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lunedì 8 novembre 2010

LA CARITÀ È IL DISTINTIVO DEL NOSTRO ESSERE CRISTIANI

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Papa si è recato in visita alla “Obra Benéfico Social del Nen Dèu”, istituzione benefica creata nel 1892 da Madre Carmen del Niño Jesús González Ramos, beatificata nel 2007, Fondatrice delle “Hermanas Franciscanas de los Sagrados Corazones”.

L’Istituto è sorto inizialmente per dare assistenza ai bambini di famiglie bisognose e per molto tempo la maggioranza degli ospiti sono stati pazienti con la sindrome di Down. Tuttavia la graduale riduzione di questi casi ha portato ad una profonda trasformazione della popolazione assistita, formata oggi da piccoli pazienti autistici, epilettici gravi, con problemi di personalità o comportamentali. L’Istituto offre assistenza sanitaria e psicologica a 250 pazienti, la cui età oscilla tra 3 e 21 anni, assistiti da 8 religiose e da un’ottantina di operatori e volontari.

Al suo arrivo, accolto dal Cardinale Lluis Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcelona, il Papa ha indirizzato parole di saluto in catalano alla Superiora della Comunità, ai Membri del Patronato della “Obra”, ai pazienti e ai familiari, ed ha detto:

“Vorrei, allo stesso tempo, manifestare la mia riconoscenza alle Autorità, invitandole a prodigarsi perché i più svantaggiati siano sempre raggiunti dai servizi sociali, e a coloro che sostengono con il loro generoso aiuto entità assistenziali di iniziativa privata, come questa Scuola di Educazione Speciale del ‘Nen Déu’. In questi momenti, in cui molte famiglie sperimentano serie difficoltà economiche, dobbiamo moltiplicare, come discepoli di Cristo, i gesti concreti di solidarietà, tangibile e continua, mostrando così che la carità è il distintivo del nostro essere cristiani”.

“Con la dedicazione della Basilica della Sacra Famiglia, si è posto in rilievo questa mattina che l’edificio sacro è segno del vero santuario di Dio tra gli uomini. Ora voglio sottolineare come, con lo sforzo di questa e altre analoghe istituzioni ecclesiali (...) si mostra chiaramente che, per il cristiano, ogni uomo è un vero santuario di Dio, che deve essere trattato con sommo rispetto e affetto, soprattutto quando si trova nel bisogno. La Chiesa vuole così realizzare le parole del Signore nel Vangelo: ‘In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’.

“Nella cura dei più deboli, molto hanno contribuito i formidabili progressi della sanità negli ultimi decenni, che sono stati accompagnati dalla crescente convinzione dell’importanza che ha, per il buon risultato del processo terapeutico, un rapporto umano attento. Perciò, è esigenza dell’essere umano che i nuovi sviluppi tecnologici nel campo medico non vadano mai a detrimento del rispetto per la vita e la dignità umana, in modo che coloro che soffrono malattie o disabilità psichiche o fisiche possano ricevere sempre quell’amore e quelle attenzioni che permettano loro di sentirsi valorizzati come persone nelle loro necessità concrete”.

“Cari bambini e giovani” – ha concluso il Santo Padre – “mi congedo da voi rendendo grazie a Dio per le vostre vite, così preziose ai suoi occhi, e assicurandovi che occupate un posto molto importante nel cuore del Papa. (...) Non tralascio inoltre di pregare per coloro che sono al servizio di chi soffre, lavorando instancabilmente perché le persone con disabilità possano occupare il loro giusto posto nella società e non siano emarginate a causa delle loro limitazioni. A questo proposito, vorrei riconoscere, in modo speciale, la testimonianza fedele dei sacerdoti e di coloro che visitano i malati nelle loro case, negli ospedali e in altre istituzioni specializzate. Essi incarnano l’importante ministero della consolazione di fronte alle fragilità della nostra condizione, che la Chiesa cerca di compiere con gli stessi sentimenti del Buon Samaritano”.

Al termine del discorso il Papa ha ricevuto i doni offerti dai bambini e dai giovani del Nen Déu ed ha benedetto la Prima Pietra della nuova Residenza che porterà il suo nome. Infine Benedetto XVI si è diretto all’aeroporto di Barcelona dove alle 18:30 ha avuto un incontro in privato con il Presidente del Governo spagnolo, Signor José Luis Rodríguez Zapatero.
PV-SPAGNA/ VIS 20101108 (670)

FEDE FONTE ISPIRAZIONE FA CRESCERE SOLIDARIETÀ E SERVIZIO

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Questa sera, alle 19:00, ha avuto luogo la cerimonia di congedo all’aeroporto internazionale di Barcelona, in presenza dei Reali di Spagna.

