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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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mercoledì 7 maggio 2014

UDIENZA GENERALE: IL DONO DEL CONSIGLIO

Città del Vaticano, 7 maggio 2014 (VIS). Il consiglio, dono con cui lo Spirito rende capace la nostra coscienza di fare una scelta concreta in comunione con Dio, secondo la logica di Gesù e del suo Vangelo, è stato il tema della catechesi di Papa Francesco per l'Udienza Generale di oggi.

Lo Spirito Santo "ci fa crescere interiormente, ci fa crescere positivamente, ci fa crescere nella comunità e ci aiuta a non cadere in balia dell'egoismo e del proprio modo di vedere le cose. (...) La condizione essenziale per conservare questo dono è la preghiera", ha detto il Santo Padre spiegando che tutti noi possiamo pregare con le preghiere che sappiamo da bambini, ma anche pregare con le nostre parole: "'Signore, aiutami, consigliami, cosa devo fare adesso?' E con la preghiera facciamo spazio, affinché lo Spirito venga e ci aiuti in quel momento, ci consigli su quello che tutti noi dobbiamo fare. La preghiera! Mai dimenticare la preghiera. Mai! Nessuno, nessuno, se ne accorge quando noi preghiamo nel bus, nella strada: preghiamo in silenzio col cuore. Approfittiamo di questi momenti per pregare, pregare perché lo Spirito ci dia il dono del consiglio".

"Nell'intimità con Dio e nell'ascolto della sua Parola, pian piano mettiamo da parte la nostra logica personale (...) e impariamo invece a chiedere al Signore: qual è il tuo desiderio?, qual'è la tua volontà? (...) In questo modo matura in noi una sintonia profonda, quasi connaturale nello Spirito e si sperimenta quanto siano vere le parole di Gesù (...): 'Non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi'. È lo Spirito che consiglia, ma noi dobbiamo dare spazio allo Spirito, perché ci possa consigliare. E dare spazio è pregare, pregare perché Lui venga e ci aiuti sempre".

"Come tutti gli altri doni dello Spirito, poi, anche il consiglio costituisce un tesoro per tutta la comunità cristiana. Il Signore non ci parla soltanto nell'intimità del cuore, (...), ma ci parla anche attraverso la voce e la testimonianza dei fratelli (...) che (...) ci aiutano a fare luce nel nostro cuore e a riconoscere la volontà del Signore!". Papa Francesco ha raccontato a questo proposito, che un giorno, nella diocesi argentina di Luján, "un ragazzotto tutto moderno, con gli orecchini, i tatuaggi, tutte queste cose..." gli espose nel confessionale una situazione molto difficile, dicendo che sua madre gli aveva consigliato di rivolgersi alla Vergine Maria. "Ecco una donna che aveva il dono del consiglio. Non sapeva come uscire dal problema del figlio, ma ha indicato la strada giusta. (...) Infatti questo ragazzo mi ha detto: ho guardato la Madonna e ho sentito che devo fare questo, questo e questo... Io non ho dovuto parlare - ha ricordato il Papa - avevano già detto tutto la sua mamma e il ragazzo stesso. Questo è il dono del consiglio. Voi mamme che avete questo dono, chiedetelo per i vostri figli. Il dono di consigliare i figli è un dono di Dio".

Papa Francesco ha concluso la catechesi citando il Salmo 16 che ci invita a pregare con queste parole: "'Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare'. Che lo Spirito possa sempre infondere nel nostro cuore questa certezza e ricolmarci così della sua consolazione e della sua pace! Chiedete sempre il dono del consiglio!".

VALORIZZARE NEL MESE DI MAGGIO LA PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO

Città del Vaticano, 7 maggio 2014 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale, nelle parole di saluto nelle diverse lingue, il Papa ha salutato i pellegrini di lingua tedesca, in particolare i familiari e gli amici delle nuove Guardie Svizzere che ieri hanno prestato il giuramento, ricordando che "lo Spirito Santo scaccerà ogni timore". Riferendosi alla Giornata Mondiale della Gioventù, in programma nel 2016 in Polonia, Papa Francesco ha esortato i pellegrini a camminare insieme "uniti nell'amore e nella preghiera, seguendo l'invito di San Giovanni Paolo II a essere sempre giovani nello Spirito Santo".

Successivamente il Papa ha rivolto parole di saluto ai volontari italiani della Croce Rossa a 150 anni dalla fondazione; ai familiari dei ragazzi di San Patrignano "ai quali mi unisco nel dire no ad ogni tipo di droga" e al Gruppo Confcommercio Ascom di Padova che ha incoraggiato "in questo momento di difficoltà economica"

Infine il Papa ha invitato i presenti a recarsi a pregare alle Tombe degli Apostoli per accrescere in tutti "la gioia pasquale della Risurrezione che si manifesta anche in concrete opere di carità. Domani - ha ricordato - la Chiesa eleva la preghiera della 'Supplica' alla Madonna del Rosario di Pompei. A quel celebre Santuario si recherà il Cardinale Segretario di Stato; invito tutti ad invocare l'intercessione di Maria, affinché il Signore conceda misericordia e pace alla Chiesa e al mondo intero. (...) Esorto tutti a valorizzare in questo mese di maggio la preghiera del santo Rosario".

PRESA DI POSSESSO DEL CARDINALE LORENZO BALDISSERI

Città del Vaticano, 7 maggio 2014 (VIS). L’Ufficio delle Celebrazione Liturgiche del Sommo Pontefice ha dato comunicazione che domenica 11 maggio, alle ore 10:30, il Cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, prenderà possesso della Diaconia di Sant’Anselmo all’Aventino, Piazza dei Cavalieri di Malta, 5.

martedì 6 maggio 2014

GIURAMENTO GUARDIA SVIZZERA PONTIFICIA: OLTRE CINQUE SECOLI DI FEDELTÀ AL PAPA

Città del Vaticano, 6 maggio 2014 (VIS). Come il 6 maggio di ogni anno, alle 10:30 di questa mattina, si è tenuta la cerimonia del giuramento delle nuove reclute del Corpo della Guardia Svizzera Pontificia nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico. Presenti Cardinali, Vescovi, membri della Curia, Rappresentanti del Corpo Diplomatico presso la Santa Sede, dell'Esercito Svizzero, familiari e amici, le 30 nuove reclute, nelle loro eleganti uniformi, hanno prestato giuramento sulla bandiera del Corpo. "Oggi nel Palazzo Apostolico - nella casa del Papa – si respira un’aria di festa. Il risuonare di voci e di musiche, i colori delle divise e delle bandiere, la presenza di tanti ospiti indicano che stiamo vivendo un momento particolarmente importante" - ha detto nel suo discorso l'Arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, in rappresentanza del Santo Padre.

"Sono trascorsi 508 anni dalla fondazione di questo benemerito Corpo di Guardia - ha proseguito l'Arcivescovo Becciu - e il fatto che dalla Svizzera non cessino di giungere giovani desiderosi di mettersi al servizio del Papa è motivo di fervido ringraziamento a Dio. Invitando i giovani alabardieri ad invocare con affetto e devozione i due nuovi papi santi, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, l'Arcivescovo ha detto: "Chiedete loro che vi aiutino a svolgere nel modo migliore il vostro compito" ed ha ricordato: "Siamo nel mese di maggio, il mese mariano, e quindi l’inizio del vostro servizio è posto sotto la speciale protezione di Maria Santissima".

Alla cerimonia erano presenti la delegazione del governo cantonale di Svitto guidata dal suo Presidente, il Signor Walter Stahlin; il Signor Pierre-Yves Fux, nuovo Ambasciatore Svizzero presso la Santa Sede, in rappresentanza della Confederazione Elvetica e il divisionario Hans-Peter Walser, in rappresentanza dell'Esercito Svizzero. Alle 17:30 di oggi pomeriggio, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, celebrerà la Santa Messa presso l'altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, animata dal coro "Singkreis Brunnen".

VISITA A ROMA DI SUA SANTITÀ KAREKIN II PATRIARCA SUPREMO E CATHOLICOS DI TUTTI GLI ARMENI

Città del Vaticano, 6 maggio 2014 (VIS). Dal 7 al 9 maggio prossimo, Sua Santità Karekin II, capo del Catholicossato di Etchmiadzin della Chiesa apostolica armena, verrà a Roma per incontrare Sua Santità Papa Francesco. Sua Santità Karekin II è stato eletto centotrentaduesimo Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni nel 1999.

La Chiesa armena comprende due Catholicossati e due Patriarcati e conta circa sei milioni di fedeli. I due Catholicossati di Etchmiadzin e di Antelias sono in piena comunione, ma indipendenti dal punto di vista amministrativo. Il Patriarcato armeno di Gerusalemme ed il Patriarcato armeno di Costantinopoli dipendono da Etchmiadzin per le questioni spirituali.

A partire dal Concilio Vaticano Secondo, si sono sviluppate nuove relazioni tra la Chiesa cattolica e la Chiesa armena. Rappresentanti dei due Catholicossati di Etchmiadzin e di Antelias sono membri della Commissione Mista Internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali.

