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lunedì 11 ottobre 2010

PRIMA CONGREGAZIONE GENERALE

CITTA' DEL VATICANO, 11 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina, nell’Aula del Sinodo, si è svolta la prima Congregazione Generale dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, presieduta dal Santo Padre.

Benedetto XVI ha ricordato all’inizio che oggi, 11 ottobre, si ricorda il Beato Giovanni XXIII, che in un giorno come quello di oggi del 1962, ha aperto ufficialmente il Concilio Ecumenico Vaticano II.

Il Presidente Delegato di turno, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha pronunciato un breve discorso all’inizio della sessione mattutina.

Poi il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, l’Arcivescovo Nikola Eterovic, ha parlato della preparazione di questa Assemblea Speciale, di cui Benedetto XVI ha annunciato la convocazione il 19 settembre 2009, durante l’incontro con i Patriarchi e gli Arcivescovi Maggiori delle Chiese Orientali Cattoliche “sui iuris”.

Sua Beatitudine Antonios Naguib, Patriarca di Alessandria dei Copti (Egitto), Relatore Generale del Sinodo, ha letto la “Relatio ante disceptationem” (relazione che precede la discussione). Offriamo un riassunto del suo intervento:

A. OBIETTIVO DEL SINODO

Il duplice obiettivo del Sinodo è stato ben recepito e apprezzato dalle nostre Chiese:

1) Confermare e rafforzare i cristiani nella loro identità, grazie alla Parola di Dio e ai Sacramenti.
2) Rinnovare la comunione ecclesiale fra le Chiese “sui iuris”, affinché possano offrire una testimonianza di vita autentica ed efficace. Nel contesto in cui viviamo, la dimensione ecumenica, il dialogo interreligioso e l’aspetto missionario sono parte integrante di questa testimonianza.

I. LA CHIESA CATTOLICA IN MEDIO ORIENTE

A. SITUAZIONE DEI CRISTIANI IN MEDIO ORIENTE

1. Breve excursus storico: unità nella molteplicità

“La conoscenza della storia del cristianesimo in Medio Oriente è importante sia per noi che per tutto il mondo cristiano”.

2. Apostolicità e vocazione missionaria

“Le nostre Chiese, benedette dalla presenza di Cristo e degli Apostoli, sono state la culla del cristianesimo e delle prime generazioni cristiane. Proprio per questo hanno la vocazione di mantenere viva in loro la memoria delle origini, di consolidare la fede dei propri fedeli e di vivificare in essi lo spirito del Vangelo affinché guidi la loro vita e i loro rapporti con gli altri, cristiani e non cristiani”.

3. Ruolo dei cristiani nella società, nonostante il loro numero esiguo

“I cristiani sono, nei loro Paesi, dei ‘cittadini nativi’, membri a pieno diritto della loro comunità civile. Sono a casa loro, e spesso da molto tempo. La loro presenza e partecipazione alla vita del Paese sono una ricchezza preziosa, da proteggere e da mantenere. Una laicità positiva permetterebbe alla Chiesa di dare un contributo efficace e fruttuoso e aiuterebbe a rafforzare lo status di cittadino di tutti i membri del Paese, sulla base dell’uguaglianza e della democrazia”.

“Con la presentazione della Dottrina Sociale della Chiesa, le nostre comunità offrono un valido contributo alla costruzione della società. La promozione della famiglia e la difesa della vita dovrebbero avere un posto primario nell’insegnamento e nella missione delle nostre Chiese. L’educazione è un campo privilegiato della nostra azione ed un investimento essenziale”.

B. LE SFIDE CHE I CRISTIANI DEVONO AFFRONTARE

“Le situazioni politico-sociali dei nostri Paesi hanno una ripercussione diretta sui cristiani, che risentono più fortemente delle conseguenze negative. Nei ‘Territori Palestinesi’ la vita è molto difficile e, spesso, insostenibile. La posizione dei cristiani arabi è molto delicata. Pur condannando la violenza da dovunque provenga, e invocando una soluzione giusta e durevole del conflitto israelo-palestinese, esprimiamo la nostra solidarietà con il popolo palestinese, la cui situazione attuale favorisce il fondamentalismo. Ascoltare la voce dei cristiani del luogo potrà aiutare a capire meglio la situazione. Lo statuto di Gerusalemme dovrebbe tener conto della sua importanza per le tre religioni: cristiana, musulmana ed ebrea”.

“È triste che la politica mondiale non tenga sufficientemente conto della drammatica situazione dei cristiani in Iraq, che sono la vittima principale della guerra e delle sue conseguenze. In Libano, una maggiore unità fra i cristiani contribuirebbe ad assicurare una maggiore stabilità nel Paese. In Egitto le Chiese avrebbero molto da guadagnare se coordinassero i loro sforzi allo scopo di confermare nella fede i loro fedeli e realizzare opere comuni per il bene del Paese. In base alle possibilità presenti in ogni Paese, i cristiani devono favorire la democrazia, la giustizia e la pace, la laicità positiva nella distinzione fra religione e Stato e il rispetto di ogni religione. Un atteggiamento di impegno positivo nella società è la risposta costruttiva sia per la società sia per la Chiesa”.

“La promozione dei diritti umani ha bisogno di pace, giustizia e stabilità. La libertà religiosa è una componente essenziale dei diritti dell’uomo. La libertà di culto non è che un aspetto della libertà religiosa. Nella maggior parte dei nostri Paesi, essa è garantita dalle costituzioni. Ma anche qui, in alcuni Paesi, certe leggi o pratiche ne limitano l’applicazione. L’altro aspetto è la libertà di coscienza, basata sulla libera scelta della persona. La mancanza di questa ostacola la libera scelta di quanti avrebbero voluto aderire al Vangelo, che temono anche misure vessatorie nei loro confronti e nei confronti delle loro famiglie”.

“Essa può esistere e svilupparsi solo in misura della crescita del rispetto dei diritti dell’uomo nella loro totalità e nella loro integralità. L’educazione, in questo senso, è un apporto prezioso al progresso culturale del Paese, per una maggiore giustizia e uguaglianza davanti al diritto. La Chiesa cattolica condanna fermamente ogni tipo di proselitismo. Sarebbe bene discutere serenamente tali questioni nelle istituzioni e istanze di dialogo, in primo luogo all’interno di ogni Paese. I numerosi istituti di istruzione di cui le nostre Chiese dispongono sono uno strumento privilegiato per favorire questa educazione. I centri ospedalieri e di servizi sociali costituiscono anch’essi una testimonianza eloquente dell’amore per il prossimo, senza alcuna distinzione né discriminazione. La valorizzazione di giornate, eventi e celebrazioni locali e internazionali dedicati a questi temi, aiutano a diffondere e a rafforzare questa cultura. I mass media devono essere utilizzati per diffondere questo spirito”.

“Attualmente, nei nostri Paesi, l’emigrazione si è accentuata. Le cause principali sono il conflitto israelo-palestinese, la guerra in Iraq, le situazioni politiche ed economiche, l’avanzata del fondamentalismo musulmano, la restrizione delle libertà e dell’uguaglianza. A partire, sono soprattutto i giovani, le persone istruite e le persone agiate, privando la Chiesa e il Paese delle risorse più valide”.

“L’emigrazione rappresenta un sostegno notevole ai Paesi e alle Chiese. La Chiesa del Paese d’origine deve trovare i mezzi per mantenere stretti legami con i suoi fedeli emigrati e assicurare loro l’assistenza spirituale. È indispensabile assicurare la Liturgia, nel loro rito, ai fedeli delle Chiese orientali che si trovano in un territorio latino. (...) Le comunità della Diaspora hanno il ruolo di incoraggiare e consolidare la presenza cristiana in Oriente in vista di renderne più forte la testimonianza e sostenerne le cause, per il bene del Paese. Una pastorale adeguata deve prendersi cura dell’emigrazione all’interno del Paese”.

C. RISPOSTE DEI CRISTIANI NELLA LORO VITA QUOTIDIANA

II. LA COMUNIONE ECCLESIALE

“La diversità nella Chiesa cattolica, lungi dal nuocere alla sua unità, ansi la valorizza”.

A. COMUNIONE NELLA CHIESA CATTOLICA E TRA LE DIVERSE CHIESE

“I segni principali che manifestano la comunione nella Chiesa cattolica sono: il Battesimo, l’Eucaristia e la comunione con il Vescovo di Roma, Corifeo degli Apostoli (hâmat ar-Rusul). Il C.C.E.O. regola gli aspetti canonici di questa comunione, accompagnata e assistita dalla Congregazione per le Chiese Orientali e dai diversi Dicasteri romani”.

“Fra le Chiese cattoliche in Medio Oriente, la comunione è espressa dal Consiglio dei Patriarchi Cattolici d’Oriente (C.P.C.O.)”.

III. LA TESTIMONIANZA CRISTIANA

A. TESTIMONIARE NELLA CHIESA: LA CATECHESI

“L’attività catechetica non può limitarsi oggi alla sola trasmissione orale. I metodi attivi sono indispensabili. (...) I nuovi media sono molto efficaci per annunciare il Vangelo e testimoniarlo. Le nostre Chiese hanno bisogno di persone esperte in questo campo. (...) La catechesi deve prendere in considerazione il contesto conflittuale dei Paesi della regione. Essa deve rafforzare i fedeli nella fede, formarli a vivere il comandamento dell’amore e ad essere artefici di pace, di giustizia e di perdono. L’impegno nella vita pubblica è un dovere che la testimonianza e la missione di edificare il Regno di Dio impongono. Tutto questo richiede una formazione volta a superare il confessionalismo, il settarismo e le ostilità interne per vedere il volto di Dio in ogni persona e collaborare assieme per costruire un futuro di pace, di stabilità e di benessere”.

B. UNA LITURGIA RINNOVATA E FEDELE ALLA TRADIZIONE

Nelle nostre Chiese orientali, la Divina Liturgia è al centro della vita religiosa. Essa svolge un ruolo importante nel conservare l’identità cristiana, rafforzare l’appartenenza alla Chiesa, vivificare la vita di fede e suscitare l’attenzione di quanti sono lontani e anche di coloro che non credono. Essa costituisce dunque un annuncio e una testimonianza importanti di una Chiesa che prega e non soltanto che agisce”.

C. L’ECUMENISMO

L’azione ecumenica necessita di comportamenti adeguati: la preghiera, la conversione, la santificazione e lo scambio reciproco dei doni, in uno spirito di rispetto, amicizia, carità reciproca, solidarietà e collaborazione. Bisogna coltivare e incoraggiare tali atteggiamenti attraverso l’insegnamento e i vari media. Il dialogo è uno strumento essenziale dell’ecumenismo. Esso richiede un atteggiamento positivo di comprensione, di ascolto e di apertura all’altro. Ciò aiuterà a superare le diffidenze e a lavorare insieme per sviluppare i valori religiosi e collaborare ai progetti di utilità sociale. I problemi comuni devono essere affrontati insieme”.

D. RAPPORTI CON L’EBRAISMO

2. Magistero attuale della Chiesa

Il conflitto israelo-palestinese ha le sue ripercussioni nei rapporti tra cristiani ed ebrei. A più riprese, la Santa Sede ha chiaramente espresso la sua posizione, soprattutto in occasione della visita di Sua Santità il Papa Benedetto XVI in Terra Santa nel 2009”.

“Le nostre Chiese rifiutano l’antisemitismo e l’antiebraismo. Le difficoltà dei rapporti fra i popoli arabi e il popolo ebreo sono dovute piuttosto alla situazione politica conflittuale. Noi distinguiamo tra realtà religiosa e realtà politica. (...) La lettura dell’Antico Testamento e l’approfondimento della tradizione dell’ebraismo aiutano a conoscere meglio la religione ebraica. Offrono un terreno comune a studi seri e contribuiscono a conoscere meglio il Nuovo Testamento e le Tradizioni orientali. Nella realtà attuale sono presenti altre forme di collaborazione”.

E. RAPPORTI CON I MUSULMANI

“Le ragioni per intrecciare rapporti tra cristiani e musulmani sono molteplici. Tutti sono connazionali, condividono la stessa lingua e la stessa cultura, come pure le gioie e le sofferenze. Inoltre, i cristiani hanno la missione di vivere come testimoni di Cristo nelle loro società. Fin dalla sua nascita, l’Islam ha trovato radici comuni con il Cristianesimo e l’Ebraismo, come ha detto il Santo Padre. Deve essere maggiormente valorizzata la letteratura arabo-cristiana”.
“L’Islam non è uniforme, esso presenta una diversità confessionale, culturale e ideologica. Alcune difficoltà nei rapporti tra cristiani e musulmani derivano dal fatto che in generale i musulmani non fanno distinzione fra religione e politica. Deriva da qui il disagio dei cristiani per cui si sentono in una situazione di non-cittadini, benché siano a casa loro nel proprio paese, molto tempo prima dell’Islam. Abbiamo bisogno di un riconoscimento che passi dalla tolleranza alla giustizia e all’uguaglianza, basate sulla cittadinanza, la libertà religiosa e i diritti dell’uomo. Questa è la base e la garanzia per una buona coesistenza”.

“È necessario purificare i libri scolastici da qualsiasi pregiudizio sull’altro e da qualsiasi offesa o deformazione. Si cercherà piuttosto di comprendere il punto di vista dell’altro, pur rispettando le diversità di fede e di pratiche”.

