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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 7 luglio 2014

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 7 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Padre Manuel Ochogavía Barahona, O.S.A., Vescovo della Diocesi di Colón-Kuna Yala (superficie: 8.167; popolazione: 290.000; cattolici: 204.000; sacerdoti: 34; religiosi: 46), Panamá. Il Vescovo eletto è nato nel 1967 a Las Tablas (Panamá), entrato nell'Ordine Agostiniano, ha emesso la prima professione nel 1990, i voti solenni nel 1995 ed è stato ordinato sacerdote nel 2002. Dal 1998 al 2002 Ministero presso il Collegio San Agustín, nella Diocesi di David; dal 2002 al 2010 Professore ed Amministratore del Collegio San Agustín; dal 2006 al 2010 Parroco di San José in Tolé, Diocesi di David; dal 2010 Priore del Convento e Parroco nella Diocesi di Chitré, e dal 2013 Cancelliere diocesano, Membro del Collegio dei Consultori, Membro del Consiglio del suo Ordine per Panamá, Delegato presso l’Organizzazione degli Agostiniani dell’America Latina. È anche assessore diocesano del "Movimiento Familiar Cristiano" e Cappellano del Centro Regionale Universitario di Azuero.

Sabato 5 luglio, il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Antonio Arcari, Nunzio Apostolico in Costa Rica, finora Nunzio Apostolico in Mozambico.

- Il Vescovo John Ebebe Ayah, Vescovo di Uyo (superficie: 5.969; popolazione: 1.963.000; cattolici: 737.000; sacerdoti: 75; religiosi: 58), Nigeria ed Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis della Diocesi do Ogoja (Nigeria).

- Il Monsignor Luis Fernando Rodríguez Velásquez, Vescovo Ausiliare dell'arcidiocesi di Cali (superficie: 2.504; popolazione: 2.821.000; cattolici: 2.397.000; sacerdoti: 405; religiosi: 1.044; diaconi permanenti: 16), Colombia. Il Vescovo eletto è nato a Medellín nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1984. Dal 1985 al 1986 Vicario Parrocchiale della Parrocchia di “San Blas”; dal 1985 al 1990 Formatore e Vice Rettore del Seminario Maggiore di Medellín; dal 1986 al 1990 Vice Cancelliere dell’arcidiocesi di Medellín e Segretario dell’Arcivescovo; nel 1990 Parroco della Parrocchia di “Santa María la Virgen”; dal 1990 al 1997 Officiale del Pontificio Consiglio per la Famiglia; dal 1997 al 2000 Parroco della Parrocchia “El Sagrario”; dal 1998 al 2004 Vicario Giudiziale Aggiunto del Tribunale arcidiocesano; dal 1986 al 2003 Professore e Cappellano dal 2000 al 2004; dal 2004 al 2013 Rettore della Pontificia Università Bolivaria di Medellín, e, dal 2013, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Medellín.

- Il Padre Łukasz Mirosław Buzun, OSPPE, Vescovo Ausiliare di Kalisz (superficie: 10.800; popolazione: 732.348; cattolici: 726.000; sacerdoti: 608; religiosi: 536), Polonia. Il Vescovo eletto è nato nel 1968 a Korycin (Polonia), nel 1989 è stato ammesso al noviziato dell’Ordine di San Paolo Primo Eremita, ha emesso i voti perpetui nel 1995 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 1996 al 2003 ha svolto il lavoro pastorale e catechistico nel monastero e nella parrocchia di Wieruszów (diocesi di Kalisz). Dal 2004 al 2006 ha lavorato nel monastero e nella parrocchia di Włodawa e dal 2007 al 2008 nel monastero di Jasna Góra, dove, dal 2008 al 2011, è stato anche Vice-direttore della Radio di Jasna Góra. Dal 2010 è Docente di Teologia Spirituale nella Facoltà teologica dell’Università Cardinale Stefan Wyszyński a Varsavia. Nel 2011 è stato eletto terzo Vice-priore del Monastero di Jasna Góra in Częstochowa e recentemente Priore dello stesso Monastero.

VISITA PASTORALE DI PAPA FRANCESCO IN MOLISE

DIFENDERE LA DIGNITÀ CHE DÀ IL LAVORO

Città del Vaticano, 5 luglio 2014 (VIS). La Visita Pastorale del Santo Padre alle Diocesi di Campobasso-Boiano ed Isernia-Venafro, sul tema: "Dio non si stanca di perdonare", ha avuto inizio questa mattina con l'incontro con il mondo del lavoro e dell'industria nell'Aula Magna dell'Università degli Studi del Molise. Partito in elicottero alle 7:45, all'arrivo all'eliporto dell'Università del Molise a Campobasso, il Santo Padre è stato accolto dalle autorità civili e religiose.

"Il nostro Dio è il Dio delle sorprese. (...) Dio che rompe gli schemi. E se noi non abbiamo il coraggio di rompere gli schemi, mai andremo avanti perché il nostro Dio ci spinge a questo: essere creativi sul futuro" - sono state le prime parole pronunciate dal Papa - "Il luogo in cui ci troviamo è l'Università. E questo è significativo: esprime l’importanza della ricerca e della formazione anche per rispondere alle nuove complesse domande che l’attuale crisi economica pone, sul piano locale, nazionale e internazionale. Lo testimoniava poco fa il giovane agricoltore con la sua scelta di fare il corso di laurea in agraria e di lavorare la terra 'per vocazione'. Il restare del contadino sulla terra non è rimanere fisso, è fare un dialogo, un dialogo fecondo, un dialogo creativo. È il dialogo dell’uomo con la sua terra che la fa fiorire, la fa diventare per tutti noi feconda. (...) Questa è una delle più grandi sfide della nostra epoca: convertirci ad uno sviluppo che sappia rispettare il creato. Io vedo l’America - la mia patria, pure: tante foreste, spogliate, che diventano terra che non si può coltivare, che non può dare vita. Questo è il peccato nostro: di sfruttare la terra e non lasciare che lei ci dia quello che ha dentro, con il nostro aiuto della coltivazione".

Il Papa ha poi fatto riferimento ad un'altra sfida della nostra epoca: conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia. "Questo è un punto 'critico' - ha detto - un punto che ci permette di discernere, di valutare la qualità umana del sistema economico in cui ci troviamo. E all’interno di questo ambito si colloca anche la questione della domenica lavorativa, che non interessa solo i credenti, ma interessa tutti, come scelta etica. (...) La domanda è: a che cosa vogliamo dare priorità? La domenica libera dal lavoro (...) sta ad affermare che la priorità non è all’economico, ma all’umano, al gratuito, alle relazioni non commerciali ma familiari, amicali, per i credenti alla relazione con Dio e con la comunità. Forse è giunto il momento di domandarci se quella di lavorare alla domenica è una vera libertà".

"Cari amici, oggi vorrei unire la mia voce - ha continuato il Pontefice - a quella di tanti lavoratori e imprenditori di questo territorio nel chiedere che possa attuarsi anche un 'patto per il lavoro' (...). Tanti posti di lavoro potrebbero essere recuperati attraverso una strategia concordata con le autorità nazionali, un 'patto per il lavoro' che sappia cogliere le opportunità offerte dalle normative nazionali ed europee".
Successivamente, citando la parola chiave detta da un lavoratore: dignità, il Papa ha affermato: "Non avere lavoro non è soltanto non avere il necessario per vivere, no. Noi possiamo mangiare tutti i giorni: andiamo alla Caritas, andiamo a questa associazione, andiamo al club, andiamo là e ci danno da mangiare. Ma questo non è il problema. Il problema è non portare il pane a casa: questo è grave, e questo toglie la dignità! Questo toglie la dignità. E il problema più grave non è la fame - anche se il problema c’è. Il problema più grave è la dignità. Per questo dobbiamo lavorare e difendere la nostra dignità, che dà il lavoro".

Infine nel ricevere in dono un dipinto che rappresenta una maternità, ringraziando, Papa Francesco ha detto: "Maternità comporta travaglio, ma il travaglio del parto è orientato alla vita, è pieno di speranza. Allora non solo vi ringrazio per questo dono, ma vi ringrazio ancora di più per la testimonianza che esso contiene: quella di un travaglio pieno di speranza".

LA CHIESA È UN POPOLO CHE SERVE DIO

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). La Visita Pastorale del Santo Padre in Molise è proseguita con la Concelebrazione Eucaristica, alle 10:30, nell'ex Stadio Romagnoli di Campobasso.

"La prima Lettura ci ha ricordato le caratteristiche della sapienza divina, che libera dal male e dall’oppressione quanti si pongono al servizio del Signore" - ha detto il Papa nell'omelia - "Egli, infatti, non è neutrale, ma con la sua sapienza sta dalla parte delle persone fragili, delle persone discriminate e oppresse che si abbandonano fiduciose a Lui. (...) La Chiesa è un popolo che serve Dio; la Chiesa è un popolo che vive nella libertà donata da Lui. Anzitutto noi siamo un popolo che serve Dio. - ha proseguito il Pontefice - Il servizio a Dio si realizza in diversi modi, in particolare nella preghiera e nell'adorazione, nell’annuncio del Vangelo e nella testimonianza della carità. E sempre l’icona della Chiesa è la Vergine Maria, la 'serva del Signore'" la quale "mostra che la via privilegiata per servire Dio è servire i fratelli che hanno bisogno".

