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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 12 novembre 2007

SAN MARTINO DI TOURS MODELLO DI SOLIDARIETÀ

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato le riflessioni che precedono la recita dell'Angelus domenicale a San Martino, Vescovo di Tours, (IV secolo), "uno dei santi più celebri e venerati d'Europa", che la Chiesa ricorda oggi.

  Davanti alle migliaia di pellegrini convenuti in Piazza Santo Pietro, il Papa ha ricordato gli episodi salienti della vita del Santo, il battesimo all'età di venti anni, la carriera militare, la scelta della vita sacerdotale e monastica ed infine il famoso atto di carità fraterna, quando "ancora giovane soldato, incontrò per la strada un povero intirizzito e tremante per il freddo. Prese allora il proprio mantello e, tagliatolo in due con la spada, ne diede metà a quell'uomo".
 
  "Il gesto caritatevole di san Martino" - ha spiegato il Pontefice - "si iscrive nella stessa logica che spinse Gesù a moltiplicare i pani per le folle affamate, ma soprattutto a lasciare se stesso in cibo all'umanità nell'Eucaristia (...). E' la logica della condivisione, con cui si esprime in modo autentico l'amore per il prossimo".

  "Ci aiuti san Martino a comprendere che soltanto attraverso un comune impegno di condivisione, è possibile rispondere alla grande sfida del nostro tempo: quella cioè di costruire un mondo di pace e di giustizia, in cui ogni uomo possa vivere con dignità" - ha detto il Papa sottolineando che: "Questo può avvenire se prevale un modello mondiale di autentica solidarietà, in grado di assicurare a tutti gli abitanti del pianeta il cibo, l'acqua, le cure mediche necessarie, ma anche il lavoro e le risorse energetiche, come pure i beni culturali, il sapere scientifico e tecnologico".
ANG/SAN MARTINO/...                               VIS 20071112 (280)


ELEZIONI PRESIDENTE PASSAGGIO CRUCIALE PER IL LIBANO

CITTA' DEL VATICANO, 11 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina, al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha espresso le sua preoccupazione per la situazione politica in Libano, riguardo alla prossima elezione del nuovo presidente

  "L'Assemblea Nazionale libanese" - ha detto il Santo Padre - "sarà prossimamente chiamata ad eleggere il nuovo Capo dello Stato. Come dimostrano le numerose iniziative intraprese in questi giorni, si tratta di un passaggio cruciale, dal quale dipende la stessa sopravvivenza del Libano e delle sue istituzioni. Faccio mie le preoccupazioni espresse recentemente dal Patriarca maronita, Sua Beatitudine il Cardinale Nasrallah Sfeir, e il suo auspicio affinché nel nuovo Presidente possano riconoscersi tutti i Libanesi. Supplichiamo insieme Nostra Signora del Libano, perché ispiri a tutte le parti interessate il necessario distacco dagli interessi personali e una vera passione per il bene comune".

  Benedetto XVI ha poi rivolto uno speciale saluto alla comunità argentina di Roma ed alla Famiglia Salesiana in occasione della beatificazione di Zeffirino Namuncurá, che ha luogo oggi a Chimpay, in Argentina, dove la celebrazione è presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.

  "Rendiamo grazie a Dio per la straordinaria testimonianza di questo giovane studente di diciannove anni che, animato dalla sua devozione all'Eucaristia e dal suo amore per Cristo, desiderava essere salesiano e sacerdote per mostrare la via diretta al cielo ai suoi fratelli mapuches. Con la sua vita illumina il nostro cammino fino alla santità, invitandoci ad amare i nostri fratelli con l'amore con il quale ci ama Dio. Chiediamo a Maria Ausiliatrice che l'esempio del nuovo Beato, produca abbondanti frutti di vita cristiana, principalmente fra i giovani".
ANG/LIBANO:BEATIFICAZIONE NAMUNCURÁ/...               VIS 20071112 (280)


CONSOLIDARE ORDINE DEMOCRATICO IN INDONESIA

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2007 (VIS).  Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI, nel ricevere in udienza il Signor Suprapto Martosemoto, nuovo Ambasciatore dell'Indonesia presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ha elogiato la determinazione dell'Indonesia "di perseguire politiche volte a promuovere i nobili obiettivi della democrazia e dell'armonia sociale, incastonati nella Costituzione".

  "Tale determinazione, che richiede sacrificio (...), e la collaborazione di tutti i gruppi sociali e politici, è indispensabile per superare le forze della polarizzazione e del conflitto, per promuovere il rinnovamento della vita economica ed il consolidamento di un giusto ordine democratico nel pieno rispetto dei diritti di ogni individuo e di ogni comunità".

  Il Papa ha ricordato che in questo momento una "delle più serie minacce all'ideale di unità nazionale alla quale aspira il Paese, è il fenomeno del terrorismo internazionale", esprimendo il suo apprezzamento per la posizione adottata dal governo indonesiano di "condanna della violenza terroristica, sotto qualsivoglia pretesto perpetrata, quale offesa criminale che, nel suo disprezzo per la vita umana e per la libertà, mette a repentaglio le fondamenta stesse della società".

  "Ciò in particolar modo quando viene invocato il santo nome di Dio quale giustificazione di tali atti. La Chiesa ad ogni livello, fedele all'insegnamento del suo Maestro, condanna inequivocabilmente la manipolazione della religione a fini politici, mentre sollecita l'applicazione del diritto umanitario internazionale in ogni aspetto della lotta al terrorismo".

  "L'Indonesia, Paese multi-religioso che conta la popolazione musulmana più numerosa al mondo, ha un ruolo importante e positivo nella promozione della cooperazione interreligiosa, sia entro i suoi confini che nell'ambito della comunità internazionale. Il dialogo, il rispetto per le convinzioni altrui e la collaborazione a servizio della pace sono gli strumenti più idonei per garantire la concordia sociale".

  Al riguardo il Papa ha posto l'accento sui promettenti risultati dei "crescenti esempi di cooperazione fra cristiani e musulmani in Indonesia, volti in particolare a prevenire i conflitti di natura etnica e religiosa nelle aree più a rischio".

  Riferendosi successivamente alla situazione dei cattolici indonesiani, che sebbene "siano una piccola minoranza, desiderano partecipare pienamente alla vita della Nazione", il Papa ha ricordato che essi: "Attraverso il loro sistema di istituzioni educative e sanitarie, cercano di offrire un servizio significativo ai loro fratelli e sorelle, a prescindere dalla religione, e di inculcare i valori morali fondamentali per un autentico progresso civile ed una pacifica convivenza".

  "Mentre il loro diritto al libero esercizio della propria religione in completa uguaglianza con i loro concittadini è garantito dalla Costituzione nazionale, la protezione di questo diritto umano fondamentale richiede vigilanza costante da parte di tutti".

  Benedetto XVI ha quindi ricordato che l'Indonesia ha recentemente aderito all'Accordo Internazionale sui Diritti Civili e Politici che "contribuirà a consolidare ulteriormente la libertà e la legittima autonomia dei cristiani e delle loro istituzioni".

  "Mentre attualmente l'Indonesia fa parte in qualità di membro non-permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, profitto della presente occasione per esprimere la mia fiducia che i principi che ispirano le vostre politiche nazionali di pacificazione, dialogo e tolleranza consentano all'Indonesia di offrire un proficuo contributo alla soluzione dei conflitti globali e alla promozione di una pace fondata sulla solidarietà internazionale e sulla preoccupazione per lo sviluppo integrale degli individui e dei popoli".
CD/CREDENZIALI/INDONESIA:MARTOSEMOTO               VIS 20071112 (540)


UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 12 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Angelo Amato, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.

  Sabato 10 novembre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Cardinale José da Cruz Policarpo, Patriarca di Lisbona, con gli Ausiliari: il Vescovo Tomás Pedro Barbosa da Silva Nunes, il Vescovo Anacleto Cordeiro Gonçalves de Oliveira ed il Vescovo Carlos Alberto de Pinho Moreira Azevedo.

    - Il Vescovo António de Sousa Braga, S.C.I., di Angra.

    - Il Vescovo António José Cavaco Carrilho, di Funchal, con il Vescovo emerito Teodoro de Faria.
AP:AL/.../...                                            VIS 20071112 (140)

TELEGRAMMA PER LA MORTE DEL CARDINALE FUMIO HAMAO




CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire al Vescovo Rafael Masahiro Umemura, di Yokohama (Giappone), un telegramma di cordoglio per la scomparsa, avvenuta l'8 novembre, all'età di 77 anni, del Cardinale Stephen Fumio Hamao, Presidente emerito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti.

  "Porgo le mie sentite condoglianze a Lei e ai fedeli della Diocesi di Yokohama, dove egli esercitò il ministero episcopale per quasi venti anni" scrive il Santo Padre ricordando con gratitudine "la viva sollecitudine per i poveri ed il generoso servizio alla chiesa universale" del compianto Cardinale e raccomandando "l'anima di questo fiero figlio del popolo giapponese, all'amorosa misericordia di Dio, Nostro Padre Celeste".

  Nel contempo il Papa ha fatto pervenire alla Signora Teresa Teruko Uematsu, sorella del Porporato, un secondo telegramma nel quale esprime "profondo cordoglio" a Lei e ai suoi familiari ed invoca "il Signore Gesù Cristo di concederle la consolazione e la pace che scaturiscono dalla nostra ferma speranza nelle sue promesse".
TGR/MORTE HAMAO/UMEMURA:UEMATSU                   VIS 20071112 (180)


L'AUTENTICA MISSIONE DELLA CHIESA È PARLARE DI DIO

CITTA' DEL VATICANO, 10 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza un gruppo di Presuli della Conferenza Episcopale Portoghese, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum":

  Nel discorso ai Vescovi del Portogallo il Papa ha detto: "Desidero rendere grazie insieme a voi a Cristo Signore per la grande misericordia che ha usato verso la sua Chiesa pellegrina in Portogallo nei giorni dell'Anno Santo e negli anni successivi permeati dello stesso spirito giubilare".

  Benedetto XVI ha ricordato le numerose iniziative intraprese dai Presuli del Portogallo negli ultimi anni quali: "Il censimento generale della pratica domenicale, (...) la convocazione in diverse Diocesi della 'statio' eucaristica, (...) la realizzazione nazionale dell'incontro di movimenti e nuove comunità ecclesiali e del congresso della famiglia, (...) la volontà di servire l'uomo espressa dalla Chiesa e dello Stato in un nuovo Concordato (2004), l'acclamazione della santità esemplare nella persona di nuovi Beati".

  Riferendosi alla necessità di ricercare "nuove forme di integrazione dei fedeli nella vita comunitaria", il Papa ha detto: "E' necessario cambiare lo stile di organizzazione della comunità ecclesiale portoghese e la mentalità dei suoi membri per avere una Chiesa in sintonia con il Concilio Vaticano II, nella quale sia ben definita la funzione del clero e del laicato, tenendo conto del fatto che tutti siamo uno, fin da quando siamo stati battezzati e integrati nella famiglia dei figli di Dio, e tutti siamo corresponsabili della crescita della Chiesa".