Dopo un breve saluto del Re Don Juan Carlos, il Papa ha pronunciato l’ultimo discorso del suo Viaggio.

Benedetto XV ha ringraziato i Reali per la loro presenza, le Autorità, gli Arcivescovi di Santiago de Compostela e di Barcelona, l’episcopato spagnolo e tutti coloro che hanno collaborato “perché questo viaggio riuscisse felicemente”.

“A Compostela” – ha detto il Papa – “ho voluto unirmi, come un pellegrino tra gli altri, alle tante persone della Spagna, dell’Europa e di altri luoghi del mondo che giungono alla tomba dell’Apostolo per rafforzare la propria fede e ricevere il perdono e la pace. Come successore di Pietro, sono inoltre venuto per confermare i miei fratelli nella fede. Quella fede che agli albori del cristianesimo giunse a queste terre e si radicò tanto profondamente che è venuta forgiando lo spirito, le usanze, l’arte e il carattere delle genti che vi abitano. Preservare e accrescere questo ricco patrimonio spirituale, è segno non solo dell’amore di un Paese verso la propria storia e cultura, ma è anche una via privilegiata per trasmettere alle giovani generazioni quei valori fondamentali tanto necessari per edificare un futuro di convivenza armoniosa e solidale”.

“Le strade che attraversavano l’Europa per raggiungere Santiago” – ha sottolineato il Pontefice – “erano molto diverse tra loro, ciascuna con la propria lingua e le proprie peculiarità, ma la fede era la stessa. (...) Che questa fede” – ha auspicato il Papa – “trovi nuovo vigore in questo Continente, e si trasformi in fonte di ispirazione, facendo crescere la solidarietà e il servizio verso tutti, specialmente i gruppi umani e le Nazioni più bisognose”.

Esprimendosi in catalano, il Santo Padre ha ricordato che a Barcelona “ho avuto l’immensa gioia di dedicare la Basilica della Sacra Famiglia (...) e ho visitato anche una significativa istituzione ecclesiale di carattere benefico e sociale. Sono come due simboli, nella Barcellona di oggi, della fecondità di quella stessa fede, che segnò anche le profondità di questo popolo e che, attraverso la carità e la bellezza del mistero di Dio, contribuisce a creare una società più degna dell’uomo. In effetti, la bellezza, la santità e l’amore di Dio portano l’uomo a vivere nel mondo con speranza”.

“Rientro a Roma” – ha concluso il Pontefice – “dopo aver visitato solo due luoghi della vostra meravigliosa terra. Ciò nonostante, con la preghiera e il pensiero ho desiderato abbracciare tutti gli spagnoli, senza eccezione alcuna, e tanti altri che vivono in mezzo a voi senza essere nati qui. Porto tutti nel mio cuore e prego per tutti, in particolare per coloro che soffrono, e li metto sotto la protezione materna di Maria Santissima, tanto venerata e invocata in Galizia, in Catalogna e nelle altre regioni della Spagna. A Lei chiedo anche che vi ottenga dall’Altissimo copiosi doni celesti, che vi aiutino a vivere come una sola famiglia, guidati dalla luce della fede. Vi benedico nel nome del Signore. Con il suo aiuto, ci rivedremo a Madrid il prossimo anno, per celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù. Arrivederci”.

Successivamente il Papa è salito a bordo dell’aereo per Roma, dove è giunto alle 21:00. Dall’aeroporto di Ciampino ha raggiunto il Vaticano in automobile, portando a termine il diciottesimo Viaggio Apostolico fuori d’Italia del suo Pontificato.
PV-SPAGNA/ VIS 20101108 (570)

domenica 7 novembre 2010

IL PAPA RISPONDE ALLE DOMANDE DEI GIORNALISTI

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Durante il volo verso Santiago de Compostela, il Santo Padre Benedetto XVI ha risposto alle domande dei giornalisti – formulate da Padre Federico Lombardi – che lo hanno accompagnato nel Viaggio Apostolico in Spagna.

