Città
del Vaticano, 24 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Joy Alappat, Vescovo
Ausiliare dell'Eparchia di St. Thomas the Apostle of Chicago dei
Siro-Malabaresi (cattolici: 87.000; sacerdoti: 53; religiosi: 31),
Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Parappukara
(India), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. In India,
ha svolto il ministero pastorale a Chalakudy, Mala, nella Cattedrale
Eparchiale e in qualità di Cappellano della comunità
siro-malabarese a Chennai. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1993, è
stato Cappellano alla Georgetown University, Parroco a New Milford
(Connecticut), Newark e Garfield (New Jersey). È
stato finora Rettore della Cattedrale Eparchiale a Bellwood
(Illinois).
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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana... [+]
ultime 5 notizie
giovedì 24 luglio 2014
mercoledì 23 luglio 2014
PARTITA INTERRELIGIOSA PER LA PACE
Città
del Vaticano, 23 luglio 2014
(VIS). Alle 20:45 del 1° settembre, allo Stadio Olimpico di Roma, si
terrà la prima partita interreligiosa per la pace, evento
internazionale a favore di "Scholas Occurrentes" e della
Fondazione P.U.P.I. Onlus. Scenderanno in campo campioni di livello
mondiale, come Lionel Messi, Gianluigi Buffon, Zinedine Zidane,
Javier Zanetti, Roberto Baggio, Andrea Pirlo, Yuto Nagatomo e Samuel
Eto'o, ognuno in rappresentanza delle diverse religioni.
L'iniziativa
ha origine nell'aprile 2013, in occasione dell'udienza di Papa
Francesco alle squadre di Italia e Argentina, al termine di una
partita di beneficenza. In quell'occasione il Pontefice volle
condividere con il calciatore Javier Zanetti l'idea di organizzare
una partita alla quale partecipassero persone di diverse religioni
per promuovere la fratellanza e la condivisione attraverso lo sport.
I biglietti saranno messi in vendita da venerdì 25 luglio e il
ricavato sarà interamente destinato a finalità caritative.
"Scholas
Occurrentes", che ha sede presso la Pontificia Accademia delle
Scienze, in Vaticano, è un'entità educativa di bene pubblico
promossa da Papa Bergoglio, che utilizza la tecnologia, l'arte e lo
sport per promuovere l'integrazione sociale e la cultura
dell'incontro. La Fondazione P.U.P.I. Onlus, senza fini di lucro,
creata oltre dieci anni fa da Paula e Javier Zanetti, promuove e
sostiene programmi di adozione a distanza e di assistenza per
alleviare le diverse condizioni di disagio.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 23 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo
Charles John Brown, Nunzio Apostolico in Irlanda.
Il
Santo Padre ha ricevuto ieri in udienza l'Arcivescovo Giorgio Lingua,
Nunzio Apostolico in Iraq e Giordania.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 23 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Jan Kot, O.M.I., Vescovo
della Diocesi di Zé Doca (superficie: 35.110; popolazione: 332.000;
cattolici: 305.000; sacerdoti: 25; religiosi: 30; diaconi permanenti:
1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Makón (Polonia),
ha emesso i voti religiosi nella Congregazione dei Missionari Oblati
di Maria Immacolata nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992.
Nel 1994 è stato destinato alle missioni in Brasile. Dal 1992 al
1994 è stato Vicario Parrocchiale a Siedlce (Polonia); dal 1005 al
2000 Parroco a Jussarval, arcidiocesi di Olinda e Recife; dal 2000
al 2005 Parroco di Vitória di Santo Antão, arcidiocesi di Olinda e
Recife; dal 2003 al 2012 Secondo Consigliere Provinciale e dal 2012
Primo Consigliere Provinciale. Finora Parroco nella Parrocchia
“Sagrado Coração de Maria” a Campo Alegre do Fidalgo, diocesi
di São Raimundo Nonato (Brasile), succede al Vescovo Carlo Ellena,
del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo
pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti
d'età.
martedì 22 luglio 2014
"LA GIOIA DEL VANGELO: UNA GIOIA MISSIONARIA", III CONGRESSO MONDIALE MOVIMENTI ECCLESIALI E NUOVE COMUNITÀ
Città
del Vaticano, 22 luglio 2014
(VIS). Dal 20 al 22 novembre 2014, il Pontificio Consiglio per i
Laici ha promosso il III Congresso Mondiale dei Movimenti Ecclesiali
e delle Nuove Comunità, il cui tema: "La gioia del Vangelo: una
gioia missionaria", si ispira alla Esortazione Apostolica di
Papa Francesco "Evangelii gaudium". Al Congresso, che avrà
luogo presso il Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater
Ecclesiae (Roma), parteciperanno i delegati delle realtà associative
internazionali più diffuse nel mondo, già riconosciute quali
associazioni internazionali di fedeli o in costante dialogo con il
Dicastero.
Nel
corso del Regina Coeli della Pentecoste 2013 (19 maggio), in
occasione dell'Anno della Fede, il Santo Padre, si rivolse ai membri
dei nuovi movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, affermando:
"Siete un dono e una ricchezza nella Chiesa! (...) Portate
sempre la forza del Vangelo! Non abbiate paura! Abbiate sempre la
gioia e la passione per la comunione nella Chiesa". Dopo
quell'incontro, il Santo Padre ha presentato l'Esortazione Apostolica
"Evangelii gaudium": "un vero e proprio vademecum per
i movimenti ecclesiali e le nuove comunità", il cui obiettivo
prioritario è la necessità di una nuova tappa evangelizzatrice
marcata dalla gioia per il cammino della Chiesa nei nostri giorni.
È
partendo da questi presupposti che il Pontificio Consiglio per i
Laici ha consultato movimenti ecclesiali e nuove comunità riguardo
l'organizzazione, la logistica e le principali tematiche da
affrontare nel Congresso Mondiale. Nel frattempo si sono formalmente
aperte anche le iscrizioni dei delegati al Congresso, che hanno
registrato, finora, l'adesione di membri di movimenti ecclesiali e
nuove comunità provenienti da tutti i continenti e da più di
ottanta realtà associative internazionali, che saranno accompagnati,
durante i giorni del Congresso, da alcuni Vescovi diocesani e Presuli
della Curia romana.
Risultano
già iscritti al Congresso più di cinquantacinque fondatori e
responsabili generali di varie comunità sparse nel mondo. I
Superiori del Dicastero hanno deciso di dedicare l'incontro annuale
del 27 giugno scorso, alla preparazione di questo importante evento e
all'ascolto dei partecipanti, provenienti da più di trenta
associazioni internazionali di fedeli.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 22 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Arcivescovo Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico in Giordania e in Iraq.
Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Vescovo Nunzio Galantino, di Cassano all'Ionio, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.
Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Vescovo Nunzio Galantino, di Cassano all'Ionio, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 22 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei
Cristiani: l'Arcivescovo Carlos José Ñáñez, di Córdoba
(Argentina); il Vescovo Rodolfo Valenzuela Núñez, di Vera Paz e
Presidente della Conferenza Episcopale (Guatemala); il Vescovo
Gerhard Feige, di Magdeburg (Repubblica Federale di Germania).
-
Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei
Cristiani: Cristiano Bettega, Direttore dell'Ufficio Nazionale per
l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale
Italiana; Hector Sherri, Presidente della Commissione Teologica di
Malta e della Commissione Ecumenica Diocesana (Malta); Michael
Joeng-Hun Shin, Incaricato per l'Ecumenismo nella Conferenza
Episcopale Coreana; Fernando Rodríguez Garrapucho, Direttore del
Centro di Studi Orientali ed Ecumenici Juan XXIII presso la
Pontificia Università di Salamanca (Spagna); il Fratello Enzo
Bianchi, Priore del Monastero di Bose (Italia); Padre Franck
Lemaitre, O.P., Direttore del Servizio Nazionale per l'Unità dei
Cristiani della Conferenza Episcopale Francese; Padre John Crossins,
O.S.F.S., Direttore Esecutivo del Segretariato per le questioni
ecumeniche e interreligiose della Conferenza Episcopale degli Stati
Uniti d'America; Padre Jorge A. Scampini, O.P., Professore di
Ecumenismo presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università
Cattolica di Buenos Aires (Argentina); Padre Milan Žust, S.I.
(Slovenia), Docente presso la Facoltà di Missiologia della
Pontificia Università Gregoriana in Roma; Suor Maria Ha Fong Ko,
F.M.A. (Macau), Docente di Esegesi Neotestamentaria presso la
Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium in Roma e
presso l'Holy Spirit Seminary di Hong Kong.
lunedì 21 luglio 2014
PROGRAMMA VISITA PASTORALE DI PAPA FRANCESCO A CASERTA
Città
del Vaticano, 21 luglio 2014
(VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il programma della
Visita Pastorale de Santo Padre a Caserta (Italia), sabato 26 luglio
prossimo.
Il
Santo Padre partirà in elicottero dall'eliporto del Vaticano alle
15:00 per atterrare, 45 minuti dopo, nell’eliporto della Scuola
Sottufficiali dell’Aeronautica Militare, presso la Reggia di
Caserta. Alle 16:00 Papa Francesco incontrerà i sacerdoti della
diocesi nel Circolo Ufficiali dell’Aeronautica Militare nella
Reggia di Caserta ed alle 18:00 celebrerà la Santa Messa sulla
Piazza davanti alla Reggia. Alle 19:30 il Santo Padre ripartirà alla
volta del Vaticano dove l'arrivo è previsto alle 20:15.
IMITARE LA PAZIENZA DI DIO, CON IL SOSTEGNO DI UNA INCROLLABILE FIDUCIA NELLA VITTORIA FINALE DEL BENE, CIOÈ DI DIO
Città
del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Alle 12:00 di ieri, il Santo
Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per
recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.
Nell'introdurre la preghiera mariana, Papa Francesco si è soffermato
sulla parabola evangelica del buon grano e della zizzania, che
affronta il problema del male nel mondo e mette in risalto la
pazienza di Dio. "La scena si svolge in un campo - ha detto il
Papa - dove il padrone semina il grano; ma una notte arriva il
nemico e semina la zizzania, termine che in ebraico deriva dalla
stessa radice del nome 'Satana' e richiama il concetto di divisione.
