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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 10 ottobre 2012

DOCUMENTI CONCILIARI: BUSSOLA PER LA NAVE DELLA CHIESA

Città del Vaticano, 10 ottobre 2012 (VIS). "Siamo alla vigilia del giorno in cui celebreremo i cinquant’anni dall’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II e l’inizio dell’Anno della fede. Con questa Catechesi vorrei iniziare a riflettere (...) sul grande evento di Chiesa che è stato il Concilio", ha detto il Santo Padre introducendo la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

"I documenti del Concilio Vaticano II (...) sono anche per il nostro tempo, una bussola che permette alla nave della Chiesa di procedere in mare aperto, in mezzo a tempeste o ad onde calme e tranquille, per navigare sicura ed arrivare alla meta", ha spiegato il Papa ricordando che il Concilio, al quale partecipò quando era giovane professore di teologia fondamentale all'Università di Bonn, fu per lui "una esperienza unica". "Ho potuto vedere una Chiesa viva (...) che si mette alla scuola dello Spirito Santo, il vero motore del Concilio. Rare volte nella storia si è potuto, come allora, quasi 'toccare' concretamente l’universalità della Chiesa in un momento di grande realizzazione della sua missione di portare il Vangelo in ogni tempo e fino ai confini della terra".

Nella storia della Chiesa, vari Concili hanno preceduto il Vaticano II: il Concilio di Nicea, di Efeso, di Calcedonia, di Trento che furono convocati per definire elementi fondamentali della fede e per correggere, soprattutto, gli errori che la mettevano in pericolo. Non fu il caso del Vaticano II perché "in quel momento del cammino della Chiesa non c'erano particolari errori di fede da correggere o condannare, né vi erano specifiche questioni di dottrina o di disciplina da chiarire. (...) La prima questione che si pose nella preparazione di questo grande evento fu proprio come cominciarlo, quale compito preciso attribuirgli. Il Beato Giovanni XXIII, nel discorso di apertura, l’11 ottobre di cinquant’anni fa, diede un’indicazione generale: la fede doveva parlare in un modo 'rinnovato', più incisivo - perché il mondo stava rapidamente cambiando - mantenendo però intatti i suoi contenuti perenni, senza cedimenti o compromessi".

"Il Papa - ha detto Benedetto XVI - desiderava che la Chiesa riflettesse sulla sua fede, sulle verità che la guidano. Ma da questa seria, approfondita riflessione sulla fede, doveva essere delineato in modo nuovo il rapporto tra la Chiesa e l’età moderna, tra il Cristianesimo e certi elementi essenziali del pensiero moderno, non per conformarsi ad esso, ma per presentare a questo nostro mondo, che tende ad allontanarsi da Dio, l’esigenza del Vangelo in tutta la sua grandezza e in tutta la sua purezza".

"Il tempo in cui viviamo continua ad essere segnato da una dimenticanza e sordità nei confronti di Dio. Penso, allora, che dobbiamo imparare la lezione più semplice e più fondamentale del Concilio e cioè che il Cristianesimo nella sua essenza consiste nella fede in Dio, (...) e nell’incontro (...) con Cristo che orienta e guida la vita (...). La cosa importante oggi, proprio come era nel desiderio dei Padri conciliari, è che si veda - di nuovo, con chiarezza - che Dio è presente, ci riguarda, ci risponde. E che, invece, quando manca la fede in Dio, crolla ciò che è essenziale, perché l’uomo perde la sua dignità (...). Il Concilio ci ricorda che la Chiesa (...) ha (...) il mandato di trasmettere la parola dell’amore di Dio che salva, perché sia ascoltata e accolta quella chiamata divina che contiene in sé la nostra beatitudine eterna".

Il Santo Padre ha citato le quattro costituzioni conciliari, "i quattro punti cardinali della bussola capace di orientarci: la "Sacrosanctum Concilium" sulla sacra liturgia che ci indica come nella Chiesa ci sia la centralità del mistero della presenza di Cristo; la "Lumen Gentium" che ha come compito fondamentale quello di glorificare Dio; la "Dei Verbum", sulla divina Rivelazione: la Parola vivente di Dio convoca la Chiesa e la vivifica lungo tutto il suo cammino nella storia ed infine la "Gaudium et spes" sul modo in cui la Chiesa porta al mondo intero la luce che ha ricevuto da Dio.

"Il Concilio Vaticano II - ha concluso il Pontefice - è per noi un forte appello a riscoprire ogni giorno la bellezza della nostra fede, a conoscerla in modo profondo per un più intenso rapporto con il Signore, a vivere fino in fondo la nostra vocazione cristiana".


NUMERO SPECIALE DELL'OSSERVATORE ROMANO NEL 50° ANNIVERSARIO DEL CONCILIO VATICANO II

Città del Vaticano, 10 ottobre 2012 (VIS). Per il cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II, il quotidiano "L'Osservatore Romano" ha realizzato un numero speciale sul periodo conciliare.

È una narrazione basata sulle cronache dell'epoca, particolari inediti e poco noti, immagini e fotografie, testi dei Papi che hanno guidato il Concilio o lo hanno vissuto, fino ad arrivare a Joseph Ratzinger che partecipò da giovane teologo.

Un testo di Benedetto XVI, dell'estate scorsa, sul Concilio, introduce la raccolta dei suoi scritti conciliari, pubblicata da Herder e curata dall'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller. Il testo inedito del Papa - soggetto ad embargo fino alle 17:00 di oggi pomeriggio - apre il numero speciale pubblicato in italiano, inglese, spagnolo e che apparirà su "L'Osservatore Romano" dell'11 ottobre nell'originale in lingua tedesca ed in italiano e sul sito web del quotidiano, in sette lingue (italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese, portoghese e polacco).

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 ottobre 2012 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza Sua Grazia il Dottor Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 10 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha elevato alla dignità di Arcivescovo il Vescovo Frans Daneels, O.Praem., Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

- Ha nominato il Sacerdote Vital Corbellini, Vescovo della diocesi di Marabá (superficie: 81.832; popolazione: 646.000; cattolici: 450.000; sacerdoti: 35; religiosi: 51), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Garibaldi (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dal 1987 al 1988 è stato Vicario Parrocchiale delle Parrocchie “São Sebastião” a Jaquirana; “Santa Maria do Belo Horizonte” e “São Francisco de Paula”; dal 1987 al 1988 è stato Coordinatore Pastorale della Regione di São Francisco de Paula; dal 1988 al 1993 è stato Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora Medianeira”; dal 1997 al 2001 è stato Amministratore Parrocchiale e poi Parroco della Parrocchia “São Francisco de Assis”; dal 2003 al 2007 è stato Membro dell'Equipe Sacerdotale; dal 2007 al 2010 è stato Vicario Generale della Diocesi di Caxias do Sul; attualmente è Parroco della Parrocchia “São João Batista” a Jaru.