EUROPA DEVE APRIRSI TRASCENDENZA E FRATERNITÀ

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Alle 16:30 di questo pomeriggio, Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa in occasione dell’Anno Giubilare Compostelano nella Plaza del Obradoiro, così chiamata perché lì si trovavano le botteghe degli scalpellini che tagliavano le pietre per la costruzione della Cattedrale. La Piazza può contenere circa ottomila persone. I fedeli radunati nelle piazze vicine hanno potuto seguire la Celebrazione Eucaristica, alla quale erano presenti i Principi delle Asturie, su megaschermi.

DEDICAZIONE DELLA CHIESA DELLA “SAGRADA FAMILIA”

CITTA' DEL VATICANO, 7 NOV. 2010 (VIS). Alle 9:00 di questa mattina, il Papa, lasciato l’Arcivescovado di Barcelona, si è recato in autovettura panoramica alla Chiesa della “Sagrada Famiglia”, il capolavoro del grande architetto catalano Antoni Gaudí.

sabato 6 novembre 2010

VIVERE ILLUMINATI DALLA VERITÀ DI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). All’arrivo alla Chiesa di Santiago di Compostela, Benedetto XVI si è diretto alla Cappella del Santissimo Sacramento per un breve momento di adorazione. Successivamente ha salutato i fedeli dalla Porta della Gloria, che gli scalpellini scolpirono in granito nel secolo XII, e le cui colonne sono adornate da statue di Cristo, degli Apostoli, di santi, di profeti, angeli, mostri simbolici, passaggi della Bibbia.

Dopo l’uscito dalla Porta Reale e l’ingresso dalla Porta Santa, il Papa ha sostato in preghiera silenziosa davanti alla tomba dell’Apostolo, e quindi ha abbracciato la statua dell’Apostolo.

Dopo il saluto dell’Arcivescovo di Santiago de Compostela, Monsignor Julián Barrio Barrio. Il Papa ha pronunciato un discorso.

“Andare in pellegrinaggio non è semplicemente visitare un luogo qualsiasi per ammirare i suoi tesori di natura, arte o storia. Andare in pellegrinaggio significa, piuttosto, uscire da noi stessi per andare incontro a Dio là dove Egli si è manifestato, là dove la grazia divina si è mostrata con particolare splendore e ha prodotto abbondanti frutti di conversione e santità tra i credenti”

“In questo Anno Santo Compostelano, come Successore di Pietro, ho voluto anch’io venire in pellegrinaggio alla Casa del ‘Señor Santiago’ (San Giacomo), che si appresta a celebrare l’anniversario degli ottocento anni dalla sua consacrazione, per confermare la vostra fede e ravvivare la vostra speranza, e per affidare all’intercessione dell’Apostolo i vostri aneliti, fatiche e opere per il Vangelo. Nell’abbracciare la sua venerata immagine, ho pregato anche per tutti i figli della Chiesa, che ha la sua origine nel mistero di comunione che è Dio”.

“La Chiesa è questo abbraccio di Dio nel quale gli uomini imparano anche ad abbracciare i propri fratelli, scoprendo in essi l’immagine e somiglianza divina, che costituisce la verità più profonda del loro essere, e che è origine della vera libertà”.

“Tra verità e libertà vi è una relazione stretta e necessaria. La ricerca onesta della verità, l’aspirazione ad essa, è la condizione per un’autentica libertà. Non si può vivere l’una senza l’altra. La Chiesa, che desidera servire con tutte le sue forze la persona umana e la sua dignità, è al servizio di entrambe, della verità e della libertà. Non può rinunciare ad esse, perché è in gioco l’essere umano, perché la spinge l’amore all’uomo, ‘il quale in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stessa’ (Gaudium et spes, 24), e perché senza tale aspirazione alla verità, alla giustizia e alla libertà, l’uomo si perderebbe esso stesso”.

“Permettetemi che da Compostela, cuore spirituale della Galizia e, allo stesso tempo, scuola di universalità senza confini, esorti tutti i fedeli di questa cara Arcidiocesi, e tutti quelli della Chiesa in Spagna, a vivere illuminati dalla verità di Cristo, professando la fede con gioia, coerenza e semplicità, in casa, nel lavoro e nell’impegno come cittadini”.

“Che la gioia di sentirvi figli amati di Dio vi spinga anche ad una amore sempre più profondo per la Chiesa, collaborando con essa nella sua opera di portare Cristo a tutti gli uomini. Pregate il Padrone della messe, perché molti giovani si consacrino a questa missione nel ministero sacerdotale e nella vita consacrata: oggi, come sempre, vale la pena dedicarsi per tutta la vita a proporre la novità del Vangelo”.

