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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 25 maggio 2009

PATRIMONIO CRISTIANO IMMENSA RICCHEZZA SPIRITUALE EUROPA


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2009 (VIS). Nel pomeriggio di oggi, alle 16:30, Papa Benedetto XVI ha incontrato la Comunità Monastica di Montecassino ed alcuni organizzatori della Visita. Processionalmente, al canto delle "Laudes regiae", il Santo Padre ha raggiunto la Basilica per la Celebrazione dei Vespri.

  La cerimonia ha avuto inizio alle 17:00, con la partecipazione di Abati, Abadesse, e delle Comunità di Monaci e Monache Benedettini. Dopo il saluto dell'Abate Ordinario di Montecassino, Dom Pietro Vittorelli, Papa Benedetto XVI ha tenuto l'omelia.

"Quasi a conclusione dell'odierna mia visita, mi è particolarmente gradito sostare in questo luogo sacro, in questa Abbazia, quattro volte distrutta e ricostruita" - ha ricordato il Papa - " l'ultima volta dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale di 65 anni fa. 'Succisa virescit': le parole del suo nuovo stemma ne indicano bene la storia. Montecassino, come secolare quercia piantata da san Benedetto, è stata 'sfrondata' dalla violenza della guerra, ma è risorta più vigorosa".

  "Non vivere più per se stessi, ma per Cristo: ecco ciò che dà senso pieno alla vita di chi si lascia conquistare da Lui. Lo manifesta chiaramente la vicenda umana e spirituale di San Benedetto, che, abbandonato tutto, si pose alla fedele sequela di Gesù. Incarnando nella propria esistenza il Vangelo, è diventato iniziatore d'un vasto movimento di rinascita spirituale e culturale in Occidente".

  "Vorrei qui fare cenno a un evento straordinario della sua vita, di cui riferisce il biografo San Gregorio Magno e a voi certamente ben noto. Si potrebbe quasi dire che anche il santo Patriarca fu 'elevato in alto' in una indescrivibile esperienza mistica. (...) San Benedetto" - ha spiegato il Pontefice - "ricevette questo dono divino non certo per soddisfare la sua curiosità intellettuale, ma piuttosto perché il carisma di cui Iddio lo aveva dotato avesse la capacità di riprodurre nel monastero la vita stessa del cielo e ristabilirvi l'armonia del creato mediante la contemplazione e il lavoro".

  "Giustamente, pertanto, la Chiesa lo venera come 'eminente maestro di vita monastica' e 'dottore di sapienza spirituale nell'amore alla preghiera e al lavoro' (...) Benedetto fu esempio luminoso di santità e indicò ai monaci come unico grande ideale Cristo; fu maestro di civiltà che, proponendo un'equilibrata ed adeguata visione delle esigenze divine e delle finalità ultime dell'uomo, tenne sempre ben presenti anche le necessità e le ragioni del cuore, per insegnare e suscitare una fraternità autentica e costante, perché nel complesso dei rapporti sociali non si perdesse di mira un'unità di spirito capace di costruire ed alimentare sempre la pace".

  "Non a caso è la parola 'Pax' ad accogliere i pellegrini e i visitatori alle porte di questa Abbazia, ricostruita dopo l'immane disastro del secondo conflitto mondiale; essa si eleva come silenzioso monito a rigettare ogni forma di violenza per costruire la pace: nelle famiglie, nelle comunità, tra i popoli e nell'intera umanità".

  "Alla sua scuola i monasteri sono diventati, nel corso dei secoli, fervidi centri di dialogo, di incontro e di benefica fusione tra genti diverse, unificate dalla cultura evangelica della pace. I monaci hanno saputo insegnare con la parola e con l'esempio l'arte della pace attuando in modo concreto i tre 'vincoli' che Benedetto indica come necessari per conservare l'unità dello Spirito tra gli uomini: la Croce, che è la legge stessa di Cristo; il libro e cioè la cultura; e l'aratro, che indica il lavoro, la signoria sulla materia e sul tempo".

  "Grazie all'attività dei monasteri, articolata nel triplice impegno quotidiano della preghiera, dello studio e del lavoro" - ha ribadito il Santo Padre - "interi popoli del continente europeo hanno conosciuto un autentico riscatto e un benefico sviluppo morale, spirituale e culturale, educandosi al senso della continuità con il passato, all'azione concreta per il bene comune, all'apertura verso Dio e la dimensione trascendente. Preghiamo perché l'Europa sappia sempre valorizzare questo patrimonio di principi e di ideali cristiani che costituisce un'immensa ricchezza culturale e spirituale".

  "Ciò è possibile però" - ha concluso il Pontefice - "soltanto se si accoglie il costante insegnamento di San Benedetto, ossia il 'quaerere Deum', cercare Dio, come fondamentale impegno dell'uomo. L'essere umano non realizza appieno sé stesso, non può essere veramente felice senza Dio. (...) Da questo luogo, dove riposano le sue spoglie mortali, il Santo Patrono d'Europa continua ad invitare tutti a proseguire la sua opera di evangelizzazione e di promozione umana".

  Al termine della Celebrazione dei Vespri, il Santo Padre si è recato al Sepolcro dei Santi Benedetto e Scolastica, dietro l'altare maggiore della Basilica, per venerarne le Reliquie.
PV-ITALIA/VESPRI/MONTECASSINO                       VIS 20090525 (750)

PACE SI COSTRUISCE VINCENDO IL MALE DENTRO DI SÉ


CITTA' DEL VATICANO, 24 MAG. 2009 (VIS). Al termine della Santa Messa e prima della recita del Regina Caeli, il Papa ha rivolto alcune parole ai fedeli convenuti in Piazza Miranda a Cassino, che da oggi prende il nome di Piazza Benedetto XVI.

  Nell'introdurre la preghiera mariana del tempo pasquale il Papa ha esclamato: "Quanto bisogno ha la comunità cristiana e l'intera umanità di assaporare appieno la ricchezza e la potenza della pace di Cristo! (...) All'ingresso dell'Abbazia di Montecassino e di ogni altro monastero benedettino, è posta come motto la parola "PAX": la comunità monastica, infatti, è chiamata a vivere secondo questa pace, che è dono pasquale per eccellenza".
  "Come sapete, nel mio recente viaggio in Terra Santa mi sono fatto pellegrino di pace, e oggi - in questa terra segnata dal carisma benedettino - mi è data l'occasione per sottolineare, ancora una volta, che la pace è in primo luogo dono di Dio, e dunque la sua forza sta nella preghiera".

  "E' dono affidato, però, all'impegno umano" - ha ribadito Benedetto XVI - "Anche l'energia necessaria per attuarlo si può attingere dalla preghiera. E' pertanto fondamentale coltivare un'autentica vita di preghiera per assicurare il progresso sociale nella pace. (...) Solo imparando, con la grazia di Cristo, a combattere e vincere il male dentro di sé e nelle relazioni con gli altri, si diventa autentici costruttori di pace e di progresso civile".

  "La Vergine Maria, Regina della Pace, aiuti tutti i cristiani, nelle diverse vocazioni e situazioni di vita, ad essere testimoni della pace, che Cristo ci ha donato e ci ha lasciato come missione impegnativa da realizzare dappertutto".

  "Oggi, 24 maggio" - ha ricordato il Papa - "memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani - che è venerata con grande devozione nel Santuario di Sheshan a Shanghai -, si celebra la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. Il mio pensiero va a tutto il Popolo cinese. In particolare saluto con grande affetto i cattolici in Cina e li esorto a rinnovare in questo giorno la loro comunione di fede in Cristo e di fedeltà al Successore di Pietro. La nostra comune preghiera ottenga un 'effusione dei doni dello Spirito Santo, affinché l'unità fra tutti i cristiani, la cattolicità e l'universalità della Chiesa siano sempre più profonde e visibili".

  Nel salutare i fedeli nelle diverse lingue, Benedetto XVI ha auspicato che la testimonianza spirituale di San Benedetto aiuti i popoli del Continente europeo a rimanere fedeli alle proprie radici cristiane e ad edificare una Europa unita e solidale, fondata sulla ricerca della giustizia e della pace".

  Al termine della recita del Regina Caeli, il Santo Padre è partito in autovettura diretto all'Abbazia di Montecassino, per il pranzo con i monaci benedettini, dopo una breve sosta alla Casa della Carità in Via Casilina, che accoglie persone bisognose, poveri e immigrati. Il Papa ha scoperto una targa a ricordo della Visita Pastorale e con una Preghiera ha benedetto ed inaugurato la struttura.
PV-ITALIA/REGINA CAELI/CASSINO                       VIS 20090525 (510)

VALIDE SOLUZIONI CRISI OCCUPAZIONE


CITTA' DEL VATICANO, 25 MAG. 2009 (VIS). Alle 10:15 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica nella Solennità dell'Ascensione, nella Piazza di Miranda di Cassino (Cassino), dove è giunto in elicottero dall'eliporto Vaticano.

  Nell'omelia, ricordando l'Ascensione del Signore, che si celebra oggi in Italia e in molti paesi del mondo, il Papa ha detto alle 20.000 persone presenti che: "Il 'cielo' non indica un luogo sopra le stelle, ma qualcosa di molto più ardito e sublime: indica Cristo stesso, la Persona divina che accoglie pienamente e per sempre l'umanità, Colui nel quale Dio e uomo sono per sempre inseparabilmente uniti. E noi ci avviciniamo al cielo, anzi, entriamo nel cielo, nella misura in cui ci avviciniamo a Gesù ed entriamo in comunione con Lui. Pertanto, 1'odierna solennità dell'Ascensione ci invita a una comunione profonda con Gesù morto e risorto, invisibilmente presente nella vita di ognuno di noi".

  "Cari fratelli e sorelle, sentiamo echeggiare in questa nostra celebrazione l'appello di San Benedetto a mantenere il cuore fisso sul Cristo, a nulla anteporre a Lui" - ha ricordato Benedetto XVI ed ha affermato: "Questo non ci distrae, al contrario ci spinge ancor più ad impegnarci nel costruire una società dove la solidarietà sia espressa da segni concreti. Ma come? La spiritualità benedettina, a voi ben nota, propone un programma evangelico sintetizzato nel motto: 'ora et labora et lege', la preghiera, il lavoro, la cultura".

  "Innanzitutto la preghiera, che è la più bella eredità lasciata da San Benedetto ai monaci (...) La preghiera (...) è il sentiero silenzioso che ci conduce direttamente nel cuore di Dio; è il respiro dell'anima che ci ridona pace nelle tempeste della vita. (...) Possa l'attento ascolto della Parola divina" - ha auspicato il Papa - "nutrire la vostra preghiera e rendervi profeti di verità e di amore in un corale impegno di evangelizzazione e di promozione umana".

  "Altro cardine della spiritualità benedettina è il lavoro" - ha ricordato il Pontefice - "Umanizzare il mondo lavorativo è tipico dell'anima del monachesimo, e questo è anche lo sforzo della vostra Comunità che cerca di stare a fianco dei numerosi lavoratori della grande industria presente a Cassino e delle imprese ad essa collegate. So quanto sia critica la situazione di tanti operai. Esprimo la mia solidarietà a quanti vivono in una precarietà preoccupante, ai lavoratori in cassa-integrazione o addirittura licenziati. La ferita della disoccupazione che affligge questo territorio induca i responsabili della cosa pubblica, gli imprenditori e quanti ne hanno la possibilità a ricercare, con il contributo di tutti, valide soluzioni alla crisi occupazionale, creando nuovi posti di lavoro a salvaguardia delle famiglie".

  "A questo proposito, come non ricordare che la famiglia ha oggi urgente bisogno di essere meglio tutelata, poiché è fortemente insidiata nelle radici stesse della sua istituzione? Penso poi ai giovani che fanno fatica a trovare una degna attività lavorativa che permetta loro di costruirsi una famiglia. Ad essi vorrei dire: non scoraggiatevi, cari amici, la Chiesa non vi abbandona!".

  "Appartiene infine alla vostra tradizione anche l'attenzione al mondo della cultura e dell'educazione. (...) So (...) che, in preparazione a questa mia visita, avete tenuto un recente convegno sul tema dell'educazione per sollecitare in tutti la viva determinazione a trasmettere ai giovani i valori irrinunciabili del nostro patrimonio umano e cristiano. Nell'odierno sforzo culturale teso a creare un nuovo umanesimo, fedeli alla tradizione benedettina voi intendete giustamente sottolineare anche l'attenzione all'uomo fragile, debole, alle persone disabili e agli immigrati".

