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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 23 marzo 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joseph Anthony Galante, finora Vescovo Coadiutore di Dallas (Texas, Stati Uniti d'America), Vescovo della Diocesi di Camden (superficie: 6.967; popolazione: 1.337.476; cattolici: 450.271; sacerdoti: 353; religiosi: 406; diaconi permanenti: 115), New Jersey, Stati Uniti d'America.

- Ha nominato il Vescovo George Thomas, finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Seattle (Washington, Stati Uniti d'America), Vescovo di Helena (superficie: 134.426; popolazione: 509.439; cattolici: 67.693; sacerdoti: 82; religiosi: 49; diaconi permanenti: 34), Montana, Stati Uniti d'America.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Syracuse (New York State, Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Thomas Joseph Costello, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Joseph Augustine Charanakunnel, finora Vescovo della medesima sede, Arcivescovo Metropolita di Raipur (superficie: 135.242; popolazione: 19.057.921; cattolici: 367.028; sacerdoti: 496; religiosi: 1.380), India.
NER:RE/…/… VIS 20040323 (150)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Joseph Anthony Galante, finora Vescovo Coadiutore di Dallas (Texas, Stati Uniti d'America), Vescovo della Diocesi di Camden (superficie: 6.967; popolazione: 1.337.476; cattolici: 450.271; sacerdoti: 353; religiosi: 406; diaconi permanenti: 115), New Jersey, Stati Uniti d'America.

- Ha nominato il Vescovo George Thomas, finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Seattle (Washington, Stati Uniti d'America), Vescovo di Helena (superficie: 134.426; popolazione: 509.439; cattolici: 67.693; sacerdoti: 82; religiosi: 49; diaconi permanenti: 34), Montana, Stati Uniti d'America.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Syracuse (New York State, Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Thomas Joseph Costello, per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Joseph Augustine Charanakunnel, finora Vescovo della medesima sede, Arcivescovo Metropolita di Raipur (superficie: 135.242; popolazione: 19.057.921; cattolici: 367.028; sacerdoti: 496; religiosi: 1.380), India.
NER:RE/…/… VIS 20040323 (150)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sei Presuli della Conferenza Episcopale dell'Australia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney, con gli Ausiliari, Vescovo Julian Charles Porteous e Vescovo Anthony Colin Fisher, O.P.

- Il Vescovo Luc Julian Matthys, di Armidale.

- Il Vescovo Patrick Dougherty, di Bathurst.

- Il Vescovo David Louis Walker, di Broken Bay.
AL/…/… VIS 20040323 (80)

CHIESE ORIENTALI CATTOLICHE NEL XX SECOLO

CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la presentazione del volume: "Fede e martirio. Le Chiese Orientali nell'Europa del Novecento" (Atti del Convegno di storia ecclesiastica contemporanea - Città del Vaticano, 22-24 ottobre 1998).

Alla presentazione del volume sono intervenuti il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio; il Monsignor Tertulian Ioan Langa, dell'Eparchia di Cluj-Gherla (Romania) ed il Vescovo Pavlo Vasylyk, dell'Eparchia di Kolomyia-Chernivtsi (Ucraina).

Il Cardinale Daoud ha precisato che nel volume sono documentate "le vicende di soppressione delle varie Chiese orientali cattoliche: Ucraina, Romena, Slovacca e Rutena. Esse, un tempo cancellate dalla storia, sono risorte e oggi si preoccupano di non perdere la memoria della persecuzione".

Sottolineando che la pubblicazione "non tace i responsabili di tante sofferenze" il Cardinale ha soggiunto: "Ma non c'è rancore. Malgrado relazioni storicamente difficili, in molti casi, durante il 'secolo dei martiri' cattolici orientali e di altre confessioni, essi hanno saputo soffrire insieme nelle carceri, nei gulag, nei campi di lavoro forzato. Per riprendere ancora le parole del Papa, abbiamo ricevuto in dono 'l'ecumenismo dei santi, dei martiri, forse il più convincente'".

Il Prefetto della Congregazione ha affermato che si continuerà "a raccogliere documenti e a riflettere sui testimoni della fede delle nostre Chiese, che hanno reso ragione di tanti pregiudizi".

Il Professor Riccardi ha a sua volta affermato che: "Il martirio dei cattolici orientali si collega anche alla loro particolare situazione, quella di appartenere a due mondi: il mondo della tradizione orientale e il mondo della Chiesa cattolica".

"I cattolici orientali" - ha proseguito il Professor Riccardi - "sono una specie che la politica comunista non ammette in nessuna parte dell'impero dell'Est (dalla Cecoslovacchia alla Romania, se non con rare eccezioni come nella piccola e sofferente comunità bulgara e in quella ungherese. Queste pagine illustrano il disegno sovietico di far sparire il cattolicesimo orientale".

Il Fondatore della Comunità di Sant'Egidio ha spiegato inoltre che: "Il grande problema è quello della libertà religiosa. Negare la vita alle comunità cattoliche orientali vuol dire negare la libertà religiosa e la libertà nel pluralismo. Era quel pluralismo che i regimi comunisti non potevano accettare".

In merito al termine "martire", il Professor Riccardi ha precisato che: "Oggi martire è una parola abusata nel nostro linguaggio. Si parla di martirio in senso laico. Si parla di martirio per i kamikaze islamisti. Ma lo sahid, il 'martire' suicida, è ben diverso dal martire cristiano. Il martire cristiano non si uccide per uccidere altri. Il martire cristiano dà la propria vita perché altri non siano uccisi, per non abbandonare la propria fede, per sostenere gli altri credenti, per amore. Non cerca la morte, ma non rinuncia alla propria fede o ad un comportamento umano a prezzo di salvare la propria vita. Questa è una storia che scorre in queste pagine".

Monsignore Tertulian Ioan Langa, 82 anni, dell'Eparchia di Cluj-Gherla (Romania), ha rievocato i sedici anni trascorsi nelle carceri comuniste, descrivendo "la massiccia e minacciosa presenza sovietica atea alle frontiere della Romania", "la presenza violenta ed atroce del comunismo ateo" e "la presenza brutale e umiliante delle truppe sovietiche che avevano occupato quasi un terzo del territorio nazionale".

Monsignor Langa ha descritto vividamente l'indescrivibile: le innumerevoli volte che subì interrogatori, gli anni di tortura, le privazioni, le umiliazioni, e le sofferenze indicibili, i "rituali diabolici" subiti dai prigionieri per farli parlare. Importante fu, per poter sopravvivere, conservare i propri rituali: la preghiera, la composizione di litanie, la memorizzazione e la recita dei Salmi.

"Non ho scritto molto di queste drammatiche esperienze" - ha affermato Monsignor Langa - "Chi può credere a ciò che sembra incredibile? Chi può credere che le leggi della biologia possono essere superate dalla volontà? (…) Ma nemmeno Gesù è stato creduto da tutti coloro che l'hanno visto. 'Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui'. Nulla è per caso nella vita. Ogni attimo che il Signore ci concede è gravido della grazia - impazienza benevola di Dio - e della nostra chance di rispondergli o temerarietà di rifiutarlo".

Ricordando il Vescovo, suo formatore spirituale e le sue guide intellettuali, "tutti vittime del comunismo ateo", Monsignor Langa ha ricordato come tutta la sua vita abbia conservato l'impronta della loro spiritualità. "Attraverso loro ho scoperto cosa sia il comunismo, cosa significhi eliminare Cristo dalla vita sociale e quanto mutilata possa diventare l'anima umana, l'intera società e la famiglia senza Chiesa, senza la Santissima Eucaristia e senza il culto della Santissima Vergine". Infine Monsignor Langa ha sottolineato quanto "flagrante" sia stata la differenza "di percezione e di reazione di fronte al comunismo che manifestano i cristiani e gli intellettuali di occidente, paragonata a coloro, nell'Est europeo, che hanno vissuto e subito il mondo comunista".

Il Vescovo Pavlo Vasylyk dell'Eparchia di Kolomyia-Chernivtsi (Ucraina), di 77 anni, fu arrestato ripetutamente dalle autorità sovietiche nei decenni del regime comunista. Durante la prima prigionia nei campi sovietici di concentramento, dal 1947 al 1956, fu ordinato diacono e nei campi di prigionia iniziò la sua attività pastorale, trovando la forza di fare tutto questo poiché "quello che è impossibile per la persona umana è, invece, possibile per il Signore. (…) Le condizioni in cui ci trovammo nei campi di concentramento furono spietate, peggiori di quelle dei campi di concentramento tedeschi. (…) Il Vangelo diventò per noi quella sorgente d'acqua viva, grazie alla quale eravamo rimasti non soltanto persone umane, ma anche cristiani".

Nel 1956, poco dopo la liberazione, ricevette l'ordinazione sacerdotale, ma fu arrestato nuovamente dal 1959 al 1964 e successivamente condannato a cinque anni d'esilio, con il divieto di abitare nelle province dell'Ucraina occidentale. Nonostante tale proibizione, continuò a predicare in quella parte del Paese. Ricevuta la consacrazione episcopale nel 1974, gli organi del Kgb continuarono a minacciare il suo arresto. "Il 4 agosto 1987" - ha ricordato il Vescovo Vasylyk, "insieme con un gruppo di sacerdoti, di monaci, di suore e molti fedeli e con il Presidente del Comitato per la difesa dei diritti di fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina in Unione Sovietica, Josyf Terelya, annunciammo al mondo intero l'uscita della nostra Chiesa dalle catacombe alla piena e normale vita religiosa".
OP/CHIESA:MARTIRI/… VIS 20040323 (1030)

TESTIMONIANZA CRISTIANA DISPERDE OMBRE POVERTÀ INGIUSTIZIA


CITTA' DEL VATICANO, 23 MAR. 2004 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II a Suor Stella Holisz, Superiora Generale delle Suore Missionarie dell'Apostolato Cattolico, Pallottine, in occasione del XV Capitolo Generale, sul tema: "Ravvivate il vostro primo amore in riposta alle sfide odierne".

"La vostra vocazione missionaria" - scrive il Santo Padre nel Messaggio, consegnato questa mattina nel corso dell'udienza, - "si ispira alla vita degli Apostoli, dimostrando in modo eloquente che più si vive in Cristo, meglio si serve Cristo negli altri, recandosi nelle missioni più sperdute e affrontando gravi pericoli".

Il Santo Padre scrive ancora che: "In un mondo dove le ombre della povertà, dell'ingiustizia e del secolarismo incombono su ogni continente, più urgente che mai è la necessità di autentici discepoli di Gesù Cristo. Proprio testimoniando il Vangelo di Cristo si può disperdere l'oscurità e illuminare la via della pace, promuovendo la speranza nei cuori delle persone più emarginate e reiette. Gli uomini e le donne di diverse religioni, culture, e gruppi sociali, che voi incontrate, alla ricerca di significato e dignità nella propria vita, non potranno mai appagare le proprie aspirazioni con una religiosità vaga".

"Care Sorelle" - conclude il Pontefice - "la Chiesa guarda a voi affinché 'parliate' di Cristo a coloro che servite, 'mostrando' loro Cristo. Tale testimonianza richiede che voi per prime contempliate il Suo volto. I vostri programmi di formazione fondamentale e successiva devono perciò, aiutare tutte le Consorelle a conformarsi totalmente a Cristo e al Suo amore per il Padre".
GPII-MESSAGGIO/SUORE MISSIONARIE/HOLISZ VIS 20040323 (260)

lunedì 22 marzo 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare della Diocesi di Regensburg (Repubblica Federale di Germania), presentata dal Vescovo Vinzenz Guggenberger, per raggiunti limiti d'età.

Sabato 20 marzo è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Alberto Maria Careggio, finora Vescovo di Chiavari (Genova), Vescovo di Ventimiglia-San Remo (superficie: 715; popolazione: 155.450; cattolici: 150.000; sacerdoti: 130; religiosi: 378), Italia. Il Vescovo Careggio succede al Vescovo Giacomo Barabino, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Alberto Tanasini, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Genova (Italia), Vescovo di Chiavari (superficie: 559; popolazione: 142.000; cattolici: 141.600; sacerdoti: 175; religiosi: 354; diaconi permanenti: 4), (Genova, Italia).