  "Questa ecclesiologia della comunione nel cammino aperto dal Concilio" - ha proseguito il Pontefice - "(...) è la rotta certa da seguire, senza perdere di vista eventuali ostacoli, quali l'orizzontalismo nella sua fonte, la democratizzazione nell'attribuzione dei ministeri sacramentali, l'equiparazione fra l'Ordine conferito e i servizi emergenti, il dibattito su quale dei membri della comunità sia il primo. Su quest'ultimo punto" - ha sottolineato il Papa - "tale dibattito è inutile in quanto il Signore Gesù ha già deciso che è l'ultimo'".

  Il Santo Padre ha segnalato che nonostante sia alle volte necessario discutere sull'attribuzione delle responsabilità "simili questioni non possono però distoglierci dall'autentica missione della Chiesa la quale non deve parlare primariamente di se stessa, ma di Dio".

  Ponendo in rilievo che "L'evangelizzazione della persona e delle comunità umane dipende, in assoluto, dall'esistenza o meno di questo incontro con Gesù Cristo". Benedetto XVI ha sottolineato che "l'iniziazione cristiana della persona passa, normalmente, per la Chiesa".

  "Vista la marea crescente di cristiani non praticanti nelle vostre diocesi, forse vale la pena verificare 'l'efficacia degli attuali percorsi di iniziazione' - ha detto ancora il Papa citando l'Esortazione Apostolica "Sacramentum caritatis" - "affinché il cristiano dall'azione educativa nelle nostre comunità sia aiutato a maturare sempre di più, giungendo ad assumere nella sua vita un'impostazione autenticamente  eucaristica, così da essere in grado di dare ragione della propria speranza in modo adeguato per il nostro tempo".

  Il Papa ha concluso il suo discorso rievocando le recenti celebrazioni nel 90° anniversario delle apparizioni della Beata Maria Vergine di Fatima, ed ha detto: "Mi è grato pensare a Fatima come scuola di fede con la Vergine Maria come  Maestra; lì Lei ha eretto la sua cattedra per insegnare ai piccoli Veggenti e, poi alle moltitudini, le verità eterne e l'arte di pregare, credere e amare".
AL/.../PORTOGALLO                               VIS 20071112 (520)


venerdì 9 novembre 2007

IN BREVE

L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite, è intervenuto, nella giornata di ieri, al Quarto Comitato dell'Assemblea Generale che ha esaminato l'attività dell'U.N.R.W.A. (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi in Medio Oriente). Il Presule ha sottolineato che: "non si può ignorare la centralità del conflitto israelo-palestinese nella cronica instabilità del Medio Oriente e l'impatto di tale conflitto sull'intera comunità internazionale" ed ha riaffermato che "la soluzione di due stati rappresenta l'opportunità più idonea a risolvere la crisi. (...) Mentre la comunità internazionale può adoperarsi al massimo per fornire tutto il sostegno necessario a riunire le due parti in conflitto, è indispensabile che tutte le parti mettano da parte le simulazioni di ricerca della pace e avviino pieni negoziati sulla base della soluzione dei due stati".

L'8 NOVEMBRE NEL CORSO DELLA 62MA SESSIONE DELL'ASSEMBLEA GENERALE delle Nazioni Unite che ha esaminato il Rapporto dell'Alto Commissariato dell'O.N.U. per i Rifugiati, l'Arcivescovo Celestino Migliore ha espresso la preoccupazione per la situazione delle popolazioni obbligate da diverse cause all'emigrazione "specialmente quando attraversano le frontiere di paesi o regioni dotate di rigide politiche migratorie. La preoccupazione si aggrava quando sorgono dubbi relativamente all'applicabilità degli esistenti strumenti internazionali, o quando non esistono strumenti giuridici di protezione. Sembra perciò urgente prendere in considerazione una azione internazionale e coordinata, volta a perseguire una maggiore chiarezza negli strumenti giuridici di protezione esistenti e, se necessario, nel definirne di nuovi".
.../IN BREVE/... VIS 20071109 (210)


CONIUGARE MATURAZIONE FEDE CON CRESCITA NELLO STUDIO


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto una Delegazione della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (F.U.C.I.), nel 110° anniversario della nascita di questa Associazione.

  "La F.U.C.I. ha contribuito alla formazione di intere generazioni di cristiani esemplari" - ha affermato il Pontefice - "che hanno saputo tradurre nella vita e con la vita il Vangelo, impegnandosi sul piano culturale, civile, sociale ed ecclesiale. Penso, in primo luogo, ai Beati Piergiorgio Frassati e Alberto Marvelli, vostri coetanei; ricordo personalità illustri come Aldo Moro e Vittorio Bachelet, entrambi barbaramente uccisi; né posso dimenticare il mio venerato predecessore Paolo VI che fu attento e coraggioso Assistente ecclesiastico centrale della F.U.C.I. nei difficili anni del fascismo".

  "A metà degli anni Novanta, in Italia"  - ha proseguito il Santo Padre - "si è posto mano ad una radicale riforma del sistema accademico, che ora presenta una nuova fisionomia, carica di promettenti prospettive insieme però ad elementi che suscitano una legittima preoccupazione".

  "È proprio in questo ambito che la F.U.C.I. può esprimere appieno anche oggi il suo antico e sempre attuale carisma: e cioè la convinta testimonianza della 'possibile amicizia' tra l'intelligenza e la fede, che comporta lo sforzo incessante di coniugare la maturazione nella fede con la crescita nello studio e l'acquisizione del sapere scientifico".

  "Lo studio costituisce, al tempo stesso" - ha rilevato il Papa - "una provvidenziale opportunità per avanzare nel cammino della fede, perché l'intelligenza ben coltivata apre il cuore dell'uomo all'ascolto della voce di Dio, evidenziando l'importanza del discernimento e dell'umiltà".

  "Oggi, come in passato, chi vuole essere discepolo di Cristo è chiamato ad andare controcorrente, a non lasciarsi attrarre da richiami interessati e suadenti che provengono da diversi pulpiti dove sono propagandati comportamenti improntati all'arroganza e alla violenza, alla prepotenza e alla conquista del successo con ogni mezzo".

  Il Santo Padre ha posto l'accento sul fatto che nell'attuale società "Si registra (...)  una corsa talora sfrenata all'apparire e all'avere a scapito purtroppo dell'essere, e la Chiesa, maestra di umanità, non si stanca di esortare specialmente le nuove generazioni, alle quali voi appartenete, a restare vigilanti e a non temere di scegliere vie 'alternative' che solo Cristo sa indicare".

  "Gesù chiama tutti i suoi amici a improntare la loro esistenza ad un modo di vivere sobrio e solidale, a tessere relazioni affettive sincere e gratuite con gli altri. A voi, cari giovani studenti," - ha concluso il Pontefice - "chiede di impegnarvi onestamente nello studio, coltivando un maturo senso di responsabilità ed un interesse condiviso per il bene comune. Gli anni dell'Università siano pertanto palestra di convinta e coraggiosa testimonianza evangelica. E per realizzare questa vostra missione, cercate di coltivare un'intima amicizia con il divino Maestro, ponendovi alla scuola di Maria, Sede della Sapienza".
AC/STUDIO/F.U.C.I.                               VIS 20071109 (470)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo John Hung Shan-chuan, S.V.D., finora Vescovo di Kiayi (Taiwan), Arcivescovo di Taipei (superficie: 4.590; popolazione: 7.206.365; cattolici: 84.575; sacerdoti: 258; religiosi: 678), Taiwan. L'Arcivescovo Shan-chuan succede all'Arcivescovo Joseph Cheng Tsai-fa, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../SHAN-CHUAN:CHENG TSAI-FA                     VIS 20071109 (70)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 9 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- I Presuli Membri della Presidenza del Consiglio Episcopale Latino-Americano (C.E.L.A.M.):

    - L'Arcivescovo Raymundo Damasceno Assis, Arcivescovo di Aparecida (Brasile), Presidente;

    - L'Arcivescovo Baltazar Enrique Porras Cardozo, di Mérida (Venezuela), Primo Vice-Presidente.

   - L'Arcivescovo Andrés Stanovnik, O.F.M.Cap., di Corrientes (Argentina), Secondo Vice-Presidente.

    - Il Vescovo Víctor Sánchez Espinosa, Ausiliare di México (Messico), Segretario Generale.

- Il Vescovo Emilio Aranguren Echeverría, di Holguín (Cuba), Presidente del Comitato Economico.

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Ilídio Pinto Leandro, di Viseu.

    - L'Arcivescovo Maurílio Jorge Quintal de Gouveia, di Evora con l'Ausiliare Vescovo Amândio José Tomas.

-    Il Vescovo Antonio Vitalino Fernandes Dantas, O.Carm., di Beja.

-    Il Vescovo Manuel Neto Quintas, S.C.I., di Faro con il Vescovo emerito Manuel Madureira Dias.

  Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Manuel da Rocha Felicio, di Guarda, con il Vescovo emerito António dos Santos.

 - Il Vescovo Gilberto Délio Gonçalves Canavarro dos Reis, di Setúbal.

 - Il Vescovo Januário Torgal Mendes Ferreira, Ordinario Militare.

  Nella giornata di ieri, 8 novembre, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Professore Giovanni Maria Vian, Direttore Responsabile de "L'Osservatore Romano" ed il Signor Carlo Di Cicco, Vice Direttore del medesimo quotidiano.
AP:AL/.../...                                       VIS 20071109 (250)


giovedì 8 novembre 2007

LETTERA XVI CENTENARIO MORTE SAN GIOVANNI CRISOSTOMO


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). Oggi è stata resa pubblica una Lettera del Santo Padre, datata 10 agosto, redatta in occasione del XVI centenario della morte di San Giovanni Crisostomo, nella quale Papa Benedetto XVI rievoca "la sua luminosa figura" e la propone alla Chiesa universale "per la comune edificazione".

La Lettera è stata resa pubblica questa mattina, in occasione dell'apertura del Convegno Internazionale su San Giovanni Crisostomo a 1600 anni dalla morte, in corso dall'8 al 10 novembre, presso l'Istituto Patristico Augustinianum.

"Sia la vita che il magistero dottrinale del santo Vescovo e Dottore risuonano in tutti i secoli e ancora oggi suscitano l'ammirazione universale. I Pontefici Romani hanno sempre riconosciuto in lui una viva fonte di sapienza per la Chiesa e la loro attenzione per il suo magistero si è ulteriormente acuita nel corso dell'ultimo secolo".