  "Cari fratelli e sorelle! Non è difficile percepire che la vostra Comunità, questa porzione di Chiesa che vive attorno a Montecassino, è erede e depositaria della missione, impregnata dello spirito di San Benedetto, di proclamare che nella nostra vita nessuno e nulla devono togliere a Gesù il primo posto; la missione di costruire, nel nome di Cristo, una nuova umanità all'insegna dell'accoglienza e dell'aiuto ai più deboli".
PV-ITALIA/MESSA/CASSINO                                   VIS 20090525 (650)

venerdì 22 maggio 2009

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2009 (VIS).- Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate sedici Presuli della Conferenza Episcopale Peruviana in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Cardinale Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima, con gli Ausiliari Vescovo Adriano Tomasi Travaglia, O.F.M.; Vescovo Guillermo Martìn Abanto Guzmàn e Vescovo Raùl Antonio Chau Quispe.

- Il Vescovo Kay Martìn Schmalhausen Panizo, S.C.V., Prelato di Ayaviri.

- Il Vescovo Mario Busquets Jordà, Prelato di Chuquibamba.

- Il Vescovo José Marìa Ortega Trinidad, Prelato di Juli.

- Il Vescovo Juan Carlos Vera Plasencia, M.S.C., Prelato di Caravelì.

- Il Vescovo Domenico Berni Leonardi, O.S.A., Prelato di Chuquibambilla.

- Il Vescovo Miguel La Fay Bardi, O. Carm., Prelato di Sicuani.

- Il Vescovo Ricardo Garcìa Garcìa, Prelato di Yauyos.

- Il Vescovo Fortunato Pablo Urcey, O.A.R., Prelato di Chota.

- Il Vescovo Sebastiàn Ramis Torrens, T.O.R., Prelato di Huamachuco.

- Il Vescovo Rafael Alfonso Escudero Lòpez-Brea, Prelato di Moyobamba.

- Il Vescovo Miguel Irizar Campos, C.P., di Callao.

- Il Vescovo Raimundo Revoredo Ruìz, C.M., Prelato emerito di Juli.

  Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà il Cardinale William Joseph Levada, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
AL:AP/.../...                                                                                      VIS 20090522 (200)

PROGRAMMA DELLA VISITA PAPALE A CASSINO E MONTECASSINO


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2009 (VIS).- È stato pubblicato oggi il programma della Visita Pastorale di Benedetto XVI a Cassino e a Montecassino, prevista domenica 24 maggio.

  Il Santo Padre partirà alle 9,00 in elicottero dall'eliporto del Vaticano e atterrerà mezz'ora dopo al Campo sportivo 'Salveti' di Cassino. Alle 10,15 il Papa presiederà una Concelebrazione Eucaristica e terrà l'omelia in Piazza Miranda, a Cassino. Dopo la recita del Regina Coeli il Papa si recherà in automobile all'Abbazia di Montecassino e durante il percorso sosterà alla Casa della Carità di Cassino.

  Alle 13:30 è in programma il pranzo nell'Abbazia di Montecassino e dopo un breve saluto alla Comunità monastica, il Santo Padre celebrerà alle 17:00, i Vespri con gli Abati benedettini e la Comunità dei monaci e monache benedettini nella Basilica dell'Abbazia, in cui pronuncerà un'omelia. In seguito Benedetto XVI visiterà in forma privata il Cimitero Militare polacco di Montecassino.

  Il Papa salirà di nuovo a bordo dell'elicottero alle 18:30 e arriverà all'eliporto vaticano alle 19:00.
PV-CASSINO:MONTECASSINO/PROGRAMMA/...                  VIS 20090522 (160)

COSTRUIRE UN'EUROPA FEDELE ALLE SUE RADICI CRISTIANE


CITTA' DEL VATICANO, 22 MAG. 2009 (VIS).- Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina, in Vaticano, il Presidente della Repubblica della Bulgaria, Georgi Parvanov e successivamente, il Presidente della ex-Repubblica Jugoslava della Macedonia, Gjeorge Ivanov, accompagnati dalle rispettive Consorti e dal ispettivo Seguito, in occasione dell'annuale commemorazione dei Santi Cirillo e Metodio.

  Rivolgendosi alla Delegazione della Repubblica di Bulgaria, il Papa ha specificato che "il patrimonio spirituale dei santi compatroni di Europa ha segnato la vita dei popoli slavi; il suo esempio ha sostenuto la testimonianza e la fedeltà di numerosi cristiani, che nel corso dei secoli hanno dedicato la propria vita alla diffusione del messaggio di salvezza, operando allo stesso tempo per la costruzione di una società giusta e solidale".

  "Che la loro testimonianza si mantenga viva all'interno della vostra nazione affinché la Bulgaria, grazie anche a questa fonte di luce e speranza, contribuisca efficacemente alla costruzione di un'Europa che sia fedele alle proprie radici cristiane. I valori di solidarietà e giustizia, di libertà e pace, affermati ancora una volta oggi, trovino sempre maggior forza e solidità nell'insegnamento eterno di Cristo, che si traduce nella vita dei suoi discepoli di tutti i tempi".

  Nell'Udienza alla Delegazione della ex-Repubblica Jugoslava in Macedonia, il Santo Padre ha segnalato che il ricordo dei Santi Cirillo e Metodio "invita tutti coloro che sono uniti da un'unica fede in Gesù Cristo a contemplare la sua eroica testimonianza evangelica. Allo stesso tempo, ci sfida a conservare il patrimonio di ideali e valori che hanno trasmesso nelle parole e nelle opere".

  "La vostra amata terra, segnata dall'influenza di questi due grandi santi, intende essere sempre più luogo di incontro e di dialogo pacifico fra le numerose sfere sociali e religiose del Paese. La mia speranza, che oggi rinnovo di cuore - "ha concluso il Pontefice - "è che continuiate a progredire in questa direzione".
AC/CIRILLO:METODIO/MACEDONIA:BULGARIA               VIS 20090522 (310)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 21 MAG. 2009 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Salvador Giménez Valls, finora Vescovo Ausiliare di Valencia (Spagna), Vescovo di Menorca (superficie; 701; popolazione: 86.976; cattolici: 78.695: sacerdoti: 40: religiosi: 61) Spagna.
NER/.../GIMENEZ VALLS                                                        VIS 20090522 (40)

mercoledì 20 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2009 (VIS).- Il Santo Padre ha nominato:

 - Il Vescovo Joseph R. Cistone, finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Philadelphia (Stati Uniti d'America), Vescovo di Saginaw (superficie 18.006, popolazione 751.000, cattolici 144.000, sacerdoti 100, religiosi 111, diaconi permanenti 15), Stati Uniti d'America.

- L'Avvocato Piero Antonio Bonnet, Giudice Unico dello Stato della Città del Vaticano, che nel contempo conserva la carica di Giudice del Tribunale.

- L'Avvocato Paolo Papanti-Pelletier, Giudice del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano.
NER:NA/.../CISTONE:BONNET:PAPANTI-PELLETIER          VIS 20090520 (80)

LE RELIGIONI POSSONO RAFFORZARE LA COESIONE SOCIALE


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2009 (VIS).- Dal 18 al 20 maggio si sono riunite ad Amman (Giordania) due Delegazioni del Reale Istituto di Studi Interreligiosi e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, per esaminare il tema "Religione e società civile".

 In un Comunicato reso pubblico a mezzogiorno di oggi, si afferma che la Delegazione del Reale Istituto era presieduta dal suo Direttore, l'Ambasciatore Hasan Abu Nimah e la Delegazione del Dicastero Vaticano, dal suo Presidente, il Cardinale Jean-Louis Tauran.

 Alla fine del primo colloquio, i partecipanti hanno manifestato il loro accordo riguardo "l'importanza della società civile per uno sviluppo profondo e integrale di individui e comunità, riconoscendo il contributo particolare e indispensabile che la società civile è in grado di garantire come importante centro di dialogo nel contesto dell'esercizio responsabile della libertà".

 "I partecipanti" - prosegue il Comunicato - "hanno sottolineato l'importanza di educare i giovani ai valori del rispetto reciproco e alla cultura del dialogo, il rifiuto della violenza, per promuovere la convivenza pacifica sulla base della piena cittadinanza".

 Inoltre, è stata posta in evidenza "l'importanza della democrazia e il ruolo della legge in un Paese che rispetti le differenze etniche, culturali e religiose e che applichi l'uguaglianza fra i cittadini sulla base del rispetto della dignità umana e i relativi diritti fondamentali dell'uomo, in particolare la libertà e la giustizia".

 "Le religioni" - scrivono i partecipanti - "hanno un ruolo specifico nella società civile, offrendo motivi per i contributi dei cittadini al bene comune, basati sulla fede in Dio e che trascendono il profitto politico e la ricerca della pace".

 Il Comunicato termina segnalando che gli assistenti hanno insistito sul "ruolo che possono svolgere le religioni nell'ambito del rafforzamento della partecipazione e coesione sociale, offrendo il proprio appoggio alla costruzione di uno Stato stabile e prospero, basato sul principio di sussidiarietà".

 La prossima riunione si terrà a Roma fra due anni, e sarà preceduta da un incontro preparatorio in cui si definiranno temi e modalità.
CON-DIR/RELIGIONE:SOCIETA/AMMAN:TAURAN              VIS 20090520 (330)

GIOVANI: TESTIMONIARE LA FEDE CON LE NUOVE TECNOLOGIE



CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2009 (VIS).- Alla fine dell'Udienza Generale di questo mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha richiamato l'attenzione sulla Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che si terrà domenica 24 maggio.

  Benedetto XVI ha ricordato che nel Messaggio di questo anno "tutti coloro che utilizzano le nuove tecnologie, specialmente i giovani, sono invitati a farne un uso sicuro e a rendersi conto del grande potere che esse hanno di stringere rapporti di amicizia e solidarietà e contribuire a un mondo migliore".

 "Le nuove tecnologie" - ha affermato - "hanno prodotto dei cambiamenti fondamentali nell'ambito della diffusione delle notizie e dell'informazione e nel modo di comunicare e relazionarsi delle persone. Desidero esortare coloro che accedono alla rete di cercare di mantenere e promuovere una cultura per il rispetto, il dialogo e l'amicizia  autentica affinché fioriscano valori come la verità, l'armonia e la comprensione".

 Rivolgendosi in particolare ai giovani, Benedetto XVI ha chiesto loro di testimoniare la fede con le nuove tecnologie. "Utilizzate tali tecnologie per far conoscere il Vangelo, in maniera tale che la Buona Novella dell'amore infinito di Dio per tutti noi risuoni in modi diversi nel nostro mondo sempre più tecnologico".
AG/NUOVE TECNOLOGIE/...                                                      VIS 20090520 (190)

BENEDETTO XVI RICORDA VIAGGIO IN TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 20 MAG. 2009 (VIS).- Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'Udienza Generale dei Mercoledì al Viaggio Apostolico in Terra Santa (8-15 maggio), "pellegrinaggio per eccellenza alle sorgenti della fede - ha detto - e al tempo stesso di una visita pastorale alla Chiesa che vive in Terra Santa".

  Ai 20.000 fedeli presenti in Piazza San Pietro il Santo Padre ha ricordato la prima tappa del suo Viaggio, la Giordania, dove si trovano il Monte Nebo, da cui Mosé vide la terra promessa e morì senza mai potervi arrivare, e Betania, oltre il Giordano dove Gesù fu battezzato da San Giovanni Battista. Il memoriale di Mosé sul Monte Nebo "parla - ha spiegato il Santo Padre - della nostra condizione di pellegrini tra un "già" e un "non ancora", tra una promessa così grande e bella da sostenerci nel cammino e un compimento che ci supera, e che supera anche questo mondo. La Chiesa vive in se stessa questa 'indole escatologica' e 'pellegrinante'".

 Il Pontefice ha ricordato anche la benedizione delle prime pietre di due chiese in Betania e ha affermato che essa era "segno dell'apertura e del rispetto che vigono nel Regno Ascemita per la libertà religiosa e per la tradizione cristiana, e ciò merita grande apprezzamento (...) Quanto è importante che cristiani e musulmani coabitino pacificamente nel mutuo rispetto! Grazie a Dio, e all'impegno dei governanti, in Giordania questo avviene. Ho pregato pertanto affinché anche altrove sia così, pensando specialmente ai cristiani che vivono invece realtà difficili nel vicino Iraq".

 "In Giordania" - ha proseguito il Pontefice - "vive un'importante comunità cristiana, incrementata da profughi palestinesi e iracheni. Si tratta di una presenza significativa e apprezzata nella società, anche per le sue opere educative e assistenziali, attente alla persona umana indipendentemente dalla sua appartenenza etnica e religiosa".

 "Quale segno dell'impegno della Chiesa nell'ambito della cultura" - ha ricordato il Papa" - ho inoltre benedetto la prima pietra dell'Università di Madaba, del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Ho provato grande gioia nel dare avvio a questa nuova istituzione scientifica e culturale, perché essa manifesta in modo tangibile che la Chiesa promuove la ricerca della verità e del bene comune, ed offre uno spazio aperto e qualificato a tutti coloro che vogliono impegnarsi in tale ricerca, premessa indispensabile per un vero e fruttuoso dialogo tra civiltà".