- Ha nominato il Vescovo Salvatore Ligorio, finora Vescovo di Tricarico (Matera), Arcivescovo di Matera-Irsina (superficie: 2.020; popolazione: 140.899; cattolici: 140.000; sacerdoti: 92; religiosi: 84; diaconi permanenti: 1), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Grottaglie (Taranto) nel 1948, è stato ordinato sacerdote nel 1972 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1998.

- Ha nominato il Monsignore Vincenzo Carmine Orofino, finora Vicario Generale della Diocesi di Tursi-Lagonegro (Matera), Vescovo di Tricarico (superficie: 1.237; popolazione: 45.000; cattolici: 44.000; sacerdoti: 32; religiosi: 49), (Matera, Italia). Il Vescovo eletto è nato a San Severino Lucano (Matera), nel 1953 ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1980.

- Il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, Legato Pontificio per la chiusura del prossimo incontro dei cattolici dell'Europa centrale (Mitteleuropäischer Katholikentag 2003-2004), la cui celebrazione avrà luogo presso il Santuario di Mariazell (Austria), il 22 e il 23 maggio 2004.
RE:NER:NA/…/… VIS 20040322 (280)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale dell'Australia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Joseph Angelo Grech, di Sandhurst.

- L'Arcivescovo Barry James Hickey, di Perth, con l'Ausiliare Vescovo Donald George Sproxton.

- Il Vescovo Christopher Alan Saunders, di Broome.

- Il Vescovo Gerard Holohan, di Bunbury.

- Il Vescovo Justin Joseph Bianchini, di Geraldton.

- Il Cardinale Pierre Nasrallah Sfeir, Patriarca di Antiochia e dei Maroniti (Libano).

Sabato 20 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale di Australia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Denis James Hart, di Melbourne, con gli Ausiliari Vescovo Hilton Forrest Deakin, Vescovo Mark Benedict Coleridge e Vescovo Christopher Charles Prowse.

- Il Vescovo Peter Joseph Connors, di Ballarat.

- Il Vescovo Jeremiah Joseph Coffey, di Sale.

- Frère Roger, Superiore della Comunità di Taizé.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

Venerdì 19 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.
AL:AP/…/… VIS 20040322 (200)

LA SANTA SEDE CONDANNA UCCISIONE DI AHMED YASSIN

CITTA' DEL VATICANO, 22 MAR. 2004 (VIS). Di seguito riportiamo il testo della dichiarazione rilasciata, a fine mattinata, dal Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, a seguito dell'uccisione questa mattina a Gaza (Territori Palestinesi) dello Sceicco Ahmed Yassin, Co-Fondatore e Leader del Movimento di Resistenza Islamica Hamas:

"La Santa Sede si unisce alla comunità internazionale nel deprecare questo atto di violenza non giustificabile in alcuno Stato di diritto".

"La posizione e i sentimenti della Santa Sede sono chiaramente espressi dalle parole del Santo Padre al Corpo Diplomatico del 12 gennaio scorso, quando il Papa ha ripetuto: 'ai responsabili di questi due popoli: (israeliano e palestinese) la scelta delle armi, il ricorso, da una parte al terrorismo e dall'altra alle rappresaglie, l'umiliazione dell'avversario, la propaganda astiosa, non conducono da nessuna parte. Solo il rispetto delle legittime aspirazioni degli uni e degli altri, il ritorno al tavolo dei negoziati e l'impegno concreto della comunità internazionale possono condurre all'inizio di una soluzione'".

"La pace autentica e duratura non può essere frutto di una semplice esibizione di forza; 'essa è soprattutto frutto di un'azione morale e giuridica'".

Yassin è stato ucciso da un attacco missilistico sferrato da un elicottero israeliano, mentre lasciava la Moschea dopo la preghiera mattutina.
OP/UCCISIONE YASSIN/NAVARRO-VALLS VIS 20040322 (210)

CERIMONIA DI BEATIFICAZIONE DI QUATTRO SERVI DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina, sul sagrato della Basilica Vaticana, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nel corso della quale ha proclamato Beati i Servi di Dio: Luigi Talamoni (1848-1926); Matilde del Sagrado Corazón Téllez Robles (1841-1902); Piedad de la Cruz Ortiz Real (1842-1916) e Maria Candida dell'Eucaristia (1884-1949). Prima della recita dell'Angelus, Giovanni Paolo II ha incoraggiato i pellegrini spagnoli presenti a conservare "la speranza, il coraggio e la generosità" dopo l'attentato dell'11 marzo scorso a Madrid.

Nell'omelia, ricordando le figure dei quattro nuovi Beati, "singolari testimoni dell'amorevole Provvidenza divina", il Santo Padre ha affermato che il sacerdote italiano Luigi Talamoni, il quale ebbe fra il più illustre degli alunni nel Seminario Liceale di Monza, Papa Pio XI, "fu assiduo nel ministero del confessionale e nel servizio ai poveri, ai carcerati e specialmente ai malati indigenti. Quale fulgido esempio egli è per tutti! Esorto a guardare a lui soprattutto i sacerdoti e la Congregazione delle Suore Misericordine", da lui fondata.

Della nuova Beata spagnola Madre Matilde Téllez Robles, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Figlie di Maria Madre della Chiesa, il Papa ha detto che ella "si consacrò, con una intensa vita di preghiera, alla trasformazione della società del suo tempo attraverso l'accoglienza delle orfanelle, la cura a domicilio degli infermi, la promozione della donna lavoratrice e la collaborazione alle attività ecclesiali. Profondamente devota all'Eucaristia (…), la sua luminosa testimonianza rappresenta un appello a vivere in adorazione di Dio e al servizio dei fratelli, due pilastri portanti dell'impegno cristiano".

Successivamente, tracciando il profilo della Beata spagnola Madre Piedad de la Cruz Ortíz, Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Salesiane del Sacro Cuore di Gesù, il Santo Padre ha detto che ella: "riunì diverse giovani desiderose di mostrare agli umili e ai poveri l'amore del Padre Misericordioso manifestato nel Cuore di Gesù, dando vita così ad una nuova famiglia religiosa. Modello di virtù cristiane e religiose, innamorata di Cristo, della Vergine Maria e dei poveri, ella ci offre un esempio di austerità, preghiera e carità verso tutti i bisognosi".

La Beata italiana Maria Candida dell'Eucaristia, Vergine, Monaca dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, "fu autentica mistica", la quale fece dell'Eucaristia "il centro unificante dell'intera esistenza, seguendo la tradizione carmelitana, in particolare l'esempio di Santa Teresa di Gesù e di San Giovanni della Croce. S'innamorò a tal punto di Gesù eucaristico da avvertire un costante e ardente desiderio di essere apostola infaticabile dell'Eucaristia. Sono certo che dal Cielo la beata Maria Candida continua ad aiutare la Chiesa, perché cresca nello stupore e nell'amore verso questo sommo Mistero della nostra fede".

Prima della recita dell'Angelus, Giovanni Paolo II ha rivolto parole di saluto alle Autorità e ai pellegrini che hanno partecipato alla cerimonia di Beatificazione, e rivolgendosi, in particolare, agli spagnoli presenti ha detto: "Vi incoraggio a conservare la speranza, il coraggio e la generosità, di fronte al dolore di tante famiglie, del popolo di Madrid e di tutta la Spagna per il recente attacco terroristico. L'amore è più forte dell'odio e della morte!".
HML/BEATIFICAZIONE/… VIS 20040322 (500)

FEDE E MARTIRIO. CHIESE ORIENTALI CATTOLICHE EUROPA '900

CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2004 (VIS). Martedì 23 marzo, alle 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del volume: "Fede e martirio. Le Chiese orientali cattoliche nell'Europa del Novecento" (Atti del Convegno di storia ecclesiastica contemporanea - Città del Vaticano, 22-24 ottobre 1998), edito dalla Libreria Editrice Vaticana 2003.

Interverranno il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant'Egidio; il Vescovo Pavlo Vasylyk, dell'Eparchia di Kolomyia-Chernivtsi (Ucraina) ed il Monsignore Tertulian Ioan Langa, dell'Eparchia di Cluj-.Gherla (Romania).
OP/CHIESE ORIENTALI CATTOLICHE/DAOUD VIS 20040322 (110)

ATTINGERE CORAGGIO EVANGELIZZAZIONE DA CRISTO RISORTO


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2004 (VIS). Questa sera, nell'aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha celebrato la Santa Messa per i fedeli delle Parrocchie di San Massimiliano Kolbe a Via Prenestina, San Patrizio, Santa Margherita Maria Alacoque e Santa Maria Mediatrice, portando così a 314 il numero di Parrocchie della Diocesi visitate quale Vescovo di Roma, nei suoi venticinque anni di Pontificato.

Il Santo Padre ha ricordato all'inizio dell'omelia che: "Siamo giunti alla quarta domenica di Quaresima, tradizionalmente chiamata domenica 'Laetare', e pregustiamo già, in un certo modo, il gaudio spirituale della Pasqua".

Rivolgendosi ai fedeli delle Parrocchie, situate nella periferia est di Roma, il Papa ha affermato che esse "sono chiamate a un costante sforzo di evangelizzazione. Mi congratulo con quanti, nonostante la precarietà delle strutture, frequentano assiduamente gli itinerari di formazione cristiana e di catechesi, si dedicano al servizio liturgico e della carità verso i fratelli bisognosi, come pure alla preparazione dei giovani al matrimonio e alla vita familiare".

Ricordando che la parrocchia di Santa Margherita Maria Alacoque si trova nel territorio di Tor Vergata, il Santo Padre ha affermato che la presenza di questa comunità parrocchiale "ci riporta idealmente all'indimenticabile incontro dei giovani in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù nell'Anno Duemila. Al centro di quel memorabile evento campeggiava la Croce dell'Anno Santo della Redenzione. Cari giovani, fate della Croce il vostro essenziale riferimento. Attingete da Cristo crocifisso e risorto il coraggio per evangelizzare il nostro mondo così travagliato da divisioni, odi, guerre, terrorismo, ma ricco di tante risorse umane e spirituali. Vi attendo numerosi, insieme ai vostri coetanei di Roma e del Lazio, all'appuntamento in Piazza San Pietro di giovedì 1° aprile. Ci prepareremo così alla Giornata Mondiale della Gioventù che quest'anno si celebrerà nelle varie Diocesi la Domenica delle Palme".

Il Papa ha esortato infine le comunità parrocchiali ad essere "aperte ed accoglienti" ed ha concluso: "Tra di voi risiedono numerosi fedeli latinoamericani e polacchi. Questi nostri fratelli e sorelle si sentano amati come Cristo ha amato e servito ogni uomo e ogni donna fino al sacrificio di sé. È questa la concreta testimonianza della fede che tocca il cuore anche dei cosiddetti lontani".
HML/PARROCCHIE:GIORNATA GIOVENTÙ/… VIS 20040322 (380)

L'AMMALATO IN STATO VEGETATIVO È E SARÀ SEMPRE UN UOMO


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i 400 partecipanti al Congresso Internazionale promosso dalla Federazione Internazionale dei Medici Cattolici (FIAMC) e dalla Pontificia Accademia per la Vita.

Ricordando che in questi giorni è stato affrontato il tema della condizione clinica denominata "stato vegetativo", il Papa ha affermato che: "Il valore intrinseco e la personale dignità di ogni essere umano non mutano, qualunque siano le circostanze concrete della sua vita. Un uomo, anche se gravemente malato od impedito nell'esercizio delle sue funzioni più alte, è e sarà sempre un uomo, mai diventerà un 'vegetale' o un 'animale'. Anche i nostri fratelli e sorelle che si trovano nella condizione clinica dello 'stato vegetativo' conservano tutta intera la loro dignità umana".

