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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 3 maggio 2002

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Basil Myron Schott, O.F.M., finora Vescovo di Parma dei Ruteni (Stati Uniti d'America), Arcivescovo Metropolita di Pittsburgh dei Bizantini (cattolici: 64.986; sacerdoti: 74; religiosi: 116), Stati Uniti d'America. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1939 a Freeland (Stati Uniti d'America), nel 1958 è entrato nel noviziato dei francescani bizantini dell'Ordine dei Frati Minori, dove ha emesso i voti ed è stato ordinato sacerdote nel 1959, ricevendo la consacrazione episcopale nel 1996.

- L'Arciprete John Kudrick, finora Amministratore Arcieparchiale di Pittsburgh e Rettore della Cattedrale (Stati Uniti d'America), Vescovo di Parma dei Ruteni (cattolici: 12.572; sacerdoti: 45; religiosi: 17; diaconi permanenti: 4), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1947 a Lloydell (Stati Uniti d'America), nel 1967 è entrato nel Terzo Ordine Regolare di San Francesco ed ha emesso i voti perpetui nel 1972, ricevendo l'ordinazione sacerdotale nel 1975.

- Il Monsignor Mark Benedict Coleridge, finora Officiale della Segreteria di Stato, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Melbourne (superficie: 27.194; popolazione: 3.365.173; cattolici: 995.797; sacerdoti: 611; religiosi: 1.988; diaconi permanenti: 1), Australia.
NER:NEA/.../... VIS 20020503

GIURAMENTO DI 28 NUOVE GUARDIE SVIZZERE PONTIFICIE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il pomeriggio di lunedì 6 maggio, in commemorazione dei 147 soldati elvetici morti eroicamente, in difesa del Sommo Pontefice Papa Clemente VII durante il Sacco di Roma, il 6 maggio 1527, avrà luogo, nel cortile di San Damaso, nel Palazzo Apostolico dello Stato della Città del Vaticano, il giuramento di 28 nuove reclute della Guardia Svizzera Pontificia.

Diciotto nuove guardie presteranno giuramento in lingua tedesca, sei in lingua italiana e quattro in lingua francese. Saranno presenti autorità vaticane, rappresentanze delle legazioni diplomatiche, dell'esercito della Confederazione Elvetica e di altri paesi.

Alle 7:30, le Guardie Svizzere e i loro famigliari assisteranno alla Santa Messa, celebrata dall'Arcivescovo Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato, nell'Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico e alle ore 8:45 parteciperanno alla cerimonia di commemorazione per i Caduti del Corpo nel Cortile d'Onore della caserma davanti al Monumento ai Caduti. In mattinata è prevista un'udienza con il Santo Padre. Infine, alle ore 17:00, si svolgerà la cerimonia del giuramento delle nuove reclute.
…/GIURAMENTO GUARDIE SVIZZERE/… VIS 20020503 (180)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Il Cardinale Geraldo Majella Agnelo, Arcivescovo di São Salvador da Bahia (Brasile).
- Sei Presuli della Conferenza Episcopale delle Antille, in Visita "ad Limina":
- L'Arcivescovo John Joseph Myers, di Newark (Stati Uniti d'America) e Superiore della Missione "sui iuris" di Turks and Caicos (Turks and Caicos).
- Il Vescovo Aloysius Ferdinandus Zichem, C.SS.R., di Paramaribo (Suriname).
- Il Vescovo Benedict Singh, di Georgetown (Repubblica Cooperativistica della Guyana).
- Il Vescovo Sydney Anicetus Charles, di Saint George's in Grenada (Grenada).
- Il Vescovo Donald James Reece, di Saint John's-Basseterre (Anguilla) (Antigua e Barbuda, Saint Kitts e Nevis).
- Il Vescovo Ernest Mesmin Lucien Cabo, di Basse-Terre (Guadalupa).
AP:AL/…/… VIS 20020503 (130)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL PAPA PER IL MESE DI MAGGIO


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera di Giovanni Paolo II per il mese di maggio è la seguente: "Perché i cristiani vivano la fede in maniera coerente e siano testimoni credibili della speranza evangelica".

L'intenzione Missionaria è la seguente: "Perché, con l'aiuto di Maria Santissima, Vergine e Madre, in ogni Paese e cultura sia tutelata e promossa la vocazione familiare e sociale della donna".
GPII-INTENZIONI PREGHIERA/MAGGIO/… VIS 20020503 (80)

EUROPA: RECUPERARE IDENTITA' AUTENTICA NEL CRISTIANESIMO

CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il testo di un Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II all'Arcivescovo Giuseppe Verucchi, di Ravenna-Cervia (Italia), nella ricorrenza del "millenario della costruzione della prima Chiesa dedicata in Ravenna a Sant'Adalberto, Vescovo di Praga e dell'invio in Polonia dei monaci Giovanni di Classe e Benedetto di Benevento".

Il Santo Padre scrive nel Messaggio, datato 23 aprile, che il progetto di evangelizzazione di Papa Silvestro II e dell'Imperatore Ottone III "diviene stimolo per i credenti di oggi a rendersi sempre più consapevoli del fatto che il grande mosaico dell'identità sociale e religiosa del continente europeo trova nella fede cristiana uno dei principali fattori della sua unità più profonda".