 In seguito il Santo Padre ha rievocato il soggiorno in Israele dove "fin dall'arrivo" - ha detto - "mi sono presentato come pellegrino di fede nella Terra dove Gesù è nato, ha vissuto, è morto ed è risorto, e, al tempo stesso, come pellegrino di pace per implorare da Dio che là dove Egli ha voluto farsi uomo, tutti gli uomini possano vivere da suoi figli, cioè da fratelli".

 "In quella Terra benedetta da Dio sembra a volte impossibile uscire dalla spirale della violenza. Ma nulla è impossibile a Dio e a quanti confidano in Lui! Per questo la fede nell'unico Dio giusto e misericordioso, che è la più preziosa risorsa di quei popoli, deve poter sprigionare tutta la sua carica di rispetto, di riconciliazione e di collaborazione". Il Papa ha precisato di aver manifestato tale auspicio al Gran Muftì e ai Capi della Comunità Islamica di Gerusalemme, e al Gran Rabbinato di Israele, ed anche in occasione dell'incontro con le Organizzazioni impegnate nel dialogo inter-religioso.

 "Gerusalemme è il crocevia delle tre grandi religioni monoteiste, e il suo stesso nome - 'città della pace' - esprime il disegno di Dio sull'umanità: formare di essa una grande famiglia (...) E' questo che ebrei, cristiani e musulmani sono chiamati a testimoniare, per onorare con i fatti quel Dio che pregano con le labbra. Ed è esattamente questo che ho portato nel cuore, in preghiera, visitando, a Gerusalemme (...) il Muro del Pianto - e la Cupola della Roccia, luoghi simbolici rispettivamente dell'Ebraismo e dell'Islam".

 Il Papa ha inoltre ricordato la sua visita al Mausoleo di Yad Vashem, in onore delle vittime dell'Olocausto e ha esclamato: "Ogni persona umana è sacra, ed il suo nome è scritto nel cuore del Dio Eterno. Mai va dimenticata la tremenda tragedia della 'Shoah'! Occorre al contrario che sia sempre nella nostra memoria quale monito universale al sacro rispetto della vita umana, che riveste sempre un valore infinito".

 Il pellegrinaggio di Benedetto XVI ha avuto "come scopo prioritario la visita alle Comunità cattoliche della Terra Santa, e ciò è avvenuto in diversi momenti anche a Gerusalemme, a Betlemme e a Nazaret". Riferendosi in particolare al suo incontro nel Cenacolo con il Custode di Terra Santa il Papa ha segnalato che hanno "meditato insieme sulla nostra vocazione ad essere una cosa sola, a formare un solo corpo e un solo spirito, a trasformare il mondo con la mite potenza dell'amore".

 Ma i "momenti culminanti di comunione con i fedeli cattolici sono state soprattutto le celebrazioni eucaristiche", come quella della Valle di Josafat a Gerusalemme dove il Papa ha parlato della Resurrezione di Cristo "quale forza di speranza e di pace per quella Città e per il mondo intero"; quella a Betlemme, nei territori palestinesi "con la partecipazione anche di fedeli provenienti da Gaza, che ho avuto la gioia di confortare di persona - ha detto - assicurando loro la mia particolare vicinanza".

 "Betlemme, il luogo nel quale è risuonato il canto celeste di pace per tutti gli uomini, è simbolo della distanza che ancora ci separa dal compimento di quell'annuncio: precarietà, isolamento, incertezza, povertà. Tutto ciò ha portato tanti cristiani ad andare lontano. Ma la Chiesa continua il suo cammino, sorretta dalla forza della fede e testimoniando l'amore con opere concrete di servizio ai fratelli, quali, ad esempio, il 'Caritas Baby Hospital' di Betlemme (...) e l'azione umanitaria nei campi profughi".

 Il Pontefice ha visitato il campo di Aida dove "ho voluto assicurare" - ha detto -"alle famiglie che vi sono ospitate, la vicinanza e l'incoraggiamento della Chiesa universale, invitando tutti a ricercare la pace con metodi non violenti, seguendo l'esempio di San Francesco d'Assisi". Benedetto XVI ha parlato dell'ultima Messa con la quale ha chiuso l'anno della Santa Famiglia di Nazareth dove ha pregato "per tutte le famiglie, affinché siano riscoperti la bellezza del matrimonio e della vita familiare" e del suo incontro nella Basilica dell'Annunciazione con i pastori, i religiosi, i sacerdoti e laici della Galilea dove "abbiamo cantato la nostra fede nella potenza creatrice e trasformante di Dio".

 Il Viaggio del Papa in Terra Santa si è concluso il 15 maggio con la visita al Santo Sepolcro e "due importanti incontri ecumenici a Gerusalemme: al Patriarcato Greco-Ortodosso (...) e alla Chiesa Patriarcale Armena Apostolica".

 "Mi piace ricapitolare l'intero itinerario che mi è stato dato di effettuare proprio nel segno della Risurrezione di Cristo: malgrado le vicissitudini che lungo i secoli hanno segnato i Luoghi santi, malgrado le guerre, le distruzioni, e purtroppo anche i conflitti tra cristiani, la Chiesa ha proseguito la sua missione, sospinta dallo Spirito del Signore risorto. Essa è in cammino verso la piena unità, perché il mondo creda nell'amore di Dio e sperimenti la gioia della sua pace".
AG/VIAGGIO TERRA SANTA/...                                               VIS 20090520 (1150)

martedì 19 maggio 2009

IN MEMORIAM


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2009 (VIS). Di seguito riportiamo i dati dei Presuli mancati nelle passate settimane:

- Il Vescovo George M. Anathil, S.V.D., emerito di Indore (India), il 3 maggio, all'età di 76 anni.
- Il Vescovo Carlos José Boaventura Kloppenburg, O.F.M:, emerito di Novo Hamburgo (Brasile), l'8 maggio, all'età di 89 anni.

- Il Vescovo David Picão, emerito di Santos (Brasile), all'età di 85 anni.
.../DEFUNTI/...                             VIS 20090519 (70)

FRANCOBOLLO LEV PER GIORNATA LIBRO E COPYRIGHT


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2009 (VIS). La Libreria Editrice Vaticana (LEV) celebra domani 20 maggio con un francobollo (euro 0,60) ed il relativo annullo, la Giornata Mondiale del Libro e del Copyright. Il francobollo riproduce un bozzetto di Maria Carmela Perrini partendo dal Codice Vaticano.

  Inoltre verrà inoltre presentato domani il numero 0 della Rivista bimestrale "Editoria Vaticana", sempre pubblicata dalla LEV. Infine in collaborazione con la Rivista "Rogate", dedicata alle vocazioni religiose, la LEV ha pubblicato una ricerca sulle lettura dei libri da parte dei sacerdoti.
LEV/FRANCOBOLLO/PERRINI                                   VIS 20090519 (100)

IL SANTO PADRE RICEVE PRESIDENTE POLONIA


CITTA' DEL VATICANO, 19 MAG. 2009 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico nel pomeriggio di ieri il seguente Comunicato:

  "Questo pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza il Presidente della Repubblica di Polonia, Sua Eccellenza il Signor Lech Aleksander Kaczy?ski, il quale ha anche incontrato Sua Eminenza il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, accompagnato da Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati".

  "Nel corso dei cordiali colloqui, il Presidente ha voluto manifestare gratitudine al Santo Padre per l'attenzione sempre riservata alla Polonia. Sono state affrontate alcune questioni bilaterali e regionali, rilevando altresì l'affinità di posizioni tra la Santa Sede e la Polonia in vari ambiti internazionali".
OP/UDIENZA PRESIDENTE POLONIA/...                   VIS 20090519 (130)

lunedì 18 maggio 2009

MATTEO RICCI, MODELLO DIALOGO E RISPETTO CREDENZE ALTRUI


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato un Messaggio al Vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia (Italia), in occasione delle diverse iniziative - fra le quali un anno giubilare - per commemorare il IV Centenario della morte di Padre Matteo Ricci, della Compagnia di Gesù (Pechino, 11 maggio 1610).

"Nato a Macerata il 6 ottobre del 1552, il gesuita Matteo Ricci" - scrive il Papa nel Messaggio - "dotato di profonda fede e di straordinario ingegno culturale e scientifico, dedicò lunghi anni della sua esistenza a tessere un proficuo dialogo tra l'Occidente e l'Oriente, conducendo contemporaneamente una incisiva azione di radicamento del Vangelo nella cultura del grande Popolo della Cina. Il suo esempio resta anche oggi modello di proficuo incontro tra la civiltà europea e quella cinese".

"Considerando la sua intensa attività scientifica e spirituale" - prosegue il Santo Padre - "non si può non rimanere favorevolmente colpiti dall'innovativa e peculiare capacità che egli ebbe di accostare, con pieno rispetto, le tradizioni culturali e spirituali cinesi nel loro insieme. E' stato in effetti tale atteggiamento a contraddistinguere la sua missione tesa a ricercare la possibile armonia fra la nobile e millenaria civiltà cinese e la novità cristiana, che è fermento di liberazione e di autentico rinnovamento all'interno di ogni società, essendo il Vangelo, universale messaggio di salvezza, destinato a tutti gli uomini, a qualsiasi contesto culturale e religioso appartengano".

"Quel che inoltre ha reso originale e, potremmo dire, profetico il suo apostolato" - sottolinea il Pontefice - "è stato sicuramente la profonda simpatia che nutriva per i cinesi, per la loro storia, per le loro culture e tradizioni religiose. (...) Modello di dialogo e di rispetto per le altrui credenze, questo vostro Conterraneo fece dell'amicizia lo stile del suo apostolato durante i 28 anni di permanenza in Cina".

"Nonostante le difficoltà e le incomprensioni che incontrò, Padre Ricci, volle mantenersi fedele, sino alla morte, a questo stile di evangelizzazione, attuando, si potrebbe dire, una metodologia scientifica e una strategia pastorale basate, da una parte, sul rispetto delle sane usanze del luogo che i neofiti cinesi non dovevano abbandonare quando abbracciavano la fede cristiana, e, dall'altra, sulla consapevolezza che la Rivelazione poteva ancor più valorizzarle e completarle. E fu proprio a partire da queste convinzioni che (...), come già avevano fatto i Padri della Chiesa nell'incontro del Vangelo con la cultura greco-romana", l'Autore del "Trattato sull'amicizia" "impostò il suo lungimirante lavoro di inculturazione del Cristianesimo in Cina, ricercando un'intesa costante con i dotti di quel Paese".

"Possano le nostre comunità" - ha auspicato infine il Santo Padre - "all'interno delle quali convivono persone di diverse culture e religioni, crescere nello spirito di accoglienza e di rispetto reciproco. Il ricordo di questo nobile figlio di Macerata sia anche motivo per i fedeli di codesta Comunità diocesana di rinsaldare alla sua scuola quell'anelito missionario che deve animare la vita di ogni autentico discepolo di Cristo".
MESS/CENTENARIO MATTEO RICCI/GIULIODORI VIS 20090518 (490)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

- Undici Presuli della Conferenza Episcopale del Perù, in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Isidro Barrio Barrio, di Huancavelica.

- Il Vescovo Norbert Klemens Stortmann Hoppe, M.S.C., di Chosica.

- Il Vescovo Emiliano Antonio Cisneros Martínez, O.A.R., di Chachapoyas.

- Il Vescovo Daniel Thomas Turley Murphy, O.S.A., di Chulucanas.

- L'Arcivescovo Héctor Miguel Cabrejos Vidarte, O.F.M., di Trujillo, con il Vescovo Ausiliare José Javier Travieso Martín.

- Il Vescovo José Carmelo Martínez Lázaro, O.A.R., di Cajamarca.

- Il Vescovo Ángel Francisco Simón Piorno, di Chimbote.

- Il Vescovo José Eduacrdo Velásquez Tarazona, di Huaraz.

- Il Vescovo Ivo Baldi Gaburri, di Huari.

- L'Arcivescovo Jan Romeo Pawlowski, Nunzio Apostolico nella Repubblica del Congo e in Gabon, con i Familiari.

Nel pomeriggio il Santo Padre riceverà il Signor Lech Kaczynski, Presidente della Repubblica di Polonia, con la Consorte e Seguito.
AP:AL/.../... VIS 20090518 (180)

VESCOVI DEL PERÙ: RILANCIARE SPIRITO MISSIONARIO


CITTA' DEL VATICANO, 18 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto i Presuli della Conferenza Episcopale Peruviana, al termine della quinquennale Visita "ad Limina Apostolorum".

Il Santo Padre ha cominciato il suo discorso parlando dell'unità di tutta la Chiesa, che "che non si realizza mai pienamente e che deve costruirsi e perfezionarsi incessantemente, senza arrendersi alle difficoltà oggettive e soggettive, con il proposito di mostrare il vero volto della Chiesa cattolica, una e unica".

