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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 15 maggio 2002

IL PAPA RINGRAZIA PER AUGURI RICEVUTI SUA FESTA GENETLIACA

CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2002 (VIS). Al termine della catechesi in italiano per l'Udienza Generale di oggi, e delle sintesi nelle altre lingue, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto parole di saluto ai pellegrini presenti in Piazza San Pietro, ricordando che la Giornata Mondiale della Famiglia, istituita dalle Nazioni Unite nel 1994, si celebra oggi per la prima volta anche in Italia.

Giovanni Paolo II, nel salutare i membri della Delegazione del "Forum delle Associazioni Familiari", ha detto: "Nel manifestarvi il mio vivo apprezzamento per il vostro generoso impegno, auspico che le Istituzioni riconoscano pienamente i valori della famiglia con politiche tese a promuovere la sua alta funzione. Possa affermarsi sempre più la consapevolezza che il futuro dell'umanità e della Chiesa passa attraverso la famiglia".

Infine il Santo Padre ha ringraziato per gli auguri che gli sono stati presentati e le preghiere che gli sono state assicurate in vista della sua Festa genetliaca ed ha detto: "Confido anche sul vostro sostegno spirituale, per proseguire con fedeltà nel ministero che il Signore mi ha affidato".
AG/SALUTI/… VIS 20020515 (190)

UDIENZA GENERALE: ACCANTO SIGNORE NON SI TEMONO OSTACOLI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2002 (VIS). Tema della catechesi del Santo Padre Giovanni Paolo II per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro,
è stato il Cantico del terzo ed ultimo capitolo del libro di Abacuc.

Giovanni Paolo II ha affermato che l'inno di Abacuc "presenta una grandiosa immagine del Signore. La sua figura incombe solenne su tutta la scena del mondo e l'universo è percorso da un fremito di fronte al suo incedere. (…) È un'irradiazione del suo mistero trascendente ma che si comunica all'umanità. (…) È Dio, lontano e vicino, inafferrabile eppure accanto a noi, anzi pronto ad essere con noi e in noi".

Il Signore, ha proseguito il Pontefice, "vuole entrare nella storia dell'umanità" per "giudicare e rendere migliore" la nostra "vicenda", senza essere "indifferente di fronte al male, all'oppressione, all'ingiustizia".

Il Santo Padre ha sottolineato che nel Cantico, il Signore "non dimentica la clemenza compassionevole. Egli esce dall'orizzonte della sua gloria non solo per distruggere l'arroganza dell'empio, ma anche per salvare il suo popolo e il suo consacrato, cioè Israele e il suo re. Egli vuole essere anche liberatore degli oppressi, far sbocciare la speranza nel cuore delle vittime, aprire una nuova era di giustizia".

"Quando si ha il Signore accanto" - ha concluso il Santo Padre - "non si temono più gli incubi e gli ostacoli, ma si prosegue con passo leggero e con gioia nella via pur aspra della vita".
AG/CANTICO ABACUC/… VIS 20020515 (250)

martedì 14 maggio 2002

CANONIZZAZIONE DI CINQUE BEATI IL GIORNO DI PENTECOSTE

CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2002 (VIS). Domenica 19 maggio, Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Giovanni Paolo II celebrerà l'Eucaristia sul sagrato della Patriarcale Basilica Vaticana e procederà alla Canonizzazione di cinque Beati.

I futuri Santi sono: Alonso de Orozco, Presbitero, dell'Ordine di Sant'Agostino; Ignazio da Santhià (Lorenzo Maurizio Belvisotti) Presbitero, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini; Umile da Bisignano (Luca Antonio Pirozzo), religioso, dell'Ordine dei Frati Minori; Paulina do Coraçao Agonizante de Jesus (Amabile Lucia Visintainer), Vergine, Fondatrice della Congregazione delle Irmãzinhas da Imaculada Conceição; Benedetta Cambiagio Frassinello, Religiosa, Fondatrice dell'Istituto delle Suore Benedettine della Provvidenza.
OCL/CANONIZZAZIONI/… VIS 20020514 (110)

XX ANNIVERSARIO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II al Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, in occasione del XX anniversario di fondazione.

"Fin dall'inizio del mio Pontificato" - scrive il Papa nel Messaggio datato 13 maggio - "ho colto ogni occasione per ribadire quanto sia importante il dialogo fra la Chiesa e le culture. (…) Vorrei qui ringraziare codesto Pontificio Consiglio, da me creato il 20 maggio 1982, per l'aiuto che mi ha offerto in questo campo, tanto importante per l'azione missionaria della Chiesa".

Giovanni Paolo II esorta i componenti del Pontificio Consiglio "a proseguire sul cammino intrapreso, facendo sì che la voce della Santa Sede possa pervenire nei vari 'aeropaghi' della cultura moderna, intrattenendo contatti proficui con i cultori dell'arte e della scienza, delle lettere e della filosofia".

"Negli incontri ecclesiali e interculturali di scienza, cultura ed educazione, come pure nelle Organizzazioni internazionali, sia vostro sforzo costante testimoniare l'interesse della Chiesa per il dialogo fecondo del Vangelo di Cristo con le culture e una fattiva partecipazione dei cattolici alla costruzione di una società sempre più rispettosa della persona umana, creata ad immagine di Dio".
MESS/ANNIVERSARIO CONSIGLIO CULTURA/POUPARD VIS 20020514 (220)

lunedì 13 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha eretto il vicariato apostolico di Taytay (superficie: 5.945; popolazione: 310.383; cattolici: 265.000; sacerdoti: 18; religiosi: 18), nelle Filippine, mediante la divisione dell'attuale vicariato apostolico di Palawan, e ha nominato il Monsignore Edgardo Sarabia Juanich, del clero di Palawan, primo vicario apostolico di Taytay, assegnandogli il titolo episcopale. Il Vescovo eletto è nato a Taytay (Filippine) nel 1952 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1976. Finora è stato parroco della parrocchia El Nido (Filippine). Il Santo Padre ha inoltre disposto che il vicariato apostolico di Palawan prenda il nome di Puerto Princesa.

Sabato 11 maggio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Sacerdote Wilson Abraham Moncayo Jalil Vescovo di Santo Domingo de los Colorados (superficie: 9.000; popolazione: 600.000; cattolici: 585.000; sacerdoti: 91; religiosi: 144; diaconi permanenti: 2), Ecuador. Il Vescovo eletto è nato ad Ambato (Ecuador) nel 1944 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1970. Finora è stato parroco di Conocoto (Ecuador) e Segretario della Commissione della Pastorale Sociale della Conferenza Episcopale Ecuadoriana. Succede al Vescovo Emilio Lorenzo Stehle, di cui il Papa ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Il Vescovo Juan Matogo Oyana, C.M.F., finora di Ebebiyin (Guinea Equatoriale), Vescovo di Bata (superficie: 16.613; popolazione: 136.822; cattolici: 136.642; sacerdoti: 47; religiosi: 105; diaconi permanenti: 1), Guinea Equatoriale. Succede al Vescovo Anacleto Sima Ngua, la cui rinuncia al governo pastorale della Diocesi è stata accettata in conformità al canone 401 paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Monsignor Francesco Follo, finora Minutante della Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'UNESCO.
ECE:NER:RE:NA/…/… VIS 20020513 (290)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Otto Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador, in visita "ad limina":
- Il Cardinale Antonio José González Zumárraga, Arcivescovo di Quito, con il Vescovo ausiliare Julio César Terán Dutari.
- L'Arcivescovo Vicente Rodrigo Cisneros Durán, di Cuenca.
- L'Arcivescovo José Mario Ruiz Navas, di Portoviejo, con il Vescovo ausiliare Lorenzo Voltolini.
- L'Arcivescovo Juan Ignacio Larrea Holguín, di Guayaquil, con il Vescovo ausiliare Víctor Manuel Maldonado Barreno.
- Il Vescovo Raúl Holguer López Mayorga, di Latacunga.
- L'Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico in Israele e in Cipro e Delegato Apostolico in Gerusalemme e Palestina.
- Il Cardinale Roger Etchegaray.

Sabato 11 maggio il Papa ha ricevuto in udienze separate:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale dell'Ecuador in visita "ad Limina":
- Il Vescovo Raúl Eduardo Vela Chiriboga, Ordinario Militare;
- Il Vescovo Hugolino Cerasuolo Stacey, di Loja;
- Il Vescovo Gonzalo López Marañón, Vicario Apostolico di San Miguel de Succumbíos.
- Il Cardinale Marcelo González Martín, emerito di Toledo (Spagna), e seguito.
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20020513 (200)

VESCOVI DELL'AFRICA CENTRALE PER PACE AREA GRANDI LAGHI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2002 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una lettera che il Santo Padre ha indirizzato al Vesovo Frédéric Rubwejanga, di Kibungo (Ruanda), Presidente dell'Associazione delle Conferenze Episcopali dell'Africa centrale, in occasione dell'assemblea straordinaria dei Vescovi celebrata a Kigali al fine di trovare direttive e orientamenti pastorali per la pace nella regione dei Grandi Laghi.

Nella lettera, redatta in lingua francese, Giovanni Paolo II scrive: "Che la guerra non guasti mai più il desiderio dei popoli di vivere nella tranquillità e nell'amicizia fraterna! Che si alzino sull'Africa dei Grandi Laghi i testimoni coraggiosi di una nuova speranza per l'intera regione!".

"Affinché s'instaurino dei nuovi rapporti tra gli uomini e le istituzioni e si realizzino le giuste aspirazioni alla pace, alla giustizia e alla solidarietà" - prosegue il Papa - "è fondamentale che la Chiesa nella vostra regione s'interroghi veramente non solo sulla credibilità del vostro modo di presentare il Suo messaggio, ma anche sulla credibilità di quanti ne sono portatori, poiché la testimonianza di vita è una condizione essenziale per una profonda efficacia della predicazione (…). Essendo sempre d'esempio per il popolo cristiano, aiuterete i fedeli nella loro lotta incessante contro i germi della divisione e dei conflitti etnici, che indeboliscono la testimonianza della Chiesa e fomentano l'odio tra i fratelli".

Il Santo Padre esorta i Pastori in Africa centrale a "annunciare instancabilmente la Buona Novella e a farla penetrare nelle culture affinché, attraverso le vostre parole e i vostri gesti, questa Parola di vita faccia nascere nel cuore dei cristiani e in quello dei loro compatrioti la generosa volontà di collaborare allo sviluppo di società sempre più rispettose del bene comune dei popoli".

Dopo avere esortato i Vescovi a essere custodi della pace di cui i popoli hanno bisogno, il Papa assicura le sue preghiere per quanti possono cedere alla disperazione a causa delle divisioni. "Tanto meno" - scrive il Papa - "dimentico le vittime silenziose dell'Aids, della malnutrizione, e tutte le persone che sono state colpite dalla recente eruzione del vulcano Nyragongo".
JPII-LETTERA/AFRICA CENTRALE/RUBWEJANGA VIS 20020513 (350)

AI SINDACI: SOLIDARIETA' DEVE CARATTERIZZARE ETHOS DI CITTA'


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2002 (VIS). Giovanni Paolo II ha ricevuto oggi 70 sindaci provenienti, come ha osservato il Papa, da "alcune delle più importanti città del mondo" e "riuniti a Roma per riflettere su come la globalizzazione incide sulle vite delle vostre città e sulle opportunità che essa offre per creare tra di loro legami più stretti".

"La città è molto più che un territorio, un'area economicamente produttiva, una realtà politica", ha osservato il Papa nel discorso che ha rivolto a loro in lingua inglese. "È soprattutto una comunità di persone e specialmente di famiglie con bambini. È un'esperienza umana vivente, con radici storiche e culturalmente distinta. Coloro che esercitano un controllo amministrativo e politico su di essa sono investiti di gravi responsabilità per il bene comune delle persone".

Il Santo Padre ha quindi detto che "l'ethos della città dovrebbe distinguersi soprattutto per una caratteristica: la solidarietà (…). Le istituzioni e le organizzazioni sociali ai vari livelli, come pure lo Stato, devono partecipare alla promozione di un movimento generale di solidarietà tra tutti i settori della popolazione, con particolare attenzione per i deboli e gli emarginati".