Tutti sappiamo che il demonio è uno 'zizzaniatore', colui che cerca
sempre di dividere le persone, le famiglie, le nazioni e i popoli. I
servitori vorrebbero subito strappare l’erba cattiva, ma il padrone
lo impedisce con questa motivazione: 'Perché non succeda che,
raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano'".
"L’insegnamento
della parabola è duplice - ha spiegato Papa Francesco - Anzitutto
dice che il male che c’è nel mondo non proviene da Dio, ma dal suo
nemico, il Maligno. (...) Questo nemico è astuto: ha seminato il
male in mezzo al bene, così che è impossibile a noi uomini
separarli nettamente; ma Dio, alla fine, potrà farlo. E qui veniamo
al secondo tema: la contrapposizione tra l’impazienza dei servi e
la paziente attesa del proprietario del campo, che rappresenta Dio.
Noi a volte abbiamo una gran fretta di giudicare, classificare,
mettere di qua i buoni, di là i cattivi… (...) Dio invece sa
aspettare. Egli guarda nel 'campo' della vita di ogni persona con
pazienza e misericordia: vede molto meglio di noi la sporcizia e il
male, ma vede anche i germi del bene e attende con fiducia che
maturino. Dio è paziente, sa aspettare".
"L’atteggiamento
del padrone è quello della speranza fondata sulla certezza che il
male non ha né la prima né l’ultima parola. Ed è grazie a questa
paziente speranza di Dio che la stessa zizzania, cioè il cuore
cattivo con tanti peccati, alla fine può diventare buon grano. Ma
attenzione: la pazienza evangelica non è indifferenza al male; non
si può fare confusione tra bene e male! Di fronte alla zizzania
presente nel mondo il discepolo del Signore è chiamato a imitare la
pazienza di Dio, alimentare la speranza con il sostegno di una
incrollabile fiducia nella vittoria finale del bene, cioè di Dio.
Alla fine, infatti, il male sarà tolto ed eliminato: al tempo della
mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l’ordine del
padrone separando la zizzania per bruciarla. (...) Alla fine saremo
tutti giudicati con lo stesso metro con cui abbiamo giudicato: la
misericordia che avremo usato verso gli altri sarà usata anche con
noi. Chiediamo alla Madonna, nostra Madre - ha concluso il Papa - di
aiutarci a crescere nella pazienza, nella speranza e nella
misericordia con tutti i fratelli".
APPELLO PER LE COMUNITÀ CRISTIANE IN MEDIO ORIENTE
Città
del Vaticano, 21 luglio 2014
(VIS). "Ho appreso con preoccupazione le notizie che giungono
dalle Comunità cristiane a Mossul (Iraq) e in altre parti del Medio
Oriente, dove esse, sin dall’inizio del cristianesimo, hanno
vissuto con i loro concittadini offrendo un significativo contributo
al bene della società" - ha detto il Papa dopo la recita
dell'Angelus - Oggi sono perseguitate; i nostri fratelli sono
perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza
avere la possibilità di portare niente con loro. A queste famiglie e
a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante
preghiera. Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so
quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi
nella fede in Colui che ha vinto il male!".
"E
a voi, qui in piazza e a quanti ci seguono per mezzo della
televisione, rivolgo l’invito a ricordare nella preghiera queste
comunità cristiane. Vi esorto, inoltre, a perseverare nella
preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto che persistono
in diverse zone del mondo, specialmente in Medio Oriente e in
Ucraina. Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di
dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la
violenza. La violenza si vince con la pace! Preghiamo in silenzio,
chiedendo la pace; tutti, in silenzio…. Maria Regina della pace,
prega per noi!".
"IL TERRORISMO È UNA FOLLIA, SA SOLTANTO UCCIDERE"
Città
del Vaticano, 19 luglio 2014
(VIS). Venerdì 18 luglio, nel ventesimo anniversario dell'attentato
contro la sede dell'Amia (Associación Mutual Israelita Argentina), a
Buenos Aires (18 luglio 1994), che causò 85 vittime ed oltre 200
feriti, il Santo Padre ha indirizzato un video-messaggio alla
comunità israelita argentina per esprimere la sua vicinanza a tutti
i familiari delle vittime.
"Il
terrorismo è una follia. - afferma Papa Francesco - Il terrorismo sa
soltanto uccidere, non sa costruire, distrugge. Sono vicino a tutti
coloro che hanno avuto le vite stroncate, le speranze distrutte,
rovinate. (...) Buenos Aires è una città che ha bisogno di
piangere, che ancora non ha pianto abbastanza. A rischio di cadere in
un luogo comune, lo ripeto: abbiamo bisogno di piangere. Siamo molto
inclini ad archiviare le cose, a non farci carico delle storie, delle
sofferenze, delle cose che potevano essere belle e non lo sono state.
Per questo ci costa tanto intraprendere la strada della giustizia,
per affrontare i danni che tale tragedia ha inflitto alla società.
Con la mia vicinanza e la mia preghiera per tutte le vittime, oggi
esprimo anche l'aspirazione alla giustizia. Si faccia giustizia. Che
Dio benedica tutti, le istituzioni e le famiglie. E che Dio conceda
la pace a quanti morirono in questo atto di follia".
IL CARDINALE SANDRI AI CRISTIANI ORIENTALI: LE VOSTRE LACRIME SONO LE NOSTRE, MA NOI CONDIVIDIAMO LA STESSA SPERANZA CHE È CRISTO
Città
del Vaticano, 21 luglio 2014
(VIS). Nella giornata di ieri, nella Cattedrale maronita di Los
Angeles (Stati Uniti d'America), il Cardinale Leonardo Sandri,
Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha celebrato la
Santa Messa per la festa di San Charbel e di Sant'Elia, che i
libanesi maroniti celebrano in tutto il mondo la terza domenica di
luglio. Alla celebrazione eucaristica hanno preso parte circa
quattrocento fedeli delle Chiese Orientali.
Il
Cardinale Sandri - rende noto un Comunicato della Congregazione per
le Chiese Orientali - si è fatto interprete, nell'omelia,
dell'immenso dolore per la sorte disperata di tante persone innocenti
fra le quali le più colpite sono i cristiani di Mossul (Iraq) e di
Aleppo (Siria). "Le loro case e chiese sono state saccheggiate e
incendiate. Se essi sono oggi i più minacciati, è tutta la regione
che è nell'insicurezza, purtroppo favorita dall'indifferenza di
molti". Non dimenticando che la Palestina "è in lacrime"
e che i suoi abitanti non possono essere cristiani in serenità e
dignità, il Cardinale ha affermato: "Le loro lacrime sono le
nostre, ma noi condividiamo la stessa Speranza che è Cristo; e Gesù
Cristo è fedele. Per questo perseveriamo insieme nello stesso
cammino".
Dopo
aver dato lettura dell'appello in favore dei cristiani perseguitati
lanciato da Papa Francesco nell'Angelus di ieri, il Cardinale ha
invitato alla preghiera silenziosa ed ha rinnovato tutta la vicinanza
della Congregazione per le Chiese Orientali a quanti sono gravemente
colpiti dall’odio e dalla violenza, in particolare ai Patriarchi
Siro-cattolico e Caldeo, che sono accanto ai loro fedeli con gli
altri vescovi per condividere la sofferenza e la perseveranza nella
difesa dei diritti umani e della libertà religiosa anche per i
cristiani, che non sono stranieri in Oriente: là è nato il
cristianesimo; là hanno mantenuto la fede per due millenni,
edificando come cittadini generosi il bene delle rispettive nazioni;
là devono poter continuare a dare il proprio contributo alla
comunità umana.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il
Vescovo Joseph Gébara, Vescovo dell'Eparchia di Nossa Senhora do
Paraíso em São Paulo dei Greco-Melkiti (cattolici: 436.000;
sacerdoti: 11; religiosi: 4; diaconi permanenti: 3), Brasile. Finora
Vescovo Coadiutore della medesima circoscrizione ecclesiastica,
succede al Vescovo Farès Maakaroun, M.S.P., del quale il Santo Padre
ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia
presentata in conformità al canone 210, paragrafo 1 del Codice dei
Canoni delle Chiese Orientali.
Sabato
19 luglio, il Santo Padre ha nominato il Cardinale Ennio Antonelli,
Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Suo
Inviato Speciale alla consacrazione del nuovo Santuario di San
Gabriele dell’Addolorata (Teramo, Italia), in programma il 21
settembre 2014.
venerdì 18 luglio 2014
TELEFONATA DEL SANTO PADRE A SHIMON PERES E MAHMOUD ABBAS: FAR CESSARE OGNI OSTILITÀ
Città
del Vaticano, 18 luglio 2014
(VIS). Facendo seguito all’accorato appello a continuare a pregare
per la pace in Terra Santa di domenica scorsa, stamattina il Santo
Padre Francesco ha telefonato personalmente al Presidente Shimon
Peres e al Presidente Mahmoud Abbas, condividendo le sue gravissime
preoccupazioni nell’attuale situazione di conflitto che coinvolge
in modo particolare la Striscia di Gaza e che, in un clima di
crescente ostilità, odio e sofferenza per i due popoli, sta
seminando numerosissime vittime e dando luogo ad una situazione di
grave emergenza umanitaria.
Come
aveva fatto durante il Suo recente pellegrinaggio in Terra Santa e in
occasione dell’invocazione per la pace l’8 giugno scorso, il
Santo Padre ha assicurato la Sua incessante preghiera e quella di
tutta la Chiesa per la pace in Terra Santa e ha condiviso con i Suoi
interlocutori, che considera uomini di pace e che vogliono la pace,
il bisogno di continuare a pregare e di impegnarsi per far sì che
tutte le parti interessate e quanti hanno responsabilità politiche a
livello linocale e internazionale si impegnino per far cessare ogni
ostilità, adoperandosi in favore di una tregua, della pace e della
riconciliazione dei cuori.
PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO VITTIME SCIAGURA AEREO MALAYSIAN AIRLINES
Città
del Vaticano, 18 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre Francesco ha appreso con costernazione la
notizia della sciagura dell’aereo della Malaysian Airlines nella
regione orientale dell’Ucraina, segnata da forti tensioni. Il Papa
eleva la sua preghiera per le numerose vittime dell’incidente e per
i loro familiari, rinnovando alle parti in conflitto l’accorato
appello per la pace e per un impegno a trovare soluzioni di dialogo,
al fine di evitare ulteriori perdite di vite umane innocenti.
FRATERNITÀ FRA CRISTIANI E MUSULMANI TEMA CENTRALE DEL MESSAGGIO PER LA FINE DEL RAMADAN
Città
del Vaticano, 18 luglio 2014
(VIS). "Verso un'autentica fraternità fra cristiani e
musulmani" è il titolo del Messaggio che il Pontificia
Consiglio per il Dialogo Interreligioso rivolge ai fedeli dell'Islam
per la fine del Ramadan, (Id al-Fitr 1435 H./2014 A.D). Il Documento
è a firma del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Dicastero,
e del Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ, Segretario del medesimo
Pontificio Consiglio.
Ricordando
che nel 2013, primo anno del suo ministero petrino, il Santo Padre
Francesco aveva personalmente firmato il Messaggio in occasione
dell''Id-al Firt, il Cardinale Tauran cita anche l'Angelus dell'11
agosto 2013, nel quale il Papa aveva salutato i musulmani come
"nostri fratelli". "Tutti noi riconosciamo - si legge
nel testo - la pregnanza di queste parole. Infatti, cristiani e
musulmani sono fratelli e sorelle dell’unica famiglia umana, creata
dall’unico Dio".
Il
Messaggio ricorda anche le parole che Papa Giovanni Paolo II rivolse
ad alcuni capi religiosi musulmani nel 1982, in Nigeria: “Tutti
noi, cristiani e musulmani, viviamo sotto il sole di un unico Dio
misericordioso. Crediamo tutti in un solo Dio Creatore dell’Uomo.
Acclamiamo la signoria di Dio e difendiamo la dignità dell’uomo in
quanto servo di Dio. Adoriamo Dio e professiamo una sottomissione
totale a lui. In questo senso possiamo dunque chiamarci gli uni gli
altri fratelli e sorelle nella fede in un solo Dio”.
"Rendiamo
grazie all’Altissimo - prosegue il documento - per tutto ciò che
abbiamo in comune, pur essendo consapevoli delle nostre differenze.
Noi percepiamo l’importanza della promozione di un dialogo
fruttuoso basato sul reciproco rispetto ed amicizia. Ispirati dai
nostri valori condivisi e rafforzati dai nostri sentimenti di genuina
fraternità, siamo chiamati a lavorare insieme per la giustizia, la
pace e il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona. Ci
sentiamo particolarmente responsabili dei più bisognosi: i poveri, i
malati, gli orfani, i migranti, le vittime della tratta umana e tutti
coloro che soffrono a causa di ogni forma di dipendenza".
"Come
sappiamo, il mondo attuale deve affrontare gravi sfide che esigono
solidarietà da parte delle persone di buona volontà. - nota il
Messaggio - Queste sfide comprendono le minacce all’ambiente, la
crisi dell’economia globale e alti livelli di disoccupazione
specialmente fra i giovani. Tali situazioni generano un senso di
vulnerabilità ed una mancanza di speranza nel futuro. Non dobbiamo
neppure dimenticare i problemi affrontati dalle tante famiglie che
sono state separate, lasciando i propri cari e spesso anche bambini
piccoli. Lavoriamo insieme, perciò, per costruire ponti di pace e
promuovere la riconciliazione specialmente nelle aree in cui
musulmani e cristiani subiscono insieme l’orrore della guerra".
"Possa
la nostra amicizia - si legge infine nel Messaggio - ispirarci sempre
a cooperare nell’affrontare queste numerose sfide con saggezza e
prudenza. In tal modo potremo aiutare a ridurre le tensioni e i
conflitti, facendo progredire il bene comune. Dimostreremo pure che
le religioni possono essere sorgente di armonia a vantaggio di tutta
la società".
"Preghiamo
che la riconciliazione, la giustizia, la pace e lo sviluppo rimangano
le nostre prime priorità, per il benessere ed il bene dell’intera
famiglia umana. Con Papa Francesco, vi rivolgiamo i nostri cordiali
auguri di una gioiosa festa e di una vita di prosperità nella pace".
giovedì 17 luglio 2014
VISITA DEL SANTO PADRE A CASERTA SABATO 26 E LUNEDÌ 28 LUGLIO
Città
del Vaticano, 17 luglio 2014
(VIS). Questa mattina, la Sala Stampa della Santa Sede ha confermato
che il Santo Padre Francesco si recherà a Caserta (Italia), nei
giorni 26 e 28 luglio 2014. Nel pomeriggio di sabato 26, su invito
del Vescovo Giovanni D'Avise, il Papa incontrerà la comunità
cattolica della Diocesi e celebrerà la Santa Messa nella festa di
Sant'Anna, Patrona della città, probabilmente nel parco della Reggia
di Caserta. La sera dello stesso giorno, il Papa rientrerà in
Vaticano per la recita dell'Angelus di domenica 27 luglio, in Piazza
San Pietro. Lunedì 28 luglio, Papa Francesco si recherà nuovamente
a Caserta per incontrare in forma privata il Pastore evangelico
Giovanni Traettino e la sua comunità, nella Chiesa della
Riconciliazione.
DONATA AL PAPA MAGLIA "ALBICELESTE" AUTOGRAFATA
Città
del Vaticano, 17 luglio 2014
(VIS). Nonostante la sconfitta di domenica scorsa contro la Germania,
che ha vinto 1-0 nei tempi supplementari i Mondiali di Calcio Brasile
2014, i giocatori della squadra di calcio argentina hanno donato a
Papa Francesco la maglia "Albiceleste" della squadra
nazionale con l'autografo di tutti i suoi membri. I giocatori hanno
voluto ringraziare Papa Francesco delle sue preghiere, e durante il
soggiorno brasiliano, la Asociación
de Futbol Argentino" (AFA) ha installato nel complesso
sportivo brasiliano che li ha ospitati, una gigantografia che ritrae
il Papa con la squadra argentina, in occasione di una partita
amichevole in suo onore, giocata contro l'Italia, lo scorso anno in
Vaticano.
IN MEMORIAM
Città
del Vaticano, 17 luglio 2014
(VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle
ultime settimane:
-
Vescovo Guy Étienne Germain Gaucher, O.C.D., Ausiliare emerito di
Bayeux-Lisieux (Francia), il 3 luglio, all'età di 84 anni.
-
Vescovo John Jobst, S.A.C, emerito di Broome (Australia), il 5
luglio, all'età di 94 anni.
-
Vescovo Estanislau Amadeu Kreutz, emerito di Santo Ângelo (Brasile),
il 6 luglio, all'età di 86 anni.
-
Vescovo Guillermo Leaden, S.D.B, Ausiliare emerito di Buenos Aires
(Argentina), il 14 luglio, all'età di 101 anni.
-
Vescovo Pietro Giacomo Nonis, emerito di Vicenza (Italia), il 15
luglio, all'età di 87 anni.
mercoledì 16 luglio 2014
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 16 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
L'Arcivescovo Bernardito C. Auza, Osservatore Permanente della Santa
Sede presso l'Organizzazione degli Stati Americani (O.A.S.),
attualmente anche Osservatore Permanente della Santa Sede presso
l'Organizzazione delle Nazioni Unite (O.N.U.).
-
Il Vescovo Juan Carlos Vera Plasencia, M.S.C.,Vescovo Ordinario
Militare per il Perú (sacerdoti: 77; religiosi: 14), Perù. È stato
finora Vescovo Prelato della Prelatura Territoriale di Caravelí
(Perú).
-
Il Vescovo Tarcísio Scaramussa, S.D.B., Vescovo Coadiutore della
Diocesi di Santos (superficie: 2.423; popolazione: 1.779.000;
cattolici: 1.524.000; sacerdoti: 86; religiosi: 150; diaconi
permanenti: 23), Brasile. È stato finora Vescovo Ausiliare di São
Paulo (Brasile).
-
Consultori della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e
le Società di Vita Apostolica (per un quinquennio): l'Arcivescovo
Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia); l'Arcivescovo Angelo Vincenzo
Zani, Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica; Suor
Marcella Farina, F.M.A., Docente Ordinario di Teologia Fondamentale e
Sistematica nella Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione
"Auxilium", Roma; Padre José Cristo Rey García Paredes,
C.M.F., Vice Direttore dell'Istituto Teologico di Vita Religiosa di
Madrid (Spagna); P. Robert J. Geisinger, S.I., Docente di Diritto
Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana, Procuratore
Generale della Compagnia di Gesù, Roma; Padre Loïc-Marie Le Bot,
O.P., Decano della Facoltà di Diritto Canonico dell'Istituto
Cattolico di Toulouse (Francia); Suor Maria Domenica Melone, S.F.A.,
Rettore Magnifico della Pontificia Università "Antonianum",
Roma; Padre Pier Luigi Nava, S.M.M., Docente di formazione alla vita
consacrata nella Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione
"Auxilium", Roma; il Sacerdote Jesu Maria James Pudumai
Doss, S.D.B., Docente straordinario nella Facoltà di Diritto
Canonico della Pontificia Università Salesiana, Roma; Padre Bruno
Secondin, O.Carm., Docente ordinario emerito di Spiritualità moderna
e Fondamenti di vita spirituale presso la Pontificia Università
Gregoriana, Roma; P.adre Yuji Sugawara, S.I., Decano della Facoltà
di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana, Roma; la
Dottoressa Elena Lucia Bolchi, consacrata nell'Ordo Virginum
dell'Arcidiocesi di Milano, Patrono stabile del Tribunale
Ecclesiastico Regionale Lombardo, Milano (Italia); la Dottoressa
Lourdes Grosso García, M.Id., Direttrice del Segretariato della
Commissione Episcopale per la Vita Consacrata della Conferenza
Episcopale Spagnola, Madrid (Spagna).
martedì 15 luglio 2014
URGENTE INTERVENIRE EMERGENZA UMANITARIA MINORI MIGRANTI NEGLI STATI UNITI
Città
del Vaticano, 15 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre Francesco ha indirizzato un Messaggio agli
organizzatori, relatori e partecipanti al "Coloquio México
Santa Sede sobre movilidad humana y desarrollo", (Città del
Messico, 12-15 luglio), letto, nel corso della sessione inaugurale,
dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. Il Pontefice
invita tutta la comunità internazionale ad adottare nuove misure in
materia di migrazione legale, e, sottolineando il dramma dei bambini
che attraversano le frontiere degli Stati Uniti non accompagnati,
chiede che i minori siano accolti e protetti, promuovendo politiche
di informazione sui rischi di tali viaggi e la realizzazione di
iniziative di sviluppo sociale nei Paesi di origine.
