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venerdì 24 maggio 2002

LA DIVISIONE DANNEGGIA LA PREDICAZIONE DEL VANGELO


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha celebrato la Santa Messa, in privato, nella Cappella della Nunziatura Apostolica a Sofia e successivamente si è recato al Palazzo Presidenziale per una visita di cortesia al Presidente della Repubblica, Signor Georgi Parvanov. Successivamente il Pontefice si è diretto alla Cattedrale Patriarcale di S. Alexander Nevski, la Chiesa Ortodossa più grande della penisola balcanica, portata a termine nel 1912 ed intitolata a Nevski, Principe di Novgorod, in onore dei liberatori russi dopo cinque secoli di dominio ottomano.

Al termine della visita alla Cattedrale, il Santo Padre si è recato al Monumento dei Santi Cirillo e Metodio, dove è stato deposto un omaggio floreale. Di qui ha proseguito per il Palazzo Patriarcale a Sofia dove è stato accolto da Sua Santità Maxim, Patriarca Ortodosso di Bulgaria e dai cinque membri del Santo Sinodo.

Ascoltate le parole pronunciate dal Patriarca Maxim, il Papa ha ricordato all'inizio del suo discorso, in lingua bulgara, che il 24 maggio - Festa dei Santi Cirillo e Metodo - è un giorno molto significativo, perché sin dall'inizio del suo Pontificato, ha potuto ricevere in Vaticano le Delegazioni Bulgare il 24 maggio di ogni anno. Queste visite sono state "gradite occasioni di incontro non solo con la nobile Nazione bulgara, ma anche con la Chiesa ortodossa di Bulgaria e con Vostra Santità, nelle persone dei Vescovi che La rappresentavano. Oggi il Signore ci permette di incontrarci di persona e di scambiarci 'il bacio di pace'".

"Vengo a voi" - ha detto il Pontefice - "con sentimenti di stima per la missione che la Chiesa ortodossa di Bulgaria sta svolgendo, e intendo testimoniare rispetto e apprezzamento per il suo impegno a vantaggio di queste popolazioni".

Elogiando la perseveranza della Chiesa Ortodossa di Bulgaria nell'annuncio del Vangelo lungo i secoli, nonostante vicende storiche "complesse e a volte ostili", Giovanni Paolo II ha sottolineato che la sua visita "che per la prima volta nella storia un Vescovo di Roma compie in questo Paese, (…) è giustamente un momento di gioia, perché è segno di una progressiva crescita nella comunione ecclesiale", aggiungendo che: "Questo, tuttavia, non può distoglierci da una franca constatazione: Cristo Signore ha fondato la Chiesa una e unica, ma noi, oggi, ci presentiamo al mondo divisi come se Cristo stesso fosse diviso". Il Papa ha ribadito che tale divisione è di "scandalo" per il mondo e danneggia la "predicazione del Vangelo".

"Un dato, tuttavia, ci conforta" - ha proseguito il Pontefice - "l'allontanamento avvenuto tra cattolici ed ortodossi non ha mai sopito in loro il desiderio di ristabilire la piena comunione ecclesiale. (…) Oggi possiamo rendere grazie a Dio perché i vincoli esistenti tra noi si sono fortemente rinsaldati". Il Papa ha ricordato che già il "Concilio Vaticano Secondo sottolineava, in proposito, che le Chiese ortodosse 'hanno veri sacramenti e soprattutto, in forza della successione apostolica, il Sacerdozio e l'Eucaristia'", riconoscendo inoltre "che 'una certa diversità di usi e consuetudini…non si oppone minimamente all'unità della Chiesa'".

Il Papa ha citato come esempio di unità i Santi Fratelli Cirillo e Metodio affermando che: "Alla loro testimonianza possono guardare coloro stessi che, in ambito politico, si stanno impegnando nel processo di unificazione europea. (…) L'intera Europa, quella Occidentale e quella Orientale, attende il comune impegno di cattolici e di ortodossi in difesa della pace e della giustizia, dei diritti dell'uomo e della cultura della vita". Giovanni Paolo II ha quindi sottolineato che l'esempio dei Santi Cirillo e Metodio è "emblematico soprattutto per l'unità dei cristiani nell'unica Chiesa di Cristo". Ha inoltre ricordato che, inviati dal Patriarca di Costantinopoli per portare la vera fede ai popoli slavi nella loro lingua, "di fronte agli ostacoli posti alla loro impresa dalle diocesi occidentali confinanti, che ritenevano loro responsabilità portare la Croce di Cristo ai Paesi slavi, vennero dal Papa per far autenticare la loro missione".

Infine Giovanni Paolo II ha offerto alla comunità ortodossa bulgara di Roma "Proprio con l'intento di alimentare la conoscenza reciproca, la carità vicendevole e la fraterna collaborazione", "l'uso liturgico della Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio a Fontana di Trevi". Il Papa ha anche fatto dono alla Chiesa Ortodossa di Bulgaria una reliquia di San Dasio, soldato di Silistra, martirizzato nel IV secolo a Roma, fche finora è stata custodita nell'Arcidiocesi di Ancona-Osimo.

Al termine dell'Incontro, il Papa è ritornato alla sede della Nunziatura Apostolica per il pranzo con i Vescovi cattolici della Bulgaria.
PV-BULGARIA/PATRIARCA MAXIM/SOFIA VIS 20020524 (780)

ENCOMIO PAPA FEDELTA' EROICA A CRISTO DURANTE IL COMUNISMO


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2002 (VIS). Dopo tre ore di volo a bordo di un aereo dell'Air Azerbaijan, poco dopo le 18:00 ora locale, il Santo Padre Giovanni Paolo II è giunto a Sofia, Capitale della Bulgaria. Successivamente il Papa ed i membri del Seguito hanno raggiunto in auto la Piazza S. Alexander Nevski, una delle piazze principali della Capitale, dove si è svolta la Cerimonia di Benvenuto, alla quale erano presenti il Presidente della Repubblica della Bulgaria, Signor Georgi Parvanov, il Patriarca Ortodosso Maxim, i Vescovi cattolici del Paese, le Autorità politiche, civili e religiose ed i membri del Corpo Diplomatico.

Sulla Piazza S. Alexander Nevski si trovano l'omonima Cattedrale Ortodossa, il Palazzo Patriarcale, l'antica Chiesa Ortodossa di Santa Sofia, il Monumento al Milite Ignoto, il Parlamento, il Municipio ed altri edifici pubblici.

Il Santo Padre, rivolgendosi ai presenti, ha detto: "Ringrazio Dio Onnipotente per avermi concesso di dare compimento ad un desiderio che da tempo portavo nel cuore", di recarsi in visita in Bulgaria. Ricordando la visita annuale in Vaticano di una Delegazione della Bulgaria nella ricorrenza della Festa dei Santi Cirillo e Metodio, i due Fratelli "Apostoli degli Slavi", il Papa ha detto anche: "Oggi è il Vescovo di Roma che viene a voi".

Facendo riferimento al Beato Papa Giovanni XXIII, Delegato Apostolico in Bulgaria dal 1924 al 1934, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha affermato: "Nel suo ricordo, saluto tutti con affetto e a tutti dico che in nessuna circostanza ho cessato di amare il popolo bulgaro".

Successivamente il Santo Padre ha rivolto parole di saluto alle Autorità civili e religiose, ai Vescovi Cattolici e ai cristiani di altre comunità ecclesiali, ai membri della Comunità Ebraica ed ai fedeli dell'Islam guidati dal Gran Mufti. Rivolgendosi in particolare a Sua Santità il Patriarca Maxim ed a tutti i fedeli della Chiesa Ortodossa di Bulgaria, ha detto: "Desidero ardentemente che questa mia visita serva a rafforzare la nostra reciproca conoscenza affinché, con l'aiuto di Dio e nel giorno e nel modo che a Lui piacerà, si possa giungere a vivere 'in perfetta unione di pensiero e di intenti'".

Ricordando i secoli di "copiosi frutti di testimonianza cristiana", in Bulgaria, Giovanni Paolo II ha affermato che: "Anche durante il lungo e rigido inverno del sistema totalitario, che ha segnato nella sofferenza il vostro, insieme a tanti altri Paesi d'Europa, la fedeltà al Vangelo non è venuta meno, e numerosi figli di questo popolo hanno vissuto eroicamente l'adesione a Cristo, giungendo in non pochi casi fino al sacrificio della propria vita. (…) Il loro sacrificio non sia vano, ma serva di esempio e renda fecondo l'impegno ecumenico in vista della piena unità dei cristiani".

"Occorre curare le ferite e progettare con ottimismo il futuro" - ha proseguito il Pontefice. "Si dovrà tuttavia procedere con saggezza, (…) promuovendo i valori che fondano la vera grandezza di una Nazione: l'onestà morale e intellettuale, la difesa della famiglia, l'accoglienza del bisognoso, il rispetto per la vita umana dal suo concepimento al suo termine naturale. Formulo l'auspicio che lo sforzo di rinnovamento sociale intrapreso con coraggio dalla Bulgaria, trovi l'accoglienza intelligente e il sostegno generoso dell'Unione Europea".

Al termine del suo discorso, Giovanni Paolo II ha ribadito che: "Il Cristianesimo è alle radici stesse della storia e della cultura di questo Paese" ed ha aggiunto che: "La Chiesa Cattolica, con l'impegno quotidiano dei suoi figli e la disponibilità delle sue strutture, intende contribuire a conservare e sviluppare il patrimonio di valori spirituali e culturali di cui il Paese va fiero".

Conclusasi la cerimonia di benvenuto, alle ore 19:30, un omaggio floreale è stato deposto, a nome del Pontefice, sulla tomba del Milite Ignoto. Il corteo papale ha quindi ripercorso la Piazza di S. Alexander Nevsky diretta alla Nunziatura Apostolica dove soggiornò il Beato Papa Giovanni XXIII, Delegato Apostolico in Bulgaria dal 1924 al 1934, per la cena.
PV-BULGARIA/ARRIVO/SOFIA VIS 20020524 (660)

VISITA DEL PAPA IN BULGARIA ALL'INSEGNA DELL'ECUMENISMO


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2002 (VIS). L'11 maggio scorso, in Vaticano, in occasione della festa dei Santi Cirillo e Metodio, il Santo Padre Giovanni Paolo II nel ricevere il Ministro degli Esteri della Bulgaria, Signor Solomon Passy, il Metropolita Kalinik e la Delegazione Bulgara, aveva fatto riferimento, nel suo discorso, alla sua imminente visita in Bulgaria, affermando: "Mentre la mia visita nel vostro Paese avrà un fine pastorale, ossia quello di confermare le mie sorelle e i miei fratelli nella loro fede, è anche mio fervente desiderio rafforzare i vincoli di comunione cristiana tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa della Bulgaria".

La Bulgaria, nazione che conta quasi otto milioni di abitanti, confina a nord con la Romania, a sud con la Turchia e la Grecia, ad occidente con la Macedonia e la Serbia e si affaccia sul Mar Nero con 354 chilometri di coste. La capitale Sofia ha una popolazione di 1.138.629 abitanti. Le lingue parlate dalle tre maggiori etnie: Bulgari (87%), Turchi (9,4), Zingari (3,7), sono: il bulgaro, l'armeno, il greco, il macedone, il romeno e il turco. Gli ortodossi sono l'86% della popolazione, i musulmani il 13%, ed i cattolici, di rito latino e bizantino, l'1%.

La Bulgaria conta 80.000 cattolici. Tre sono le circoscrizioni ecclesiastiche, 54 le parrocchie, sotto la cura pastorale di 5 Vescovi, 51 sacerdoti ed 88 religiosi. I catechisti sono 68 e 214 gli agenti pastorali. Il Nunzio Apostolico in Bulgaria è l'Arcivescovo Antonio Mennini.

Le Diocesi di rito latino sono due: Nicopoli e Sofia e Plovdiv. Il Vescovo di Nicopoli, che conta 30.000 cattolici, è Monsignor Petko Jordanov Christov, O.F.M.Conv. I seminaristi sono 7 e nel corso del 2001 sono stati celebrati 108 battesimi. Vescovo della Diocesi di Sofia e Plovdiv, che conta 35.000 cattolici e 16 parrocchie, è Monsignor Gheorghi Ivanov Jovcev. Al sacerdozio si preparano 4 seminaristi e nel corso del 2000 sono stati celebrati 276 battesimi.

Le 20 parrocchie dell'Esarcato Apostolico per i Bulgari di rito bizantino-slavo contano 15.000 fedeli cattolici. Esarca Apostolico di Sofia è Monsignor Christo Proykov. I candidati al sacerdozio sono 3 e nel corso del 2001 sono stati celebrati 60 battesimi.

