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lunedì 11 febbraio 2013

PADRE FEDERICO LOMBARDI SULLA RINUNCIA DEL PAPA

Città del Vaticano, 11 febbraio 2013 (VIS).-Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha commentato in questa sede e alla Radio Vaticano la rinuncia di Benedetto XVI al pontificato. Tra le motivazioni delle dimissioni del Papa, come si nota dalle sue parole – ha aggiunto - ci sono le circostanze del mondo di oggi che rispetto al passato sono particolarmente impegnative, per la rapidità e la quantità degli eventi dei problemi che si pongono, e quindi diciamo l’esigenza di un vigore forse più forte che in tempi passati. Vigore che il Papa afferma essere in lui diminuito negli ultimi mesi”.

Molto significativa- ha proseguito- è la frase: “Ben consapevole di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di vescovo di Roma, successore di San Pietro’. Questa è la dichiarazione, diciamo formale, dal punto di vista giuridico importante. Il Codice di Diritto Canonico, al canone 332, paragrafo 2 si legge: “Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità, che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata. Non si richiede invece che qualcuno la accetti”. “I due punti fondamentali sono dunque la libertà e la manifestazione debita. Libertà e manifestazione pubblica, come appunto è il Concistoro pubblico, a cui il Papa ha manifestato la sua volontà”.

Benedetto XVI – ha detto padre Lombardi - resta nel pieno delle sue funzioni e del suo servizio fino al 28 febbraio alle ore 20. Da quel momento inizia la situazione di sede vacante, regolata, dal punto di vista giuridico e canonico dai testi che si riferiscono alla sede vacante nel Codice di Diritto Canonico e nella Costituzione Apostolica Universi dominici gregis, sulla vacanza della sede apostolica di Giovanni Paolo II”.

La dichiarazione del Papa – ha spiegato - è coerente con quello che il Papa aveva dichiarato nel libro intervista “Luce del mondo” di Peter Seewald, in cui ci sono due domande precise che si riferiscono alla ipotesi delle dimissioni. Seewal aveva chiesto in una prima domanda a proposito di situazioni difficili se queste pesavano sul pontificato in corso e se il Papa aveva pensato di dimettersi. La risposta era stata: “Quando il pericolo è grande non si può scappare, ecco perché questo, sicuramente, non è il momento di dimettersi” (il riferimento era alla questione degli abusi e così via) “è proprio in momenti come questo che bisogna resistere e superare, la situazione difficile. Questo è il mio pensiero. Ci si può dimettere in un momento di serenità, o quando semplicemente non ce la si fa più, ma non si può scappare nel momento del pericolo e dire ‘se ne occupi un altro”. Quindi qui il Papa aveva detto che le difficoltà non erano per lui motivo di dimissione anzi per non dimettersi. La seconda domanda di Seewal: “Quindi è immaginabile una situazione nella quale lei ritenga opportuno che il Papa si dimetta?’. La risposta del Papa è stata: “Si, quando un Papa giunge alla chiara consapevolezza di non essere più in grado fisicamente, mentalmente e spiritualmente di svolgere l’incarico affidatogli, allora ha il diritto, e in alcune circostanze anche il dovere di dimettersi”.

Il Santo Padre, ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, “si trasferirà a partire dal 28 febbraio a Castel Gandolfo e, poi, una volta finiti i lavori, al monastero dove si risiedevano le suore di clausura sul colle Vaticano.

D'altra parte, dal 1 marzo, inizierà il processo per l'elezione del nuovo Papa. Non conosciamo ancora la data esatta del conclave, ma ovviamente non passeranno i nove giorni di lutto (novendiali) per la morte del pontefice; in questo modo, nel giro di due settimane, nel mese di marzo, per Pasqua, avremo un nuovo Papa (…). Benedetto XVI non avrà nessun ruolo nel conclave del prossimo mese di marzo e nella gestione della Chiesa durante la sede vacante. La Costituzione Apostolica non ha previsto che il Papa che si dimette svolga alcun ruolo”.

Personalmente – ha concluso - ho accolto l'annuncio delle dimissioni del Papa con una grandissima ammirazione, per il grande coraggio, la libertà di spirito e la grande consapevolezza della responsabilità per il suo ministero. Benedetto XVI ci ha offerto una grande testimonianza di libertà spirituale, di una grande consapevolezza dei problemi del Governo della Chiesa nel mondo di oggi”.

giovedì 10 novembre 2011

IN PROGETTO VIAGGIO DI BENEDETTO XVI MESSICO E CUBA

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2011 (VIS). In risposta alle domande dei giornalisti, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha comunicato che Benedetto XVI ha in progetto di recarsi a Cuba e in Messico nella primavera prossima. “Nei giorni scorsi – ha detto Padre Lombardi – i nunzi in Messico e a Cuba sono stati incaricati di informare le più alte autorità religiose e civili dei due Paesi che il Papa sta studiando un progetto concreto di recarsi in visita nei due Paesi, rispondendo agli inviti ricevuti”.

“Il progetto verrà approfondito nelle prossime settimane e alla luce di ciò il Papa prenderà la decisione finale e la comunicherà nel modo e nel tempo che riterrà più opportuni. Il tempo previsto per il viaggio è la prossima primavera, quindi i tempi per la decisione definitiva sul programma e la preparazione sono piuttosto ravvicinati”.

In quanto ai motivi del Viaggio, il Direttore della Sala Stampa ha spiegato che: “l’attesa del popolo messicano è ben nota, il Papa la teneva presente ed è lieto di potervi finalmente rispondere. Il Papa è stato in Brasile, ma i Paesi dell’America Latina di lingua spagnola desideravano un viaggio per loro, e il Messico è il più popoloso di essi”.

“Cuba è un altro paese che desiderava molto vedere il Papa, che non ha mai dimenticato lo storico viaggio di Giovanni Paolo II, e in cui la Chiesa e tutto il popolo vivono un periodo importante della loro storia in cui la visita del Papa sarà di grande incoraggiamento, in particolare nel quarto centenario della scoperta dell’immagine di Nostra Signora della Caridad del Cobre”.