Durante il Grande Giubileo dell'Anno 2000, il Catholicos Karekin II ha reso visita alla Chiesa di Roma. Nel 2001, Papa Giovanni Paolo II ha visitato a sua volta il Catholicossato di Etchmiadzin. Il Patriarca si è recato nuovamente a Roma in occasione dei funerali di Papa Giovanni Paolo II, guidando personalmente la delegazione armena. Più recentemente, nel 2008 e nel 2012, il Catholicos Karekin II ha reso visita a Papa Benedetto XVI ed ha partecipato anche all’inaugurazione del ministero petrino di Papa Francesco.

Il Catholicos incontrerà Papa Francesco e avrà con lui un momento comune di preghiera giovedì 8 maggio. Egli farà inoltre visita al Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e ad alcuni Dicasteri della Curia romana. Il Patriarca si recherà anche alla Tomba dell’Apostolo Pietro e pregherà presso la statua di Gregorio l’Illuminatore, che si trova nel cortile nord della Basilica vaticana.

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 6 maggio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Andrew Joseph McDonald, emerito di Little Rock, (Stati Uniti d'America), il 1° aprile, all'età di 90 anni.

- Il Vescovo Michael Pearse Lacey, Ausiliare emerito di Toronto, (Canada), il 2 aprile, all'età di 97 anni.

- Il Vescovo Pedro Fré, C.SS.R., emerito di Barretos (Brasile), il 3 aprile, all'età di 89 anni.

- Il Cardinale Emmanuel III Delly, Patriarca emerito di Babilonia dei Caldei (Iraq), l'8 aprile, all'età di 86 anni.

- L'Arcivescovo Boniface Lele, emerito di Mombasa (Kenya), il 9 aprile, all'età di 67 anni.

- Il Vescovo Ján Hirka, emerito di Presov (Slovacchia), il 10 aprile, all'età di 90 anni.

- L'Arcivescovo Robert-Casimir Tonyui Messan Dosseh-Anyron, emerito di Lomé (Togo), il 15 aprile, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Anselmo Zarza Bernal, emerito di León (Messico), il 15 aprile, all'età di 97 anni.

- Il Vescovo Ramón Malla Call, emerito di Lleida (Spagna), il 18 aprile, all'età di 91 anni.

- Il Vescovo Francisco Ovidio Vera Intriago, Ausiliare di Portoviejo (Ecuador), il 21 aprile, all'età di 71 anni.

- Il Vescovo Boniface Nyema Dalieh, emerito di Cape Palmas (Liberia), il 25 aprile, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo José Moreira Bastos Neto, di Três Lagoas (Brasile), il 26 aprile, all'età di 61 anni.

- Il Vescovo Protacio Guevarra Gungon, emerito di Antipolo (Filippine), il 26 aprile, all'età di 88 anni.

- L'Arcivescovo Aloísio Roque Oppermann, S.C.I., emerito di Uberaba (Brasile), il 26 aprile, all'età di 77 anni.

- L'Arcivescovo Damião António Franklin, di Luanda (Angola), il 28 aprile, all'età di 63 anni.

- Il Vescovo Tomás Balduino, O.P., emerito di Goiás (Brasile), il 2 maggio, all'età di 91 anni.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Telesphore Bilung, S.V.D., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Ranchi (superficie: 5.299; popolazione: 3.156.000; cattolici: 140.593; sacerdoti: 255; religiosi: 1.266), India. Il Vescovo eletto è nato nel 1961 a Sargidipa (India). Nel 1985 è entrato nella Società del Verbo Divino (Verbiti), ha emesso i primi voti nel 1986, la Professione Solenne nel 1991 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Dal 1992 al 1994 Assistente parrocchiale in Puri; dal 1994 al 1996 Rettore del Seminario Minore di Sambalpur; dal 1997 al 2005 Rettore della SVD Formation House di Lungai; Presidente del Vocation Board; dal 2006 al 2007 Parroco in Premnagar, Arcidiocesi di Calcutta; dal 2007 al 2010 Pioniere della Missione di Bezda, Calcutta; dal 2008 al 2011 Consigliere Provinciale; dal 2010 al 2011 Rettore del Seminario Minore dei PP. Verbiti di Lungai. È stato finora Superiore Provinciale dei Missionari Verbiti.

lunedì 5 maggio 2014

FORMAZIONE INTELLETTUALE, SPIRITUALE, UMANA E PASTORALE: QUESTI I QUATTRO PILASTRI DELLA FORMAZIONE DEI FUTURI SACERDOTI

Città del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). La collaborazione con la società civile, l'evangelizzazione in un Paese ancora diviso e la formazione dei futuri sacerdoti sono stati i temi centrali del discorso che il Santo Padre ha consegnato ai Vescovi della Conferenza Episcopale del Burundi, in occasione della Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Santo Padre ricorda che la collaborazione fra la Santa Sede e la Repubblica del Burundi, illustrata nell'Accordo-Quadro, firmato nel novembre 2012 ed entrato in vigore in febbraio, promuove "un ricco futuro per l'annuncio del Vangelo" ed invita i Vescovi "ad inserirsi - come già fanno - nel dialogo sociale e politico, e ad incontrare, senza esitazioni, i pubblici poteri. Le persone responsabili dell'Autorità sono le prime ad avere bisogno della vostra testimonianza di fede e del vostro coraggioso annuncio dei valori cristiani, affinché conoscendo più a fondo la Dottrina Sociale della Chiesa, ne apprezzino il valore e ad essa si ispirino nell'amministrazione della cosa pubblica".

In un non lontano passato, il Burundi ha conosciuto terribili conflitti ed il popolo burundese rimane ancora troppo spesso diviso con profonde ferite non ancora rimarginate. "Soltanto una autentica conversione dei cuori al Vangelo - scrive il Papa - può disporre gli uomini all'amore fraterno e al perdono, perché 'nella misura in cui Dio riuscirà a regnare tra di noi, la vita sociale sarà uno spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti'. L'evangelizzazione in profondità del vostro popolo continua ad essere la vostra principale preoccupazione per conseguire una autentica riconciliazione".

Se i primi testimoni chiamati a vivere l'autenticità di questa conversione sono, naturalmente, i sacerdoti, è necessario che i candidati al sacerdozio, "oltre alla indispensabile formazione intellettuale, ricevano anche una solida formazione spirituale, umana e pastorale. Questi i quattro pilastri della formazione! È con tutta la loro vita, nella quotidianità dei loro rapporti umani, che essi portano il Vangelo a tutti. Nel ministero sacerdotale non ci deve essere il 'predominio dell'aspetto amministrativo su quello pastorale, come pure una sacramentalizzazione senza altre forme di evangelizzazione'".

Papa Francesco elogia la preziosa opera delle congregazioni religiose nel campo dell'educazione, negli ospedali e nell'assistenza ai rifugiati e ricorda ai Presuli che le numerose nuove comunità che si formano "hanno bisogno del loro attento e prudente discernimento per garantire una solida formazione ai loro membri ed accompagnare l'evoluzione che esse sono chiamate a vivere per il bene di tutta la Chiesa".

"Il vostro Paese ha conosciuto una difficile storia recente, attraversata da divisioni e violenza, in un contesto di grande povertà che purtroppo perdura. Nonostante ciò, i coraggiosi sforzi di evangelizzazione che voi dispiegate nel vostro ministero pastorale portano numerosi frutti di conversione e di riconciliazione. Vi invito a non perdere la speranza, ma ad andare coraggiosamente avanti, con un rinnovato spirito missionario, per portare la Buona Novella a tutti coloro che ancora la attendono e che ne hanno più bisogno, perché conoscano finalmente la misericordia del Signore".

IL PAPA ALLE NUOVE GUARDIE SVIZZERE: NON È L’UNIFORME MA COLUI CHE LA INDOSSA A DOVER COLPIRE GLI ALTRI PER L’ATTEGGIAMENTO DI CARITÀ VERSO TUTTI

Città del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). Questa mattina nella Sala Clementina del Palazzo Vaticano, Papa Francesco ha incontrato le reclute della Guardia Svizzera Pontificia, che domani presteranno giuramento, accompagnati da genitori, familiari e amici. "È un giorno speciale - ha detto il Papa - perché commemoriamo il Sacco di Roma e l’atto eroico dei vostri predecessori che, nel 1527, offrirono la propria vita per la difesa della Chiesa e del Papa. La vostra dedizione è la conferma che il loro coraggio e la loro fedeltà hanno portato frutto".

"Il contesto sociale ed ecclesiale è molto cambiato da allora - ha proseguito il Pontefice - la società è diversa rispetto a quei tempi. Ma il cuore dell’uomo, la sua capacità di essere fedele e coraggioso – 'acriter et fideliter', recita il vostro motto – è rimasto lo stesso. (...) Prestare servizio nella Guardia Svizzera Pontificia significa vivere un’esperienza che vede incontrarsi il tempo e lo spazio in modo molto particolare (...) Con il vostro peculiare servizio, voi siete chiamati a dare una serena e gioiosa testimonianza cristiana a quanti giungono in Vaticano per visitare la Basilica di San Pietro e per incontrare il Papa. Vivete intensamente le vostre giornate! Siate saldi nella vostra fede e generosi nella carità verso le persone che incontrate".