La Chiesa Ortodossa di Bulgaria conta otto milioni di fedeli, 2000 ecclesiastici e oltre 120 monasteri. Sua Santità Maxim Marin Naidenov Minkov, Patriarca Ortodosso della Bulgaria, è stato eletto nel 1971.
PV-BULGARIA/STATISTICHE/… VIS 20020524 (400)

giovedì 23 maggio 2002

TELEGRAMMA PER LA SCOMPARSA CARDINALE ALEXANDUR TODEA


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2002 (VIS). Giovanni Paolo II ha fatto pervenire dall'Azerbaijan, all'Arcivescovo Lucian Mureçan, di Fagaras e Alba Iulia, (Romania), un telegramma di cordoglio per la scomparsa, all'età di quasi 90 anni, ieri mercoledì 22 maggio, del Cardinale Alexandru Todea, Arcivescovo emerito della medesima Arcidiocesi. Il defunto Porporato, nato a Teleac (Romania), nel 1912, fu ordinato sacerdote nel 1939, Vescovo nel 1950 e creato Cardinale nel 1991. Durante il regime comunista, trascorse 16 anni in carcere e 27 anni agli arresti domiciliari. L'ultima volta che il Cardinale Todea ebbe l'occasione di incontrare il Pontefice fu durante la Visita Pastorale di Giovanni Paolo II in Romania, nel maggio 1999.
TGR/SCOMPARSA/TODEA VIS 20020523 (120)

MESSA PAPALE A BAKU CHIESA RENDE ONORE COMUNITA' CATTOLICA


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo dello Sport che può contenere fino a 1.500 persone, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha celebrato la Santa Messa per i 120 fedeli della comunità cattolica di Baku. Era presente anche un gruppo di cristiani ortodossi ed una rappresentanza dei rifugiati dal Nagorno-Karabakh, che risiedono nei vari campi profughi della Capitale azera.

"Onore tributa la Chiesa universale" - ha affermato il Santo Padre nell'omelia - "a quanti hanno saputo mantenersi fedeli agli impegni derivanti dal loro Battesimo. (…) Onore anche a te, lo voglio ripetere ancora una volta, santa Chiesa ortodossa, che hai aperto le tue porte ai fedeli cattolici, rimasti senza ovile e senza pastore. Il Signore ricompensi la tua generosità".

"Cari Fratelli e Sorelle, figli amatissimi della Chiesa cattolica, oggi il Papa è con voi" - ha proseguito il Pontefice - "Oggi è qui per partecipare alla vostra gioia per la ritrovata libertà e per sostenervi nel cammino che ha come meta ultima la terra promessa del Cielo. (…) Sostenuti da questa certezza, voi sentite che questo è tempo di gioia, tempo di speranza. Ne è segno e manifestazione la prima pietra della futura chiesa parrocchiale, che benedirò alla fine della Messa. Il Papa vi porta il saluto e l'apprezzamento dell'intera Chiesa cattolica".

"Chiesa che vivi in Azerbaijan, vorrei oggi lasciarti come consegna quanto abbiamo invocato nella Colletta dell'odierna Eucaristia. Sentiti 'popolo radunato da tutte le nazioni della terra nell'unità di un solo spirito'. La vostra comunità, cari Fratelli e Sorelle, esprime simbolicamente questa universalità", costituita da persone di varia provenienza e di passaggio verso altre terre.

Il Santo Padre ha esortato la comunità cattolica dell'Azerbaijan a rimanere fedele alla sua missione "di conservare la fede e di testimoniarla con una vita che sia profezia, perché il mondo creda. (…) Condividi le gioie e le speranze dell'umanità che vive accanto a te e con te. (…) Pur nella prudenza, abbi il coraggio della novità. (…) Una novità che ridia a tutti, in particolare ai giovani, la voglia di vivere e di lottare per un mondo più giusto e solidale".

"Guardali, questi giovani!" - ha esclamato il Pontefice - "Sono esposti a cadere nel miraggio dell'ozio demotivato, della ricchezza facile e disonesta. Ma sono in grado anche di vibrare per un ideale e di rischiare l'eroismo del sacrificio per far trionfare la giustizia e favorire l'affermarsi della libertà e della pace. (…) Occorre dischiudere loro la luminosa prospettiva della fede, dell'amicizia di Cristo. Non c'è ardimento nel bene che non trovi comprensione nel Cristo, l'eternamente giovane!".

Al termine della Celebrazione Eucaristica, Giovanni Paolo II si è recato alla Casa Parrocchiale Cattolica a Baku per partecipare ad un incontro con lo Sceicco dei Musulmani del Caucaso, con l'Eparca Ortodosso di Baku e con il Presidente della Comunità Ebraica. All'incontro ha seguito il pranzo con la Comunità Salesiana e con i Membri del Seguito Papale. Alle 16:30, ora locale, il Santo Padre è giunto all'aeroporto internazionale di Baku, e dopo aver preso commiato dalle autorità civili e religiose del Paese, alle 17:00, è partito alla volta di Sofia (Bulgaria), dove arriverà dopo tre ore di volo.
PV-AZERBAIJAN/MESSA/BAKU VIS 20020523 (530)

BASTA GUERRA IN NOME DI DIO. BASTA PROFONAZIONE SUO NOME


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2002 (VIS). Alle ore 18:00, ora locale, nel Palazzo Presidenziale di Baku, Azerbajian, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha avuto un Incontro con i Rappresentanti delle Religioni, della Politica, della Cultura e dell'Arte.

Ricordando la presenza delle tre grandi religioni nel Paese: l'ebraica, la cristiana e l'islamica, il Santo Padre ha affermato: "Nonostante le differenze che vi sono tra noi, ci sentiamo insieme impegnati a coltivare rapporti di stima e di benevolenza reciproca. Conosco al riguardo l'intensa opera svolta dai capi religiosi in favore della tolleranza e della mutua comprensione in Azerbaijan. Attendo l'incontro di domani con i rappresentanti delle tre religioni monoteiste, per affermare insieme con loro la convinzione che la religione non deve servire ad alimentare la contrapposizione e l'odio, ma a promuovere l'amore e la pace".

"Da questo Paese, che ha conosciuto e conosce la tolleranza come valore preliminare di ogni sana convivenza civile, vogliamo gridare al mondo: Basta con la guerra in nome di Dio! Basta con la profanazione del Suo Nome santo!" - ha esclamato il Pontefice -. "Sono venuto in Azerbaijan come ambasciatore di pace. Fino a quando avrò voce, io griderò: 'Pace, nel nome di Dio!'".

"Lode a voi, uomini dell'islam in Azerbaijan" - ha proseguito il Pontefice - "per esservi aperti all'ospitalità, valore così caro alla vostra religione e al vostro popolo, ed aver accettato i credenti delle altre religioni come vostri fratelli".

"Lode a voi, ebrei" - ha detto ancora il Santo Padre - "che avete qui mantenuto con coraggio e costanza le vostre antiche abitudini di buon vicinato, arricchendo questa Terra di un apporto di grande valore e profondità".

"Lode a voi, cristiani, che avete contribuito in modo consistente (…) a costruire l'identità di questa Terra. Lode in particolare a te, Chiesa ortodossa, testimone del Dio amico degli uomini (…). Quando la furia dell'ateismo s'è scatenata su questa regione, tu hai dato accoglienza ai figli della Chiesa cattolica, privati dei loro luoghi di culto e dei loro pastori, e li hai messi in comunicazione con Cristo mediante la grazia dei santi Sacramenti".

Successivamente, il Santo Padre ha esortato gli esponenti della cultura e dell'arte, con queste parole: "Ridate a coloro che si accostano a voi il gusto della bellezza!", affermando che il loro contributo "è essenziale per il futuro del popolo azero. Se si emargina la cultura, se si trascura e si disprezza l'arte, si mette in pericolo la sopravvivenza stessa di una civiltà".

Agli "uomini e donne della politica" il Santo Padre ha ricordato che: "La vostra specifica attività è servizio al bene comune, è promozione del diritto e della giustizia, è garanzia di libertà e di prosperità per tutti. Ma la politica è anche un ambito irto di pericoli. È facile che vi si imponga la ricerca egoistica del tornaconto personale, a spese della doverosa dedizione al bene comune". Il Papa ha ribadito che: "La politica ha bisogno di onestà e trasparenza. (…) Chi assume la responsabilità della gestione della cosa pubblica non può illudersi: il popolo non dimentica!".

Giovanni Paolo II ha esortato tutti i presenti, "uomini e donne della religione, della cultura, dell'arte e della politica", dicendo loro: "Guardate ai giovani e per essi impegnatevi senza risparmio di forze! Sono essi la forza del domani. (…) Soprattutto, ci si preoccupi di formarli ai valori profondi che durano nel tempo e danno un senso al vivere e all'operare".

Al termine del suo discorso il Papa, rivolgendosi agli uomini e donne di religione, ha detto: "Sentitevi sempre impegnati ad annunciare con sincerità e lealtà i valori in cui credete, senza ricorrere a subdoli strumenti, che impoveriscono e tradiscono gli ideali proclamati. Confrontatevi sui contenuti, rifuggendo da mezzi di persuasione che non siano rispettosi della dignità e della libertà della persona".
PV-AZERBAIJAN/RELIGIONE:CULTURA/BAKU VIS 20020523 (640)

mercoledì 22 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Essen (Repubblica Federale di Germania), presentata dal Vescovo Hubert Luthe, per raggiunti limiti d'età.
RE/…/LUTHE VIS 20020522 (40)

INTERVENTO DELEGATO SANTA SEDE SUMMIT O.N.U. ECOTURISMO


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2002 (VIS). Nel tardo pomeriggio di ieri, Monsignor Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo, è intervenuto al Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, Summit Mondiale sull'Ecoturismo, in corso a Quebec City (Canada), dal 19 al 22 maggio.

Monsignor Monni ha affermato che: "Il mondo contemporaneo si evolve rapidamente. (…) In tale contesto il settore del turismo ricopre un ruolo notevole". Benché "appaia un'industria ancora fragile e mutevole, (il turismo) rappresenta oggi la terza industria di esportazione a livello mondiale. (…) Si tratta di un'industria che invece di esportare beni, importa consumatori". Tuttavia, ha ammonito l'Osservatore Permanente, "non si possono dimenticare, come ha ricordato di recente il Santo Padre, 'quelle offerte turistiche di 'paradisi artificiali', dove le popolazioni locali sono sottoposte a sfruttamento, a fini puramente commerciali, a beneficio di un turismo che, in certi casi, non rispetta nemmeno i diritti umani più elementari degli abitanti del luogo'".

L'Osservatore Permanente ha affermato che: "Ai fini dello sviluppo dell'ecoturismo, è indispensabile avere come punto di riferimento la centralità dell'essere umano, ricordando il principio primario adottato dalla Dichiarazione di Rio sull'Ambiente e lo Sviluppo del 1992, secondo il quale 'l'essere umano è al centro delle preoccupazioni di uno sviluppo duraturo'. Un tale approccio inevitabilmente comporta una revisione ed una riorganizzazione dei sistemi operativi che mirano ad ottenere risultati economici e finanziari immediati, a detrimento di un ecoturismo duraturo, che richiede la conservazione del patrimonio culturale comune".

Monsignor Monni ha sottolineato che nel settore specializzato dell'ecoturismo, "per garantire la partecipazione delle comunità locali ed indigene all'organizzazione, al controllo e alla gestione delle attività turistiche, come pure alle decisioni ad esse connesse, occorre contare su norme ed iniziative 'ad hoc'. (…) Sarà interessante valutare l'impatto dell'ecoturismo sulla protezione dell'ambiente e sullo sviluppo socio-economico delle comunità locali".
DELSS/ECOTURISMO/QUEBEC:MONNI VIS 20020522 (320)

"URGE L'IMPEGNO DI TUTTI PER LA PACE"


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2002 (VIS). Alle ore 9:00 di questa mattina, l'Aereo Papale è decollato dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino (Roma), diretto in Azerbaijan, distante 3.111 chilometri. Dopo poco più di quattro ore di volo l'Aereo Papale è atterrato all'aeroporto internazionale di Baku, dove si è svolta la cerimonia di benvenuto. Ad accogliere il Pontefice, il Presidente della Repubblica Signor Heider Aliev, le Autorità politiche e civili, i tre membri della Comunità Salesiana e i Capi Missione del Corpo Diplomatico.