"Il ricordo di Adalberto, di Romualdo, di Giovanni e di Benedetto" - si legge ancora nel Messaggio - "in questa ricorrenza giubilare, richiami codesta Comunità diocesana e ogni cristiano a salvaguardare la dimensione spirituale e morale dell'Europa, offrendo al progetto dell'unità dei popoli europei un 'ancoraggio trascendente' mediante un esplicito riconoscimento dei 'diritti di Dio'. È questa l'unica garanzia veramente inoppugnabile della dignità dell'uomo e della libertà dei popoli".

"Andando oltre le pur necessarie normative tecniche, amministrative, economiche e monetarie, si deve recuperare quell'identità autentica e quel patrimonio di civiltà, che hanno nel cristianesimo una componente fondamentale, ispiratrice di quel sogno di un universalismo europeo che è stato conservato durante tante generazioni".

Come Adalberto, Romualdo, Giovanni e Benedetto superarono grazie alla fede "le tentazioni di anguste visioni esistenziali e politiche", anche ora "sarà la piena adesione a valori di matrice cristiana, quali la spiritualità, la solidarietà, la sussidiarietà, la centralità della persona, che permetterà all'Europa di svilupparsi in maniera armonica e di svolgere un ruolo significativo nel consesso delle Nazioni".
MESS/MILLENARIO CHIESA/RAVENNA:VERUCCHI VIS 20020503 (300)

NUOVO AMBASCIATORE DEL MAROCCO RICEVUTO DAL SANTO PADRE


CITTA' DEL VATICANO, 3 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina, il Signor Mohamed Sbihi, nuovo Ambasciatore del Regno del Marocco presso la Santa Sede, ha presentato al Santo Padre Giovanni Paolo II le Lettere Credenziali. Nei rispettivi discorsi, il Pontefice ed il nuovo Ambasciatore hanno ricordato i legami fra il Marocco e la Santa Sede risalenti al XIII secolo. Il Papa ha sottolineato come il Marocco, per la sua posizione geografica e la sua storia, sia terra d'incontro di popoli, culture e religioni e possa "ricoprire un grande ruolo" nella promozione del dialogo per la pace.

Il Santo Padre ha ricordato le circostanze difficili della situazione internazionale, in particolare in Medio Oriente, affermando che: "i responsabili delle Nazioni e le autorità spirituali hanno il dovere di adoperarsi senza sosta per sradicare la violenza che domina troppo spesso, nel mondo, i rapporti fra gli individui ed i gruppi". Essi hanno anche il dovere, ha detto ancora il Pontefice, di "denunciare chiaramente tutte le false legittimazioni della violenza, specialmente in nome della religione".

Il Santo Padre, riferendosi nuovamente alla "tragica situazione in Medio Oriente e alle preoccupazioni che ci assalgono riguardo ai Luoghi Santi della regione, in particolare la Città Santa di Gerusalemme, simbolo per tutti i credenti delle religioni monoteiste", ha lanciato un appello per la ripresa dei negoziati, perché "si faccia tutto il possibile per far cessare il conflitto armato", che "non dà prospettive né speranze ai popoli lì presenti".

"Come ho già detto" - ha affermato Giovanni Paolo II - "né la violenza cieca del terrorismo, né la violenza della guerra, possono portare ad una soluzione".

Il Santo Padre ha detto infine che il Marocco "si onora di un'antica tradizione di tolleranza e di apertura religiosa, e i fedeli di diverse religioni vivono nel rispetto reciproco, senza ostacolare le libertà fondamentali, dimostrando così che è possibile, a credenti di tradizioni religiose diverse, vivere in pace sul medesimo suolo", ed ha aggiunto che i cattolici "hanno il loro ruolo nella vita del paese e godono della stima della popolazione. Essi sperano di contribuire (…) all'edificazione di un mondo di giustizia e di pace, al servizio dell'uomo e del suo sviluppo".
CD/LETTERE CREDENZIALI/MAROCCO:SBIHI VIS 20020503 (380)

giovedì 2 maggio 2002

DICHIARAZIONE A GERUSALEMME INVIATO DEL PAPA IN MEDIO ORIENTE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Nella tarda mattinata di oggi il Cardinale Roger Etchegaray, inviato dal Santo Padre in missione speciale in Terra Santa, ha rilasciato la seguente dichiarazione, in lingua francese:

"Sono - semplicemente - l'Inviato del Santo Padre Giovanni Paolo II, del quale l'unica missione, spirituale, è di proclamare a tutti la Buona Novella della Pace, dell'Amore e della Misericordia che è stata proclamata per la prima volta, dopo i Profeti, da Cristo in questa Terra Santa, in questa Città di Gerusalemme".

"Vengo, a nome del Vangelo, a portare la mia piccola pietra nel grande cantiere della Pace, aperto su questo suolo insanguinato. Mi impegnerò solidarmente con tutte le Chiese cristiane".

"Vengo in nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, che ostinatamente non cessa di testimoniare rispetto e fiducia ai due popoli israeliano e palestinese, entrambi lacerati, ma uniti da una profonda aspirazione a vivere nella libertà, nella giustizia e nella sicurezza, alle quali entrambi hanno diritto".

"Sono giunto qui per chiedere che sia fatto di tutto per risolvere al più presto la tragica situazione di Betlemme e perché la Basilica della Natività sia restituita a Dio ed ai credenti. Si può sempre sperare quando ciascun uomo crede al suo simile, quando segue la strada dell'amore e non quella della violenza".