"L’uniforme che indossate - ha ricordato Papa Francesco - quest’anno compie cento anni. I suoi colori e la sua foggia sono conosciuti in tutto il mondo: ricordano dedizione, serietà, sicurezza. Identificano un servizio singolare e un passato glorioso. Tuttavia, dietro ad ogni uniforme c’è una persona concreta: con una famiglia e una terra di provenienza, con una personalità e una sensibilità, con dei desideri e dei progetti di vita. La vostra divisa è un suggestivo tratto caratteristico della Guardia Svizzera e attira l’attenzione della gente. Ma ricordate che non è l’uniforme ma colui che la indossa a dover colpire gli altri per la gentilezza, per lo spirito di accoglienza, per l’atteggiamento di carità verso tutti. Considerate questo anche nei rapporti tra di voi, dando importanza, anche alla vostra vita comunitaria, al condividere i momenti lieti e quelli più difficili, non ignorando chi tra di voi si trova in difficoltà e a volte ha bisogno di un sorriso e di un gesto di incoraggiamento e di amicizia; evitando una distanza negativa che divide tra loro i compagni e che, nella vita di tutte le persone del mondo, può generare disprezzo, emarginazione o razzismo".

LA SANTA SEDE E LA CONVEZIONE CONTRO LA TORTURA

Città del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Capo della Delegazione della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, ha presentato il Rapporto iniziale della Santa Sede al Comitato per la Convenzione contro la Tortura (CAT), che tiene in questa sede la sua LII Sessione.

Nell'esauriente Rapporto, l'Arcivescovo Tomasi precisa che "La Santa Sede ha aderito alla Convenzione contro la tortura (CAT) il 22 giugno 2002, con l'intento molto chiaro e diretto che la presente Convenzione fosse applicata alla Città del Vaticano (SCV). Nella sua qualità di sovrano della Città del Vaticano, la Santa Sede ha fornito un importante 'Dichiarazione interpretativa' che mostra il suo approccio al CAT".

"In primo luogo, la Dichiarazione interpretativa loda la Convenzione come strumento degno di difesa contro gli atti di tortura, quando dice: 'La Santa Sede ritiene che la Convenzione contro la tortura e altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti, sia uno strumento valido ed idoneo per la lotta contro atti che costituiscono una grave offesa alla dignità della persona umana. 'In questo senso infatti, la Santa Sede ha voluto esprimere l'armonia dei propri principi e la visione della persona umana con quegli ideali e pratiche stabilite nella Convenzione contro la Tortura".

"La Dichiarazione interpretativa insiste sul fatto che 'La Santa Sede, aderendo alla Convenzione per conto dello Stato della Città del Vaticano, si impegna ad applicarla nella misura in cui è compatibile, in pratica, con la peculiare natura di detto Stato ". Come tale, per quanto riguarda l'applicazione della Convenzione e di qualsiasi esame, problema o critiche, o di applicazione di quest'ultima, la Santa Sede intende concentrarsi esclusivamente sulla Città del Vaticano, nel rispetto della sovranità internazionale di questo Stato e la legittima autorità specifica della Convenzione e della Commissione competente di esaminare i rapporti di Stato".

"La Santa Sede, in quanto membro della comunità internazionale, è legato ma separato e distinto dal territorio della Città del Vaticano, sul quale esercita la sovranità. La sua personalità internazionale non è mai stato confusa con i territori sui quali ha esercitato la sovranità dello Stato. Nella sua forma attuale, la Città del Vaticano è stata fondata nel 1929 per garantire più efficacemente la missione spirituale e morale della Santa Sede. Pertanto, i riferimenti colloquiali alla Santa Sede come il 'Vaticano' possono essere fuorvianti. In questo senso, la Santa Sede, come detto, incoraggia a livello globale i principi di base e di autentici diritti umani riconosciuti nella CAT, mentre realizza la sua attuazione nel territorio della Città del Vaticano in armonia con la Dichiarazione interpretativa".

Dopo aver presentato alcuni punti essenziali che devono guidare e assistere la discussione, l'Arcivescovo offre una panoramica della relazione iniziale che la Santa Sede ha presentato alla Commissione nel dicembre 2012.

"Oltre a presentare le distinzioni essenziali e le relazioni tra la Santa Sede, Città del Vaticano e la Chiesa cattolica, vorrei sottolineare - afferma l'Arcivescovo Tomasi - alcuni elementi importanti presentati all'interno della sezione 'Informazioni generali'. In particolare, il primo punto di riferimento è il sistema giuridico della Città del Vaticano, che è autonomo rispetto al sistema giuridico della Chiesa cattolica. In realtà, non tutte le norme canoniche sono rilevanti per il governo di questo territorio. In relazione al tema del delitto e della pena ci sono leggi specifiche che criminalizzano le attività illecite e prevedono sanzioni proporzionate nella Città del Vaticano".

"Come indicato nella sezione sulle statistiche, la piccola popolazione della Città del Vaticano, ricevendo circa 18 milioni di pellegrini e turisti ogni anno, ha un numero relativamente basso di questioni penali registrate".

"Passando ora alla terza parte del Rapporto iniziale, che affronta sistematicamente ognuno dei sedici articoli sostanziali del CAT, la mia Delegazione desidera sottolineare alcuni passi significativi e miglioramenti nella Città del Vaticano a rispettare la Convenzione, sin dalla consegna del Rapporto iniziale nel dicembre 2012. in primo luogo, vi è la modifica della legislazione dello Stato della Città del Vaticano con la promulgazione della Lettera Apostolica di Papa Francesco, l'11 luglio 2013, 'Sulla competenza della autorità giudiziaria della Città del Vaticano in materia penale', in particolare l'articolo 3, della Legge N. VIII, che tratta specificamente il reato di tortura. Mentre l'applicazione di questa legge fondamentale nel diritto penale dello Stato della Città del Vaticano in qualche modo tocca diversi articoli della Convenzione, vale la pena citarne direttamente alcuni. In relazione all'articolo 1 della Convenzione, la nuova legislazione integra, quasi alla lettera, la definizione di tortura e punizione crudele e disumana come ivi forniti e, quindi, di fatto, rispetta l'articolo 4 della Convenzione con l'integrazione nel codice penale e l'istituzione di sanzioni adeguate per tali reati. Il paragrafo 6 dello stesso articolo 3 della legge modificata VIII ribadisce efficacemente l'articolo 15 della Convenzione, che vieta l'uso di qualsiasi dichiarazione rilasciata a seguito di torture da considerare come prova".

"Modificati anche nel luglio 2013, gli emendamenti della Legge IX rispondono con maggiore specificità e chiarezza alle questioni dei reati, sia all'interno che al di fuori del territorio dello Stato, di giurisdizione, di estradizione e dei termini di condanna. I cambiamenti procedurali e legislativi cercano di attuare i principi contenuti nella Convenzione contro la tortura di cui agli articoli 3, 5 e 8. In particolare, si deve notare lo sviluppo sulla questione dell'estradizione e anche la smentita dello stesso da parte della Santa Sede, se lo Stato richiedente esercita la tortura o usa la pena capitale".

"La quarta parte del Rapporto iniziale, riguardante la 'Affermazione del divieto contro la tortura e altri trattamenti disumani o degradanti o punizioni crudeli negli insegnamenti e nelle attività della Santa Sede', fa riferimento alla vasta gamma di documenti, proclami, pubblicazioni, programmi radiofonici e televisivi con i quali la Santa Sede si dirige attivamente non solo ai seguaci della fede cattolica, ma anche alla comunità internazionale e a tutte le persone di buona volontà".

"Va sottolineato, alla luce della grande confusione esistente, che la Santa Sede non ha giurisdizione - come tale termine viene inteso anche ai sensi dell'articolo 2.1 della Convenzione - su ogni membro della Chiesa cattolica. La Santa Sede desidera ribadire che le persone che vivono in un determinato paese sono sotto la giurisdizione delle autorità legittime di quel paese e sono quindi soggette alla legge nazionale e alle conseguenze ivi contenute. Le autorità degli Stati sono obbligate a proteggere, e, quando necessario, perseguire le persone sotto la loro giurisdizione. La Santa Sede esercita la stessa autorità su coloro che vivono nella Città del Vaticano in conformità con le sue leggi. Quindi, la Santa Sede, nel rispetto dei principi di autonomia e sovranità degli Stati, insiste sul fatto che l'Autorità dello Stato, che ha competenza legittima, agisce come attore responsabile della giustizia per quanto riguarda i crimini e gli abusi commessi da persone sotto la sua giurisdizione. La mia delegazione desidera sottolineare che questo include non solo gli atti di tortura e di altri atti di pene crudeli e disumane, ma anche tutti gli altri atti considerati crimini commessi da qualsiasi persona fisica che, nonostante l'affiliazione ad un istituto cattolico, è soggetto ad una particolare autorità dello Stato. L'obbligo e la responsabilità a promuovere la giustizia in questi casi risiede nella giurisdizione nazionale competente".