"Alla scuola della Madre - ha ricordato il Pontefice - la Chiesa impara a diventare ogni giorno 'serva del Signore', ad essere pronta a partire per andare incontro alle situazioni di maggiore necessità (...). Ma il servizio della carità siamo chiamati tutti a viverlo nelle realtà ordinarie, cioè in famiglia, in parrocchia, al lavoro, con i vicini… (...). La testimonianza della carità è la via maestra dell’evangelizzazione. In questo la Chiesa è sempre stata 'in prima linea', presenza materna e fraterna che condivide le difficoltà e le fragilità della gente. In questo modo, la comunità cristiana cerca di infondere nella società quel 'supplemento d'anima' che consente di guardare oltre e di sperare".

"Vi incoraggio tutti, sacerdoti, persone consacrate, fedeli laici, a perseverare su questa strada, servendo Dio nel servizio ai fratelli, e diffondendo dappertutto la cultura della solidarietà. C’è tanto bisogno di questo impegno, di fronte alle situazioni di precarietà materiale e spirituale, specialmente di fronte alla disoccupazione (...). Quella del lavoro è una sfida che interpella in modo particolare la responsabilità delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e finanziario. È necessario porre la dignità della persona umana al centro di ogni prospettiva e di ogni azione. Gli altri interessi, anche se legittimi, sono secondari".

"Dunque la Chiesa è il popolo che serve il Signore - ha sottolineato il Pontefice - Per questo è il popolo che sperimenta la sua liberazione e vive in questa libertà che Egli le dona. (...) La libertà anzitutto dal peccato, dall’egoismo in tutte le sue forme (...).Questa è la libertà che, con la grazia di Dio, sperimentiamo nella comunità cristiana, quando ci mettiamo al servizio gli uni degli altri. Senza gelosie, senza partiti, senza chiacchiere... (...) Allora il Signore ci libera da ambizioni e rivalità, che minano l’unità della comunione. Ci libera dalla sfiducia, dalla tristezza (...). Ci libera dalla paura, dal vuoto interiore, dall’isolamento, dai rimpianti, dalle lamentele. (...) Cristo ci libera da questo grigiore esistenziale. (...) Per questo (...) noi discepoli del Signore, pur rimanendo sempre deboli e peccatori - tutti lo siamo! (...) siamo chiamati a vivere con gioia e coraggio la nostra fede, la comunione con Dio e con i fratelli, l'adorazione a Dio e ad affrontare con fortezza la fatiche e le prove della vita".

"Cari fratelli e sorelle, la Vergine Santa - ha detto infine il Santo Padre - che venerate in particolare col titolo di 'Madonna della Libera', vi ottenga la gioia di servire il Signore e di camminare nella libertà che Egli ci ha donato (...). Maria vi aiuti ad essere Chiesa materna, Chiesa accogliente e premurosa verso tutti. (...). Per tutto il vostro popolo sia segno di consolazione e di sicura speranza".

Al termine della celebrazione della Santa Messa, il Santo Padre ha raggiunto in auto la Cattedrale per l'adorazione del Santissimo Sacramento e la preghiera sulla tomba del Vescovo Alberto Romita e del Vescovo Secondo Bologna, morto sotto il bombardamento della città nel 1943. Quindi Papa Francesco ha salutato una rappresentanza di ammalati e, poco prima delle 13:00, ha raggiunto la "Casa degli Angeli" per il pranzo con i bisognosi assistiti dalla Caritas, inaugurando la nuova struttura caritativa della Diocesi.

Al termine del pranzo, alle 14:15, Papa Francesco si è recato all'eliporto dell'Università del Molise per il trasferimento al Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso.

AI GIOVANI DI ABRUZZO E MOLISE: "NON LASCIATEVI RUBARE IL DESIDERIO DI COSTRUIRE NELLA VOSTRA VITA COSE GRANDI E SOLIDE!"

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). Poco prima delle 15:00, Papa Francesco è giunto al Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso per l'incontro con i giovani delle Diocesi di Abruzzo e Molise. Dopo un momento di preghiera in privato nel Santuario, il Papa si è recato sul Piazzale salutato da migliaia di ragazzi e ragazze che ha ringraziato per l'entusiasmo e il clima di festa che avevano saputo creare.

"Siete aperti- con questo entusiasmo - alla speranza e desiderosi di pienezza, desiderosi di dare significato al vostro futuro - ha affermato il Pontefice - (...) di intravedere il cammino adatto per ciascuno di voi e scegliere la via che vi porti serenità e realizzazione umana. (...) Da un lato, siete alla ricerca di ciò che veramente conta, che rimane stabile nel tempo ed è definitivo, siete alla ricerca di risposte che illuminino la vostra mente e scaldino il vostro cuore non soltanto per lo spazio di un mattino o per un breve tratto di strada, ma per sempre. (...) Dall’altro lato, provate il forte timore di sbagliare - è vero, chi cammina può sbagliare -, provate la paura di coinvolgervi troppo nelle cose - l'avete sentita, tante volte -, la tentazione di lasciare sempre aperta una piccola via di fuga, che all’occorrenza possa aprire sempre nuovi scenari e possibilità".

"La società contemporanea e i suoi prevalenti modelli culturali - per esempio, la 'cultura del provvisorio' - non offrono un clima favorevole alla formazione di scelte di vita stabili con legami solidi, costruiti su una roccia dell’amore, di responsabilità piuttosto che sulla sabbia dell’emozione del momento - ha detto Papa Francesco - L’aspirazione all’autonomia individuale è spinta fino al punto da mettere sempre tutto in discussione e da spezzare con relativa facilità scelte importanti e lungamente ponderate, percorsi di vita liberamente intrapresi con impegno e dedizione. Questo alimenta la superficialità nell’assunzione delle responsabilità, poiché nel profondo dell’animo esse rischiano di venir considerate come qualcosa di cui ci si possa comunque liberare. Oggi scelgo questo, domani scelgo quell’altro… come va il vento vado io; o quando finisce il mio entusiasmo, la mia voglia, incomincio un’altra strada… E così si fa questo 'girare' la vita, proprio del labirinto. Ma il cammino non è il labirinto! Quando voi vi trovate a girare in un labirinto (...) fermatevi! Cercate il filo per uscire dal labirinto; cercate il filo: non si può bruciare la vita girando".

"Tuttavia, cari giovani, il cuore dell’essere umano aspira a cose grandi, a valori importanti, ad amicizie profonde, a legami che si irrobustiscono nelle prove della vita anziché spezzarsi. L’essere umano aspira ad amare e ad essere amato, (...) definitivamente. (...) Non lasciatevi rubare il desiderio di costruire nella vostra vita cose grandi e solide! È questo che vi porta avanti. Non accontentatevi di piccole mete! Aspirate alla felicità, abbiatene il coraggio, il coraggio di uscire da voi stessi e di giocare in pienezza il vostro futuro insieme a Gesù".

"Da soli non possiamo farcela. Di fronte alla pressione degli eventi e delle mode, da soli mai riusciremo a trovare la via giusta, e se anche la trovassimo, non avremmo la forza sufficiente per perseverare, per affrontare le salite e gli ostacoli imprevisti. E qui entra l’invito del Signore Gesù: 'Se vuoi… seguimi'. Ci invita per accompagnarci nel cammino, non per sfruttarci, non per farci schiavi, ma per farci liberi. (...) Egli ci ama definitivamente, ci ha scelti definitivamente, si è donato definitivamente a ciascuno di noi. (...) Com’è bello poter affrontare le alterne vicende dell’esistenza in compagnia di Gesù, avere con noi la sua Persona e il suo messaggio! Egli non toglie autonomia o libertà; al contrario, irrobustendo la nostra fragilità, ci permette di essere veramente liberi, liberi di fare il bene, forti di continuare a farlo, capaci di perdonare e capaci di chiedere perdono".

"Una parola che a me piace ripetere - ha detto ancora il Papa - perché spesso la dimentichiamo: Dio non si stanca di perdonare. (...) Egli perdona definitivamente, cancella e dimentica il nostro peccato se ci rivolgiamo a Lui con umiltà e fiducia. Egli ci aiuta a non scoraggiarci nelle difficoltà, a non considerarle insormontabili; e allora, fidandoci di Lui, getterete nuovamente le reti per una pesca sorprendente e abbondante, avrete coraggio e speranza anche nell’affrontare le difficoltà derivanti dagli effetti della crisi economica. Il coraggio e la speranza sono doti di tutti ma in particolare si addicono ai giovani (...). Il futuro certamente è nelle mani di Dio, le mani di un Padre provvidente. Questo non significa negare le difficoltà e i problemi, ma vederli, questi sì, come provvisori e superabili. Le difficoltà, le crisi, con l’aiuto di Dio e la buona volontà di tutti possono essere superate, vinte, trasformate".

"Non voglio finire senza dire una parola su un problema che vi tocca, un problema che voi vivete nell’attualità: la disoccupazione. (...) Non possiamo rassegnarci a perdere tutta una generazione di giovani che non hanno la forte dignità del lavoro! (...) Una generazione senza lavoro è una sconfitta futura per la patria e per l’umanità. Dobbiamo lottare contro questo. E aiutarci gli uni gli altri a trovare una via di soluzione, di aiuto, di solidarietà. (...) E questa parola solidarietà (...) è una parola cristiana: andare avanti con il fratello per aiutare a superare i problemi. Coraggiosi, con speranza e con solidarietà".