Itinerario

“Basta guardare la carta geografica per vedere che Cuba e il Messico si trovano nella stessa direzione rispetto a Roma e quindi è più logico abbinare questi due Paesi in un unico viaggio, piuttosto che altri che richiedano un itinerario più lungo e complesso. Si tratta in ogni caso di un viaggio lungo che non potrà avere molte tappe, ma pochissime, di grande valore simbolico e pastorale. Bisognerà anche tener conto dell’altitudine, per cui è sconsigliabile che il Papa si rechi a Città del Messico. Una delle questioni che saranno rapidamente affrontate è quindi quella delle migliori alternative”.

Infine, relativamente alla finalità del Viaggio, Padre Lombardi ha affermato: “Dopo la Conferenza continentale di Aparecida, a cui il Papa ha partecipato quattro anni fa, l’America Latina è impegnata nella grande missione continentale di evangelizzazione e il Papa avrà modo di incoraggiare tutta la Chiesa in questo grande compito, anche nel corso della preparazione alla celebrazione dell’Anno della fede”.
OP/ VIS 20111110 (440)

martedì 8 novembre 2011

CELLULE STAMINALI ADULTE: SPERANZA DI CURA SENZA DILEMMI ETICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2011 (VIS). Avrà inizio domani, in Vaticano, un Congresso internazionale sull’uso delle cellule staminali adulte in medicina, dal titolo: “Adult Stem Cells, Science and the future of Man and Culture”. Il Congresso, che si concluderà l’11 novembre, è stato organizzato dalla Fondazione statunitense “Stem for life” e dal Pontificio Consiglio della Cultura con la finalità di potenziare la ricerca e far conoscere al grande pubblico le terapie che impiegano cellule staminali adulte. Al Congresso parteciperanno 350 scienziati, religiosi, politici, educatori e rappresentanti dell’industria del settore.

Questa mattina ha avuto luogo una Conferenza Stampa di presentazione del Congresso alla quale sono intervenuti il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; il Reverendo Tomasz Trafny, Responsabile del Dipartimento Scienza e Fede del medesimo Pontificio Consiglio; l’On. Tommy G. Thompson, ex-Segretario di Stato della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti d’America; la Dottoressa Robin Smith, Presidente della “Stem for Life Foundation” ed Amministratore Delegato della Società NeoStem, dalla quale dipende la Fondazione.

Esistono due tipi principali di cellule staminali: embrionali ed adulte. Quando una cellula staminale si divide, ogni nuova cellula può continuare ad essere una cellula staminale o svilupparsi e trasformarsi in un altro tipo di cellula con una funzione specializzata, come una cellula muscolare o cerebrale. Queste cellule si trovano, per esempio, nel midollo osseo, nel circolo ematico, nel fegato... Tali cellule offrono una fonte rinnovabile di sostituzione delle cellule e tessuti per la cura di numerose malattie. L’utilizzazione di cellule adulte evita “il dilemma etico posto dall’uso di cellule staminali embrionali”, ha spiegato la Dottoressa Smith. “La ricerca e terapia con le cellule staminali adulte ci consentono di approfondire le conoscenze scientifiche e nel contempo di proteggere ogni stadio dell’esistenza”.

La Dottoressa Smith ha precisato che nel mondo vi sono oltre 12,7 milioni di persone che soffrono di cancro, 346 milioni di malati di diabete e 583 milioni di persone che soffrono di malattie autoimmuni. Le nuove terapie con cellule staminali adulte sono state impiegate con successo in casi di sclerosi multipla e leucemia, e “in un futuro non molto lontano, potremo utilizzarle per ricostruire tessuti danneggiati e riparare organi come il cuore”.

Il Reverendo Tomasz Trafny ha affermato a sua volta che il Congresso si propone di diffondere i risultati della scienza medica e di riflettere su di essi dalla prospettiva delle scienze umane. “Vorremmo porre alcune domande importanti e a volte provocatorie; per esempio se il giuramento di Ippocrate debba essere esteso a tutte le scienze delle vita, dal momento in cui oggigiorno non solo i medici, ma anche gli scienziati di laboratorio hanno capacità di intervenire in tutte le fasi della vita dell’uomo”.

Infine il Reverendo Trafny ha ringraziato il Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari e la Pontificia Accademia per la Vita per la loro collaborazione e sostegno.
CON-CU/ VIS 20111108 (470)

venerdì 4 novembre 2011

SALA STAMPA SU CHIUSURA AMBASCIATA IRLANDA SANTA SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo la dichiarazione rilasciata questa mattina dal Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., circa la Nota che il Ministero degli Esteri dell’Irlanda ha emesso nella serata di ieri, annunciando la decisione del Governo irlandese di chiudere per motivi economici le Ambasciate presso la Santa Sede e l’Iran e il suo Ufficio di Rappresentanza in Timor Orientale.

“La Santa Sede prende atto della decisione dell’Irlanda di chiudere la sua Ambasciata a Roma presso la Santa Sede. Naturalmente ogni Stato che ha relazioni diplomatiche con la Santa Sede è libero di decidere, in base alla sue possibilità e ai suoi interessi, se avere un Ambasciatore presso la Santa Sede residente a Roma oppure residente in un altro Paese. Ciò che è importante sono i rapporti diplomatici fra la Santa Sede e gli Stati, e questi non sono in questione per quanto riguarda l’Irlanda”.
OP/ VIS 20111104 (170)

martedì 25 ottobre 2011

ACCOGLIENZA MIGRANTI E RIFIUTO RAZZISMO CARATTERISTICHE FONDAMENTALI CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2011 (VIS). Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti ha tenuto questa mattina una Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 98ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si terrà il 15 gennaio 2012, sul tema: “Migrazioni e nuova evangelizzazione”. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti l’Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti; il Vescovo Joseph Kalathiparambil, Segretario, ed il Padre Gabriele Ferdinando Bentoglio, C.S., Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

L’Arcivescovo Vegliò ha spiegato che il Messaggio del Santo Padre si articola in tre parti, dedicate rispettivamente ai lavoratori migranti, ai rifugiati e agli studenti internazionali. A tutti loro è rivolta oggi la nuova evangelizzazione, in un contesto sociale in cui “il miscuglio di nazionalità e di religioni va crescendo in misura esponenziale. (...) Di fronte a tale sfida, la Chiesa si sente sollecitata a rivedere i suoi metodi, le sue espressioni e il suo linguaggio, rinnovando il suo slancio missionario. Una ‘nuova’ evangelizzazione, quindi, ma che non scalfisce i contenuti e i valori del mandato missionario, trasmessi dalla Sacra Scrittura, dalla Tradizione e dal Magistero”.

