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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 25 gennaio 2008

CONCRETO LEGAME LEGGE CANONICA E VITA DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 25 GEN. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti al Convegno di Studio organizzato dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, in occasione del XXV anniversario della promulgazione del Codice di Diritto Canonico.

  "Lo 'ius ecclesiae'" - ha affermato il Papa nel suo discorso - "non è solo un insieme di norme prodotte dal Legislatore ecclesiale per questo speciale popolo che è la Chiesa di Cristo. Esso è, in primo luogo, la dichiarazione autorevole, da parte del Legislatore ecclesiale, dei doveri e dei diritti, che si fondano nei sacramenti e che sono quindi nati dall'istituzione di Cristo stesso".

  Ricordando l'incisiva espressione del Beato Antonio Rosmini relativa al diritto umano: "La persona umana è l'essenza del diritto", il Papa ha affermato: "Quello che, con profonda intuizione, il grande filosofo affermava del diritto umano dobbiamo a maggior ragione ribadire per il diritto canonico: l'essenza del diritto canonico è la persona del cristiano nella Chiesa".

  "La Chiesa riconosce alle sue leggi la natura e la funzione strumentale e pastorale per perseguire il suo fine proprio, che è - com'è noto - il raggiungimento della 'salus animarum'. (...) Perché la legge canonica possa rendere questo prezioso servizio deve, anzitutto, essere una legge ben strutturata. Essa cioè deve essere legata, da un lato, a quel fondamento teologico che le fornisce ragionevolezza ed è essenziale titolo di legittimità ecclesiale; dall'altro lato, essa deve essere aderente alle mutabili circostanze della realtà storica del Popolo di Dio".

  "Inoltre" - ha proseguito il Pontefice - "deve essere formulata in modo chiaro, senza ambiguità, e sempre in armonia con le restanti leggi della Chiesa. E' pertanto necessario abrogare le norme che risultano sorpassate; modificare quelle che necessitano di essere corrette; interpretare - alla luce del vivente Magistero della Chiesa - quelle che sono dubbie e, infine, colmare le eventuali 'lacunae legis'".

  Benedetto XVI ha affermato che i responsabili del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi hanno il dovere di "vegliare perché le attività delle varie istanze chiamate nella Chiesa a dettare norme per i fedeli possano sempre rispecchiare nel loro insieme l'unità e la comunione che sono proprie della Chiesa".

  "La legge della Chiesa è, anzitutto, 'lex libertatis': legge che ci rende liberi per aderire a Gesù. Perciò, occorre saper presentare al Popolo di Dio, alle nuove generazioni, e a quanti sono chiamati a far rispettare la legge canonica, il concreto legame che essa ha con la vita della chiesa, a tutela dei delicati interessi delle cose di Dio, e a protezione dei diritti dei più deboli, di coloro che non hanno altre forze per farsi valere, ma anche a difesa di quei delicati 'beni' che ogni fedele ha gratuitamente ricevuto - il dono della fede, della grazia di Dio, anzitutto - che nella Chiesa non possono rimanere senza adeguata protezione da parte del Diritto".
AC/DIRITTO CANONICO/...                           VIS 20080125 (480)


giovedì 24 gennaio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore James Vann Johnston, Jr., Vescovo di Springfield-Cape Girardeau (66.586; popolazione: 1.248.000; cattolici: 64.900; sacerdoti: 128; religiosi: 222; diaconi permanenti: 13), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere e Moderatore della Diocesi di Knoxville (Stati Uniti d'America), è nato nel 1959 a Knoxville (Stati Uniti d'America) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990. Succede al Vescovo John J. Leibrecht, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Thomas Chung An-zu, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Taipei (Taiwan), Vescovo della Diocesi di Kiayi (superficie: 3.244; popolazione: 1.582.934; cattolici: 17.820; sacerdoti: 41; religiosi: 81), Taiwan.

- Ha nominato Nunzio Apostolico nella Repubblica Dominicana e Delegato Apostolico in Porto Rico, l'Arcivescovo Józef Wesolowski, finora Nunzio Apostolico in Kazakhstan, Tadjikistan, Kyrgyzstan e Uzbekistan.
NER:NN:RE/.../JOHNSTON:CHUNG AN-ZU:WESOLOWSKI  VIS 20080124 (160)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale della Slovenia, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - L'Arcivescovo Alojzij Uran, di Ljubljana.

    - Il Vescovo Metod Pirih, di Koper, con l'Ausiliare Vescovo Jurij Bizjak.

    - Il Vescovo Andrej Giavan, di Novo Mesto.

    - L'Arcivescovo Franc Kramberger, di Maribor, con gli Ausiliari, Vescovo Jozef Smej e Vescovo Peter Stumpf, S.D.B.

  Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre ha ricevuto il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).
AL:AP/.../...                                                 VIS 20080124 (70)


INFO-ETICA PER I MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la XLII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, (4 maggio 2008), che quest'anno ha per tema: "I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla".

  Di seguito riportiamo alcuni estratti del Messaggio, pubblicato in lingua italiana, inglese, spagnola, tedesca, francese e portoghese.

 "Il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali (...) pone in luce quanto importante sia il ruolo di questi strumenti nella vita delle persone e della società. Non c'è infatti ambito dell'esperienza umana, specialmente se consideriamo il vasto fenomeno della globalizzazione, in cui i media non siano diventati parte costitutiva delle relazioni interpersonali e dei processi sociali, economici, politici e religiosi".

  "Grazie ad una vorticosa evoluzione tecnologica, questi mezzi hanno acquisito potenzialità straordinarie, ponendo nello stesso tempo nuovi ed inediti interrogativi e problemi. È innegabile l'apporto che essi possono dare alla circolazione delle notizie, alla conoscenza dei fatti e alla diffusione del sapere: hanno contribuito, ad esempio, in maniera decisiva all'alfabetizzazione e alla socializzazione, come pure allo sviluppo della democrazia e del dialogo tra i popoli".

  "Sì! I media, nel loro insieme, non sono soltanto mezzi per la diffusione delle idee, ma possono e devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale. Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l'uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento. E' il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale. Inoltre, per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience, a volte non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza. Vi è infine la possibilità che, attraverso i media, vengano proposti e sostenuti modelli di sviluppo che aumentano anziché ridurre il divario tecnologico tra i paesi ricchi e quelli poveri".

  "L'umanità si trova oggi di fronte a un bivio. Anche per i media vale quanto ho scritto nell'Enciclica 'Spe salvi' circa l'ambiguità del progresso, che offre inedite possibilità per il bene, ma apre al tempo stesso possibilità abissali di male che prima non esistevano (cfr n. 22). Occorre pertanto chiedersi se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze. (...) La loro straordinaria incidenza nella vita delle persone e della società è un dato largamente riconosciuto, ma va posta oggi in evidenza la svolta, direi anzi la vera e propria mutazione di ruolo, che essi si trovano ad affrontare. Oggi, in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede. Si costata, ad esempio, che su talune vicende i 'media' non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per 'creare' gli eventi stessi".

  "Il ruolo che gli strumenti della comunicazione sociale hanno assunto nella società va ormai considerato parte integrante della questione antropologica, che emerge come sfida cruciale del terzo millennio. In maniera non dissimile da quanto accade sul fronte della vita umana, del matrimonio e della famiglia, e nell'ambito delle grandi questioni contemporanee concernenti la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, anche nel settore delle comunicazioni sociali sono in gioco dimensioni costitutive dell'uomo e della sua verità. Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell'uomo. (...). Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, una 'info-etica' così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita". 

  "Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono invece contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla. Si può anzi dire che la ricerca e la presentazione della verità sull'uomo costituiscono la vocazione più alta della comunicazione sociale. Utilizzare a questo fine tutti i linguaggi, sempre più belli e raffinati di cui i media dispongono, è un compito esaltante affidato in primo luogo ai responsabili ed agli operatori del settore".

  "E' un compito che tuttavia, in qualche modo, ci riguarda tutti, perché tutti, nell'epoca della globalizzazione, siamo fruitori e operatori di comunicazioni sociali. I nuovi media, telefonia e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione e, forse, è questa un'occasione preziosa per ridisegnarlo, per rendere meglio visibili, come ebbe a dire il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, i lineamenti essenziali e irrinunciabili della verità sulla persona umana".
MESS/GIORNATA COMUNICAZIONI SOCIALI/...               VIS 20080124 (850)


MEZZI COMUNICAZIONE: DIFFONDERE E DIFENDERE VERITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali ed il Monsignor Paul Tighe, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, hanno presieduto la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la XLII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest'anno ha per tema: "I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la Verità per condividerla".

  L'Arcivescovo Celli ha affermato che "i media oggi possono essere strumenti della nostra speranza, 'possono e devono anche essere strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale', come scrive nel Suo messaggio Benedetto XVI".

  "Non per nulla il Papa accenna - seppur brevemente - al prezioso ruolo che i media hanno avuto e continuano ad avere 'in maniera decisiva'" e, passando in rassegna i diversi settori della vita umana, ricorda che "i media sono una vera e propria risorsa, una benedizione per tutti: 'l'alfabetizzazione, la socializzazione, lo sviluppo della democrazia e il dialogo fra i popoli'".

  "Il Papa sa e avverte, con lucida chiarezza, che 'non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l'uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti'. Ecco la sfida dei media, la sfida che noi, nella quotidianità dobbiamo affrontare per essere uomini, solidali con tutti gli uomini".

  Benedetto XVI, ha proseguito l'Arcivescovo Celli, fa alcune riflessioni fra le quali quella che "'i media possono essere utilizzati…per 'creare' gli eventi stessi'. E se i media, più che raccontare gli eventi, li 'creano' cosa avviene nei confronti dell'uomo?". In merito il Papa rileva che: "'Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria una info-etica così come esiste una bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita'".

  "Parole, quelle di Benedetto XVI" - ha concluso l'Arcivescovo Celli - "che ci fanno avvertiti ancor di più quanto le comunicazioni sociali siano profondamente legate all'uomo invitandoci, quindi, a difendere gelosamente la persona umana in tutti i suoi ambiti e in tutto ciò che l'uomo è ed è chiamato ad essere".

  Il Monsignor Tighe ha affermato a sua volta che il Santo Padre ricorda nel Messaggio lo "straordinario potenziale che le nuove tecnologie offrono a coloro che lavorano nel campo delle comunicazioni".

  "La vera misura del progresso" - ha proseguito il Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali - "non si deve ricercare solo nella efficienza tecnica o logistica dei nuovi mezzi di comunicazione ma negli scopi per cui servono". Le nuove tecnologie devono essere impiegate "al servizio degli individui e delle comunità nella loro ricerca di verità o per promuovere i propri interessi e/o gli interessi di coloro che rappresentano in modo tale da manipolare gli individui e le comunità".

