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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 9 luglio 2014

MOTU PROPRIO TRASFERIMENTO SEZIONE ORDINARIA APSA ALLA SEGRETERIA PER L'ECONOMIA

Città del Vaticano, 9 luglio 2014 (VIS). Pubblichiamo di seguito la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio del Santo Padre Francesco per il Trasferimento della Sezione Ordinaria dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica alla Segreteria per l’Economia

"Confermando una tradizione plurisecolare, l’ultimo Concilio Vaticano II ribadì la necessità di conformare l’organizzazione della Santa Sede alle necessità dei tempi, adeguando soprattutto la struttura dei Dicasteri della Curia Romana, il loro numero, denominazione e competenza, così come i loro modi di procedere e il reciproco coordinamento alle reali esigenze della Chiesa in ogni momento.

Un concreto risultato di tali principi è avvenuto con la promulgazione, il 24 febbraio 2014, della Lettera apostolica, in forma di Motu Proprio, 'Fidelis Dispensator et Prudens', col quale ho istituito la Segreteria per l’Economia come Dicastero della Curia Romana. Essa, tenendo conto di quanto stabilito dal Consiglio per l’Economia, ha come competenze il controllo economico e la vigilanza sui Dicasteri della Curia Romana, sulle Istituzioni collegate con la Santa Sede e sulle amministrazioni dello Stato della Città del Vaticano.

Ciò considerato, e accogliendo il parere dei Capi Dicastero interessati, ho ritenuto opportuno che la Segreteria per l’Economia assuma sin d’ora tra i suoi compiti istituzionali, d’accordo con le modalità e nei tempi che stabilisca il relativo Cardinale Prefetto, quelli che fino ad oggi erano attribuiti alla denominata 'Sezione Ordinaria' dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e, quindi, di trasferire al suddetto Dicastero le competenze che la costituzione apostolica Pastor Bonus del 28 giugno 1988 aveva affidato a detta Sezione dell’Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede. Di conseguenza, l’Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede non sarà più divisa in Sezioni e, in avvenire, svolgerà unicamente i compiti che finora erano a carico della Sezione straordinaria.

Di conseguenza, dopo aver esaminato con cura ogni questione riguardante la materia, e chiesto il parere dei Dicasteri competenti e di persone esperte, stabilisco e decreto quanto segue:

Articolo 1.

Il testo dell’articolo 172 della Costituzione Apostolica Pastor bonus è integralmente sostituito dal testo seguente:

§1. Spetta a questo Ufficio di amministrare i beni di proprietà della Santa Sede destinati a fornire i fondi necessari all’adempimento delle funzioni della Curia Romana.

§2. L’Ufficio amministra anche i beni mobili ad esso affidati da altri enti della Santa Sede.

Articolo 2.

Il testo dell’articolo 173 della Costituzione Apostolica Pastor bonus è integralmente sostituito dal testo seguente:

L’Ufficio è presieduto da un Cardinale, assistito da un determinato numero di Cardinali e da un Prelato Segretario.

Articolo 3.

Sono abrogati gli articoli 174 e 175 della Costituzione Apostolica Pastor bonus.

Articolo 4.

Il Prefetto della Segreteria per l’Economia costituirà una Commissione tecnica con lo scopo di facilitare il trasferimento delle competenze finora attribuite alla Sezione Ordinaria dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e determinerà, a partire della data odierna, come dovranno risolversi le questioni pendenti presso la suddetta Sezione Ordinaria fino al completo trasferimento effettivo dei compiti.

Tutto ciò che ho deliberato con questa Lettera apostolica in forma di Motu Proprio, ordino che sia osservato in tutte le sue parti, nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, e stabilisco che venga promulgato mediante la pubblicazione sul quotidiano 'L’Osservatore Romano', entrando in vigore il giorno stesso della promulgazione".

NUOVO QUADRO ECONOMICO DELLA SANTA SEDE

Città del Vaticano, 9 luglio 2014 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, si è tenuta una conferenza stampa di presentazione del nuovo quadro economico della Santa Sede. Alla conferenza stampa sono intervenuti: il Cardinale George Pell, Prefetto della Segreteria per l'Economia; il Signor Joseph F.X. Zahra, Vice Coordinatore del Consiglio per l'Economia; il Signor Jean-Baptiste de Franssu, Membro del Consiglio per l'Economia e l'Avvocato Ernst von Freyberg, Presidente del Consiglio di Sovrintendenza dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR).

Il Cardinale George Pell ha annunciato nuove importanti iniziative per migliorare la gestione economica e amministrativa della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. I cambiamenti avviati dalla nuova Segreteria per l'Economia seguono un'analisi dettagliata dei risultati e delle raccomandazioni della Pontificia Commissione Referente di Studio e di Indirizzo sull'Organizzazione della Struttura Economico-Amministrativa della Santa Sede (COSEA) e sono considerati essenziali per affrontare le debolezze e i rischi identificati e allo stesso tempo per creare in futuro una nuova piattaforma per il miglioramento economico gestionale. Tutte le modifiche hanno ricevuto il sostegno nei recenti incontri del Consiglio per l’Economia (5 luglio) e del Consiglio dei Cardinali (1-4 luglio) e sono state approvate dal Santo Padre.

Le modifiche riguardano: l’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), il Fondo Pensioni, i Media della Santa Sede e l'Istituto per le Opere di Religione (IOR).

Il Prefetto della Segreteria per l'Economia ha espresso soddisfazione per l’approvazione di queste importanti iniziative da parte del Santo Padre. Inoltre, il Cardinale Pell e il Consiglio per l'Economia sono grati per il contributo e costante sostegno del Santo Padre.

"Ci sono molte sfide e molto lavoro da fare. - ha affermato il Cardinale Pell - Dalle raccomandazioni della COSEA risultano esserci diverse questioni, come il trasferimento della Sezione Ordinaria dell’APSA, il Fondo Pensioni, i Mezzi di comunicazione del Vaticano e lo IOR, che devono essere affrontate con urgenza. Il Santo Padre ha chiaramente espresso che tali cambiamenti avvengano rapidamente”.

Il Cardinale Prefetto ha anche annunciato la creazione di un piccolo Project Management Office (PMO, Ufficio di Gestione dei Progetti), guidato da Danny Casey, già Business Manager dell'Arcidiocesi di Sydney, per implementare e introdurre alcuni dei cambiamenti proposti, iniziando con il trasferimento della Sezione Ordinaria dell’APSA alla Segreteria per l'Economia. Il PMO riporterà direttamente al Prefetto della Segreteria per l'Economia.

A settembre 2014 la Segreteria per l'Economia inizierà a preparare il budget per il 2015. L'obiettivo è che tutti i dicasteri e le amministrazione redigano un budget cui attenersi durante l’anno. La spesa (nella struttura concordata) sarà di responsabilità di ogni dicastero e amministrazione e sarà confrontata con il budget nel corso del 2015. Ogni eventuale eccesso di spesa sarà di competenza del dicastero o dell’amministrazione in questione.

"Siamo ansiosi di andare avanti con questo lavoro nei prossimi mesi", ha concluso il Cardinale Pell.

Di seguito illustriamo i cambiamenti nei diversi settori, cominciando dall'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA).
La Sezione Ordinaria dell’APSA viene trasferita alla Segreteria per l'Economia. Questo è un passo importante per consentire alla Segreteria per l'Economia di esercitare le proprie responsabilità di controllo economico e vigilanza sulle agenzie della Santa Sede, comprese le politiche e le procedure degli acquisti e la distribuzione adeguata delle risorse umane come definito nel Motu Proprio "Fidelis dispensator et Prudens". Il resto del personale dell’APSA concentrerà le proprie attività esclusivamente sul ruolo di Tesoreria della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Un importante compito iniziale sarà quello di continuare a ristabilire stretti rapporti con tutte le principali banche centrali, come raccomandato da MONEYVAL, per continuare a garantire la liquidità e la stabilità finanziaria della Santa Sede. Tutti gli istituti sovrani avranno un conto presso l’APSA che avrà funzione di Tesoreria per gli stessi istituti.

Per quanto riguarda il Fondo Pensioni, il Consiglio per l’Economia ha nominato un Comitato Tecnico per studiare la situazione del Fondo Pensioni e formulare proposte al Consiglio per l'Economia entro la fine del 2014. Il Consiglio ha riconosciuto che le pensioni attuali e per la prossima generazione sono al sicuro, ma il fondo deve garantire che ci siano disponibilità sufficienti anche per le generazioni future in un mondo in continua evoluzione. Molti paesi occidentali hanno dovuto far fronte ad importanti difficoltà del sistema pensionistico negli ultimi anni. Si prevede che i nuovi statuti siano disposti entro la fine del 2014 per adeguare l'organizzazione del Fondo Pensioni alla nuova struttura economico-amministrativa della Santa Sede.