Le migrazioni offrono l’opportunità di far conoscere il Vangelo a uomini e donne che appartengono ad altre religioni o che non hanno incontrato Gesù Cristo. Nello stesso tempo numerosi cristiani emigrano in Paesi in cui i cristiani sono una minoranza o dove l’antica tradizione di fede è ridotta ad un fatto culturale. In ambedue i casi i laici possono annunciare la Buona Novella con la parola e l’esempio, assistiti da una pastorale adeguata. “La nuova evangelizzazione nel mondo delle migrazioni, deve far leva soprattutto sul necessario coinvolgimento del laicato, da una parte, e sull’importanza del dialogo a tutti i livelli, dall’altra”, ha affermato l’Arcivescovo Vegliò.

Il Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti si unisce alla voce del Santo Padre, ha affermato l’Arcivescovo Vegliò, per manifestare sentimenti di stima, apprezzamento e gratitudine verso tutti coloro “che impegnano tempo, energie e risorse nella pastorale della migrazioni, spesso nel silenzio e, talvolta, anche a rischio della propria vita”.

Il Vescovo Kalathiparambil ha a sua volta dedicato il suo intervento all’attuale situazione dei rifugiati ed ha ricordato che secondo il Rapporto statistico annuale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR), i 4/5 dei rifugiati del mondo sono accolti dai Paesi in via di sviluppo. In molti Paesi industrializzati crescono sentimenti di ostilità nei confronti dei rifugiati. Le comunità cristiane vedono nei richiedenti asilo e nei rifugiati “il volto di Cristo che tutti ci rende fratelli e sorelle. (...) L’accoglienza può essere definita il segno di riconoscimento della Chiesa ed è la caratteristica fondamentale della sollecitudine pastorale per i migranti e i rifugiati, rifiutando ogni sentimento e manifestazione di xenofobia e razzismo”.

Padre Gabriele Bentoglio, intervenendo sulla questione degli studenti internazionali, ha precisato che nel 2025 si prevede che il numero degli studenti all’estero raggiunga i 7 milioni in tutto il mondo. Alla luce di ciò “cresce l’urgenza che i luoghi dell’educazione e della formazione, soprattutto a livello universitario, acquisiscano e valorizzino il legame necessario e strategico fra la ‘profonda sete di verità e il desiderio di incontrare Dio’. (...) Nel nostro mondo globale l’educazione – ha affermato Padre Bentolgio – va estesa alla formazione integrale della persone e alla trasmissione dei valori, come il senso della responsabilità individuale e sociale, il lavoro etico, la solidarietà con l’intera famiglia umana, al di là delle appartenenze nazionali”.

Infine Padre Bentoglio ha annunciato che dal 30 novembre al 3 dicembre prossimo si terrà a Roma il III Congresso Mondiale della pastorale per gli studenti internazionali, promosso dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, sul tema: “Studenti internazionali e incontro delle culture”. Al Congresso parteciperanno 123 delegati provenienti da Europa, Africa, America, Asia e Australia, oltre ad alcuni rappresentanti di Istituti religiosi, Associazioni laicali e organizzazioni internazionali e regionali.
CON-SM/ VIS 20111025 (670)

lunedì 24 ottobre 2011

SANTA SEDE CHIEDE RIFORMA SISTEMA FINANZIARIO INTERNAZIONALE

CITTA' DEL VATICANO, 24 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo una Conferenza Stampa di presentazione di una Nota del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, dal titolo: “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”. Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio; il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Dicastero e il Professor Leonardo Becchetti, Professore di Economia Politica dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Il Cardinale Turkson ha fatto riferimento alla sesta riunione dei Capi di Governo del G-20 in programma il 3 e 4 novembre a Cannes (Francia) che si riuniranno per discutere le principali questioni riguardanti l’economia e la finanza mondiale ed ha affermato: “Il Santo Padre e la Santa Sede seguono queste questioni con viva e particolare attenzione esortando e incoraggiando costantemente non solo ‘un’azione d’insieme’, ma una azione basata su una ‘visione chiara di tutti gli aspetti economici, sociali, culturali e spirituali’. In questo spirito di discernimento, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, attraverso una Nota, offre e condivide un suo contributo che può essere utile per le deliberazioni del G-20”.

Il Vescovo Toso ha precisato che la Nota del Pontificio Consiglio “intende proporre una riflessione sulle possibili vie da percorrere - il linea con il più recente magistero sociale dei pontefici - per giungere a politiche ed istituzioni finanziarie e monetarie efficaci e rappresentative a livello mondiale e orientate ad uno sviluppo autenticamente umano di tutte le persone e i popoli”.

Nell’affrontare la questione dell’attuale crisi del sistema monetario e finanziario, la Chiesa non intende addentrarsi in questioni prettamente tecniche, ma muoversi sul piano della sua competenza etica e religiosa. Così come cause della crisi la Chiesa segnala non solo quelle di carattere etico, ma più specificatamente, quelle ideologiche: le vecchie ideologie sono tramontate e ne sono sorte di nuove. “Si tratta di ideologie neoliberiste, neoutilitariste e tecnocratiche che, mentre appiattiscono il bene comune su dimensioni economiche, finanziarie e tecniche assolutizzate, mettono a repentaglio il futuro delle stesse istituzioni democratiche”.

“Come superare tali visioni e prassi distorte? Muovendo da un nuovo pensiero, da un nuovo umanesimo globale, aperto alla trascendenza”, da “un’etica della fraternità e della solidarietà, nonché dalla subordinazione dell’economia e della finanza alla politica, responsabile del bene comune”.

