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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 1 ottobre 2010

ARCIVESCOVO MAMBERTI: ONU AL CENTRO ATTENZIONE S. SEDE

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Il 29 settembre scorso, l’Arcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è intervenuto alla LXV Sessione Ordinaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in corso a New York. Nel suo discorso il Presule ha riaffermato che le Nazioni Unite “sono divenute un elemento insostituibile nella vita dei popoli e nella ricerca di un futuro migliore per tutti gli abitanti della Terra. Per questo l’O.N.U. è oggetto di grande attenzione da parte della Santa Sede e della Chiesa cattolica, come dimostrano le visite di Papa Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI”.

Nel suo intervento il Presule ha passato in rassegna una serie di “avvenimenti importanti relativi alla pace e alla sicurezza mondiale” verificatisi nel corso della sessantaquattresima sessione dell’Assemblea Generale.

L’Arcivescovo Mamberti ha citato fra gli altri, l’entrata in vigore del Trattato che vieta l’uso delle armi a grappolo, la conclusione positiva dell’Ottava Conferenza sul Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e la riunione del Comitato preparatorio della Conferenza sul Trattato per il commercio di armi che “stabilisce le norme internazionali più severe possibili” sul trasferimento di armi convenzionali. Ha ricordato inoltre la firma del Trattato “New Start” fra gli Stati Uniti d’America e la Federazione Russa sull’ulteriore riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive.

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha sottolineato l’importanza delle missione delle forze di pace dell’O.N.U. e ha segnalato che la Commissione di consolidamento della pace “rimane fondamentale per ricomporre il tessuto sociale, giuridico ed economico distrutto dalla guerra e per evitare il ripetersi dei conflitti”.

Fra i gravi avvenimenti degli ultimi mesi l’Arcivescovo Mamberti ha citato le inondazioni in Pakistan le cui conseguenze “si aggiungono alle difficoltà causate dai conflitti che affliggono questa regione” ed ha affermato che alla risposta umanitaria “occorre associare uno sforzo di comprensione reciproca e di approfondimento delle cause delle ostilità”. Il Presule ha ribadito che: “Il dialogo sincero, la fiducia e la generosità di saper rinunciare agli interessi circoscritti e a breve termine, è la via per una soluzione duratura del conflitto fra lo Stato di Israele e i Palestinesi”. Questo stesso dialogo e la comprensione fra le diverse parti coinvolte è l’unica via per la risoluzione delle controversie nella penisola di Corea e nel Golfo Persico, per la riconciliazione in Iraq e in Myanmar, come pure per la soluzione di difficoltà etniche e culturali in Asia Centrale, nelle regione del Caucaso e per sedare le ricorrenti tensioni in Africa”.

“Nella maggioranza di questi conflitti” – ha affermato l’Arcivescovo Mamberti – “entra in gioco un importante elemento economico. Un miglioramento sostanziale delle condizioni di vita della popolazione palestinese e degli altri popoli che vivono situazioni di guerra civile e regionale, apporterà sicuramente un contributo essenziale affinché l’opposizione violenta si trasformi in un dialogo sereno e paziente”.

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio non saranno raggiunti, ha ammonito l’Arcivescovo Mamberti, senza “tener conto di due grandi imperativi morali. Da una parte è necessario che i Paesi ricchi ed emergenti realizzino pienamente i loro impegni di aiuto allo sviluppo e creino e facciano funzionare, immediatamente, un ambiente finanziario e commerciale nettamente favorevole ai Paesi più deboli”. A livello mondiale è necessaria “una attenzione risoluta ed efficace ai problemi dei rifugiati, delle persone espulse e delle grandi correnti migratorie”. Per lo sviluppo umano integrale occorre garantire “il rispetto della libertà religiosa (...) che è la pietra angolare di tutto l’edificio dei diritti umani”.

Infine il Presule ha fatto riferimento all’ultima sfida da affrontare: l’ambiente ed i cambiamenti climatici. L’Arcivescovo Mamberti ha auspicato che nella prossima sessione della Conferenza degli Stati membri si prenda “una decisione politica che renda più concreti i negoziati relativi ad un accordo giuridico vincolante. Al centro del dibattito, c’è l’organizzazione di un modello di sviluppo fondato su di un nuovo sistema energetico”, ma anche “la modificazione di comportamenti di consumo smodati ed irresponsabili (...) che sono la causa principale dell’aggressione alle risorse naturali”.
DELSS/ VIS 20101001 (660)

CONSIGLIERI DEL DELEGATO PONTIFICIO LEGIONARI DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). La Radio Vaticana ha annunciato oggi che l'Arcivescovo Velasio De Paolis, Delegato Pontificio per la Congregazione dei Legionari di Cristo, ha reso noti i nomi dei quattro consiglieri che lo assisteranno nell’adempimento dell’ufficio affidatogli da Benedetto XVI.