Il Comitato Tecnico sarà guidato dal Segretario Prelato del Consiglio, Monsignor Brian Ferme. Quattro esperti laici contribuiranno con la loro esperienza professionale e competenza: Bernhard Kotanko (Austria), Andrea Lesca (Italia), Antoine de Salins (Francia), Professor Nino Savelli (Italia). In aggiunta, ci saranno i rappresentanti del Consiglio per l'Economia, della Segreteria di Stato e del Fondo Pensioni.

Un altro settore è quello che riguarda i media del Vaticano. È stato nominato un Comitato per proporre una riforma per i Media della Santa Sede. Il Comitato pubblicherà una relazione e un piano di riforma entro i prossimi 12 mesi dopo aver esaminato la relazione della COSEA. Gli obiettivi sono di adeguare i mezzi di comunicazione del Vaticano alle nuove tendenze di consumo dei media, di migliorarne il coordinamento e di raggiungere progressivamente e sensibilmente risparmi finanziari considerevoli. Sulla base delle esperienze positive con le recenti iniziative come la Pope App e l’account Twitter del Santo Padre, i canali digitali saranno rafforzati per garantire che i messaggi del Santo Padre raggiungano un maggior numero di fedeli in tutto il mondo, soprattutto i giovani.

I membri del comitato sono stati scelti tra il personale del Vaticano ed esperti senior internazionali. Sono stati designati per la loro competenza nella comunicazione, riflettendo l'universalità della Chiesa Cattolica. Esperti senior internazionali: Lord Christopher Patten (Regno Unito, che sarà Presidente del Comitato); Gregory Erlandson (Stati Uniti d'America); Daniela Frank (Germania); Padre Eric Salobir, OP (Francia); Leticia Soberon (Spagna, Messico) e George Yeo (Singapore). Il Personale del Vaticano comprende il Monsignor Paul Tighe (Segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, che sarà il Segretario del Comitato); Giacomo Ghisani (Radio Vaticana); Monsignor Carlo Maria Polvani (Segreteria di Stato); Monsignor Lucio Adrián Ruiz (Servizio Internet della Santa Sede) e il Professor Giovanni Maria Vian (L'Osservatore Romano).

Relativamente all'Istituto per le Opere di Religione (IOR), dopo la conferma della missione della IOR da parte del Santo Padre il 7 aprile 2014 e sotto la guida del Segreteria per l'Economia e del Consiglio per l’Economia, lo IOR ha annunciato il piano per la prossima fase di sviluppo.

Il Consiglio dei Cardinali del Santo Padre (C9), la Segreteria per l'Economia, la Commissione di Vigilanza dei Cardinali e l'attuale Consiglio di Sovrintendenza dello IOR hanno deciso congiuntamente che questo piano deve essere realizzato da un nuovo gruppo dirigente guidato da Jean-Baptiste de Franssu che assumerà la carica di nuovo Presidente dello Ior il 9 luglio 2014. Ernst von Freyberg ha accettato di continuare ad operare in un periodo di transizione al fine di garantire un adeguato passaggio di consegne.

Jean-Baptiste de Franssu ha affermato: "È un onore essere stato chiamato ad attuare i cambiamenti che oggi sono necessari per trasformare ulteriormente lo IOR in un fornitore dedicato di servizi per la Chiesa".

Nel corso dei prossimi tre anni, gli Statuti dello IOR saranno rivisti e le attività saranno ridisegnate, seguendo tre priorità strategiche: rafforzare il business dello IOR; spostare gradualmente la gestione del patrimonio a un nuovo e centrale "Vatican Asset Management" (Gestione Beni del Vaticano), (VAM), al fine di superare la duplicazione degli sforzi in questo campo tra le istituzioni Vaticane; concentrare le attività dello IOR sulla consulenza finanziaria e sui servizi di pagamento per il clero, le congregazioni, diocesi e impiegati laici del Vaticano.

Lo IOR è in una fase di transizione pacifica. La prima fase delle riforme, guidata da Ernst von Freyberg, è stata completata. Sono stati fatti eccellenti passi avanti attraverso l'adesione agli standard internazionali; la trasparenza che ne è conseguita è evidente nella seconda relazione annuale che è stata completamente revisionata da Deloitte. È stato messo in atto un nuovo sistema di anti-riciclaggio e si continua a fare ogni sforzo per conformarsi alla disciplina attuale. Il reparto di Compliance (Conformità) interno, coadiuvato da Promontory, ha esaminato attentamente 18.000 clienti. La leadership di Von Freyberg ha preparato il campo per l'inizio della prossima fase guidata dal Presidente eletto Jean-Baptiste de Franssu che si dedicherà a tempo pieno al suo nuovo compito. A causa di altri impegni, il Presidente von Freyberg non è in grado di dedicarsi a tempo pieno allo IOR.

Nei diversi enti finanziari che riportano alla Segreteria per l'Economia si è seguito un modello generale di esperta cooperazione fra clero e laici. La natura esatta di questa cooperazione governativa allo IOR è ancora da determinare. I cinque membri della Commissione Cardinalizia continueranno a essere coinvolti e saranno raggiunti dal Cardinale Josip Bozanić, Arcivescovo di Zagabria (Croazia). Tali membri sono il Cardinale Santos Abril y Castello (Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore); il Cardinale Thomas Christopher Collins (Arcivescovo di Toronto, Canada); il Cardinale Pietro Parolin (Segretario di Stato); il Cardinale Christoph Schönborn (Arcivescovo di Vienna, Austria) e il Cardinale Jean-Louis Tauran (Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso).

Sei nuovi membri laici saranno nominati al Consiglio dello IOR tra i quali Jean-Baptiste de Franssu (Francia, con l’incarico di Presidente), Clemens Boersig (Germania), la Professoressa Mary Ann Glendon (Stati Uniti d'America) e Sir Michael Hintze (Regno Unito).

Monsignor Alfred Xuereb, Segretario Generale della Segreteria per l'Economia, sarà Segretario senza diritto di voto del Consiglio dello IOR. Monsignor Battista Ricca rimane il Prelato dello IOR.

PROMULGAZIONE DECRETI

Città del Vaticano, 9 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza privata il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ed ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti le Virtù Eroiche:

- del Servo di Dio Antonio Ferreira Viçoso (1787-1875), Vescovo portoghese, della Congregazione della Missione, Vescovo di Mariana (Brasile).

- del Servo di Dio Saturnino López Novoa (1830-1905), Sacerdote diocesano spagnolo, Confondatore della Congregazione delle Suore Povere de los Ancianos Desamparados.

- del Servo di Dio Giuseppe Augusto Arribat (1879-1963), Sacerdote professo francese della Società Salesiana di San Giovanni Bosco.

- della Serva di Dio Maria Veronica della Passione (al secolo: Sofia Leeves), (1823-1906), Monaca professa inglese dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi, Fondatrice dell'Istituto delle Suore dell'Apostolic Carmel.

- della Serva di Dio Elena da Persico (1869-1948), religiosa italiana, Fondatrice dell'Istituto Secolare delle Figlie della Regina degli Apostoli.

- della Serva di Dio Gaetana del Santissimo Sacramento (al secolo: Maria Carlotta Fontana), (1870-1935), religiosa italiana, Prima Superiora Generale della Congregazione delle Povere Figlie di San Gaetano.

- del Servo di Dio Marcello Candia, (1916-1983), Laico italiano.

UDIENZE

Città del Vaticano, 9 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, con l'Arcivescovo José Rodriguez Carballo, O.F.M., Segretario del medesimo Dicastero.

Ieri, martedì 8 luglio, il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

- Il Cardinale Beniamino Stella, Prefetto della Congregazione per il Clero.

- Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve (Italia).

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 9 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Giovanni Crippa, I.M.C., Vescovo della Diocesi di Estância (superficie: 6.736; popolazione: 470.000; cattolici: 452.000; sacerdoti: 53; religiosi: 64), Brasile. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Salvador da Bahia (Brasile).

- Il Padre Theodore Mascarenhas, S.F.X., Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Ranchi (superficie: 5.299; popolazione: 3.156.000; cattolici: 140.503; sacerdoti: 255; religiosi: 1.266), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1960 a Camurlim (India), ha emesso la prima professione religiosa nella Società di San Francesco Saverio nel 1979 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dal 1988 al 1993 ha svolto lavoro pastorale in Punjab, Nord India, nelle parrocchie e in due scuole come Vice-Principal e Principal; dal 1998 al 2004 Coordinatore delle opere della Società del Pilar a Roma e incaricato di sovrintendere alla postulazione della causa di beatificazione del Ven. P. Agnelo, S.F.X.; dal 2005 Superiore Delegato per la Società in Europa; dal 2006 Officiale del Pontificio Consiglio della Cultura; dal 2010 Procuratore Generale della Società di San Francesco Saverio, Membro del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali e docente di Sacra Scrittura all’Università Gregoriana e all’Angelicum, Roma.

martedì 8 luglio 2014

BILANCI 2013 SANTA SEDE E GOVERNATORATO STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO: SALDO ATTIVO

Città del Vaticano, 8 luglio 2014 (VIS). In occasione della riunione del Consiglio per l’Economia, sabato 5 luglio, la Prefettura per gli Affari Economici della Santa Sede – come abituale in questo momento dell’anno - ha presentato una relazione sui due Bilanci principali relativi al 2013. Il Bilancio consuntivo consolidato della Santa Sede e il Bilancio del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

I dati riassuntivi essenziali sono i seguenti:

Il Bilancio consuntivo consolidato della Santa Sede per l’anno 2013 chiude con un deficit di € 24.470.549 dovuto soprattutto alle fluttuazioni negative derivanti dalla valutazione dell’oro per circa 14 milioni di euro. Pur trattandosi di elementi valutativi, e pertanto non effettivamente realizzati, secondo i principi contabili improntati al criterio della prudenza contenuti nel “Regolamento per la redazione dei Bilanci della Santa Sede”, sono stati contabilizzati tra i componenti negativi della gestione finanziaria.