"Verso queste persone" - ha proseguito il Pontefice - "medici e operatori sanitari, società e Chiesa hanno doveri morali dai quali non possono esimersi, senza venir meno alle esigenze sia della deontologia professionale che della solidarietà umana e cristiana. L'ammalato in stato vegetativo, in attesa del recupero o della fine naturale, ha dunque diritto ad una assistenza sanitaria di base (nutrizione, idratazione, igiene, riscaldamento, ecc.)".

Il Santo Padre ha sottolineato che la somministrazione di acqua e cibo, anche quando avvenisse per vie artificiali, rappresenta "sempre un mezzo naturale di conservazione della vita, non un atto medico. Il suo uso pertanto sarà da considerarsi, in linea di principio, ordinario e proporzionato, e come tale moralmente obbligatorio".

"La valutazione delle probabilità, fondata sulle scarse speranze di recupero quando lo stato vegetativo si prolunga oltre un anno" - ha ribadito ancora il Pontefice - "non può giustificare eticamente l'abbandono o l'interruzione delle cure minimali al paziente, comprese alimentazione ed idratazione". La morte per fame e per sete "finisce per configurarsi, se consapevolmente e deliberatamente effettuata, come una vera e propria eutanasia per omissione".

Il Papa ha ricordato ancora "il principio morale secondo cui anche il semplice dubbio di essere in presenza di una persona viva già pone l'obbligo del suo pieno rispetto e dell'astensione da qualunque azione mirante ad anticipare la sua morte. (…) Il valore della vita di un uomo non può essere sottoposto ad un giudizio di qualità espresso da altri uomini; è necessario promuovere azioni positive per contrastare le pressioni per la sospensione dell'idratazione e della nutrizione, come mezzo per porre fine alla vita di questi pazienti".

"Occorre innanzitutto" - ha detto infine Giovanni Paolo II - "sostenere le famiglie" che hanno un proprio membro in stato vegetativo. "Esse non possono essere lasciate sole col loro pesante carico umano, psicologico ed economico". La società deve promuovere "programmi specifici di assistenza e riabilitazione: il sostegno economico e l'assistenza domiciliare alle famiglie; (…) strutture di accoglienza per i casi in cui non vi sia una famiglia in grado di fare fronte al problema". La partecipazione del volontariato, ha notato il Pontefice, "rappresenta un sostegno fondamentale per far uscire la famiglia dall'isolamento ed aiutarla a sentirsi parte preziosa e non abbandonata della trama sociale".

Il Papa ha concluso il suo discorso sottolineando che: "In queste situazioni, poi, riveste particolare importanza la consulenza spirituale e l'aiuto pastorale, come ausilio per recuperare il significato più profondo di una condizione apparentemente disperata".
AC/MALATI STATO VEGETATIVO/… VIS 20040322 (550)

giovedì 18 marzo 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Meru (Kenya), presentata dal Vescovo Silas Silvius Njiru, per raggiunti limiti d'età. Gli succede il Vescovo Salesius Mugambi, finora Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha creato la Provincia Ecclesiastica di Raipur (superficie: 135.242; popolazione: 19.057.921; cattolici: 367.028; sacerdoti: 496; religiosi: 1.380), India, dopo la divisione della Provincia Ecclesiastica di Bhopal, e comprendente le Diocesi suffraganee di Ambikapur, Jagdalpur dei Siro-Malabaresi e Raigarh.

- Ha nominato il Reverendo José Porunnedom, sinora Cancelliere della Curia Arcivescovile Maggiore di Ernakulam-Angamaly, Vescovo dell'Eparchia di Mananthavady dei Siro-Malabaresi (superficie: 48.250; popolazione: 10.000.000; cattolici: 165.653; sacerdoti: 266; religiosi: 1.610), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 ad Anchiri (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1982.

- Ha nominato il Reverendo Joseph Kallarangatt, sinora Presidente del "Pontifical Oriental Institute of Religious Studies Paurastya Vidyapitham", Vescovo dell'Eparchia di Palai dei Siro-Malabaresi (superficie: 1.166.; popolazione: 683.482; cattolici: 345.982; sacerdoti: 481; religiosi: 4.266), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a Kayyoor (India), ed è stato ordinato sacerdote nel 1982. Succede al Vescovo Joseph Pallikaparampil, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia, in conformità al canone 210, paragrafo 2, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha nominato il Monsignore Andrews Thazhath, sinora Sincello della Sede Arcivescovile Metropolitana di Trichur e Presidente dell'Associazione di Diritto Canonico Orientali in India, Vescovo Ausiliare dell'Arcivescovo Metropolita di Trichur dei Siro-Malabaresi (superficie: 2.000; popolazione: 2.510.965; cattolici: 456.759; sacerdoti: 380; religiosi: 2.984), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 a Pudukad (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1977.
RE:ECE:NER:NEA/…/… VIS 20040318 (280)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo Manuel Monteiro de Castro, Nunzio Apostolico in Spagna e nel Principato di Andorra.

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale di Australia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Brian Heenan, di Rockhampton.

- Il Vescovo William Martin Morris, di Toowoomba.

- Il Vescovo Michael Ernest Putney, di Townsville.

- Il Cardinale Camillo Ruini, Suo Vicario Generale per la Diocesi di Roma e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, con

- L'Arcivescovo Luigi Moretti, Vicegerente di Roma, con
- Don Tomasz Porzycki, Parroco della Parrocchia di Santa Maria Mediatrice con il Vicario Parrocchiale;
- Don Carmine Antonio Uras, Amministratore parrocchiale della Parrocchia di Santa Margherita Maria Alacoque;
- Don Duilio Colantoni, Parroco della Parrocchia di San Massimiliano Kolbe, con il Vicario parrocchiale;
- Don Arnaldo D'Innocenzo, Parroco della Parrocchia di San Patrizio, con il Vicario parrocchiale.
AP:AL/…/… VIS 20040318 (160)

CAMMINO NEOCATECUMENALE FONTE NUOVE VOCAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II, nel ricevere il Rettore, i Professori e gli alunni del Seminario Diocesano "Redemptoris Mater" di Roma, fondato più di sedici anni fa, ha sottolineato come il Seminario abbia "rappresentato una esperienza nuova e assai significativa in vista della formazione di presbiteri per la nuova evangelizzazione" e come dall'anno della sua erezione canonica siano stati più di 30 i Seminari "Redemptoris Mater" sorti nel mondo, i cui alunni sono stati formati secondo i principi ispiratori del Cammino Neocatecumanale.

Il Santo Padre ha reso grazie a Dio per gli abbondanti "frutti di bene prodotti nel corso di questi anni dal vostro Seminario. (…) Per i medesimi frutti desidero inoltre ringraziare il Cammino Neocatecumenale, nel quale sono nate e cresciute le vostre vocazioni. (…) Il mio grato pensiero va, inoltre, ai Fondatori del Cammino, ai quali si deve la felice intuizione di proporre l'erezione del vostro Seminario e che tanto si prodigano per favorire nel Cammino stesso la nascita di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. (…) In questi sedici anni sono usciti dal vostro Seminario un grande numero di zelanti sacerdoti, opportunamente dedicati in parte al servizio pastorale nella Diocesi di Roma e in parte alla missione in ogni parte del mondo, come sacerdoti 'fidei donum'".

"Il sacerdozio comune dei fedeli" - ha proseguito il Pontefice - "e il sacerdozio ministeriale sono infatti ordinati l'uno all'altro e intimamente collegati, partecipando entrambi, ciascuno a proprio modo, all'unico sacerdozio di Cristo. Differiscono però essenzialmente e non solo di grado. In virtù del sacramento dell'Ordine i presbiteri sono configurati infatti in modo speciale a Gesù Cristo come Capo e Pastore del suo popolo e al servizio di questo popolo devono - a somiglianza di Cristo - spendere e donare la loro vita".

Il Santo Padre ha infine sottolineato: "Su queste basi potete anche prepararvi a vivere, quando sarete sacerdoti, in modo sereno e proficuo la vostra appartenenza costitutiva e senza riserve al presbiterio diocesano, che ha nel Vescovo il suo punto di riferimento essenziale, e al contempo il profondo legame che vi unisce all'esperienza del Cammino Neocatecumenale". Citando l'articolo 18 dello Statuto del Cammino, il Santo Padre ha affermato: "'I candidati al sacerdozio trovano nella partecipazione al Cammino Neocatecumenale un elemento specifico e basilare del cammino formativo e, al contempo, sono preparati alla genuina scelta presbiterale di servizio all'intero popolo di Dio, nella comunione fraterna del presbiterio'".
AC/SACERDOZIO/REDEMPTORIS MATER VIS 20040318 (410)

PRESE DI POSSESSO CARDINALIZIE

CITTA' DEL VATICANO, 18 MAR. 2004 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha comunicato oggi che:

- Sabato 20 marzo, alle ore 18:00, il Cardinale George Pell, Arcivescovo Metropolita di Sydney (Australia), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria Domenica Mazzarello, Piazza Salvatore Galgano.

- Mercoledì 24 marzo, alle ore 18:30, il Cardinale Tarcisio Bertone, Arcivescovo Metropolita di Genova (Italia), prenderà possesso del Titolo di Santa Maria Ausiliatrice in Via Tuscolana, Piazza Santa Maria Ausiliatrice, 54.

- Giovedì 25 marzo, alle ore 11:00, il Cardinale Georges Maria Martin Cottier, O.P., Pro-Teologo della Casa Pontificia, prenderà possesso della Diaconia dei Santi Domenico e Sisto, Largo Angelicum, 1.
OCL/TITOLI:DIACONIE/… VIS 20040318 (130)

mercoledì 17 marzo 2004

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Ragioniere Paolo Trombetta, Ragioniere Generale della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Magdeburg (Repubblica Federale di Germania), presentata dal Vescovo Leopold Nowak, per raggiunti limiti d'età.
NA:RE/…/TROMBETTA:NOWAK VIS 20040317 (30)

BEATIFICAZIONE DI QUATTRO SERVI DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2004 (VIS). Alle ore 10:00 di domenica 21 marzo, il Santo Padre Giovanni Paolo II celebrerà l'Eucaristia sul sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana e proclamerà Beati i Servi di Dio: Luigi Talamoni (1848-1926), Presbitero, Fondatore della Congregazione delle Suore Misericordine di San Gerardo; Matilde del Sagrado Corazón Téllez Robles (1841-1902), Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Figlie di Maria Madre della Chiesa; Piedad de la Cruz Ortiz Real (1842-1916), Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Suore Salesiane del Sacro Cuore di Gesù; Maria Candida dell'Eucaristia (1884-1949), Vergine, monaca dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi.
OCL/BEATIFICAZIONI/… VIS 20040317 (100)

CRISTIANO COLTIVA SPERANZA DONO VITA ETERNA


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAR. 2004 (VIS). Il Salmo 20: "Ringraziamento per la vittoria del Re-Messia", è stato il tema della catechesi del Santo Padre per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi questa mattina in Piazza San Pietro.

Il Papa ha precisato che il Salmo 20 "appartiene al genere dei Salmi regali" ed esprime la gratitudine dell'Assemblea per "l'opera di Dio a favore del sovrano ebraico raffigurato forse nel giorno solenne della sua intronizzazione".

Dio, ha continuato il Pontefice, ricolma il re di benedizioni, che "diventa così un riflesso della luce di Dio in mezzo all'umanità. (…) Anche il profeta Natan aveva assicurato a Davide questa benedizione, fonte di stabilità, sussistenza e sicurezza".

"Recitando questo Salmo" - ha proseguito Giovanni Paolo II - "vediamo profilarsi dietro il ritratto del re ebraico il volto del Cristo, re messianico. (…) Egli è il Figlio in senso pieno ed è, quindi, la perfetta presenza di Dio in mezzo all'umanità. Egli è luce e vita, come proclama San Giovanni nel prologo del suo Vangelo: 'In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini'. (…) Il Salmista annunzia dunque la sua risurrezione dai morti e che egli, risorto dai morti, è immortale. (…) Sulla base di questa certezza anche il cristiano coltiva in sé la speranza nel dono della vita eterna".

