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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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martedì 29 luglio 2014

IL PAPA AI PENTECOSTALI: NOI SIAMO IN QUESTO CAMMINO DELL’UNITÀ, TRA FRATELLI

Città del Vaticano, 29 luglio 2014 (VIS). L'unione nella diversità e la richiesta di perdono per l'incomprensione di alcuni cattolici verso i fratelli della Chiesa evangelica pentecostale sono stati i punti chiave del discorso, pronunciato ieri da Papa Francesco, nella Chiesa Pentecostale della Riconciliazione a Caserta (Italia). È qui che si è svolto l'incontro con l'amico e pastore evangelico Giovanni Traettino, che il Papa conosce dagli anni di Buenos Aires, e che, come il Vescovo di Roma, è impegnato nell'ecumenismo. All'incontro, che si è svolto in un clima gioioso e intimo, hanno partecipato circa 200 persone, la maggioranza pentecostali provenienti dall'Italia, dagli Stati Uniti, da Argentina ed altri paesi. "Con uomini come Lei - ha detto il pastore Traettino all'amico Papa Francesco - c'è speranza per noi cristiani".

Filo conduttore delle parole di Papa Francesco è stato il discorso del pastore Traettino, il quale ha affermato che il centro della nostra vita è stare alla presenza di Gesù e camminare alla presenza di Gesù. Papa Francesco ha ricordato che il "camminare" è stato il primo comandamento che Dio ha dato al suo popolo, al nostro padre Abramo: "'Va', cammina alla mia presenza e sii irreprensibile'" ed ha aggiunto: "Io non capisco un cristiano fermo! Un cristiano che non cammina, io non lo capisco! Il cristiano deve camminare! (...) Perché ciò che è fermo, che non cammina, si corrompe. Come l’acqua ferma, che è la prima acqua a corrompersi (...) Ci sono cristiani che confondono il camminare col 'girare'. Non sono 'camminanti', sono erranti e girano qua e là nella vita. (...) Manca loro la parresia, l’audacia di andare avanti; manca loro la speranza".

Successivamente, parlando della bellezza della fratellanza, il Papa ha ricordato la vicenda di Giacobbe, nipote di Abramo, che durante la carestia manda i suoi figli - 10 dei quali avevano venduto il fratello Giuseppe - a comprare cibo in Egitto. Ed è in Egitto che essi ritrovano il fratello, diventato consigliere del faraone.

"Quando si cammina alla presenza di Dio, si dà questa fratellanza - ha affermato il Papa - . Quando invece ci fermiamo, ci guardiamo troppo l’uno all’altro, si dà un altro cammino… brutto, brutto! Il cammino delle chiacchiere. (...) E così incominciano, così dal primo momento è incominciata la divisione nella Chiesa. E non è lo Spirito Santo che fa la divisione! (...) Dal primo momento, dal primo momento del cristianesimo, nella comunità cristiana c’è stata questa tentazione. 'Io sono di questo'; 'Io sono di quello'; 'No! Io sono la chiesa, tu sei la setta'…. (...) Lo Spirito Santo fa la 'diversità' nella Chiesa. (...) E davvero questa diversità è tanto ricca, tanto bella. Ma poi, lo stesso Spirito Santo fa l’unità, e così la Chiesa è una nella diversità. E, per usare una parola bella di un evangelico che io amo tanto, una 'diversità riconciliata' dallo Spirito Santo. Lui fa entrambe le cose: fa la diversità dei carismi e poi fa l’armonia dei carismi".

"Noi siamo nell’epoca della globalizzazione, e pensiamo a cos’è la globalizzazione e a cosa sarebbe l’unità nella Chiesa: forse una sfera, dove tutti i punti sono equidistanti dal centro, tutti uguali? No! Questa è uniformità. E lo Spirito Santo non fa uniformità! (...) Pensiamo al poliedro: il poliedro è una unità, ma con tutte le parti diverse; ognuna ha la sua peculiarità, il suo carisma. Questa è l’unità nella diversità. È in questa strada che noi cristiani facciamo ciò che chiamiamo col nome teologico di ecumenismo: cerchiamo di far sì che questa diversità sia più armonizzata dallo Spirito Santo e diventi unità; cerchiamo di camminare alla presenza di Dio per essere irreprensibili".

Riferendosi a quanto detto dal pastore Traettino sull'Incarnazione del Signore, il Santo Padre ha affermato: "L’incarnazione di Verbo è alla base: è Gesù Cristo! Dio e uomo, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo, vero Dio e vero uomo. E così lo hanno capito i primi cristiani e hanno dovuto lottare tanto, tanto, tanto per mantenere queste verità (...) È il mistero della carne di Cristo (...) Io amo il fratello perché anche lui è Cristo, è come Cristo, è la carne di Cristo. Io amo il povero, la vedova, lo schiavo, quello che è in carcere… (...) Amo tutti costoro, perché queste persone che soffrono sono la carne di Cristo (...) Non si può predicare un Vangelo puramente intellettuale: il Vangelo è verità ma è anche amore ed è anche bellezza! E questa è la gioia del Vangelo!".

"In questo cammino - ha sottolineato il Papa - abbiamo fatto tante volte la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe, quando la gelosia e l’invidia ci hanno diviso. (...) Quella storia triste in cui il Vangelo per alcuni era vissuto come una verità e non si accorgevano che dietro questo atteggiamento c’erano cose brutte, cose non del Signore, una brutta tentazione di divisione. Quella storia triste, in cui pure si faceva la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe: la denuncia, le leggi di questa gente: 'va contro la purezza della razza…'. E queste leggi sono state sancite da battezzati! Alcuni di quelli che hanno fatto questa legge e alcuni di quelli che hanno perseguitato, denunciato i fratelli pentecostali perché erano 'entusiasti', quasi 'pazzi', che rovinavano la razza, alcuni erano cattolici… (...). Io vi chiedo perdono per questo! Io vi chiedo perdono per quei fratelli e sorelle cattolici che non hanno capito e che sono stati tentati dal diavolo e hanno fatto la stessa cosa dei fratelli di Giuseppe. Chiedo al Signore che ci dia la grazia di riconoscere e di perdonare…".

"il fratello Giovanni - ha proseguito il Pontefice - ha detto una cosa che condivido totalmente: la verità è un incontro, un incontro tra persone. La verità non si fa in laboratorio, si fa nella vita, cercando Gesù per trovarlo. Ma il mistero più bello, più grande è che quando noi troviamo Gesù, ci accorgiamo che Lui ci cercava da prima, che Lui ci ha trovato da prima, perché Lui arriva prima di noi! A me, in spagnolo, piace dire che il Signore ci primerea. È una parola spagnola: ci precede, e sempre ci aspetta. (...) Da quell’incontro viene tutto. Questo è il cammino della santità cristiana: ogni giorno cercare Gesù per incontrarlo e ogni giorno lasciarsi cercare da Gesù e lasciarsi incontrare da Gesù".

"Noi siamo in questo cammino dell’unità, tra fratelli. - ha concluso il Santo Padre - Qualcuno sarà stupito: 'Ma, il Papa è andato dagli evangelici'. È andato a trovare i fratelli! Sì! Perché - e questo che dirò è verità - sono loro che sono venuti prima a trovare me a Buenos Aires. (...) E così è cominciata questa amicizia, questa vicinanza fra i pastori di Buenos Aires, e oggi qui. Vi ringrazio tanto. Vi chiedo di pregare per me, ne ho bisogno… perché almeno non sia tanto cattivo. Grazie!".

Il Papa si è quindi intrattenuto a pranzo con la Comunità della Chiesa evangelica pentecostale e nel pomeriggio è rientrato in Vaticano.

PELLEGRINAGGIO A ROMA DI 50.000 MINISTRANTI

Città del Vaticano, 29 luglio 2014 (VIS). Come ogni anno, nella prima settimana di agosto, la Conferenza Episcopale Tedesca organizza un pellegrinaggio comune dei ministranti a Roma. Anche quest'anno, dal 4 all'8 agosto prossimo, più di 50.000 ministranti, provenienti dalla Germania, dall'Austria e dalla Svizzera, saranno in pellegrinaggio a Roma per rafforzare il potenziale spirituale dei pellegrinaggi precedenti. In Germania più di 430.000 bambini, adolescenti e giovani adulti sono impegnati nel servizio all'altare.

Il programma di questa settimana comprende funzioni religiose diocesane, visite guidate su temi di storia, cultura e spiritualità ed escursioni culturali e religiose fra le quali una visita ad Assisi. Culmine del pellegrinaggio sarà l'udienza con Papa Francesco che li riceverà in Vaticano martedì 5 agosto prossimo.

lunedì 28 luglio 2014

VISITA PRIVATA DEL SANTO PADRE A CASERTA PER L'INCONTRO CON IL PASTORE EVANGELICO GIOVANNI TRAETTINO

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Questa mattina il Santo Padre Francesco si è recato nuovamente a Caserta, dopo la visita pastorale di sabato 26 luglio, per un incontro in forma privata con il pastore evangelico Giovanni Traettino, cui lo lega un rapporto di amicizia instauratosi quando era Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina).

Il Papa è giunto a Caserta in elicottero verso le ore 10:15 e dopo un colloquio personale riservato nell’abitazione del pastore Giovanni Traettino, ha incontrato la Comunità della Chiesa evangelica pentecostale presso i locali - ancora in costruzione - della Chiesa pentecostale della Riconciliazione. Il Santo Padre si intrattiene a pranzo con la Comunità e il rientro in Vaticano è previsto nel pomeriggio.

CORDOGLIO PER LA MORTE DEL CARDINALE FRANCESCO MARCHISANO

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino (Italia), per la morte, ieri a Roma, all'età di 85 anni, del Cardinale Francesco Marchisano, Arciprete emerito della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano, Presidente emerito della Fabbrica di San Pietro, Presidente emerito dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.

"Appresa la notizia delta morte del Cardinale Francesco Marchisano, illustre figlio di codesta terra - scrive il Papa - desidero esprimere a Vostra Eccellenza, al presbiterio e all'intera comunità diocesana, come pure ai parenti e agli amici del compianto Porporato, sentimenti di profondo cordoglio. Penso con affetto a questo caro pastore che per tanti anni ha prestato la sua solerte collaborazione alla Sede Apostolica, specialmente nella Congregazione per l'Educazione Cattolica e poi quale Arciprete della Basilica Vaticana, infine come Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica. Egli lascia la testimonianza di una vita spesa nell'adesione generosa alla propria vocazione, quale sacerdote e vescovo sollecito per le necessita dei fedeli e sensibile al mondo dell'arte e della cultura. Innalzo preghiere di suffragio perché il Signore lo accolga nel gaudio e nella pace eterna, ed invio a quanti condividono il dolore per la sua scomparsa la confortatrice Benedizione Apostolica".

