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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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lunedì 15 ottobre 2012

ANGELUS: I RICCHI DEVONO ENTRARE NELLA LOGICA DEL DONO

Città del Vaticano, 14 ottobre 2012 (VIS). Nel commentare all'Angelus il Vangelo di questa domenica che narra dell'incontro di Gesù con il giovane ricco, il Santo Padre ha detto: "Dio può conquistare il cuore di una persona che possiede molti beni e spingerla alla solidarietà e alla condivisione con chi è bisognoso, con i poveri, ad entrare cioè nella logica del dono".

"Gesù insegna che per un ricco è molto difficile entrare nel Regno di Dio, ma non impossibile", ha affermato il Santo Padre. Infatti, attraverso la logica del dono "la persona si pone sulla via di Gesù Cristo, il quale - come scrive l'apostolo Paolo 'da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà'".

Benedetto XVI ha ricordato ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro che il giovane che incontra Gesù osservava scrupolosamente tutti i comandamenti della Legge di Dio, "ma non aveva ancora trovato la vera felicità; e per questo domanda a Gesù come fare per 'avere in eredità la vita eterna'. Da una parte egli è attratto, come tutti, dalla pienezza della vita; dall’altra, essendo abituato a contare sulle proprie ricchezze, pensa che anche la vita eterna si possa in qualche modo 'acquistare', magari osservando un comandamento speciale".

Gesù coglie il desiderio profondo che c’è in quella persona ma anche il suo punto debole, "il suo attaccamento ai suoi molti beni; e perciò gli propone di dare tutto ai poveri, così che il suo tesoro – e quindi il suo cuore – non sia più sulla terra, ma in cielo, e aggiunge: 'Vieni! Seguimi!' Quel tale, però, invece di accogliere con gioia l’invito di Gesù, se ne va via rattristato, perché non riesce a distaccarsi dalle sue ricchezze, che non potranno mai dargli la felicità e la vita eterna".

È a questo punto che Gesù pronuncia la celebre frase "'È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio"'. Ma, vedendo i discepoli attoniti, aggiunge: "'Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio'. "Così commenta San Clemente di Alessandria: 'La parabola insegni ai ricchi che non devono trascurare la loro salvezza come se fossero già condannati, né devono buttare a mare la ricchezza né condannarla come insidiosa e ostile alla vita, ma devono imparare in quale modo usare la ricchezza e procurarsi la vita'".

"La storia della Chiesa - ha concluso il Santo Padre - è piena di esempi di persone ricche, che hanno usato i propri beni in modo evangelico, raggiungendo anche la santità. Pensiamo solo a san Francesco, a santa Elisabetta d’Ungheria o a san Carlo Borromeo".

Al termine della preghiera mariana il Papa ha ricordato che sabato a Praga (Repubblica Ceca) sono stati proclamati Beati Federico Bachstein e tredici Confratelli dell’Ordine dei Frati Minori. "Essi furono uccisi nel 1611 a causa della loro fede. Sono i primi Beati dell’'Anno della fede', e sono martiri: ci ricordano che credere in Cristo significa essere disposti anche a soffrire con Lui e per Lui".

"Oggi in Polonia, e anche nelle parrocchie polacche nel mondo - ha proseguito Benedetto XVI - celebrate 'la Giornata del Papa' con il motto: "Giovanni Paolo II – Papa della Famiglia'. (...) Auguro che in ognuna delle famiglie polacche risplenda il vivo fuoco della fede, del bene e dell’amore evangelico".


LA RELIGIONE INDICA ALLA SOCIETÀ NORME MORALI OGGETTIVE

Città del Vaticano, 15 ottobre 2012 (VIS). Il Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, Segretario del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso è intervenuto il 14 ottobre scorso, al Forum Mondiale di Istanbul (Turchia), sul tema: "Giustizia ed edificazione di un nuovo ordine mondiale". Al Forum, che si è svolto dal 13 al 14 ottobre, Padre Ayuso ha analizzato il contributo fondamentale della giustizia sociale e della libertà religiosa alla pace e l'indispensabile contributo della religione alla promozione della pace e della giustizia nel tessuto della società globale.

"La religione - ha affermato Padre Ayuso - apporta il suo contributo al dibattito nazionale di ogni società. Ciò significa che la società deve impegnarsi ad affrontare tutte le complessità del mondo moderno. Concetti quali 'giustizia' e 'giustizia sociale' sono parte integrante di questo dibattito. Così noi ci chiediamo, qual'è il contributo della religione al dibattito nazionale circa la 'giustizia' e la 'giustizia sociale'? La giustizia è un attributo divino, e l'insegnamento religioso certamente contribuisce alla riflessione sul giusto orientamento delle relazioni, vale a dire, alla giustizia sociale. La tradizione cattolica, tuttavia, sostiene che la giustizia è accessibile alla ragione umana, a tutti gli uomini e donne di buona volontà, sia religiosi che non religiosi".

"I credenti e i non credenti riconoscono l'innata dignità della persona umana e riconoscono che tale dignità è la ragione per i diritti inalienabili di ogni individuo, la protezione dei quali è obiettivo della giustizia. (...) Questi diritti sono antecedenti ed indipendenti dallo Stato, e la misura della giustizia dello Stato è quella in cui esso rispetta e rivendica tali diritti antecedenti, perché la giustizia esige che tutte le persone debbano poter godere liberamente dei propri diritti. (...) Quando lo Stato è manchevole nell'amministrazione della giustizia, anzi agisce ingiustamente, non ha più autorità morale né legittimità. Ciò comporta che lo Stato è soggetto al giudizio, esso non ha potere assoluto ma può e deve dar conto delle sue azioni. La nostra domanda è, perciò, chi o che cosa deve tenere in considerazione lo Stato per assicurarsi di operare con giustizia? La domanda non è di carattere politico, ma di carattere morale, sebbene la risposta richieda scelte politiche".

"Poiché la questione ultima è di carattere morale ne consegue che il punto cruciale di una società civile e giusta è lo spazio adeguato e dovuto assegnato alla religione, la quale ha da dare un contributo unico essendo la voce di chi non ha voce, voce per i sofferenti, voce per gli oppressi, voce per i perseguitati, voce profetica che richiama ad agire in pace e giustizia. La religione richiama la coscienza della società affinché agisca nella verità a favore del bene comune. La Regione, perciò, ha un ruolo nel dibattito politico, non nel fornire concrete soluzioni politiche, che sono al di fuori della sua competenza, ma nel richiamare la società alle norme morali obiettive alla base della giustizia e di una società giusta".

NEL SINODO SIAMO INSIEME CON I NOSTRI CONTEMPORANEI

Città del Vaticano, 13 ottobre 2012 (VIS). Prima del pranzo con i Padri che prendono parte al Sinodo sulla nuova evangelizzazione, con i Vescovi che hanno partecipato al Concilio Vaticano II e con i Presidenti delle Conferenze Episcopali, Benedetto XVI ha rivolto parole di saluto ai commensali con un breve discorso.

una bella tradizione creata dal Beato Papa Giovanni Paolo II di coronare il Sinodo con un pranzo comune. Per me è una grande gioia che alla mia destra ci sia Sua Santità il Patriarca Bartolomeo, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, e, dall’altra parte, l’Archbishop Rowan Williams from the Anglican Communion".