“Non voglio concludere senza prima esprimere felicitazione e ringraziamento a tutti i cattolici spagnoli per la generosità con la quale sostengono tante istituzioni di carità e di promozione umana. Non stancatevi di mantenere queste opere, che apportano beneficio a tutta la società, e la cui efficacia si è manifestata in modo speciale nell’attuale crisi economica, così come in occasione delle gravi calamità naturali che hanno colpito vari Paesi”.

“Prego l’Altissimo che conceda a tutta l’audacia che ebbe san Giacomo per essere testimone di Cristo Risorto, e così rimaniate fedeli nei cammini della santità e vi spendiate per la gloria di Dio e il bene dei fratelli più abbandonati”.

Alla fine del discorso il Papa ha messo l’incenso nel “botafumeiro” (grande incensiere) che si accende nelle grandi cerimonie e che viene azionato, come vuole la tradizione secolare, mentre si canta l’Inno all’Apostolo San Giacomo – da otto uomini conosciuti con il nome di “tiraboleiros”. Questo rito è sempre molto ammirato dai pellegrini. L’incensiere attuale è alto 1,10m, pesa 50 kg ed è in ottone cromato. Fu realizzato a Santiago alla metà del secolo scorso.

Infine il Papa si è diretto all’Arcivescovado per il pranzo con i Cardinali spagnoli, i membri del Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale ed il Seguito Papale.
PV-SPAGNA/ VIS 20101106 (770)

BENEDETTO XVI: VENGO COME PELLEGRINO A SANTIAGO

CITTA' DEL VATICANO, 6 NOV. 2010 (VIS). Benedetto XVI ha iniziato questa mattina il 18° Viaggio Apostolico fuori d’Italia del suo Pontificato, nelle località spagnole di antica tradizione cattolica: Santiago de Compostela, legata al rito del pellegrinaggio alla tomba dell’Apostolo Giacomo, che celebra il suo Anno Giubilare, e Barcelona, dove il Papa consacrerà l’incompiuta Chiesa della “Sagrada Famiglia”, 128 anni dopo l’inizio dei lavori, tuttora in corso.

Santiago de Compostela, prima meta del Viaggio del Santo Padre, deriva il suo nome da quello dell’Apostolo Giacomo il Maggiore (Santiago) e da “campus stellae” (Compostela) in riferimento alla stella che avrebbe indicato il sito dei resti del corpo di San Giacomo, martirizzato e sepolto a Gerusalemme, giunti miracolosamente in Spagna. Nel luogo del ritrovamento avvenuto nell’813, Alfonso II, re delle Asturie e di Galizia, fece costruire una chiesa, affidata poi ai monaci benedettini. Santiago, distrutta nel 997 dall’esercito musulmano di Al-Manssùr, ricostruita da Bermuda II e trasformata in luogo di culto, diventò la terza meta di pellegrinaggi dopo Gerusalemme e Roma. La Città e il Cammino del Pellegrinaggio di Santiago sono stati dichiarati dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”, nel 1985.

Il Papa è partito dall’aeroporto romano di Fiumicino alle 8:30 di questa mattina ed è giunto a Santiago de Compostela alle 11:30. Ai piedi della scaletta dell’aereo erano ad accogliere il Pontefice le loro Altezze Reali i Principi delle Asturie, Don Felipe di Borbone e Donna Letizia Ortiz Rocasolano, accompagnati dall’Arcivescovo Julián Barrio Barrio, di Santiago de Compostela.

Alla Cerimonia di benvenuto che si è svolta nei pressi del nuovo Terminal Sud dell’aeroporto inaugurato per l’occasione, erano presenti Autorità politiche del Governo Centrale, dell’Autonomia della Galizia e del Comune di Santiago, i Cardinali spagnoli e il Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale e alcune centinaia di fedeli. Al termine degli onori militari, dell’esecuzione degli Inni nazionali e del discorso del Principe delle Asturie, il Papa si è rivolto ai presenti.