"Penso anche ai responsabili politici dei due popoli israeliano e palestinese. Sono stato appena ricevuto dal Signor Moshe Katzav, Presidente dello Stato d'Israele. Sarò ricevuto questa sera dal Signor Yasser Arafat, Presidente dell'Autorità Palestinese. Prego per tutti coloro che hanno nelle mani il destino dei due popoli".

"Shalom, Salam, la pace non si costruisce se non con le pietre di un autentico dialogo".
…/MEDIO ORIENTE/GERUSALEMME:ETCHEGARAY VIS 20020502 (290)

LETTERA APOSTOLICA CELEBRAZIONE SACRAMENTO PENITENZA


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il testo della Lettera Apostolica di Giovanni Paolo II, in forma di "Motu proprio" su alcuni aspetti della celebrazione del sacramento della penitenza, "Misericordia Dei". Nella Lettera, datata 7 aprile, Domenica della Divina Misericordia, il Santo Padre scrive: "Tutto ciò che con la presente Lettera apostolica in forma di 'Motu proprio' ho stabilito, ordino che abbia pieno e durevole valore e sia osservato a partire da questo giorno, nonostante qualsiasi altra disposizione in contrario. Quanto ho stabilito con questa Lettera ha valore, per sua natura, anche per le venerande Chiese Orientali Cattoliche, in conformità ai rispettivi canoni del Codice loro proprio".

Di seguito riportiamo alcuni estratti del Documento:

"La celebrazione del sacramento della Penitenza ha avuto nel corso dei secoli uno sviluppo che ha conosciuto diverse forme espressive, sempre, però, conservando la medesima struttura fondamentale che comprende necessariamente, oltre all'intervento del ministro - soltanto un Vescovo o un presbitero, che giudica e assolve, cura e guarisce nel nome di Cristo - gli atti del penitente: la contrizione, la confessione e la soddisfazione".

"Affinché il discernimento sulle disposizioni dei penitenti in ordine alla remissione o meno, e all'imposizione dell'opportuna penitenza da parte del ministro del Sacramento possa essere attuato, occorre che il fedele, oltre alla coscienza dei peccati commessi, al dolore per essi e alla volontà di non più ricaderci, confessi i suoi peccati. In questo senso, il Concilio di Trento dichiarò che è necessario 'per diritto divino confessare tutti e singoli i peccati mortali'. (…) Pertanto, essendo la confessione completa dei peccati gravi per istituzione divina parte costitutiva del Sacramento, essa non resta in alcun modo affidata alla libera disponibilità dei Pastori (dispensa, interpretazione, consuetudini locali, ecc.)".

"Nelle attuali circostanze pastorali, venendo incontro alle preoccupate richieste di numerosi Fratelli nell'Episcopato, considero conveniente richiamare alcune delle leggi canoniche vigenti circa la celebrazione di questo Sacramento, precisandone qualche aspetto. (…) Ciò appare specialmente necessario dal momento che si osserva in alcune regioni la tendenza all'abbandono della confessione personale insieme ad un ricorso abusivo alla 'assoluzione generale' o 'collettiva', sicché essa non appare come mezzo straordinario in situazioni del tutto eccezionali".

"Pertanto, dopo aver sentito in merito la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, nonché i pareri di venerati Fratelli Cardinali preposti ai Dicasteri della Curia Romana, (…) dispongo quanto segue:

"1. Gli Ordinari ricordino a tutti i ministri del sacramento della Penitenza che la legge universale della Chiesa ha ribadito, in applicazione della dottrina cattolica in materia, che:

"a) 'La confessione individuale e integra e la assoluzione costituiscono l'unico modo ordinario con cui il fedele, consapevole di peccato grave, è riconciliato con Dio e con la Chiesa; solamente una impossibilità fisica o morale scusa da una tale confessione, nel qual caso la riconciliazione si può ottenere anche in altri modi'. (can. 960)".

"b) Perciò, 'tutti coloro cui è demandata in forza dell'ufficio la cura delle anime, sono tenuti all'obbligo di provvedere che siano ascoltate le confessioni dei fedeli a loro affidati, che ragionevolmente lo chiedano, e che sia ad essi data l'opportunità di accostarsi alla confessione individuale, stabiliti, per loro comodità, giorni e ore'. (can. 986, paragrafo 1)".