"Per me questa comunione è un segno che siamo in cammino verso l’unità e che nel cuore andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà ad andare avanti anche esteriormente. Questa gioia, mi sembra, ci dia forza anche nel mandato dell’evangelizzazione. Synodos vuol dire 'cammino comune', 'essere in cammino comune', e così la parola synodos mi fa pensare al famoso cammino del Signore con i due discepoli di Emmaus, che sono un po’ un’immagine del mondo agnostico di oggi. Gesù, la loro speranza, era morto; il mondo vuoto; sembrava che Dio realmente o non ci fosse o non si interessasse di noi. Con questa disperazione nel cuore, e tuttavia con una piccola fiamma di fede, vanno avanti. Il Signore cammina misteriosamente con loro e li aiuta a capire meglio il mistero di Dio, la sua presenza nella storia, il suo camminare silenziosamente con noi. Alla fine, nella cena, quando già le parole del Signore e il loro ascolto avevano acceso il cuore e illuminato la mente, lo riconoscono nella cena e finalmente il cuore comincia a vedere".

"Così nel Sinodo siamo insieme con i nostri contemporanei in cammino. Preghiamo il Signore perché ci illumini, ci accenda il cuore affinché diventi veggente, ci illumini la mente; e preghiamo affinché, nella cena, nella comunione eucaristica, possiamo realmente essere aperti, vederlo e così accendere anche il mondo e dare la sua luce a questo nostro mondo".

Il Papa ha annunciato inoltre che proprio per il pranzo, la sessione vespertina del Sinodo di ieri, venerdì, avrebbe avuto inizio più tardi del solito. "Stasera cominciamo non alle quattro e mezza - mi sembra disumano -, ma alle sei meno un quarto".


ACCORDO FRA SANTA SEDE E GUINEA EQUATORIALE

Città del Vaticano, 13 ottobre 2012 (VIS). La Santa Sede e la Repubblica di Guinea Equatoriale hanno firmato oggi a Mongomo un Accordo sulle relazioni tra la Chiesa Cattolica e lo Stato. Il Documento è a firma del Signor Teodoro Obiang Nguema Mbasogo e di numerose altre Autorità governative.

Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Piero Pioppo, Nunzio Apostolico in Guinea Equatoriale e per la Repubblica di Guinea Equatoriale, il Signor Agapito Mba Mokuy, Ministro degli Affari Esteri.

L'Accordo, che consta di 19 articoli e di un Protocollo Addizionale, entrerà in vigore con lo scambio degli strumenti di ratifica.

"Nell'ambito dell'indipendenza e dell'autonomia della Chiesa e dello Stato, e nel solco del comune desiderio di collaborazione, viene fissato il quadro giuridico dei rapporti reciproci. In particolare, è riconosciuta la personalità giuridica della Chiesa e delle sue Istituzioni. L'Accordo riguarda anche il matrimonio canonico, i luoghi di culto, le istituzioni educative, l'assistenza spirituale ai fedeli cattolici negli ospedali e nelle carceri.


ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 15 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Duitama-Sogamoso (Colombia), presentata dal Vescovo Carlos Prada Sanmiguel, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

Sabato 13 ottobre il Santo Padre ha nominato il Cardinale Gaudencio B. Rosales, Arcivescovo emerito di Manila (Filippine), Suo Inviato Speciale alla X Assemblea Plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia (FABC), che si terrà in Vietnam, presso lo "Xuân Lôc Diocese Pastoral Centre" (Centro Pastorale della Diocesi di Xuân Lôc), dal 19 al 25 novembre 2012, e la cui cerimonia conclusiva avrà luogo nella Cattedrale di Ho Chi Minh City.

venerdì 12 ottobre 2012

"AGGIORNAMENTO" NON SIGNIFICA ROTTURA CON LA TRADIZIONE, MA ESPRESSIONE DI CONTINUA VITALITÀ

Città del Vaticano, 12 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto i Vescovi che parteciparono al Concilio Ecumenico Vaticano II ed i Presidenti delle Conferenze Episcopali presenti ieri all'inaugurazione dell'anno della Fede.

Il Papa che partecipò al Vaticano II come perito conciliare ha detto ai Presuli giunti a Roma: "Sono tanti i ricordi che affiorano alla nostra mente e che ognuno ha ben impressi nel cuore di quel periodo così vivace, ricco e fecondo che è stato il Concilio; non voglio, però, dilungarmi troppo, ma – riprendendo alcuni elementi della mia omelia di ieri – vorrei ricordare solamente come una parola, lanciata dal Beato Giovanni XXIII quasi in modo programmatico, ritornava continuamente nei lavori conciliari: la parola 'aggiornamento'".

"A cinquant’anni di distanza dall’apertura di quella solenne Assise della Chiesa qualcuno si domanderà se quell’espressione non sia stata, forse fin dall’inizio, non del tutto felice. Penso che sulla scelta delle parole si potrebbe discutere per ore e si troverebbero pareri continuamente discordanti, ma sono convinto che l’intuizione che il Beato Giovanni XXIII compendiò con questa parola sia stata e sia tuttora esatta. Il Cristianesimo non deve essere considerato come 'qualcosa del passato', né deve essere vissuto con lo sguardo perennemente rivolto 'all’indietro', perché Gesù Cristo è ieri, oggi e per l’eternità. Il Cristianesimo è segnato dalla presenza del Dio eterno, che è entrato nel tempo ed è presente ad ogni tempo, perché ogni tempo sgorga dalla sua potenza creatrice, dal suo eterno 'oggi'".

"Per questo il Cristianesimo è sempre nuovo. Non lo dobbiamo mai vedere come un albero pienamente sviluppatosi dal granellino di senape evangelico, che è cresciuto, ha donato i suoi frutti, e un bel giorno invecchia e arriva al tramonto la sua energia vitale. Il Cristianesimo è un albero che è (...) sempre giovane. E questa attualità, questo 'aggiornamento' non significa rottura con la tradizione, ma ne esprime la continua vitalità; non significa ridurre la fede, abbassandola alla moda dei tempi, al metro di ciò che ci piace, a ciò che piace all’opinione pubblica, ma è il contrario: esattamente come fecero i Padri conciliari, dobbiamo portare l’'oggi' che viviamo alla misura dell’evento cristiano, dobbiamo portare l’'oggi' del nostro tempo nell’'oggi' di Dio".

"Il Concilio è stato un tempo di grazia in cui lo Spirito Santo ci ha insegnato che la Chiesa, nel suo cammino nella storia, deve sempre parlare all’uomo contemporaneo, ma questo può avvenire solo per la forza di coloro che hanno radici profonde in Dio, si lasciano guidare da Lui e vivono con purezza la propria fede; non viene da chi si adegua al momento che passa, da chi sceglie il cammino più comodo. Il Concilio l’aveva ben chiaro, quando nella Costituzione dogmatica sulla Chiesa 'Lumen Gentium' (...) ha affermato che tutti nella Chiesa sono chiamati alla santità secondo il detto dell’Apostolo Paolo 'Questa infatti è la volontà di Dio, la vostra santificazione': la santità mostra il vero volto della Chiesa".

"La memoria del passato è preziosa, - ha concluso il Papa - ma non è mai fine a se stessa. L’Anno della fede che abbiamo iniziato ieri ci suggerisce il modo migliore di ricordare e commemorare il Concilio: concentrarci sul cuore del suo messaggio, che del resto non è altro che il messaggio della fede in Cristo, unico Salvatore del mondo, proclamata all’uomo del nostro tempo. Anche oggi quello che è importante ed essenziale è portare il raggio dell’amore di Dio nel cuore e nella vita di ogni uomo e di ogni donna, e portare gli uomini e le donne di ogni luogo e di ogni epoca a Dio".

