo triste di colui che avverte le carenze e i pericoli, ma con la salda fiducia di coloro che sanno di poter contare sulla vittoria di Cristo".
AL/.../BRASILE                                   VIS 20091116 (550)

CELEBRAZIONE CL ANNIVERSARIO EVANGELIZZAZIONE TAIWAN


CITTA' DEL VATICANO, 14 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina è stata resa pubblica una Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 14 ottobre, con la quale il Santo Padre nomina il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alle celebrazioni conclusive del 150° anniversario dell'evangelizzazione di Taiwan, che avranno luogo a Taipei, il 22 novembre 2009.

  La Missione che accompagnerà il Cardinale Tomko è composta dal Vescovo John-Baptist Tseng Chien-tsi, Ausiliare della Diocesi di Hwalien e dal Padre Rubén Martínez, O.P., Parroco della Basilica dell'Immacolata a Wanchin, Diocesi di Kaohsiung (Taiwan).
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/TAIWAN:TOMKO   VIS  20091116 (110)


ANGELUS: FINE ANNO LITURGICO, MEMORIA VITTIME STRADA


CITTA' DEL VATICANO, 15 NOV. 2009 (VIS). Nelle meditazioni che di consueto precedono la recita dell'Angelus Domini, il Santo Padre Benedetto XVI  ha ricordato la fine dell'anno liturgico ed ha citato un passo del Vangelo di San Marco che presenta una parte del discorso di Gesù sulla fine dei tempi. "In questo discorso" - ha affermato il Papa - "c'è una frase che colpisce per la sua chiarezza sintetica: 'Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno'".

  "Gesù dichiara che tutto ciò è destinato a 'passare'" - ha spiegato il Papa ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro - "Non solo la terra, ma anche il cielo, che qui è inteso appunto in senso cosmico, non come sinonimo di Dio. La Sacra Scrittura non conosce ambiguità: tutto il creato è segnato dalla finitudine, compresi gli elementi divinizzati dalle antiche mitologie: non c'è nessuna confusione tra il creato e il Creatore, ma una differenza netta. Con tale chiara distinzione, Gesù afferma che le sue parole 'non passeranno', cioè stanno dalla parte di Dio e perciò sono eterne".

  "In una celebre parabola" - ha ricordato il Papa - "Cristo si paragona al seminatore e spiega che il seme è la Parola: coloro che l'ascoltano, l'accolgono e portano frutto fanno parte del Regno di Dio, cioè vivono sotto la sua signoria; rimangono nel mondo, ma non sono più del mondo; portano in sé un germe di eternità, un principio di trasformazione che si manifesta già ora in una vita buona, animata dalla carità, e alla fine produrrà la risurrezione della carne. Ecco la potenza della Parola di Cristo".

  "Cari amici, la Vergine Maria è il segno vivente di questa verità. Il suo cuore è stato 'terra buona' che ha accolto con piena disponibilità la Parola di Dio, così che tutta la sua esistenza, trasformata secondo l'immagine del Figlio, è stata introdotta nell'eternità, anima e corpo, anticipando la vocazione eterna di ogni essere umano".

  Al termine della recita dell'Angelus, Papa Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto ai partecipanti all'Assemblea Plenaria della Commissione Episcopale Europea per i Media, i cui lavori si sono svolti in questi giorni in Vaticano. Infine ha ricordato che oggi ricorre la Giornata Mondiale della Memoria delle Vittime degli Incidenti Stradali ed ha detto: "Affido alla misericordia di Dio i defunti. Incoraggio tutti coloro che percorrono le strade del mondo alla prudenza, nello spirito di responsabilità per il dono della salute e della vita propria e altrui".
ANG/FINE ANNO LITURGICO:VITTIME STRADA/...               VIS 20091116 (410)


BENEDETTO XVI AL VERTICE ALIMENTAZIONE F.A.O.


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto una Visita al Palazzo della F.A.O. Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura), in occasione dell'apertura del Vertice Mondiale sulla sicurezza alimentare.

 Di seguito riportiamo alcuni estratti del discorso del Papa:

  "La Comunità internazionale sta affrontando in questi anni una grave crisi economico-finanziaria. Le statistiche testimoniano la drammatica crescita del numero di chi soffre la fame e a questo concorrono l'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al cibo. Tutto ciò mentre si conferma il dato che la terra può sufficientemente nutrire tutti i suoi abitanti".