Le Esequie del defunto Cardinale Marchisano avranno luogo alle ore 8:00 di mercoledì 30 luglio, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana. La Liturgia Esequiale sarà celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con i Cardinali, Arcivescovi e Vescovi presenti a Roma. Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Francesco presiederà il rito della "Ultima Commendatio" e della "Valedictio".

ANGELUS: PAPA FRANCESCO RIBADISCE L'IMPORTANZA DI LEGGERE IL VANGELO

Città del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Alle ore 12:00 di oggi, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro, per il consueto appuntamento domenicale. Come già nell'omelia della Santa Messa celebrata il giorno precedente a Caserta, il Papa si è soffermato sulle due parabole del Regno di Dio: quella del mercante di perle che trova una perla preziosissima e vende tutti i suoi averi pur di possederla e quella del contadino che arando il suo campo trova un tesoro insperato e vende tutto per acquistare il terreno dove ha trovato il tesoro. "Il mercante e il contadino non hanno bisogno di fare ragionamenti, o di pensarci, di riflettere: si accorgono subito del valore incomparabile di ciò che hanno trovato, e sono disposti a perdere tutto pur di averlo".

"Così è per il Regno di Dio - ha spiegato il Pontefice - chi lo trova non ha dubbi, sente che è quello che cercava, che attendeva e che risponde alle sue aspirazioni più autentiche. Ed è veramente così: chi conosce Gesù, chi lo incontra personalmente, rimane affascinato, attratto da tanta bontà, tanta verità, tanta bellezza, e tutto in una grande umiltà e semplicità. Cercare Gesù, incontrare Gesù: questo è il grande tesoro!".

"Quante persone, quanti santi e sante, leggendo con cuore aperto il Vangelo, sono stati talmente colpiti da Gesù, da convertirsi a Lui - ha esclamato il Pontefice - Pensiamo a san Francesco di Assisi: lui era già un cristiano, ma un cristiano 'all’acqua di rose'. Quando lesse il Vangelo, in un momento decisivo della sua giovinezza, incontrò Gesù e scoprì il Regno di Dio, e allora tutti i suoi sogni di gloria terrena svanirono. Il Vangelo ti fa conoscere Gesù vero, ti fa conoscere Gesù vivo; ti parla al cuore e ti cambia la vita. E allora sì, lasci tutto. Puoi cambiare effettivamente tipo di vita, oppure continuare a fare quello che facevi prima ma tu sei un altro, sei rinato: hai trovato ciò che dà senso, ciò che dà sapore, che dà luce a tutto, anche alle fatiche, anche alle sofferenze e anche alla morte".

Successivamente Papa Francesco ha ribadito l'importanza di leggere il Vangelo: "Ogni giorno leggere un passo del Vangelo; e anche portare un piccolo Vangelo con noi, nella tasca, nella borsa, comunque a portata di mano. E lì, leggendo un passo, troveremo Gesù. Tutto acquista senso quando lì, nel Vangelo, trovi questo tesoro, che Gesù chiama 'il Regno di Dio', cioè Dio che regna nella tua vita, nella nostra vita; Dio che è amore, pace e gioia in ogni uomo e in tutti gli uomini. (...) Leggere il Vangelo è trovare Gesù e avere questa gioia cristiana, che è un dono dello Spirito Santo".
"Cari fratelli e sorelle, la gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio traspare, si vede. - ha detto infine il Pontefice - Il cristiano non può tenere nascosta la sua fede, perché traspare in ogni parola, in ogni gesto, anche in quelli più semplici e quotidiani: traspare l’amore che Dio ci ha donato mediante Gesù. Preghiamo, per intercessione della Vergine Maria, perché venga in noi e nel mondo intero il suo Regno di amore, di giustizia e di pace".

NUOVO APPELLO DEL PAPA PER LA PACE IN MEDIO ORIENTE, IRAQ E UCRAINA

Città del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Dopo l'Angelus, il Santo Padre Francesco, nel ricordare che domani ricorre il centesimo anniversario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, ha lanciato un nuovo appello per la pace in Medio Oriente, Iraq e Ucraina e perché si depongano le armi.

"Domani - ha detto Papa Francesco - ricorre il centesimo anniversario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, che causò milioni di vittime e immense distruzioni. Tale conflitto, che Papa Benedetto XV definì una 'inutile strage', sfociò, dopo quattro lunghi anni, in una pace risultata più fragile. Domani sarà una giornata di lutto nel ricordo di questo dramma. Mentre ricordiamo questo tragico evento, auspico che non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni della pace mediante un dialogo paziente e coraggioso".

"In particolare, oggi il mio pensiero va a tre aree di crisi: quella mediorientale, quella irakena e quella ucraina. Vi chiedo di continuare a unirvi alla mia preghiera perché il Signore conceda alle popolazioni e alle Autorità di quelle zone la saggezza e la forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino della pace, affrontando ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione. Al centro di ogni decisione non si pongano gli interessi particolari, ma il bene comune e il rispetto di ogni persona. Ricordiamo che tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace".

"Fratelli e sorelle, mai la guerra! Mai la guerra! Penso soprattutto ai bambini, ai quali si toglie la speranza di una vita degna, di un futuro: bambini morti, bambini feriti, bambini mutilati, bambini orfani, bambini che hanno come giocattoli residui bellici, bambini che non sanno sorridere. Fermatevi, per favore! Ve lo chiedo con tutto il cuore. E’ l’ora di fermarsi! Fermatevi, per favore!".

IL PAPA AI SACERDOTI DELLA DIOCESI DI CASERTA: I VESCOVI DEVONO SEMPRE ESSERE D’ACCORDO: MA D’ACCORDO NELL’UNITÀ, NON NELL’UNIFORMITÀ

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Alle 15:00 di sabato 26 luglio, il Santo Padre Francesco è partito in elicottero dall’eliporto vaticano per la Visita Pastorale a Caserta. Al Suo arrivo nell’eliporto della Scuola Sottufficiali dell’Aeronautica Militare presso la Reggia di Caserta, il Papa è stato accolto dal Vescovo Giovanni D’Alise, Vescovo di Caserta e dalle Autorità locali. Successivamente, raggiunta in auto la Reggia di Caserta, intorno alle ore 16:00, il Santo Padre ha incontrato, nella Cappella Palatina, i Sacerdoti della diocesi rispondendo alle loro domande e consegnando al Vescovo il discorso che aveva preparato.

Papa Francesco ha affermato che i Vescovi devono dare l'esempio dell'unità che Gesù ha chiesto al Padre per la Chiesa. "Non si può andare sparlando uno dell'altro (...) Nell'unità della Chiesa è importante l'unità tra i Vescovi" ed ha sottolineato che è nei conflitti che "il diavolo (...) festeggia! È lui che guadagna". I Vescovi devono "sempre essere d’accordo: ma d’accordo nell’unità, non nell’uniformità. Ognuno ha il suo carisma, ognuno ha il suo modo di pensare, di vedere le cose: questa varietà a volte è frutto di sbagli, ma tante volte è frutto dello stesso Spirito. (...) Lo stesso Spirito che fa la diversità, poi è riuscito a fare l’unità; un’unità nella diversità di ognuno, senza che nessuno perda la propria personalità".

Alla richiesta di uno suo suggerimento per una pastorale che senza mortificare la pietà popolare, possa rilanciare il primato del Vangelo, il Santo Padre ha detto: "La pietà popolare vera nasce dal quel 'sensus fidei' di cui parla l'Enciclica 'Lumen Gentium' e guida nella devozione dei Santi, della Madonna, anche con espressioni folkloristiche nel senso buono della parola. Per questo la pietà popolare è fondamentalmente inculturata, non può essere una pietà popolare di laboratorio, asettica, ma nasce sempre dalla nostra vita".

Alla domanda sull'identità del sacerdote del terzo millennio e su come superare la crisi esistenziale dei sacerdoti suscitata dalla rivoluzione linguistica, semantica, culturale della testimonianza evangelica, il Santo Padre ha risposto "Con creatività. (...) È il comandamento che Dio ha dato ad Adamo: 'Va e fa crescere la Terra'". La condizione per essere creativi nello Spirito, nello Spirito del Signore Gesù, è soltanto la preghiera, non c'è altra strada. "Un Vescovo che non prega, un prete che non prega ha chiuso la porta, ha chiuso la strada della creatività".

Alla domanda su quale potrebbe essere il fondamento di una spiritualità del prete diocesano, il Santo Padre ha risposto che il sacerdote deve avere una capacità di contemplazione sia verso Dio sia verso gli uomini. un uomo che guarda, che riempie i suoi occhi e il suo cuore di questa contemplazione: con il Vangelo davanti a Dio, e con i problemi umani davanti agli uomini. In questo senso deve essere un contemplativo. Non bisogna fare confusione: il monaco è un’altra cosa".

Il Papa ha poi sottolineato che il centro della spiritualità del sacerdote diocesano è nella diocesanità", che significa "avere un rapporto con il Vescovo e un rapporto con gli altri sacerdoti. (...) È tutto qui: è semplice, ma al tempo stesso non è facile. (...) E qual è il nemico più grande di questi due rapporti? Le chiacchiere (...). Il diavolo sa che quel seme gli dà frutti e semina bene (...). Un uomo solo finisce amareggiato, non è fecondo e chiacchiera sugli altri. Questa è un'aria che non fa bene, è proprio quello che impedisce quel rapporto evangelico e spirituale e fecondo con il Vescovo e con il presbiterio". Papa Francesco ha ricordato che è meglio dire le cose in faccia e non abbandonarsi alle chiacchiere perché "Il diavolo è felice con quel 'banchetto', perché così attacca proprio il centro della spiritualità del clero diocesano". infine il Papa si è soffermato sul segno dell'amarezza dei sacerdoti, dell'immagine di una Chiesa degli arrabbiati. "Uno può arrabbiarsi: è anche sano arrabbiarsi una volta. Ma lo stato di arrabbiamento non è del Signore e porta alla tristezza e alla disunione", ha concluso.


DARE IL PRIMATO A DIO SIGNIFICA AVERE IL CORAGGIO DI DIRE NO AL MALE

Città del Vaticano, 27 luglio 2014 (VIS). Oltre duecentomila persone hanno assistito, alle 18:00 di ieri pomeriggio, alla Celebrazione Eucaristica presieduta dal Santo Padre nella piazza antistante la Reggia di Caserta.