Infine, ricordando che il Santuario della Madonna Addolorata fu "eretto nel luogo dove due ragazze di questa terra, Fabiana e Serafina, nel 1888 ebbero una visione della Madre di Dio mentre lavoravano nei campi", il Santo Padre ha affermato: "Maria è madre, ci soccorre sempre: quando lavoriamo e quando siamo in cerca di lavoro, quando abbiamo le idee chiare e quando siamo confusi, quando la preghiera sgorga spontanea e quando il cuore è arido: Lei sempre è lì ad aiutarci. Maria è Madre di Dio, madre nostra e madre della Chiesa".

AI DETENUTI DI ISERNIA: DIO NON SI DIMENTICA DI NOI

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). Concluso l'incontro con i giovani nel Santuario di Castelpetroso, Papa Francesco ha raggiunto in auto la Casa Circondariale di Isernia per la visita ai detenuti. L'incontro si è svolto nel Cortile interno del Carcere e, nel suo discorso il Santo Padre ha insistito sulla necessità del reinserimento "Fare il cammino di reinserimento - ha detto - che tutti dobbiamo fare. Tutti, tutti facciamo sbagli nella vita. E tutti dobbiamo chiedere perdono di questi sbagli"-

"Chi dice che non ha bisogno di fare un cammino di reinserimento è un bugiardo! - ha esclamato Papa Francesco - (...) E quando andiamo a chiedere perdono al Signore dei nostri peccati, dei nostri sbagli, Lui ci perdona sempre, non si stanca mai di perdonare. Ci dice: 'Torna indietro da questa strada, perché non ti farà bene andare su questa'. E ci aiuta. E questo è il reinserimento, il cammino che tutti dobbiamo fare. L’importante è non stare fermi. Tutti sappiamo che quando l’acqua sta ferma marcisce. (...) Dobbiamo camminare, fare un passo ogni giorno, con l’aiuto del Signore. Dio è Padre, è misericordia, ci ama sempre. (...) Ci fa rialzare e ci restituisce pienamente la nostra dignità. (...) Dio non si dimentica di noi, si ricorda sempre. (...) E con questa fiducia si può camminare, giorno per giorno. E con questo amore fedele che ci accompagna la speranza non delude. (...) Alcuni pensano di fare un cammino di punizione, di sbagli, di peccati e soltanto soffrire, soffrire, soffrire... È vero, è vero, si soffre. Come ha detto il vostro compagno, qui si soffre. Si soffre dentro e si soffre anche fuori, quando uno vede che la propria coscienza non è pura, è sporca, e vuole cambiarla. Quella sofferenza che purifica, quel fuoco che purifica l’oro, è una sofferenza con speranza".

"C’è una cosa bella, quando il Signore ci perdona non dice: 'Io ti perdono, arrangiati!'. No, Lui ci perdona, ci prende per mano e ci aiuta ad andare avanti in questo cammino del reinserimento, nella propria vita personale e anche nella vita sociale. Questo lo fa con tutti noi. Pensare che l’ordine interiore di una persona si corregga soltanto 'a bastonate' (...), che si corregga soltanto con la punizione, questo non è di Dio, questo è sbagliato. Alcuni pensano: 'No, no, si deve punire di più, più anni, di più!'. Questo non risolve niente, niente! Ingabbiare la gente perché - scusatemi la parola - per il solo fatto che se sta dentro siamo sicuri, questo non serve, non ci aiuta. La cosa più importante è ciò che fa Dio con noi: ci prende per mano e ci aiuta ad andare avanti. E questo si chiama speranza! E con questa speranza, con questa fiducia si può camminare giorno per giorno. E con questo amore fedele, che ci accompagna, la speranza non delude davvero".

Infine, raccontando ai detenuti delle sue telefonate, ogni quindici giorni, ad un carcere di Buenos Aires per parlare con i giovani reclusi, il Papa ha detto: "Vi faccio una confidenza. Quando io mi incontro con uno di voi, che è in una casa circondariale, che sta camminando verso il reinserimento, ma che è recluso, sinceramente mi faccio questa domanda: perché lui e non io? Lo sento così. È un mistero. Ma partendo da questo sentimento, da questo sentire io vi accompagno".

PAPA FRANCESCO INDICE L'ANNO GIUBILARE CELESTINIANO

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). La Visita Pastorale di Papa Francesco in Molise si è conclusa con l'indizione dell'Anno Giubilare Celestiniano nella Piazza della Cattedrale di Isernia. Ad Isernia infatti nacque Pietro del Morrone, futuro papa Celestino V (fra il 1209 e il 1215-1296), canonizzato nel 1313, che, eletto nel conclave del 1292 - 1294, dopo solo cinque mesi al soglio di Pietro, rinunciò al pontificato per ritornare alla vita eremitica.

"Questo è l’ultimo incontro di oggi - ha detto il Papa rivolgendosi alla cittadinanza di Isernia - e si svolge in un luogo simbolico: la Piazza della Cattedrale. La piazza è il luogo dove ci incontriamo come cittadini, e la cattedrale è il luogo dove ci incontriamo con Dio, ascoltiamo la sua Parola, per vivere da fratelli, cittadini e fratelli. Nel cristianesimo non c’è contrapposizione tra sacro e profano, in questo senso: cittadini e fratelli".

"C’è un’idea forte - ha proseguito il Pontefice - che mi ha colpito, pensando all’eredità di san Celestino V. Lui, come san Francesco di Assisi, ha avuto un senso fortissimo della misericordia di Dio, e del fatto che la misericordia di Dio rinnova il mondo. Pietro del Morrone, come Francesco d’Assisi, conoscevano bene la società del loro tempo, con le sue grandi povertà. Erano molto vicini alla gente, al popolo. Avevano la stessa compassione di Gesù verso tante persone affaticate e oppresse; ma non si limitavano a dispensare buoni consigli, o pietose consolazioni. Loro per primi hanno fatto una scelta di vita controcorrente, hanno scelto di affidarsi alla Provvidenza del Padre, non solo come ascesi personale, ma come testimonianza profetica di una Paternità e di una fraternità, che sono il messaggio del Vangelo di Gesù Cristo".

"E sempre mi colpisce che con questa loro compassione forte per la gente, questi santi hanno sentito il bisogno di dare al popolo la cosa più grande, la ricchezza più grande: la misericordia del Padre, il perdono. 'Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori'. In queste parole del Padre nostro c’è tutto un progetto di vita, basato sulla misericordia. La misericordia, l’indulgenza, la remissione dei debiti, non è solo qualcosa di devozionale, di intimo, un palliativo spirituale (...). È la profezia di un mondo nuovo (...) in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono la conseguenza concreta della fraternità. Questi due Santi hanno dato l’esempio. Loro sapevano che, come chierici - uno era diacono, l’altro vescovo, vescovo di Roma -, come chierici, tutti e due dovevano dare l’esempio di povertà, di misericordia e di spogliamento totale di sé stessi".

"Ecco allora il senso di una nuova cittadinanza, che sentiamo fortemente qui, in questa piazza davanti alla Cattedrale, da dove ci parla la memoria di san Pietro del Morrone Celestino V. Ecco il senso attualissimo dell’Anno giubilare, di quest’anno giubilare Celestiniano, che da questo momento dichiaro aperto, e durante il quale sarà spalancata per tutti la porta della divina misericordia. Non è una fuga, non è un’evasione dalla realtà e dai suoi problemi, è la risposta che viene dal Vangelo: l’amore come forza di purificazione delle coscienze, forza di rinnovamento dei rapporti sociali, forza di progettazione per un’economia diversa, che pone al centro la persona, il lavoro, la famiglia, piuttosto che il denaro e il profitto".

"Siamo tutti consapevoli - ha ribadito il Pontefice - che questa strada non è quella del mondo; non siamo dei sognatori, degli illusi, né vogliamo creare oasi fuori dal mondo. Crediamo piuttosto che questa strada è quella buona per tutti, è la strada che veramente ci avvicina alla giustizia e alla pace. Ma sappiamo anche che siamo peccatori, che noi per primi siamo sempre tentati di non seguire questa strada e di conformarci alla mentalità del mondo, alla mentalità del potere, alla mentalità delle ricchezze. Perciò ci affidiamo alla misericordia di Dio, e ci impegniamo a compiere con la sua grazia frutti di conversione e opere di misericordia. Queste due cose: convertirsi e fare opere di misericordia. Questo è il motivo conduttore di quest’anno, di quest’anno giubilare Celestiniano. Ci accompagni e ci sostenga sempre in questo cammino la Vergine Maria, Madre di Misericordia".

Infine, alle 19:30 il Santo Padre, ripartito in elicottero dalla Caserma dei Vigili del Fuoco di Isernia, è rientrato in Vaticano alle 20:15.

venerdì 4 luglio 2014

RIUNIONE CONSIGLIO CARDINALI CARATTERIZZATA DA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE, SINCERITÀ E SPIRITO AMICHEVOLE

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). A fine mattinata, Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha informato nel corso di un briefing che il Consiglio dei Cardinali riunito presso la Casa Santa Marta terminerà le sue riunioni questa sera. Il calendario dei prossimi incontri è stato così stabilito: 15-17 Settembre 2014; 9-11 Dicembre 2014 e 9-11 Febbraio 2015.

"Per quanto riguarda i temi trattati, oltre a quelli già indicati nei giorni scorsi (Governatorato, Segreteria di Stato, Istituto Opere di Religione), si è ripreso a riflettere sui Dicasteri della Curia. Un approfondimento particolare è stato dedicato a Laici e Famiglia e più specificamente al contributo e al ruolo che deve essere svolto in questa prospettiva da laici, coppie di sposi e donne".