"La
globalizzazione - scrive il Papa - è un fenomeno che ci interpella,
specialmente in una delle sue principali manifestazioni qual è
l’emigrazione. Si tratta di uno dei 'segni' di questo tempo che
viviamo e che ci riporta alle parole di Gesù 'E perché non
giudicate voi stessi ciò che è giusto?' (Lc. 12,57). Nonostante il
grande flusso di migranti presente in tutti i Continenti e in quasi
tutti i Paesi, la migrazione viene ancora vista come emergenza, o
come un fatto circostanziato e sporadico, mentre è ormai divenuto un
elemento caratteristico e una sfida delle nostre società".
"È
un fenomeno che porta con sé grandi promesse insieme a molteplici
sfide. Molte persone costrette all’emigrazione soffrono e, spesso,
muoiono tragicamente; molti dei loro diritti sono violati, sono
obbligati a separarsi dalle loro famiglie e purtroppo continuano a
essere oggetto di atteggiamenti razzisti e xenofobi. Di fronte a tale
situazione, ripeto quanto ha avuto modo di affermare nel Messaggio
per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato dell’anno in
corso: 'È necessario un cambiamento di atteggiamento verso i
migranti e rifugiati da parte di tutti; il passaggio da un
atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di
emarginazione - che, alla fine, corrisponde proprio alla 'cultura
dello scarto' - ad un atteggiamento che abbia alla base la 'cultura
dell’incontro', l’unica capace di costruire un mondo più giusto
e fraterno, un mondo migliore”.
"Mi
preme, inoltre, richiamare l’attenzione sulle decine di migliaia di
bambini che emigrano soli, non accompagnati, per sfuggire alla
povertà e alla violenza: è questa una categoria di migranti che,
dall'America Centrale e dal Messico attraversa la frontiera con gli
Stati Uniti d’America in condizioni estreme, in cerca di una
speranza che la maggior parte delle volte risulta vana. Essi
aumentano di giorno in giorno. Tale emergenza umanitaria richiede,
come primo, urgente intervento, che questi minori siano accolti e
protetti. Tali misure, tuttavia, non saranno sufficienti, ove non
siano accompagnate da politiche di informazione circa i pericoli di
un tale viaggio e, soprattutto, di promozione dello sviluppo nei loro
Paesi di origine".
"È,
infine, necessario, - conclude Papa Francesco - di fronte a questa
sfida richiamare l’attenzione di tutta la Comunità Internazionale
affinché possano essere adottate nuove forme di migrazione legale e
sicura. Auguro pieno successo alla lodevole iniziativa del Ministero
degli Affari Esteri del Governo messicano di organizzare un colloquio
di studio e di riflessione sulla grande sfida dell’emigrazione e
imparto di cuore ad ognuno dei presenti la mia Benedizione
Apostolica".
IL CARDINALE PAROLIN IN MESSICO: MIGRAZIONE E RISPETTO DELLA PERSONA
Città
del Vaticano, 15 luglio 2014 (VIS). Ieri, a Città del Messico, il
Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, è intervenuto al
Colloquio Messico Santa Sede, sul tema "Mobilità umana e
sviluppo", con la partecipazione dei Ministri degli Affari
Esteri di Messico, Honduras, El Salvador e Guatemala che hanno
esaminato le responsabilità delle parti coinvolte nella partenza,
transito e destinazione dei migranti. Di seguito riportiamo ampi
estratti dell'intervento del Segretario di Stato, pronunciato in
lingua spagnola.
"Il
grande contributo del cristianesimo all'umanità, che, con la
maturazione dei tempi, sarà raccolto dall'Illuminismo come categoria
politica, è la fraternità universale. Illuminata dalla fede, la
ragione rivela che nella grande famiglia umana siamo tutti figli
dello stesso Padre. (...) Sin dall'inizio il cristianesimo ha
affermato in modo radicale che tutti siamo liberi, tutti siamo
uguali, tutti siamo fratelli. (...) Di conseguenza, la dignità della
persona non deriva dalla situazione economica, dall'appartenenza
politica, dal livello di istruzione, dall'etnia, dallo status di
immigrazione o di credo religioso. Ogni essere umano, per il fatto
stesso di essere persona, possiede una dignità che merita di essere
trattata con il massimo rispetto".
"Ogni
giorno riceviamo notizie sul crescente numero di persone che nel
mondo devono lasciare la propria terra tra laceranti situazioni di
sofferenza e di dolore. Le cause sono sempre le stesse: la violazione
dei diritti umani più elementari, la violenza, la mancanza di
sicurezza, le guerre, la disoccupazione e la miseria. (...) Cercando
di arrivare a una terra promessa in cui sia possibile una vita degna,
migliaia di persone soffrono la fame, vessazioni, l'umiliazione della
propria dignità, a volte torture, mentre alcuni muoiono in
solitudine nell'indifferenza di molti. In pieno XXI secolo, attoniti,
assistiamo al traffico di esseri umani, vediamo persone costrette a
lavorare in condizioni di semi-schiavitù, persone abusate
sessualmente, persone che cadono nella rete di bande criminali che,
per corruzione e connivenze, operano nell'impunità a livello
transnazionale. La questione che affrontiamo oggi, quella della
'mobilità umana' nel mondo attuale, è parte di questo mondo di
dolore che non può lasciare nessuno indifferente, soprattutto la
Chiesa, nel più vasto movimento di persone e di popoli di tutti i
tempi".
"Credo
di poter dire con ragione che nel nostro mondo globalizzato, il
progresso non si ottiene solo con un maggiore flusso di capitali,
merci e informazioni. Un aumento dello scambio commerciale e
finanziario tra le nazioni non comporta, automaticamente, un
miglioramento del tenore di vita della popolazione, né
automaticamente genera più ricchezza. A questo proposito, notiamo
che le nazioni, in particolare quelle più avanzate a livello
economico e sociale, devono il loro sviluppo in gran parte ai
migranti. (...) Quelle società in cui gli immigrati legali non sono
accolti, ma trattati con pregiudizio, come soggetti pericolosi o
nocivi, dimostrano di essere molto deboli e impreparate ad affrontare
le sfide dei prossimi decenni. Al contrario, quei paesi che sanno
vedere i nuovi arrivati come elementi generatori di ricchezza
soprattutto umana e culturale, e quindi sanno accoglierli, quelle
società che si impegnano in modo coerente nell'integrazione degli
immigrati, trasmettono un messaggio inequivocabile a tutta la
comunità internazionale, di solidità e garanzia che in sé stesse
portano ad un progresso sempre maggiore".
"È
certo che la mobilità umana e il
suo impatto sullo sviluppo sono due dei fenomeni sociali più
complessi, difficili da risolvere senza uno spirito generale di
fiducia. Da un lato il migrante ha il dovere di integrarsi nel Paese
che lo accoglie, rispettandone le leggi e l'identità nazionale,
dall'altra parte, lo Stato ha anche il dovere di difendere i propri
confini, senza mai dimenticare il rispetto dei diritti umani e il
dovere della solidarietà. È
chiaro che il fenomeno della
migrazione non può essere risolto soltanto con politiche legislative
o adottando politiche sociali, per quanto buone, e ancor meno solo
ricorrendo alle forze dell'ordine e della sicurezza. La soluzione del
problema dell'immigrazione passa attraverso una profonda conversione
culturale e sociale che permetta di passare da una 'cultura di
chiusura' ad una 'cultura di accoglienza e di incontro'".
"In
questo contesto, la Chiesa è stata, e sempre sarà, un collaboratore
leale. Per definizione è cattolica, cioè universale,
transnazionale. Il suo messaggio non si limita alla vita privata dei
fedeli, ma perseguendo la loro conversione, si espande e raggiunge le
vie della cultura e della giustizia sociale, poiché non è possibile
definirsi cristiani senza la giustizia e la fraternità, anche verso
i non credenti. Inoltre, la Santa Sede, governo centrale della Chiesa
universale, è un soggetto con piena sovranità nel diritto
internazionale, che gode di piena personalità giuridica. (...) Con
l'aiuto dei Rappresentanti Pontifici, la Chiesa partecipa ai più
svariati forum politici e veglia sulla salvaguardia dei diritti umani
universali, nel rispetto dei principi etici e morali che
caratterizzano la vita sociale. La Chiesa sosterrà sempre, a livello
nazionale ed internazionale, ogni iniziativa volta all'adozione di
politiche concertate".
"Confrontati
dal fenomeno migratorio, è urgente superare paure ataviche e
identificare strategie comuni a livello locale, regionale e globale,
in tutti i settori della società. Pensiamo, ad esempio, agli Stati
Uniti d'America, la cui Amministrazione ha diffuso nelle ultime
settimane i dati relativi alla migrazione dei bambini che
attraversano la frontiera non accompagnati da adulti. Il loro numero
cresce esponenzialmente di giorno in giorno, sia che emigrino per
sfuggire alla povertà e alla violenza o nella speranza di unirsi ai
familiari che sono dall'altra parte del confine. È
urgente proteggerli e assisterli, perché la loro debolezza è
maggiore e perché, indifesi, sono alla mercé di qualsiasi abuso o
incidente. La politica è l'arte del possibile. Rendiamo
l'impossibile possibile. Proponiamoci sfide ambiziose. Non
scoraggiamoci per quelli che sono, solo apparentemente, insuccessi".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 15 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha accettato la rinuncia del Vescovo Janusz Wiesław Kaleta al
governo pastorale della Diocesi di Karaganda (Kazakhstan), presentata
in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto
Canonico.