"(La solidarietà) non è solo una questione di convenienza", ha concluso il Papa. "È una necessità di ordine morale".
AC/SINDACI:SOLIDARIETÁ/… VIS 20020513 (220)

CARDINALE ETCHEGARAY PRESIEDE MESSA RICONCILIAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Roger Etchegaray è ritornato ieri a Betlemme, in seguito alla conclusione dell'assedio alla Basilica della Natività. In qualità di Inviato Speciale del Santo Padre, il Cardinale ha portato a tutti la Benedizione del Papa e ha presieduto una Messa "di lode, espiazione e riconciliazione" nella Chiesa di Santa Caterina, attigua alla Basilica.

"Il luogo santo della Natività" - ha detto il Cardinale - "ha conosciuto un lungo calvario ed ecco ora la mattina di Pasqua (…). Questa messa ci deve meglio aiutare a scoprire le vere radici della pace". Affermando che la celebrazione Eucaristica era una Messa di "riconciliazione e ricerca risoluta della pace", il Cardinale ha ringraziato per la loro intelligenza e immaginazione tutti coloro i cui sforzi hanno portato alla conclusione dell'assedio, durato 39 giorni.

Con il Cardinale Etchegaray hanno concelebrato l'Arcivescovo Pietro Sambi, Nunzio Apostolico, e Padre Giovanni Battistelli, Custode di Terrasanta.
DELSS/INVIATO PONTIFICIO/BETLEMME:ETCHEGARAY VIS 20020513 (160)

"GRANDE SOLLIEVO" PER FINE ASSEDIO BASILICA DI BETLEMME

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2002 (VIS). Dopo avere recitato la preghiera del Regina Coeli con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, Giovanni Paolo II ha detto: "Abbiamo appreso tutti con grande sollievo che la Basilica della Natività a Betlemme è stata restituita a Dio e ai fedeli".

"Ringrazio di cuore quanti hanno contribuito a ridare al luogo santo la sua vera identità religiosa. Un ricordo particolare va alle Comunità del Francescani, dei Greci e degli Armeni ortodossi che, con sacrifici notevoli, sono rimasti custodi fedeli del santuario. Alla popolazione di Betlemme e dei dintorni il mio vivo incoraggiamento a riprendere il cammino con fede e speranza in Dio, che nella loro terra si è fatto così vicino all'uomo".

"Di questi miei sentimenti" - ha proseguito il Papa - "è oggi portavoce a Betlemme il mio Inviato Speciale, l'Eminentissimo Cardinale Roger Etchegaray".

"Il messaggio universale di Betlemme" - ha concluso Giovanni Paolo II - "è: amore, giustizia, riconciliazione e pace. È su queste basi che si può costruire un futuro rispettoso dei diritti dei popoli israeliano e palestinese, nella fiducia reciproca".
ANG/BASILICA NATIVITÀ/ETCHEGARAY VIS 20020513 (190)

RIFLESSIONI SOLENNITA' ASCENSIONE E GIORNATA COMUNICAZIONI

CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2002 (VIS). Prima di Recitare il Regina Caeli, Papa Giovanni Paolo II, dalla finestra del suo studio, si è rivolto ai fedeli convenuti in Piazza San Pietro, esprimendo alcune riflessioni sull'odierna celebrazione della solennità dell'Ascensione e della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Osservando che oggi la solennità dell'Ascensione viene celebrata in molti Paesi, il Papa ha detto: "Risorto e asceso al Cielo, il Redentore costituisce per i credenti l'ancora di salvezza e di conforto nel quotidiano impegno al servizio della verità e della pace, della giustizia e della libertà. Salendo al Cielo, Egli ci riapre la via verso la Patria beata, non però per alienarci dalla storia, ma per dare al nostro cammino il respiro della speranza".

Il Papa ha poi parlato dell'odierna celebrazione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, affermando di avere proposto per la celebrazione di quest'anno un tema di grande attualità: "Internet: un nuovo forum per proclamare il Vangelo".

Il Pontefice ha detto di avere scelto questo tema perché "i più recenti progressi nelle comunicazioni e nelle informazioni hanno posto la Chiesa di fronte a inedite possibilità di evangelizzazione (…). Dobbiamo entrare in questa moderna e sempre più fitta rete di comunicazione con realismo e fiducia, persuasi che, se viene utilizzata con competenza e consapevole responsabilità, può offrire opportunità valide per la diffusione del messaggio evangelico".
ANG/ASCENSIONE:GIORNATA COMUNICAZIONI/… VIS 20020513 (230)

SALUTO AI PARTECIPANTI ALLA MARATONA DEGLI STUDENTI


CITTA' DEL VATICANO, 12 MAG. 2002 (VIS). Alle ore 9:30 il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio privato del Palazzo Apostolico Vaticano per salutare i partecipanti - gli studenti delle scuole cattoliche di Roma e del Lazio - alla XXII edizione della Maratona di Primavera.

Organizzato in occasione delle Giornate di festa delle scuole cattoliche romane, "questo appuntamento" - ha detto il Papa - "vede coinvolti alunni, docenti, collaboratori, ex-alunni e sostenitori della scuola cattolica per un momento di gioia e fraternità, nel desiderio di dare visibilità ad una realtà sociale ed educativa, impegnata ad attuare un progetto di formazione ispirato al Vangelo".

"Esorto le varie scuole cattoliche di Roma a perseverare con coraggio e dedizione in questa loro importante missione al servizio delle giovani generazioni. Auspico, al tempo stesso, che possano giungere a buon fine i passi già avviati sulla strada della effettiva parità tra la scuola statale e non statale".
AC/…/MARATONA PRIMAVERA VIS 20020513 (170)
CARDINALE KASPER JUGOSLAVIA: VISITA ECUMENICA E SPIRITUALE
CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, si trova da ieri in Jugoslavia. Invitato dalla Conferenza Episcopale jugoslava, la sua visita in questo Paese proseguirà fino al 15 maggio. Il Cardinale è accompagnato da Padre Jozef M. Maj, S.J., officiale della Sezione Orientale del Dicastero.

Secondo un comunicato pubblicato nel pomeriggio di ieri, nel corso di questa visita, che ha un carattere ecumenico, spirituale e di contatto con la Chiesa cattolica locale, il Cardinale Kasper incontrerà il Patriarca Serbo, Sua Beatitudine Pavle.

Domenica 12 maggio, il Porporato assisterà alla Liturgia officiata dal Patriarca Pavle nel santuario di San Sava, alla presenza del Patriarca greco ortodosso di Alessandria, Petros VII, in visita negli stessi giorni al Patriarcato di Serbia.

Il Presidente del Consiglio per l'Unità dei Cristiani parteciperà a vari incontri con i sacerdoti dell'Arcidiocesi di Belgrado, ai quali parlerà della "visione della Chiesa cattolica sull'ecumenismo", e con i Vescovi delle varie Chiese presenti nel Paese, che intratterrà sul tema "Cristiani responsabili della loro unità".

Sono inoltre previste una visita a Novi Sad, per un incontro con i Vescovi e i sacerdoti di Serbia e Montenegro, e una visita al monastero ortodosso di Kovilj.
…/VISITA JUGOSLAVIA/KASPER VIS 20020513 (220)

INVIATO SPECIALE PRIMO CONCILIO PLENARIO CHIESA SLOVENIA


CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2002 (VIS). Oggi è stata resa pubblica la Lettera, scritta in lingua latina e datata 28 aprile, con la quale il Papa nomina il Cardinale Jozef Tomko suo Inviato Speciale alla solenne promulgazione degli Atti del primo Concilio Plenario della Chiesa in Slovenia, che avrà luogo a Ljubljana il 18 maggio prossimo.

Il Cardinale Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, sarà accompagnato da Monsignor Borut Kosir, Presidente del Tribunale ecclesiastico metropolitano e Professore di Diritto canonico alla Facoltà di Teologia di Ljubljana, e da Don Bogdan Kolar, S.D.B., Professore di Storia della Chiesa alla Facoltà di Teologia di Ljubljana.
GPII-LETTERA/INVIATO SPECIALE/LJUBLJANA:TOMKO VIS 20020513 (120)

GIOVANNI PAOLO II RICEVE DELEGAZIONE BULGARA

CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto il Ministro degli Esteri della Bulgaria, il Signor Solomon Passy, e la delegazione che lo ha accompagnato in Vaticano in occasione della festa dei Santi Cirillo e Metodio. Al tradizionale incontro era presente anche il Metropolita Kalinik, che ha salutato il Papa a nome del Patriarca Maxim.

Giovanni Paolo II ha parlato della sua imminente visita in Bulgaria, dicendo che "mentre la mia visita nel vostro Paese avrà un fine pastorale, ossia quello di confermare le mie sorelle e i miei fratelli cattolici nella loro fede, è anche mio fervente desiderio rafforzare i vincoli di comunione cristiana tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa della Bulgaria. Il nostro incontro certamente aiuterà la Bulgaria a consolidare le sue fondamenta cristiane in un tempo in cui è venuto meno il vecchio ordine e sta prendendo forma una nuova vita per il vostro Paese".

Il Papa ha osservato che la visione dei Santi Cirillo e Metodio "era una visione di unità nella diversità, di libertà vincolata alla verità, di speranza di fronte ad ogni afflizione. Recandomi in Bulgaria visiterò la gente nata dalla loro testimonianza e incontrerò la cultura che incorpora lo spirito dei loro insegnamenti".
AC/DELEGAZIONE:BULGARIA VIS 20020513 (220)

venerdì 10 maggio 2002

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- L'Arcivescovo François Bacqué, Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi.
- L'Arcivescovo John Bukovsky, Nunzio Apostolico.
- L'Arcivescovo Francisco Gil Hellín, di Burgos (Spagna).

In serata il Santo Padre riceverà in udienza l'Arcivescovo Tarcisio Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP/…/… VIS 20020510 (60)

RITROVARE RICONOSCIMENTO DELLA DIGNITA' UMANA DEL BAMBINO


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Ieri, a New York, il Cardinale Alfonso Lopez Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia e Capo della Delegazione della Santa Sede alla ventisettesima Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull'infanzia, ha rivolto un discorso all'Assemblea.

"Sembra" - ha affermato il Cardinale - "che il pieno riconoscimento della dignità umana del bambino, di ogni bambino, immagine di Dio, dal momento del concepimento, sia andato perso e debba essere ritrovato. La dimensione autentica della grandezza di una società è la misura in cui essa riconosce e tutela la dignità e i diritti umani e assicura il benessere di tutti i suoi membri, soprattutto i bambini".

Il Cardinale ha ricordato il "criterio centrale" del Convegno sui Diritti dell'Infanzia, "secondo il quale deve prevalere il bene del bambino". Quindi ha affermato che "il processo di sviluppo umano in ogni suo aspetto (…) è il risultato della sinergia di famiglia e società (…). Perché sia rispettato il suo bene, occorre che il bambino abbia un rapporto appropriato con la famiglia, basata sul matrimonio, culla e santuario della vita (…). Per questo la Santa Sede ritiene che i diritti del bambino e quelli della famiglia debbano essere articolati insieme". Il Cardinale ha poi proseguito dicendo: "solo quando la famiglia fallisce la società e lo Stato devono offrire al bambino ciò di cui ha bisogno, possibilmente in un ambiente simile alla famiglia".

"La mia Delegazione ritiene che occorra una legislazione per proteggere l'infanzia da ogni forma di sfruttamento e abuso come l'incesto o la pedofilia, ma anche il lavoro, la schiavitù, gli orrendi crimini della prostituzione e della pornografia, il rapimento, l'impiego dei bambini come sodati o guerriglieri, il loro essere vittime di conflitti armati o di sanzioni internazionali o unilaterali imposte ad alcuni Paesi. Tutte queste piaghe sono un affronto e uno scandalo per l'umanità. Queste diverse forme di violenza non devono rimanere impunite".