F. LA TESTIMONIANZA NELLA CITTÀ

“Tutti i cittadini dei nostri paesi devono affrontare insieme due sfide principali: la pace e la violenza. Le situazioni di guerre e conflitti che viviamo generano la violenza e vengono sfruttate dal terrorismo mondiale. L’Occidente viene identificato con il Cristianesimo e le scelte degli Stati vengono attribuite alla Chiesa. Oggi, invece, i governi occidentali sono laici e sempre più in contrasto con i principi della fede cristiana. È importante spiegare questa realtà e il senso di una laicità positiva, che distingue il politico dal religioso”.

1. Ambiguità della modernità

“Nelle nostre società, l’influenza della modernizzazione, della globalizzazione e del laicismo si ripercuotono sui nostri cristiani. (...) Tutte le Costituzioni affermano l’uguaglianza dei cittadini. Ma negli stati a maggioranza musulmana, a parte qualche eccezione, l’Islam è la religione di Stato e la ‘sharia’ è la fonte principale della legislazione. In alcuni Paesi o parte di questi, viene applicata a tutti i cittadini. (...) Viene riconosciuta la libertà di culto, ma non la libertà di coscienza. Con l’avanzata dell’integralismo, aumentano gli attacchi contro i cristiani.”

G. CONTRIBUTO SPECIFICO E INSOSTITUIBILE DEL CRISTIANO

“Il contributo specifico del cristiano alla propria società è insostituibile. Con la sua testimonianza e la sua azione, la arricchisce dei valori che Cristo ha portato all’umanità. Molti di questi valori sono comuni a quelli dei musulmani, per cui c’è la possibilità e l’interesse a promuoverli insieme. La catechesi deve formare credenti che siano cittadini attivi. L’impegno sociale e politico privo dei valori del Vangelo è una contro-testimonianza”.

“L’elemento che contraddistingue la nostra identità di cristiani è il servizio degli altri e non l’appartenenza confessionale. Il nostro primo compito è quello di vivere la fede, lasciar parlare le nostre azioni, vivere la verità e proclamarla nella carità, con coraggio, e praticare la solidarietà nelle nostre istituzioni. Dobbiamo vivere una fede adulta, non superficiale, sostenuta e vivificata dalla preghiera. La nostra credibilità esige la concordia all’interno della Chiesa, la promozione dell’unità fra i cristiani, una vita religiosa convinta e tradotta nella vita. Questa testimonianza eloquente richiede un’educazione e un accompagnamento permanenti, con i bambini, i giovani e gli adulti”.
CONCLUSIONE

A. QUALE FUTURO PER I CRISTIANI DEL MEDIO ORIENTE?
“I contesti attuali sono fonte di difficoltà e di preoccupazione. Animati dallo Spirito Santo e guidati dal Vangelo, li affrontiamo nella speranza e nella fiducia filiale nella Divina Provvidenza. Siamo oggi un ‘piccolo resto’, ma il nostro comportamento e la nostra testimonianza possono fare di noi una presenza che conta. (...) Davanti alla tentazione dello scoraggiamento, dobbiamo ricordare che siamo discepoli del Cristo risorto, vincitore del peccato e della morte”.

B. LA SPERANZA

“Le nostre Chiese hanno bisogno di credenti-testimoni, sia a livello di Pastori sia a livello di fedeli. L’annuncio della Buona Novella può essere fruttuoso solo se i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i laici sono infiammati dall’amore di Cristo e ardono dallo zelo di farlo conoscere e amare. Abbiamo fiducia che questo Sinodo non sarà solo un avvenimento passeggero, ma permetterà realmente allo Spirito di far muovere le nostre Chiese”.
SE/ VIS 20101011 (3770)

UDIENZA PRESIDENTE REPUBBLICA CROAZIA IVO JOSÍPOVIC

CITTA' DEL VATICANO, 9 OTT. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha emesso nella tarda mattinata di oggi il Comunicato che segue:

“Nella mattinata di sabato 9 ottobre 2010, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Presidente della Repubblica di Croazia, il Signor Ivo Josípovic, che successivamente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, che era accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.

“I cordiali colloqui hanno permesso un fruttuoso scambio di opinioni su temi attinenti all’attuale congiuntura della regione, con uno speciale riferimento alla situazione dei Croati nella Bosnia ed Erzegovina”.

“Ci si è poi soffermati su alcuni aspetti della situazione in Croazia, sul contributo della Chiesa allo sviluppo culturale e spirituale, sul cammino del Paese verso la piena integrazione nell’Unione Europea e sull’importanza che essa mantenga la propria identità”.
OP/ VIS 201010011 (150)

CHIESE ORIENTALI CATTOLICHE ALIMENTARE TRADIZIONI PROPRIE

CITTA' DEL VATICANO, 9 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al Convegno di studio per il XX anniversario di promulgazione del “Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium”.

“Questa ricorrenza ventennale non è solo evento celebrativo” – ha detto il Santo Padre – “bensì provvida occasione di verifica. Si tratta di vedere in quale misura il Codice abbia avuto effettivamente forza di legge per tutte le Chiese orientali cattoliche ‘sui iuris’ e come sia stato tradotto nell’attività della vita quotidiana delle Chiese orientali; come pure in quale misura la potestà legislativa di ciascuna Chiesa ‘sui iuris’ abbia provveduto alla promulgazione del proprio diritto particolare, tenendo presenti le tradizioni del proprio rito, come pure le disposizioni del Concilio Vaticano II”.

“Le tematiche del vostro Convegno, articolate in tre unità: la storia, le legislazioni particolari, le prospettive ecumeniche, indicano un ‘iter’ quanto mai significativo da seguire in questa verifica”.

“I ‘sacri canones’ della Chiesa antica” – ha sottolineato il Papa – “che ispirano la vigente codificazione orientale, stimolano tutte le Chiese orientali a conservare la propria identità, che è allo stesso tempo orientale e cattolica. Nel mantenere la comunione cattolica, le Chiese orientali cattoliche non intendevano affatto rinnegare la fedeltà alla loro tradizione. Come più volte è stato ribadito, la già realizzata unione piena delle Chiese orientali cattoliche con la Chiesa di Roma non deve comportare per esse una diminuzione nella coscienza della propria autenticità ed originalità. Pertanto, compito di tutte le Chiese orientali cattoliche è quello di conservare il comune patrimonio disciplinare e alimentare le tradizioni proprie, ricchezza per tutta la Chiesa”.

“Gli stessi ‘sacri canones’ dei primi secoli della Chiesa costituiscono in larga misura il fondamentale e medesimo patrimonio di disciplina canonica che regola anche le Chiese ortodosse. Pertanto, le Chiese orientali cattoliche possono offrire un peculiare e rilevante contributo al cammino ecumenico”.

“Cari amici, nell’ambito dell’attuale impegno della Chiesa per una nuova evangelizzazione” – ha concluso il Pontefice – “il diritto canonico, come ordinamento peculiare ed indispensabile della compagine ecclesiale, non mancherà di contribuire efficacemente alla vita e alla missione della Chiesa nel mondo, se tutte le componenti del Popolo di Dio sapranno saggiamente interpretarlo e fedelmente applicarlo”.
AC/ VIS 20101011 (360)

ANGELUS: CHIESA MEDIO ORIENTE STRUMENTO RICONCILIAZIONE

CITTÁ DEL VATICANO, 10 OTT. 2010 (VIS). – Alle 12:00 di questa mattina, al termine della Concelebrazione con i Padri Sinodali in occasione dell’apertura dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per la recita dell’Angelus con le migliaia di fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

In Medio Oriente, ha detto il Papa, riprendendo il tema del Sinodo, “l’unica Chiesa di Cristo si esprime in tutta la ricchezza delle sue antiche Tradizioni. (...) In quei Paesi, purtroppo segnati da profonde divisioni e lacerati da annosi conflitti, la Chiesa è chiamata ad essere segno e strumento di unità e di riconciliazione”.

“Questo compito” - ha affermato il Santo Padre – “è arduo, dal momento che i cristiani del Medio Oriente si trovano spesso a sopportare condizioni di vita difficili (…). Ma ciò non deve scoraggiare: è proprio in quel contesto che risuona ancora più necessario e urgente il perenne messaggio di Cristo: ‘Convertitevi e credete nel Vangelo’”.

Nel mese di ottobre, dedicato al Rosario, Benedetto XVI ha raccomandato i lavori del Sinodo alla Vergine Maria tanto “amata e venerata dai nostri fratelli e sorelle del Medio Oriente. Tutti guardano a Lei quale Madre premurosa, vicina ad ogni sofferenza, e quale Stella di Speranza”.

“Alla sua intercessione affidiamo l’Assemblea sinodale che oggi si apre” – ha concluso il Pontefice – “affinché i cristiani di quella regione si rafforzino nella comunione e diano a tutti testimonianza del Vangelo dell’amore e della pace”.
ANG/ VIS 20101011 (250)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 11 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- L’Arcivescovo Joseph William Tobin, C.SS.R., Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, con i Familiari.

- L’Arcivescovo Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico in Giordania e in Iraq, con i Familiari.

- Il Vescovo Ignacio Carrasco de Paula, Presidente della Pontifica Accademia per la Vita, con i familiari.

- Il Vescovo Enrico Dal Covolo, S.D.B., Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, con i Familiari.

Sabato 9 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- La Presidenza della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Sta¬ti Uniti d'America: Cardinale Francis Eugene George, O.M.I., Arcivescovo di Chicago, Presidente; Vescovo Gerald Frederic Kicanas, di Tucson, Vice Presidente; Monsignor David John Malloy, Segretario Generale; Monsignor Ronny Jenkins, Segretario Generale Aggiunto.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP/ VIS 201010011 (160)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTÁ DEL VATICANO, 11 OTT 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- l’Arcivescovo Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino (superficie 3.350, popolazione: 2.098.713; cattolici: 1.941.913; sacerdoti: 1.157; religiosi: 4.368; diaconi permanenti: 135) in Italia. L’arcivescovo Nosiglia, finora Vescovo di Vicenza (Italia), succede al Cardinale Severino Poletto, la cui rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi è stata accettata per limite di età.

- Don Emilio Cipollone Arcivescovo di Lanciano-Ortona (superficie: 305, popolazione: 93.764, cattolici: 91.890; sacerdoti: 60; religiosi: 120; diaconi permanenti: 8) in Italia. L’Arcivescovo eletto è nato nel 1960 a Cese di Avezzano (Italia), è stato ordinato sacerdote nel 1984. Finora Direttore spirituale del Seminario Regionale San Pio X di Chieti (Italia), succede all’Arcivescovo Carlo Ghidelli, la cui rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi è stata accettata per limite di età.

- Padre Odelir José Magri M.C.C.J. Vescovo di Sobral (superficie: 18.920; popolazione: 908.000; cattolici: 769.000; sacerdoti: 57; religiosi: 128) in Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1963 a Campo Erê (Brasile), ha professato i voti nel 1988, è stato ordinato sacerdote nel 1992. Finora è stato Vicario Generale dei Padri Comboniani a Roma.

- Cristoph Graf Vice Comandante della Guardia Svizzera Pontificia. Il Vice Comandante eletto è stato finora Capitano del medesimo Corpo.
NER:RE:NA/ VIS 20101011 (230)

venerdì 8 ottobre 2010

PRESIDENTE NIKOLAS SARKOZY DAL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 8 OTT. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha emesso nella tarda mattinata di oggi il seguente Comunicato:

“Questa mattina, nel Palazzo Apostolico, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica francese, Sua Eccellenza il Signor Nicolas Sarkozy”.

“Successivamente il Presidente ha incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, che era accompagnato da Sua Eccellenza Mons. Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.

“Al centro dei cordiali colloqui ci sono stati temi di politica internazionale, quali il processo di pace in Medio Oriente, la situazione dei cristiani in vari Paesi e l’allargamento della rappresentatività delle aeree del mondo negli Organismi multilaterali. In seguito, è stata sottolineata l’importanza della dimensione etica e sociale delle problematiche economiche, nella prospettiva proposta dall’enciclica ‘Caritas in Veritate’”.

“Dopo aver evocato il Viaggio Apostolico di Sua Santità a Lourdes e a Parigi nel 2008 e la visita del Presidente Sarkozy nell’anno precedente, è stata ribadita la reciproca volontà di mantenere un dialogo permanente ai diversi livelli istituzionali e di continuare a collaborare costruttivamente nelle questioni di comune interesse”.
OP/ VIS 20101008 (200)

DOMENICA APERTURA ASSEMBLEA SPECIALE MEDIO ORIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 8 OTT. 2010 (VIS). L’Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha tenuto un Briefing per fornire informazioni sul senso e lo svolgimento dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, in programma dal 10 al 24 ottobre in Vaticano.

Tema dell’Assemblea Sinodale: “La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza. ‘La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un’anima sola’” (At 4, 32).

“In primo luogo, è utile precisare” – ha detto l’Arcivescovo Eterovic – “che per Medio Oriente si intendono i seguenti Paesi: Arabia Saudita, Bahrein, Cipro, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Siria, Turchia , Territori Palestinesi e Yemen. Su tale vasta regione che si estende su 7.180.912 kmq vivono 356.174.000 persone, di cui 5.707.000 cattolici, che rappresentano l’l,6 % della popolazione. Al contempo, il numero approssimativo dei cristiani sarebbe di circa 20.000.000 di persone e cioè il 5,62 % della popolazione”.

“Oltre alla Chiesa di Tradizione latina, da tempi remoti vi sono 6 Chiese Orientali Cattoliche ‘sui iuris’, con a capo un proprio Patriarca, padre e capo della Chiesa: Chiesa Copta, Chiesa Sira, Chiesa Greco-Melchita, Chiesa Maronita, Chiesa Caldea e Chiesa Armena. (...) La varietà di Tradizioni, di spiritualità, di liturgia, di disciplina è una grande ricchezza da conservare non solamente per le Chiese Orientali Cattoliche, bensì per tutta la Chiesa Cattolica presieduta nella carità dal Vescovo di Roma e Pastore Universale della Chiesa”.