Tra i capitoli di spesa più impegnativi si annovera quello relativo al costo del personale, che al 31 dicembre 2013 contava 2.886 unità e pari a circa 125 milioni di euro lordi, e non va trascurato il pagamento di imposte, che gravano sul settore immobiliare, per oltre 15 milioni di euro.

Il Governatorato ha un’amministrazione autonoma ed indipendente da contributi della Santa Sede, e , attraverso le sue diverse direzioni, provvede alle necessità relative alla gestione dello Stato. Il consuntivo 2013 si è chiuso con un saldo attivo di € 33.040.583, in aumento di circa 10 milioni rispetto a quello dell’anno precedente. Al 31 dicembre u.s. risultavano impiegate 1.951 persone.

Il Contributo in base al Canone 1271 CIC, che corrisponde al sostegno economico prestato dalle circoscrizioni ecclesiastiche di tutto il mondo per il mantenimento del servizio che la Curia Romana presta alla Chiesa universale, è passato da € 22.347.426, del 2012, a € 22.435.359, restando quindi sostanzialmente stabile.

L’Istituto per le Opere di Religione (IOR), come ogni anno, ha offerto al Santo Padre una somma significativa a sostegno del suo ministero apostolico e di carità. Per l’esercizio 2013 si è trattato di € 50.000.000.

Considerando, com’è normale, i risultati dei due Bilanci nel loro complesso, risulta un attivo di circa 10 milioni di Euro.

Il Consiglio dell’Economia, ascoltata la Relazione, ha fatto la seguente dichiarazione:

Il Consiglio è stato informato dalla Prefettura degli Affari Economici sui conti relativi al 2013, ed ha preso nota della dichiarazione dell’External Auditor, secondo cui “in tutti gli aspetti più importanti, la posizione finanziaria dello Stato della Città del Vaticano al 31 dicembre 2013 e i risultati delle operazioni relative al 2013 sono in accordo con i principi contabili in vigore secondo i regolamenti dello Stato della Città del Vaticano”. Su questa base, il Consiglio ha approvato i Bilanci del 2013 e ha invitato la Segreteria per l’Economia ad operare per un ulteriore adeguamento dei principi contabili vaticani con gli standard internazionali”.

Nota sul contributo dello IOR: poiché nel Rapporto Annuale dello IOR pubblicato questa mattina, 8 luglio, si parla di un contributo di 54 milioni, è bene osservare che, come era avvenuto nell’anno precedente, 50 milioni sono stati destinati al consolidato della Santa Sede, e gli altri 4 milioni ad altre elargizioni (nel 2012 si erano enumerate ad esempio elargizioni al Fondo per il sostegno ai monasteri di clausura, il Fondo Amazzonia, il Fondo di sostegno alle Chiesa dell’ex Unione Sovietica, ecc.).

IOR ANNUNCIA INIZIO SECONDA FASE RIFORMA ISTITUTO

Città del Vaticano, 8 luglio 2014 (VIS). Questa mattina in un Comunicato, l'Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha pubblicato i risultati di bilancio per il 2013, fornendo un quadro dettagliato e aggiornato dei risultati conseguiti nella Fase I di riforma dell'Istituto. La Fase II, cioè l'integrazione dell'Istituto nel nuovo contesto economico-amministrativo del Vaticano, sarà affidata a un nuovo Consiglio ed a un nuovo staff dirigenziale di nuova nomina che opereranno in una struttura di governance rinnovata. Sui risultati del 2013 gravano i costi che si sono resi necessari al completamento della Fase I e quelli connessi agli investimenti ereditati dalle gestioni precedenti.

"Come prefissato nel maggio 2013, ci siamo concentrati sull'obiettivo di conformare lo IOR alla regolamentazione finanziaria e di renderlo più sicuro e trasparente, affinché il Santo Padre potesse avere più opzioni al momento di decidere sul futuro dell'Istituto. Con quest'opera abbiamo posto le fondamenta per consentire a una nuova equipe dirigenziale di fare dello IOR un fornitore di servizi davvero eccezionale nel mondo della finanza cattolica", afferma Ernst von Freyberg, Presidente del Consiglio di Sovrintendenza. "Nonostante l'impegno profuso nel miglioramento della gestione interna, lo IOR ha conseguito una performance encomiabile per i suoi clienti, primo fra tutti la Santa Sede. Nella prima metà del 2014 abbiamo conseguito un risultato molto positivo, che conferma gli sforzi compiuti da tutti coloro che lavorano allo IOR".

Il bilancio completo per il 2013 si può leggere, in inglese e in italiano, sulla pagina web dello IOR, ai seguenti indirizzi:


http://www.ior.va/Portals/0/Content/Media/PressReleases/Press%20Release_IOR_8_July-ITA.pdf

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 8 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Abate Jean-Marie Lovey, C.R.B., Vescovo della Diocesi di Sion (superficie: 5.589; popolazione: 319.000; cattolici: 245.000; sacerdoti: 222; religiosi: 406; diaconi permanenti: 17), Svizzera. Il Vescovo eletto è nato nel 1950 a Orsières (Svizzera), ha emesso la professione religiosa nel 1971 nella Congregazione del Gran San Bernardo ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Dopo qualche anno come Priore dell’Ospizio del Gran San Bernardo, è stato eletto Preposito Generale dei Canonici Regolari della sua Congregazione nel 2009, ricevendo la Benedizione Abbaziale nello stesso anno. Succede al Vescovo Norbert Brunner, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Padre Wilfred Chikpa Anagbe, C.M.F., Vescovo Coadiutore della Diocesi di Makurdi (superficie: 7.304; popolazione: 1.014.000; cattolici: 457.070; sacerdoti: 77; religiosi. 51), Nigeria. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Aondona Village (Nigeria), nel 1987 ha emesso la prima professione nella Congregazione dei Missionari Figli del Cuore Immacolato di Maria (Claretiani) ed è stato ordinato sacerdote nel 1994. Dal 1994 al 1998 Direttore delle Vocazioni dei Padri Claretiani in Nigeria; dal 1996 al 1998 School manager, Claretian School Board; dal 1998 al 2000 Parroco di St. Peter’s Parish, Gariki, Diocesi di Enugu; dal 2000 al 2004 Farm Manager, Claretian Farm Project, Utonkon; dal 2003 al 2004 Parroco di St. Fidelis Parish, Allan, e Decano di Utonkon della Diocesi di Otukpo; dal 2005 Economo Provinciale dei Claretiani in Nigeria; dal 2008 al 2013 Membro del Consiglio economico della Casa Generalizia Claretiana a Roma; dal 2009 al 2012 Cappellano Militare della 34th Artilery Brigade Obinze; dal 2013 Cappellano Militare 3rd Battalion Effurun Barracks, Warri.

- Ha nominato il Padre David Martínez De Aguirre Guinea, O.P., Vescovo Coadiutore del Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado (superficie: 150.000; popolazione: 324.000; cattolici: 259.000; sacerdoti: 56; religiosi: 35), Perù. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 a Vitória-Gasteiz (Spagna), ha emesso la Professione perpetua nel 1993 ed è stato ordinato sacerdote nel 1999. Dal 1999 al 2000 Ministero presso la Parrocchia dell’Incarnazione di Bilbao; dal 2000 al 2001 Ministero presso San José de Koribeni (Cusco), nel Vicariato Apostolico di Puerto Maldonado, e docente di Teologia Biblica nel Seminario del Vicariato; dal 2001 al 2014 Parroco di Inmaculada Concepción de Kirigueti, Responsabile della missione di Kirigueti; dal 2004 al 2014 Consigliere del Vicariato Regionale Santa Rosa de Lima (Perú); dal 2010 Responsabile della missione San Pedro Mártir de Timpía e Membro del Direttorio del Centro Culturale José Pio Aza di Lima.

lunedì 7 luglio 2014

NON C’È POSTO NEL MINISTERO DELLA CHIESA PER COLORO CHE COMMETTONO ABUSI SESSUALI

Città del Vaticano, 7 luglio 2014 (VIS). Pubblichiamo il testo integrale dell'omelia pronunciata questa mattina da Papa Francesco nel corso della celebrazione della Santa Messa, nella Cappella della Casa Santa Marta, alla quale hanno assistito sei persone vittime di abusi da parte di membri del clero.