  Il Messaggio del Papa, ha aggiunto il Monsignor Tighe, incoraggia gli operatori del settore delle comunicazioni "ad occuparsi delle grandi responsabilità che gli offrono e a sostenere i più alti standard professionali. In particolare, sono esortati ad essere vigili negli sforzi volti a far conoscere la verità e a difenderla 'contro coloro che tendono a negarla e distruggerla. I professionisti dei media sono invitati a difendere gli ancoraggi etici della loro professione e ad assicurarsi che siano sempre difese la 'centralità e la dignità inviolabile dell'uomo'".

  Infine Monsignor Tighe ha ricordato i numerosi giornalisti in tutto il mondo che "hanno dato straordinaria testimonianza del proprio impegno alla verità. Molti (...) hanno sofferto la persecuzione, la prigionia e persino la morte per questo loro impegno e per il rifiuto di rimanere in silenzio di fronte all'ingiustizia e alla corruzione".
OP/MESSAGGIO COMUNICAZIONI SOCIALI/CELLI:TIGHE VIS 20080124 (640)


SECOLARISMO PRINCIPALE SFIDA CHIESA IN SLOVENIA

CITTA' DEL VATICANO, 24 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza Episcopale della Slovenia, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

  Ricordano i mutamenti di notevole rilievo conosciuti dal Paese negli ultimi cinque anni, dall'ingresso nell'Unione Europea nel 2004 all'adozione della moneta unica europea, l'Euro, nel 2007 e all'adesione del tratto di Schengen per la libera circolazione, il Santo Padre ha affermato: "Questi importanti avvenimenti non hanno carattere ecclesiastico, ma non di meno interessano la Chiesa perché riguardano la vita della gente, in particolare l'orizzonte dei valori in Europa".

  Menzionando la Lettera pastorale dei Vescovi sloveni del 23 aprile 2004,  il Papa ha affermato: "Mi pare conservi tutto il suo valore quanto da voi affermato: se l'Europa vuole rimanere e diventare sempre più una terra di pace, conservando come uno dei valori fondamentali il rispetto della dignità della persona umana, non può rinnegare la componente principale - sul piano spirituale ed etico - di tale fondamento, cioè quella cristiana".

  "Gli umanesimi non sono tutti uguali" - ha sottolineato il Pontefice - "né sono equivalenti sotto il profilo morale. Non mi riferisco qui agli aspetti religiosi, mi limito a quelli etico-sociali. A seconda della visione di uomo che si adotta, infatti, si hanno conseguenze diverse per la convivenza civile. Se, per esempio, si concepisce l'uomo, secondo una tendenza oggi diffusa, in modo individualistico, come giustificare lo sforzo per la costruzione di una comunità giusta e solidale?".

  Citando nuovamente la Lettera pastorale dei Vescovi ha ribadito: "'Il cristianesimo è la religione della speranza: speranza nella vita, nella felicità senza fine, nel compimento della fraternità tra tutti gli uomini'", il Santo Padre ha affermato: "Questo è vero in ogni continente, e lo è anche in un'Europa dove molti intellettuali stentano ancora ad accettare il fatto che 'ragione e fede hanno bisogno l'una dell'altra per realizzare la loro vera natura e la loro missione'".

  In merito alla "principale sfida" con cui deve misurarsi la Chiesa in Slovenia, il Papa ha affermato: "Il secolarismo di impronta occidentale, diverso e forse più subdolo di quello marxista, presenta segni che non possono non preoccuparci. Si pensi, ad  esempio, alla ricerca sfrenata dei beni materiali, alla riduzione della natalità, e ancora al calo della pratica religiosa con una sensibile diminuzione delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata".

  "Ogni generazione è chiamata a rinnovare questa scelta, tra 'la vita e il bene, la morte e il male' (cfr. Dt 30,15). E noi Pastori abbiamo il dovere di indicare ai cristiani la via della vita, perché essi siano a loro volta sale e luce nella società. Incoraggio pertanto la Chiesa che è in Slovenia a rispondere alla cultura materialistica ed egoistica con una coerente azione evangelizzatrice, che parta dalle parrocchie".

  Infine, riferendosi al Congresso Eucaristico Nazionale in programma in Slovenia nella primavere del 2009, Benedetto XVI ha ribadito che: "L'Eucaristia e la Parola di Dio (...) costituiscono il vero tesoro della Chiesa. Fedele all'insegnamento di Gesù, ogni comunità deve utilizzare i beni terreni semplicemente come servizio al Vangelo e coerentemente con i dettami del Vangelo".

  "Il Nuovo Testamento" - ha concluso il Pontefice - "è al riguardo assai ricco di insegnamenti e di esempi normativi perché in ogni tempo i Pastori possano impostare correttamente il delicato problema dei beni temporali e del loro uso appropriato. In ogni epoca della Chiesa, la testimonianza di povertà evangelica è stato un elemento essenziale dell'evangelizzazione, come lo è stato nella vita di Cristo".
AL/.../SLOVENIA                                   VIS 20080124 (590)


mercoledì 23 gennaio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Don Tarcisio Scaramussa, S.D.B., finora Consigliere Generale dei Salesiani a Roma, Vescovo Ausiliare di São Paulo (superficie: 1.645; popolazione: 7.060.750; cattolici: 5.215.000; sacerdoti. 941; religiosi: 2.825; diaconi permanenti: 30), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Prosperidade (Brasile), ha emesso la prima professione nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco nel 1969 ed i voti perpetui nel 1977.
NEA/.../SCARAMUSSA                         VIS 20080123 (80)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto ieri in udienza il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".
AP/.../...                                         VIS 20080123 (30)

LETTERA DI BENEDETTO XVI COMPITO URGENTE EDUCAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2008 (VIS). Oggi è stata resa pubblica un Lettera del Santo Padre indirizzata alle Diocesi e alla Città di Roma sul compito urgente dell'educazione.

 Al termine della preghiera dell'Angelus Domini di domenica scorsa, in occasione della Giornata della scuola cattolica della Diocesi di Roma, il Santo Padre ha esortato i genitori, i professori, i presidi e gli alunni delle scuole cattoliche, a "perseverare, nonostante le difficoltà, nell'importante compito di porre il Vangelo al centro di un progetto educativo che punti alla formazione integrale della persona umana".

  Nella Lettera, datata 21 gennaio, il Santo Padre Benedetto XVI scrive che l'educazione "oggi sembra diventare sempre più difficile. (...) Si parla perciò di una grande 'emergenza educativa', confermata dagli insuccessi a cui troppo spesso vanno incontro i nostri sforzi per formare persone solide, capaci di collaborare con gli altri e di dare un senso alla propria vita. (...) Si parla inoltre di una 'frattura fra le generazioni', che certamente esiste e pesa, ma che è l'effetto, piuttosto che la causa, della mancata trasmissione di certezze e di valori".

  "È forte certamente" - ha sottolineato il Pontefice - "sia tra i genitori che tra gli insegnanti e in genere tra gli educatori, la tentazione di rinunciare, e ancor prima il rischio di non comprendere nemmeno quale sia il loro ruolo (...). In realtà sono in questione non soltanto le responsabilità personali degli adulti o dei giovani, (...) ma anche un'atmosfera diffusa, una mentalità e una forma di cultura che portano a dubitare del valore della persona umana, del significato stesso della verità e del bene, in ultima analisi della bontà della vita".

  "Non temete!" - ha esclamato il Papa - "Tutte queste difficoltà, infatti, non sono insormontabili. (...) Anche i più grandi valori del passato non possono semplicemente essere ereditati, vanno fatti nostri e rinnovati attraverso una, spesso sofferta, scelta personale".

  "Quando però sono scosse le fondamenta e vengono a mancare le certezze essenziali, il bisogno di quei valori torna a farsi sentire in modo impellente: così, in concreto, aumenta oggi la domanda di un'educazione che sia davvero tale. La chiedono i genitori (...); la chiedono tanti insegnanti (...); la chiede la società nel suo complesso (...); gli stessi ragazzi e giovani, che non vogliono essere lasciati soli di fronte alle sfide della vita".

  "Cari fratelli e sorelle, per rendere più concrete queste mie riflessioni, può essere utile individuare alcune esigenze comuni di un'autentica educazione. Essa ha bisogno anzitutto di quella vicinanza e di quella fiducia che nascono dall'amore".

  "Sarebbe dunque una ben povera educazione quella che si limitasse a dare delle nozioni e delle informazioni, ma lasciasse da parte la grande domanda riguardo alla verità, soprattutto a quella verità che può essere di guida nella vita".

  Il punto forse più delicato dell'opera educativa, sottolinea il Pontefice è "trovare un giusto equilibrio tra la libertà e la disciplina", spiegando che: "Il rapporto educativo è pero anzitutto l'incontro di due libertà e l'educazione ben riuscita è formazione al retto uso della libertà. (...) dobbiamo dunque accettare il rischio della libertà, rimanendo sempre attenti ad aiutarlo a correggere idee e scelte sbagliate".

  "L'educazione non può dunque fare a meno di quell'autorevolezza che rende credibile l'esercizio dell'autorità. Essa è frutto di esperienza e competenza, ma si acquista soprattutto con la coerenza della propria vita", scrive ancora il Pontefice sottolineando anche quanto "nell'educazione sia decisivo il senso di responsabilità (...) in primo luogo personale, ma c'è anche una responsabilità che condividiamo insieme, come cittadini di una stessa città e di una nazione, come membri della famiglia umana e, se siamo credenti, come figli di un unico Dio e membri della Chiesa".

  "Di fatto le idee, gli stili di vita, le leggi" - scrive ancora il Pontefice - "gli orientamenti complessivi della società in cui viviamo, e l'immagine che essa dà di se stessa attraverso i mezzi di comunicazione, esercitano un grande influsso sulla formazione delle nuove generazioni, per il bene ma spesso anche per il male. (...) La società però non è un'astrazione; alla fine siamo noi stessi, tutti insieme, con gli orientamenti, le regole e i rappresentanti che ci diamo, sebbene siano diversi i ruoli e le responsabilità di ciascuno".

  Infine il Papa fa riferimento alla speranza - tema della ultima Lettera Enciclica -
come "anima dell'educazione" e segnala che: "Oggi la nostra speranza è insidiata da molte parti e rischiamo di ridiventare anche noi, come gli antichi pagani, uomini 'senza speranza e senza Dio in questo mondo'".

  "Alla radice della crisi dell'educazione" - conclude il Pontefice - "c'è infatti una crisi di fiducia nella vita. La speranza che si rivolge a Dio non è mai speranza solo per me, è sempre anche speranza per gli altri: non ci isola, ma ci rende solidali nel bene, ci stimola ed educarci reciprocamente alla verità e all'amore".
BXVI-LETTERA/EDUCAZIONE/...                       VIS 20080123 (810)


PREGHIERA STA NEL CUORE STESSO TUTTO CAMMINO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 23 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi alla Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, in corso dal 18 al 25 gennaio prossimo, festa della Conversione dell'Apostolo Paolo.