"San Giovanni Crisostomo" - scrive il Pontefice - "nacque ad Antiochia di Siria a metà del quarto secolo. (...) Durante i dodici anni di ministero presbiterale nella Chiesa antiochena, Giovanni si distinse molto per la sua capacità di interpretare le Sacre Scritture in un modo comprensibile per i fedeli. Nella sua predicazione egli si adoperava con fervore per rafforzare l'unità della Chiesa rinvigorendo nei suoi ascoltatori l'identità cristiana, in un momento storico in cui essa era minacciata sia dall'interno che dall'esterno. A ragione, egli intuiva che l'unità tra i cristiani dipende soprattutto da una vera comprensione del mistero centrale della fede della Chiesa, quello della Santissima Trinità e dell'Incarnazione del Verbo Divino".

"Dopo aver servito la chiesa antiochena come presbitero e predicatore per dodici anni, Giovanni fu consacrato Vescovo di Costantinopoli nel 398, e lì rimase per cinque anni e mezzo. In quella funzione, egli si occupò della riforma del clero, spronando i presbiteri, sia con le parole che con l'esempio, a vivere in conformità con il Vangelo".

Crisostomo - continua il Santo Padre - "Fu instancabile nel denunciare il contrasto che esisteva in città tra lo spreco stravagante dei ricchi e l'indigenza dei poveri e, allo stesso tempo, nel suggerire ai ricchi di accogliere i senzatetto nella loro case. (...) Tra i Vescovi del suo tempo Giovanni fu straordinario per lo zelo missionario, egli mandò missionari a diffondere il Vangelo tra quelli che non l'avevano ancora udito. Costruì ospedali per la cura degli ammalati".

Ricordando il ministero del Santo Vescovo di Costantinopoli, il Santo Padre Benedetto XVI scrive: "Dal quinto secolo in poi, il Crisostomo è stato venerato dall'intera Chiesa cristiana, orientale e occidentale, per la sua coraggiosa testimonianza in difesa della fede ecclesiale e per la sua generosa dedizione al ministero pastorale".

"Degno di speciale menzione è poi lo straordinario sforzo messo in opera da San Giovanni Crisostomo per promuovere la riconciliazione e la piena comunione tra i cristiani d'Oriente e d'Occidente. In particolare, decisivo fu il suo contributo nel porre fine allo scisma che separava la sede di Antiochia da quella di Roma e dalle altre Chiese occidentali".

"Sia ad Antiochia che a Costantinopoli Giovanni parlò appassionatamente dell'unità della Chiesa sparsa nel mondo. (...) Per Giovanni l'unità della Chiesa è fondata in Cristo, il Verbo Divino che con la sua Incarnazione si è unito alla Chiesa come il capo con il suo corpo".

"Per il Crisostomo, l'unità ecclesiale che si realizza in Cristo è testimoniata in modo del tutto peculiare nell'Eucaristia. (...) La fede del Crisostomo nel mistero d'amore che lega i credenti a Cristo e tra di loro lo condusse ad esprimere una profonda venerazione per l'Eucaristia, una venerazione che alimentò particolarmente nella celebrazione della Divina Liturgia. Una delle più ricche espressioni della Liturgia orientali porta appunto il suo nome: 'La Divina Liturgia di San Giovanni Crisostomo'".

"Con grande profondità il Crisostomo sviluppa la riflessione sugli effetti della comunione sacramentale nei credenti (...). Egli ripete instancabilmente che la preparazione alla Santa Comunione deve includere il pentimento dei peccati e la gratitudine per il sacrificio compiuto da Cristo per la nostra salvezza. Pertanto egli esorta i fedeli a partecipare pienamente e devotamente ai riti della Divina Liturgia e a ricevere con le stesse disposizioni la Santa Comunione".

"Naturalmente, dalla contemplazione del Mistero egli trae poi anche le conseguenze morali in cui coinvolge i suoi uditori: a loro egli ricorda che la comunione con il Corpo e il Sangue di Cristo li obbliga a offrire assistenza materiale ai poveri e agli affamati che vivono tra di loro".

Benedetto XVI scrive inoltre che l'attuale centenario "offre un'occasione assai propizia per incrementare gli studi su di lui, recuperarne gli insegnamento e diffonderne la devozione".

"Vorrei anche esprimere il mio desiderio ardente" - conclude il Pontefice - "che i Padri della Chiesa (...) divengano sempre di più un punto fermo di riferimento per tutti i teologi della Chiesa. (...) Quale migliore augurio potrei, dunque, rivolgere ai teologi che quello di un rinnovato impegno nel ricuperare il patrimoni sapienziale dei santi padri? Non potrà non venirne un arricchimento prezioso per la loro riflessione anche sui problemi di questi nostri tempi".
BXVI-LETTERA/SAN GIOVANNI CRISOSTOMO/... VIS 20071108 (830)


PONTIFICIE ACCADEMIE: CULTURA DEGNA ESISTENZA UMANA


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina si è tenuta la XII Seduta Pubblica delle Pontificie Accademie - il cui Consiglio di Coordinamento è presieduto dall'Arcivescovo Gianfranco Ravasi - nel corso della quale è stato consegnato il Premio delle Pontificie Accademie al Dottor Antongiulio Granelli, per la tesi di Dottorato dal titolo: "Il Cimitero di Panfilo sulla via Salaria vetus a Roma"

In questa occasione il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato un Messaggio all'Arcivescovo Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, nel quale il Papa scrive: "La celebrazione di questa Seduta pubblica rinnova di anno in anno una specifica occasione di incontro e di collaborazione tra le Pontificie Accademie, riunite nel loro Consiglio di Coordinamento, per armonizzare le diverse iniziative, tutte finalizzate ad un preciso obiettivo: promuovere, sia nella Chiesa che nel mondo profano, una cultura degna dell'esistenza umana, fecondata dalla fede, capace di proporre la bellezza della vita cristiana e di rispondere adeguatamente alle sempre più numerose sfide dell'odierno contesto culturale e religioso".

Riferendosi al tema dell'incontro di questa mattina "Testimoni del suo amore (Sacramentum caritatis, 85). L'amore di Dio manifestato dai Martiri e dalle opere della Chiesa", il Santo Padre scrive: "Mi compiaccio vivamente per la scelta di questa tematica, a me particolarmente cara (...). In essa ho voluto sottolineare ancora una volta il fondamentale nesso tra la celebrazione dei divini Misteri e la testimonianza della vita, tra l'esperienza di incontro col Mistero di Dio, fonte di stupore e di gioia interiore, ed il dinamismo di un rinnovato impegno che ci porta ad essere, appunto 'testimoni del suo amore'".

"E' più che mai necessario riproporre l'esempio dei Martiri cristiani, sia dell'antichità sia dei nostri giorni, nella cui vita e nella cui testimonianza, spinta fino all'effusione del sangue, si manifesta in modo supremo l'amore di Dio".

"Meritevoli di speciale menzione" - conclude il Pontefice - "sono poi tutte le opere di carità fiorite nel corso dei secoli ad opera di fedeli generosi. Spinti dal fuoco interiore dell'amore di Cristo, moltissimi credenti, pastori o fedeli, si sono adoperati, in questi venti secoli di storia cristiana, a creare e promuovere iniziative di carità e istituzioni benefiche, per andare incontro ai bisogni dei più poveri e manifestare così concretamente lo stretto, indissolubile legame tra amore di Dio e amore del prossimo".
MESS/ACCADEMIE PONTIFICIE/RAVASI VIS 20071108 (390)


UDIENZA PRESIDENTE DEL MOZAMBICO

CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico, nella tarda mattinata di oggi, il seguente Comunicato:

"Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto oggi in Udienza il Presidente della Repubblica del Mozambico, S.E. il Signor Armando Guebuza. Il Presidente ha successivamente reso visita all'Eminentissimo Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, che era accompagnato dal Segretario per i Rapporti con gli Stati, S.E. Monsignor Dominique Mamberti".

"Nel corso dei cordiali colloqui, ci si è compiaciuti delle buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Mozambico, nonché della convergenza di idee e propositi sul contributo che la Chiesa può offrire al bene dell'intera Nazione, auspicando una collaborazione sempre più concreta nel campo della sanità e dell'educazione delle nuove generazioni che sono la speranza della Nazione. In particolare la Chiesa Cattolica è impegnata a potenziare e a sviluppare la sua presenza nel settore universitario".

"Si è parlato anche dell'applicazione dell'Accordo di Pace di Roma, di cui il 4 ottobre scorso si è celebrato il XV anniversario, concordando sulla necessità di giungere a una piena riconciliazione nazionale. Si è prospettata, infine, la ripresa dei colloqui in vista di un Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica del Mozambico".
OP/UDIENZA PRESIDENTE MOZAMBICO/GUEBUZA VIS 20071108 (220)


DIFESA DEI DIRITTI DEI MIGRANTI E DEI MINORI


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). L'Arcivescovo Manuel Monteiro de Castro, Nunzio Apostolico in Spagna, è intervenuto, in qualità di Delegato della Santa Sede, alla 28° Conferenza dei Ministri Europei della Giustizia, tenutasi il 25 e 26 ottobre scorso, a Lanzarote (Spagna).

Nel suo intervento, il cui testo è stato reso pubblico oggi, l'Arcivescovo Monteiro de Castro pone l'accento "sulle condizioni e le modalità d'accesso alla giustizia da parte delle categorie di persone più vulnerabili quali i migranti e i minori, affinché vengano salvaguardati i loro diritti e si prevengano ed eliminino eventuali forme di discriminazione".

"Siamo consapevoli che le realtà vissute nel continente europeo dimostrano che tali persone, in vari modi, soffrono di forme di esclusione, di disparità di trattamento, nel mondo del lavoro, dell'educazione e della formazione o dell'assistenza sanitaria" - ha proseguito il Nunzio Apostolico - "Ancora di più lo sfruttamento e gli abusi, anche sessuali, che riguardano i minori e i migranti, specialmente le donne, pongono numerosi problemi di ordine morale e giuridico".

"La Delegazione della Santa Sede considera tali situazioni come una flagrante contraddizione con i valori fondamentali radicati nella cultura europea che ispirano il processo di integrazione in seno ai popoli europei, facendo così correre il rischio di trasformare le regole essenziali della convivenza in una semplice legalità formale che, spesso, non è realmente funzionale per le esigenze dell'ordine sociale".

"Quanto alla situazione di coloro che richiedono asilo politico e dei rifugiati, è da notare che" - ha detto ancora il Presule - "generalmente l'approccio giuridico e procedurale si limita a considerare il loro ingresso nei paesi, senza preoccuparsi di conoscere i motivi che spingono queste persone ad abbandonare il proprio paese d'origine".

"È quindi necessario che accanto all'impegno umanitario, siano promulgate norme e procedure che permettano di tradurre in termini di giustizia le forme di solidarietà proprie agli europei, riconoscendo che ogni persona, in ragione della sua dignità e dei diritti che ne derivano, non può essere oggetto di atti di discriminazione".
DELSS/GIUSTIZIA/MONTEIRO VIS 20071108 (340)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Vernon James Weisberger, di Winnipeg, Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, con il Vescovo Pierre Morissette, di Baie-Comeau, Vice-Presidente ed il Monsignor Mario Paquette, Segretario Generale.

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Jacinto Tomás de Carvalho Botelho, di Lamego.