BENEDETTO XVI FA SUE INDIMENTICABILI PAROLE DI GIOVANNI XXIII

Città del Vaticano, 12 ottobre 2012 (VIS). Alle 21:00 di ieri il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per salutare i numerosi partecipanti alla fiaccolata promossa dall'Azione Cattolica Italiana (ACI) in collaborazione con la Diocesi di Roma, in occasione dell'apertura dell'Anno della Fede e nel cinquantesimo anniversario dell'inizio del Concilio Vaticano II. La processione, partita alla 19:30 da Castel Sant'Angelo, si colloca nell'ambito della manifestazione "La Chiesa bella del Concilio", iniziativa dell'ACI e della Diocesi di Roma.

"Buona sera a tutti voi e grazie per essere venuti - ha detto il Papa - Cinquant’anni fa, in questo giorno, anche io sono stato qui in Piazza, con lo sguardo verso questa finestra, dove si è affacciato il buon Papa, il Beato Papa Giovanni e ha parlato a noi con parole indimenticabili, parole piene di poesia, di bontà, parole del cuore".

"Eravamo felici – direi – e pieni di entusiasmo. Il grande Concilio Ecumenico era inaugurato; eravamo sicuri che doveva venire una nuova primavera della Chiesa, una nuova Pentecoste, con una nuova presenza forte della grazia liberatrice del Vangelo".

"Anche oggi siamo felici, portiamo gioia nel nostro cuore, ma direi una gioia forse più sobria, una gioia umile. In questi cinquant’anni abbiamo imparato ed esperito che il peccato originale esiste e si traduce, sempre di nuovo, in peccati personali, che possono anche divenire strutture del peccato. Abbiamo visto che nel campo del Signore c’è sempre anche la zizzania. Abbiamo visto che nella rete di Pietro si trovano anche pesci cattivi. Abbiamo visto che la fragilità umana è presente anche nella Chiesa, che la nave della Chiesa sta navigando anche con vento contrario, con tempeste che minacciano la nave e qualche volta abbiamo pensato: 'il Signore dorme e ci ha dimenticato'".

"Questa è una parte delle esperienze fatte in questi cinquant’anni, ma abbiamo anche avuto una nuova esperienza della presenza del Signore, della sua bontà, della sua forza. Il fuoco dello Spirito Santo, il fuoco di Cristo non è un fuoco divoratore, distruttivo; è un fuoco silenzioso, è una piccola fiamma di bontà, di bontà e di verità, che trasforma, dà luce e calore. Abbiamo visto che il Signore non ci dimentica. Anche oggi, a suo modo, umile, il Signore è presente e dà calore ai cuori, mostra vita, crea carismi di bontà e di carità che illuminano il mondo e sono per noi garanzia della bontà di Dio. Sì, Cristo vive, è con noi anche oggi, e possiamo essere felici anche oggi perché la sua bontà non si spegne; è forte anche oggi!".

"Alla fine, oso fare mie le parole indimenticabili di Papa Giovanni: 'andate a casa, date un bacio ai bambini e dite che è del Papa'".

"In questo senso, di tutto cuore vi imparto la mia Benedizione: "Sia benedetto il nome del Signore ……'".


UDIENZE

Città del Vaticano, 12 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, e Seguito.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 12 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Renato P. Mayugaba, Vescovo della diocesi di Laoag (superficie: 3.386; popolazione: 654.000; cattolici: 426.000; sacerdoti: 54; religiosi: 102), Filippine. È stato finora Vescovo Ausiliare di Lingayen-Dagupan (Filippine).


giovedì 11 ottobre 2012

IL PAPA DÀ INIZIO ALL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 11 ottobre 2012 (VIS). "Con grande gioia oggi, a 50 anni dall’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, diamo inizio all’Anno della fede". Queste le parole di Benedetto XVI nell'omelia della Santa Messa celebrata questa mattina in Piazza San Pietro. Hanno concelebrato con il Papa i Cardinali, i Patriarchi e gli Arcivescovi Maggiori delle Chiese Orientali Cattoliche, i Vescovi Padri Sinodali, i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo e quattordici Vescovi che parteciparono in qualità di Padri ai lavori del Concilio Ecumenico Vaticano II. Alla celebrazione eucaristica erano presenti il Patriarca Ecumenico Sua Santità Bartolomeo I e l'Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana, Sua Grazia Rowan Williams.

"Per fare memoria del Concilio (...) questa celebrazione è stata arricchita di alcuni segni specifici: la processione iniziale, che ha voluto richiamare quella memorabile dei Padri conciliari quando entrarono solennemente in questa Basilica; l’intronizzazione dell’Evangeliario, copia di quello utilizzato durante il Concilio; la consegna dei sette Messaggi finali del Concilio e quella del Catechismo della Chiesa Cattolica, che farò al termine, prima della Benedizione. Questi segni non ci fanno solo ricordare, ma ci offrono anche la prospettiva per andare oltre la commemorazione. Ci invitano ad entrare più profondamente nel movimento spirituale che ha caratterizzato il Vaticano II, per farlo nostro e portarlo avanti nel suo vero senso. E questo senso è stato ed è tuttora la fede in Cristo, la fede apostolica, animata dalla spinta interiore a comunicare Cristo ad ogni uomo e a tutti gli uomini nel pellegrinare della Chiesa sulle vie della storia".

Di seguito riportiamo estratti dell'omelia pronunciata da Benedetto XVI:

"L’Anno della fede che oggi inauguriamo è legato coerentemente a tutto il cammino della Chiesa negli ultimi 50 anni: dal Concilio, attraverso il Magistero del Servo di Dio Paolo VI, il quale indisse un 'Anno della fede' nel 1967, fino al Grande Giubileo del 2000, con il quale il Beato Giovanni Paolo II ha riproposto all’intera umanità Gesù Cristo quale unico Salvatore, ieri, oggi e sempre. Tra questi due Pontefici, Paolo VI e Giovanni Paolo II, c’è stata una profonda e piena convergenza proprio su Cristo quale centro del cosmo e della storia, e sull’ansia apostolica di annunciarlo al mondo. Gesù è il centro della fede cristiana. Il cristiano crede in Dio mediante Gesù Cristo, che ne ha rivelato il volto. Egli è il compimento delle Scritture e il loro interprete definitivo".

"Il Vangelo di oggi ci dice che Gesù Cristo, consacrato dal Padre nello Spirito Santo, è il vero e perenne soggetto dell’evangelizzazione. (...) Questa missione di Cristo, questo suo movimento continua nello spazio e nel tempo, attraversa i secoli e i continenti. È un movimento che parte dal Padre e, con la forza dello Spirito, va a portare il lieto annuncio ai poveri di ogni tempo – poveri in senso materiale e spirituale. La Chiesa è lo strumento primo e necessario di questa opera di Cristo, perché è a Lui unita come il corpo al capo".

"Il Concilio Vaticano II non ha voluto mettere a tema la fede in un documento specifico. E tuttavia, esso è stato interamente animato dalla consapevolezza e dal desiderio di doversi, per così dire, immergere nuovamente nel mistero cristiano, per poterlo riproporre efficacemente all’uomo contemporaneo. (...) Il Beato Giovanni XXIII nel Discorso di apertura, "presentò il fine principale del Concilio in questi termini: 'Questo massimamente riguarda il Concilio Ecumenico: che il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito ed insegnato in forma più efficace. (...) È necessario che questa dottrina certa ed immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo'".
"Alla luce di queste parole, si comprende quello che io stesso allora ho avuto modo di sperimentare: durante il Concilio vi era una tensione commovente nei confronti del comune compito di far risplendere la verità e la bellezza della fede nell’oggi del nostro tempo, senza sacrificarla alle esigenze del presente né tenerla legata al passato: nella fede risuona l’eterno presente di Dio, che trascende il tempo e tuttavia può essere accolto da noi solamente nel nostro irripetibile oggi. Perciò ritengo che la cosa più importante, (...) sia ravvivare in tutta la Chiesa quella positiva tensione, quell’anelito a riannunciare Cristo all’uomo contemporaneo. Ma affinché questa spinta interiore alla nuova evangelizzazione non rimanga soltanto ideale e non pecchi di confusione, occorre che essa si appoggi ad una base concreta e precisa, e questa base sono i documenti del Concilio Vaticano II, Per questo ho più volte insistito sulla necessità di ritornare, per così dire, alla 'lettera' del Concilio – cioè ai suoi testi – per trovarne l’autentico spirito, e ho ripetuto che la vera eredità del Vaticano II si trova in essi".