-
Ha nominato il Monsignore Giuseppe Satriano, Arcivescovo
dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati (superficie: 1.415;
popolazione: 139.400; cattolici: 136.900; sacerdoti: 87; religiosi:
105; diaconi permanenti: 2), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a
Brindisi (Italia) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985.
Dal 1984 al 1993 Educatore e poi Padre Spirituale nel Seminario
diocesano di Ostuni; dal 1985 al 1997 insegnante di Religione presso
la Scuola Media Statale “S. Giovanni Bosco”, il Liceo Scientifico
Statale “L. Pepe”, in Ostuni e il Liceo Classico Statale “Calamo”
in Ostuni; dal 1993 al 1997 Vicario Parrocchiale della parrochia
Maria SS. Annunziata di Ostuni; dal 1997 al 2000 Sacerdote “fidei
donum” in Kenya-Marsabit, come Parroco; dal 2001 al 2003 Rettore
del Seminario diocesano; dal 1985 Canonico Mansionario del Capitolo
Cattedrale di Ostuni e dal 1991 Canonico del Capitolo Cattedrale. Dal
2003 è Vicario Generale della medesima Arcidiocesi con i seguenti
altri incarichi: Vicario Episcopale per il Clero e la Vita
Consacrata; Cappellano del Villaggio Turistico “Rosa Marina” di
Ostuni; Assistente delle Missionarie della Regalità; Coordinatore
dei Sacerdoti Missionari della Regalità; Responsabile della
formazione dei sacerdoti giovani; Delegato del Consiglio Affari
Economici. Dal 2006 è anche Assistente del Serra Club di Brindisi e
dal 2007 Segretario Generale del Sinodo Diocesano.
-
Ha nominato il Monsignore Wojciech Zaluski, Nunzio Apostolico in
Burundi, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo.
L'Arcivescovo eletto è nato a Zaluski-Lipnewo (Polonia), nel 1960 ed
è stato ordinato sacerdote nel 1985. È
stato finora Consigliere di Nunziatura.
lunedì 14 luglio 2014
ANGELUS: LA PARABOLA DEL SEMINATORE PARLA OGGI A CIASCUNO DI NOI, COME PARLAVA AGLI ASCOLTATORI DI GESÙ DUEMILA ANNI FA
Città
del Vaticano, 13 luglio 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il
Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio
per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in
Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana, il Santo
Padre si è soffermato sul Vangelo di questa domenica dedicato alla
parabola del seminatore.
"Quando
parla al popolo, Gesù utilizza molte parabole - ha detto il Papa -
un linguaggio comprensibile a tutti, con immagini tratte dalla natura
e dalle situazioni della vita quotidiana. La prima che racconta è
un’introduzione a tutte le parabole: è quella del seminatore, che
senza risparmio getta la sua semente su ogni tipo di terreno".
"E
il vero protagonista di questa parabola è proprio il seme, che
produce più o meno frutto a seconda del terreno su cui è caduto. I
primi tre terreni sono improduttivi: lungo la strada la semente è
mangiata dagli uccelli; sul terreno sassoso i germogli seccano subito
perché non hanno radici; in mezzo ai rovi il seme viene soffocato
dalle spine. Il quarto terreno è il terreno buono, e soltanto lì il
seme attecchisce e porta frutto".
"In
questo caso - ha spiegato Papa Francesco - Gesù non si è limitato a
presentare la parabola, l’ha anche spiegata ai suoi discepoli. La
semente caduta sulla strada indica quanti ascoltano l’annuncio del
Regno di Dio ma non lo accolgono; così sopraggiunge il Maligno e lo
porta via. Il Maligno infatti non vuole che il seme del Vangelo
germogli nel cuore degli uomini. Questo è il primo paragone. Il
secondo è quello del seme caduto sulle pietre: esso rappresenta le
persone che ascoltano la parola di Dio e l’accolgono subito, ma
superficialmente, perché non hanno radici e sono incostanti; e
quando arrivano le difficoltà e le tribolazioni, queste persone si
abbattono subito. Il terzo caso è quello della semente caduta tra i
rovi: Gesù spiega che si riferisce alle persone che ascoltano la
parola ma, a causa delle preoccupazioni mondane e della seduzione
della ricchezza, rimane soffocata. Infine, la semente caduta sul
terreno fertile rappresenta quanti ascoltano la parola, la accolgono,
la custodiscono e la comprendono, ed essa porta frutto. Il modello
perfetto di questa terra buona è la Vergine Maria".
"Questa
parabola parla oggi a ciascuno di noi, come parlava agli ascoltatori
di Gesù duemila anni fa - ha detto Papa Francesco - Ci ricorda che
noi siamo il terreno dove il Signore getta instancabilmente il seme
della sua Parola e del suo amore. Con quali disposizioni lo
accogliamo? E possiamo porci la domanda: com’è il nostro cuore? A
quale terreno assomiglia: a una strada, a una pietraia, a un roveto?
Dipende da noi diventare terreno buono senza spine né sassi, ma
dissodato e coltivato con cura, affinché possa portare buoni frutti
per noi e per i nostri fratelli".
"E
ci farà bene non dimenticare - ha concluso il Papa - che anche noi
siamo seminatori. Dio semina semi buoni, e anche qui possiamo porci
la domanda: che tipo di seme esce dal nostro cuore e dalla nostra
bocca? Le nostre parole possono fare tanto bene e anche tanto male;
possono guarire e possono ferire; possono incoraggiare e possono
deprimere. Ricordatevi: quello che conta non è ciò che entra, ma
quello che esce dalla bocca e dal cuore".
NUOVO APPELLO PER LA PACE IN TERRA SANTA
Città
del Vaticano, 14 luglio 2014
(VIS). Dopo l'Angelus, il Papa ha rivolto a tutti i presenti "un
accorato appello a continuare a pregare con insistenza per la pace in
Terra Santa, alla luce dei tragici eventi degli ultimi giorni".
"Ho
ancora nella memoria - ha detto Papa Francesco - il vivo ricordo
dell’incontro dell’8 giugno scorso con il Patriarca Bartolomeo,
il Presidente Peres e il Presidente Abbas, insieme ai quali abbiamo
invocato il dono della pace e ascoltato la chiamata a spezzare la
spirale dell’odio e della violenza. Qualcuno potrebbe pensare che
tale incontro sia avvenuto invano. Invece no! La preghiera ci aiuta a
non lasciarci vincere dal male né rassegnarci a che la violenza e
l’odio prendano il sopravvento sul dialogo e la riconciliazione.
Esorto le parti interessate e tutti quanti hanno responsabilità
politiche a livello locale e internazionale a non risparmiare la
preghiera e a non risparmiare alcuno sforzo per far cessare ogni
ostilità e conseguire la pace desiderata per il bene di tutti. E
invito tutti voi ad unirvi nella preghiera. In silenzio, tutti,
preghiamo. (Preghiera silenziosa) Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu
la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i
nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: 'mai più
la guerra!'; 'con la guerra tutto è distrutto!'. Infondi in noi il
coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace... Rendici
disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci
chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le
nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono".
Successivamente,
nel ricordare che oggi ricorre la "Domenica del Mare", il
Santo Padre ha rivolto il suo pensiero ai marittimi, ai pescatori e
alle loro famiglie, esortando le comunità cristiane, in particolare
quelle costiere, ad essere attente e sensibili nei loro confronti.
"Invito i cappellani e i volontari dell’Apostolato del Mare a
continuare il loro impegno nella cura pastorale di questi fratelli e
sorelle. Tutti affido, specialmente quanti si trovano in difficoltà
e lontano da casa, alla materna protezione di Maria, Stella del
Mare".
"Saluto
ora con grande affetto - ha detto infine il Pontefice - tutti i figli
e le figlie spirituali di san Camillo de Lellis, del quale domani
ricorre il 400° anniversario della morte. Invito la Famiglia
camilliana, al culmine di questo anno giubilare, ad essere segno del
Signore Gesù che, come buon samaritano, si china sulle ferite del
corpo e dello spirito dell’umanità sofferente, versando l’olio
della consolazione e il vino della speranza. A voi convenuti qui in
Piazza san Pietro, come pure agli operatori sanitari che prestano
servizio nei vostri ospedali e case di cura, auguro di crescere
sempre più nel carisma di carità, alimentato dal contatto
quotidiano con i malati. E, per favore, non dimenticatevi di pregare
per me".
VIDEO-MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AMMALATI POLICLINICO GEMELLI
Città
del Vaticano, 14 luglio 2014 (VIS). Nella mattinata di ieri, a
seguito della mancata visita al Policlinico "A. Gemelli" di
Roma, programmata per il 27 giugno scorso e annullata all’ultimo
momento per un’improvvisa indisposizione, il Santo Padre ha
indirizzato ai pazienti del nosocomio un videomessaggio. "Comprendo
- afferma - il dispiacere non solo dei responsabili ma anche di tutti
coloro che hanno lavorato con tanto sforzo e passione. Comprendo
soprattutto la delusione dei malati già pronti per poter pregare
insieme durante la Santa Messa che avrei voluto salutare
personalmente".
Nel
periodo estivo "molti partono per riposarsi un poco. (...) Ma
l’estate - ricorda Papa Francesco - diventa anche un tempo
difficile soprattutto per gli anziani e per i malati che restano più
soli e che trovano con maggior difficoltà per alcuni servizi
soprattutto nelle grandi città. Così il tempo del riposo è anche
il tempo in cui le difficoltà della vita sembrano diventare ancora
più forti".
"Coltivate
nella preghiera il gusto delle cose di Dio - esorta il Pontefice -
siate testimoni che solo in Dio è la vostra forza. Voi malati, che
sperimentate la fragilità del corpo, potete testimoniare con forza
alle persone che vi stanno accanto, come il bene prezioso della vita
è il Vangelo, l'amore misericordioso del Padre e non i soldi o il
potere. infatti anche quando una persona è, nelle logiche mondane,
importante, non può aggiungere un solo giorno alla propria vita".