Il Santo Padre è stato accolto dal Presidente delle Repubblica ai piedi della scala anteriore dell'Aereo Papale. Due ragazzi hanno offerto al Pontefice un omaggio floreale e porto un cesto con una zolla di terra del Paese, baciata dal Santo Padre, come tutte le volte che tocca il suolo di un Paese per la prima volta.

All'inizio del suo discorso il Santo Padre ha ricordato che questo Viaggio si colloca nel decimo anniversario dell'avvio delle relazioni diplomatiche tra l'Azerbaijan e la Santa Sede.

Sottolineando il ruolo delle grandi religioni del Paese, che convivono in "uno spirito di tolleranza e di reciproca accoglienza", il Santo Padre ha affermato: "Faccio voti ed elevo preghiera a Dio perché le tensioni residue possano essere presto superate e tutti trovino pace nella giustizia e nella verità".

"Da questa porta di civiltà che è l'Azerbaijan" - ha proseguito il Pontefice - "rivolgo oggi un appello accorato a quelle terre che sono teatro di sconvolgimenti bellici. (…) Urge l'impegno di tutti per la pace. Ma deve trattarsi della pace vera, fondata sul rispetto reciproco, sul rifiuto del fondamentalismo e di ogni forma di imperialismo sulla ricerca del dialogo come unico strumento valido per comporre le tensioni, senza precipitare le Nazioni intere nella barbarie di un bagno di sangue".

Le religioni, ha aggiunto il Pontefice, "non sono e non devono essere tragico pretesto per contrapposizioni che hanno altrove la loro origine. Nessuno ha il diritto di invocare Dio a copertura dei propri interessi egoistici. (…) Chiedo ai responsabili delle religioni di rifiutare ogni violenza come offensiva del nome di Dio, e di farsi promotori instancabili di pace e di armonia, nel rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno".

Il Santo Padre ha concluso il suo discorso rivolgendosi ai cristiani, in particolare alla comunità cattolica del Paese, dicendosi certo che "le difficoltà drammatiche" patite "nel tempo del comunismo, saranno ricompensate dal Signore col dono di una fede viva, di un impegno morale esemplare e di vocazioni locali per il servizio pastorale e religioso".

Al termine della cerimonia di benvenuto, il Papa si recherà al Monumento ai Caduti per l'Indipendenza dell'Azerbaijan e successivamente raggiungerà il Palazzo Presidenziale di Baku per rendere una visita di cortesia al Presidente della Repubblica ed incontrare i Rappresentanti delle Religioni del Paese ed i Rappresentanti della politica, della cultura e dell'arte.
PV-AZERBAIJAN/ARRIVO/BAKU VIS 20020522 (490)

GIOVANNI PAOLO II IN VIAGGIO VERSO L'AZERBAIJAN

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha lasciato il Vaticano per una Visita di cinque giorni in Azerbaijan e Bulgaria, 96° Viaggio Apostolico all'estero dei suoi 23 anni e mezzo di Pontificato.

Due "inediti" contraddistinguono il soggiorno di 25 ore del Papa in Azerbaijan, per la prima volta il Papa alloggerà in albergo, l'Hotel Irshad di Baku, (tre stelle), che per la circostanza è stato dotato di status diplomatico. Solitamente il Papa alloggia nella residenza del Vescovo locale, presso la Nunziatura Apostolica, o, all'occasione, in Seminario o in Monastero. In Azerbaijan, però, non vi sono Vescovi residenti, contando il Paese, a maggioranza islamica, una popolazione cattolica di 120 fedeli, il numero più esiguo di cattolici per un Paese visitato dal Romano Pontefice.

L'Azerbaijan si estende su di una superficie di 86.000 chilometri quadrati e conta una popolazione di 7.558.000 abitanti, dei quali 1.700.000 vivono nella capitale Baku. Lingua ufficiale è l'azerbaigiano, ma si parla anche il russo. I musulmani, principalmente di confessione sciita, sono il 62% della popolazione, i musulmani sunniti rappresentano il 26%, ed il restante 12% è di religione ortodossa.

Una volta parte dell'Unione Sovietica, l'Azerbaijan conquistò l'indipendenza nel 1991. È l'ottava Repubblica Ex-Sovietica visitata dal Santo Padre, dopo la Lituania, l'Estonia, la Lettonia, la Georgia, l'Ucraina, il Kazakhstan e l'Armenia. L'Azerbaijan è il 24.mo Paese a maggioranza islamica visitato da Giovanni Paolo II, ed il primo con una popolazione prevalentemente sciita.

Secondo quanto riportato nell'opuscolo sull'Azerbaijan e la Bulgaria, preparato da Radio Vaticana, contenente le statistiche e le notizie storiche dei due Paesi, in Azerbaijan c'è una circoscrizione ecclesiastica per i 120 cattolici azeri. La Missione "sui iuris" di Baku conta una parrocchia, due sacerdoti, un religioso e tre operatori pastorali.

I cattolici in Azerbaijan un tempo costituivano una comunità di discreta entità, soprattutto legata ad etnie non azere, tra cui anzitutto quella di origine polacca. Una bella chiesa cattolica fu eretta a Baku nel 1888, ma negli anni '30 del '900 fu demolita per ordine di Stalin. Sotto il regime sovietico i cattolici si rivolsero alla Chiesa Ortodossa che assicurò loro, con grande generosità, i sacramenti e la preghiera. Dopo la caduta del comunismo, la comunità cattolica si è ricostituita e per un periodo è appartenuta alla giurisdizione dell'Amministratore Apostolico del Caucaso dei Latini, mentre ora è affidata alla cure pastorali della Congregazione Salesiana.

La comunità cattolica è costituita da due componenti: quella locale, discendente degli immigrati cattolici che celebra la liturgia in lingua russa e quella composta da stranieri per i quali si usa, nella liturgia, la lingua inglese.

Sono presenti anche numerose comunità di Riformati, di varia denominazione, soprattutto Luterani, Battisti e Pentecostali.

L'Arcivescovo Claudio Gugerotti, anche Nunzio Apostolico in Armenia e in Georgia, è stato nominato Nunzio Apostolico in Azerbaijan il 13 dicembre 2001. Il Superiore della Missione "sui iuris" di Baku è il Padre Jozef Daniel Pravda, S.D.B.
PV-AZERBAIJAN/NOTIZIE STORICHE:STATISTICHE/… VIS 20020522 (490)

martedì 21 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto l'Eparchia di "Saint Peter the Apostle of San Diego" dei Caldei per smembramento del territorio dell'attuale Eparchia di "Saint Thomas the Apostle of Detroit" dei Caldei, (Stati Uniti d'America), ed ha nominato il Sacerdote Sarhad Jammo, dal 1982 Protosincello dell'Eparchia di Saint Thomas the Apostle of Detroit" dei Caldei, primo Vescovo della nuova Eparchia. Il Vescovo eletto è nato a Baghdad (Iraq), nel 1941 ed è stato ordinato sacerdote nel 1964.

- Ha nominato il Padre Yves-Marie Péan, C.S.C., finora Rettore della Sezione Filosofica del Seminario Maggiore di Port-au-Prince (Haïti), Vescovo Coadiutore di Les Gonaïves (superficie: 4.831; popolazione: 1.331.180; cattolici: 764.570; sacerdoti: 60; religiosi: 126), Haïti. Il Vescovo eletto è nato a Pilate (Haïti), nel 1954. Ha fatto la prima professione religiosa nella Congregazione della Santa Croce nel 1976, quella perpetua nel 1983 ed è stato ordinato sacerdote nello stesso anno.

- Ha elevato la Prefettura Apostolica di Kontagora (Nigeria) al rango di Vicariato Apostolico con la medesima denominazione e configurazione territoriale. Ha nominato il Padre Timothy Joseph Carroll, S.M.A., attuale Prefetto Apostolico di Kontagora, primo Vicario Apostolico di Kontagora (superficie: 50.000; popolazione: 1.250.000; cattolici: 20.000; sacerdoti: 19; religiosi: 22), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato a Millstreet (Irlanda) nel 1940 ed è stato ordinato sacerdote nel 1965.
ECE:NER:NEC/…/… VIS 20020521 (210)

VIDEOCONFERENZA ARCIVESCOVO FOLEY: CHIESA E INTERNET


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2002 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, ha partecipato ieri ad una Videoconferenza, sul tema: "Chiesa e Internet", promossa dall'Università Cattolica San Antonio di Murcia (Spagna). L'Arcivescovo, intervenendo ad un Incontro svoltosi oggi, a Venezia (Italia), ha parlato su: "Etica nelle comunicazioni sociali, nella pubblicità e in Internet".

Parlando della Chiesa e delle nuove tecnologie dell'informazione, l'Arcivescovo Foley, che domenica scorsa ha celebrato il quarantesimo anniversario di ordinazione sacerdotale, ha affermato: "La Chiesa non intende semplicemente usare i mezzi di comunicazione, ma vuole servirsi di essi per promuovere la comunione ed il progresso dei popoli; soprattutto la Chiesa intende riflettere sul loro impiego alla luce del Vangelo e proporre alcuni criteri di utilizzazione".

In merito ai Documenti pubblicati dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali il 22 febbraio scorso: "Etica in Internet" e "Chiesa e Internet", il Presidente del Dicastero ha sottolineato che ambedue "evidenziano il valore intrinseco del mezzo elettronico", ma ha anche sottolineato che "dal riconoscimento della novità del mezzo informatico scaturisce l'esigenza della formazione ed informazione riguardo alle sue caratteristiche".

I due Documenti, ha proseguito l'Arcivescovo, "individuano chiaramente virtù e rischi dei mezzi di informazione elettronici. Non li idealizzano, né li condannano in sé", ma proclamano "la centralità della persona e della comunità reale nell'ambito di tale contesto 'virtuale'. Il contatto diretto fra gli individui non potrà mai essere sostituito dalla vita della fede".

"L'ultimo aspetto che desidero sottolineare" - ha concluso l'Arcivescovo - "riguarda la sensibilità sociale dei due Documenti che invitano la Chiesa ad adoperarsi per evitare il 'divario digitale', cioè il divario esistente fra 'info-poveri' e 'info-ricchi'".
…/CHIESA:INTERNET/SPAGNA:FOLEY VIS 20020521 (290)

MESSAGGIO 50° ANNIVERSARIO CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2002 (VIS). Ieri sera, a Roma, ha avuto inizio la XLIX Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana - di cui quest'anno ricorre il 50° anniversario di costituzione - durante la quale è stata data lettura di un Messaggio di Giovanni Paolo II indirizzato ai Vescovi italiani.

Il Papa ricorda la bimillenaria "tradizione di fede, di santità e di cultura cristiana" dell'Italia e scrive che la C.E.I. "ha molto contribuito a conservare e rinnovare nelle attuali circostanze storiche, questa eredità e questa tradizione". Il Santo Padre ricorda anche "i molteplici insegnamenti ed iniziative della C.E.I." nel corso degli anni, quali "la pubblicazione dei nuovi catechismi per la vita cristiana" e "l'istituzione della Caritas italiana".

Sottolineando "la speciale unione e piena sintonia" dei Vescovi "con il Successore di Pietro, Vescovo di Roma e Primate d'Italia", il Santo Padre scrive: "Desidero (…) confermarvi il mio affetto, il mio sostegno e la mia vicinanza spirituale".

Il Santo Padre esorta quindi i Vescovi con queste parole: "Perseverate con grande carità (…) nell'esercizio delle vostre responsabilità pastorali. Continuate, in particolare, a dedicare speciale attenzione alla famiglia e all'accoglienza e difesa della vita, promuovendo la pastorale familiare e sostenendo i diritti della famiglia fondata sul matrimonio. Abbiate sempre grande fiducia nei ragazzi e nei giovani e non risparmiate gli sforzi per favorire la loro genuina educazione, anzitutto nella famiglia, nella scuola e nelle stesse comunità ecclesiali".

Il Papa esorta nuovamente i Vescovi a dedicarsi "con passione a promuovere autentiche vocazioni cristiane e in particolare le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata".

"Continuate ad essere testimoni credibili di solidarietà" - prosegue Giovanni Paolo II - "e generosi operatori di pace. Di autentica pace ha, infatti, grande bisogno il nostro mondo, sempre più interdipendente e tuttavia attraversato da profonde e tenaci divisioni". Anche la Nazione italiana ha bisogno di "concordia sociale (…) per dare tutto il proprio contributo alla costruzione di rapporti internazionali più giusti e solidali".