Concludendo, il Cardinale Lopez Trujillo ha affermato che la Santa Sede "desidera sottolineare che il bene del bambino non viene riconosciuto quando, condizionati dal mito della sovrappopolazione, che i dati e le tendenze demografiche più recenti hanno dimostrato essere poco convincente, s'impongono politiche demografiche che contrastano con i diritti della famiglia e del bambino. Occorre anzitutto riconoscere il diritto fondamentale alla vita".
DELSS/INFANZIA/O.N.U.:LOPEZ TRUJILLO VIS 20020510 (400)

CIRCOLO SAN PIETRO: PROLUNGAMENTO "MANO CARITATIVA" DEL PAPA


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Papa ha ricevuto i dirigenti e i soci del Circolo San Pietro che, come è ormai tradizione, gli hanno presentato la colletta dell'Obolo di San Pietro in occasione della Giornata della Giornata della carità del Papa, che si celebra il 29 giugno.

Giovanni Paolo II ha sottolineato che il servizio reso dal Circolo San Pietro è "forse poco conosciuto ai grandi mezzi di comunicazione sociale, ma che costituisce un punto di riferimento sicuro ed accogliente per quanti, soli e abbandonati, si trovano ad affrontare situazioni disagiate e gravi problemi di salute".

"Nelle vostre molteplici attività" - ha detto il Papa - "non manchi mai il tempo da dedicare all'ascolto della Parola di Dio e sia il Vangelo il vademecum del vostro amore per i poveri. Di fronte alle forme di neo-paganesimo, che affascinano molta gente, auspico che la vostra carità discreta e operosa, alimentata da intensa preghiera, costituisca un segno eloquente della tenerezza di Dio per ogni essere umano".

Il Santo Padre ha concluso affermando che con la loro "importante azione caritativa, voi intendete testimoniare la sollecitudine del Papa per chi è nel bisogno. Il Circolo San Pietro è, in un certo senso, un prolungamento della sua 'mano caritatevole' verso i più poveri e abbandonati".
AC/…/CIRCOLO SAN PIETRO VIS 20020510 (230)

DICHIARAZIONE SU VISITA MINISTRO ESTERI PERES IN VATICANO

CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro Valls, questo pomeriggio ha rilasciato la seguente dichiarazione sulla visita in Vaticano del Ministro degli Esteri israeliano Shimon Peres:

"Nella mattinata di oggi, venerdì 10 maggio, S.E. il Signor Simon Peres, Ministro degli Esteri dello Stato di Israele è stato ricevuto dal Segretario di Stato Card. Angelo Sodano, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, S.E. Mons. Jean-Louis Tauran.

L'incontro è avvenuto fortunatamente nel contesto della felice conclusione dell'assedio della Basilica della Natività di Betlemme, che non deve tuttavia far dimenticare i gravi problemi che ancora ostacolano il raggiungimento della pace.

Il cordiale colloquio ha dato l'occasione di uno scambio di opinioni sull'attuale dolorosa situazione in Terra Santa e in particolare nella città di Betlemme.

Da parte della Santa Sede si è ricordata la linea promossa dal Santo Padre e dai suoi collaboratori per una soluzione pacifica dei problemi, grazie ad un perseverante e leale dialogo tra le parti, con l'aiuto della Comunità Internazionale.

Si è anche discusso del progetto di una Conferenza Internazionale di Pace che dovrebbe concludersi con precisi impegni per una pace equa e duratura".
OP/VISITA PERES/NAVARRO-VALLS VIS 20020510 (210)

PAPA SALUTA CENTRO CATTOLICO INTERNAZIONALE PER L'UNESCO


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Il Papa ha ricevuto oggi 40 partecipanti alla trentesima Assemblea Generale del Centro Cattolico Internazionale per l'UNESCO, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, riunita a Roma per un incontro sul tema: "Il Dialogo interculturale e interreligioso: una possibilità per l'umanità".

Nel suo discorso in lingua francese, il Santo Padre ha ricordato che il 2002 "segna il cinquantesimo anniversario della nomina del primo Osservatore permanente della Santa Sede presso l'UNESCO, nella persona di Monsignor Roncalli, il futuro Beato Papa Giovanni XXIII. Da allora, la Santa Sede segue con attenzione le attività dell'UNESCO" nei diversi ambiti.

"Vi sono grato" - ha detto il Papa - "per il servizio che svolgete nella formazione di esperti cattolici, preoccupandovi di prepararli con serietà e radicandoli nella fede". Quindi Giovanni Paolo II ha incoraggiato il gruppo nella sua missione di "diffondere, attraverso le vostre iniziative e le vostre pubblicazioni, conoscenze e capacità specifiche".

"I grandi ambiti dell'educazione e della cultura, della comunicazione e della scienza, comportano una dimensione etica fondamentale. Per rispondere in modo adeguato occorre acquisire una giusta conoscenza scientifica, compiere una riflessione approfondita e proporre la luce dell'umanesimo cristiano e dei valori morali universali".
AC/CENTRO CATTOLICO UNESCO/… VIS 20020510 (220)

ALBANIA: SALVAGUARDARE RISPETTO, DIALOGO E COLLABORAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 10 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi le Lettere credenziali del nuovo Ambasciatore della Repubblica d'Albania, il Signor Zef Bushati, al quale ha assicurato di pregare costantemente affinché il suo Paese "continui con fiducia l'intrapreso cammino di prosperità e di pace, sempre salvaguardando tra tutti i suoi abitanti il mutuo rispetto, il dialogo e la collaborazione".

Giovanni Paolo II ha affermato che per risolvere i problemi attuali il popolo albanese può contare sulle "ben note doti di coraggio e di determinazione che lo contrassegnano", e delle quali furono campioni Giorgio Castriota Skanderbeg, eroe nazionale, e Madre Teresa di Calcutta, "figlia del popolo albanese, che ha dato onore e lustro alla sua nazione e alla Chiesa Cattolica".

"Inserita in un quadro culturale, storico e geografico europeo", - ha proseguito il Pontefice - "l'Albania aspira legittimamente ad intessere con gli altri popoli del Vecchio Continente un dialogo costruttivo, volendo attivamente contribuire all'edificazione della comune 'casa europea' (…). Il popolo albanese desidera trovare il suo ruolo in un quadro internazionale più ampio, aprendosi al mondo intero. Prima condizione, e al tempo stesso conseguenza, di questa giusta aspirazione è però l'esigenza di una maggiore coesione e stabilità al suo interno, che renda l'Albania più autorevole nel consesso delle Nazioni".

In conclusione il Santo Padre ha ricordato che una prova dei buoni rapporti tra l'Albania e la Santa Sede è il recente accordo di collaborazione siglato dalle due parti "al fine di regolarizzare le loro relazioni, accordo che ora attende di essere ratificato dal Parlamento, come Ella (Ambasciatore) ha ricordato".
CD/CREDENZIALI/ALBANIA VIS 20020510 (270)

mercoledì 8 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Umuarama (Brasile), presentata dal Vescovo José Maria Maimone, S.A.C., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Washington Cruz, C.P., finora Vescovo di São Luís de Montes Belos (Brasile), Arcivescovo Metropolita di Goiânia (superficie: 13.855; popolazione: 1.769.937; cattolici: 1.274.300; sacerdoti: 151; religiosi: 634; diaconi permanenti: 1), Brasile. L'Arcivescovo eletto è nato a Itabuna (Brasile), nel 1946, ha emesso la professione religiosa nella Congregazione Passionista nel 1969, è stato ordinato sacerdote nel 1971 e nominato Vescovo nel 1987. L'Arcivescovo Cruz succede all'Arcivescovo Antonio Ribeiro de Oliveira, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Frederico Heimler, S.D.B., finora Vescovo Coadiutore di Umuarama (Brasile), Vescovo di Cruz Alta (superficie: 16.325; popolazione: 396.259; cattolici: 356.633; sacerdoti: 50; religiosi: 174; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo Heimler succede al Vescovo Jacob Roberto Hilbert, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Sacerdote Jacinto Bergmann, finora Sottosegretario per la Pastorale della Conferenza Episcopale del Brasile, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Pelotas (superficie: 20.737; popolazione: 511.505; cattolici: 295.061; sacerdoti: 51; religiosi: 175; diaconi permanenti: 3), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1951 ad Alto Feliz (Brasile), ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1976.
RE:NER:NEA/…/… VIS 20020508 (260)

DICHIARAZIONE CARDINALE ETCHEGARAY A GERUSALEMME


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2002 (VIS). Di seguito riportiamo i punti salienti della dichiarazione, rilasciata oggi a Gerusalemme, dal Cardinale Roger Etchegaray, Inviato Speciale di Sua Santità Giovanni Paolo II, in Terra Santa:

"La tragica e intollerabile situazione nella quale si trova da più di un mese la Basilica della Natività a Betlemme è al centro delle preoccupazioni di tutti in ragione del carattere simbolico di questo luogo santo, ma anche a riprova della volontà comune dei responsabili dei due popoli di giungere ad un'autentica pace in tutta la Terra Santa. Il Santo Padre Giovanni Paolo II, con le sue preghiere, le sue parole, i suoi gesti e mediante l'azione diplomatica della Santa Sede, non ha mai cessato di condividere le sofferenze e le speranze della popolazione di Betlemme. Avevo chiesto di recarmi sul posto per pregare, in particolare con la comunità francescana che, insieme con la Chiesa greco-ortodossa e con la Chiesa armena, ha la cura spirituale di questo luogo sacro: tale richiesta di carattere puramente spirituale, benché presentata a più riprese, mi è stata rifiutata".

"Bisogna trovarsi in loco per avere un'idea del cumulo di sospetti, di disprezzo, di vendette accumulatisi sul cammino scosceso della pace. Quali rovine da sgomberare, materiali e soprattutto morali! Anche in questo momento, quando i negoziati per Betlemme sembravano tagliare il traguardo, un ultimo ostacolo impedisce la felice conclusione, da tutti febbrilmente attesa. Penso in particolare a coloro che sono nella Basilica della Natività, nel convento annesso, agli abitanti di Betlemme e dei dintorni: per essi soprattutto, questa attesa non può protrarsi ancora a lungo".
…/DICHIARAZIONE/GERUSALEMME:ETCHEGARAY VIS 20020508 (270)

CARDINALE LOPEZ TRUJILLO: DIFENDERE DIRITTI BAMBINI


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Alfonso López Trujillo, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ha parlato ieri mattina alla Riunione dei Rappresentanti Religiosi, che è parte della Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull'Infanzia.

Dopo aver ricordato i Documenti delle Nazioni Unite e le Dichiarazioni secondo le quali: "Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali nella dignità e nei diritti", il Cardinale ha fatto riferimento specificatamene ai diritti dei bambini, citando il Preambolo della Dichiarazione dei Diritti dei Bambini: "…Il bambino, per la sua immaturità fisica e mentale, ha bisogno di speciale difesa e cura, che comprende protezione giuridica appropriata, sia prima che dopo la nascita". Tuttavia, ha dichiarato il Cardinale, "Molte delegazioni e governi rifiutano di riconoscere questo fatto, sia il diritto alla vita, come pure la verità che la vita inizia effettivamente al momento del concepimento".

"È sconcertante" - ha affermato il Cardinale Trujillo - "che molte di quelle stesse delegazioni rifiutino di riconoscere la dignità umana del nascituro, pretendendo allo stesso tempo di parlare in favore della dignità degli oppressi, o delle vittime della discriminazione. Tale riconoscimento e comprensione selettiva, superficiale e distorta della dignità umana presuppone una vera negazione di una di quelle verità sociali che non devono mai essere fraintese o messe in dubbio".

Il Delegato della Santa Sede ha ricordato che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo stabilisce che: "'La famiglia è l'elemento naturale e fondamentale della società e ha diritto alla protezione da parte della società e dello Stato (Articolo 16)'". Tuttavia, ha detto ancora il Cardinale, "Sembra che in quasi ogni dibattito sul ruolo della famiglia, questa verità fondamentale e riconosciuta, sia ricusata e troppe delegazioni tentano di cambiare l'interpretazione del carattere e del ruolo della famiglia nella società e nella vita del bambino".

"I bambini hanno il diritto a vivere in una famiglia, ad essere protetti e curati dai genitori o dai tutori ai quali sono stati affidati", ha affermato il Cardinale. "Allo stesso tempo, si negano i diritti dei genitori, come pure viene negato il loro patrimonio religioso, sociale e culturale".