Le vie di soluzione suggerite dal Pontificio Consiglio, che si rifanno al magistero sociale dei Pontefici, specialmente di Giovanni XXIII e Benedetto XVI, implicano che “la globalizzazione sia governata mediante la costituzione di un’autorità pubblica a competenza universale”. Viene suggerita anche la riforma delle attuali istituzioni internazionali che “devono essere espressione di un accordo libero e condiviso tra i popoli; più rappresentative; più partecipate; più legittimate (...). Devono essere super partes, al servizio del bene di tutti, in grado di offrire una guida efficace e, al tempo stesso, di permettere a ciascun Paese di esprimere e di perseguire il proprio bene comune, secondo il principio di sussidiarietà, nel contesto del bene comune mondiale. Solo così le istituzioni internazionali riusciranno a favorire l’esistenza di sistemi monetari e finanziari efficienti ed efficaci, ossia mercati liberi e stabili, disciplinati da un adeguato quadro giuridico, funzionali allo sviluppo sostenibile e al progresso sociale di tutti”.

“L’Autorità mondiale dovrà intendere la sua facoltà di orientare e di decidere, nonché di sanzionare sulla base del diritto, come un mettersi al servizio dei vari Paesi membri, affinché crescano e posseggano mercati efficienti ed efficaci”.

Perché tutto ciò sia possibile occorre “recuperare il primato dello spirituale e dell’etica e, con essi, il primato della politica responsabile del bene comune”.
CON-IP/ VIS 20111024 (610)

venerdì 21 ottobre 2011

LA SANTA SEDE E LA LIBIA DOPO MORTE COLONNELLO GHEDDAFI

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo la Nota emessa nella serata di ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede: la Santa Sede e la Libia dopo la morte del Colonnello Gheddafi.

“La notizia della morte del colonnello Muhammar Gheddafi chiude la troppo lunga e tragica fase della lotta sanguinosa per l’abbattimento di un regime duro e oppressivo”.

“Questa vicenda drammatica obbliga ancora una volta alla riflessione sul prezzo di sofferenza umana immensa che accompagna l’affermazione e il crollo di ogni sistema che non sia fondato sul rispetto e la dignità della persona, ma sulla prevalente affermazione del potere”.

“Ci si deve dunque ora augurare che, risparmiando al popolo libico ulteriori violenze dovute a spirito di rivalsa o di vendetta, i nuovi governanti possano intraprendere al più presto la necessaria opera di pacificazione e di ricostruzione, con uno spirito di inclusione, sulla base della giustizia e del diritto; e che la comunità internazionale sia impegnata nell’aiutare generosamente la riedificazione del Paese”.

“Per parte sua, la piccola comunità cattolica continuerà ad offrire la sua testimonianza e il suo servizio disinteressato in particolare nel campo caritativo e sanitario, e la Santa Sede si impegnerà in favore del popolo libico, con gli strumenti a sua disposizione nel campo delle relazioni internazionali, nello spirito della promozione della giustizia e della pace”.

“A questo proposito è opportuno ricordare che è prassi costante della Santa Sede, nello stabilire relazioni diplomatiche, riconoscere gli Stati e non i Governi. Pertanto la Santa Sede non ha proceduto ad un formale riconoscimento del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) come governo della Libia. Atteso che il CNT si è ormai insediato in modo effettivo come Governo a Tripoli, la Santa Sede lo considera il legittimo rappresentante del Popolo libico, conformemente al diritto internazionale”.

“La Santa Sede ha già avuto diversi contatti con le nuove autorità della Libia. In primo luogo la Segreteria di Stato, che ha la responsabilità per i rapporti diplomatici della Santa Sede, ha avuto contatti con l’Ambasciata libica presso la Santa Sede, in seguito al cambiamento politico a Tripoli. Durante la sua recente partecipazione all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Segretario per i Rapporti con gli Stati, Arcivescovo Dominique Mamberti, ha avuto l’opportunità di avere un colloquio con il Rappresentante Permanente della Libia presso l’ONU, Signor Abdurrahman M. Shalgham. E più recentemente il Nunzio Apostolico in Libia, Arcivescovo Tommaso Caputo, che è residente a Malta, si è recato a Tripoli per una visita di tre giorni (dal 2 al 4 ottobre) durante i quali ha incontrato il Primo Ministro del CNT, il Dottor Mahmoud Jibril. L’Arcivescovo Caputo è stato ricevuto anche presso il Ministero per gli Affari Esteri”.

“In occasione di questi diversi incontri è stata sottolineata da entrambe le parti l’importanza delle relazioni diplomatiche fra la Santa Sede e la Libia. La Santa Sede ha avuto l’opportunità di rinnovare il suo appoggio per il popolo libico e il suo sostegno alla transizione. La Santa Sede ha augurato alle nuove autorità ogni successo nella ricostruzione del Paese. Da parte loro i responsabili della nuova Libia hanno comunicato l’apprezzamento per gli appelli umanitari del Santo Padre e per l’impegno della Chiesa in Libia, soprattutto tramite il servizio negli ospedali o altri centri di assistenza di 13 comunità di religiose (6 in Tripolitania e 7 in Cirenaica)”.
OP/ VIS 20111021 (560)

CONVEGNO SANTA CATERINA DA SIENA

CITTA' DEL VATICANO, 21 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina si è tenuta nell’Aula Giovanni Paolo II in Vaticano, una Conferenza Stampa di presentazione del Convegno internazionale dedicato a Santa Caterina da Siena – Dottore della Chiesa e Co-Patrona d’Italia e d’Europa – in programma a Roma e Siena dal 27 al 29 ottobre.

Il Convegno dal titolo “Virgo digna coelo” – Caterina e la sua eredità Nel 550° anniversario della canonizzazione di Santa Caterina da Siena”, è stato organizzato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche, in collaborazione con l’Ordine domenicano, l’Arcidiocesi di Siena e il Centro Internazionale di Studi cateriniani. Alla presentazione sono intervenuti il Padre Bernard Ardura, O.Praem., Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche; il Professor Umberto Utro, curatore della sezione delle Antichità Cristiane dei Musei Vaticani; Fra’ Bernardino Prella, O.P., Socio per l’Italia, Malta, Penisola Iberica, del Maestro dell’Ordine dei Frati Predicatori.