"2. Gli Ordinari del luogo, nonché i parroci e i rettori di chiese e santuari, devono verificare periodicamente che di fatto esistano le massime facilitazioni possibili per le confessioni dei fedeli".
"3. Poiché 'il fedele è tenuto all'obbligo di confessare secondo la specie e il numero tutti i peccati gravi commessi dopo il Battesimo e non ancora direttamente rimessi mediante il potere delle chiavi della Chiesa, né accusati nella confessione individuale, dei quali abbia coscienza dopo un diligente esame', (can. 988, paragrafo 1), va riprovato qualsiasi uso che limiti la confessione ad un'accusa generica o soltanto di uno o più peccati ritenuti più significativi".
"4. Alla luce e nel contesto delle norme precedenti, deve essere compresa e rettamente applicata la assoluzione a più penitenti insieme senza la previa confessione individuale, prevista al can. 961 del Codice di Diritto Canonico. Essa, infatti, 'riveste un carattere di eccezionalità' e 'non può essere impartita in modo generale se non:
"1º vi sia imminente pericolo di morte ed al sacerdote o ai sacerdoti non basti il tempo per ascoltare le confessioni dei singoli penitenti;
"2º vi sia grave necessità, ossia quando, dato il numero dei penitenti, non si hanno a disposizione confessori sufficienti per ascoltare, come si conviene, le confessioni dei singoli entro un tempo conveniente, sicché i penitenti, senza loro colpa, sarebbero costretti a rimanere a lungo privi della grazia sacramentale o della sacra comunione; però la necessità non si considera sufficiente quando non possono essere a disposizione dei confessori, per la sola ragione di una grande affluenza di penitenti, quale può aversi in occasione di una grande festa o di un pellegrinaggio'.
"Circa il caso di grave necessità, si precisa quanto segue:
"a) Si tratta di situazioni che, oggettivamente, sono eccezionali, come quelle che si possono verificare in territori di missione o in comunità di fedeli isolati, dove il sacerdote può passare soltanto una o poche volte l'anno o quando le condizioni belliche, meteorologiche o altre simili circostanze lo consentano".
"b) Le due condizioni stabilite nel canone per configurare la grave necessità sono inseparabili (…)".
"La prima condizione, l'impossibilità di poter ascoltare le confessioni 'come si conviene' 'entro un tempo conveniente', fa riferimento solo al tempo ragionevolmente richiesto per l'essenziale amministrazione valida e degna del Sacramento (…)".
"d) Circa la seconda condizione, sarà un giudizio prudenziale a valutare quanto lungo debba essere il tempo di privazione della grazia sacramentale affinché si abbia vera impossibilità a norma del can. 960, allorché non vi sia imminente pericolo di morte".
"e) Non è ammissibile il creare o il permettere che si creino situazioni di apparente grave necessità, derivanti dalla mancata amministrazione ordinaria del Sacramento per inosservanza delle norme sopra ricordate e tanto meno, dall'opzione dei penitenti in favore della assoluzione in modo generale, come se si trattasse di una possibilità normale ed equivalente alle due forme ordinarie descritte nel Rituale".
"f) La sola grande affluenza di penitenti non costituisce sufficiente necessità, non soltanto in occasione di una festa solenne o di un pellegrinaggio, ma neppure per turismo o altre simili ragioni dovute alla crescente mobilità delle persone".
"5. Giudicare se ricorrano le condizioni richieste a norma del can. 961, paragrafo 1, 2°, non spetta al confessore, ma 'al Vescovo diocesano, il quale, tenuto conto dei criteri concordati con gli altri membri della Conferenza Episcopale, può determinare i casi di tale necessità'. (Can. 961, paragrafo 2)".
"6. Essendo di fondamentale importanza, in una materia tanto essenziale per la vita della Chiesa, la piena armonia tra i vari Episcopati del mondo, le Conferenze Episcopali, a norma del can. 455, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico, faranno pervenire quanto prima alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti il testo delle norme che esse intendono emanare oppure aggiornare, alla luce del presente 'Motu proprio' sull'applicazione del can. 961 del Codice di Diritto Canonico".
"7. Quanto alle disposizioni personali dei penitenti viene ribadito che:
"a) 'Affinché un fedele usufruisca validamente della assoluzione sacramentale impartita simultaneamente a più persone, si richiede che non solo sia ben disposto, ma insieme faccia il proposito di confessare a tempo debito i singoli peccati gravi, che al momento non può confessare'. (can. 962, paragrafo 1)".
"b) Per quanto è possibile, anche nel caso di imminente pericolo di morte, venga premessa ai fedeli 'l'esortazione che ciascuno provveda a porre l'atto di contrizione'. (can. 962, paragrafo 2).
"c) È chiaro che non possono ricevere validamente la assoluzione i penitenti che vivono in stato abituale di peccato grave e non intendono cambiare la loro situazione".
"8. Fermo restando l'obbligo 'di confessare i propri peccati gravi almeno una volta all'anno', (can. 989), 'colui al quale sono rimessi i peccati gravi mediante la assoluzione generale, si accosti quanto prima, offrendosene l'occasione, alla confessione individuale, prima che abbia a ricevere un'altra assoluzione generale, a meno che non sopraggiunga una giusta causa'. (can. 963)".
"9. Circa il luogo e la sede per la celebrazione del Sacramento, si tenga presente che:
"a) 'il luogo proprio per ricevere le confessioni sacramentali è la chiesa o l'oratorio', (can. 964, paragrafo 1), pur restando chiaro che ragioni di ordine pastorale possono giustificare la celebrazione del Sacramento in luoghi diversi; (cfr. can. 964, paragrafo 3)".
"b) la sede per le confessioni è disciplinata dalle norme emanate dalle rispettive Conferenze Episcopali, le quali garantiranno che essa sia collocata 'in luogo visibile' e sia anche 'provvista di grata fissa', così da consentire ai fedeli ed agli stessi confessori che lo desiderano di potersene liberamente servire".
LIT/SACRAMENTO PENITENZA/… VIS 20020502 (1440)

CONFESSIONE INTEGRA DEI PECCATI E ASSOLUZIONE PERSONALE


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Il Cardinale Joseph Ratzinger, il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez e l'Arcivescovo Julián Herranz, hanno presentato questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, la Lettera Apostolica in forma di 'Motu proprio' "Misericordia Dei", su alcuni aspetti della celebrazione del Sacramento della Penitenza.