“Vengo come pellegrino in questo Anno Santo Compostelano” – ha detto Benedetto XVI – “e porto nel cuore lo stesso amore a Cristo che spingeva l’Apostolo Paolo a intraprendere i suoi viaggi, con l’anelito di giungere anche in Spagna. Desidero unirmi così alla grande schiera di uomini e donne che, lungo i secoli, sono venuti a Compostela da tutti gli angoli della Penisola Iberica e d’Europa, e anzi del mondo intero, per mettersi ai piedi di san Giacomo e lasciarsi trasformare dalla testimonianza della sua fede. Essi, con le orme dei loro passi e pieni di speranza, andarono creando una via di cultura, di preghiera, di misericordia e di conversione, che si è concretizzata in chiese e ospedali, in ostelli, ponti e monasteri. In questa maniera, la Spagna e l’Europa svilupparono una fisionomia spirituale marcata in modo indelebile dal Vangelo”.

“Proprio come messaggero e testimone del Vangelo” – ha proseguito il Pontefice – “andrò anche a Barcellona, per rinvigorire la fede del suo popolo accogliente e dinamico. Una fede seminata già agli albori del cristianesimo, e che germinò e crebbe al calore di innumerevoli esempi di santità, dando origine a tante istituzioni di beneficenza, cultura ed educazione. Fede che ispirò il geniale architetto Antoni Gaudí a intraprendere in quella città, con il fervore e la collaborazione di molti, quella meraviglia che è la chiesa della Sacra Famiglia. Avrò la gioia di dedicare quella chiesa, nella quale si riflette tutta la grandezza dello spirito umano che si apre a Dio”.

“Provo una gioia profonda nell’essere di nuovo in Spagna, che ha dato al mondo una moltitudine di grandi Santi, fondatori e poeti, come Ignazio di Loyola, Teresa di Gesù, Giovanni della Croce, Francesco Saverio, fra tanti altri; Spagna che nel secolo XX ha suscitato nuove istituzioni, gruppi e comunità di vita cristiana e di azione apostolica e, negli ultimi decenni, cammina in concordia e unità, in libertà e pace, guardando al futuro con speranza e responsabilità. Mossa dal suo ricco patrimonio di valori umani e spirituali, cerca pure di progredire in mezzo alle difficoltà e offrire la sua solidarietà alla comunità internazionale”.

“Questi apporti e iniziative della vostra lunga storia, e anche di oggi, insieme al significato di questi due luoghi della vostra bella geografia che visiterò in questa occasione, mi spronano ad allargare il mio pensiero a tutti i popoli di Spagna e d’Europa. Come il Servo di Dio Giovanni Paolo II, che da Compostela esortò il Vecchio Continente a dare nuovo vigore alle sue radici cristiane, anch’io vorrei esortare la Spagna e l’Europa a edificare il loro presente e a progettare il loro futuro a partire dalla verità autentica dell’uomo, dalla libertà che rispetta questa verità e mai la ferisce, e dalla giustizia per tutti, iniziando dai più poveri e derelitti. Una Spagna e un’Europa non solo preoccupate delle necessità materiali degli uomini, ma anche di quelle morali e sociali, di quelle spirituali e religiose, perché tutte queste sono esigenze autentiche dell’unico uomo e solo così si opera in modo efficace, integro e fecondo per il suo bene”, ha concluso il Pontefice aggiungendo al termine del suo discorso alcune parole in lingua galiziana:

“Cari amici, vi ripeto la mia gratitudine per il vostro cordiale benvenuto e la vostra presenza in questo aeroporto. Rinnovo il mio affetto e la mia vicinanza agli amatissimi figli di Galizia, di Catalogna e degli altri popoli della Spagna. Nell’affidare all’intercessione di san Giacomo Apostolo la mia presenza tra voi, supplico Dio che giunga a tutti la sua benedizione. Molte grazie”.

Al termine delle cerimonia il Papa i Principi delle Asturie hanno avuto un breve incontro privato nella “Sala de Autoridades” dell’aeroporto. Infine il Papa si è diretto in autovettura alla Cattedrale di Santiago de Compostela.
PV-SPAGNA/ VIS 20101106 (950)

mercoledì 3 novembre 2010

PREGHIERE PER PROSSIMO VIAGGIO IN SPAGNA DI BENEDETTO XVI


CITTA' DEL VATICANO, 3 NOV. 2010 (VIS). “Vi invito ad accompagnarmi con le vostre ferventi preghiere nel Viaggio di questo fine settimana, durante il quale compirò una visita pastorale a Santiago de Compostela, unendomi ai pellegrini che arrivano fino alla tomba dell’Apostolo in questo Anno Santo” – ha detto il Papa nel salutare i fedeli di lingua spagnola presenti all’udienza di oggi.