“All’Assemblea Speciale per il Medio Oriente” – ha precisato ancora l’Arcivescovo Eterovic – “partecipano 185 Padri sinodali, di cui 159 prenderanno parte ‘ex officio’. Tra essi vi sono 101 Ordinari delle circoscrizioni ecclesiastiche del Medio Oriente, come pure 23 della Diaspora, che hanno cura dei fedeli delle Chiese Orientali Cattoliche emigrati dal Medio Oriente in varie parti del mondo”. Saranno presenti anche 36 Esperti e 34 Uditori, donne e uomini.

“All’Assemblea sinodale parteciperanno come Delegati fraterni, rappresentanti di 14 Chiese e comunità ecclesiali, storicamente ben radicati nel Medio Oriente”. Come Invitati speciale del Santo Padre Benedetto XVI “avremo l’occasione di ascoltare l’indirizzo del rabbino David Rosen, Direttore del Dipartimento per gli Affari Interreligiosi dell’’American Jewish Committee’ e ‘Heilbrunn Institute for International Interreligious Understanding’, Israel. Inoltre, ai Padri sinodali si rivolgeranno due illustri rappresentanti dell’Islam: il Signor Muhammad al-Sammak, Consigliere politico del Gran Mufti del Libano, per l’Islam sunnita, e il Signor Ayatollah Seyed Mostafa Mohaghegh Ahmadabadi, Professore presso la Facoltà di Diritto alla Shahid Beheshti University di Teheran e Membro dell’Accademia Iraniana delle Scienze, per l’Islam sciita”.

“L’Assemblea Speciale per il Medio Oriente ha alcune particolarità per le quali si distinguerà da altre Assisi sinodali” – ha spiegato il Segretario del Sinodo dei Vescovi – “In primo luogo, per la prima volta si riuniranno intorno al Vescovo di Roma quasi tutti gli Ordinari del Medio Oriente. (...) Si tratterà dell’Assise sinodale più breve finora celebrata, che durerà 14 giorni. (...) Il breve tempo della celebrazione non risulta, pertanto, solamente dal numero relativamente ridotto dei partecipanti che nelle Assemblee Generali Ordinarie raggiunge circa 250 Padri sinodali. (...) Considerata la situazione assai complessa nei Paesi del Medio Oriente, non si è voluto trattenere per molto tempo i Pastori lontano dal loro gregge. Per tale ragione, i lavori saranno concentrati nell’arco di 14 giorni”.

“Lingua ufficiale dell’Assise sinodale sarà anche l’arabo, insieme a francese, inglese e italiano.

“La finalità dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente” – ha sottolineato l’Arcivescovo Eterovic – “è prevalentemente pastorale” Due sono gli obiettivi: “1) ravvivare la comunione tra le venerate Chiese Orientali Cattoliche ‘sui iuris’ perché possano offrire una testimonianza di vita cristiana autentica, gioiosa, attraente. (...) 2) rafforzare l’identità cristiana tramite la Parola di Dio e la celebrazione dei Sacramenti”.

“L’Assemblea Speciale per il Medio Oriente” – ha concluso l’Arcivescovo Eterovic – “offre una felice occasione per presentare la ricchezza delle Chiese Orientali Cattoliche al mondo intero, soprattutto ai cristiani, affinché sostengano sempre di più, sia spiritualmente che materialmente, i loro fratelli e sorelle nel Medio Oriente, in particolare coloro che vivono in situazioni difficili a causa della violenza, incluso il terrorismo, l’emigrazione e la discriminazione”.
SE/ VIS 20101008 (750)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 8 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sette Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord I-Nord Ovest), in Visita "ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Bruno Pedron, S.D.B., di Ji-Paraná.

- Il Vescovo Joaquín Pertíñez Fernández, O.A.R., di Rio Branco.

- Il Vescovo Elói Róggia, S.A.C., Prelato di Borba.

- Il Vescovo Carillo Gritti, I.M.C., Prelato di Itacoatiara.

- Il Vescovo Sérgio Eduardo Castriani, C.S.Sp., Prelato di Tefé.

- Il Vescovo Jesús Moraza Ruiz de Azúa, O.A.R., Prelato di Lábrea.

- Il Vescovo Gutemberg Freire Régis, C.SS.R., Amministratore Apostolico della Prelatura di Coari.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà in udienza il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AP:AL/ VIS 20101008 (130)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore Douglas Regattieri, Vescovo di Cesena-Sarsina (superficie: 1.530; popolazione: 166.500; cattolici: 159.500; sacerdoti: 167; religiosi: 133; diaconi permanenti: 32), Italia. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Carpi (Italia), è nato a Vallalta di Concordia (Italia), nel 1949 ed è stato ordinato sacerdote nel 1973.
NER/ VIS 20101008 (70)

giovedì 7 ottobre 2010

VALORIZZARE PATRIMONIO SPIRITUALE E UMANO CILE

CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Signor Fernando Zegers Santa Cruz, nuovo Ambasciatore del Cile, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali. Nel suo discorso il Santo Padre ha espresso la sua vicinanza al popolo cileno duramente provato dal terremoto del febbraio 2010 ed ha ricordato “l’immenso sforzo che la Chiesa cattolica in Cile, della quale molte comunità sono state duramente provate dal sisma, sta realizzando per tentare di aiutare coloro che più ne hanno bisogno. (...) Non dimentico” – ha aggiunto il Papa – “i minatori della regione di Atacama e i loro cari, per i quali prego fervidamente ogni giorno”.

Nel ricordare che il nuovo Ambasciatore inizia la sua missione precisamente nell’anno in cui il Cile celebra il bicentenario della sua indipendenza, il Papa ha affermato: “Molto numerosi sono i frutti che il Vangelo ha prodotto in questa terra benedetta. Frutti abbondanti di santità, di carità, di promozione umana, di ricerca costante della pace e della convivenza” ed ha ricordato la celebrazione, lo scorso anno, del 25 anniversario della firma del Trattato di pace e amicizia con l’Argentina che, “con la mediazione pontificia, pose fine alla controversia australe”.

“Questo storico Accordo” – ha detto ancora il Pontefice – “rimarrà per le future generazioni un esempio luminoso del bene immenso che la pace porta con sé, come pure dell’importanza di conservare e promuovere quei valori morali e religiosi che costituiscono il tessuto più intimo dell’anima di un popolo. Non si può pretendere di spiegare il trionfo di questa aspirazione alla pace, alla concordia e comprensione, se non si tiene conto che il seme del Vangelo è profondamente radicato nel cuore dei cileni”.

“È importante, e ancor più nelle circostanze attuali, nelle quali occorre far fronte a tante sfide che minacciano la propria identità culturale” – ha sottolineato il Pontefice – “favorire specialmente fra i più giovani una sana fierezza, un rinnovato apprezzamento e valorizzazione della propria fede, della propria storia, della propria cultura, delle proprie tradizioni e della propria ricchezza artistica, e di tutto quanto costituisce il migliore e più ricco patrimonio spirituale e umano del Cile”.

“Sebbene la Chiesa e lo Stato” – ha proseguito il Pontefice – “siano indipendenti e autonomi nel proprio ambito, entrambi sono chiamati a sviluppare una collaborazione leale e rispettosa per servire la vocazione personale e sociale delle stesse persone. Nel compimento della sua specifica missione di annunciare la Buona Novella di Gesù Cristo, la Chiesa cerca di rispondere alle aspettative e agli interrogativi degli uomini, appoggiandosi a valori e principi etici e antropologici che sono inscritti nella natura dell’essere umano”.

“Quando la Chiesa fa ascoltare la sua voce” – ha concluso il Pontefice – “di fronte alle grandi sfide e problemi attuali, come le guerre, la fame, la estrema povertà di tanti, la difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale, o alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e prima responsabile dell’educazione dei figli, non agisce per un interesse particolare e per principi che possono percepire soltanto coloro che professano una determinata fede religiosa. Rispettando le regole della convivenza democratica, lo fa per il bene di tutta la società e in nome di valori che ogni persona può condividere con la sua retta ragione”.
CD/ VIS 20101007 (560)

QUOTIDIANO IMPEGNO PERCORRERE STRADA MAESTRA VERITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i partecipanti al Congresso della Stampa Cattolica, promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.

Nel rivolgersi ai partecipanti, provenienti da 85 Paesi, il Papa ha fatto riferimento a due aspetti particolari del ruolo della stampa cattolica: da una parte “la specificità del mezzo, la stampa, e cioè la parola scritta e la sua attualità ed efficacia, in una società che ha visto moltiplicarsi antenne, parabole e satelliti, (...) dall’altro lato, la connotazione ‘cattolica’, con la responsabilità che ne deriva di esservi fedeli in modo esplicito e sostanziale, attraverso il quotidiano impegno di percorrere la strada maestra della verità”.

“La ricerca della verità dev’essere perseguita dai giornalisti cattolici con mente e cuore appassionati, ma anche con la professionalità di operatori competenti e dotati di mezzi adeguati ed efficaci”.Giustifica

“Oggi, nella comunicazione ha un peso sempre maggiore il mondo dell’immagine” ha sottolineato Benedetto XVI ed ha affermato: “ma se da una parte tutto ciò comporta indubbi aspetti positivi, dall’altra l’immagine può anche diventare indipendente dal reale, può dare vita ad un mondo virtuale, con varie conseguenze, la prima della quali è il rischio dell’indifferenza nei confronti del vero”.

“Inoltre, la ripresa di un evento, lieto o triste, può essere consumata come spettacolo e non come occasione di riflessione. (...) Questi aspetti suonano come campanello d’allarme: invitano a considerare il pericolo che il virtuale allontani dalla realtà e non stimoli alla ricerca del vero, della verità”.

“In tale contesto, la stampa cattolica” – ha ribadito il Pontefice – “è chiamata, in modo nuovo, ad esprimere fino in fondo le sue potenzialità e a dare ragione giorno per giorno della sua irrinunciabile missione. La Chiesa dispone di un elemento facilitante, dal momento che la fede cristiana ha in comune con la comunicazione una struttura fondamentale: il fatto che il mezzo ed il messaggio coincidono; infatti il Figlio di Dio, il Verbo incarnato, è, allo stesso tempo, messaggio di salvezza e mezzo attraverso il quale la salvezza si realizza. E questo non è un semplice concetto, ma una realtà accessibile a tutti”.

“La Parola di Dio è giunta agli uomini ed è stata tramandata anche a noi attraverso un libro, la Bibbia. La parola resta lo strumento fondamentale e, in un certo senso, costitutivo della comunicazione: essa viene utilizzata oggi sotto varie forme, e anche nella cosiddetta ‘civiltà dell’immagine’ conserva tutto intero il suo valore”.

“I cristiani non possono ignorare” – ha proseguito il Pontefice – “la crisi di fede che è sopraggiunta nella società, o semplicemente confidare che il patrimonio di valori trasmesso lungo i secoli possa continuare ad ispirare e plasmare il futuro della famiglia umana. L’idea di vivere ‘come se Dio non esistesse’ si è dimostrata deleteria: il mondo ha bisogno piuttosto di vivere ‘come se Dio esistesse’, anche se non c’è la forza di credere, altrimenti esso produce solo un ‘umanesimo disumano’”.

Nel ricordare che chi opera nei mezzi della comunicazione deve porre “sempre Dio al vertice della scala dei valori”, Benedetto XVI ha affermato che il compito degli operatori della stampa cattolica “è quello di aiutare l’uomo contemporaneo ad orientarsi a Cristo, unico Salvatore, e a tenere accesa nel mondo la fiaccola della speranza, per vivere degnamente l’oggi e costruire adeguatamente il futuro. Per questo vi esorto a rinnovare costantemente la vostra scelta personale per Cristo, attingendo da quelle risorse spirituali che la mentalità mondana sottovaluta, mentre sono preziose, anzi, indispensabili”.
AC/ VIS 20101007 (580)

XX ANNIVERSARIO CODICE DIRITTO CANONICO ORIENTALE

CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Convegno di Studi per ricordare il XX anniversario della promulgazione del Codice di Diritto Canonico Orientale (8-9 ottobre 2010).

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; l’Arcivescovo Cyril Vasil, S.I., Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali; il Vescovo Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru, Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e Padre Michael J. Kuchera, Decano della Facoltà di Diritto Canonico Orientale del Pontificio Istituto Orientale.

Nel suo intervento l’Arcivescovo Coccopalmerio ha precisato che il Convegno è organizzato dal Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, con la collaborazione della Congregazione per le Chiese Orientali, del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e del Pontificio Istituto Orientale. Il Convegno si articola in tre sessioni che toccheranno tre grandi tematiche: “L’evoluzione storica della codificazione orientale, l’attività legislativa della Chiese Orientali e gli aspetti ecumenici del diritto orientale”.

Al Convegno partecipano numerosi e qualificati studiosi, cultori ed operatori del diritto canonico, professori e studenti per un totale di oltre 400 iscritti, tra i quali esponenti del mondo ortodosso e di altre Chiese e confessioni cristiane.

Chiuderà il Convegno l’Udienza del Santo Padre prevista per le ore 12:00 di sabato 9 ottobre, nella Sala Clementina.
OP/ VIS 20101007 (240)

RIUNIONI PREPARATORIE VISITA APOSTOLICA IRLANDA

CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il Comunicato che segue:

“Il 5 ottobre 2010, il Prefetto e il Segretario della Congregazione per i Vescovi e Rappresentanti della Santa Sede hanno tenuto una riunione preparatoria a Roma con i Visitatori Apostolici nominati dal Santo Padre per la Visita Apostolica alle quattro Arcidiocesi Metropolitane d’Irlanda: il Cardinale Cormac Murphy-O’Connor; Arcivescovo emerito di Westminster; il Cardinale Seán P. O’Malley, O.F.M. Cap, Arcivescovo di Boston; l’Arcivescovo Thomas C. Collins, di Toronto e l’Arcivescovo Terrence T. Prendergast, S.I., di Ottawa.