  "I cristiani della varie Chiese e Comunità ecclesiali" - ha spiegato il Papa alle migliaia di persone riunite nell'Aula Paolo VI - "si uniscono in questi giorni in una corale invocazione per chiedere al Signore Gesù il ristabilimento della piena unità tra tutti i suoi discepoli. (...) Chiedendo la grazia dell'unità, i cristiani si uniscono alla preghiera stessa di Cristo e si impegnano ad operare attivamente perché l'intera umanità lo accolga e lo riconosca come solo Pastore ed unico Signore, e possa così sperimentare la gioia del suo amore".

  Tracciando a grandi linee la storia dell'istituzione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che quest'anno ha per tema: "Pregate continuamente (1 Ts 5, 17)", il Papa ha ricordato che la Settimana di quest'anno "assume un valore e un significato particolari perché ricorda i cento anni dal suo inizio. Infatti fu proprio nel 1908 che Padre Paul Wattson, anglicano americano entrato poi nella comunione della Chiesa cattolica, "lanciò l'idea profetica di un ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani". L'appello a pregare per l'unità fu poi esteso, nel 1916, all'intera Chiesa cattolica grazie all'intervento di Papa Benedetto XV e, negli anni sessanta del ventesimo secolo, "Quando poi soffiò il vento profetico del Concilio Vaticano II si avvertì ancor più l'urgenza dell'unità".

  Al Concilio Vaticano II si deve il decreto sull'ecumenismo "Unitatis redintegratio", nel quale, ha ricordato il Papa, "vengono sottolineati con forza il ruolo e l'importanza della preghiera per l'unità. La preghiera, (...), sta nel cuore stesso di tutto il cammino ecumenico".

  "Grazie proprio a questo ecumenismo spirituale - santità della vita, conversione del cuore, preghiere private e pubbliche - la comune ricerca dell'unità ha registrato in questi decenni un grande sviluppo, che si è diversificato in molteplici iniziative: dalla reciproca conoscenza al contatto fraterno fra membri di diverse Chiese e Comunità ecclesiali,  da conversazioni sempre più amichevoli a collaborazioni in vari campi, dal dialogo teologico alla ricerca di concrete forme di comunione e di collaborazione".

  "Il Concilio" - ha ricordato ancora il Pontefice - "pone l'accento sulla preghiera comune (...). E ciò perché, nella preghiera comune, le comunità cristiane si pongono insieme di fronte al Signore e, prendendo coscienza delle contraddizioni generate dalla divisione, manifestano la volontà di ubbidire alla sua volontà ricorrendo fiduciosi al suo onnipotente soccorso. (...) La preghiera comune non è quindi un atto volontaristico o puramente sociologico, ma è espressione della fede che unisce tutti i discepoli di Cristo".

  "E' la consapevolezza dei nostri limiti umani che ci spinge all'abbandono fiducioso nelle mani del Signore. A ben vedere, il senso profondo di questa Settimana di Preghiera è proprio quello di appoggiarsi saldamente sulla preghiera di Cristo, che nella sua Chiesa continua a pregare perché 'tutti siano una cosa sola... perchè il mondo creda...' (Gv 17,21".

 "Oggi sentiamo fortemente il realismo di queste parole" - ha concluso il Pontefice - "Il mondo soffre per l'assenza di Dio, per l'inaccessibilità di Dio, ha desiderio di conoscere il volto di Dio. Ma come potrebbero e possono gli uomini di oggi, conoscere questo volto di Dio nel volto di Gesù Cristo, se noi cristiani siamo divisi, se uno insegna contro l'altro, se uno sta contro l'altro? Solo nell'unità possiamo mostrare realmente a questo mondo - che ne ha bisogno - il volto di Dio, il volto di Cristo".
AG/SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/...               VIS 20080123 (540)


martedì 22 gennaio 2008

POSSESSO DIACONIE CARDINALE LAJOLO E CARDINALE COPPA

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione delle prese di possesso che avranno luogo domenica prossima:

  Domenica 27 gennaio 2008, alle ore 10:30, il Cardinale Giovanni Lajolo, Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, prenderà possesso della Diaconia di Santa Maria Liberatrice a Monte Testaccio, Via Lorenzo Ghiberti, 2, Roma.

  Domenica 27 gennaio 2008, alle ore 18:30, il Cardinale Giovanni Coppa, prenderà possesso della nuova Diaconia Titolo di San Lino, Via Cardinale Garampi, 60, Roma.
OP/DIACONIE/LAJOLO:COPPA                                                  VIS 20080122 (110)


XXV ANNIVERSARIO PROMULGAZIONE CODICE DIRITTO CANONICO

CITTA' DEL VATICANO, 22 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Convegno di Studio: "La legge canonica nella vita della Chiesa. Indagine e prospettive, nel segno del recente Magistero Pontificio", in occasione del XXV anniversario della Promulgazione del Codice di Diritto Canonico (25.1.1983 - 25.1.2008).

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l'Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi ed il Monsignor Juan Ignacio Arrieta, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

  L'Arcivescovo Coccopalmerio ha ricordato che: "Venticinque anni fa giungevano (...) a termine i lunghi lavori di revisione del Codice di Diritto Canonico del 1917, revisione che Giovanni XXIII aveva prospettato lo stesso giorno in cui diede l'annunzio della celebrazione del Vaticano II", con l'obiettivo "di rivedere il corpo centrale dell'ordinamento legislativo della Chiesa d'accordo con gli apporti dottrinali plasmati nei documenti conciliari".

  Successivamente il Presule si è soffermato sulle differenze fra il Codice di Diritto Canonico e i Codici di diritto statuale. "Il Codice di diritto canonico" - ha spiegato l'Arcivescovo Coccopalmerio - "contiene il diritto della Chiesa, così come un codice statuale contiene il diritto di una certa nazione".

  "Si denomina 'di diritto canonico'" - ha proseguito il Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi - "perché composto di 'canoni', equivalenti agli 'articoli' di un Codice statuale". (...) "Un Codice di diritto canonico non è solo un insieme di norme create dalla volontà del legislatore ecclesiale. È innanzitutto un -diciamo così - indicatore di doveri e diritti insiti nella persona dei fedeli oppure nella struttura della Chiesa per statuizione di Cristo stesso".

  Dopo aver indicato in primo luogo i doveri e i diritti fondamentali, il legislatore canonico "statuisce anche una serie di norme che hanno la finalità di precisare, applicare, difendere i doveri e i diritti fondamentali".

  "Il Codice di diritto canonico è per tale motivo, come un quadro grande e complesso in cui sono raffigurati i fedeli e le comunità nella Chiesa e in cui di ciascuno è indicata la identità e la 'mission'. E il pittore di questo quadro è il legislatore ecclesiale. Da dove il legislatore ricava il modello per dipingere il quadro? Lo ricava dalla dottrina della Chiesa e prossimamente dal Vaticano II così come ci ha insegnato il Papa Giovanni Paolo II promulgando l'attuale Codice".

  Fra le novità del Codice, l'Arcivescovo ha citato il canone 208 che "È un canone programmatico" - ha affermato - "da cui vengono poi tante determinazioni concrete riguardanti tutti i fedeli e specialmente i fedeli laici: tutti sono chiamati a essere attivi nella Chiesa (...). Un altro esempio di novità che può risultare interessante è la delineazione di quanto attiene al Romano Pontefice e al Collegio dei Vescovi (can. 330-341), al Sinodo dei Vescovi (can. 342-348), alle Conferenze Episcopali".

  Il Presule ha inoltre sottolineato che il Codice di Diritto Canonico del 1983 è "certamente" un buon Codice "anche se, come tutte le opere umane è sempre riformabile, è quindi perfettibile ed è altresì restaurabile dopo un tempo di invecchiamento. Uno degli scopi del Convegno per il XXV anniversario del Codice sarà appunto quello di individuare alcuni punti bisognosi di un certo restauro".

  Infine il Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi ha enumerato le competenze del suo Dicastero: aiutare "il legislatore supremo, cioè il Papa, a mantenere costantemente la legislazione nella Chiesa il più possibile completa e aggiornata. Lo aiuta, altresì, a vigilare sulla applicazione corretta delle leggi vigenti. Infine - come detto - aiuta il Papa nella delicata attività di interpretazione delle norme".

  Il Monsignor Arrieta ha affermato che finalità del presente Convegno è di "compiere una indagine propositiva, ovviamente generale e solo iniziale, sull'andamento dell'applicazione del Codice stesso, e di tutte le altre norme che i diversi organismi della Curia Romana e i legislatori particolari hanno prodotto in questi 25 anni".

  Il Convegno avrà inizio con "una valutazione globale di questo sviluppo normativo", presentata dal Cardinale Julián Herranz, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, "che è la memoria storica in materia, avendo seguito in prima persona l'intero processo a partire dal Concilio Vaticano ".

  Il Segretario del Dicastero ponendo l'accento sui limiti della durata dell'incontro, ha precisato che si sono dovuti selezionare alcuni dicasteri per esaminare il processo applicativo delle norme del Codice negli ultimi 25 anni. Così, ad esempio, il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, parlerà sul tema: "Accettazione e operatività del diritto canonico nei territori di missione. Confronto culturale e limiti tecnici".

  Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, terrà la Seconda relazione dal titolo: "La relazione e produzione normativa a livello di Chiesa particolare, di Conferenze episcopali e di Concili particolari", mentre il Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, terrà la Quarta relazione dal titolo: "La formazione dei ministri sacri: l'insegnamento del Diritto Canonico", soffermandosi sull'evoluzione della disciplina relativa alla formazione canonistica nei Seminari e nelle Facoltà teologiche, sulle difficoltà trovate e sul modo di superarle.

  Il Cardinale Joseph Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum", terrà la Terza relazione dal titolo: "Spontaneità della Carità: esigenze e limiti delle strutture normative".

  La mattina di venerdì 25 gennaio, prima dell'Udienza del Santo Padre alle 12:00, il Cardinale Franc Rodé, C.M., Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, terrà la Quinta relazione su: "Vita consacrata e struttura normativa. Esperienza e prospettive del rapporto tra norma generale e Statuti propri". Il Cardinale Peter Erdö, Arcivescovo di Budapest (Ungheria), Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, terrà la Quinta relazione sul tema: "Rigidità ed elasticità delle strutture normative nel dialogo ecumenico". Dopo un breve dibattito, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, terrà la Relazione Conclusiva sul tema: "La legge canonica e il governo pastorale della Chiesa. Il ruolo del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi".

  Al Convegno che si terrà nell'Aula del Sinodo dei Vescovi in Vaticano, il 24 e il 25 gennaio, parteciperanno Membri di Conferenze Episcopali, oltre 500 canonisti di tutto il mondo e studenti di facoltà di diritto canonico, soprattutto italiane.
OP/CODICE DIRITTO CANONICO/...                     VIS 20080122 (1030)


lunedì 21 gennaio 2008

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza il Cardinale Antonio Maria Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid (Spagna).