“Mi recherò anche a Barcelona” – ha proseguito il Papa – “dove avrò la gioia di dedicare la meravigliosa Chiesa della ‘Sagrada Famiglia’, opera del geniale architetto Antoni Gaudí. Vado come testimone di Cristo Risorto, con il desiderio di portare a tutti la Sua Parola, nella quale possano incontrare la luce per vivere con dignità e speranza e costruire un mondo migliore”.
AG/ VIS 20101103 (130)

venerdì 29 ottobre 2010

STATISTICHE CHIESA CATTOLICA IN SPAGNA

CITTA' DEL VATICANO, 7 SET. 2010 (VIS). In occasione del prossimo Viaggio Apostolico del Santo Padre Benedetto XVI a Santiago de Compostela e a Barcelona (6-7 novembre), sono state pubblicate le statistiche della Chiesa Cattolica in Spagna. I dati, aggiornati al 31 dicembre 2009, sono a cura dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa.

La Spagna ha una superficie di 505.992 Km2 ed una popolazione di 45.929.000, di cui 42.470.000 cattolici, il 92,5% della popolazione. Il Paese conta 70 circoscrizioni ecclesiastiche e 22.674 parrocchie. I Vescovi sono 124, i sacerdoti 24.849, i religiosi 54.599, i membri laici di Istituti Secolari sono 2.786 e i catechisti 101.261. I seminaristi minori sono 1.943 e i maggiori 1.963.

Un totale di 1.596.429 studenti frequentano i 5.585 centri di istruzione cattolica, dalle scuole materne all’università. I centri caritativi e sociali di proprietà e/o diretti da ecclesiastici o religiosi contano in Spagna 93 ospedali, 72 ambulatori, 788 case per anziani, invalidi e minorati, 435 orfanotrofi e asili nido, 301 consultori familiari ed altri centri per la protezione della vita, 3.036 centri speciali di educazione o rieducazione sociale e 400 istituzioni di altro tipo.
OP/ VIS 20101029 (200)

venerdì 24 settembre 2010

PROGRAMMA VIAGGIO SANTIAGO DE COMPOSTELA E BARCELONA

CITTA' DEL VATICANO, 24 SET. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo il programma del Viaggio Apostolico di Benedetto XVI a Santiago de Compostela e Barcelona (Spagna), in programma il 6 e 7 novembre prossimo.

Alle 8:30 di sabato 6 novembre il Papa partirà dall’aeroporto romano di Fiumicino e giungerà all’aeroporto di Santiago de Compostela alle 11:30. Dopo la cerimonia di benvenuto Benedetto XVI pronuncerà un discorso a cui seguirà un incontro privato con le loro Altezze Reali i Principi delle Asturie.

Alle 13:00 è in programma la Visita alla Cattedrale di Santiago de Compostela dove il Papa saluterà i fedeli lì convenuti. Alle 13:40 seguirà il pranzo con i Cardinali spagnoli, con i Membri del Comitato Esecutivo della Conferenza Episcopale della Spagna e con il Seguito Papale nell’Arcivescovado di Santiago de Compostela. Alle 16:30 il Papa celebrerà la Santa Messa in occasione dell’Anno Compostelano nella Plaza del Obradoiro e terrà l’omelia.

Alle 19:15 Benedetto XVI ripartirà dall’Aeroporto internazionale di Santiago de Compostela per Barcelona.

Alle 9:30 di domenica 7 novembre il Santo Padre avrà un incontro privato con le loro Maestà i Reali di Spagna nella Sala Museale della Chiesa della Sagrada Familia a Barcelona.

Alle 10:00 il Papa celebrerà la Santa Messa con dedicazione della Chiesa della Sagrada Familia e dell’altare e terrà l’omelia a cui farà seguito la recita dell’Angelus Domini nella Piazza della Chiesa della Sagrada Famiglia. Il Papa rivolgerà ai presenti alcune parole.

Dopo il pranzo con i Cardinali e i Vescovi presenti nell’Arcivescovado di Barcelona, alle 17:15 il Papa visiterà la “Obra Benefico-Social Nen Déu” e dopo il saluto ai presenti si dirigerà all’aeroporto di Barcelona dove avrà luogo la cerimonia di congedo.

La partenza del Papa per Roma è prevista alla 19:15 e l’atterraggio all’aeroporto di Ciampino alle 20:55.
PV-COMPOSTELA:BARCELONA VIS 20100924 (320)
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