“La figura di Caterina – ha detto Padre Ardura – supera ampiamente la sua esistenza terrena e assume un forte valore simbolico, che, alla vigilia dell’Anno della Fede, ci rammenta la fede incrollabile di cui ella fu portatrice e che la rese madre spirituale di tanti cristiani”. Il Convegno, ha spiegato ancora Padre Ardura “si articolerà in quattro sessioni che permetteranno di approfondire la vita della Santa e il suo influsso, tenendo conto che era semianalfabeta e che pertanto i suoi scritti sono in maggioranza dettati. Infatti, ella ha avuto un grande riconoscimento anche sul piano della teologia, a tal punto che Papa Paolo VI la dichiarò Dottore della Chiesa, il 4 ottobre 1970, per la sua alta teologia e il suo influsso sul rinnovamento di questa scienza”.

La prolusione sarà tenuta dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. La seconda sessione sarà dedicata al processo di canonizzazione che permetterà di rivisitare i modelli di santità femminile fra ‘300 e ‘400 e la documentazione processuale. La terza sessione sarà interamente dedicata ai rapporti tra Santa Caterina e le varie osservanze religiose del tempo, a Siena ma anche in tutta l’Italia centrale. “Nella quarta sessione – ha detto Padre Ardura – vedremo che possiamo studiare e celebrare Santa Caterina oggi, perché la sua memoria è sempre rimasta viva nel popolo cristiano e il suo influsso non ha mai cessato di arricchire la Chiesa principalmente attraverso l’agiografia, e la cultura letteraria grazie in particolare al suo magnifico epistolario”.

L’ultimo giorno il Convegno si svolgerà a Siena con l’inaugurazione della mostra documentaria “Caterina da Siena e il processo di canonizzazione” e la tenuta dell’ultima sessione del Convegno, dedicata a “Caterina nell’arte”. Il Professor Umberto Utro ha precisato che l’ultima sessione si terrà nella Sala Capitolare del Convento di San Domenico a Siena e sarà presieduta dal Professor Paolo Nardi, Priore Generale dell’Associazione Internazionale dei Caterinati e curatore della mostra documentale. Parteciperanno studiosi di storia dell’arte, come la Professoressa Diega Giunta, maggiore specialista dell’iconografia di Santa Caterina nell’arte.

“Nei suoi scritti – ha spiegato Fra Bernardino Prella – “(...) Caterina utilizza espressioni ed immagini vive ed audaci per comunicare la Verità – Gesù Cristo - rivolgendosi con somma libertà a tutti, ai semplici ed ai grandi della Terra e della Chiesa, sapendo denunciare con fermezza i peccati dei laici ed ancor più quelli dei frati, del clero e dei prelati, ma sempre offrendo a tutti la speranza della infinita misericordia divina”.
COM-SH/ VIS 20111021 (550)

martedì 18 ottobre 2011

ASSISI: RELIGIONI IN CAMMINO VERSO LA GIUSTIZIA E LA PACE

CITTA' DEL VATICANO, 18 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta la Conferenza Stampa di presentazione della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la giustizia e la pace nel mondo “Pellegrini della verità, pellegrini della pace”, in programma ad Assisi (Italia), il 27 ottobre prossimo.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, con il Vescovo Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; il Vescovo Pier Luigi Celata, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Don Andrea Palmieri, Incaricato della Sezione orientale del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; Monsignor Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura e il Padre Jean-Marie Laurent Mazas, che, nell’ambito del medesimo Dicastero, è Direttore del “Cortile dei Gentili”.

Con la convocazione della Giornata di Assisi, Benedetto XVI intende solennizzare il 25° anniversario dello storico incontro tenutosi nella città natale di San Francesco per volontà del Beato Giovanni Paolo II nel 1986. “Ancora oggi, come 25 anni fa, il mondo ha bisogno di pace. – ha spiegato il Cardinale Turkson – Dopo 25 anni di collaborazione tra le religioni e di testimonianza comune è tempo di bilanci e di rilancio dell’impegno, a fronte di nuove sfide. Esse sono insite nella crisi finanziaria ed economica che dura più del previsto; nella crisi delle istituzioni democratiche e sociali; nella crisi alimentare ed ambientale; nelle migrazioni bibliche, nelle forme più subdole del neocolonialismo, nelle perduranti piaghe della povertà e della fame, nell’indomito terrorismo internazionale, nelle crescenti disuguaglianze e nelle discriminazioni religiose”.

“Ancora una volta – basti pensare ai recenti avvenimenti in Egitto o in altre regioni del mondo – c’è bisogno di dire ‘no’ a qualsiasi strumentalizzazione della religione. La violenza tra religioni è uno scandalo che snatura la vera identità della religione, vela il volto di Dio ed allontana dalla fede”, ha aggiunto il Porporato.

“Il cammino delle religioni verso la giustizia e la pace, (...) non può che essere caratterizzato da una comune ricerca della verità. (...) È per questo che Benedetto XVI desidera porre l’esperienza di Assisi 2011 (...) sotto la cifra del pellegrinaggio, che implica ascesa, purificazione, convergenza verso un punto superiore, assunzione di un impegno comunitario”.

“La ricerca della verità è premessa per conoscersi meglio, per vincere ogni forma di pregiudizio, ma anche di sincretismo, che offusca le identità. (...) Ricercare (...) la verità significa, poi, rinnovare uno sguardo di benevolenza nei confronti degli altri, per accettarsi reciprocamente, dialogare meglio, e collaborare al bene comune, su cui è possibile convergere sul piano di una ragione naturale. (...) La ricerca della verità è, inoltre, condizione per abbattere il fanatismo e il fondamentalismo, per i quali la pace si ottiene con l’imposizione agli altri delle proprie convinzioni. È, ancora, condizione per superare la babele dei linguaggi e quel laicismo che intende emarginare dalla famiglia umana Colui che ne è il Principio e il Fine”.