I Consiglieri sono: Padre Agostino Montan (Giuseppino del Murialdo), Vicario Episcopale per la vita religiosa della Diocesi di Roma; Monsignor Mario Marchesi, Vicario Generale della Diocesi di Cremona; Padre Gianfranco Ghirlanda, S.I., ex Rettore della Pontificia Università Gregoriana; il Vescovo Brian Farrell (Legionario di Cristo), Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. L’Arcivescovo Ricardo Blázquez, di Valladolid (Spagna), è stato nominato Visitatore per il “Regnum Christi”.
.../ VIS 20101001 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate i Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Nord I – Nord Est), in Visita “ad Limina Apostolorum”

- L’Arcivescovo Luiz Soares Vieira, di Manaus, con gli Ausiliari Vescovo Mário Pasqualotto, P.I.M.E. e Vescovo Mário Antônio Da Silva.

- Il Vescovo Evangelista Alcimar Caldas Magalhães, O.F.M.Cap., di Alto Solimões.

- Il Vescovo Giuliano Frigeni, P.I.M.E., di Parintins.

- Il Vescovo Roque Paloschi, di Roraima.

- Il Vescovo Edson Taschetto Damian, di São Gabriel da Cachoeira.
AL/ VIS 20101001 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 1 OTT. 2010 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Shrewsbury (Inghilterra), presentata dal Vescovo Brian M. Noble, per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Mark Davies, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Phnom-Penh (Cambogia), presentata dal Vescovo Emile Destombes, M.E.P., per raggiunti limiti d’età. Gli succede il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, M.E.P., Coadiutore del medesimo Vicariato Apostolico.
RE:NER/ VIS 20101001 (90)

giovedì 30 settembre 2010

IL PAPA PRENDE CONGEDO DA CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha preso congedo dal personale delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, che ha ringraziato per le preghiere e per il lavoro che svolgono durante il suo soggiorno estivo.

“Continuate, cari amici” – ha detto il Papa – “ad offrire la quotidiana testimonianza della vostra fede, soprattutto ponendovi in docile ascolto della Parola di Dio. (...) Ogni cristiano è chiamato ad accogliere e a vivere ogni giorno, con semplicità e gioia, la Parola di verità che il Signore ci ha comunicato. (...) È fondamentale che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura, leggendola non come parola del passato, ma come Parola viva, che si rivolge oggi a noi e ci interpella”.

“Carissimi” – ha concluso il Santo Padre – “vi assicuro un costante ricordo nella preghiera, affinché ciascuno possa conoscere e assimilare sempre più profondamente la Parola di Dio, stimolo e sorgente della vita cristiana per tutte le situazioni e per ogni persona. La Vergine Santa è modello di questo ascolto obbediente: imparate da Lei!”.

Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre partirà in elicottero dall’eliporto delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per rientrare definitivamente in Vaticano.
AC/ VIS 20100930 (210)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI OTTOBRE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di ottobre è la seguente: “Perché le Università Cattoliche diventino sempre più luoghi dove, grazie alla luce del Vangelo, sia possibile sperimentare l’armonica unità esistente tra fede e ragione”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale sia occasione per comprendere che il compito di annunciare Cristo è un servizio necessario e irrinunciabile che la Chiesa è chiamata a svolgere a favore dell’umanità”.
BXVI-INTENZIONI/ VIS 20100930 (90)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

- Il Cardinale Stanislaw Rylko, Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici.

- Il Professor Andrea Riccardi, Fondatore della Comunità di Sant’Egidio, con il Vescovo Vincenzo Paglia, di Terni-Narni-Amelia (Italia).

- L’Arcivescovo Mieczyslaw Mokrzycki, del clero di Lviv dei Latini (Ucraina).
AP/ VIS 20100930 (70)

mercoledì 29 settembre 2010

MATILDE DI HACKEBORN: LITURGIA, SCUOLA DI SPIRITUALITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Santa Matilde di Hackeborn (1241/2-1298), una delle grandi figure del Monastero tedesco di Helfta, è stata la protagonista della catechesi dell’Udienza Generale di oggi tenuta dal Santo Padre in Piazza San Pietro.

Matilde, terza figlia del Barone di Hackeborn, entrò molto giovane nel Monastero di Helfta dove sua sorella Gertrude di Hacekborn, Badessa per quaranta anni, fu “capace di dare un’impronta peculiare alla spiritualità del monastero, portandolo ad una fioritura straordinaria quale centro di mistica e di cultura, scuola di formazione scientifica e teologica. Gertrude offrì alle monache un’elevata istruzione intellettuale, che permetteva loro di coltivare una spiritualità fondata sulla Sacra Scrittura, sulla Liturgia, sulla tradizione Patristica, sulla Regola e spiritualità cistercense”.

L’opera “Liber specialis gratiae” scritto dalla consorella Gertrude la Grande, è la fonte principale per conoscere la vita di Matilde “in cui vengono narrate le grazie speciali che Dio ha donato a Santa Matilde dotata “di elevate qualità naturali e spirituali, quali ‘la scienza, l’intelligenza, la conoscenza delle lettere umane, la voce di una meravigliosa soavità”.