"Non sono state prese delle decisioni, ma approfondite delle proposte che poi andranno inserite nel quadro complessivo della nuova configurazione della Curia" - ha precisato Padre Lombardi - "La riunione continuerà questo pomeriggio trattando di Dicasteri che sono stati finora studiati meno approfonditamente. Altri temi su cui vi è stato uno scambio nel corso delle riunioni: le nunziature e il loro lavoro; le procedure per la nomina dei Vescovi. Oltre alla Commissione cardinalizia di vigilanza dello IOR, sentita fra martedì e mercoledì, non vi sono state altre partecipazioni di esterni al Consiglio".

"Quanto all’atmosfera e al clima del lavoro - ha segnalato infine Padre Lombardi - si riscontra molta soddisfazione da parte dei partecipanti. Il tono dei lavori è stato descritto come free, frank and friendly (3F); cioè caratterizzato da grande libertà di espressione, sincerità e franchezza, cordialità e spirito amichevole. Il Papa si inserisce nel dialogo con naturalezza, favorendo il clima di libertà di espressione".

"Non ci sono ancora testi da considerare bozze della nuova Costituzione - ha concluso il Direttore della Sala Stampa - poiché si procede con contributi ancora parziali, presentati generalmente da singoli cardinali incaricati di studiare un certo argomento".

"LA BENEDIZIONE DELLA LUNGA VITA": PRIMO INCONTRO INTERNAZIONALE DEGLI ANZIANI CON IL PAPA

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). Il 28 settembre prossimo, in Piazza San Pietro, Papa Francesco incontrerà gli anziani e i nonni nella prima giornata internazionale dedicata alla terza età, promossa dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. L'incontro dal titolo: "La benedizione della lunga vita", coincide con la Giornata di preghiera per il Sinodo sulla Famiglia e si ispira ai molti interventi di Papa Francesco che più volte ha ricordato la tragedia della "cultura dello scarto" tipica di "un popolo che non custodisce i suoi anziani", scartandoli "con atteggiamenti dietro ai quali c'è un'eutanasia nascosta".

Nelle linee generali il programma prevede alle 9:00 l'inizio dell'incontro in Piazza San Pietro, culminante, alle 10:30, con la Santa Messa celebrata da Papa Francesco. Tutte le informazioni sull'evento, per cui è necessaria l'iscrizione, saranno disponibili a partire dal 14 luglio sul sito del Pontificio Consiglio per la Famiglia (www.familia.va), che può essere contattato anche via e-mail all'indirizzo events@family.va, oppure inviando un fax al numero: +39.06.698.87272.

L'Arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente del Dicastero, ha sottolineato che l'evento è un'occasione per riaffermare che gli anziani "non sono solo oggetto di attenzione o di cura, ma (...) essi stessi sono anche soggetto di una nuova prospettiva di vita. Grazie a Dio - ha aggiunto - si sono allungati gli anni di vita ma, d'altro canto, su questo tema, non è stata sviluppata una riflessione adeguata. Non esiste né nella politica né nell'economia, né tanto meno nella cultura. Quindi va ripensata la vecchiaia, va ripensato l'impegno degli anziani nel mondo e nella Chiesa. E anche della Chiesa nei loro confronti".

UDIENZE

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 4 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Il Vescovo Eduardo Eliseo Martín, Arcivescovo di Rosario (superficie: 13.500; popolazione: 1.907.000; cattolici: 1.694.000; sacerdoti: 250; religiosi: 349; diaconi permanenti: 5), Argentina. L'Arcivescovo eletto è nato a Venado Tuerto (Argentina) nel 1953, è stato ordinato sacaerdote nel 1980 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2006. È stato finora Vescovo di Villa de la Concepción del Río Cuarto (Argentina).

- Il Vescovo António Manuel Moiteiro Ramos, Vescovo della Diocesi di Aveiro (superficie: 1.537; popolazione: 315.000; cattolici: 274.500; sacerdoti: 111; religiosi: 192; diaconi permanenti: 34) Portogallo. È stato finora Vescovo Ausiliare di Braga (Portogallo).

giovedì 3 luglio 2014

LOGO UFFICIALE DELLA GMG DI CRACOVIA 2016

Città del Vaticano, 3 luglio 2014 (VIS). L'Arcivescovo metropolita di Cracovia, Cardinale Stanislaw Dziwisz, ha presentato questa mattina in una conferenza stampa, il logo e la preghiera ufficiali della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù.

Nella simbologia del logo si coniugano tre elementi: il luogo, i principali protagonisti e il tema della celebrazione. Il logo della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia 2016 illustra il brano di Matteo 5,7: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia”, scelto come tema dell’incontro. L’immagine è composta dai contorni geografici della Polonia, dentro i quali si trova la Croce, simbolo di Cristo che è l’anima della Giornata Mondiale della Gioventù. Il cerchio giallo segna la posizione di Cracovia nella mappa della Polonia ed è anche simbolo dei giovani. Dalla Croce esce la fiamma della Divina Misericordia, i cui colori richiamano l’immagine Gesù, confido in Te. I colori usati nel logo − blu, rosso e giallo − richiamano i colori ufficiali di Cracovia e del suo stemma.

Il logo è stato creato da Monika Rybczyńska, una giovane di 28 anni proveniente da Ostrzeszów, piccola città della Polonia centroccidentale, che lo ha disegnato in Vaticano subito dopo la canonizzazione di Giovanni Paolo II.

Durante la conferenza stampa è stata presentata anche la preghiera ufficiale per la GMG di Cracovia 2016. La preghiera è composta di tre parti: nella prima si affida l’umanità e specialmente i giovani alla misericordia divina; nella seconda parte si chiede al Signore la grazia di un animo misericordioso; nella terza parte si chiede l’intercessione della Beata Vergine Maria e di San Giovanni Paolo II, patrono delle GMG.

Dio, Padre misericordioso,
che hai rivelato il Tuo amore nel Figlio tuo Gesù Cristo,
e l’hai riversato su di noi nello Spirito Santo, Consolatore,
Ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo”1
Ti affidiamo in modo particolare
i giovani di ogni lingua, popolo e nazione:
guidali e proteggili lungo gli intricati sentieri del mondo di oggi
e dona loro la grazia di raccogliere frutti abbondanti
dall’esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia.

Padre Celeste,
rendici testimoni della Tua misericordia.
Insegnaci a portare la fede ai dubbiosi,
la speranza agli scoraggiati,
l’amore agli indifferenti,
il perdono a chi ha fatto del male
e la gioia agli infelici.
Fa’ che la scintilla dell’amore misericordioso
che hai acceso dentro di noi
diventi un fuoco che trasforma i cuori
e rinnova la faccia della terra.

Maria, Madre di Misericordia, prega per noi.
San Giovanni Paolo II, prega per noi".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 3 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Edgar Moreira da Cunha, S.D.V., Vescovo di Fall River (superficie: 3.107; popolazione: 834.000; cattolici: 315.000; sacerdoti: 224; religiosi: 245; diaconi permanenti: 81), Stati Uniti d'America. Finora Ausiliare dell’arcidiocesi di Newark (Stati Uniti d'America), succede al Vescovo George W. Coleman, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Monsignor Jean-Paul Gusching, Vescovo di Verdun (superficie: 6.211; popolazione: 197.100; cattolici: 172.700; sacerdoti: 55; religiosi: 44; diaconi permanenti: 15), Francia. Il Vescovo eletto è nato nel 1955 a Neuville Coppegueule (Francia) ed è stato ordinato sacerdote nel 1983. Dal 1983 al 1990 Vicario, e poi Parroco nella parrocchia di Corbie; dal 1990 al 1999 Vicario nella parrocchia della Cattedrale, membro dell’équipe presbiterale del centro città di Amiens; dal 1999 al 2000 Parroco in solidum nella parrocchia del centro città di Amiens; dal 2000 al 2004 Parroco della parrocchia Saint-Jean-Baptiste di Peronne, Moderatore delle parrocchie Saint-Joseph di Moilains-Combles e della parrocchia Notre-Dame di Moyenpont, Roisel; dal 2004 Vicario generale della diocesi, e dal 2013 anche Parroco di Amiens-centro. Dal novembre 2013 all’aprile 2014 Amministratore diocesano di Amiens. Succede al Vescovo François Maupu, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Julian Leow Beng Kim, Arcivescovo di Kuala Lumpur (superficie: 63.760; popolazione: 11.000.000; cattolici: 180.000; sacerdoti: 55; religiosi: 154; diaconi permanenti: 1), Malaysia. L'Arcivescovo eletto è nato nel 1964 a Seremban (Malaysia) ed è stato ordinato sacerdote nel 2002. Dal 2002 al 2004 Vicario parrocchiale della parrocchia Visitation a Seremban; dal 2004 al 2007 Parroco di Holy Family a Kajang; dal 2010 Decano degli Studi e Formatore al Seminario Maggiore di Penang.