"Ricapitolando questa quarta parte del Rapporto si potrebbe dire che numerose sono le misure che la Santa Sede ha adottato nel prendere efficaci provvedimenti legislativi, amministrativi, giudiziari e altri provvedimenti volti a prevenire e vietare la tortura e ad affrontare la sua radice, inducendo a evitare futuri atti in questo ambito. Tutto ciò esprime il desiderio della Santa Sede di 'dare il proprio sostegno morale e la collaborazione alla Comunità internazionale, per contribuire all'eliminazione del ricorso alla tortura, che è inammissibile e disumano".

ANCHE NOI POSSIAMO DIVENTARE "VIANDANTI RISORTI", SE LA PAROLA DEL SIGNORE RISCALDA IL NOSTRO CUORE

Città del Vaticano, 4 maggio 2014 (VIS). "Pietro è testimone della speranza che è in Cristo. (...) Pietro è il punto di riferimento saldo della comunità perché è fondato sulla Roccia che è Cristo. Così è stato Giovanni Paolo II, vera pietra ancorata alla grande Roccia". Queste le parole di Papa Francesco nell'omelia della Santa Messa per la Comunità Polacca di Roma, nella chiesa di San Stanislao, in ringraziamento per la Canonizzazione di Giovanni Paolo II. In questa Chiesa, ha ricordato Papa Francesco - Papa Wojtyla è venuto più di 80 volte. "Nei momenti di tristezza e di abbattimento, quando tutto sembrava perduto, egli non perdeva la speranza, perché la sua fede e la sua speranza erano fisse in Dio. E così era pietra, roccia per questa comunità".

"Voi, fratelli e sorelle - ha ricordato Papa Francesco - fate parte di un popolo che è stato molto provato nella sua storia. Il popolo polacco sa bene che per entrare nella gloria bisogna passare attraverso la passione e la croce. E lo sa non perché l’ha studiato, lo sa perché lo ha vissuto. San Giovanni Paolo II, come degno figlio della sua patria terrena, ha seguito questa via. L’ha seguita in modo esemplare, ricevendo da Dio una spogliazione totale. Per questo 'la sua carne riposa nella speranza'".

"E noi? Siamo disposti a seguire questa strada? Voi, cari fratelli, che formate oggi la comunità cristiana dei polacchi a Roma, volete seguire questa strada? San Pietro, anche con la voce di san Giovanni Paolo II, vi dice: 'Comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri'. È vero, siamo viandanti, ma non erranti! In cammino, ma sappiamo dove andiamo! Gli erranti non lo sanno. Siamo pellegrini, ma non randagi – come diceva san Giovanni Paolo II".

"Anche noi - ha concluso il Pontefice - possiamo diventare 'viandanti risorti'", se la Parola del Signore "riscalda il nostro cuore, e la sua Eucaristia ci apre gli occhi alla fede e ci nutre di speranza e di carità. Anche noi possiamo camminare accanto ai fratelli e alle sorelle che sono tristi e disperati, e riscaldare il loro cuore con il Vangelo, e spezzare con loro il pane della fraternità".

GESÙ CI SPIEGA LE SCRITTURE E RIACCENDE NEI NOSTRI CUORI IL CALORE DELLA FEDE E DELLA SPERANZA

Città del Vaticano, 4 maggio 2014 (VIS). Alle dodici di questa mattina, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Caeli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale. Ricordando il Vangelo di questa domenica, sui discepoli di Emmaus, che lungo la strada non riconoscono Gesù che cammina accanto a loro, il Papa ha detto: "Vedendoli così tristi, Egli dapprima li aiutò a capire che la passione e la morte del Messia erano previste nel disegno di Dio e preannunciate nelle Sacre Scritture; e così riaccese un fuoco di speranza nei loro cuori".

"La strada di Emmaus diventa così simbolo del nostro cammino di fede: le Scritture e l’Eucaristia sono gli elementi indispensabili per l’incontro con il Signore. Anche noi arriviamo spesso alla Messa domenicale con le nostre preoccupazioni, le nostre difficoltà e delusioni… La vita a volte ci ferisce e noi ce ne andiamo tristi, verso la nostra 'Emmaus', voltando le spalle al disegno di Dio. Ci allontaniamo da Dio. Ma ci accoglie la Liturgia della Parola: Gesù ci spiega le Scritture e riaccende nei nostri cuori il calore della fede e della speranza, e nella Comunione ci dà forza".

Nel sottolineare che la Parola di Dio e l'Eucaristia ci riempiono di gioia, Papa Francesco ha detto: "Ricordatelo bene! Quando tu sei triste, prendi la Parola di Dio. Quando tu sei giù, prendi la Parola di Dio e va’ alla Messa della domenica a fare la Comunione, a partecipare del mistero di Gesù. Parola di Dio, Eucaristia: ci riempiono di gioia. (...) C’è sempre una Parola di Dio che ci dà l’orientamento dopo i nostri sbandamenti; e attraverso le nostre stanchezze e delusioni c’è sempre un Pane spezzato che ci fa andare avanti nel cammino".

AZIONE CATTOLICA: ANDARE AI CONFINI E VIVERE LA GIOIA DELL'APPARTENENZA CRISTIANA

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha incontrato l'Azione Cattolica Italiana a conclusione dell'Assemblea Nazionale sul tema: "Persone nuove in Gesù Cristo, corresponsabili della gioia di vivere". "Il tema della vostra Assemblea - ha detto il Pontefice - si inserisce bene nel tempo pasquale, che è un tempo di gioia. È la gioia dei discepoli nell'incontro con il Cristo risorto, e richiede di essere interiorizzata, dentro uno stile evangelizzatore capace di incidere nella vita".

"Nell’attuale contesto sociale ed ecclesiale - ha proseguito il Papa - voi laici di Azione Cattolica siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria, aperta agli orizzonti che lo Spirito indica alla Chiesa ed espressione di una nuova giovinezza dell’apostolato laicale. Questa scelta missionaria: tutto in chiave missionaria, tutto. (...) Questa è la scelta che oggi fa l'Azione Cattolica. Anzitutto le parrocchie, specialmente quelle segnate da stanchezza e chiusure - e ce ne sono tante. (...) Quando io saluto le segretarie parrocchiali, domando loro: Ma Lei è segretaria di quelli che aprono le porte o di quelli che chiudono la parta? Queste parrocchie hanno bisogno del vostro entusiasmo apostolico, della vostra piena disponibilità e del vostro servizio creativo. Si tratta di assumere il dinamismo missionario per arrivare a tutti, privilegiando chi si sente lontano e le fasce più deboli e dimenticate della popolazione. Si tratta di aprire le porte e lasciare che Gesù possa andare fuori. Tante volte abbiamo Gesù chiuso nelle parrocchie con noi, e noi non usciamo fuori e non lasciamo uscire fuori Lui! Aprire le porte perché Lui vada, almeno Lui! Si tratta di una Chiesa 'in uscita': sempre Chiesa in uscita".

Rimanere, andare e gioire sono stati i tre verbi che Papa Francesco ha indicato all'Azione Cattolica per costituire una traccia di cammino.

"Rimanere. Ma non rimanere chiusi, no Rimanere in che senso? Rimanere con Gesù, rimanere a godere della sua compagnia. Per essere annunciatori e testimoni di Cristo occorre rimanere anzitutto vicini a Lui. È dall’incontro con Colui che è la nostra vita e la nostra gioia, che la nostra testimonianza acquista ogni giorno nuovo significato e nuova forza. Rimanere in Gesù, rimanere con Gesù".

"Secondo verbo: andare. Mai un'Azione Cattolica ferma, per favore! Non fermarsi: andare! (...) e annunciare che Dio è Padre e che Gesù Cristo ve lo ha fatto conoscere, e per questo la vostra vita è cambiata: si può vivere da fratelli, portando dentro una speranza che non delude". L'uomo dovunque si trovi, "lì dove soffre, lì dove spera, lì dove ama e crede, lì dove sono i suoi sogni più profondi, le domande più vere, i desideri del suo cuore. Lì vi aspetta Gesù. Questo significa: andare fuori. Questo significa: usciere, andare uscendo".