"Il Concilio non ha escogitato nulla di nuovo come materia di fede, né ha voluto sostituire quanto è antico. Piuttosto si è preoccupato di far sì che la medesima fede continui ad essere vissuta nell’oggi, continui ad essere una fede viva in un mondo in cambiamento. (...) I Padri conciliari volevano ripresentare la fede in modo efficace; e se si aprirono con fiducia al dialogo con il mondo moderno è proprio perché erano sicuri della loro fede, della salda roccia su cui poggiavano. Invece, negli anni seguenti, molti hanno accolto senza discernimento la mentalità dominante, mettendo in discussione le basi stesse del 'depositum fidei', che purtroppo non sentivano più come proprie nella loro verità".

"Se oggi la Chiesa propone un nuovo Anno della fede e la nuova evangelizzazione, non è per onorare una ricorrenza, ma perché ce n’è bisogno, ancor più che 50 anni fa! (...) Anche l’iniziativa di creare un Pontificio Consiglio destinato alla promozione della nuova evangelizzazione (...) rientra in questa prospettiva. In questi decenni è avanzata una 'desertificazione' spirituale. Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, al tempo del Concilio lo si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi. (...) Ma è proprio a partire dall’esperienza di questo deserto, (...) che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere, la sua importanza vitale per noi".

"Nel deserto si riscopre il valore di ciò che è essenziale per vivere; così nel mondo contemporaneo sono innumerevoli i segni, spesso espressi in forma implicita o negativa, della sete di Dio, del senso ultimo della vita. E nel deserto c’è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza. La fede vissuta apre il cuore alla Grazia di Dio che libera dal pessimismo. Oggi più che mai evangelizzare vuol dire testimoniare una vita nuova, trasformata da Dio, e così indicare la strada".

"Il viaggio è metafora della vita, e il sapiente viaggiatore è colui che ha appreso l’arte di vivere e la può condividere con i fratelli – come avviene ai pellegrini lungo il Cammino di Santiago, o sulle altre Vie che non a caso sono tornate in auge in questi anni. Come mai tante persone oggi sentono il bisogno di fare questi cammini? Non è forse perché qui trovano, o almeno intuiscono il senso del nostro essere al mondo? Ecco allora come possiamo raffigurare questo Anno della fede: un pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale (...), ma il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II sono luminosa espressione, come pure lo è il Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato 20 anni or sono".

"L’11 ottobre 1962 si celebrava la festa di Maria Santissima Madre di Dio. A Lei affidiamo l’Anno della fede, come ho fatto una settimana fa recandomi pellegrino a Loreto. La Vergine Maria brilli sempre come stella sul cammino della nuova evangelizzazione".





BARTOLOMEO I: TESTIMONIARE UNITI MESSAGGIO DI SALVEZZA

Città del Vaticano, 11 ottobre 2012 (VIS). Durante le celebrazioni di inizio dell'Anno della Fede, il Patriarca Ecumenico Sua Santità Bartolomeo I ha pronunciato un discorso di cui riportiamo ampi estratti.

"In questa piazza, una potente e significativa celebrazione ha espresso il cuore e la mente della Chiesa Cattolica Romana, conducendola in questi cinquant'anni fino al mondo contemporaneo. L'apertura del Concilio Vaticano II, pietra miliare trasformante, fu ispirata dalla realtà fondamentale che il Figlio e il Logos incarnato di Dio è là 'dove sono due o tre riuniti nel suo nome e che lo Spirito che procede dal Padre 'ci guiderà a tutta la verità'".

"Nel corso degli ultimi cinquanta anni, le conquiste raggiunte da questa assemblea sono state varie, come hanno dimostrato una serie di importanti ed influenti costituzioni, dichiarazioni e decreti. Abbiamo contemplato il rinnovamento dello spirito e il 'ritorno delle origini' attraverso lo studio liturgico, la ricerca biblica e la dottrina patristica. Abbiamo apprezzato il graduale impegno nel porre da parte la rigida limitazione accademica all'apertura del dialogo ecumenico, che ha condotto alle reciproche abrogazioni delle scomuniche dell'anno 1054, allo scambio di auguri, alla restituzione delle reliquie, all'inizio di importanti dialoghi e alle reciproche visite nelle nostre rispettive sedi".

"Il nostro cammino non è stato sempre facile o esente da sofferenze e sfide. (...) La teologia fondamentale e i temi principali del Concilio Vaticano II - il mistero della Chiesa, la sacralità della liturgia e l'autorità episcopale - sono difficili da applicare con pratica assidua, e si assimilano con sforzo nel corso di tutta la vita e con l'impegno dell'intera chiesa".

"Proseguendo insieme questo cammino, offriamo grazie e gloria al Dio vivente - Padre, Figlio e Spirito Santo - perché l'assemblea stessa dei Vescovi ha riconosciuto l'importanza delle riflessione e del dialogo sincero tra le nostre 'chiese sorelle'. Ci uniamo nella 'speranza che venga rimossa la barriera tra la Chiesa d'Oriente e la Chiesa d'Occidente, e che si abbia finalmente una sola dimora solidamente fondata sulla pietra angolare, Cristo Gesù, il quale di entrambe farà una cosa sola".

"La nostra presenza qui segna il nostro impegno di testimoniare insieme il messaggio di salvezza e guarigione per i nostri fratelli più piccoli: i poveri, gli oppressi, gli emarginati nel mondo creato da Dio. Diamo inizio a preghiere per la pace e la salute dei nostri fratelli e sorelle cristiani che vivono in Medio Oriente. Nell’attuale crogiolo di violenza, separazione e divisione che va intensificandosi tra popoli e nazioni, che l’amore e il desiderio di armonia che dichiariamo qui, e la comprensione che cerchiamo con il dialogo e il reciproco rispetto, sia di modello per il nostro mondo. Che l’umanità possa stendere la mano ‘all’altro’ e che possiamo lavorare insieme per superare il dolore dei popoli ovunque, particolarmente dove si soffre a causa della fame, delle catastrofi naturali, di malattie e della guerra che, alla fine, colpisce la vita di noi tutti".

"Alla luce di tutto quanto la Chiesa nel mondo deve ancora compiere, e con grande apprezzamento per tutto il progresso che abbiamo condiviso, siamo onorati di essere stati invitati a partecipare – e modestamente chiamati ad offrire la nostra parola – in questa solenne e festosa commemorazione del Concilio Vaticano II. Non è solo una coincidenza che questa occasione segni per la vostra Chiesa la solenne inaugurazione dell’'Anno della Fede', dato che è la fede che offre un segno evidente del cammino che insieme abbiamo percorso lungo il sentiero della riconciliazione e dell’unità visibile".