"L’immagine di Pietro che, vedendo uscire Gesù da questa seduta di duro interrogatorio, e che incrocia lo sguardo con Gesù e piange, mi viene oggi nel cuore incrociando il vostro sguardo, di tanti uomini e donne, bambini e bambine; sento lo sguardo di Gesù e chiedo la grazia del suo pregare.

La grazia che la Chiesa pianga e ripari per i suoi figli e figlie che hanno tradito la loro missione, che hanno abusato di persone innocenti. E io oggi sono grato a voi per essere venuti qui.

Da tempo sento nel cuore un profondo dolore, una sofferenza, per tanto tempo nascosto, dissimulato in una complicità che non trova spiegazione, finché qualcuno non si è reso conto che Gesù guardava, e un altro lo stesso e un altro lo stesso... e si fecero coraggio a sostenere tale sguardo. E quei pochi che hanno cominciato a piangere, hanno contagiato la nostra coscienza per questo crimine e grave peccato. Questa è la mia angoscia e il mio dolore per il fatto che alcuni sacerdoti e vescovi hanno violato l’innocenza di minori e la loro propria vocazione sacerdotale abusandoli sessualmente. Si tratta di qualcosa di più che di atti deprecabili. È come un culto sacrilego perché questi bambini e bambine erano stati affidati al carisma sacerdotale per condurli a Dio ed essi li hanno sacrificati all’idolo della loro concupiscenza. Profanano la stessa immagine di Dio a cui immagine siamo stati creati. L’infanzia - lo sappiamo tutti - è un tesoro. Il cuore giovane, così aperto di speranza, contempla i misteri dell’amore di Dio e si mostra disposto in una maniera unica ad essere alimentato nella fede. Oggi il cuore della Chiesa guarda gli occhi di Gesù in questi bambini e bambine e vuole piangere. Chiede la grazia di piangere di fronte a questi atti esecrabili di abuso perpetrati contro i minori. Atti che hanno lasciato cicatrici per tutta la vita.

So che queste ferite sono una fonte di profonda e spesso implacabile pena emotiva e spirituale e anche di disperazione. Molti di coloro che hanno patito questa esperienza hanno cercato palliativi nella dipendenza. Altri hanno sperimentato seri disturbi nelle relazioni con genitori, coniugi e figli. La sofferenza delle famiglie è stata particolarmente grave dal momento che il danno provocato dall’abuso colpisce queste relazioni vitali.

Alcuni hanno anche sofferto la terribile tragedia del suicidio di una persona cara. La morte di questi amati figli di Dio pesa sul cuore e sulla mia coscienza e di quella di tutta la Chiesa. A queste famiglie offro i miei sentimenti di amore e di dolore. Gesù torturato e interrogato con la passione dell’odio è condotto in un altro luogo e guarda. Guarda a uno dei suoi, quello che lo aveva rinnegato e lo fa piangere. Chiediamo questa grazia insieme a quella della riparazione.

I peccati di abuso sessuale contro minori da parte di membri del clero hanno un effetto dirompente sulla fede e la speranza in Dio. Alcuni si sono aggrappati alla fede, mentre per altri il tradimento e l’abbandono hanno eroso la loro fede in Dio. La vostra presenza qui parla del miracolo della speranza che ha il sopravvento sulla più profonda oscurità. Senza dubbio, è un segno della misericordia di Dio che noi abbiamo oggi l’opportunità di incontrarci, di adorare il Signore, di guardarci negli occhi e cercare la grazia della riconciliazione.

Davanti a Dio e al suo popolo sono profondamente addolorato per i peccati e i gravi crimini di abuso sessuale commessi da membri del clero nei vostri confronti e umilmente chiedo perdono.

Chiedo perdono anche per i peccati di omissione da parte dei capi della Chiesa che non hanno risposto in maniera adeguata alle denunce di abuso presentate da familiari e da coloro che sono stati vittime di abuso. Questo, inoltre, ha recato una sofferenza ulteriore a quanti erano stati abusati e ha messo in pericolo altri minori che si trovavano in situazione di rischio.

D’altra parte, il coraggio che voi e altri avete dimostrato facendo emergere la verità è stato un servizio di amore, per aver fatto luce su una terribile oscurità nella vita della Chiesa. Non c’è posto nel ministero della Chiesa per coloro che commettono abusi sessuali; e mi impegno a non tollerare il danno recato a un minore da parte di chiunque, indipendentemente dal suo stato clericale. Tutti i vescovi devono esercitare il loro servizio di pastori con somma cura per salvaguardare la protezione dei minori e renderanno conto di questa responsabilità.

Per tutti noi vale il consiglio che Gesù dà a coloro che danno scandalo, la macina da molino e il mare (cfr Mt 18, 6).

Inoltre continueremo a vigilare sulla preparazione al sacerdozio. Conto sui membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, tutti i minori, a qualsiasi religione appartengono, sono i piccoli che il Signore guarda con amore.

Chiedo questo ausilio affinché mi aiutino a far sì che possiamo disporre delle migliori politiche e procedimenti nella Chiesa universale per la protezione dei minori e per la formazione di personale della Chiesa nel portare avanti tali politiche e procedimenti. Dobbiamo fare tutto il possibile per assicurare che tali peccati non si ripetano più nella Chiesa.

Fratelli e sorelle, essendo tutti membri della famiglia di Dio, siamo chiamati a entrare nella dinamica della misericordia. Il Signore Gesù, nostro Salvatore, è l’esempio supremo, l’innocente che ha portato i nostri peccati sulla croce. Riconciliarci è l’essenza stessa della nostra comune identità come seguaci di Cristo. Rivolgendoci a Lui, accompagnati dalla nostra Madre Santissima ai piedi della croce, chiediamo la grazia della riconciliazione con tutto il popolo di Dio. La soave intercessione di Nostra Signora della Tenera Misericordia è una fonte inesauribile di aiuto nel nostro percorso di guarigione.

Voi e tutti coloro che hanno subito abusi da parte di membri del clero siete amati da Dio. Prego affinché quanto rimane dell’oscurità che vi ha toccato sia guarito dall’abbraccio del Bambino Gesù e che al danno recatovi subentri una fede e una gioia rinnovata.

Ringrazio per questo incontro e, per favore, pregate per me, perché gli occhi del mio cuore vedano sempre con chiarezza la strada dell’amore misericordioso e Dio mi conceda il coraggio di seguire questa strada per il bene dei minori.

Gesù esce da un giudizio ingiusto, da un interrogatorio crudele e guarda gli occhi di Pietro e Pietro piange. Noi chiediamo che ci guardi, che ci lasciamo guardare, e possiamo piangere, e che ci dia la grazia della vergogna, perché come Pietro, quaranta giorni dopo, possiamo rispondergli: 'sai che ti amiamo' e ascoltare la sua voce: 'torna al tuo cammino e pascola le mie pecore' - e aggiungo - 'e non permettere che alcun lupo entri nel gregge'".

RIUNIONE COMMISSIONE PONTIFICIA TUTELA MINORI E INCONTRO DEL PAPA CON LE VITTIME DI ABUSI DA PARTE DI MEMBRI DEL CLERO

Città del Vaticano, 7 luglio 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Direttore Padre Federico Lombardi, S.I., ha tenuto un briefing riguardante la riunione della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, domenica 6 luglio, e l'incontro del Papa con le vittime di abusi, lunedì 7 luglio.

"La Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, con la coordinazione del Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap., e la collaborazione sul piano organizzativo di Monsignor Robert Oliver, si è riunita domenica 6 luglio, presso la Casa Santa Marta, presenti tutti i suoi membri", ha detto Padre Lombardi precisando che gli argomenti trattati sono stati: "proposte per la scelta e nomina di nuovi membri, per integrare la Commissione con rappresentanti di altre aree geografiche, statuti della Commissione, esigenza di stabilire un Ufficio operativo e possibilità di organizzare gruppi di lavoro su temi specifici con la collaborazione di specialisti e altre istituzioni. È stato dedicato tempo - ha inoltre informato Padre Lombardi - anche alla preparazione dell'incontro del Santo Padre con alcune vittime, previsto per questa mattina, lunedì 7 luglio".

"Il prossimo incontro è previsto nel mese di ottobre 2014. Si spera che possano essere presenti nuovi membri della Commissione".