Nelle parole di saluto ai pellegrini di lingua polacca, Giovanni Paolo II ha ricordato che venerdì si celebra la Solennità di San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria, ed ha detto: "Questa solennità esorta le famiglie di oggi, confortate dall'esempio di Maria e di Giuseppe, i quali con amore curano il Verbo Incarnato, ad attingere dal loro stile di vita le ispirazioni nell'operare le scelte quotidiane di vita e le forze per superare le difficoltà. Soltanto in una famiglia autentica, unita durevolmente e amorosa, i figli possono raggiungere la sana maturità, attingendo l'esempio d'amore gratuito, di fedeltà, di dedizione reciproca e di rispetto per la vita. Prego affinché siano così le famiglie polacche. Dio vi benedica tutti".

Rivolgendosi successivamente ad un gruppo di pellegrini dell'Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, accompagnati da una Delegazione rientrata dai Luoghi Santi ed in proseguimento per Norcia, che recava con sé la "Fiaccola benedettina della pace", accesa nei giorni scorsi a Nazaret, il Santo Padre ha detto: "Cari Fratelli e sorelle, mi compiaccio per il vostro rinnovato impegno per la concordia fra i popoli. Auspico che la vostra Regione, terra di San Francesco e di San Benedetto, sia sempre più consapevole dei valori spirituali che hanno forgiato il pensiero, l'arte e la cultura dell'Italia e dell'Europa".
AG/SALMO 20/… VIS 20040317 (440)

martedì 16 marzo 2004

CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLO STATO VEGETATIVO

CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Internazionale su "I trattamenti di sostegno vitale e lo stato vegetativo. Progressi scientifici e dilemmi etici", in programma dal 17 al 20 marzo, presso l'Augustinianum (Roma), ed organizzato dalla Federazione Internazionale Associazioni Medici Cattolici e dalla Pontificia Accademia per la Vita.

Sono intervenuti il Vescovo Elio Sgreccia, Vice Presidente della Pontificia Accademia per la Vita; il Professor Gianluigi Gigli, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Ospedale Santa Maria Misericordia di Udine e Presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici ed il Professor Alan Shewmon, Professore di Neurologia e Pediatria presso il Dipartimento di Neurologia del "Olive View-Ucla Medical Center", California (Stati Uniti d'America).

Il Vescovo Sgreccia ha precisato che il Congresso esaminerà i problemi di ordine etico e antropologico che coinvolgono i casi di pazienti in stato vegetativo. "Alcuni affermano" - ha detto - "che quando la persona perde l'uso della ragione, già cessa di essere tale, per cui si suggerisce la possibilità di interrompere l'assistenza alimentare e l'idratazione per facilitarne il decesso. Quando c'è vita nell'organismo" - ha proseguito il Vescovo Sgreccia - "la persona continua ed esistere, con tutta la sua dignità, con la sua anima".

Un altro problema dibattuto nel corso del Congresso, ha detto ancora il Vice Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, è se si può, in alcuni casi, sospendere l'accanimento terapeutico. Il problema risiede, ha affermato il Vescovo Sgreccia, nel definire i mezzi terapeutici e nel decidere se la terapia è necessaria, fino al momento in cui avviene il decesso.

Il Vice Presidente della Pontificia Accademia per la Vita ha anche fatto riferimento ad un altro argomento esaminato dal Congresso, il principio di autonomia del paziente - si può decidere quando sospendere l'alimentazione nel caso ci si ritrovasse in stato vegetativo - ed i tipi di assistenza necessaria in questi casi.

Il Professor Gigli ha ricordato che al Congresso parteciperanno 370 scienziati di 49 paesi, fra i quali l'Arabia Saudita, Israele e il Kazakhstan. Sono previste 40 relazioni da parte dei massimi esperti sull'argomento dal punto di vista scientifico e 30 interventi.
…/CONGRESSO STATO VEGETATIVO/… VIS 20040316 (360)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate cinque Presuli della Conferenza Episcopale di Australia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Philip Edward Wilson, di Adelaide.

- Il Vescovo Edmund John Patrick Collins, M.S.C., di Darwin.

- Il Vescovo Daniel Eugene Hurley, di Port Pirie.

- L'Arcivescovo John Alexius Bathersby, di Brisbane.

- Il Vescovo James Foley, di Cairns.
AL/…/… VIS 20040316 (70)

lunedì 15 marzo 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Giovanni Lonfernini I e la Signora Valeria Ciavatta I, Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino e Seguito.

- Il Cardinale Bernard Agré, Arcivescovo di Abidjan (Costa d'Avorio).

- Due Presuli della Conferenza Episcopale Australiana, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Francis Patrick Carroll, di Canberra.

- L'Arcivescovo Adrian Leo Doyle, di Hobart.

- L'Arcivescovo Paul Richard Gallagher, Nunzio Apostolico in Burundi, con i Familiari.

Sabato 13 marzo il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L'Arcivescovo Ivo Scapolo, Nunzio Apostolico in Bolivia.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Józef Miroslaw Zycinski, di Lublin (Polonia).
AP/…/… VIS 20040315 (130)

CELEBRAZIONE SANTA MESSA PER VITTIME ATTENTATO MADRID


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAR. 2004 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dott. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato, a fine mattinata, la seguente dichiarazione:

"Il Santo Padre ha voluto, nuovamente, celebrare la Santa Messa in suffragio delle vittime degli attentati in Spagna. Inoltre, a mezzogiorno si è fermato per un momento di raccoglimento, unendosi spiritualmente a tutti coloro che soffrono a causa di questo attentato, pregando secondo le loro intenzioni".
OP/MESSA VITTIME ATTENTATO/NAVARRO-VALLS VIS 20040315 (90)

IL PAPA RIBADISCE "ASSOLUTA CONDANNA" DEL TERRORISMO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAR. 2004 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, una grandissima folla di fedeli era in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus con il Santo Padre Giovanni Paolo II e per salutarlo nel giorno in cui il suo Pontificato diventa il terzo più lungo della storia della Chiesa. Giovanni Paolo II ancora una volta ha espresso la "sua assoluta condanna" per il barbaro attacco terroristico di giovedì scorso a Madrid ed ha detto: "Alle mani materne di Maria, Vergine della misericordia, affidiamo, in modo particolare, le vittime del terribile attentato terroristico di Madrid. A Lei domandiamo di proteggere e vegliare sulla cara Nazione spagnola, sull'Europa e sul mondo intero".

"La pagina evangelica" - ha detto il Papa - "che la Liturgia ci propone in questa Domenica, fa riferimento a due tragici fatti di cronaca del tempo di Gesù: la cruenta repressione di una rivolta e il crollo della torre di Siloe sulla folla circostante. Questo ci riporta all'attualità dei nostri giorni, segnati purtroppo da ripetute notizie di violenza e di morte".

"Già domenica scorsa accennavo ai focolai di guerra e agli attacchi terroristici che insanguinano varie parti del mondo. Giovedì scorso si è avuto, poi, il drammatico attentato a Madrid, che ha mietuto duecento vittime e ha provocato oltre mille feriti. L'orrendo crimine ha scosso l'opinione pubblica mondiale. Dinanzi a tanta barbarie si resta profondamente sconvolti, e ci si chiede come l'animo umano possa giungere a concepire misfatti così esecrandi".

"Nel ribadire l'assoluta condanna di simili atti ingiustificabili, esprimo ancora una volta la mia partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e la mia vicinanza nella preghiera ai feriti ed ai loro congiunti".

"Ha avuto una commossa eco in tutto il mondo la corale testimonianza di solidarietà che si è levata da ogni parte della Spagna venerdì scorso, con la partecipazione delle autorità politiche di tutta l'Europa".

"È proprio poggiando sul concorde contributo di tutte le forze sane del Continente, che si può guardare avanti con fiducia e sperare in un futuro migliore. Soprattutto coloro che credono in Dio, Creatore e Padre di tutti gli uomini, devono sentirsi impegnati ad operare per l'edificazione di un mondo più fraterno e solidale, nonostante le difficoltà e gli ostacoli che possono incontrarsi in questo doveroso e indilazionabile cammino".
ANG/CONDANNA TERRORISMO/… VIS 20040315 (390)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO SCOMPARSA CARDINALE KÖNIG


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2004 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo del telegramma di cordoglio fatto pervenire dal Santo Padre Giovanni Paolo II al Cardinale Christoph Schönborn, O.P., Arcivescovo di Vienna (Austria), per la scomparsa, all'età di 98 anni, del Cardinale Franz König, Arcivescovo emerito della medesima Arcidiocesi, ultimo Cardinale creato da Papa Beato Giovanni XXIII:

"Con profonda tristezza ho appreso la notizia della scomparsa dell'Eminentissimo Signor Cardinale Franz König, Suo illustre predecessore alla sede arcivescovile di Vienna negli anni 1956-1985. Fedele al suo motto 'Veritatem facientes in caritate', il defunto Porporato, con il suo lungo ed intenso lavoro pastorale, ha plasmato la Chiesa e la vita dell'Austria. La sua testimonianza del Messaggio di Cristo e il suo impegno per la pace e la riconciliazione hanno oltrepassato i confini della sua patria. Egli rappresentò una particolare risorsa nel sostenere i credenti nell'Europa dell'Est all'epoca dell'infelice divisione del Continente europeo. Allo stesso tempo, come costruttore di ponti, ha trovato riconoscimento nelle chiese dell'Est. Mi unisco con la preghiera all'Arcidiocesi di Vienna nella memoria del defunto Pastore, che affido alla benevolenza del Signore della vita e della morte. Che Dio Onnipotente lo accolga nella pace eterna e ne ottenga la beatitudine, riservatagli per il suo fedele servizio. Per intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, impartisco a tutti, in segno di consolazione divina, alle persone in lutto e, per l'eterna salvezza del defunto, la Benedizione Apostolica".
TGR/SCOMPARSA KÖNIG/SCHÖNBORN VIS 20040315 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Achille Silvestrini, Prefetto emerito della Congregazione per le Chiese Orientali, Suo Inviato Speciale alla ricorrenza del IV centenario dell'arrivo in Lituania del Breve "Quae ad sanctorum", di Papa Clemente VIII, che autorizzava la celebrazione della Festa di San Casimiro in Polonia ed in Lituania. Le festività avranno luogo a Vilnius (Lituania), il 9 maggio 2004.
NA/…/SILVESTRINI VIS 20040315 (80)

NON VADA PERDUTO RICCO PATRIMONIO IDEALI CRISTIANI EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2004 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha presieduto la Veglia di preghiera mariana a conclusione della Seconda Giornata Europea degli Universitari, alla quale hanno partecipato migliaia di studenti degli atenei romani e dei dieci Paesi futuri membri dell'Unione Europea.

L'Incontro sul tema: "Cristo speranza per l'Europa", è stato promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE), in collaborazione con il Comitato europeo dei cappellini universitari e l'Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma.

Prima dell'arrivo del Santo Padre, ci sono stati collegamenti via satellite con gli universitari delle città dei dieci Paesi che entreranno nell'Unione Europea: Praga (Repubblica Ceca), Nicosia (Cipro), Gniezno (Polonia), Vilnius (Lituania), Riga (Lettonia), Tallinn (Estonia), Ljubljana (Slovenia), Budapest (Ungheria), La Valletta (Malta), Bratislava (Slovacchia).

Alle 18:30 il Santo Padre è giunto nell'Aula Paolo VI ed ha guidato la recita del Rosario davanti all'Icona "Maria Sedes Sapientiae" ed infine ha rivolto agli universitari parole di saluto, dicendo: "Questa veglia mariana riveste un forte valore simbolico. È infatti anche a voi, cari universitari, che è affidato un ruolo importante nella costruzione dell'Europa unita, saldamente radicata nelle tradizioni e nei valori spirituali che l'hanno modellata. L'università costituisce, a questo riguardo, uno degli ambiti tipici dove si è formata, nel corso dei secoli, quella cultura che ha conosciuto un caratterizzante influsso cristiano. Occorre che questo ricco patrimonio di ideali non vada perduto".