Ponendo in risalto che "l'unità autentica nella Chiesa è sempre fonte inesauribile di spirito evangelizzatore", Benedetto XVI si è detto lieto perché i Vescovi hanno accolto nei loro programmi pastorali "lo stimolo missionario promosso dalla Quinta Conferenza Generale dell'Episcopato Latinoamericano e del Caribe, di Aparecida, e particolarmente "la Missione continentale", volta a far sì che ogni fedele aspiri alla santità avendo un rapporto personale con il Signore Gesù, amandolo con perseveranza e conformando la propria vita ai criteri evangelici, in modo che si creino comunità ecclesiali di intensa vita cristiana".

"Occorre" - ha proseguito il Pontefice - "rilanciare lo spirito missionario, non per paura del futuro, ma perché la Chiesa è una realtà dinamica e l'autentico discepolo di Gesù Cristo trasmette gioiosamente e gratuitamente agli altri la divina Parola e condivide con essi l'amore che sgorga dal costato aperto di Gesù sulla Croce".

Benedetto XVI ha esortato i Presuli "a convocare tutte le forze vive della vostra Diocesi, perché si dirigano verso Cristo sempre irradiando la luce del Suo volto, in particolare ai fratelli che, talvolta nel sentirsi poco apprezzati o non sufficientemente ascoltati nelle loro necessità spirituali e materiali, cercano in altre esperienze religiose risposte alle loro inquietudini".

"L'assidua visita pastorale alle comunità ecclesiali" - anche le più distanti e umili - la preghiera prolungata, l'accurata preparazione della predicazione, la vostra paterna attenzione ai sacerdoti, alle famiglie, ai giovani, ai catechisti e agli altri operatori della pastorale, sono la miglior forma di diffondere l'ardente anelito ad essere messaggeri della Buona Novella della salvezza, aprendo nel contempo le porte del cuore di coloro che ci circondano, soprattutto i malati e i più bisognosi".

Il Santo Padre ha sottolineato la "benefica presenza dei membri della vita consacrata colmi di abnegazione" in Perù. In merito ha invitato i Vescovi a continuare ad "accompagnare e animare fraternamente i membri della vita consacrata perché, vivendo con fedeltà i consigli evangelici secondo il proprio carisma, continuino ad offrire una significativa testimonianza dell'amore per Dio, di adesione incrollabile al Magistero della Chiesa e di sollecita collaborazione con i progetti pastorali diocesani".

Il Papa ha concluso il suo discorso ricordando i peruviani "che non hanno un lavoro e non godono di adeguate prestazioni educative e sanitarie, che vivono nei sobborghi delle grandi città e in zone isolate. Penso nel contempo a coloro che sono caduti preda della droga o della violenza. Non possiamo disinteressarci di questi nostri fratelli più deboli e cari a Dio, tenendo sempre presente che urge l'amore di Cristo ".
AL/.../PERÙ VIS 20090518 (490)

RICORDO TERRA SANTA E APPELLO A FAVORE SRI LANKA


CITTA' DEL VATICANO, 17 MAG. 2009 (VIS). Nell'introdurre la preghiera del Regina Caeli di questa domenica, Benedetto XVI ha ricordato il suo recente Viaggio in Terra Santa ed ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato per il buon esito di un "Viaggio Apostolico così importante": il Patriarca latino e i Pastori della Chiesa in Giordania, in Israele e nei Territori Palestinesi, i Francescani della Custodia di Terra Santa, le Autorità civili della Giordania, di Israele e dei Territori Palestinesi, gli Organizzatori e le Forze dell'Ordine. Il Papa ha ringraziato i sacerdoti, i religiosi e i fedeli che lo hanno accolto con tanto affetto e quanti lo hanno accompagnato e sostenuto con la preghiera.

"Questo pellegrinaggio ai Luoghi santi" - ha detto il Papa alle migliaia di fedeli convenuti in Piazza San Pietro - "è stato anche una visita pastorale ai fedeli che vivono là, un servizio all'unità dei cristiani, al dialogo con ebrei e musulmani, e alla costruzione della pace. La Terra Santa, simbolo dell'amore di Dio per il suo popolo e per l'intera umanità, è anche simbolo della libertà e della pace che Dio vuole per tutti i suoi figli".

"Di fatto, però, la storia di ieri e di oggi mostra che proprio quella Terra è diventata anche simbolo del contrario, cioè di divisioni e di conflitti interminabili tra fratelli. Come è possibile questo? È giusto che tale interrogativo interpelli il nostro cuore, benché sappiamo che un misterioso disegno di Dio concerne quella Terra dove - come scrive San Giovanni - Egli 'ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati'".

"La Terra Santa" - ha spiegato il Papa - è stata chiamata un 'quinto Vangelo', perché qui possiamo vedere, anzi toccare la realtà della storia che Dio ha realizzato con gli uomini. Cominciando con i luoghi della vita di Abramo fino ai luoghi della vita di Gesù, dall'incarnazione fino alla tomba vuota, segno della sua risurrezione. Sì, Dio è entrato in questa terra, ha agito con noi in questo mondo. Ma qui possiamo dire ancora di più: la Terra Santa, per la sua stessa storia può essere considerata un microcosmo che riassume in sé il faticoso cammino di Dio con l'umanità".

"Non posso concludere questa preghiera mariana senza rivolgere il mio pensiero allo Sri Lanka, per assicurare il mio affetto e la mia vicinanza spirituale ai civili che si trovano nella zona dei combattimenti, nel nord del Paese. Si tratta di migliaia di bambini, donne, anziani, a cui la guerra ha tolto anni di vita e di speranza".

"Al riguardo, desidero ancora una volta rivolgere un pressante invito ai belligeranti, affinché ne facilitino l'evacuazione e unisco, a questo scopo, la mia voce a quella del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che appena qualche giorno fa ha chiesto garanzie per la loro incolumità e sicurezza".

"Chiedo inoltre alle istituzioni umanitarie, comprese quelle cattoliche" - ha concluso il Pontefice - "di non lasciare nulla d'intentato per venire incontro alle urgenti necessità alimentari e mediche dei profughi".
ANG/TERRA SANTA:SRI LANKA/... VIS 20090518 (510)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Bossangoa (Repubblica Centroafricana), presentata dal Vescovo François-Xavier Yombandje, presenta in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Malakal (Sudan), presentata dal Vescovo Vincent Mojwok Nyiker, per raggiunti limiti d'età.

- Ha accettato la rinuncia all'ufficio di Ausiliare dell'Arcidiocesi di San Francisco (Stati Uniti d'America), presentata dal Vescovo Ignatius C. Wang, per raggiunti limiti d'età.
RE/.../... VIS 20090518 (110)

INVIATO SPECIALE ELEZIONE MINISTRO GENERALE FRANCESCANI


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2009 (VIS). Oggi è stato resa pubblica una Lettera Pontificia redatta in latino e datata 16 marzo, con la quale il Papa nomina il Cardinale José Saraiva Martins, C.M.F., Prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi, suo Inviato Speciale a presiedere l'elezione del nuovo Ministro Generale dell'Ordine Francescano dei Frati Minori, che avrà luogo il 4 giugno ad Assisi (Italia).

La Missione che accompagnerà il Porporato è composta dal Padre Francesco Patton, O.F.M., Segretario del Capitolo Generale e dal Padre Bruno Ottavi, O.F.M., Ministro provinciale della Provincia Serafica di Assisi.
BXVI-LETTERA/INVIATO SPECIALE/ASSISI:SARAIVA VIS 20090518 (110)

IMPRESSIONI DEL PAPA VIAGGIO IN TERRA SANTA


CITTA' DEL VATICANO, 16 MAG. 2009 (VIS). Riportiamo le parole pronunciate dal Santo Padre a bordo dell'aereo che lo riportava a Roma, nel corso di un breve incontro con i giornalisti, a conclusione del suo pellegrinaggio in Terra Santa (8 - 15 maggio).

"Cari amici, grazie per il vostro lavoro. Immagino quanto sia stato difficile, circondato com'era da tanti problemi, tanti trasferimenti, ecc., e vorrei ringraziarvi perché avete accettato tutte queste difficoltà per informare il mondo su questo pellegrinaggio, invitando così anche altri al pellegrinaggio in questi luoghi santi".

"Ho già fatto un breve riassunto di questo viaggio nel discorso all'aeroporto, non vorrei aggiungere molto. Potrei citare tanti, molti dettagli: la commovente discesa nel punto più profondo della terra, al Giordano, che per noi è anche un simbolo della discesa di Dio, della discesa di Cristo nei punti più profondi dell'esistenza umana".

"Il Cenacolo, dove il Signore ci ha donato l'Eucaristia, dove c'è stata la Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo; poi il Santo Sepolcro, e tante altre impressioni, ma mi sembra che non sia il momento di soffermarcisi".

"Forse, tuttavia, qualche breve accenno potrei farlo. Tre sono le impressioni fondamentali: la prima è che ho trovato dappertutto, in tutti gli ambienti, musulmani, cristiani, ebrei, una decisa disponibilità al dialogo interreligioso, all'incontro, alla collaborazione tra le religioni. Ed è importante che tutti vedano questo, non solo come un'azione - diciamo - ispirata a motivi politici nella situazione data, ma come frutto dello stesso nucleo della fede, perché credere in un unico Dio che ha creato tutti noi, Padre di tutti noi, credere in questo Dio che ha creato l'umanità come una famiglia, credere che Dio è amore e vuole che l'amore sia la forza dominante nel mondo, implica questo incontro, questa necessità dell'incontro, del dialogo, della collaborazione come esigenza della fede stessa".

"Secondo punto: ho trovato anche un clima ecumenico molto incoraggiante. Abbiamo avuto tanti incontri con il mondo ortodosso con grande cordialità; ho potuto anche parlare con un rappresentante della Chiesa anglicana e due rappresentanti luterani, e si vede che proprio questo clima della Terra Santa incoraggia anche l'ecumenismo".

"E terzo punto: ci sono grandissime difficoltà - lo sappiamo, lo abbiamo visto e sentito. Ma ho anche visto che c'è un profondo desiderio di pace da parte di tutti. Le difficoltà sono più visibili e non dobbiamo nasconderle: ci sono, devono essere chiarite. Ma non è così visibile il desiderio comune della pace, della fraternità, e mi sembra dobbiamo parlare anche di questo, incoraggiare tutti in questa volontà per trovare le soluzioni certamente non facili a queste difficoltà".

"Sono venuto come pellegrino di pace. Il pellegrinaggio è un elemento essenziale di molte religioni. Lo è anche dell'islam, della religione ebraica, del cristianesimo. È anche l'immagine della nostra esistenza, che è un camminare in avanti, verso Dio e così verso la comunione dell'umanità".

"Sono venuto come pellegrino e spero che molti seguano queste tracce e così incoraggino l'unità dei popoli di questa Terra Santa e diventino a loro volta messaggeri di pace. Grazie!".
OP/INCONTRO PAPA:GIORNALISTI/... VIS 20090518 (520)

venerdì 15 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Consultori della Congregazione per le Chiese Orientali, Sua Eccellenza Monsignor Cristo Proykov, Esarca Apostolico di Sofia per i cattolici di rito bizantino-slavo residenti in Bulgaria e Presidente della Conferenza Episcopale di Bulgaria, e il Reverendo Arciprete Mitrato Vasyl Hovera, Delegato del suddetto Dicastero per i greco-cattolici in Asia Orientale.
NA/../... VIS 20090515 (70)

CONGEDO DALLA TERRA SANTA E APPELLO DEL PAPA PER LA PACE


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2009 (VIS). Alle 13:30 ora locale, il Santo Padre è arrivato all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dove lo attendevano il Presidente dello Stato di Israele, Signor Shimon Peres e il Primo Ministro, Signor Benjamin Netanyahu.

Nel suo discorso di congedo dalla Terra Santa il Papa ha rievocato le sue "fruttuose discussioni con le autorità civili in Israele e nei Territori Palestinesi, e di essere "stato testimone del grande impegno profuso da ambedue i governi per garantire il benessere delle popolazioni".

Rievocando gli incontri con i rappresentanti della Chiesa cattolica e con le diverse Chiese cristiane e comunità ecclesiali, e con i leader di altre religioni, il Santo Padre ha sottolineato che: "Questa terra è un terreno fertile per l'ecumenismo e il dialogo interreligioso, e prego affinché la ricca varietà di testimonianza religiosa nella regione porti frutti nella crescente comprensione e rispetto reciproci".

