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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 5 maggio 2014

ANCHE NOI POSSIAMO DIVENTARE "VIANDANTI RISORTI", SE LA PAROLA DEL SIGNORE RISCALDA IL NOSTRO CUORE

Città del Vaticano, 4 maggio 2014 (VIS). "Pietro è testimone della speranza che è in Cristo. (...) Pietro è il punto di riferimento saldo della comunità perché è fondato sulla Roccia che è Cristo. Così è stato Giovanni Paolo II, vera pietra ancorata alla grande Roccia". Queste le parole di Papa Francesco nell'omelia della Santa Messa per la Comunità Polacca di Roma, nella chiesa di San Stanislao, in ringraziamento per la Canonizzazione di Giovanni Paolo II. In questa Chiesa, ha ricordato Papa Francesco - Papa Wojtyla è venuto più di 80 volte. "Nei momenti di tristezza e di abbattimento, quando tutto sembrava perduto, egli non perdeva la speranza, perché la sua fede e la sua speranza erano fisse in Dio. E così era pietra, roccia per questa comunità".

"Voi, fratelli e sorelle - ha ricordato Papa Francesco - fate parte di un popolo che è stato molto provato nella sua storia. Il popolo polacco sa bene che per entrare nella gloria bisogna passare attraverso la passione e la croce. E lo sa non perché l’ha studiato, lo sa perché lo ha vissuto. San Giovanni Paolo II, come degno figlio della sua patria terrena, ha seguito questa via. L’ha seguita in modo esemplare, ricevendo da Dio una spogliazione totale. Per questo 'la sua carne riposa nella speranza'".

"E noi? Siamo disposti a seguire questa strada? Voi, cari fratelli, che formate oggi la comunità cristiana dei polacchi a Roma, volete seguire questa strada? San Pietro, anche con la voce di san Giovanni Paolo II, vi dice: 'Comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri'. È vero, siamo viandanti, ma non erranti! In cammino, ma sappiamo dove andiamo! Gli erranti non lo sanno. Siamo pellegrini, ma non randagi – come diceva san Giovanni Paolo II".

"Anche noi - ha concluso il Pontefice - possiamo diventare 'viandanti risorti'", se la Parola del Signore "riscalda il nostro cuore, e la sua Eucaristia ci apre gli occhi alla fede e ci nutre di speranza e di carità. Anche noi possiamo camminare accanto ai fratelli e alle sorelle che sono tristi e disperati, e riscaldare il loro cuore con il Vangelo, e spezzare con loro il pane della fraternità".

GESÙ CI SPIEGA LE SCRITTURE E RIACCENDE NEI NOSTRI CUORI IL CALORE DELLA FEDE E DELLA SPERANZA

Città del Vaticano, 4 maggio 2014 (VIS). Alle dodici di questa mattina, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare il Regina Caeli con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento domenicale. Ricordando il Vangelo di questa domenica, sui discepoli di Emmaus, che lungo la strada non riconoscono Gesù che cammina accanto a loro, il Papa ha detto: "Vedendoli così tristi, Egli dapprima li aiutò a capire che la passione e la morte del Messia erano previste nel disegno di Dio e preannunciate nelle Sacre Scritture; e così riaccese un fuoco di speranza nei loro cuori".

"La strada di Emmaus diventa così simbolo del nostro cammino di fede: le Scritture e l’Eucaristia sono gli elementi indispensabili per l’incontro con il Signore. Anche noi arriviamo spesso alla Messa domenicale con le nostre preoccupazioni, le nostre difficoltà e delusioni… La vita a volte ci ferisce e noi ce ne andiamo tristi, verso la nostra 'Emmaus', voltando le spalle al disegno di Dio. Ci allontaniamo da Dio. Ma ci accoglie la Liturgia della Parola: Gesù ci spiega le Scritture e riaccende nei nostri cuori il calore della fede e della speranza, e nella Comunione ci dà forza".

Nel sottolineare che la Parola di Dio e l'Eucaristia ci riempiono di gioia, Papa Francesco ha detto: "Ricordatelo bene! Quando tu sei triste, prendi la Parola di Dio. Quando tu sei giù, prendi la Parola di Dio e va’ alla Messa della domenica a fare la Comunione, a partecipare del mistero di Gesù. Parola di Dio, Eucaristia: ci riempiono di gioia. (...) C’è sempre una Parola di Dio che ci dà l’orientamento dopo i nostri sbandamenti; e attraverso le nostre stanchezze e delusioni c’è sempre un Pane spezzato che ci fa andare avanti nel cammino".

AZIONE CATTOLICA: ANDARE AI CONFINI E VIVERE LA GIOIA DELL'APPARTENENZA CRISTIANA

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, nell'Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha incontrato l'Azione Cattolica Italiana a conclusione dell'Assemblea Nazionale sul tema: "Persone nuove in Gesù Cristo, corresponsabili della gioia di vivere". "Il tema della vostra Assemblea - ha detto il Pontefice - si inserisce bene nel tempo pasquale, che è un tempo di gioia. È la gioia dei discepoli nell'incontro con il Cristo risorto, e richiede di essere interiorizzata, dentro uno stile evangelizzatore capace di incidere nella vita".

"Nell’attuale contesto sociale ed ecclesiale - ha proseguito il Papa - voi laici di Azione Cattolica siete chiamati a rinnovare la scelta missionaria, aperta agli orizzonti che lo Spirito indica alla Chiesa ed espressione di una nuova giovinezza dell’apostolato laicale. Questa scelta missionaria: tutto in chiave missionaria, tutto. (...) Questa è la scelta che oggi fa l'Azione Cattolica. Anzitutto le parrocchie, specialmente quelle segnate da stanchezza e chiusure - e ce ne sono tante. (...) Quando io saluto le segretarie parrocchiali, domando loro: Ma Lei è segretaria di quelli che aprono le porte o di quelli che chiudono la parta? Queste parrocchie hanno bisogno del vostro entusiasmo apostolico, della vostra piena disponibilità e del vostro servizio creativo. Si tratta di assumere il dinamismo missionario per arrivare a tutti, privilegiando chi si sente lontano e le fasce più deboli e dimenticate della popolazione. Si tratta di aprire le porte e lasciare che Gesù possa andare fuori. Tante volte abbiamo Gesù chiuso nelle parrocchie con noi, e noi non usciamo fuori e non lasciamo uscire fuori Lui! Aprire le porte perché Lui vada, almeno Lui! Si tratta di una Chiesa 'in uscita': sempre Chiesa in uscita".

Rimanere, andare e gioire sono stati i tre verbi che Papa Francesco ha indicato all'Azione Cattolica per costituire una traccia di cammino.

"Rimanere. Ma non rimanere chiusi, no Rimanere in che senso? Rimanere con Gesù, rimanere a godere della sua compagnia. Per essere annunciatori e testimoni di Cristo occorre rimanere anzitutto vicini a Lui. È dall’incontro con Colui che è la nostra vita e la nostra gioia, che la nostra testimonianza acquista ogni giorno nuovo significato e nuova forza. Rimanere in Gesù, rimanere con Gesù".

"Secondo verbo: andare. Mai un'Azione Cattolica ferma, per favore! Non fermarsi: andare! (...) e annunciare che Dio è Padre e che Gesù Cristo ve lo ha fatto conoscere, e per questo la vostra vita è cambiata: si può vivere da fratelli, portando dentro una speranza che non delude". L'uomo dovunque si trovi, "lì dove soffre, lì dove spera, lì dove ama e crede, lì dove sono i suoi sogni più profondi, le domande più vere, i desideri del suo cuore. Lì vi aspetta Gesù. Questo significa: andare fuori. Questo significa: usciere, andare uscendo".

"E infine gioire. (...) Essere persone che cantano la vita, che cantano la fede. (...) Dire la fede, vivere la fede con gioia, e questo si chiama 'cantare la fede'. E questo non lo dico io! Questo lo ha detto 1600 anni fa sant'Agostino: 'cantare la fede'! Persone capaci di riconoscere i propri talenti e i propri limiti, che sanno vedere nelle proprie giornate, anche in quelle più buie, i segni della presenza del Signore. Gioire perché il Signore vi ha chiamato ad essere corresponsabili della missione della sua Chiesa. Gioire perché in questo cammino non siete soli: c'è il Signore che vi accompagna, ci sono i vostri vescovi e sacerdoti che vi sostengono, ci sono le vostre comunità parrocchiali, le vostre comunità diocesane con cui condividere il cammino. Non siete soli!".
"Con questi tre atteggiamenti, rimanere in Gesù, andare ai confini e vivere la gioia dell’appartenenza cristiana, potrete portare avanti la vostra vocazione, ed evitare la tentazione della 'quiete', che non ha niente a che fare con il rimanere in Gesù; evitare la tentazione della chiusura e quella dell’intimismo; tanto edulcorata, disgustosa per quanto è dolce, quella dell'intimismo... E se voi andate, non cadrete in questa tentazione. E anche evitare la tentazione della serietà formale. Con questo rimanere in Gesù, andare ai confini, vivere la gioia evitando queste tentazioni, eviterete di portare avanti una vita più simile a statue da museo che a persone chiamate da Gesù a vivere e diffondere la gioia del Vangelo. Se voi volete ascoltare il consiglio del vostro Assistente generale - è tanto mite, perché porta un nome mite, lui, è Mansueto! - se voli volete prendere il suo consiglio, siate asinelli, ma mai statue di museo, per favore, mai!".