  "Infatti, sebbene in alcune regioni permangano bassi livelli di produzione agricola anche a causa di mutamenti climatici, globalmente tale produzione è sufficiente per soddisfare sia la domanda attuale, sia quella prevedibile in futuro. Questi dati indicano l'assenza di una relazione di causa-effetto tra la crescita della popolazione e la fame, e ciò è ulteriormente provato dalla deprecabile distruzione di derrate alimentari in funzione del lucro economico".

  "Nell'Enciclica 'Caritas in veritate' ho osservato che 'Manca, (...), un assetto di istituzioni economiche in grado sia di garantire un accesso al cibo e all'acqua regolare e adeguato…, sia di fronteggiare le necessità connesse con i bisogni primari e con le emergenze di vere e proprie crisi alimentari…'".

  "In tale contesto, è necessario contrastare anche il ricorso a certe forme di sovvenzioni che perturbano gravemente il settore agricolo, la persistenza di modelli alimentari orientati al solo consumo e privi di una prospettiva di più ampio raggio e soprattutto l'egoismo, che consente alla speculazione di entrare persino nei mercati dei cereali, per cui il cibo viene considerato alla stregua di tutte le altre merci".

  "La debolezza degli attuali meccanismi della sicurezza alimentare e la necessità di un loro ripensamento sono testimoniati, in un certo senso, dalla stessa convocazione di questo Vertice".

  "Il concetto, (...), di 'cooperazione' deve essere coerente con il principio di sussidiarietà (...), perché lo sviluppo umano integrale richiede scelte responsabili da parte di tutti e domanda un atteggiamento solidale che non consideri l'aiuto o l'emergenza come funzionali a chi mette a disposizione le risorse o a gruppi elitari presenti fra i beneficiari".

  "All'interno di questo contesto di 'responsabilità' si colloca il diritto di ciascun Paese a definire il proprio modello economico, prevedendo i modi per garantire la propria libertà di scelta e di obiettivi. In una tale prospettiva, la cooperazione deve diventare strumento efficace, libero da vincoli e da interessi che possono assorbire una parte non trascurabile delle risorse destinate allo sviluppo. È inoltre importante sottolineare come la via solidaristica per lo sviluppo dei Paesi poveri possa diventare anche una via di soluzione della crisi globale in atto".

  "Nell'odierna situazione permane ancora un livello di sviluppo diseguale tra e nelle Nazioni, che determina, in molte aree del pianeta, condizioni di precarietà, accentuando la contrapposizione tra povertà e ricchezza".

  "Vi è il rischio cioè che la fame venga ritenuta come strutturale, parte integrante delle realtà socio-politiche dei Paesi più deboli, oggetto di un senso di rassegnato sconforto se non addirittura di indifferenza. Non è così, e non deve essere così! Per combattere e vincere la fame è essenziale cominciare a 'ridefinire i concetti ed i principi sin qui applicati nelle relazioni internazionali', così da rispondere all'interrogativo: cosa può orientare l'attenzione e la successiva condotta degli Stati verso i bisogni degli ultimi? La risposta non va ricercata nel profilo operativo della cooperazione, ma nei principi che devono ispirarla: solo in nome della comune appartenenza alla famiglia umana universale si può richiedere ad ogni Popolo e quindi ad ogni Paese di essere solidale, cioè disposto a farsi carico di responsabilità concrete nel venire incontro alle altrui necessità, per favorire una vera condivisione fondata sull'amore".

  "Se si mira all'eliminazione della fame, l'azione internazionale è chiamata non solo a favorire la crescita economica equilibrata e sostenibile e la stabilità politica, ma anche a ricercare nuovi parametri - necessariamente etici e poi giuridici ed economici - in grado di ispirare l'attività di cooperazione per costruire un rapporto paritario tra Paesi che si trovano in un differente grado di sviluppo".

  "Ciò, oltre a colmare il divario esistente, potrebbe favorire la capacità di ogni Popolo di sentirsi protagonista, confermando così che la fondamentale uguaglianza dei diversi Paesi affonda le sue radici nella comune origine della famiglia umana, sorgente di quei principi della 'legge naturale' chiamati ad ispirare scelte ed indirizzi di ordine politico, giuridico ed economico nella vita internazionale".