"E infine gioire. (...) Essere persone che cantano la vita, che cantano la fede. (...) Dire la fede, vivere la fede con gioia, e questo si chiama 'cantare la fede'. E questo non lo dico io! Questo lo ha detto 1600 anni fa sant'Agostino: 'cantare la fede'! Persone capaci di riconoscere i propri talenti e i propri limiti, che sanno vedere nelle proprie giornate, anche in quelle più buie, i segni della presenza del Signore. Gioire perché il Signore vi ha chiamato ad essere corresponsabili della missione della sua Chiesa. Gioire perché in questo cammino non siete soli: c'è il Signore che vi accompagna, ci sono i vostri vescovi e sacerdoti che vi sostengono, ci sono le vostre comunità parrocchiali, le vostre comunità diocesane con cui condividere il cammino. Non siete soli!".
"Con questi tre atteggiamenti, rimanere in Gesù, andare ai confini e vivere la gioia dell’appartenenza cristiana, potrete portare avanti la vostra vocazione, ed evitare la tentazione della 'quiete', che non ha niente a che fare con il rimanere in Gesù; evitare la tentazione della chiusura e quella dell’intimismo; tanto edulcorata, disgustosa per quanto è dolce, quella dell'intimismo... E se voi andate, non cadrete in questa tentazione. E anche evitare la tentazione della serietà formale. Con questo rimanere in Gesù, andare ai confini, vivere la gioia evitando queste tentazioni, eviterete di portare avanti una vita più simile a statue da museo che a persone chiamate da Gesù a vivere e diffondere la gioia del Vangelo. Se voi volete ascoltare il consiglio del vostro Assistente generale - è tanto mite, perché porta un nome mite, lui, è Mansueto! - se voli volete prendere il suo consiglio, siate asinelli, ma mai statue di museo, per favore, mai!".

AI VESCOVI SRI LANKA: CONTRIBUITE ALLA RICONCILIAZIONE NAZIONALE E PROMUOVETE IL DIALOGO INTERRELIGIOSO CONTRO GLI ESTREMISMI

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Il contributo della Chiesa Cattolica alla riconciliazione nazionale e la ricostruzione della società civile, l'importanza del dialogo interreligioso di fronte ad estremismi che promettono un falso senso di unità nazionale fondata su di un'unica identità religiosa e la protezione della famiglia, sono stati i temi centrali del discorso che il Papa ha consegnato ai Vescovi della Conferenza Episcopale di Sri Lanka, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

Dopo lunghi anni di combattimenti e spargimento di sangue, la guerra nello Sri Lanka ha avuto finalmente fine ed i suoi abitanti ora sperano di ricostruire la loro vita e le loro comunità. I Presuli intendono contribuire a questa missione come sottolineano nella Lettera Pastorale "Verso le riconciliazione e la ricostruzione della nostra Nazione", nella quale, oltre a condividere le tribolazioni del loro popolo, affermano che c'è ancora molto lavoro da fare per promuovere il rispetto dei diritti umani e superare le tensioni etniche. Il Papa si unisce ai Presuli con parole di conforto "per tutti coloro che hanno perso i loro cari durante la guerra ed il cui futuro rimane incerto". Ricordando l'appello di San Paolo a portare gli uni il peso degli altri, il Papa invita le comunità "ad essere ferme nella fede, a rimanere accanto a quanti sono in lutto ed ancora soffrono i persistenti effetti della guerra".

La Chiesa Cattolica nello Sri Lanka, che conta fra i suoi membri Cingalesi e Tamil, può promuovere, perciò, l'unità fra i due gruppi giacché conosce "le preoccupazioni e i timori della gente, specialmente l'emarginazione e la diffidenza l'uno nei confronti dell'altro. I fedeli, consapevoli dei problemi che causano tensioni fra Cingalesi e Tamil, possono offrire un clima di dialogo che si impegna a costruire una società più giusta ed equa".

Lo Sri Lanka non soltanto ha una ricca diversità etnica ma anche diverse tradizioni religiose, per cui di fondamentale importanza è il dialogo interreligioso ed ecumenico per promuovere la conoscenza e l'arricchimento reciproco. Il Papa ha parole di apprezzamento per l'impegno dei Presuli in tale ambito che "permette alla Chiesa di collaborare più facilmente con gli altri nel garantire una pace duratura, ed assicurare la libertà della Chiesa nel perseguire i suoi obiettivi, specialmente l'educazione alla fede dei giovani e la libera testimonianza della fede cristiana. "Tuttavia - nota il Santo Padre - lo Sri Lanka vede l'insorgenza di estremismi religiosi che, promuovendo una falso senso dell'unità nazionale fondata su di una singola identità religiosa, creano tensioni che si esprimono in atti di intimidazione e violenza. Sebbene tali tensioni possono minacciare i rapporti ecumenici, la Chiesa nello Sri Lanka deve rimanere salda nel cercare alleati per la pace ed interlocutori per il dialogo".

Papa Francesco ricorda l'importante lavoro dei sacerdoti e dei religiosi nella missione della trasmissione della fede e nel promuovere la riconciliazione ed il dialogo e dedica l'ultima parte del suo discorso alla famiglia, ricordando che molte famiglie ancora soffrono le conseguenze della guerra che ne ha causato l'allontanamento dalle loro case e la morte di alcuni dei suoi membri. "Molti hanno perso il lavoro - scrive il Papa - e le famiglie sono rimaste divise poiché uno dei due coniugi ha dovuto lasciare la propria casa per cercare lavoro. Un'altra grande sfida è rappresentata dalla realtà crescente dei matrimoni misti, che richiedono maggiore attenzione nella preparazione e nell'assistenza alle coppie nel momento in cui si devono formare nella fede i loro figli. Quando siamo attenti alle famiglie e alle loro necessità, quando comprendiamo le loro difficoltà e speranze, rafforziamo la testimonianza della Chiesa e la proclamazione del Vangelo. (...) Il vostro impegno nel sostenere la famiglia sia a beneficio non soltanto della Chiesa, ma anche della società della Nazione, soprattutto nella sua missione a favore della riconciliazione e dell'unità".

PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA TUTELA DEI MINORI: IL BENE DI UN BAMBINO O DI UN ADULTO VULNERABILE È PRIORITARIO NEL MOMENTO IN CUI VIENE PRESA QUALSIASI DECISIONE

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Nei giorni 1-3 maggio, presso la Casa Santa Marta, nella Città del Vaticano, i primi Membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori hanno tenuto il loro incontro inaugurale. Come precedentemente annunciato, obiettivo dell'incontro era quello di presentare al Santo Padre raccomandazioni relative alle funzioni della Commissione e fare proposte per la nomina di ulteriori membri provenienti da diverse parti del mondo. Questi i membri che hanno preso parte all'incontro: Catherine Bonnet, Francia; Marie Collins, Irlanda; Sheila Baroness Hollins, Regno Unito; il Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap, Stati Uniti d'America; Claudio Papale, Italia; Hanna Suchocka, Polonia; Humberto Miguel Yáñez, S.I., Argentina e Hans Zollner, S.I., Germania.

A conclusione dell’incontro, in occasione di un Briefing per la stampa tenuto presso la Sala Stampa della Santa Sede, è stata rilasciata per conto della Commissione la seguente dichiarazione:

"Mentre iniziamo insieme il nostro servizio, desideriamo esprimere la nostra profonda solidarietà a tutte le vittime che hanno subito abusi sessuali come bambini o come adulti vulnerabili, e desideriamo rendere noto che, dall'inizio del nostro lavoro, abbiamo adottato il principio che il bene di un bambino o di un adulto vulnerabile è prioritario nel momento in cui viene presa qualsiasi decisione.

Nel corso dei nostri incontri, ognuno di noi ha potuto condividere idee, esperienze e aspirazioni per questa Pontificia Commissione. Rispondendo alle richieste del Santo Padre, queste discussioni sono state dedicate alla natura e agli obiettivi della Commissione e all'ampliamento del numero dei membri, così da includere persone provenienti da altre aree geografiche e altre aree di competenza. Nelle nostre conversazioni abbiamo anche esaminato molte proposte sui modi in cui la Commissione potrebbe collaborare con esperti di diverse aree connesse con la salvaguardia di bambini e adulti vulnerabili. Abbiamo anche incontrato alcuni membri della Curia Romana relativamente ad aree di futura cooperazione, fra i quali rappresentanti della Segreteria di Stato, della Congregazione per la Dottrina della Fede, della Congregazione per il Clero, della Sala Stampa della Santa Sede e della Gendarmeria Vaticana.

In quanto Commissione Consultiva del Santo Padre, comunicheremo a Papa Francesco i risultati del nostro lavoro. A suo tempo proporremo iniziative per incoraggiare la responsabilità locale nel mondo e la condivisione reciproca delle "pratiche migliori" per la protezione di tutti i minori, con programmi di addestramento, educazione, formazione, e risposte agli abusi. Abbiamo anche condiviso con Papa Francesco quanta importanza attribuiamo ad alcune aree del nostro futuro lavoro. Riteniamo particolarmente importante garantire l'esercizio della responsabilità (accountability) nella Chiesa, compreso lo sviluppo degli strumenti per protocolli e procedure efficaci e trasparenti.

Proporremo al Santo Padre 'Statuti' per esprimere più precisamente la natura della Commissione, la sua struttura, la sua attività e i suoi obiettivi. È chiaro, ad esempio, che la Commissione non tratterà casi individuali di abuso, ma potrà presentare raccomandazioni sulle direttive per assicurare l'obbligo della responsabilità (accountability) e le pratiche migliori. Negli 'Statuti' intendiamo presentare proposte specifiche per sottolineare le vie per sensibilizzare le persone sulle tragiche conseguenze degli abusi sessuali e sulle conseguenze devastanti del mancato ascolto, dei mancati rapporti di sospetto di abusi, e del mancato sostegno alle vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie.