Infine,
ringraziando il personale medico e paramedico del Policlinico per la
dedizione, l'amore e la professionalità con la quale accudiscono i
malati, il Papa afferma: "Sappiate che ho desiderato molto
l'incontro con voi ma, come ben sapete, noi non siamo padroni della
nostra vita e non possiamo disporre a nostro piacimento. Dobbiamo
accettare le fragilità. Con me coltivate la fiducia che solo in Dio
sta la nostra forza. Vi affido a Maria e voi continuate a pregare per
me, perché ho bisogno".
IL RIDUZIONISMO SCARTA TUTTA UNA GENERAZIONE DI GIOVANI
Città
del Vaticano, 13 luglio 2014 (VIS). Sabato 12 luglio, il Santo Padre
ha consumato il pranzo con i partecipanti al Seminario internazionale
- svoltosi nella Casina Pio IV in Vaticano - sulla proposta di Papa
Francesco nella Esortazione apostolica Evangelii gaudium "per
un’economia sempre più inclusiva".
"È
tanto importante quello che voi fate - ha detto il Pontefice -
riflettere sulla realtà, ma riflettere senza paura, riflettere con
intelligenza. Senza paura e con intelligenza. E questo è un
servizio". Riferendosi ai temi trattati nel Seminario, il Santo
Padre ha dedicato alcune parole al riduzionismo antropologico.
"Credo
che questo momento sia il tempo più forte del riduzionismo
antropologico. Succede all’uomo quello che succede al vino quando
diventa grappa: passa per un alambicco organizzativo. Non è più
vino, è un’altra cosa: più utile forse, più qualificata, ma non
è vino! Per l’uomo è lo stesso: l’uomo passa per questo
alambicco e finisce - e questo lo dico sul serio! - per perdere
l’umanità e diventa uno strumento del sistema, sistema sociale,
economico, sistema dove spadroneggiano gli squilibri. Quando l’uomo
perde la sua umanità, che cosa ci aspetta? Avviene quello che a me
viene di dire in un linguaggio comune: una politica, una sociologia,
un atteggiamento 'dello scarto': si scarta quello che non serve,
perché l’uomo non è al centro. E quando l’uomo non è al
centro, c’è un’altra cosa al centro e l’uomo è al servizio di
quest’altra cosa. L’idea è quindi salvare l’uomo, nel senso
che torni al centro: al centro della società, al centro dei
pensieri, al centro della riflessione. Portare l’uomo, un’altra
volta, al centro. E questo è un bel lavoro, e voi lo fate. Vi
ringrazio per questo lavoro. Voi studiate, fate riflessioni, fate
questi convegni per questo, perché l’uomo non sia scartato. Si
scartano i bambini, perché il livello di natalità - almeno qui in
Europa - tutti lo conosciamo; si scartano gli anziani, perché non
servono. E adesso? Si scarta tutta una generazione di giovani, e
questo è gravissimo! Ho visto una cifra: 75 milioni di giovani,
sotto i 25 anni, senza lavoro. I giovani 'né - né': né studiano,
né lavorano. Non studiano perché non hanno possibilità, non
lavorano perché non c’è lavoro. È
un altro scarto! Quale sarà il prossimo scarto? Fermiamoci in tempo,
per favore!".
Infine
il Papa ha ringraziato nuovamente i commensali per l'aiuto che danno
con il loro lavoro e la loro riflessione "per recuperare questa
situazione squilibrata e per recuperare l’uomo e riportarlo al
centro della riflessione e al centro della vita. È
il re dell’universo! - ha esclamato - E questa non è teologia, non
è filosofia - è realtà umana. Con questo andremo avanti. Grazie,
grazie davvero. Grazie!".
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 12 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
L'Arcivescovo Luigi Bianco, Nunzio Apostolico in Etiopia, finora
Nunzio Apostolico in Honduras.
-
Il Vescovo Claudio Maniago, Vescovo della Diocesi di Castellaneta
(superficie: 1.043; popolazione: 128.687; cattolici: 125.861;
sacerdoti: 54; religiosi: 41; diaconi permanenti: 1), Italia. È
stato finora Vescovo Ausiliare di Firenze (Italia).
-
Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di La Habana
(Cuba), Suo Inviato Speciale alla celebrazione conclusiva del 350°
anniversario della fondazione della parrocchia di Notre
Dame-de-Québec (Canada), “chiesa-madre di tutte le parrocchie
dell’America del Nord”, in programma il 14 settembre 2014.
-
Il Sacerdote Luca Sansalone, Vicario Giudiziale del Tribunale di
Prima Istanza per le cause di nullità di matrimonio della Regione
Lazio, finora Vicario Giudiziale Aggiunto presso il medesimo
Tribunale.
venerdì 11 luglio 2014
MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL TURISMO 2014: PROMUOVERE UN TURISMO CHE SI SVILUPPI IN ARMONIA CON LA COMUNITÀ CHE ACCOGLIE
Città
del Vaticano, 11 luglio 2014
(VIS). Questa mattina, il Pontificio Consiglio della Pastorale per i
Migranti e gli Itineranti ha reso pubblico il Messaggio per la
Giornata Mondiale del Turismo 2014 (27 settembre), promossa
dall'Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), sul tema: "Turismo
e sviluppo comunitario". Il Messaggio è a firma del Cardinale
Antonio Maria Vegliò, Presidente del Dicastero e del Vescovo Joseph
Kalathiparambil, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.
Nel
testo che riportiamo di seguito, viene sottolineato lo stretto
rapporto fra sviluppo comunitario e sviluppo umano integrale, proprio
della dottrina sociale della Chiesa, ricordando che gli esseri umani
sono custodi e non proprietari della creazione. Il Messaggio si
sofferma anche sui programmi di sviluppo sostenibile e solidale nelle
aree più svantaggiate, sottolineando il ruolo delle comunità locali
nella difesa, nella valorizzazione del proprio patrimonio naturale e
culturale, e nell'arricchimento umano ed economico che il turismo
responsabile apporta ai suoi protagonisti, promuovendo valori come il
rispetto reciproco e la tolleranza.
"Il
27 settembre, con il tema 'Turismo e sviluppo comunitario', si
celebra la Giornata Mondiale del Turismo, promossa come ogni anno
dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT). Consapevole
dell’importanza sociale ed economica del turismo nel momento
attuale, la Santa Sede vuole accompagnare questo fenomeno dall’ambito
che le è proprio, in particolare nel contesto dell’evangelizzazione.
Nel
suo Codice Etico Mondiale, l’OMT afferma che il turismo deve essere
un’attività benefica per le comunità di destinazione: 'Le
popolazioni locali saranno partecipi delle attività turistiche, e ne
condivideranno in modo equo i benefici economici, sociali e
culturali, in particolare per quanto attiene alla creazione diretta e
indiretta di occupazione'. Ciò vuol dire che occorre instaurare tra
le due realtà una relazione di reciprocità, che porti ad un mutuo
arricchimento.
La
nozione di 'sviluppo comunitario' è strettamente legata ad un
concetto più ampio che è parte della dottrina sociale della Chiesa,
quello cioè di 'sviluppo umano integrale', a partire dal quale
leggiamo e interpretiamo il primo. A questo riguardo sono illuminanti
le parole di Papa Paolo VI, che nell’enciclica 'Populorum
progressio' affermava che 'lo sviluppo non si riduce alla semplice
crescita economica. Per essere sviluppo autentico, dev’essere
integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di
tutto l’uomo'.
Come
può il turismo contribuire a questo sviluppo? Per rispondere a
questa domanda, lo sviluppo umano integrale e, di conseguenza, lo
sviluppo comunitario nel campo del turismo devono essere diretti al
conseguimento di un progresso equilibrato che sia sostenibile e
rispettoso di tre ambiti: economico, sociale e ambientale, intendendo
con ciò tanto la sfera ecologica quanto il contesto culturale.
Il
turismo è un motore fondamentale di sviluppo economico, per
l’importante contributo che apporta al PIL (tra il 3% e il 5% a
livello mondiale), all’impiego (tra il 7% e l’8% dei posti di
lavoro) e alle esportazioni (il 30% delle esportazioni mondiali di
servizi).
Nel
momento presente, in cui si riscontra una diversificazione delle
destinazioni, ogni luogo del pianeta diventa una meta potenziale. Per
questo, il settore turistico si evidenzia come una delle opzioni più
attuabili e sostenibili per ridurre il livello di povertà delle aree
più arretrate. Se adeguatamente sviluppato, esso può essere uno
strumento prezioso di progresso, di creazione di posti di lavoro, di
sviluppo di infrastrutture e di crescita economica.
Siamo
consapevoli che, come ha affermato Papa Francesco, 'la dignità
dell’uomo è collegata al lavoro', e che pertanto ci viene chiesto
di affrontare il problema della disoccupazione con 'gli strumenti
della creatività e della solidarietà'. In questa linea, il turismo
appare come uno dei settori con più capacità di generare un tipo di
impiego 'creativo' e diversificato, del quale con maggiore facilità
possono beneficiare i gruppi più svantaggiati, di cui fanno parte
donne, giovani e alcune minoranze etniche.
È
essenziale che i benefici economici del turismo raggiungano tutti i
settori della società locale e abbiano un impatto diretto sulle
famiglie e, al tempo stesso, ci si deve avvalere al massimo delle
risorse umane locali. È fondamentale altresì che per ottenere
questi benefici si seguano criteri etici, che siano rispettosi,
anzitutto, delle persone, tanto a livello comunitario quanto di ogni
singolo individuo, fuggendo da 'una concezione economicista della
società, che cerca il profitto egoista, al di fuori dei parametri
della giustizia sociale'. Nessuno, infatti, può costruire la propria
prosperità a spese degli altri.