Successivamente Benedetto XVI, nel ricordare che il giorno del suo arrivo in Terra Santa ha piantato un olivo nel giardino della residenza del Presidente dello Stato di Israele, Shimon Peres, ha detto: "L'ulivo è un immagine usata da San Paolo per descrivere gli stretti rapporti esistenti tra cristiani ed ebrei. Paolo descrive nella Lettera ai Romani come la Chiesa dei Gentili sia come un virgulto di olivo selvatico innestato in un albero di olivo coltivato che è il Popolo dell'Alleanza. Siamo nutriti dalle stesse radici spirituali. Ci incontriamo come fratelli, fratelli che alle volte nella nostra storia, hanno avuto rapporti tesi, ma ora sono fermamente impegnati a costruire ponti di amicizia duratura".

Benedetto XVI ha definito la sua visita al Memoriale di "Yad Vashem", che custodisce la memoria delle vittime dell'Olocausto "uno dei momenti più solenni" del suo soggiorno in Israele, ed ha affermato che l'incontro con alcuni sopravvissuti della Shoah ha richiamato alla memoria la visita di tre anni orsono "al campo di sterminio di Auschwitz, dove innumerevoli ebrei (...) furono brutalmente sterminati da un regime ateo che propagandava l'ideologia dell'antisemitismo e dell'odio. Quel terribile capitolo della storia non deve essere mai dimenticato e negato. Al contrario, quelle oscure memorie devono rafforzare la nostra determinazione a riavvicinarci gli uni agli altri come rami dello stesso albero di ulivo, nutriti dalle stesse radici ed uniti in un amore fraterno".

"Signor Presidente, (...) mi permetta di ricordare che sono venuto qui come amico degli Israeliani, così come sono amico del popolo Palestinese" - ha precisato il Papa - "Gli amici godono la reciproca compagnia, e trovano profondamente doloroso vedere l'altro soffrire. Nessun amico degli Israeliani e dei Palestinesi può fare a meno di rattristarsi nel notare la continua tensione fra i due popoli. Nessun amico può far a meno di piangere per la sofferenza e la perdita di vite che Palestinesi ed Israeliani hanno subito negli ultimi sei decenni".

"Mai più spargimento di sangue! Mai più combattimenti! Mai più terrorismo! Mai più guerre!" è stato l'appello lanciato dal Santo Padre alle popolazioni della Terra Santa -. "Al contrario, facciamo in modo di spezzare il circolo vizioso della violenza".

"Facciamo in modo che vi sia una pace durevole basata sulla giustizia, che vi sia autentica riconciliazione e risanamento sociale!" - ha esclamato il Papa - "Venga universalmente riconosciuto che lo Stato di Israele ha il diritto di esistere e di godere pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti. Sia ugualmente riconosciuto che il popolo Palestinese ha il diritto ad una patria indipendente e sovrana, a vivere con dignità e a viaggiare liberamente. Fate in modo che la soluzione dei due-stati divenga realtà, non rimanga un sogno. Facciamo in modo che la pace si diffonda da questa terra, che essa sia 'luce delle nazioni', così da portare speranza alle molte altre regioni che sono colpite da conflitti".

"Una delle cose più tristi che ho visto nel corso della mia visita in queste terre" - ha detto il Papa - "è stato il muro. Nel passarvi davanti, ho pregato per un futuro nel quale i popoli della Terra Santa vivano insieme in pace ed armonia senza il bisogno di tali strumenti di sicurezza e separazione, ma piuttosto nel rispetto e nella fiducia reciproca, e rinunciando a tutte le forme di violenza e aggressione".

"So quanto difficile sia conseguire questo obiettivo. So quanto difficile sia il suo compito e quello dell'Autorità Palestinese. Ma vi assicuro che le mie preghiere e le preghiere dei cattolici nel mondo sono con voi mentre continuate ad adoperarvi per costruire una pace giusta e duratura nella regione".

Al termine del discorso, il Santo Padre si è imbarcato sull'aereo, un B777 della El Al, per intraprendere il viaggio di ritorno a Roma.
PV-ISRAELE/CONGEDO/TEL AVIS VIS 20090515 (780)

VISITA PATRIARCATO ARMENO APOSTOLICO


CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2009 (VIS). Alle 11:00 di questa mattina il Santo Padre ha compiuto una visita alla Chiesa Patriarcale Armena Apostolica di Gerusalemme, dove è stato accolto dall'attuale Patriarca Sua Beatitudine Torkom Manoukian.

I fedeli del Patriarcato Armeno Apostolico di Terra Santa sono circa diecimila, presenti nei Territori Palestinesi (Cisgiordania e Gaza), Giordania e Israele.

"Considero una grande benedizione" - ha detto il Papa nel suo discorso - "l'essermi incontrato l'anno scorso con il Catholicos e Supremo Patriarca di tutti gli Armeni Karekin II e con il Catholicos di Cilicia Aram I. La loro visita alla Santa Sede, ed i momenti di preghiera che abbiamo condiviso, ci hanno rafforzati nell'amicizia ed hanno confermato il nostro impegno per la sacra causa della promozione dell'unità dei Cristiani".

"Desidero anche esprimere il mio apprezzamento per il deciso impegno della Chiesa Apostolica Armena a proseguire nel dialogo teologico fra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse Orientali. Questo dialogo, sostenuto dalla preghiera, ha fatto progressi nel superare il fardello di malintesi passati ed offre molte promesse per il futuro. Un particolare segno di speranza è il recente documento sulla natura e la missione della Chiesa preparato dalla Commissione Mista e presentato alle Chiese per essere studiato e valutato. Affidiamo insieme il lavoro della Commissione Mista ancora una volta allo Spirito di sapienza e verità, perché possa portare frutti abbondanti per la crescita dell'unità dei Cristiani e far progredire l'espansione del Vangelo fra gli uomini e le donne del nostro tempo".

"Prego affinché la vostra comunità possa costantemente trarre nuova vita da queste ricche tradizioni ed essere confermata nella fedele testimonianza a Gesù Cristo e alla potenza della sua risurrezione in questa Città Santa".

"Cari amici" - ha concluso il Pontefice - "a mia volta chiedo a voi di pregare con me affinché tutti i Cristiani della Terra Santa lavorino assieme con generosità e zelo annunciando il Vangelo della nostra riconciliazione in Cristo, e l'avvento del suo Regno di santità, di giustizia e di pace".

Al termine dell'incontro, Benedetto XVI è ritornato alla Delegazione Apostolica di Gerusalemme ed, infine, in elicottero ha raggiunto Tel Aviv per la cerimonia di congedo da Israele all'aeroporto Ben Gurion.
PV-ISRAELE/ARMENO APOSTOLICO/GERUSALEMME VIS 20090515 (370)

SANTO SEPOLCRO: LA TOMBA VUOTA CI PARLA DI SPERANZA



CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2009 (VIS). Questa mattina, alle 10:15 (ora locale), il Santo Padre ha compiuto una visita alla Basilica del Santo Sepolcro dove è stato accolto dai sei rappresentanti della tre entità, Chiesa Greco-Ortodossa, Custodia di Terra Santa, Chiesa Armena Apostolica. La Basilica è regolata dallo "Statu quo" e ne sono comproprietarie le tre comunità: latina (rappresentata dai frati minori), greco ortodossa e armeno ortodossa. I copti ortodossi, i siro-ortodossi e gli etiopici possono officiare nella Basilica.

Il Santo Sepolcro è, secondo la tradizione, il luogo della Crocifissione, della Sepoltura e della Risurrezione di Gesù. Era chiamato Golgota (teschio, in aramaico), probabilmente per la particolare configurazione tondeggiante del terreno. All'ingresso, nell'atrio, si trova la Pietra dell'Unzione, una lunga pietra levigata in calcare rosa. Affiancata da candelieri e sovrastata da otto lampade, costituisce la XIII Stazione della Via Crucis; secondo la tradizione, indica il luogo dove Gesù, deposto dalla Croce, venne cosparso di unguenti. All'interno del santuario, nel centro della Rotonda, si trova il Santo Sepolcro, XIV Stazione, all'interno di un'edicola di forma rettangolare.

La facciata è carica di lampade pendenti con globi argentei. Sopra la porta sono appesi tre quadri della Risurrezione, rispettivamente dei latini, dei greci e degli armeni. La porticina di legno resta sempre aperta, ad eccezione del momento in cui il celebrante armeno o greco deve, nelle ore assegnate, restare solo secondo le prescrizioni liturgiche. All'interno dell'edicola, si trova un piccolo vestibolo chiamato Cappella dell'Angelo (Annuncio della Risurrezione alle Pie Donne). Attraverso una porta si trova la stanza mortuaria ossia il Santo Sepolcro, un banco di marmo ricopre la roccia originale sulla quale fu deposto il corpo di Cristo.

Nel 1971 sono iniziati i lavori di restauro a cura delle tre comunità comproprietarie e nel 1994, il Custode di Terra Santa, il Patriarca Greco Ortodosso di Gerusalemme e il Patriarca Armeno Apostolico di Gerusalemme hanno firmato uno storico accordo relativo al progetto congiunto per il restauro e la decorazione della cupola dell'Anàstasi. I lavori furono completati nel 1997.

Benedetto XVI si è raccolto in preghiera silenziosa alla Pietra dell'Unzione e alla tomba vuota della Risurrezione e, dopo i saluti del Custode di Terra Santa, Padre Pierbattista Pizzaballa e del Patriarca Latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine Fouad Twal, ha tenuto un breve discorso.

"Qui Cristo morì e risuscitò, per non morire mai più" - ha detto il Papa - "Qui la storia dell'umanità fu definitivamente cambiata. Il lungo dominio del peccato e della morte venne distrutto dal trionfo dell'obbedienza e della vita; il legno della croce svela la verità circa il bene e il male; il giudizio di Dio fu pronunciato su questo mondo e la grazia dello Spirito Santo venne riversata sull'umanità intera. Qui Cristo, il nuovo Adamo, ci ha insegnato che mai il male ha l'ultima parola, che l'amore è più forte della morte, che il nostro futuro e quello dell'umanità sta nelle mani di un Dio provvido e fedele".

"La tomba vuota ci parla di speranza, quella stessa che non ci delude, poiché è dono dello Spirito della vita (cfr Rm 5,5). Questo è il messaggio che oggi desidero lasciarvi, a conclusione del mio pellegrinaggio nella Terra Santa. Possa la speranza levarsi sempre di nuovo, per la grazia di Dio, nel cuore di ogni persona che vive in queste terre!. Possa radicarsi nei vostri cuori, rimanere nelle vostre famiglie e comunità ed ispirare in ciascuno di voi una testimonianza sempre più fedele al Principe della Pace".

"La Chiesa in Terra Santa, che ben spesso ha sperimentato l'oscuro mistero del Golgota" - ha affermato il Pontefice - "non deve mai cessare di essere un intrepido araldo del luminoso messaggio di speranza che questa tomba vuota proclama. Il Vangelo ci dice che Dio può far nuove tutte le cose, che la storia non necessariamente si ripete, che le memorie possono essere purificate, che gli amari frutti della recriminazione e dell'ostilità possono essere superati, e che un futuro di giustizia, di pace, di prosperità e di collaborazione può sorgere per ogni uomo e donna, per l'intera famiglia umana, ed in maniera speciale per il popolo che vive in questa terra, così cara al cuore del Salvatore".

"Quest'antica chiesa dell''Anastasis' reca una sua muta testimonianza sia al peso del nostro passato, con tutte le sue mancanze, incomprensioni e conflitti, sia alla promessa gloriosa che continua ad irradiare dalla tomba vuota di Cristo. (...) Anche ora la grazia della risurrezione è all'opera in noi! Possa la contemplazione di questo mistero spronare i nostri sforzi, sia come individui che come membri della comunità ecclesiale, a crescere nella vita dello Spirito mediante la conversione, la penitenza e la preghiera. Possa inoltre aiutarci a superare, con la potenza di quello stesso Spirito, ogni conflitto e tensione nati dalla carne e rimuovere ogni ostacolo, sia dentro che fuori, che si frappone alla nostra comune testimonianza a Cristo ed al potere del suo amore che riconcilia".

"Con tali parole di incoraggiamento, cari amici" - ha detto infine il Santo Padre - "concludo il mio pellegrinaggio ai luoghi santi della nostra redenzione e rinascita in Cristo. Prego che la Chiesa in Terra Santa tragga sempre maggiore forza dalla contemplazione della tomba vuota del Redentore. In quella tomba essa è chiamata a seppellire tutte le sue ansie e paure, per risorgere nuovamente ogni giorno e continuare il suo viaggio per le vie di Gerusalemme, della Galilea ed oltre, proclamando il trionfo del perdono di Cristo e la promessa di una vita nuova".