“Ancora molto giovane”, Matilde “diventa direttrice della scuola del monastero, direttrice del coro, maestra delle novizie, servizi che svolge con talento e infaticabile zelo (...). Illuminata dal dono divino della contemplazione mistica, Matilde compone numerose preghiere. È maestra di fedele dottrina e di grande umiltà, consigliera, consolatrice, guida nel discernimento (...). Era il rifugio e la consolatrice di tutti, ed aveva, per dono singolare di Dio, la grazia di rivelare liberamente i segreti del cuore di ciascuno. Molte persone, non solo nel Monastero, ma anche estranei, religiosi e secolari, venuti da lontano, attestavano che questa santa vergine li aveva liberati dalle loro pene e che non avevano mai provato tanta consolazione come presso di lei”.

“Nella lunga vita trascorsa in monastero, Matilde è afflitta da continue e intense sofferenze a cui aggiunge le durissime penitenze scelte per la conversione dei peccatori. In questo modo partecipa alla passione del Signore fino alla fine della vita”.
“La preghiera e la contemplazione sono l’humus vitale della sua esistenza” – ha affermato il Papa – “le rivelazioni, i suoi insegnamenti, il suo servizio al prossimo, il suo cammino nella fede e nell’amore hanno qui la loro radice e il loro contesto. (...) Nella preghiera liturgica Matilde dà particolare risalto alle ore canoniche, alla celebrazione della santa Messa, soprattutto alla santa Comunione. (...) Le sue visioni, i suoi insegnamenti, le vicende della sua esistenza sono descritti con espressioni che evocano il linguaggio liturgico e biblico. Si coglie così la sua profonda conoscenza della Sacra Scrittura, il suo pane quotidiano”.

Santa Matilde di Hackeborn “lasciandosi guidare dalla Sacra Scrittura e nutrire dal Pane eucaristico, (...) ha percorso un cammino di intima unione con il Signore, sempre nella piena fedeltà alla Chiesa. È questo anche per noi un forte invito ad intensificare la nostra amicizia con il Signore, soprattutto attraverso la preghiera quotidiana e la partecipazione attenta, fedele e attiva alla Santa Messa. La Liturgia è una grande scuola di spiritualità”.
AG/ VIS 20100929 (500)

PREGHIERE PER NIGERIA, HAITI, INIZIO MESE MARIANO

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale di questo mercoledì, il Santo Padre ha ricordato “la grave crisi umanitaria che ha recentemente colpito la Nigeria settentrionale, dove circa due milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case per le forti inondazioni. A tutte le persone colpite esprimo la mia vicinanza spirituale ed assicuro le mie preghiere”.

Successivamente il Santo Padre si è rivolto ad un gruppo di pellegrini provenienti da Haiti, ai quali ha assicurato “di continuare a ricordare gli haitiani nelle sue preghiere invocando Dio affinché li sollevi dalla miseria”.

Infine ha ricordato che venerdì “inizia il mese mariano di ottobre” ed ha esortato i presenti con queste parole: “Vi invito a mettervi alla scuola della Vergine di Nazaret. Imparate da Lei ad essere sempre disponibili a compiere la volontà di Dio”.
AG/ VIS 20100929 (100)

TEMA GIORNATA MONDIALE COMUNICAZIONI SOCIALI

CITTA' DEL VATICANO, 29 SET. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico il tema scelto dal Papa per la XLV Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”. Il Messaggio sarà pubblicato il 24 gennaio 2011, festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti.

In una Nota del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali si legge che il tema: “si concentra sulla persona umana che è il nucleo di tutti i processi di comunicazione. Anche in un’epoca largamente dominata, a volte condizionata, dalle nuove tecnologie, il valore di testimonianza personale rimane essenziale”.

“Affrontare la verità ed assumersi il compito di condividerla, richiede la ‘garanzia’ di una autenticità di vita da parte di coloro che operano nei mezzi di comunicazione sociale, in particolare i giornalisti cattolici; un’autenticità di vita non meno necessaria in un’epoca digitale”.

“La tecnologia, da sola” – si legge ancora nella nota – “non può stabilire o promuovere la credibilità di un comunicatore, né può servire quale fonte di valori alla guida della comunicazione. La verità deve rimanere il punto fermo e immutato di riferimento dei nuovi media e del mondo digitale, aprendo nuovi orizzonti di informazione e conoscenza. Idealmente, è il perseguimento della verità che costituisce l’obiettivo fondamentale di tutti coloro che operano nei mezzi di comunicazione”.
CCS/ VIS 20100929 (230)

martedì 28 settembre 2010

INCONTRO ABIDJAN PROMOZIONE SVILUPPO AFRICA

CITTA' DEL VATICANO, 28 SET. 2010 (VIS). Si è aperto ieri ad Abidjan (Costa d’Avorio) l’incontro di preparazione del Forum “Culture, identità dei popoli e sviluppo in Africa e nella diaspora nera”, promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura e dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in programma nel nella stessa città nel marzo 2011.