Nell'omelia il Papa si è soffermato sul "Regno dei cieli", illustrando le parabole del tesoro nascosto e della perla preziosa. Nella prima parabola il "Regno" è simile a un tesoro nascosto nel campo che viene scoperto da un contadino che pieno di gioia non esita a vendere tutto per acquistare il terreno dove ha trovato il tesoro. La seconda parabola vede come protagonista un mercante che trova una perla di grande valore e vende tutti i suoi beni per possederla.

Il contadino e il mercante, ha spiegato Papa Francesco, "sono accomunati da un medesimo sentimento: la sorpresa e la gioia di aver trovato l'appagamento di ogni desiderio". Rivolgendosi ai suoi ascoltatori con parole semplici, che tutti potevano capire, Gesù, mediante queste due parabole, "insegna che cosa è il regno dei cieli, come lo si trova, cosa fare per possederlo".

"Che cosa è il regno dei cieli? Gesù non si preoccupa di spiegarlo. Lo enuncia fin dall’inizio del suo Vangelo: 'Il regno dei cieli è vicino'; tuttavia non lo fa mai vedere direttamente, ma sempre di riflesso, narrando l’agire di un padrone, di un re, di dieci vergini… Preferisce lasciarlo intuire, con parabole e similitudini, manifestandone soprattutto gli effetti: il regno dei cieli è capace di cambiare il mondo, come il lievito nascosto nella pasta; (...) Le due parabole sulle quali vogliamo riflettere ci fanno capire che il regno di Dio si fa presente nella persona stessa di Gesù. È lui il tesoro nascosto e la perla di grande valore. Si comprende la gioia del contadino e del mercante: hanno trovato! È la gioia di ognuno di noi quando scopriamo la vicinanza e la presenza di Gesù nella nostra vita. Una presenza che trasforma l’esistenza e ci rende aperti alle esigenze dei fratelli; una presenza che invita ad accogliere ogni altra presenza, anche quella dello straniero e dell’immigrato".

"Come si trova il regno di Dio? Ognuno di noi ha un percorso particolare. Per qualcuno l’incontro con Gesù è atteso, desiderato, cercato a lungo, come ci viene mostrato nella parabola del mercante. Per altri accade all’improvviso, quasi per caso, come nella parabola del contadino. Questo ci ricorda - ha sottolineato il Pontefice - che Dio si lascia incontrare comunque, perché è Lui che per primo desidera incontrare noi e per primo cerca di incontrarci: è venuto per essere il 'Dio con noi'. È Lui che ci cerca e si fa trovare anche da chi non lo cerca. A volte Egli si lascia trovare nei luoghi insoliti e in tempi inattesi. Quando si trova Gesù se ne rimane affascinati, conquistati, ed è una gioia lasciare il nostro consueto modo di vivere, talvolta arido e apatico, per abbracciare il Vangelo, per lasciarci guidare dalla logica nuova dell’amore e del servizio umile e disinteressato".

"Cosa fare per possedere il regno di Dio? Su questo punto Gesù è molto esplicito: non basta l’entusiasmo, la gioia della scoperta. Occorre anteporre la perla preziosa del regno ad ogni altro bene terreno; occorre mettere Dio al primo posto nella nostra vita, preferirlo a tutto. Dare il primato a Dio significa avere il coraggio di dire no al male, alla violenza, alle sopraffazioni, per vivere una vita di servizio agli altri e in favore della legalità e del bene comune. (...) Chi diventa amico di Dio, ama i fratelli, si impegna a salvaguardare la loro vita e la loro salute anche rispettando l’ambiente e la natura. Ciò è particolarmente importante - ha ribadito Papa Francesco - in questa vostra bella terra che richiede di essere tutelata e preservata, richiede di avere il coraggio di dire no ad ogni forma di corruzione e di illegalità - tutti sappiamo il nome di queste forme di corruzione e di illegalità - richiede a tutti di essere servitori della verità e di assumere in ogni situazione lo stile di vita evangelico, che si manifesta nel dono di sé e nell’attenzione al povero e all’escluso".

"La festa di Sant’Anna, patrona di Caserta - ha detto infine il Pontefice - ha raccolto in questa piazza le varie componenti della Comunità diocesana con il Vescovo e con la presenza delle autorità civili e dei rappresentanti di varie realtà sociali. Desidero incoraggiarvi tutti a vivere la festa patronale libera da ogni condizionamento, espressione pura della fede di un popolo che si riconosce famiglia di Dio e rinsalda i vincoli della fraternità e della solidarietà. Sant’Anna forse ha ascoltato sua figlia Maria proclamare le parole del Magnificat: 'Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili, ha ricolmato di bene gli affamati'. Ella vi aiuti a ricercare l’unico tesoro, Gesù, e vi insegni a scoprire i criteri dell’agire di Dio; Egli capovolge i giudizi del mondo, viene in soccorso dei poveri e dei piccoli e colma di beni gli umili, che affidano a Lui la loro esistenza. Abbiate speranza, la speranza non delude. E a me piace ripetervi: non lasciatevi rubare la speranza!".

Al termine della Messa, prima della benedizione finale, il Santo Padre Francesco ha ringraziato tutti i presenti per la calorosa accoglienza, e, ringraziando anche il Cardinale Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, ha detto: "Ho sentito che forse i napoletani sono un po' gelosi di questa mia visita, ma voglio assicurare ai napoletani che sicuramente quest'anno andrò da loro".

Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Papa ha raggiunto l'eliporto della Scuola Sottufficiali dell'Aeronautica Militare e, dopo essersi congedato dalle Autorità che lo hanno accolto all'arrivo, è decollato in elicottero per rientrare a Roma.

COMUNICATO DELLA FAMIGLIA DI PADRE PAOLO DALL'OGLIO AD UN ANNO DALLA SUA SCOMPARSA IN SIRIA

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). La famiglia di Padre Paolo Dall'Oglio, il sacerdote gesuita italiano scomparso un anno fa nella città siriana di Raqqa, ha emesso oggi il seguente Comunicato:

È oramai passato un anno da che non si hanno più notizie di nostro figlio e fratello Paolo, sacerdote, gesuita, italiano, scomparso in Siria il 29 luglio 2013.

Tanto, troppo tempo anche per un luogo di guerra e sofferenza infinita come la Siria. Chiediamo ai responsabili della scomparsa di un uomo buono, di un uomo di fede, di un uomo di pace, di avere la dignità di farci sapere della sua sorte. Vorremo riabbracciarlo ma siamo anche pronti a piangerlo.

Domani, 29 luglio, ad un anno dalla sua scomparsa, in tanti pregheremo e saremo vicino a lui, a tutti i rapiti, agli ingiustamente imprigionati e alle tante persone che soffrono a causa di questa guerra.”

Il Video messaggio del Comunicato è consultabile ai seguenti indirizzi:

Italiano: https://www.youtube.com/watch?v=-5YQJ_hlTFQ&feature=youtu.be

Inglese: https://www.youtube.com/watch?v=U3MMoCGrggE&feature=youtu.be

I CALDEI IN IRAQ, COME ABRAMO, PRONTI A PARTIRE PER LA TERRA CHE DIO INDICHERÀ

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, domenica, il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha presieduto la Divina Liturgia nella Cattedrale di San Pietro Apostolo dell'Eparchia Caldea di San Diego (Stati Uniti d'America), pregando per i cristiani che in Iraq, madrepatria della Chiesa Caldea, sono perseguitati e sempre ricordando quelli di Siria, Palestina, Egitto, come pure la delicata situazione in Ucraina dei greco-cattolici e dei loro connazionali.

Il Vescovo dell'Eparchia, Monsignor Sarhad Yawsip Hermiz Jammo, lo ha accolto molto cordialmente, sottolineando l’immenso conforto che il Rappresentante di Papa Francesco recava a tutti i Cristiani d’Oriente con la sua visita e la sua preghiera. In comunione col Successore di Pietro essi potranno perseverare nella fede di Abramo e come lui essere pronti a partire per la Terra che Dio indicherà, imparando a leggere la storia in una più alta dimensione.

Nell'omelia, il Cardinale ha ringraziato il Vescovo e i presenti, ma ancor più i cristiani che danno prova di sofferta fedeltà al Vangelo ed ha assicurato la preghiera e la benedizione di Papa Francesco, e la vicinanza della Chiesa, auspicando pace e giustizia per quanti sono colpiti da una incredibile e insensata violenza.

Nella permanenza in California, il Cardinale Sandri ha incontrato le comunità maronite di Los Angeles e di San Diego e quella siro-malabarese. Nei prossimi giorni visiterà gli armeni e accoglierà personalmente i sacerdoti delle Chiese sira, copta, greco-melkita e greco-cattolica romena operanti sul territorio. La già folta diaspora orientale attende, specie dall’Iraq, un significativo incremento per il perdurante conflitto. L’immigrazione è una sfida pastorale di portata storica - ha ribadito il Cardinale Prefetto - che impegna ulteriormente la Chiesa latina nella già ammirevole sollecitudine verso le Chiese Orientali.

EVENTUALE PARTECIPAZIOEN DEL PAPA ALL'INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE A PHILADELPHIA

Città del Vaticano, 28 luglio 2014 (VIS). Circa l'eventuale partecipazione del Papa all'Incontro mondiale delle Famiglie a Philadelphia (Stati Uniti d'America), nel settembre 2015, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha precisato quanto segue: "Quanto a viaggi in America, vi sono stati diversi inviti, che il Papa come sempre prende in doverosa considerazione. Il Papa ha manifestato la sua disponibilità a partecipare all’incontro delle famiglie, ma allo stato attuale non è concretamente avviato operativamente nessun progetto o programma di viaggio relativo a Stati Uniti o Messico. Si deve tener presente che vi è ancora più di un anno di tempo prima dell’incontro di Philadelphia".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 26 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Anthony Pappusamy, Arcivescovo di Madurai (superficie: 8.010; popolazione: 6.170.000; cattolici: 115.166; sacerdoti: 250; religiosi: 1.495), India. Finora Vescovo di Dindigul (India), succede all'Arcivescovo Peter Fernando, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Vescovo Pierre Nguyên Văn Kham, Vescovo di My Tho (superficie: 9.262; popolazione: 5.280.320; cattolici: 126.560; sacerdoti: 123; religiosi: 282), Viêt Nam. È stato finora Vescovo Ausiliare dell'Arcidiocesi di Thành-Phô Hô Chí Minh (Viêt Nam).

- Ha nominato il Cardinale Justin Francis Rigali, Arcivescovo emerito di Philadelphia (Stati Uniti d'America), Suo Inviato Speciale alla Celebrazione Eucaristica prevista nella nuova Cattedrale di Saint Louis (Stati Uniti d'America) per il 24 agosto 2014, in occasione del 250° anniversario della fondazione dell’omonima Città.