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 11 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha nominato Il Sacerdote Vincenzo Peroni Cerimoniere Pontificio.

mercoledì 10 ottobre 2012

DOCUMENTI CONCILIARI: BUSSOLA PER LA NAVE DELLA CHIESA

Città del Vaticano, 10 ottobre 2012 (VIS). "Siamo alla vigilia del giorno in cui celebreremo i cinquant’anni dall’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II e l’inizio dell’Anno della fede. Con questa Catechesi vorrei iniziare a riflettere (...) sul grande evento di Chiesa che è stato il Concilio", ha detto il Santo Padre introducendo la catechesi dell'Udienza Generale del mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro.

"I documenti del Concilio Vaticano II (...) sono anche per il nostro tempo, una bussola che permette alla nave della Chiesa di procedere in mare aperto, in mezzo a tempeste o ad onde calme e tranquille, per navigare sicura ed arrivare alla meta", ha spiegato il Papa ricordando che il Concilio, al quale partecipò quando era giovane professore di teologia fondamentale all'Università di Bonn, fu per lui "una esperienza unica". "Ho potuto vedere una Chiesa viva (...) che si mette alla scuola dello Spirito Santo, il vero motore del Concilio. Rare volte nella storia si è potuto, come allora, quasi 'toccare' concretamente l’universalità della Chiesa in un momento di grande realizzazione della sua missione di portare il Vangelo in ogni tempo e fino ai confini della terra".

Nella storia della Chiesa, vari Concili hanno preceduto il Vaticano II: il Concilio di Nicea, di Efeso, di Calcedonia, di Trento che furono convocati per definire elementi fondamentali della fede e per correggere, soprattutto, gli errori che la mettevano in pericolo. Non fu il caso del Vaticano II perché "in quel momento del cammino della Chiesa non c'erano particolari errori di fede da correggere o condannare, né vi erano specifiche questioni di dottrina o di disciplina da chiarire. (...) La prima questione che si pose nella preparazione di questo grande evento fu proprio come cominciarlo, quale compito preciso attribuirgli. Il Beato Giovanni XXIII, nel discorso di apertura, l’11 ottobre di cinquant’anni fa, diede un’indicazione generale: la fede doveva parlare in un modo 'rinnovato', più incisivo - perché il mondo stava rapidamente cambiando - mantenendo però intatti i suoi contenuti perenni, senza cedimenti o compromessi".

"Il Papa - ha detto Benedetto XVI - desiderava che la Chiesa riflettesse sulla sua fede, sulle verità che la guidano. Ma da questa seria, approfondita riflessione sulla fede, doveva essere delineato in modo nuovo il rapporto tra la Chiesa e l’età moderna, tra il Cristianesimo e certi elementi essenziali del pensiero moderno, non per conformarsi ad esso, ma per presentare a questo nostro mondo, che tende ad allontanarsi da Dio, l’esigenza del Vangelo in tutta la sua grandezza e in tutta la sua purezza".

"Il tempo in cui viviamo continua ad essere segnato da una dimenticanza e sordità nei confronti di Dio. Penso, allora, che dobbiamo imparare la lezione più semplice e più fondamentale del Concilio e cioè che il Cristianesimo nella sua essenza consiste nella fede in Dio, (...) e nell’incontro (...) con Cristo che orienta e guida la vita (...). La cosa importante oggi, proprio come era nel desiderio dei Padri conciliari, è che si veda - di nuovo, con chiarezza - che Dio è presente, ci riguarda, ci risponde. E che, invece, quando manca la fede in Dio, crolla ciò che è essenziale, perché l’uomo perde la sua dignità (...). Il Concilio ci ricorda che la Chiesa (...) ha (...) il mandato di trasmettere la parola dell’amore di Dio che salva, perché sia ascoltata e accolta quella chiamata divina che contiene in sé la nostra beatitudine eterna".

Il Santo Padre ha citato le quattro costituzioni conciliari, "i quattro punti cardinali della bussola capace di orientarci: la "Sacrosanctum Concilium" sulla sacra liturgia che ci indica come nella Chiesa ci sia la centralità del mistero della presenza di Cristo; la "Lumen Gentium" che ha come compito fondamentale quello di glorificare Dio; la "Dei Verbum", sulla divina Rivelazione: la Parola vivente di Dio convoca la Chiesa e la vivifica lungo tutto il suo cammino nella storia ed infine la "Gaudium et spes" sul modo in cui la Chiesa porta al mondo intero la luce che ha ricevuto da Dio.

"Il Concilio Vaticano II - ha concluso il Pontefice - è per noi un forte appello a riscoprire ogni giorno la bellezza della nostra fede, a conoscerla in modo profondo per un più intenso rapporto con il Signore, a vivere fino in fondo la nostra vocazione cristiana".


NUMERO SPECIALE DELL'OSSERVATORE ROMANO NEL 50° ANNIVERSARIO DEL CONCILIO VATICANO II

Città del Vaticano, 10 ottobre 2012 (VIS). Per il cinquantesimo anniversario del Concilio Vaticano II, il quotidiano "L'Osservatore Romano" ha realizzato un numero speciale sul periodo conciliare.

È una narrazione basata sulle cronache dell'epoca, particolari inediti e poco noti, immagini e fotografie, testi dei Papi che hanno guidato il Concilio o lo hanno vissuto, fino ad arrivare a Joseph Ratzinger che partecipò da giovane teologo.

Un testo di Benedetto XVI, dell'estate scorsa, sul Concilio, introduce la raccolta dei suoi scritti conciliari, pubblicata da Herder e curata dall'Arcivescovo Gerhard Ludwig Müller. Il testo inedito del Papa - soggetto ad embargo fino alle 17:00 di oggi pomeriggio - apre il numero speciale pubblicato in italiano, inglese, spagnolo e che apparirà su "L'Osservatore Romano" dell'11 ottobre nell'originale in lingua tedesca ed in italiano e sul sito web del quotidiano, in sette lingue (italiano, inglese, spagnolo, tedesco, francese, portoghese e polacco).

UDIENZE

Città del Vaticano, 10 ottobre 2012 (VIS). Nel pomeriggio di oggi il Santo Padre riceverà in udienza Sua Grazia il Dottor Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate della Comunione Anglicana.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 10 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha elevato alla dignità di Arcivescovo il Vescovo Frans Daneels, O.Praem., Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

- Ha nominato il Sacerdote Vital Corbellini, Vescovo della diocesi di Marabá (superficie: 81.832; popolazione: 646.000; cattolici: 450.000; sacerdoti: 35; religiosi: 51), Brasile. Il Vescovo eletto è nato nel 1959 a Garibaldi (Brasile) ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Dal 1987 al 1988 è stato Vicario Parrocchiale delle Parrocchie “São Sebastião” a Jaquirana; “Santa Maria do Belo Horizonte” e “São Francisco de Paula”; dal 1987 al 1988 è stato Coordinatore Pastorale della Regione di São Francisco de Paula; dal 1988 al 1993 è stato Parroco della Parrocchia “Nossa Senhora Medianeira”; dal 1997 al 2001 è stato Amministratore Parrocchiale e poi Parroco della Parrocchia “São Francisco de Assis”; dal 2003 al 2007 è stato Membro dell'Equipe Sacerdotale; dal 2007 al 2010 è stato Vicario Generale della Diocesi di Caxias do Sul; attualmente è Parroco della Parrocchia “São João Batista” a Jaru.