“Memori del tragico abuso di minori che ha avuto luogo in Irlanda, i partecipanti hanno discusso i particolari aspetti di questa importante Visita. Pastorale nella natura, la Visita ‘è intesa ad assistere la Chiesa locale sulla via del innovamento (Lettera Pastorale di Papa Benedetto XVI ai Cattolici d’Irlanda) ed è segno del desiderio del Santo Padre, quale Successore di Pietro, di offrire la sua sollecitudine pastorale alla Chiesa in Irlanda. I Visitatori dedicheranno particolare attenzione alle vittime di abusi e alle loro famiglie, ma incontreranno e ascolteranno diverse persone, fra le quali autorità ecclesiastiche, fedeli laici e quanti si occupano del cruciale lavoro di sorveglianza dei minori”.

“Il 6 ottobre 2010, come programmato in precedenza, il Cardinale Seán B. Brady, Arcivescovo di Armagh, l’Arcivescovo Diarmuid Martin, di Dublino, l’Arcivescovo Dermot Clifford, di Cashel and Emly e l’Arcivescovo Michael Neary, di Tuam, hanno concelebrato la Messa dello Spirito Santo con i Visitatori e i Superiori della Congregazione per i Vescovi e della Segreteria di Stato. È seguito un incontro contraddistinto da calore fraterno e reciproca collaborazione, durante il quale sono state riassunte le discussioni del giorno precedente e ci si è concentrati sull’organizzazione della Visita Apostolica e delle Arcidiocesi interessate”.

“Tutti i partecipanti auspicano che tale significativo impegno sia strumento di purificazione e di guarigione per la Chiesa in Irlanda e aiuti a ristabilire la fiducia e la speranza nei fedeli”.
OP/ VIS 20101007 (330)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Paul Josef Cordes, Presidente del Pontificio Consiglio "Cor Unum".

- La Presidenza della Conferenza Episcopale del Venezuela:

- L’Arcivescovo Ubaldo Ramón Santana Sequera, F.M.I., di Maracaibo, Presidente;

- L’Arcivescovo Baltazar Enrique Porras Cardozo, di Mérida, primo Vice Presidente;

- L’Arcivescovo Roberto Luckert León, di Coro, secondo Vice Presidente;

- Il Vescovo Salas Jesús González de Zarate, Ausiliare di Caracas e Segretario Generale con:

- Il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, Santiago di Venezuela
AP/ VIS 20101007 (110)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Manizales (Colombia), presentata dall’Arcivescovo Fabio Betancur Tirado, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede l’Arcivescovo Gonzalo Restrepo Restrepo, finora Coadiutore della medesima Arcidiocesi Metropolitana.

- Ha nominato l’Arcivescovo Mauro Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero, finora Segretario del medesimo Dicastero.

- Ha accettato la rinuncia del Cardinale Cláudio Hummes all’incarico di Prefetto della Congregazione per il Clero, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato l’Arcivescovo Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, finora Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Ha accolto la rinuncia presentata dal Cardinale Paul Josef Cordes all’incarico di Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, per raggiunti limiti d’età.
NER:RE:NA/ VIS 20101007 (140)

mercoledì 6 ottobre 2010

GERTRUDE INCISE MODO SINGOLARE SPIRITUALITÀ CRISTIANA

CITTA' DEL VATICANO, 6 OTT. 2010 (VIS). Il Papa ha dedicato l’Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, a Santa Gertrude “una delle mistiche più famose, unica donna della Germania ad avere l’appellativo di ‘Grande’, per la statura culturale ed evangelica” che “con la sua vita e il suo pensiero ha inciso in modo singolare sulla spiritualità cristiana”.

“Nasce il 6 gennaio del 1256” – ha detto il Papa e “all’età di cinque anni, nel 1261, entra nel monastero, come si usava spesso in quella epoca, per la formazione e lo studio. Qui trascorre tutta la sua esistenza”.

“Gertrude è una studentessa straordinaria (...). Da studentessa passa a consacrarsi totalmente a Dio nella vita monastica e per vent’anni non accade nulla di eccezionale: lo studio e la preghiera sono la sua attività principale”. A venticinque anni “ha la visione di un giovanetto che la guida a superare il groviglio di spine che opprime la sua anima, prendendola per mano. In quella mano, Gertrude riconosce (...) Colui che sulla Croce ci ha salvati con il suo sangue, Gesù”.

“Da quel momento” – ha proseguito il Pontefice – “la sua vita di comunione intima con il Signore si intensifica (...) La sua biografa indica due direzioni di quella che potremmo definire una sua particolare ‘conversione’: negli studi, con il passaggio radicale dagli studi umanistici profani a quelli teologici, e nell’osservanza monastica, con il passaggio dalla vita che ella definisce negligente alla vita di preghiera intensa, mistica, con un eccezionale ardore missionario”.

“Gertrude comprende” – ha affermato il Santo Padre – “di essere stata lontana da Lui (...); di essersi dedicata con troppa avidità agli studi liberali, alla sapienza umana, trascurando la scienza spirituale, privandosi del gusto della vera sapienza; ora è condotta al monte della contemplazione, dove lascia l’uomo vecchio per rivestirsi del nuovo”.

La Santa “si dedica a scrivere e divulgare la verità di fede con chiarezza e semplicità, grazia e persuasività, servendo con amore e fedeltà la Chiesa, tanto da essere utile e gradita ai teologi e alle persone pie. Di questa sua intensa attività ci resta poco, anche a causa delle vicende che portarono alla distruzione del monastero di Helfta. Oltre all’’Araldo del divino amore’ o ‘Le rivelazioni’, ci restano gli ‘Esercizi Spirituali’, un raro gioiello della letteratura mistica spirituale.
“Alle preghiere e alle penitenze della regola monastica” – ha ricordato il Pontefice – “ne aggiunge altre con tale devozione e tale abbandono fiducioso in Dio, da suscitare in chi la incontra la consapevolezza di essere alla presenza del Signore. E di fatto Dio stesso le fa comprendere di averla chiamata ad essere strumento della sua grazia. Di questo immenso tesoro divino Gertrude si sente indegna, confessa di non averlo custodito e valorizzato”. Muore nel 1301 o 1302.

Benedetto XVI ha concluso la catechesi sottolineando che l’esempio di Santa Gertrude “ci mostra che il centro di una vita felice, di una vita vera, è l’amicizia con Gesù, il Signore. E questa amicizia si impara nell’amore per la Sacra Scrittura, nell’amore per la liturgia, nella fede profonda, nell’amore per Maria, in modo da conoscere sempre più realmente Dio stesso e così la vera felicità, la meta della nostra vita”.

Al termine della catechesi il Santo Padre ha ricordato ai diversi gruppi di pellegrini che il mese di ottobre è dedicato al Santo Rosario e che domani si celebra la memoria della Beata Maria Vergine del Rosario.

“Il Rosario” – ha detto il Papa ai pellegrini polacchi – “è una particolare preghiera della Chiesa e un’arma spirituale per ognuno di noi. La meditazione della vita di Gesù e Maria sia per tutti noi luce sulla via evangelica del rinnovamento spirituale e della conversione del cuore”.
AG/ VIS 20101006 (610)

VATICANO: TRE NUOVI ANNULLI POSTALI SPECIALI

CITTA' DEL VATICANO, 6 OTT. 2010 (VIS). Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha emesso oggi una Nota che annuncia l’emissione di tre annulli postali speciali in occasione della “Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi” (10-24 ottobre), del Salone del francobollo Romafil 2010 (Roma, Italia 29-31 ottobre) e in occasione del “64ème Salon Philatèlique d’Automne, (Paris, Francia, 4-7 novembre).

Il primo annullo nel quale sono raffigurati un calice, la Bibbia e un riferimento all’area geografica oggetto del Sinodo, è stato realizzato dalle Poste Vaticane. Completano l’annullo le scritte: “ASSEMBLEA SPECIALE PER IL MEDIO ORIENTE”, “POSTE VATICANE” E “10.10.2010”.

Il materiale filatelico da obliterare, debitamente affrancato dai richiedenti, dovrà pervenire all’Ufficio Obliterazioni delle Poste Vaticane entro il 10 novembre 2010.

Il secondo annullo, realizzato dall’Ufficio Filatelico e Numismatico del Governatorato, raffigura la Chiesa della Santissima Trinità al Monte Pincio, comunemente conosciuta come Chiesa della Trinità dei Monti. Completano l’annullo le scritte: “ROMAFIL”, “MANIFESTAZIONE FILATELICA”, “2010” E “POSTE VATICANE 29-31 OTT.”.

Il materiale filatelico da obliterare, debitamente affrancato dai richiedenti, dovrà pervenire all’Ufficio Obliterazioni delle Poste Vaticane entro il 30 novembre 2010.

Il terzo annullo, realizzato dall’Ufficio Filatelico e Numismatico del Governatorato, raffigura la Basilica del Sacro Cuore di Parigi ed è completato dalla scritta: “64ème SALON PHILATELIQUE D’AUTOMNE” e “PARIS” – 4 – 7 NOVEMBRE 2010”.

Il materiale filatelico da obliterare, debitamente affrancato dai richiedenti, dovrà pervenire all’Ufficio Obliterazioni delle Poste Vaticane entro il 7 dicembre 2010.
.../ VIS 20101006 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 6 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare della Diocesi di Brooklyn (Stati Uniti d’America), presentata dal Vescovo Guy Sansaricq, per raggiunti limiti d’età.
RE/

martedì 5 ottobre 2010

PRESENTAZIONE GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ 2011

CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede si è svolta la Conferenza Stampa di presentazione della Giornata Mondiale della Gioventù, in programma nell’agosto 2011 a Madrid.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti: il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid e Presidente della Conferenza Episcopale spagnola; il Vescovo Josef Clemens, Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici; il Vescovo César Franco Martínez, Ausiliare di Madrid e Coordinatore Generale della GMG 2011; e la Dottoressa María de Jaureguizar, Vice-Direttrice del Dipartimento delle Comunicazioni della GMG.

Il Cardinale Rylko ha sottolineato che: “Il Papa insiste molto sul fatto che la GMG non è riducibile soltanto ad un momento di festa. La preparazione di questo grande evento e il seguito che bisogna dare nella pastorale ordinaria ne costituiscono una parte integrante e decisiva. La festa, l’evento in sé agiscono come una sorta di catalizzatore che facilita un processo educativo già in corso. In tal senso, Papa Benedetto XVI vede nelle GMG una risposta profetica all’emergenza educativa del mondo post-moderno”.

Il Cardinale Rouco Varela ha affermato che: “La Giornata Mondiale della Gioventù è una chiara proposta di avvicinamento a Cristo e alla sua Chiesa per tutta la società spagnola. (...) Se riusciamo a mostrare la bellezza della fede, molti giovani e meno giovani scopriranno o riscopriranno l’orgoglio e il privilegio immeritato di essere cattolici e la responsabilità che abbiamo di trasformare il nostro mondo in un luogo migliore per tutti”.

La GMG, ha detto ancora il Porporato “sarà possibile grazie all’aiuto di molti”. In primo luogo “decine di volontari permanenti e – quando si avvicinerà la settimana cruciale (16-21 agosto)- fino a 20.000 volontari, spagnoli e internazionali”. Molte famiglie madrilene accoglieranno i pellegrini. Da un punto di vista economico “la GMG si appoggia ad una vasta piattaforma civica, costituita da numerosissime piccole offerte e da contributi di imprese e istituzioni, in denaro e in generi di prima necessità, che hanno accettato di essere patrocinatori assumendosi la responsabilità di organizzare la GMG a beneficio della gioventù del mondo”.
“Non posso mancare di menzionare” – ha proseguito il Cardinale Rouco Varela – “il positivo clima di collaborazione che dal principio si è instaurato con le amministrazioni pubbliche spagnole. L’accoglienza della GMG da parte del Governo della Nazione, della Comunità Autonoma e del Comune di Madrid è stata favorevole e operativa sin dal primo momento”.

Il Vescovo Clemens ha analizzato il Messaggio del Papa in occasione della GMG partendo dai riferimenti autobiografici che Benedetto XVI indica nel testo. “Papa Benedetto XVI tre volte richiama sue esperienze personali. In questo modo il Papa rivela – come già in alcuni incontri con bambini e giovani nel passato – una grande vicinanza e sensibilità per le specifiche sfide e difficoltà dell’età giovanile. Nelle sue parole e gesti si nota il desiderio di una sincera condivisione con i giovani, si manifesta un grande tatto e un linguaggio attento e realistico”.

“Il primo riferimento autobiografico del Santo Padre muove dall’esperienza della propria gioventù come tempo di grande ricerca, ma anche della ricerca del grande”. Ricorda l’epoca del regime nazista, ma “Questi riferimenti sono certamente determinati dalla situazione politica di allora in Germania, e allo stesso tempo vediamo che sono trasferibili alla situazione dei giovani di oggi, che, pure in diversa modalità, fanno esperienza dell’essere ‘rinchiusi’, in un mondo in cui spesso prevalgono il consumismo e le relazioni personali d’interesse”.