- Il Vescovo Manuel José Macário do Nascimento Clemente, di Porto, con gli Ausiliari João Mirando Teixeira, ed il Vescovo António Maria Bessa Taipa.

- Il Vescovo José Augusto Martins Fernandes Pedreira, di Viana do Castelo.

- L'Arcivescovo Vito Rallo, Nunzio Apostolico in Burkina Faso e in Niger, con i Familiari.

Nel pomeriggio di oggi è in programma che il Santo Padre riceva in udienze separate quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo António Augusto dos Santos Marto, di Leiria-Fátima, con il Vescovo emerito Monsignor Serafim de Sousa Ferreira e Silva.

- Il Vescovo José Francisco Sanches Alves, di Portalegre-Castelo Branco.

- Il Vescovo Manuel Pelino Domingues, di Santarém.
AL:AP/.../... VIS 20071108 (210)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 8 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Giancarlo Maria Bregantini, C.S.S., Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Boiano (superficie: 1.120; popolazione: 125.000; cattolici: 123.000; sacerdoti: 95; religiosi: 157; diaconi permanenti: 7), Italia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Locri-Gerace (Italia), è nato a Denno (Italia), nel 1948, ha emesso la professione perpetua nella Congregazione dei Padri Stimmatini nel 1974, è stato ordinato sacerdote nel 1978 ed ha ricevuto l'Ordinazione episcopale nel 1994. Succede all'Arcivescovo Armando Dini, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi Metropolitana, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Gerald John Mathias, finora Vescovo di Simla and Chandigarh (India), Vescovo di Lucknow (superficie: 45.125; popolazione: 25.158.000; cattolici: 6.905; sacerdoti: 79; religiosi: 367), India.
NER:RE/.../BREGANTINI:DINI:MATHIAS                   VIS 20071108 (140)


mercoledì 7 novembre 2007

DOLORE DEL PAPA INCIDENTE PORTOGALLO


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2007 (VIS). Rivolgendosi ai pellegrini portoghesi che questa mattina hanno preso parte all'Udienza Generale del Mercoledì, il Santo Padre Benedetto XVI ha espresso il suo dolore per l'incidente automobilistico avvenuto due giorni fa in Portogallo, che ha causato la morte di tredici persone e il ferimento di ventiquattro.

"Che il forte abbraccio del Padre celeste" - ha detto il Papa esprimendosi in lingua portoghese - "custodisca e consoli tutti. Assicuro la mia personale solidarietà e la mia preghiera alle famiglie colpite da questa tragedia e a quanti operano per porre rimedio alle sue conseguenze".

L'incidente, che si è verificato nel Portogallo orientale, ha coinvolto in uno scontro frontale un autobus con a bordo pellegrini frequentatori di una Università della Terza Età, che si erano recati in visita al Santuario di Fatima.
AG/INCIDENTE STRADALE/PORTOGALLO VIS 20071107 (140)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Legazpi (Filippine), presentata dal Vescovo Nestor C. Cariño, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Rosario Saro Vella, S.D.B., finora Parroco e Superiore della Comunità Salesiana di Bemaneviky (Madagascar), Vescovo di Ambanja (superficie: 34.083; popolazione: 1.241.000; cattolici: 109.217; sacerdoti: 50; religiosi: 166), Madagascar. Il Vescovo eletto è nato a Canicattì (Italia) nel 1952, ed è stato ordinato sacerdote nel 1979.
RE:NER/.../CARIÑO:VELLA                           VIS 20071107 (100)


UDIENZA PRIMO MINISTRO ROMANIA

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2007 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha confermato che nella tarda mattinata di oggi, al termine dell'Udienza Generale tenutasi in Piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto il Primo Ministro della Romania, Signor Calin Popescu Tariceanu.

  Nel corso del breve incontro, ha detto il Padre Lombardi, il Primo Ministro della Romania ha inteso ringraziare il Papa per quanto egli e la Chiesa fanno per l'accoglienza agli immigrati e per educare alla tolleranza, e per le parole che a tal proposito il Papa ha detto durante l'Angelus di domenica scorsa, invitando a coniugare accoglienza e sicurezza. Il Primo Ministro ha auspicato che tale atteggiamento positivo continui.
OP/INCONTRO PRIMO MINISTRO/ROMANIA                   VIS 20071107 (130)


SAN GIROLAMO: BIBBIA AL CENTRO DELLA SUA VITA


CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha dedicato a San Girolamo la catechesi dell'Udienza Generale odierna, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di 40.000 pellegrini.

  San Girolamo ha posto "al centro della sua vita la Bibbia: l'ha tradotta nella lingua latina, l'ha commentata nelle sue opere, e soprattutto si è impegnato a viverla concretamente nella sua lunga esistenza terrena", ha spiegato il Papa.

 Padre della Chiesa, San Girolamo "nacque a Stradone verso il 347 da una famiglia cristiana che gli assicurò un'accurata formazione, inviandolo anche a Roma a perfezionare i suoi studi. (...) Ricevuto il battesimo verso il 366, si orientò alla vita ascetica (...). Partì poi per l'Oriente e visse da eremita nel deserto di Calcide, a sud di Aleppo, dedicandosi seriamente agli studi. Perfezionò la sua conoscenza del greco, iniziò lo studio dell'ebraico, trascrisse codici e opere patristiche. La meditazione, la solitudine, il contatto con la Parola di Dio fecero maturare la sua sensibilità cristiana".

  "Nel 382 si trasferì a Roma: qui Papa Damaso (...), lo assunse come segretario e consigliere (...). Dopo la morte di Papa Damaso, Girolamo lasciò Roma nel 385 e intraprese un pellegrinaggio, dapprima in Terra Santa, (...), poi in Egitto, terra di elezione di molti monaci. E finalmente nel 386 si fermò a Betlemme, dove, (...) restò fino alla morte (419/420), continuando a svolgere un'intensa attività".

  A Betlemme, San Girolamo "commentò la Parola di Dio; difese la fede, opponendosi vigorosamente a varie eresie; esortò i monaci alla perfezione; insegnò la cultura classica e cristiana a giovani allievi; accolse con animo pastorale i pellegrini che visitavano la Terra Santa".

  "La preparazione letteraria e la vasta erudizione" - ha detto ancora il Santo Padre - "consentirono a Girolamo la revisione e la traduzione di molti testi biblici: un prezioso lavoro per la Chiesa latina e per la cultura occidentale".

  Ricordando il prezioso contributo di San Girolamo "la cosiddetta 'Vulgata', il testo che è 'ufficiale' della Chiesa latina, che è stato riconosciuto come tale dal Concilio di Trento", il Papa ha commentato i criteri ai quali il grande biblista si attenne nella sua opera di traduttore: "rispettare perfino l'ordine delle parole delle Sacre Scritture, perché in esse, dice 'anche l'ordine delle parole è un mistero', cioè una rivelazione".

  Girolamo "ribadisce inoltre la necessità di ricorrere ai testi originali (...) al testo greco, in cui è stato scritto il Nuovo Patto. Allo stesso modo per l'Antico Testamento, (...) ci appelliamo al testo originale, l'ebraico; così tutto quello che scaturisce dalla sorgente, lo possiamo ritrovare nei ruscelli".

  "Girolamo, inoltre, commentò anche parecchi testi biblici. Per lui i commentari devono offrire molteplici opinioni, 'in modo che il lettore avveduto, dopo aver letto le diverse spiegazioni e dopo aver conosciuto molteplici pareri - (...) giudichi quale sia il più attendibile (...)".

  L'Autore della Vulgata "confutò con energia e vivacità gli eretici che contestavano la tradizione e la fede della Chiesa. Dimostrò anche l'importanza e la validità della letteratura cristiana, divenuta una vera cultura ormai degna di essere messa a confronto con quella classica: lo fece componendo il 'De viris illustribus', un'opera in cui Girolamo presenta le biografie di oltre un centinaio di autori cristiani".

  "Che cosa possiamo imparare noi da San Girolamo? Mi sembra soprattutto questo: amare la Parola di Dio nella Sacra Scrittura" - ha detto il Papa - "Dice San Girolamo 'Ignorare le Scritture è ignorare Cristo'. Perciò è importante che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura".

  "Questo nostro dialogo con la Sacra Scrittura" - ha spiegato il Santo Padre - "deve sempre avere due dimensioni: da una parte, deve essere un dialogo realmente personale, perché Dio parla con ognuno di noi tramite la Sacra Scrittura e ha un messaggio per ciascuno. Dobbiamo leggere la Sacra Scrittura non come parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi e cercare di capire che cosa il Signore voglia dire a noi".

  "Ma per non cadere nell'individualismo dobbiamo tener presente che la Parola di Dio ci è data proprio per costruire comunione, per unirci nella verità nel nostro cammino verso Dio. Quindi essa, pur essendo sempre una Parola personale, è anche una Parola che costruisce comunità, che costruisce la Chiesa. Perciò dobbiamo leggerla in comunione con la Chiesa viva. Il luogo privilegiato della lettura e dell'ascolto della Parola di Dio è la liturgia, nella quale, celebrando la Parola e rendendo presente nel Sacramento il Corpo di Cristo, attualizziamo la Parola nella nostra vita e la rendiamo presente tra noi".

  "Non dobbiamo mai dimenticare che la Parola di Dio trascende i tempi." - ha concluso il Santo Padre - "Le opinioni umane vengono e vanno. Quanto è oggi modernissimo, domani sarà vecchissimo. La Parola di Dio, invece, è Parola di vita eterna, porta in sé l'eternità, ciò che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l'eterno, la vita eterna".
AG/GIROLAMO/...                                   VIS 20071107 (710)


martedì 6 novembre 2007

CONVEGNO INTERNAZIONALE "ONTOGENESI E VITA UMANA"


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS).Alle ore 11:30 di questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Congresso Internazionale "Ontogenesi e vita umana", in programma a Roma dal 15 al 17 novembre presso il Pontificio Ateneo "Regina Apostolorum".

  L'evento fa parte del progetto STOQ (Science, Theology and the Ontological Quest), intrapreso nel 2003 e che coinvolge cinque università pontificie romane (Lateranense, Gregoriana, Salesiana, Santa Croce e San Tommaso e l'Ateneo "Regina Apostolorum"), coordinate dal Pontificio Consiglio della Cultura, con il supporto della "John Templeton Foundation" e di altre istituzioni.

  L'Arcivescovo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha affermato che lo scopo ultimo del progetto è quello di "contribuire al dialogo fra aree di ricerca e di studio che, nell'epoca  moderna, si sono poco a poco separate. Si tratta di istituire ponti stabili e scambi fruttuosi tra scienza, filosofia e teologia, mediante il dialogo dei loro rispettivi cultori".

  La Conferenza Internazionale sarà aperta a scienziati, ricercatori, studenti ed alle persone interessate, e sarà trasmessa agli altri centri di ricerca e studio attraverso videoconferenze.