Il Cardinale ha riaffermato che: "Ognuno ha il diritto di avere accesso all'educazione, tuttavia constatiamo il crescente divario fra ricchi e poveri, e fra le percentuali di bambini e bambine che accedono alla scuola e portano a termine un corso di studi. Ognuno ha il diritto al livello massimo di salute, (…) tuttavia troppi individui, di gran lunga troppi bambini, muoiono ogni giorno perché non hanno accesso alle medicine indispensabili ed alle cure sanitarie di base. (…) Tutti hanno diritto a poter contare su un alloggio appropriato, e tuttavia molti bambini sono senza tetto e troppe persone vivono in case sovraffollate, in città sovraffollate".

Il Cardinale López Trujillo ha detto infine che: "Queste non sono questioni esclusivamente religiose ma anche sociali. Tuttavia, è obbligo della religione (…) far notare quando e dove gli agoni politici e secolari hanno deviato dal giusto cammino".
DELSS/DIRITTI BAMBINI/ONU:LÓPEZ TRUJILLO VIS 20020508 (500)

APPELLO PAPA LEADERS MONDIALI PROTEZIONE DIRITTI BAMBINI


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2002 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, Giovanni Paolo II ha parlato della Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dedicata ai bambini, lanciando un appello ai rappresentanti del mondo affinché rinnovino il loro impegno per la protezione dei diritti dei bambini.

"Oggi ha inizio a New York la Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sui bambini. Questo importante incontro richiama l'attenzione sulle piaghe che continuano ad affliggere l'infanzia, tesoro prezioso, ma anche vulnerabile, della famiglia umana. Penso alle guerre, alla povertà, allo sfruttamento ed agli abusi di ogni sorta, di cui essi sono vittime".

"In questi giorni in cui i Rappresentanti dei Paesi del mondo intero sono riuniti per riflettere sulle condizioni in cui si trovano i bambini, invito tutti alla preghiera per il buon esito dei lavori. Auspico, inoltre, che questo appuntamento susciti un rinnovato impegno della Comunità internazionale in favore dei bambini, affinché ogni azione sociale che li riguarda si ispiri ad un'autentica promozione della dignità umana e ad un pieno rispetto dei loro diritti fondamentali".
AG/BAMBINI/ONU VIS 20020508 (190)

UDIENZA GENERALE: SALMO 50, INNO AL DIO MISERICORDIOSO


CITTA' DEL VATICANO, 8 MAG. 2002 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI a causa di una pioggia battente, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha parlato del Salmo 50, "il 'Miserere', il Salmo penitenziale più amato, cantato e meditato, inno al Dio misericordioso elevato dal peccatore pentito".

"Il Salmista" - ha spiegato il Santo Padre - "confessa il suo peccato in modo netto e senza esitazioni. (…) È un'esperienza che coinvolge libertà e responsabilità, e conduce ad ammettere di aver spezzato un legame per costruire una scelta di vita alternativa rispetto alla Parola divina".

Giovanni Paolo II ha ribadito che: "Il peccato non è, quindi, una mera questione psicologica o sociale, ma è un evento che intacca la relazione con Dio, violando la sua legge, rifiutando il suo progetto nella storia, scardinando la scala dei valori, (…) 'chiamando bene il male e male il bene'. Prima che un'eventuale ingiuria contro l'uomo, il peccato è innanzitutto tradimento di Dio".

"Secondo il testo del Salmo" - ha proseguito il Pontefice - "il male si annida nelle profondità stesse dell'uomo, è inerente alla sua realtà storica e per questo è decisiva la domanda dell'intervento della grazia divina. La potenza dell'amore di Dio supera quella del peccato".

Il Papa ha concluso la catechesi affermando che: "la confessione della colpa e la consapevolezza della propria miseria non sfociano nel terrore o nell'incubo del giudizio, bensì nella speranza della purificazione, della liberazione, della nuova creazione".
AG/SALMO 50/… VIS 20020508 (260)

martedì 7 maggio 2002

INTERVENTO SANTA SEDE RIUNIONE O.M.T. IN CROAZIA


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2002 (VIS). Monsignor Piero Monni, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione Mondiale del Turismo, parteciperà alla XXXIX Riunione della Commissione Regionale di questa Organizzazione, in programma dall'8 al 10 maggio a Dubrovnik (Croazia), sul tema: "Promozione dell'immagine turistica delle destinazioni europee sui mercati internazionali concorrenziali".

Secondo quando riportato in un Comunicato dell'Organizzazione Mondiale del Turismo, nel corso dell'incontro saranno presentati anche aggiornamenti informativi sull'andamento dell'Anno Internazionale dell'Ecoturismo e del turismo, alla luce dei tragici avvenimenti dello scorso 11 settembre, negli Stati Uniti d'America. Sarà riproposta l'applicazione dei principi stabiliti nel Codice Etico Mondiale per il Turismo rivolto alla formazione del Comitato Mondiale di Etica per il Turismo.

Il 9 maggio è in programma l'intervento di Monsignor Monni, che ribadirà la necessità di riservare un'attenzione continua al rispetto dei principi del turismo sostenibile che non può prescindere dal rispetto dei valori morali. L'Osservatore della Santa Sede evidenzierà, inoltre, il contributo apportato dal fenomeno turistico alla costruzione della comune "Casa Europea".
DELSS/TURISMO:ETICA/MONNI VIS 20020507 (180)

ARCIVESCOVO FOLEY E VESCOVO PASTORE: INTERNET, RADIO E TV


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2002 (VIS). L'Arcivescovo John P. Foley, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, è intervenuto ieri sera ad una tavola rotonda tenutasi presso la Pontificia Università Salesiana di Roma, su: "La Chiesa e Internet" ed "Etica in Internet", due documenti recentemente pubblicati dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

Il Vescovo Pierfranco Pastore, Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, si trova a Santo Domingo (Repubblica Dominicana), per partecipare ad un Incontro Continentale di Produttori della Televisione Cattolica, in corso dal 6 al 9 maggio. Il Vescovo Pastore ha proposto alcuni orientamenti e suggerimenti concreti in vista della creazione di "Televida Internacional", televisione cattolica internazionale.

Il 12 maggio prossimo, in occasione dei 65 anni di attività di "Radio Renascença", radio privata portoghese, proprietà della Chiesa cattolica locale, il Vescovo Pastore celebrerà una Messa e terrà l'omelia.
…/TELEVISIONE:RADIO/FOLEY:PASTORE VIS 20020507 (150)

DICHIARAZIONI ESPULSIONE VESCOVO RUSSIA, RIFUGIATI BETLEMME


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2002 (VIS). Rispondendo ai giornalisti che chiedono delucidazioni in merito all'espulsione dal territorio della Federazione Russa - avvenuta il 19 aprile scorso - del Vescovo Jerzy Mazur, S.V.D., della Diocesi cattolica di San Giuseppe a Irkutsk, Siberia Orientale, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Dr. Joaquín Navarro-Valls, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:

"La Santa Sede era subito intervenuta chiedendo spiegazioni al Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa sulle motivazioni che avessero indotto le autorità di frontiera a rifiutare l'ingresso al Presule".

"Con sorpresa si deve constatare che dopo più di due settimane non sono ancora giunte le informazioni richieste".

Interpellato poi su un ipotetico interessamento della Santa Sede presso le Autorità italiane perché siano accolti in Italia alcuni dei rifugiati nella Basilica della Natività a Betlemme, il Direttore della Sala Stampa ha risposto:

"Sono in grado di affermare che non ci sono stati contatti ufficiali al riguardo".
OP/RUSSIA:BETLEMME/NAVARRO-VALLS VIS 20020507 (170)

COMPLEMENTARIETA', NON UGUAGLIANZA, FRA SACERDOTI E LAICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i Vescovi delle Antille, in Vaticano in Visita "ad Limina". Nel suo discorso, in lingua inglese e francese, il Santo Padre si è soffermato in particolare sulla "profonda complementarità" - non uguaglianza - che deve esistere fra sacerdoti e fedeli laici.

"Come Pastori, siete chiamati a condividere la pienezza del sacerdozio eterno di Cristo" - ha detto il Santo Padre ai Vescovi - "Prima di tutto, siete sacerdoti: non dirigenti, uomini d'affari, funzionari della finanza o burocrati, ma sacerdoti. Ciò significa prima di tutto che siete stati prescelti per offrire il sacrificio, poiché esso è l'essenza del ministero sacerdotale, ed il nucleo del sacerdozio cristiano è l'offerta del sacrificio di Cristo".

Successivamente il Santo Padre ha fatto riferimento al Concilio Vaticano II definendolo una "grande grazia" per la Chiesa ed ha sottolineato come il ruolo del laicato nella vita ecclesiale abbia subito un'evoluzione dagli anni del Concilio (1962-1965). Il Pontefice ha ricordato ai Vescovi che contemporaneamente: "al risveglio dei fedeli laici nella Chiesa" si è verificata una diminuzione del numero di vocazioni nei Seminari sotto la loro direzione, per cui sono "giustamente preoccupati" poiché "la Chiesa cattolica non può esistere senza il ministero sacerdotale che Cristo stesso desidera per essa".

"Alcune persone, lo sappiamo, affermano che la diminuzione del numero di sacerdoti è opera dello Spirito Santo e che Dio stesso dirigerà la Chiesa, facendo in modo che il governo dei fedeli laici si sostituisca al governo dei sacerdoti. Tale affermazione non tiene certamente conto di quanto espresso dai Padri Conciliari, quando hanno cercato di promuovere un maggiore coinvolgimento dei fedeli laici nella Chiesa. Nel loro insegnamento, i Padri Conciliari hanno semplicemente evidenziato la profonda complementarità fra sacerdoti e laici, derivante dalla natura sinfonica della Chiesa. Una cattiva comprensione di tale complementarità ha talvolta portato ad una crisi di identità e di fiducia nei sacerdoti, ed anche a forme di impegno laico troppo clericali o troppo politicizzate".

"L'impegno dei laici diviene una forma di clericalismo quando i ruoli sacramentali o liturgici propri del sacerdote sono assunti da fedeli laici o anche quando questi ultimi si assumono compiti di pertinenza del governo pastorale proprio del sacerdozio ministeriale. (…) È il sacerdote, in quanto ministro ordinato, che, in nome di Cristo, presiede la comunità cristiana, a livello liturgico e pastorale. I laici possono collaborare in molti modi allo svolgimento di questa missione. Ma il primo ambito dove si esercita la vocazione laica è il mondo delle realtà economiche, sociali, politiche e culturali. È in questo mondo che i laici sono invitati a vivere la loro vocazione battesimale".

"In un'epoca di insidiosa secolarizzazione, potrebbe sembrare strano che la Chiesa insista tanto sulla vocazione secolare dei laici. È proprio la testimonianza evangelica dei fedeli nel mondo a rappresentare la risposta della Chiesa al malessere della secolarizzazione".

"L'impegno dei laici" - ha affermato il Pontefice - "è politicizzato quando il laicato è assorbito dall'esercizio del 'potere' all'interno della Chiesa. Ciò si verifica quando la Chiesa non è vista in termini di 'mistero' di grazia che la caratterizza, ma in termini sociologici o politici. (…) Quando non è il servizio, ma il potere a improntare ogni forma di governo della Chiesa, nel clero o nel laicato, cominciano a manifestarsi interessi contrapposti", a detrimento della Chiesa.

"Ciò di cui la Chiesa ha bisogno, è un senso di complementarità più profondo e creativo fra la vocazione sacerdotale e la vocazione laicale".

Successivamente il Papa ha parlato dell'importanza di promuovere "una nuova apologetica per il popolo antillano, in modo da comprendere l'insegnamento della Chiesa". Soprattutto, ha ribadito il Papa, "in un mondo dove si è continuamente soggetti alle pressioni culturali ed ideologiche dei media e all'aggressivo atteggiamento di molte sette anticattoliche".