  "Per combattere la fame promuovendo uno sviluppo umano integrale (...) va scongiurato il rischio che il mondo rurale possa essere considerato, in maniera miope, come una realtà secondaria. Al tempo stesso, va favorito l'accesso al mercato internazionale dei prodotti provenienti dalle aree più povere, oggi spesso relegati a spazi limitati. Per conseguire tali obiettivi è necessario sottrarre le regole del 'commercio internazionale' alla logica del profitto fine a se stesso, orientandole a favore dell'iniziativa economica dei Paesi maggiormente bisognosi di sviluppo, che, disponendo di maggiori entrate, potranno procedere verso quell'autosufficienza, che è preludio alla sicurezza alimentare".

  "Non si devono poi dimenticare i diritti fondamentali della persona tra cui spicca 'il diritto ad un'alimentazione sufficiente, sana e nutriente, come pure all'acqua'; essi rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare da quello, primario, alla vita".

  "I metodi di produzione alimentare impongono altresì un'attenta analisi del rapporto tra lo sviluppo e la 'tutela ambientale'. (...) Se l'umanità intera è chiamata ad essere cosciente dei propri obblighi verso le generazioni che verranno, è anche vero che sugli Stati e sulle Organizzazioni Internazionali ricade il dovere di tutelare l'ambiente come bene collettivo".

  "Non bastano però normative, legislazioni, piani di sviluppo e investimenti, occorre un cambiamento negli stili di vita personali e comunitari, nei consumi e negli effettivi bisogni, ma soprattutto è necessario avere presente quel dovere morale di distinguere nelle azioni umane il bene dal male per riscoprire così i legami di comunione che uniscono la persona e il creato".

  "La fame è il segno più crudele e concreto della povertà. Non è possibile continuare ad accettare opulenza e spreco, quando il dramma della fame assume dimensioni sempre maggiori. (...) Da parte della Chiesa cattolica ci sarà sempre attenzione verso gli sforzi per sconfiggere la fame; ci sarà l'impegno a sostenere, con la parola e con le opere, l'azione solidale - programmata, responsabile e regolata - che tutte le componenti della Comunità internazionale saranno chiamate ad intraprendere. La Chiesa non pretende di interferire nelle scelte politiche; essa, rispettosa del sapere e dei risultati delle scienze, come pure delle scelte determinate dalla ragione quando sono responsabilmente illuminate da valori autenticamente umani, si unisce allo sforzo per eliminare la fame".

  "È questo il segno più immediato e concreto della solidarietà animata dalla carità, segno che non lascia spazio a ritardi e compromessi. Tale solidarietà si affida alla tecnica, alle leggi ed alle istituzioni per venire incontro alle aspirazioni di persone, comunità e interi popoli, ma non deve escludere la dimensione religiosa, con la sua potente forza spirituale e di promozione della persona umana".
BXV-VISITA FAO/VERTICE ALIMENTAZIONE            VIS 20091116 (1220)


UNITÀ CRISTIANI RENDERÀ PIÙ FACILE EVANGELIZZAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre al Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, in occasione dell'Assemblea Plenaria, in corso in questi giorni sul tema: " San Paolo e i nuovi areopaghi".

  Il riferimento all'areopago dal quale San Paolo annunciò il Vangelo "costituisce" - scrive il Papa - "un invito pressante a saper valorizzare gli 'areopaghi' di oggi, dove si affrontano le grandi sfide dell'evangelizzazione".

  "L'attività missionaria della Chiesa" - scrive ancora il Pontefice - "va pertanto orientata verso questi centri nevralgici della società del terzo millennio. Né va sottovalutato l'influsso di una diffusa cultura relativista, il più delle volte carente di valori, che entra nel santuario della famiglia, si infiltra nel campo dell'educazione e in altri ambiti della società e li contamina, manipolando le coscienze, specialmente quelle giovanili. Al tempo stesso, però, malgrado queste insidie, la Chiesa sa che è sempre in azione lo Spirito Santo".