AI VESCOVI SRI LANKA: CONTRIBUITE ALLA RICONCILIAZIONE NAZIONALE E PROMUOVETE IL DIALOGO INTERRELIGIOSO CONTRO GLI ESTREMISMI

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Il contributo della Chiesa Cattolica alla riconciliazione nazionale e la ricostruzione della società civile, l'importanza del dialogo interreligioso di fronte ad estremismi che promettono un falso senso di unità nazionale fondata su di un'unica identità religiosa e la protezione della famiglia, sono stati i temi centrali del discorso che il Papa ha consegnato ai Vescovi della Conferenza Episcopale di Sri Lanka, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

Dopo lunghi anni di combattimenti e spargimento di sangue, la guerra nello Sri Lanka ha avuto finalmente fine ed i suoi abitanti ora sperano di ricostruire la loro vita e le loro comunità. I Presuli intendono contribuire a questa missione come sottolineano nella Lettera Pastorale "Verso le riconciliazione e la ricostruzione della nostra Nazione", nella quale, oltre a condividere le tribolazioni del loro popolo, affermano che c'è ancora molto lavoro da fare per promuovere il rispetto dei diritti umani e superare le tensioni etniche. Il Papa si unisce ai Presuli con parole di conforto "per tutti coloro che hanno perso i loro cari durante la guerra ed il cui futuro rimane incerto". Ricordando l'appello di San Paolo a portare gli uni il peso degli altri, il Papa invita le comunità "ad essere ferme nella fede, a rimanere accanto a quanti sono in lutto ed ancora soffrono i persistenti effetti della guerra".

La Chiesa Cattolica nello Sri Lanka, che conta fra i suoi membri Cingalesi e Tamil, può promuovere, perciò, l'unità fra i due gruppi giacché conosce "le preoccupazioni e i timori della gente, specialmente l'emarginazione e la diffidenza l'uno nei confronti dell'altro. I fedeli, consapevoli dei problemi che causano tensioni fra Cingalesi e Tamil, possono offrire un clima di dialogo che si impegna a costruire una società più giusta ed equa".

Lo Sri Lanka non soltanto ha una ricca diversità etnica ma anche diverse tradizioni religiose, per cui di fondamentale importanza è il dialogo interreligioso ed ecumenico per promuovere la conoscenza e l'arricchimento reciproco. Il Papa ha parole di apprezzamento per l'impegno dei Presuli in tale ambito che "permette alla Chiesa di collaborare più facilmente con gli altri nel garantire una pace duratura, ed assicurare la libertà della Chiesa nel perseguire i suoi obiettivi, specialmente l'educazione alla fede dei giovani e la libera testimonianza della fede cristiana. "Tuttavia - nota il Santo Padre - lo Sri Lanka vede l'insorgenza di estremismi religiosi che, promuovendo una falso senso dell'unità nazionale fondata su di una singola identità religiosa, creano tensioni che si esprimono in atti di intimidazione e violenza. Sebbene tali tensioni possono minacciare i rapporti ecumenici, la Chiesa nello Sri Lanka deve rimanere salda nel cercare alleati per la pace ed interlocutori per il dialogo".

Papa Francesco ricorda l'importante lavoro dei sacerdoti e dei religiosi nella missione della trasmissione della fede e nel promuovere la riconciliazione ed il dialogo e dedica l'ultima parte del suo discorso alla famiglia, ricordando che molte famiglie ancora soffrono le conseguenze della guerra che ne ha causato l'allontanamento dalle loro case e la morte di alcuni dei suoi membri. "Molti hanno perso il lavoro - scrive il Papa - e le famiglie sono rimaste divise poiché uno dei due coniugi ha dovuto lasciare la propria casa per cercare lavoro. Un'altra grande sfida è rappresentata dalla realtà crescente dei matrimoni misti, che richiedono maggiore attenzione nella preparazione e nell'assistenza alle coppie nel momento in cui si devono formare nella fede i loro figli. Quando siamo attenti alle famiglie e alle loro necessità, quando comprendiamo le loro difficoltà e speranze, rafforziamo la testimonianza della Chiesa e la proclamazione del Vangelo. (...) Il vostro impegno nel sostenere la famiglia sia a beneficio non soltanto della Chiesa, ma anche della società della Nazione, soprattutto nella sua missione a favore della riconciliazione e dell'unità".

PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA TUTELA DEI MINORI: IL BENE DI UN BAMBINO O DI UN ADULTO VULNERABILE È PRIORITARIO NEL MOMENTO IN CUI VIENE PRESA QUALSIASI DECISIONE

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Nei giorni 1-3 maggio, presso la Casa Santa Marta, nella Città del Vaticano, i primi Membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori hanno tenuto il loro incontro inaugurale. Come precedentemente annunciato, obiettivo dell'incontro era quello di presentare al Santo Padre raccomandazioni relative alle funzioni della Commissione e fare proposte per la nomina di ulteriori membri provenienti da diverse parti del mondo. Questi i membri che hanno preso parte all'incontro: Catherine Bonnet, Francia; Marie Collins, Irlanda; Sheila Baroness Hollins, Regno Unito; il Cardinale Sean Patrick O'Malley, O.F.M.Cap, Stati Uniti d'America; Claudio Papale, Italia; Hanna Suchocka, Polonia; Humberto Miguel Yáñez, S.I., Argentina e Hans Zollner, S.I., Germania.

A conclusione dell’incontro, in occasione di un Briefing per la stampa tenuto presso la Sala Stampa della Santa Sede, è stata rilasciata per conto della Commissione la seguente dichiarazione:

"Mentre iniziamo insieme il nostro servizio, desideriamo esprimere la nostra profonda solidarietà a tutte le vittime che hanno subito abusi sessuali come bambini o come adulti vulnerabili, e desideriamo rendere noto che, dall'inizio del nostro lavoro, abbiamo adottato il principio che il bene di un bambino o di un adulto vulnerabile è prioritario nel momento in cui viene presa qualsiasi decisione.

Nel corso dei nostri incontri, ognuno di noi ha potuto condividere idee, esperienze e aspirazioni per questa Pontificia Commissione. Rispondendo alle richieste del Santo Padre, queste discussioni sono state dedicate alla natura e agli obiettivi della Commissione e all'ampliamento del numero dei membri, così da includere persone provenienti da altre aree geografiche e altre aree di competenza. Nelle nostre conversazioni abbiamo anche esaminato molte proposte sui modi in cui la Commissione potrebbe collaborare con esperti di diverse aree connesse con la salvaguardia di bambini e adulti vulnerabili. Abbiamo anche incontrato alcuni membri della Curia Romana relativamente ad aree di futura cooperazione, fra i quali rappresentanti della Segreteria di Stato, della Congregazione per la Dottrina della Fede, della Congregazione per il Clero, della Sala Stampa della Santa Sede e della Gendarmeria Vaticana.

In quanto Commissione Consultiva del Santo Padre, comunicheremo a Papa Francesco i risultati del nostro lavoro. A suo tempo proporremo iniziative per incoraggiare la responsabilità locale nel mondo e la condivisione reciproca delle "pratiche migliori" per la protezione di tutti i minori, con programmi di addestramento, educazione, formazione, e risposte agli abusi. Abbiamo anche condiviso con Papa Francesco quanta importanza attribuiamo ad alcune aree del nostro futuro lavoro. Riteniamo particolarmente importante garantire l'esercizio della responsabilità (accountability) nella Chiesa, compreso lo sviluppo degli strumenti per protocolli e procedure efficaci e trasparenti.

Proporremo al Santo Padre 'Statuti' per esprimere più precisamente la natura della Commissione, la sua struttura, la sua attività e i suoi obiettivi. È chiaro, ad esempio, che la Commissione non tratterà casi individuali di abuso, ma potrà presentare raccomandazioni sulle direttive per assicurare l'obbligo della responsabilità (accountability) e le pratiche migliori. Negli 'Statuti' intendiamo presentare proposte specifiche per sottolineare le vie per sensibilizzare le persone sulle tragiche conseguenze degli abusi sessuali e sulle conseguenze devastanti del mancato ascolto, dei mancati rapporti di sospetto di abusi, e del mancato sostegno alle vittime di abusi sessuali e alle loro famiglie.

Mentre i cattolici si impegnano a rendere le nostre parrocchie, scuole ed istituzioni, luoghi sicuri per tutti i minori, noi ci impegniamo insieme con le persone di buona volontà a garantire che i bambini e gli adulti vulnerabili siano protetti dagli abusi. Chiediamo le preghiere di tutti coloro che desiderano sostenere il lavoro della Commissione".