I
benefici di un turismo a favore dello 'sviluppo comunitario' non
possono essere ridotti esclusivamente all’aspetto economico, ma vi
sono altre dimensioni di uguale o maggiore importanza. Tra queste
compaiono l’arricchimento culturale, l’opportunità di incontro
umano, la costruzione di 'beni relazionali', la promozione del
rispetto reciproco e della tolleranza, la collaborazione tra enti
pubblici e privati, il potenziamento del tessuto sociale e
associativo, il miglioramento delle condizioni sociali della
comunità, lo stimolo ad uno sviluppo economico e sociale sostenibile
e la promozione della formazione lavorativa dei giovani, per citarne
alcune.
Lo
sviluppo turistico esige che protagonista principale sia la comunità
locale, che lo deve far proprio, con l’attiva presenza dei partner
sociali, istituzionali e degli enti civici. È importante creare
opportune strutture di partecipazione e coordinamento, favorendo il
dialogo, assumendo impegni, integrando gli sforzi e determinando
obiettivi comuni e soluzioni basate sul consenso. Non si tratta di
fare qualcosa 'per' la comunità, bensì 'con' la comunità.
Inoltre,
una destinazione turistica non è soltanto un bel paesaggio o una
confortevole infrastruttura, ma è, anzitutto, una comunità locale,
con il suo contesto fisico e la sua cultura. Occorre promuovere un
turismo che si sviluppi in armonia con la comunità che accoglie, con
l’ambiente, con le sue forme tradizionali e culturali, con il suo
patrimonio e i suoi stili di vita. E, in questo incontro rispettoso,
la popolazione locale e i visitatori possono instaurare un dialogo
fecondo che incoraggi la tolleranza, il rispetto e la reciproca
comprensione.
La
comunità locale, poi, deve sentirsi chiamata a salvaguardare il
proprio patrimonio naturale e culturale, conoscendolo, sentendosene
orgogliosa, rispettandolo e rivalorizzandolo, affinché possa
condividerlo con i turisti e trasmetterlo alle generazioni future.
Infine,
anche i cristiani del luogo devono essere capaci di mostrare la loro
arte, le tradizioni, la storia, i valori morali e spirituali, ma
soprattutto la fede che è all’origine di tutto questo e gli dà
senso.
In
questo cammino verso uno sviluppo integrale e comunitario, la Chiesa,
esperta in umanità, vuole contribuire offrendo la propria visione
cristiana di sviluppo, proponendo 'ciò che possiede in proprio: una
visione globale dell'uomo e dell'umanità'.
A
partire dalla nostra fede, noi possiamo offrire il senso della
persona, il senso di comunità e di fraternità, di solidarietà, di
ricerca della giustizia, di saperci custodi (e non proprietari) del
creato e, sotto l’azione dello Spirito Santo, continuare a
collaborare con l’opera di Cristo.
Seguendo
quanto chiedeva Papa Benedetto XVI a coloro che lavorano nella
pastorale del turismo, dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi al fine
di 'illuminare questo fenomeno con la dottrina sociale della Chiesa,
promuovendo una cultura del turismo etico e responsabile, in modo che
giunga ad essere rispettoso della dignità delle persone e dei
popoli, accessibile a tutti, giusto, sostenibile ed ecologico'.
Con
particolare gioia vediamo come in diverse parti del mondo la Chiesa
abbia riconosciuto le potenzialità del settore turistico e abbia
messo in moto progetti semplici ma efficaci.
Sempre
più numerose sono le associazioni cristiane che organizzano viaggi
di turismo responsabile in zone in sviluppo, come pure quelle che
promuovono il cosiddetto 'turismo solidale o di volontariato',
durante il quale le persone approfittano del tempo delle vacanze per
collaborare a progetti di cooperazione nei paesi in via di sviluppo.
Degni
di nota sono, poi, quei programmi di turismo sostenibile e solidale,
promossi da Conferenze episcopali, diocesi o congregazioni religiose
in zone svantaggiate, che accompagnano le comunità locali aiutandole
a creare spazi di riflessione, promuovendo la formazione e
l’autodeterminazione, consigliando e collaborando alla redazione di
progetti e favorendo il dialogo con le autorità e altri gruppi. Ciò
ha portato alla creazione di un’offerta turistica gestita dalle
comunità locali, attraverso associazioni e microimprese dedite al
turismo (alloggio, ristorazione, guide, produzione artigianale,
ecc.).
Numerose,
inoltre, sono le parrocchie delle zone turistiche che accolgono il
visitatore offrendo proposte liturgiche, formative e culturali, con
il desiderio che le vacanze 'siano proficue per la loro crescita
umana e spirituale, convinti che nemmeno in questo tempo possiamo
dimenticare Dio, che mai si dimentica di noi'. Pertanto, esse cercano
di sviluppare una 'pastorale dell’amabilità', che permetta di
accogliere con uno spirito di apertura e fraternità, mostrando il
volto di una comunità viva e accogliente. E affinché l’ospitalità
sia più efficace, si rende necessaria una collaborazione effettiva
con gli altri settori coinvolti.
Queste
proposte pastorali sono ogni giorno più significative, specialmente
quando sta crescendo un tipo di 'turista vivenziale', che cerca di
instaurare legami con la popolazione locale e desidera sentirsi
membro della comunità ospitante, partecipando alla sua vita
quotidiana, valorizzando l’incontro e il dialogo.
La
sollecitudine ecclesiale nell’ambito del turismo si è
concretizzata, pertanto, in numerosi progetti, originati da una
moltitudine di esperienze nate dallo sforzo, dall’entusiasmo e
dalla creatività di tanti sacerdoti, religiosi e laici che
desiderano collaborare, in questo modo, allo sviluppo
socio-economico, culturale e spirituale della comunità locale, e
aiutarla a guardare con speranza al futuro.
Consapevole
del fatto che la sua prima missione è l’evangelizzazione, la
Chiesa vuole offrire pertanto la sua spesso umile collaborazione, per
rispondere alle situazioni concrete dei popoli, specialmente dei più
bisognosi. Essa lo fa convinta che 'evangelizziamo anche quando
cerchiamo di affrontare le diverse sfide che possano presentarsi'.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 11 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre:
-
Ha nominato l'Arcivescovo Anselmo Guido Pecorari, Nunzio Apostolico
in Macedonia, attualmente anche Nunzio Apostolico in Bulgaria.
-
Ha nominato il Cardinale Rainer Maria Woelki, Arcivescovo Metropolita
di Köln (superficie: 6.181; popolazione: 5.417.865; cattolici:
2.069.152; sacerdoti: 1.033; religiosi: 1.835; diaconi permanenti:
309), Repubblica Federale di Germania. È
stato finora Arcivescovo Metropolita di Berlino (Repubblica
Federale di Germania).
-
Ha nominato il Vescovo Jorge Anibal Quintero Chacón, Vescovo di
Barcelona (superficie: 43.300; popolazione: 2.132.000; cattolici:
1.996.000; sacerdoti: 69; religiosi: 61; diaconi permanenti: 4),
Venezuela. È stato finora Vescovo della Diocesi di Margarita
(Venezuela).
-
Ha nominato il Reverendo Ignatius D’Souza, Vescovo della Diocesi di
Bareilly (superficie: 32.860; popolazione: 10.352.001; cattolici:
6.744; sacerdoti: 83; religiosi: 331), India. Il Vescovo eletto è
nato nel 1964 a Basrikatte (India) ed è stato ordinato sacerdote nel
1991. Dal 1991 al 1993 Assistente Parrocchiale nella Cattedrale di
Lucknow; dal 1993 Vice Preside nella Cathedral School di Lucknow; dal
1994 Vice Rettore del St. Paul’s Minor Seminary di Lucknow; dal
1998 al 2000 Assistente nella Parrocchia e nella scuola St. Anthony
di Barabanki; dal 2000 al 2004 Direttore del Diocesan Pastoral Centre
di Lucknow; dal 2006 Assistente Parrocchiale nella Cattedrale di
Lucknow; dal 2008 Vicario Generale di Lucknow. Finora Parroco della
Cattedrale di Lucknow, succede al Vescovo Anthony Fernandes, del
quale Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale
della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti di età.
-
Ha nominato il Reverendo Cajetan Francis Osta, Vescovo della Diocesi
di Muzaffarpur (superficie: 27.120; popolazione: 30.310.000;
cattolici: 5.250; sacerdoti: 49; religiosi: 120), India. Il Vescovo
eletto è nato nel 1961 a Kathara-Bokaro (India) ed è stato ordinato
sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1994 Assistente parrocchiale a
Bettiah (Muzaffarpur); dal 1996 al 1997 Co-Parroco a Bettiah
(Muzaffarpur); dal 1997 al 1998 Rettore del Seminario Minore
(Muzaffarpur); dal 1998 al 2001 Segretario del Vescovo di Bettiah;
dal 2001 al 2004 Parroco a Marpa; dal 2004 al 2009 Parroco a Tinkomma
(Muzaffarpur); dal 2009 al 2011 Parroco a Barauni (Muzaffarpur); dal
2007 Vicario Giudiziale della Diocesi di Muzaffarpur; dal 2009
Presidente del Bijhan Diocesan Priests e Consultore. Finora Parroco
della Cattedrale di Muzaffarpur, succede al Vescovo John Baptist
Thakur, S.I., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al
governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti
limiti d'età.
-
Ha nominato il Reverendo Michael Yeung Ming-cheung, Vescovo Ausiliare
della Diocesi di Hong-Kong (superficie: 1.104; popolazione:m
7.071.600; cattolici: 547.000; sacerdoti: 311; religiosi: 815;
diaconi permanenti: 18), Cina. Il Vescovo eletto è nato nel 1946 a
Shanghai (Cina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1978. Dal 1978 al
1980 Vicario parrocchiale in Ha Kwai Chung District, Nuovi Territori;
dal 1982 al 1986 Direttore dell'Ufficio delle Comunicazioni Sociali
della Diocesi; dal 1986 al 1989 Parroco di Nostra Signora di Lourdes;
Cappellano del Yu C.K. Memorial College; dal 1990 al 2003 Direttore
dell'Ufficio per l'Educazione e la Scuola della Diocesi; dal 2003 al
2013 Direttore della Caritas diocesana di Hong Kong; dal 2009 al 2013
Vicario Generale della Diocesi di Hong Kong e dal 2003 Membro del
Pontificio Consiglio Cor Unum.