- Ha nominato il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia) Suo Inviato Speciale alla celebrazione dell’850° anniversario della traslazione delle reliquie dei Re Magi da Milano a Colonia (Germania), in programma il 28 settembre 2014.

venerdì 25 luglio 2014

CORDOGLIO DEL PAPA VITTIME INCIDENTE AEREO IN MALI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire, a nome del Santo Padre, un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo Ghaleb Moussa Abdalla Bader, di Algeri (Algeria), per le numerose vittime dell'incidente che ha coinvolto ieri un aereo dell'Air Algérie, precipitato in Mali,

"Sua Santità Papa Francesco - si legge nel telegramma - si associa con la preghiera al dolore dei familiari che hanno perduto i loro cari, ed esprime le sue sentite condoglianze assicurando la sua profonda vicinanza in questa dolorosa prova. Il Pontefice chiede a Dio di accogliere i defunti nella sua pace e Lo invoca affinché porti consolazione e speranza a tutte le persone colpite da questa tragedia".

PAPA FRANCESCO RICEVE MERIAM, LA GIOVANE CRISTIANA SUDANESE CONDANNATA A MORTE PER APOSTASIA

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Ieri, nella Domus Santa Marta, il Santo Padre Francesco ha ricevuto la signora Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la giovane cristiana sudanese che era stata condannata a morte per apostasia, incarcerata nei mesi scorsi e poi liberata grazie alle pressioni della comunità internazionale.

Meriam era accompagnata dal marito Daniel Wani e dai due piccoli bimbi, Martin di un anno e mezzo, e Maya, nata in carcere due mesi fa. La famigliola era accompagnata dal viceministro degli esteri italiano Lapo Pistelli, che si era recato ieri in Sudan per completare la trattativa e accompagnare Meriam e i suoi in Italia, dove si preparano per trasferirsi negli Stati Uniti.

L’incontro è durato poco meno di mezz'ora e si è svolto in un clima sereno e affettuoso. Il Papa ha ringraziato Meriam e la sua famiglia per la coraggiosa testimonianza di costanza nella fede. Meriam ha ringraziato per il grande sostegno e conforto ricevuto dalla preghiera del Papa e di tante altre persone credenti e di buona volontà. Il Segretario particolare del Papa, Monsignor Yohannis Gaid, ha svolto servizio di interprete. Alla fine il Papa ha salutato anche il personale italiano che accompagna la famiglia di Meriam in questo passaggio in Italia.
Con questo gesto il Papa ha voluto manifestare la sua vicinanza, attenzione e preghiera anche per tutti coloro che soffrono per la loro fede e in particolare per i cristiani che subiscono persecuzioni o limitazioni imposte alla libertà religiosa.

CONFLITTO ISRAELIANO-PALESTINESE: LA VOCE DELLA RAGIONE SOMMERSA DAL FRAGORE DELLE ARMI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). L'Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, è intervenuto il 23 luglio scorso, alla XXI Sessione Speciale del Consiglio per i Diritti Umani dedicata alla situazione dei diritti umani nei territori occupati palestinesi, compresa Gerusalemme Est.

"Mentre continua a crescere il numero di persone uccise, ferite, sradicate dalle proprie case nel conflitto tra Israele e alcuni gruppi palestinesi, particolarmente nella Striscia di Gaza, la voce della ragione sembra venire sommersa dal fragore delle armi - ha affermato il Presule - (...) La maggior parte delle vittime è costituita da civili che, per la legge umanitaria internazionale, dovrebbero essere protetti. Le Nazioni Unite stimano che circa il settanta per cento dei palestinesi uccisi è costituito da civili innocenti. Ciò è intollerabile quanto i missili lanciati indiscriminatamente contro bersagli civili in Israele. Le coscienze sono paralizzate da un clima di prolungata violenza che cerca di imporre una soluzione attraverso l’annientamento dell’altro. Demonizzare gli altri, però, non elimina i loro diritti. Al contrario, la via verso il futuro risiede nel riconoscere la nostra umanità comune".

L'Arcivescovo Tomasi ha ricordato che durante il suo pellegrinaggio in Terra Santa, Papa Francesco, nel chiedere che si ponga fine alla presente, inaccettabile, situazione del conflitto israelo-palestinese, ha affermato: "'È giunto il momento per tutti di avere il coraggio della generosità e della creatività al servizio del bene, il coraggio della pace, che poggia sul riconoscimento da parte di tutti del diritto di due Stati ad esistere e a godere di pace e sicurezza entro confini internazionalmente riconosciuti'”.

"La legittima aspirazione alla sicurezza, da una parte, e a condizioni di vita decenti, dall’altra, con libero accesso a mezzi di sussistenza quali medicinali, acqua e lavoro, per esempio, riflette un diritto umano fondamentale, senza il quale è molto difficile conservare la pace - ha proseguito l'Arcivescovo Tomasi - Il peggioramento della situazione a Gaza ci ricorda di continuo quanto sia necessario arrivare a un cessate il fuoco immediato e dare inizio a negoziati per una pace duratura". A tale proposito l'Osservatore Permanente ha nuovamente ricordato le parole del Pontefice: “'La pace porterà con sé innumerevoli benefici per i popoli di questa regione e per il mondo intero. Occorre dunque incamminarsi risolutamente verso di essa, anche rinunciando ognuno a qualche cosa'. Spetta alla comunità internazionale - ha aggiunto l'Arcivescovo Tomasi - intraprendere con zelo la ricerca della pace e aiutare le parti di questo orribile conflitto a raggiungere un accordo al fine di porre fine alla violenza e di guardare al futuro con reciproca fiducia".

"La Delegazione della Santa Sede reitera il suo punto di vista che la violenza non paga mai. La violenza porterà soltanto altre sofferenze, devastazione e morte, e impedirà che la pace divenga realtà. La strategia di violenza può essere contagiosa e diventare incontrollabile. Per combattere la violenza e le sue conseguenze dannose dobbiamo evitare di abituarci alle uccisioni. In un momento in cui la brutalità è pratica comune e le violazioni dei diritti umani sono onnipresenti, non dobbiamo diventare indifferenti ma reagire in modo concreto per ridurre il conflitto che riguarda tutti noi".

"I media dovrebbero riportare in maniera giusta e priva di pregiudizi la tragedia di tutti coloro che soffrono a causa del conflitto, al fine di facilitare lo sviluppo di un dialogo imparziale che riconosca i diritti di tutti, rispetti le giuste preoccupazioni della comunità internazionale e tragga beneficio dalla solidarietà della comunità internazionale nel sostenere uno sforzo serio per ottenere la pace. Con un occhio al futuro, il circolo vizioso di ritorsioni e rappresaglie deve cessare. 'Con la violenza - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi, ricordando quanto affermato dal Santo Padre in occasione dell'Incontro con il Presidente di Israele e il Presidente di Palestina, nei Giardini Vaticani - uomini e donne continueranno a vivere da avversari o da nemici, ma con la pace potranno vivere da fratelli e sorelle'".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 25 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Florentino Galang Lavarias, Arcivescovo Metropolita di San Fernando (superficie: 2.180; popolazione: 3.561.000; cattolici: 3.324.000; sacerdoti: 176; religiosi: 151), Filippine. L'Arcivescovo eletto è nato a Santa Ines (Filippine) nel 1957, è stato ordinato sacerdote nel 1985 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 2004. Finora Vescovo di Iba (Filippine), succede al Vescovo Paciano Aniceto, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima arcidiocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Reverendo Severo C. Caermare, Vescovo di Dipolog (superficie: 7.205; popolazione: 977.000; cattolici: 787.000; sacerdoti: 68; religiosi: 58; diaconi permanenti: 1), Filippine. Il Vescovo eletto è nato a Poblacion (Filippine) nel 1969 ed è stato ordinato sacerdote nel 1996. Dal 1996 al 1997 è stato Amministratore della "Our Mother of Perpetual Help Parish", Godod, Zamboanga del Norte; dal 1997 al 2002 Formatore al "Cor Jesu Seminary" di Dipolog City; dal 2002 al 2003 Amministratore di "San Isidore Parish", Gutalac, Zamboanga del Norte; dal 2003 al 2004 Formatore presso il "St. Mary's Theologate" di Ozamis City; dal 2004 al 2006 Rettore, professore e liturgista al "Cor Jesu Seminary" di Dipolog City; dal 2006 al 2007 Formatore, professore e Decano degli studi presso e dal 2003 al 2004 Rettore e professore presso il "St. Mary's Theologate" di Ozamis City; dal 2013 Amministratore presso la "St. Antonio de Padua Parish" a Gulayon, Dipolog City. Finora Rettore della Cattedrale di "Nostra Signora del Santissimo Rosario" a Dipolog City, succede al Vescovo José R. Manguiran, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

- Ha nominato il Padre Celestino Aós Braco, O.F.M. Cap., Vescovo di Copiapó (superficie: 75.176; popolazione: 272.000; cattolici: 207.000; sacerdoti: 23; religiosi: 76; diaconi permanenti: 35), Cile. Il Vescovo eletto è nato a Artaiz (Spagna) nel 1945, ha emesso la professione temporale religiosa come Francescano Cappuccino nel 1964, la professione perpetua nel 1967 ed è stato ordinato sacerdote nel 1968. In Spagna è stato Professore a Lecaroz - Navarra, Vicario a Tudela, Professore a Pamplona e Vicario a Zaragoza. Inviato nel 1983 nel Cile è stato Vicario Parrocchiale della Parrocchia di Longavi; Superiore della Comunità a Los Ángeles; Parroco della Parrocchia di “San Miguel” a Viña del Mar; Superiore della comunità di Recreo; Vicario Episcopale per la Vita Consacrata della diocesi di Valparaiso; Economo provinciale dei Cappuccini in Cile; Promotore di Giustizia del Tribunale ecclesiastico di Valparaiso; Giudice del Tribunale dell’arcidiocesi di Concepción e Tesoriere dell’Associazione cilena di diritto canonico. Finora Vicario Parrocchiale della Parrocchia di San “Francisco de Asís” a Los Ángeles, Diocesi di Santa María de Los Ángeles (Cile), succede al Vescovo Gaspar Francisco Quintana Jorquera, C.M.F., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

giovedì 24 luglio 2014

CORDOGLIO VITTIME INCIDENTE AEREO MAGONG (TAIiWAN)

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco, tramite il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio all'Arcivescovo John Hung Shan-chuan S.V.D., di Taipei (Taiwan), Presidente della Conferenza Regionale dei Vescovi di Cina, per le vittime dell'incidente occorso ad un aereo della TransAsia Airways che mercoledì scorso ha tentato un atterraggio di emergenza nei pressi dell'Aeroporto di Magong (Taiwan). Nell'incidente hanno perso la vita 48 persone ed oltre 10 sono rimaste ferite.