Mentre i cattolici si impegnano a rendere le nostre parrocchie, scuole ed istituzioni, luoghi sicuri per tutti i minori, noi ci impegniamo insieme con le persone di buona volontà a garantire che i bambini e gli adulti vulnerabili siano protetti dagli abusi. Chiediamo le preghiere di tutti coloro che desiderano sostenere il lavoro della Commissione".

NOTA INFORMATIVA SULLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO PER L'ECONOMIA

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Il Consiglio per l'Economia, istituito dal Santo Padre con il Motu proprio "Fidelis dispensator et prudens", del 24 febbraio scorso, ha tenuto la sua prima riunione nella giornata di venerdì 2 maggio. I lavori hanno avuto luogo nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico, mattina e pomeriggio, terminando alle ore 18.00. I lavori sono stati presieduti dal Cardinale Coordinatore del Consiglio, Reinhard Marx, e oltre ai quindici membri hanno partecipato ai lavori anche i Cardinali Pietro Parolin, Segretario di Stato, e George Pell, Presidente della Segreteria per l'Economia, e il Prelato Segretario del Consiglio stesso, Monsignor Brian Ferme.

Il Santo Padre ha ricevuto il Consiglio nella mattinata di venerdì, rivolgendogli un breve discorso nella mattinata di venerdì. Il testo del discorso e la sintesi in italiano dell'indirizzo del Cardinale Marx al Papa sono già stati pubblicati (Osservatore Romano, 2-3- maggio, p.8).

Come hanno tenuto a rilevare sia il Santo Padre nel suo discorso, sia il Cardinale Coordinatore nel suo indirizzo, i membri ecclesiastici e laici del Consiglio sono sullo stesso piano, con pari responsabilità e diritti. Ciò è apparso concretamente nella riunione stessa per il fatto che ecclesiastici e laici hanno occupato posti alternati e non separati intorno al tavolo dei lavori.

I lavori, che si sono svolti in un'atmosfera positiva e costruttiva, hanno avuto come oggetto anzitutto la bozza degli Statuti del Consiglio stesso, il cui esame sarà proseguito anche nella prossima riunione perché possano essere presentati all'approvazione del Santo Padre. Inoltre è stato presentato al Consiglio il lavoro svolto dalla Commissione di studio e indirizzo sull'organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede (COSEA, istituita dal Santo Padre il 18 luglio 2013). L'informazione e la continuità del lavoro svolto sono garantite dal fatto che il Presidente e altri due membri della COSEA sono ora membri del Consiglio dell'Economia.

La prossima riunione è stata fissata per il 5 luglio. Altre due riunioni sono previste nel corso del presente anno, una in settembre e una in dicembre.

90MA GIORNATA PER L'UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha inviato una Lettera al Cardinale Angelo Scola, Presidente dell'Istituto G. Toniolo di Studi Superiori, in occasione della 90ma Giornata per l'Università Cattolica del Sacro Cuore, che si celebra domenica 4 maggio, sul tema: "Con i giovani, protagonisti del futuro".

Il tema di quest'anno, sottolinea il Cardinale Parolin, "esprime bene sia la vicinanza dell'Ateneo al mondo giovanile sia l'impegno ad offrire agli studenti gli strumenti necessari per rispondere alla loro vocazione e alle istanze di una qualificata formazione professionale. A nome del Santo Padre esprimo il più vivo apprezzamento e il più sentito incoraggiamento all'Università Cattolica del Sacro Cuore, affinché (...) possa continuare ad essere testimonianza viva ed efficace dell'impegno della Chiesa verso le nuove generazioni. (...) Di fronte a scenari non privi di rischi e incertezze, anche per il mondo giovanile, il Santo Padre esorta tutti a collaborare per la crescita e il rafforzamento dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. (...) Sua Santità affida l'Ateneo alla celeste protezione della Madre di Dio 'Sedes Sapientiae' e, (...) domanda di pregare per Lui e per il Suo servizio alla Chiesa".

UDIENZE

Città del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).

- L'Arcivescovo Marek Solczyński, Nunzio Apostolico in Georgia, in Armenia e in Azerbaigian.

- Membri della Presidenza della “Conference of Major Superiors of men” (U.S.A.).

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Burundi, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Simon Ntamwana, di Gitega.

- Il Vescovo Joachim Ntahondereye, Vescovo di Muyinga.

- Il Vescovo Gervais Banshimiyubusa, di Ngozi, con l'emerito Vescovo Stanislas Kaburungu.

- Il Vescovo Bonaventure Nahimana, di Rutana.

- Il Vescovo Blaise Nzeyimana, di Ruyigi.

- L'Arcivescovo Evariste Ngoyagoye, di Bujumbura.

- Il Vescovo Jean Ntagwarara, di Bubanza, con il Coadiutore Vescovo Georges Bizimana.

- Il Vescovo Venant Bacinoni, di Bururi.

- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba).

Sabato 3 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Repubblica federale di Germania), Coordinatore del Consiglio per l’Economia.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Quattoridici Presuli della Conferenza Episcopale di Sri Lanka, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Arcivescovo di Colombo, con gli Ausiliari Vescovo Fidelis Lionel Emmanuel Fernando e Vescovo Sampathawaduge Maxuell Grenville Silva.

- Il Vescovo Norbert Marshall Andradi, O.M.I., di Anuradhapura.

- Il Vescovo Julian Winston Sebastian Fernando, S.S.S., di Badulla.

- Il Vescovo Joseph Ponniah, di Batticaloa.

- Il Vescovo Warnakulasurya Wadumestrige Devsritha Valence Mendis, di Chilaw.

- Il Vescovo Raymond Kingsley Wickramasinghe, di Galle.

- Il Vescovo Thomas Savundaranayagam Emmanuel, di Jaffna.

- Il Vescovo Joseph Vianney Fernando, di Kandy.

- Il Vescovo Harold Anthony Perera, di Kurunegala.
- Il Vescovo Rayappu Joseph, di Mannar.

- Il Vescovo Cletus Chandrasiri Perera, O.S.B. Silv., di Ratnapura.

- Il Vescovo Joseph Kingsley Swampillai, di Trincomalee.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Francesco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace (superficie: 1.248; popolazione: 133.000; cattolici: 122.000; sacerdoti: 92; religiosi: 144; diaconi permanenti: 7), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Avena di Papasidero (Italia) nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Dal 1977 al 1978 Vicario parrocchiale di Santa Gemma Galgani a Roma; dal 1978 al 1980 Vicario parrocchiale a Santa Maria del Piano in Verbicaro; dal 1980 al 2014 Canonico del Capitolo Cattedrale di Cassano all’Jonio; dal 1982 al 1992 Difensore del vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Calabro; dal 1983 al 1984 Pro-Rettore del Seminario diocesano; dal 1984 al 1985 Padre Spirituale del Seminario diocesano; dal 1985 al 1995 Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero; dal 1985 al 2014 Parroco di San Girolamo a Castrovillari; dal 1992 al 2014 Giudice ecclesiastico del Tribunale Regionale Calabro; dal 1992 al 2014 Docente di Diritto Canonico all’Istituto Teologico Calabro di Catanzaro; dal 2001 al 2005 Docente Invitato all’Università “Magna Grecia” di Catanzaro; dal 2005 al 2007 Docente Invitato all’Istituto “Pastor Bonus” di Dipodi (Lamezia Terme) e Vicario Giudiziale della diocesi di Cassano all’Jonio; dal 2006 al 2012 Vicario Foraneo di Castrovillari; dal 2008 al 2011 Vicario Generale di Cassano all’Jonio; dal 2011 al 2012 Amministratore Diocesano di Cassano all’Jonio. È stato finora Vicario Generale della diocesi di Cassano all’Jonio.

Sabato 3 maggio il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Martin Krebs, Nunzio Apostolico nelle Isole Marshall e in Nauru, attualmente Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Fiji, Kiribati, Palau, Samoa, Stati Federati di Micronesia, Tonga, Vanuatu e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.

- Ha nominato il Sacerdote Frank Kalabat, Vescovo dell’Eparchia di Saint Thomas the Apostle of Detroit dei Caldei (cattolici: 105.500; sacerdoti: 22; religiosi: 1; diaconi permanenti: 150), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 nel Kuwait ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Nello stesso anno è stato nominato vice-parroco della Chiesa Mother of God in Southfield nel Michigan. Dal 2001 è parroco di Saint Thomas in Detroit, Direttore del Centro Eparchiale delle Vocazioni e segue il Centro di Re-Evangelization. Succede al Vescovo Ibrahim Namo Ibrahim, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia.