Al Forum che si concluderà il 1° ottobre 2011, partecipano, fra gli altri, il Monsignor Barthélemy Adoukonou, Segretario del Pontificio Consiglio della Cultura ed il Vescovo Robert Sarah, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Prenderanno all’incontro anche il Cardinale Theodore-Adrien Saar, Presidente della RECOWA-CERAO (Conferenza Episcopale regionale dell’Africa Occidentale) e Vice-Presidente del SECAM/SCEAM (Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e Madagascar), numerosi Vescovi e teologi nonché gli Ambasciatori della Costa d’Avorio e del Benin.

“Quest’anno l’Africa celebra i cinquant’anni d’indipendenza dal potere coloniale della maggior parte delle nazioni che la compongono (...). In che misura questo continente, ricco di una diversità di tinte e di colori, ha tratto profitto dall’indipendenza? Quale traccia di sviluppo ha segnato la vita delle popolazioni e qual è stato l’impatto della globalizzazione sulle culture di questo continente?”, si legge in un Comunicato reso pubblico dal Pontificio Consiglio della Cultura.

“Il Pontificio Consiglio della Cultura, in collaborazione con la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli” – si legge ancora nel Comunicato – “ha intenzione di dare vita a un Forum insieme con i rappresentanti delle varie organizzazioni ecclesiastiche, internazionali e non-governative, per trovare le vie e i mezzi strategici attraverso i quali si possa promuovere lo ‘sviluppo’, facendo della persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio, il punto centrale di ogni considerazione e di ogni iniziativa”.

“Il Forum” – infine – “ambisce a diventare un luogo di riflessione permanente da cui provengono proposte concrete, consentendo un impegno effettivo nel campo della cultura e dell’educazione, come trampolino per lo sviluppo dell’Africa”.
CON-CU/ VIS 20100928 (310)

lunedì 27 settembre 2010

VESCOVI BRASILE: TUTTI ABBIAMO BISOGNO PERDONO

CITTA' DEL VATICANO, 25 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Presuli della Regione Est I della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, al termine della Visita “ad Limina Apostolorum”.

Riferendosi alla condizione dei giovani nelle rispettive Diocesi, il Papa ha ricordato che il Venerabile Giovanni Paolo II, nel Grande Giubileo del 2000, li aveva definiti “sentinelle del mattino”, “con il compito di risvegliare i propri fratelli affinché prendessero il largo nel vasto oceano del terzo millennio. E, a dimostrarlo, riaffiora inoltre nella memoria l’immagine delle lunghe file di giovani che attendevano di confessarsi nel Circo Massimo e che hanno ridato a molti sacerdoti la fiducia nel sacramento della Penitenza”.

“Come ben sapete” – ha proseguito il Pontefice – “la crisi spirituale del nostro tempo affonda le proprie radici nell’oscuramento della grazia del perdono. Quando questo non viene riconosciuto come reale ed efficace, si tende a liberare la persona dalla colpa, facendo in modo che le condizioni per l’esistenza di quest’ultima non si verifichino mai. Ma, nel loro intimo, le persone così ‘liberate’ sanno che ciò non è vero, che il peccato esiste e che esse stesse sono peccatrici”.

Benedetto XVI ha sottolineato che “tutti abbiamo bisogno di Dio, quale Scultore divino che rimuove gli strati di polvere e d’immondizia che si sono posati sull’immagine di Dio iscritta in noi. Abbiamo bisogno del perdono, che costituisce il fulcro di ogni vera riforma: rinnovando la persona nel suo intimo, esso diviene anche il centro del rinnovamento della comunità”.

“Solo a partire da questa profondità di rinnovamento dell’individuo nasce la Chiesa, nasce la comunità che unisce e sostiene nella vita e nella morte. È una compagnia nella salita, nella realizzazione di quella purificazione che ci rende capaci della vera altezza dell’essere uomini, della compagnia di Dio. Man mano che si realizza la purificazione, anche la salita – che all’inizio è ardua – diviene sempre più gioiosa. Questa gioia deve trasparire sempre più dalla Chiesa, contagiando il mondo, perché essa è la gioventù del mondo”.

“Una simile opera” – ha concluso il Pontefice – “non si può realizzare con le nostre forze; sono necessarie la luce e la grazia che provengono dallo Spirito di Dio e agiscono nell’intimo dei cuori e delle coscienze. Che esse sostengano voi e le vostre diocesi nella formazione delle menti e dei cuori!”.
AL/ VIS 20100927 (390)

LA STRADA CHE DIO CI HA MOSTRATO È L’AMORE

CITTA' DEL VATICANO, 26 SET. 2010 (VIS). Prima della recita dell’Angelus, il Santo Padre Benedetto XVI si è soffermato sul Vangelo di questa domenica, nel quale Gesù narra la parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. Il primo vive nel lusso e nell’egoismo, e quando muore, finisce all’inferno. Il povero invece, che si ciba degli avanzi della mensa del ricco, alla sua morte viene portato dagli angeli nella dimora eterna di Dio e dei santi.

“Questa parabola”, ha spiegato il Papa ai fedeli convenuti nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, “ci dice due cose: la prima è che Dio ama i poveri e li solleva dalla loro umiliazione; la seconda è che il nostro destino eterno è condizionato dal nostro atteggiamento, sta a noi seguire la strada che Dio ci ha mostrato per giungere alla vita, e questa strada è l’amore, non inteso come sentimento, ma come servizio agli altri, nella carità di Cristo”.