NOTA INFORMATIVA SULLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO PER L'ECONOMIA

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Il Consiglio per l'Economia, istituito dal Santo Padre con il Motu proprio "Fidelis dispensator et prudens", del 24 febbraio scorso, ha tenuto la sua prima riunione nella giornata di venerdì 2 maggio. I lavori hanno avuto luogo nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico, mattina e pomeriggio, terminando alle ore 18.00. I lavori sono stati presieduti dal Cardinale Coordinatore del Consiglio, Reinhard Marx, e oltre ai quindici membri hanno partecipato ai lavori anche i Cardinali Pietro Parolin, Segretario di Stato, e George Pell, Presidente della Segreteria per l'Economia, e il Prelato Segretario del Consiglio stesso, Monsignor Brian Ferme.

Il Santo Padre ha ricevuto il Consiglio nella mattinata di venerdì, rivolgendogli un breve discorso nella mattinata di venerdì. Il testo del discorso e la sintesi in italiano dell'indirizzo del Cardinale Marx al Papa sono già stati pubblicati (Osservatore Romano, 2-3- maggio, p.8).

Come hanno tenuto a rilevare sia il Santo Padre nel suo discorso, sia il Cardinale Coordinatore nel suo indirizzo, i membri ecclesiastici e laici del Consiglio sono sullo stesso piano, con pari responsabilità e diritti. Ciò è apparso concretamente nella riunione stessa per il fatto che ecclesiastici e laici hanno occupato posti alternati e non separati intorno al tavolo dei lavori.

I lavori, che si sono svolti in un'atmosfera positiva e costruttiva, hanno avuto come oggetto anzitutto la bozza degli Statuti del Consiglio stesso, il cui esame sarà proseguito anche nella prossima riunione perché possano essere presentati all'approvazione del Santo Padre. Inoltre è stato presentato al Consiglio il lavoro svolto dalla Commissione di studio e indirizzo sull'organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede (COSEA, istituita dal Santo Padre il 18 luglio 2013). L'informazione e la continuità del lavoro svolto sono garantite dal fatto che il Presidente e altri due membri della COSEA sono ora membri del Consiglio dell'Economia.

La prossima riunione è stata fissata per il 5 luglio. Altre due riunioni sono previste nel corso del presente anno, una in settembre e una in dicembre.

90MA GIORNATA PER L'UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE

Città del Vaticano, 3 maggio 2014 (VIS). Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha inviato una Lettera al Cardinale Angelo Scola, Presidente dell'Istituto G. Toniolo di Studi Superiori, in occasione della 90ma Giornata per l'Università Cattolica del Sacro Cuore, che si celebra domenica 4 maggio, sul tema: "Con i giovani, protagonisti del futuro".

Il tema di quest'anno, sottolinea il Cardinale Parolin, "esprime bene sia la vicinanza dell'Ateneo al mondo giovanile sia l'impegno ad offrire agli studenti gli strumenti necessari per rispondere alla loro vocazione e alle istanze di una qualificata formazione professionale. A nome del Santo Padre esprimo il più vivo apprezzamento e il più sentito incoraggiamento all'Università Cattolica del Sacro Cuore, affinché (...) possa continuare ad essere testimonianza viva ed efficace dell'impegno della Chiesa verso le nuove generazioni. (...) Di fronte a scenari non privi di rischi e incertezze, anche per il mondo giovanile, il Santo Padre esorta tutti a collaborare per la crescita e il rafforzamento dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. (...) Sua Santità affida l'Ateneo alla celeste protezione della Madre di Dio 'Sedes Sapientiae' e, (...) domanda di pregare per Lui e per il Suo servizio alla Chiesa".

UDIENZE

Città del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima (Perù).

- L'Arcivescovo Marek Solczyński, Nunzio Apostolico in Georgia, in Armenia e in Azerbaigian.

- Membri della Presidenza della “Conference of Major Superiors of men” (U.S.A.).

- Dieci Presuli della Conferenza Episcopale di Burundi, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- L'Arcivescovo Simon Ntamwana, di Gitega.

- Il Vescovo Joachim Ntahondereye, Vescovo di Muyinga.

- Il Vescovo Gervais Banshimiyubusa, di Ngozi, con l'emerito Vescovo Stanislas Kaburungu.

- Il Vescovo Bonaventure Nahimana, di Rutana.

- Il Vescovo Blaise Nzeyimana, di Ruyigi.

- L'Arcivescovo Evariste Ngoyagoye, di Bujumbura.

- Il Vescovo Jean Ntagwarara, di Bubanza, con il Coadiutore Vescovo Georges Bizimana.

- Il Vescovo Venant Bacinoni, di Bururi.

- Il Cardinale Jaime Lucas Ortega y Alamino, Arcivescovo di San Cristóbal de La Habana (Cuba).

Sabato 3 maggio il Santo Padre ha ricevuto in udienza:

- Il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Repubblica federale di Germania), Coordinatore del Consiglio per l’Economia.

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Quattoridici Presuli della Conferenza Episcopale di Sri Lanka, in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, Arcivescovo di Colombo, con gli Ausiliari Vescovo Fidelis Lionel Emmanuel Fernando e Vescovo Sampathawaduge Maxuell Grenville Silva.

- Il Vescovo Norbert Marshall Andradi, O.M.I., di Anuradhapura.

- Il Vescovo Julian Winston Sebastian Fernando, S.S.S., di Badulla.

- Il Vescovo Joseph Ponniah, di Batticaloa.

- Il Vescovo Warnakulasurya Wadumestrige Devsritha Valence Mendis, di Chilaw.

- Il Vescovo Raymond Kingsley Wickramasinghe, di Galle.

- Il Vescovo Thomas Savundaranayagam Emmanuel, di Jaffna.

- Il Vescovo Joseph Vianney Fernando, di Kandy.

- Il Vescovo Harold Anthony Perera, di Kurunegala.
- Il Vescovo Rayappu Joseph, di Mannar.

- Il Vescovo Cletus Chandrasiri Perera, O.S.B. Silv., di Ratnapura.

- Il Vescovo Joseph Kingsley Swampillai, di Trincomalee.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 5 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignor Francesco Oliva, Vescovo di Locri-Gerace (superficie: 1.248; popolazione: 133.000; cattolici: 122.000; sacerdoti: 92; religiosi: 144; diaconi permanenti: 7), Italia. Il Vescovo eletto è nato a Avena di Papasidero (Italia) nel 1951 ed è stato ordinato sacerdote nel 1976. Dal 1977 al 1978 Vicario parrocchiale di Santa Gemma Galgani a Roma; dal 1978 al 1980 Vicario parrocchiale a Santa Maria del Piano in Verbicaro; dal 1980 al 2014 Canonico del Capitolo Cattedrale di Cassano all’Jonio; dal 1982 al 1992 Difensore del vincolo presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Calabro; dal 1983 al 1984 Pro-Rettore del Seminario diocesano; dal 1984 al 1985 Padre Spirituale del Seminario diocesano; dal 1985 al 1995 Presidente dell’Istituto Diocesano Sostentamento Clero; dal 1985 al 2014 Parroco di San Girolamo a Castrovillari; dal 1992 al 2014 Giudice ecclesiastico del Tribunale Regionale Calabro; dal 1992 al 2014 Docente di Diritto Canonico all’Istituto Teologico Calabro di Catanzaro; dal 2001 al 2005 Docente Invitato all’Università “Magna Grecia” di Catanzaro; dal 2005 al 2007 Docente Invitato all’Istituto “Pastor Bonus” di Dipodi (Lamezia Terme) e Vicario Giudiziale della diocesi di Cassano all’Jonio; dal 2006 al 2012 Vicario Foraneo di Castrovillari; dal 2008 al 2011 Vicario Generale di Cassano all’Jonio; dal 2011 al 2012 Amministratore Diocesano di Cassano all’Jonio. È stato finora Vicario Generale della diocesi di Cassano all’Jonio.

Sabato 3 maggio il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Martin Krebs, Nunzio Apostolico nelle Isole Marshall e in Nauru, attualmente Nunzio Apostolico in Nuova Zelanda, Isole Cook, Fiji, Kiribati, Palau, Samoa, Stati Federati di Micronesia, Tonga, Vanuatu e Delegato Apostolico nell'Oceano Pacifico.

- Ha nominato il Sacerdote Frank Kalabat, Vescovo dell’Eparchia di Saint Thomas the Apostle of Detroit dei Caldei (cattolici: 105.500; sacerdoti: 22; religiosi: 1; diaconi permanenti: 150), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato nel 1970 nel Kuwait ed è stato ordinato sacerdote nel 1995. Nello stesso anno è stato nominato vice-parroco della Chiesa Mother of God in Southfield nel Michigan. Dal 2001 è parroco di Saint Thomas in Detroit, Direttore del Centro Eparchiale delle Vocazioni e segue il Centro di Re-Evangelization. Succede al Vescovo Ibrahim Namo Ibrahim, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia.