Addolorato per l'accaduto, il Santo Padre esprime la sua vicinanza ai familiari delle vittime, assicura le sue preghiere ed invoca Dio affinché conceda consolazione, forza e pace.

MESSAGGIO DEL PAPA 50° ANNIVERSARIO SANTUARIO ARGENTINO DI SAN PANTALEONE

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). "Un tempio che appare fermo ma che il popolo di Dio pellegrino fa camminare. Così ha camminato per cinquant'anni nei cuori di tanti fedeli che sono venuti a venerare il santo, a implorare la salute e a professare la loro fede. Così ha camminato nel cuore del quartiere, proiettandosi per tutta la città". Queste le parole che Papa Francesco ha indirizzato ai fedeli che domenica 27 luglio si raduneranno nel barrio di Mataderos a Buenos Aires (Argentina), per celebrare il cinquantesimo anniversario del santuario di San Pantaleone. "Prego il Signore - scrive il Papa nel Messaggio - che vi conceda la grazia di continuare a camminare, di continuare questo pellegrinaggio del cuore in mezzo alla grande città".

Ricordando con nostalgia i tempi in cui, come arcivescovo di Buenos Aires, visitava personalmente la parrocchia dedicata al santo medico di Nicomedia, il Papa continua: "Desidero stare accanto a voi per poter rivivere in qualche modo le occasioni in cui il 27 luglio ho potuto recarmi al santuario per aiutare i sacerdoti nelle confessioni. Tornavo a casa spiritualmente rafforzato dalla testimonianza di fede. Non è immaginabile tutto il bene che ho ricevuto. E per tutto questo bene desidero ringraziare. Che il Signore vi ricompensi in abbondanza".

"Io prego per voi, per le vostre famiglie, per il santuario e per i sacerdoti", scrive infine Papa Francesco chiedendo a sua volta preghiere. "In questi giorni di festa ... sono vicino a voi... Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi guidi".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 24 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Joy Alappat, Vescovo Ausiliare dell'Eparchia di St. Thomas the Apostle of Chicago dei Siro-Malabaresi (cattolici: 87.000; sacerdoti: 53; religiosi: 31), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto è nato a Parappukara (India), nel 1956 ed è stato ordinato sacerdote nel 1981. In India, ha svolto il ministero pastorale a Chalakudy, Mala, nella Cattedrale Eparchiale e in qualità di Cappellano della comunità siro-malabarese a Chennai. Trasferitosi negli Stati Uniti nel 1993, è stato Cappellano alla Georgetown University, Parroco a New Milford (Connecticut), Newark e Garfield (New Jersey). È stato finora Rettore della Cattedrale Eparchiale a Bellwood (Illinois).

mercoledì 23 luglio 2014

PARTITA INTERRELIGIOSA PER LA PACE

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Alle 20:45 del 1° settembre, allo Stadio Olimpico di Roma, si terrà la prima partita interreligiosa per la pace, evento internazionale a favore di "Scholas Occurrentes" e della Fondazione P.U.P.I. Onlus. Scenderanno in campo campioni di livello mondiale, come Lionel Messi, Gianluigi Buffon, Zinedine Zidane, Javier Zanetti, Roberto Baggio, Andrea Pirlo, Yuto Nagatomo e Samuel Eto'o, ognuno in rappresentanza delle diverse religioni.

L'iniziativa ha origine nell'aprile 2013, in occasione dell'udienza di Papa Francesco alle squadre di Italia e Argentina, al termine di una partita di beneficenza. In quell'occasione il Pontefice volle condividere con il calciatore Javier Zanetti l'idea di organizzare una partita alla quale partecipassero persone di diverse religioni per promuovere la fratellanza e la condivisione attraverso lo sport. I biglietti saranno messi in vendita da venerdì 25 luglio e il ricavato sarà interamente destinato a finalità caritative.

"Scholas Occurrentes", che ha sede presso la Pontificia Accademia delle Scienze, in Vaticano, è un'entità educativa di bene pubblico promossa da Papa Bergoglio, che utilizza la tecnologia, l'arte e lo sport per promuovere l'integrazione sociale e la cultura dell'incontro. La Fondazione P.U.P.I. Onlus, senza fini di lucro, creata oltre dieci anni fa da Paula e Javier Zanetti, promuove e sostiene programmi di adozione a distanza e di assistenza per alleviare le diverse condizioni di disagio.

UDIENZE

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza l'Arcivescovo Charles John Brown, Nunzio Apostolico in Irlanda.

Il Santo Padre ha ricevuto ieri in udienza l'Arcivescovo Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico in Iraq e Giordania.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 23 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Padre Jan Kot, O.M.I., Vescovo della Diocesi di Zé Doca (superficie: 35.110; popolazione: 332.000; cattolici: 305.000; sacerdoti: 25; religiosi: 30; diaconi permanenti: 1), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1962 a Makón (Polonia), ha emesso i voti religiosi nella Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata nel 1986 ed è stato ordinato sacerdote nel 1992. Nel 1994 è stato destinato alle missioni in Brasile. Dal 1992 al 1994 è stato Vicario Parrocchiale a Siedlce (Polonia); dal 1005 al 2000 Parroco a Jussarval, arcidiocesi di Olinda e Recife; dal 2000 al 2005 Parroco di Vitória di Santo Antão, arcidiocesi di Olinda e Recife; dal 2003 al 2012 Secondo Consigliere Provinciale e dal 2012 Primo Consigliere Provinciale. Finora Parroco nella Parrocchia “Sagrado Coração de Maria” a Campo Alegre do Fidalgo, diocesi di São Raimundo Nonato (Brasile), succede al Vescovo Carlo Ellena, del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima diocesi, presentata per raggiunti limiti d'età.

martedì 22 luglio 2014

"LA GIOIA DEL VANGELO: UNA GIOIA MISSIONARIA", III CONGRESSO MONDIALE MOVIMENTI ECCLESIALI E NUOVE COMUNITÀ

Città del Vaticano, 22 luglio 2014 (VIS). Dal 20 al 22 novembre 2014, il Pontificio Consiglio per i Laici ha promosso il III Congresso Mondiale dei Movimenti Ecclesiali e delle Nuove Comunità, il cui tema: "La gioia del Vangelo: una gioia missionaria", si ispira alla Esortazione Apostolica di Papa Francesco "Evangelii gaudium". Al Congresso, che avrà luogo presso il Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater Ecclesiae (Roma), parteciperanno i delegati delle realtà associative internazionali più diffuse nel mondo, già riconosciute quali associazioni internazionali di fedeli o in costante dialogo con il Dicastero.

Nel corso del Regina Coeli della Pentecoste 2013 (19 maggio), in occasione dell'Anno della Fede, il Santo Padre, si rivolse ai membri dei nuovi movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, affermando: "Siete un dono e una ricchezza nella Chiesa! (...) Portate sempre la forza del Vangelo! Non abbiate paura! Abbiate sempre la gioia e la passione per la comunione nella Chiesa". Dopo quell'incontro, il Santo Padre ha presentato l'Esortazione Apostolica "Evangelii gaudium": "un vero e proprio vademecum per i movimenti ecclesiali e le nuove comunità", il cui obiettivo prioritario è la necessità di una nuova tappa evangelizzatrice marcata dalla gioia per il cammino della Chiesa nei nostri giorni.

È partendo da questi presupposti che il Pontificio Consiglio per i Laici ha consultato movimenti ecclesiali e nuove comunità riguardo l'organizzazione, la logistica e le principali tematiche da affrontare nel Congresso Mondiale. Nel frattempo si sono formalmente aperte anche le iscrizioni dei delegati al Congresso, che hanno registrato, finora, l'adesione di membri di movimenti ecclesiali e nuove comunità provenienti da tutti i continenti e da più di ottanta realtà associative internazionali, che saranno accompagnati, durante i giorni del Congresso, da alcuni Vescovi diocesani e Presuli della Curia romana.

Risultano già iscritti al Congresso più di cinquantacinque fondatori e responsabili generali di varie comunità sparse nel mondo. I Superiori del Dicastero hanno deciso di dedicare l'incontro annuale del 27 giugno scorso, alla preparazione di questo importante evento e all'ascolto dei partecipanti, provenienti da più di trenta associazioni internazionali di fedeli.

UDIENZE

Città del Vaticano, 22 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza l'Arcivescovo Giorgio Lingua, Nunzio Apostolico in Giordania e in Iraq.
 
Nel pomeriggio di ieri, il Santo Padre ha ricevuto in udienza il Vescovo Nunzio Galantino, di Cassano all'Ionio, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 22 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- Membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: l'Arcivescovo Carlos José Ñáñez, di Córdoba (Argentina); il Vescovo Rodolfo Valenzuela Núñez, di Vera Paz e Presidente della Conferenza Episcopale (Guatemala); il Vescovo Gerhard Feige, di Magdeburg (Repubblica Federale di Germania).

- Consultori del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani: Cristiano Bettega, Direttore dell'Ufficio Nazionale per l'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana; Hector Sherri, Presidente della Commissione Teologica di Malta e della Commissione Ecumenica Diocesana (Malta); Michael Joeng-Hun Shin, Incaricato per l'Ecumenismo nella Conferenza Episcopale Coreana; Fernando Rodríguez Garrapucho, Direttore del Centro di Studi Orientali ed Ecumenici Juan XXIII presso la Pontificia Università di Salamanca (Spagna); il Fratello Enzo Bianchi, Priore del Monastero di Bose (Italia); Padre Franck Lemaitre, O.P., Direttore del Servizio Nazionale per l'Unità dei Cristiani della Conferenza Episcopale Francese; Padre John Crossins, O.S.F.S., Direttore Esecutivo del Segretariato per le questioni ecumeniche e interreligiose della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America; Padre Jorge A. Scampini, O.P., Professore di Ecumenismo presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires (Argentina); Padre Milan Žust, S.I. (Slovenia), Docente presso la Facoltà di Missiologia della Pontificia Università Gregoriana in Roma; Suor Maria Ha Fong Ko, F.M.A. (Macau), Docente di Esegesi Neotestamentaria presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione Auxilium in Roma e presso l'Holy Spirit Seminary di Hong Kong.

lunedì 21 luglio 2014

PROGRAMMA VISITA PASTORALE DI PAPA FRANCESCO A CASERTA

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Questa mattina è stato reso pubblico il programma della Visita Pastorale de Santo Padre a Caserta (Italia), sabato 26 luglio prossimo.