-
Ha nominato il Reverendo Stephen Lee Bun Sang, Vescovo Ausiliare
della Diocesi di Hong-Kong (Cina). Il Vescovo eletto è nato nel 1956
a Hong Kong (Cina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Nella
Diocesi di Hong Kong è stato dal 1990 al 1991 Direttore della Scuola
Tak Sun, in Tsim Sha Tsui; dal 1991 Difensore del Vincolo presso il
Tribunale diocesano di Hong Kong; dal 2009 ha collaborato con la
Missione di Studio, curando soprattutto le questioni di natura
canonica e le cause di nullità matrimoniale; dal 2011 Vicario
dell'Opus Dei per l'Asia Orientale.
-
Il Padre Joseph Ha Chi-shing, O.F.M., Vescovo Ausiliare della Diocesi
di Hong-Kong (Cina). Il Vescovo eletto è nato a Hong Kong nel 1959,
nel 1988 ha emesso i Voti solenni nell'Ordine Francescano Frati
Minori ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Dal 1997 al 2004
Ministero nella Parrocchia di San Francesco di Hong Kong; dal 2004 al
2007 Parroco di S. Bonaventura in Kowloon; dal 2007 al 2013 Parroco
di Nostra Signora degli Angeli in Kowloon; dal 1999 al 2007 Docente
di Teologia spirituale nel Seminario di Hong Kong; dal 2008 al 2010
Consultore della Commissione per la Chiesa in Cina e Membro del
Consiglio presbiterale della Diocesi di Hong Kong; dal 2010 al 2013
Superiore regionale O.F.M. di Hong Kong. Definitore Provinciale per
tre volte, fino al gennaio 2013. Promotore delle vocazioni e
responsabile per i postulanti e i novizi. Per 8 anni Maestro dei
Novizi. Supervisore di alcune scuole. Dal 2013 Vicario parrocchiale
della Chiesa di S. Bonaventura in Hong Kong.
-
Ha elevato la Prefettura Apostolica di Makokou (Gabon), al rango di
Vicariato Apostolico.
-
Ha nominato il Padre Joseph Koerber, C.S.Sp., primo Vicario
Apostolico di Makokou (superficie: 46.000; popolazione: 54.000;
cattolici: 26.000; sacerdoti: 7; religiosi: 3), Gabon. Il Vescovo
eletto è nato nel 1943 a Sierentz (Francia), ha emesso la
professione perpetua nella Famiglia Spiritana nel 1970 ed è stato
ordinato sacerdote nel 1972. Inviato in Gabon, è stato Vicario
parrocchiale, Parroco, Economo Regionale degli Spiritani del Gabon,
con sede in Libreville. Ha operato per lunghi anni nella regione di
Makokou. Dal 2003 è stato è Prefetto Apostolico della medesima
circoscrizione ecclesiastica.
giovedì 10 luglio 2014
VISITA PRIVATA DEL SANTO PADRE A CASERTA
Città
del Vaticano, 10 luglio 2014
(VIS). Prevedibilmente sabato 26 luglio, il Santo Padre si recherà
in forma del tutto privata a Caserta (Italia), per incontrare il
Pastore evangelico Giovanni Traettino - da lui ben conosciuto già
dal tempo di Buenos Aires - nella sua Chiesa della Riconciliazione.
L'idea ha avuto origine il mese scorso, in occasione di un incontro
che il Santo Padre ha avuto a Roma con un gruppo di pastori
evangelici.
UDIENZE
Città
del Vaticano, 10 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri in Udienza il Signor Kiko
Argüello, Iniziatore del
Cammino Neocatecumenale.
ALTRI ATTI PONTIFICI
Città
del Vaticano, 10 luglio 2014
(VIS). Il Santo Padre ha nominato:
-
Il Padre Joseph Mlola, ALCP/OSS (Apostolic Life Community of Priests
in the Opus Spiritus Sancti), Vescovo della Diocesi di Kigoma
(superficie: 45.066; popolazione: 2.000.000; cattolici: 515.701;
sacerdoti: 55; religiosi: 165), Tanzania. Il Vescovo eletto è nato
nel 1966 a Mashati Rombo (Tanzania) ed è stato ordinato sacerdote
nel 1997. Dal 1997 al 1999 è stato Vicario parrocchiale a Nairagie
Enkare, Diocesi di Ngong, Kenya; dal 1999 al 2000 Vice Rettore di
Holy Spirit College, Morogoro; dal 2000 al 2001 Vicario parrocchiale
a Caliti, Avellino, Italia; dal 2005 al 2011 Vice Rettore del
Seminario maggiore Interdiocesano "St. Charles Lwanga" a
Segerea, Dar-es-Salaam; dal 2011 Rettore del Seminario Maggiore
Inter-diocesano St. Paul a Kipalapala, Tabora.
-
Il Reverendo Luis Horacio Gomez González, Vicario Apostolico di
Puerto Gaitán (superficie: 56.500; popolazione: 140.000; cattolici:
80.000; sacerdoti: 41; religiosi: 4), Colombia. Il Vescovo eletto è
nato nel 1958 a Salaminas-Caldas (Colombia) ed è stato ordinato
sacerdote nel 1991. Dal 1992 al 1993 Vicario parrocchiale ad
Aranzazu; dal 1993 al 1997 Delegato per la Pastorale Sociale; dal
1997 al 1998 Parroco della Parrocchia di Castilla (Corregimiento de
Pàcora); dal 1998 al 2004 Parroco di Nuestra Señora de
Chinquinquirà, Aguadas - Caldas; dal 2004 al 2005 Parroco di La
Inmaulada, Aguadas - Caldas; dal 2005 al 2010 Parroco di Nuestra
Señora de Los Dolores, Manizales; dal 2010 al 2013 Parroco di
Nuestra Señora del Sagrado Corazòn, Manizales; dal 2013 Vicario per
l’Amministrazione nell’Arcidiocesi di Manizales. È stato anche
Membro del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale,
Delegato per la Pastorale universitaria e per la Pastorale
sacerdotale, Cappellano del SENA (Servicio
Nacional de Aprendizaje) e Professore nel Seminario Maggiore
di Manizales.
mercoledì 9 luglio 2014
MOTU PROPRIO TRASFERIMENTO SEZIONE ORDINARIA APSA ALLA SEGRETERIA PER L'ECONOMIA
Città
del Vaticano, 9 luglio 2014
(VIS). Pubblichiamo di seguito la Lettera Apostolica in forma di Motu
Proprio del Santo Padre Francesco per il Trasferimento della Sezione
Ordinaria dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica
alla Segreteria per l’Economia
"Confermando
una tradizione plurisecolare, l’ultimo Concilio Vaticano II ribadì
la necessità di conformare l’organizzazione della Santa Sede alle
necessità dei tempi, adeguando soprattutto la struttura dei
Dicasteri della Curia Romana, il loro numero, denominazione e
competenza, così come i loro modi di procedere e il reciproco
coordinamento alle reali esigenze della Chiesa in ogni momento.
Un
concreto risultato di tali principi è avvenuto con la promulgazione,
il 24 febbraio 2014, della Lettera apostolica, in forma di Motu
Proprio, 'Fidelis Dispensator et Prudens', col quale ho istituito la
Segreteria per l’Economia come Dicastero della Curia Romana. Essa,
tenendo conto di quanto stabilito dal Consiglio per l’Economia, ha
come competenze il controllo economico e la vigilanza sui Dicasteri
della Curia Romana, sulle Istituzioni collegate con la Santa Sede e
sulle amministrazioni dello Stato della Città del Vaticano.
Ciò
considerato, e accogliendo il parere dei Capi Dicastero interessati,
ho ritenuto opportuno che la Segreteria per l’Economia assuma sin
d’ora tra i suoi compiti istituzionali, d’accordo con le modalità
e nei tempi che stabilisca il relativo Cardinale Prefetto, quelli che
fino ad oggi erano attribuiti alla denominata 'Sezione Ordinaria'
dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e,
quindi, di trasferire al suddetto Dicastero le competenze che la
costituzione apostolica Pastor Bonus del 28 giugno 1988 aveva
affidato a detta Sezione dell’Amministrazione del Patrimonio della
Santa Sede. Di conseguenza, l’Amministrazione del Patrimonio della
Santa Sede non sarà più divisa in Sezioni e, in avvenire, svolgerà
unicamente i compiti che finora erano a carico della Sezione
straordinaria.
Di
conseguenza, dopo aver esaminato con cura ogni questione riguardante
la materia, e chiesto il parere dei Dicasteri competenti e di persone
esperte, stabilisco e decreto quanto segue:
Articolo
1.
Il
testo dell’articolo 172 della Costituzione Apostolica Pastor bonus
è integralmente sostituito dal testo seguente:
§1.
Spetta a questo Ufficio di amministrare i beni di proprietà della
Santa Sede destinati a fornire i fondi necessari all’adempimento
delle funzioni della Curia Romana.
§2.
L’Ufficio amministra anche i beni mobili ad esso affidati da altri
enti della Santa Sede.
Articolo
2.
Il
testo dell’articolo 173 della Costituzione Apostolica Pastor bonus
è integralmente sostituito dal testo seguente:
L’Ufficio
è presieduto da un Cardinale, assistito da un determinato numero di
Cardinali e da un Prelato Segretario.
Articolo
3.
Sono
abrogati gli articoli 174 e 175 della Costituzione Apostolica Pastor
bonus.
Articolo
4.
Il
Prefetto della Segreteria per l’Economia costituirà una
Commissione tecnica con lo scopo di facilitare il trasferimento delle
competenze finora attribuite alla Sezione Ordinaria
dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e
determinerà, a partire della data odierna, come dovranno risolversi
le questioni pendenti presso la suddetta Sezione Ordinaria fino al
completo trasferimento effettivo dei compiti.
Tutto
ciò che ho deliberato con questa Lettera apostolica in forma di Motu
Proprio, ordino che sia osservato in tutte le sue parti, nonostante
qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, e
stabilisco che venga promulgato mediante la pubblicazione sul
quotidiano 'L’Osservatore Romano', entrando in vigore il giorno
stesso della promulgazione".
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