"La Chiesa" - ha continuato il Pontefice - "è chiamata a proclamare al mondo una verità assoluta ed universale, in un'epoca nella quale in molte culture esiste una profonda incertezza sulla possibilità che una tale verità esista. Perciò la Chiesa deve esprimersi in modi che trasmettano la forza autentica della testimonianza. In questo senso Papa Paolo VI individuò quattro qualità che chiamò: 'perspicuitas, lenitas, fiducia, prudentia' 'chiarezza, umanità, fiducia e prudenza".

Giovanni Paolo II ha sottolineato che: "Parlare con chiarezza significa che noi dobbiamo spiegare in modo comprensibile la verità della Rivelazione e gli insegnamenti della Chiesa che da essa derivano. (…) Questo intendevo dire quando ho affermato che abbiamo bisogno di una nuova apologetica, adattata alle esigenze di oggi, che tenga presente che il nostro compito non è quello di vincere mediante le argomentazioni ma di conquistare le anime. (…) Una tale apologetica dovrà respirare uno spirito di umanità, umiltà e compassione necessarie per comprendere le preoccupazioni e le domande della gente".

"Parlare con fiducia significa che non dobbiamo mai perdere di vista la verità assoluta e universale rivelata in Cristo, e mai perdere di vista il fatto che questa è la verità alla quale tutti aspirano, anche se appaiano disinteressati, resistenti od ostili. Parlare con quella saggezza pratica e con quel buon senso che Paolo VI definisce 'prudentia' (…) significa offrire una chiara risposta alla gente che domanda: 'Che dobbiamo fare?' In ciò la gravosa responsabilità del nostro ministero episcopale appare in tutta la sua esigente necessità".
AL/…/ANTILLE VIS 20020507 (900)

lunedì 6 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI
CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Dottor Francesco Buranelli, Direttore Generale dei Monumenti, Musei e Gallerie Pontificie, finora Reggente della medesima Direzione Generale.

Sabato 4 maggio è stato reso noto che il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Emilio Z. Marquez, finora Vescovo di Gumaca (Filippine), Vescovo Coadiutore della Diocesi di Lucena (superficie: 2.334; popolazione: 867.639; cattolici: 780.875; sacerdoti: 77; religiosi: 170), Filippine.

- Consultori della Congregazione per la Dottrina della Fede: il Padre Gianfranco Girotti, O.F.M.Conv., Reggente della Penitenzieria Apostolica; il Monsignor Brian Edwin Ferme, Decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Lateranense, Roma; Don Nicola Bux, Docente di ecclesiologia ed ecumenismo presso l'Istituto Teologico Ecumenico di Bari (Italia); Don Enrico Dal Covolo, S.D.B., Docente di patrologia e letteratura cristiana antica presso la Pontificia Università Salesiana, Roma; il Padre Klemens Stock, S.I., Segretario della Pontificia Commissione Biblica, Roma ed il Padre Cyril Vasil', S.I., Decano della Facoltà di Diritto Canonico Orientale del Pontificio Istituto Orientale, Roma.

Il Santo Padre ha adottato i seguenti provvedimenti riguardanti la Chiesa Cattolica di Rito Latino in Ucraina:

- Ha nominato il Vescovo Leonid Maksymilian Dubrawski, O.F.M., Vescovo della Diocesi di Kamyanets-Podilskyi dei Latini (superficie: 277.700; popolazione: 24.000.000; cattolici: 300.000; sacerdoti: 150; religiosi: 240), Ucraina. Il Vescovo Dubrawski, finora Ausiliare della medesima Diocesi, succede al Vescovo Jan Olszanski, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha eretto la nuova Diocesi di Kharkiv-Zaporizhia, con territorio dismembrato dalle Diocesi di Kyiv-Zhytomir e di Kamyanets-Podilskyi, ed ha nominato primo Vescovo della nuova Diocesi, il Vescovo Stanislaw Padewski, O.F.M.Cap., finora Ausiliare di Leopoli dei Latini.

- Ha eretto la nuova Diocesi di Odessa-Simferopol, con territorio dismembrato dalla Diocesi di Kamyanets-Podilskyi, ed ha nominato primo Vescovo della nuova Diocesi, il Monsignor Bronislaw Bernacki, finora Vicario Generale della Diocesi di Kamyanets-Podilskyi. Il Vescovo eletto è nato a Murafa (Ucraina), nel 1944 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.

- Ha nominato il Monsignor Marian Buczek, finora Cancelliere della Curia Metropolitana e Segretario della Conferenza Episcopale della Chiesa Ucraina Latina, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi Metropolitana di Leopoli dei Latini (superficie: 68.000; popolazione: 5.800.000; cattolici: 170.000; sacerdoti: 122; religiosi: 176; diaconi permanenti: 1), Ucraina. Il Vescovo eletto è nato a Cieszanów (Polonia), nel 1953 ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.

- Ha nominato il Sacerdote Leon Maly, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi Metropolitana di Leopoli dei Latini (superficie: 68.000; popolazione: 5.800.000; cattolici: 170.000; sacerdoti: 122; religiosi: 176; diaconi permanenti: 1), Ucraina. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Bar (Ucraina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Finora è stato Prefetto del Seminario Maggiore di Leopoli.
NA:NEC:NER:RE:ECE:NEA/…/… VIS 20020506 (450)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2002 (VIS). Nelle scorse settimane sono deceduti i Prelati:

- Il Vescovo Thomas Joseph Grady, emerito di Orlando (Stati Uniti d'America), il 21 aprile, all'età di 87 anni.
- Il Vescovo Pál Reizer, di Satu Mare, Szatmár (Romania), il 18 aprile, all'età di 59 anni.
…/DECEDUTI/… VIS 20020506 (60)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate tre Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Charles Henry Dufour, di Montego Bay (Giamaica).
- Il Vescovo Louis Sankalé, di Cayenne (Guyana Francese)
- Il Vescovo Dorick McGowan Wright, Ausiliare di Belize City-Belmopan (Belize).

Sabato 4 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Robert Rivas, O.P., di Kingstown (San Vincenzo e Grenadine).
- Il Vescovo Paul Michael Boyle, C.P., di Mandeville (Giamaica).
- Il Vescovo Malcolm Patrick Galt, C.S.Sp., di Bridgetown (Barbados).
- Il Vescovo Robert Kurtz, C.R., di Hamilton in Bermuda (Bermude).
- Il Cardinale Ignace Moussa I Daoud, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, con l'Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Nunzio Apostolico, Segretario e con il Monsignor Krzysztof Nitkiewicz, Sotto-Segretario della medesima Congregazione.
AL:AP/…/… VIS 20020506 (160)

IN BREVE

IL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II, TRAMITE IL CARDINALE ANGELO SODANO, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma al Vescovo Patrick Francis Sheehan, O.S.A., di Kano (Nigeria), per "il disastroso incidente aereo di Kano" che ha causato oltre 140 vittime. Esprimendo "il suo cordoglio alle famiglie e agli amici delle vittime", il Papa ha offerto "la sua sincera vicinanza ai sopravvissuti e a quanti sono stati colpiti da questa terribile tragedia", invocando "su di essi le confortanti e fortificanti benedizioni divine".

IL CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO, A NOME DEL SANTO PADRE, ha fatto pervenire al Vescovo Fidel León Cadavid Marín, di Quibdó (Colombia), un telegramma nel quale si legge che "Sua Santità Giovanni Paolo II ha appreso con profonda tristezza la notizia dell'esecrabile attentato perpetrato dalla guerriglia con bombe incendiarie, che ha causato un gran numero di vittime e numerosissimi feriti fra la popolazione civile rifugiatasi nella Chiesa di Bellavista a Bojayá. In quest'occasione, il Santo Padre esprime ancora una volta la sua ferma condanna per questi nuovi atti terroristici che attentano alla pacifica convivenza e offendono i sentimenti del caro popolo colombiano". Il Papa ha offerto preghiere per le vittime, per le loro famiglie e per i loro amici, esprimendo la sua vicinanza spirituale alla comunità ecclesiale di Quibdó.

IL CARDINALE JOSÉ T. SANCHEZ, Prefetto emerito della Congregazione per il Clero, prenderà possesso del Titolo di San Pio V a Villa Carpegna, Diaconia elevata 'pro hac vice' a Titolo Presbiterale, in Largo San Pio V, 3, domenica 12 maggio 2002, Solennità dell'Ascensione del Signore, alle ore 19:00, secondo quanto comunicato dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice.
…/IN BREVE/… VIS 20020506 (280)

ALLE GUARDIE SVIZZERE: VIVIATE PIENAMENTE VOSTRA MISSIONE


CITTA' DEL VATICANO, 6 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto, nella Sala Clementina, gli ufficiali e le nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia - che questo pomeriggio presteranno giuramento - insieme ai familiari e agli amici.

Nel suo discorso in lingua tedesca, italiana e francese, il Santo Padre, rivolgendosi alle nuove reclute, ha auspicato che: "nonostante le difficoltà e le fatiche del vostro servizio, viviate pienamente questo tempo di missione come approfondimento della vostra fede e del vostro attaccamento alla Chiesa, e come esperienza di fraternità fra di voi. Siate attenti gli uni verso gli altri, per sostenervi nel lavoro quotidiano e per arricchirvi reciprocamente".

"Care reclute, non dimenticate mai di vivere il responsabile servizio che prestate alla Santa Sede in qualità di 'soldati del Papa', come missione che il Signore stesso vi affida. Profittate del tempo che trascorrete qui a Roma, nel centro della Chiesa, per crescere nell'amicizia con Cristo e camminare verso la meta di ogni vera vita cristiana: la santità".
AC/GUARDIA SVIZZERA/… VIS 20020506 (180)

STATISTICHE DELLA CHIESA NEL MONDO: 1978 - 2000


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2002 (VIS). In occasione dell'imminente presentazione dell'Annuario Statistico della Chiesa, preparato dall'Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa, riportante i dati relativi all'anno 2000, è stato reso pubblico un Comunicato che illustra le modifiche delle caratteristiche dell'attività pastorale in tutti i continenti fra il 1978, anno di inizio del Pontificato di Giovanni Paolo II e l'anno 2000.

Il numero di fedeli battezzati è venuto progressivamente accrescendosi a livello planetario, passando da 757 milioni nel 1978 a 1.045 milioni nel 2000, con un incremento di circa il 38%. Si va da un 62,8% di fedeli battezzati presenti nella popolazione dell'America, al 40% in Europa, fino al 2,9% in Asia.

Fra il 1978 e il 2000 il numero dei Vescovi è passato da 3.714 a 4.541, con un aumento relativo che sfiora il 22%. Dal 1978 la distribuzione dei Vescovi nelle differenti aree geografiche è rimasta sostanzialmente invariata. In particolare l'intera America raccoglie il 37,3% di tutti i Presuli, seguita dall'Europa con il 33%, dall'Asia con il 13,8%, dall'Africa con il 13,2% e dall'Oceania con il 2,7%.

Riguardo alla variazione numerica dei sacerdoti, nel 2000 il loro numero contava 405.178 (di cui 265.781 diocesani e 139.397 religiosi), con una decrescita rispetto al 1978 del 3,75% risultante dal decremento del 12,04% del clero diocesano e dall'aumento dell'1,26% di quello religioso. Mentre in Europa, la diminuzione del numero di sacerdoti diocesani è progressiva, la diminuzione del numero di religiosi è di più lieve entità. Invece in Africa, in Asia, in America e in Oceania si sono verificati aumenti più o meno consistenti.

I diaconi permanenti costituiscono il gruppo in più forte evoluzione nel corso del tempo: complessivamente in tutti i continenti si sono più che quintuplicati, con un incremento relativo del 400,25%. Fra il 1978 e l'anno 2000 si è passati da un totale di 5.562 ad un totale di 27.824.

I religiosi professi non sacerdoti sono passati da un totale di 75.802 nel 1978 ad un totale di 55.057 nel 2000. La decrescita ha riguardato in primo luogo l'Oceania, l'Europa e l'America, mentre è stato riscontrato un incremento in Africa ed in Asia. Riguardo alle religiose professe, nel 1978 si contavano quasi un milione di persone, mentre nel 2000 le religiose contavano 801.000 persone, con un decremento relativo del 19%, su un arco di 22 anni.

Riguardo al numero di catechisti, di missionari laici e di membri di Istituti Secolari, solo gli ultimi hanno subito una lievissima flessione nei dieci anni considerati (1990-2000), mentre i missionari laici e i catechisti sono aumentati considerevolmente di numero.