- Ha nominato il Vescovo Gregório (Leozírio) Paixâo Neto, O.S.B., Vescovo di Petrópolis (superficie: 2.880; popolazione: 834.000; cattolici: 646.000; sacerdoti: 104; religiosi: 385; diaconi permanenti: 2), Brasile. È stato finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Sâo Salvador da Bahia (Brasile).

martedì 9 ottobre 2012

ANNO DELLA FEDE. RICORDO E CELEBRAZIONE DEL VATICANO II

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha illustrato la cerimonia di apertura dell'Anno della Fede che il Santo Padre presiederà alle 10:00 di giovedì prossimo, 11 ottobre, in Piazza San Pietro.

di particolare significato che l’Anno della Fede inizi nello stesso giorno del cinquantesimo anniversario dell’Apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. La scelta non è affatto casuale. La scadenza conciliare è un’opportunità per ritornare all’evento del Concilio che ha segnato in modo determinante la vita della Chiesa del XX secolo e per verificare l’incidenza dei suoi insegnamenti nel corso di questi decenni e dei prossimi anni che segneranno l’impegno della Chiesa per la nuova evangelizzazione. Di fatto, il Vaticano II ha voluto essere un momento privilegiato di nuova evangelizzazione".

Pertanto il cinquantesimo del Concilio, "merita di essere non solo ricordato, ma celebrato da parte della Chiesa", anche con questo Anno della Fede che rappresenta "un’occasione propizia per ravvivare la fede dei credenti e animarli di uno spirito di evangelizzazione sempre più convinto". Parimenti l'Anno della Fede sarà dedicato allo studio e all’approfondimento dell’insegnamento conciliare perché abbia ad essere di sostegno nella formazione dei credenti -in particolare con la catechesi- nella vita sacramentale della comunità cristiana e nella testimonianza".

Alla luce di questo, il Presule ha illustrato la cerimonia di inaugurazione dell'Anno della Fede "fortemente impregnata" di segni che evocano il Concilio. "In apertura della funzione, (...), verranno letti alcuni brani dalle 4 costituzioni conciliari che hanno segnato i lavori del Concilio e il rinnovamento nella vita della Chiesa. Di seguito, sarà ripetuta la lunga processione che nell’immaginario collettivo riporta al 12 ottobre del 1962. Essa sarà formata da tutti i vescovi che prenderanno parte alla solenne concelebrazione presieduta dal Santo Padre. Vi parteciperanno tutti i Padri Sinodali che in questi giorni partecipano ai lavori sulla nuova evangelizzazione, tutti i Presidenti delle Conferenze Episcopali del mondo e 14 Padri conciliari che nonostante l’età sono riusciti a venire a Roma. Erano stati invitati 70 Padri conciliari che ancora sono vivi, ma l’età avanzata o i problemi di salute hanno impedito di essere tra noi".

"Alla processione seguirà l’intronizzazione della Parola di Dio. Anche questo segno richiama a un momento significativo dei lavori conciliari quando, nelle sedute solenni nella basilica di San Pietro, giungeva in processione la Sacra Scrittura e veniva posta al centro dell’assise conciliare per ricordare a tutti di essere al servizio della Parola di Dio che permane come il centro dell’azione della Chiesa. Verrà utilizzato lo stesso leggio e la stessa Sacra Scrittura dei lavori conciliari. Al termine della celebrazione eucaristica si compirà un ulteriore segno per indicare che l’insegnamento conciliare mantiene viva la sua attualità e merita di essere ancora conosciuto e approfondito".

"Si ricorderà - ha fatto notare l'Arcivescovo Fisichella - che a chiusura del Concilio, Paolo VI consegnò dei Messaggi al Popolo di Dio". Quegli stessi messaggi saranno consegnati da Papa Benedetto XVI a diverse categorie di persone: ai governanti; agli uomini di scienza e di pensiero; agli artisti; alle donne; ai lavoratori; ai poveri; ai malati e ai sofferenti; ai giovani. "Infine, essendo il ventesimo anniversario del Catechismo della Chiesa Cattolica, il Santo Padre consegnerà copia del Catechismo in un’edizione speciale pubblicata per l’Anno della Fede a due rappresentanti dei catechisti".
"Passano gli anni - ha concluso l'Arcivescovo Fisichella - ma la forza del Vaticano II permane con la sua carica di desiderio perché al mondo intero possa giungere il Vangelo di Cristo. Lo facciamo con l’intento di offrire ai cristiani un motivo ulteriore per sentirsi parte di una Chiesa che non conosce confini e che ogni giorno rinnova la sua fede nel Signore con un impegno di vita paradossale per lo stile che siamo chiamati ad assumere".

SPEAKER DI LINGUA ARABA ALLE UDIENZE GENERALI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). A partire da mercoledì 10 ottobre mattina, nelle udienze generali, oltre gli speaker abituali delle diverse lingue, vi sarà uno speaker di lingua araba, che pronuncerà anche una breve sintesi della catechesi del Papa.

In continuità con il recente viaggio in Libano e con la pubblicazione dell'Esortazione postsinodale "Ecclesia in Medio Oriente", il Santo Padre intende così manifestare il suo incessante interesse e il suo appoggio per i cristiani del Medio Oriente, e ricordare a tutti il dovere di pregare e impegnarsi per la pace nella regione.

INTENSIFICARE IMPEGNO A FAVORE RIFUGIATI E SFOLLATI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). Le forme di solidarietà più concreta in difesa dei rifugiati è stato l'argomento dell'intervento dell'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., - quale Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra - nel corso della LXIII Sessione del Comitato Esecutivo dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, tenutosi il 2 ottobre scorso.

"L’aumento del numero di conflitti recenti ha prodotto nuove ondate di rifugiati e di persone sfollate - ha affermato l'Arcivescovo Tomasi - I media puntano i riflettori sui casi per loro politicamente più interessanti e lasciano nell’ombra della consapevolezza pubblica altre masse di persone sfollate, dimenticate e abbandonate al loro tragico destino. La Delegazione della Santa Sede prende atto ed è grata a quei Paesi che hanno tenuto aperti i propri confini e i propri cuori per accogliere i rifugiati che fuggono negli Stati confinanti, ed esorta tutti i Paesi membri ad aiutare condividendo l’onere che queste popolazioni rifugiate impongono a molti loro ospiti".