Giovanni Paolo II ha detto infine: "Voi, cari giovani di Roma, portando la Croce vi recherete tra poco alla chiesa di Sant'Agnese in Agone, dove rinnoverete insieme la professione di fede. A questo pellegrinaggio si uniscono idealmente gli universitari degli altri Paesi, ai quali invio il mio cordiale saluto".
GPII-ROSARIO/…/UNIVERSITARI EUROPA VIS 20040315 (290)

CENTENARIO INAUGURAZIONE CRISTO DELLE ANDE


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II indirizzato al Cardinale Francisco Javier Errázuriz Ossa, Arcivescovo di Santiago del Cile e Presidente della Conferenza Episcopale del Cile e all'Arcivescovo Eduardo Vicente Mirás, di Rosario, Presidente della Conferenza Episcopale Argentina, in occasione della solenne commemorazione del centenario dell'inaugurazione del monumento al Cristo delle Ande (13-III-1904).

"In effetti" - scrive il Papa nel Messaggio, datato 11 febbraio - "se la collocazione del maestoso monumento richiese allora un notevole dispiego di mezzi ed una stretta collaborazione fra numerose persone ed istituzioni, non furono minori gli sforzi compiuti in precedenza per dare significato a quel gesto. Negli anni precedenti si erano conclusi diversi accordi per risolvere pacificamente i contenziosi fra i due popoli, fino ad arrivare ai definitivi quattro trattati di pace del 1902".

Giovanni Paolo II ricorda che: "Dalla minaccia del conflitto si passò alla convivenza amichevole fra i due paesi vicini e fratelli. Grandemente giustificati erano il giubilo e la soddisfazione per aver raggiunto il bene prezioso della pace. Il profondo spirito di fede degli argentini e dei cileni ravvisò in quegli avvenimenti un inestimabile dono di Dio, e (…) intese raffigurare la sua gratitudine sulle cime andine, perché la benedizione divina arrivasse dall'alto a tutte le terre sorelle e rendesse il confine luogo d'incontro e non di antagonismi".

"All'inizio del terzo millennio" - scrive ancora il Papa - "nel quale non mancano nuove minacce alla pace, desidero invitare, in occasione della commemorazione di questo centenario, i cari figli e figlie dell'Argentina e del Cile, a rivolgere il loro sguardo al Redentore per invocare la luce e la forza necessarie per affrontare con speranza e determinazione le sfide odierne".

Il Papa chiede infine che "si promuova la convivenza fraterna, le sfere di reciproca collaborazione e l'irrinunciabile impegno a costruire una società fondata soprattutto sul riconoscimento della dignità inalienabile della persona umana. Così la pace sarà garantita e alle nuove generazioni si lascerà un'eredità, che permetterà di costruire un futuro migliore su basi solide e durature".
MESS/CENTENARIO CRISTO ANDE/ERRAZURIZ:MIRAS VIS 20040315 (360)

NON CREDENZA ED INDIFFERENTISMO RELIGIOSO


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Membri e gli Officiali del Pontificio Consiglio della Cultura al termine dell'Assemblea Plenaria, sul tema: "La fede cristiana all'alba del III Millennio e la sfida della non credenza e dell'indifferenza religiosa", ed ha ribadito che l'argomento oggetto della Plenaria rappresenta "una grande preoccupazione per la Chiesa in tutti i continenti".

"Voi ridisegnate una nuova geografia della non credenza e dell'indifferentismo religioso nel mondo" - ha detto il Papa - "constatando la rottura del processo di trasmissione della fede e dei valori cristiani. Nel contempo, si nota la ricerca di significato dei nostri contemporanei, in particolare nei nuovi movimenti religiosi molto presenti in America del Sud, in Africa ed in Asia: desiderio di ogni uomo di percepire il senso profondo della propria esistenza".

Il Santo Padre ha continuato il suo discorso affermando: "Al di là della crisi delle civiltà, dei relativismi filosofici e morali, è compito dei pastori e dei fedeli esaminare ed individuare gli interrogativi e le aspirazioni essenziali degli uomini del nostro tempo, per dialogare con le persone ed i popoli, e per proporre (…) il messaggio evangelico e la persona del Cristo Redentore. Le espressioni culturali ed artistiche non mancano di ricchezza né di risorse per trasmettere il messaggio cristiano. Esse tuttavia richiedono di essere conosciute per essere trasmesse, lette e comprese".

Il Santo Padre ha proposto "un nuovo slancio nel campo intellettuale" di fronte alla diffusione delle ideologie nei diversi ambiti della società. "È attraverso la formazione filosofica e catechetica che i giovani sapranno discernere la verità. Un approccio razionale serio costituisce una salvaguardia contro tutto ciò che si riferisca alle ideologie, e stimola ad andare sempre più in profondità, perché la filosofia e la ragione si aprano a Cristo".
CON-C/NON CREDENZA/… VIS 20040315 (310)

sabato 13 marzo 2004

NICARAGUA: EDIFICARE SOCIETÀ PACIFICA, GIUSTA, SOLIDALE


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Signor Armando Luna Silva, nuovo Ambasciatore della Repubblica del Nicaragua presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. Ricordando le sue visite del 1983 e 1996 in Nicaragua, il Santo Padre ha affermato: "Ho potuto constatare che il popolo nicaraguegno è gioioso, dinamico, con profonde radici cristiane ed aspira ad un futuro sereno, nel quale tutti possano beneficiare di un costante sviluppo".

Il Papa ha notato che nonostante le "numerose difficoltà" - catastrofi naturali e problemi interni - "esistono ragioni per aprirsi alla speranza in un futuro migliore. Si osserva una maggiore solidarietà, non solo da parte di nazioni amiche, ma anche da parte degli stessi cittadini, consapevoli della necessità della solidarietà".

"È certo" - ha proseguito il Pontefice - "che gli aiuti sono talvolta necessari, ma è importante tenere presente che il popolo nicaraguegno, con le ricche qualità che lo distinguono, deve essere il protagonista e il principale artefice della costruzione quotidiana del Paese, impegnandosi a superare con volontà e tenacia le situazioni difficili, tante volte rese più gravi dall'estrema povertà di molti, dal disimpegno o dalla mancanza di un degno focolare".

Riferendosi al problema dell'estrema povertà, il Santo Padre ha incoraggiato gli sforzi del governo "per far fronte a questo male che non si può considerare endemico, ma risultante da una serie di fattori da affrontare con decisione ed energia, in modo da migliorare realmente la qualità della vita del popolo nicaraguegno. Tali sforzi devono unirsi a quelli della comunità internazionale, i cui aiuti devono essere ben amministrati mediante una gestione trasparente, onesta ed efficace, che risponda realmente alle aspirazioni del popolo nicaraguegno ed in consonanza con le loro tradizioni". Giovanni Paolo II ha aggiunto che: "In questa lotta contro la povertà, è fattore di grande importanza, l'eliminazione della corruzione, che mina il giusto sviluppo sociale e politico di tanti popoli".

"Per costruire una società più giusta e fraterna sono di grande aiuto gli orientamenti della dottrina sociale cattolica e gli insegnamenti morali della Chiesa. (…) Non si può progredire verso una autentica pace" - ha concluso il Pontefice - "senza un ordine dove le libertà individuali siano sempre più solide e al contempo sia stimolata la fiducia dei cittadini nelle istituzioni pubbliche, per una più attiva collaborazione ed una responsabile partecipazione di tutti al bene comune".
CD/CREDENZIALI/NICARAGUA:LUNA VIS 20040315 (410)

venerdì 12 marzo 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Eugênio de Araujo Sales, Arcivescovo emerito di São Sebastião do Rio de Janeiro (Brasile).

- Il Dottor Pedro Santana Lopes, Sindaco di Lisbona (Portogallo), Presidente dell'Unione delle Città Capitali Lusitane-Africane-Americane-Asiatiche (U.C.C.L.A.), e Seguito.

- L'Arcivescovo Peter Stephan Zurbriggen, Nunzio Apostolico in Lituania, Lettonia ed Estonia ed Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis" dell'Amministrazione Apostolica di Estonia.

- L'Arcivescovo Timothy Broglio, Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana, con incarico di Delegato Apostolico in Porto Rico.

- L'Arcivescovo Giuseppe Pittau, già Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

- Il Cardinale Darío Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero.
AP/…/… VIS 20040312 (100)

PROCLAMARE IL VANGELO SOCIETÀ ANELANTE SPIRITUALITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2004 (VIS). Nel ricevere questa mattina il Vescovi della Conferenza Episcopale dei Paesi Bassi, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ripreso gli argomenti trattati nei loro rapporti quinquennali: la secolarizzazione, la proclamazione del Vangelo e la testimonianza di Cristo, il rinnovamento intrapreso dalla Chiesa dei Paesi Bassi e la crisi delle vocazioni.

"Il vostro Paese" - ha detto il Papa - "conosce da più di trenta anni un fenomeno intenso di secolarizzazione che ha investito violentemente anche la Chiesa cattolica e che continua, purtroppo, a segnare la società olandese", causando una grave diminuzione nel numero di fedeli. Già nel 1980, proprio per la gravità del fenomeno, il Papa ha ricordato di aver voluto convocare il Sinodo Speciale dei Vescovi dei Paesi Bassi, in segno di sollecitudine per la Chiesa del Paese.

Il Santo Padre ha successivamente ribadito la necessità per le famiglie, le parrocchie e le istituzioni educative cattoliche, di proclamare costantemente "il Vangelo della speranza", di "annunciare la Buona Novella dell'amore di Cristo, particolarmente ai giovani (…) che vivono in una società sempre più segnata dal relativismo morale e dal pluralismo religioso". Giovanni Paolo II ha ugualmente invitato "l'insegnamento cattolico a mantenere e rafforzare la propria identità, armonizzandolo con le esigenze sempre nuove dell'educazione in seno ad una società pluralista, nel rispetto degli altri, ma senza rinunciare agli elementi che ne costituiscono la sua originaria ricchezza".

"Essere testimoni di Cristo in parole e in azioni è una responsabilità condivisa da tutti i battezzati e che implica diverse condizioni. Come si può donare ciò che non si ha? Come si può parlare di Cristo e suscitare negli altri il desiderio di conoscerLo, se non si è prima di tutto suoi discepoli?". Giovanni Paolo II si è rallegrato nell'apprendere che "le comunità parrocchiali riscoprono l'Eucaristia domenicale come fondamento e cuore della vita cristiana" e che "la comunione ecclesiale dell'assemblea eucaristica è in comunione con il suo Vescovo e con il Romano Pontefice".

In merito al processo di aggiornamento delle istituzioni ecclesiali, intrapreso dai Vescovi dei Paesi Bassi, Giovanni Paolo II ha avuto parole di esortazione affinché "tale aggiornamento non si limiti ad una ristrutturazione formale, ma sia l'occasione di una riscoperta del ruolo essenziale della parrocchia e della missione propria dei fedeli che la compongono, per una migliore mobilitazione di ognuno, in vista dell'annuncio del Vangelo". Riferendosi allo "aspetto cosmopolita" di molte parrocchie, derivante dall'immigrazione, il Santo Padre ha affermato: "Vi incoraggio ad accogliere gli immigrati come fratelli, poiché essi apportano il loro contributo per la costruzione dell'edificio comune, ponendo il loro dinamismo al servizio di tutti, e perché questo scambio di doni, sempre una ricchezza per la Chiesa, ravvivi in tutti la coscienza della fraternità cristiana".