Relativamente all’organizzazione della Giornata, il Cardinale ha precisato che il 27 ottobre “le delegazioni partiranno da Roma, in treno, insieme col Santo Padre. (...) All’arrivo in Assisi, ci si recherà presso la Basilica di S. Maria degli Angeli, dove avrà luogo un momento di commemorazione dei precedenti incontri e di appro¬fondimento del tema della Giornata. Interverranno esponenti di alcune delle delegazioni presenti e anche il Santo Padre prenderà la parola. Seguirà un pranzo frugale, (...) all’insegna della sobrietà (...). Sarà poi lasciato un tempo di silenzio, per la riflessione di ciascuno e per la preghiera. Nel pomeriggio, tutti i presenti in Assisi parteciperanno ad un cammino che si snoderà verso la Basilica di San Francesco. Sarà un pellegri¬naggio, a cui prenderanno parte nell’ultimo tratto anche i membri delle delegazioni (...) All’ombra della Basilica di San Francesco, (...) si terrà il momento finale della giornata, con la rinnovazione solenne del comune impegno per la pace”.

I Paesi del mondo rappresentati sono più di 50, tra i quali, oltre a numerosi Paesi europei e americani, anche Egitto, Israele, Pakistan, Giordania, Iran, India, Arabia Saudita, Filippine e molti altri che “sono quelli che soffrono forse maggiormente, in questo momento storico, per problemi di libertà religiosa e dialogo tra religioni”, ha affermato il Cardinale Turkson.

Il Monsignor José Sánchez de Toca y Alameda, Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura, ha precisato che per la prima volta il Papa ha invitato persone non credenti ad un incontro religioso. “All’origine di questa innovativa scelta del Santo Padre vi è la convinzione che l’uomo sia credente sia non credente, è sempre alla ricerca di Dio e dell’Assoluto; egli è pertanto, sempre un pellegrino alla ricerca in cammino verso la pienezza della verità”.

Gli invitati che hanno accettato di partecipare alla Giornata di Assisi sono Julia Kristeva (linguista, psicanalista, filosofa e scrittrice); il filosofo italiano Remo Bodei; Guillermo Hurtado, filosofo messicano e l’economista austriaco Walter Baier.
OP/ VIS 20111018 (830)

lunedì 17 ottobre 2011

BENEDETTO XVI FARÀ USO DOMANI PEDANA MOBILE

CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2011 (VIS). Domani mattina, domenica 16 ottobre, in occasione della celebrazione della Messa nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre, nel corso della processione d’ingresso dalla sagrestia all’altare centrale, farà uso della pedana mobile, già usata da Giovanni Paolo II.

“Lo scopo è esclusivamente di alleviare l’impegno del Santo Padre, analogamente a quanto già avviene con l’uso del Papamobile nelle processioni introitali in ambienti esterni e in Piazza San Pietro”, ha spiegato nella tarda mattinata, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I.
OP/ VIS 20111017 (100)

MONGOLIA: INTESA E COOPERAZIONE FRA CHIESA E STATO

CITTA' DEL VATICANO, 17 OTT. 2011 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica di Mongolia, Signor Tsakhiagiin Elbegdorj, il quale ha successivamente incontrato il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

“Nel corso dei cordiali colloqui sono stati evocati i buoni rapporti esistenti tra la Mongolia e la Santa Sede, nonché l’intesa e la cooperazione tra la Chiesa e lo Stato in campo educativo e sociale”, si legge in un Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede.

“Inoltre, si è passata in rassegna la situazione politica nel Continente asiatico, con particolare riferimento all’importanza del dialogo interculturale e interreligioso per la promozione della pace e della giustizia”.
OP/ VIS 20111017 (140)

sabato 15 ottobre 2011

BENEDETTO XVI FARÀ USO DOMANI PEDANA MOBILE


CITTA' DEL VATICANO, 15 OTT. 2011 (VIS). Domani mattina, domenica 16 ottobre, in occasione della celebrazione della Messa nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre, nel corso della processione d’ingresso dalla sagrestia all’altare centrale, farà uso della pedana mobile, già usata da Giovanni Paolo II.

“Lo scopo è esclusivamente di alleviare l’impegno del Santo Padre, analogamente a quanto già avviene con l’uso del Papamobile nelle processioni introitali in ambienti esterni e in Piazza San Pietro”, ha spiegato nella tarda mattinata, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I.
OP/ VIS 20111015 (100)

venerdì 7 ottobre 2011

EMERGENZA UMANITARIA IN AFRICA: AZIONE DELLA CHIESA

CITTA' DEL VATICANO, 7 OTT. 2011 (VIS). “La Chiesa cattolica continuerà a fare la sua parte e cercherà ancora la collaborazione con le altre comunità cristiane per svolgere una parte attiva nel risolvere il dramma umanitario che si sta consumando nel Corno d’Africa”, ha affermato in una Conferenza Stampa il Cardinale Robert Sarah, originario della Guinea e Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”. “La riunione di oggi (...) risponde al desiderio del Papa di testimoniare la carità di Cristo e di tutta la Chiesa vero l’uomo sofferente. Dove soffre l’uomo, Dio gli sta vicino”, ha affermato il Cardinale Sarah.

Nel corso della Conferenza Stampa, sono state presentate diverse iniziative della Chiesa Cattolica volte a porre rimedio alla catastrofe umanitaria derivante dalla siccità, la fame e i conflitti armati. Il Cardinale Sarah ha ricordato che questa emergenza è una delle principali preoccupazioni di Papa Benedetto XVI che ha lanciato numerosi appelli alla comunità internazionale – l’ultimo mercoledì scorso – affinché aiuti le popolazioni che soffrono. Il Santo Padre ha sostenuto lo sforzo delle chiese locali – in Somalia, Kenya, Etiopia e Gibuti – con US$400.000 dollari per i primi interventi di accoglienza e assistenza alle vittime. In paesi come l’Italia, la Germania, la Svizzera, la Francia e l’Irlanda sono state realizzate collette nelle parrocchie.

La Chiesa Cattolica ha avviato una collaborazione con la Chiesa Anglicana per far fronte all’emergenza. In proposito il Presidente di “Cor Unum” ha affermato che “si tratta di una significativa testimonianza di una carità che ci unisce e di cui ci facciamo portatori. Tutto questo sforzo ci dice peraltro la vitalità che la fede produce e che si manifesta in questi frutti di condivisione, di amore, di compassione, di attenzione all’altro, di aiuto e di promozione della persona umana, a qualunque razza o religione appartenga. Questa azione è una conseguenza derivante dalla nostra fede che diventa operante nell’amore”.