  Sabato 19 gennaio il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

- Il Vescovo Paul Hinder, O.F.M.Cap., Vicario Apostolico di Arabia (Emirati Arabi Uniti), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- L'Arcivescovo Paul Dahdah, O.C.D., Vicario Apostolico di Bairut (Libano), in Visita "ad Limina Apostolorum".

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                       VIS 20080121 (100)

DIMENSIONE ECUMENICA DELL'ANNO PAOLINO

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina,  nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione dello "Anno Paolino" (28 giugno 2008 - 29 giugno 2009) e, in particolare, del programma delle iniziative presso la Basilica papale di San Paolo fuori le Mura.

  Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arciprete della Basilica papale di San Paolo fuori le Mura; il Reverendo Dom Johannes Paul Abrahamowicz, O.S.B., Priore dell'Abbazia di San Paolo fuori le Mura e l'Ingegner Pier Carlo Visconti, Delegato per l'Amministrazione.

 Il Cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, Arcipreste della Basilica, ha ricordato che il Santo Padre Benedetto XVI, durante la celebrazione dei Primi Vespri della solennità dei Santi Pietro e Paolo, nel pomeriggio del 28 giugno 2007, ha annunziato la sua intenzione di celebrare, dal 28 giugno 2008 al 29 giugno 2009, un anno dedicato a San Paolo, con riferimento al bimillenario della nascita dell'Apostolo delle Genti. Nell'indire tale evento, il Papa ha invitato tutti a cogliere la dimensione ecumenica dell'Anno Paolino, affermando che "L'Apostolo delle genti, particolarmente impegnato a portare la Buona Novella a tutti i popoli, si è totalmente prodigato per l'unità e la concordia di tutti i cristiani.

  "L'Anno Paolino" - ha detto il Cardinale Corsero Lanza di Montezemolo - "offrirà dunque, particolarmente per i cattolici, l'invito e l'occasione di riscoprire la grande figura dell'Apostolo Paolo, di rileggere e studiare le sue numerose lettere, indirizzate alle prime comunità cristiane; di rivivere i primi tempi della nostra Chiesa; di approfondire il suo ricchissimo insegnamento, indirizzato a tutti e particolarmente ai 'gentili' e meditare sulla sua vigorosa spiritualità di fede, di speranza e di carità; di compiere un pellegrinaggio sulla sua tomba, e nei numerosi luoghi che Egli ha visitato, dove ha fondato le prime comunità ecclesiali; di rivitalizzare la nostra fede ed il nostro ruolo nella Chiesa di oggi, alla luce dei suoi insegnamenti; ed infine di pregare ed operare per l'Unità di tutti i cristiani in una Chiesa che sia unita, e che sia vero 'Corpo Mistico di Cristo'.

  Le attività previste comprendono un programma pastorale, con celebrazioni liturgiche quotidiane ordinarie e straordinarie, con incontri di preghiera, con la celebrazione del sacramento della penitenza; un programma religioso-culturale, con la 'lectio Pauli' e la catechesi sui testi di San Paolo, con conferenze, meditazioni, convegni; un programma di pellegrinaggi, sia in Basilica che in altri luoghi paolini, in Roma (12 luoghi in Roma) o nel mondo (Terra Santa, Turchia, Malta, ecc); il programma culturale ed artistico, con esposizioni, visite guidate alla Basilica, conferenze, concerti, con esposizioni di pubblicazioni paoline, con la emissione da parte del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano di un francobollo e di una moneta da due euro; un programma editoriale, con la pubblicazione (in varie lingue) di una "guida della Basilica", con una nuova edizione degli Atti degli Apostoli e delle Lettere di San Paolo e l'attivazione di un sito web (www.annopaolino.org) costantemente aggiornato.

  Infine parlando delle attività dell'Anno Paolino che saranno fortemente marcate d una chiara dimensione ecumenica, il Cardinale ha reso noto che la Cappella destinata a Battistero, che si trova tra la Basilica ed il Chiostro, sarà trasformata in Cappella ecumenica e mantenendo "la caratteristica di Battistero con il fonte battesimale da un lato, (...) sarà destinata ad offrire ai fratelli cristiani che lo richiedano un luogo speciale di preghiera, per i loro singoli gruppi che vengono pellegrini presso la tomba di Paolo, oppure anche per pregare insieme con i cattolici, senza celebrazione di sacramenti".

  "In essa sarà riposto" - ha precisato il Cardinale Cordero Lanza di Montezemolo - l'altare che contiene i resti di San Timoteo di Antiochia (martirizzato nel 311) e di altri ignoti martiri del IV secolo, che fu rimosso nel 2006 dall'ipogeo di San Paolo per poter rendere visibile il sarcofago dell'Apostolo".
OP/ANNO PAOLINO/CORDERO LANZA MONTEZEMOLO  VIS 20080121 (650)


BENEDIZIONE DEGLI AGNELLI NELLA FESTA DI SANT'AGNESE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2006 (VIS). Questa mattina, nella Cappella Urbano VIII del Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione della Memoria Liturgica di Sant'Agnese, Vergine e Martire, il Santo Padre Benedetto XVI ha benedetto due agnelli vivi, la cui lana sarà utilizzata per confezionare i sacri Pallii che il Papa impone ai nuovi Arcivescovi Metropoliti, ogni anno, il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

  Il Pallio, sottile fascia di lana bianca ornata da sei croci di seta nera, è un'insegna liturgica d'onoare e di giurisdizione che simboleggia la comunione dei Pastori con il Romano Pontefice.
.../BENEDIZIONE AGNELLI:PALLIO/...                       VIS 20080121 (110)


RENDERE EFFICACE DOVERE APOSTOLICO UNIVERSITÀ CATTOLICHE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Vaticano i partecipanti alla Plenaria della Congregazione per l'Educazione Cattolica ai quali ha rivolto le seguenti parole: "É quanto mai opportuno che, in questo nostro tempo, si rifletta su come rendere attuale ed efficace questo compito apostolico della Comunità ecclesiale, affidato alle Università cattoliche e in maniera speciale alle Facoltà ecclesiastiche".

  Riferendosi alla riforma degli studi ecclesiastici di filosofia, "nella quale non mancherà di essere sottolineata la dimensione metafisica e sapienziale della filosofia, richiamata da Giovanni Paolo II nell'Enciclica Fides et ratio (cfr n. 81)" - Papa Benedetto XVI ha ribadito che: "Altrettanto utile è valutare l'opportunità di una riforma della Costituzione Apostolica 'Sapientia christiana. Voluta dal mio venerato Predecessore nel 1979, essa costituisce la 'magna charta' delle Facoltà ecclesiastiche e serve come base per formulare i criteri di valutazione della qualità di tali istituzioni, valutazione richiesta dal Processo di Bologna, di cui la Santa Sede è divenuta membro dal 2003".

  "Le discipline ecclesiastiche, soprattutto la teologia" - ha proseguito il Pontefice -"sono sottoposte oggi a nuovi interrogativi, in un mondo tentato, da una parte, dal razionalismo, che segue una razionalità falsamente libera e slegata da ogni riferimento religioso, e, dall'altra, dai fondamentalismi, che falsificano la vera essenza della religione con il loro incitamento alla violenza e al fanatismo".

  Benedetto XVI ha sottolineando che di fronte alla crisi educativa "Anche la scuola deve interrogarsi sulla missione che deve compiere nell'odierno contesto sociale, (...). La scuola cattolica, che ha come missione primaria di formare l'alunno secondo una visione antropologica integrale, pur essendo aperta a tutti e rispettando l'identità di ciascuno, non può non proporre una sua propria prospettiva educativa, umana e cristiana. Ecco allora porsi una sfida nuova che la globalizzazione ed il pluralismo crescente rendono ancor più acuta: quella cioè dell'incontro delle religioni e delle culture nella comune ricerca della verità". Ciò significa "non escludere qualcuno in nome della sua appartenenza culturale o religiosa; dall'altro canto, una volta riconosciuta e accolta questa diversità culturale e religiosa, non fermarsi alla pura constatazione".

  Riferendosi ad un altro tema allo studio dell'Assemblea Plenaria, la riforma della "Ratio fundamentalis institutionis sacerdotalis" per i Seminari, documento, datato 1970, ed aggiornato nel 1985, il Papa ha affermato che: "Sembra, dunque, necessario interrogarsi sull'opportunità della riforma della Ratio fundamentalis, che dovrà sottolineare l'importanza di una corretta articolazione delle diverse dimensioni della formazione sacerdotale nella prospettiva della Chiesa-comunione, seguendo le indicazioni del Concilio Vaticano II. (...) La formazione dei sacerdoti futuri, inoltre, dovrà offrire orientamenti e indirizzi utili per dialogare con le culture contemporanee".

  "La formazione umana e culturale va pertanto significativamente rafforzata e sostenuta anche con l'ausilio delle scienze moderne, giacché alcuni fattori sociali destabilizzanti presenti oggi nel mondo (ad esempio, la condizione di tante famiglie separate, la crisi educativa, una violenza diffusa, ecc.) rendono fragili le nuove generazioni".

  "Occorre, al tempo stesso" - ha concluso il Pontefice - "un'adeguata formazione alla vita spirituale, che renda le comunità cristiane, in particolare le parrocchie, sempre più consapevoli della loro vocazione e capaci di rispondere in modo adeguato alla domanda di spiritualità che viene specialmente dai giovani. Ciò richiede che non manchino nella Chiesa apostoli ed evangelizzatori qualificati e responsabili".
AC/EDUCAZIONE/...                                      VIS 20080121 (540)


PAROLA DI DIO AL CENTRO MISSIONE COMUNITÀ ECCLESIALE


CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza i partecipanti alla VI Riunione dell'XI Consiglio Ordinario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, in preparazione all'Assemblea Generale Ordinaria, in programma dal 5 al 26 ottobre 2008.

  Ringraziando l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Consiglio, per le parole rivoltegli, il Santo Padre ha ricordato di aver voluto, nella recente Lettera Enciclica "Spe salvi", sottolineare "'il carattere comunitario della speranza'. (n. 14) L'essere in comunione con Gesù Cristo ci coinvolge nel suo essere 'per tutti' (...) Egli ci impegna per gli altri, ma solo nella comunione con Lui diventa possibile esserci veramente per gli altri', poiché esiste una 'connessione tra amore di Dio e responsabilità per gli uomini' (ivi, 28), che permette di non ricadere nell'individualismo della salvezza e della speranza".

  "Credo" - ha ribadito il Pontefice - "che si possa scoprire efficacemente applicato questo fecondo principio proprio nell'esperienza sinodale, nella quale l'incontro diventa comunione e la sollecitudine per tutte le Chiese (cfr 2 Cor 11,28) emerge nella preoccupazione di tutti".