Il Cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha posto in rilievo il carattere personalistico del Sacramento della Penitenza, sottolineato nel documento, ed ha spiegato che la colpa "è qualcosa di totalmente personale" e di conseguenza il perdono "deve essere totalmente personale". Questo carattere personalistico è stato negli ultimi decenni messo in ombra a motivo di un sempre più frequente ricorso alla assoluzione collettiva "considerata sempre più come una forma normale del sacramento della Penitenza - un abuso, che ha contribuito alla progressiva scomparsa di questo sacramento in alcune parti della Chiesa".

"Il dovere della confessione è istituito - così ci dice il Concilio (di Trento) - dal Signore stesso e costitutivo del sacramento, non lasciato quindi alla disposizione della Chiesa. Non è dunque nel potere della Chiesa sostituire la confessione personale con la assoluzione generale", ha detto ancora il Cardinale Ratzinger.

Il Cardinale Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha ribadito che: "Il ministero della riconciliazione non è un privilegio o un esercizio di potere, ma è espressione della responsabilità pastorale che ogni Vescovo e presbitero hanno assunto davanti a Dio il giorno della loro ordinazione, è quindi un servizio doveroso reso ai fratelli".

"Il Motu proprio 'Misericordia Dei' ribadisce l'insegnamento tradizionale della dottrina della Chiesa, secondo il quale l'unico modo ordinario della celebrazione del Sacramento della Penitenza è quello che comporta la confessione integra dei peccati al sacerdote con la assoluzione personale. Le cosiddette 'assoluzioni collettive' o 'generali' sono da considerarsi straordinarie ed eccezionali, alle quali si ricorre solo ed esclusivamente in pericolo di morte o quando è fisicamente o moralmente impossibile la celebrazione del sacramento nella forma ordinaria".

L'Arcivescovo Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha segnalato che questo documento legislativo "costituisce (…) un atto di governo ecclesiastico non soltanto prudente e opportuno ma anche pienamente rispondente al magistero di Giovanni Paolo II circa la virtù della giustizia vista come esigenza primaria della carità, e al tempo stesso inseparabile dalla misericordia nell'ordinamento giuridico della Chiesa".

Nel 'Motu proprio' emergono fortemente due realtà: "il diritto fondamentale dei fedeli a ricevere dai sacri Pastori i sacramenti istituiti da Cristo" ed il dovere di questi ultimi "di stabilire e di far applicare con diligenza le leggi canoniche e liturgiche che assicurino la valida e lecita celebrazione dei sacramenti".

L'Arcivescovo Herranz ha affermato inoltre che le norme dispositive del documento "riguardano, in primo luogo, l'unico modo ordinario" di ricevere il perdono divino per i peccati gravi, cioè "la confessione individuale". In secondo luogo, "il modo straordinario di amministrare il Sacramento, cioè la assoluzione a più penitenti insieme senza la previa confessione individuale", è contemplato in due unici casi: "'l'imminente pericolo di morte' e lo stato di 'grave necessità'".

Infine l'Arcivescovo Herranz ha ricordato l'affermazione del Legislatore "che quanto stabilito nel 'Motu proprio' 'ha valore, per sua natura, anche per le venerande Chiese Orientali Cattoliche, in conformità ai rispettivi canoni del Codice loro proprio".
…/CONFESSIONE SACRAMENTALE/… VIS 20020502 (560)

MOSTRARE IL VOLTO DI CRISTO AI MALATI E AI SOFFERENTI


CITTA' DEL VATICANO, 2 MAG. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti all'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Nel suo discorso il Papa ha sottolineato che obiettivo dell'Assemblea è stato quello di riflettere su "come meglio mostrare il Volto di Cristo dolente e glorioso, illuminando con il Vangelo il mondo della salute, della sofferenza e della malattia, santificando il malato e gli operatori della salute, e promuovendo il coordinamento della pastorale della salute nella Chiesa".

"Le nuove frontiere aperte dal progresso delle scienze della vita, e le applicazioni che ne derivano" - ha detto ancora il Pontefice - "hanno posto un potere e una responsabilità enormi nelle mani dell'uomo. Se prevarrà la cultura della morte, se nel campo della medicina e della ricerca biomedica gli uomini si lasceranno condizionare da scelte egoistiche o da ambizioni prometeiche, sarà inevitabile che la dignità umana e la vita stessa siano pericolosamente minacciate. Se, al contrario, il lavoro in questo importante settore della salute sarà improntato alla cultura della vita, sotto la guida della retta coscienza, l'uomo troverà risposte valide alle sue attese più profonde".

Sottolineando i "nuovi e complessi problemi" che gli operatori della salute devono affrontare, il Papa ha esortato il Pontificio Consiglio a rimanere "fedele alla sua missione" e "ad avere sempre un atteggiamento di rispetto per la vita e la dignità dell'essere umano".
AC/PLENARIA/CON-AVA VIS 20020502 (250)

UDIENZA GENERALE: INVITO A PREGARE PER I DISOCCUPATI


CITTA' DEL VATICANO, 1 MAG. 2002 (VIS). "Quest'oggi, primo maggio, si celebra la Festa del Lavoro. Essa, per noi cristiani" - ha detto il Santo Padre Giovanni Paolo II nel corso dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro - "è posta sotto la protezione di San Giuseppe lavoratore".

