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venerdì 25 settembre 2009

LO SVILUPPO SIA CENTRATO SULLA PERSONA


CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2009 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra (Svizzera), è intervenuto alla XII Sessione Ordinaria del Consiglio dei Diritti Umani.

  "Lo sviluppo non è soltanto una questione di eliminazione della povertà materiale" - ha affermato l'Arcivescovo Tomasi - "ma anche di principi e valori che guidano le economie e le società in tutte le nazioni, prescindendo dal livello di entrate pro-capite".

  "La mia Delegazione" - ha proseguito l'Arcivescovo Tomasi - "nota con interesse il lavoro che è stato compiuto dalla  'Task Force' volto alla creazione di un elenco di criteri idonei allo sviluppo e sotto-criteri operativi relativi a tre componenti principali: lo sviluppo centrato sull'essere umano, un ambiente favorevole e una giustizia sociale e l'uguaglianza".

  L'Osservatore Permanente della Santa Sede ha sottolineato che: "Nel contesto del processo di sviluppo, la persona umana non è solo il soggetto che riceve aiuto ma anche l'attore reale del proprio sviluppo integrale e delle relazioni fra i popoli e le persone. Come segnala Papa Benedetto XVI nella sua recente Enciclica 'Caritas in veritate': 'L'uomo infatti è l'autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale".

  "Il fattore culturale del diritto allo sviluppo, definito nel la Dichiarazione del 1986" - ha ribadito l'Arcivescovo - "non è completo senza la dimensione etica e spirituale della persona. Tali dimensioni qualitative devono essere riflesse nei criteri centrati sulla persona umana".

  "Gli Stati" - ha proseguito l'Arcivescovo Tomasi - "sono perciò chiamati a rimuovere gli ostacoli allo sviluppo dovuto alla violazione dei diritti umani e la comunità internazionale a sostenere il processo di sviluppo, specialmente nei paesi più poveri. In tale contesto il principio della sussidiarietà è particolarmente rilevante. La solidarietà e la sussidiarietà possono essere considerate complementari".

  L'Arcivescovo Tomasi ha concluso il suo intervento assicurando il sostegno della sua Delegazione "all'adozione di criteri di giustizia sociale ed uguaglianza che implicano imperativi morali che urgono all'azione in favore della protezione dei diritti umani e per una equa condivisione dei benefici dello sviluppo, che includono, fra gli altri, l'accesso all'alimentazione, alla casa, all'istruzione e all'impiego".
DELSS/SVILUPPO/ONU:TOMASI                                   VIS 20090925 (360)


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