Al termine del Messaggio il Santo Padre afferma che: "L'Italia, in virtù della sua storia, della sua cultura, della sua attuale vitalità cristiana, può davvero svolgere un grande ruolo perché l'Europa che si va edificando non perda le proprie radici spirituali, ma al contrario trovi nella fede vissuta dei cristiani ispirazione e stimolo nel suo cammino verso l'unità".
MESS/CEI/ITALIA VIS 20020521 (390)

lunedì 20 maggio 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Fernando Henrique Cardoso, Presidente della Repubblica Federativa del Brasile, con la Consorte e Seguito.
- Tre Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Eugenio Arellano Fernández, M.C.C.I., Vicario Apostolico di Esmeraldas.
- Il Vescovo Rafael Cob García, Vicario Apostolico di Puyo.
- Il Vescovo Manuel Valarezo Luzuriaga, O.F.M., Prefetto Apostolico di Galápagos.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Sabato 18 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Serafín Luis Alberto Cartagena Ocaña, O.F.M., Vicario Apostolico di Zamora en Ecuador.
- Il Vescovo Jesús Esteban Sábada Pérez, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Aguarico.
- Il Vescovo Pietro Gabrielli, S.D.B., Vicario Apostolico di Méndez.
- Il Vescovo Paolo Mietto, C.S.I., Vicario Apostolico di Napo.
- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid e Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, insieme con l'Arcivescovo Fernando Sebastián Aguilar, C.M.F., Vice-Presidente, di Pamplona ed il Vescovo Juan José Asenjo Pelegrina, Segretario della medesima Conferenza Episcopale.
AL:AP/…/… VIS 20020520 (200)

IN BREVE


OGGI 20 MAGGIO IL SANTO PADRE HA RICEVUTO in udienza nell'Aula Paolo VI, i pellegrini venuti a Roma per partecipare alla cerimonia di canonizzazione di ieri, di Ignazio da Santhià, Umile da Bisignano, Alonso de Orozco, Paulina do Coraçao Agonizante de Jesus, Benedetta Cambiagio Frassinello. Esprimendosi in lingua italiana, spagnola e portoghese, il Papa ha sottolineato la santità della vita e le grandi virtù dei nuovi Santi.

IL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II HA FATTO PERVENIRE UNA LETTERA al Padre Yvon Laroche, Superiore Generale della Congregazione dei Religiosi di San Vincenzo de' Paoli, in occasione del Capitolo Generale della Congregazione. Nella Lettera, datata 17 maggio e redatta in lingua francese, il Papa scrive: "Desidero assicurarla della mia preghiera per il suo nuovo mandato al servizio del dinamismo e della comunione della sua famiglia religiosa ed esprimerle la mia gratitudine per l'opera missionaria svolta dal suo Istituto nel mondo operaio e nel mondo dei giovani".

IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINI, S.I., ARCIVESCOVO DI MILANO, ha ricevuto dal Santo Padre un Messaggio - redatto in lingua latina e datato 17 maggio - nel quale il Papa porge al Cardinale i suoi auguri e gli assicura le sue preghiere in occasione del 50° anniversario di ordinazione sacerdotale, il prossimo 13 luglio 2002. Il Papa ricorda anche che il Cardinale Martini è stato Pastore dell'Arcidiocesi di rito ambrosiano per ventidue anni.

IL CARDINALE VIRGILIO NOÈ, Arciprete emerito della Patriarcale Basilica Vaticana, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano e Presidente emerito della Fabbrica di San Pietro, prenderà possesso del Titolo di Regina Apostolorum (Parrocchia Santa Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola), in Via Antonino Pio, 75, Roma, alle ore 11.00 di domenica 26 maggio, Solennità della Santissima Trinità.
…/IN BREVE/… VIS 20020520 (300)

MESSAGGIO DEL PAPA NUOVA NAZIONE INDIPENDENTE DI TIMOR EST

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2002 (VIS). In data odierna, una nota annuncia che: "La Santa Sede e la Repubblica Democratica di Timor Est, desiderose di stabilire rapporti di mutua amicizia, hanno deciso di comune accordo di allacciare tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica Democratica di Timor Est.

In una nota informativa pubblicata con la notizia, si legge che, dal punto di vista ecclesiastico, sul territorio della nuova Nazione si trovano due Amministrazioni Apostoliche: Dili e Baucau; i cattolici sono un totale di 750.000 e si contano 31 parrocchie, nelle quali prestano il loro ministero 43 sacerdoti. I religiosi sono 130, dei quali i più numerosi sono i Salesiani. La presenza di più antica data è quella dei Gesuiti, sbarcati sull'isola nel 1899, espulsi nel 1910 e ritornati nel 1958. Le religiose sono 220. I 350 membri delle congregazioni religiose sono impegnati in 247 istituti di educazione e di assistenza.

In concomitanza con la dichiarazione dell'indipendenza nazionale, il Santo Padre ha rivolto al popolo di Timor Est un Messaggio, del quale è Latore l'Arcivescovo Renato Raffaele Martino, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York, nominato Inviato Straordinario di Sua Santità alle cerimonie ufficiali. Le celebrazioni, che hanno avuto luogo il 19 e 20 maggio, si sono aperte con una solenne "Misa Campal" presieduta dall'Arcivescovo Martino a Tacitolo nei dintorni di Díli.

Nel messaggio, datato 6 maggio, e indirizzato agli Amministratori Apostolici di Díli e Baucau, ai Vescovi, alle autorità ed al popolo timorese, il Papa scrive: "In questo momento così significativo della vostra storia (…) mi unisco spiritualmente a tutti voi per condividere il vostro sentimento di esultanza e per spronarvi ad edificare una società giusta, libera, solidale e pacifica".

"È giunta l'ora della libertà! È giunto il tempo della ricostruzione!" - esclama il Santo Padre. "La libertà, infatti, va sempre difesa e preservata, sia da ciò che la potrebbe imprigionare, sia da contraffazioni che ne possono snaturare la genuinità, a danno della persona umana e della sua dignità".

Il Papa auspica che la nuova Patria di Timor Orientale: "che Dio affida alle vostre mani operose, dovrà poggiare sui valori senza i quali non esiste una vera democrazia: rispetto della vita e di ogni persona; solidarietà effettiva tra i membri della stessa comunità; apertura al positivo contributo di ogni sua categoria e di tutti i suoi membri, nel rispetto delle differenti competenze; attenzione ai reali bisogni delle famiglie e, in modo speciale, dei giovani, che sono la promessa dell'avvenire del neonato Paese".
MESS/TIMOR ORIENTALE/MARTINO VIS 20020520 (450)

ECUADOR: LA PASTORALE DEVE ESTENDERSI A TUTTI GLI AMBIENTI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, al termine della loro Visita "ad Limina".

Nel suo discorso ai Vescovi, il Santo Padre ha fatto riferimento al "'Progetto pastorale della Chiesa in Ecuador 2001-2010', che" - ha precisato - "deve realizzare iniziative pastorali efficaci, permanenti e coordinate che rivitalizzino la pastorale ordinaria nel primo decennio del nuovo millennio. Vi ricordo in merito che ogni progetto pastorale deve avere come obiettivo finale ed irrinunciabile la santità di ogni cristiano".

"Per cui" - ha proseguito il Pontefice - "non si devono risparmiare gli sforzi per promuovere le risorse fondamentali dell'azione evangelizzatrice, senza le quali si comprometterebbe seriamente l'esito di ogni programmazione. Fra queste occorre indubbiamente includere una pastorale vocazionale ben organizzata e capillare che tenga conto degli ambienti del mondo indigeno con le sue peculiarità, senza creare separazioni e discriminazioni".

Giovanni Paolo II ha esortato i Vescovi "a porre grande cura anche nella formazione permanente dei sacerdoti, che contempli, oltre l'opportuna attualizzazione teologica, una costante promozione della vita spirituale, che contribuisca a rafforzare la fedeltà agli impegni assunti con l'ordinazione e renda dinamica l'opera pastorale della propria vita di fede in Cristo".

"Particolare attenzione" - ha continuato il Papa - "deve prestarsi alla formazione dei laici ed al loro ruolo nella missione della Chiesa", ed ha ribadito che bisogna chiedere a tutti i battezzati "di manifestare la loro identità cristiana affinché siano efficaci artefici, ognuno nell'ambito delle proprie competenze, di un ordine sociale ispirato sempre più alla giustizia e meno condizionato dalla corruzione, dall'antagonismo sleale o dalla mancanza di solidarietà. Sarebbe un controsenso invocare principi etici, denunciando situazioni moralmente condannabili, senza esigere da coloro che operano nel campo dell'economia, della politica e dell'amministrazione pubblica, il mettere in pratica i valori ripetutamente proclamati dalla Chiesa e dai suoi Pastori".

Successivamente, parlando del diritto fondamentale delle famiglie ad educare i figli secondo la propria fede, il Papa ha auspicato che siano trovate "formule efficaci perché il diritto alla libertà di educazione sia presto una realtà più piena e soddisfacente per tutti".

Ricordando che la Chiesa "considera una gran ricchezza la molteplicità delle forme (…) nelle quali può essere espresso il messaggio evangelico ed ecclesiale", il Santo Padre ha affermato che: "Un'azione che si occupi esclusivamente di mantenere intatte tutte le componenti tradizionali di un gruppo, non solo comprometterebbe l'autentico annuncio della Buona Novella del Vangelo, che è fermento nelle diverse culture e promotore di nuove civiltà, ma anche, paradossalmente, favorirebbe il suo isolamento rispetto ad altre comunità e, soprattutto, rispetto alla grande famiglia del Popolo di Dio, diffusa su tutta la terra".

Giovanni Paolo II ha concluso il suo discorso invitando i Pastori ecuadoriani a sviluppare: "una pastorale dell'emigrazione che aiuti le famiglie disgregate a non perdere i contatti con i membri espatriati e a stabilire i necessari legami con la diocesi di destinazione per assicurare loro l'assistenza religiosa necessaria in modo da non perdere le loro radici e tradizioni cristiane".
AL/…/ECUADOR VIS 20020520 (530)

IL PAPA SU "INTOLLERABILE FENOMENO" LAVORO MINORILE


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2002 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata in Piazza San Pietro per la proclamazione di cinque nuovi Santi, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha recitato il "Regina Caeli" con i fedeli presenti in Piazza San Pietro, sotto una pioggia battente.

Prima della recitare del "Regina Caeli", il Santo Padre nel rivolgere parole di saluto, in diverse lingue, ai pellegrini presenti, ha ricordato che: "Si è svolta ieri in Italia, promossa dalla 'Global March against Child Labour' e dall'associazione 'Mani Tese', una giornata di sensibilizzazione sul grave problema del lavoro dei minori. Tale iniziativa sia un'occasione propizia per cercare efficaci vie di soluzione a questo intollerabile fenomeno".

Successivamente il Papa ha salutato "i giovani riuniti a San Giovanni Rotondo per prepararsi alla canonizzazione di Padre Pio" ed ha detto loro: "Camminate con coraggio, cari giovani, sulla via della santità".

"Desidero, infine, esprimere la mia gratitudine per gli auguri che a nome di tutti mi ha rivolto il Signor Cardinale Bernardin Gantin, Decano del Collegio Cardinalizio. In particolare, mi ha confortato l'assicurazione di speciali preghiere per la mia persona e per l'adempimento del servizio petrino, affidatomi dal Signore. In questa prospettiva, vi invito ad unirvi ora a me nell'invocazione della Vergine Maria, a cui ci rivolgiamo cantando l'antifona 'Regina Caeli'".
ANG/…/… VIS 20020520 (230)

CANONIZZAZIONE CINQUE BEATI, FRA CUI PRIMA SANTA BRASILIANA


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2002 (VIS). Alle ore 10:00 di questa mattina, Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha celebrato l'Eucaristia sul sagrato della Basilica Vaticana ed ha proceduto alla Canonizzazione dei Beati: Alonso de Orozco (1500-1591); Ignazio da Santhià (al secolo Lorenzo Maurizo Belvisotti), (1686-1770); Umile da Bisignano (al secolo Luca Antonio Pirozzo), (1582-1637); Paulina do Coraçao Agonizante de Jesus (al secolo Amabile Lucia Visintainer), (1865-1942); Benedetta Cambiagio Frassinello, (1791-1858).

"La missione di perdonare le colpe e di accompagnare gli uomini sulle vie della perfezione evangelica" - ha detto il Santo Padre nell'omelia - "è stata vissuta, in modo singolare, dal sacerdote cappuccino Ignazio da Santhià", Presbitero dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che fu "padre, confessore, consigliere e maestro di molti - sacerdoti, religiosi e laici".