Infine, il numero dei candidati al sacerdozio è venuto crescendo, globalmente, nel tempo. Dai 64.000 che erano nel 1978 sono passati a 111.000 nel 2000 con una tendenza di crescita continua ed ininterrotta, in tutti gli anni di tale intervallo temporale.
…/STATISTICHE CHIESA/… VIS 20020506 (480)

MEMBRI "CURSILLOS DE CRISTIANDAD" RICEVUTI DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 4 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina, nel ricevere 350 membri del Movimento "Cursillos de Cristiandad", il Santo Padre Giovanni Paolo II ha affermato, all'inizio del suo discorso, che: "il piccolo seme gettato in Spagna più di cinquant'anni fa" è diventato così ricco di frutti che "i 'Cursillos de Cristiandad' sono attualmente presenti in più di 60 Paesi di tutti i continenti e in ben 800 Diocesi".

Ricordando gli Incontri con i 'Cursillos' e con gli appartenenti ai Movimenti Ecclesiali e alle Nuove Comunità, il Santo Padre ha affermato: "In quell'occasione riconoscevo in queste nuove realtà ecclesiali una risposta provvidenziale, suscitata dallo Spirito Santo per la formazione cristiana e per l'evangelizzazione. Allo stesso tempo, però, esortavo a crescere nella coscienza e nell'identità ecclesiale".

"L'invito conserva tutta la sua attualità e urgenza" - ha proseguito il Pontefice - "Nella linea di questo impegno per il raggiungimento di una sempre più solida maturità ecclesiale si pone la richiesta che l'Organismo mondiale dei 'Cursillos' ha sottoposto al competente Dicastero della Curia Romana, per ottenere il riconoscimento canonico e l'approvazione degli Statuti".

"Che cosa significa, infatti, l'annunzio kerygmatico che costituisce il cuore del vostro Movimento, se non quel 'fissare lo sguardo sul volto di Cristo' (…)? Che cosa comporta tale sguardo, se non un affidarsi al 'primato della grazia', per intraprendere un cammino di catechesi e di preghiera, di conversione e di santità di vita? Quali frutti esso produce, se non un più saldo senso di appartenenza alla Chiesa e un rinnovato slancio di evangelizzazione negli ambienti di vita e di attività quotidiana?".
AC/CURSILLOS CRISTIANDAD/… VIS 20020506 (280)

AI GIOVANI: SIATE SALE E LUCE PER COLORO CHE INCONTRATE


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2002 (VIS). Nel pomeriggio, dopo il pranzo con i Vescovi della Campania nella residenza del Vescovo di Ischia, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha raggiunto Forio d'Ischia per l'incontro con i giovani, previsto per le ore 17:00 nel piazzale antistante la Chiesa di Santa Maria del Soccorso.

Il Papa ha ricordato alle migliaia di giovani presenti nel piazzale che: "'Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo'. Queste parole di Gesù, (…), costituiscono il tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Così il Maestro divino si rivolse ai suoi discepoli sulle rive del Lago di Galilea, duemila anni fa. Così di nuovo parlerà a migliaia di giovani cristiani di ogni parte del mondo, nella prossima estate, a Toronto".

"Quando non esistevano mezzi per garantire la lunga conservazione degli alimenti" - ha spiegato il Santo Padre - "il sale non aveva solo la funzione di dare sapore, ma era spesso indispensabile per garantire la stessa possibilità di accesso ai cibi. Dicendo 'voi siete il sale della terra', il Redentore affidava ai discepoli una duplice missione: dare sapore alla vita, mostrandone il senso rivelato in Lui, e consentire a tutti l'accesso al nutrimento che viene dall'Alto. (…) Giovani di Ischia, siate il sale della terra, che dà sapore e bellezza alla vita. (…) Siate il sale che consente al nutrimento del Cielo di essere distribuito a tutti".

"'Voi siete la luce del mondo'. Ecco l'altro messaggio di Gesù ai suoi discepoli" - ha proseguito il Pontefice - "La luce ha la caratteristica di fugare le tenebre, di riscaldare ciò che raggiunge, di esaltarne le forme. Tutto questo lo fa con velocità altissima. Essere luce del mondo vuol dire allora per i cristiani, e specialmente per i giovani cristiani, diffondere dovunque la luce che viene dall'Alto. Vuol dire combattere l'oscurità, tanto quella dovuta alla resistenza del male e del peccato, quanto quella causata da ignoranza e pregiudizi. Giovani di Ischia, siate raggi della luce di Cristo. (…) Propagate questa luce in ogni ambiente, specialmente là dove Gesù non è conosciuto e amato o è addirittura rifiutato. (…) Questo messaggio va trasmesso con la velocità della luce! Non perdete tempo".

Concluso l'incontro con i giovani, il Papa ha raggiunto in auto l'eliporto di Casamicciola ed alle ore 18:15 è ripartito, in elicottero, per la Città del Vaticano.
PV-ISCHIA/GIOVANI/FORIO VIS 20020506 (410)

IL PAPA SPERA DI RECARSI NUOVAMENTE AL SANTUARIO DI POMPEI


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2002 (VIS). Al termine della Concelebrazione Eucaristica, il Santo Padre ha guidato la recita del "Regina Coeli" con i fedeli presenti nel Piazzale Aragonese di Ischia-Ponte. Nell'introdurre la preghiera mariana, il Papa ha presentato alcune riflessioni sulla Vergine Maria ricordando che il mese di maggio è tradizionalmente dedicato alla recita del Santo Rosario.

"Parlando del Rosario" - ha detto il Pontefice - "il mio pensiero va alla città di Pompei, che sorge a poca distanza da qui. In essa il Beato Bartolo Longo volle dedicare alla Vergine del Santo Rosario un tempio, divenuto il cuore mariano della Campania, noto nel mondo intero. Nel sorvolare i cieli di questa bella Regione, ho pensato con devoto affetto a quel caro Santuario, dove, a Dio piacendo, spero di potermi nuovamente recare".

Giovanni Paolo II ha proseguito dicendo: "Il mio pensiero va ai nostri fratelli orientali, che oggi celebrano, secondo il loro calendario, la festa di Pasqua. Ci uniamo di cuore alla loro esultanza per la risurrezione di Cristo, pregando il nostro comune Signore perché quanto prima tutti i cristiani possano sperimentare la gioia della piena unità".

Al termine delle sue riflessioni il Santo Padre ha affermato che: "Resta sempre davanti al mio cuore la difficile situazione in cui versano non poche popolazioni nel mondo. Vorrei presentare alla Vergine la richiesta di sicurezza e di pace che sale insistente da tante parti e specialmente dalla Terra Santa. Vi invito a pregare con me la Madonna per ottenere l'esaudimento di quelle accorate invocazioni".
PV-ISCHIA/REGINA COELI/ISCHIA-PONTE VIS 20020506 (270)

CHIESA DI ISCHIA: SII DOCILE E OBBEDIENTE ALLA PAROLA DI DIO


CITTA' DEL VATICANO, 5 MAG. 2002 (VIS). Alle ore 9:00 di questa mattina, Giovanni Paolo II è partito in elicottero dall'eliporto della Città del Vaticano per la Visita Pastorale nell'Isola di Ischia, dando inizio al 141° viaggio pastorale in Italia. Ad accogliere il Papa all'eliporto, allestito a Casamicciola per l'occasione, erano presenti le autorità civili e religiose del luogo. Successivamente il Santo Padre ha raggiunto in automobile il Piazzale Aragonese a Ischia-Ponte, per la celebrazione, alle ore 10:30, della Santa Messa della VI Domenica di Pasqua.

Nell'omelia Giovanni Paolo II ha rivolto ai presenti "tre parole importanti", prese dalle letture bibliche di oggi. La prima è "ascolta!" L'ascolto delle parole di Filippo, testimone di Gesù, "che parla di Lui con amore ed entusiasmo, produce, come frutto immediato, la gioia. (…) Comunità cristiana di Ischia, se vuoi sperimentare anche tu questa gioia, resta in ascolto della Parola di Dio!".

Il Santo Padre ha affermato che la seconda parola importante è "'accogli!'. La vostra splendida isola, meta di un gran numero di visitatori e turisti, conosce bene il valore dell'accoglienza. Ischia, pertanto, può diventare un laboratorio privilegiato anche di quella tipica accoglienza, che i discepoli di Cristo sono chiamati ad offrire a tutti, da qualunque paese provengano e a qualsiasi cultura appartengano".

Riferendosi alla terza parola importante "ama", il Papa ha affermato: "L'ascolto e l'accoglienza aprono l'animo all'amore. (…) Quando si sperimenta l'amore di Dio, si è più pronti a seguire Colui che ha amato i suoi discepoli 'sino alla fine', cioè fino al dono totale di sé. È di questo amore che l'umanità, oggi forse più che mai, ha bisogno, perché solo l'amore è credibile. È la fede incrollabile in questo amore che ispira ai discepoli di Gesù di ogni epoca pensieri di pace, spalancando orizzonti di perdono e di concordia".

"Chiesa che vivi in Ischia: sii docile e obbediente alla Parola di Dio e sarai laboratorio di pace e di autentico amore. Diventerai Chiesa sempre più accogliente, dove tutti si sentono a casa. Coloro che vengono a visitarti ripartiranno rinfrancati nel corpo, ma ancor più rinvigoriti nello spirito".
PV-ISCHIA/SANTA MESSA/ISCHIA-PONTE VIS 20020506 (360)

venerdì 3 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Basil Myron Schott, O.F.M., finora Vescovo di Parma dei Ruteni (Stati Uniti d'America), Arcivescovo Metropolita di Pittsburgh dei Bizantini (cattolici: 64.986; sacerdoti: 74; religiosi: 116), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1939 a Freeland (Stati Uniti d'America), nel 1958 è entrato nel noviziato dei francescani bizantini dell'Ordine dei Frati Minori, dove ha emesso i voti ed è stato ordinato sacerdote nel 1959, ricevendo la consacrazione episcopale nel 1996.

- L'Arciprete John Kudrick, finora Amministratore Arcieparchiale di Pittsburgh e Rettore della Cattedrale (Stati Uniti d'America), Vescovo di Parma dei Ruteni (cattolici: 12.572; sacerdoti: 45; religiosi: 17; diaconi permanenti: 4), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Lloydell (Stati Uniti d'America), nel 1967 è entrato nel Terzo Ordine Regolare di San Francesco ed ha emesso i voti perpetui nel 1972, ricevendo l'ordinazione sacerdotale nel 1975.

- Il Monsignor Mark Benedict Coleridge, finora Officiale della Segreteria di Stato, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.365.173; cattolici: 995.797; sacerdoti: 611; religiosi: 1.988; diaconi permanenti: 1), Australia.
NER:NEA/.../... VIS 20020503

GIURAMENTO DI 28 NUOVE GUARDIE SVIZZERE PONTIFICIE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il pomeriggio di lunedì 6 maggio, in commemorazione dei 147 soldati elvetici morti eroicamente, in difesa del Sommo Pontefice Papa Clemente VII durante il Sacco di Roma, il 6 maggio 1527, avrà luogo, nel cortile di San Damaso, nel Palazzo Apostolico dello Stato della Città del Vaticano, il giuramento di 28 nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia.

Diciotto nuove guardie presteranno giuramento in lingua tedesca, sei in lingua italiana e quattro in lingua francese. Saranno presenti autorità vaticane, rappresentanze delle legazioni diplomatiche, dell'esercito della Confederazione Elvetica e di altri paesi.