- Ha nominato il Padre John Bonaventure Kwofie, C.S.Sp., Vescovo della Diocesi di Sekondi-Takoradi (superficie: 12.681; popolazione: 2.033.000; cattolici: 408.651; sacerdoti: 110; religiosi: 70), Ghana. Il Vescovo eletto è nato nel 1958 a Powa (Ghana), ha emesso i voti religiosi nel 1987 ed è stato ordinato sacerdote nel 1988. Dal 1988 al 1989 Collaboratore presso la parrocchia St. Joseph, Diocesi di Banjul in Gambia; dal 1989 al 1991 Vicario parrocchiale nella parrocchia Sacred Heart a Bansang (Gambia); dal 1995 al 2004 Vice Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori per l’Africa per due mandati; dal 1995 al 2001 Superiore per la Fondazione della Congregazione del West Africa; dal 1995 al 2002 impegno pastorale presso le Parrocchie di St. John a Bohyen-Bamtama e Holy Spirit nell’Arcidiocesi di Kumasi (Ghana); dal 2001 al 2004 Superiore Provinciale della Congregazione per il West Africa; dal 2002 al 2004 impegno pastorale presso St. Catherine Parish e St. Maurice Parish nell’Arcidiocesi di Accra; dal 2003 al 2005 eletto Coordinatore della Conferenza Continentale dei Superiori Maggiori per l’Africa; dal 2004 al 2012 Primo Assistente del Superiore Generale della Congregazione.

- Ha nominato il Reverendo Héctor David García Osorio, Vescovo di Yoro (superficie: 7.781; popolazione: 575.000; cattolici: 461.000; sacerdoti: 28; religiosi: 43), Honduras. Il Vescovo eletto è nato a Concepción de María (Honduras) nel 1966 ed è stato ordinato sacerdote nel 1997. É stato Vicario Parrocchiale della quasi Parrocchia di “San Pablo” a Choluteca, Coordinatore diocesano dei Delegati per la celebrazione della Parola di Dio, Vicario diocesano per la pastorale, Cancelliere della Curia diocesana, Vicario Generale della diocesi, Rettore del Seminario Minore “Pablo VI” di Choluteca, Parroco della parrocchia di “San Jerónimo” in Goascorán, Formatore e, dal 2013, Vice Rettore del Seminario Maggiore “Nuestra Señora de Suyapa” a Tegucigalpa e Segretario Aggiunto della Conferenza Episcopale di Honduras.

mercoledì 2 luglio 2014

QUINTA RIUNIONE DEL "CONSIGLIO DI CARDINALI"

Città del Vaticano, 2 luglio 2014 (VIS). Il Consiglio di Cardinali, secondo il programma, è riunito da martedì mattina, 1° luglio, alla Domus Santa Marta Il Papa partecipa a tutte le riunioni, anche oggi, mercoledì mattina, essendo sospese nel mese di luglio le Udienze generali, ha partecipato all’intera riunione. Il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, è presente regolarmente alle riunioni, poiché il Santo Padre ha stabilito che partecipi a pieno titolo come gli altri membri del Consiglio, che a questo punto ha nove membri.

Nella giornata di martedì e nella mattinata di mercoledì sono stati affrontati tre temi principali: la presentazione di questioni attinenti il Governatorato, da parte del Cardinale Bertello, e la presentazione relativa alla Segreteria di Stato, da parte del Cardinale Parolin.

È stata approfondita la questione del nuovo assetto dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR). Su questo tema hanno partecipato alle riunioni, in due tempi, anche i Cardinali membri della Commissione cardinalizia di vigilanza presenti a Roma (Santos Abril y Castelló, Thomas Collins, Jean-Louis Tauran, oltre a Pietro Parolin).

A proposito delle notizie e domande circolate sulla stampa in questi ultimi giorni, il Direttore della Sala Stampa, Padre Federico Lombardi, S.I., ha fatto la seguente dichiarazione:

Lo IOR si trova in un tempo di transizione e di sviluppo naturale e sereno. Il contributo del presidente Ernst von Freyberg continua ad essere profondamente apprezzato e valutato molto positivamente. Ulteriori chiarificazioni sono possibili, anzi verosimili, la settimana prossima, dopo l’incontro del Consiglio per l’Economia, che avrà luogo sabato”.

Il Direttore ha poi spiegato concisamente l’ordine del giorno del prossimo Consiglio dell’Economia, che tratterà degli Statuti, del programma di lavoro per il futuro, e sarà informato sugli sviluppi relativi allo IOR e – da parte della Prefettura per gli Affari economici – sul bilancio 2013 e il bilancio di previsione del 2014.

Il Direttore ha anche annunciato che si può prevedere nella settimana prossima una Conferenza stampa di rilievo su vari argomenti attinenti l’ambito delle competenze del Consiglio e della Segreteria per l’Economia, fra cui anche lo IOR.

Il Consiglio continua ora le sue riunioni riprendendo in considerazione e sviluppando sistematicamente le riflessioni già compiute nella prima tornata di studio e riflessione sui diversi organismi della Curia Romana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 2 luglio 2014 (VIS). Ieri, il Santo Padre Francesco ha nominato l'Arcivescovo Bernardito C. Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, finora Nunzio Apostolico in Haiti.

martedì 1 luglio 2014

PAPA FRANCESCO SI UNISCE AL DOLORE DELLE FAMIGLIE DEI TRE RAGAZZI ISRAELIANI ASSASSINATI

Città del Vaticano, 1 luglio 2014 (VIS). "La notizia dell’uccisione dei tre giovani israeliani scomparsi è una notizia terribile e drammatica - ha detto in una dichiarazione rilasciata nella serata di ieri, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I. - L’assassinio di persone innocenti è sempre un crimine esecrabile e inaccettabile, e un gravissimo ostacolo sul cammino verso quella pace per la quale dobbiamo instancabilmente continuare a impegnarci e a pregare. La violenza chiama altra violenza e alimenta il circolo mortale dell’odio. Il Papa Francesco si unisce al dolore inenarrabile delle famiglie colpite da questa violenza omicida e al dolore di tutte le persone colpite dalle conseguenze dell’odio, e chiede a Dio di ispirare a tutti pensieri di compassione e di pace".

STATISTICHE CHIESA CATTOLICA NELLA REPUBBLICA DI COREA

Città del Vaticano, 1 luglio 2014 (VIS). Dal 13 al 18 agosto prossimo, il Santo Padre compirà un Viaggio Apostolico nella Repubblica di Corea, in occasione della VI Giornata della Gioventù Asiatica. Di seguito riportiamo le statistiche della Chiesa cattolica in Corea al 31 dicembre 2013, a cura dell'Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.

La Corea si estende su di una superficie di 99.268 km2, con una popolazione di 50.220.000 abitanti, di cui 5.393.000 cattolici, il 10,7'% della popolazione. Il Paese conta 16 circoscrizioni ecclesiastiche, 1.673 parrocchie e 843 centri pastorali. I Vescovi sono 35, i sacerdoti 4.261, i religiosi 516 e le religiose 9.016; i diaconi permanenti 10. I membri laici di istituti secolari sono 56; 123 i missionari laici e 14.195 i catechisti. I seminaristi minori sono 395 e i maggiori 1.489.

La Chiesa Cattolica in Corea ha 328 centri di istruzione, dalle scuole materne alle superiori e università, nei quali studiano 221.020 studenti, e 49 centri di istruzione speciale. Esistono anche 200 centri caritativi e sociali di proprietà e/o diretti da ecclesiastici o religiosi, 40 ospedali, 4 ambulatori, 9 lebbrosari, 513 case per anziani, invalidi e minorati, 277 orfanotrofi e asili nido e 83 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 1 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Consultori del Pontificio Consiglio della Cultura: Padre Paul Béré, S.I., Professore di Sacra Scrittura presso l'Istituto Teologico della Compagnia di Gesù in Abidjan (Costa d'Avorio); Padre Pablo d'Ors, C.M.F., Direttore del Laboratorio di Scrittura Teatrale dell'Università di Madrid (Spagna); Padre Kevin Fitzgerald, S.I., Docente di Bioetica presso l'Università di Georgetown (Stati Uniti d'America); il Reverendo Fernando Ortega, Decano della Facoltà di Teologia presso la Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires (Argentina); il Professor Edward Alam (Stati Uniti d'America), Docente di Filosofia e Teologia presso la "Notre Dame University" in Louaïze (Libano); il Professor Ralf van Bühren (Repubblica Federale di Germania), Docente di Arte cristiana e Architettura sacra presso la Facoltà di Comunicazione Sociale Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce in Roma; il Professor Glen Chatelier, Direttore dell'Ufficio per gli Affari Internazionali presso la "Assumption University" in Bangkok (Thailandia); Edio Costantini, Direttore del Centro Studi Nazionale "Luigi Gedda" del Centro Sportivo Italiano, CSI (Italia); il Professor Ivano Dionigi, Magnifico Rettore dell'Università di Bologna e Presidente della "Pontificia Accademia Latinitatis" (Italia); il Dottor Joachim Hake, Direttore della "Katholische Akademie" di Berlino (Repubblica Federale di Germania); la Dottoressa Choe Hyondok (Corea), Coordinatrice della "Cátedra de Estudios de Corea y del Este Asiático" presso l'Università del Costa Rica; la Dottoressa Marguerite Léna, Docente di Filosofia presso il "Collège des Bernardins" di Parigi (Francia); il Professor Piotr Pasterczyk, Docente di Storia della Cultura presso l'Università Cattolica di Lublino (Polonia).

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 1 luglio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Joseph Befe Ateba, di Kribi (Camerún), il 4 giugno, all'età di 52 anni.

- Il Vescovo Alejandro Antonio Buccolini, S.D.B, emerito di Río Gallegos (Argentina), il 6 giugno, all'età di 84 anni.