- Ha nominato il Sacerdote Daoud Baffro all'ufficio di Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis dell'Eparchia di Mar Addai in Toronto dei Caldei. Il Sacerdote Baffro è nato nel 1942 a Manghesh, nell'Eparchia di Amadia (Itaq). Nel 1954 è entrato nel seminario di San Giovanni in Mossul. Il 12 giugno 1966 è stato ordinato sacerdote. Fino al 1972 è stato parroco a Manghesh-Amadia (Iraq); dal 1972 al 2001 a Baghdad. Dal 1992 al 2000 è stato Direttore Generale della Caritas Irachena. Nel 2001 è stato inviato in Canada ed da allora è parroco della comunità caldea di London-Windsor. Succede al Vescovo Hanna Zora, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia.

venerdì 2 maggio 2014

PAPA FRANCESCO RICEVE IL PRESIDENTE REPUBBLICA ANGOLA: LOTTA ALLA POVERTÀ E ALLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Presidente della Repubblica di Angola, Signor José Eduardo dos Santos, il quale ha incontrato successivamente il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui sono state evocate le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e la Repubblica di Angola. In particolare, si è parlato del progetto di Accordo bilaterale riguardante lo stato giuridico della Chiesa Cattolica nel Paese. In tale contesto, non si è mancato di fare riferimento all’importante apporto che la Chiesa cattolica offre al Paese con le sue istituzioni di carattere educativo e sanitario.

Infine sono state passate in rassegna alcune sfide che riguardano il Paese e la Regione, quali la lotta alla povertà e alle disuguaglianze sociali, lo sviluppo integrale della persona, la riconciliazione, la giustizia e la pace, con particolare attenzione per le diverse situazioni di conflitto che interessano il Continente.

AL CONSIGLIO PER L'ECONOMIA: TRASPARENZA ALLA LUCE DEL VANGELO

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Membri del Consiglio per l’Economia. Nel salutare il Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo di München und Freising (Germania), Coordinatore del Consiglio per l'Economia, il Papa ha ricordato che il Motu Proprio del 24 febbraio scorso, con il quale ha istituito tale Consiglio, "sottolinea la missione molto rilevante di questo atto: la consapevolezza della Chiesa della sua responsabilità di tutelare e gestire con attenzione i propri beni alla luce della sua missione di evangelizzazione con particolare premura verso i bisognosi. (...) Non dobbiamo uscire da questa strada. Tutto, trasparenza, efficienza, tutto per questo scopo. Tutto è per questo".

"La Santa Sede - ha ribadito il Pontefice - si sente chiamata a mettere in atto tale missione, tenendo conto specialmente della sua responsabilità verso la Chiesa universale. Inoltre, questi cambiamenti rispecchieranno il desiderio di mettere in atto la necessaria riforma della Curia Romana per meglio servire la Chiesa e la missione di Pietro. Questa è una sfida notevole, che richiede fedeltà e prudenza (...). Il percorso non sarà semplice e richiede coraggio e determinazione".

"Il Consiglio - ha ricordato infine il Santo Padre - rappresenta la Chiesa universale: 8 Cardinali da varie Chiese particolari, sette laici che rappresentano varie parti del mondo e che contribuiscono con la loro esperienza al bene della Chiesa e della sua particolare missione. I laici sono membri a pieno titolo del nuovo Consiglio: non sono membri di seconda classe, no! Tutti sullo stesso piano. Il lavoro del Consiglio è di grande peso e di grande importanza, e offrirà un contributo fondamentale al servizio svolto dalla Curia Romana e dalle varie amministrazioni della Santa Sede".

PAPA FRANCESCO RICEVE I MEMBRI DELLA "PAPAL FOUNDATION"

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Questa mattina, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, Papa Francesco ha ricevuto in udienza duecento Membri della "Papal Foundation", in occasione dell'annuale pellegrinaggio a Roma. Associazione cattolica statunitense istituita nel 1990 a Philadelphia (Stati Uniti d'America), dal defunto Cardinale John Krol, la "Papal Foundation" finanzia le opere caritative della Chiesa nel mondo.

Il Papa ha ringraziato i Membri per l'assistenza che la Fondazione dà alla Chiesa nei Paesi in via di sviluppo attraverso donazioni a sostegno di progetti educativi, caritativi e apostolici, ma anche per le borse di studio che mette a disposizione di laici, sacerdoti e religiosi per i loro studi a Roma. "In questo modo - ha detto il Santo Padre - voi contribuite ad assicurare la formazione di una nuova generazione di guide della comunità, le quali nella mente e nel cuore sono forgiate dalla verità del Vangelo, dalla sapienza della dottrina sociale cattolica e dal profondo senso di comunione con la Chiesa universale nel suo servizio all'intera famiglia umana".

Infine, nel ricordare l'importanza di queste giornate, segnate dalla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, Papa Francesco ha assicurato le sue preghiere affinché i Membri della "Papal Foundation" siano confermati nella grazia del loro Battesimo e nell'impegno di essere discepoli missionari pieni di gioia che scaturisce dall'incontro personale con Gesù Risorto.

RESPONSABILITÀ SOCIALE, DA PARTE DEI CALCIATORI, SUL CAMPO E FUORI DAL CAMPO

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). "Il calcio (...) è un atto sociale, e richiede una responsabilità sociale, da parte dei calciatori, sul campo e fuori dal campo, e da parte dei dirigenti nazionali e locali". Queste le parole di Papa Francesco nel corso dell'Udienza alle Squadre di Calcio della Fiorentina e del Napoli ed alla Delegazione della Federcalcio e della Lega Serie A. Nel rievocare i "bei ricordi" della sua gioventù quando, di domenica, con i suoi familiari, si recava allo stadio, il Papa ha auspicato che "il calcio e ogni altro sport molto popolare recuperi la dimensione della festa".

"Oggi anche il calcio - ha proseguito il Pontefice - si muove in un grande giro di affari, per la pubblicità, le televisioni, eccetera. Ma il fattore economico non deve prevalere su quello sportivo, perché rischia di inquinare tutto, sia a livello internazionale e nazionale sia a livello locale. E quindi dall’alto bisogna reagire positivamente, restituendo dignità sportiva agli eventi".

"E in questo voi calciatori avete una grande responsabilità. Siete al centro dell’attenzione, e tanti vostri ammiratori sono giovani e giovanissimi; tenete conto di questo, pensate che il vostro modo di comportarvi ha una risonanza, in bene e in male. Siate sempre veri sportivi! Lo sport contiene in sé una forte valenza educativa - ha concluso il Papa - per la crescita della persona: crescita personale, nell’armonia di corpo e di spirito, e crescita sociale, nella solidarietà, nella lealtà, nel rispetto. Che il calcio possa sempre sviluppare questa potenzialità!".

SANTA SEDE, CITTÀ DEL VATICANO E CONVENZIONE CONTRO LA TORTURA

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo una Nota di Padre Federico Lombardi per la Radio Vaticana.

La “Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti” è una delle importanti Convenzioni internazionali realizzate nell’ambito dell’attività delle Nazioni Unite e a cui aderiscono liberamente numerosi Paesi membri della comunità internazionale, i cosiddetti “Stati Parte” delle Convenzioni.

Per verificare l’attuazione delle Convenzioni e i progressi compiuti in essa, sono istituiti – in forza della stessa Convenzione e quindi per mandato degli “Stati Parte” - dei Comitati di esperti indipendenti, che hanno il compito di esaminare i rapporti periodici che gli Stati Parte si sono impegnati a presentare, appunto su tale attuazione per quanto li riguarda. Nel corso delle sue sessioni a Ginevra, il Comitato incontra le delegazioni degli Stati Parte per discutere con esse i rapporti e lo stato di attuazione e osservanza della Convenzione ed eventuali questioni di interpretazione della stessa. Si tratta di una procedura normale di dialogo aperto, in cui anche la società civile può svolgere un ruolo tramite la presentazione di commenti o raccomandazione da parte di ONG di vario orientamento.

La Convenzione contro la tortura (di solito indicata in breve: CAT) risale al 1984. La Santa Sede vi ha aderito nel 2002  “per conto dello Stato della Città del Vaticano” e ha presentato il suo Rapporto “iniziale” nel dicembre del 2012.

Il Comitato delle Nazioni Unite sulla CAT è composto di 10 membri e sta tenendo la sua 52esima Sessione al Palais Wilson di Ginevra dal 28 aprile al 23 maggio, e nel corso di essa esaminerà i Rapporti di otto paesi: Uruguay, Thailandia, Sierra Leone, Guinea, Montenegro, Cipro, Lituania e Santa Sede. L’incontro del Comitato con la Delegazione della Santa Sede avrà luogo il 5 e il 6 maggio.