Il secondo riferimento autobiografico si trova nel contesto dell’esperienza della gioventù, come tempo della grandi decisioni, quando il Papa ricorda la sua decisione di abbracciare la vocazione sacerdotale. “Nelle parole del Papa si riflette l’esperienza di tanti giovani che sanno bene che le grandi decisioni, spesso sofferte, devono essere poi riconquistate e difese. Conosciamo tutti la difficoltà diffusa nel nostro tempo di prendere e rimanere fedeli alle grandi decisioni, di legarsi per la durata di tutta una vita. E in questo contesto il Papa indica le virtù e gli atteggiamenti della fedeltà e della coerenza, della disponibilità e del servizio, come presupposti indispensabili per una vita ‘autentica’, degna di questo attributo”.

In terzo luogo Benedetto XVI “offre alle grandi domande dell’età giovanile una grande risposta. Una risposta che proviene dal profondo del suo cuore e dall’esperienza di una lunga vita. La sua grande risposta è Dio, è la fede in Lui, è l’incontro con Gesù Cristo. (...) il Gesù reale, non il Gesù di un’ipotesi o di una teoria scientifica. Come base ‘esistenziale’ offre l’esperienza della sua ‘ricerca personale del ‘volto del Signore’, che si è realizzata ed è maturata in lunghi anni di studio, di preghiera e di meditazione”.

Il Vescovo César Franco Martínez che ha esposto il programma e gli aspetti organizzativi della GMG ha affermato: “Secondo i dati che ci arrivano dalle diverse conferenze episcopali, la GMG 2011 promette di essere una delle GMG più numerose fra quelle che si sono tenute in Europa” e tenendo conto della crisi economica che ha colpito la Spagna, questa Giornata “sarà caratterizzata dalla sobrietà”. Sarà inoltre una GMG “molto spagnola” perché il Pontificio Consiglio per i Laici ha indicato che le GMG “si devono radicare nel Paese organizzatore. Quindi, ci ha chiesto che ci sia una speciale presenza della cultura e della storia spagnole”.

Obiettivo principale della Giornata di Madrid è “il rilancio dell’attività pastorale con i giovani (...) Il contesto sociale” – ha affermato il Presule – “vede una diminuzione della pratica religiosa fra i giovani. Gli ultimi dati elaborati dall’Istituto Statistico ufficiale segnalano che tra i minori di 25 anni gli indici di pratica religiosa cattolica sono al di sotto del 10%, e che il 48,1% di giovani si riconosce cattolico non praticante. Vogliamo arrivare proprio a questi”.

Riferendosi agli aspetti economici il Vescovo Martínez ha citato diversi sponsor, oltre al portale www.muchasgracias.info che “consente a chi vuole aiutare di decidere la quantità e anche le destinazione del suo contributo”.
OP/... VIS 20101005 (990)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Membri dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema “La Chiesa Cattolica nel Medio Oriente: comunione e testimonianza. ‘La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un’anima sola’ (At 4, 32)”:

- Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio (Città del Vaticano).

- Sua Beatitudine Cardinale Lubomyr Husar, dei Monaci Studiti Ucraini, Arcivescovo Maggiore di Kyiv-Haly (Ucraina).

- Cardinale Walter Kasper, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani (Città del Vaticano).

- Cardinale John Patrick Foley, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Città del Vaticano).

- Sua Beatitudine Michel Sabbah, Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini (Gerusalemme).

- Sua Beatitudine Baselios Cleemis Thottunkal, Arcivescovo Maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi (India).

- Arcivescovo Edmond Farhat, Nunzio Apostolico (Italia).

- Arcivescovo Riccardo Fontana, di Arezzo-Cortona-San Sepolcro (Italia).

- Arcivescovo Mounged El-Hachem, Nunzio Apostolico (Libano).

- Arcivescovo Cyril Vasil', S.I., Segretario della Congregazione per le Chiese Orientali (Città del Vaticano).

- Vescovo Virgil Bercea, di Oradea Mare, Gran Varadino dei Romeni (Romania).

- Vescovo Bohdan Dzyurakh, C.SS.R., Vescovo di Curia di Kyiv Halyč (Ucraina).

- Vescovo Dimitrios Salachas, Esarca Apostolico per i cattolici di rito bizantino residenti in Grecia (Grecia).

- Vescovo Bosco Puthur, Vescovo di Curia di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India).

- Monsignor Archimandrita Robert L. Stern, Segretario Generale del “Catholic Near East Welfare Association” - C.N.E.W.A. (Stati Uniti d’America).

- Monsignor Mikael Antoine Mouradian, Vicario Patriarcale per l’Istituto del Clero Patriarcale di Bzommar (Libano).

- Padre David Neuhaus, S.I., di Gerusalemme dei Latini per la pastorale dei cattolici di lingua ebraica (Gerusalemme).

ELENCO DEGLI ESPERTI

A norma di quanto previsto nell’”Ordo Synodi Episcoporum”, il Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’approvazione del Sommo Pontefice, ha nominato i seguenti “Adiutores Secretarii Specialis” (o Esperti)

- Reverendo Nicolas Antiba, Archimandrita della Chiesa Greco Melchita Cattolica, Parigi (Francia).

- Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, M.C.C.J., Preside del Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica (Italia).

- Reverendo Jean Azzam, Segretario della Commissione Episcopale teologica e biblica dell’Assemblea dei Patriarchi e dei Vescovi Cattolici del Libano - A.P.E.C.L. (Libano).

- Reverendo Hani Nasif Wasif Bakhoum Kiroulos, Segretario del Patriarca Copto Cattolico (Repubblica Araba di Egitto).

- Padre Claudio Giovanni Bottini, O.F.M., Decano della Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia di Gerusalemme - Pontificia Università “Antonianum”, Roma (Gerusalemme).

- Padre Frans Bouwen, M. Afr., Direttore della Rivista ‘Proche Orient Chrétien’ (Gerusalemme).

- Monsignor Claude Bressolette, Protosincello dell’Ordinariato per i fedeli di rito orientale residenti in Francia e sprovvisti dell’Ordinario del proprio rito (Francia).

- Reverendo Nicola Bux, Professore della Facoltà Teologica Pugliese, Bari (Italia).

- Padre Jalil Canli Hadaya, O.F.M. Conv., Vicario Giudiziale del Vicariato Apostolico dei Latini in Libano (Libano).

- Reverendo Elias Daw, Presidente del Tribunale Ecclesiastico di Appello della Chiesa Cattolica Greco Melkita (Israele).
- Dottor Martino Diez, Direttore di ricerca della Fondazione Internazionale Oasis (Italia).

- Padre Peter du Brul, S.I., Fondatore del Dipartimento per Studi Religiosi dell'Università di Betlemme (Territori Palestinesi).

- Reverendo Pier Giorgio Gianazza, S.D.B., Professore di Teologia presso l’Istituto Teologico Salesiano di Gerusalemme (Gerusalemme).

- Reverendo Rafic Edward Greiche, Capo dell'Ufficio Stampa della Chiesa Cattolica in Egitto (Repubblica Araba di Egitto).

- Padre Gaby Hachem, C.S.P., Professore Associato di Ecclesiologia presso la Facoltà di Teologia dell'Università “Saint-Esprit”di Kaslik (Libano).

- Padre Damian Howard, S.I., Docente di Teologia al “Heythrop College” dell’Università di Londra (Gran Bretagna).

- Suor Eudoxie Kechichian, S.A.I.C., Superiora Generale delle Suore Armene dell'Immacolata Concezione (Libano).

- Padre Antoine Louis Mouawad Khalife, O.L.M., Direttore Generale del “C.H.U. Notre Dame de Secours” di Jbeil Byblos (Libano).

- Monsignor Rafiq Khoury, Parroco di “Bir Zeit”, Patriarcato di Gerusalemme dei Latini (Territorio Palestinese).

- Reverendo Hanna Kildani, Professore di Storia Moderna della Cristianità in Terra Santa (Giordania).

- Signora Annie Laurent, Membro dell'Associazione dei Notai cattolici e dell'Unione Internazionale della Stampa francofona (Francia).

- Padre Philippe Luisier, S.I., Professore di Lingua e Letteratura Copta presso il Pontificio Istituto Orientale, Roma (Italia).

- Reverendo Peter H. Madrous, Dottore in Teologia Biblica e in Scienze Bibliche, Patriarcato Latino (Gerusalemme).

- Monsignor Ermenegildo Manicardi, Rettore dell'Almo Collegio Capranica, Roma (Italia).

- Padre Frédéric Manns, O.F.M., Professore Ordinario della Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologia, dello “Studium Biblicum Franciscanum” di Gerusalemme (Israele).

- Padre Sameer Shaba Maroki, O.P., Professore di Teologia spirituale orientale presso il “Babel Collège” (Iraq).

- Padre Paolo Martinelli, O.F.M. Cap., Preside dell'Istituto Francescano di Spiritualità presso la Pontificia Università “Antonianum”, Roma (Italia).
- Dottor Graziano Motta, Giornalista della Radio Vaticana (Italia).

- Suor Telesphora Pavlou, Docente di Teologia dogmatica presso lo Studio Teologico San Salvatore (Gerusalemme).

- Padre Paul Rouhana, O.L.M., Rettore della Facoltà di Teologia dell’Università “Saint-Esprit” di Kaslik (Libano).

- Padre Samir Khalil Samir, S.I., Professore di Storia della Cultura Araba e d'Islamologia presso l'Università “Saint Joseph” di Beirut (Libano).

- Reverendo Selim Sfeir, Vicario Giudiziale dell'Eparchia di Cipro dei Maroniti (Cipro).

- Padre Mark Sheridan, O.S.B., Membro dell’”International Association for Coptic Studies”, Roma (Stati Uniti d’America).

- Monsignor Salim Soussan, Protosincello dell’Arcieparchia di Haifa e Terra Santa (Israele).

- Padre Guy Tardivy, O.P., Priore del Convento dei Dominicani “Saint-Etienne”, Scuola Biblica ed Archeologica Francese di Gerusalemme (Gerusalemme).

- Professor Dietmar Werner Winkler, Direttore del Dipartimento di Studi Biblici e Storia Ecclesiastica, Università di Salisburgo (Austria).

ELENCO DEGLI UDITORI

Il medesimo Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, con l’approvazione del Santo Padre, ha nominato per l’Assemblea Speciale per il Medio oriente del Sinodo dei Vescovi i Seguenti “Auditores” (o Uditori):

- Padre Faèz Alfréjatt, O.B.S., Monaco Basiliano Salvatoriano del Convento di San Salvatore, Joun (Libano).

- Signor Hanna Almasso, Membro dell'Equipe Nazionale dei Responsabili della J.O.C. Dubai (Emirati Arabi Uniti).

- Monsignor Michel Aoun, Vicario Episcopale dell’Eparchia di Beirut dei Maroniti (Libano).

- Signor Anton R. Asfar, Membro del Consiglio dell'Esarcato Patriarcale dei Siro cattolici di Gerusalemme (Gerusalemme).

- Signor Said A. Azer, Membro del Pontificio Consiglio per i Laici (Repubblica Araba di Egitto).

- Professor Agostino Borromeo, Governatore Generale dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Italia).

- Monsignor Philippe Brizard, Direttore Generale emerito de “L'Oeuvre d'Orient” (Francia).

- Signor Tanios Chahwan, Presidente del Consiglio Nazionale dei Laici del Libano (Libano).

- Signor Harés Chéhab, Segretario Generale del Comitato Nazionale per il Dialogo Islamico-Cristiano (Libano).

- Signor Jacques F. El Kallassi, Direttore Generale di “Télé Lumière” e Presidente del Consiglio di Amministrazione di “Noursat” (Libano).

- Signor Amin Fahim, Co-fondatore dell'Associazione Cristiana dell'Alto Egitto (Repubblica Araba di Egitto).

- Signor Joseph Boutros Farah, Presidente di “Caritas Internationalis” per il Medio Oriente e l’Africa Settentrionale - M.O.N.A. (Libano).

- Suor Daniella Harrouk, SS.CC., Superiora Generale della Congregazione dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria (Libano).

- Professor Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant'Egidio (Italia).

- Signora Jocelyne Khoueiry, Presidente del Movimento laicale “La Libanaise Femme du 31 May” (Libano).

- Signor Naguib Khouzam, Direttore Generale del SETI Center Caritas Egitto (Repubblica Araba di Egitto).

- Signora Pilar Lara Alén, Presidente della Fondazione Promozione Sociale della Cultura (Spagna).

- Signora Anan J. Lewis, Docente di Poesia inglese Vittoriana e Moderna, Dipartimento di Inglese, Università di Bagdad (Iraq).

- Signora Regina Lynch, Direttrice dei Progetti di “Aid Church in Need” (Germania).

- Professor Sobhy Makhoul, Segretario Generale dell'Esarcato Maronita Cattolico di Gerusalemme, del Territorio dell'Autorità Palestinese e della Giordania (Israele).

- Signora Rita Moussallem, Membro del Movimento dei Focolari - Opera di Maria (Libano).

- Signora Huda Musher, Direttrice di Caritas Giordania (Giordania).

- Suor Claudia Achaya Naddaf, R.B.P. Superiora del Convento delle Religiose di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore a Damasco (Siria).

- Reverendo Georges Dankayé (Kévork Noradounguian), Rettore del Pontificio Collegio Armeno, Roma (Italia).
- Padre Raymond Leslie O'Toole, S.F.M., Assistente del Segretario Generale della “Federation of Asian Bishops' Conferences” - F.A.B.C. (Hong Kong).

- Reverendo Rino Rossi, Direttore della “Domus Galilaeae” (Israele).

- Suor Marie-Antoinette Saadé, della Congregazione delle Suore Maronite della Santa Famiglia (Libano).