- Ha nominato il Sacerdote Daoud Baffro all'ufficio di Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis dell'Eparchia di Mar Addai in Toronto dei Caldei. Il Sacerdote Baffro è nato nel 1942 a Manghesh, nell'Eparchia di Amadia (Itaq). Nel 1954 è entrato nel seminario di San Giovanni in Mossul. Il 12 giugno 1966 è stato ordinato sacerdote. Fino al 1972 è stato parroco a Manghesh-Amadia (Iraq); dal 1972 al 2001 a Baghdad. Dal 1992 al 2000 è stato Direttore Generale della Caritas Irachena. Nel 2001 è stato inviato in Canada ed da allora è parroco della comunità caldea di London-Windsor. Succede al Vescovo Hanna Zora, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia.

venerdì 2 maggio 2014

PAPA FRANCESCO RICEVE IL PRESIDENTE REPUBBLICA ANGOLA: LOTTA ALLA POVERTÀ E ALLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica di Angola, Signor José Eduardo dos Santos, il quale ha incontrato successivamente il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui sono state evocate le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Angola. In particolare, si è parlato del progetto di Accordo bilaterale riguardante lo stato giuridico della Chiesa Cattolica nel Paese. In tale contesto, non si è mancato di fare riferimento all’importante apporto che la Chiesa cattolica offre al Paese con le sue istituzioni di carattere educativo e sanitario.

Infine sono state passate in rassegna alcune sfide che riguardano il Paese e la Regione, quali la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, lo sviluppo integrale della persona, la riconciliazione, la giustizia e la pace, con particolare attenzione per le diverse situazioni di conflitto che interessano il Continente.

AL CONSIGLIO PER L'ECONOMIA: TRASPARENZA ALLA LUCE DEL VANGELO

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri del Consiglio per l’Economia. Nel salutare il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania), Coordinatore del Consiglio per l'Economia, il Papa ha ricordato che il Motu Proprio del 24 febbraio scorso, con il quale ha istituito tale Consiglio, "sottolinea la missione molto rilevante di questo atto: la consapevolezza della Chiesa della sua responsabilità di tutelare e gestire con attenzione i propri beni alla luce della sua missione di evangelizzazione con particolare premura verso i bisognosi. (...) Non dobbiamo uscire da questa strada. Tutto, trasparenza, efficienza, tutto per questo scopo. Tutto è per questo".

"La Santa Sede - ha ribadito il Pontefice - si sente chiamata a mettere in atto tale missione, tenendo conto specialmente della sua responsabilità verso la Chiesa universale. Inoltre, questi cambiamenti rispecchieranno il desiderio di mettere in atto la necessaria riforma della Curia Romana per meglio servire la Chiesa e la missione di Pietro. Questa è una sfida notevole, che richiede fedeltà e prudenza (...). Il percorso non sarà semplice e richiede coraggio e determinazione".

"Il Consiglio - ha ricordato infine il Santo Padre - rappresenta la Chiesa universale: 8 Cardinali da varie Chiese particolari, sette laici che rappresentano varie parti del mondo e che contribuiscono con la loro esperienza al bene della Chiesa e della sua particolare missione. I laici sono membri a pieno titolo del nuovo Consiglio: non sono membri di seconda classe, no! Tutti sullo stesso piano. Il lavoro del Consiglio è di grande peso e di grande importanza, e offrirà un contributo fondamentale al servizio svolto dalla Curia Romana e dalle varie amministrazioni della Santa Sede".

PAPA FRANCESCO RICEVE I MEMBRI DELLA "PAPAL FOUNDATION"

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, Papa Francesco ha ricevuto in udienza duecento Membri della "Papal Foundation", in occasione dell'annuale pellegrinaggio a Roma. Associazione cattolica statunitense istituita nel 1990 a Philadelphia (Stati Uniti d'America), dal defunto Cardinale John Krol, la "Papal Foundation" finanzia le opere caritative della Chiesa nel mondo.

Il Papa ha ringraziato i Membri per l'assistenza che la Fondazione dà alla Chiesa nei Paesi in via di sviluppo attraverso donazioni a sostegno di progetti educativi, caritativi e apostolici, ma anche per le borse di studio che mette a disposizione di laici, sacerdoti e religiosi per i loro studi a Roma. "In questo modo - ha detto il Santo Padre - voi contribuite ad assicurare la formazione di una nuova generazione di guide della comunità, le quali nella mente e nel cuore sono forgiate dalla verità del Vangelo, dalla sapienza della dottrina sociale cattolica e dal profondo senso di comunione con la Chiesa universale nel suo servizio all'intera famiglia umana".

Infine, nel ricordare l'importanza di queste giornate, segnate dalla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, Papa Francesco ha assicurato le sue preghiere affinché i Membri della "Papal Foundation" siano confermati nella grazia del loro Battesimo e nell'impegno di essere discepoli missionari pieni di gioia che scaturisce dall'incontro personale con Gesù Risorto.

RESPONSABILITÀ SOCIALE, DA PARTE DEI CALCIATORI, SUL CAMPO E FUORI DAL CAMPO

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). "Il calcio (...) è un atto sociale, e richiede una responsabilità sociale, da parte dei calciatori, sul campo e fuori dal campo, e da parte dei dirigenti nazionali e locali". Queste le parole di Papa Francesco nel corso dell'Udienza alle Squadre di Calcio della Fiorentina e del Napoli ed alla Delegazione della Federcalcio e della Lega Serie A. Nel rievocare i "bei ricordi" della sua gioventù quando, di domenica, con i suoi familiari, si recava allo stadio, il Papa ha auspicato che "il calcio e ogni altro sport molto popolare recuperi la dimensione della festa".

"Oggi anche il calcio - ha proseguito il Pontefice - si muove in un grande giro di affari, per la pubblicità, le televisioni, eccetera. Ma il fattore economico non deve prevalere su quello sportivo, perché rischia di inquinare tutto, sia a livello internazionale e nazionale sia a livello locale. E quindi dall’alto bisogna reagire positivamente, restituendo dignità sportiva agli eventi".

"E in questo voi calciatori avete una grande responsabilità. Siete al centro dell’attenzione, e tanti vostri ammiratori sono giovani e giovanissimi; tenete conto di questo, pensate che il vostro modo di comportarvi ha una risonanza, in bene e in male. Siate sempre veri sportivi! Lo sport contiene in sé una forte valenza educativa - ha concluso il Papa - per la crescita della persona: crescita personale, nell’armonia di corpo e di spirito, e crescita sociale, nella solidarietà, nella lealtà, nel rispetto. Che il calcio possa sempre sviluppare questa potenzialità!".

SANTA SEDE, CITTÀ DEL VATICANO E CONVENZIONE CONTRO LA TORTURA

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo una Nota di Padre Federico Lombardi per la Radio Vaticana.

La “Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti” è una delle importanti Convenzioni internazionali realizzate nell’ambito dell’attività delle Nazioni Unite e a cui aderiscono liberamente numerosi Paesi membri della comunità internazionale, i cosiddetti “Stati Parte” delle Convenzioni.

Per verificare l’attuazione delle Convenzioni e i progressi compiuti in essa, sono istituiti – in forza della stessa Convenzione e quindi per mandato degli “Stati Parte” - dei Comitati di esperti indipendenti, che hanno il compito di esaminare i rapporti periodici che gli Stati Parte si sono impegnati a presentare, appunto su tale attuazione per quanto li riguarda. Nel corso delle sue sessioni a Ginevra, il Comitato incontra le delegazioni degli Stati Parte per discutere con esse i rapporti e lo stato di attuazione e osservanza della Convenzione ed eventuali questioni di interpretazione della stessa. Si tratta di una procedura normale di dialogo aperto, in cui anche la società civile può svolgere un ruolo tramite la presentazione di commenti o raccomandazione da parte di ONG di vario orientamento.

La Convenzione contro la tortura (di solito indicata in breve: CAT) risale al 1984. La Santa Sede vi ha aderito nel 2002  “per conto dello Stato della Città del Vaticano” e ha presentato il suo Rapporto “iniziale” nel dicembre del 2012.

Il Comitato delle Nazioni Unite sulla CAT è composto di 10 membri e sta tenendo la sua 52esima Sessione al Palais Wilson di Ginevra dal 28 aprile al 23 maggio, e nel corso di essa esaminerà i Rapporti di otto paesi: Uruguay, Thailandia, Sierra Leone, Guinea, Montenegro, Cipro, Lituania e Santa Sede. L’incontro del Comitato con la Delegazione della Santa Sede avrà luogo il 5 e il 6 maggio.

Anzitutto, nella mattina del 5 maggio, si avrà una breve presentazione del rapporto da parte della Delegazione, seguiranno i commenti da parte di due Relatori scelti dal Comitato. Nel pomeriggio del 6 la Delegazione può rispondere alle domande ricevute il giorno prima e ad altre eventuali domande dei membri del Comitato.
Il 23 maggio il Comitato farà la sua conferenza stampa conclusiva della sessione e poi pubblicherà le sue “Osservazioni conclusive”. A queste gli Stati Parte – e quindi la Santa Sede – possono rispondere ulteriormente per scritto in modo formale.

Per mettere a fuoco il significato di questo incontro e la natura del dialogo che vi avrà luogo, occorre anzitutto mettere bene in chiaro che, data la natura di questa Convenzione (che riguarda per lo più questioni attinenti alla legislazione penale, alla procedura penale, al sistema carcerario, ai rapporti internazionali nel campo giudiziario, ecc…), la Santa Sede ha aderito alla Convenzione per conto dello Stato della Città del Vaticano, cosicché la sua responsabilità giuridica per l’applicazione riguarda il territorio e le competenze dello Stato della Città del Vaticano e non la Chiesa cattolica nel mondo.