  "La prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi rifletterà su 'La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa'" - ha proseguito il Papa - "I grandi compiti della Comunità ecclesiale nel mondo contemporaneo - tra i tanti, sottolineo l'evangelizzazione e l'ecumenismo - sono incentrati sulla Parola di Dio e nello stesso tempo sono da essa giustificati e sorretti".

  "Come l'attività missionaria della Chiesa con la sua opera evangelizzatrice trova ispirazione e scopo nella rivelazione misericordiosa del Signore, il dialogo ecumenico non può basarsi su parole di sapienza umana (cfr 1 Cor 2,13) o su sagaci espedienti strategici, ma deve essere animato unicamente dal riferimento costante all'originaria Parola, che Dio ha consegnato alla sua Chiesa perchè sia letta, interpretata e vissuta in comunione".

  "In questo ambito la dottrina di San Paolo" - ha ricordato il Pontefice - "rivela una forza tutta speciale fondata, ovviamente, sulla rivelazione divina, ma anche sulla sua stessa esperienza apostolica, che, ha confermato sempre di nuovo (...) che solamente la forza dello Spirito Santo, non la sapienza né l'eloquenza umana, costruisce la Chiesa nella fede".

  "Per una felice concomitanza" - ha precisato il Pontefice - "San Paolo verrà particolarmente venerato quest'anno, grazie alla celebrazione dell'Anno Paolino. Lo svolgimento del prossimo Sinodo sulla Parola di Dio offrirà pertanto alla contemplazione della Chiesa, e principalmente dei suoi Pastori, anche la testimonianza di questo grande Apostolo e araldo della Parola di Dio. Al Signore, che egli prima perseguitò e al quale poi consacrò tutto il suo essere, Paolo restò fedele sino alla morte: possa il suo esempio essere di incoraggiamento per tutti ad accogliere la Parola della salvezza e a tradurla nella vita quotidiana in fedele sequela di Cristo".

  Papa Benedetto XVI ha preso congedo dai Membri del Consiglio Ordinario con queste parole: "Cari e venerati Fratelli, (...) voi rendete un servizio meritorio alla Chiesa, poiché l'organismo sinodale costituisce un'istituzione qualificata per promuovere la verità e l'unità del dialogo pastorale all'interno del Corpo mistico di Cristo".
AC/SINODO VESCOVI/ETEROVIC                       VIS 20080121 (510)


PRESIDENTE TIMOR EST RICEVUTO DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 21 GEN. 2008 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica Democratica di Timor Est, Sua Eccellenza il Signor José Manuel Ramos-Horta, e il seguito. Successivamente, il Presidente ha incontrato il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti".

  "Nei colloqui sono stati evocati i cordiali rapporti tra la Santa Sede e la Repubblica Democratica di Timor Est, nonché la cooperazione esistente tra le Chiesa cattolica e lo Stato nei settori dell'educazione, della sanità e della lotta alla povertà".

  "Ci si è soffermati inoltre sulla situazione politica e sociale del Paese, e in particolare, sul processo di riconciliazione nazionale e sull'appoggio da parte della Comunità internazionale al consolidamento delle istituzioni democratiche"
OP/TIMOR EST/RAMOS-HORTA                           VIS 20080121 (170)


SOLIDARIETÀ MIGLIAIA STUDENTI E PROFESSORI AL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2008 (VIS). Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto parole di saluto alle 200.000 persone presenti, in particolare agli studenti universitari e ai professori che hanno voluto dimostrare la loro solidarietà al Santo Padre che, a causa del clima negativo che si è venuto a creare, ha ritenuto di annullare la partecipazione all'inaugurazione dell'Anno Accademico all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".

  Dopo aver ringraziato il Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, che si è fatto promotore dell'incontro, il Santo Padre ha detto: "Come sapete, avevo accolto molto volentieri il cortese invito che mi era stato rivolto ad intervenire giovedì scorso all'inaugurazione dell'anno accademico della 'Sapienza - Università di Roma'. (...) Purtroppo, com'è noto, il clima che si era creato ha reso inopportuna la mia presenza alla cerimonia. Ho soprasseduto mio malgrado, ma ho voluto comunque inviare il testo da me preparato per l'occasione".

  "All'ambiente universitario" - ha detto ancora il Pontefice - "che per lunghi anni è stato il mio mondo, mi legano l'amore per la ricerca della verità, per il confronto, per il dialogo franco e rispettoso delle reciproche posizioni".

  "Tutto ciò è anche missione della Chiesa, impegnata a seguire fedelmente Gesù, Maestro di vita, di verità e di amore. Come professore, per così dire, emerito che ha incontrato tanti studenti nella sua vita, vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene".

  Rivolgendosi ai responsabili, dirigenti, docenti, genitori e alunni delle scuole cattoliche, convenuti in occasione della Giornata della scuola cattolica, che la Diocesi di Roma celebra oggi, il Santo Padre ha sottolineato che: "Nell'educazione alla fede dei ragazzi e dei giovani, un compito importante è affidato anche alla scuola cattolica: vi incoraggio, pertanto, a continuare nel vostro lavoro che pone al centro il Vangelo, con un progetto educativo che punta alla formazione integrale della persona umana. Nonostante le difficoltà che incontrate" - ha aggiunto il Papa - "proseguite dunque con coraggio e fiducia in questa vostra missione, coltivando una costante passione educativa e un generoso impegno a servizio delle nuove generazioni".

  Al termine del suo discorso, il Papa - interrotto per sei volte dagli applausi della folla - ha detto a braccio: "Grazie a voi tutti per questa manifestazione di solidarietà. A tutti voi una buona settimana. Andiamo avanti in questo spirito di fraternità, di amore per la verità e per la libertà, nell'impegno comune per una società fraterna e tollerante. Grazie a voi tutti".
ANG/UNIVERSITÀ/...                               VIS 20080121 (420)


MISSIONE EVANGELIZZATRICE CHIESA E CAMMINO ECUMENICO

CITTA' DEL VATICANO, 20 GEN. 2008 (VIS). Alle ore 12:00 di questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i 200.000 fedeli che gremivano Piazza San Pietro.

  Prima della recita della preghiera mariana, il Papa ha ricordato la celebrazione della Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, durante la quale cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti, "coscienti che le loro divisioni costituiscono un ostacolo all'accoglienza del Vangelo, implorano insieme dal Signore, in modo ancora più intenso, il dono della piena comunione".

  "Questa provvidenziale iniziativa" - ha ricordato il Pontefice - "nacque cento anni fa, quando Padre Paul Wattson diede avvio all''Ottavario' di preghiera per l'unità di tutti i discepoli di Cristo. Per questo oggi sono presenti in Piazza San Pietro i figli e le figlie spirituali del Padre Wattson, i Frati e le Suore dell''Atonement', che saluto cordialmente e che incoraggio a proseguire nella loro speciale dedizione alla causa dell'unità".

  "Abbiamo tutti il dovere di pregare e di operare per il superamento di ogni divisione tra i cristiani" - ha proseguito il Papa - "rispondendo all'anelito di Cristo 'Ut unum sint'. La preghiera, la conversione del cuore, il rafforzamento dei vincoli di comunione formano l'essenza di questo movimento spirituale, che ci auguriamo possa condurre presto i discepoli di Cristo alla comune celebrazione dell'Eucaristia, manifestazione della loro piena unità".

  "Il tema biblico di quest'anno è denso di significato: "Pregate continuamente" (1 Ts 5,17). San Paolo si rivolge alla comunità di Tessalonica, che viveva al suo interno contrasti e conflitti, per richiamare con forza alcuni atteggiamenti fondamentali, tra i quali spicca appunto la preghiera incessante. Con questo suo invito, egli vuole far comprendere che dalla nuova vita in Cristo e nello Spirito Santo proviene la capacità di superare ogni egoismo, di vivere insieme in pace e in unione fraterna, di portare ognuno, di buon grado, i pesi e le sofferenze degli altri. (...) La missione evangelizzatrice della Chiesa passa (...) per il cammino ecumenico, il cammino dell'unità di fede, della testimonianza evangelica e dell'autentica fraternità".

  "Come ogni anno, mi recherò venerdì prossimo, 25 gennaio" - ha concluso il Pontefice - "nella Basilica di San Paolo fuori le Mura per concludere, con i Vespri solenni, la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani. Invito i romani e i pellegrini a unirsi a me ed ai cristiani delle Chiese e Comunità ecclesiali che prenderanno parte alla celebrazione per invocare da Dio il dono prezioso della riconciliazione tra tutti i battezzati".
ANG/UNITÀ CRISTIANI/...                               VIS 20080121 (430)


ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Kimbe (Papua Nuova Guinea), presentata dal Vescovo Alphonse Liguori Chaupa, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Vescovo Gerulfus Kherubim Pereira, S.V.D., finora Vescovo di Weetebula (Indonesia), Vescovo di Maumere (superficie: 1.732; popolazione: 270.000; cattolici: 259.598; sacerdoti: 123; religiosi: 260), Indonesia.

- Ha nominato il Sacerdote Enrico Solmi, Vescovo di Parma (superficie: 2.154; popolazione: 320.759; cattolici: 308.335; sacerdoti: 281; religiosi: 706; diaconi permanenti: 11), Italia. Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a San Vito di Spilamberto (Modena), ed è stato ordinato sacerdote nel 1980. Finora Direttore dell'Ufficio Regionale di Pastorale Familiare dell'Emilia Romagna, succede al Vescovo Silvio Cesare Bonicelli, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
RE:NER/.../...                                       VIS 20080121 (170)


PRESIDENTE DEL TOGO RICEVUTO IN UDIENZA DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2008 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato il seguente Comunicato:

  "Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Udienza il Presidente della Repubblica del Togo, Sua Eccellenza il Signor Faure Gnassingbé, il quale ha reso poi visita all'Eminentissimo Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Durante i cordiali colloqui, si è espresso compiacimento per le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Togo e ci si è soffermati sul contributo dei cattolici al progresso integrale del popolo togolese. Sono state sottolineate la necessità di giungere ad una piena riconciliazione nazionale e l'urgenza di soccorrere i numerosi rifugiati e le vittime delle inondazioni dello scorso mese di ottobre".
OP/VISITA PRESIDENTE TOGO/GNASSINGBÉ               VIS 20080121 (150)


EUCARISTIA, RUOLO MARIA PROGETTO SALVIFICO E SOFFERENZA


CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale del Malato 2008, che si celebra l'11 febbraio Beata Maria Vergine di Lourdes, sul tema: "L'Eucaristia, Lourdes e la cura pastorale dei malati".

  Nel Messaggio, pubblicato in lingua italiana e inglese e datato 11 gennaio, il Papa scrive che la Giornata di quest'anno "Si collega a due eventi importanti per la vita della Chiesa, (...): il 150° anniversario delle apparizioni dell'Immacolata a Lourdes, e la celebrazione del Congresso Eucaristico Internazionale a Québec, in Canada. In tal modo viene offerta una singolare opportunità per considerare la stretta connessione che esiste tra il Mistero eucaristico, il ruolo di Maria nel progetto salvifico e la realtà del dolore e della sofferenza dell'uomo".