Di Umile da Bisignano, dell'Ordine dei Frati Minori, il Santo Padre ha detto: "Della pace di Cristo (…) si è fatto costante portatore. Nella nostra società, nella quale troppo spesso sembrano disperdersi le tracce di Dio, fra' Umile rappresenta un lieto e incoraggiante invito alla mitezza, alla benignità, alla semplicità e ad un sano distacco dai beni effimeri del mondo".

Di San Alonso de Orozco, dell'Ordine di Sant'Agostino, il Papa ha sottolineato "la dedizione pastorale al servizio dei più poveri negli ospedali e nelle carceri, che ha fatto di lui un modello per quanti, stimolati dallo Spirito, fondano l'intera esistenza sull'amore di Dio e del prossimo, secondo il supremo mandato di Gesù".

Madre Paulina, prima Santa brasiliana, fondò - ha ricordato il Pontefice - "con un gruppo di giovani amiche una casa di accoglienza, poco dopo battezzata dalla popolazione 'Piccolo Ospedale di San Virgilio', per la cura materiale e spirituale degli infermi e dei più bisognosi. Così nacque (…) la prima comunità religiosa del Brasile, denominata Congregazione delle Piccole Suore dell'Immacolata Concezione".

Benedetta Cambiagio Frassinello, Religiosa, Fondatrice dell'Istituto delle Suore Benedettine della Provvidenza, "si preoccupò di adempiere con fedeltà e coerenza" - ha concluso il Santo Padre - "la volontà di Dio. Con fiducia illimitata nella bontà del Signore, si abbandonava alla sua 'Provvidenza amorosa', profondamente convinta, come amava ripetere, che bisogna 'fare tutto per amore di Dio e per piacere a lui'".
HML/CANONIZZAZIONI/… VIS 20020520 (380)
ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignore Dominique Mamberti, finora Consigliere di Nunziatura, Nunzio Apostolico in Sudan e Delegato Apostolico in Somalia, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Marrakech (Marocco) nel 1952 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981.

- L'Arcivescovo Giuseppe Leanza, che è anche Nunzio Apostolico in Slovenia e in Bosnia Erzegovina, Nunzio Apostolico nella Repubblica di Macedonia.
NN/…/MAMBERTI:LEANZA VIS 20020520 (80)

ARCIVESCOVO LOZANO ALL'ASSEMBLEA MONDIALE DELLA SANITA'

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2002 (VIS). L'Arcivescovo Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, è intervenuto mercoledì 15 maggio scorso, in qualità di Capo della Delegazione della Santa Sede, alla LV Assemblea Mondiale della Sanità, tenutasi a Ginevra (Svizzera), dal 13 al 18 maggio.

L'Arcivescovo Lozano ha ricordato i numerosi "grandi rischi che la salute corre ai giorni nostri: attualmente 17 milioni di persone sono decedute per infermità, infezioni e deficienze nutrizionali; 2,7 milioni di A.I.D.S.; 2,2 milioni di dissenteria; 1,7 milioni di tubercolosi ed 1 milione di rachitismo. Relativamente alle infezioni si sono riscontrate (…) morti a causa del tabagismo e dell'alcolismo, del cancro, ed altre infermità degenerative, per abitudini di vita poco corrette, per mancanza di igiene, per la droga, per incidenti stradali e per incidenti sul lavoro, per abuso di farmaci o per l'assenza degli stessi, a causa dei prezzi elevati, e per infermità mentali, come è oggi l'aumento della depressione".

"È da segnalare" - ha proseguito l'Arcivescovo Lozano Barragán - "come rischio evidente contro la salute, la mentalità neo-maltusiana conto la vita (visto che salute e vita si identificano), presente in progetti di salute riproduttiva proposti in particolare per i paesi del terzo mondo, e l'equivoco sul concetto di qualità della vita, che ha portato in alcuni paesi alla legalizzazione dell'eutanasia. Non possiamo dimenticare l'inquinamento ambientale, la fame, i conflitti armati, le catastrofi naturali".

Il Capo della Delegazione della Santa Sede ha fatto anche riferimento al rischio che esiste oggi di "una unificazione 'microbica' del mondo, dove le malattie infettive, considerata la crescente mobilità delle popolazioni, sono presenti ovunque, e colpiscono sia i ricchi che i poveri; i virus ed i batteri non hanno frontiere".
DELSS/SALUTE/GINEVRA:LOZANO VIS 20020520 (300)

MESSAGGIO IN OCCASIONE GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio annuale di Giovanni Paolo II per la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, domenica 20 ottobre prossimo, sul tema: "La Missione è Annuncio di Perdono".

Il Santo Padre scrive nel Messaggio, datato 19 maggio 2002, Solennità di Pentecoste, che: "Soltanto l'amore di Dio, capace di affratellare gli uomini di ogni razza e cultura, potrà far scomparire le dolorose divisioni, i contrasti ideologici, le disparità economiche e le violente sopraffazioni che ancora opprimono l'umanità".

Nonostante "le orribili guerre e rivoluzioni che hanno insanguinato il secolo appena trascorso, ed i conflitti che, purtroppo, continuano ad affliggere il mondo", non sfugge "al tempo stesso, l'anelito di tanti uomini e donne che, pur vivendo in una grande povertà spirituale e materiale, sperimentano una grande sete di Dio e del suo amore misericordioso. L'invito del Signore ad annunciare la Buona Novella rimane oggi valido; anzi diventa sempre più urgente".

Giovanni Paolo II scrive ancora che: "Dalla croce Gesù indica a quali condizioni è possibile esercitare il perdono. All'odio, con cui i suoi persecutori lo avevano inchiodato sulla Croce, risponde pregando per loro. Non solo li ha perdonati, ma continua ad amarli, a volere il loro bene e, per questo, intercede per loro. La sua morte diventa vera e propria realizzazione dell'Amore".

"Cristo risorto" - prosegue il Pontefice - "dona ai suoi discepoli la pace. La Chiesa, fedele al comando del suo Signore, continua a proclamarne e diffonderne la pace. (…) La strada maestra della missione è il dialogo sincero, (…) che fa parlare all'altro con stima e comprensione, affermando i principi in cui si crede e annunciando con amore le verità più profonde della fede, che sono gioia, speranza e senso dell'esistenza".

Il Papa ribadisce che: "L'impegno ad un dialogo attento e rispettoso è una 'conditio sine qua non' per un'autentica testimonianza all'amore salvifico di Dio. Questo dialogo è profondamente legato alla volontà di perdono", la cui pratica, "sfida e apre i cuori, risana le ferite del peccato e della divisione e crea una vera comunione".

Invitando a pregare assiduamente per le missioni ed a collaborare alle attività della Chiesa nel mondo, il Papa afferma anche che: "Non ci si deve mai vergognare del Vangelo e mai avere paura di proclamarsi cristiani, tacendo la propria fede. È necessario, invece, continuare a parlare, allargare gli spazi dell'annuncio della salvezza, perché Gesù ha promesso di rimanere sempre e comunque presente in mezzo ai suoi discepoli".
MESS/GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE/… VIS 20020520 (430)

82° COMPLEANNO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre Giovanni Paolo II festeggia oggi il suo 82° compleanno. Questa mattina riceverà in udienza i 7.000 partecipanti ad un Incontro promosso dai Fratelli delle Scuole Cristiane. Una banda composta da studenti, alla quale si sono uniti con il canto i pellegrini presenti nell'Aula Paolo VI, ha suonato "Buon compleanno".

Al termine dell'Incontro, il Santo Padre si è recato a Largo Braschi, sul lato sinistro della Basilica Vaticana, per benedire la Statua di Santa María Josefa del Corazón de Jesús Sancho de Guerra, Fondatrice delle Serve di Gesù della Carità, collocata in una nicchia all'esterno della Basilica.

Successivamente il Santo Padre ha consumato la colazione in compagnia dei suoi più stretti collaboratori della Curia Romana ed ha trascorso parte del pomeriggio riesaminando alcuni discorsi che pronuncerà nel corso del Viaggio Apostolico in Azerbaijan e in Bulgaria.
GPII-COMPLEANNO/…/… VIS 20020520 (160)

TERZO CENTENARIO PRESENZA ITALIA FRATELLI SCUOLE CRISTIANE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto 7.000 fedeli, partecipanti ad un Incontro promosso dall'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane in occasione del terzo centenario della loro presenza in Italia, tra i quali vi erano i Fratelli, gli Associati, i docenti, i genitori e gli ex-alunni.

Il Papa ha ricordato le parole scritte, nel suo testamento, da San Giovanni Battista de La Salle: "Ai Fratelli raccomando di essere sempre e totalmente sottomessi alla Chiesa, specialmente in tempi così terribili e, per darne prova, non si separino mai dal nostro Santo Padre il Papa e dalla Chiesa di Roma", aggiungendo che: "Queste parole non hanno perso nulla della loro forza ed attualità, ed ispirano la missione a voi affidata al servizio della formazione integrale dei giovani, secondo gli insegnamenti della Chiesa".

Giovanni Paolo II ha anche ricordato Fratel Gabriel Drolin che nel 1702 lasciò la Francia "per una missione importante e difficile: far conoscere una nuova realtà educativa, pedagogica e metodologica, nata vent'anni prima al di là delle Alpi. (…) Il pensiero ascetico-educativo lasalliano verte non tanto sul 'come educare', bensì sul 'come essere' per educare. (…) La Salle mira all'educazione dei giovani attraverso il rinnovamento dell'educatore".

Il Pontefice ha proseguito il suo discorso affermando che: "Se l'educatore, con la testimonianza e la parola, non è modello per il giovane, la scuola non consegue il suo fine. 'Voi' - diceva ai suoi La Salle - 'siete gli ambasciatori e i ministri di Cristo nella professione che esercitate; dovete dunque comportarvi come rappresentanti di Cristo stesso'".

"Le opere educative lasalliane continuano ad essere una provvidenziale risorsa per il bene della gioventù, della Chiesa e dell'intera società". - ha concluso il Santo Padre - ed infine, citando le parole dell'Esortazione Apostolica 'Vita consecrata', ha detto: 'Voi non avete solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire!'".
AC/FRATELLI SCUOLE CRISTIANE/… VIS 20020520 (340)

venerdì 17 maggio 2002

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2002 (VIS). Nelle scorse settimane sono deceduti i Prelati:

- Il Vescovo Adolfo Luigi Bossi, O.F.M.Cap., già Prelato di São José do Grajaú (Brasile), l'8 maggio, all'età di 93 anni.
- Il Vescovo Josè María Cases Deordal, emerito di Segorbe-Castellón de la Plana (Spagna), il 21 aprile, all'età di 82 anni.
- Il Vescovo Tiago Postma, emerito di Garanhuns (Brasile), l'8 maggio, all'età di 69 anni.
- Il Vescovo Osório Willibaldo Stoffel, O.F.M., emerito di Rondonópolis (Brasile), il 10 maggio, all'età di 80 anni.
- Il Vescovo Pierre Wadih Tayah, di Nuestra Señora de los Mártires del Libano en Mèxico dei Maroniti (Messico), il 4 maggio, all'età di 74 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20020517 (120)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Germán Trajano Pavón Puente, di Ambato.
- Il Vescovo Antonio Arregui Yarza, di Ibarra, Amministratore Apostolico di Tulcán.
- Il Vescovo Clímaco Jacinto Zarauz Carrillo, di Azogues.
- Il Vescovo Miguel Angel Aguilar Miranda, di Guaranda.
- Il Cardinale Francis Arinze, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso.
- La Comunità dell'Abbazia di Heiligenkreuz (Austria).
AL:AP/…/… VIS 20020517 (90)

LA PACE E' LA PRIMA PRIORITA' DI TUTTE LE NAZIONI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto collettivamente le Lettere Credenziali di otto nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede. Rivolgendosi a tutti i diplomatici in lingua francese, il Papa ha successivamente consegnato ad ognuno di essi un discorso nel quale sono esaminati i problemi specifici del loro Paese.

I nuovi Ambasciatori sono: il Signor Vladimir R. Korolev, della Bielorussia; il Signor Amadou Touré, del Niger; il Signor Frederik Vahlquist, della Svezia; il Signor Jullapong Nonsrichai, della Thailandia; il Signor Euloge Hinvi, del Benin; il Signor Abdelbasit Badawi Ali Elsanosi, del Sudan; il Signor Hörour H. Bjarnason, dell'Islanda e la Signora Dina Kowar, della Giordania.

"La pace" - ha detto il Papa - "deve essere la prima priorità in tutti i paesi ed in tutti i continenti, affinché cessino i conflitti armati, che non fanno che ipotecare l'avvenire delle nazioni e delle popolazioni, alcune delle quali sottoposte a condizioni di vita degradanti e indegne. Nessuno può disinteressarsi della sorte dei propri fratelli ed agire come se non ne fosse al corrente".