  "Si aprono, infatti, nuove porte al Vangelo e si va estendendo nel mondo l'anelito verso un autentico rinnovamento spirituale e apostolico. Come in altre epoche di cambiamento, la priorità pastorale è mostrare il volto vero di Cristo, Signore della storia e unico Redentore dell'uomo. Ciò esige che ogni comunità cristiana e la Chiesa nel suo insieme offrano una testimonianza di fedeltà a Cristo, costruendo pazientemente quell'unità da Lui voluta e invocata per tutti i suoi discepoli. L'unità dei cristiani renderà, infatti, più facile l'evangelizzazione e il confronto con le sfide culturali, sociali e religiose del nostro tempo".

  "In tale impresa missionaria possiamo guardare all'apostolo Paolo" - conclude il Santo Padre - "imitarne lo 'stile' di vita e il medesimo 'spirito' apostolico incentrato totalmente in Cristo. Con tale completa adesione al Signore, i cristiani potranno più facilmente trasmettere alle generazioni future l'eredità della fede, capace di trasformare anche le difficoltà in possibilità di evangelizzazione".
MESS/SAN PAOLO:EVANGELIZZAZIONE/DIAS               VIS 20091116 (320)



UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, il Santo Padre riceverà due Presuli della Conferenza Episcopale della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, in  Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Antônio Fernando Brochini, C.S.S., di Jaboticabal.

    - Il Vescovo Paulo Sérgio Machado, di São Carlos.
AL/.../...                                         VIS 20091116 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Queenstown (Sud Africa), presentata dal Vescovo Herbert Nikolaus Lenhof, S.A.C, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

  Sabato 14 novembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Kevin C. Rhoades, Vescovo di Fort Wayne-South Bend (superficie: 15.200; popolazione: 1.262.788; cattolici: 158.899; sacerdoti: 276; religiosi: 869; diaconi permanenti: 12), Stati Uniti d'America. Finora Vescovo di Harrisburg (Stati Uniti d'America), il Vescovo Rhoades succede al Vescovo John M. D'Arcy, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Joseph Luechai Thatwisai, Vescovo di Udon Thani (superficie: 50.046; popolazione: 5.346.154; cattolici: 17.000; sacerdoti: 33; religiosi: 100), Tailandia. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Phonsung (Tailandia), è stato ordinato sacerdote nel 1990. Il Vescovo eletto, finora Professore al Seminario Maggiore Nazionale "Lux Mundi" a Sampran (Tailandia) e Segretario della Commissione Biblica della Conferenza Episcopale, succede al Vescovo George Yod Phimphisan, C.Ss.R., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Jerome E. Listecki, Arcivescovo Metropolita di Milwaukee (superficie: 12.323; popolazione: 2.287.185; cattolici: 681.781; sacerdoti: 663; religiosi: 2.165; diaconi permanenti: 164), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di La Crosse (Stati Uniti d'America), è nato nel 1949 a Chicago (Stati Uniti d'America), è stato ordinato sacerdote nel 1975 ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale nel 2001.

- Ha nominato il Vescovo Dominique Bulamatari, Vescovo di Molegbe (superficie: 79.000; popolazione: 3.966.000; cattolici: 1.875.000; sacerdoti: 54; religiosi: 119), Repubblica Democratica del Congo. È stato finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo).

- Ha nominato il Vescovo Philippe Ranaivomanana, Vescovo di Antsirabé (superficie: 16.000; popolazione: 1.840.000; cattolici: 821.000; sacerdoti: 100; religiosi: 501), Madagascar. Finora Vescovo di Ihosy (Madagascar), il Vescovo Ranaivomanana succede al Vescovo Félix Ramananarivo, M.S., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Alick Banda, Vescovo Coadiutore della Diocesi di Ndola (superficie: 32.000; popolazione: 2.140.000; cattolici: 954.200; sacerdoti: 164; religiosi: 354), Zambia. È stato finora Vescovo di Solwezi (Zambia).