Al termine del discorso il Papa si è recato alla Cappella delle Apparizioni per una breve adorazione del Santissimo e poi è salito al Golgota per raccogliersi in preghiera sul luogo del Calvario. Successivamente in automobile ha raggiunto il Patriarcato Armenio Apostolico di Gerusalemme.
PV-ISRAELE/SANTO SEPOLCRO/GERUSALEMME VIS 20090515 (960)

RADDOPPIARE NOSTRO IMPEGNO PER PERFEZIONARE COMUNIONE



CITTA' DEL VATICANO, 15 MAG. 2009 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, dopo la celebrazione della Santa Messa in privato nella Cappella della Delegazione Apostolica a Gerusalemme, il Santo Padre si è recato al Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme per partecipare ad un Incontro Ecumenico.

Il Papa è stato accolto da Sua Beatitudine Teofilo III, Patriarca Greco Ortodosso di Gerusalemme, Patriarca della Città Santa di Gerusalemme e di tutta la Palestina.

Nel suo discorso ai rappresentanti delle comunità cristiane in Terra Santa, Benedetto XVI ha auspicato che "il nostro odierno incontro possa imprimere nuovo slancio ai lavori della Commissione Internazionale Congiunta per il Dialogo Teologico tra la Chiesa Cattolica e le Chiese Ortodosse, aggiungendosi ai recenti frutti di documenti di studio e di altre iniziative congiunte".

"Nello stendere le braccia sulla croce, Gesù ha rivelato la pienezza del suo desiderio di attirare ogni persona a sé, raccogliendoli tutti insieme in unità" - ha sottolineato il Pontefice - "Alitando il suo Spirito su di noi, ha rivelato il suo potere di renderci capaci di partecipare alla sua missione di riconciliazione. In quell'alito, mediante la redenzione che unisce, sta la nostra missione! Non meraviglia, perciò, che sia precisamente in presenza del nostro ardente desiderio di portare Cristo agli altri, di render noto il suo messaggio di riconciliazione, che noi sperimentiamo la vergogna della nostra divisione".

"Tuttavia" - ha proseguito il Papa - "inviati nel mondo, resi saldi dalla forza unificante dello Spirito Santo (....) noi dobbiamo trovare la forza di raddoppiare il nostro impegno per perfezionare la nostra comunione, per renderla completa, per recare comune testimonianza all'amore del Padre, che invia il Figlio affinché il mondo conosca il suo amore per noi".

"È perciò imperativo" - ha ribadito il Pontefice - "che i Capi cristiani e le loro comunità rechino una testimonianza vigorosa a quanto proclama la nostra fede: la Parola eterna, che entrò nello spazio e nel tempo in questa terra, Gesù di Nazareth, che camminò su queste strade, chiama mediante le sue parole e i suoi atti persone di ogni età alla sua vita di verità e d'amore".

"Mi sembra che il servizio più grande che i Cristiani di Gerusalemme possano offrire ai propri concittadini sia di allevare ed educare una nuova generazione di Cristiani ben formati ed impegnati, solleciti nel desiderio di contribuire generosamente alla vita religiosa e civile di questa città unica e santa. La priorità fondamentale di ogni leader cristiano è di nutrire la fede degli individui e delle famiglie affidati alle sue premure pastorali. Questa comune preoccupazione pastorale farà sì che i vostri incontri regolari siano contrassegnati dalla sapienza e dalla carità fraterna necessarie per sostenervi l'un l'altro e per affrontare tanto le gioie quanto le difficoltà particolari che segnano la vita della vostra gente".

"Prego perché si comprenda che le aspirazioni dei Cristiani di Gerusalemme sono in sintonia con le aspirazioni di tutti i suoi abitanti, qualunque sia la loro religione: una vita contrassegnata da libertà religiosa e da coesistenza pacifica, e - in particolare per le giovani generazioni - il libero accesso all'educazione e all'impiego, la prospettiva di una conveniente ospitalità e residenza familiare e la possibilità di trarre vantaggio da una situazione di stabilità economica e di contribuirvi".

Concluso l'incontro, il Papa si è recato alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.
PV-ISRAELE/INCONTRO ECUMENICO/GERUSALEMME VIS 20090515 (550)

INCARNAZIONE: APRIAMO INTELLIGENZA ILLIMITATO POTERE DIO


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2009 (VIS). Alle 17:30 (ora locale), il Santo Padre ha presieduto nella Grotta dell'Annunciazione nel Santuario di Nazareth, la Celebrazione dei Vespri con i Vescovi, i Sacerdoti, i Religiosi e le Religiose, i Movimenti ecclesiali e gli operatori pastorali della Galilea. Papa Benedetto ha ricevuto il saluto di S.E. Monsignor Paul Nabil El Sayyah, Arcivescovo di Haifa e di Terra Santa per i Maroniti, incaricato della Pastorale della famiglia.

Il Santo Padre ha ringraziato per la loro presenza i fedeli maroniti, del Patriarcato Latino ed i membri della comunità Greco-Melkita ed ha reso lode ai Frati della Custodia di Terra Santa per la cura dimostrata nel provvedere ai Luoghi Santi.

"Ciò che accadde qui a Nazareth, lontano dagli sguardi del mondo" - ha detto il Papa nel suo discorso - "è stato un atto singolare di Dio, un potente intervento nella storia attraverso il quale un bambino fu concepito per portare la salvezza al mondo intero. Il prodigio dell'Incarnazione continua a sfidarci ad aprire la nostra intelligenza alle illimitate possibilità del potere trasformante di Dio, del suo amore per noi, del suo desiderio di essere in comunione con noi".

"Lo Spirito che 'discese su Maria'" - ha spiegato il Santo Padre è lo stesso Spirito che si librò sulle acque all'alba della Creazione. Questo ci ricorda che l'Incarnazione è stata un nuovo atto creativo. (...) Il racconto dell'Annunciazione illustra la straordinaria gentilezza di Dio. Egli non impone se stesso, non predetermina semplicemente la parte che Maria avrà nel suo piano per la nostra salvezza, egli cerca innanzitutto il suo assenso. Nella Creazione iniziale ovviamente non era questione che Dio chiedesse il consenso delle sue creature, ma in questa nuova Creazione egli lo chiede. Maria sta al posto di tutta l'umanità. Lei parla per tutti noi quando risponde all'invito dell'angelo".

"Il riflettere su questo gioioso mistero ci dà speranza" - ha affermato il Papa - "la sicura speranza che Dio continuerà a condurre la nostra storia, ad agire con potere creativo per realizzare gli obiettivi che al calcolo umano sembrano impossibili. (...) Ci invita (...) ad accogliere la Parola di Dio nei nostri cuori, rendendoci capaci di rispondere a Lui con amore ed andare con amore l'uno verso l'altro".

"Nello Stato di Israele e nei Territori Palestinesi i Cristiani formano una minoranza della popolazione. Forse a volte vi sembra che la vostra voce conti poco. Molti dei vostri amici cristiani sono emigrati, nella speranza di trovare altrove maggiore sicurezza e migliori prospettive. La vostra situazione richiama alla mente quella della giovane vergine Maria, che condusse una vita nascosta a Nazareth, con ben poco per il suo quotidiano quanto a ricchezza e ad influenza mondana".

"Per citare le parole di Maria nel suo grande inno di lode, il 'Magnificat'" - ha ricordato il Papa - "Dio ha guardato alla sua serva nella sua umiltà, ha ricolmato di beni l'affamato" ed ha esclamato: "Abbiate il coraggio di essere fedeli a Cristo e di rimanere qui nella terra che Egli ha santificato con la sua stessa presenza! Come Maria, voi avete un ruolo da svolgere nel piano divino della salvezza, portando Cristo nel mondo, rendendo a Lui testimonianza e diffondendo il suo messaggio di pace e di unità. Per questo, è essenziale che siate uniti fra voi, così che la Chiesa nella Terra Santa possa essere chiaramente riconosciuta come 'un segno ed uno strumento di comunione con Dio e di unità di tutto il genere umano'".

"La vostra unità nella fede, nella speranza e nell'amore è un frutto dello Spirito Santo che dimora in voi e vi rende capaci di essere strumenti efficaci della pace di Dio, aiutandovi a costruire una genuina riconciliazione tra i diversi popoli che riconoscono Abramo come loro padre nella fede".

Al termine della Celebrazione, il Papa è ritornato in elicottero alla Delegazione Apostolica di Gerusalemme per la cena in privato e il pernottamento.
PV-ISRAELE/VESPRI/NAZARETH VIS 20090515 (660)

CONFORMARE NOSTRE SCELTE LEGGI DEL CREATORE


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2009 (VIS). Dopo l'incontro con il Primo Ministro di Israele, Signor Beniamin Netanyahu nel Convento dei Francescani di Nazareth, alle 16:20 il Papa ha raggiunto l'Auditorium del Santuario dell'Annunciazione, per un incontro con i Capi religiosi della Galilea.

L'incontro si è aperto con il saluto del Vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario del Patriarca Latino di Gerusalemme per Israele. Successivamente il Santo Padre ha salutato i leader della comunità presenti, comprendenti Cristiani, Musulmani, Giudei, Drusi ed altre persone religiose.

"La convinzione che il mondo è un dono di Dio" - ha ribadito il Santo Padre - "e che Dio è entrato nelle svolte e nei tornanti della storia umana, è la prospettiva dalla quale i Cristiani vedono che la creazione ha una ragione ed uno scopo. Lungi dall'essere il risultato di un fato cieco, il mondo è stato voluto da Dio e rivela il suo splendore glorioso. Al cuore di ogni tradizione religiosa c'è la convinzione che la pace stessa è un dono di Dio, anche se non può essere raggiunta senza lo sforzo umano".

"Non possiamo fare con il mondo tutto quello che ci piace" - ha proseguito il Pontefice - "anzi, siamo chiamati a conformare le nostre scelte alle complesse e tuttavia percettibili leggi scritte dal Creatore nell'universo e a modellare le nostre azioni secondo la bontà divina che pervade il regno del creato".

"Le nostre diverse tradizioni religiose hanno in sé potenzialità notevoli in ordine alla promozione di una cultura della pace, specialmente attraverso l'insegnamento e la predicazione dei valori spirituali più profondi della nostra comune umanità. Plasmando i cuori dei giovani, noi plasmiamo il futuro della stessa umanità. I Cristiani volentieri si uniscono ad Ebrei, Musulmani, Drusi e persone di altre religioni nel desiderio di salvaguardare i bambini dal fanatismo e dalla violenza, mentre li preparano ad essere costruttori di un mondo migliore".

"Miei cari Amici" - ha detto il Papa ai leader religiosi - "so che voi accogliete gioiosamente e con il saluto della pace i molti pellegrini che giungono in Galilea" e li ha esortati con queste parole: "Vi incoraggio a continuare ad esercitare il vicendevole rispetto, mentre vi adoperate ad alleviare le tensioni concernenti i luoghi di culto, garantendo così un ambiente sereno per la preghiera e la meditazione, qui e in tutta la Galilea".

"Rappresentando diverse tradizioni religiose, condividete il comune desiderio di contribuire al miglioramento della società e di testimoniare così i valori religiosi e spirituali che aiutano a corroborare la vita pubblica. Vi assicuro" - ha concluso il Pontefice - "che la Chiesa Cattolica è impegnata a partecipare a questa nobile impresa".

Infine un Rappresentante ebraico ha invitato i presenti alla cerimonia ad unirsi a lui in un canto di invocazione a Dio per la pace. Il Papa e gli altri leader religiosi presenti sul palco si sono alzati in piedi e si sono uniti al canto tenendosi per mano.

Al termine dell'incontro il Santo Padre si è recato alla Grotta dell'Annunciazione nella Basilica Inferiore del Santuario di Nazareth.

La chiesa francescana del 1730 incorporava la grotta-casa della Sacra Famiglia in una cripta sotto l'Altare maggiore; eretta in parrocchia, fu ampliata nel 1877 e successivamente demolita nel 1959 per costruire la nuova chiesa. L'attuale Basilica fu visitata da Paolo VI prima della sua dedicazione nel 1969. La facciata principale porta in alto la statua di Cristo Redentore; sotto vi è la scena dell'Annunciazione, i quattro Evangelisti. La facciata sud è dedicata a Maria adolescente. L'interno presenta due chiese sovrapposte con un'apertura centrale dalla quale si vede la grotta-casa della Sacra Famiglia: l'inferiore custodisce la grotta e l'altare francescano del '600 con la scritta: "Verbum caro hic factum est"; la chiesa superiore è dedicata all'esaltazione della Vergine, Madre di Dio fatto uomo. Sulle pareti vari quadri illustrano la devozione mariana nei principali santuari del mondo. La cupola è alta 55 metri. Il pavimento che collega le due chiese è un tappeto di marmo policromo che riassume in otto quadri intarsiati il Magistero della Chiesa su Maria: Madre di Dio, Assunzione in Cielo, Verginità, Immacolata Concezione, Mediazione Universale, Santità Perfetta, Dignità Regale, Maternità Spirituale.
PV-ISRAELE/INCONTRO CAPI RELIGIOSI/NAZARETH VIS 20090515 (640)

giovedì 14 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI



CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Harold Anthony Perera, Vescovo di Kurunegala (superficie: 4.763; popolazione: 1.508.851; cattolici: 51.952; sacerdoti: 46; religiosi: 63), Sri Lanka.. Il Vescovo Perera, finora Vescovo di Galle (Sri Lanka), succede al Vescovo Anthony Leopold Ramond Peiris, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, Arcivescovo di Bangkok (superficie: 18.831; popolazione: 12.860.320; cattolici: 110.694; sacerdoti: 219; religiosi: 722), Tailandia. Finora Vescovo di Nakhon Sawan (Tailandia), succede al Cardinale Michael Michai Kitbunchu, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../... VIS 20'090514 (130)

FAMIGLIA FONDAMENTALE EDIFICAZIONE CIVILTÀ DELL'AMORE


CITTA' DEL VATICANO, 14 MAG. 2009 (VIS). Alle 8:30 di questa mattina, il Santo Padre è partito in elicottero alla volta di Nazareth, luogo dell'Annunciazione e della Sacra Famiglia, a 110 chilometri da Gerusalemme. Giunto all'eliporto di Nazareth il Papa si è recato in autovettura al Monte del Precipizio per la celebrazione della Santa Messa che conclude l'Anno della Famiglia indetto dalla Chiesa Cattolica in Terra Santa.