Riferendosi all'Incontro del Papa con alcune vittime di abusi sessuali da parte di membri del clero, tenutosi questa mattina, Padre Lombardi ha riferito: "Si è trattato di sei persone adulte, tre uomini e tre donne, provenienti da Germania, Irlanda e Regno Unito. Ognuna di esse era accompagnata da un familiare o altro accompagnatore. I partecipanti erano stati invitati, a cura del Cardinale O’Malley, da alcuni Paesi dove esiste una struttura della Chiesa che si occupa delle vittime di abusi sessuali".

"Le persone invitate erano giunte alla Casa di Santa Marta entro il pomeriggio di Domenica 6 luglio. Mentre erano a cena nel refettorio, il Santo Padre è passato a dare loro un primo breve saluto. Oggi, il Papa ha anzitutto offerto per loro una Messa, celebrata nella cappella di Santa Marta alle 7:00 del mattino, a cui hanno partecipato anche gli accompagnatori, i membri della Commissione e pochissimi altri collaboratori. Il formulario della Messa era quello per la pace e la giustizia. Durante la Messa il Papa ha pronunciato per loro una omelia in lingua spagnola, di cui i presenti avevano a disposizione il testo tradotto nelle proprie lingue. Dopo la Messa, il Papa ha salutato i singoli presenti, come fa abitualmente".

"Dopo la colazione, il Papa ha ricevuto i singoli visitatori, con i loro accompagnatori, per un colloquio personale privato, in una saletta di Santa Marta, uno dopo l’altro. I colloqui sono durati dalle ore 9:00 fino verso le ore 12.20. I partecipanti, dopo i colloqui, - ha concluso il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede - hanno manifestato la loro commozione e la loro soddisfazione per essere stati ascoltati dal Papa con tanta attenzione e disponibilità. Il Papa ha mostrato che l’ascolto aiuta a capire e a preparare la strada per ritrovare la fiducia, guarire le ferite, aprire una possibilità di riconciliazione con Dio e con la Chiesa".

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA VISITA A LAMPEDUSA

Città del Vaticano, 5 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha indirizzato un Messaggio all'Arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, nel primo anniversario della sua visita all'isola siciliana di Lampedusa, dove, l'8 luglio dello scorso anno, si recò a pregare per i migranti africani che hanno perso la vita nel Mediterraneo. "A distanza di un anno il problema dell’immigrazione si sta aggravando e altre tragedie si sono purtroppo susseguite ad un ritmo incalzante - scrive Papa Francesco - Il nostro cuore fa fatica ad accettare la morte di questi nostri fratelli e sorelle, che affrontano viaggi estenuanti per fuggire da drammi, povertà, guerre, conflitti, spesso legati a politiche internazionali. Mi reco ancora una volta spiritualmente al largo del mare Mediterraneo per piangere con quanti sono nel dolore e per gettare i fiori della preghiera di suffragio per le donne, gli uomini e i bambini che sono vittime di un dramma che sembra senza fine".

"Esso richiede di essere affrontato non con la logica dell’indifferenza, ma con la logica dell’ospitalità e della condivisione al fine di tutelare e promuovere la dignità e la centralità di ogni essere umano. Incoraggio le comunità cristiane e ogni persona di buona volontà a continuare a chinarsi su chi ha bisogno per tendergli la mano, senza calcoli, senza timore, con tenerezza e comprensione. Al tempo stesso, auspico che le Istituzioni competenti, specialmente a livello Europeo, siano più coraggiose e generose nel soccorso ai profughi".


PAPA FRANCESCO ALL'ANGELUS: GESÙ CHIAMA TUTTI A SÉ E PROMETTE SOLLIEVO E RISTORO

Città del Vaticano, 6 luglio 2014 (VIS). "Nel Vangelo di questa domenica troviamo l’invito di Gesù. Dice così: 'Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro' " - ha detto Papa Francesco questa mattina all'Angelus che ha recitato con le migliaia di pellegrini riuniti in Piazza San Pietro . "Le parole di Gesù danno sempre speranza! (...) Questo invito di Gesù si estende fino ai nostri giorni, per raggiungere tanti fratelli e sorelle oppressi da condizioni di vita precarie, da situazioni esistenziali difficili e a volte prive di validi punti di riferimento".

"Nei Paesi più poveri, ma anche nelle periferie dei Paesi più ricchi, si trovano tante persone stanche e sfinite sotto il peso insopportabile dell’abbandono e dell’indifferenza. L’indifferenza: quanto male fa ai bisognosi l’indifferenza umana! E peggio, l’indifferenza dei cristiani! Ai margini della società sono tanti gli uomini e le donne provati dall’indigenza, ma anche dall’insoddisfazione della vita e dalla frustrazione. Tanti sono costretti ad emigrare dalla loro Patria, mettendo a repentaglio la propria vita. Molti di più portano ogni giorno il peso di un sistema economico che sfrutta l’uomo, gli impone un 'giogo' insopportabile, che i pochi privilegiati non vogliono portare. A ciascuno di questi figli del Padre che è nei cieli, Gesù ripete: 'Venite a me, voi tutti'".

"Ma lo dice anche a coloro che possiedono tutto, ma il cui cuore è vuoto e senza Dio - ha sottolineato Papa Francesco - (...). L’invito di Gesù è per tutti. Ma in modo speciale per questi che soffrono di più. Gesù promette di dare ristoro a tutti, ma ci fa anche un invito, che è come un comandamento: 'Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore'. Il 'giogo' del Signore consiste nel caricarsi del peso degli altri con amore fraterno. Una volta ricevuto il ristoro e il conforto di Cristo, siamo chiamati a nostra volta a diventare ristoro e conforto per i fratelli, con atteggiamento mite e umile, ad imitazione del Maestro. La mitezza e l’umiltà del cuore ci aiutano non solo a farci carico del peso degli altri, ma anche a non pesare su di loro con le nostre vedute personali, i nostri giudizi, le nostre critiche o la nostra indifferenza".

Infine il Papa ha salutato i fedeli della parrocchia di Salzano, nella diocesi di Treviso, dove fu parroco Don Giuseppe Sarto, diventato Papa Pio X e proclamato Santo, del quale ricorre il centenario della morte e, riferendosi alla Visita Pastorale in Molise appena conclusa, ha detto: "Vorrei salutare in modo particolare e affettuoso tutta la brava gente del Molise che ieri mi ha accolto nella loro bella terra e anche nel loro cuore. É stata un’accoglienza calda, calorosa: non la dimenticherò mai! Grazie tante".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 7 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Manuel Ochogavía Barahona, O.S.A., Vescovo della Diocesi di Colón-Kuna Yala (superficie: 8.167; popolazione: 290.000; cattolici: 204.000; sacerdoti: 34; religiosi: 46), Panamá. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Las Tablas (Panamá), entrato nell'Ordine Agostiniano, ha emesso la prima professione nel 1990, i voti solenni nel 1995 ed è stato ordinato sacerdote nel 2002. Dal 1998 al 2002 Ministero presso il Collegio San Agustín, nella Diocesi di David; dal 2002 al 2010 Professore ed Amministratore del Collegio San Agustín; dal 2006 al 2010 Parroco di San José in Tolé, Diocesi di David; dal 2010 Priore del Convento e Parroco nella Diocesi di Chitré, e dal 2013 Cancelliere diocesano, Membro del Collegio dei Consultori, Membro del Consiglio del suo Ordine per Panamá, Delegato presso l’Organizzazione degli Agostiniani dell’America Latina. È anche assessore diocesano del "Movimiento Familiar Cristiano" e Cappellano del Centro Regionale Universitario di Azuero.

Sabato 5 luglio, il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Antonio Arcari, Nunzio Apostolico in Costa Rica, finora Nunzio Apostolico in Mozambico.

- Il Vescovo John Ebebe Ayah, Vescovo di Uyo (superficie: 5.969; popolazione: 1.963.000; cattolici: 737.000; sacerdoti: 75; religiosi: 58), Nigeria ed Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della Diocesi do Ogoja (Nigeria).

- Il Monsignor Luis Fernando Rodríguez Velásquez, Vescovo Ausiliare dell'arcidiocesi di Cali (superficie: 2.504; popolazione: 2.821.000; cattolici: 2.397.000; sacerdoti: 405; religiosi: 1.044; diaconi permanenti: 16), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Medellín nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1985 al 1986 Vicario Parrocchiale della Parrocchia di “San Blas”; dal 1985 al 1990 Formatore e Vice Rettore del Seminario Maggiore di Medellín; dal 1986 al 1990 Vice Cancelliere dell’arcidiocesi di Medellín e Segretario dell’Arcivescovo; nel 1990 Parroco della Parrocchia di “Santa María la Virgen”; dal 1990 al 1997 Officiale del Pontificio Consiglio per la Famiglia; dal 1997 al 2000 Parroco della Parrocchia “El Sagrario”; dal 1998 al 2004 Vicario Giudiziale Aggiunto del Tribunale arcidiocesano; dal 1986 al 2003 Professore e Cappellano dal 2000 al 2004; dal 2004 al 2013 Rettore della Pontificia Università Bolivaria di Medellín, e, dal 2013, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Medellín.