Il Santo Padre ha infine trattato della grave crisi delle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, ribadendo che sviluppare una pastorale delle vocazioni e creare le condizioni nelle quali le vocazioni possono fiorire, deve essere "una missione assolutamente prioritaria". Notando che alcune Diocesi si avvalgono della collaborazione di giovani sacerdoti provenienti da altre Chiese locali o anche da altri continenti, per ragioni di studio, e che si rallegrano di tale collaborazione, il Santo Padre ha però sottolineato che: "Sappiamo bene che ogni Chiesa deve adoperarsi per suscitare nuove vocazioni" e, in merito, ha ricordato il ruolo fondamentale della famiglia nel creare le condizioni favorevoli alla nascita di nuove vocazioni.

A conclusione del suo discorso, il Santo Padre ha ricordato "il nuovo anelito di spiritualità" che percorre il Paese, sottolineato dai Vescovi nei loro rapporti quinquennali, ed ha auspicato che la Chiesa "in particolare i fedeli laici, abbiano davvero a cuore la testimonianza della propria fede, portando la luce del Vangelo nei diversi settori della vita sociale. Che essi dimostrino la grandezza del matrimonio e la bellezza della famiglia, (…) la dignità inalienabile di ogni persona nella realtà lavorativa e nei rapporti sociali, nelle questioni etiche, suscitate incessantemente dal progresso della tecnica e dalle pressioni economiche, e che siano testimoni dei valori cristiani che hanno contribuito a forgiare l'Europa di oggi".
AL/…/PAESI BASSI VIS 20040312 (700)

CONGRESSO INTERNAZIONALE STATO VEGETATIVO

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAR. 2004 (VIS). Martedì 16 marzo, alle 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Internazionale su "I trattamenti di sostegno vitale e lo stato vegetativo. Progressi scientifici e dilemmi etici", in programma dal 17 al 20 marzo presso l'Augustinianum (Roma), organizzato dalla Federazione Internazionale Associazioni Medici Cattolici e dalla Pontificia Accademia per la Vita.

Alla Conferenza Stampa interverranno il Vescovo Elio Sgreccia, Vice-Presidente della Pontificia Accademia per la Vita; il Professor Gianluigi Gigli, Presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici ed il Professor Alan Shewmon, Professore di Neurologia e Pediatria presso lo "Olive View-Ucla Medical Center", California (Stati Uniti d'America).
…/CONGRESSO STATO VEGETATIVO/… VIS 20040312 (120)

giovedì 11 marzo 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Signor Rafael Bielsa, Ministro degli Esteri di Argentina, con la Consorte e Seguito.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale dei Paesi Bassi, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Franciscus Jozef Maria Wiertz, di Roermond, con l'Ausiliare Vescovo Everardus Johannes de Jong.

- Il Vescovo Adrianus Herman van Luyn, S.D.B., di Rotterdam.

- Il Vescovo Antonius Lambertus Maria Hurkmans, di 's-Hertogenbosch, Bois-Le-Duc.

- L'Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico in Israele e in Cipro e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina, con undici sacerdoti.
AP:AL/…/… VIS 20040311 (110)

USO DELLE ARMI E PROMOZIONE CULTURA PREVENZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2004 (VIS). L'8 marzo scorso, l'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite e le Istituzioni specializzate a Ginevra, è intervenuto alla VII Sessione del Gruppo di Esperti governativi degli Stati Membri della "Convenzione sull'interdizione o limitazione dell'uso di alcune armi convenzionali che possono produrre effetti traumatici eccessivi o indiscriminati". (Ginevra, 8-12 marzo).

"I negoziati multilaterali relativi al controllo delle armi o al disarmo" - ha affermato l'Osservatore Permanente - "andranno avanti a lungo e lentamente, e i risultati raggiunti sono quasi sempre sulla base del minimo comune denominatore. Al contrario, la produzione di nuove armi convenzionali segue i rapidi progressi della ricerca scientifica e tecnologica più avanzata", rendendo disponibili armi sempre più devastanti e provocando "inutili sofferenze umane". L'Arcivescovo Tomasi, rilevando l'uso crescente delle bombe a grappolo, ne ha sottolineato "gli effetti traumatizzanti e devastanti sulle popolazioni civili e le gravi conseguenze negative a livello socio-economico".

"La Santa Sede" - ha ribadito l'Arcivescovo Tomasi - "opera in numerosi Paesi di tutti i continenti, con iniziative a favore delle vittime dei conflitti armati e delle loro famiglie, delle vittime delle mine antiuomo e degli esplosivi abbandonati". "La prevenzione" - ha ribadito il Nunzio - "è sicuramente meno costosa in termini di vite umane e di danni socio-economici. Una cultura della prevenzione è la più appropriata per garantire una sicurezza fondata sulla giustizia, la fiducia e la cooperazione fra gli Stati. Perciò il giusto equilibrio dovrebbe essere quello di un armamento mantenuto ai livelli più bassi, i cui effetti risultino in sofferenze e danni minimi".
DELSS/ARMI/GINEVRA:TOMASI VIS 20040311 (290)

CONSIGLIO CULTURA: L'ATEISMO NON È IN CRESCITA NEL MONDO


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2004 (VIS). Il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha inaugurato questa mattina in Vaticano, l'Assemblea Plenaria del Dicastero, sul tema: "La fede cristiana all'alba del III Millennio e la sfida della non credenza e dell'indifferenza religiosa". All'Assemblea, in corso dall'11 al 13 marzo, partecipano 55 Membri provenienti da tutto il mondo, e Membri, Consultori ed Officiali del Pontificio Consiglio della Cultura.

Al termine della cerimonia di apertura, sono stati presentati i risultati di una indagine mondiale sulla non credenza e l'indifferenza religiosa, condotta dal Pontificio Consiglio della Cultura: "Non è vero che l'ateismo è in crescita nel mondo" - si legge in un Comunicato Stampa del Pontificio Consiglio - "Dall'ateismo militante e organizzato di altri tempi, si è passati ad una situazione di indifferenza pratica, di perdita di rilevanza della questione di Dio, e di abbandono della pratica religiosa, soprattutto nel mondo occidentale. Ma non un abbandono della credenza in Dio".

Secondo il Presidente del Pontificio Consiglio "non si tratta di continuare ad esaminare il problema della perdita o meno della fede, ma di dare risposte concrete. Noi non siamo sociologi, ma pastori".

L'indagine compiuta è risultata in una "mappa" aggiornata della non credenza, le cui conclusioni possono essere così riassunte:

- "La non credenza non è in crescita nel mondo. È un fenomeno legato soprattutto al mondo occidentale, non asiatico, latinoamericano o africano, né tanto meno al mondo musulmano".

- "L'ateismo militante è in regresso e non esercita alcun influsso pubblico, se si eccettuano i regimi dove è ancora in vigore un sistema politico ateo. Si osserva, invece, il risveglio di un certo laicismo militante, specialmente in Europa".

- "È in crescita l'indifferenza religiosa o l'ateismo pratico. Agnostici e i credenti non praticanti tendono a confondersi in una ampia fascia, in cui si vive di fatto come se Dio non esistesse: è l'ascesa dell'homo indifferens".

- "L'ateismo e la non credenza, fenomeni tipicamente maschili, urbani e propri di persone con un livello culturale medio-alto in passato, si estende anche alle donne che lavorano fuori di casa: tra loro la non credenza aumenta e raggiunge livelli quasi pari a quelli degli uomini".

- "Cala dappertutto il numero delle persone che frequentano la Chiesa. Ciò non significa aumento della non credenza, bensì trasformazione della pratica religiosa e del modo di credere: credere senza appartenere".

- È in crescita anche una nuova ricerca più spirituale che religiosa, che non coincide sempre con un ritorno alle pratiche religiose tradizionali. Cresce perciò il fenomeno dei 'recommençants'".
…/PLENARIA CULTURA/POUPARD VIS 20040311 (410)

TELEGRAMMA DI CORDOGLIO ATTENTATI TERRORISTICI A MADRID


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2004 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del telegramma, inviato, questa mattina, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, dal Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, al Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, per gli attentati terroristici di questa mattina nella capitale spagnola:

"Nell'apprendere la tragica notizia degli esecrabili attentati terroristici perpetrati questa mattina nelle stazioni ferroviarie di Atocha, El Pozo del Tío Raimundo e Santa Eugenia di Madrid, che hanno provocato tantissime vittime e numerosissimi feriti fra la folla dei pendolari che si recavano al lavoro, colpendo crudelmente le loro famiglie e l'intera Nazione spagnola, il Santo Padre ribadisce la sua ferma e assoluta condanna di tali ingiustificabili atti che offendono Dio, violano il fondamentale diritto alla vita e distruggono la pacifica convivenza, alla quale vivamente aspirano le comunità ecclesiali e tutto il nobile popolo spagnolo".

"Sua Santità offre suffragi per l'eterno riposo dei defunti ed assicura la sua vicinanza alle famiglie che piangono i loro cari, e prega Vostra Eminenza di trasmettere le sue sentite condoglianze e l'espressione dei suoi ferventi voti per la pronta guarigione dei feriti".

"Incoraggiando il diletto popolo spagnolo a proseguire con costanza e senza scoraggiarsi il cammino della pacifica e serena convivenza, invoca su tutti la protezione della Vergine Immacolata e, in segno di affetto e di speranza, impartisce di cuore la Benedizione Apostolica".
TGR/ATTENTATI TERRORISTICI/ROUCO VIS 20040311 (240)

NOMINA DELEGATO SANTUARIO ED OPERE SAN PIO DA PIETRELCINA


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR. 2004 (VIS). Con una Lettera, datata 22 febbraio, Festa della Cattedra di San Pietro, resa pubblica questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha nominato l'Arcivescovo Domenico Umberto d'Ambrosio, di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo (Italia), Delegato per il Santuario e le Opere di San Pio da Pietrelcina.

Il Santo Padre, ricordando la vita, la morte e le opere di San Pio da Pietreclina, ed i suoi carismi, scrive che il Frate del Gargano: "divenne (…) un esempio toccante di sensibilità umana, riproponendo in se stesso due peculiari caratteristiche della tradizione francescana e cappuccina: la preghiera contemplativa e la carità fattiva". Tali caratteristiche si espressero nella fondazione dei "Gruppi di Preghiera" e nella testimonianza offerta dalla "Casa Sollievo della Sofferenza". Alla luce dello "amplissimo raggio di influenza che la devozione al Santo del Gargano ha raggiunto nel mondo", scrive ancora il Santo Padre, "si è resa evidente con crescente chiarezza l'opportunità di un nesso più stretto tra il Santuario e la Santa Sede ".

"In quanto Delegato per il Santuario" - sottolinea il Papa - "Ella dovrà innanzitutto dedicare speciale cura a tale luogo di culto ove annualmente affluiscono tanti pellegrini di ogni nazionalità" e "Come Vescovo della Chiesa di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo, Ella ha il compito di custodire i carismi che lo Spirito ha suscitato e continua a suscitare in codesta amata porzione della Chiesa Santa di Dio". Citando le parole rivolte all'Arcivescovo in occasione dell'Udienza del 25 marzo 2003, il Papa ha ripetuto: "'Lei sarà il custode dell'eredità di Padre Pio da Pietrelcina'".

Successivamente, citando il Decreto di Papa Paolo VI sull'Ufficio Pastorale dei Vescovi nella Chiesa, "Christus Dominus" (1965), Giovanni Paolo II scrive: "Sotto la Sua autorità si svolgerà, perciò, quanto riguarda, 'il pubblico esercizio del culto divino, salva la diversità dei riti; la cura delle anime; la predicazione al popolo; l'educazione religiosa e morale dei fedeli e specialmente dei fanciulli; l'istruzione catechistica e la formazione liturgica; il decoro dello stato clericale; e, infine, le varie opere relative all'esercizio del sacro apostolato'". Infine il Papa conclude: "Ella, inoltre, porrà ogni cura nell'armonizzare l'attività pastorale del Santuario con le altre attività della pastorale diocesana".