Alle 7:30, le Guardie Svizzere e i loro famigliari assisteranno alla Santa Messa, celebrata dall'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, nell'Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico e alle ore 8:45 parteciperanno alla cerimonia di commemorazione per i Caduti del Corpo nel Cortile d'Onore della caserma davanti al Monumento ai Caduti. In mattinata è prevista un'udienza con il Santo Padre. Infine, alle ore 17:00, si svolgerà la cerimonia del giuramento delle nuove reclute.
…/GIURAMENTO GUARDIE SVIZZERE/… VIS 20020503 (180)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia (Brasile).
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina":
- L'Arcivescovo John Joseph Myers, di Newark (Stati Uniti d'America) e Superiore della Missione "sui iuris" di Turks and Caicos (Turks and Caicos).
- Il Vescovo Aloysius Ferdinandus Zichem, C.SS.R., di Paramaribo (Suriname).
- Il Vescovo Benedict Singh, di Georgetown (Repubblica Cooperativistica della Guyana).
- Il Vescovo Sydney Anicetus Charles, di Saint George's in Grenada (Grenada).
- Il Vescovo Donald James Reece, di Saint John's-Basseterre (Anguilla) (Antigua e Barbuda, Saint Kitts e Nevis).
- Il Vescovo Ernest Mesmin Lucien Cabo, di Basse-Terre (Guadalupa).
AP:AL/…/… VIS 20020503 (130)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI MAGGIO


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera di Giovanni Paolo II per il mese di maggio è la seguente: "Perché i cristiani vivano la fede in maniera coerente e siano testimoni credibili della speranza evangelica".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché, con l'aiuto di Maria Santissima, Vergine e Madre, in ogni Paese e cultura sia tutelata e promossa la vocazione familiare e sociale della donna".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/MAGGIO/… VIS 20020503 (80)

EUROPA: RECUPERARE IDENTITA' AUTENTICA NEL CRISTIANESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II all'Arcivescovo Giuseppe Verucchi, di Ravenna-Cervia (Italia), nella ricorrenza del "millenario della costruzione della prima Chiesa dedicata in Ravenna a Sant'Adalberto, Vescovo di Praga e dell'invio in Polonia dei monaci Giovanni di Classe e Benedetto di Benevento".

Il Santo Padre scrive nel Messaggio, datato 23 aprile, che il progetto di evangelizzazione di Papa Silvestro II e dell'Imperatore Ottone III "diviene stimolo per i credenti di oggi a rendersi sempre più consapevoli del fatto che il grande mosaico dell'identità sociale e religiosa del continente europeo trova nella fede cristiana uno dei principali fattori della sua unità più profonda".

"Il ricordo di Adalberto, di Romualdo, di Giovanni e di Benedetto" - si legge ancora nel Messaggio - "in questa ricorrenza giubilare, richiami codesta Comunità diocesana e ogni cristiano a salvaguardare la dimensione spirituale e morale dell'Europa, offrendo al progetto dell'unità dei popoli europei un 'ancoraggio trascendente' mediante un esplicito riconoscimento dei 'diritti di Dio'. È questa l'unica garanzia veramente inoppugnabile della dignità dell'uomo e della libertà dei popoli".

"Andando oltre le pur necessarie normative tecniche, amministrative, economiche e monetarie, si deve recuperare quell'identità autentica e quel patrimonio di civiltà, che hanno nel cristianesimo una componente fondamentale, ispiratrice di quel sogno di un universalismo europeo che è stato conservato durante tante generazioni".

Come Adalberto, Romualdo, Giovanni e Benedetto superarono grazie alla fede "le tentazioni di anguste visioni esistenziali e politiche", anche ora "sarà la piena adesione a valori di matrice cristiana, quali la spiritualità, la solidarietà, la sussidiarietà, la centralità della persona, che permetterà all'Europa di svilupparsi in maniera armonica e di svolgere un ruolo significativo nel consesso delle Nazioni".
MESS/MILLENARIO CHIESA/RAVENNA:VERUCCHI VIS 20020503 (300)

NUOVO AMBASCIATORE DEL MAROCCO RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina, il Signor Mohamed Sbihi, nuovo Ambasciatore del Regno del Marocco presso la Santa Sede, ha presentato al Santo Padre Giovanni Paolo II le Lettere Credenziali. Nei rispettivi discorsi, il Pontefice ed il nuovo Ambasciatore hanno ricordato i legami fra il Marocco e la Santa Sede risalenti al XIII secolo. Il Papa ha sottolineato come il Marocco, per la sua posizione geografica e la sua storia, sia terra d'incontro di popoli, culture e religioni e possa "ricoprire un grande ruolo" nella promozione del dialogo per la pace.

Il Santo Padre ha ricordato le circostanze difficili della situazione internazionale, in particolare in Medio Oriente, affermando che: "i responsabili delle Nazioni e le autorità spirituali hanno il dovere di adoperarsi senza sosta per sradicare la violenza che domina troppo spesso, nel mondo, i rapporti fra gli individui ed i gruppi". Essi hanno anche il dovere, ha detto ancora il Pontefice, di "denunciare chiaramente tutte le false legittimazioni della violenza, specialmente in nome della religione".

Il Santo Padre, riferendosi nuovamente alla "tragica situazione in Medio Oriente e alle preoccupazioni che ci assalgono riguardo ai Luoghi Santi della regione, in particolare la Città Santa di Gerusalemme, simbolo per tutti i credenti delle religioni monoteiste", ha lanciato un appello per la ripresa dei negoziati, perché "si faccia tutto il possibile per far cessare il conflitto armato", che "non dà prospettive né speranze ai popoli lì presenti".

"Come ho già detto" - ha affermato Giovanni Paolo II - "né la violenza cieca del terrorismo, né la violenza della guerra, possono portare ad una soluzione".

Il Santo Padre ha detto infine che il Marocco "si onora di un'antica tradizione di tolleranza e di apertura religiosa, e i fedeli di diverse religioni vivono nel rispetto reciproco, senza ostacolare le libertà fondamentali, dimostrando così che è possibile, a credenti di tradizioni religiose diverse, vivere in pace sul medesimo suolo", ed ha aggiunto che i cattolici "hanno il loro ruolo nella vita del paese e godono della stima della popolazione. Essi sperano di contribuire (…) all'edificazione di un mondo di giustizia e di pace, al servizio dell'uomo e del suo sviluppo".
CD/LETTERE CREDENZIALI/MAROCCO:SBIHI VIS 20020503 (380)

giovedì 2 maggio 2002

DICHIARAZIONE A GERUSALEMME INVIATO DEL PAPA IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi il Cardinale Roger Etchegaray, inviato dal Santo Padre in missione speciale in Terra Santa, ha rilasciato la seguente dichiarazione, in lingua francese:

"Sono - semplicemente - l'Inviato del Santo Padre Giovanni Paolo II, del quale l'unica missione, spirituale, è di proclamare a tutti la Buona Novella della Pace, dell'Amore e della Misericordia che è stata proclamata per la prima volta, dopo i Profeti, da Cristo in questa Terra Santa, in questa Città di Gerusalemme".

"Vengo, a nome del Vangelo, a portare la mia piccola pietra nel grande cantiere della Pace, aperto su questo suolo insanguinato. Mi impegnerò solidarmente con tutte le Chiese cristiane".

"Vengo in nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, che ostinatamente non cessa di testimoniare rispetto e fiducia ai due popoli israeliano e palestinese, entrambi lacerati, ma uniti da una profonda aspirazione a vivere nella libertà, nella giustizia e nella sicurezza, alle quali entrambi hanno diritto".

"Sono giunto qui per chiedere che sia fatto di tutto per risolvere al più presto la tragica situazione di Betlemme e perché la Basilica della Natività sia restituita a Dio ed ai credenti. Si può sempre sperare quando ciascun uomo crede al suo simile, quando segue la strada dell'amore e non quella della violenza".

"Penso anche ai responsabili politici dei due popoli israeliano e palestinese. Sono stato appena ricevuto dal Signor Moshe Katzav, Presidente dello Stato d'Israele. Sarò ricevuto questa sera dal Signor Yasser Arafat, Presidente dell'Autorità Palestinese. Prego per tutti coloro che hanno nelle mani il destino dei due popoli".

"Shalom, Salam, la pace non si costruisce se non con le pietre di un autentico dialogo".
…/MEDIO ORIENTE/GERUSALEMME:ETCHEGARAY VIS 20020502 (290)

LETTERA APOSTOLICA CELEBRAZIONE SACRAMENTO PENITENZA


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo della Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, in forma di "Motu proprio" su alcuni aspetti della celebrazione del sacramento della penitenza, "Misericordia Dei". Nella Lettera, datata 7 aprile, Domenica della Divina Misericordia, il Santo Padre scrive: "Tutto ciò che con la presente Lettera apostolica in forma di 'Motu proprio' ho stabilito, ordino che abbia pieno e durevole valore e sia osservato a partire da questo giorno, nonostante qualsiasi altra disposizione in contrario. Quanto ho stabilito con questa Lettera ha valore, per sua natura, anche per le venerande Chiese Orientali Cattoliche, in conformità ai rispettivi canoni del Codice loro proprio".

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento:

"La celebrazione del sacramento della Penitenza ha avuto nel corso dei secoli uno sviluppo che ha conosciuto diverse forme espressive, sempre, però, conservando la medesima struttura fondamentale che comprende necessariamente, oltre all'intervento del ministro - soltanto un Vescovo o un presbitero, che giudica e assolve, cura e guarisce nel nome di Cristo - gli atti del penitente: la contrizione, la confessione e la soddisfazione".

"Affinché il discernimento sulle disposizioni dei penitenti in ordine alla remissione o meno, e all'imposizione dell'opportuna penitenza da parte del ministro del Sacramento possa essere attuato, occorre che il fedele, oltre alla coscienza dei peccati commessi, al dolore per essi e alla volontà di non più ricaderci, confessi i suoi peccati. In questo senso, il Concilio di Trento dichiarò che è necessario 'per diritto divino confessare tutti e singoli i peccati mortali'. (…) Pertanto, essendo la confessione completa dei peccati gravi per istituzione divina parte costitutiva del Sacramento, essa non resta in alcun modo affidata alla libera disponibilità dei Pastori (dispensa, interpretazione, consuetudini locali, ecc.)".

"Nelle attuali circostanze pastorali, venendo incontro alle preoccupate richieste di numerosi Fratelli nell'Episcopato, considero conveniente richiamare alcune delle leggi canoniche vigenti circa la celebrazione di questo Sacramento, precisandone qualche aspetto. (…) Ciò appare specialmente necessario dal momento che si osserva in alcune regioni la tendenza all'abbandono della confessione personale insieme ad un ricorso abusivo alla 'assoluzione generale' o 'collettiva', sicché essa non appare come mezzo straordinario in situazioni del tutto eccezionali".

"Pertanto, dopo aver sentito in merito la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, nonché i pareri di venerati Fratelli Cardinali preposti ai Dicasteri della Curia Romana, (…) dispongo quanto segue:

"1. Gli Ordinari ricordino a tutti i ministri del sacramento della Penitenza che la legge universale della Chiesa ha ribadito, in applicazione della dottrina cattolica in materia, che:

"a) 'La confessione individuale e integra e la assoluzione costituiscono l'unico modo ordinario con cui il fedele, consapevole di peccato grave, è riconciliato con Dio e con la Chiesa; solamente una impossibilità fisica o morale scusa da una tale confessione, nel qual caso la riconciliazione si può ottenere anche in altri modi'. (can. 960)".

"b) Perciò, 'tutti coloro cui è demandata in forza dell'ufficio la cura delle anime, sono tenuti all'obbligo di provvedere che siano ascoltate le confessioni dei fedeli a loro affidati, che ragionevolmente lo chiedano, e che sia ad essi data l'opportunità di accostarsi alla confessione individuale, stabiliti, per loro comodità, giorni e ore'. (can. 986, paragrafo 1)".