Naturalmente la Santa Sede propone anche un insegnamento importante sulle questioni della tortura e dei trattamenti crudeli e inumani, che è di grande importanza per la diffusione dei principi che ispirano la Convenzione e la sua attuazione - tanto vero che il Rapporto presenta un’ampia silloge di riferimenti e citazioni del magistero della Chiesa e una’ampia rassegna della notevole attività dei media vaticani su questo tema -, ma di per sé questo va aldilà degli impegni assunti con l’adesione alla Convenzione, in quanto limitata al territorio dello Stato SCV.

Chi legge il Rapporto presentato dalla Santa Sede nel dicembre del 2012 (che è pubblico) nota immediatamente che in diversi punti importanti si fa riferimento alla revisione in corso della legislazione penale dello Stato della Città del Vaticano. Tale revisione è stata nel frattempo compiuta con le nuove leggi promulgate l’11 luglio dello scorso anno 2013 ed entrate in vigore il 1° settembre successivo (Leggi n. VIII e IX), che rendono effettivamente la legislazione penale e di procedura penale vaticana del tutto conforme alla Convenzione.
Come fu a suo tempo ampiamente spiegato (cfr Comunicato della Sala Stampa, 11.7.2013; Testo di commento di S.E. D.Mamberti in Osservatore Romano, 12.7.2013) la revisione è stata ampia e profonda, così da adeguare la legislazione vaticana – fra l’altro - alle esigenze di diverse Convenzioni internazionali a cui la Santa Sede aveva aderito nel corso degli anni: non solo contro la tortura, ma anche contro la criminalità nel campo economico e finanziario, contro la discriminazione razziale e per la tutela dei minori.

Il progresso di adeguamento alle esigenze della Convenzione compiuto nel campo normativo è quindi molto rilevante.

Allo stesso tempo, nel corso del dialogo con gli Stati Parte, non è raro che i Comitati pongano domande che derivano da questioni non strettamente collegate al testo della Convenzione, ma collegate ad esso indirettamente o in base a un’interpretazione estensiva di esso. Ciò è avvenuto ad esempio nel mese di gennaio scorso in occasione del dialogo con il Comitato per la Convenzione sui diritti dei minori. A ciò contribuisce spesso la pressione esercitata sui Comitati e sull’opinione pubblica da ONG fortemente caratterizzate e orientate ideologicamente. E’ evidente, ad esempio, la pressione dello SNAP – di cui si è avuta già eco nei media - per inserire anche nella discussione sulla tortura la questione degli abusi sessuali su minori, ovviamente attinente invece piuttosto alla Convenzione sui diritti dei minori. Quanto ciò sia strumentale e forzato, appare evidente a chiunque non sia prevenuto.

È anche opportuno osservare che gli esperti che fanno parte dei Comitati sono perlopiù persone impegnate con grande decisione e merito per le cause della promozione dei diritti, di cui tendono perciò ad allargare gli spazi e le forme di difesa. Ma ciò va necessariamente bilanciato con le corrette regole della interpretazione giuridica, in modo che il dibattito, in un mondo pluralistico, multiculturale e internazionale, si svolga sempre in modo costruttivo, favorendo la crescita del consenso della comunità internazionale per la tutela effettiva di valori essenziali per la dignità delle persone.

Ci si deve quindi augurare di poter svolgere un dialogo sereno e obiettivo, pertinente al testo delle Convenzioni e alle loro finalità. Se no, le Convenzioni vengono snaturate e i Comitati rischiano di perdere autorevolezza e scadere a strumenti di pressione ideologica invece di essere il necessario stimolo verso l’auspicato progresso nella promozione del rispetto dei diritti delle persone umane.

Questo è il nostro sincero auspicio in vista del prossimo dialogo del 5 e 6 maggio a Ginevra, ribadendo il fermo impegno della Santa Sede contro ogni forma e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

UDIENZE

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Gabriele Caccia, Nunzio Apostolico in Libano.

- Una Delegazione del Centro Islamico nella Repubblica Argentina.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Professor Avvocato Guzmán Carriquiry, Segretario incaricato della Vice Presidenza della Pontificia Commissione per l'America Latina, finora Segretario della medesima Pontificia Commissione.

mercoledì 30 aprile 2014

L'INTELLETTO SECONDO DONO DELLO SPIRITO SANTO AFFINCHÉ TUTTI NOI POSSIAMO CAPIRE LE COSE CON L'INTELLIGENZA DI DIO

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Riprendendo il ciclo di catechesi sui sette doni dello Spirito Santo, Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi al secondo dono, l'intelletto. "Non si tratta qui dell'intelligenza umana, della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati. - ha spiegato - È invece una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell'aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza".

"L'Apostolo Paolo rivolgendosi alla comunità di Corinto, descrive bene gli effetti di questo dono - cioè che cosa fa il dono dell'intelletto in noi -, e Paolo dice questo: 'Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito'".

"Questo ovviamente non significa che un cristiano possa comprendere ogni cosa e avere una conoscenza piena dei disegni di Dio - ha sottolineato il Papa - Però, come suggerisce la parola stessa, l'intelletto permette di 'intus legere', cioè di 'leggere dentro': questo dono ci fa capire le cose come le capisce Dio, con l'intelligenza di Dio. (...) E Gesù ha voluto inviarci lo Spirito Santo perché noi abbiamo questo dono, perché tutti noi possiamo capire le cose come Dio le capisce, con l'intelligenza di Dio. (...) È il dono con cui lo Spirito Santo ci introduce nell'intimità con Dio e ci rende partecipi del disegno d'amore che Lui ha con noi".

"È chiaro allora che il dono dell'intelletto è strettamente connesso alla fede. Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente, ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e ha compiuto. Lo stesso Gesù ha detto ai suoi discepoli: io vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi farà capire tutto quello che io vi ho insegnato. (...) Se noi leggiamo il Vangelo con questo dono dello Spirito Santo possiamo capire la profondità delle parole di Dio (...). Dacci, Signore, il dono dell'intelletto".

"C'è un episodio nel Vangelo di Luca che esprime molto bene la profondità e la forza di questo dono", ha spiegato il Papa riferendosi alla vicenda degli apostoli che ritornano al villaggio di Emmaus senza riconoscere Gesù che cammina accanto a loro. "Gesù cammina con loro, ma loro sono tanto tristi, tanto disperati, che non lo riconoscono. Quando però il Signore spiega loro le Scritture, perché comprendano che Lui doveva soffrire e morire per poi risorgere, le loro menti si aprono e nei loro cuori si riaccende la speranza. E questo è quello che fa lo Spirito Santo con noi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose. È importante il dono dell’intelletto per la nostra vita cristiana. Chiediamolo al Signore, che ci dia, che dia a tutti noi questo dono per capire, come capisce Lui, le cose che accadono e per capire, soprattutto, la Parola di Dio nel Vangelo".

IL PAPA SALUTA I PELLEGRINI POLACCHI E RICORDA SANTA CATERINA DA SIENA, PATRONA D'ITALIA E D'EUROPA

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Al termine della catechesi, Papa Francesco ha salutato, fra gli altri, i connazionali di San Giovanni Paolo II, con questa parole "La testimonianza della sua fede, della speranza, della carità e dell'affidamento alla Divina Misericordia rimane in noi in questi giorni particolarmente viva. La sua intercessione sostenga la vita e le buone intenzioni di ciascuno di voi, le preoccupazioni e le gioie dei vostri cari, lo sviluppo e il sereno futuro della Chiesa in Polonia e di tutta la vostra Patria".

Successivamente, rivolgendosi ai giovani, ai malati, agli sposi novelli, Papa Francesco ha ricordato che ieri è stata celebrata la festa liturgica di Santa Caterina da Siena, patrona d'Italia e d'Europa, ed ha incoraggiato i giovani ad imparare "a vivere con la coscienza retta di chi non cede ai compromessi umani", i malati ad ispirarsi "al suo esempio di fortezza nei momenti di maggior dolore" ed infine gli sposi novelli ad imitare "la solidità della fede di chi si fida di Dio".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MAGGIO 2014

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di maggio affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i mezzi di comunicazione siano strumenti al servizio della verità e della pace".

Missionaria: "Perché Maria, Stella dell'Evangelizzazione, guidi la missione della Chiesa nell'annuncio di Cristo a tutte le genti".

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE FRANCESCO

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Francesco nel mese di maggio 2014.

MAGGIO:

Domenica 11: IV Domenica di Pasqua: alle 9:30, nella Basilica Vaticana. Ordinazioni presbiterali. Santa Messa.

Domenica 18: V Domenica di Pasqua: alle 16:00, Visita pastorale alla Parrocchia-Santuario "Santa Maria del Divino Amore".

Sabato 24-Lunedì 26: Viaggio Apostolico in Terra Santa in occasione del 50° anniversario dell'Incontro a Gerusalemme tra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora.
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