  L'Arcivescovo Ravasi ha annunciato che nel 2009, in occasione del bicentenario della nascita di Darwin e del centocinquantesimo della pubblicazione di 'Origine delle Specie', si terrà, alla Pontificia Università Gregoriana, un altro congresso dedicato al discusso problema dell'evoluzionismo: "Evolution and Evolution Theories".
OP/CONGRESSO STOQ/RAVASI                           VIS 20071106 (240)



BENEDETTO XVI RICEVE IL RE ABDULLAH DI ARABIA SAUDITA


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Oggi, nel Palazzo Apostolico in Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI si è incontrato con il Re dell'Arabia Saudita, Sua Maestà Abdallah bin Abdulaziz Al Saud. Successivamente, il Sovrano ha reso visita all'Eminentissimo Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, che era accompagnato dall'Eccellentissimo Segretario per i Rapporti con gli Stati, Monsignor Dominique Mamberti".

  "I colloqui si sono svolti in un clima di cordialità e hanno permesso di toccare temi che stanno a cuore agli interlocutori. In particolare, si sono ribaditi l'impegno in favore del dialogo interculturale ed interreligioso, finalizzato alla pacifica e fruttuosa convivenza tra uomini e popoli, e il valore della collaborazione tra cristiani, musulmani ed ebrei per la promozione della pace, della giustizia e dei valori spirituali e morali, specialmente a sostegno della famiglia".

  "Nell'augurio di prosperità a tutti gli abitanti del Paese da parte delle Autorità vaticane, si è fatto menzione della presenza positiva e operosa dei cristiani".

  "Non è mancato, infine, uno scambio di idee sul Medio Oriente e sulla necessità di trovare una giusta soluzione ai conflitti che travagliano la regione, in particolare quello israeliano-palestinese".
OP/UDIENZA/RE ARABIA SAUDITA                       VIS 20071106 (220)


ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Vice Direttori della Direzione dei Servizi Generali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il Dottor Giovanni Amici, finora Capo Contabile della Ragioneria dello Stato e l'Ingegner Paolo Sagretti, il quale conserva anche l'attuale incarico di Floriere.

  Sabato 3 novembre è stato reso noto che il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Angel Rubio Castro, finora Ausiliare di Toledo (Spagna), Vescovo di Segovia (superficie: 6.949; popolazione: 155.517; cattolici: 149.492; sacerdoti: 180; religiosi: 485), Spagna. Il Vescovo Rubio Castro succede al Vescovo Luis Gutiérrez Martín, C.M.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinunzia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Samuel Kleda, finora Vescovo di Batouri (Camerun), Arcivescovo Coadiutore di Douala (superficie: 1.200; popolazione: 2.591.000; cattolici: 552.314; sacerdoti: 162; religiosi: 429), Camerun.

- Ha nominato il Vescovo Domenico Segalini, di Palestrina (Italia), Assistente Ecclesiastico Generale dell'Azione Cattolica Italiana, per il prossimo triennio.
NER:RE:NEC:NA/.../...                               VIS 20071105 (170)


IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2007 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Cardinale Rosalio José Castillo Lara, S.D.B., Presidente emerito dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e Presidente emerito della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano, il 16 ottobre, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Ignacy Jez, emerito di Koszalin - Kolobrzeg (Polonia), il 16 ottobre, all'età di 93 anni.

- Il Vescovo Juan N. Nilmar, emerito di Kalibo (Filippine), il 18 ottobre, all'età di 91 anni.

- L'Arcivescovo Antónios Varthalítis, A.A., emerito di Corfù (Grecia), il 27 ottobre, all'età di 83 anni.
.../DEFUNTI/...                                   VIS 20071106 (110)



lunedì 5 novembre 2007

CRISTIANI E INDÙ DECISI A PERCORRERE CAMMINO DI DIALOGO


CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, ha indirizzato un Messaggio agli Indù per il Diwali, la festa delle luci, che quest'anno cade il 9 novembre, dal titolo: "Cristiani e Indù: decisi a percorrere un cammino di dialogo".

  "Attento ai vostri sentimenti religiosi e rispettoso delle vostre antiche tradizioni religiose" - scrive il Cardinale Tauran - "spero sinceramente che la vostra ricerca del Divino, simboleggiata dalla celebrazione del 'Diwali', vi aiuti a superare le tenebre con la luce, il falso con il vero, il male con il bene". 

  "Il mondo attorno a noi desidera ardentemente la pace. Le religioni annunciano la pace perché traggono la propria origine da Dio, il quale, per la fede cristiana, è la nostra pace. Possiamo noi, in quanto credenti di diverse tradizioni religiose, non lavorare insieme per ricevere il dono divino della pace e diffonderlo attorno a noi così che il mondo divenga per tutti i popoli un luogo migliore in cui vivere? Le nostre rispettive comunità devono dedicare urgente attenzione all'educazione dei credenti, che possono facilmente essere indotti in errore da una propaganda falsa ed ingannevole".

  "La credenza religiosa e la libertà vanno sempre di pari passo. Non ci può essere costrizione nella religione: nessuno può essere forzato a credere, né chiunque voglia credere può esserne impedito. (...)  La Chiesa cattolica, come ha recentemente ricordato il Papa Benedetto XVI agli Ambasciatori dell'India e di altri Paesi accreditati presso la Santa Sede, è stata fedele a questo insegnamento: "…la pace si fonda sul rispetto per la libertà religiosa, che è un aspetto fondamentale e primordiale della libertà di coscienza degli individui e della libertà dei popoli".

  "Per le comunità religiose impegnate a costruire la pace mondiale, una sfida importante è costituita dal formare i credenti perchè anzitutto scoprano tutta l'ampiezza e la profondità della propria religione e quindi dall'incoraggiarli a conoscere altri credenti. Non dimentichiamo che l'ignoranza è il primo e, forse, il principale nemico nella vita di chi crede, mentre il contributo di ogni credente ben formato, insieme a quello degli altri, costituisce una ricca risorsa per una pace duratura".

  "Come tutte le relazioni umane, anche quelle fra persone di diverse religioni richiedono di essere nutrite con incontri regolari, ascolto paziente, attiva collaborazione e, soprattutto, con un atteggiamento di reciproco rispetto. Di conseguenza dobbiamo lavorare per costruire legami di amicizia, come del resto devono fare gli aderenti di ogni religione".

  "In situazioni di incomprensione, è necessario che le persone si riuniscano e comunichino fra loro per chiarire, in uno spirito fraterno ed amichevole, le rispettive credenze, aspirazioni e convinzioni. È solo attraverso il nostro dialogo, evitando ogni forma di pregiudizio e di idee stereotipate sugli altri e testimoniando fedelmente i nostri precetti ed insegnamenti religiosi, che possiamo realmente superare i conflitti. Il dialogo fra seguaci di diverse religioni è oggi il cammino necessario, ed è davvero l'unico cammino percorribile per noi credenti. Collaborando insieme possiamo fare molto per costruire una società armoniosa ed un mondo pacifico".
CON-DIR/DIWALI/TAURAN                           VIS 20071105 (520)


MESSA IN SUFFRAGIO DEI CARDINALI E VESCOVI DEFUNTI

CITTA' DEL VATICANO, 5 NOV. 2007 (VIS). Come è consuetudine nel mese di novembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto alle 11:30 di questa mattina, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione Eucaristica in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dell'anno. Con il Santo Padre hanno concelebrato i Membri del Collegio Cardinalizio.

  All'inizio dell'omelia il Papa ha ricordato i nomi dei Porporati mancati negli ultimi dodici mesi: Salvatore Pappalardo, Frédéric Etsou-Nzabi Bamungwabi, Antonio María Javierre, Angelo Felici, Jean-Marie Lustiger, Edouard Gagnon, Adam Kozlowiecki e Rosalio José Castillo Lara.

  "Eleviamo a Dio un sentito rendimento di grazie" - ha detto il Papa - "per il dono che in essi Egli ha fatto alla Chiesa e per tutto il bene che col suo aiuto essi hanno potuto compiere. Ugualmente affidiamo all'Eterno Padre i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi defunti, esprimendo anche per essi la nostra riconoscenza a nome dell'intera Comunità cattolica".

  "Sono stati certamente uomini con caratteristiche diverse" - ha proseguito il Pontefice - "sia per le vicende personali che per il ministero esercitato; tutti però hanno avuto in comune la cosa più grande: l'amicizia con il Signore Gesù".

  "Durante l'esistenza temporale Gesù ha fatto loro conoscere il nome di Dio, ammettendoli a partecipare all'amore della Santissima Trinità. L'amore del Padre per il Figlio è entrato in essi, e così la Persona stessa del Figlio, in virtù dello Spirito Santo, ha dimorato in ciascuno di loro (cfr Gv 17,26): un'esperienza di comunione divina che tende per sua natura ad occupare l'intera esistenza, per trasfigurarla e prepararla alla gloria della vita eterna".

  Commentando il Salmo responsoriale "L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: / quando verrò e vedrò il volto di Dio?" (Sal 42/41,3)", il Papa ha sottolineato che: "Questa sete contiene una verità che non tradisce, una speranza che non delude. È una sete che, anche attraverso la notte più oscura, illumina il cammino verso la sorgente della vita, come ha cantato con mirabili espressioni san Giovanni della Croce".

  "Il Salmista dà spazio ai lamenti dell'anima, ma al centro ed alla fine del suo mirabile inno pone un ritornello pieno di fiducia: 'Perché ti rattristi, anima mia, / perché su di me gemi? / Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, / lui, salvezza del mio volto e mio Dio' (v. 6). Nella luce di Cristo e del suo mistero pasquale, queste parole rivelano tutta la loro meravigliosa verità: nemmeno la morte può rendere vana la speranza del credente, perché Cristo è entrato per noi nel santuario del cielo, e là vuole condurci, dopo averci preparato un posto".
HML/CARDINALI:VESCOVI DEFUNTI/...                   VIS 20071105 (440)


SOLUZIONE PACIFICA PROBLEMI TURCHIA E KURDISTAN IRACHENO


CITTA' DEL VATICANO, 4 NOV. 2007 (VIS). Questa mattina, prima della recita dell'Angelus, il Papa ha rivolto alcune parole alle migliaia di pellegrini che affollavano Piazza San Pietro.
 
  "Oggi la liturgia presenta alla nostra meditazione il noto episodio evangelico dell'incontro di Gesù con Zaccheo nella città di Gerico" - ha detto il Santo Padre - "Chi era Zaccheo? Un uomo ricco che di mestiere faceva il 'pubblicano', cioè l'esattore delle tasse per conto dell'autorità romana, e proprio per questo veniva considerato pubblico peccatore. Avendo saputo che Gesù passava per Gerico, quell'uomo fu preso da un grande desiderio di vederlo, ma, essendo basso di statura, salì su un albero".

  "Gesù si fermò proprio sotto quell'albero e si rivolse a lui chiamandolo per nome: 'Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua' (Lc 19,5). Quale messaggio in questa semplice frase! 'Zaccheo': Gesù chiama per nome un uomo disprezzato da tutti. (...) La grazia di quell'incontro imprevedibile fu tale da cambiare completamente la vita di Zaccheo".