"Ancora una volta - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi - quest’anno, è un dato di fatto che gli sfollati interni a causa dei conflitti sono più numerosi dei rifugiati. La mia Delegazione è anche consapevole che la questione della misura in cui l’UNHCR deve essere coinvolta nel fornire assistenza agli sfollati interni divide gli Stati. In alcuni casi ci sono una paura autentica di un 'travalicamento della missione' e la preoccupazione che la missione centrale dell’UNHCR, la protezione dei rifugiati, ne possa soffrire. In altri casi c'è motivo di sospettare che la presenza, durante un conflitto armato interno, di occhi neutrali, internazionali, o la fornitura di un’assistenza salvavita a gruppi localmente svantaggiati potrebbero non essere gradite. La Santa Sede incoraggia l’Alto Commissariato a continuare a compiere un ulteriore sforzo per quanto riguarda le persone dislocate a causa di un conflitto armato. Ciò deve essere fatto in primo luogo cercando un accesso umanitario alle popolazioni colpite per verificare il loro bisogno di protezione, e in secondo luogo in coordinamento con altre agenzie delle Nazioni Unite, offrendo a tali persone un’assistenza cruciale".


POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice dà comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

- Alle ore 11:30 di domenica 14 ottobre, il Cardinale Timothy Michael Dolan, Arcivescovo di New York, prederà possesso del Titolo di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, Piazza Nostra Signora di Guadalupe, 12.

- Alle 18:00 di martedì 23 ottobre, il Cardinale Thomas Christopher Collins, Arcivescovo di Toronto, prederà possesso del Titolo di San Patrizio, Via Boncompagni, 31.

- Alle ore 17:00 di giovedì 25 ottobre, il Cardinale Edwin Frederick O'Brien, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, prenderà possesso della Diaconia di San Sebastiano al Palatino, Via di San Bonaventura, 1.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Iquique (Cile), presentata dal Vescovo Antonio Órdenes Fernández, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

lunedì 8 ottobre 2012

TRASMETTERE AL MONDO L A PASSIONE PER CRISTO

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). La passione di comunicare Cristo al mondo e la consapevolezza che Dio agisce nella Chiesa sono stati i punti chiave del breve discorso che Benedetto XVI ha rivolto questa mattina ai Padri Sinodali in apertura del Sinodo dedicato alla nuova evangelizzazione e alla trasmissione della fede.

Le domande se Dio sia un'ipotesi, una realtà o no - ha detto il Papa - sono oggi così attuali come erano in quel tempo. Con il Vangelo Dio ha rotto il silenzio, ci ha parlato ed è entrato nella storia. Gesù è la sua Parola, il Dio che ci mostra, che ci ama e che soffre con noi fino alla morte e risorge.

Questa, ha proseguito il Pontefice, è la risposta della Chiesa a questo grande interrogativo. La questione però è anche come si può far arrivare questa realtà all'umanità del nostro tempo, affinché diventi salvezza. Noi non possiamo fare la Chiesa, possiamo solo far conoscere quanto ha fatto Lui. La Chiesa, ha affermato il Santo Padre, non comincia con il nostro fare; può soltanto far conoscere ciò che Dio ha fatto.

Nel ricordare che gli Apostoli ricevettero lo Spirito Santo, riuniti in preghiera nel cenacolo a Pentecoste, Benedetto XVI ha spiegato che non è una mera formalità il fatto che ogni assise sinodale inizi con una preghiera, ma una dimostrazione di consapevolezza del fatto che l'iniziativa è sempre di Dio, che noi possiamo implorarlo e che con Dio la Chiesa può solo cooperare.

Dopo aver acquisito tale consapevolezza, il secondo passo è quello della "confessio", la confessione pubblica della propria fede. Questa testimonianza in momenti difficili è, precisamente, una garanzia della sua credibilità ed implica la disponibilità a dare la vita per quello in cui si crede.

La confessione ha però bisogno di un abito che la renda visibile. Il terzo passo è la "caritas", la più grande forza che deve bruciare nel cuore di un cristiano. La fede, ha concluso il Papa, deve divenire in noi una fiamma dell'amore: fiamma che realmente accende il nostro essere e così accende il prossimo. Questa è l'essenza dell'evangelizzazione.

COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede relativo ad un articolo apparso su "Il Messaggero" circa presunte irregolarità nella Fabbrica di San Pietro che amministra la Basilica Vaticana.

"In merito ad un articolo apparso su Il Messaggero dell’8 ottobre 2012, dal titolo "Fabbrica di San Pietro, al setaccio i bilanci", la Sala Stampa della Santa Sede, prese le dovute informazioni, precisa:

1) Nessun dossier giace sul tavolo del Segretario di Stato relativo ai bilanci della Fabbrica di San Pietro.

2) Tutti i bilanci della Fabbrica di San Pietro sono stati sottoposti all’esame della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede e sono stati sempre approvati dalla Segreteria di Stato.

3) L’articolo in parola risulta del tutto disinformato.

IL PAPA INAUGURA IL SINODO SULLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha proclamato Dottori della Chiesa San Giovanni d'Avila e Santa Ildegarda di Bingen ed ha presieduto l'Eucaristia nel corso della quale ha inaugurato la XIII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Hanno concelebrato con il Papa i Padri sinodali e i Vescovi delle Conferenze Episcopali spagnola e tedesca.

"L’evangelizzazione, in ogni tempo e luogo, ha sempre come punto centrale e terminale Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio; e il Crocifisso è per eccellenza il segno distintivo di chi annuncia il Vangelo: segno di amore e di pace, appello alla conversione e alla riconciliazione".

"La Chiesa - ha sottolineato il Pontefice - esiste per evangelizzare. Fedeli al comando del Signore Gesù Cristo, i suoi discepoli sono andati nel mondo intero per annunciare la Buona Notizia, fondando dappertutto le comunità cristiane. Col tempo, esse sono diventate Chiese ben organizzate con numerosi fedeli. (...) Anche nei nostri tempi lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa un nuovo slancio per annunciare la Buona Notizia, un dinamismo spirituale e pastorale che ha trovato la sua espressione più universale e il suo impulso più autorevole nel Concilio Ecumenico Vaticano II. Tale rinnovato dinamismo dell’evangelizzazione produce un benefico influsso sui due 'rami' specifici che da essa si sviluppano, vale a dire, da una parte, la missio ad gentes, cioè l’annuncio del Vangelo a coloro che ancora non conoscono Gesù Cristo e il suo messaggio di salvezza; e, dall’altra parte, la nuova evangelizzazione, orientata principalmente alle persone che, pur essendo battezzate, si sono allontanate dalla Chiesa, e vivono senza fare riferimento alla prassi cristiana".