Al termine della Lettera, il Papa precisa che, nella sua qualità di Delegato per le Opere di Padre Pio, l'Arcivescovo D'Ambrosio è anche Presidente della Fondazione 'Casa Sollievo della Sofferenza - Opera di Padre Pio da Pietrelcina e Direttore Generale dell'Associazione Internazionale dei "Gruppi di preghiera".
GPII-LETTERA/DELEGATO:PIETRELCINA/D'AMBROSIO VIS 20040311 (430)

mercoledì 10 marzo 2004

DICHIARAZIONE SANTA SEDE RELATIVA ARRESTO VESCOVO IN CINA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2004 (VIS). Il Dr. Joaquín Navarro-Valls, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato a fine mattinata la seguente dichiarazione:

"La Santa Sede ha appreso con preoccupazione e tristezza la notizia, trasmessa dalle agenzie internazionali, dell'arresto in Cina di un Vescovo cattolico nella regione dello Helongjiang".

"Qualora esistessero capi d'accusa a carico del Vescovo arrestato, dovrebbero essere resi pubblici, come avviene in ogni stato di diritto".

"La Santa Sede, da parte sua, non ha alcun motivo di dubitare dell'innocenza del Presule".
OP/ARRESTO:VESCOVO:CINA/NAVARRO-VALLS VIS 20040310 (100)

SALMO 19: AD OGNI FORMA DI MALVAGITÀ IL GIUSTO OPPONE FEDE



CITTA' DEL VATICANO, 10 MAR. 2004 (VIS). Il Salmo 19: "Preghiera per la vittoria del Re-Messia" è stato il tema della catechesi del Santo Padre per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI.

Il Santo Padre ha affermato che si tratta di : "un Salmo regale dell'antico Israele, proclamato nel tempio di Sion durante un rito solenne. (…) È facile comprendere come la tradizione cristiana abbia trasformato questo Salmo in un inno a Cristo re, il 'consacrato' per eccellenza, 'il Messia'. Egli entra nel mondo senza eserciti, ma con la potenza dello Spirito e sferra l'attacco definitivo contro il male e la prevaricazione, contro la prepotenza e l'orgoglio, contro la menzogna e l'egoismo".

"La preghiera" - ha proseguito il Pontefice - "è fortemente segnata dalla convinzione che il Signore è la sorgente della sicurezza: egli va incontro al desiderio fiducioso del re e dell'intera comunità a cui è legato dal vincolo dell'alleanza. (…) La Parola di Dio non appare allora un astratto messaggio, ma una voce che si adatta alle piccole e grandi miserie dell'umanità. Per questo il Salmo riflette il linguaggio militare e l'atmosfera che domina su Israele in tempo di guerra, adattandosi così ai sentimenti dell'uomo in difficoltà".

Giovanni Paolo II ha quindi precisato che il verso 7, a differenza dei versi precedenti "che esprimono implicitamente delle richieste rivolte a Dio, (…) afferma la certezza dell'esaudimento ottenuto 'Ora so che il Signore salva il suo consacrato; gli ha risposto dal suo cielo santo'".

Il Salmo, ha concluso il Pontefice, "può diventare un invito a non lasciarsi mai catturare dall'attrazione della violenza. (…) Ad ogni forma di malvagità il giusto oppone la fede, la benevolenza, il perdono, l'offerta di pace".
AG/SALMO 19/… VIS 20040310 (300)

martedì 9 marzo 2004

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Diego Causero, Nunzio Apostolico nella Repubblica Ceca.

- L'Arcivescovo Renzo Fratini, Nunzio Apostolico in Nigeria.

- L'Arcivescovo Roberto Octavio González Nieves, di San Juan de Puerto Rico.

- Il Padre Izydor Matuszewski, Priore Generale dei Monaci di San Paolo primo eremita.
AP/…/… VIS 20040309 (60)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2004 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Robert Joseph McManus, finora Ausiliare de Providence (Stati Uniti d'America), Vescovo di Worcester (superficie: 3.966; popolazione: 762.207; cattolici: 390.657; sacerdoti: 373; religiosi: 640; diaconi permanenti: 76) Stati Uniti d'America. Succede al Vescovo Daniel Patrick Reilly, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Monsignore Robert Joseph Cunningham, Vescovo di Ogdensburg (superficie: 31.161; popolazione: 462.000; cattolici: 143.700; sacerdoti: 143; religiosi: 174; diaconi permanenti: 55) Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1943 a Buffalo (Stati Uniti d'America), fu ordinato sacerdote nel 1969 e finora è stato Amministratore Diocesano della Diocesi di Buffalo e Parroco della Parrocchia di San Luigi (Stati Uniti d'America).

- Il Vescovo Timothy Anthony McDonnell, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di New York (Stati Uniti d'America), Vescovo di Springfield in Massachusetts (superficie: 7.306; popolazione: 790.000; cattolici: 251.311; sacerdoti: 195; religiosi: 619; diaconi permanenti: 58), Stati Uniti d'America.

- Il Monsignore Robert W. Finn, Vescovo Coadiutore di Kansas City-Saint Joseph (superficie: 39.946; popolazione: 1.394.054; cattolici: 151.000; sacerdoti: 204; religiosi: 437; diaconi permanenti: 53), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1953 a Saint Louis (Stati Uniti d'America), fu ordinato sacerdote nel 1979 e finora è stato Direttore della Rivista diocesana "Saint Louis Review".

- La Signora Mary Ann Glendon, Presidentessa della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. La nuova Presidentessa è Professore di Diritto all'Università di Harvard (Stati Uniti d'America).
NER:RE:NEC:NA/…/… VIS 20040309 (250)

PRIMA ENCICLICA DI GIOVANNI PAOLO II: "REDEMPTOR HOMINIS"

CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2004 (VIS). Cinque mesi dopo la sua elezione al Pontificato, il 16 ottobre 1978, il Santo Padre Giovanni Paolo II indirizzò a tutti i credenti, la Lettera Enciclica "Redemptor Hominis". Ricorrendo, il 15 marzo prossimo, il 25° anniversario della sua pubblicazione, riportiamo di seguito una sintesi del Documento, nel quale il nuovo Papa tracciava le linee guida del suo Pontificato: avvicinare tutti gli uomini a Cristo, ecumenismo, necessità di potenziare la dimensione morale del progresso e difesa dei diritti umani.

Tali missioni, che la Chiesa deve affrontare per entrare nel nuovo millennio cristiano, hanno il loro fondamento in una verità espressa all'inizio della Lettera: "Il Redentore dell'uomo, Gesù Cristo, è centro del cosmo e della storia".

L'Enciclica, firmata dal Pontefice, il 4 marzo 1979, si divide in quattro capitoli: "Eredità"; "Il Mistero della Redenzione"; "L'uomo redento e la sua situazione nel mondo contemporaneo" e "La missione della Chiesa e la sorte dell'uomo".

1. EREDITÀ. La storia avanza verso la fine del secondo millennio, e nell'anno 2000 si celebrerà il Grande Giubileo. Tale data ci ricorderà e rinnoverà la consapevolezza della verità chiave della fede, espressa da San Giovanni agli inizi del suo Vangelo: "Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi". "In questo atto redentivo, la storia dell'uomo ha raggiunto nel disegno d'amore di Dio il suo vertice. (…) Attraverso l'Incarnazione Dio ha dato alla vita umana quella dimensione che intendeva dare all'uomo sin dal suo primo inizio".

Partendo da questa idea fondamentale, il Santo Padre Giovanni Paolo II intende porre in pratica gli insegnamenti del Concilio Vaticano II e continuare così l'opera di Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo I.

"Nel difficile periodo postconciliare", Papa Paolo VI seppe mostrare al mondo l'autentico volto della Chiesa e preservarla dagli atteggiamenti critici. Si deve gratitudine a Paolo VI perché la Chiesa è "più unita nella comunione di servizio e nella coscienza dell'apostolato".

Papa Giovanni XXIII "impostò il problema dell'unione dei cristiani, come semplice conseguenza della volontà dello stesso Gesù Cristo, nostro Maestro, affermata (…) in modo particolare, nella preghiera del Cenacolo (…). 'Prego…, Padre…, perché tutti siano una cosa sola'. (…) La vera attività ecumenica significa apertura, avvicinamento, disponibilità al dialogo, comune ricerca della verità nel pieno senso evangelico e cristiano". Tutto ciò va perseguito con perseveranza, umiltà e coraggio, senza rinunciare alla verità divina insegnata dalla Chiesa.

II. IL MISTERO DELLA REDENZIONE Per andare verso il Padre, la Chiesa deve continuare a camminare verso Cristo, Redentore del mondo, perché solo in Lui c'è la salvezza. La Croce sul Calvario esprime l'eterna paternità di Dio, che mediante Cristo si avvicina nuovamente all'umanità, rivelando il suo amore e la sua misericordia.

"L'uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l'amore. (…) E perciò appunto Cristo Redentore rivela pienamente l'uomo all'uomo stesso". La Chiesa "sa con tutta la certezza della fede, che la Redenzione, avvenuta per mezzo della croce, ha ridato definitivamente all'uomo la dignità ed il senso della sua esistenza nel mondo". Il compito fondamentale della Chiesa, in particolare ai giorni nostri, "è di dirigere lo sguardo dell'uomo, di indirizzare la coscienza e l'esperienza di tutta l'umanità verso il mistero di Cristo, di aiutare tutti gli uomini ad avere familiarità con la profondità della Redenzione, che avviene in Gesù Cristo". Questa missione apostolica trova nella nostra epoca grande opposizione rispetto al passato, tuttavia e più necessaria che mai.

III. L'UOMO REDENTO E LA SUA SITUAZIONE NEL MONDO CONTEMPORANEO. "La Chiesa, per riguardo a Cristo ed in ragione di quel mistero che costituisce la vita della Chiesa stessa, non può rimanere insensibile a tutto ciò che serve al vero bene dell'uomo, così come non può rimanere indifferente a ciò che lo minaccia. Il Concilio Vaticano II, in diversi passi dei suoi documenti, ha espresso questa fondamentale sollecitudine della Chiesa, affinché 'la vita nel mondo' 'sia' più conforme all'eminente dignità dell'uomo' in tutti i suoi aspetti, per renderla 'sempre più umana'. Questa è la sollecitudine di Cristo stesso, il buon Pastore di tutti gli uomini".

"L'uomo d'oggi sembra essere minacciato da ciò che produce, cioè dal risultato del lavoro delle sue mani e, ancor più, del lavoro del suo intelletto, delle tendenze della sua volontà. L'uomo, pertanto, vive sempre più nella paura. Egli teme che i suoi prodotti, (…) possano diventare mezzi e strumenti di una inimmaginabile autodistruzione. (…) Lo sviluppo della tecnica e lo sviluppo della civiltà del nostro tempo, che è contrassegnato dal dominio della tecnica stessa, esigono un proporzionale sviluppo della vita morale e dell'etica. Intanto quest'ultimo sembra, purtroppo, rimanere sempre arretrato".

"La situazione dell'uomo nel mondo contemporaneo, infatti, sembra lontana dalle esigenze oggettive dell'ordine morale, come dalle esigenze della giustizia, e, ancora più, dell'amore sociale". È necessario ricordare che il Creatore, nel messaggio rivolto all'uomo, nel momento in cui gli dava la terra, gliela concedeva perché la soggiogasse. Tale dominio consiste nella priorità dell'etica sulla tecnica, della persona sugli oggetti, dello spirito sulla materia.

"L'uomo non può rinunciare a se stesso, né al posto che gli spetta nel mondo visibile; non può diventare schiavo delle cose, schiavo dei sistemi economici, schiavo della produzione, schiavo dei suoi propri prodotti. Una civiltà dal profilo puramente materialistico condanna l'uomo a tale schiavitù".

La civiltà consumistica vigente oggi nei paesi sviluppati, ha portato all'istituzione di strutture economiche e politiche che dilapidano ad un ritmo accelerato le risorse materiali, minacciando l'integrità dell'ambiente e, parallelamente, aumentano sempre più i paesi dove regna l'estrema povertà.