Giovanni Paolo II ha sottolineato che: "Indubbiamente vi sono due elementi essenziali sui quali conviene agire congiuntamente: il dialogo ed i negoziati fra i protagonisti, chiamati a vivere insieme sul medesimo territorio; e in secondo luogo, il fenomeno della globalizzazione ed il crescente divario fra nazioni ricche e nazioni povere, che crea disparità sempre più scandalose. La pace a lungo termine presuppone che i paesi meno avanzati beneficino della crescita economica e di aiuti adeguati. Primo obiettivo deve essere quello di sostenere le economie locali e formare le persone che domani saranno responsabili del futuro della loro comunità nazionale, affinché il loro Paese consegua la necessaria autonomia".

"La disparità fra i popoli ci pone in modo incessante interrogativi e deve essere, per tutti, oggetto di particolare attenzione. (…) In effetti la pace va di pari passo con l'eliminazione della povertà e delle diseguaglianze fra i popoli. Allo stesso tempo" - ha concluso il Pontefice - "essa prevede l'educazione per tutti. Le giovani generazioni, particolarmente sensibili alle situazioni drammatiche, hanno bisogno di segni forti perché le loro speranze non siano vane".
CD/LETTERE CREDENZIALI/… VIS 20020517 (380)

giovedì 16 maggio 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Signor Ricardo Lagos Escobar, Presidente della Repubblica del Cile e Seguito.
- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Víctor Alejandro Corral Mantilla, di Riobamba.
- Il Vescovo Emilio Lorenzo Stehle, emerito di Santo Domingo de los Colorados, con il Vescovo eletto Wilson Abraham Moncayo Jalil.
- Il Vescovo Jesús Ramón Martínez de Ezquerecocha Suso, di Babahoyo.
AP:AL/…/… VIS 20020516 (90)

COMUNICATO: MISSIONE DELLA SANTA SEDE IN COREA DEL NORD


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2002 (VIS). Di seguito riportiamo il testo di un Comunicato reso pubblico nella tarda mattinata di oggi, relativo alla Missione della Santa Sede in Corea del Nord: "Martedì 14 maggio scorso si è conclusa una visita ufficiale nella Repubblica Democratica Popolare di Corea, compiuta dai Reverendi Monsignori Celestino Migliore, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati - e Luis Mariano Montemayor, Consigliere di Nunziatura presso la Segreteria di Stato".

"È stata la sesta volta che una Delegazione della Santa Sede si è recata in Corea del Nord. Essa ha riaffermato la costante solidarietà del Santo Padre per la popolazione nordcoreana e ha contribuito a dare continuità ai rapporti stabiliti con le autorità governative di Pyongyang, particolarmente con quel Ministero degli Affari Esteri".

"In Pyongyang, la Delegazione della Santa Sede ha avuto colloqui con i responsabili della 'Associazione dei Cattolici della Corea del Nord' e ha potuto celebrare nella Chiesa di Chan Chung la festa dell'Ascensione del Signore, con la comunità cattolica locale e quella internazionale".
OP/MISSIONE COREA NORD/MIGLIORE VIS 20020516 (180)

COOPERARE INSIEME AMPIO AMBITO EVANGELIZZAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Generale delle Pontificie Opere Missionarie, con il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Nel Messaggio consegnato al Cardinale Sepe, il Papa ricorda che nelle giornate che hanno preceduto l'Assemblea Generale, i partecipanti si sono soffermati "a riflettere sulla necessità di un'adeguata formazione del personale missionario e sul dialogo, oggi sempre più necessario, con le altre religioni".

"È necessario, infatti" - scrive ancora il Santo Padre - "che, ai diversi livelli di responsabilità, tutti, nella Chiesa, siano educati a cooperare insieme alla missione stessa di Cristo. Occorre che non manchino vocazioni 'ad gentes', e operai con varie funzioni nel vasto campo dell'evangelizzazione. Inoltre l'attività missionaria non può mai ridursi a semplice promozione umana, ad aiuto ai poveri e a liberazione degli oppressi".

Il Santo Padre ribadisce quindi che: "L'attività missionaria, pertanto, prima di tutto deve preoccuparsi di trasmettere la salvezza che Gesù ha operato. E, d'altra parte, chi meglio di voi può testimoniare che i poveri hanno fame anzitutto di Dio, e non solo di pane e di libertà?".

"Ma la formazione missionaria" - aggiunge il Pontefice - "necessita in primo luogo di testimonianza evangelica. Il vero missionario è il santo e il mondo attende missionari santi. Non basta allora dedicarsi unicamente al rinnovamento dei metodi pastorali e delle strutture, meglio coordinando le forze ecclesiali; non basta limitarsi ad esplorare con maggior acutezza le basi bibliche e teologiche della fede".

Dopo aver sottolineato "l'urgenza dei missionari 'ad gentes' ed 'ad vitam'", il Papa afferma: "Sostenuti dalla grazia divina, i missionari - sacerdoti, religiosi, religiose e laici - dedicano a Cristo ogni loro energia in terre lontane, talora fra difficoltà, incomprensioni, pericoli e persino persecuzioni". Infine il Santo Padre conclude il Messaggio ricordando i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose ed i laici "'martiri e (…) testimoni della fede' del nostro tempo, che incoraggiano tutti i credenti a servire il Vangelo con piena dedizione".
AC/…/PONTIFICIE OPERE MISSIONARIE VIS 20020516 (350)

mercoledì 15 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Moacyr José Vitti, C.S.S., finora Ausiliare di Curitiba (Brasile), Vescovo di Piracicaba (superficie: 5.402; popolazione: 819.000; cattolici: 655.200; sacerdoti: 76; religiosi: 184; diaconi permanenti: 21), Brasile. Il Vescovo Vitti succede al Vescovo Eduardo Koaid, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato l'Arcivescovo Giuseppe Leanza, finora Nunzio Apostolico in Bosnia ed Erzegovina, Nunzio Apostolico in Slovenia.
NER:RE:NN/…/VITTI:KOAID:LEANZA VIS 20020515 (90)

DICHIARAZIONE COINVOLGIMENTO SANTA SEDE TRUFFA FINANZIARIA


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2002 (VIS). Nel rilasciare questa mattina ai giornalisti la Dichiarazione qui di seguito riportata, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, in seguito alle notizie di agenzia riportate da alcuni giornali circa il coinvolgimento della Santa Sede in una truffa finanziaria nella quale è imputato come principale artefice il Signor Martin Frankel, ha ritenuto opportuno precisare, come già è stato fatto il 1° luglio 1999, ciò che segue:

"1) la Fondazione 'Monitor Ecclesiasticus', presieduta da Monsignor Emilio Colagiovanni è stata eretta nell'Arcidiocesi di Napoli nel 1967, ma non è in nessun modo una fondazione vaticana; tanto meno lo è la Fondazione 'St. Francis of Assisi', di cui la Santa Sede ignora la costituzione e le finalità;

2) all'epoca dei fatti, Monsignor Emilio Colagiovanni era un sacerdote pensionato che non esercitava più alcun incarico nell'ambito della Santa Sede. Nella vicenda egli ha agito come privato cittadino italiano;

3) il Reverendo Peter Jacobs è stato sospeso 'a divinis' e diffidato dalle Autorità ecclesiastiche dell'Arcidiocesi di Washington fin dal 1983;

4) la Santa Sede non ha ricevuto né fornito fondi alle suddette Fondazioni, come già precisato da me il 1° luglio 1999;

5) avuta notizia dei fatti, la Santa Sede dichiarò immediatamente la sua totale estraneità al riguardo e diede le informazioni di cui disponeva alla Procura Generale dello Stato del Mississippi".
OP/TRUFFA FINANZIARIA/NAVARRO-VALLS VIS 20020515 (240)

IL PAPA RINGRAZIA PER AUGURI RICEVUTI SUA FESTA GENETLIACA

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2002 (VIS). Al termine della catechesi in italiano per l'Udienza Generale di oggi, e delle sintesi nelle altre lingue, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto parole di saluto ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro, ricordando che la Giornata Mondiale della Famiglia, istituita dalle Nazioni Unite nel 1994, si celebra oggi per la prima volta anche in Italia.

Giovanni Paolo II, nel salutare i membri della Delegazione del "Forum delle Associazioni Familiari", ha detto: "Nel manifestarvi il mio vivo apprezzamento per il vostro generoso impegno, auspico che le Istituzioni riconoscano pienamente i valori della famiglia con politiche tese a promuovere la sua alta funzione. Possa affermarsi sempre più la consapevolezza che il futuro dell'umanità e della Chiesa passa attraverso la famiglia".

Infine il Santo Padre ha ringraziato per gli auguri che gli sono stati presentati e le preghiere che gli sono state assicurate in vista della sua Festa genetliaca ed ha detto: "Confido anche sul vostro sostegno spirituale, per proseguire con fedeltà nel ministero che il Signore mi ha affidato".
AG/SALUTI/… VIS 20020515 (190)

UDIENZA GENERALE: ACCANTO SIGNORE NON SI TEMONO OSTACOLI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2002 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro,
è stato il Cantico del terzo ed ultimo capitolo del libro di Abacuc.

Giovanni Paolo II ha affermato che l'inno di Abacuc "presenta una grandiosa immagine del Signore. La sua figura incombe solenne su tutta la scena del mondo e l'universo è percorso da un fremito di fronte al suo incedere. (…) È un'irradiazione del suo mistero trascendente ma che si comunica all'umanità. (…) È Dio, lontano e vicino, inafferrabile eppure accanto a noi, anzi pronto ad essere con noi e in noi".

Il Signore, ha proseguito il Pontefice, "vuole entrare nella storia dell'umanità" per "giudicare e rendere migliore" la nostra "vicenda", senza essere "indifferente di fronte al male, all'oppressione, all'ingiustizia".

Il Santo Padre ha sottolineato che nel Cantico, il Signore "non dimentica la clemenza compassionevole. Egli esce dall'orizzonte della sua gloria non solo per distruggere l'arroganza dell'empio, ma anche per salvare il suo popolo e il suo consacrato, cioè Israele e il suo re. Egli vuole essere anche liberatore degli oppressi, far sbocciare la speranza nel cuore delle vittime, aprire una nuova era di giustizia".

"Quando si ha il Signore accanto" - ha concluso il Santo Padre - "non si temono più gli incubi e gli ostacoli, ma si prosegue con passo leggero e con gioia nella via pur aspra della vita".
AG/CANTICO ABACUC/… VIS 20020515 (250)

martedì 14 maggio 2002

CANONIZZAZIONE DI CINQUE BEATI IL GIORNO DI PENTECOSTE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2002 (VIS). Domenica 19 maggio, Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Giovanni Paolo II celebrerà l'Eucaristia sul sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana e procederà alla Canonizzazione di cinque Beati.

I futuri Santi sono: Alonso de Orozco, Presbitero, dell'Ordine di Sant'Agostino; Ignazio da Santhià (Lorenzo Maurizio Belvisotti) Presbitero, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini; Umile da Bisignano (Luca Antonio Pirozzo), religioso, dell'Ordine dei Frati Minori; Paulina do Coraçao Agonizante de Jesus (Amabile Lucia Visintainer), Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Irmãzinhas da Imaculada Conceição; Benedetta Cambiagio Frassinello, Religiosa, Fondatrice dell'Istituto delle Suore Benedettine della Provvidenza.
OCL/CANONIZZAZIONI/… VIS 20020514 (110)

XX ANNIVERSARIO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II al Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in occasione del XX anniversario di fondazione.

"Fin dall'inizio del mio Pontificato" - scrive il Papa nel Messaggio datato 13 maggio - "ho colto ogni occasione per ribadire quanto sia importante il dialogo fra la Chiesa e le culture. (…) Vorrei qui ringraziare codesto Pontificio Consiglio, da me creato il 20 maggio 1982, per l'aiuto che mi ha offerto in questo campo, tanto importante per l'azione missionaria della Chiesa".

Giovanni Paolo II esorta i componenti del Pontificio Consiglio "a proseguire sul cammino intrapreso, facendo sì che la voce della Santa Sede possa pervenire nei vari 'aeropaghi' della cultura moderna, intrattenendo contatti proficui con i cultori dell'arte e della scienza, delle lettere e della filosofia".