- Il Padre Łukasz Mirosław Buzun, OSPPE, Vescovo Ausiliare di Kalisz (superficie: 10.800; popolazione: 732.348; cattolici: 726.000; sacerdoti: 608; religiosi: 536), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Korycin (Polonia), nel 1989 è stato ammesso al noviziato dell’Ordine di San Paolo Primo Eremita, ha emesso i voti perpetui nel 1995 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 1996 al 2003 ha svolto il lavoro pastorale e catechistico nel monastero e nella parrocchia di Wieruszów (diocesi di Kalisz). Dal 2004 al 2006 ha lavorato nel monastero e nella parrocchia di Włodawa e dal 2007 al 2008 nel monastero di Jasna Góra, dove, dal 2008 al 2011, è stato anche Vice-direttore della Radio di Jasna Góra. Dal 2010 è Docente di Teologia Spirituale nella Facoltà teologica dell’Università Cardinale Stefan Wyszyński a Varsavia. Nel 2011 è stato eletto terzo Vice-priore del Monastero di Jasna Góra in Częstochowa e recentemente Priore dello stesso Monastero.

VISITA PASTORALE DI PAPA FRANCESCO IN MOLISE

DIFENDERE LA DIGNITÀ CHE DÀ IL LAVORO

Città del Vaticano, 5 luglio 2014 (VIS). La Visita Pastorale del Santo Padre alle Diocesi di Campobasso-Boiano ed Isernia-Venafro, sul tema: "Dio non si stanca di perdonare", ha avuto inizio questa mattina con l'incontro con il mondo del lavoro e dell'industria nell'Aula Magna dell'Università degli Studi del Molise. Partito in elicottero alle 7:45, all'arrivo all'eliporto dell'Università del Molise a Campobasso, il Santo Padre è stato accolto dalle autorità civili e religiose.

"Il nostro Dio è il Dio delle sorprese. (...) Dio che rompe gli schemi. E se noi non abbiamo il coraggio di rompere gli schemi, mai andremo avanti perché il nostro Dio ci spinge a questo: essere creativi sul futuro" - sono state le prime parole pronunciate dal Papa - "Il luogo in cui ci troviamo è l'Università. E questo è significativo: esprime l’importanza della ricerca e della formazione anche per rispondere alle nuove complesse domande che l’attuale crisi economica pone, sul piano locale, nazionale e internazionale. Lo testimoniava poco fa il giovane agricoltore con la sua scelta di fare il corso di laurea in agraria e di lavorare la terra 'per vocazione'. Il restare del contadino sulla terra non è rimanere fisso, è fare un dialogo, un dialogo fecondo, un dialogo creativo. È il dialogo dell’uomo con la sua terra che la fa fiorire, la fa diventare per tutti noi feconda. (...) Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato. Io vedo l’America - la mia patria, pure: tante foreste, spogliate, che diventano terra che non si può coltivare, che non può dare vita. Questo è il peccato nostro: di sfruttare la terra e non lasciare che lei ci dia quello che ha dentro, con il nostro aiuto della coltivazione".

Il Papa ha poi fatto riferimento ad un'altra sfida della nostra epoca: conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia. "Questo è un punto 'critico' - ha detto - un punto che ci permette di discernere, di valutare la qualità umana del sistema economico in cui ci troviamo. E all’interno di questo ambito si colloca anche la questione della domenica lavorativa, che non interessa solo i credenti, ma interessa tutti, come scelta etica. (...) La domanda è: a che cosa vogliamo dare priorità? La domenica libera dal lavoro (...) sta ad affermare che la priorità non è all’economico, ma all’umano, al gratuito, alle relazioni non commerciali ma familiari, amicali, per i credenti alla relazione con Dio e con la comunità. Forse è giunto il momento di domandarci se quella di lavorare alla domenica è una vera libertà".

"Cari amici, oggi vorrei unire la mia voce - ha continuato il Pontefice - a quella di tanti lavoratori e imprenditori di questo territorio nel chiedere che possa attuarsi anche un 'patto per il lavoro' (...). Tanti posti di lavoro potrebbero essere recuperati attraverso una strategia concordata con le autorità nazionali, un 'patto per il lavoro' che sappia cogliere le opportunità offerte dalle normative nazionali ed europee".
Successivamente, citando la parola chiave detta da un lavoratore: dignità, il Papa ha affermato: "Non avere lavoro non è soltanto non avere il necessario per vivere, no. Noi possiamo mangiare tutti i giorni: andiamo alla Caritas, andiamo a questa associazione, andiamo al club, andiamo là e ci danno da mangiare. Ma questo non è il problema. Il problema è non portare il pane a casa: questo è grave, e questo toglie la dignità! Questo toglie la dignità. E il problema più grave non è la fame - anche se il problema c’è. Il problema più grave è la dignità. Per questo dobbiamo lavorare e difendere la nostra dignità, che dà il lavoro".

Infine nel ricevere in dono un dipinto che rappresenta una maternità, ringraziando, Papa Francesco ha detto: "Maternità comporta travaglio, ma il travaglio del parto è orientato alla vita, è pieno di speranza. Allora non solo vi ringrazio per questo dono, ma vi ringrazio ancora di più per la testimonianza che esso contiene: quella di un travaglio pieno di speranza".

LA CHIESA È UN POPOLO CHE SERVE DIO

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). La Visita Pastorale del Santo Padre in Molise è proseguita con la Concelebrazione Eucaristica, alle 10:30, nell'ex Stadio Romagnoli di Campobasso.

"La prima Lettura ci ha ricordato le caratteristiche della sapienza divina, che libera dal male e dall’oppressione quanti si pongono al servizio del Signore" - ha detto il Papa nell'omelia - "Egli, infatti, non è neutrale, ma con la sua sapienza sta dalla parte delle persone fragili, delle persone discriminate e oppresse che si abbandonano fiduciose a Lui. (...) La Chiesa è un popolo che serve Dio; la Chiesa è un popolo che vive nella libertà donata da Lui. Anzitutto noi siamo un popolo che serve Dio. - ha proseguito il Pontefice - Il servizio a Dio si realizza in diversi modi, in particolare nella preghiera e nell'adorazione, nell’annuncio del Vangelo e nella testimonianza della carità. E sempre l’icona della Chiesa è la Vergine Maria, la 'serva del Signore'" la quale "mostra che la via privilegiata per servire Dio è servire i fratelli che hanno bisogno".

"Alla scuola della Madre - ha ricordato il Pontefice - la Chiesa impara a diventare ogni giorno 'serva del Signore', ad essere pronta a partire per andare incontro alle situazioni di maggiore necessità (...). Ma il servizio della carità siamo chiamati tutti a viverlo nelle realtà ordinarie, cioè in famiglia, in parrocchia, al lavoro, con i vicini… (...). La testimonianza della carità è la via maestra dell’evangelizzazione. In questo la Chiesa è sempre stata 'in prima linea', presenza materna e fraterna che condivide le difficoltà e le fragilità della gente. In questo modo, la comunità cristiana cerca di infondere nella società quel 'supplemento d'anima' che consente di guardare oltre e di sperare".

"Vi incoraggio tutti, sacerdoti, persone consacrate, fedeli laici, a perseverare su questa strada, servendo Dio nel servizio ai fratelli, e diffondendo dappertutto la cultura della solidarietà. C’è tanto bisogno di questo impegno, di fronte alle situazioni di precarietà materiale e spirituale, specialmente di fronte alla disoccupazione (...). Quella del lavoro è una sfida che interpella in modo particolare la responsabilità delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario. È necessario porre la dignità della persona umana al centro di ogni prospettiva e di ogni azione. Gli altri interessi, anche se legittimi, sono secondari".

"Dunque la Chiesa è il popolo che serve il Signore - ha sottolineato il Pontefice - Per questo è il popolo che sperimenta la sua liberazione e vive in questa libertà che Egli le dona. (...) La libertà anzitutto dal peccato, dall’egoismo in tutte le sue forme (...).Questa è la libertà che, con la grazia di Dio, sperimentiamo nella comunità cristiana, quando ci mettiamo al servizio gli uni degli altri. Senza gelosie, senza partiti, senza chiacchiere... (...) Allora il Signore ci libera da ambizioni e rivalità, che minano l’unità della comunione. Ci libera dalla sfiducia, dalla tristezza (...). Ci libera dalla paura, dal vuoto interiore, dall’isolamento, dai rimpianti, dalle lamentele. (...) Cristo ci libera da questo grigiore esistenziale. (...) Per questo (...) noi discepoli del Signore, pur rimanendo sempre deboli e peccatori - tutti lo siamo! (...) siamo chiamati a vivere con gioia e coraggio la nostra fede, la comunione con Dio e con i fratelli, l'adorazione a Dio e ad affrontare con fortezza la fatiche e le prove della vita".