Il Santo Padre partirà in elicottero dall'eliporto del Vaticano alle 15:00 per atterrare, 45 minuti dopo, nell’eliporto della Scuola Sottufficiali dell’Aeronautica Militare, presso la Reggia di Caserta. Alle 16:00 Papa Francesco incontrerà i sacerdoti della diocesi nel Circolo Ufficiali dell’Aeronautica Militare nella Reggia di Caserta ed alle 18:00 celebrerà la Santa Messa sulla Piazza davanti alla Reggia. Alle 19:30 il Santo Padre ripartirà alla volta del Vaticano dove l'arrivo è previsto alle 20:15.

IMITARE LA PAZIENZA DI DIO, CON IL SOSTEGNO DI UNA INCROLLABILE FIDUCIA NELLA VITTORIA FINALE DEL BENE, CIOÈ DI DIO

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Alle 12:00 di ieri, il Santo Padre Francesco si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l'Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nell'introdurre la preghiera mariana, Papa Francesco si è soffermato sulla parabola evangelica del buon grano e della zizzania, che affronta il problema del male nel mondo e mette in risalto la pazienza di Dio. "La scena si svolge in un campo - ha detto il Papa - dove il padrone semina il grano; ma una notte arriva il nemico e semina la zizzania, termine che in ebraico deriva dalla stessa radice del nome 'Satana' e richiama il concetto di divisione. Tutti sappiamo che il demonio è uno 'zizzaniatore', colui che cerca sempre di dividere le persone, le famiglie, le nazioni e i popoli. I servitori vorrebbero subito strappare l’erba cattiva, ma il padrone lo impedisce con questa motivazione: 'Perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano'".

"L’insegnamento della parabola è duplice - ha spiegato Papa Francesco - Anzitutto dice che il male che c’è nel mondo non proviene da Dio, ma dal suo nemico, il Maligno. (...) Questo nemico è astuto: ha seminato il male in mezzo al bene, così che è impossibile a noi uomini separarli nettamente; ma Dio, alla fine, potrà farlo. E qui veniamo al secondo tema: la contrapposizione tra l’impazienza dei servi e la paziente attesa del proprietario del campo, che rappresenta Dio. Noi a volte abbiamo una gran fretta di giudicare, classificare, mettere di qua i buoni, di là i cattivi… (...) Dio invece sa aspettare. Egli guarda nel 'campo' della vita di ogni persona con pazienza e misericordia: vede molto meglio di noi la sporcizia e il male, ma vede anche i germi del bene e attende con fiducia che maturino. Dio è paziente, sa aspettare".

"L’atteggiamento del padrone è quello della speranza fondata sulla certezza che il male non ha né la prima né l’ultima parola. Ed è grazie a questa paziente speranza di Dio che la stessa zizzania, cioè il cuore cattivo con tanti peccati, alla fine può diventare buon grano. Ma attenzione: la pazienza evangelica non è indifferenza al male; non si può fare confusione tra bene e male! Di fronte alla zizzania presente nel mondo il discepolo del Signore è chiamato a imitare la pazienza di Dio, alimentare la speranza con il sostegno di una incrollabile fiducia nella vittoria finale del bene, cioè di Dio. Alla fine, infatti, il male sarà tolto ed eliminato: al tempo della mietitura, cioè del giudizio, i mietitori eseguiranno l’ordine del padrone separando la zizzania per bruciarla. (...) Alla fine saremo tutti giudicati con lo stesso metro con cui abbiamo giudicato: la misericordia che avremo usato verso gli altri sarà usata anche con noi. Chiediamo alla Madonna, nostra Madre - ha concluso il Papa - di aiutarci a crescere nella pazienza, nella speranza e nella misericordia con tutti i fratelli".

APPELLO PER LE COMUNITÀ CRISTIANE IN MEDIO ORIENTE

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). "Ho appreso con preoccupazione le notizie che giungono dalle Comunità cristiane a Mossul (Iraq) e in altre parti del Medio Oriente, dove esse, sin dall’inizio del cristianesimo, hanno vissuto con i loro concittadini offrendo un significativo contributo al bene della società" - ha detto il Papa dopo la recita dell'Angelus - Oggi sono perseguitate; i nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro. A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera. Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male!".

"E a voi, qui in piazza e a quanti ci seguono per mezzo della televisione, rivolgo l’invito a ricordare nella preghiera queste comunità cristiane. Vi esorto, inoltre, a perseverare nella preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto che persistono in diverse zone del mondo, specialmente in Medio Oriente e in Ucraina. Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. La violenza non si vince con la violenza. La violenza si vince con la pace! Preghiamo in silenzio, chiedendo la pace; tutti, in silenzio…. Maria Regina della pace, prega per noi!".

"IL TERRORISMO È UNA FOLLIA, SA SOLTANTO UCCIDERE"

Città del Vaticano, 19 luglio 2014 (VIS). Venerdì 18 luglio, nel ventesimo anniversario dell'attentato contro la sede dell'Amia (Associación Mutual Israelita Argentina), a Buenos Aires (18 luglio 1994), che causò 85 vittime ed oltre 200 feriti, il Santo Padre ha indirizzato un video-messaggio alla comunità israelita argentina per esprimere la sua vicinanza a tutti i familiari delle vittime.
"Il terrorismo è una follia. - afferma Papa Francesco - Il terrorismo sa soltanto uccidere, non sa costruire, distrugge. Sono vicino a tutti coloro che hanno avuto le vite stroncate, le speranze distrutte, rovinate. (...) Buenos Aires è una città che ha bisogno di piangere, che ancora non ha pianto abbastanza. A rischio di cadere in un luogo comune, lo ripeto: abbiamo bisogno di piangere. Siamo molto inclini ad archiviare le cose, a non farci carico delle storie, delle sofferenze, delle cose che potevano essere belle e non lo sono state. Per questo ci costa tanto intraprendere la strada della giustizia, per affrontare i danni che tale tragedia ha inflitto alla società. Con la mia vicinanza e la mia preghiera per tutte le vittime, oggi esprimo anche l'aspirazione alla giustizia. Si faccia giustizia. Che Dio benedica tutti, le istituzioni e le famiglie. E che Dio conceda la pace a quanti morirono in questo atto di follia".

IL CARDINALE SANDRI AI CRISTIANI ORIENTALI: LE VOSTRE LACRIME SONO LE NOSTRE, MA NOI CONDIVIDIAMO LA STESSA SPERANZA CHE È CRISTO

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, nella Cattedrale maronita di Los Angeles (Stati Uniti d'America), il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha celebrato la Santa Messa per la festa di San Charbel e di Sant'Elia, che i libanesi maroniti celebrano in tutto il mondo la terza domenica di luglio. Alla celebrazione eucaristica hanno preso parte circa quattrocento fedeli delle Chiese Orientali.

Il Cardinale Sandri - rende noto un Comunicato della Congregazione per le Chiese Orientali - si è fatto interprete, nell'omelia, dell'immenso dolore per la sorte disperata di tante persone innocenti fra le quali le più colpite sono i cristiani di Mossul (Iraq) e di Aleppo (Siria). "Le loro case e chiese sono state saccheggiate e incendiate. Se essi sono oggi i più minacciati, è tutta la regione che è nell'insicurezza, purtroppo favorita dall'indifferenza di molti". Non dimenticando che la Palestina "è in lacrime" e che i suoi abitanti non possono essere cristiani in serenità e dignità, il Cardinale ha affermato: "Le loro lacrime sono le nostre, ma noi condividiamo la stessa Speranza che è Cristo; e Gesù Cristo è fedele. Per questo perseveriamo insieme nello stesso cammino".

Dopo aver dato lettura dell'appello in favore dei cristiani perseguitati lanciato da Papa Francesco nell'Angelus di ieri, il Cardinale ha invitato alla preghiera silenziosa ed ha rinnovato tutta la vicinanza della Congregazione per le Chiese Orientali a quanti sono gravemente colpiti dall’odio e dalla violenza, in particolare ai Patriarchi Siro-cattolico e Caldeo, che sono accanto ai loro fedeli con gli altri vescovi per condividere la sofferenza e la perseveranza nella difesa dei diritti umani e della libertà religiosa anche per i cristiani, che non sono stranieri in Oriente: là è nato il cristianesimo; là hanno mantenuto la fede per due millenni, edificando come cittadini generosi il bene delle rispettive nazioni; là devono poter continuare a dare il proprio contributo alla comunità umana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Joseph Gébara, Vescovo dell'Eparchia di Nossa Senhora do Paraíso em São Paulo dei Greco-Melkiti (cattolici: 436.000; sacerdoti: 11; religiosi: 4; diaconi permanenti: 3), Brasile. Finora Vescovo Coadiutore della medesima circoscrizione ecclesiastica, succede al Vescovo Farès Maakaroun, M.S.P., del quale il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della medesima Eparchia presentata in conformità al canone 210, paragrafo 1 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

Sabato 19 luglio, il Santo Padre ha nominato il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia, Suo Inviato Speciale alla consacrazione del nuovo Santuario di San Gabriele dell’Addolorata (Teramo, Italia), in programma il 21 settembre 2014.

venerdì 18 luglio 2014

TELEFONATA DEL SANTO PADRE A SHIMON PERES E MAHMOUD ABBAS: FAR CESSARE OGNI OSTILITÀ

Città del Vaticano, 18 luglio 2014 (VIS). Facendo seguito all’accorato appello a continuare a pregare per la pace in Terra Santa di domenica scorsa, stamattina il Santo Padre Francesco ha telefonato personalmente al Presidente Shimon Peres e al Presidente Mahmoud Abbas, condividendo le sue gravissime preoccupazioni nell’attuale situazione di conflitto che coinvolge in modo particolare la Striscia di Gaza e che, in un clima di crescente ostilità, odio e sofferenza per i due popoli, sta seminando numerosissime vittime e dando luogo ad una situazione di grave emergenza umanitaria.

Come aveva fatto durante il Suo recente pellegrinaggio in Terra Santa e in occasione dell’invocazione per la pace l’8 giugno scorso, il Santo Padre ha assicurato la Sua incessante preghiera e quella di tutta la Chiesa per la pace in Terra Santa e ha condiviso con i Suoi interlocutori, che considera uomini di pace e che vogliono la pace, il bisogno di continuare a pregare e di impegnarsi per far sì che tutte le parti interessate e quanti hanno responsabilità politiche a livello linocale e internazionale si impegnino per far cessare ogni ostilità, adoperandosi in favore di una tregua, della pace e della riconciliazione dei cuori.

PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO VITTIME SCIAGURA AEREO MALAYSIAN AIRLINES

Città del Vaticano, 18 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha appreso con costernazione la notizia della sciagura dell’aereo della Malaysian Airlines nella regione orientale dell’Ucraina, segnata da forti tensioni. Il Papa eleva la sua preghiera per le numerose vittime dell’incidente e per i loro familiari, rinnovando alle parti in conflitto l’accorato appello per la pace e per un impegno a trovare soluzioni di dialogo, al fine di evitare ulteriori perdite di vite umane innocenti.


FRATERNITÀ FRA CRISTIANI E MUSULMANI TEMA CENTRALE DEL MESSAGGIO PER LA FINE DEL RAMADAN

Città del Vaticano, 18 luglio 2014 (VIS). "Verso un'autentica fraternità fra cristiani e musulmani" è il titolo del Messaggio che il Pontificia Consiglio per il Dialogo Interreligioso rivolge ai fedeli dell'Islam per la fine del Ramadan, (Id al-Fitr 1435 H./2014 A.D). Il Documento è a firma del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Dicastero, e del Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio.

Ricordando che nel 2013, primo anno del suo ministero petrino, il Santo Padre Francesco aveva personalmente firmato il Messaggio in occasione dell''Id-al Firt, il Cardinale Tauran cita anche l'Angelus dell'11 agosto 2013, nel quale il Papa aveva salutato i musulmani come "nostri fratelli". "Tutti noi riconosciamo - si legge nel testo - la pregnanza di queste parole. Infatti, cristiani e musulmani sono fratelli e sorelle dell’unica famiglia umana, creata dall’unico Dio".

Il Messaggio ricorda anche le parole che Papa Giovanni Paolo II rivolse ad alcuni capi religiosi musulmani nel 1982, in Nigeria: “Tutti noi, cristiani e musulmani, viviamo sotto il sole di un unico Dio misericordioso. Crediamo tutti in un solo Dio Creatore dell’Uomo. Acclamiamo la signoria di Dio e difendiamo la dignità dell’uomo in quanto servo di Dio. Adoriamo Dio e professiamo una sottomissione totale a lui. In questo senso possiamo dunque chiamarci gli uni gli altri fratelli e sorelle nella fede in un solo Dio”.

"Rendiamo grazie all’Altissimo - prosegue il documento - per tutto ciò che abbiamo in comune, pur essendo consapevoli delle nostre differenze. Noi percepiamo l’importanza della promozione di un dialogo fruttuoso basato sul reciproco rispetto ed amicizia. Ispirati dai nostri valori condivisi e rafforzati dai nostri sentimenti di genuina fraternità, siamo chiamati a lavorare insieme per la giustizia, la pace e il rispetto dei diritti e della dignità di ogni persona. Ci sentiamo particolarmente responsabili dei più bisognosi: i poveri, i malati, gli orfani, i migranti, le vittime della tratta umana e tutti coloro che soffrono a causa di ogni forma di dipendenza".

"Come sappiamo, il mondo attuale deve affrontare gravi sfide che esigono solidarietà da parte delle persone di buona volontà. - nota il Messaggio - Queste sfide comprendono le minacce all’ambiente, la crisi dell’economia globale e alti livelli di disoccupazione specialmente fra i giovani. Tali situazioni generano un senso di vulnerabilità ed una mancanza di speranza nel futuro. Non dobbiamo neppure dimenticare i problemi affrontati dalle tante famiglie che sono state separate, lasciando i propri cari e spesso anche bambini piccoli. Lavoriamo insieme, perciò, per costruire ponti di pace e promuovere la riconciliazione specialmente nelle aree in cui musulmani e cristiani subiscono insieme l’orrore della guerra".

"Possa la nostra amicizia - si legge infine nel Messaggio - ispirarci sempre a cooperare nell’affrontare queste numerose sfide con saggezza e prudenza. In tal modo potremo aiutare a ridurre le tensioni e i conflitti, facendo progredire il bene comune. Dimostreremo pure che le religioni possono essere sorgente di armonia a vantaggio di tutta la società".

"Preghiamo che la riconciliazione, la giustizia, la pace e lo sviluppo rimangano le nostre prime priorità, per il benessere ed il bene dell’intera famiglia umana. Con Papa Francesco, vi rivolgiamo i nostri cordiali auguri di una gioiosa festa e di una vita di prosperità nella pace".

giovedì 17 luglio 2014

VISITA DEL SANTO PADRE A CASERTA SABATO 26 E LUNEDÌ 28 LUGLIO

Città del Vaticano, 17 luglio 2014 (VIS). Questa mattina, la Sala Stampa della Santa Sede ha confermato che il Santo Padre Francesco si recherà a Caserta (Italia), nei giorni 26 e 28 luglio 2014. Nel pomeriggio di sabato 26, su invito del Vescovo Giovanni D'Avise, il Papa incontrerà la comunità cattolica della Diocesi e celebrerà la Santa Messa nella festa di Sant'Anna, Patrona della città, probabilmente nel parco della Reggia di Caserta. La sera dello stesso giorno, il Papa rientrerà in Vaticano per la recita dell'Angelus di domenica 27 luglio, in Piazza San Pietro. Lunedì 28 luglio, Papa Francesco si recherà nuovamente a Caserta per incontrare in forma privata il Pastore evangelico Giovanni Traettino e la sua comunità, nella Chiesa della Riconciliazione.

DONATA AL PAPA MAGLIA "ALBICELESTE" AUTOGRAFATA

Città del Vaticano, 17 luglio 2014 (VIS). Nonostante la sconfitta di domenica scorsa contro la Germania, che ha vinto 1-0 nei tempi supplementari i Mondiali di Calcio Brasile 2014, i giocatori della squadra di calcio argentina hanno donato a Papa Francesco la maglia "Albiceleste" della squadra nazionale con l'autografo di tutti i suoi membri. I giocatori hanno voluto ringraziare Papa Francesco delle sue preghiere, e durante il soggiorno brasiliano, la Asociación de Futbol Argentino" (AFA) ha installato nel complesso sportivo brasiliano che li ha ospitati, una gigantografia che ritrae il Papa con la squadra argentina, in occasione di una partita amichevole in suo onore, giocata contro l'Italia, lo scorso anno in Vaticano.

IN MEMORIAM

Città del Vaticano, 17 luglio 2014 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Vescovo Guy Étienne Germain Gaucher, O.C.D., Ausiliare emerito di Bayeux-Lisieux (Francia), il 3 luglio, all'età di 84 anni.
- Vescovo John Jobst, S.A.C, emerito di Broome (Australia), il 5 luglio, all'età di 94 anni.

- Vescovo Estanislau Amadeu Kreutz, emerito di Santo Ângelo (Brasile), il 6 luglio, all'età di 86 anni.

- Vescovo Guillermo Leaden, S.D.B, Ausiliare emerito di Buenos Aires (Argentina), il 14 luglio, all'età di 101 anni.

- Vescovo Pietro Giacomo Nonis, emerito di Vicenza (Italia), il 15 luglio, all'età di 87 anni.

mercoledì 16 luglio 2014

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 16 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre ha nominato:

- L'Arcivescovo Bernardito C. Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione degli Stati Americani (O.A.S.), attualmente anche Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite (O.N.U.).

- Il Vescovo Juan Carlos Vera Plasencia, M.S.C.,Vescovo Ordinario Militare per il Perú (sacerdoti: 77; religiosi: 14), Perù. È stato finora Vescovo Prelato della Prelatura Territoriale di Caravelí (Perú).

- Il Vescovo Tarcísio Scaramussa, S.D.B., Vescovo Coadiutore della Diocesi di Santos (superficie: 2.423; popolazione: 1.779.000; cattolici: 1.524.000; sacerdoti: 86; religiosi: 150; diaconi permanenti: 23), Brasile. È stato finora Vescovo Ausiliare di São Paulo (Brasile).

- Consultori della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (per un quinquennio): l'Arcivescovo Bruno Forte, di Chieti-Vasto (Italia); l'Arcivescovo Angelo Vincenzo Zani, Segretario della Congregazione per l'Educazione Cattolica; Suor Marcella Farina, F.M.A., Docente Ordinario di Teologia Fondamentale e Sistematica nella Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione "Auxilium", Roma; Padre José Cristo Rey García Paredes, C.M.F., Vice Direttore dell'Istituto Teologico di Vita Religiosa di Madrid (Spagna); P. Robert J. Geisinger, S.I., Docente di Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana, Procuratore Generale della Compagnia di Gesù, Roma; Padre Loïc-Marie Le Bot, O.P., Decano della Facoltà di Diritto Canonico dell'Istituto Cattolico di Toulouse (Francia); Suor Maria Domenica Melone, S.F.A., Rettore Magnifico della Pontificia Università "Antonianum", Roma; Padre Pier Luigi Nava, S.M.M., Docente di formazione alla vita consacrata nella Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione "Auxilium", Roma; il Sacerdote Jesu Maria James Pudumai Doss, S.D.B., Docente straordinario nella Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Salesiana, Roma; Padre Bruno Secondin, O.Carm., Docente ordinario emerito di Spiritualità moderna e Fondamenti di vita spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana, Roma; P.adre Yuji Sugawara, S.I., Decano della Facoltà di Diritto Canonico della Pontificia Università Gregoriana, Roma; la Dottoressa Elena Lucia Bolchi, consacrata nell'Ordo Virginum dell'Arcidiocesi di Milano, Patrono stabile del Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo, Milano (Italia); la Dottoressa Lourdes Grosso García, M.Id., Direttrice del Segretariato della Commissione Episcopale per la Vita Consacrata della Conferenza Episcopale Spagnola, Madrid (Spagna).

martedì 15 luglio 2014

URGENTE INTERVENIRE EMERGENZA UMANITARIA MINORI MIGRANTI NEGLI STATI UNITI

Città del Vaticano, 15 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre Francesco ha indirizzato un Messaggio agli organizzatori, relatori e partecipanti al "Coloquio México Santa Sede sobre movilidad humana y desarrollo", (Città del Messico, 12-15 luglio), letto, nel corso della sessione inaugurale, dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. Il Pontefice invita tutta la comunità internazionale ad adottare nuove misure in materia di migrazione legale, e, sottolineando il dramma dei bambini che attraversano le frontiere degli Stati Uniti non accompagnati, chiede che i minori siano accolti e protetti, promuovendo politiche di informazione sui rischi di tali viaggi e la realizzazione di iniziative di sviluppo sociale nei Paesi di origine.

"La globalizzazione - scrive il Papa - è un fenomeno che ci interpella, specialmente in una delle sue principali manifestazioni qual è l’emigrazione. Si tratta di uno dei 'segni' di questo tempo che viviamo e che ci riporta alle parole di Gesù 'E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?' (Lc. 12,57). Nonostante il grande flusso di migranti presente in tutti i Continenti e in quasi tutti i Paesi, la migrazione viene ancora vista come emergenza, o come un fatto circostanziato e sporadico, mentre è ormai divenuto un elemento caratteristico e una sfida delle nostre società".