- Ha nominato il Reverendo Giovanni D'Ercole, F.D.P., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di L'Aquila (superficie: 1.516; popolazione: 111.700; cattolici: 110.500; sacerdoti: 169; religiosi: 288; diaconi permanenti: 8), Italia. Il Vescovo eletto, è nato a Morino (L'Aquila) nel 1947 ed è stato ordinato sacerdote nel 1974. È stato finora Capo Ufficio della Prima Sezione della Segreteria di Stato.
NER:RE:NEC:NEA/.../...                               VIS 20091116 (460)



venerdì 13 novembre 2009

UDIENZA PRIMO MINISTRO REPUBBLICA DI UNGHERIA


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2009 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza il Signor Gordon Bajnai, Primo Ministro della Repubblica di Ungheria. Successivamente il Primo Ministro ha incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nel corso dei cordiali colloqui, dopo aver ricordato come gli Accordi bilaterali stipulati negli scorsi anni abbiano suggellato i rapporti reciproci, ci si è soffermati su alcune questioni attinenti alle relazioni tra la comunità ecclesiale e quella civile e si è sottolineata l'importanza di proseguire sulla via del dialogo tramite gli appositi organismi. Vi è stato anche uno scambio di opinioni sui temi di attualità internazionale, tra cui la crisi finanziaria alla luce dell'Enciclica 'Caritas in Veritate', e si è fatto cenno alla presidenza ungherese dell'Unione Europea, nel primo semestre del 2011".
OP/UDIENZA/PRIMO MINISTRO UNGHERIA                   VIS 20091113 (180)


COR UNUM: ANNUNCIO VANGELO E ATTENZIONE ESSERE UMANO


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina, nel ricevere in udienza i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio "Cor Unum", con il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Dicastero, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso a tutti la sua riconoscenza "per il prezioso servizio" offerto "all'attività caritativa della Chiesa".

  "Voi svolgete una missione" - ha affermato il Papa nel suo discorso - "che si colloca in una tensione costante tra due poli: l'annuncio del Vangelo e l'attenzione al cuore dell'uomo e all'ambiente in cui egli vive. Quest'anno due speciali eventi ecclesiali hanno messo in risalto tale aspetto: la pubblicazione dell'Enciclica 'Caritas in veritate' e la celebrazione dell'Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo della Vescovi sulla riconciliazione, la giustizia e la pace".

  "In prospettive diverse ma convergenti" - ha proseguito il Pontefice - "essi hanno evidenziato come la Chiesa, nel suo annuncio salvifico, non possa prescindere dalle condizioni concrete di vita degli uomini, ai quali è inviata. (...) Proprio da questa consapevolezza sono nate, nel corso dei secoli, molte opere e strutture ecclesiali finalizzate alla promozione delle persone e dei popoli, che hanno dato e continuano a offrire un contributo insostituibile per la crescita, lo sviluppo armonico e integrale dell'essere umano".

  "In questa ottica va considerato l'impegno della Chiesa per lo sviluppo di una società più giusta, nella quale siano riconosciuti e rispettati tutti i diritti degli individui e dei popoli (...). Non compete certo alla Chiesa intervenire direttamente nella politica degli Stati, ma la comunità cristiana non può e non deve restare ai margini della difesa dei diritti umani e della promozione della giustizia".

  "La fede" - ha sottolineato il Pontefice - "è una forza spirituale che purifica la ragione nella ricerca di un ordine giusto, liberandola dal rischio sempre presente di venire 'abbagliata' dall'egoismo, dall'interesse e dal potere. In verità, come l'esperienza dimostra, anche nelle società più evolute dal punto di vista sociale, la 'caritas' resta necessaria: il servizio dell'amore non diventa mai superfluo, perché permangono situazioni di sofferenza, di solitudine, di necessità, che richiedono dedizione personale ed aiuti concreti".

  "Chiunque, pertanto, presta il suo servizio all'interno degli organismi ecclesiali che gestiscono iniziative e opere di carità, non può che avere questo precipuo obbiettivo: far conoscere e sperimentare il Volto misericordioso del Padre celeste, poiché nel cuore di Dio Amore c'è la risposta vera alle attese più intime di ogni cuore umano".