Frutto del lavoro, ha affermato Giovanni Paolo II, è "quel 'pane quotidiano', che invochiamo nella preghiera del Padre nostro. Si potrebbe dire, in un certo senso, che mediante il lavoro l'uomo diventa più uomo. Ecco perché la laboriosità è una virtù. Ma perché la laboriosità permetta effettivamente all'uomo di diventare più uomo, occorre che essa sia sempre congiunta con l'ordine sociale del lavoro. Solo a queste condizioni, vengono salvaguardati la dignità inalienabile della persona e il valore umano e sociale dell'attività lavorativa".

Il Santo Padre ha anche ricordato che oggi ha inizio "il mese dedicato alla Madonna" ed ha auspicato che esso sia "un mese di intensa preghiera con Maria! È questo l'augurio che di cuore formulo a ciascuno di voi, carissimi Fratelli e Sorelle, raccomandandovi ancora una volta la quotidiana recita del Santo Rosario".

"Vi invito tutti" - ha concluso il Pontefice - "ad unirvi a me nel pregare per i lavoratori, e specialmente per quanti si trovano in difficoltà occupazionali. Non possiamo, poi, non intensificare la nostra fiduciosa e incessante preghiera per la pace in Terra Santa, dove ci auguriamo tornino quanto prima a convivere nella sicurezza e nella serenità i popoli israeliano e palestinese, entrambi cari al mio cuore. Ce l'ottenga l'intercessione della Vergine Santa e del suo sposo San Giuseppe, custode del Redentore".
AG/SAN GIUSEPPE/… VIS 20020502 (280)

martedì 30 aprile 2002

DOCUMENTO SUL SACRAMENTO DELLA PENITENZA


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Giovedì 2 maggio, alle ore 11:30, presso la Sala Stampa della Santa Sede, verrà presentata la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio "Misericordia Dei", su alcuni aspetti della celebrazione del sacramento della Penitenza.

Alla presentazione interverranno il Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Cardinale Jorge Arturo Medina Estévez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e l'Arcivescovo Julián Herranz, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.
OP/SACRAMENTO PENITENZA/… VIS 20020430 (100)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Sette Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad
Limina":
- Il Vescovo Senan Louis O'Donnel, di Maiduguri.
- Il Vescovo Joseph Bagobiri, di Kafanchan.
- Il Vescovo Martin Igwe Uzoukwu, di Minna.
- Il Vescovo James Naanman Daman, di Jalingo.
- Il Vescovo Gorge Dodo, di Zaria.
- Il Vescovo Matthew Ishaya Audu, di Lafia.
- Don Samuel Ehatikpo, Amministratore Diocesano di Otukpo.
- Il Cardinale Crescenzio Sepe, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Ieri, 29 aprile, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Cardinale Pedro Rubiano Sáenz, Arcivescovo di Bogotá (Colombia).
AL:AP/…/… VIS 20020430 (110)

CARDINALE ETCHEGARAY IN MISSIONE SPECIALE A GERUSALEMME


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro-Valls, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:

"Nella sua sollecitudine per la Pace in Terra Santa, per quella delle comunità cristiane e dei popoli israeliano e palestinese, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha deciso di inviare in missione speciale a Gerusalemme il Cardinale Roger Etchegaray, Presidente emerito dei Pontifici Consigli 'Giustizia e Pace' e 'Cor Unum'. Il Cardinale partirà da Roma domani, mercoledì 1° maggio, e a Gerusalemme sarà ospitato nella residenza dell'Arcivescovo Pietro Sambi, Rappresentante Pontificio".
OP/MISSIONE SPECIALE GERUSALEMME/ETCHEGARAY VIS 20020430 (100)

PROGRAMMA VIAGGIO del PAPA IN AZERBAIjAN E BULGARIA


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Dal 22 al 26 maggio, il Santo Padre Giovanni Paolo II compirà un Viaggio Apostolico in Azerbaijan e Bulgaria, il 96° Viaggio fuori d'Italia. Di seguito riportiamo il programma.

Alle ore 8.40 di mercoledì 22, partenza del Pontefice dall'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino (Roma), ed arrivo all'aeroporto internazionale di Baku (Azerbaijan) alle ore 16:00. In serata il Papa si recherà in visita di cortesia dal Presidente della Repubblica. Successivamente è previsto un incontro con i Capi Religiosi del Paese e con rappresentanti della politica, della cultura e dell'arte.

La mattina di giovedì 23, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa nel Palazzo dello Sport a Baku e nel pomeriggio è previsto un incontro con il Capo dei Musulmani del Caucaso, il Vescovo Ortodosso di Baku ed il Presidente della Comunità Ebraica. In serata il Papa si recherà a Sofia (Bulgaria).

Venerdì 24, Giovanni Paolo II renderà una visita di cortesia al Presidente della Repubblica ed a Sua Santità il Patriarca Maxim. Nel pomeriggio avrà un incontro con i rappresentanti della comunità ebraica.

Sabato 25 il Papa si recherà in pellegrinaggio al Monastero di San Giovanni di Rila ed in serata avrà un incontro con il Gran Mufti e con alcuni rappresentanti della Comunità Musulmana e delle Chiese Evangeliche.