Ad accogliere il Pontefice al Monte del Precipizio erano il Sindaco di Nazareth e di Nazareth Illit (alta), il Vicario Patriarcale Latino per Israele, Vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo e S.E. Monsignor Paul Nabil Sayyah, Arcivescovo di Haifa e di Terra Santa per i Maroniti. Il Papa a bordo della papamobile ha salutato i fedeli che gremivano l'anfiteatro naturale scelto per la celebrazione, nei pressi del Boschetto Giovanni XXIII e dopo il saluto dell'Arcivescovo Elias Chacour, Ordinario Greco-Melkita per la Galilea, ha presieduto la Santa Messa, presente anche il Presidente dello Stato di Israele, Shimon Peres.

"Qui, sull'esempio di Maria, di Giuseppe e di Gesù" - ha detto il Papa nell'omelia - possiamo giungere ad apprezzare ancor di più la santità della famiglia, che, nel piano di Dio, si basa sulla fedeltà per la vita intera di un uomo e di una donna, consacrata dal patto coniugale ed aperta al dono di Dio di nuove vite".

"Quanto hanno bisogno gli uomini e le donne del nostro tempo" - ha esclamato il Pontefice - "di riappropriarsi di questa verità fondamentale, che è alla base della società, e quanto importante è la testimonianza di coppie sposate in ordine alla formazione di coscienze mature e alla costruzione della civiltà dell'amore!".

"Nella famiglia" - ha proseguito il Pontefice - "ogni persona, sia che si tratti del bambino più piccolo o del genitore più anziano, viene considerata per ciò che è in se stessa e non semplicemente come un mezzo per altri fini. Qui iniziamo a vedere qualcosa del ruolo essenziale della famiglia come primo mattone di costruzione di una società ben ordinata e accogliente. Possiamo inoltre giungere ad apprezzare, all'interno della società più ampia, il ruolo dello Stato chiamato a sostenere le famiglie nella loro missione educatrice, a proteggere l'istituto della famiglia e i suoi diritti nativi, come pure a far sì che tutte le famiglie possano vivere e fiorire in condizioni di dignità".

"Mentre riflettiamo su tali realtà in questa che è la città dell'Annunciazione, il nostro pensiero si volge naturalmente a Maria, 'piena di grazia'" - ha detto ancora il Papa - "la Madre della Santa Famiglia e nostra Madre. Nazareth ci ricorda il dovere di riconoscere e rispettare dignità e missione concesse da Dio alle donne, come pure i loro particolari carismi e talenti. Sia come madri di famiglia, come una vitale presenza nella forza lavoro e nelle istituzioni della società, sia nella particolare chiamata a seguire il Signore mediante i consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, le donne hanno un ruolo indispensabile nel creare quella 'ecologia umana' di cui il mondo, e anche questa terra, hanno così urgente bisogno: un ambiente in cui i bambini imparino ad amare e ad apprezzare gli altri, ad essere onesti e rispettosi verso tutti, a praticare le virtù della misericordia e del perdono".

"Qui pensiamo pure a san Giuseppe, l'uomo giusto che Dio pose a capo della sua casa. Dall'esempio forte e paterno di Giuseppe, Gesù imparò le virtù della pietà virile, della fedeltà alla parola data, dell'integrità e del duro lavoro. Nel falegname di Nazareth poté vedere come l'autorità posta al servizio dell'amore sia infinitamente più feconda del potere che cerca di dominare. Quanto bisogno ha il nostro mondo dell'esempio, della guida e della calma forza di uomini come Giuseppe!".

"Qui vorrei lasciare un pensiero particolare ai giovani presenti" - ha detto ancora il Santo Padre ai giovani esortandoli ad aiutare i genitori "a scoprire più pienamente l'amore che dà alla nostra vita il senso più completo. Nella Sacra Famiglia di Nazareth fu Gesù ad insegnare a Maria e Giuseppe qualcosa della grandezza dell'amore di Dio, suo celeste Padre, la sorgente ultima di ogni amore, il Padre da cui ogni paternità in cielo e in terra prende nome".

"Cari amici, (...) rinnoviamo qui il nostro impegno ad essere lievito di rispetto e di amore nel mondo che ci attornia. Questo Monte del Precipizio ci ricorda (...) che il messaggio del Signore fu talvolta sorgente di contraddizione e di conflitto con i propri ascoltatori. Purtroppo, come il mondo sa, Nazareth ha sperimentato tensioni negli anni recenti che hanno danneggiato i rapporti fra le comunità cristiana e musulmana. Invito le persone di buona volontà di entrambe le comunità a riparare il danno che è stato fatto, e in fedeltà al comune credo in un unico Dio, Padre dell'umana famiglia, ad operare per edificare ponti e trovare modi per una pacifica coesistenza. Ognuno respinga il potere distruttivo dell'odio e del pregiudizio, che uccidono l'anima umana prima ancora che il corpo!".

"Permettetemi di concludere" - ha detto infine Benedetto XVI - "con una parola di gratitudine e di lode per quanti si adoperano per portare l'amore di Dio ai bambini di questa città e per educare le generazioni future nelle vie della pace. Penso in modo speciale agli sforzi delle Chiese locali, particolarmente nelle loro scuole e nelle istituzioni caritative, per abbattere i muri e per essere fertile terreno d'incontro, di dialogo, di riconciliazione e di solidarietà".

"Incoraggio i sacerdoti, i religiosi, i catechisti e gli insegnanti che sono impegnati, insieme con i genitori e quanti si dedicano al bene dei nostri ragazzi, a perseverare nel dare testimonianza al Vangelo, ad aver fiducia nel trionfo del bene e della verità e a confidare che Dio farà crescere ogni iniziativa destinata a diffondere il suo Regno di santità, solidarietà, giustizia e pace".

Al termine della Celebrazione, il Santo Padre ha benedetto la Prime pietre per il Centro Internazionale della Famiglia, il Parco Memoriale Giovanni Paolo II e la University of Pope Benedict XVI.

Infine il Papa si è diretto al Convento dei Francescani di Nazareth per il pranzo con gli Ordinari locali, la Comunità dei Francescani e il Seguito papale. Dopo il pranzo il Santo Padre ha avuto un incontro con il Primo Ministro di Israele Signor Beniamin Netanyahu in una sala del Convento. Successivamente si recherà alla Basilica dell'Annunciazione di Nazareth.
PV-ISRAELE/MESSA/MONTE PRECIPIZIO:NAZARETH/ VIS 20090514 (1050)

CHE VOI FINALMENTE POSSIATE GODERE PACE LIBERTÀ STABILITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2009 (VIS). Alle 18:00 di questo pomeriggio, il Santo Padre Benedetto XVI ha reso una visita di cortesia al Presidente dell'Autorità Palestinese, Signor Mahmoud Abbas, nel Palazzo Presidenziale di Betlemme dove ha incontrato anche alcune comunità palestinesi di Gaza e della Cisgiordania.

"Vi ringrazio per la grande gentilezza" - ha detto il Papa - "che mi avete dimostrato in questo giorno che ho trascorso in vostra compagnia qui nei Territori Palestinesi" e, esprimendo al Presidente Abbas la sua gratitudine per la sua ospitalità, il Papa ha sottolineato che la giornata trascorsa nei Territori Palestinesi: "E' stato davvero uno dei giorni più memorabili", durante il quale "ho avuto la gioia di celebrare la Messa con una grande moltitudine di fedeli nel luogo dove nacque Gesù Cristo".

Ricordando il muro che introduce nei territori, che circondando il vicino campo nasconde molta parte di Betlemme, Benedetto XVI ha detto: "Anche se i muri possono essere facilmente costruiti, noi tutti sappiamo che non durano per sempre. Essi possono essere abbattuti. Innanzitutto però è necessario rimuovere i muri che noi costruiamo attorno ai nostri cuori, le barriere che innalziamo contro il nostro prossimo".

"Ecco perché, nelle mie conclusive parole, voglio fare un rinnovato appello all'apertura e alla generosità di spirito, perché sia posta fine all'intolleranza ed all'esclusione. Non importa quanto intrattabile e profondamente radicato possa apparire un conflitto, ci sono sempre dei motivi per sperare che esso possa essere risolto, che gli sforzi pazienti e perseveranti di quelli che operano per la pace e la riconciliazione, alla fine portino frutto. Il mio vivo augurio per voi, popolo della Palestina, è che ciò accada presto, e che voi finalmente possiate godere la pace, la libertà e la stabilità che vi sono mancate per così tanto tempo".

"Vi assicuro che coglierò ogni opportunità" - ha ribadito infine il Papa - "per esortare coloro che sono coinvolti nei negoziati di pace a lavorare per una soluzione giusta che rispetti le legittime aspirazioni di entrambi, Israeliani e Palestinesi. Come importante passo in questa direzione, la Santa Sede" - ha annunciato - "desidera stabilire presto, in accordo con l'Autorità Palestinese, la Commissione Bilaterale di Lavoro Permanente che è stata delineata nell'Accordo di base, firmato in Vaticano il 15 febbraio 2000".
PV-TERRITORI PAL0ESTINESI/CONGEDO/BETLEMME VIS 20090514 (450)

CESSINO OSTILITÀ CHE HANNO CAUSATO EREZIONE MURO


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha percorso in "papamobile" i due chilometri che separano il "Caritas Bay Hospital" dal Campo Profughi di Aida a Betlemme, dove era ad accoglierlo il Responsabile del Campo.

Il Campo Profughi di Aida è uno dei campi profughi nei Territori Palestinesi che ospitano in totale 1.300.000 sfollati palestinesi giunti in due ondate principali: nel 1948, alla nascita dello Stato di Israele, e poi nel 1967, dopo la "Guerra dei Sei Giorni". Nel campo a nord di Betlemme, esempio di convivenza tra musulmani e cristiani, risiedono circa cinquemila persone tra cui alcune famiglie cristiane. Nei Territori Palestinesi, vivono, secondo le varie stime, tra 3 e 4 milioni di persone. Secondo i dati dell'UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East), l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Profughi di Palestina in Medio Oriente, i profughi erano nel 2008 circa 4.600.000. In Giordania 1.700.000, di cui 329.000 in 10 campi; in Cisgiordania 500.000 in 19 campi; nella Striscia di Gaza, 1 milione in 8 campi su una popolazione totale di 1.500.000 abitanti; in Libano 409.000 in 12 campi, e in Siria 120.000 in 9 campi.

All'arrivo il Papa ha detto: "La mia visita al Campo Profughi di Aida questo pomeriggio mi offre la gradita opportunità di esprimere la mia solidarietà a tutti i Palestinesi senza casa, che anelano di poter tornare ai luoghi natii, o di vivere permanentemente in una patria propria. (...) A tutti gli ufficiali della 'United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East' che si prendono cura dei profughi, manifesto l'apprezzamento che provano innumerevoli uomini e donne di tutto il mondo per l'opera svolta qui ed in altri campi nella regione".

Ancora una volta Papa Benedetto XVI ha ribadito l'importanza dell'istruzione scolastica ed ha esortato tutti i giovani presenti con queste parole: "Rinnovate i vostri sforzi per prepararvi al tempo in cui sarete responsabili degli affari del popolo Palestinese negli anni a venire. (...) A tutte le famiglie presenti in questo campo dico: non mancate di sostenere i vostri figli nei loro studi e nel coltivare i loro doni, così che non vi sia scarsità di personale ben formato per occupare nel futuro posizioni di responsabilità nella comunità Palestinese".