  "Ancora una volta il Vangelo ci dice che l'amore, partendo dal cuore di Dio e operando attraverso il cuore dell'uomo, è la forza che rinnova il mondo".

  "Questa verità" - ha sottolineato Papa Benedetto XVI - "risplende in modo singolare nella testimonianza del Santo di cui oggi ricorre la memoria: Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano. La sua figura si staglia nel secolo XVI come modello di Pastore esemplare per carità, dottrina, zelo apostolico e soprattutto per la preghiera".

 "Consacrato Vescovo a soli 25 anni, (...) si dedicò interamente alla Chiesa ambrosiana: la visitò in lungo e in largo per tre volte; indisse sei sinodi provinciali e undici diocesani; fondò seminari per formare una nuova generazione di sacerdoti; costruì ospedali e destinò le ricchezze di famiglia al servizio dei poveri; difese i diritti della Chiesa contro i potenti; rinnovò la vita religiosa e istituì una nuova Congregazione di preti secolari, gli Oblati. Nel 1576, quando a Milano infuriò la peste, visitò, confortò e spese per i malati tutti i suoi beni. Il suo motto consisteva in una parola sola: 'Humilitas'. L'umiltà lo spinse, come il Signore Gesù, a rinunciare a se stesso per farsi servo di tutti".

  "Ricordando il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, che ne portava con devozione il nome" - ha detto ancora Papa Benedetto XVI - "affidiamo all'intercessione di san Carlo tutti i Vescovi del mondo, per i quali invochiamo come sempre la celeste protezione di Maria Santissima, Madre della Chiesa".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Papa ha manifestato la sua preoccupazione per le notizie di questi ultimi giorni relative agli avvenimenti nella regione di confine tra la Turchia e l'Iraq ed ha affermato: "Desidero, pertanto, incoraggiare ogni sforzo per il raggiungimento di una soluzione pacifica dei problemi che sono recentemente emersi tra la Turchia e il Kurdistan iracheno".

  "Non posso dimenticare" - ha proseguito il Pontefice - "che in quella regione numerose popolazioni hanno trovato rifugio per sfuggire all'insicurezza ed al terrorismo che hanno reso difficile la vita nell'Iraq in questi anni. Proprio in considerazione del bene di quelle popolazioni, che comprendono anche numerosi cristiani, auspico fortemente che tutte le parti si adoperino per favorire soluzioni di pace".

  "Auspico, inoltre" - ha concluso il Pontefice - "che le relazioni tra popolazioni migranti e popolazioni locali avvengano nello spirito di quell'alta civiltà morale che è frutto dei valori spirituali e culturali di ogni popolo e Paese. Chi è preposto alla sicurezza e all'accoglienza sappia far uso dei mezzi atti a garantire i diritti e i doveri che sono alla base di ogni vera convivenza e incontro tra i popoli".
ANG/IRAQ:KURDISTAN/...                           VIS 20071105 (590)


UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- L'Arcivescovo Paul Tschang In-Nam, Nunzio Apostolico in Uganda.

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo in Visita "ad Limina Apostolorum":

- L'Arcivescovo Jorge Ferriera da Costa Ortiga, di Braga, con gli Ausiliari, il Vescovo Antonino Eugénio Ferandes Dias, il Vescovo António José da Rocha Couto, e con l'Arcivescovo emerito Enrico Dias Nogueira.

- Il Vescovo António Francisco dos Santos, di Aveiro, con il Vescovo emerito António Baltasar Marcelino.

- Il Vescovo António Montes Moreira, O.F.M., di Bragança-Miranda, con il Vescovo emerito António José Rafael.

- Il Vescovo Albino Mamete Cleto, di Coimbra, con il Vescovo João Alves.

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AP:AL/.../...                                               VIS 20071105 (130)


40° ANNIVERSARIO MOVIMENTO FAMIGLIE NUOVE


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Membri del Movimento Famiglie Nuove, nato 40 anni or sono nell'ambito del movimento dei Focolari, che partecipano in questi giorni ad un incontro sul tema: "Una casa costruita sulla roccia - Il Vangelo vissuto, risposta ai problemi della famiglia oggi".

  Ricordando che il Movimento Famiglie Nuove forma una rete di 800.000 famiglie operanti in 182 nazioni dei cinque continenti, il Santo Padre ha affermato che l'azione pastorale è "orientata secondo quattro direttrici: la spiritualità, l'educazione, la socialità e la solidarietà".

  "Il vostro è in effetti un impegno di evangelizzazione silenzioso e profondo" - ha sottolineato il Papa - "che mira a testimoniare come solo l'unità familiare, dono di Dio-Amore, possa rendere la famiglia vero nido di amore, casa accogliente della vita e scuola di virtù e di valori cristiani per i figli".

  "Il segreto è proprio vivere il Vangelo! Giustamente, pertanto, nei lavori assembleari di questi giorni, oltre a contributi che illustrano la situazione in cui si trova oggi la famiglia nei diversi contesti culturali, voi avete previsto l'approfondimento della Parola di Dio e l'ascolto di testimonianza che mostrano come lo Spirito Santo agisce nei cuori e nel vissuto familiare, anche in situazioni complesse e difficili. Si pensi alle incertezze dei fidanzati dinanzi a scelte definitive per il futuro, alla crisi delle coppie, alle separazioni e ai divorzi, come pure alle unioni irregolari (...)".

  "Auspico di cuore" - ha detto ancora il Papa - "che, anche grazie al vostro impegno, possano essere individuate strategie pastorali tese a venire incontro ai crescenti bisogni della famiglia contemporanea e alle molteplici sfide a cui essa è posta di fronte, perché non venga meno la sua missione peculiare nella Chiesa e nella società".

  "Secondo il progetto divino, la famiglia è dunque un luogo sacro e santificante e la Chiesa, da sempre vicina ad essa, la sostiene in questa sua missione ancor più oggi, poiché tante sono le minacce che la colpiscono dall'interno e dall'esterno. Per non cedere allo scoraggiamento occorre l'aiuto divino, per questo è necessario che ogni famiglia cristiana guardi con fiducia alla Santa Famiglia, questa originale 'Chiesa domestica'".

  Il Santo Padre ha espresso infine la certezza che "l'umile e santa Famiglia di Nazaret, icona e modello di ogni umana famiglia, non vi farà mancare il suo celeste sostegno. Ma è indispensabile il costante vostro ricorso alla preghiera, all'ascolto della Parola di Dio e un'intensa vita sacramentale, insieme a uno sforzo mai abbandonato di vivere il comandamento di Cristo dell'amore e del perdono, L'amore non cerca il proprio interesse, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità".
AC/.../FAMIGLIE NUOVE                               VIS 20071105 (450)


PREGHIERA PAPA BENEDETTO XVI SUFFRAGIO PONTEFICI DEFUNTI


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2007 (VIS). Alle 18:30 di oggi, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, il Santo Padre Benedetto XVI si è recato nelle Grotte della Basilica Vaticana per un momento di preghiera in privato, in suffragio dei Sommi Pontefici ivi sepolti e di tutti i defunti.
.../PREGHIERA PONTEFICI DEFUNTI/...                 VIS 20071105 (60)


TELEGRAMMA CORDOGLIO MORTE DON ORESTE BENZI


CITTA' DEL VATICANO, 2 NOV. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire al Vescovo di Rimini S.E. Monsignor Francesco Lambiasi, tramite il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, un telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta la notte scorsa a Romini, di Don Oreste Benzi, Fondatore della "Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII", per il recupero dei tossicodipendenti e per le vittime della prostituzione.

  "Appresa con tristezza" - si legge nel testo - "la notizia della morte di Don Oreste Benzi, umile e povero sacerdote di Cristo, benemerito Fondatore e Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, il Santo Padre desidera esprimere vive condoglianze a quanti piangono la sua improvvisa scomparsa, ricordandone l'intensa vita pastorale come parroco e, in seguito, come infaticabile apostolo della carità, a favore degli ultimi e degli indifesi, facendosi carico di tanti gravi problemi sociali che affliggono il mondo contemporaneo".

  "Sua Santità, mentre eleva fervide preghiere di suffragio per il riposo eterno del compianto Presbitero fedele alla sua vocazione e sempre docile servitore della Chiesa, invoca dalla bontà divina sostegno, speranza cristiana per l'intera sua famiglia spirituale e codesta Diocesi colpite da così grave perdita e, con affetto, invia a tutti la confortatrice Benedizione Apostolica nella fede e nella risurrezione in Cristo".
TGR/SCOMPARSA BENZI/BERTONE                       VIS 20071105 (220)


ANGELUS: DIVENTARE SANTO È COMPITO DI OGNI CRISTIANO


CITTA' DEL VATICANO, 1 NOV. 2007 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina, Solennità di Tutti i Santi, il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l'Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.

  "Nell'odierna solennità di Tutti i Santi" - ha detto il Papa - "il nostro cuore, oltrepassando i confini del tempo e dello spazio, si dilata alle dimensioni del Cielo. Agli inizi del Cristianesimo, i membri della Chiesa venivano chiamati anche 'i santi'".

  "Il cristiano, infatti, è 'già' santo" - ha sottolineato il Pontefice - "perché il Battesimo lo unisce a Gesù e al suo mistero pasquale, ma deve al tempo stesso 'diventarlo', conformandosi a Lui sempre più intimamente. A volte si pensa che la santità sia una condizione di privilegio riservata a pochi eletti. In realtà, diventare santo è il compito di ogni cristiano, anzi, potremmo dire, di ogni uomo!"

 Citando la Lettera di San Paolo agli Efesini, il Santo Padre ha detto: "Scrive  l'Apostolo che Dio da sempre ci ha benedetti e ci ha scelti in Cristo 'per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità'" ed ha spiegato che: "Tutti gli esseri umani sono pertanto chiamati alla santità che, in ultima analisi, consiste nel vivere da figli di Dio, in quella 'somiglianza' con Lui secondo la quale sono stati creati".

  "Tutti gli esseri umani sono figli di Dio, e tutti devono diventare ciò che sono, attraverso il cammino esigente della libertà. Tutti Iddio invita a far parte del suo popolo santo. La 'Via' è Cristo, il Figlio, il Santo di Dio: nessuno giunge al Padre se non per mezzo di Lui".

  "Sapientemente la Chiesa ha posto in stretta successione la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione di tutti i fedeli defunti" - ha precisato il Pontefice "Alla nostra preghiera di lode a Dio e di venerazione degli spiriti beati, che oggi la liturgia ci presenta come 'una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua' (Ap 7,9), si unisce la preghiera di suffragio per quanti ci hanno preceduto nel passaggio da questo mondo alla vita eterna".

  "In verità, ogni giorno la Chiesa ci invita a pregare per loro, offrendo anche le sofferenze e le fatiche quotidiane affinché, completamente purificati, essi siano ammessi a godere in eterno la luce e la pace del Signore".
ANG/TUTTI SANTI:DEFUNTI/...                           VIS 20071105 (410)


mercoledì 31 ottobre 2007

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Monsignore Angelo Pirovano, Capo Ufficio nella Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, che è finora Minutante nella medesima Sezione per gli Affari Generali.