  "Esiste un legame inscindibile tra la Madre e il Figlio generato nel suo seno per opera dello Spirito Santo, e questo legame lo avvertiamo, in maniera misteriosa, nel Sacramento dell'Eucaristia".

  "Associata al Sacrificio di Cristo" - ha proseguito il Pontefice - "Maria, 'Mater Dolorosa', che ai piedi della Croce soffre con il suo divin Figlio viene sentita particolarmente vicina dalla comunità cristiana che si raccoglie attorno ai suoi membri sofferenti, i quali recano i segni della passione del Signore. Maria soffre con coloro che sono nella prova, con essi spera ed è loro conforto sostenendoli con il suo materno aiuto".

  Ricordando che il tema del Congresso Eucaristico di Québec "L'Eucaristia dono di Dio per la vita del mondo", il Santo Padre scrive: "È Lui che ci raduna intorno alla mensa eucaristica, suscitando nei suoi discepoli un'attenzione amorevole per i sofferenti e gli ammalati, nei quali la comunità cristiana riconosce il volto del suo Signore".

  "Appare pertanto chiaro che proprio dall'Eucaristia la pastorale della salute deve attingere la forza spirituale necessaria a soccorrere efficacemente l'uomo e ad aiutarlo a comprendere il valore salvifico della propria sofferenza. (...) Unito misteriosamente a Cristo, l'uomo che soffre con amore e docile abbandono alla volontà divina diventa offerta vivente per la salvezza del mondo".

  Invitando le comunità diocesane e parrocchiali a celebrare la prossima Giornata Mondiale del Malato "valorizzando appieno la felice coincidenza tra il 150° anniversario delle apparizioni di Nostra Signora a Lourdes e il Congresso Eucaristico Internazionale", il Santo Padre auspica che essa: "Sia occasione per sottolineare l'importanza della Santa Messa, l'Adorazione eucaristica e del culto dell'Eucaristia, facendo in modo che le Cappelle nei Centri sanitari diventino il cuore pulsante in cui Gesù si offre incessantemente al Padre per la vita dell'umanità. Anche la distribuzione ai malati dell'Eucaristia, fatta con decoro e spirito di preghiera, è vero conforto per chi soffre di ogni forma di infermità".

  "La prossima Giornata Mondiale del Malato" - conclude Benedetto XVI - "sia inoltre propizia circostanza per invocare, in modo speciale, la materna protezione di Maria su quanti sono provati dalla malattia, sugli agenti sanitari e sugli operatori della pastorale sanitaria. Penso, in particolare, ai sacerdoti impegnati in questo campo, alle religiose e ai religiosi, ai volontari e a chiunque con fattiva dedizione si occupa di servire, nel corpo e nell'anima, gli ammalati e i bisognosi".
MESS/GIORNATA MONDIALE MALATO/...                   VIS 20080121 (520)


RICORDO DEL CARDINALE DOMENICO CAPRANICA

CITTA' DEL VATICANO, 19 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in Vaticano gli alunni e i professori dell'Almo Collegio Capranica, in occasione della festa di Sant'Agnese, Patrona dell'Almo Collegio.

  Nel suo discorso il Papa ha ricordato il Cardinale Domenico Capranica, Fondatore 550 anni orsono di questa illustre istituzione, che, molto prima del Concilio di Trento "ebbe il dono di intuire senza incertezze, che la riforma auspicata non avrebbe dovuto riguardare soltanto le strutture ecclesiastiche, ma principalmente la vita e le scelte di coloro che nella Chiesa erano chiamati ad essere, a qualunque livello, guide e pastori del Popolo di Dio".

   "Il Cardinale Capranica non solo si prodigò per l'istituzione del Collegio" - ha proseguito il Pontefice - "ma volle dotarlo delle 'Constitutiones' che regolano in maniera completa i diversi aspetti della formazione dei giovani alunni. In tale modo egli manifestò la sua attenzione per il primato della dimensione spirituale e la consapevolezza che la profondità e la conseguente perseveranza di una salda formazione sacerdotale dipendono, in maniera decisiva, dalla compiutezza ed organicità della proposta educativa".

  "Queste scelte acquistano oggi un rilievo ancora maggiore, considerando le molteplici sfide con cui deve misurarsi la missione dei presbiteri e degli evangelizzatori. A questo proposito, in più circostanze ho ricordato a seminaristi e sacerdoti l'urgenza di coltivare una profonda vita interiore, un contatto personale e costante con Cristo nella preghiera e nella contemplazione, un anelito sincero verso la santità".

  "Infatti, senza un'amicizia vera con Gesù è impossibile per un cristiano, a maggior ragione per un sacerdote, portare a compimento la missione che il Signore gli affida. Per il presbitero essa comporta certamente anche una seria preparazione culturale e teologica".

  Il Santo Padre ha evidenziato "l'impulso decisivo" che la permanenza nella Città di Roma può dare all'itinerario di formazione del giovane chiamato al sacerdozio. "La presenza della Cattedra di Pietro, il lavoro di uomini e organismi che aiutano il Vescovo di Roma a presiedere nella carità, una conoscenza più diretta di alcune Chiesa particolari, specialmente della Diocesi di Roma, sono elementi importanti per aiutare un giovane chiamato al sacerdozio a prepararsi al suo futuro ministero".

  "Del resto, i vostri Pastori vi hanno mandato nella Città del Successore di Pietro con la speranza che ritorniate poi arricchiti di uno spirito marcatamente cattolico, con una sensibilità più piena e di respiro universale".

  "La stessa esperienza di vita comune nel Collegio Capranica, tra alunni provenienti da diverse regioni d'Italia e da Paesi del mondo intero, permette a ciascuno di voi, (...), di conoscere bene quell'intreccio di culture e mentalità che è tipico della vita odierna. Inoltre, la presenza di alunni appartenenti alla Chiesa Ortodossa di Russia imprime un ulteriore impulso al dialogo e alla fraternità e alimenta la speranza ecumenica".
AC/.../COLLEGIO CAPRANICA                           VIS 20080121 (450)


venerdì 18 gennaio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Reverendo Protase Rugambwa, finora Officiale della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Vescovo della Diocesi di Kigoma (superficie: 45.056; popolazione: 1.679.109; cattolici: 409.000; sacerdoti: 70; religiosi: 122), Tanzania. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Bunena (Tanzania) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.

- Ha concesso il Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Siro-Malankarese, del Reverendo Abraham Kackanatt, sacerdote dell'Arcieparchia di Tiruvalla dei Siro-Malankaresi, a Vescovo di Muvattupuzha dei Siro Malankaresi (superficie: 19.626; popolazione: 14.515.400; cattolici: 11.444; sacerdoti: 40; religiosi: 109), India.  Il Vescovo eletto è nato nel 1944 a Kallooppara (India) ed è stato ordinato sacerdote nel 1970 ed è stato finora Membro del Collegio dei Consultori dell'Arcieparchia di Tiruvalla dei Suiro-Malankaresi.
NER/.../RUGAMBWA:KACKANATT                                     VIS 20080118 (130)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

  Tre Presuli della Conferenza dei Vescovi Latini nelle Regioni Arabe (C.E.L.R.A.), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Giuseppe Nazzaro, O.F.M., Vicario Apostolico di Alep dei Latini (Siria).

    - Il Vescovo Giorgio Bertin, O.F.M., di Djibouti (Gibuti), Amministratore Apostolico "ad nutum Sanctae Sedis di Mogadiscio (Somalia).

    - L'Arcivescovo Jean Benjamin Sleiman, O.C.D., di Baghdad dei Latini (Iraq).
AL/.../...                                         VIS 20080118 (80)

CATTOLICI REGIONI ARABE: ARTEFICI DI PACE E GIUSTIZIA


CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in Vaticano i Presuli della Conferenza dei Vescovi Latini nelle Regioni Arabe (C.E.L.R.A.), presieduta da Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

  Nel suo discorso il Papa ha ricordato che la Conferenza "comprende una grande varietà di situazioni. Più frequentemente, i fedeli, originari di numerosi paesi, sono raggruppati in piccole comunità, in società composte maggiormente da credenti di altre religioni".

   Il Santo Padre ha assicurato di "condividere le preoccupazioni e le speranze" di queste persone ed ha affermato che in tali regioni "lo scatenarsi costante della violenza, l'insicurezza, l'odio rendono molto difficile la convivenza, facendo talvolta temere per l'esistenza delle vostre comunità".

  Questa situazione, ha detto il Papa ai Vescovi "è una seria sfida al vostro servizio pastorale, che vi invita a rafforzare la fede dei fedeli ed il loro senso fraterno, affinché tutti possano vivere nella speranza fondata sulla certezza che il Signore non abbandona mai coloro che si rivolgono a Lui".

  "E' comprensibile che le circostanze spingano talvolta i cristiani a lasciare il loro Paese per trovare una terra accogliente che permetta loro di vivere in condizioni migliori. Tuttavia, occorre incoraggiare e sostenere fermamente coloro che scelgono di rimanere fedeli alla propria terra, affinché essa non divenga un sito archeologico privato di vita ecclesiale". Al riguardo il Papa ha garantito tutto il suo appoggio alle iniziative dei Vescovi "per contribuire alla creazione di condizioni socio-economiche che aiutino i cristiani che restano nel proprio paese" ed ha invitato "tutta la Chiesa ad offrire un vigoroso sostegno a tali sforzi".

  "La vocazione dei cristiani nel vostro Paese riveste un'importanza essenziale. Artefici di pace e di giustizia, i cristiani costituiscono una presenza viva di Cristo, venuto per riconciliare il mondo con il Padre e riunire tutti i suoi figli dispersi. Così si deve sempre più riaffermare e promuovere una comunione autentica ed una collaborazione serena e rispettosa fra i cattolici di diversi riti. Sono infatti questi ultimi, segni eloquenti per gli altri cristiani e per tutta la società".

  Successivamente Benedetto XVI ha ricordato che per i cattolici in questi territori "L'incontro dei membri di altre religioni, Ebrei e Musulmani, è (...) una realtà quotidiana. Nei vostri paesi, la qualità dei rapporti fra i credenti assume un significato particolare, poiché essi sono contemporaneamente testimonianza resa al Dio unico e contributo all'instaurazione di rapporti fraterni fra le persone e le diverse componenti delle vostre società. E' anche necessaria" - ha ribadito il Pontefice - "una migliore conoscenza reciproca per favorire maggiore rispetto della dignità umana, dell'uguaglianza dei diritti e doveri degli individui e una attenzione rinnovata alle esigenze di ciascuno, particolarmente i più poveri".