"2. Gli Ordinari del luogo, nonché i parroci e i rettori di chiese e santuari, devono verificare periodicamente che di fatto esistano le massime facilitazioni possibili per le confessioni dei fedeli".
"3. Poiché 'il fedele è tenuto all'obbligo di confessare secondo la specie e il numero tutti i peccati gravi commessi dopo il Battesimo e non ancora direttamente rimessi mediante il potere delle chiavi della Chiesa, né accusati nella confessione individuale, dei quali abbia coscienza dopo un diligente esame', (can. 988, paragrafo 1), va riprovato qualsiasi uso che limiti la confessione ad un'accusa generica o soltanto di uno o più peccati ritenuti più significativi".
"4. Alla luce e nel contesto delle norme precedenti, deve essere compresa e rettamente applicata la assoluzione a più penitenti insieme senza la previa confessione individuale, prevista al can. 961 del Codice di Diritto Canonico. Essa, infatti, 'riveste un carattere di eccezionalità' e 'non può essere impartita in modo generale se non:
"1º vi sia imminente pericolo di morte ed al sacerdote o ai sacerdoti non basti il tempo per ascoltare le confessioni dei singoli penitenti;
"2º vi sia grave necessità, ossia quando, dato il numero dei penitenti, non si hanno a disposizione confessori sufficienti per ascoltare, come si conviene, le confessioni dei singoli entro un tempo conveniente, sicché i penitenti, senza loro colpa, sarebbero costretti a rimanere a lungo privi della grazia sacramentale o della sacra comunione; però la necessità non si considera sufficiente quando non possono essere a disposizione dei confessori, per la sola ragione di una grande affluenza di penitenti, quale può aversi in occasione di una grande festa o di un pellegrinaggio'.
"Circa il caso di grave necessità, si precisa quanto segue:
"a) Si tratta di situazioni che, oggettivamente, sono eccezionali, come quelle che si possono verificare in territori di missione o in comunità di fedeli isolati, dove il sacerdote può passare soltanto una o poche volte l'anno o quando le condizioni belliche, meteorologiche o altre simili circostanze lo consentano".
"b) Le due condizioni stabilite nel canone per configurare la grave necessità sono inseparabili (…)".
"La prima condizione, l'impossibilità di poter ascoltare le confessioni 'come si conviene' 'entro un tempo conveniente', fa riferimento solo al tempo ragionevolmente richiesto per l'essenziale amministrazione valida e degna del Sacramento (…)".
"d) Circa la seconda condizione, sarà un giudizio prudenziale a valutare quanto lungo debba essere il tempo di privazione della grazia sacramentale affinché si abbia vera impossibilità a norma del can. 960, allorché non vi sia imminente pericolo di morte".
"e) Non è ammissibile il creare o il permettere che si creino situazioni di apparente grave necessità, derivanti dalla mancata amministrazione ordinaria del Sacramento per inosservanza delle norme sopra ricordate e tanto meno, dall'opzione dei penitenti in favore della assoluzione in modo generale, come se si trattasse di una possibilità normale ed equivalente alle due forme ordinarie descritte nel Rituale".
"f) La sola grande affluenza di penitenti non costituisce sufficiente necessità, non soltanto in occasione di una festa solenne o di un pellegrinaggio, ma neppure per turismo o altre simili ragioni dovute alla crescente mobilità delle persone".
"5. Giudicare se ricorrano le condizioni richieste a norma del can. 961, paragrafo 1, 2°, non spetta al confessore, ma 'al Vescovo diocesano, il quale, tenuto conto dei criteri concordati con gli altri membri della Conferenza Episcopale, può determinare i casi di tale necessità'. (Can. 961, paragrafo 2)".
"6. Essendo di fondamentale importanza, in una materia tanto essenziale per la vita della Chiesa, la piena armonia tra i vari Episcopati del mondo, le Conferenze Episcopali, a norma del can. 455, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico, faranno pervenire quanto prima alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti il testo delle norme che esse intendono emanare oppure aggiornare, alla luce del presente 'Motu proprio' sull'applicazione del can. 961 del Codice di Diritto Canonico".
"7. Quanto alle disposizioni personali dei penitenti viene ribadito che:
"a) 'Affinché un fedele usufruisca validamente della assoluzione sacramentale impartita simultaneamente a più persone, si richiede che non solo sia ben disposto, ma insieme faccia il proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati gravi, che al momento non può confessare'. (can. 962, paragrafo 1)".
"b) Per quanto è possibile, anche nel caso di imminente pericolo di morte, venga premessa ai fedeli 'l'esortazione che ciascuno provveda a porre l'atto di contrizione'. (can. 962, paragrafo 2).
"c) È chiaro che non possono ricevere validamente la assoluzione i penitenti che vivono in stato abituale di peccato grave e non intendono cambiare la loro situazione".
"8. Fermo restando l'obbligo 'di confessare i propri peccati gravi almeno una volta all'anno', (can. 989), 'colui al quale sono rimessi i peccati gravi mediante la assoluzione generale, si accosti quanto prima, offrendosene l'occasione, alla confessione individuale, prima che abbia a ricevere un'altra assoluzione generale, a meno che non sopraggiunga una giusta causa'. (can. 963)".
"9. Circa il luogo e la sede per la celebrazione del Sacramento, si tenga presente che:
"a) 'il luogo proprio per ricevere le confessioni sacramentali è la chiesa o l'oratorio', (can. 964, paragrafo 1), pur restando chiaro che ragioni di ordine pastorale possono giustificare la celebrazione del Sacramento in luoghi diversi; (cfr. can. 964, paragrafo 3)".
"b) la sede per le confessioni è disciplinata dalle norme emanate dalle rispettive Conferenze Episcopali, le quali garantiranno che essa sia collocata 'in luogo visibile' e sia anche 'provvista di grata fissa', così da consentire ai fedeli ed agli stessi confessori che lo desiderano di potersene liberamente servire".
LIT/SACRAMENTO PENITENZA/… VIS 20020502 (1440)

CONFESSIONE INTEGRA DEI PECCATI E ASSOLUZIONE PERSONALE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Joseph Ratzinger, il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez e l'Arcivescovo Julián Herranz, hanno presentato questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, la Lettera Apostolica in forma di 'Motu proprio' "Misericordia Dei", su alcuni aspetti della celebrazione del Sacramento della Penitenza.

Il Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha posto in rilievo il carattere personalistico del Sacramento della Penitenza, sottolineato nel documento, ed ha spiegato che la colpa "è qualcosa di totalmente personale" e di conseguenza il perdono "deve essere totalmente personale". Questo carattere personalistico è stato negli ultimi decenni messo in ombra a motivo di un sempre più frequente ricorso alla assoluzione collettiva "considerata sempre più come una forma normale del sacramento della Penitenza - un abuso, che ha contribuito alla progressiva scomparsa di questo sacramento in alcune parti della Chiesa".

"Il dovere della confessione è istituito - così ci dice il Concilio (di Trento) - dal Signore stesso e costitutivo del sacramento, non lasciato quindi alla disposizione della Chiesa. Non è dunque nel potere della Chiesa sostituire la confessione personale con la assoluzione generale", ha detto ancora il Cardinale Ratzinger.

Il Cardinale Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha ribadito che: "Il ministero della riconciliazione non è un privilegio o un esercizio di potere, ma è espressione della responsabilità pastorale che ogni Vescovo e presbitero hanno assunto davanti a Dio il giorno della loro ordinazione, è quindi un servizio doveroso reso ai fratelli".

"Il Motu proprio 'Misericordia Dei' ribadisce l'insegnamento tradizionale della dottrina della Chiesa, secondo il quale l'unico modo ordinario della celebrazione del Sacramento della Penitenza è quello che comporta la confessione integra dei peccati al sacerdote con la assoluzione personale. Le cosiddette 'assoluzioni collettive' o 'generali' sono da considerarsi straordinarie ed eccezionali, alle quali si ricorre solo ed esclusivamente in pericolo di morte o quando è fisicamente o moralmente impossibile la celebrazione del sacramento nella forma ordinaria".

L'Arcivescovo Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha segnalato che questo documento legislativo "costituisce (…) un atto di governo ecclesiastico non soltanto prudente e opportuno ma anche pienamente rispondente al magistero di Giovanni Paolo II circa la virtù della giustizia vista come esigenza primaria della carità, e al tempo stesso inseparabile dalla misericordia nell'ordinamento giuridico della Chiesa".

Nel 'Motu proprio' emergono fortemente due realtà: "il diritto fondamentale dei fedeli a ricevere dai sacri Pastori i sacramenti istituiti da Cristo" ed il dovere di questi ultimi "di stabilire e di far applicare con diligenza le leggi canoniche e liturgiche che assicurino la valida e lecita celebrazione dei sacramenti".

L'Arcivescovo Herranz ha affermato inoltre che le norme dispositive del documento "riguardano, in primo luogo, l'unico modo ordinario" di ricevere il perdono divino per i peccati gravi, cioè "la confessione individuale". In secondo luogo, "il modo straordinario di amministrare il Sacramento, cioè la assoluzione a più penitenti insieme senza la previa confessione individuale", è contemplato in due unici casi: "'l'imminente pericolo di morte' e lo stato di 'grave necessità'".

Infine l'Arcivescovo Herranz ha ricordato l'affermazione del Legislatore "che quanto stabilito nel 'Motu proprio' 'ha valore, per sua natura, anche per le venerande Chiese Orientali Cattoliche, in conformità ai rispettivi canoni del Codice loro proprio".
…/CONFESSIONE SACRAMENTALE/… VIS 20020502 (560)

MOSTRARE IL VOLTO DI CRISTO AI MALATI E AI SOFFERENTI


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Nel suo discorso il Papa ha sottolineato che obiettivo dell'Assemblea è stato quello di riflettere su "come meglio mostrare il Volto di Cristo dolente e glorioso, illuminando con il Vangelo il mondo della salute, della sofferenza e della malattia, santificando il malato e gli operatori della salute, e promuovendo il coordinamento della pastorale della salute nella Chiesa".

"Le nuove frontiere aperte dal progresso delle scienze della vita, e le applicazioni che ne derivano" - ha detto ancora il Pontefice - "hanno posto un potere e una responsabilità enormi nelle mani dell'uomo. Se prevarrà la cultura della morte, se nel campo della medicina e della ricerca biomedica gli uomini si lasceranno condizionare da scelte egoistiche o da ambizioni prometeiche, sarà inevitabile che la dignità umana e la vita stessa siano pericolosamente minacciate. Se, al contrario, il lavoro in questo importante settore della salute sarà improntato alla cultura della vita, sotto la guida della retta coscienza, l'uomo troverà risposte valide alle sue attese più profonde".

Sottolineando i "nuovi e complessi problemi" che gli operatori della salute devono affrontare, il Papa ha esortato il Pontificio Consiglio a rimanere "fedele alla sua missione" e "ad avere sempre un atteggiamento di rispetto per la vita e la dignità dell'essere umano".
AC/PLENARIA/CON-AVA VIS 20020502 (250)

UDIENZA GENERALE: INVITO A PREGARE PER I DISOCCUPATI


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2002 (VIS). "Quest'oggi, primo maggio, si celebra la Festa del Lavoro. Essa, per noi cristiani" - ha detto il Santo Padre Giovanni Paolo II nel corso dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro - "è posta sotto la protezione di San Giuseppe lavoratore".

Frutto del lavoro, ha affermato Giovanni Paolo II, è "quel 'pane quotidiano', che invochiamo nella preghiera del Padre nostro. Si potrebbe dire, in un certo senso, che mediante il lavoro l'uomo diventa più uomo. Ecco perché la laboriosità è una virtù. Ma perché la laboriosità permetta effettivamente all'uomo di diventare più uomo, occorre che essa sia sempre congiunta con l'ordine sociale del lavoro. Solo a queste condizioni, vengono salvaguardati la dignità inalienabile della persona e il valore umano e sociale dell'attività lavorativa".

Il Santo Padre ha anche ricordato che oggi ha inizio "il mese dedicato alla Madonna" ed ha auspicato che esso sia "un mese di intensa preghiera con Maria! È questo l'augurio che di cuore formulo a ciascuno di voi, carissimi Fratelli e Sorelle, raccomandandovi ancora una volta la quotidiana recita del Santo Rosario".

"Vi invito tutti" - ha concluso il Pontefice - "ad unirvi a me nel pregare per i lavoratori, e specialmente per quanti si trovano in difficoltà occupazionali. Non possiamo, poi, non intensificare la nostra fiduciosa e incessante preghiera per la pace in Terra Santa, dove ci auguriamo tornino quanto prima a convivere nella sicurezza e nella serenità i popoli israeliano e palestinese, entrambi cari al mio cuore. Ce l'ottenga l'intercessione della Vergine Santa e del suo sposo San Giuseppe, custode del Redentore".
AG/SAN GIUSEPPE/… VIS 20020502 (280)
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