- Ha nominato il Vescovo Gregório (Leozírio) Paixâo Neto, O.S.B., Vescovo di Petrópolis (superficie: 2.880; popolazione: 834.000; cattolici: 646.000; sacerdoti: 104; religiosi: 385; diaconi permanenti: 2), Brasile. È stato finora Ausiliare dell'Arcidiocesi di Sâo Salvador da Bahia (Brasile).

martedì 9 ottobre 2012

ANNO DELLA FEDE. RICORDO E CELEBRAZIONE DEL VATICANO II

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha illustrato la cerimonia di apertura dell'Anno della Fede che il Santo Padre presiederà alle 10:00 di giovedì prossimo, 11 ottobre, in Piazza San Pietro.

di particolare significato che l’Anno della Fede inizi nello stesso giorno del cinquantesimo anniversario dell’Apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. La scelta non è affatto casuale. La scadenza conciliare è un’opportunità per ritornare all’evento del Concilio che ha segnato in modo determinante la vita della Chiesa del XX secolo e per verificare l’incidenza dei suoi insegnamenti nel corso di questi decenni e dei prossimi anni che segneranno l’impegno della Chiesa per la nuova evangelizzazione. Di fatto, il Vaticano II ha voluto essere un momento privilegiato di nuova evangelizzazione".

Pertanto il cinquantesimo del Concilio, "merita di essere non solo ricordato, ma celebrato da parte della Chiesa", anche con questo Anno della Fede che rappresenta "un’occasione propizia per ravvivare la fede dei credenti e animarli di uno spirito di evangelizzazione sempre più convinto". Parimenti l'Anno della Fede sarà dedicato allo studio e all’approfondimento dell’insegnamento conciliare perché abbia ad essere di sostegno nella formazione dei credenti -in particolare con la catechesi- nella vita sacramentale della comunità cristiana e nella testimonianza".

Alla luce di questo, il Presule ha illustrato la cerimonia di inaugurazione dell'Anno della Fede "fortemente impregnata" di segni che evocano il Concilio. "In apertura della funzione, (...), verranno letti alcuni brani dalle 4 costituzioni conciliari che hanno segnato i lavori del Concilio e il rinnovamento nella vita della Chiesa. Di seguito, sarà ripetuta la lunga processione che nell’immaginario collettivo riporta al 12 ottobre del 1962. Essa sarà formata da tutti i vescovi che prenderanno parte alla solenne concelebrazione presieduta dal Santo Padre. Vi parteciperanno tutti i Padri Sinodali che in questi giorni partecipano ai lavori sulla nuova evangelizzazione, tutti i Presidenti delle Conferenze Episcopali del mondo e 14 Padri conciliari che nonostante l’età sono riusciti a venire a Roma. Erano stati invitati 70 Padri conciliari che ancora sono vivi, ma l’età avanzata o i problemi di salute hanno impedito di essere tra noi".

"Alla processione seguirà l’intronizzazione della Parola di Dio. Anche questo segno richiama a un momento significativo dei lavori conciliari quando, nelle sedute solenni nella basilica di San Pietro, giungeva in processione la Sacra Scrittura e veniva posta al centro dell’assise conciliare per ricordare a tutti di essere al servizio della Parola di Dio che permane come il centro dell’azione della Chiesa. Verrà utilizzato lo stesso leggio e la stessa Sacra Scrittura dei lavori conciliari. Al termine della celebrazione eucaristica si compirà un ulteriore segno per indicare che l’insegnamento conciliare mantiene viva la sua attualità e merita di essere ancora conosciuto e approfondito".

"Si ricorderà - ha fatto notare l'Arcivescovo Fisichella - che a chiusura del Concilio, Paolo VI consegnò dei Messaggi al Popolo di Dio". Quegli stessi messaggi saranno consegnati da Papa Benedetto XVI a diverse categorie di persone: ai governanti; agli uomini di scienza e di pensiero; agli artisti; alle donne; ai lavoratori; ai poveri; ai malati e ai sofferenti; ai giovani. "Infine, essendo il ventesimo anniversario del Catechismo della Chiesa Cattolica, il Santo Padre consegnerà copia del Catechismo in un’edizione speciale pubblicata per l’Anno della Fede a due rappresentanti dei catechisti".
"Passano gli anni - ha concluso l'Arcivescovo Fisichella - ma la forza del Vaticano II permane con la sua carica di desiderio perché al mondo intero possa giungere il Vangelo di Cristo. Lo facciamo con l’intento di offrire ai cristiani un motivo ulteriore per sentirsi parte di una Chiesa che non conosce confini e che ogni giorno rinnova la sua fede nel Signore con un impegno di vita paradossale per lo stile che siamo chiamati ad assumere".

SPEAKER DI LINGUA ARABA ALLE UDIENZE GENERALI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). A partire da mercoledì 10 ottobre mattina, nelle udienze generali, oltre gli speaker abituali delle diverse lingue, vi sarà uno speaker di lingua araba, che pronuncerà anche una breve sintesi della catechesi del Papa.

In continuità con il recente viaggio in Libano e con la pubblicazione dell'Esortazione postsinodale "Ecclesia in Medio Oriente", il Santo Padre intende così manifestare il suo incessante interesse e il suo appoggio per i cristiani del Medio Oriente, e ricordare a tutti il dovere di pregare e impegnarsi per la pace nella regione.

INTENSIFICARE IMPEGNO A FAVORE RIFUGIATI E SFOLLATI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). Le forme di solidarietà più concreta in difesa dei rifugiati è stato l'argomento dell'intervento dell'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, C.S., - quale Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra - nel corso della LXIII Sessione del Comitato Esecutivo dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, tenutosi il 2 ottobre scorso.

"L’aumento del numero di conflitti recenti ha prodotto nuove ondate di rifugiati e di persone sfollate - ha affermato l'Arcivescovo Tomasi - I media puntano i riflettori sui casi per loro politicamente più interessanti e lasciano nell’ombra della consapevolezza pubblica altre masse di persone sfollate, dimenticate e abbandonate al loro tragico destino. La Delegazione della Santa Sede prende atto ed è grata a quei Paesi che hanno tenuto aperti i propri confini e i propri cuori per accogliere i rifugiati che fuggono negli Stati confinanti, ed esorta tutti i Paesi membri ad aiutare condividendo l’onere che queste popolazioni rifugiate impongono a molti loro ospiti".

"Ancora una volta - ha concluso l'Arcivescovo Tomasi - quest’anno, è un dato di fatto che gli sfollati interni a causa dei conflitti sono più numerosi dei rifugiati. La mia Delegazione è anche consapevole che la questione della misura in cui l’UNHCR deve essere coinvolta nel fornire assistenza agli sfollati interni divide gli Stati. In alcuni casi ci sono una paura autentica di un 'travalicamento della missione' e la preoccupazione che la missione centrale dell’UNHCR, la protezione dei rifugiati, ne possa soffrire. In altri casi c'è motivo di sospettare che la presenza, durante un conflitto armato interno, di occhi neutrali, internazionali, o la fornitura di un’assistenza salvavita a gruppi localmente svantaggiati potrebbero non essere gradite. La Santa Sede incoraggia l’Alto Commissariato a continuare a compiere un ulteriore sforzo per quanto riguarda le persone dislocate a causa di un conflitto armato. Ciò deve essere fatto in primo luogo cercando un accesso umanitario alle popolazioni colpite per verificare il loro bisogno di protezione, e in secondo luogo in coordinamento con altre agenzie delle Nazioni Unite, offrendo a tali persone un’assistenza cruciale".


POSSESSI CARDINALIZI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice dà comunicazione delle Prese di Possesso che avranno luogo nei prossimi giorni:

- Alle ore 11:30 di domenica 14 ottobre, il Cardinale Timothy Michael Dolan, Arcivescovo di New York, prederà possesso del Titolo di Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario, Piazza Nostra Signora di Guadalupe, 12.

- Alle 18:00 di martedì 23 ottobre, il Cardinale Thomas Christopher Collins, Arcivescovo di Toronto, prederà possesso del Titolo di San Patrizio, Via Boncompagni, 31.