"È un fenomeno che porta con sé grandi promesse insieme a molteplici sfide. Molte persone costrette all’emigrazione soffrono e, spesso, muoiono tragicamente; molti dei loro diritti sono violati, sono obbligati a separarsi dalle loro famiglie e purtroppo continuano a essere oggetto di atteggiamenti razzisti e xenofobi. Di fronte a tale situazione, ripeto quanto ha avuto modo di affermare nel Messaggio per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato dell’anno in corso: 'È necessario un cambiamento di atteggiamento verso i migranti e rifugiati da parte di tutti; il passaggio da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione - che, alla fine, corrisponde proprio alla 'cultura dello scarto' - ad un atteggiamento che abbia alla base la 'cultura dell’incontro', l’unica capace di costruire un mondo più giusto e fraterno, un mondo migliore”.

"Mi preme, inoltre, richiamare l’attenzione sulle decine di migliaia di bambini che emigrano soli, non accompagnati, per sfuggire alla povertà e alla violenza: è questa una categoria di migranti che, dall'America Centrale e dal Messico attraversa la frontiera con gli Stati Uniti d’America in condizioni estreme, in cerca di una speranza che la maggior parte delle volte risulta vana. Essi aumentano di giorno in giorno. Tale emergenza umanitaria richiede, come primo, urgente intervento, che questi minori siano accolti e protetti. Tali misure, tuttavia, non saranno sufficienti, ove non siano accompagnate da politiche di informazione circa i pericoli di un tale viaggio e, soprattutto, di promozione dello sviluppo nei loro Paesi di origine".

"È, infine, necessario, - conclude Papa Francesco - di fronte a questa sfida richiamare l’attenzione di tutta la Comunità Internazionale affinché possano essere adottate nuove forme di migrazione legale e sicura. Auguro pieno successo alla lodevole iniziativa del Ministero degli Affari Esteri del Governo messicano di organizzare un colloquio di studio e di riflessione sulla grande sfida dell’emigrazione e imparto di cuore ad ognuno dei presenti la mia Benedizione Apostolica".

IL CARDINALE PAROLIN IN MESSICO: MIGRAZIONE E RISPETTO DELLA PERSONA

Città del Vaticano, 15 luglio 2014 (VIS). Ieri, a Città del Messico, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, è intervenuto al Colloquio Messico Santa Sede, sul tema "Mobilità umana e sviluppo", con la partecipazione dei Ministri degli Affari Esteri di Messico, Honduras, El Salvador e Guatemala che hanno esaminato le responsabilità delle parti coinvolte nella partenza, transito e destinazione dei migranti. Di seguito riportiamo ampi estratti dell'intervento del Segretario di Stato, pronunciato in lingua spagnola.

"Il grande contributo del cristianesimo all'umanità, che, con la maturazione dei tempi, sarà raccolto dall'Illuminismo come categoria politica, è la fraternità universale. Illuminata dalla fede, la ragione rivela che nella grande famiglia umana siamo tutti figli dello stesso Padre. (...) Sin dall'inizio il cristianesimo ha affermato in modo radicale che tutti siamo liberi, tutti siamo uguali, tutti siamo fratelli. (...) Di conseguenza, la dignità della persona non deriva dalla situazione economica, dall'appartenenza politica, dal livello di istruzione, dall'etnia, dallo status di immigrazione o di credo religioso. Ogni essere umano, per il fatto stesso di essere persona, possiede una dignità che merita di essere trattata con il massimo rispetto".

"Ogni giorno riceviamo notizie sul crescente numero di persone che nel mondo devono lasciare la propria terra tra laceranti situazioni di sofferenza e di dolore. Le cause sono sempre le stesse: la violazione dei diritti umani più elementari, la violenza, la mancanza di sicurezza, le guerre, la disoccupazione e la miseria. (...) Cercando di arrivare a una terra promessa in cui sia possibile una vita degna, migliaia di persone soffrono la fame, vessazioni, l'umiliazione della propria dignità, a volte torture, mentre alcuni muoiono in solitudine nell'indifferenza di molti. In pieno XXI secolo, attoniti, assistiamo al traffico di esseri umani, vediamo persone costrette a lavorare in condizioni di semi-schiavitù, persone abusate sessualmente, persone che cadono nella rete di bande criminali che, per corruzione e connivenze, operano nell'impunità a livello transnazionale. La questione che affrontiamo oggi, quella della 'mobilità umana' nel mondo attuale, è parte di questo mondo di dolore che non può lasciare nessuno indifferente, soprattutto la Chiesa, nel più vasto movimento di persone e di popoli di tutti i tempi".

"Credo di poter dire con ragione che nel nostro mondo globalizzato, il progresso non si ottiene solo con un maggiore flusso di capitali, merci e informazioni. Un aumento dello scambio commerciale e finanziario tra le nazioni non comporta, automaticamente, un miglioramento del tenore di vita della popolazione, né automaticamente genera più ricchezza. A questo proposito, notiamo che le nazioni, in particolare quelle più avanzate a livello economico e sociale, devono il loro sviluppo in gran parte ai migranti. (...) Quelle società in cui gli immigrati legali non sono accolti, ma trattati con pregiudizio, come soggetti pericolosi o nocivi, dimostrano di essere molto deboli e impreparate ad affrontare le sfide dei prossimi decenni. Al contrario, quei paesi che sanno vedere i nuovi arrivati come elementi generatori di ricchezza soprattutto umana e culturale, e quindi sanno accoglierli, quelle società che si impegnano in modo coerente nell'integrazione degli immigrati, trasmettono un messaggio inequivocabile a tutta la comunità internazionale, di solidità e garanzia che in sé stesse portano ad un progresso sempre maggiore".

certo che la mobilità umana e il suo impatto sullo sviluppo sono due dei fenomeni sociali più complessi, difficili da risolvere senza uno spirito generale di fiducia. Da un lato il migrante ha il dovere di integrarsi nel Paese che lo accoglie, rispettandone le leggi e l'identità nazionale, dall'altra parte, lo Stato ha anche il dovere di difendere i propri confini, senza mai dimenticare il rispetto dei diritti umani e il dovere della solidarietà. È chiaro che il fenomeno della migrazione non può essere risolto soltanto con politiche legislative o adottando politiche sociali, per quanto buone, e ancor meno solo ricorrendo alle forze dell'ordine e della sicurezza. La soluzione del problema dell'immigrazione passa attraverso una profonda conversione culturale e sociale che permetta di passare da una 'cultura di chiusura' ad una 'cultura di accoglienza e di incontro'".

"In questo contesto, la Chiesa è stata, e sempre sarà, un collaboratore leale. Per definizione è cattolica, cioè universale, transnazionale. Il suo messaggio non si limita alla vita privata dei fedeli, ma perseguendo la loro conversione, si espande e raggiunge le vie della cultura e della giustizia sociale, poiché non è possibile definirsi cristiani senza la giustizia e la fraternità, anche verso i non credenti. Inoltre, la Santa Sede, governo centrale della Chiesa universale, è un soggetto con piena sovranità nel diritto internazionale, che gode di piena personalità giuridica. (...) Con l'aiuto dei Rappresentanti Pontifici, la Chiesa partecipa ai più svariati forum politici e veglia sulla salvaguardia dei diritti umani universali, nel rispetto dei principi etici e morali che caratterizzano la vita sociale. La Chiesa sosterrà sempre, a livello nazionale ed internazionale, ogni iniziativa volta all'adozione di politiche concertate".

"Confrontati dal fenomeno migratorio, è urgente superare paure ataviche e identificare strategie comuni a livello locale, regionale e globale, in tutti i settori della società. Pensiamo, ad esempio, agli Stati Uniti d'America, la cui Amministrazione ha diffuso nelle ultime settimane i dati relativi alla migrazione dei bambini che attraversano la frontiera non accompagnati da adulti. Il loro numero cresce esponenzialmente di giorno in giorno, sia che emigrino per sfuggire alla povertà e alla violenza o nella speranza di unirsi ai familiari che sono dall'altra parte del confine. È urgente proteggerli e assisterli, perché la loro debolezza è maggiore e perché, indifesi, sono alla mercé di qualsiasi abuso o incidente. La politica è l'arte del possibile. Rendiamo l'impossibile possibile. Proponiamoci sfide ambiziose. Non scoraggiamoci per quelli che sono, solo apparentemente, insuccessi".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 luglio 2014 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia del Vescovo Janusz Wiesław Kaleta al governo pastorale della Diocesi di Karaganda (Kazakhstan), presentata in conformità al canone 401, paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico.

- Ha nominato il Monsignore Giuseppe Satriano, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati (superficie: 1.415; popolazione: 139.400; cattolici: 136.900; sacerdoti: 87; religiosi: 105; diaconi permanenti: 2), Italia. L'Arcivescovo eletto è nato a Brindisi (Italia) nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. Dal 1984 al 1993 Educatore e poi Padre Spirituale nel Seminario diocesano di Ostuni; dal 1985 al 1997 insegnante di Religione presso la Scuola Media Statale “S. Giovanni Bosco”, il Liceo Scientifico Statale “L. Pepe”, in Ostuni e il Liceo Classico Statale “Calamo” in Ostuni; dal 1993 al 1997 Vicario Parrocchiale della parrochia Maria SS. Annunziata di Ostuni; dal 1997 al 2000 Sacerdote “fidei donum” in Kenya-Marsabit, come Parroco; dal 2001 al 2003 Rettore del Seminario diocesano; dal 1985 Canonico Mansionario del Capitolo Cattedrale di Ostuni e dal 1991 Canonico del Capitolo Cattedrale. Dal 2003 è Vicario Generale della medesima Arcidiocesi con i seguenti altri incarichi: Vicario Episcopale per il Clero e la Vita Consacrata; Cappellano del Villaggio Turistico “Rosa Marina” di Ostuni; Assistente delle Missionarie della Regalità; Coordinatore dei Sacerdoti Missionari della Regalità; Responsabile della formazione dei sacerdoti giovani; Delegato del Consiglio Affari Economici. Dal 2006 è anche Assistente del Serra Club di Brindisi e dal 2007 Segretario Generale del Sinodo Diocesano.

- Ha nominato il Monsignore Wojciech Zaluski, Nunzio Apostolico in Burundi, elevandolo in pari tempo alla dignità di Arcivescovo. L'Arcivescovo eletto è nato a Zaluski-Lipnewo (Polonia), nel 1960 ed è stato ordinato sacerdote nel 1985. È stato finora Consigliere di Nunziatura.
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