  Al riguardo il Papa ha vivamente auspicato che "un'autentica libertà religiosa sia ovunque effettiva e non vengano ostacolati i diritti di ciascuno a praticare liberamente la propria religione o a cambiarla. Si tratta di un diritto fondamentale di ogni essere umano".

  Infine il Papa ha ribadito che priorità dei Vescovi deve essere "il sostegno delle famiglie cristiane, che devono affrontare molteplici sfide, come il relativismo religioso, il materialismo e tutte le minacce contro i valori morali familiari e sociali" ed ha elogiato l'impegno delle comunità cattoliche nel settore educativo, sanitario e dell'assistenza ai bisognosi da parte delle istituzioni e dei religiosi e religiose.

  "Desidero esprimere nuovamente" - ha concluso il Pontefice - "la mia vicinanza con tutte le persone che nella vostra regione, soffrono di molteplici forme di violenza. Voi potete contare sulla solidarietà della Chiesa universale. Faccio appello anche alla saggezza di tutti gli uomini di buona volontà, in particolare di coloro che hanno responsabilità nella vita collettiva, affinché privilegino il dialogo fra tutte le parti, affinché cessi la violenza, si instauri ovunque una pace vera e duratura, e si stabiliscano rapporti di solidarietà e di collaborazione".
AL/C.E.L.R.A./...                                   VIS 20080118 (660)


PREGHIERA VIA REGALE ECUMENISMO

CITTA' DEL VATICANO, 18 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza una Delegazione Ecumenica della Finlandia, in occasione della Festa di Sant'Enrico, Patrono del Paese, di cui domani ricorre la festa.

  "L'unità dei cristiani" - ha detto il Papa - "è un dono del Cielo, scaturito dalla comunione di amore con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La preghiera congiunta di luterani e cattolici finlandesi è un'umile ma proficua condivisione della preghiera di Gesù, che ha promesso che ogni preghiera innalzata al Padre nel Suo Nome non rimane inascoltata".

  "Questa è davvero la via regale all'ecumenismo" - ha proseguito il Pontefice - "Tale preghiera ci induce a guardare al Regno di Dio ed all'unità della Chiesa in un modo nuovo; rafforza i nostri legami di comunione; e ci rende capaci di affrontare coraggiosamente i ricordi dolorosi, i fardelli di natura sociale e le umane debolezze che sono molta parte delle nostre divisioni".

  Ricordando che proprio oggi ha inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani che ha per tema l'invito di San Paolo ai Tessalonicesi: "Pregate continuamente", Papa Benedetto XVI ha sottolineato: "Dobbiamo essere grati per i risultati del dialogo teologico luterano-cattolico in Finlandia e Svezia riguardanti importanti questioni della fede cristiana, fra le quali la questione della giustificazione nella vita della Chiesa".

  "Che dall'attuale dialogo" - ha auspicato il Pontefice - "scaturiscano risultati pratici in azioni che esprimano e costruiscano la nostra unità in Cristo e di conseguenza rafforzino i rapporti fra i cristiani".

  Il Papa ha inoltre ricordato che nell'anno appena concluso si è commemorato in Finlandia il 450° anniversario della morte del teologo Mikael Agricola, "la cui traduzione della Bibbia ebbe un immenso impatto sulla lingua e la letteratura finlandese" e riaffermò "l'importanza della Scrittura per la Chiesa, per i singoli cristiani e per tutta la società" ed anche "per il nostro cammino ecumenico".

  Riferendosi alla visita a Roma dei Membri della Delegazione Ecumenica, Benedetto XVI ha auspicato che essa "sia apportatrice di gioia mentre viene ricordata la testimonianza dei primi cristiani, e particolarmente il martirio di Pietro e Paolo, gli Apostoli fondatori della Chiesa di Roma".

  "Sant'Enrico seguì le loro orme, diffondendo il messaggio evangelico ed il suo potere salvifico fra le popolazioni del Nord. Nelle mutate e difficili circostanze dell'Europa odierna, e nel Vostro Paese, vi sono molte cose che i Luterani e i Cattolici possono fare insieme a servizio del Vangelo e per promuovere il Regno di Dio".
AC/.../DELEGAZIONE ECUMENICA FINLANDIA              VIS 20080118 (420)


giovedì 17 gennaio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Nunzio Apostolico in Rwanda, l'Arcivescovo Ivo Scapolo, finora Nunzio Apostolico in Bolivia.
NN/.../SCAPOLO                                                                              VIS 20080117 (20)

POSSESSO TITOLO CARDINALIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2008 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, ha reso noto che alle ore 10:00 di domenica 20 gennaio 2008, il Cardinale Lluis Martinez Sistach, Arcivescovo Metropolita di Barcelona (Spagna), prenderà possesso del Titolo di San Sebastiano alle Catacombe, Via Appia Antica, 136.
OP/TITOLO/MARTINEZ SISTACH                               VIS 20080117 (70)

BENEDETTO XVI: TENER DESTA SENSIBILITÀ PER LA VERITA'


CITTA' DEL VATICANO, 17 GEN. 2008 (VIS). Nella giornata di ieri, il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, ha inviato una lettera al Magnifico Rettore dell'Università "La Sapienza" di Roma, nella quale spiega i motivi per i quali il Santo Padre non ha partecipato, oggi, all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Ateneo.

  "Essendo purtroppo venuti meno" - scrive il Porporato - "per iniziativa di un gruppo decisamente minoritario di Professori ed alunni, i presupposti per un'accoglienza dignitosa e tranquilla, è stato giudicato opportuno soprassedere alla prevista visita per togliere ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero rilevate incresciose per tutti".

  Tuttavia, scrive il Cardinale Bertone, poiché la grande maggioranza di Professori e studenti desiderano ascoltare "una parola culturalmente significativa, da cui trarre indicazioni stimolanti nel personale cammino di ricerca della verità, il Santo Padre ha disposto che Le sia inviato il testo da Lui personalmente preparato per l'occasione".

  Nel discorso inviato, letto alla fine dell'inaugurazione dell'anno accademico, Benedetto XVI scrive che nella lectio magistralis tenuta all'Università di Ratisbona, nel settembre 2006, in occasione del Viaggio Apostolico in Germania, aveva parlato "sì, da Papa, ma soprattutto nella veste del già Professore di quella mia università. (...) Nell'Università 'La Sapienza', però, l'antica Università di Roma, sono invitato proprio come Vescovo di Roma, e perciò devo parlare come tale".

  "Certo" - continua il Pontefice - "'La Sapienza' era un tempo l'università del Papa, ma oggi è un'università laica con quell'autonomia che, in base al suo stesso concetto fondativo, ha fatto sempre parte della natura di università, la quale deve essere legata esclusivamente all'autorità della verità".

  "Il Papa è anzitutto Vescovo di Roma e come tale," - ha precisato il Pontefice tratteggiando la natura e la missione del Papato - "in virtù della successione all'Apostolo Pietro, ha una responsabilità episcopale nei riguardi dell'intera Chiesa cattolica. La parola 'vescovo' 'episkopos', che nel suo significato immediato rimanda a 'sorvegliante', già nel Nuovo Testamento è stata fusa insieme con il concetto biblico di Pastore (...) Il Vescovo - il Pastore - è l'uomo che si prende cura di questa comunità (...). Ma questa comunità della quale il Vescovo si prende cura - grande o piccola che sia - vive nel mondo; le sue condizioni, il suo cammino, il suo esempio e la sua parola influiscono inevitabilmente su tutto il resto della comunità umana nel suo insieme".

  "Il Papa parla come rappresentante di una comunità credente (...); parla come rappresentante di una comunità che custodisce in sé un tesoro di conoscenza e di esperienza etiche, che risulta importante per l'intera umanità: in questo senso parla come rappresentante di una ragione etica".

  Benedetto XIV si chiede, a continuazione: "E che cos'è l'università? Qual'è il suo compito?" e risponde: "Penso si possa dire che la vera, intima origine dell'università stia nella brama di conoscenza che è propria dell'uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità".

  "L'uomo vuole conoscere - vuole verità. Verità è innanzitutto una cosa del vedere, del comprendere, della 'theoria', come la chiama la tradizione greca. Ma la verità" - spiega il Papa - "non è soltanto teorica. (...) Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene. (...) Qual'è quel bene che ci rende veri? La verità ci rende buoni, e la bontà è vera: è questo l'ottimismo che vive nella fede cristiana, perché ad essa è stata concessa la visione del 'Logos', della Ragione creatrice che, nell'incarnazione di Dio, si è rivelata insieme come il Bene, come la Bontà stessa".

  In questo contesto il Santo Padre ricorda l'esempio delle università medievali dove alle Facoltà di Filosofia e Teologia era affidata la ricerca "sull'essere uomo nella sua totalità e con ciò il compito di tener desta la sensibilità per la verità". Citando la formula trovata dal Concilio di Calcedonia per la cristologia, Papa Benedetto XVI afferma: "filosofia e teologia devono rapportarsi tra loro 'senza confusione e senza separazione'".

  "'Senza confusione'" - spiega il Papa - "vuol dire che ognuna delle due deve conservare la propria identità. La filosofia deve rimanere veramente una ricerca della ragione nella propria libertà e nella propria responsabilità" e "La teologia deve continuare ad attingere ad un tesoro di conoscenza che non ha inventato essa stessa, che sempre la supera e che, non essendo mai totalmente esauribile mediante la riflessione, proprio per questo avvia sempre di nuovo il pensiero".

  "Senza separazione" significa che "la filosofia non ricomincia ogni volta dal punto zero del soggetto pensante in modo isolato, ma sta nel grande dialogo della sapienza storica, che essa criticamente e insieme docilmente sempre di nuovo accoglie e sviluppa; ma non deve neppure chiudersi davanti a ciò che le religioni ed in particolare la fede cristiana hanno ricevuto e donato all'umanità come indicazione del cammino".

  "Certo" - osserva Benedetto XVI - "molto di ciò che dicono la teologia e la fede può essere fatto proprio soltanto all'interno della fede e quindi non può presentarsi come esigenza per coloro ai quali questa fede rimane inaccessibile. È vero, però, al contempo che il messaggio della fede cristiana" è "una forza purificatrice per la ragione stessa, che aiuta ad essere più se stessa. Il messaggio cristiano, in base alla sua origine, dovrebbe essere sempre un incoraggiamento verso la verità e così una forza contro la pressione del potere e degli interessi".

  Il Papa, poi, parla dei tempi moderni dove "si sono dischiuse nuove dimensioni del sapere, che nell'università sono valorizzate soprattutto in due grandi ambiti: (...) nelle scienze naturali" e "nelle scienze storiche e umanistiche" e constata con soddisfazione che nello stesso tempo "sono cresciuti anche la conoscenza e il riconoscimento dei diritti e della dignità dell'uomo".