Anzitutto, nella mattina del 5 maggio, si avrà una breve presentazione del rapporto da parte della Delegazione, seguiranno i commenti da parte di due Relatori scelti dal Comitato. Nel pomeriggio del 6 la Delegazione può rispondere alle domande ricevute il giorno prima e ad altre eventuali domande dei membri del Comitato.
Il 23 maggio il Comitato farà la sua conferenza stampa conclusiva della sessione e poi pubblicherà le sue “Osservazioni conclusive”. A queste gli Stati Parte – e quindi la Santa Sede – possono rispondere ulteriormente per scritto in modo formale.

Per mettere a fuoco il significato di questo incontro e la natura del dialogo che vi avrà luogo, occorre anzitutto mettere bene in chiaro che, data la natura di questa Convenzione (che riguarda per lo più questioni attinenti alla legislazione penale, alla procedura penale, al sistema carcerario, ai rapporti internazionali nel campo giudiziario, ecc…), la Santa Sede ha aderito alla Convenzione per conto dello Stato della Città del Vaticano, cosicché la sua responsabilità giuridica per l’applicazione riguarda il territorio e le competenze dello Stato della Città del Vaticano e non la Chiesa cattolica nel mondo.

Naturalmente la Santa Sede propone anche un insegnamento importante sulle questioni della tortura e dei trattamenti crudeli e inumani, che è di grande importanza per la diffusione dei principi che ispirano la Convenzione e la sua attuazione - tanto vero che il Rapporto presenta un’ampia silloge di riferimenti e citazioni del magistero della Chiesa e una’ampia rassegna della notevole attività dei media vaticani su questo tema -, ma di per sé questo va aldilà degli impegni assunti con l’adesione alla Convenzione, in quanto limitata al territorio dello Stato SCV.

Chi legge il Rapporto presentato dalla Santa Sede nel dicembre del 2012 (che è pubblico) nota immediatamente che in diversi punti importanti si fa riferimento alla revisione in corso della legislazione penale dello Stato della Città del Vaticano. Tale revisione è stata nel frattempo compiuta con le nuove leggi promulgate l’11 luglio dello scorso anno 2013 ed entrate in vigore il 1° settembre successivo (Leggi n. VIII e IX), che rendono effettivamente la legislazione penale e di procedura penale vaticana del tutto conforme alla Convenzione.
Come fu a suo tempo ampiamente spiegato (cfr Comunicato della Sala Stampa, 11.7.2013; Testo di commento di S.E. D.Mamberti in Osservatore Romano, 12.7.2013) la revisione è stata ampia e profonda, così da adeguare la legislazione vaticana – fra l’altro - alle esigenze di diverse Convenzioni internazionali a cui la Santa Sede aveva aderito nel corso degli anni: non solo contro la tortura, ma anche contro la criminalità nel campo economico e finanziario, contro la discriminazione razziale e per la tutela dei minori.

Il progresso di adeguamento alle esigenze della Convenzione compiuto nel campo normativo è quindi molto rilevante.

Allo stesso tempo, nel corso del dialogo con gli Stati Parte, non è raro che i Comitati pongano domande che derivano da questioni non strettamente collegate al testo della Convenzione, ma collegate ad esso indirettamente o in base a un’interpretazione estensiva di esso. Ciò è avvenuto ad esempio nel mese di gennaio scorso in occasione del dialogo con il Comitato per la Convenzione sui diritti dei minori. A ciò contribuisce spesso la pressione esercitata sui Comitati e sull’opinione pubblica da ONG fortemente caratterizzate e orientate ideologicamente. E’ evidente, ad esempio, la pressione dello SNAP – di cui si è avuta già eco nei media - per inserire anche nella discussione sulla tortura la questione degli abusi sessuali su minori, ovviamente attinente invece piuttosto alla Convenzione sui diritti dei minori. Quanto ciò sia strumentale e forzato, appare evidente a chiunque non sia prevenuto.

È anche opportuno osservare che gli esperti che fanno parte dei Comitati sono perlopiù persone impegnate con grande decisione e merito per le cause della promozione dei diritti, di cui tendono perciò ad allargare gli spazi e le forme di difesa. Ma ciò va necessariamente bilanciato con le corrette regole della interpretazione giuridica, in modo che il dibattito, in un mondo pluralistico, multiculturale e internazionale, si svolga sempre in modo costruttivo, favorendo la crescita del consenso della comunità internazionale per la tutela effettiva di valori essenziali per la dignità delle persone.

Ci si deve quindi augurare di poter svolgere un dialogo sereno e obiettivo, pertinente al testo delle Convenzioni e alle loro finalità. Se no, le Convenzioni vengono snaturate e i Comitati rischiano di perdere autorevolezza e scadere a strumenti di pressione ideologica invece di essere il necessario stimolo verso l’auspicato progresso nella promozione del rispetto dei diritti delle persone umane.

Questo è il nostro sincero auspicio in vista del prossimo dialogo del 5 e 6 maggio a Ginevra, ribadendo il fermo impegno della Santa Sede contro ogni forma e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

UDIENZE

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- L'Arcivescovo Gabriele Caccia, Nunzio Apostolico in Libano.

- Una Delegazione del Centro Islamico nella Repubblica Argentina.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 2 maggio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Professor Avvocato Guzmán Carriquiry, Segretario incaricato della Vice Presidenza della Pontificia Commissione per l'America Latina, finora Segretario della medesima Pontificia Commissione.

mercoledì 30 aprile 2014

L'INTELLETTO SECONDO DONO DELLO SPIRITO SANTO AFFINCHÉ TUTTI NOI POSSIAMO CAPIRE LE COSE CON L'INTELLIGENZA DI DIO

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Riprendendo il ciclo di catechesi sui sette doni dello Spirito Santo, Papa Francesco ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale di oggi al secondo dono, l'intelletto. "Non si tratta qui dell'intelligenza umana, della capacità intellettuale di cui possiamo essere più o meno dotati. - ha spiegato - È invece una grazia che solo lo Spirito Santo può infondere e che suscita nel cristiano la capacità di andare al di là dell'aspetto esterno della realtà e scrutare le profondità del pensiero di Dio e del suo disegno di salvezza".

"L'Apostolo Paolo rivolgendosi alla comunità di Corinto, descrive bene gli effetti di questo dono - cioè che cosa fa il dono dell'intelletto in noi -, e Paolo dice questo: 'Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito'".

"Questo ovviamente non significa che un cristiano possa comprendere ogni cosa e avere una conoscenza piena dei disegni di Dio - ha sottolineato il Papa - Però, come suggerisce la parola stessa, l'intelletto permette di 'intus legere', cioè di 'leggere dentro': questo dono ci fa capire le cose come le capisce Dio, con l'intelligenza di Dio. (...) E Gesù ha voluto inviarci lo Spirito Santo perché noi abbiamo questo dono, perché tutti noi possiamo capire le cose come Dio le capisce, con l'intelligenza di Dio. (...) È il dono con cui lo Spirito Santo ci introduce nell'intimità con Dio e ci rende partecipi del disegno d'amore che Lui ha con noi".

"È chiaro allora che il dono dell'intelletto è strettamente connesso alla fede. Quando lo Spirito Santo abita nel nostro cuore e illumina la nostra mente, ci fa crescere giorno dopo giorno nella comprensione di quello che il Signore ha detto e ha compiuto. Lo stesso Gesù ha detto ai suoi discepoli: io vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi farà capire tutto quello che io vi ho insegnato. (...) Se noi leggiamo il Vangelo con questo dono dello Spirito Santo possiamo capire la profondità delle parole di Dio (...). Dacci, Signore, il dono dell'intelletto".

"C'è un episodio nel Vangelo di Luca che esprime molto bene la profondità e la forza di questo dono", ha spiegato il Papa riferendosi alla vicenda degli apostoli che ritornano al villaggio di Emmaus senza riconoscere Gesù che cammina accanto a loro. "Gesù cammina con loro, ma loro sono tanto tristi, tanto disperati, che non lo riconoscono. Quando però il Signore spiega loro le Scritture, perché comprendano che Lui doveva soffrire e morire per poi risorgere, le loro menti si aprono e nei loro cuori si riaccende la speranza. E questo è quello che fa lo Spirito Santo con noi: ci apre la mente, ci apre per capire meglio, per capire meglio le cose di Dio, le cose umane, le situazioni, tutte le cose. È importante il dono dell’intelletto per la nostra vita cristiana. Chiediamolo al Signore, che ci dia, che dia a tutti noi questo dono per capire, come capisce Lui, le cose che accadono e per capire, soprattutto, la Parola di Dio nel Vangelo".

IL PAPA SALUTA I PELLEGRINI POLACCHI E RICORDA SANTA CATERINA DA SIENA, PATRONA D'ITALIA E D'EUROPA

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Al termine della catechesi, Papa Francesco ha salutato, fra gli altri, i connazionali di San Giovanni Paolo II, con questa parole "La testimonianza della sua fede, della speranza, della carità e dell'affidamento alla Divina Misericordia rimane in noi in questi giorni particolarmente viva. La sua intercessione sostenga la vita e le buone intenzioni di ciascuno di voi, le preoccupazioni e le gioie dei vostri cari, lo sviluppo e il sereno futuro della Chiesa in Polonia e di tutta la vostra Patria".