"L’Assemblea sinodale che oggi si apre è dedicata a questa nuova evangelizzazione, per favorire in queste persone un nuovo incontro con il Signore, che solo riempie di significato profondo e di pace la nostra esistenza; per favorire la riscoperta della fede, sorgente di Grazia che porta gioia e speranza nella vita personale, familiare e sociale".

Successivamente il Papa ha affermato che il matrimonio, proposto dal Vangelo odierno e dalla prima lettura, merita "un'attenzione speciale" perché "ci invita a renderci più consapevoli di una realtà già nota ma forse non pienamente valorizzata: che cioè il matrimonio, costituisce in se stesso un Vangelo, una Buona Notizia per il mondo di oggi, in particolare per il mondo scristianizzato. L’unione dell’uomo e della donna, il loro diventare 'un’unica carne' nella carità, nell’amore fecondo e indissolubile, è segno che parla di Dio con forza, con una eloquenza che ai nostri giorni è diventata maggiore, perché purtroppo, per diverse cause, il matrimonio, proprio nelle regioni di antica evangelizzazione, sta attraversando una crisi profonda. E non è un caso. Il matrimonio è legato alla fede, non in senso generico. Il matrimonio, come unione d’amore fedele e indissolubile, si fonda sulla grazia che viene dal Dio Uno e Trino, che in Cristo ci ha amati d’amore fedele fino alla Croce. (...) C’è un’evidente corrispondenza tra la crisi della fede e la crisi del matrimonio. E, come la Chiesa afferma e testimonia da tempo, il matrimonio è chiamato ad essere non solo oggetto, ma soggetto della nuova evangelizzazione".

Infine, prima di soffermarsi sui due nuovi Dottori della Chiesa, il Papa ha ricordato che "Una delle idee portanti del rinnovato impulso che il Concilio Vaticano II ha dato all’evangelizzazione è quella della chiamata universale alla santità, che in quanto tale riguarda tutti i cristiani. I santi sono i veri protagonisti dell’evangelizzazione in tutte le sue espressioni. (...) La santità non conosce barriere culturali, sociali, politiche, religiose. Il suo linguaggio – quello dell’amore e della verità – è comprensibile per tutti gli uomini di buona volontà e li avvicina a Gesù Cristo, fonte inesauribile di vita nuova".

"A questo punto, soffermiamoci un momento ad ammirare i due Santi che oggi sono stati aggregati alla eletta schiera dei Dottori della Chiesa. San Giovanni di Avila visse nel secolo XVI. Profondo conoscitore delle Sacre Scritture, era dotato di ardente spirito missionario. Seppe penetrare con singolare profondità i misteri della Redenzione operata da Cristo per l’umanità. Uomo di Dio, univa la preghiera costante all’azione apostolica. Si dedicò alla predicazione e all’incremento della pratica dei Sacramenti, concentrando il suo impegno nel migliorare la formazione dei candidati al sacerdozio, dei religiosi e dei laici, in vista di una feconda riforma della Chiesa".

"Santa Ildegarda di Bingen, importante figura femminile del secolo XII, ha offerto il suo prezioso contributo per la crescita della Chiesa del suo tempo, valorizzando i doni ricevuti da Dio e mostrandosi donna di vivace intelligenza, profonda sensibilità e riconosciuta autorità spirituale. Il Signore la dotò di spirito profetico e di fervida capacità di discernere i segni dei tempi. Ildegarda nutrì uno spiccato amore per il creato, coltivò la medicina, la poesia e la musica. Soprattutto conservò sempre un grande e fedele amore per Cristo e per la sua Chiesa".

"Lo sguardo sull’ideale della vita cristiana, espresso nella chiamata alla santità, ci spinge a guardare con umiltà la fragilità di tanti cristiani, anzi il loro peccato, personale e comunitario, che rappresenta un grande ostacolo all’evangelizzazione, e a riconoscere la forza di Dio che, nella fede, incontra la debolezza umana. Pertanto, non si può parlare della nuova evangelizzazione senza una disposizione sincera di conversione".

Benedetto XVI ha concluso l'omelia affidando a Dio "i lavori dell’Assise sinodale nel sentimento vivo della comunione dei Santi, invocando in particolare l’intercessione dei grandi evangelizzatori, tra i quali vogliamo con grande affetto annoverare il Beato Papa Giovanni Paolo II, il cui lungo pontificato è stato anche esempio di nuova evangelizzazione".


VALORIZZARE IL ROSARIO NELL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 7 ottobre (VIS). All'Angelus il Santo Padre ha ricordato che oggi nel Santuario di Pompei, dedicato alla Regina del Rosario, viene elevata la tradizionale "Supplica" a cui si uniscono innumerevoli persone in tutto il mondo.

"Mentre anche noi ci associamo spiritualmente a tale corale invocazione, vorrei proporre a tutti di valorizzare la preghiera del Rosario nel prossimo Anno della fede. Con il Rosario, infatti, ci lasciamo guidare da Maria, modello di fede, nella meditazione dei misteri di Cristo, e giorno dopo giorno siamo aiutati ad assimilare il Vangelo, così che dia forma a tutta la nostra vita. Pertanto, nella scia dei miei Predecessori, in particolare del Beato Giovanni Paolo II che dieci anni fa ci diede la Lettera apostolica 'Rosarium Virginis Mariae', invito a pregare il Rosario personalmente, in famiglia e in comunità, ponendoci alla scuola di Maria, che ci conduce a Cristo, centro vivo della nostra fede".

SENTENZA DEL TRIBUNALE VATICANO NEL PROCESSO A CARICO DI PAOLO GABRIELE

Città del Vaticano, 6 ottobre (VIS). Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha emesso questa mattina la seguente sentenza relativa al processo a carico di Paolo Gabriele, colpevole di furto aggravato.