- Alle ore 17:00 di giovedì 25 ottobre, il Cardinale Edwin Frederick O'Brien, Gran Maestro dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, prenderà possesso della Diaconia di San Sebastiano al Palatino, Via di San Bonaventura, 1.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 9 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Iquique (Cile), presentata dal Vescovo Antonio Órdenes Fernández, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

lunedì 8 ottobre 2012

TRASMETTERE AL MONDO L A PASSIONE PER CRISTO

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). La passione di comunicare Cristo al mondo e la consapevolezza che Dio agisce nella Chiesa sono stati i punti chiave del breve discorso che Benedetto XVI ha rivolto questa mattina ai Padri Sinodali in apertura del Sinodo dedicato alla nuova evangelizzazione e alla trasmissione della fede.

Le domande se Dio sia un'ipotesi, una realtà o no - ha detto il Papa - sono oggi così attuali come erano in quel tempo. Con il Vangelo Dio ha rotto il silenzio, ci ha parlato ed è entrato nella storia. Gesù è la sua Parola, il Dio che ci mostra, che ci ama e che soffre con noi fino alla morte e risorge.

Questa, ha proseguito il Pontefice, è la risposta della Chiesa a questo grande interrogativo. La questione però è anche come si può far arrivare questa realtà all'umanità del nostro tempo, affinché diventi salvezza. Noi non possiamo fare la Chiesa, possiamo solo far conoscere quanto ha fatto Lui. La Chiesa, ha affermato il Santo Padre, non comincia con il nostro fare; può soltanto far conoscere ciò che Dio ha fatto.

Nel ricordare che gli Apostoli ricevettero lo Spirito Santo, riuniti in preghiera nel cenacolo a Pentecoste, Benedetto XVI ha spiegato che non è una mera formalità il fatto che ogni assise sinodale inizi con una preghiera, ma una dimostrazione di consapevolezza del fatto che l'iniziativa è sempre di Dio, che noi possiamo implorarlo e che con Dio la Chiesa può solo cooperare.

Dopo aver acquisito tale consapevolezza, il secondo passo è quello della "confessio", la confessione pubblica della propria fede. Questa testimonianza in momenti difficili è, precisamente, una garanzia della sua credibilità ed implica la disponibilità a dare la vita per quello in cui si crede.

La confessione ha però bisogno di un abito che la renda visibile. Il terzo passo è la "caritas", la più grande forza che deve bruciare nel cuore di un cristiano. La fede, ha concluso il Papa, deve divenire in noi una fiamma dell'amore: fiamma che realmente accende il nostro essere e così accende il prossimo. Questa è l'essenza dell'evangelizzazione.

COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). Di seguito riportiamo il Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede relativo ad un articolo apparso su "Il Messaggero" circa presunte irregolarità nella Fabbrica di San Pietro che amministra la Basilica Vaticana.

"In merito ad un articolo apparso su Il Messaggero dell’8 ottobre 2012, dal titolo "Fabbrica di San Pietro, al setaccio i bilanci", la Sala Stampa della Santa Sede, prese le dovute informazioni, precisa:

1) Nessun dossier giace sul tavolo del Segretario di Stato relativo ai bilanci della Fabbrica di San Pietro.

2) Tutti i bilanci della Fabbrica di San Pietro sono stati sottoposti all’esame della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede e sono stati sempre approvati dalla Segreteria di Stato.

3) L’articolo in parola risulta del tutto disinformato.

IL PAPA INAUGURA IL SINODO SULLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 8 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina in Piazza San Pietro, Benedetto XVI ha proclamato Dottori della Chiesa San Giovanni d'Avila e Santa Ildegarda di Bingen ed ha presieduto l'Eucaristia nel corso della quale ha inaugurato la XIII Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana". Hanno concelebrato con il Papa i Padri sinodali e i Vescovi delle Conferenze Episcopali spagnola e tedesca.

"L’evangelizzazione, in ogni tempo e luogo, ha sempre come punto centrale e terminale Gesù, il Cristo, il Figlio di Dio; e il Crocifisso è per eccellenza il segno distintivo di chi annuncia il Vangelo: segno di amore e di pace, appello alla conversione e alla riconciliazione".

"La Chiesa - ha sottolineato il Pontefice - esiste per evangelizzare. Fedeli al comando del Signore Gesù Cristo, i suoi discepoli sono andati nel mondo intero per annunciare la Buona Notizia, fondando dappertutto le comunità cristiane. Col tempo, esse sono diventate Chiese ben organizzate con numerosi fedeli. (...) Anche nei nostri tempi lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa un nuovo slancio per annunciare la Buona Notizia, un dinamismo spirituale e pastorale che ha trovato la sua espressione più universale e il suo impulso più autorevole nel Concilio Ecumenico Vaticano II. Tale rinnovato dinamismo dell’evangelizzazione produce un benefico influsso sui due 'rami' specifici che da essa si sviluppano, vale a dire, da una parte, la missio ad gentes, cioè l’annuncio del Vangelo a coloro che ancora non conoscono Gesù Cristo e il suo messaggio di salvezza; e, dall’altra parte, la nuova evangelizzazione, orientata principalmente alle persone che, pur essendo battezzate, si sono allontanate dalla Chiesa, e vivono senza fare riferimento alla prassi cristiana".

"L’Assemblea sinodale che oggi si apre è dedicata a questa nuova evangelizzazione, per favorire in queste persone un nuovo incontro con il Signore, che solo riempie di significato profondo e di pace la nostra esistenza; per favorire la riscoperta della fede, sorgente di Grazia che porta gioia e speranza nella vita personale, familiare e sociale".

Successivamente il Papa ha affermato che il matrimonio, proposto dal Vangelo odierno e dalla prima lettura, merita "un'attenzione speciale" perché "ci invita a renderci più consapevoli di una realtà già nota ma forse non pienamente valorizzata: che cioè il matrimonio, costituisce in se stesso un Vangelo, una Buona Notizia per il mondo di oggi, in particolare per il mondo scristianizzato. L’unione dell’uomo e della donna, il loro diventare 'un’unica carne' nella carità, nell’amore fecondo e indissolubile, è segno che parla di Dio con forza, con una eloquenza che ai nostri giorni è diventata maggiore, perché purtroppo, per diverse cause, il matrimonio, proprio nelle regioni di antica evangelizzazione, sta attraversando una crisi profonda. E non è un caso. Il matrimonio è legato alla fede, non in senso generico. Il matrimonio, come unione d’amore fedele e indissolubile, si fonda sulla grazia che viene dal Dio Uno e Trino, che in Cristo ci ha amati d’amore fedele fino alla Croce. (...) C’è un’evidente corrispondenza tra la crisi della fede e la crisi del matrimonio. E, come la Chiesa afferma e testimonia da tempo, il matrimonio è chiamato ad essere non solo oggetto, ma soggetto della nuova evangelizzazione".

Infine, prima di soffermarsi sui due nuovi Dottori della Chiesa, il Papa ha ricordato che "Una delle idee portanti del rinnovato impulso che il Concilio Vaticano II ha dato all’evangelizzazione è quella della chiamata universale alla santità, che in quanto tale riguarda tutti i cristiani. I santi sono i veri protagonisti dell’evangelizzazione in tutte le sue espressioni. (...) La santità non conosce barriere culturali, sociali, politiche, religiose. Il suo linguaggio – quello dell’amore e della verità – è comprensibile per tutti gli uomini di buona volontà e li avvicina a Gesù Cristo, fonte inesauribile di vita nuova".