- Il Vescovo Juan María Leonardi Villasmil, di Punto Fijo (Venezuela), il 7 giugno, all'età di 67 anni.

- Il Cardinale Bernard Agré, Arcivescovo emerito di Abidjan (Costa d'Avorio), il 9 giugno, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Vital João Geraldo Wilderink, O. Carm., emerito di Itaguaí, Rio de Janeiro (Brasile), l'11 giugno, all'età di 82 anni.

- L'Arcivescovo Moacyr José Vitti, C.S.S., di Curitiba, Paraná, (Brasile), il 26 giungo, all'età di 73 anni.

- Il Vescovo Bernard Ferdinand Popp, emerito di San Antonio, Texas, (Stati Uniti d'America), il 27 giugno, all'età di 96 anni.

- L'Arcivescovo Petero Mataca, emerito di Suva (Isole Fiji), il 30 giugno, all'età di 81 anni.

lunedì 30 giugno 2014

PAPA FRANCESCO RICEVE SUA MAESTÀ FELIPE VI, RE DI SPAGNA, CON LA REGINA LETIZIA

Città del Vaticano, 30 giugno 2014 (VIS). Oggi, lunedì 30 giugno 2014, nel Palazzo Apostolico Vaticano, Sua Santità Francesco ha ricevuto in Udienza le Loro Maestà il Re Felipe VI e la Regina Letizia di Spagna. I Reali si sono successivamente incontrati con il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato da Monsignor Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui, si è espresso compiacimento per l’odierna visita, la prima all’estero, che segue quella da poco compiuta dal Re Juan Carlos I e dalla Regina Sofia il 28 aprile scorso, auspicio del rafforzamento delle buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Spagna.

Nel prosieguo della conversazione sono stati affrontati temi di comune interesse, l’importanza di favorire il dialogo e la collaborazione fra la Chiesa e lo Stato per il bene di tutta la società spagnola. Infine, si è fatto cenno ad alcune problematiche di carattere internazionale e regionale, con particolare attenzione alle zone di conflitto.

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE LUGLIO 2014

Città del Vaticano, 30 giugno 2014 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni affidate dal Santo Padre all'apostolato della preghiera per il mese di luglio:

Generale: "Perché la pratica dello sport sia sempre occasione di fraternità e crescita umana".

Missionaria: "Perché lo Spirito Santo sostenga l'opera dei laici che annunziano il Vangelo nei Paesi più poveri".

VISITA PASTORALE ALLE DIOCESI DI CAMPOBASSO E ISERNIA

Città del Vaticano, 30 giugno 2014 (VIS). Il 5 luglio prossimo il Santo Padre si recherà in Visita Pastorale alle diocesi di Campobasso e Isernia (Molise). La partenza in elicottero dall'eliporto del Vaticano è prevista alle 7:45 e, un'ora dopo, l'arrivo all'eliporto dell'Università del Molise a Campobasso. Alle 9:00, si svolgerà l'incontro con i rappresentanti del mondo del lavoro e dell'industria. Alle 10:30, nell'ex Stadio Romagnoli di Campobasso, il Santo Padre presiederà la Concelebrazione Eucaristica ed al termine della Messa, saluterà una rappresentanza di ammalati nella Cattedrale di Campobasso. Alle 13:00 il Papa consumerà il pranzo con i bisognosi assistiti dalla Caritas nella "Casa degli Angeli".

Alle 14:30 si trasferirà in elicottero a Castelpetroso per incontrare i giovani delle diocesi di Abruzzo e Molise nel piazzale del Santuario. Alle 16:00 il Papa raggiungerà Isernia in automobile per l'incontro con i detenuti nella Casa Circondariale ed alle 17:45 saluterà gli ammalati nella Cattedrale della città. Alle 18:15, nella Piazza della Cattedrale di Isernia, si svolgerà l'incontro con la cittadinanza durante il quale verrà indetto l'Anno Giubilare Celestiniano. Infine il Santo Padre ripartirà in elicottero dalla Caserma dei Vigili del Fuoco di Isernia. Il rientro in Vaticano è previsto alle 20:15.

AI NUOVI ARCIVESCOVI METROPOLITI: GUARDARE ALL’ESSENZIALE E ANNUNCIARE IL VANGELO A TUTTI, SPECIALMENTE AGLI ULTIMI

Città del Vaticano, 29 giugno 2014 (VIS). Alle 9:30 di oggi, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, nella Basilica Vaticana, Papa Francesco ha imposto il sacro Pallio - simbolo di comunione con la sede di Pietro - a 24 nuovi Arcivescovo Metropoliti. Ad altri tre Metropoliti - gli Arcivescovi di Lilongwe (Malawi), Mandalay (Myanmar) e Freiburg im Breisgau (Germania) - il sacro Pallio verrà consegnato nelle loro Sedi Metropolitane.

Di seguito il Papa ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica con i nuovi Arcivescovi Metropoliti. Come di consueto nella Festa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Patroni della Città di Roma, era presente alla Santa Messa una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, inviata dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo I e guidata dal Metropolita di Pergamo Ioannis (Zizioulas), Co-Presidente della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa.

"Agli inizi del servizio di Pietro nella comunità cristiana di Gerusalemme, c’era ancora grande timore a causa delle persecuzioni di Erode contro alcuni membri della Chiesa. - ha ricordato il Papa nell'omelia - C’era stata l’uccisione di Giacomo, e ora la prigionia dello stesso Pietro per far piacere al popolo. Mentre egli era tenuto in carcere e incatenato, sente la voce dell’Angelo che gli dice: 'Alzati in fretta! ... Mettiti la cintura e legati i sandali ... Metti il mantello e seguimi!'. Le catene cadono e la porta della prigione si apre da sola. Pietro si accorge che il Signore (...) lo ha liberato dalla paura e dalle catene. Sì, il Signore ci libera da ogni paura e da ogni catena, affinché possiamo essere veramente liberi. L’odierna celebrazione liturgica esprime bene questa realtà, con le parole del ritornello al Salmo responsoriale: 'Il Signore mi ha liberato da ogni paura'.

"Ecco il problema, per noi - ha spiegato il Pontefice - della paura e dei rifugi pastorali. Noi (...) cari fratelli Vescovi, abbiamo paura? Di che cosa abbiamo paura? E se ne abbiamo, quali rifugi cerchiamo, nella nostra vita pastorale, per essere al sicuro? Cerchiamo forse l’appoggio di quelli che hanno potere in questo mondo? O ci lasciamo ingannare dall’orgoglio che cerca gratificazioni e riconoscimenti, e lì ci sembra di stare sicuri? Cari fratelli vescovi, dove poniamo la nostra sicurezza?".

"La testimonianza dell’Apostolo Pietro ci ricorda che il nostro vero rifugio è la fiducia in Dio: essa allontana ogni paura e ci rende liberi da ogni schiavitù e da ogni tentazione mondana. Oggi, il Vescovo di Roma e gli altri Vescovi, specialmente i Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio, ci sentiamo interpellati dall’esempio di san Pietro a verificare la nostra fiducia nel Signore. Pietro ritrovò la fiducia quando Gesù per tre volte gli disse: 'Pasci le mie pecore'. E nello stesso tempo lui, Simone, confessò per tre volte il suo amore per Gesù, riparando così al triplice rinnegamento avvenuto durante la passione. Pietro sente ancora bruciare dentro di sé la ferita di quella delusione data al suo Signore nella notte del tradimento. Ora che Lui gli chiede: 'Mi vuoi bene?', Pietro non si affida a sé stesso e alle proprie forze, ma a Gesù e alla sua misericordia: 'Signore tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene'. E qui sparisce la paura, l’insicurezza, la pusillanimità".

"Pietro ha sperimentato che la fedeltà di Dio è più grande delle nostre infedeltà e più forte dei nostri rinnegamenti. Si rende conto che la fedeltà del Signore allontana le nostre paure e supera ogni umana immaginazione. Anche a noi, oggi, Gesù rivolge la domanda: 'Mi ami tu?'. Lo fa proprio perché conosce le nostre paure e le nostre fatiche. Pietro ci mostra la strada: fidarsi di Lui, che 'conosce tutto' di noi, confidando non sulla nostra capacità di essergli fedeli, quanto sulla sua incrollabile fedeltà. Gesù non ci abbandona mai, perché non può rinnegare se stesso. È fedele. La fedeltà che Dio incessantemente conferma anche a noi Pastori (...) è la fonte della nostra fiducia e della nostra pace. La fedeltà del Signore nei nostri confronti tiene sempre acceso in noi il desiderio di servirlo e di servire i fratelli nella carità".

"L’amore di Gesù deve bastare a Pietro. - ha concluso il Pontefice - Egli non deve cedere alla tentazione della curiosità, dell’invidia, come quando, vedendo Giovanni lì vicino, chiede a Gesù: 'Signore, che cosa sarà di lui?'. Ma Gesù, di fronte a queste tentazioni, risponde: 'A te che importa? Tu seguimi'. Questa esperienza di Pietro costituisce un messaggio importante anche per noi, cari fratelli Arcivescovi. Il Signore oggi ripete a me, a voi, e a tutti i Pastori: Seguimi! Non perdere tempo in domande o in chiacchiere inutili; non soffermarti sulle cose secondarie, ma guarda all’essenziale e seguimi. Seguimi nonostante le difficoltà. Seguimi nella predicazione del Vangelo. Seguimi nella testimonianza di una vita corrispondente al dono di grazia del Battesimo e dell’Ordinazione. Seguimi nel parlare di me a coloro con i quali vivi, giorno dopo giorno, nella fatica del lavoro, del dialogo e dell’amicizia. Seguimi nell’annuncio del Vangelo a tutti, specialmente agli ultimi, perché a nessuno manchi la Parola di vita, che libera da ogni paura e dona la fiducia nella fedeltà di Dio. Tu seguimi!".