“Domani” – ha ricordato il Papa – “celebreremo la memoria liturgica di san Vincenzo de’ Paoli, patrono delle organizzazioni caritative cattoliche, di cui ricorre il trecentocinquantesimo anniversario della morte. Nella Francia del 1600, egli toccò con mano proprio il forte contrasto tra i più ricchi e i più poveri. Infatti, come sacerdote, ebbe modo di frequentare sia gli ambienti aristocratici, sia le campagne, come pure i bassifondi di Parigi. Spinto dall’amore di Cristo, Vincenzo de’ Paoli seppe organizzare forme stabili di servizio alle persone emarginate, dando vita alle cosiddette ‘charitées’, le ‘Carità’, cioè gruppi di donne che mettevano il loro tempo e i loro beni a disposizione dei più emarginati”.

“Tra queste volontarie, alcune scelsero di consacrarsi totalmente a Dio e ai poveri, e così, insieme con santa Luisa di Marillac, san Vincenzo fondò le ‘Figlie della Carità’, prima congregazione femminile a vivere la consacrazione ‘nel mondo’, in mezzo alla gente, con i malati e i bisognosi”.

“Cari amici, solo l’Amore con la ‘A’ maiuscola dona la vera felicità! Lo dimostra anche un’altra testimone, una giovane, che ieri è stata proclamata Beata qui a Roma. Parlo di Chiara Badano, una ragazza italiana nata nel 1971, che una malattia ha condotto alla morte a poco meno di 19 anni, ma che è stata per tutti un raggio di luce, come dice il suo soprannome: ‘Chiara Luce’".

“La sua parrocchia, la diocesi di Acqui Terme e il Movimento dei Focolari, a cui apparteneva, oggi sono in festa - ed è una festa per tutti i giovani, che possono trovare in lei un esempio di coerenza cristiana”.
ANG/ VIS 20100927 (440)

COMMIATO DALLE AUTORITÀ DI CASTEL GANDOLFO

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2010 (VIS). Questa mattina, come di consueto, prima di lasciare la Residenza Estiva di Castel Gandolfo per far rientro in Vaticano, Papa Benedetto XVI ha preso commiato dalle autorità civili e religiose della cittadina.

Il Papa ha salutato il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano e i sacerdoti e religiosi che lo accompagnavano ed ha espresso la sua sentita gratitudine al Sindaco di Castel Gandolfo e ai componenti dell’Amministrazione Comunale. Parimenti ha ringraziato i dirigenti e tutti gli addetti ai diversi Servizi del Governatorato, il Corpo della Gendarmeria, la Floreria, le Direzioni dei Servizi Sanitari e dei Servizi Tecnici e la Guardia Svizzera Pontificia, come pure i funzionari, gli agenti delle diverse Forze dell’Ordine Italiane e gli ufficiali ed avieri dell’Aeronautica Militare Italiana.

“Nell’accomiatarmi da voi” – ha detto il Papa – “mi piace affidare alla vostra considerazione la figura di San Vincenzo de’ Paoli, di cui oggi celebriamo la memoria. Questo apostolo della carità, così caro al popolo cristiano e conosciuto specialmente attraverso la Suore da lui fondate, fu proclamato da Papa Leone XIII ‘patrono universale di tutte le opere di carità sparse nel mondo’”.

“Con la sua incessante azione apostolica, egli fece in modo che il Vangelo diventasse sempre più faro luminoso di speranza e di amore per l’uomo del suo tempo, ed in particolare per i più poveri nel corpo e nello spirito. Il suo esempio virtuoso e la sua intercessione suscitino nelle vostre comunità e in ciascuno di voi un rinnovato impegno di solidarietà, cosicché gli sforzi di ognuno cooperino all’edificazione del bene comune”.
.../ VIS 20100927 (270)

CONGRESSO MONDIALE PASTORALE PELLEGRINAGGI SANTUARI

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2010 (VIS). Oggi è stato reso pubblico un Messaggio del Santo Padre indirizzato all’Arcivescovo Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, e all’Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela (Spagna), in occasione del II Congresso Mondiale di Pastorale dei Pellegrinaggio e Santuari, in corso a Santiago de Compostela dal 27 al 30 settembre.

Di seguito riportiamo alcuni estratti:

“Guidati dal tema ‘Egli entrò per rimanere con loro’ (Lc 24,29), desunto dal passaggio evangelico dei discepoli di Emmaus, vi disponete a riflettere sull’importanza dei pellegrinaggi ai santuari, come manifestazione di vita cristiana e spazio di evangelizzazione”.