- Signor Epiphan Bernard Z. Sabella, Professore Associato di Sociologia presso l'Università di Betlemme (Territori Palestini).

- Signor Paul Saghbini, Ospedaliere dell'Associazione Libanese dei Cavalieri di Malta (Libano).

- Dottor Rudolf Wilhelm Maria Solzbacher, Membro della Presidenza del “Deutsche Verein vom Heiligen Lande” (Germania).

- Dottor Harald Suermann, Responsabile per la sezione Medio orientale di “MISSIO” (Germania).

- Suor Karima Tamer Hendy Awad, R.B.P., Superiora Provinciale delle Religiose di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore (Repubblica Araba di Egitto).

- Dottoressa Christa von Siemens, Direttore della Commissione di Terra Santa dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Germania).

- Dottor Husam J. Wahhab, Presidente dell'Azione Cattolica di Betlemme (Territori Palestinesi).
NA/ VIS 20101005 (1440)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 5 OTT. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati in quest’ultimo periodo:

- Il Vescovo Victor Adibe Chikwe, di Ahiara (Nigeria), il 16 settembre, all’età di 72 anni.

- Il Vescovo Armindo Lopes Coelho, emerito di Porto (Portogallo), il 29 settembre, all’età di 79 anni.

- Il Vescovo Bernard Genoud, di Lausanne, Genève et Fribourg (Svizzera), il 21 settembre, all’età di 68 anni.

- Il Vescovo Jakob Mayr, già Ausiliare di Salzburg (Austria), il 19 settembre, all’età di 86 anni.

- Il Vescovo Joseph Merhi, della Congregazione dei Missionari Libanesi, emerito di Le Caire dei Maroniti (Egitto), il 30 marzo 2006, all’età di 94 anni.

- Il Vescovo James Edward Michaels, S.S.C.M.E., già Ausiliare di Wheeling-Charleston (Stati Uniti d’America), il 21 settembre, all’età di 84 anni.

- L’Arcivescovo Francis Mansour Zayek, Vescovo emerito di Saint Maron of Brooklyn (Stati Uniti d’America), il 15 settembre, all’età di 89 anni.
.../ VIS 20101005 (160)

lunedì 4 ottobre 2010

IL PAPA A PALERMO: VIVERE CON CORAGGIO VALORI VANGELO

CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2010 (VIS). Alle 8:15 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI è partito in aereo dall’aeroporto di Ciampino per la Visita Pastorale a Palermo, in occasione del Raduno ecclesiale regionale delle Famiglie e dei Giovani.

All’arrivo alle ore 9:15 - all’aeroporto ‘Falcone e Borsellino’ a Punta Raisi nel comune di Cinisi, il Papa è stato accolto dall’Arcivescovo Paolo Romeo, Metropolita di Palermo e dall’Arcivescovo Salvatore Di Cristina, di Monreale. Erano presenti anche l’Onorevole Angelino Alfano, Ministro della Giustizia, Rappresentante del Governo Italiano, ed altre Autorità politiche, civili ed ecclesiastiche.

Il Santo Padre ha raggiunto il Foro Italico Umberto I di Palermo dove ha presieduto la Celebrazione Eucaristica con la partecipazione di 200.000 persone.

Nell’omelia il Santo Padre ha ricordato il nome che gli antichi Greci approdati nella zona diedero alla città “Panormo” (tutto porto)”. “Un nome” – ha detto il Papa – “che voleva indicare sicurezza, pace e serenità. Venendo per la prima volta fra di voi, il mio augurio è che veramente questa Città, ispirandosi ai valori più autentici della sua storia e della sua tradizione, sappia sempre realizzare per i suoi abitanti, come pure per l’intera Nazione, l’auspicio di serenità e di pace sintetizzato nel suo nome”.

“So che a Palermo, come anche in tutta la Sicilia, non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell’incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e, come ha ricordato l’Arcivescovo, a causa della criminalità organizzata. Oggi sono in mezzo a voi per testimoniare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera. Sono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani, così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione”.

“Tutti i testi della liturgia di questa domenica ci parlano della fede, che è il fondamento di tutta la vita cristiana” – ha proseguito il Pontefice – “Come una leva muove molto più del proprio peso, così la fede, anche un pizzico di fede, è in grado di compiere cose impensabili, straordinarie (...) La fede - fidarci di Cristo, accoglierlo, lasciare che ci trasformi, seguirlo fino in fondo - rende possibili le cose umanamente impossibili, in ogni realtà”.

“Nei secoli passati la Chiesa che è in Palermo è stata arricchita ed animata da una fede fervida, che ha trovato la sua più alta e riuscita espressione nei Santi e nelle Sante” – ha ricordato il Papa – “Né va dimenticato come il vostro senso religioso abbia sempre ispirato e orientato la vita familiare, alimentando valori, quali la capacità di donazione e di solidarietà verso gli altri, specialmente i sofferenti, e l’innato rispetto per la vita, che costituiscono una preziosa eredità da custodire gelosamente e da rilanciare ancor più ai nostri giorni. Cari amici, conservate questo prezioso tesoro di fede della vostra Chiesa; siano sempre i valori cristiani a guidare le vostre scelte e le vostre azioni!”.

“La seconda parte del Vangelo odierno” – ha proseguito il Pontefice – “presenta un altro insegnamento, un insegnamento di umiltà, che tuttavia è strettamente legato alla fede. (...) Davanti a Dio non dobbiamo mai presentarci come chi crede di aver reso un servizio e di meritare una grande ricompensa. Questa è un’illusione che può nascere in tutti, anche nelle persone che lavorano molto al servizio del Signore, nella Chiesa. Dobbiamo, invece, essere consapevoli che, in realtà, non facciamo mai abbastanza per Dio”.

“La Sicilia è stata ed è terra di santi, appartenenti ad ogni condizione di vita, che hanno vissuto il Vangelo con semplicità ed integralità. A voi, fedeli laici, ripeto: non abbiate timore di vivere e testimoniare la fede nei vari ambiti della società, nelle molteplici situazioni dell’esistenza umana, soprattutto in quelle difficili! La fede vi dona la forza di Dio per essere sempre fiduciosi e coraggiosi, per andare avanti con nuova decisione, per prendere le iniziative necessarie a dare un volto sempre più bello alla vostra terra”.

“’Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro’” – ha esclamato il Santo Padre – “Ci si deve vergognare del male, di ciò che offende Dio, di ciò che offende l’uomo; ci si deve vergognare del male che si arreca alla Comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce!”.

“La tentazione dello scoraggiamento, della rassegnazione, viene a chi è debole nella fede, a chi confonde il male con il bene, a chi pensa che davanti al male, spesso profondo, non ci sia nulla da fare. Invece, chi è saldamente fondato sulla fede, chi ha piena fiducia in Dio e vive nella Chiesa, è capace di portare la forza dirompente del Vangelo”.

“Così si sono comportati i Santi e le Sante, fioriti, nel corso dei secoli, a Palermo e in tutta la Sicilia, come pure laici e sacerdoti di oggi a voi ben noti, come, ad esempio, Don Pino Puglisi (sacerdote assassinato dalla mafia n.d.r.). Siano essi a custodirvi sempre uniti e ad alimentare in ciascuno il desiderio di proclamare, con le parole e con le opere, la presenza e l’amore di Cristo. Popolo di Sicilia, guarda con speranza al tuo futuro! (...) Vivi con coraggio i valori del Vangelo per far risplendere la luce del bene! Con la forza di Dio tutto è possibile!” – ha concluso il Santo Padre .

Al termine della Celebrazione Eucaristica al Foro Italico a Palermo, il Papa ha recitato l’Angelus ed ha ricordato la figura di Anna Maria Adorni, proclamata Beata oggi a Parma, che si dedicò alla carità verso le donna carcerate e in difficoltà, per il cui servizio fondò due Istituti religiosi. “Madre Adorni” – ha detto il Papa – “veniva chiamata ‘Rosario vivente’. Mi piace rilevarlo all’inizio del mese dedicato al santo Rosario. La quotidiana meditazione dei misteri di Cristo in unione con Maria (...) ci fortifichi tutti nella fede, nella speranza e nella carità”.
PV-PALERMO/ VIS 20101004 (1000)

INCONTRO CON I SACERDOTI, I RELIGIOSI E I SEMINARISTI

CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2010 (VIS). Alle 17:00, nella Cattedrale di Palermo, ha avuto luogo l’incontro con i Sacerdoti, i Religiosi, le Religiose e i Seminaristi.

Il Papa si è raccolto qualche minuto in Adorazione del Santissimo Sacramento, e quindi ha rivolto ai presenti un discorso.

“Cari sacerdoti (...) siate sempre uomini di preghiera” – ha esortato il Pontefice – “per essere anche maestri di preghiera. (...) Non è facile mantenersi fedeli a questi quotidiani appuntamenti con il Signore, soprattutto oggi che il ritmo della vita si è fatto frenetico e le occupazioni assorbono in misura sempre maggiore. Dobbiamo tuttavia convincerci: il momento della preghiera è fondamentale: in essa, agisce con più efficacia la grazia divina, dando fecondità al ministero. Tante cose ci premono, ma se non siamo interiormente in comunione con Dio non possiamo dare niente neppure agli altri”

“L’Eucaristia è la sorgente e il culmine di tutta la vita cristiana” – ha sottolineato il Pontefice – “Quale cura poniamo nel prepararci alla santa Messa, nel celebrarla, nel rimanere in adorazione? Le nostre chiese sono veramente ‘casa di Dio’, dove la sua presenza attira la gente, che purtroppo oggi sente spesso l’assenza di Dio?”.

“Il Sacerdote trova sempre, ed in maniera immutabile” – ha proseguito il Papa – “la sorgente della propria identità in Cristo Sacerdote. Non è il mondo a fissare il nostro statuto, secondo i bisogni e le concezioni dei ruoli sociali. (...) Il sacerdote è per i fedeli: li anima e li sostiene nell’esercizio del sacerdozio comune dei battezzati, nel loro cammino di fede, nel coltivare la speranza, nel vivere la carità, l’amore di Cristo. Cari sacerdoti, abbiate sempre una particolare attenzione anche per il mondo giovanile. Come disse in questa terra il Venerabile Giovanni Paolo II, spalancate le porte delle vostre parrocchie ai giovani, perché possano aprire le porte del loro cuore a Cristo! Mai le trovino chiuse!”.
“Il Sacerdote” – ha proseguito il Pontefice – “non può restare lontano dalle preoccupazioni quotidiane del Popolo di Dio; anzi, deve essere vicinissimo, ma da sacerdote”. Nel ricordare l’anniversario dell’assassinio di Don Giuseppe Puglisi, sacerdote palermitano ucciso dalla mafia, il Papa ha detto: “Egli aveva un cuore che ardeva di autentica carità pastorale; nel suo zelante ministero ha dato largo spazio all’educazione dei ragazzi e dei giovani, ed insieme si è adoperato perché ogni famiglia cristiana vivesse la fondamentale vocazione di prima educatrice della fede dei figli. Lo stesso popolo affidato alle sue cure pastorali ha potuto abbeverarsi alla ricchezza spirituale di questo buon pastore, del quale è in corso la causa di Beatificazione. Vi esorto a conservare viva memoria della sua feconda testimonianza sacerdotale imitandone l’eroico esempio”.

Nel rivolgersi ai membri degli Istituti di Vita Consacrata e ai monaci e monache di clausura, il Santo Padre ha avuto parole di esortazione dicendo: “continuate a seguire Gesù senza compromessi (...) dando così testimonianza della bellezza di essere cristiani in maniera radicale. (...) La vostra stessa presenza e il vostro stile infondono alla Comunità ecclesiale un prezioso impulso verso la ‘misura alta’ della vocazione cristiana; anzi potremmo dire che la vostra esistenza costituisce come una predicazione, assai eloquente, anche se spesso silenziosa”.

A conclusione del suo discorso il Papa ha salutato i seminaristi esortandoli: “a rispondere con generosità alla chiamata del Signore (...), crescendo nell’identificazione con Cristo, il Sommo Sacerdote, preparandovi alla missione con una solida formazione umana, spirituale, teologica e culturale. (...) Vivete con impegno questo tempo di grazia e conservate nel cuore la gioia e lo slancio del primo momento della chiamata e del vostro ‘sì’, quando, rispondendo alla voce misteriosa di Cristo, avete dato una svolta decisiva alla vostra vita”.
PV-PALERMO/ VIS 20101004 (610)

GIOVANI E FAMIGLIE SEGNO DI SPERANZA PER TUTTA L’ITALIA

CITTA' DEL VATICANO, 3 OTT. 2010 (VIS). Nel corso dell’ultimo incontro della sua Visita Pastorale a Palermo con le migliaia di giovani convenuti a Piazza Politeama, il Santo Padre ha ricordato la testimonianza di Chiara Badano, proclamata Beata il 25 settembre scorso a Roma.

“Vi invito a conoscerla: la sua vita è stata breve, ma è un messaggio stupendo. Chiara è nata nel 1971 ed è morta nel 1990, a causa di una malattia inguaribile. Diciannove anni pieni di vita, di amore, di fede. Due anni, gli ultimi, pieni anche di dolore, ma sempre nell’amore e nella luce, una luce che irradiava intorno a sé e che veniva da dentro: dal suo cuore pieno di Dio!”

“Il papà e la mamma hanno acceso nell’anima della figlia la fiammella della fede, e hanno aiutato Chiara a tenerla accesa sempre, anche nei momenti difficili della crescita e soprattutto nella grande e lunga prova della sofferenza. (...) Questo” – ha affermato Benedetto XVI – “è il primo messaggio che voglio lasciarvi: il rapporto tra i genitori e i figli (...) è la fiaccola della fede che si trasmette di generazione in generazione”.