Successivamente, rivolgendosi ai giovani, ai malati, agli sposi novelli, Papa Francesco ha ricordato che ieri è stata celebrata la festa liturgica di Santa Caterina da Siena, patrona d'Italia e d'Europa, ed ha incoraggiato i giovani ad imparare "a vivere con la coscienza retta di chi non cede ai compromessi umani", i malati ad ispirarsi "al suo esempio di fortezza nei momenti di maggior dolore" ed infine gli sposi novelli ad imitare "la solidità della fede di chi si fida di Dio".

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MAGGIO 2014

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Di seguito riportiamo le intenzioni per il mese di maggio affidate dal Papa all'apostolato della preghiera:

Generale: "Perché i mezzi di comunicazione siano strumenti al servizio della verità e della pace".

Missionaria: "Perché Maria, Stella dell'Evangelizzazione, guidi la missione della Chiesa nell'annuncio di Cristo a tutte le genti".

CALENDARIO CELEBRAZIONI PRESIEDUTE DAL SANTO PADRE FRANCESCO

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Di seguito riportiamo il calendario delle celebrazioni presiedute dal Santo Padre Francesco nel mese di maggio 2014.

MAGGIO:

Domenica 11: IV Domenica di Pasqua: alle 9:30, nella Basilica Vaticana. Ordinazioni presbiterali. Santa Messa.

Domenica 18: V Domenica di Pasqua: alle 16:00, Visita pastorale alla Parrocchia-Santuario "Santa Maria del Divino Amore".

Sabato 24-Lunedì 26: Viaggio Apostolico in Terra Santa in occasione del 50° anniversario dell'Incontro a Gerusalemme tra Papa Paolo VI e il Patriarca Atenagora.

INTENSA ATTIVITÀ CONSIGLIO DI CARDINALI E COMMISSIONI ISTITUITE DAL PAPA

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Il Consiglio di Cardinali ha proseguito i suoi lavori secondo il programma previsto e li concluderà nel corso del pomeriggio di oggi. Ha completato una prima rassegna dei Pontifici Consigli. Nella mattinata di mercoledì ha avuto un incontro con il Cardinale Lorenzo Baldisseri, che ha riferito sulla preparazione del Sinodo. Parte del tempo è stata dedicata alla previsione del lavoro da compiere fra il presente Incontro e quello successivo, previsto per i primi giorni di luglio.

Il nuovo Consiglio per l’Economia avrà il suo primo incontro venerdì prossimo, 2 maggio, nella Sala Bologna del Palazzo Apostolico. Il Santo Padre rivolgerà ai partecipanti un saluto introduttivo. Argomento principale saranno gli Statuti del Consiglio stesso e la previsione del programma di lavoro del Consiglio stesso. L’incontro durerà tutta la giornata di venerdì.

La nuova Commissione per la protezione dei minori avrà un primo incontro nei prossimi giorni, da giovedì 1° a sabato 3 maggio, presso la Domus Santa Marta. Nel corso dei lavori si prevede una riflessione sulla natura e gli scopi della Commissione stessa, come pure sulla integrazione con altri membri rappresentativi anche di altre aree geografiche del mondo. Il Santo Padre saluterà i membri della Commissione.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 30 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato;

- Il Reverendo José Roberto Fortes Palau, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Paulo (superficie: 655; popolazione: 6.633.912; cattolici: 4.776.416; sacerdoti:995; religiosi: 2.316; diaconi permanenti: 72), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1965 a Jacareí (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. Nella città di São José dos Campos è stato: nel 1993 Vicario parrocchiale della Parrocchia “Sant’Ana”; dal 1997 al 2000 Parroco della Parrocchia “São José”; dal 2000 al 2011 Rettore del Seminario di Teologia; dal 2004 al 2011 Vicario parrocchiale della Parrocchia “São Bento”; dal 2005 al 2013 Vicario Generale della diocesi. È stato finora Parroco della Parrocchia “Santo Agostinho” a São José dos Campos.

- Il Reverendo Carlos Lema García, Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di São Paulo (Brasile). Il Vescovo eletto è nato nel 1956 a São Paulo (Brasile). Membro della Prelatura Personale della Santa Croce "Opus Dei", è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dal 1985 al 1990 è stato Cappellano del Centro Universitário do Itaim, a São Paulo; dal 1990 al 1993 Cappellano del CEAC, a Brasília; dal 1997 al 2002 Cappellano del Centro Culturale “Mirador” a Porto Alegre; dal 2004 al 2010 Vicario Segretario della Delegazione della Prelatura in Brasile, con sede a São Paulo. È stato finora Direttore Spirituale dell’Opus Dei in Brasile, con residenza a São Paulo.

martedì 29 aprile 2014

INCONTRO DEL SANTO PADRE CON I CARDINALI CONSIGLIERI (28-30 APRILE)

Città del Vaticano, 29 aprile 2014 (VIS). Il Consiglio di Cardinali ha iniziato ieri mattina, lunedì 28 aprile, le riunioni di questo suo quarto Incontro. Il Santo Padre partecipa per la maggior parte del tempo, a meno che abbia altri impegni di particolare importanza, come l’udienza ai reali di Spagna lunedì mattina e quella al Presidente del Paraguay martedì mattina e l’udienza generale mercoledì mattina.

Oltre agli otto cardinali membri del Consiglio partecipa regolarmente alle riunioni anche il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin.

Nel pomeriggio di lunedì, il Consiglio ha ascoltato una relazione da parte del Presidente della Pontificia Commissione Referente di Studio e Indirizzo per gli Affari Economici ed Amministrativi della Santa Sede (COSEA), Professor Joseph F.X. Zahra, a proposito di alcuni dei settori di attività da essa esaminati.

Dopo aver passato in rassegna, nei precedenti Incontri, le Congregazioni della Curia Romana, il Consiglio sta ora prendendo in considerazione i Pontifici Consigli, prima con riflessioni generali e poi singolarmente. È da prevedere che nel corso di questo Incontro si possa completare una prima rassegna di considerazioni sui Pontifici Consigli.

Il Consiglio di Cardinali prevede una nuova riunione prolungata di quattro giorni nel mese di luglio (1-4 luglio).

Il lavoro da compiere è ancora molto, cosicché non bisogna attendersi che si concluda entro l’anno in corso, ma piuttosto nel successivo.

I precedenti Incontri del Consiglio hanno avuto luogo nei giorni: 1-3 ottobre 2013, 3-5 dicembre 2013, 17-19 febbraio 2014.

Informiamo, inoltre, che il prossimo venerdì 2 maggio, avrà luogo il primo incontro del nuovo Consiglio per l’Economia.

UDIENZE

Città del Vaticano, 29 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Jorge Liberato Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas (Venezuela).

- Il Signor Horacio Manuel Cartes Jara, Presidente della Repubblica del Paraguay, con la Consorte, e Seguito.

- L'Arcivescovo Ivo Scapolo, Nunzio Apostolico in Cile.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 29 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Joseph Anthony Toal, Vescovo di Motherwell (superficie: 1.178; popolazione: 703.000; cattolici: 164.586; sacerdoti: 102; religiosi: 75; diaconi permanenti: 13), Scozia, Gran Bretagna. È stato finora Vescovo della Diocesi di Argyll and the Isles (Scozia, Gran Bretagna).

lunedì 28 aprile 2014

IL PAPA RICEVE IL RE JUAN CARLOS E LA REGINA SOFIA DI SPAGNA

Città del Vaticano, 28 aprile 2014 (VIS). Stamani, lunedì 28 aprile 2014, nello studio dell’Aula Paolo VI, Papa Francesco ha ricevuto le Loro Maestà il Re Juan Carlos e la Regina Sofia di Spagna. I Reali si sono incontrati anche con il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, il quale era accompagnato dall'Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.

Durante i cordiali colloqui sono state rilevate le buone relazioni tra la Santa Sede e la Spagna, che sono andate sempre più consolidandosi secondo lo spirito degli Accordi del 1979. In tale contesto, si è fatto riferimento ad alcune questioni di attualità che riguardano la missione della Chiesa nella società e la situazione del Paese.

Non è mancato, inoltre, uno scambio di vedute su tematiche di carattere internazionale, con particolare riferimento ad alcune situazioni di crisi.