Il Cardinale Sarah ha ripreso l’appello del Papa alla comunità internazionale che ha invitato alla generosità: “Purtroppo spesso avvertiamo che i meccanismi che governano l’azione internazionale sono improntati alla ricerca dell’interesse di singole nazioni. Prevalgono gli aspetti dell’egoismo anche nella politica internazionale. Dobbiamo lasciarci ispirare a svolgere una politica che abbia a cuore veramente il bene comune. Solo la ricerca del bene comune permette che non siano vincitori e vinti, carnefice e vittime, sfruttatori e affamati. Deve prevalere una visione dell’uomo e della società dove al valore economico viene riconosciuta l’importanza che gli spetta, ma non la decisione ultima sul bene e sul male”.

Una scuola in ogni villaggio

Il Cardinale Sarah ha sottolineato che l’attuale crisi è caratterizzata dai “milioni di sfollati che stanno vagabondando alla ricerca di sopravvivenza” che “diventeranno domani profughi, clandestini, senza patria, gente che non ha una casa, un lavoro, una comunità. Una intera generazione rischia di essere perduta. (...) Superata questa emergenza, dobbiamo intervenire nella formazione”, giacché l’educazione è il motore dello sviluppo: “Dove c’è una scuola, dove c’è educazione, c’è’ un futuro possibile, ci sarà un lavoro domani, si formeranno delle famiglie. (....) Fin da ora faccio un appello: una scuola in ogni villaggio!”.

Alla Conferenza Stampa sono inoltre intervenuti: Monsignor Giorgio Bertin, O.F.M., Amministratore Apostolico “ad nutum Sanctae Sedis” di Mogadiscio (Somalia); il Signor Michel Roy, Segretario Generale di Caritas Internationalis; il Signor Kenneth Hackett, Direttore esecutivo di “Catholic Relief Services” ed il Signor David Pain, Direttore di “Christian Aid’s Africa Division” e rappresentanti di organismi caritativi cattolici che operano nella zona.

Il Signor David Pain, inviato dell’Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, ha letto un messaggio del Primate della Comunione Anglicana, nel quale è scritto: “Sul viso di coloro che soffrono fame e sete scopriamo il volto di Cristo. (...) Dobbiamo cercare con rinnovato ardore ed impegno risposte efficaci e durature per porre fine all’intollerabile scandalo delle ricorrenti carestie nel nostro mondo”. L’Arcivescovo di Canterbury esprime inoltre la speranza che la riunione possa offrire nuove opportunità di collaborazione ecumenica.
OP/ VIS 20111007 (650)

mercoledì 14 settembre 2011

COMUNICATO FRATERNITÁ SACERDOTALE SAN PIO X

CITTA' DEL VATICANO, 14 SET. 2011 (VIS). Di seguito riportiamo il testo del Comunicato emesso nella tarda mattinata di oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede relativamente alla situazione della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

“Il 14 settembre 2011 si sono incontrati nella sede della Congregazione per la Dottrina della Fede Sua Eminenza il Cardinale William J. Levada, Prefetto della medesima Congregazione e Presidente della Pontificia Commissione ‘Ecclesia Dei’, Sua Eccellenza Monsignore Luis Ladaria, S.I., Segretario della medesima Congregazione, Monsignore Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione ‘Ecclesia Dei’, con Sua Eccellenza Monsignor Bernard Fellah, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ed i Reverendi Niklaus Pfluger e Alain-Marc Nély, rispettivamente primo e secondo Assistente generale della medesima.

In seguito alla supplica indirizzata dal Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X il 15 dicembre 2008 a Sua Santità Papa Benedetto XVI, il Santo Padre aveva deciso di rimettere la scomunica ai quattro Vescovi consacrati dall’Arcivescovo Lefebvre, e, nel medesimo tempo, di aprire dei colloqui dottrinali con detta Fraternità, al fine di chiarire i problemi di ordine dottrinale e giungere al superamento della frattura esistente.

In ottemperanza alle disposizioni del Santo Padre, una commissione mista di studio, composta da esperti della Fraternità Sacerdotale San Pio X e da esperti della Congregazione per la Dottrina della Fede, si è riunita in otto incontri, che si sono svolti a Roma tra il mese di ottobre 2009 e il mese di aprile 2011. Questi colloqui, che avevano l’obiettivo di esporre e approfondire le difficoltà dottrinali essenziali sui temi controversi, hanno raggiunto lo scopo di chiarire le rispettive posizioni e relative motivazioni.

Anche tenendo conto delle preoccupazioni e delle istanze presentate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X in ordine alla custodia dell’integrità della fede cattolica di fronte all’’ermeneutica della rottura’ del Concilio Vaticano II rispetto alla Tradizione, di cui ha fatto menzione Papa Benedetto XVI nel Discorso alla Curia Romana (22-XII-2005), la Congregazione per la Dottrina della Fede ritiene come base fondamentale per il conseguimento della piena riconciliazione con la Sede Apostolica l’accettazione del testo del Preambolo Dottrinale che è stato consegnato durante l’incontro del 14 settembre 2011. Tale Preambolo enuncia alcuni principi dottrinali e criteri di interpretazione della dottrina cattolica, necessari per garantire la fedeltà al Magistero della Chiesa e il ‘sentire cum Ecclesia’, lasciando nel medesimo tempo alla legittima discussione lo studio e la spiegazione teologica di singole espressioni o formulazioni presenti nei documenti del Concilio Vaticano II e del Magistero successivo.

Nella stessa riunione, sono stati proposti alcuni elementi di una soluzione canonica per la Fraternità Sacerdotale San Pio X, a seguito dell’eventuale e auspicata riconciliazione”.
OP/ VIS 20110914 (450)

sabato 3 settembre 2011

COMMENTO DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE RISPOSTA SANTA SEDE AL “CLOYNE REPORT”

CITTA' DEL VATICANO, 3 SET. 2011 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha commentato oggi alla Radio Vaticana la Risposta della Santa Sede al Governo irlandese relativamente al “Cloyne Report”, presentato questa mattina presso la Sala Stampa della Santa Sede. “Si tratta di un documento – ha detto - strutturato con chiarezza, in modo da affrontare tutte le questioni sollevate, e dare ad esse risposte argomentate e documentate, inserendole in una prospettiva di ampiezza adeguata”.