  "Cari amici, è importante che la Chiesa, inserita nelle vicende della storia e della vita degli uomini" - ha concluso il Pontefice - "si faccia canale della bontà e dell'amore di Dio".
AC/ASSEMBLEA:COR UNUM/CORDES                       VIS 20091113 (430)


UNIVERSITÀ CATTOLICA NELLE SOCIETÀ POST-MODERNE


CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione della XXIII Assemblea Generale della Federazione Internazionale delle Università Cattoliche (Fiuc), sul tema:  "Le Università Cattoliche nelle società post-moderne". in programma presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, dal 16 al 20 novembre 2009.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Monsignore Angelo Vincenzo Zani, Sotto-Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica; il Professore Monsignor Guy-Réal Thivierge, Segretario Generale della Federazione Internazionale delle Università Cattoliche (FIUC); il Padre Gianfranco Ghirlanda, S.I., Rettore Magnifico della Pontificia Università Gregoriana; il Signor Pedro Nel Medina Varon, Segretario Generale Aggiunto della FIUC.

  Monsignor Zani ha ricordato che quest'anno "l'Assemblea celebra il LX anniversario del riconoscimento canonico dello statuto della FIUC da parte della Santa Sede" ed ha sottolineato che la Federazione ha dato "un contributo particolarmente significativo (...) nella preparazione della Costituzione Apostolica 'Ex corde Ecclesiae', approvata da Giovanni Paolo II il 15 agosto 1990". La Costituzione "afferma che, per garantire una presenza cristiana nel mondo universitario dinanzi ai grandi problemi della società e della cultura, una università, in quanto cattolica, deve possedere" alcune caratteristiche essenziali.

  Il Professor Monsignor Thivierge ha segnalato che nel corso delle sessioni dell'Assemblea saranno trattati temi quali: "L'Università Cattolica in dialogo con le culture e le religioni"; "L'Università Cattolica e la tradizione intellettuale cristiana"; "La responsabilità politica e sociale dell'Università Cattolica"; "L'Università Cattolica e il futuro".

  Padre Ghirlanda, S.I. ha sottolineato a sua volta che: "La ricerca della verità è un qualcosa di costitutivo della natura dell'uomo e della sua dignità e vocazione e la Chiesa deve offrire i mezzi perché tutti coloro che cercano la verità possano trovarla. (...) Questa è la ragione per cui la missione delle Università Cattoliche non si rivolge solo ai fedeli cattolici - anzi, in molte di esse gli studenti cattolici sono una piccola minoranza - ma a ogni uomo e ogni donna che intenda ricevere una formazione integrale per lo sviluppo di una personalità libera e responsabile".

  Il Segretario Generale Aggiunto della FIUC, Signor Medina Varón ha ricordato che la FIUC riunisce 207 università ed istituzioni cattoliche di educazione superiore di 56 diversi paesi.

  "Nella Federazione" - ha affermato - "riteniamo che l'università cattolica abbia tre principali responsabilità: preservare la tradizione intellettuale cattolica", vale a dire, "la riflessione della comunità cristiana in duemila anni, su questioni molto profonde della vita e della condizione umana, sulle credenze e valori trasmessi dal Vangelo".

  La seconda responsabilità "è l'educazione integrale della persona" e la terza "il servizio alla Chiesa, (...) con la difesa della tradizione intellettuale cattolica e l'educazione integrale della persona".

  Il Signor Medina Varón ha indirizzato, infine, una domanda alle università cattoliche del mondo: "Possono le nostre università, oltre a quanto sopra menzionato, essere luoghi privilegiati dove accademici e intellettuali si riuniscano con i responsabili politici impegnati nel bene comune e nella giustizia sociale? Con questa domanda, spero di offrire materia di riflessione alle università cattoliche che ancora non fanno parte della nostra Federazione".
OP/UNIVERSITÀ CATTOLICHE/ZANI                       VIS 20091113 (520)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione SUD 1), in Visita ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Bruno Gamberini, di Campinas.

    - Il Vescovo Luiz Gonzaga Bergonzini, di Guarulhos.

    - Il Vescovo Fernando Antônio Figueiredo, O.F.M., di Santo Amaro.

  Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/.../...                                      VIS 20091113 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 13 NOV. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha dato il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Caldea, del Sacerdote Emil Shimoun Nona, ad Arcivescovo di Mossul del Caldei (cattolici: 18.200; sacerdoti: 16; religiosi: 10; diaconi permanenti: 1), Iraq. L'Arcivescovo eletto è nato ad Alqosh (Iraq) nel 1967, è stato ordinato sacerdote nel 1991. Attualmente è Proto-Sincello dell'Arcieparchia di Alqosh.
NER/.../NONA                                      VIS 20091113 (70)

giovedì 12 novembre 2009

UDIENZA PRESIDENTE REPUBBLICA CROAZIA


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina, la Sala Stampa della Santa Sede, ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, il Presidente della Repubblica di Croazia, il Signor Stejpan Mesic, è stato ricevuto dal Santo Padre  Benedetto XVI e, successivamente, ha incontrato il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti".