"L’imputato Paolo Gabriele colpevole del delitto previsto dall’art. 404 primo comma n.1 c.p., per aver egli operato, con abuso della fiducia derivante dalle relazioni di ufficio connesse alla sua prestazione d’opera, la sottrazione di cose che in ragione di tali relazioni erano lasciate od esposte alla fede dello stesso, lo condanna pertanto alla pena di anni tre (3) di reclusione;

visto l’art. 26 della legge 21 giugno 1969, n. L, considerate l’assenza di precedenti penali, le risultanze dello stato di servizio in epoca antecedente ai fatti contestati, il convincimento soggettivo - sia pure erroneo - indicato dall’imputato quale movente della sua condotta, nonché la dichiarazione circa la sopravvenuta consapevolezza di aver tradito la fiducia del Santo Padre, diminuisce la pena ad anni uno (1) e mesi 6 (sei) di reclusione; condanna il medesimo al rifacimento delle spese processuali.

Firmato
Giuseppe Dalla Torre, Presidente; Paolo Papanti-Pelletier; Venerando Marano e Raffaele Ottaviano, Cancelliere supplente.

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 ottobre (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Henryk Jõzef Nowacki, Nunzio Apostolico in Danimarca, Finlandia e Norvegia, attualmente Nunzio Apostolico in Svezia e Islanda.

- Ha accettato la rinuncia presentata dal Vescovo Edward Frankowski all’ufficio di Ausiliare della diocesi di Sandomierz (Polonia), per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignore Charles J. Scicluna, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Malta (superficie: 246; popolazione: 412.970; cattolici: 388.970; sacerdoti: 671; religiosi: 1.291), Malta. Il Vescovo eletto è nato a Toronto (Canada) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Tra il 1990 e il 1995 è stato Difensore del Vincolo e Promotore di Giustizia al Tribunale Metropolitano di Malta, Professore di Teologia Pastorale e Diritto Canonico presso la locale Facoltà di Teologia e Vice-Rettore al Seminario Maggiore dell'arcidiocesi. Nello stesso periodo ha prestato la sua collaborazione nelle parrocchie di San Gregorio Magno, Silema e la parrocchia della Trasfigurazione, Iklin presso Malta. Nel 1995 è entrato al servizio della Santa Sede, prima come Promotore di Giustizia Sostituto presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e poi come Promotore di Giustizia presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. In questo periodo ha anche insegnato, come Professore Invitato, presso la Facoltà di Diritto della Pontificia Università Gregoriana.




venerdì 5 ottobre 2012

INDULGENZA PLENARIA NELL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 5 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI concederà ai fedeli l'indulgenza plenaria nell'Anno della Fede che sarà valida dalla data di apertura (11 ottobre 2012 fino alla data di chiusura, il 24 novembre 2013), come si legge in un decreto reso pubblico oggi, a firma del Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Krzysztof Nykiel, Reggente della Penitenziera Apostolica.

"Nel giorno del cinquantesimo anniversario dalla solenne apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II - si legge nel Decreto - il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito l’inizio di un Anno particolarmente dedicato alla professione della vera fede e alla sua retta interpretazione, con la lettura, o meglio, la pia meditazione degli Atti del Concilio e degli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica".

"Poiché si tratta anzitutto di sviluppare in sommo grado – per quanto è possibile su questa terra – la santità di vita e di ottenere, quindi, nel grado più alto la purezza dell’anima, sarà molto utile il grande dono delle Indulgenze, che la Chiesa, in virtù del potere conferitole da Cristo, offre a tutti coloro che con le dovute disposizioni adempiono le speciali prescrizioni per conseguirle".

"Durante tutto l’arco dell’Anno della fede, indetto dall’11 Ottobre 2012 fino all’intero 24 Novembre 2013, potranno acquisire l’Indulgenza plenaria della pena temporale per i propri peccati impartita per la misericordia di Dio, applicabile in suffragio alle anime dei fedeli defunti, tutti i singoli fedeli veramente pentiti, debitamente confessati, comunicati sacramentalmente, e che preghino secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

a.- Ogniqualvolta parteciperanno ad almeno tre momenti di predicazione durante le Sacre Missioni, oppure ad almeno tre lezioni sugli Atti del Concilio Vaticano II e sugli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica, in qualsiasi chiesa o luogo idoneo;

b.- Ogniqualvolta visiteranno in forma di pellegrinaggio una Basilica Papale, una catacomba cristiana, una Chiesa Cattedrale, un luogo sacro designato dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. tra le Basiliche Minori ed i Santuari dedicati alla Beata Vergine Maria, ai Santi Apostoli ed ai Santi Patroni) e lì parteciperanno a qualche sacra funzione o almeno si soffermeranno per un congruo tempo di raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, le invocazioni alla Beata Vergine Maria e, secondo il caso, ai Santi Apostoli o Patroni;

c.- Ogniqualvolta, nei giorni determinati dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. nelle solennità del Signore, della Beata Vergine Maria, nelle feste dei Santi Apostoli e Patroni, nella Cattedra di San Pietro), in qualunque luogo sacro parteciperanno ad una solenne celebrazione eucaristica o alla liturgia delle ore, aggiungendo la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima;

D.- un giorno liberamente scelto, durante l’Anno della fede, per la pia visita del battistero o altro luogo, nel quale ricevettero il sacramento del Battesimo, se rinnoveranno le promesse battesimali in qualsiasi formula legittima.

I Vescovi Diocesani o Eparchiali, e coloro che nel diritto sono ad essi equiparati, nel giorno più opportuno di questo tempo, in occasione della principale celebrazione (ad es. il 24 Novembre 2013, nella solennità di Gesù Cristo Re dell’Universo, con la quale si chiuderà l’Anno della fede) potranno impartire la Benedizione Papale con l’Indulgenza plenaria, lucrabile da parte di tutti fedeli che riceveranno tale Benedizione devotamente.

Il Decreto si conclude ricordando che tutti i fedeli che "per malattia o gravi motivi" non possono uscire di casa, potranno ottenere l'indulgenza plenaria "se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti, particolarmente nei momenti in cui le Parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi Diocesani verranno trasmesse per televisione e radio, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno della fede, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita.


PRESENTAZIONE SINODO SU NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 5 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ha presentato la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma in Vaticano dal 7 al 28 ottobre, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

Prima di soffermarsi sui particolari concreti dell'Assemblea, l'Arcivescovo ha sottolineato l'importanza di "tenere uniti i due aspetti dell’argomento sinodale. Esso, infatti, indica che lo scopo della nuova evangelizzazione è la trasmissione della fede. D’altra parte, il processo della trasmissione della fede, che oggi in molti casi trova ostacoli di varia indole, si svolge nell’ambito della nuova evangelizzazione".

Successivamente l'Arcivescovo Eterovic ha illustrato la preparazione e lo svolgimento di un'Assemblea sinodale "processo complesso ed esigente" nel quale si potrebbero distinguere tre aspetti che si intrecciano mutualmente: dimensione spirituale, riflessione teologica pastorale e preparazione tecnica-organizzativa".