"So che molte vostre famiglie sono divise - a causa di imprigionamento di membri della famiglia o di restrizioni alla libertà di movimento - e che molti tra voi hanno sperimentato perdite nel corso delle ostilità. Il mio cuore si unisce a quello di coloro che, per tale ragione, soffrono. Siate certi" - ha sottolineato il Papa - "che tutti i profughi Palestinesi nel mondo, specie quelli che hanno perso casa e persone care durante il recente conflitto di Gaza, sono costantemente ricordati nelle mie preghiere".

"Desidero dare atto del buon lavoro svolto da molte agenzie della Chiesa" - ha proseguito il Pontefice - "nel prendersi cura dei profughi qui e in altre parti dei Territori Palestinesi", come la Missione Pontificia per la Palestina, la presenza delle Suore Missionarie Francescane del Cuore Immacolato di Maria che "richiama alla mente la figura carismatica di San Francesco, grande apostolo di pace e di riconciliazione" e i diversi membri della Famiglia francescana che nel prendersi cura della gente di queste terre, fanno di se stessi degli 'strumenti di pace'".

"Strumenti di pace" - ha esclamato il Papa - "Quanto le persone di questo campo, di questi Territori e dell'intera regione anelano alla pace! In questi giorni tale desiderio assume una particolare intensità mentre ricordate gli eventi del maggio del 1948 (l'esodo della popolazione araba, che si intensificò a partire dal 15 maggio 1948 quando il Regno Unito si ritirò dalla Palestina e da Israele, come prevedeva un Piano di spartizione della Palestina approvato dalla risoluzione 181 dell'O.N.U., nel novembre 1947 n.d.r.) e gli anni di un conflitto tuttora irrisolto, che seguirono a quegli eventi. Voi ora vivete in condizioni precarie e difficili, con limitate opportunità di occupazione".

"È comprensibile che vi sentiate spesso frustrati. Le vostre legittime aspirazioni ad una patria permanente, ad uno Stato Palestinese indipendente, restano incompiute. E voi, al contrario, vi sentite intrappolati, come molti in questa regione e nel mondo, in una spirale di violenza, di attacchi e contrattacchi, di vendette e di distruzioni continue. Tutto il mondo desidera fortemente che sia spezzata questa spirale, anela a che la pace metta fine alle perenni ostilità. Incombente su di noi, mentre siamo qui riuniti questo pomeriggio, è la dura consapevolezza del punto morto a cui sembrano essere giunti i contatti tra Israeliani e Palestinesi - il muro".

"In un mondo in cui le frontiere vengono sempre più aperte - al commercio, ai viaggi, alla mobilità della gente, agli scambi culturali - è tragico vedere che vengono tuttora eretti dei muri. Quanto aspiriamo a vedere i frutti del ben più difficile compito di edificare la pace! Quanto ardentemente preghiamo perché finiscano le ostilità che hanno causato l'erezione di questo muro!".

"Da entrambe le parti del muro è necessario grande coraggio per superare la paura e la sfiducia, se si vuole contrastare il bisogno di vendetta per perdite o ferimenti. Occorre magnanimità per ricercare la riconciliazione dopo anni di scontri armati. E tuttavia la storia ci insegna che la pace viene soltanto quando le parti in conflitto sono disposte ad andare oltre le recriminazioni e a lavorare insieme a fini comuni, prendendo sul serio gli interessi e le preoccupazioni degli altri e cercando decisamente di costruire un'atmosfera di fiducia. Deve esserci una determinazione ad intraprendere iniziative forti e creative per la riconciliazione: se ciascuno insiste su concessioni preliminari da parte dell'altro, il risultato sarà soltanto lo stallo delle trattative".

"L'aiuto umanitario" - ha ricordato Benedetto XVI - "come quello che viene offerto in questo campo, ha un ruolo essenziale da svolgere, ma la soluzione a lungo termine ad un conflitto come questo non può essere che politica. Nessuno s'attende che i popoli Palestinese e Israeliano vi arrivino da soli. È vitale il sostegno della comunità internazionale. Rinnovo perciò il mio appello a tutte le parti coinvolte perché esercitino la propria influenza in favore di una soluzione giusta e duratura, nel rispetto delle legittime esigenze di tutte le parti e riconoscendo il loro diritto di vivere in pace e con dignità, secondo il diritto internazionale. Allo stesso tempo, tuttavia, gli sforzi diplomatici potranno avere successo soltanto se gli stessi Palestinesi e Israeliani saranno disposti a rompere con il ciclo delle aggressioni".

"A ciascuno di voi rinnovo l'invito ad un profondo impegno nel coltivare la pace e la non violenza" - ha concluso il Papa - "seguendo l'esempio di San Francesco e di altri grandi costruttori di pace. La pace deve aver inizio nel proprio ambiente, nella propria famiglia, nel proprio cuore. Continuo a pregare perché tutte le parti in conflitto in questa terra abbiano il coraggio e l'immaginazione di perseguire l'esigente ma indispensabile via della riconciliazione. Possa la pace fiorire ancora una volta in queste terre! Dio benedica il suo popolo con la pace!".

Al termine del suo discorso il Santo Padre si è recato al Palazzo Presidenziale di Betlemme ed ha reso una visita di cortesia al Presidente dell'Autorità Palestinese.
PV-TERRITORI PALESTINESI/RIFUGIATI/BETLEMME VIS 20090514 (1190)

VISITA BASILICA DELLA NATIVITÀ E "CARITAS BABY HOSPITAL"


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2009 (VIS). Alle 15:15 di oggi pomeriggio, il Papa ha compiuto una visita alla Basilica e alla Grotta della Natività a Betlemme.

La presente situazione di comproprietà e di amministrazione della Basilica della Natività da parte della Chiesa Greco-ortodossa, della Chiesa Armeno Ortodossa e dei cattolici latini deriva dallo Status Quo, un decreto ottomano risalente al 1862 che regola la vita religiosa al Santo Sepolcro ed a Betlemme.

Ai greci appartiene la Basilica, eccetto la parte nord del transetto che appartiene agli armeni. La Grotta della Natività di proprietà dei Francescani, è divisa in due parti: l'Altare della Natività, dei greci, e l'Altare della Mangiatoia nella Grotta dei Magi di diritto esclusivo dei latini. Accanto alla Basilica, i francescani hanno costruito la Chiesa di Santa Caterina dove si celebra secondo il rito romano.

Ai fianchi del coro greco della Basilica, si trovano le due entrate della Grotta della Natività, di forma rettangolare, lunga 12 metri, larga 3 e alta 3. Le porte in bronzo e i portali in marmo risalgono all'epoca delle Crociate. L'abside ricopre, come in una nicchia, l'Altare della Natività, sotto, su di una lastra di marmo, vi è la stella d'argento con un'iscrizione latina: "Hic de Virgine Maria Jesus Christus natus est". A destra guardando l'Altare della Natività, c'è la Grotta dei Magi, dove si può celebrare la Santa Messa cattolica.

Dopo la visita, Benedetto XVI ha raggiunto il "Caritas Baby Hospital", un ospedale pediatrico fondato nel 1952 e sostenuto dall'Associazione svizzera "Kinderhilfe Bethlehem", nata per iniziativa di Padre Ernst Schnydrig, morto nel 1978. Le Conferenze Episcopali svizzera e tedesca offrono il loro sostegno all'ospedale che assicura circa 30.000 prestazioni ambulatoriali e 4.000 degenze all'anno.

Prima di salutare il personale medico, amministrativo e le Suore Francescane Elisabettiane di Padova (Italia), che assistono i malati, il Papa ha visitato la Cappella e il reparto di neonatologia.

Rivolgendosi ai giovani pazienti ed ai loro familiari, Benedetto XVI ha detto: "Il Papa è con voi'! Oggi egli è con voi in persona, ma ogni giorno egli accompagna spiritualmente ciascuno di voi nei suoi pensieri e nelle sue preghiere, chiedendo all'Onnipotente di vegliare su di voi con la sua premurosa attenzione".

"Padre Schnydrig descrisse questo luogo come 'uno dei più piccoli ponti costruiti per la pace'. Ora, essendo cresciuto da quattordici brande ad ottanta letti, e curandosi delle necessità di migliaia di bambini ogni anno, questo non è più un ponte piccolo! Esso accoglie insieme persone di origini, lingue e religioni diverse, nel nome del Regno di Dio, il Regno della Pace. Di cuore vi incoraggio a perseverare nella vostra missione di manifestare amore per tutti gli ammalati, i poveri e i deboli".

Nella Festa di Nostra Signora di Fatima, il Papa ha concluso invocando l'intercessione di Maria "Che l'amore trionfi sull'odio, la solidarietà sulla divisione e la pace su ogni forma di violenza! (...) Noi chiediamo al tuo Figlio Gesù di benedire questi bambini e tutti i bambini che soffrono in tutto il mondo".
PV-TERRITORI PALESTINESI/OSPEDALE/BETLEMME VIS 20090514 (510)

mercoledì 13 maggio 2009

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2009 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Philippe Ouédraogo, Arcivescovo Metropolita di Ouagadougou (superficie: 9.600; popolazione: 2.152.000; cattolici: 497.540; sacerdoti: 190; religiosi: 814), Burkina Faso. Finora Vescovo di Ouahigouya (Burkina Faso), succede all'Arcivescovo Jean-Marie Untaani Compaoré, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.
NER:RE/.../OUÉDRAOGO:UNTAANI COMPAORÉ VIS 20090513 (70)

SIATE PONTE DI DIALOGO NELL'EDIFICARE UNA CULTURA DI PACE


CITTA' DEL VATICANO, 13 MAG. 2009 (VIS). Alle 10:00 di questa mattina il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato, con la partecipazione di 5.000 persone, la Santa Messa nella "Manger Square", (Piazza della Mangiatoia di Betlemme), antistante la Basilica della Natività.

"Il mio cuore si volge in maniera speciale ai pellegrini provenienti dalla martoriata Gaza a motivo della guerra" - ha detto il Papa all'inizio dell'omelia - "vi chiedo di portare alle vostre famiglie e comunità il mio caloroso abbraccio, le mie condoglianze per le perdite, le avversità e le sofferenze che avete dovuto sopportare. Siate sicuri della mia solidarietà con voi nell'immensa opera di ricostruzione che ora vi sta davanti e delle mie preghiere che l'embargo sia presto tolto".

"Qui a Betlemme, nel mezzo di ogni genere di contraddizione, le pietre continuano a gridare questa 'buona novella', il messaggio di redenzione che questa città, al di sopra di tutte le altre, è chiamata a proclamare a tutto il mondo".

"Il messaggio di Betlemme ci chiama ad essere: testimoni del trionfo dell'amore di Dio sull'odio, sull'egoismo, sulla paura e sul rancore che paralizzano i rapporti umani e creano divisione fra fratelli che dovrebbero vivere insieme in unità, distruzioni dove gli uomini dovrebbero edificare, disperazione dove la speranza dovrebbe fiorire!".

"'Non abbiate paura!'" - ha esclamato il Papa - "Questo è il messaggio che il Successore di San Pietro desidera consegnarvi oggi, facendo eco al messaggio degli angeli e alla consegna che l'amato Papa Giovanni Paolo II vi ha lasciato nell'anno del Grande Giubileo della nascita di Cristo. Contate sulle preghiere e sulla solidarietà dei vostri fratelli e sorelle della Chiesa universale, e adoperatevi con iniziative concrete per consolidare la vostra presenza e per offrire nuove possibilità a quanti sono tentati di partire. Siate un ponte di dialogo e di collaborazione costruttiva nell'edificare una cultura di pace che superi l'attuale stallo della paura, dell'aggressione e della frustrazione. Edificate le vostre Chiese locali facendo di esse laboratori di dialogo, di tolleranza e di speranza, come pure di solidarietà e di carità pratica".

"Al di sopra di tutto, siate testimoni" . ha esortato il Pontefice - "della potenza della vita, della nuova vita donataci dal Cristo risorto, di quella vita che può illuminare e trasformare anche le più oscure e disperate situazioni umane".

"La vostra terra non ha bisogno soltanto di nuove strutture economiche e politiche, ma in modo più importante - potremmo dire - di una nuova infrastruttura 'spirituale', capace di galvanizzare le energie di tutti gli uomini e donne di buona volontà nel servizio dell'educazione, dello sviluppo e della promozione del bene comune. Avete le risorse umane per edificare la cultura della pace e del rispetto reciproco che potranno garantire un futuro migliore per i vostri figli. Questa nobile impresa vi attende. Non abbiate paura!".

Al termine della Celebrazione Eucaristica il Papa ha raggiunto il Convento Casa Nova di Betlemme, la Casa Francescana per i Pellegrini, per il pranzo con gli Ordinari di Terra Santa, con la Comunità dei Francescani e il Seguito papale.
PV-TERRITORI PALESTINESI/MESSA/BETLEMME VIS 20090513 (520)
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