Domenica 26, il Santo Padre celebrerà la Santa Messa, durante la quale proclamerà Beati alcuni Servi di Dio. Prima del rientro a Roma, previsto alle 19:00, il Papa parteciperà ad un incontro con i giovani.
PV-AZERBAIJAN-BULGARIA/PROGRAMMA/AZERBAIJAN:BULG VIS 20020430 (270)

COSTRUIRE CHIESA COME FAMIGLIA A BENEFICIO INTERA SOCIETÀ


CITTA' DEL VATICANO, 30 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi il secondo gruppo di Vescovi della Nigeria, a Roma in Visita "ad Limina". Esprimendosi in lingua inglese, il Papa ha detto ai Vescovi di condividere la loro sollecitudine "per lo sviluppo pacifico dei vostri popoli, non solo in termini di progresso materiale, ma soprattutto nell'autentica libertà politica, nell'armonia etnica e nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini".

Giovanni Paolo II ha evidenziato due punti del Piano Pastorale Nazionale dei Vescovi Nigeriani, che, - ha sottolineato -, contribuirà a realizzare questo sviluppo: la nuova evangelizzazione e la responsabilità della Chiesa nella società civile. In questo duplice contesto, il Papa ha dato particolare rilievo alla necessità di costruire la Chiesa come una famiglia, affermando: "Quando la proclamazione e la catechesi riescono a costruire la Chiesa sul modello di una famiglia, ne beneficia l'intera società: l'armonia tra i diversi gruppi etnici è più solida, si evita l'etnocentrismo e s'incoraggiano la riconciliazione, una maggiore solidarietà e la condivisione delle risorse tra le persone; la vita nella società ha una maggiore consapevolezza degli obblighi che scaturiscono dal rispetto della dignità donata da Dio ad ogni essere umano".

Il Santo Padre ha proseguito il suo discorso affermando che: "l'onestà e l'apertura al dialogo sono atteggiamenti cristiani necessari sia in seno alla comunità sia fuori di essa, con gli altri credenti e con gli uomini e le donne di buona volontà. Un'erronea comprensione dell'inculturazione o dell'ecumenismo, però, non deve compromettere il dovere di evangelizzare".

"Inoltre" - ha detto ancora il Papa - "l'evangelizzazione e lo sviluppo integrale dell'uomo, ossia lo sviluppo di ogni persona e di tutta la persona, sono strettamente connessi". Il Pontefice ha osservato che: "Proclamare Gesù Cristo significa rivelare alle persone la loro dignità inalienabile (…). Proprio perché le persone sono state dotate di questa straordinaria dignità, esse non devono essere ridotte a vivere in condizioni sociali, economiche, culturali o politiche disumane. È questa la base teologica della lotta per la difesa della giustizia e della pace sociale, per la promozione, la liberazione e lo sviluppo umano integrale di tutti i popoli e di ciascun individuo".

Giovanni Paolo II ha detto ancora ai Vescovi nigeriani che: "Il legame tra evangelizzazione e sviluppo umano spiega la presenza della Chiesa nell'ambito sociale ed il suo ruolo nella vita pubblica e sociale (…). Seguendo l'esempio di Nostro Signore, essa svolge la sua missione profetica per tutti, soprattutto per chi è povero, sofferente, indifeso. Nel ribadire il principio che la dignità della persona umana deve sempre essere al centro di programmi a livello locale, nazionale e internazionale, la Chiesa è la voce di chi non ha voce".

"La proclamazione della Buona Novella" - ha concluso il Papa - "comprende quindi la promozione di iniziative che contribuiscono allo sviluppo e alla nobilitazione delle persone nella loro esistenza spirituale e materiale. Inoltre denuncia e combatte tutto ciò che degrada o distrugge la persona umana".
AL/…/NIGERIA VIS 20020430 (490)

lunedì 29 aprile 2002

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2002 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienze separate:

- Cinque Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad Limina":
- Il Vescovo Kevin J. Aje, di Sokoto.
- Il Vescovo Victor Adibe Chikwe, di Ahiara.
- Il Vescovo Lucius Iwejuru Ugorji, di Umuahia.
- Il Vescovo Ayo-Maria Atoyebi, O.P., di Ilorin.
- Il Vescovo Joseph Sunday Ajomo, di Lokoja.

Sabato 27 aprile il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Sei Presuli della Conferenza Episcopale della Nigeria, in Visita "ad Limina":
- L'Arcivescovo Ignatius Ayau Kaigama, di Jos.
- Il Vescovo Patrick Francis Sheehan, O.S.A., di Kano.
- Il Vescovo Ephraim Silas Obot, di Idah.
- Il Vescovo Christopher Shaman Abba, di Yola.
- Il Vescovo Gregory O. Ochinga, di Orlu.
- Il Vescovo Anthony Ekezia Ilonu, di Okigwe.

- L'Arcivescovo Laurent Monsengwo Pasinya, di Kisangani (Repubblica Democratica del Congo) e Presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali dell'Africa e del Madagascar (S.C.E.A.M.).
- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/…/… VIS 20020429 (180)

IN BREVE


IL CARDINALE ANGELO SODANO, SEGRETARIO DI STATO, ha inviato sabato 27 aprile, a nome del Santo Padre Giovanni Paolo II, un telegramma al Vescovo Joachim Wanke, di Erfurt (Germania), per le vittime della strage di venerdì mattina, nella scuola "Gutenberg". Il Santo Padre assicura la sua vicinanza spirituale ed il suo sostegno spirituale alle famiglie delle 16 persone assassinate.