“Con vivo compiacimento desidero far giungere ai congressisti la mia vicinanza spirituale, affinché li incoraggi e sostenga nell’esercizio di un impegno pastorale tanto fondamentale nella vita ecclesiale. Io stesso mi recherò tra non molto pellegrino alla tomba dell’Apostolo San Giacomo, l’ ‘amico del Signore’, così come ho volto i miei passi verso altri luoghi del mondo, dove accorrono numerosi fedeli con devozione fervente. A tal riguardo, fin dall’inizio del mio pontificato, ho inteso vivere il mio ministero di successore di Pietro con i sentimenti del pellegrino che percorre le vie del mondo con speranza e semplicità, portando sulle labbra e nel cuore il messaggio salvifico del Cristo Risorto e confermando nella fede i propri fratelli (cf. Lc 22,32). Come segno esplicito di tale missione, nel mio stemma figura, tra altri elementi, la conchiglia del pellegrino”.

“In questo momento storico, in cui, con forza se possibile ancor maggiore, siamo chiamati ad evangelizzare il nostro mondo, va messa in debito risalto la ricchezza che scaturisce dal pellegrinaggio ai santuari. Innanzi tutto per la sua straordinaria capacità di richiamo, che attrae un numero crescente di pellegrini e turisti religiosi, alcuni dei quali si trovano in situazioni umane e spirituali complesse, alquanto lontani dal vissuto di fede e con una debole appartenenza ecclesiale. A tutti Cristo si rivolge con amore e speranza”.

“L’anelito alla felicità che si annida nell’animo trova in Lui la sua risposta, e vicino a Lui il dolore umano acquista un proprio senso. Con la sua grazia, anche le cause più nobili giungono al loro pieno compimento. Come Simeone incontrò Gesù nel tempio (cf. Lc 2,25-35), così pure il pellegrino deve avere l’opportunità di scoprire il Signore nel santuario”.

“A tal fine occorre far sì che i visitatori non dimentichino che i santuari sono luoghi sacri e che quindi vi si comportino con devozione, rispetto e decoro. In tal modo la Parola di Cristo, il Figlio del Dio vivo, potrà risuonare con chiarezza e l’evento della sua morte e risurrezione, fondamento della nostra fede, verrà proclamato nella sua interezza”.

“Inoltre va curata con grande scrupolosità l’accoglienza del pellegrino, dando il giusto risalto, tra l’altro, alla dignità e bellezza del santuario, immagine della “tenda di Dio con gli uomini” (Ap 21,3); ai momenti e agli spazi di preghiera, tanto personali che comunitari; all’attenzione alle pratiche di pietà. Parimenti non si insisterà mai abbastanza sul fatto che i santuari devono essere fari di carità, incessantemente dedicati ai più sfavoriti mediante opere concrete di solidarietà e misericordia e una costante disponibilità all’ascolto. Essi devono inoltre facilitare ai fedeli l’accesso al sacramento della Riconciliazione e consentire loro di partecipare degnamente alla celebrazione eucaristica, che deve essere sempre il centro e il culmine di tutta la loro azione pastorale. Così si manifesterà chiaramente che l’Eucaristia è senza dubbio alcuno l’alimento del pellegrino, il ‘Sacramento del Dio che non ci lascia soli nel cammino, ma si pone al nostro fianco e ci indica la direzione’”.

“In effetti, diversamente dal vagabondo, i cui passi non hanno una destinazione precisa, il pellegrino ha sempre una meta davanti a sé, anche se a volte non ne è pienamente cosciente. E la meta altro non è se non l’incontro con Dio per mezzo di Gesù Cristo, in cui tutte le nostre aspirazioni trovano risposta. Ecco perché la celebrazione dell’Eucaristia può ben considerarsi il culmine del pellegrinaggio”.

“In quanto ‘collaboratori di Dio’ (1 Cor 3,9) esorto tutti voi che vi dedicate a questa bella missione a incoraggiare nei pellegrini, con la vostra cura pastorale, la conoscenza e l’imitazione di Cristo, che continua a camminare con noi, illuminando la nostra vita con la sua Parola e distribuendoci il Pane di Vita nell’Eucaristia. In tal modo il pellegrinaggio al santuario sarà occasione propizia per rinvigorire in coloro che lo visitano il desiderio di condividere con altri l’esperienza meravigliosa di sapersi amati da Dio e di essere inviati al mondo a dare testimonianza di questo amore”.

“Con tali sentimenti affido i frutti di questo Congresso all’intercessione di Maria Santissima e dell’Apostolo San Giacomo, mentre rivolgo la mia preghiera a Gesù, ‘Via, Verità e Vita’ (Gv 14,6) a cui presento tutti coloro, che, pellegrinando per la vita, vanno cercando il suo volto:

Signore Gesù, pellegrino di Emmaus,
per amore ti fai vicino a noi,
anche se, a volte, lo sconforto e la tristezza
ci impediscono di scoprire la tua presenza.
Tu sei la fiamma che ravviva la nostra fede.
Tu sei la luce che purifica la nostra speranza.
Tu sei la forza che infiamma la nostra carità.
Insegnaci a riconoscerti nella Parola,
nella casa e alla Mensa dove si condivide il Pane della Vita,
nel servizio generoso al prossimo che soffre.
E quando si fa sera, Signore, aiutaci a dire:
‘Resta con noi’. Amen”.
MESS/ VIS 20100927 (910)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 27 SET. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

- Il Vescovo Marcello Semeraro, di Albano (Italia).