"Cari fratelli e sorelle, la Vergine Santa - ha detto infine il Santo Padre - che venerate in particolare col titolo di 'Madonna della Libera', vi ottenga la gioia di servire il Signore e di camminare nella libertà che Egli ci ha donato (...). Maria vi aiuti ad essere Chiesa materna, Chiesa accogliente e premurosa verso tutti. (...). Per tutto il vostro popolo sia segno di consolazione e di sicura speranza".

Al termine della celebrazione della Santa Messa, il Santo Padre ha raggiunto in auto la Cattedrale per l'adorazione del Santissimo Sacramento e la preghiera sulla tomba del Vescovo Alberto Romita e del Vescovo Secondo Bologna, morto sotto il bombardamento della città nel 1943. Quindi Papa Francesco ha salutato una rappresentanza di ammalati e, poco prima delle 13:00, ha raggiunto la "Casa degli Angeli" per il pranzo con i bisognosi assistiti dalla Caritas, inaugurando la nuova struttura caritativa della Diocesi.

Al termine del pranzo, alle 14:15, Papa Francesco si è recato all'eliporto dell'Università del Molise per il trasferimento al Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso.

AI GIOVANI DI ABRUZZO E MOLISE: "NON LASCIATEVI RUBARE IL DESIDERIO DI COSTRUIRE NELLA VOSTRA VITA COSE GRANDI E SOLIDE!"

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). Poco prima delle 15:00, Papa Francesco è giunto al Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso per l'incontro con i giovani delle Diocesi di Abruzzo e Molise. Dopo un momento di preghiera in privato nel Santuario, il Papa si è recato sul Piazzale salutato da migliaia di ragazzi e ragazze che ha ringraziato per l'entusiasmo e il clima di festa che avevano saputo creare.

"Siete aperti- con questo entusiasmo - alla speranza e desiderosi di pienezza, desiderosi di dare significato al vostro futuro - ha affermato il Pontefice - (...) di intravedere il cammino adatto per ciascuno di voi e scegliere la via che vi porti serenità e realizzazione umana. (...) Da un lato, siete alla ricerca di ciò che veramente conta, che rimane stabile nel tempo ed è definitivo, siete alla ricerca di risposte che illuminino la vostra mente e scaldino il vostro cuore non soltanto per lo spazio di un mattino o per un breve tratto di strada, ma per sempre. (...) Dall’altro lato, provate il forte timore di sbagliare - è vero, chi cammina può sbagliare -, provate la paura di coinvolgervi troppo nelle cose - l'avete sentita, tante volte -, la tentazione di lasciare sempre aperta una piccola via di fuga, che all’occorrenza possa aprire sempre nuovi scenari e possibilità".

"La società contemporanea e i suoi prevalenti modelli culturali - per esempio, la 'cultura del provvisorio' - non offrono un clima favorevole alla formazione di scelte di vita stabili con legami solidi, costruiti su una roccia dell’amore, di responsabilità piuttosto che sulla sabbia dell’emozione del momento - ha detto Papa Francesco - L’aspirazione all’autonomia individuale è spinta fino al punto da mettere sempre tutto in discussione e da spezzare con relativa facilità scelte importanti e lungamente ponderate, percorsi di vita liberamente intrapresi con impegno e dedizione. Questo alimenta la superficialità nell’assunzione delle responsabilità, poiché nel profondo dell’animo esse rischiano di venir considerate come qualcosa di cui ci si possa comunque liberare. Oggi scelgo questo, domani scelgo quell’altro… come va il vento vado io; o quando finisce il mio entusiasmo, la mia voglia, incomincio un’altra strada… E così si fa questo 'girare' la vita, proprio del labirinto. Ma il cammino non è il labirinto! Quando voi vi trovate a girare in un labirinto (...) fermatevi! Cercate il filo per uscire dal labirinto; cercate il filo: non si può bruciare la vita girando".

"Tuttavia, cari giovani, il cuore dell’essere umano aspira a cose grandi, a valori importanti, ad amicizie profonde, a legami che si irrobustiscono nelle prove della vita anziché spezzarsi. L’essere umano aspira ad amare e ad essere amato, (...) definitivamente. (...) Non lasciatevi rubare il desiderio di costruire nella vostra vita cose grandi e solide! È questo che vi porta avanti. Non accontentatevi di piccole mete! Aspirate alla felicità, abbiatene il coraggio, il coraggio di uscire da voi stessi e di giocare in pienezza il vostro futuro insieme a Gesù".

"Da soli non possiamo farcela. Di fronte alla pressione degli eventi e delle mode, da soli mai riusciremo a trovare la via giusta, e se anche la trovassimo, non avremmo la forza sufficiente per perseverare, per affrontare le salite e gli ostacoli imprevisti. E qui entra l’invito del Signore Gesù: 'Se vuoi… seguimi'. Ci invita per accompagnarci nel cammino, non per sfruttarci, non per farci schiavi, ma per farci liberi. (...) Egli ci ama definitivamente, ci ha scelti definitivamente, si è donato definitivamente a ciascuno di noi. (...) Com’è bello poter affrontare le alterne vicende dell’esistenza in compagnia di Gesù, avere con noi la sua Persona e il suo messaggio! Egli non toglie autonomia o libertà; al contrario, irrobustendo la nostra fragilità, ci permette di essere veramente liberi, liberi di fare il bene, forti di continuare a farlo, capaci di perdonare e capaci di chiedere perdono".

"Una parola che a me piace ripetere - ha detto ancora il Papa - perché spesso la dimentichiamo: Dio non si stanca di perdonare. (...) Egli perdona definitivamente, cancella e dimentica il nostro peccato se ci rivolgiamo a Lui con umiltà e fiducia. Egli ci aiuta a non scoraggiarci nelle difficoltà, a non considerarle insormontabili; e allora, fidandoci di Lui, getterete nuovamente le reti per una pesca sorprendente e abbondante, avrete coraggio e speranza anche nell’affrontare le difficoltà derivanti dagli effetti della crisi economica. Il coraggio e la speranza sono doti di tutti ma in particolare si addicono ai giovani (...). Il futuro certamente è nelle mani di Dio, le mani di un Padre provvidente. Questo non significa negare le difficoltà e i problemi, ma vederli, questi sì, come provvisori e superabili. Le difficoltà, le crisi, con l’aiuto di Dio e la buona volontà di tutti possono essere superate, vinte, trasformate".

"Non voglio finire senza dire una parola su un problema che vi tocca, un problema che voi vivete nell’attualità: la disoccupazione. (...) Non possiamo rassegnarci a perdere tutta una generazione di giovani che non hanno la forte dignità del lavoro! (...) Una generazione senza lavoro è una sconfitta futura per la patria e per l’umanità. Dobbiamo lottare contro questo. E aiutarci gli uni gli altri a trovare una via di soluzione, di aiuto, di solidarietà. (...) E questa parola solidarietà (...) è una parola cristiana: andare avanti con il fratello per aiutare a superare i problemi. Coraggiosi, con speranza e con solidarietà".

Infine, ricordando che il Santuario della Madonna Addolorata fu "eretto nel luogo dove due ragazze di questa terra, Fabiana e Serafina, nel 1888 ebbero una visione della Madre di Dio mentre lavoravano nei campi", il Santo Padre ha affermato: "Maria è madre, ci soccorre sempre: quando lavoriamo e quando siamo in cerca di lavoro, quando abbiamo le idee chiare e quando siamo confusi, quando la preghiera sgorga spontanea e quando il cuore è arido: Lei sempre è lì ad aiutarci. Maria è Madre di Dio, madre nostra e madre della Chiesa".

AI DETENUTI DI ISERNIA: DIO NON SI DIMENTICA DI NOI

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). Concluso l'incontro con i giovani nel Santuario di Castelpetroso, Papa Francesco ha raggiunto in auto la Casa Circondariale di Isernia per la visita ai detenuti. L'incontro si è svolto nel Cortile interno del Carcere e, nel suo discorso il Santo Padre ha insistito sulla necessità del reinserimento "Fare il cammino di reinserimento - ha detto - che tutti dobbiamo fare. Tutti, tutti facciamo sbagli nella vita. E tutti dobbiamo chiedere perdono di questi sbagli"-

"Chi dice che non ha bisogno di fare un cammino di reinserimento è un bugiardo! - ha esclamato Papa Francesco - (...) E quando andiamo a chiedere perdono al Signore dei nostri peccati, dei nostri sbagli, Lui ci perdona sempre, non si stanca mai di perdonare. Ci dice: 'Torna indietro da questa strada, perché non ti farà bene andare su questa'. E ci aiuta. E questo è il reinserimento, il cammino che tutti dobbiamo fare. L’importante è non stare fermi. Tutti sappiamo che quando l’acqua sta ferma marcisce. (...) Dobbiamo camminare, fare un passo ogni giorno, con l’aiuto del Signore. Dio è Padre, è misericordia, ci ama sempre. (...) Ci fa rialzare e ci restituisce pienamente la nostra dignità. (...) Dio non si dimentica di noi, si ricorda sempre. (...) E con questa fiducia si può camminare, giorno per giorno. E con questo amore fedele che ci accompagna la speranza non delude. (...) Alcuni pensano di fare un cammino di punizione, di sbagli, di peccati e soltanto soffrire, soffrire, soffrire... È vero, è vero, si soffre. Come ha detto il vostro compagno, qui si soffre. Si soffre dentro e si soffre anche fuori, quando uno vede che la propria coscienza non è pura, è sporca, e vuole cambiarla. Quella sofferenza che purifica, quel fuoco che purifica l’oro, è una sofferenza con speranza".