1.- Dimensione spirituale

La preghiera accompagna ed anima ogni attività sinodale. (...) La preghiera che ha accompagnato i lavori di preparazione (...) sarà preminente durante i lavori sinodali. In particolare, il Santo Padre presiederà quattro celebrazioni liturgiche". Il 7 ottobre, la celebrazione eucaristica dell'inaugurazione del Sinodo durante la quale il Papa dichiarerà dottori due Santi della Chiesa: San Juan de Avila e Santa Ildegarda di Bingen; l'11 ottobre la Santa Messa durante la quale il Santo Padre darà inizio all'Anno della Fede; il 21 ottobre la Santa Messa di canonizzazione dei Beati: Jacques Berthieu; Pedro Calungsod; Giovanni Battista Piamarta; Carmen Sallés y Barangueras; Marianne Cope; Caterina Tekakwitha e Anna Schäffer. Infine il 28 ottobre la Santa Messa di chiusura del Sinodo.

2. - Riflessioni teologico-pastorali

Dopo che il Santo Padre Benedetto XVI ha scelto il tema dell’Assise sinodale, la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha redatto i Lineamenta, documento di riflessione sull’argomento prescelto, reso pubblico il 4 marzo 2011. Il Questionario che accompagna i Lineamenta è stato sottoposto all'attenzione degli organismi ecclesiali, con i quali la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha rapporti istituzionali pregando di rispondere prima del 1° novembre 2011. Dall’alto numero di risposte che ha raggiunto il 90,5 % si può constatare il grande interesse delle Chiese particolari e di altri organismi sull’argomento della riflessione sinodale. Il Consiglio Ordinario della Segreteria Generale ha analizzato tali risposte che sono state sintetizzate nell’Instrumentum laboris. Tale documento è stato reso noto il 19 giugno 2012.

Altri documenti hanno avuto un ruolo importante nella preparazione dell’Assise sinodale. Si tratta, in primo luogo, delle riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI in vari suoi pronunciamenti. Oltre alle catechesi sulla preghiera, le due Lettere Apostoliche in forma di Motu proprio: "Ubicumque et semper" del 21 settembre 2010, con la quale il Sommo Pontefice erige il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. e "Porta fidei", dell’11 ottobre 2011, con la quale indice l’Anno della fede.


3.- Preparazione tecnica organizzativa

Secondo le norme dell’Ordo Synodi Episcoporum, all’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi partecipano ex officio i Capi delle Chiese Orientali cattoliche sui iuris e dei Dicasteri della Curia Romana. Oltre i Padri sinodali di nomina Pontificia, gli altri Padri sinodali vengono eletti dalle rispettive Conferenze Episcopali, dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, se oltrepassano il numero di 25 Vescovi, come pure dall’Unione dei Superiori Generali che hanno diritto di eleggere 10 membri.


4.- Partecipanti all’Assemblea sinodale

Alla XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi parteciperanno 262 Padri sinodali, il numero più elevato nella storia dei Sinodi. Dall’Europa provengono 103, dall’America 63, dall’Africa 50, dall’Asia 39 e dall’Oceania 7. La maggioranza dei Padri sinodali, precisamente 182, è stata eletta, 172 dalle Conferenze Episcopali e 10 dall’Unione dei Superiori Generali; 3 sono stati designati dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris; 37 partecipano ex officio, 40 sono stati nominati dal Santo Padre.

Benedetto XVI ha nominato il Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d'America), Relatore Generale e l'Arcivescovo Pierre-Marie Carré, di Montpellier (Francia), Segretario Speciale. Il Papa ha inoltre nominato tre Presidenti Delegati: il Cardinale John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Cina); il Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico), ed il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo). All’Assemblea sinodale prenderanno parte anche 45 Esperti e 49 Uditori; i Delegati fraterni rappresentanti di 15 chiese e comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica ed infine 3 Invitati speciali: fratello Alois, Priore di Taizé (Francia); il Reverendo Lamar Vest, Presidente dell’American Bible Society (Stati Uniti d'America) e il Signor Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.

V) Eventi di rilievo

Sono previste 23 Congregazioni Generali e 8 Sessioni dei Circoli minori. L'8 ottobre il Segretario Generale ed il Relatore Generale leggeranno la loro relazione. Nella sessione pomeridiana sono previsti brevi interventi dei rappresentanti dell'episcopato dei cinque continenti sul tema dell'Assemblea sinodale. Essi devono indicare in sintesi come è stato percepito il tema sinodale nella realtà della Chiese particolari dei singoli continenti.

Il 9 ottobre, nella Congregazione generale pomeridiana il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, riferirà sulla recezione dell’Esortazione Apostolica Postsinodale Verbum Domini, risultato della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che ha avuto luogo nel mese di ottobre del 2008.

Nel pomeriggio del 10 ottobre, Sua Grazia dottor Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana, nella Congregazione generale del pomeriggio, si rivolgerà all’Assemblea per illustrare dal punto di vista anglicano la sfida della nuova evangelizzazione e della trasmissione della fede cristiana.

Il 12 ottobre il Signor Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, fornirà alcune riflessioni sul rapporto tra scienza e fede.

Nel corso della celebrazione eucaristica dell’11 ottobre, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I° rivolgerà un indirizzo al Vescovo di Roma Benedetto XVI e a tutti i partecipanti alla Santa Messa con la quale inizierà l’Anno della fede.

All’inizio dei lavori, i Padri sinodali sceglieranno i membri della Commissione del Messaggio, composta da 12 membri, di cui il Presidente Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per i mezzi di comunicazione sociale, e il Vice-Presidente Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine) sono stati chiamati dal Santo Padre. Il Papa nominerà altri due membri, mentre i restanti 8 saranno scelti dai Padri sinodali.