Per cambiare tale situazione mondiale, sono necessarie risoluzioni audaci e creative, conformi all'autentica dignità dell'uomo. "Il principio di solidarietà, in senso largo, deve ispirare la ricerca efficace di istituzioni e di meccanismi appropriati: (…) si tratti anche del piano di una più ampia e più immediata ridistribuzione delle ricchezze e dei controlli su di essi, affinché i popoli che sono in via di sviluppo economico possano non soltanto appagare le loro esigenze essenziali, ma anche progredire gradualmente ed efficacemente. Su questa difficile strada, sulla strada dell'indispensabile trasformazione delle strutture della vita economica non sarà facile avanzare se non interverrà una vera conversione della mente, della volontà e del cuore".

Un altro ambito strettamente collegato con la missione della Chiesa nel mondo contemporaneo è la difesa dei diritti umani. "In definitiva, la pace si riduce al rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo - opera di giustizia è la pace -, mentre la guerra nasce dalla violazione di questi diritti e porta con sé ancor più gravi violazioni di essi".

La Chiesa deve insieme con gli uomini di buona volontà "domandare continuamente se la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e l'accettazione della loro 'lettera' significhino dappertutto anche la realizzazione del loro 'spirito'". La Chiesa "ha sempre insegnato che il dovere fondamentale del potere è la sollecitudine per il bene comune della società; (…) Proprio nel nome di queste premesse, (…) i diritti del potere non possono essere intesi in altro modo che in base al rispetto dei diritti oggettivi e inviolabili dell'uomo".

"Fra questi diritti si annovera, e giustamente, il diritto alla libertà religiosa accanto al diritto alla libertà di coscienza". Non rispettare tali diritti ci pone "di fronte ad una ingiustizia radicale riguardo a ciò che è particolarmente profondo nell'uomo, riguardo a ciò che è autenticamente umano". L'attuazione del diritto alla libertà religiosa "è una delle fondamentali verifiche dell'autentico progresso dell'uomo in ogni regime, in ogni società, sistema o ambiente".

IV. LA MISSIONE DELLA CHIESA E LA SORTE DELL'UOMO. La vita eterna, "promessa e offerta a ciascun uomo dal Padre in Gesù Cristo, eterno ed unigenito Figlio, (…) è il compimento finale della vocazione dell'uomo". La Chiesa che vive queste realtà e queste verità sull'uomo, deve concentrarsi e riunirsi intorno al mistero della Redenzione, "ritrovando in esso la luce e la forza indispensabili per la propria missione".

"Alla luce della sacra dottrina del Concilio Vaticano II, la Chiesa appare davanti a noi come soggetto sociale della responsabilità per la verità divina. (…) Si esige che la Chiesa, quando professa ed insegna la fede, sia strettamente aderente alla verità divina. (…) La responsabilità per tale verità significa anche amarla e cercarne la più esatta comprensione, in modo da renderla più vicina a noi stessi ed agli altri in tutta la sua forza salvifica, nel suo splendore, nella sua profondità ed insieme semplicità". È pertanto indispensabile una stretta collaborazione della teologia con il Magistero. "I teologi come servitori della verità divina, (…) non possono mai perdere di vista il significato del loro servizio alla Chiesa, racchiuso nel concetto dello 'intellectus fidei'".

"I teologi e tutti gli uomini di scienza nella Chiesa sono chiamati ad unire la fede con la scienza e la sapienza, per contribuire ad una loro reciproca compenetrazione". Gli esperti delle diverse discipline, in quanto membri del Popolo di Dio, partecipano alla missione profetica di Cristo al servizio della verità divina.
"La vita sacramentale della Chiesa e di ciascun cristiano raggiunge il suo vertice e la sua pienezza proprio nell'Eucaristia. In questo Sacramento, infatti, si rinnova continuamente, per volere di Cristo, il mistero del sacrificio, che Egli fece di se stesso al Padre sull'altare della Croce: sacrificio che il Padre accettò, ricambiando questa totale donazione di suo Figlio, (…) con la sua paterna donazione, (…). Quella vita nuova (…) è diventata segno efficace del nuovo dono elargito all'umanità, dono che è lo Spirito Santo, mediante il quale la vita divina, che il Padre ha in sé e che dà al suo Figlio, viene comunicata a tutti gli uomini che sono uniti con Cristo. (…) Nel celebrare il Sacramento del Corpo e Sangue del Signore, bisogna rispettare la piena dimensione del mistero divino, (…) nel quale Cristo, realmente presente, è ricevuto. (…) Tutti nella Chiesa, ma soprattutto i Vescovi e i Sacerdoti, debbono vigilare perché questo Sacramento di amore sia al centro della vita del Popolo di Dio".

L'Eucaristia è strettamente legata alla Penitenza: "Senza questo costante e sempre rinnovato sforzo per la conversione, la partecipazione all'Eucaristia sarebbe priva della sua piena efficacia redentrice". I Sacramenti dell'Eucaristia e della Penitenza sono collegati alla vita conforme allo spirito del Vangelo. "La Chiesa, che si prepara di continuo alla nuova venuta del Signore, deve essere la Chiesa dell'Eucaristia e della Penitenza. Soltanto sotto questo profilo spirituale della sua vitalità e della sua attività, essa è la Chiesa della missione divina".

Caratteristica della vocazione cristiana è servire e regnare. Alla luce degli insegnamenti di Cristo, "si può veramente 'regnare' solo 'servendo', in pari tempo il 'servire' esige una tale maturità spirituale che bisogna proprio definirlo un 'regnare'".

Il principio del "servizio regale" impone "a ciascuno di noi, seguendo l'esempio di Cristo, il dovere di esigere da se stessi esattamente quello a cui siamo chiamati". La fedeltà alla vocazione "ha un particolare significato (…), soprattutto per ciò che riguarda i compiti più impegnativi, che hanno maggiore influenza sulla vita del nostro prossimo e di tutta la società".

"Basandoci sull'esempio di Cristo e collaborando con la grazia che Egli ci ha guadagnato, possiamo raggiungere quel 'regnare', e cioè realizzare una matura umanità in ciascuno di noi. Umanità matura significa pieno uso del dono della libertà, che abbiamo ottenuto dal Creatore (…). Cristo c'insegna che il migliore uso della libertà è la carità, che si realizza nel dono e nel servizio".

"La Chiesa serve veramente l'umanità, quando tutela questa verità con instancabile attenzione, come amore fervente, con impegno maturo, e quando, in tutta la propria comunità, mediante la fedeltà alla vocazione di ciascun cristiano, la trasmette e la concretizza nella vita umana. In questo modo viene confermato (…) che l'uomo è e diventa sempre la 'via' della vita quotidiana della Chiesa".

Davanti ai compiti e alle difficoltà che la Chiesa può incontrare, sorge "l'imperativo categorico per una grande, intensa, crescente preghiera di tutta la Chiesa. Solamente la preghiera può far sì che tutti questi grandi compiti e difficoltà che si susseguono non diventino fonte di crisi, ma occasione e quasi fondamento di conquiste sempre più mature sul cammino del Popolo di Dio verso la Terra Promessa".

Versione integrale della Lettera Enciclica di Giovanni Paolo II in italiano.
ENC/REDEMPTOR HOMINIS/… VIS 20040309 (2030)

"APOSTOLORUM SUCCESSORES" DIRETTORIO PASTORALE VESCOVI


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2004 (VIS). La Congregazione per i Vescovi ha pubblicato "Apostolorum successores", Direttorio Pastorale per i Vescovi, in risposta alla proposta dell'Assemblea Ordinaria del Sinodo dei Vescovi del 2001, di aggiornare il Direttorio per i Vescovi, emanato nel 1973, dal titolo "Ecclesiae imago". Un Comunicato, diffuso questa mattina, spiega che l'incipit' 'Apostolorum successores', "è il titolo che è alla radice del ministero del Vescovo e che ben ne definisce la figura e la missione nella Chiesa".

Il volume di 300 pagine, pubblicato in lingua italiana, mentre sono in corso le traduzioni nelle principali lingue, "tiene conto" - si legge nel Comunicato - "dei documenti del Concilio Vaticano II, del Codice di diritto canonico del 1983, dei vari Documenti Pontifici pubblicati in questi anni e soprattutto dell'Esortazione Apostolica 'Pastores gregis'".

"Il Direttorio è fondamentalmente pastorale e pratico ed è uno strumento che mira ad aiutare i Vescovi a svolgere il loro complesso servizio ecclesiale in risposta alle esigenze della Chiesa e della società di oggi, all'inizio del terzo millennio, caratterizzata da sfide e problemi nuovi, da grande progresso e repentini cambiamenti. Grandi sono le responsabilità che gravano sulle spalle di un Vescovo per il bene della diocesi, ma anche della società. Molti sono coloro che si rivolgono al Vescovo sia per la vita religiosa sia per avere luce, sostegno e conforto nelle difficoltà, riversando su di lui i propri problemi e preoccupazioni".

"Il Vescovo," - si legge ancora nel Comunicato - "è un padre che vive per i suoi figli (…) prodigandosi per formare le coscienze e per far crescere nella fede".

Segue una sintesi dei nove capitoli del Direttorio, che si conclude con un Appendice dove vi è un accenno alla "sede vacante" della diocesi, con l'indicazione delle procedure in attesa della nomina del nuovo Vescovo.

"I Capitoli I-III, dopo aver richiamato l'identità e la missione del Vescovo, si soffermano sulla sollecitudine del Vescovo per la Chiesa universale e sulla collegialità episcopale. Totalmente nuovo, rispetto al precedente Direttorio, è il Capitolo terzo, riguardante la spiritualità e la formazione permanente del Vescovo" e "il suo cammino verso la santità nella carità pastorale".

"Il Capitolo IV illustra alcuni principi fondamentali che devono guidare il governo pastorale del Vescovo, quali il principio della verità, della collaborazione, del rispetto delle competenze, della persona giusta al posto giusto, della giustizia e della legalità".

"I Capitoli V-VII trattano del ministero del Vescovo nella Chiesa particolare e sono articolati fondamentalmente secondo 'i tre compiti' che costituiscono 'la funzione pastorale' del Vescovo". Il Vescovo maestro della fede e annunciatore della Parola (munus docendi), il Vescovo santificatore del popolo cristiano (munus sanctificandi) ed il Vescovo padre e pastore della Diocesi (munus regendi).

Il Capitolo VIII, dedicato alla Parrocchia, alle questioni pastorali riguardanti le grandi città e all'organizzazione della pastorale, offre orientamenti per il piano pastorale diocesano, per l'assistenza spirituale e per la Visita pastorale del Vescovo.

Del tutto nuovo è il Capitolo IX riguardante il Vescovo emerito, del quale sono elencati i diritti e i doveri rispetto alla Chiesa universale e alla Chiesa particolare.
CE/DIRETTORIO VESCOVI/… VIS 20040309 (530)

ENORME POTENZIALE MEZZI COMUNICAZIONE PROMOZIONE VALORI


CITTA' DEL VATICANO, 9 MAR. 2004 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e nel suo discorso in inglese, ha ricordato che quest'anno ricorre "il 40° anniversario del Decreto del Concilio Vaticano II sugli strumenti della Comunicazione Sociale, 'Inter Mirifica' e della fondazione del Dicastero".

"Vi incoraggio" - ha detto il Papa - "a trarre ispirazione dal Documento Conciliare per continuare la vostra missione in favore di coloro che operano nel vasto campo delle comunicazioni e ad animare di 'valori umani e cristiani' gli strumenti della comunicazione sociale". Citando il Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2004, il Santo Padre ha detto: "I mezzi di comunicazione sociale hanno un immenso potenziale positivo per la promozione di solidi valori umani e familiari, contribuendo in tal modo al rinnovamento della società".

"Invoco su di voi e sul vostro lavoro, la luce e l'aiuto dello Spirito Santo e di cuore impartisco la Benedizione Apostolica".
AC/PLENARIA:COMUNICAZIONI/… VIS 20040309 (180)
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