  "Nel corso dei cordiali colloqui ci si è soffermati sulla situazione della Regione, sulle sfide principali che l'attendono, sui fattori che ne favoriscono la stabilità e che rafforzano la pace".

  "Inoltre, è stata richiamata la tradizione cattolica della Croazia, antichissima e sempre viva, come pure l'importanza di rispettare tale identità e di promuovere il bene comune tramite un dialogo costruttivo fra le Autorità Governative e l'Episcopato e con tutte le componenti della Società".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE CROAZIA                       VIS 20091112 (150)


70° ANNIVERSARIO LUMSA: INTEGRAZIONE CONOSCENZE E VALORI


CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2009 (VIS). Questa mattina, in occasione del 70° anniversario di fondazione (1939) della Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA), ad opera della serva di Dio Madre Luigia Tincani, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto 7.000 docenti e studenti, con il Rettore Professor Giuseppe Dalla Torre ed il Presidente del Senato, Onorevole Renato Schifani.

 La LUMSA  - ha ricordato il Papa - "iniziò la sua attività nel clima di impegno educativo del mondo cattolico suscitato dall'Enciclica di Pio XI 'Divini illius Magisteri'. La vostra Università  è nata quindi con un'identità cattolica ben precisa, su impulso anche della Santa Sede, con la quale conserva uno stretto legame".

  "Mentre andava profondamente evolvendosi la situazione culturale e legislativa in Italia e in Europa" - ha affermato il Pontefice - "la LUMSA ha saputo compiere un percorso di crescita con una duplice attenzione: rimanere fedele all'intuizione originaria di Madre Tincani e, al tempo stesso, rispondere alle nuove sfide della società".

  "In effetti, il contesto odierno è caratterizzato da una preoccupante emergenza educativa (...) nella quale assume una rilevanza del tutto particolare il compito di coloro che sono chiamati all'insegnamento. (...) Ogni professione diventa occasione per testimoniare e tradurre in pratica i valori interiorizzati personalmente durante il periodo accademico".

  "La profonda crisi economica, diffusa in tutto il mondo" - ha ricordato Benedetto XVI - "con le cause che ne sono all'origine, ha evidenziato l'esigenza di un investimento più deciso e coraggioso nel campo del sapere e dell'educazione, quale via per rispondere alle numerose sfide aperte e per preparare le giovani generazioni a costruire un futuro migliore".

  "Nella complessa realtà sociale e culturale, l'Università cattolica è chiamata ad agire con l'ispirazione cristiana dei singoli e della comunità universitaria come tale; con l'incessante riflessione sapienziale, illuminata dalla fede, e la ricerca scientifica; con la fedeltà al messaggio cristiano così come è presentato dalla Chiesa; con l'impegno istituzionale al servizio del popolo di Dio e della famiglia umana, nel loro cammino verso la meta ultima".

  "La LUMSA" - ha proseguito il Pontefice - "è un'Università cattolica, che ha come elemento specifico della propria identità questa ispirazione cristiana. Come si legge nella sua 'Magna charta', essa si propone un lavoro scientifico orientato alla ricerca della verità, nel dialogo tra fede e ragione, in una ideale tensione verso l'integrazione delle conoscenze e dei valori".

  "Oggi, come in passato, l'Università ha bisogno di veri maestri, che trasmettano, insieme a contenuti e saperi scientifici, un rigoroso metodo di ricerca e valori e motivazioni profonde", ha concluso il Pontefice esortando gli studenti con queste parole: "Mantenete sempre aperti la mente e il cuore alla verità. (...) Dedicatevi ad acquisire (...) le conoscenze che concorrono alle formazione integrale della vostra personalità, (...) a prepararvi professionalmente per diventare costruttori di una società più giusta e solidale".
AC/LUMSA...                                   VIS 20091112 (570)


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