VIDEOMESSAGGIO AI GIOVANI DI BUENOS AIRES

Città del Vaticano, 28 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha inviato un videomessaggio ai giovani di Buenos Aires in occasione della “Pascua de la Juventud”. Il videomessaggio, che il Cardinale Mario Aurelio Poli, Arcivescovo di Buenos Aires, aveva precedentemente richiesto al Papa, è stato improvvisato e ritrasmesso nel Planetario della città, il pomeriggio di sabato 26 aprile.
"Pensavo, mentre mi preparavo a registrare questo messaggio, a cosa vi avrei detto - afferma il Papa nel video - 'Fate chiasso', ve l'ho già detto. 'Non abbiate paura di nulla', ve l'ho già detto. 'Siate liberi', ve l'ho già detto. Allora mi sono venute in mente alcune figure di giovani del Vangelo. Alcuni giovani che hanno incontrato Gesù e dei quali ha parlato Gesù... Ho pensato ai giovani Apostoli, al giovane ricco, al giovane che va a cercare una nuova vita con l'eredità di suo padre, ho pensato al giovane morto... Come si sono commossi nell'incontrare Gesù, si sono entusiasmati, con quello stupore che scaturisce dall'incontro con Gesù... E dopo gli apostoli si infiacchiscono, dopo non si comportano tanto bene..., dopo viene la lotta per restare fedeli a questo incontro, l'incontro con Gesù.... Dio è molto buono - continua il Pontefice - Dio si serve dei nostri insuccessi per parlare al nostro cuore. Non disse Dio a quel giovane: 'Sei un fallito, guarda cosa hai fatto'. Lo fa ragionare".

Papa Francesco elenca diversi esempi di figure maschili e scherzando si rivolge ai giovani: "Padre, non è giusto - mi diranno le ragazze - perché gli esempi che ci dà sono per i ragazzi. E noi?... Voi dovete aspirare con la vostra vita a consolidare le tenerezza e la fedeltà... Voi percorrete la stessa strada delle donne che hanno seguito Gesù, nei momenti belli e nei momenti brutti. La donna ha il grande tesoro di poter dare la vita, di poter dare la tenerezza, di poter dare la pace e la gioia. C'è un solo modello per voi, Maria: la donna della fedeltà, la donna che non comprende cosa le accade ma obbedisce. La donna che appena viene a sapere che sua cugina ha bisogno di lei, si affretta ad andarla a trovare, la Vergine della Sollecitudine. La donna che visse da rifugiata in un paese straniero per salvare la vita di suo figlio. La donna che ha allevato suo Figlio e lo ha accompagnato, e quando suo Figlio inizia a predicare, sta dietro di lui. La donna che ha sofferto tutto ciò che è accaduto a suo Figlio, a questo ragazzo grande. La donna che rimane accanto al Figlio e lo mette a parte dei problemi: "Non c'è più vino". La donna che nel momento della Crocifissione era con Lui.... Voi siete donne della Chiesa ... che è femminile, è come Maria. Questo è il vostro posto. Essere Chiesa, conformarvi alla Chiesa, essere con Gesù, dare tenerezza, accompagnare, far crescere".

Prima di concludere Papa Francesco ha detto alle ragazze, con simpatia e con accento argentino: "E ora non arrabbiatevi, a voi è toccata la parte migliore rispetto ai ragazzi!" ed ha raccomandato: "Maria, la Madonna della Carezza, la Madonna della Tenerezza, la Madonna della Sollecitudine al servizio, vi indichi la via. Che ognuno di voi - ha concluso il Papa rivolgendosi a tutti i giovani - incontri Gesù, Gesù risorto. E vi dico una cosa: Non abbiate paura! Guardate Gesù, guardate Maria ed andate avanti!".

IV INCONTRO CON I CARDINALI CONSIGLIERI

Città del Vaticano, 28 aprile 2014 (VIS). Ha avuto inizio questa mattina la quarta riunione (28-30 aprile 2014) di Papa Francesco con il “Consiglio di Cardinali”, voluto dal Santo Padre per aiutarLo nel governo della Chiesa universale e per studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana.

COMUNICATO COMMISSIONE CARDINALIZIA DI VIGILANZA IOR

Città del Vaticano, 28 aprile 2014 (VIS). Oggi, lunedì 28 aprile alle ore 9, si è riunita, presso la sede dell’Istituto per le Opere di Religione, la Commissione Cardinalizia di Vigilanza per elaborare le linee portanti della propria azione. Inoltre si è deciso che la Commissione di Vigilanza si riunirà in via di principio tre volte l’anno, a meno che non intervengano particolari circostanze che richiedano altri incontri.

CELEBRAZIONE EUCARISTICA DI RINGRAZIAMENTO PER LA CANONIZZAZIONE DI GIOVANNI PAOLO II

Città del Vaticano, 28 aprile 2014 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina, in Piazza San Pietro, il Cardinale Angelo Comastri, Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e Arciprete della Basilica Papale di San Pietro, ha presieduto la celebrazione eucaristica di ringraziamento per la canonizzazione di Giovanni Paolo II.

La celebrazione eucaristica è stata preceduta dal saluto del Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia (Polonia), che fu segretario del nuovo santo. "Ieri - ha detto il Cardinale Dziwisz - sono stati ascritti fra i Santi due Papi beati. Il primo di essi è Giovanni XXIII, figlio della terra italiana, che si è meritato il titolo di Papa Buono. È stato lui a indire, più di mezzo secolo fa, il Concilio Vaticano II. Il secondo dei nuovi Santi, Giovanni Paolo II, figlio della terra polacca, il Papa della Divina Misericordia, ha conseguentemente messo in vita le decisioni del Concilio ed ha anche introdotto la Chiesa nel terzo millennio della fede cristiana".

"Per questo doppio dono ringraziamo Dio. Ringraziamo per la testimonianza, straordinariamente trasparente, di amore e di servizio di tutti e due i pastori. (...) Per questo doppio dono ringraziamo di tutto cuore il Santo Padre Francesco. Ringraziamolo perché già il primo anno del suo pontificato ha preso la decisione della canonizzazione dei suoi Predecessori, fissandone la data nella Domenica della Divina Misericordia", ha detto ancora il Cardinale Arcivescovo di Cracovia che ha concluso il suo intervento ringraziando anche a nome dei suoi connazionali "l'Italia e tutti i suoi abitanti per aver accolto tanto cordialmente, anni fa, Karol Wojtyla, come vescovo e papa, arrivato a Roma 'da un paese lontano'. L'Italia è diventata per lui una seconda Patria. Oggi sicuramente Giovanni Paolo II la benedice dall'alto, come anche benedice la Polonia e il mondo intero. Nel suo cuore hanno trovato posto tutte le nazioni, le culture, le lingue".

Nel ricordare le parole di Giovanni Paolo II: "I santi non ci chiedono di applaudirli, ma di imitarli", il Cardinale Comastri ha invitato i pellegrini ad imitare il nuovo santo che "ha avuto il coraggio di dire apertamente la fede in Gesù in un'epoca di 'apostasia silenziosa' (...), il coraggio di difendere la famiglia (...), il coraggio di difendere la vita umana (...), il coraggio di difendere la pace, mentre soffiavano cupi venti di guerra (...), il coraggio di andare incontro ai giovani per liberarli dalla cultura del vuoto e dell'effimero e per invitarli ad accogliere Cristo, unica luce della vita e unico capace di dare pienezza di gioia al cuore umano".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 28 aprile 2014 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia all’ufficio di Ausiliare dell’arcidiocesi di Dhaka (Bangladesh), presentata dal Vescovo Theotonius Gomes, C.S.C., per raggiunti limiti d'età.

domenica 27 aprile 2014

GIOVANNI XXIII E GIOVANNI PAOLO II ISCRITTI NELL'ALBO DEI SANTI

Città del Vaticano, 27 aprile 2014 (VIS). Questa mattina, in Piazza San Pietro, mezzo milione di persone hanno assistito al rito della canonizzazione dei "due Papi Santi": Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II e più di trecentomila persone hanno seguito la celebrazione sui maxischermi collocati in vari luoghi della città di Roma. Già dalle cinque di mattina, ora di apertura, la Piazza e le vie adiacenti erano gremite di pellegrini provenienti da tutto il mondo, fra i quali, quelli provenienti dalla Polonia, erano uno dei gruppi più numerosi. Erano presenti le delegazioni ufficiali di oltre 100 paesi, più di venti Capi di Stato e numerose personalità del mondo della politica e della cultura, fra cui, i Reali di Spagna, Re Juan Carlos e la Regina Sofia, il Re Alberto II e la Regina Paola del Belgio, il Principe Hans-Adam del Lichtenstein, il Granduca Enrico di Lussemburgo, l'ex Presidente della Repubblica di Polonia, Lech Walesa, il Presidente del Parlamento Argentino Julián Dominguez, il Presidente dell'Unione Europea, Hernan Van Rompuy e della Commissione Europea, José Manuel Barroso. Alla celebrazione hanno preso parte anche le due protagoniste dei miracoli di Giovanni Paolo II, Suor Adele Labianca e Floribeth Mora Díaz.

Gli arazzi con i ritratti dei due Papi - gli stessi esposti il giorno delle rispettive beatificazioni - sovrastavano il portale della Basilica. In Piazza San Pietro, ornata da oltre 30.000 rose provenienti dall'Ecuador, e in Via della Conciliazione, centinaia di migliaia di fedeli si preparavano alla celebrazione recitando la coroncina alla Divina Misericordia, intervallata dalla lettura di testi del magistero dei due pontefici e preceduta dall'Inno al Beato Giovanni XXIII "Pastore buono del gregge di Cristo". La preghiera si è conclusa con l'Inno al Beato Giovanni Paolo II "Aprite le porte a Cristo".