"Negli incontri ecclesiali e interculturali di scienza, cultura ed educazione, come pure nelle Organizzazioni internazionali, sia vostro sforzo costante testimoniare l'interesse della Chiesa per il dialogo fecondo del Vangelo di Cristo con le culture e una fattiva partecipazione dei cattolici alla costruzione di una società sempre più rispettosa della persona umana, creata ad immagine di Dio".
MESS/ANNIVERSARIO CONSIGLIO CULTURA/POUPARD VIS 20020514 (220)

lunedì 13 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto il vicariato apostolico di Taytay (superficie: 5.945; popolazione: 310.383; cattolici: 265.000; sacerdoti: 18; religiosi: 18), nelle Filippine, mediante la divisione dell'attuale vicariato apostolico di Palawan, e ha nominato il Monsignore Edgardo Sarabia Juanich, del clero di Palawan, primo vicario apostolico di Taytay, assegnandogli il titolo episcopale. Il Vescovo eletto è nato a Taytay (Filippine) nel 1952 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1976. Finora è stato parroco della parrocchia El Nido (Filippine). Il Santo Padre ha inoltre disposto che il vicariato apostolico di Palawan prenda il nome di Puerto Princesa.

Sabato 11 maggio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Wilson Abraham Moncayo Jalil Vescovo di Santo Domingo de los Colorados (superficie: 9.000; popolazione: 600.000; cattolici: 585.000; sacerdoti: 91; religiosi: 144; diaconi permanenti: 2), Ecuador. Il Vescovo eletto è nato ad Ambato (Ecuador) nel 1944 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970. Finora è stato parroco di Conocoto (Ecuador) e Segretario della Commissione della Pastorale Sociale della Conferenza Episcopale Ecuadoriana. Succede al Vescovo Emilio Lorenzo Stehle, di cui il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Vescovo Juan Matogo Oyana, C.M.F., finora di Ebebiyin (Guinea Equatoriale), Vescovo di Bata (superficie: 16.613; popolazione: 136.822; cattolici: 136.642; sacerdoti: 47; religiosi: 105; diaconi permanenti: 1), Guinea Equatoriale. Succede al Vescovo Anacleto Sima Ngua, la cui rinuncia al governo pastorale della Diocesi è stata accettata in conformità al canone 401 paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Monsignor Francesco Follo, finora Minutante della Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'UNESCO.
ECE:NER:RE:NA/…/… VIS 20020513 (290)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in visita "ad limina":
- Il Cardinale Antonio José González Zumárraga, Arcivescovo di Quito, con il Vescovo ausiliare Julio César Terán Dutari.
- L'Arcivescovo Vicente Rodrigo Cisneros Durán, di Cuenca.
- L'Arcivescovo José Mario Ruiz Navas, di Portoviejo, con il Vescovo ausiliare Lorenzo Voltolini.
- L'Arcivescovo Juan Ignacio Larrea Holguín, di Guayaquil, con il Vescovo ausiliare Víctor Manuel Maldonado Barreno.
- Il Vescovo Raúl Holguer López Mayorga, di Latacunga.
- L'Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico in Israele e in Cipro e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina.
- Il Cardinale Roger Etchegaray.

Sabato 11 maggio il Papa ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador in visita "ad Limina":
- Il Vescovo Raúl Eduardo Vela Chiriboga, Ordinario Militare;
- Il Vescovo Hugolino Cerasuolo Stacey, di Loja;
- Il Vescovo Gonzalo López Marañón, Vicario Apostolico di San Miguel de Succumbíos.
- Il Cardinale Marcelo González Martín, emerito di Toledo (Spagna), e seguito.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20020513 (200)

VESCOVI DELL'AFRICA CENTRALE PER PACE AREA GRANDI LAGHI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2002 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una lettera che il Santo Padre ha indirizzato al Vesovo Frédéric Rubwejanga, di Kibungo (Ruanda), Presidente dell'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa centrale, in occasione dell'assemblea straordinaria dei Vescovi celebrata a Kigali al fine di trovare direttive e orientamenti pastorali per la pace nella regione dei Grandi Laghi.

Nella lettera, redatta in lingua francese, Giovanni Paolo II scrive: "Che la guerra non guasti mai più il desiderio dei popoli di vivere nella tranquillità e nell'amicizia fraterna! Che si alzino sull'Africa dei Grandi Laghi i testimoni coraggiosi di una nuova speranza per l'intera regione!".

"Affinché s'instaurino dei nuovi rapporti tra gli uomini e le istituzioni e si realizzino le giuste aspirazioni alla pace, alla giustizia e alla solidarietà" - prosegue il Papa - "è fondamentale che la Chiesa nella vostra regione s'interroghi veramente non solo sulla credibilità del vostro modo di presentare il Suo messaggio, ma anche sulla credibilità di quanti ne sono portatori, poiché la testimonianza di vita è una condizione essenziale per una profonda efficacia della predicazione (…). Essendo sempre d'esempio per il popolo cristiano, aiuterete i fedeli nella loro lotta incessante contro i germi della divisione e dei conflitti etnici, che indeboliscono la testimonianza della Chiesa e fomentano l'odio tra i fratelli".

Il Santo Padre esorta i Pastori in Africa centrale a "annunciare instancabilmente la Buona Novella e a farla penetrare nelle culture affinché, attraverso le vostre parole e i vostri gesti, questa Parola di vita faccia nascere nel cuore dei cristiani e in quello dei loro compatrioti la generosa volontà di collaborare allo sviluppo di società sempre più rispettose del bene comune dei popoli".

Dopo avere esortato i Vescovi a essere custodi della pace di cui i popoli hanno bisogno, il Papa assicura le sue preghiere per quanti possono cedere alla disperazione a causa delle divisioni. "Tanto meno" - scrive il Papa - "dimentico le vittime silenziose dell'Aids, della malnutrizione, e tutte le persone che sono state colpite dalla recente eruzione del vulcano Nyragongo".
JPII-LETTERA/AFRICA CENTRALE/RUBWEJANGA VIS 20020513 (350)

AI SINDACI: SOLIDARIETA' DEVE CARATTERIZZARE ETHOS DI CITTA'


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2002 (VIS). Giovanni Paolo II ha ricevuto oggi 70 sindaci provenienti, come ha osservato il Papa, da "alcune delle più importanti città del mondo" e "riuniti a Roma per riflettere su come la globalizzazione incide sulle vite delle vostre città e sulle opportunità che essa offre per creare tra di loro legami più stretti".

"La città è molto più che un territorio, un'area economicamente produttiva, una realtà politica", ha osservato il Papa nel discorso che ha rivolto a loro in lingua inglese. "È soprattutto una comunità di persone e specialmente di famiglie con bambini. È un'esperienza umana vivente, con radici storiche e culturalmente distinta. Coloro che esercitano un controllo amministrativo e politico su di essa sono investiti di gravi responsabilità per il bene comune delle persone".

Il Santo Padre ha quindi detto che "l'ethos della città dovrebbe distinguersi soprattutto per una caratteristica: la solidarietà (…). Le istituzioni e le organizzazioni sociali ai vari livelli, come pure lo Stato, devono partecipare alla promozione di un movimento generale di solidarietà tra tutti i settori della popolazione, con particolare attenzione per i deboli e gli emarginati".

"(La solidarietà) non è solo una questione di convenienza", ha concluso il Papa. "È una necessità di ordine morale".
AC/SINDACI:SOLIDARIETÁ/… VIS 20020513 (220)

CARDINALE ETCHEGARAY PRESIEDE MESSA RICONCILIAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Roger Etchegaray è ritornato ieri a Betlemme, in seguito alla conclusione dell'assedio alla Basilica della Natività. In qualità di Inviato Speciale del Santo Padre, il Cardinale ha portato a tutti la Benedizione del Papa e ha presieduto una Messa "di lode, espiazione e riconciliazione" nella Chiesa di Santa Caterina, attigua alla Basilica.

"Il luogo santo della Natività" - ha detto il Cardinale - "ha conosciuto un lungo calvario ed ecco ora la mattina di Pasqua (…). Questa messa ci deve meglio aiutare a scoprire le vere radici della pace". Affermando che la celebrazione Eucaristica era una Messa di "riconciliazione e ricerca risoluta della pace", il Cardinale ha ringraziato per la loro intelligenza e immaginazione tutti coloro i cui sforzi hanno portato alla conclusione dell'assedio, durato 39 giorni.

Con il Cardinale Etchegaray hanno concelebrato l'Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico, e Padre Giovanni Battistelli, Custode di Terrasanta.
DELSS/INVIATO PONTIFICIO/BETLEMME:ETCHEGARAY VIS 20020513 (160)

"GRANDE SOLLIEVO" PER FINE ASSEDIO BASILICA DI BETLEMME

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2002 (VIS). Dopo avere recitato la preghiera del Regina Coeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II ha detto: "Abbiamo appreso tutti con grande sollievo che la Basilica della Natività a Betlemme è stata restituita a Dio e ai fedeli".

"Ringrazio di cuore quanti hanno contribuito a ridare al luogo santo la sua vera identità religiosa. Un ricordo particolare va alle Comunità del Francescani, dei Greci e degli Armeni ortodossi che, con sacrifici notevoli, sono rimasti custodi fedeli del santuario. Alla popolazione di Betlemme e dei dintorni il mio vivo incoraggiamento a riprendere il cammino con fede e speranza in Dio, che nella loro terra si è fatto così vicino all'uomo".

"Di questi miei sentimenti" - ha proseguito il Papa - "è oggi portavoce a Betlemme il mio Inviato Speciale, l'Eminentissimo Cardinale Roger Etchegaray".

"Il messaggio universale di Betlemme" - ha concluso Giovanni Paolo II - "è: amore, giustizia, riconciliazione e pace. È su queste basi che si può costruire un futuro rispettoso dei diritti dei popoli israeliano e palestinese, nella fiducia reciproca".
ANG/BASILICA NATIVITÀ/ETCHEGARAY VIS 20020513 (190)

RIFLESSIONI SOLENNITA' ASCENSIONE E GIORNATA COMUNICAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2002 (VIS). Prima di Recitare il Regina Caeli, Papa Giovanni Paolo II, dalla finestra del suo studio, si è rivolto ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro, esprimendo alcune riflessioni sull'odierna celebrazione della solennità dell'Ascensione e della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Osservando che oggi la solennità dell'Ascensione viene celebrata in molti Paesi, il Papa ha detto: "Risorto e asceso al Cielo, il Redentore costituisce per i credenti l'ancora di salvezza e di conforto nel quotidiano impegno al servizio della verità e della pace, della giustizia e della libertà. Salendo al Cielo, Egli ci riapre la via verso la Patria beata, non però per alienarci dalla storia, ma per dare al nostro cammino il respiro della speranza".

Il Papa ha poi parlato dell'odierna celebrazione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, affermando di avere proposto per la celebrazione di quest'anno un tema di grande attualità: "Internet: un nuovo forum per proclamare il Vangelo".

Il Pontefice ha detto di avere scelto questo tema perché "i più recenti progressi nelle comunicazioni e nelle informazioni hanno posto la Chiesa di fronte a inedite possibilità di evangelizzazione (…). Dobbiamo entrare in questa moderna e sempre più fitta rete di comunicazione con realismo e fiducia, persuasi che, se viene utilizzata con competenza e consapevole responsabilità, può offrire opportunità valide per la diffusione del messaggio evangelico".
ANG/ASCENSIONE:GIORNATA COMUNICAZIONI/… VIS 20020513 (230)

SALUTO AI PARTECIPANTI ALLA MARATONA DEGLI STUDENTI


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2002 (VIS). Alle ore 9:30 il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio privato del Palazzo Apostolico Vaticano per salutare i partecipanti - gli studenti delle scuole cattoliche di Roma e del Lazio - alla XXII edizione della Maratona di Primavera.

Organizzato in occasione delle Giornate di festa delle scuole cattoliche romane, "questo appuntamento" - ha detto il Papa - "vede coinvolti alunni, docenti, collaboratori, ex-alunni e sostenitori della scuola cattolica per un momento di gioia e fraternità, nel desiderio di dare visibilità ad una realtà sociale ed educativa, impegnata ad attuare un progetto di formazione ispirato al Vangelo".

"Esorto le varie scuole cattoliche di Roma a perseverare con coraggio e dedizione in questa loro importante missione al servizio delle giovani generazioni. Auspico, al tempo stesso, che possano giungere a buon fine i passi già avviati sulla strada della effettiva parità tra la scuola statale e non statale".
AC/…/MARATONA PRIMAVERA VIS 20020513 (170)
CARDINALE KASPER JUGOSLAVIA: VISITA ECUMENICA E SPIRITUALE
CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, si trova da ieri in Jugoslavia. Invitato dalla Conferenza Episcopale jugoslava, la sua visita in questo Paese proseguirà fino al 15 maggio. Il Cardinale è accompagnato da Padre Jozef M. Maj, S.J., officiale della Sezione Orientale del Dicastero.