ANGELUS: DIO È SEMPRE CAPACE DI TRASFORMARCI

Città del Vaticano, 29 giugno 2014 (VIS). Al termine della Celebrazione Eucaristica con i nuovi Arcivescovo Metropoliti nella Basilica Vaticana, come ogni domenica, Papa Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per guidare la recita dell’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro.

"Fin dai tempi antichi - ha ricordato Papa Francesco - la Chiesa di Roma celebra gli Apostoli Pietro e Paolo in un’unica festa nello stesso giorno, il 29 giugno. La fede in Gesù Cristo li ha resi fratelli e il martirio li ha fatti diventare una sola cosa. San Pietro e San Paolo, così diversi tra loro sul piano umano, sono stati scelti personalmente dal Signore Gesù e hanno risposto alla chiamata offrendo tutta la loro vita. In entrambi la grazia di Cristo ha compiuto grandi cose, li ha trasformati. Eccome li ha trasformati! Simone aveva rinnegato Gesù nel momento drammatico della passione; Saulo aveva perseguitato duramente i cristiani. Ma entrambi hanno accolto l’amore di Dio e si sono lasciati trasformare dalla sua misericordia; così sono diventati amici e apostoli di Cristo. Perciò essi continuano a parlare alla Chiesa e ancora oggi ci indicano la strada della salvezza. Anche noi, se per caso cadessimo nei peccati più gravi e nella notte più oscura, Dio è sempre capace di trasformarci (...) il cuore e perdonarci tutto, trasformando così il nostro buio del peccato in un’alba di luce".

Citando Il libro degli Atti degli Apostoli che mostra molti tratti della loro testimonianza. il Papa ha ricordato che Pietro "ci insegna a guardare i poveri con sguardo di fede e a donare loro ciò che abbiamo di più prezioso: la potenza del nome di Gesù. Questo ha fatto con quel paralitico: gli ha dato tutto quello che aveva, cioè Gesù. Di Paolo, viene raccontato per tre volte l’episodio della chiamata sulla via di Damasco, che segna la svolta della sua vita, marcando nettamente un prima e un dopo. Prima, Paolo era un acerrimo nemico della Chiesa. Dopo, mette tutta la sua esistenza a servizio del Vangelo. Anche per noi l’incontro con la Parola di Cristo è in grado di trasformare completamente la nostra vita. Non è possibile ascoltare questa Parola e restare fermi al proprio posto, restare bloccati sulle proprie abitudini". Questa Parola "ci spinge a vincere l’egoismo che abbiamo nel cuore per seguire decisamente quel Maestro che ha dato la vita per i suoi amici. Ma è Lui che con la sua parola ci cambia; è Lui che ci trasforma; è Lui che ci perdona tutto, se noi apriamo il cuore e chiediamo il perdono".

"Questa festa - ha concluso il Pontefice - suscita in noi una grande gioia, perché ci pone di fronte all’opera della misericordia di Dio nel cuore di due uomini È l’opera della misericordia di Dio in questi due uomini, che erano grandi peccatori. E Dio vuole colmare anche noi della sua grazia, come ha fatto con Pietro e con Paolo. La Vergine Maria ci aiuti ad accoglierla come loro con cuore aperto, a non riceverla invano! E ci sostenga nell’ora della prova, per dare testimonianza a Gesù Cristo e al suo Vangelo".

NUOVO APPELLO DEL PAPA PER LA PACE IN IRAQ

Città del Vaticano, 29 giugno 2014 (VIS). "Le notizie che giungono dall’Iraq sono purtroppo molto dolorose - ha detto il Papa al termine della recita dell'Angelus - Mi unisco ai Vescovi del Paese nel fare appello ai governanti perché, attraverso il dialogo, si possa preservare l’unità nazionale ed evitare la guerra. Sono vicino alle migliaia di famiglie, specialmente cristiane, che hanno dovuto lasciare le loro case e che sono in grave pericolo. La violenza genera altra violenza; il dialogo è l’unica via per la pace. Preghiamo la Madonna, perché custodisca il popolo dell’Iraq".

UN CRISTIANO SENZA LA MADONNA È ORFANO

Città del Vaticano, 30 giugno 2014 (VIS). Nel pomeriggio di sabato 28 giugno, presso la Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani, Il Santo Padre Francesco ha incontrato un gruppo di giovani della Diocesi di Roma in ricerca vocazionale. "Questa visita alla Madonna - ha detto - è tanto importante nella nostra vita. E Lei ci accompagna anche nella scelta definitiva, la scelta vocazionale, perché Lei ha accompagnato suo Figlio nel suo cammino vocazionale che è stato tanto duro, tanto doloroso. Lei ci accompagna sempre".

"Quando un cristiano mi dice, non che non ama la Madonna, ma che non gli viene di cercare la Madonna o di pregare la Madonna, io mi sento triste", ha detto Papa Francesco sottolineando che "un cristiano senza la Madonna è orfano. Anche un cristiano senza Chiesa è un orfano. Un cristiano ha bisogno di queste due donne, due donne madri, due donne vergini: la Chiesa e la Madonna. E per fare il 'test' di una vocazione cristiana giusta, bisogna domandarsi: 'Come va il mio rapporto con queste due Madri che ho?'".

Nella cultura del provvisorio che stiamo vivendo, il Pontefice ha sottolineato che è importante non perdere di vista la prospettiva del definitivo. "Abbiamo paura del definitivo. E per scegliere una vocazione, una vocazione qualsiasi, anche quelle vocazioni 'di stato', il matrimonio, la vita consacrata, il sacerdozio, si deve scegliere con una prospettiva del definitivo. E a questo si oppone la cultura del provvisorio. È una parte della cultura che a noi tocca vivere in questo tempo, ma dobbiamo viverla, e vincerla".

Infine il Papa ha invitato a pregare la Madonna e a cantare il "Salve Regina" e dopo aver impartito la Benedizione ai giovani e alle loro famiglie, ha chiesto di pregare per il suo ministero.

MADAGASCAR: POSITIVO APPORTO CHIESA CATTOLICA NEL CAMMINO VERSO RICONCILIAZIONE NAZIONALE E STABILITÀ POLITICA

Città del Vaticano, 28 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha ricevuto questa mattina in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica del Madagascar, Signor Hery Martial Rajaonarimampianina, il quale ha incontrato successivamente il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Antoine Camilleri, Sotto-Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui, dopo avere espresso compiacimento per le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica del Madagascar, ci si è soffermati sull’attuale fase di ripresa del Paese, sottolineando il positivo apporto della Chiesa cattolica nel cammino verso la riconciliazione nazionale e la stabilità politica, come pure il suo contributo nei settori dell’educazione e della sanità. Sono stati poi affrontati temi di comune interesse, quali la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali.

Non si è mancato, infine, a fare un cenno alla situazione internazionale e ai conflitti che interessano alcune regioni del mondo.

ECUMENISMO: RICONOSCERCI PER QUELLO CHE SIAMO NEL PIANO DI DIO E NON PER CIÒ CHE LE CONSEGUENZE STORICHE DEI NOSTRI PECCATI CI HANNO PORTATO AD ESSERE

Città del Vaticano, 28 giugno 2014 (VIS). La solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, Patroni della Chiesa di Roma, ha offerto nuovamente al Santo Padre Francesco l'occasione di incontrare una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, inviata a Roma dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo I, nel quadro dello scambio di delegazioni per la festa dei rispettivi patroni. Il 30 novembre, festa di Sant'Andrea Apostolo, è la Delegazione della Santa Sede a recarsi a Istanbul Turchia).

La Delegazione era guidata dal Metropolita di Pergamo, Ioannis (Zizioulas), Co-Presidente della Commissione mista internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, accompagnato dall’Arcivescovo Job, di Telmissos e dall’Arcidiacono patriarcale John Chryssavgis.

Il Santo Padre ha ricordato con molto affetto "l'amato fratello Bartolomeo", che ha condiviso il suo recente pellegrinaggio in Terra Santa, dove entrambi hanno potuto rivivere lo storico abbraccio, che ebbe luogo cinquanta anni fa, tra i predecessori Atenagora e Paolo VI.

"Quel gesto profetico - ha affermato Papa Francesco - diede decisivo impulso ad un cammino che, ringraziando il Signore, non si è più arrestato. Considero un dono speciale del Signore aver potuto venerare insieme quei luoghi santissimi, unirci in preghiera sul luogo del Sepolcro di Cristo, là dove possiamo toccare con mano il fondamento della nostra speranza". Alla preghiera comune, si è unita la gioia del recente incontro nei Giardini Vaticani dove il Papa e il Patriarca, insieme ai Presidenti israeliano e palestinese, hanno elevato a Dio una invocazione per il dono della pace.