“La famiglia” – ha sottolineato il Pontefice – “è fondamentale perché lì germoglia nell’anima umana la prima percezione del senso della vita. Germoglia nella relazione con la madre e con il padre, i quali non sono padroni della vita dei figli, ma sono i primi collaboratori di Dio per la trasmissione della vita e della fede”.

Nel ricordare che: “Anche in Sicilia ci sono splendide testimonianze di giovani cresciuti come piante belle, rigogliose” – il Santo Padre ha esortato i giovani con queste parole: “Non abbiate paura di contrastare il male! (...) Non cedete alle suggestioni della mafia, che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo, come tante volte i vostri Vescovi hanno detto!” – ha esclamato.

Ritornando al tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù: “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2,7), il Papa ha affermato: “L’immagine dell’albero dice che ognuno di noi ha bisogno di un terreno fertile in cui affondare le proprie radici, un terreno ricco di sostanze nutritive che fanno crescere la persona: sono i valori, ma sono soprattutto l’amore e la fede, la conoscenza del vero volto di Dio, la consapevolezza che Lui ci ama infinitamente, fedelmente, pazientemente, fino a dare la vita per noi”.

“In questo senso la famiglia è ‘piccola Chiesa’, perché trasmette Dio, trasmette l’amore di Cristo, in forza del sacramento del Matrimonio. (...) La famiglia, per essere ‘piccola Chiesa’, deve vivere ben inserita nella ‘grande Chiesa’, cioè nella famiglia di Dio che Cristo è venuto a formare”.

“Conosco le vostre difficoltà” – ha detto infine Papa Benedetto XVI - nell’attuale contesto sociale (...). E conosco anche l’impegno con cui voi cercate di reagire e di affrontare questi problemi (...). Dove ci sono giovani e famiglie che scelgono la via del Vangelo, c’è speranza. E voi” – ha detto ancora il Papa - “siete segno di speranza non solo per la Sicilia, ma per tutta l’Italia”.

“Io vi ho portato una testimonianza di santità, e voi mi offrite la vostra: i volti dei tanti giovani di questa terra che hanno amato Cristo con radicalità evangelica. (...) Ecco il dono più grande che abbiamo ricevuto: essere Chiesa, essere in Cristo segno e strumento di unità, di pace, di vera libertà. Nessuno può toglierci questa gioia! Nessuno può toglierci questa forza! Coraggio, cari giovani e famiglie di Sicilia! Siate santi!”.

“Durante il percorso da Palermo verso l’Aeroporto "Falcone e Borsellino" di Punta Raisi, il Papa ha voluto che il corteo si fermasse a Capaci, nel punto dove avvenne - nel maggio 1992 - il tragico attentato contro il giudice Giovanni Falcone e la sua scorta. È sceso dalla sua macchina per deporre un mazzo di fiori presso una delle stele erette in ricordo delle vittime, e ha sostato in preghiera silenziosa, ricordando tutte le vittime della mafia e delle altre forme di criminalità organizzata. Poi ha ripreso la strada verso l’Aeroporto per rientrare a Roma.
PV-PALERMO/ VIS 20101004 (680)

CAPOLAVORO ESSERE UMANO È OGNI ATTO DI AMORE AUTENTICO

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nell’Aula Paolo VI, ha avuto luogo un concerto in onore del Santo Padre Benedetto XVI, offerto dall’ENI.

L’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia hanno eseguito la Sinfonia numero 94 in sol maggiore “La sorpresa” di Franz Joseph Haydn; Cecilia, Vergine romana, di Arvo Pärt e la Fantasia corale in do minore, op. 80, di Ludwig van Beethoven.

Al termine del concerto, il Papa ha rivolto i suoi ringraziamenti all’Eni e al suo Presidente, Professor Roberto Poli, che ha offerto il concerto in concomitanza con gli attuali lavori di restauro dei prospetti laterali della Basilica di San Pietro.

Riferendosi successivamente al programma del concerto, Benedetto XVI ha sottolineato che: “L’accostamento di questo lavoro su santa Cecilia alle opere di Haydn e Beethoven offre un contrasto ricco di significato, che invita a riflettere. Il testo del martirio della Santa e il particolare stile che lo interpreta in chiave musicale, sembrano rappresentare il posto e il compito della fede nell’universo: in mezzo alle forze vitali della natura, che sono intorno all’uomo e anche dentro di lui, la fede è una forza diversa, che risponde a una parola profonda, ‘uscita dal silenzio’, come direbbe Sant’Ignazio di Antiochia”.

“La parola della fede” – ha proseguito il Pontefice – “ha bisogno di un grande silenzio interiore, per ascoltare e obbedire ad una voce che è oltre il visibile e il tangibile. Questa voce parla anche attraverso i fenomeni della natura, perché è la potenza che ha creato e governa l’universo; ma per riconoscerla ci vuole un cuore umile e obbediente – come ci insegna anche la Santa di cui oggi facciamo memoria: santa Teresa di Gesù Bambino”.

“La fede” – ha detto ancora il Papa – “segue questa voce profonda là dove l’arte stessa da sola non può arrivare: la segue nella via della testimonianza, dell’offerta di se stessi per amore, come ha fatto Cecilia. Allora l’opera d’arte più bella, il capolavoro dell’essere umano è ogni suo atto di amore autentico, dal più piccolo – nel martirio quotidiano – fino all’estremo sacrificio. Qui la vita stessa si fa canto: un anticipo di quella sinfonia che canteremo insieme in Paradiso”.
BXVI-CONCERTO/ VIS 20101004 (370)

INVIATI SPECIALI A MINSK E SAINT-PIERRE DE SOLESMES

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2010 (VIS). È stata resa pubblica oggi la Lettera Pontificia, redatta in latino e datata 8 giugno, con la quale il Santo Padre ha nominato il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del III centenario della consacrazione della Cattedrale di Minsk (Bielorussia), che avrà luogo il 9 ottobre prossimo.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Inviato Speciale è composta dal Monsignore Edmund Dowgilowicz-Nowicki, Parroco della Parrocchia di San Giuseppe a Maladzechna e dal Padre Bernard Radzik, O.C.D., Parroco della Parrocchia di Sant’Andrea a Narach.

È stata inoltre resa pubblica la Lettera Pontificia, datata 13 settembre, con la quale il Santo Padre ha nominato il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del millenario dell’Abbazia di Saint-Pierre de Solesmes (Francia), che avrà luogo il 12 ottobre 2010.

La Missione che accompagnerà il Cardinale Inviato Speciale è composta da Dom Michel Du Merle, monaco che si occupa del dialogo interreligioso e da Dom Bertrand Gamelin, monaco bibliotecario dell’Abbazia.
BXVI-LETTERA VIS 20101004 (190)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord I - Nord-Ovest), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L’Arcivescovo Moacyr Grechi, O.S.M., di Porto Velho.

- Il Vescovo Mosé João Pontelo, C.S.Sp., di Cruzeiro do Sul.

- Il Vescovo Geraldo Verdier, di Guajará-Mirim.

- Il Vescovo Franz Josef Meinrad Merkel, C.S.Sp., di Humaitá.
AP:AL/ VIS 20101004 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 2 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia all’ufficio di Vescovo Ausiliare di Guatemala (Guatemala), presentata dal Vescovo José Ramiro Pellicer Samoya e dal Vescovo Mario Enrique Rios Mont, C.M., per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato l’Arcivescovo Oscar Julio Vian Morales, S.D.B., Arcivescovo Metropolita di Guatemala (superficie: 2.591; popolazione: 4.690.000; cattolici: 3.753.000; sacerdoti: 532; religiosi: 1.423; diaconi permanenti: 3), Guatemala. Finora Arcivescovo di Los Altos, Quetzaltenango-Totonicapán (Guatemala), l’Arcivescovo Vian Morales succede al Cardinale Rodolfo Ignacio Quezada Toruño, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato il Monsignore Vito Angiuli, Vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca (superficie: 475; popolazione: 129.500; cattolici: 126.000; sacerdoti: 69; religiosi: 148; diaconi permanenti: 5), Italia. Il Vescovo eletto, finora Pro-Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto (Italia), è nato a Sannicandro di Bari (Italia) nel 1952, è stato ordinato sacerdote nel 1977.
RE:NER/ VIS 20101004 (160)

MISSIONE ELEMENTO ESSENZIALE VOCAZIONE BATTEZZATI

CITTA' DEL VATICANO, 4 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza i Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord 1 e Nord-Ovest), al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Nel suo discorso Benedetto XVI ha avuto parole di elogio per l’impegno dei Vescovi che “nonostante la scarsezza di mezzi adeguati” portano “la Buona Novella di Gesù nei luoghi più sperduti della selva amazzonica, consapevoli che Dio vuole che tutti gli uomini si salvino ed arrivino a conoscere la verità”.

“Dio può dare tale salvezza in forme straordinarie che solo Egli conosce” – ha affermato il Papa – “Tuttavia, se Suo Figlio è venuto sulla terra, è stato proprio per mostrarci, con la sua Parola e la sua Vita, i percorsi normali della salvezza, e ci ha inviato a trasmettere questa rivelazione agli altri con la sua propria autorità. Non possiamo evitare questo pensiero: gli uomini potrebbero salvarsi per altre vie, grazie alla misericordia di Dio, senza l’annuncio del Vangelo. Però posso salvarmi se per negligenza, timore, vergogna o idee erronee manco di annunciare il Vangelo?”.

“A volte ci viene fatta questa obiezione: imporre una verità, quale che sia la verità del Vangelo, della salvezza può essere una violenza alla libertà religiosa” – ha detto il Papa, citando in merito la risposta di Paolo VI: “Senza dubbio sarebbe un errore imporre qualunque cosa alla coscienza dei nostri fratelli, ma suggerire la conoscenza della verità del Vangelo e la salvezza in Gesù Cristo, con assoluta chiarezza e con tutto il rispetto delle opzioni libere della coscienza – e pertanto senza pressioni coercitive, senza persuasioni che manchino di onestà (...) – lontano dall’essere un attacco alla libertà religiosa, è un omaggio a tale libertà, che può scegliere una via che anche i non credenti considerano nobile ed edificante. (...) Presentare Cristo e il suo regno in forma rispettosa, più che un diritto, è un dovere dell’evangelizzazione”.

“La chiamata alla missione” – ha continuato il Pontefice – “non si rivolge ad un ristretto gruppo di membri della Chiesa, ma è un imperativo rivolto a tutti i battezzati, un elemento essenziale della loro vocazione”. Al riguardo il Papa ha citato la Quinta Conferenza dell’Episcopato dell’America Latina e del Caribe (Aparecida, Brasile, 2007) fra i cui obiettivi era quello di salvare la dimensione missionaria della Chiesa convocando una “Missione Continentale”.

“Le sfide del contesto attuale potrebbero portare ad una visione riduttiva del concetto di missione” – ha sottolineato il Santo Padre – “La missione non può limitarsi a una semplice ricerca di nuovi modi di rendere la Chiesa più attraente e capace di dimostrarsi più competente rispetto ad altri gruppi religiosi e ideologie relativiste. La Chiesa non opera per se stessa: è al servizio di Gesù Cristo, esiste per trasmettere a tutti gli uomini la Buona Novella. La Chiesa è cattolica precisamente perché invita tutti gli uomini a sperimentare la vita nuova in Cristo. La missione è pertanto la conseguenza naturale dell’essenza stessa della Chiesa, un servizio del ministero di unità che Cristo ha adempiuto nel suo corpo crocifisso”.
AL/ VIS 20101004 (510)

venerdì 1 ottobre 2010

ARCIVESCOVO MAMBERTI: ONU AL CENTRO ATTENZIONE S. SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Il 29 settembre scorso, l’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto alla LXV Sessione Ordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso a New York. Nel suo discorso il Presule ha riaffermato che le Nazioni Unite “sono divenute un elemento insostituibile nella vita dei popoli e nella ricerca di un futuro migliore per tutti gli abitanti della Terra. Per questo l’O.N.U. è oggetto di grande attenzione da parte della Santa Sede e della Chiesa cattolica, come dimostrano le visite di Papa Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”.

Nel suo intervento il Presule ha passato in rassegna una serie di “avvenimenti importanti relativi alla pace e alla sicurezza mondiale” verificatisi nel corso della sessantaquattresima sessione dell’Assemblea Generale.

L’Arcivescovo Mamberti ha citato fra gli altri, l’entrata in vigore del Trattato che vieta l’uso delle armi a grappolo, la conclusione positiva dell’Ottava Conferenza sul Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e la riunione del Comitato preparatorio della Conferenza sul Trattato per il commercio di armi che “stabilisce le norme internazionali più severe possibili” sul trasferimento di armi convenzionali. Ha ricordato inoltre la firma del Trattato “New Start” fra gli Stati Uniti d’America e la Federazione Russa sull’ulteriore riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive.

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha sottolineato l’importanza delle missione delle forze di pace dell’O.N.U. e ha segnalato che la Commissione di consolidamento della pace “rimane fondamentale per ricomporre il tessuto sociale, giuridico ed economico distrutto dalla guerra e per evitare il ripetersi dei conflitti”.