Secondo un comunicato pubblicato nel pomeriggio di ieri, nel corso di questa visita, che ha un carattere ecumenico, spirituale e di contatto con la Chiesa cattolica locale, il Cardinale Kasper incontrerà il Patriarca Serbo, Sua Beatitudine Pavle.

Domenica 12 maggio, il Porporato assisterà alla Liturgia officiata dal Patriarca Pavle nel santuario di San Sava, alla presenza del Patriarca greco ortodosso di Alessandria, Petros VII, in visita negli stessi giorni al Patriarcato di Serbia.

Il Presidente del Consiglio per l'Unità dei Cristiani parteciperà a vari incontri con i sacerdoti dell'Arcidiocesi di Belgrado, ai quali parlerà della "visione della Chiesa cattolica sull'ecumenismo", e con i Vescovi delle varie Chiese presenti nel Paese, che intratterrà sul tema "Cristiani responsabili della loro unità".

Sono inoltre previste una visita a Novi Sad, per un incontro con i Vescovi e i sacerdoti di Serbia e Montenegro, e una visita al monastero ortodosso di Kovilj.
…/VISITA JUGOSLAVIA/KASPER VIS 20020513 (220)

INVIATO SPECIALE PRIMO CONCILIO PLENARIO CHIESA SLOVENIA


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2002 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera, scritta in lingua latina e datata 28 aprile, con la quale il Papa nomina il Cardinale Jozef Tomko suo Inviato Speciale alla solenne promulgazione degli Atti del primo Concilio Plenario della Chiesa in Slovenia, che avrà luogo a Ljubljana il 18 maggio prossimo.

Il Cardinale Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, sarà accompagnato da Monsignor Borut Kosir, Presidente del Tribunale ecclesiastico metropolitano e Professore di Diritto canonico alla Facoltà di Teologia di Ljubljana, e da Don Bogdan Kolar, S.D.B., Professore di Storia della Chiesa alla Facoltà di Teologia di Ljubljana.
GPII-LETTERA/INVIATO SPECIALE/LJUBLJANA:TOMKO VIS 20020513 (120)

GIOVANNI PAOLO II RICEVE DELEGAZIONE BULGARA

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Ministro degli Esteri della Bulgaria, il Signor Solomon Passy, e la delegazione che lo ha accompagnato in Vaticano in occasione della festa dei Santi Cirillo e Metodio. Al tradizionale incontro era presente anche il Metropolita Kalinik, che ha salutato il Papa a nome del Patriarca Maxim.

Giovanni Paolo II ha parlato della sua imminente visita in Bulgaria, dicendo che "mentre la mia visita nel vostro Paese avrà un fine pastorale, ossia quello di confermare le mie sorelle e i miei fratelli cattolici nella loro fede, è anche mio fervente desiderio rafforzare i vincoli di comunione cristiana tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa della Bulgaria. Il nostro incontro certamente aiuterà la Bulgaria a consolidare le sue fondamenta cristiane in un tempo in cui è venuto meno il vecchio ordine e sta prendendo forma una nuova vita per il vostro Paese".

Il Papa ha osservato che la visione dei Santi Cirillo e Metodio "era una visione di unità nella diversità, di libertà vincolata alla verità, di speranza di fronte ad ogni afflizione. Recandomi in Bulgaria visiterò la gente nata dalla loro testimonianza e incontrerò la cultura che incorpora lo spirito dei loro insegnamenti".
AC/DELEGAZIONE:BULGARIA VIS 20020513 (220)

venerdì 10 maggio 2002

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo François Bacqué, Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi.
- L'Arcivescovo John Bukovsky, Nunzio Apostolico.
- L'Arcivescovo Francisco Gil Hellín, di Burgos (Spagna).

In serata il Santo Padre riceverà in udienza l'Arcivescovo Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/…/… VIS 20020510 (60)

RITROVARE RICONOSCIMENTO DELLA DIGNITA' UMANA DEL BAMBINO


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Ieri, a New York, il Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Capo della Delegazione della Santa Sede alla ventisettesima Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull'infanzia, ha rivolto un discorso all'Assemblea.

"Sembra" - ha affermato il Cardinale - "che il pieno riconoscimento della dignità umana del bambino, di ogni bambino, immagine di Dio, dal momento del concepimento, sia andato perso e debba essere ritrovato. La dimensione autentica della grandezza di una società è la misura in cui essa riconosce e tutela la dignità e i diritti umani e assicura il benessere di tutti i suoi membri, soprattutto i bambini".

Il Cardinale ha ricordato il "criterio centrale" del Convegno sui Diritti dell'Infanzia, "secondo il quale deve prevalere il bene del bambino". Quindi ha affermato che "il processo di sviluppo umano in ogni suo aspetto (…) è il risultato della sinergia di famiglia e società (…). Perché sia rispettato il suo bene, occorre che il bambino abbia un rapporto appropriato con la famiglia, basata sul matrimonio, culla e santuario della vita (…). Per questo la Santa Sede ritiene che i diritti del bambino e quelli della famiglia debbano essere articolati insieme". Il Cardinale ha poi proseguito dicendo: "solo quando la famiglia fallisce la società e lo Stato devono offrire al bambino ciò di cui ha bisogno, possibilmente in un ambiente simile alla famiglia".

"La mia Delegazione ritiene che occorra una legislazione per proteggere l'infanzia da ogni forma di sfruttamento e abuso come l'incesto o la pedofilia, ma anche il lavoro, la schiavitù, gli orrendi crimini della prostituzione e della pornografia, il rapimento, l'impiego dei bambini come sodati o guerriglieri, il loro essere vittime di conflitti armati o di sanzioni internazionali o unilaterali imposte ad alcuni Paesi. Tutte queste piaghe sono un affronto e uno scandalo per l'umanità. Queste diverse forme di violenza non devono rimanere impunite".

Concludendo, il Cardinale Lopez Trujillo ha affermato che la Santa Sede "desidera sottolineare che il bene del bambino non viene riconosciuto quando, condizionati dal mito della sovrappopolazione, che i dati e le tendenze demografiche più recenti hanno dimostrato essere poco convincente, s'impongono politiche demografiche che contrastano con i diritti della famiglia e del bambino. Occorre anzitutto riconoscere il diritto fondamentale alla vita".
DELSS/INFANZIA/O.N.U.:LOPEZ TRUJILLO VIS 20020510 (400)

CIRCOLO SAN PIETRO: PROLUNGAMENTO "MANO CARITATIVA" DEL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i dirigenti e i soci del Circolo San Pietro che, come è ormai tradizione, gli hanno presentato la colletta dell'Obolo di San Pietro in occasione della Giornata della Giornata della carità del Papa, che si celebra il 29 giugno.

Giovanni Paolo II ha sottolineato che il servizio reso dal Circolo San Pietro è "forse poco conosciuto ai grandi mezzi di comunicazione sociale, ma che costituisce un punto di riferimento sicuro ed accogliente per quanti, soli e abbandonati, si trovano ad affrontare situazioni disagiate e gravi problemi di salute".

"Nelle vostre molteplici attività" - ha detto il Papa - "non manchi mai il tempo da dedicare all'ascolto della Parola di Dio e sia il Vangelo il vademecum del vostro amore per i poveri. Di fronte alle forme di neo-paganesimo, che affascinano molta gente, auspico che la vostra carità discreta e operosa, alimentata da intensa preghiera, costituisca un segno eloquente della tenerezza di Dio per ogni essere umano".

Il Santo Padre ha concluso affermando che con la loro "importante azione caritativa, voi intendete testimoniare la sollecitudine del Papa per chi è nel bisogno. Il Circolo San Pietro è, in un certo senso, un prolungamento della sua 'mano caritatevole' verso i più poveri e abbandonati".
AC/…/CIRCOLO SAN PIETRO VIS 20020510 (230)

DICHIARAZIONE SU VISITA MINISTRO ESTERI PERES IN VATICANO

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro Valls, questo pomeriggio ha rilasciato la seguente dichiarazione sulla visita in Vaticano del Ministro degli Esteri israeliano Shimon Peres:

"Nella mattinata di oggi, venerdì 10 maggio, S.E. il Signor Simon Peres, Ministro degli Esteri dello Stato di Israele è stato ricevuto dal Segretario di Stato Card. Angelo Sodano, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, S.E. Mons. Jean-Louis Tauran.

L'incontro è avvenuto fortunatamente nel contesto della felice conclusione dell'assedio della Basilica della Natività di Betlemme, che non deve tuttavia far dimenticare i gravi problemi che ancora ostacolano il raggiungimento della pace.

Il cordiale colloquio ha dato l'occasione di uno scambio di opinioni sull'attuale dolorosa situazione in Terra Santa e in particolare nella città di Betlemme.

Da parte della Santa Sede si è ricordata la linea promossa dal Santo Padre e dai suoi collaboratori per una soluzione pacifica dei problemi, grazie ad un perseverante e leale dialogo tra le parti, con l'aiuto della Comunità Internazionale.

Si è anche discusso del progetto di una Conferenza Internazionale di Pace che dovrebbe concludersi con precisi impegni per una pace equa e duratura".
OP/VISITA PERES/NAVARRO-VALLS VIS 20020510 (210)

PAPA SALUTA CENTRO CATTOLICO INTERNAZIONALE PER L'UNESCO


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Il Papa ha ricevuto oggi 40 partecipanti alla trentesima Assemblea Generale del Centro Cattolico Internazionale per l'UNESCO, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, riunita a Roma per un incontro sul tema: "Il Dialogo interculturale e interreligioso: una possibilità per l'umanità".

Nel suo discorso in lingua francese, il Santo Padre ha ricordato che il 2002 "segna il cinquantesimo anniversario della nomina del primo Osservatore permanente della Santa Sede presso l'UNESCO, nella persona di Monsignor Roncalli, il futuro Beato Papa Giovanni XXIII. Da allora, la Santa Sede segue con attenzione le attività dell'UNESCO" nei diversi ambiti.

"Vi sono grato" - ha detto il Papa - "per il servizio che svolgete nella formazione di esperti cattolici, preoccupandovi di prepararli con serietà e radicandoli nella fede". Quindi Giovanni Paolo II ha incoraggiato il gruppo nella sua missione di "diffondere, attraverso le vostre iniziative e le vostre pubblicazioni, conoscenze e capacità specifiche".

"I grandi ambiti dell'educazione e della cultura, della comunicazione e della scienza, comportano una dimensione etica fondamentale. Per rispondere in modo adeguato occorre acquisire una giusta conoscenza scientifica, compiere una riflessione approfondita e proporre la luce dell'umanesimo cristiano e dei valori morali universali".
AC/CENTRO CATTOLICO UNESCO/… VIS 20020510 (220)

ALBANIA: SALVAGUARDARE RISPETTO, DIALOGO E COLLABORAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi le Lettere credenziali del nuovo Ambasciatore della Repubblica d'Albania, il Signor Zef Bushati, al quale ha assicurato di pregare costantemente affinché il suo Paese "continui con fiducia l'intrapreso cammino di prosperità e di pace, sempre salvaguardando tra tutti i suoi abitanti il mutuo rispetto, il dialogo e la collaborazione".

Giovanni Paolo II ha affermato che per risolvere i problemi attuali il popolo albanese può contare sulle "ben note doti di coraggio e di determinazione che lo contrassegnano", e delle quali furono campioni Giorgio Castriota Skanderbeg, eroe nazionale, e Madre Teresa di Calcutta, "figlia del popolo albanese, che ha dato onore e lustro alla sua nazione e alla Chiesa Cattolica".

"Inserita in un quadro culturale, storico e geografico europeo", - ha proseguito il Pontefice - "l'Albania aspira legittimamente ad intessere con gli altri popoli del Vecchio Continente un dialogo costruttivo, volendo attivamente contribuire all'edificazione della comune 'casa europea' (…). Il popolo albanese desidera trovare il suo ruolo in un quadro internazionale più ampio, aprendosi al mondo intero. Prima condizione, e al tempo stesso conseguenza, di questa giusta aspirazione è però l'esigenza di una maggiore coesione e stabilità al suo interno, che renda l'Albania più autorevole nel consesso delle Nazioni".

In conclusione il Santo Padre ha ricordato che una prova dei buoni rapporti tra l'Albania e la Santa Sede è il recente accordo di collaborazione siglato dalle due parti "al fine di regolarizzare le loro relazioni, accordo che ora attende di essere ratificato dal Parlamento, come Ella (Ambasciatore) ha ricordato".
CD/CREDENZIALI/ALBANIA VIS 20020510 (270)
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