Sotto una pioggia intermittente e mentre si recitavano le litanie invocando la protezione dei santi, ha avuto inizio la processione dei cardinali e vescovi concelebranti che, prima di prendere posto, hanno salutato il Papa emerito Benedetto XVI che ha concelebrato con il Santo Padre. Pochi minuti dopo le dieci, Papa Francesco è entrato in Piazza San Pietro e prima di procedere al rito di canonizzazione dei due nuovi santi, ha abbracciato il Papa emerito.

Subito dopo il Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, accompagnato dai Postulatori, ha domandato al Papa di iscrivere il nome dei due Papi Beati nell'Albo dei Santi e il Santo Padre ha pronunciato la formula di canonizzazione:

"Ad onore della Santissima Trinità,
per l'esaltazione della fede cattolica
e l'incremento della vita cristiana,
con l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo,
dei Santi Apostoli Pietro e Paolo
e Nostra,
dopo aver lungamente riflettuto,
invocato più volte l'aiuto divino
e ascoltato il parere
di molti nostri Fratelli nell'Episcopato,
dichiariamo e definiamo Santi
i Beati
Giovanni XXIII
e Giovanni Paolo II
e li iscriviamo nell'Albo dei Santi,
e stabiliamo che in tutta la Chiesa
essi siano devotamente onorati tra i Santi.
Nel nome del Padre e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Amen".

Successivamente sono state presentate al Papa le reliquie dei nuovi santi, collocate accanto all'altare durante la celebrazione: il reliquiario di Giovanni Paolo II, contenente una ampolla con il suo sangue, era quello esposto il 1° maggio 2011; per Giovanni XXIII ne è stato creato uno uguale poiché il giorno della sua beatificazione, il 3 settembre 2000, il suo corpo non era ancora stato riesumato.

Dopo la proclamazione del Vangelo, il Santo Padre ha tenuto l'omelia in cui ha definito San Giovanni XXIII "il Papa della docilità allo Spirito Santo" e Giovanni Paolo II "il Papa della famiglia". "Al centro di questa domenica - ha detto all'inizio dell'omelia - che conclude l’Ottava di Pasqua che Giovanni Paolo II ha voluto intitolare alla Divina Misericordia, ci sono le piaghe gloriose di Gesù risorto".

"Egli - ha detto - le mostrò già la prima volta in cui apparve agli Apostoli, le sera stessa del giorno dopo il sabato, il giorno della Risurrezione. Ma quella sera non c’era Tommaso; e quando gli altri gli dissero che avevano visto il Signore, lui rispose che se non avesse visto e toccato quelle ferite, non avrebbe creduto. Otto giorni dopo, Gesù apparve di nuovo nel cenacolo, in mezzo ai discepoli, e c’era anche Tommaso; si rivolse a lui e lo invitò a toccare le sue piaghe. E allora quell’uomo sincero, quell’uomo abituato a verificare di persona, si inginocchiò davanti a Gesù e disse: 'Mio Signore e mio Dio!'".

"Le piaghe di Gesù sono scandalo per la fede, ma sono anche la verifica della fede. Per questo nel corpo di Cristo risorto le piaghe non scompaiono, rimangono, perché quelle piaghe sono il segno permanente dell’amore di Dio per noi, e sono indispensabili per credere in Dio. Non per credere che Dio esiste, ma per credere che Dio è amore, misericordia, fedeltà. San Pietro, riprendendo Isaia, scrive ai cristiani: 'Dalle sue piaghe siete stati guariti'".

"San Giovanni XXIII e San Giovanni Paolo II - ha esclamato Papa Francesco - hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello, perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù. Sono stati due uomini coraggiosi, pieni della parresia dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia".

"Sono stati sacerdoti, vescovi e papi del XX secolo. Ne hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti. Più forte, in loro, era Dio; più forte era la fede in Gesù Cristo Redentore dell’uomo e Signore della storia; più forte in loro era la misericordia di Dio che si manifesta in queste cinque piaghe; più forte era la vicinanza materna di Maria".

"In questi due uomini contemplativi delle piaghe di Cristo e testimoni della sua misericordia dimorava 'una speranza viva', insieme con una 'gioia indicibile e gloriosa'. La speranza e la gioia che Cristo risorto dà ai suoi discepoli, e delle quali nulla e nessuno può privarli. La speranza e la gioia pasquali, passate attraverso il crogiolo della spogliazione, dello svuotamento, della vicinanza ai peccatori fino all’estremo, fino alla nausea per l’amarezza di quel calice. Queste sono la speranza e la gioia che i due santi Papi hanno ricevuto in dono dal Signore risorto e a loro volta hanno donato in abbondanza al Popolo di Dio, ricevendone eterna riconoscenza".

"Questa speranza e questa gioia si respiravano nella prima comunità dei credenti, a Gerusalemme, di cui ci parlano gli Atti degli Apostoli, che abbiamo ascoltato nella seconda lettura. È una comunità in cui si vive l’essenziale del Vangelo, vale a dire l’amore, la misericordia, in semplicità e fraternità".

"E questa è l’immagine di Chiesa che il Concilio Vaticano II ha tenuto davanti a sé. Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II hanno collaborato con lo Spirito Santo per ripristinare e aggiornare la Chiesa secondo la sua fisionomia originaria, la fisionomia che le hanno dato i santi nel corso dei secoli. Non dimentichiamo che sono proprio i santi che mandano avanti e fanno crescere la Chiesa. Nella convocazione del Concilio Giovanni XXIII ha dimostrato una delicata docilità allo Spirito Santo, si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata dallo Spirito Santo. Questo è stato il suo grande servizio alla Chiesa; per cui mi piace ricordarlo come il Papa della docilità allo Spirito".

"In questo servizio al Popolo di Dio, Giovanni Paolo II è stato il Papa della famiglia. Così lui stesso, una volta, disse che avrebbe voluto essere ricordato, come il Papa della famiglia. Mi piace sottolinearlo mentre stiamo vivendo un cammino sinodale sulla famiglia e con le famiglie, un cammino che sicuramente dal Cielo lui accompagna e sostiene".

"Che entrambi questi nuovi santi Pastori del Popolo di Dio intercedano per la Chiesa affinché, durante questi due anni di cammino sinodale, sia docile allo Spirito Santo nel servizio pastorale alla famiglia. Che entrambi ci insegnino a non scandalizzarci delle piaghe di Cristo, ad addentrarci nel mistero della misericordia divina che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama".

Questo pomeriggio la Basilica di San Pietro rimarrà aperta dalle 14:00 alle 22:00 per permettere ai fedeli di venerare le spoglie dei due Papi Santi, custodite nelle urne di cristallo dove è stata apposta la parola santo.

ONORARE LA MEMORIA DEI DUE SANTI PAPI SEGUENDO FEDELMENTE I LORO INSEGNAMENTI

Città del Vaticano, 27 aprile 2014 (VIS). Al termine della Santa Messa celebrata sul sagrato della Basilica Vaticana per la Canonizzazione dei Beati Pontefici Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, prima della recita del Regina Caeli, il Santo Padre Francesco ha salutato i fedeli e i pellegrini presenti in Piazza San Pietro, nelle strade adiacenti e in diversi luoghi di Roma. Il Papa ha anche ringraziato i fratelli Cardinali e i numerosissimi Vescovi e sacerdoti di ogni parte del mondo, le Delegazioni ufficiali di tanti Paesi e le Autorità italiane "venute per rendere omaggio - ha detto - a due Pontefici che hanno contribuito in maniera indelebile alla causa dello sviluppo dei popoli e della pace".

Nel salutare con "grande affetto" i pellegrini delle Diocesi di Bergamo e di Cracovia, Papa Francesco li ha esortati a onorare "la memoria dei due santi Papi seguendo fedelmente i loro insegnamenti. "Sono grato - ha proseguito - a tutti coloro che con grande generosità hanno preparato queste giornate memorabili: la Diocesi di Roma con il Cardinale Vallini, il Comune di Roma con il Sindaco Ignazio Marino, le forze dell’ordine e le varie Organizzazioni, le Associazioni e i numerosi volontari. Grazie a tutti!".

Ringraziando i dirigenti e gli operatori dei media, "che hanno dato a tante persone la possibilità di partecipare", il Papa ha anche rivolto uno speciale saluto ai malati e agli anziani, "verso i quali i nuovi Santi erano particolarmente vicini".

Infine il Papa si è rivolto in preghiera alla Vergine Maria "che san Giovanni XXIII e san Giovanni Paolo II hanno amato come suoi veri figli".

Dopo il saluto alle Delegazioni ufficiali, Papa Francesco, per la prima volta in una cerimonia di canonizzazione o beatificazione, ha fatto un giro in Piazza San Pietro ed ha percorso Via della Conciliazione in papamobile per benedire e salutare i pellegrini che hanno partecipato a questo storico avvenimento.
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