  Nonostante tutto, "il pericolo della caduta nella disumanità non è mai semplicemente scongiurato" ed in particolare "il pericolo del mondo occidentale (...) è oggi che l'uomo, proprio in considerazione della grandezza del suo sapere e potere, si arrenda davanti alla questione della verità. E ciò significa allo stesso tempo che la ragione, alla fine, si piega davanti alla pressione degli interessi e all'attrattiva dell'utilità, costretta a riconoscerla come criterio ultimo".

  "Esiste il pericolo che la filosofia, non sentendosi più capace del suo vero compito, si degradi in positivismo; che la teologia col suo messaggio rivolto alla ragione, venga confinata nella sfera privata di un gruppo più o meno grande", ha affermato il Pontefice.

  Infine, Benedetto XVI si chiede: "Che cosa ha da fare o da dire il Papa nell'università?" E  risponde: "Sicuramente non deve cercare di imporre ad altri in modo autoritario la fede, che può essere solo donata in libertà".

  "Al di là del suo ministero di Pastore nella Chiesa ed in base alla natura intrinseca di questo ministero pastorale" - conclude Benedetto XVI - "è suo compito mantenere desta la sensibilità per la verità; invitare sempre di nuovo la ragione a mettersi alla ricerca del vero, del bene, di Dio e, su questo cammino, sollecitarla a scorgere le utili luci sorte lungo la storia della fede cristiana".
AC/VERITA'/UNIVERSITÀ LA SAPIENZA                            VIS 20080117 (1150)


mercoledì 16 gennaio 2008

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2008 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Felix Anthony Machado, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Vescovo, con titolo personale di Arcivescovo,  di Nashik (superficie: 57.532; popolazione: 20.295.000; cattolici: 86.750; sacerdoti: 111; religiosi: 406), India. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1948 a Remedy (India) ed ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1976.
NER/.../MACHADO                                     VIS 20080116 (70)

CHIEDERE A DIO DONO UNITÀ FRA TUTTI I DISCEPOLI DEL SIGNORE

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2008 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricordato che dopodomani, 18 gennaio, ha inizio la consueta "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani", che ha per tema l'invito di San Paolo ai Tessalonicesi: "Pregate continuamente".

  Ricordando che "quest'anno riveste un valore singolare poiché sono trascorsi cento anni dal suo avvio", il Papa ha affermato di voler ben volentieri far proprio l'invito di San Paolo e di voler rivolgerlo a tutta la Chiesa.

  "Sì, è necessario pregare senza sosta chiedendo con insistenza a Dio il grande dono dell'unità tra tutti i discepoli del Signore. La forza inesauribile dello Spirito Santo ci stimoli ad un impegno sincero di ricerca dell'unità, perché possiamo professare tutti insieme che Gesù è l'unico Salvatore del mondo"
AG/UNITÀ CRISTIANI/...                               VIS 20080116 (150)


SANT'AGOSTINO CI INCORAGGIA AFFIDARCI CRISTO SEMPRE VIVO

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2008 (VIS). Nell'Udienza Generale di oggi, tenutasi nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ripreso la catechesi dedicata a Sant'Agostino, soffermandosi sugli ultimi anni della vita del Sommo Dottore della Chiesa.

  Quattro anni prima di morire, ha ricordato il Pontefice, Agostino volle designare quale suo successore, il prete Eraclio, esprimendo il proposito di "dedicare gli anni che gli restavano a un più intenso studio delle Sacre Scritture".

  "Quelli che seguirono furono quattro anni di straordinaria attività intellettuale: portò a termine opere importanti, (...), intervenne per promuovere la pace nella province africane insidiate dalle tribù barbare del sud. (...) 'Titolo più grande di gloria'" - affermava Agostino in una lettera al conte Dario, venuto in Africa per comporre il dissidio tra il conte Bonifacio e la corte imperiale - "è proprio quello di uccidere la guerra con la parola, anziché uccidere gli uomini con la spada, e procurare o mantenere la pace con la pace e non già con la guerra". Benedetto XVI ha ricordato inoltre che l'assedio in cui i Vandali strinsero Ippona nel 429, fu causa di grande sofferenza per il Vescovo Agostino.

  "Anche se vecchio e stanco" - ha proseguito il Pontefice - "Agostino restò tuttavia sulla breccia, confortando se stesso e gli altri con la preghiera e con la meditazione sui misteriosi disegni della Provvidenza. (...) Ma se il mondo invecchia, Cristo è perpetuamente giovane. E allora l'invito: 'Non rifiutare di ringiovanire unito a Cristo, Egli ti dice: Non temere, la tua gioventù si rinnoverà come quella dell'aquila'. Il cristiano quindi non deve abbattersi anche in situazioni difficili, ma adoperarsi per aiutare chi è nel bisogno".

  "La casa-monastero di Agostino" - ha ricordato ancora il Santo Padre - "aveva aperto le sue porte ad accogliere i colleghi nell'episcopato che chiedevano ospitalità". Il Santo "profittò di quel tempo finalmente libero per dedicarsi con più intensità alla preghiera. Era solito affermare che nessuno, Vescovo, religioso o laico, per quanto irreprensibile possa sembrare la sua condotta, può affrontare la morte senza un'adeguata penitenza. Per questo egli continuamente ripeteva tra le lacrime i salmi penitenziali, che tante volte aveva recitato col popolo".

  Il Santo di Ippona, ha ricordato il Papa, cessò di vivere il 28 agosto del 430. "Il suo corpo, in data incerta, fu trasferito in Sardegna e da qui, verso il 725, a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d'oro, dove anche oggi riposa".

  "Nei suoi scritti anche noi lo 'ritroviamo vivo'" - ha aggiunto il Santo Padre - "Quando leggo gli scritti di Sant'Agostino non ho l'impressione che sia un uomo morto più o meno 1.600 anni fa, ma lo sento come un uomo di oggi: un amico, un contemporaneo che parla a me, parla a noi con la sua fede fresca e attuale".

  "In Sant'Agostino che parla a noi, parla a me nei suoi scritti, vediamo l'attualità permanente della sua fede; della fede che viene da Cristo, dal Verbo Eterno Incarnato e Figlio di Dio e Figlio dell'uomo. E possiamo vedere che questa fede" - ha concluso il Pontefice - "non è di ieri, anche se predicata ieri; è sempre di oggi, perché realmente Cristo è ieri oggi e per sempre. Egli è la Via, la Verità e la Vita. Così Sant'Agostino ci incoraggia ad affidarci a questo Cristo sempre vivo e a trovare così la strada della vita".
AG/SANT'AGOSTINO/...                                       VIS 20080116 (560)


ANNULLATA VISITA BENEDETTO XVI UNIVERSITÀ "LA SAPIENZA"

CITTA' DEL VATICANO, 16 GEN. 2008 (VIS). Un Comunicato rilasciato nel pomeriggio di ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede, precisa che il Santo Padre non interverrà come invece era previsto, domani giovedì 17 gennaio, all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma.

  "A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all'Università degli Studi 'La Sapienza' di Roma, che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio, si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento. Il Santo Padre invierà, tuttavia, il previsto intervento".

  I fatti a cui fa riferimento il Comunicato sono la lettera indirizzata al Magnifico Rettore, firmata da 67 professori che chiedono la revoca dell'invito rivolto a Benedetto XVI e le proteste di gruppi di studenti che già da ieri hanno occupato il Rettorato dell'Università reclamando il diritto di manifestare contro la visita del Papa.

  I professori rimproverano al Pontefice una frase di un discorso pronunciato nel 1990, che aveva per tema la crisi di fiducia nella scienza in se stessa e ne dava come esempio il mutare di atteggiamento sul caso di Galileo e la frase del filosofo della scienza Paul Feyerabend "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto", citata nel medesimo discorso dell'allora Cardinale Joseph Ratzinger.
OP/ANNULLAMENTO VISITA PAPA/LA SAPIENZA               VIS 20080116 (240)


martedì 15 gennaio 2008

SETTIMANA DI PREGHIERA PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2008 (VIS). Venerdì prossimo ha inizio la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani, che tradizionalmente si celebra dal 18 al 25 gennaio. Il tema di quest'anno è il seguente: "Pregate continuamente (1 Ts 5, 17)".

I testi sono stati preparati congiuntamente dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e dalla Commissione "Fede e Costituzione" del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Ogni giorno della settimana sarà trattato un tema distinto:

18 gennaio: "Pregate sempre. Pregate continuamente" (1 Ts 5, 17)

19 gennaio: "Pregate sempre, confidando solo in Dio. In ogni circostanza ringraziate il Signore" (1 Ts 5, 18).

20 gennaio: "Pregate incessantemente per la conversione dei cuori "Rimproverate quelli che vivono male, incoraggiate i paurosi" (1 Ts 5, 14)

21 gennaio: "Pregate sempre per la giustizia. Non vendicatevi contro chi vi fa del male, ma cercate sempre di fare il bene tra voi e con tutti" (1 Ts 5, 15)

22 gennaio: "Pregate costantemente con cuore paziente. Siate pazienti con tutti" (1 Ts 5, 14)

23 gennaio:"Pregate sempre per la grazia di lavorare con Dio. Siate sempre lieti. Pregate continuamente" (1 Ts 5, 16).

24 gennaio: "Pregate per le vostre necessità. Aiutate i deboli" (1 Ts 5, 14)

25 gennaio: "Pregate perché siano tutti una cosa sola. Vivete in pace" (1 Ts 5, 13b)

La data tradizionale per la celebrazione della Settimana per l'Unità di Cristiani è il mese di gennaio, ma nell'emisfero sud - essendo periodo di vacanza - le Chiese possono scegliere altre date, per esempio il periodo di Pentecoste, che è una data simbolica per l'unità della Chiesa suggerita dal movimento Fede e Costituzione nel 1926.

Venerdì 25 gennaio, Festa della Conversione di San Paolo Apostolo, Papa Benedetto XVI presiederà nella Basilica di San Paolo fuori le Mura la celebrazione dei Vespri che concluderanno la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2008.
.../SETTIMANA PREGHIERA UNITÀ CRISTIANI/... VIS 20080115 (400)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 GEN. 2008 (VIS). Questa mattina è stato reso noto che:

- Il Cardinale Lubomyr Husar, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Halic, con il consenso della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha eretto a norma del canone 85, paragrafo 3, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali, l'Esarcato Arcivescovile di Lusk degli Ucraini (superficie: 40.300; fedeli greco-cattolici: 4.000; sacerdoti: 10; diaconi 1), Ucraina.

- Il Santo Padre ha concesso il  Suo assenso all'elezione canonicamente fatta dal medesimo Sinodo del Reverendo Josaphat Oleg Hovera, attualmente Rettore del Seminario Maggiore di Ternopil-Zboir, a primo Esarca della suddetta circoscrizione ecclesiastica. L'Esarca Hovera, è nato nel 1963 a Ivano-Frankivsk (Ucraina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1990.
ECE:NER/.../HOVERA                               VIS 20080115 (120)

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