Padre Lombardi ha assicurato, inoltre, che: “l’intero sviluppo del Documento dimostra come la Santa Sede abbia preso in considerazione con grande serietà e rispetto le domande e le critiche ricevute e si sia impegnata a dare una risposta approfondita e serena, priva di inutili toni polemici anche là dove dà risposte chiare alle accuse che le sono state mosse. Ci si augura quindi che esso raggiunga lo scopo fondamentale e di comune interesse che si propone: contribuire a ricostruire quel clima di fiducia e di cooperazione con le autorità irlandesi che è essenziale per un impegno efficace della Chiesa come dell’intera società per garantire efficacemente il bene primario della salvaguardia della gioventù”.
OP/ VIS 20110903 (200)

giovedì 28 luglio 2011

NUOVA APPLICAZIONE “iGPII GIORNATA MONDIALE GIOVENTÙ

CITTA' DEL VATICANO, 28 LUG. 2011 (VIS). Domani, 29 luglio, alle 12:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si terrà la presentazione dell’Applicazione “iGPII”, per iPhones, iPods, iPads, dispositivi iOS sulla Giornata Mondiale della Gioventù in programma in agosto a Madrid.

L’applicazione, voluta dalla Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù, è stata realizzata in cinque lingue (italiano, francese, inglese, spagnolo, portoghese), dalla Futurtech & Adv Production. Un Comunicato precisa che l’applicazione permette di seguire da vicino la GMG, offrendo una documentazione sulla storia di tutte le giornate mondiali, il programma, gli appuntamenti, il GPS, ospitalità, vitto, ecc. Pensata per i partecipanti alla GMG, è utilissima anche per i giornalisti.

Alla presentazione interverranno il Dottor Marcello Bedeschi, Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù; l’Ingegner Iacopo Barberini ed il Dottor Giovanni Leone, Amministratore Delegato della Futurtech. Alla Conferenza saranno disponibili alcuni iPads e iPhones per la consultazione dei giornalisti e i giornalisti che lo desiderino potranno scaricare l’Applicazione sui loro devices.
OP/ VIS 20110728 (180)

lunedì 25 luglio 2011

SEGRETERIA STATO RICHIAMA CONSULTAZIONI NUNZIO IRLANDA

CITTA' DEL VATICANO, 25 LUG. 2011 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblica, questa mattina, la seguente dichiarazione:

“In seguito alla pubblicazione, il 13 luglio scorso, del Rapporto della Commissione d’Inchiesta del Governo irlandese circa le accuse di abusi di minori da parte del clero della Diocesi di Cloyne, altrimenti conosciuto come ‘Cloyne Report’, e, in particolare, alle reazioni che ne sono seguite, la Segreteria di Stato ha richiamato per consultazioni il Nunzio Apostolico in Irlanda, S.E. Monsignor Giuseppe Leanza”.
OP/ VIS 20110725 (90)

venerdì 22 luglio 2011

PROSSIMA RISPOSTA SANTA SEDE RAPPORTO DIOCESI IRLANDESE

CITTA' DEL VATICANO, 22 LUG. 2011 (VIS). Nel rispondere alle domande dei giornalisti a proposito del dibattito in corso in Irlanda, relativo al Rapporto sulla Diocesi di Cloyne, Padre Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato la dichiarazione che segue:

“Confermo, come già detto, che la Santa Sede risponderà opportunamente alla domanda posta dal Governo irlandese a proposito del Rapporto sulla diocesi di Cloyne. In ogni caso, ci si augura che il dibattito in corso su temi così drammatici si sviluppi con la necessaria obiettività, in modo da contribuire alla causa che deve stare maggiormente a cuore a tutti, cioè la salvaguardia dei bambini e dei giovani e il rinnovamento di un clima di fiducia e collaborazione a questo fine, nella Chiesa e nella società, come auspicato dal Papa nella sua Lettera ai cattolici dell’Irlanda”.
OP/ VIS 20110722 (140)

lunedì 18 luglio 2011

BENEDETTO XVI RICEVE PRIMO MINISTRO MALESIA

CITTA' DEL VATICANO, 18 LUG. 2011 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha rilasciato nella tarda mattinata di oggi il seguente Comunicato:

“Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza Sua Eccellenza Signor Najib Bin Abdul Razak, Primo Ministro della Malesia, il quale ha successivamente incontrato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato dall’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati”.

“Nei cordiali colloqui sono stati evocati i positivi sviluppi dei rapporti bilaterali e si è concordato di stabilire relazioni diplomatiche fra la Malesia e la Santa Sede”.

“Inoltre, si è passata in rassegna la situazione politica e sociale nel mondo e nel Continente asiatico, con particolare riferimento all’importanza del dialogo interculturale e interreligioso per la promozione della pace, della giustizia e di una maggiore comprensione fra i popoli”.
OP/ VIS 20110718 (150)

venerdì 15 luglio 2011

PAPA ADDOLORATO ORDINAZIONE EPISCOPALE ILLEGITTIMA CINA

CITTA' DEL VATICANO, 15 LUG. 2011 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha commentato ieri che il Papa è addolorato e preoccupato per la nuova ordinazione episcopale illegittima, tenutasi in Cina, perché contraria alla “unità della Chiesa universale”.

Ieri, a Shantou, nella regione di Guandong, è stato ordinato vescovo il sacerdote Joseph Huang Bingzhang, senza mandato pontificio, come accaduto il 29 giugno scorso, con l’ordinazione del vescovo di Leshan. Alla cerimonia sono stati obbligati a partecipare alcuni vescovi in comunione con il Pontefice.

Dopo l’ordinazione di Leshan, la Santa Sede ha diffuso una dichiarazione nella quale si sottolinea che un vescovo ordinato “senza mandato pontificio e quindi illegittimamente, è privo dell’autorità di governare la comunità cattolica diocesana, e la Santa Sede non lo riconosce come il vescovo della diocesi” che gli è stata affidata.
OP/ VIS 20110715 (160)
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