- Ha nominato il Professor Vincenzo Buonomo, Capo Ufficio nella Missione Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (F.A.O., I.F.A.D., P.A.M.), che è stato finora Aiutante di Studio presso la medesima Missione Permanente.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Breda (Paesi Bassi), presentata dal Vescovo Martinus Petrus Maria Muskens, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico. Gli succede il Vescovo Johannes Harmannes Jozefus Van den Hende, finora Coadiutore della medesima sede.

- Ha nominato il Vescovo Mauro Aparecido dos Santos, Arcivescovo Metropolita di Cascavel (superficie: 8.103; popolazione: 390.000; cattolici. 292.000; sacerdoti: 60; religiosi: 179), Brasile. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Campo Mourão (Brasile), è nato nel 1954 a Fartura (Brasile), ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale nel 1984 e la consacrazione episcopale nel 1998. Succede all'Arcivescovo Lúcio Ignácio Baumgaertner, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale delle medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Héctor Eduardo Vera Colona, Vescovo di Ica (superficie: 21.305; popolazione: 745.000; cattolici: 735.000; sacerdoti: 49; religiosi: 132), Perù. Il Vescovo eletto, finora Vicario Generale di Chiclayo e Parroco di "San Pedro" in Lambayeque, è nato nel 1962 a Chiclayo (Perù) ed è stato ordinato sacerdote nel 1987. Succede al Vescovo Guido Breña López, O.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Miguel Ângelo Freitas Ribeiro, finora Vescovo di Tocantinópolis (Brasile), Vescovo di Oliveira (superficie: 7.738; popolazione: 307.000; cattolici: 290.000; sacerdoti: 40; religiosi: 43), Brasile.
NA:RE:NER/.../...                                   VIS 20071031 (320)


INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA MESE DI NOVEMBRE


CITTA' DEL VATICANO, 31 OTT. 2007 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di novembre è la seguente: "Perchè coloro che si dedicano alla ricerca medica e quanti sono impegnati nell'attività legislativa nutrano sempre un profondo rispetto per la vita umana, dal suo inizio sino al suo naturale compimento".

  L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché nella Penisola Coreana cresca lo spirito di riconciliazione e di pace".
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/NOVEMBRE/…                     VIS 20071031 (90)


martedì 30 ottobre 2007

IN BREVE


L'ARCIVESCOVO CELESTINO MIGLIORE, OSSERVATORE PERMANENTE DELLA SANTA SEDE PRESSO L'O.N.U. è intervenuto a New York al Secondo Comitato della LXII Sessione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U., sul tema: "Lo Sviluppo sostenibile". L'Arcivescovo Migliore ha sottolineato che: "La fondamentale preoccupazione della Delegazione della Santa Sede è quella di far  comprendere l'imperativo morale che impone a tutti, senza eccezioni, la grave responsabilità di salvaguardare l'ambiente".

IL SANTO PADRE PRESIEDERÀ LUNEDÌ 5 NOVEMBRE, ALLE 11,30 all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, la Concelebrazione della Santa Messa con i Membri del Collegio Cardinalizio, in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti durante l'anno.

I MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE: AL BIVIO FRA PROTAGONISMO E SERVIZIO. CERCARE LA VERITÀ PER CONDIVIDERLA è il tema scelto da Papa Benedetto XVI per la 42ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali in programma il 4 maggio 2008. "Il tema scelto dal Santo Padre" - scrive in un Comunicato l'Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, "invita a riflettere sul ruolo dei media in relazione, sopratutto al rischio, sempre più presente, che essi diventino referenziali a se stessi e non più - o non solo - strumenti al servizio della verità. Verità che va cercata e condivisa".
.../IN BREVE/...                                   VIS 20071030 (200)           


lunedì 29 ottobre 2007

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Friedrich Wetter, Arcivescovo emerito di München und Fresing  (Repubblica Federale di Germania).

- Il Cardinale Salvatore De Giorgi, Arcivescovo emerito di Palermo (Italia).

- Il Signor Nicanor Duarte Frutos, Presidente del Paraguay, con la Consorte, e Seguito.

  Sabato 27 ottobre il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Signor Günther Beckstein, Ministro Presidente della Baviera, con la Consorte, e Seguito.

- L'Arcivescovo Edward Joseph Adams, Nunzio Apostolico nelle Filippine.

- Il Vescovo Wilhelm Schraml, di Passau (Repubblica Federale di Germania).

- Il Signor Miroslav Palameta, Ambasciatore di Bosnia ed Erzegovina, in visita di congedo.
AP/.../...                                               VIS 20071029 (120)



RISPETTO NORME ETICHE E SPERIMENTAZIONI TERAPEUTICHE

 
CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT. 2007 (VIS). "Le nuove frontiere dell'azione farmaceutica" è stato il tema del XXV Congresso Internazionale dei Farmacisti Cattolici, in corso in questi giorni a Roma, ed i cui partecipanti sono stati ricevuti questa mattina dal Santo Padre Benedetto XVI.

  Nel suo breve discorso, il Santo Padre ha richiamato l'attenzione sull'attuale sviluppo dell'arsenale farmacologico e sulle possibilità terapeutiche che ne derivano che fa sorgere l'esigenza che i farmacisti "riflettano sulle funzioni sempre più estese che essi hanno, in particolare in qualità di intermediari fra medico e paziente; sul loro ruolo educativo presso i pazienti per un uso giusto dei farmaci e soprattutto per far conoscere le implicazioni etiche dell'uso di certi medicamenti".

  "In tale ambito" - ha proseguito il Pontefice - "non è possibile anestetizzare le coscienze, per esempio sugli effetti delle molecole che hanno lo scopo di evitare l'impianto di un embrione o di abbreviare la vita di una persona. Il farmacista deve invitare ognuno alla consapevolezza, perché ogni essere umano sia protetto dal suo concepimento fino alla morte naturale, e perché i farmaci svolgano effettivamente la loro funzione terapeutica".

  "D'altra parte, nessuna persona può essere usata, sconsideratamente, come un oggetto, per effettuare sperimentazioni terapeutiche; queste ultime devono svolgersi secondo protocolli rispettosi delle norme etiche fondamentali".

  "Ogni tentativo di terapia o di sperimentazione" - ha ribadito il Pontefice - "deve avere come finalità il benessere della persona, e non solamente la ricerca di progressi scientifici. Il perseguimento del bene dell'umanità non può essere realizzato a detrimento delle persone che vengono curate".

  "In ambito morale, la Federazione dei Farmacisti" - ha detto ancora il Papa - "è invitata ad affrontare la questione dell'obiezione di coscienza, diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione, permettendovi di non collaborare, direttamente o indirettamente, alla fornitura di prodotti che hanno il fine di compiere scelte chiaramente immorali, come l'aborto e l'eutanasia".

  "E' opportuno che le diverse strutture farmaceutiche (...) si preoccupino della solidarietà in ambito terapeutico, per permettere l'accesso alle cure e ai farmaci di prima necessità di tutti gli strati della popolazione ed in tutti i paesi, in particolare per le persone più povere".

  "Le scienze biomediche sono al servizio dell'uomo" - ha concluso il Pontefice - "se così non è, esse assumono un carattere freddo e disumano. Ogni sapere scientifico nell'ambito sanitario (...) è al servizio del malato, considerato nell'integrità del suo essere, che deve essere soggetto attivo di tali cure e rispettato nella sua autonomia".
AC/MEDICINA:MORALE/FARMACISTI CATTOLICI               VIS 20071029 (420)


ESEMPIO MARTIRI CI ESORTA ADOPERARCI PER RICONCILIAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 28 OTT. 2007 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l'Angelus con le migliaia di pellegrini, provenienti in maggioranza dalla Spagna, che avevano assistito alla Cerimonia di Beatificazione di 498 martiri del XX secolo in Spagna, presieduta in Piazza San Pietro dal Cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

  "La contemporanea iscrizione nell'albo dei Beati di un così gran numero di Martiri dimostra che la suprema testimonianza del sangue non è un'eccezione riservata soltanto ad alcuni individui, ma un'eventualità realistica per l'intero Popolo cristiano. Si tratta, infatti, di uomini e donne diversi per età, vocazione e condizione sociale, che hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa".

  "Il mese di ottobre" - ha proseguito il Pontefice - "dedicato in modo particolare all'impegno missionario, si chiude così con la luminosa testimonianza dei martiri spagnoli, che vanno ad aggiungersi ai martiri Albertina Berkenbrock, Manuel Gómez González e Adilio Daronch, e Franz Jägerstätter, proclamati Beati nei giorni scorsi in Brasile e in Austria. Il loro esempio sta a testimoniare che il Battesimo impegna i cristiani a partecipare con coraggio alla diffusione del Regno di Dio, cooperandovi se necessario col sacrificio della stessa vita".

  "Non tutti, certo, sono chiamati al martirio cruento. C'è però un 'martirio' incruento, che non è meno significativo, come quello di Celina Chludzi?ska, sposa, madre di famiglia, vedova e religiosa, beatificata ieri a Roma: è la testimonianza silenziosa ed eroica di tanti cristiani che vivono il Vangelo senza compromessi, compiendo il loro dovere e dedicandosi generosamente al servizio dei poveri".

  "Questo martirio della vita ordinaria" - ha concluso il Santo Padre - "è una testimonianza quanto mai importante nelle società secolarizzate del nostro tempo. È la pacifica battaglia dell'amore che ogni cristiano, come Paolo, deve instancabilmente combattere; la corsa per diffondere il Vangelo che ci impegna sino alla morte. Ci aiuti e ci assista, nella nostra quotidiana testimonianza, la Vergine Maria, Regina dei Martiri e Stella dell'Evangelizzazione".

  Al termine della recita dell'Angelus, il Santo Padre si è rivolto ai 40.000 fedeli spagnoli - vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e laici - che hanno partecipato alla cerimonia di Beatificazione di questa mattina.

  "Ringraziamo Dio" - ha detto il Papa in lingua spagnola - per il grande dono di questi eroici testimoni della fede che, mossi soltanto dal loro amore di Dio, hanno pagato con il sangue la fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Con la loro testimonianza hanno illuminato il nostro cammino spirituale fino alla santità e ci incoraggiano a donare la nostra vita come offerta di amore a Dio e ai fratelli".

  "Nel contempo, con le loro parole e gesti di perdono nei confronti dei persecutori, i martiri ci esortano ad adoperarci instancabilmente a favore della misericordia, della riconciliazione e della convivenza pacifica".

  "Vi invito di cuore" - ha detto ancora il Santo Padre - "a rafforzare ogni giorno di più la comunione ecclesiale, ad essere testimoni fedeli del Vangelo nel mondo, sentendo la gioia di essere membri vivi della Chiesa, vera sposa di Cristo".