"C’è una cosa bella, quando il Signore ci perdona non dice: 'Io ti perdono, arrangiati!'. No, Lui ci perdona, ci prende per mano e ci aiuta ad andare avanti in questo cammino del reinserimento, nella propria vita personale e anche nella vita sociale. Questo lo fa con tutti noi. Pensare che l’ordine interiore di una persona si corregga soltanto 'a bastonate' (...), che si corregga soltanto con la punizione, questo non è di Dio, questo è sbagliato. Alcuni pensano: 'No, no, si deve punire di più, più anni, di più!'. Questo non risolve niente, niente! Ingabbiare la gente perché - scusatemi la parola - per il solo fatto che se sta dentro siamo sicuri, questo non serve, non ci aiuta. La cosa più importante è ciò che fa Dio con noi: ci prende per mano e ci aiuta ad andare avanti. E questo si chiama speranza! E con questa speranza, con questa fiducia si può camminare giorno per giorno. E con questo amore fedele, che ci accompagna, la speranza non delude davvero".

Infine, raccontando ai detenuti delle sue telefonate, ogni quindici giorni, ad un carcere di Buenos Aires per parlare con i giovani reclusi, il Papa ha detto: "Vi faccio una confidenza. Quando io mi incontro con uno di voi, che è in una casa circondariale, che sta camminando verso il reinserimento, ma che è recluso, sinceramente mi faccio questa domanda: perché lui e non io? Lo sento così. È un mistero. Ma partendo da questo sentimento, da questo sentire io vi accompagno".

PAPA FRANCESCO INDICE L'ANNO GIUBILARE CELESTINIANO

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). La Visita Pastorale di Papa Francesco in Molise si è conclusa con l'indizione dell'Anno Giubilare Celestiniano nella Piazza della Cattedrale di Isernia. Ad Isernia infatti nacque Pietro del Morrone, futuro papa Celestino V (fra il 1209 e il 1215-1296), canonizzato nel 1313, che, eletto nel conclave del 1292 - 1294, dopo solo cinque mesi al soglio di Pietro, rinunciò al pontificato per ritornare alla vita eremitica.

"Questo è l’ultimo incontro di oggi - ha detto il Papa rivolgendosi alla cittadinanza di Isernia - e si svolge in un luogo simbolico: la Piazza della Cattedrale. La piazza è il luogo dove ci incontriamo come cittadini, e la cattedrale è il luogo dove ci incontriamo con Dio, ascoltiamo la sua Parola, per vivere da fratelli, cittadini e fratelli. Nel cristianesimo non c’è contrapposizione tra sacro e profano, in questo senso: cittadini e fratelli".

"C’è un’idea forte - ha proseguito il Pontefice - che mi ha colpito, pensando all’eredità di san Celestino V. Lui, come san Francesco di Assisi, ha avuto un senso fortissimo della misericordia di Dio, e del fatto che la misericordia di Dio rinnova il mondo. Pietro del Morrone, come Francesco d’Assisi, conoscevano bene la società del loro tempo, con le sue grandi povertà. Erano molto vicini alla gente, al popolo. Avevano la stessa compassione di Gesù verso tante persone affaticate e oppresse; ma non si limitavano a dispensare buoni consigli, o pietose consolazioni. Loro per primi hanno fatto una scelta di vita controcorrente, hanno scelto di affidarsi alla Provvidenza del Padre, non solo come ascesi personale, ma come testimonianza profetica di una Paternità e di una fraternità, che sono il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo".

"E sempre mi colpisce che con questa loro compassione forte per la gente, questi santi hanno sentito il bisogno di dare al popolo la cosa più grande, la ricchezza più grande: la misericordia del Padre, il perdono. 'Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori'. In queste parole del Padre nostro c’è tutto un progetto di vita, basato sulla misericordia. La misericordia, l’indulgenza, la remissione dei debiti, non è solo qualcosa di devozionale, di intimo, un palliativo spirituale (...). È la profezia di un mondo nuovo (...) in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono la conseguenza concreta della fraternità. Questi due Santi hanno dato l’esempio. Loro sapevano che, come chierici - uno era diacono, l’altro vescovo, vescovo di Roma -, come chierici, tutti e due dovevano dare l’esempio di povertà, di misericordia e di spogliamento totale di sé stessi".

"Ecco allora il senso di una nuova cittadinanza, che sentiamo fortemente qui, in questa piazza davanti alla Cattedrale, da dove ci parla la memoria di san Pietro del Morrone Celestino V. Ecco il senso attualissimo dell’Anno giubilare, di quest’anno giubilare Celestiniano, che da questo momento dichiaro aperto, e durante il quale sarà spalancata per tutti la porta della divina misericordia. Non è una fuga, non è un’evasione dalla realtà e dai suoi problemi, è la risposta che viene dal Vangelo: l’amore come forza di purificazione delle coscienze, forza di rinnovamento dei rapporti sociali, forza di progettazione per un’economia diversa, che pone al centro la persona, il lavoro, la famiglia, piuttosto che il denaro e il profitto".

"Siamo tutti consapevoli - ha ribadito il Pontefice - che questa strada non è quella del mondo; non siamo dei sognatori, degli illusi, né vogliamo creare oasi fuori dal mondo. Crediamo piuttosto che questa strada è quella buona per tutti, è la strada che veramente ci avvicina alla giustizia e alla pace. Ma sappiamo anche che siamo peccatori, che noi per primi siamo sempre tentati di non seguire questa strada e di conformarci alla mentalità del mondo, alla mentalità del potere, alla mentalità delle ricchezze. Perciò ci affidiamo alla misericordia di Dio, e ci impegniamo a compiere con la sua grazia frutti di conversione e opere di misericordia. Queste due cose: convertirsi e fare opere di misericordia. Questo è il motivo conduttore di quest’anno, di quest’anno giubilare Celestiniano. Ci accompagni e ci sostenga sempre in questo cammino la Vergine Maria, Madre di Misericordia".

Infine, alle 19:30 il Santo Padre, ripartito in elicottero dalla Caserma dei Vigili del Fuoco di Isernia, è rientrato in Vaticano alle 20:15.

venerdì 4 luglio 2014

RIUNIONE CONSIGLIO CARDINALI CARATTERIZZATA DA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE, SINCERITÀ E SPIRITO AMICHEVOLE

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). A fine mattinata, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha informato nel corso di un briefing che il Consiglio dei Cardinali riunito presso la Casa Santa Marta terminerà le sue riunioni questa sera. Il calendario dei prossimi incontri è stato così stabilito: 15-17 Settembre 2014; 9-11 Dicembre 2014 e 9-11 Febbraio 2015.

"Per quanto riguarda i temi trattati, oltre a quelli già indicati nei giorni scorsi (Governatorato, Segreteria di Stato, Istituto Opere di Religione), si è ripreso a riflettere sui Dicasteri della Curia. Un approfondimento particolare è stato dedicato a Laici e Famiglia e più specificamente al contributo e al ruolo che deve essere svolto in questa prospettiva da laici, coppie di sposi e donne".

"Non sono state prese delle decisioni, ma approfondite delle proposte che poi andranno inserite nel quadro complessivo della nuova configurazione della Curia" - ha precisato Padre Lombardi - "La riunione continuerà questo pomeriggio trattando di Dicasteri che sono stati finora studiati meno approfonditamente. Altri temi su cui vi è stato uno scambio nel corso delle riunioni: le nunziature e il loro lavoro; le procedure per la nomina dei Vescovi. Oltre alla Commissione cardinalizia di vigilanza dello IOR, sentita fra martedì e mercoledì, non vi sono state altre partecipazioni di esterni al Consiglio".

"Quanto all’atmosfera e al clima del lavoro - ha segnalato infine Padre Lombardi - si riscontra molta soddisfazione da parte dei partecipanti. Il tono dei lavori è stato descritto come free, frank and friendly (3F); cioè caratterizzato da grande libertà di espressione, sincerità e franchezza, cordialità e spirito amichevole. Il Papa si inserisce nel dialogo con naturalezza, favorendo il clima di libertà di espressione".

"Non ci sono ancora testi da considerare bozze della nuova Costituzione - ha concluso il Direttore della Sala Stampa - poiché si procede con contributi ancora parziali, presentati generalmente da singoli cardinali incaricati di studiare un certo argomento".
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