6.- Conclusione

La metodologia sinodale, modificata dal Santo Padre Benedetto XVI nell’anno 2005, rimarrà sostanzialmente invariata. Pertanto, ogni Padre sinodale avrà a disposizione 5 minuti per fare il suo intervento nel corso delle Congregazioni generali. Durante la discussione libera, prevista in ogni Congregazione generale pomeridiana dalle ore 18 alle 19, ogni intervento dei Padri sinodali non durerà più di 3 minuti per favorire una maggiore partecipazione alla discussione quale espressione della comunione e del senso collegiale.
Gli interventi dei Delegati fraterni, degli Uditori e delle Uditrici non dovrebbero superare 4 minuti.



giovedì 4 ottobre 2012

IL PAPA A LORETO: È LA FEDE CHE CI DÀ UNA CASA IN QUESTO MONDO

Città del Vaticano, 4 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha compiuto una Visita pastorale a Loreto, per affidare alla Vergine Maria, venerata nel famoso Santuario - due imminenti avvenimenti: l'apertura dell'Anno della Fede (11 ottobre) e l'Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione (7 ottobre). Il Papa ha voluto inoltre ricordare il suo Predecessore, il Beato Giovanni XXIII che cinquanta anni fa si recò a Loreto per affidare alla Vergine Maria il Concilio Ecumenico Vaticano II che si sarebbe inaugurato una settimana dopo.

Il Santuario di Loreto, luogo di pellegrinaggio fin dal secolo XIV, custodisce la Casa in muratura dove la Madonna visse a Nazareth. La Santa Casa, secondo la versione antica, di segno devozionale e popolare, fu trasportata dagli angeli da Nazaret a Loreto nel 1294, poco dopo l'espulsione definitiva dei Crociati dalla Palestina. Oggi, in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologici a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa e a studi filologici e iconografici, si va sempre più confermando l'ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli che regnava sulla regione dell'Epiro. L'assistenza divina in questo viaggio è simboleggiata dagli Angeli. La Casa è il luogo dove Maria è nata, è stata fidanzata con Giuseppe, ha ricevuto l'annuncio dell'Angelo Gabriele e ha concepito nel proprio grembo il Figlio di Dio. Essa fa memoria pertanto del Mistero dell'Incarnazione.

A Nazaret la dimora di Maria era costituita di due parti: una grotta, tuttora custodita a Nazaret nella Basilica dell'Annunciazione e una Casa antistante, di tre pareti in pietra. I raffronti tecnici della Santa Casa con la Grotta di Nazaret hanno messo in luce la coesistenza e la contiguità delle due parti. A conferma della tradizione è di grande importanza un recente studio sul modo in cui sono lavorate le pietre, cioè secondo l'uso dei Nabatei, diffuso nella Galilea di Gesù. Quando le tre pareti della Casa della Madonna arrivarono a Loreto furono appoggiate su una pubblica strada, senza fondamenta proprie. Essa fu subito oggetto di una straordinaria cura conservativa che si addice solo a una preziosa reliquia.

Benedetto XVI, partito dall'eliporto vaticano alle 9:00, alle 10:00 è giunto a Loreto, accolto ricevuto dalle autorità religiose e civili della Regione. Successivamente Benedetto XVI si è recato al Santuario Lauretano, nella Piazza della Madonna dove ha salutato la Comunità dei Cappuccini del Santuario. Nella Santa Casa il Papa ha sostato alcuni minuti in adorazione davanti al Santissimo Sacramento ed ha pregato la Vergine di Loreto.

Alle 10:30, nella Piazza della Madonna, il Santo Padre ha celebrato la Santa Messa ed ha tenuto l'omelia della quale riportiamo ampi estratti.

"Il 4 ottobre del 1962, il Beato Giovanni XXIII venne in pellegrinaggio a questo Santuario per affidare alla Vergine Maria il Concilio Ecumenico Vaticano II, che si sarebbe inaugurato una settimana dopo. (...) A distanza di cinquant’anni, dopo essere stato chiamato dalla divina Provvidenza a succedere sulla cattedra di Pietro a quel Papa indimenticabile, anch’io sono venuto qui pellegrino per affidare alla Madre di Dio due importanti iniziative ecclesiali: l’Anno della fede, che avrà inizio tra una settimana, l’11 ottobre, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e l’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, da me convocata nel mese di ottobre sul tema 'La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana'".
"Come ricordavo nella Lettera Apostolica di indizione, attraverso l’Anno della fede 'intendo invitare i Confratelli Vescovi di tutto l’orbe perché si uniscano al Successore di Pietro, nel tempo di grazia spirituale che il Signore ci offre, per fare memoria del dono prezioso della fede'. E proprio qui a Loreto abbiamo l’opportunità di metterci alla scuola di Maria, di lei che è stata proclamata 'beata' perché 'ha creduto'. (...) Maria ha offerto la propria carne, ha messo tutta se stessa a disposizione della volontà di Dio, diventando 'luogo' della sua presenza, 'luogo' in cui dimora il Figlio di Dio. (...) La volontà di Maria coincide con la volontà del Figlio nell’unico progetto di amore del Padre e in lei si uniscono cielo e terra, Dio creatore e la sua creatura. Dio diventa uomo, Maria si fa 'casa vivente' del Signore, tempio dove abita l’Altissimo".

"Il Beato Giovanni XXIII cinquant’anni fa, qui a Loreto, invitava a contemplare questo mistero (...) e continuava affermando che lo stesso Concilio aveva come scopo di estendere sempre più il raggio benefico dell’Incarnazione e Redenzione di Cristo in tutte le forme della vita sociale. È’ un invito che risuona oggi con particolare forza. Nella crisi attuale che interessa non solo l’economia, ma vari settori della società, l’Incarnazione del Figlio di Dio ci dice quanto l’uomo sia importante per Dio e Dio per l’uomo. Senza Dio l’uomo finisce per far prevalere il proprio egoismo sulla solidarietà e sull’amore, le cose materiali sui valori, l’avere sull’essere. Bisogna ritornare a Dio perché l’uomo ritorni ad essere uomo. Con Dio anche nei momenti difficili, di crisi, non viene meno l’orizzonte della speranza: l’Incarnazione ci dice che non siamo mai soli, Dio è entrato nella nostra umanità e ci accompagna".

"Ma il dimorare del Figlio di Dio nella 'casa vivente', nel tempio, che è Maria, ci porta ad un altro pensiero: dove abita Dio, dobbiamo riconoscere che tutti siamo 'a casa'; dove abita Cristo, i suoi fratelli e le sue sorelle non sono più stranieri. (...) È la fede, allora, che ci dà una casa in questo mondo, che ci riunisce in un’unica famiglia e che ci rende tutti fratelli e sorelle. Contemplando Maria, dobbiamo domandarci se anche noi vogliamo essere aperti al Signore, (...) oppure se abbiamo paura che la presenza del Signore possa essere un limite alla nostra libertà, e se vogliamo riservarci una parte della nostra vita, in modo che possa appartenere soltanto a noi. Ma è proprio Dio che libera la nostra libertà, la libera dalla chiusura in se stessa, dalla sete di potere, di possesso, di dominio, e la rende capace di aprirsi alla dimensione che la realizza in senso pieno: quella del dono di sé, dell’amore, che si fa servizio e condivisione".