Fra i gravi avvenimenti degli ultimi mesi l’Arcivescovo Mamberti ha citato le inondazioni in Pakistan le cui conseguenze “si aggiungono alle difficoltà causate dai conflitti che affliggono questa regione” ed ha affermato che alla risposta umanitaria “occorre associare uno sforzo di comprensione reciproca e di approfondimento delle cause delle ostilità”. Il Presule ha ribadito che: “Il dialogo sincero, la fiducia e la generosità di saper rinunciare agli interessi circoscritti e a breve termine, è la via per una soluzione duratura del conflitto fra lo Stato di Israele e i Palestinesi”. Questo stesso dialogo e la comprensione fra le diverse parti coinvolte è l’unica via per la risoluzione delle controversie nella penisola di Corea e nel Golfo Persico, per la riconciliazione in Iraq e in Myanmar, come pure per la soluzione di difficoltà etniche e culturali in Asia Centrale, nelle regione del Caucaso e per sedare le ricorrenti tensioni in Africa”.

“Nella maggioranza di questi conflitti” – ha affermato l’Arcivescovo Mamberti – “entra in gioco un importante elemento economico. Un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita della popolazione palestinese e degli altri popoli che vivono situazioni di guerra civile e regionale, apporterà sicuramente un contributo essenziale affinché l’opposizione violenta si trasformi in un dialogo sereno e paziente”.

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio non saranno raggiunti, ha ammonito l’Arcivescovo Mamberti, senza “tener conto di due grandi imperativi morali. Da una parte è necessario che i Paesi ricchi ed emergenti realizzino pienamente i loro impegni di aiuto allo sviluppo e creino e facciano funzionare, immediatamente, un ambiente finanziario e commerciale nettamente favorevole ai Paesi più deboli”. A livello mondiale è necessaria “una attenzione risoluta ed efficace ai problemi dei rifugiati, delle persone espulse e delle grandi correnti migratorie”. Per lo sviluppo umano integrale occorre garantire “il rispetto della libertà religiosa (...) che è la pietra angolare di tutto l’edificio dei diritti umani”.

Infine il Presule ha fatto riferimento all’ultima sfida da affrontare: l’ambiente ed i cambiamenti climatici. L’Arcivescovo Mamberti ha auspicato che nella prossima sessione della Conferenza degli Stati membri si prenda “una decisione politica che renda più concreti i negoziati relativi ad un accordo giuridico vincolante. Al centro del dibattito, c’è l’organizzazione di un modello di sviluppo fondato su di un nuovo sistema energetico”, ma anche “la modificazione di comportamenti di consumo smodati ed irresponsabili (...) che sono la causa principale dell’aggressione alle risorse naturali”.
DELSS/ VIS 20101001 (660)

CONSIGLIERI DEL DELEGATO PONTIFICIO LEGIONARI DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). La Radio Vaticana ha annunciato oggi che l'Arcivescovo Velasio De Paolis, Delegato Pontificio per la Congregazione dei Legionari di Cristo, ha reso noti i nomi dei quattro consiglieri che lo assisteranno nell’adempimento dell’ufficio affidatogli da Benedetto XVI.

I Consiglieri sono: Padre Agostino Montan (Giuseppino del Murialdo), Vicario Episcopale per la vita religiosa della Diocesi di Roma; Monsignor Mario Marchesi, Vicario Generale della Diocesi di Cremona; Padre Gianfranco Ghirlanda, S.I., ex Rettore della Pontificia Università Gregoriana; il Vescovo Brian Farrell (Legionario di Cristo), Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. L’Arcivescovo Ricardo Blázquez, di Valladolid (Spagna), è stato nominato Visitatore per il “Regnum Christi”.
.../ VIS 20101001 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate i Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord I – Nord Est), in Visita “ad Limina Apostolorum”

- L’Arcivescovo Luiz Soares Vieira, di Manaus, con gli Ausiliari Vescovo Mário Pasqualotto, P.I.M.E. e Vescovo Mário Antônio Da Silva.

- Il Vescovo Evangelista Alcimar Caldas Magalhães, O.F.M.Cap., di Alto Solimões.

- Il Vescovo Giuliano Frigeni, P.I.M.E., di Parintins.

- Il Vescovo Roque Paloschi, di Roraima.

- Il Vescovo Edson Taschetto Damian, di São Gabriel da Cachoeira.
AL/ VIS 20101001 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Shrewsbury (Inghilterra), presentata dal Vescovo Brian M. Noble, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Mark Davies, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Phnom-Penh (Cambogia), presentata dal Vescovo Emile Destombes, M.E.P., per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, M.E.P., Coadiutore del medesimo Vicariato Apostolico.
RE:NER/ VIS 20101001 (90)

giovedì 30 settembre 2010

IL PAPA PRENDE CONGEDO DA CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha preso congedo dal personale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, che ha ringraziato per le preghiere e per il lavoro che svolgono durante il suo soggiorno estivo.

“Continuate, cari amici” – ha detto il Papa – “ad offrire la quotidiana testimonianza della vostra fede, soprattutto ponendovi in docile ascolto della Parola di Dio. (...) Ogni cristiano è chiamato ad accogliere e a vivere ogni giorno, con semplicità e gioia, la Parola di verità che il Signore ci ha comunicato. (...) È fondamentale che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura, leggendola non come parola del passato, ma come Parola viva, che si rivolge oggi a noi e ci interpella”.

“Carissimi” – ha concluso il Santo Padre – “vi assicuro un costante ricordo nella preghiera, affinché ciascuno possa conoscere e assimilare sempre più profondamente la Parola di Dio, stimolo e sorgente della vita cristiana per tutte le situazioni e per ogni persona. La Vergine Santa è modello di questo ascolto obbediente: imparate da Lei!”.

Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre partirà in elicottero dall’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per rientrare definitivamente in Vaticano.
AC/ VIS 20100930 (210)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI OTTOBRE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di ottobre è la seguente: “Perché le Università Cattoliche diventino sempre più luoghi dove, grazie alla luce del Vangelo, sia possibile sperimentare l’armonica unità esistente tra fede e ragione”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale sia occasione per comprendere che il compito di annunciare Cristo è un servizio necessario e irrinunciabile che la Chiesa è chiamata a svolgere a favore dell’umanità”.
BXVI-INTENZIONI/ VIS 20100930 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, con il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia (Italia).

- L’Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, del clero di Lviv dei Latini (Ucraina).
AP/ VIS 20100930 (70)

mercoledì 29 settembre 2010

MATILDE DI HACKEBORN: LITURGIA, SCUOLA DI SPIRITUALITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Santa Matilde di Hackeborn (1241/2-1298), una delle grandi figure del Monastero tedesco di Helfta, è stata la protagonista della catechesi dell’Udienza Generale di oggi tenuta dal Santo Padre in Piazza San Pietro.

Matilde, terza figlia del Barone di Hackeborn, entrò molto giovane nel Monastero di Helfta dove sua sorella Gertrude di Hacekborn, Badessa per quaranta anni, fu “capace di dare un’impronta peculiare alla spiritualità del monastero, portandolo ad una fioritura straordinaria quale centro di mistica e di cultura, scuola di formazione scientifica e teologica. Gertrude offrì alle monache un’elevata istruzione intellettuale, che permetteva loro di coltivare una spiritualità fondata sulla Sacra Scrittura, sulla Liturgia, sulla tradizione Patristica, sulla Regola e spiritualità cistercense”.

L’opera “Liber specialis gratiae” scritto dalla consorella Gertrude la Grande, è la fonte principale per conoscere la vita di Matilde “in cui vengono narrate le grazie speciali che Dio ha donato a Santa Matilde dotata “di elevate qualità naturali e spirituali, quali ‘la scienza, l’intelligenza, la conoscenza delle lettere umane, la voce di una meravigliosa soavità”.

“Ancora molto giovane”, Matilde “diventa direttrice della scuola del monastero, direttrice del coro, maestra delle novizie, servizi che svolge con talento e infaticabile zelo (...). Illuminata dal dono divino della contemplazione mistica, Matilde compone numerose preghiere. È maestra di fedele dottrina e di grande umiltà, consigliera, consolatrice, guida nel discernimento (...). Era il rifugio e la consolatrice di tutti, ed aveva, per dono singolare di Dio, la grazia di rivelare liberamente i segreti del cuore di ciascuno. Molte persone, non solo nel Monastero, ma anche estranei, religiosi e secolari, venuti da lontano, attestavano che questa santa vergine li aveva liberati dalle loro pene e che non avevano mai provato tanta consolazione come presso di lei”.

“Nella lunga vita trascorsa in monastero, Matilde è afflitta da continue e intense sofferenze a cui aggiunge le durissime penitenze scelte per la conversione dei peccatori. In questo modo partecipa alla passione del Signore fino alla fine della vita”.
“La preghiera e la contemplazione sono l’humus vitale della sua esistenza” – ha affermato il Papa – “le rivelazioni, i suoi insegnamenti, il suo servizio al prossimo, il suo cammino nella fede e nell’amore hanno qui la loro radice e il loro contesto. (...) Nella preghiera liturgica Matilde dà particolare risalto alle ore canoniche, alla celebrazione della santa Messa, soprattutto alla santa Comunione. (...) Le sue visioni, i suoi insegnamenti, le vicende della sua esistenza sono descritti con espressioni che evocano il linguaggio liturgico e biblico. Si coglie così la sua profonda conoscenza della Sacra Scrittura, il suo pane quotidiano”.

Santa Matilde di Hackeborn “lasciandosi guidare dalla Sacra Scrittura e nutrire dal Pane eucaristico, (...) ha percorso un cammino di intima unione con il Signore, sempre nella piena fedeltà alla Chiesa. È questo anche per noi un forte invito ad intensificare la nostra amicizia con il Signore, soprattutto attraverso la preghiera quotidiana e la partecipazione attenta, fedele e attiva alla Santa Messa. La Liturgia è una grande scuola di spiritualità”.
AG/ VIS 20100929 (500)

PREGHIERE PER NIGERIA, HAITI, INIZIO MESE MARIANO

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, il Santo Padre ha ricordato “la grave crisi umanitaria che ha recentemente colpito la Nigeria settentrionale, dove circa due milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case per le forti inondazioni. A tutte le persone colpite esprimo la mia vicinanza spirituale ed assicuro le mie preghiere”.

Successivamente il Santo Padre si è rivolto ad un gruppo di pellegrini provenienti da Haiti, ai quali ha assicurato “di continuare a ricordare gli haitiani nelle sue preghiere invocando Dio affinché li sollevi dalla miseria”.

Infine ha ricordato che venerdì “inizia il mese mariano di ottobre” ed ha esortato i presenti con queste parole: “Vi invito a mettervi alla scuola della Vergine di Nazaret. Imparate da Lei ad essere sempre disponibili a compiere la volontà di Dio”.
AG/ VIS 20100929 (100)

TEMA GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il tema scelto dal Papa per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”. Il Messaggio sarà pubblicato il 24 gennaio 2011, festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti.

In una Nota del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali si legge che il tema: “si concentra sulla persona umana che è il nucleo di tutti i processi di comunicazione. Anche in un’epoca largamente dominata, a volte condizionata, dalle nuove tecnologie, il valore di testimonianza personale rimane essenziale”.

“Affrontare la verità ed assumersi il compito di condividerla, richiede la ‘garanzia’ di una autenticità di vita da parte di coloro che operano nei mezzi di comunicazione sociale, in particolare i giornalisti cattolici; un’autenticità di vita non meno necessaria in un’epoca digitale”.

“La tecnologia, da sola” – si legge ancora nella nota – “non può stabilire o promuovere la credibilità di un comunicatore, né può servire quale fonte di valori alla guida della comunicazione. La verità deve rimanere il punto fermo e immutato di riferimento dei nuovi media e del mondo digitale, aprendo nuovi orizzonti di informazione e conoscenza. Idealmente, è il perseguimento della verità che costituisce l’obiettivo fondamentale di tutti coloro che operano nei mezzi di comunicazione”.
CCS/ VIS 20100929 (230)

martedì 28 settembre 2010

INCONTRO ABIDJAN PROMOZIONE SVILUPPO AFRICA

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2010 (VIS). Si è aperto ieri ad Abidjan (Costa d’Avorio) l’incontro di preparazione del Forum “Culture, identità dei popoli e sviluppo in Africa e nella diaspora nera”, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura e dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in programma nel nella stessa città nel marzo 2011.

Al Forum che si concluderà il 1° ottobre 2011, partecipano, fra gli altri, il Monsignor Barthélemy Adoukonou, Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura ed il Vescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Prenderanno all’incontro anche il Cardinale Theodore-Adrien Saar, Presidente della RECOWA-CERAO (Conferenza Episcopale regionale dell’Africa Occidentale) e Vice-Presidente del SECAM/SCEAM (Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e Madagascar), numerosi Vescovi e teologi nonché gli Ambasciatori della Costa d’Avorio e del Benin.

“Quest’anno l’Africa celebra i cinquant’anni d’indipendenza dal potere coloniale della maggior parte delle nazioni che la compongono (...). In che misura questo continente, ricco di una diversità di tinte e di colori, ha tratto profitto dall’indipendenza? Quale traccia di sviluppo ha segnato la vita delle popolazioni e qual è stato l’impatto della globalizzazione sulle culture di questo continente?”, si legge in un Comunicato reso pubblico dal Pontificio Consiglio della Cultura.

“Il Pontificio Consiglio della Cultura, in collaborazione con la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli” – si legge ancora nel Comunicato – “ha intenzione di dare vita a un Forum insieme con i rappresentanti delle varie organizzazioni ecclesiastiche, internazionali e non-governative, per trovare le vie e i mezzi strategici attraverso i quali si possa promuovere lo ‘sviluppo’, facendo della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio, il punto centrale di ogni considerazione e di ogni iniziativa”.

“Il Forum” – infine – “ambisce a diventare un luogo di riflessione permanente da cui provengono proposte concrete, consentendo un impegno effettivo nel campo della cultura e dell’educazione, come trampolino per lo sviluppo dell’Africa”.
CON-CU/ VIS 20100928 (310)

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