  Il Santo Padre Benedetto XVI ha concluso pregando i Nuovi Martiri affinché, per intercessione della Vergine Maria, Regina dei Martiri, intercedano per la Chiesa in Spagna e nel mondo, ed ha auspicato: "Che la fecondità del loro martirio produca frutti abbondanti di vita cristiana nei fedeli e nelle famiglie; che il sangue sparso sia seme di sante e numerose vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie".
ANG/MARTIRI/...                                   VIS 20071029 (590)


LETTERA DEL PAPA NUOVO DIRETTORE OSSERVATORE ROMANO


CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato una Lettera al Professor Giovanni Maria Vian, in occasione della sua nomina a Direttore de "L'Osservatore Romano", "un incarico di grande responsabilità a motivo della natura peculiare del giornale Vaticano".

  Il Papa ha parole di encomio per la "profonda formazione culturale come storico del cristianesimo" e per la "conoscenza della storia del papato contemporaneo" del nuovo Direttore e ricorda che sin dal 1861 "L'Osservatore Romano" "ha sempre diffuso gli insegnamenti dei Romani Pontefici e gli interventi dei loro più stretti collaboratori sui problemi cruciali che l'umanità incontra nel suo cammino".

  Successivamente Papa Benedetto traccia una breve storia del "giornale del Papa" e sottolinea "la scelta di imparzialità che caratterizzò l'informazione del giornale vaticano durante la prima guerra mondiale", e ricorda come "durante la seconda tragedia bellica del Novecento (...) 'L'Osservatore Romano' (...) accrebbe ulteriormente il suo prestigio e la sua diffusione, grazie anche alla possibilità che il giornale aveva di attingere a fonti di informazione che in quel periodo solo l'indipendenza vaticana poteva garantire".

  Nel corso del Novecento, la pubblicazione in edizioni periodiche in diverse lingue, assicurò al quotidiano "una diffusione realmente internazionale. Questa dimensione mondiale" - scrive ancora il Pontefice - "risulta quanto mai importante per esprimere davvero la realtà della Chiesa universale, la comunione di tutte le Chiese locali e il loro radicamento nelle diverse situazioni, in un contesto di sincera amicizia verso le donne e gli uomini del nostro tempo".

  "Cercando e creando occasioni di confronto, 'L'Osservatore Romano' potrà servire sempre meglio la Santa Sede, mostrando la fecondità dell'incontro tra fede e ragione, grazie al quale si rende possibile anche una cordiale collaborazione tra credenti e non credenti".

  "Suo compito fondamentale resta ovviamente quello di favorire nelle culture del nostro tempo quell'apertura fiduciosa e, nello stesso tempo, profondamente ragionevole al Trascendente su cui in una ultima istanza si fonda il rispetto della dignità e dell'autentica libertà di ogni essere umano".
BXVI-LETTERA/OSSERVATORE ROMANO/VIAN               VIS 20071029 (340)



ECUADOR: NUOVA COSTITUZIONE GARANTISCA LIBERTÀ RELIGIOSA


CITTA' DEL VATICANO, 27 OTT. 2007 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina il Signor Fausto Cordovez Chiriboga, nuovo Ambasciatore della Repubblica dell'Ecuador, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali.

  All'inizio del suo discorso il Papa ha posto l'accento sul patrimonio "secolare del Paese, che con diverse espressioni di pietà popolare ed artistiche, insieme con i valori morali, civili e sociali, fa parte dell'identità della Nazione Ecuadoriana".

  Rievocando i "nuovi scenari di libertà e di speranza, turbati a volte da situazioni politiche instabili e dalle conseguenze di strutture sociali deboli", il Santo Padre ha ribadito che "è necessario e urgente adoperarsi per la costruzione di un ordine interno e internazionale che promuova la convivenza pacifica, la cooperazione, il rispetto dei diritti umani e soprattutto il riconoscimento del ruolo centrale della persona e della sua dignità inviolabile".

  Ricordando "i numerosi ecuadoriani che emigrano in altri paesi in condizioni difficili, alla ricerca di un futuro migliore per sé e per le loro famiglie", il Santo Padre Benedetto XVI ha sottolineato che non bisogna "dimenticare che l'amore - caritas - è sempre e comunque necessario, anche nella società più giusta. Non vi è ordine statale  per quanto giusto, che ritenga superfluo il servizio dell'amore. (...) La carità è, poi, quella che, come generoso dono di se stessi all'altro, ha generato e continua a generare tale complesso di opere educative, assistenziali, di promozione e sviluppo, che onorano la Chiesa e la società ecuadoriana".

  "La Chiesa cattolica, con il suo ministero pastorale" - ha ricordato il Pontefice - "offre un importante contributo al bene comune del Paese. Da ciò deriva la necessità di promuovere e rinforzare l'ambito di libertà riconosciutole dai testi costituzionali e giuridici dell'Ecuador. Per questo è da auspicare che il nuovo ordinamento costituzionale contempli le più ampie garanzie per la libertà religiosa del popolo ecuadoriano, in modo tale che la Nazione si fondi su di un complesso giuridico conforme al contesto e agli accordi internazionali".

  Il Papa ha posto l'accento sul fatto che "la libertà d'azione della Chiesa, oltre che essere un diritto inalienabile, è condizione primaria per realizzare la sua missione a favore del popolo, anche in circostanze difficili" e, riprendendo l'Enciclica "Deus caritas est", Papa Benedetto XVI ha ricordato che coloro che "disconoscono l'amore disattendono l'uomo in quanto uomo", per cui, "Ciò che occorre è uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, in accordo con il principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle forze sociali".

  "Un governo democratico" - ha spiegato il Pontefice - "deve alimentare una cultura di rispetto e uguaglianza davanti alla legge ed un esercizio esemplare dell'autorità, orientata a servire tutto il popolo. Per tutto ciò, il governo dell'Ecuador ha manifestato la sua decisa volontà di rispondere alle necessità dei più poveri, ispirandosi alla Dottrina Sociale della Chiesa".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso esprimendo l'auspicio che "i cittadini possano godere di tutti i diritti, con i relativi doveri, ottenendo migliori condizioni di vita e un più facile accesso a degne abitazioni, al lavoro, all'educazione e alla salute, nel pieno rispetto della vita, dal suo concepimento fino al suo termine naturale".
CD/CREDENZIALI/ECUADOR:CORDOVEZ                   VIS 20071029 (540)


venerdì 26 ottobre 2007

UDIENZA AL PRIMO MINISTRO DI ISLANDA


CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2007 (VIS). Nella tarda mattina di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il Primo Ministro della Repubblica d'Islanda, Sua Eccellenza il Signor Geir H. Haarde, il quale, successivamente, si è incontrato con Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nel corso dei cordiali colloqui, sono stati rilevati il mutuo rispetto e la stima a cui sono improntati i rapporti fra lo Stato islandese e la Chiesa cattolica, ed il contributo che quest'ultima offre alla società, specialmente in campo educativo e sociale. Sono stati inoltre affrontati temi internazionali di comune interesse, sottolineando la necessità di un impegno sempre maggiore della comunità internazionale nella promozione della pace, nella lotta contro la povertà e in favore della tutela dell'ambiente".
OP/PRIMO MINISTRO ISLANDA/HAARDE                   VIS 20071026 (170)


NOSTRA EPOCA NECESSITA MAESTRI FEDE E ARALDI VANGELO


CITTA' DEL VATICANO, 26 OTT. 2007 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre ha rivolto alcune parole di saluto agli studenti delle Università Pontificie e delle Facoltà ecclesiastiche che hanno assistito alla Santa Messa di inaugurazione dell'Anno Accademico, celebrata dal Cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica.

  "Cercate di creare tra di voi" - ha detto il Pontefice agli studenti - "un clima dove l'impegno dello studio e la fraterna cooperazione vi siano di comune arricchimento per quanto concerne non solo l'aspetto culturale, scientifico e dottrinale, bensì anche il lato umano e spirituale".

  "Roma è ricca di memorie storiche" - ha ricordato il Papa agli studenti - "di capolavori d'arte e di cultura; è soprattutto piena di eloquenti testimonianze cristiane".

  "Sono nate, nel corso del tempo, Università e Facoltà ecclesiastiche, ormai più che secolari, dove si sono formate intere generazioni di sacerdoti e operatori pastorali tra i quali non mancano grandi santi e illustri uomini di Chiesa".

  Citando la Costituzione Apostolica di Giovanni Paolo II "Sapientia christiana" che indica le finalità delle istituzioni universitarie: "'Coltivare e promuovere, mediante la ricerca scientifica, le proprie discipline, ed anzitutto approfondire la conoscenza della Rivelazione cristiana e di ciò che con essa è collegato, enucleare le verità in essa contenute, considerare alla loro luce i nuovi problemi che sorgono e presentarle agli uomini del proprio tempo nel modo adatto alle diverse culture", il Santo Padre ha riaffermato che tale impegno è "quanto mai urgente nella nostra epoca post-moderna, dove si avverte il bisogno di una nuova evangelizzazione, che abbisogna di maestri nella fede e di araldi e testimoni del Vangelo convenientemente preparati".

  "Il periodo di permanenza a Roma può e deve servire a prepararvi per svolgere nel modo migliore il compito che vi attende in diversi campi di azione apostolica. La missione evangelizzatrice propria della Chiesa domanda, in questo nostro tempo, non solo che si propaghi dappertutto il messaggio evangelico, ma che penetri in profondità nei modi di pensare, nei criteri di giudizio e nei comportamenti della gente. In una parola, occorre che tutta la cultura dell'uomo contemporaneo sia permeata dal Vangelo".
AC/ATENEI PONTIFICI/GROCHOLEWSKI                   VIS 20071026 (340)



giovedì 25 ottobre 2007

UDIENZA PRESIDENTE PRESIDENZA DI BOSNIA ED ERZEGOVINA


CITTA' DEL VATICANO, 25 OTT. 2007 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico il seguente Comunicato:

  "Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Presidenza di Bosnia ed Erzegovina, Signor Zeljko Komsic, che si è successivamente incontrato con il Segretario di Stato, Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, in occasione dello Scambio degli Strumenti di Ratifica dell'Accordo fondamentale e del Protocollo Addizionale fra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina. Era presente anche l'Eminentissimo Cardinale Vinko Puljic, Arcivescovo di Sarajevo".

  "Nel corso dei cordiali colloqui sono stati trattati argomenti relativi all'attuazione dell'Accordo stesso e, in particolare all'impegno della Chiesa nei campi dell'educazione, delle attività sociali e caritative e dell'assistenza pastorale ai fedeli cattolici. Si è ribadito il contributo della comunità cattolica per favorire la pacifica convivenza fra le diverse etnie e i gruppi religiosi nel Paese".

  "Il Presidente Komsic ha invitato il Santo Padre a recarsi in visita in Bosnia ed Erzegovina".
OP/UDIENZA/PRESIDENTE BOSNIA ED ERZEGOVINA       VIS 20071025 (200)



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