IN UN MESSAGGIO INDIRIZZATO AI PARTECIPANTI all'Incontro Nazionale del "Movimento Giovanile Guanelliano", in corso a Como (Italia), il Papa scrive che il Beato Don Guanella, Fondatore della Congregazione dei Servi della Carità e Suor Chiara Bosatta, discepola del Beato e Fondatrice delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza, furono "solidali con la sofferenza dei poveri", e sottolinea che: "Questo messaggio di sensibilità e di attenzione verso l'altro è quanto mai necessario nel mondo attuale, che rischia di naufragare nell'egoismo e nell'indifferenza e ha un radicale bisogno di generosi testimoni dell'ideale dell'amore e della condivisione verso tutti, soprattutto verso i fratelli maggiormente provati".

GIOVANNI PAOLO II HA INDIRIZZATO UN MESSAGGO al Padre Vittorio Liberti, S.I., Superiore della Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù, in occasione del 90° anniversario della fondazione del "Pontificio Seminario Campano Interregionale" di Napoli-Posillipo, affidato ai Padri della Compagnia di Gesù da Papa San Pio X, il quale "indicò un compito preciso al nuovo Seminario: 'Il fine altissimo di portare i sacerdoti a quel grado di pietà e di dottrina che li renda esemplari nell'esercizio del loro ministero'".
…/IN BREVE/… VIS 20020429 (250)

ANGOLA: APPLICARE GLI ACCORDI DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2002 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto il Signor Armindo Fernandes do Espírito Santo Vieira, nuovo Ambasciatore dell'Angola presso la Santa Sede, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali, ed ha espresso la sua gioia nel constatare che dopo quaranta anni di guerra civile il Paese "ha imboccato nuovamente la strada della concordia nazionale".

Dopo aver invocato l'aiuto di Dio affinché "siano applicati gli accordi già stipulati per risolvere i problemi nazionali", il Santo Padre ha detto: "Esprimo la fervida speranza che grazie al vivo sentimento di solidarietà e di vita comunitaria, profondi valori della cultura africana, gli ostacoli e le resistenze nella ricerca del bene comune siano rapidamente superati e si instauri una vita sociale pacifica e solidale, nella quale tutte le animosità siano dimenticate e si rispettano le convinzioni di ciascuno, promuovendo la comprensione fra le diverse componenti socio-politiche ed utilizzando saggiamente le differenze per il comune arricchimento".

"Per conseguire tutto ciò" - ha proseguito il Pontefice - "è importante che i responsabili della vita pubblica facciano tutto il possibile per favorire l'edificazione di un futuro migliore per tutti i compatrioti, ed in modo particolare, per i più bisognosi".

Il Santo Padre ha ricordato che, nel suo discorso, l'Ambasciatore ha manifestato la speranza che la Chiesa si impegni "in questa fase di consolidamento di una pace definitiva e di riconciliazione fra tutti gli angolani". Infine ha affermato che la Chiesa, "con le sue istituzioni educative aiuterà a liberare le persone dalla quella grave forma di miseria che è la mancanza di formazione culturale e religiosa. Grazie alla sua azione nel settore sanitario, la Chiesa desidera promuovere" - ha concluso il Papa - "il rispetto della vita umana, testimoniando la sollecitudine di Dio per coloro che soffrono".
CD/CREDENZIALI/ANGOLA:VIEIRA VIS 20020429 (300)

SFIDE ED OPPORTUNITA' APOSTOLATO GENTE DEL MARE


CITTA' DEL VATICANO, 29 APR. 2002 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha ricevuto i partecipanti alla XV Riunione Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, che ha come tema il mondo del mare e l'attività dei marittimi.

Nel suo discorso il Santo Padre ha affermato: "Si tratta di un ambito sociale assai diversificato, dove, se anche non poche sono le sfide, non mancano le opportunità di evangelizzazione. L'incremento della mobilità umana e il processo di globalizzazione hanno notevolmente influito sui flussi migratori e turistici, e sull'attività della gente del mare".

Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha fatto riferimento ai vantaggi ed anche agli effetti negativi del fenomeno della globalizzazione, affermando che fra questi ultimi vi sono: "dolorose separazioni e situazioni complesse e difficili. Penso, ad esempio, ai marittimi obbligati a vivere lunghi periodi di lontananza dalle famiglie; ai ritmi lavorativi stressanti. (…) Né si possono dimenticare quelle singolari offerte turistiche di 'paradisi artificiali', dove si sfruttano, a scopi meramente commerciali, popolazioni e culture locali".

Il Papa ha ribadito l'importanza di "non far mancare a quanti fanno parte della grande famiglia del mare un supporto spirituale. (…) Se è presente il sostegno di qualificati agenti pastorali, i turisti potranno apprezzare di più la vacanza e le crociere, perché non saranno solo viaggi di piacere". Inoltre il Papa ha sottolineato che: "In ogni situazione, sarà necessario assicurare condizioni di lavoro più giuste e rispettose delle esigenze individuali e familiari, ed insieme ci si dovrà sforzare di proporre adeguate opportunità di coltivare la propria fede e la pratica religiosa. Ciò richiede l'impostazione di una pastorale attenta alle diverse condizioni".
AC/GENTE DI MARE/CON-SM VIS 20020429 (290)
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