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lunedì 22 febbraio 2010

ANGELUS: QUARESIMA TEMPO DI "AGONISMO" SPIRITUALE


CITTA' DEL VATICANO, 21 FEB. 2010 (VIS). Il significato dell'itinerario quaresimale è stato il tema della meditazione del Santo Padre Benedetto XVI prima della recita dell'Angelus di questa mattina, con le migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

  Il Papa, nel commentare il Vangelo della prima Domenica di Quaresima, con il racconto delle tentazioni di Gesù nel deserto, ha spiegato che: "Le tentazioni non furono un incidente di percorso, ma la conseguenza della scelta di Gesù di seguire la missione affidatagli dal Padre, di vivere fino in fondo la sua realtà di Figlio amato, che confida totalmente in Lui".

  "Cristo è venuto nel mondo per liberarci dal peccato e dal fascino ambiguo di progettare la nostra vita a prescindere da Dio. Egli l'ha fatto non con proclami altisonanti, ma lottando in prima persona contro il Tentatore, fino alla Croce. Questo esempio vale per tutti: il mondo si migliora incominciando da se stessi, cambiando, con la grazia di Dio, ciò che non va nella propria vita".

  "Delle tre tentazioni cui Satana sottopone Gesù" - ha ricordato il Papa - "la prima prende origine dalla fame, cioè dal bisogno materiale (...) Ma Gesù risponde: 'Non di solo pane vivrà l'uomo'. Poi, il diavolo mostra a Gesù tutti i regni della terra e dice: tutto sarà tuo se, prostrandoti, mi adorerai. È l'inganno del potere, e Gesù smaschera questo tentativo e lo respinge: 'Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto'. (...) Infine, il Tentatore propone a Gesù di compiere un miracolo spettacolare: gettarsi dalle alte mura del Tempio e farsi salvare dagli angeli, così che tutti avrebbero creduto in Lui. Ma Gesù risponde che Dio non va mai messo alla prova'".

  "Riferendosi sempre alla Sacra Scrittura, Gesù antepone ai criteri umani l'unico criterio autentico: l'obbedienza, la conformità con la volontà di Dio, che è il fondamento del nostro essere. Anche questo è un insegnamento fondamentale per noi" - ha sottolineato il Pontefice - "se portiamo nella mente e nel cuore la Parola di Dio, se questa entra nella nostra vita, se abbiamo fiducia in Dio, possiamo respingere ogni genere di inganno del Tentatore".

  "La Quaresima" - ha concluso il Papa - "è come un lungo 'ritiro', durante il quale rientrare in se stessi e ascoltare la voce di Dio, per vincere le tentazioni del Maligno e trovare la verità del nostro essere. Un tempo, (...),  di 'agonismo' spirituale da vivere insieme con Gesù, non con orgoglio e presunzione, ma usando le armi della fede, cioè la preghiera, l'ascolto della Parola di Dio e la penitenza. In questo modo potremo giungere a celebrare la Pasqua in verità, pronti a rinnovare le promesse del nostro Battesimo".

  "Ci aiuti la Vergine Maria affinché, guidati dallo Spirito Santo, viviamo con gioia e con frutto questo tempo di grazia. Interceda in particolare per me e i miei collaboratori della Curia Romana, che questa sera inizieremo gli Esercizi Spirituali".
ANG/QUARESIMA/...                              VIS 20100222 (490)


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