"La fede ci fa abitare, dimorare, ma ci fa anche camminare nella via della vita. Anche a questo proposito, la Santa Casa di Loreto conserva un insegnamento importante. Come sappiamo, essa fu collocata sopra una strada. La cosa potrebbe apparire piuttosto strana: dal nostro punto di vista, infatti, la casa e la strada sembrano escludersi. In realtà, proprio in questo particolare aspetto, è custodito un messaggio singolare di questa Casa. Essa non è una casa privata, non appartiene a una persona o a una famiglia, ma è un’abitazione aperta a tutti, che sta, per così dire, sulla strada di tutti noi. Allora, qui a Loreto, troviamo una casa che ci fa rimanere, abitare, e che nello stesso tempo ci fa camminare, ci ricorda che siamo tutti pellegrini, che dobbiamo essere sempre in cammino verso un’altra abitazione, verso la casa definitiva, verso la Città eterna, la dimora di Dio con l’umanità redenta".

"C’è ancora un punto importante del racconto evangelico dell’Annunciazione che vorrei sottolineare, un aspetto che non finisce mai di stupirci: Dio domanda il 'sì' dell’uomo, ha creato un interlocutore libero, chiede che la sua creatura Gli risponda con piena libertà. (...) Dio chiede la libera adesione di Maria per diventare uomo. Certo, il 'sì' della Vergine è frutto della Grazia divina. Ma la grazia non elimina la libertà, al contrario, la crea e la sostiene. La fede non toglie nulla alla creatura umana, ma ne permette la piena e definitiva realizzazione".

"In questo pellegrinaggio che ripercorre quello del Beato Giovanni XXIII - e che avviene, provvidenzialmente, nel giorno in cui si fa memoria di san Francesco di Assisi, vero 'Vangelo vivente' - vorrei affidare alla Santissima Madre di Dio tutte le difficoltà che vive il nostro mondo alla ricerca di serenità e di pace (...) Vorrei affidare (...) anche questo speciale tempo di grazia per la Chiesa, che si apre davanti a noi. Tu, Madre del 'sì', che hai ascoltato Gesù, parlaci di Lui, raccontaci il tuo cammino per seguirlo sulla via della fede, aiutaci ad annunciarlo perché ogni uomo possa accoglierlo e diventare dimora di Dio".

Al termine della celebrazione eucaristica il Papa ha consumato il pranzo al Centro Giovanni Paolo II. Alle 17:00 il Santo Padre ripartirà alla volta del Vaticano dove l'arrivo è previsto alle 18:00.

mercoledì 3 ottobre 2012

NELLA LITURGIA LA CHIESA SI RENDE PIENAMENTE VISIBILE

Città del Vaticano, 3 ottobre 2012 (VIS). Lo spazio che occupa la preghiera liturgica, sopratutto la Santa Messa, nella vita del cristiano, è stato il tema della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

La preghiera, ha spiegato il Papa "è la relazione vivente dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo. Quindi la vita di preghiera consiste nell’essere abitualmente alla presenza di Dio e averne coscienza (...) Questa comunione di vita con Dio, (...) è possibile perché per mezzo del Battesimo siamo stati inseriti in Cristo", giacché "solo in Cristo possiamo dialogare con Dio Padre come figli".

La preghiera cristiana consiste "nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo". "Cristo lo scopriamo - ha proseguito il Pontefice - lo conosciamo come Persona vivente, nella Chiesa. Essa è il 'suo' Corpo (...) Il legame inscindibile tra Cristo e la Chiesa, attraverso la forza unificante dell’amore, non annulla il 'tu' e l’'io', bensì li innalza alla loro unità più profonda. (...) Pregare significa elevarsi all’altezza di Dio, mediante una necessaria graduale trasformazione del nostro essere".

"Partecipando alla liturgia, facciamo nostra la lingua della madre Chiesa, apprendiamo a parlare in essa e per essa. Naturalmente questo avviene in modo graduale, poco a poco. Devo immergermi progressivamente nelle parole della Chiesa, con la mia preghiera, con la mia vita, con la mia sofferenza, con la mia gioia, con il mio pensiero. È un cammino che ci trasforma".

La questione di come pregare si risolve guardando al Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato. "Noi vediamo che la prima parola è 'Padre' e la seconda è 'nostro'. La risposta, quindi, è chiara: apprendo a pregare, alimento la mia preghiera, rivolgendomi a Dio come Padre e pregando-con-altri, pregando con la Chiesa, accettando il dono delle sue parole, che mi diventano poco a poco familiari e ricche di senso. Il dialogo che Dio stabilisce con ciascuno di noi, e noi con Lui, nella preghiera include sempre un 'con'; non si può pregare Dio in modo individualista. Nella preghiera liturgica, soprattutto l’Eucaristia (...) in ogni preghiera, non parliamo solo come singole persone, bensì entriamo nel 'noi' della Chiesa che prega".

La liturgia "non è una specie di 'auto-manifestazione' di una comunità (...) è (...)l'entrare nella grande comunità vivente, nella quale Dio stesso ci nutre. La liturgia implica universalità" ed "è importante che ogni cristiano si senta e sia realmente inserito in questo 'noi' universale, che fornisce il fondamento e il rifugio all'io, nel Corpo di Cristo che è la Chiesa".

Per questo dobbiamo accettare la logica dell'incarnazione di Dio che "si è fatto vicino, presente, entrando nella storia e nella natura umana (...) E questa presenza continua nella Chiesa, suo Corpo. La liturgia allora non è il ricordo di eventi passati, ma è la presenza viva del Mistero Pasquale di Cristo che trascende e unisce i tempi e gli spazi".

"Non è il singolo - sacerdote o fedele - o il gruppo che celebra la liturgia, ma essa è primariamente azione di Dio attraverso la Chiesa, che ha la sua storia, la sua ricca tradizione e la sua creatività. Questa universalità ed apertura fondamentale, che è propria di tutta la liturgia, è una delle ragioni per cui essa non può essere ideata o modificata dalla singola comunità o dagli esperti, ma deve essere fedele alle forme della Chiesa universale".

La Chiesa - ha concluso il Papa - si rende visibile nella liturgia: "essa è l’atto nel quale crediamo che Dio entra nella nostra realtà e noi lo possiamo incontrare, lo possiamo toccare. È l’atto nel quale (...): Egli viene a noi, e noi siamo illuminati da Lui".


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