"Il Signore ci ha donato queste occasioni di incontro fraterno - ha proseguito il Pontefice - nelle quali abbiamo avuto la possibilità di manifestare l’uno all’altro l’amore in Cristo che ci lega, e di rinnovare la volontà condivisa di continuare a camminare insieme sulla strada verso la piena unità. Sappiamo bene che questa unità è un dono di Dio, un dono al quale l’Altissimo ci dà sin d’ora la grazia di attingere, ogni volta che per la forza dello Spirito Santo riusciamo a guardarci gli uni gli altri con gli occhi della fede, a riconoscerci per quello che siamo nel piano di Dio, nel disegno della sua eterna volontà, e non per ciò che le conseguenze storiche dei nostri peccati ci hanno portato ad essere. Se impareremo, guidati dallo Spirito, a guardarci sempre gli uni gli altri in Dio, sarà ancora più spedito il nostro cammino e più agile la collaborazione in tanti campi della vita quotidiana che già ora felicemente ci unisce".

"Questo sguardo teologale si nutre di fede, di speranza, di amore; esso è capace di generare una riflessione teologica autentica, che è in realtà vera 'scientia Dei', partecipazione allo sguardo che Dio ha su se stesso e su di noi. Una riflessione che non potrà che avvicinarci gli uni agli altri, nel cammino dell’unità, anche se partiamo da prospettive diverse. Confido pertanto, e prego, affinché il lavoro della Commissione mista internazionale possa essere espressione di questa comprensione profonda, di questa teologia 'fatta in ginocchio'. La riflessione sui concetti di primato e di sinodalità, sulla comunione nella Chiesa universale, sul ministero del Vescovo di Roma, non sarà allora un esercizio accademico né una semplice disputa tra posizioni inconciliabili. Abbiamo tutti bisogno - ha concluso il Pontefice - di aprirci con coraggio e fiducia all’azione dello Spirito Santo, di lasciarsi coinvolgere nello sguardo di Cristo sulla Chiesa sua sposa, nel cammino di questo ecumenismo spirituale rafforzato dal martirio di tanti nostri fratelli che, confessando Gesù Cristo il Signore, hanno realizzato l’ecumenismo del sangue".

IL PAPA ANNULLA LA VISITA AL POLICLINICO GEMELLI

Città del Vaticano, 28 giugno 2014 (VIS). Per una improvvisa indisposizione, il Santo Padre non si è recato ieri pomeriggio, come era in programma, al Policlinico "Agostino Gemelli" e alla Facoltà di medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica di Roma. La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, che ha letto l'omelia preparata dal Pontefice.

Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha confermato gli impegni del Santo Padre in agenda per sabato 28 e domenica 29 giugno, precisando che non vi sono motivi di preoccupazione per la salute del Papa.


DIO NON HA PAURA DI LEGARSI

Città del Vaticano, 27 giugno 2014 (VIS). Di seguito riportiamo ampi estratti dell'omelia preparata dal Santo Padre Francesco per la Celebrazione Eucaristica che avrebbe dovuto presiedere nel corso della visita al Policlinico "Agostino Gemelli" e alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. L'omelia è stata letta dal Cardinale Angelo Scola, dopo che la visita del Pontefice è stata annullata per una indisposizione.

"Dio si è legato a noi, ci ha scelti, e questo legame è per sempre, non tanto perché noi siamo fedeli, ma perché il Signore è fedele e sopporta le nostre infedeltà, le nostre lentezze, le nostre cadute. Dio non ha paura di legarsi. (...) Ama i legami, crea legami; legami che liberano, non costringono".

"Oggi in particolare la fedeltà è un valore in crisi perché siamo indotti a cercare sempre il cambiamento, una presunta novità, negoziando le radici della nostra esistenza, della nostra fede. Senza fedeltà alle sue radici, però, una società non va avanti: può fare grandi progressi tecnici, ma non un progresso integrale, di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. L’amore fedele di Dio per il suo popolo si è manifestato e realizzato pienamente in Gesù Cristo" e "rimane fedele, non tradisce mai: anche quando abbiamo sbagliato, Egli ci aspetta sempre per perdonarci: è il volto del Padre misericordioso".

"Questo amore, questa fedeltà del Signore manifesta l’umiltà del suo cuore (...) Noi possiamo sperimentare e assaporare la tenerezza di questo amore in ogni stagione della vita: nel tempo della gioia e in quello della tristezza, nel tempo della salute e in quello dell’infermità e della malattia. La fedeltà di Dio ci insegna ad accogliere la vita come avvenimento del suo amore e ci permette di testimoniare questo amore ai fratelli in un servizio umile e mite. È quanto sono chiamati a fare specialmente i medici e il personale paramedico in questo Policlinico, che appartiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Qui, ciascuno di voi porta ai malati un po’ dell’amore del Cuore di Cristo, e lo fa con competenza e professionalità. Questo significa rimanere fedeli ai valori fondanti che Padre Gemelli pose alla base dell’Ateneo dei cattolici italiani, per coniugare la ricerca scientifica illuminata dalla fede e la preparazione di qualificati professionisti cristiani".

AIF FIRMA UN ACCORDO DI CONDIVISIONE DELL'INFORMAZIONE FINANZIARIA CON "US OFFICE OF THE COMPTROLLER OF THE CURRENCY"

Città del Vaticano, 30 giugno 2014 (VIS). L’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF), l'organismo di Informazione Finanziaria della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, ha firmato un accordo di scambio di informazioni con lo "US Office of the Comptroller of the Currency" (OCC).

Questo scambio di lettere sulla condivisione dell’informazione è il primo accordo bilaterale dell’AIF nel suo compito di supervisione e regolazione finanziaria all’interno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Esso rappresenta un rafforzamento significativo della cooperazione internazionale fra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America.

È un passo ulteriore nello sforzo della Santa Sede per perfezionare un sistema di regolazione finanziaria e un elemento integrante dell’impegno per la trasparenza e la cooperazione internazionale”, ha dichiarato René Bruelhart, Direttore dell’AIF. “La Santa Sede fa parte della famiglia globale delle giurisdizioni ben regolate, e la firma di questo accordo lo dimostra molto chiaramente”.

L’accordo con l’OCC è conseguente all’approvazione della nuova legge attinente alle attività finanziarie nella Santa Sede - la Legge XVIII dell’ottobre 2013 -, e all’entrata in vigore dei nuovi Statuti dell’AIF, nel novembre 2013, che hanno introdotto la nuova funzione di supervisione come parte del mandato della stessa AIF.

L’AIF prevede di firmare a tempo opportuno ulteriori accordi con gli organismi di altri paesi preposti alla supervisione e alla regolazione finanziaria, e continua nel suo impegno per rafforzare la propria infrastruttura regolatoria e promuovere la cooperazione internazionale.

L’OCC è un’Autorità indipendente nell’ambito del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e ha il compito di registrare, regolare e supervisionare tutte le banche nazionali e le branche e agenzie federali delle banche straniere negli Stati Uniti.

L’AIF è l’Autorità della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano competente per la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. In forza del suo mandato, l’AIF ha un compito duplice, e agisce sia come supervisore e regolatore finanziario, sia come Unità di Informazione Finanziaria. Nella sua funzione come Unità di Informazione Finanziaria, l’AIF è divenuta membro dell’Egmont Group nel luglio 2013, e ha già firmato Protocolli d’intesa con le Unità di Informazione Finanziaria di oltre una dozzina di paesi, fra cui il Regno Unito, gli Stati Uniti d’America, la Francia, la Spagna, l’Italia e la Germania. L’AIF è stata istituita nel 2010 ed è divenuta operativa nel 2011.

UDIENZE

Città del Vaticano, 30 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

- L'Arcivescovo Jean-Paul Gobel, Nunzio Apostolico nella Repubblica Araba d'Egitto; Delegato della Santa Sede presso la Lega degli Stati Arabi.

- L'Arcivescovo Marek Zalewski, Nunzio Apostolico in Zimbabwe, con i Familiari.

- L'Arcivescovo Hubertus Matheus Maria van Megen, Nunzio Apostolico in Sudan e in Eritrea.

- L'Arcivescovo Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., di Montevideo (Uruguay).

- Il Signor Charles Ghislain, Ambasciatore del Belgio, in visita di congedo.

- Il Signor Fernando Felipe Sánchez Campos, Ambasciatore di Costa Rica, in visita di congedo.

Sabato 28 giugno il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- L'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute).

- Il Cardinale Stanisław Ryłko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 29 giugno 2014 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’arcidiocesi di Boston (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Walter J. Edyvean, per raggiunti limiti d'età.

Sabato 28 giugno il Santo Padre ha nominato il Reverendo Gennaro Acampa, Vescovo Ausiliare di Napoli (superficie: 274; popolazione: 1.744.000; cattolici: 1.715.000; sacerdoti: 1.053; religiosi: 3.413: diaconi permanenti: 292), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Napoli (Italia) nel 1945 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. Dal 1968 al 1969 Assistente Corale della Cattedrale di Napoli; dal 1969 al 1970 Vicario Cooperatore della Parrocchia S. Maria Ognibene ai Sette Dolori; dal 1969 al 1974 Insegnante di Religione nelle Scuole Medie Statali; dal 1970 al 1974 Parroco del Sacro Cuore di Gesù in S. Maria Ognibene; dal 1988 al 1994 Padre Spirituale del Seminario Minore "Paolo VI" e dal 2010 al 2012 Padre Spirituale degli aspiranti diaconi permanenti. È stato più volte Decano del I Decanato dell'Arcidiocesi di Napoli e Membro del Consiglio Presbiterale Diocesano. Dal 1974 è Preposito Curato della Collegiata Parrocchia di San Giovanni Maggiore in Napoli e dal 2012 Vicario Episcopale per il Clero e la Formazione.
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