- Due Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile in Visita “ad Limina Apostolorum”:

- Il Vescovo Fernando Arêas Rifan, Amministratore Apostolico dell’Amministrazione Apostolica personale di São João Maria Vianney.

- Il Vescovo Wilson Tadeu Jönck, S.C.J., di Tubarão.

Sabato 25 settembre il Santo Padre ha ricevuto nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo:

- Tre Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione EST I), in Visita "ad Limina Apostolorum":

- Il Vescovo Elias James Manning, O.F.M.Conv., di Valença.

- L’Arcivescovo Gil Antonio Moreira, di Juiz de Fora.

- Il Vescovo Edgard Madi, di Nossa Senhora do Líbano em São Paulo dei Maroniti.

- Il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.
AL:AP/ VIS 20100927 (90)

venerdì 24 settembre 2010

IL PAPA RICORDA I SUOI PRIMI GIORNI DI SCUOLA

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, nel Cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza la Scuola elementare Pontificia "Paolo VI" delle Maestre Pie Filippini di Castel Gandolfo.

“Cari bambini, voi andate a scuola, imparate naturalmente, ed ho pensato che sono 77 anni da quando io ho cominciato ad andare a scuola” – ha detto il Papa – “Era in un piccolo paese di 300 anime, un po’ ‘dietro la luna’, si direbbe; tuttavia, abbiamo imparato l’essenziale. Abbiamo imparato soprattutto a leggere e a scrivere, e penso che sia una cosa grande poter scrivere e leggere, perché così possiamo conoscere il pensiero di altri, leggere i giornali, i libri; possiamo conoscere quanto è stato scritto duemila anni fa o ancora più tempo fa; possiamo conoscere i continenti spirituali del mondo e comunicare insieme; e soprattutto c’è una cosa straordinaria: Dio ha scritto un libro, cioè ha parlato a noi uomini e ha trovato delle persone che hanno scritto il libro con la Parola di Dio, così che, leggendolo, possiamo anche leggere cosa dice Dio a noi. E questo è molto importante”.

“Nella scuola” – ha concluso il Pontefice – “imparare tutte le cose necessarie per la vita e imparare anche a conoscere Dio, conoscere Gesù e così conoscere come si vive bene. Voi trovate nella scuola tanti amici ed è bello; così si forma una grande famiglia. Ma tra i grandi amici, il primo che troviamo, che conosciamo, dovrebbe essere Gesù, che è amico di tutti e che ci dà realmente la strada della vita”.
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PROGRAMMA VIAGGIO SANTIAGO DE COMPOSTELA E BARCELONA

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il programma del Viaggio Apostolico di Benedetto XVI a Santiago de Compostela e Barcelona (Spagna), in programma il 6 e 7 novembre prossimo.

Alle 8:30 di sabato 6 novembre il Papa partirà dall’aeroporto romano di Fiumicino e giungerà all’aeroporto di Santiago de Compostela alle 11:30. Dopo la cerimonia di benvenuto Benedetto XVI pronuncerà un discorso a cui seguirà un incontro privato con le loro Altezze Reali i Principi delle Asturie.

Alle 13:00 è in programma la Visita alla Cattedrale di Santiago de Compostela dove il Papa saluterà i fedeli lì convenuti. Alle 13:40 seguirà il pranzo con i Cardinali spagnoli, con i Membri del Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale della Spagna e con il Seguito Papale nell’Arcivescovado di Santiago de Compostela. Alle 16:30 il Papa celebrerà la Santa Messa in occasione dell’Anno Compostelano nella Plaza del Obradoiro e terrà l’omelia.

Alle 19:15 Benedetto XVI ripartirà dall’Aeroporto internazionale di Santiago de Compostela per Barcelona.

Alle 9:30 di domenica 7 novembre il Santo Padre avrà un incontro privato con le loro Maestà i Reali di Spagna nella Sala Museale della Chiesa della Sagrada Familia a Barcelona.

Alle 10:00 il Papa celebrerà la Santa Messa con dedicazione della Chiesa della Sagrada Familia e dell’altare e terrà l’omelia a cui farà seguito la recita dell’Angelus Domini nella Piazza della Chiesa della Sagrada Famiglia. Il Papa rivolgerà ai presenti alcune parole.

Dopo il pranzo con i Cardinali e i Vescovi presenti nell’Arcivescovado di Barcelona, alle 17:15 il Papa visiterà la “Obra Benefico-Social Nen Déu” e dopo il saluto ai presenti si dirigerà all’aeroporto di Barcelona dove avrà luogo la cerimonia di congedo.

La partenza del Papa per Roma è prevista alla 19:15 e l’atterraggio all’aeroporto di Ciampino alle 20:55.
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LETTERA PONTIFICIA INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE 2012

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2010 (VIS). Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, è intervenuto questa mattina nella Sala Stampa della Santa Sede, alla Conferenza Stampa di presentazione della Lettera di Benedetto XVI per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie che si svolgerà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012, sul tema: “La famiglia: il lavoro e la festa”.

Alla Conferenza Stampa sono intervenuti anche il Vescovo Jean Laffitte, Segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia; il Monsignor Carlos Simón Vázquez, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio; il Padre Gianfranco Grieco, O.F.M. Conv., Capo ufficio del medesimo Pontificio Consiglio; il Vescovo Erminio De Scalzi, Ausiliare dell’Arcidiocesi di Milano, Delegato del Cardinale Arcivescovo Dionigi Tettamanzi per l’organizzazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie e Don Davide Milani, responsabile delle comunicazioni sociali dell’Arcidiocesi di Milano.

“Il lavoro e la festa” – scrive il Papa nella Lettera – “sono intimamente collegati con la vita delle famiglie: ne condizionano le scelte, influenzano le relazioni tra i coniugi e tra i genitori e i figli, incidono sul rapporto della famiglia con la società e con la Chiesa”.

“Ai nostri giorni, purtroppo” – ribadisce il Santo Padre – “l’organizzazione del lavoro, pensata e attuata in funzione della concorrenza di mercato e del massimo profitto, e la concezione della festa come occasione di evasione e di consumo, contribuiscono a disgregare la famiglia e la comunità e a diffondere uno stile di vita individualistico. Occorre perciò promuovere una riflessione e un impegno rivolto a conciliare le esigenze e i tempi del lavoro con quelli della famiglia e a ricuperare il senso vero della festa, specialmente delle domenica, pasqua settimanale, giorno del Signore e giorno dell’uomo, giorno della famiglia, della comunità e della solidarietà”.

“Il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie” – scrive il Papa – “costituisce un’occasione privilegiata per ripensare il lavoro e la festa nella prospettiva di una famiglia unita e aperta alla vita, ben inserita nella società e nella Chiesa, attenta alla qualità delle relazioni oltre che all’economia dello stesso nucleo familiare”.

“Auspico che già nel corso dell’anno 2011, XXX anniversario dell’Esortazione apostolica ‘Familiaris consortio’, ‘magna charta’ della pastorale familiare” – scrive ancora il Papa – “possa essere intrapreso un valido itinerario con iniziative a livello parrocchiale, diocesano e nazionale, mirate a mettere in luce esperienze di lavoro e di festa nei loro aspetti più veri e positivi, con particolare riguardo all’incidenza sul vissuto concreto delle famiglie”.

Infine il Papa segnala che “il VII Incontro mondiale avrà, come i precedenti, una durata di cinque giorni e culminerà il sabato sera con la ‘Festa delle Testimonianze’ e domenica mattina con la Messa solenne. Queste due celebrazioni, da me presiedute, ci vedranno tutti riuniti come ‘famiglia di famiglie’”.

Commentando il tema della Lettera, il Cardinale Antonelli ha ricordato i problemi della famiglie ed ha detto: “La famiglia (...) è privatizzata e ridotta a luogo di affetti e di gratificazione individuale; non riceve adeguato sostegno culturale, giuridico, economico, politico; subisce il pesante condizionamento di complesse dinamiche disgregatrici, tra le quali hanno un’incidenza tutt’altro che trascurabile, l’organizzazione del lavoro e lo scadimento della festa a ‘tempo libero’”. Il Cardinale ha sottolineato al riguardo che l’Incontro di Milano “può diventare un importante contributo alla difesa e promozione dell’umano autentico nel mondo di oggi, a cominciare da nuovi stili di vita familiare”.

“In ambito familiare occorre incoraggiare la ridistribuzione dei compiti domestici e la scelta del lavoro extra domestico di comune accordo da parte dei coniugi, l’assunzione di uno stile di vita ispirato alla sobrietà, alla cura delle relazioni personali, all’apertura vero la comunità ecclesiale e le necessità del prossimo. Occorre infine che il giorno festivo sia celebrato in modo da illuminare il senso della vita e del lavoro stesso, rafforzando la coesione della famiglia e il suo inserimento nella comunità più grande, ravvivando il rapporto con la persone di Cristo, Signore e Salvatore, che ci accompagna nel nostro cammino quotidiano”.

Il Vescovo Ausiliare di Milano, Monsignor De Scalzi, ha segnalato a sua volta che: “Sarebbe significativo se riuscissimo ad accogliere a Milano soprattutto le famiglie povere del Sud del mondo. Penso a chi vive in Paesi dove è difficile far sentire la propria voce. È importante che i rappresentanti di queste famiglia possano portare la loro testimonianza di vita e raccontarci come intendono il lavoro e la festa in relazione la nucleo familiare”.
OP/ VIS 20100924 (730)

COMMISSIONE BILATERALE PERMANENTE SANTA SEDE-ISRAELE

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2010 (VIS). La Commissione Bilaterale Permanente di Lavoro tra la Santa Sede e lo Stato di Israele si è incontrata il 21 settembre 2010 per continuare il suo lavoro programmato in base all’Articolo 10, paragrafo 2, del “Fundamental Agreement” del 1993.

I colloqui si sono svolti in un’atmosfera di cordialità e hanno segnato un progresso verso l’auspicato accordo.
.../ VIS 20100924 (70)
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