"A questo punto, soffermiamoci un momento ad ammirare i due Santi che oggi sono stati aggregati alla eletta schiera dei Dottori della Chiesa. San Giovanni di Avila visse nel secolo XVI. Profondo conoscitore delle Sacre Scritture, era dotato di ardente spirito missionario. Seppe penetrare con singolare profondità i misteri della Redenzione operata da Cristo per l’umanità. Uomo di Dio, univa la preghiera costante all’azione apostolica. Si dedicò alla predicazione e all’incremento della pratica dei Sacramenti, concentrando il suo impegno nel migliorare la formazione dei candidati al sacerdozio, dei religiosi e dei laici, in vista di una feconda riforma della Chiesa".

"Santa Ildegarda di Bingen, importante figura femminile del secolo XII, ha offerto il suo prezioso contributo per la crescita della Chiesa del suo tempo, valorizzando i doni ricevuti da Dio e mostrandosi donna di vivace intelligenza, profonda sensibilità e riconosciuta autorità spirituale. Il Signore la dotò di spirito profetico e di fervida capacità di discernere i segni dei tempi. Ildegarda nutrì uno spiccato amore per il creato, coltivò la medicina, la poesia e la musica. Soprattutto conservò sempre un grande e fedele amore per Cristo e per la sua Chiesa".

"Lo sguardo sull’ideale della vita cristiana, espresso nella chiamata alla santità, ci spinge a guardare con umiltà la fragilità di tanti cristiani, anzi il loro peccato, personale e comunitario, che rappresenta un grande ostacolo all’evangelizzazione, e a riconoscere la forza di Dio che, nella fede, incontra la debolezza umana. Pertanto, non si può parlare della nuova evangelizzazione senza una disposizione sincera di conversione".

Benedetto XVI ha concluso l'omelia affidando a Dio "i lavori dell’Assise sinodale nel sentimento vivo della comunione dei Santi, invocando in particolare l’intercessione dei grandi evangelizzatori, tra i quali vogliamo con grande affetto annoverare il Beato Papa Giovanni Paolo II, il cui lungo pontificato è stato anche esempio di nuova evangelizzazione".


VALORIZZARE IL ROSARIO NELL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 7 ottobre (VIS). All'Angelus il Santo Padre ha ricordato che oggi nel Santuario di Pompei, dedicato alla Regina del Rosario, viene elevata la tradizionale "Supplica" a cui si uniscono innumerevoli persone in tutto il mondo.

"Mentre anche noi ci associamo spiritualmente a tale corale invocazione, vorrei proporre a tutti di valorizzare la preghiera del Rosario nel prossimo Anno della fede. Con il Rosario, infatti, ci lasciamo guidare da Maria, modello di fede, nella meditazione dei misteri di Cristo, e giorno dopo giorno siamo aiutati ad assimilare il Vangelo, così che dia forma a tutta la nostra vita. Pertanto, nella scia dei miei Predecessori, in particolare del Beato Giovanni Paolo II che dieci anni fa ci diede la Lettera apostolica 'Rosarium Virginis Mariae', invito a pregare il Rosario personalmente, in famiglia e in comunità, ponendoci alla scuola di Maria, che ci conduce a Cristo, centro vivo della nostra fede".

SENTENZA DEL TRIBUNALE VATICANO NEL PROCESSO A CARICO DI PAOLO GABRIELE

Città del Vaticano, 6 ottobre (VIS). Il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha emesso questa mattina la seguente sentenza relativa al processo a carico di Paolo Gabriele, colpevole di furto aggravato.

"L’imputato Paolo Gabriele colpevole del delitto previsto dall’art. 404 primo comma n.1 c.p., per aver egli operato, con abuso della fiducia derivante dalle relazioni di ufficio connesse alla sua prestazione d’opera, la sottrazione di cose che in ragione di tali relazioni erano lasciate od esposte alla fede dello stesso, lo condanna pertanto alla pena di anni tre (3) di reclusione;

visto l’art. 26 della legge 21 giugno 1969, n. L, considerate l’assenza di precedenti penali, le risultanze dello stato di servizio in epoca antecedente ai fatti contestati, il convincimento soggettivo - sia pure erroneo - indicato dall’imputato quale movente della sua condotta, nonché la dichiarazione circa la sopravvenuta consapevolezza di aver tradito la fiducia del Santo Padre, diminuisce la pena ad anni uno (1) e mesi 6 (sei) di reclusione; condanna il medesimo al rifacimento delle spese processuali.

Firmato
Giuseppe Dalla Torre, Presidente; Paolo Papanti-Pelletier; Venerando Marano e Raffaele Ottaviano, Cancelliere supplente.

UDIENZE

Città del Vaticano, 6 ottobre (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza:

- Il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

ALTRI ATTI PONTIFICI

Città del Vaticano, 6 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre:

- Ha nominato l'Arcivescovo Henryk Jõzef Nowacki, Nunzio Apostolico in Danimarca, Finlandia e Norvegia, attualmente Nunzio Apostolico in Svezia e Islanda.

- Ha accettato la rinuncia presentata dal Vescovo Edward Frankowski all’ufficio di Ausiliare della diocesi di Sandomierz (Polonia), per raggiunti limiti di età.

- Ha nominato il Monsignore Charles J. Scicluna, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Malta (superficie: 246; popolazione: 412.970; cattolici: 388.970; sacerdoti: 671; religiosi: 1.291), Malta. Il Vescovo eletto è nato a Toronto (Canada) nel 1959 ed è stato ordinato sacerdote nel 1986. Tra il 1990 e il 1995 è stato Difensore del Vincolo e Promotore di Giustizia al Tribunale Metropolitano di Malta, Professore di Teologia Pastorale e Diritto Canonico presso la locale Facoltà di Teologia e Vice-Rettore al Seminario Maggiore dell'arcidiocesi. Nello stesso periodo ha prestato la sua collaborazione nelle parrocchie di San Gregorio Magno, Silema e la parrocchia della Trasfigurazione, Iklin presso Malta. Nel 1995 è entrato al servizio della Santa Sede, prima come Promotore di Giustizia Sostituto presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e poi come Promotore di Giustizia presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. In questo periodo ha anche insegnato, come Professore Invitato, presso la Facoltà di Diritto della Pontificia Università Gregoriana.




venerdì 5 ottobre 2012

INDULGENZA PLENARIA NELL'ANNO DELLA FEDE

Città del Vaticano, 5 ottobre 2012 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI concederà ai fedeli l'indulgenza plenaria nell'Anno della Fede che sarà valida dalla data di apertura (11 ottobre 2012 fino alla data di chiusura, il 24 novembre 2013), come si legge in un decreto reso pubblico oggi, a firma del Cardinale Manuel Monteiro de Castro, Penitenziere Maggiore e del Vescovo Krzysztof Nykiel, Reggente della Penitenziera Apostolica.

"Nel giorno del cinquantesimo anniversario dalla solenne apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II - si legge nel Decreto - il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito l’inizio di un Anno particolarmente dedicato alla professione della vera fede e alla sua retta interpretazione, con la lettura, o meglio, la pia meditazione degli Atti del Concilio e degli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica".

"Poiché si tratta anzitutto di sviluppare in sommo grado – per quanto è possibile su questa terra – la santità di vita e di ottenere, quindi, nel grado più alto la purezza dell’anima, sarà molto utile il grande dono delle Indulgenze, che la Chiesa, in virtù del potere conferitole da Cristo, offre a tutti coloro che con le dovute disposizioni adempiono le speciali prescrizioni per conseguirle".

"Durante tutto l’arco dell’Anno della fede, indetto dall’11 Ottobre 2012 fino all’intero 24 Novembre 2013, potranno acquisire l’Indulgenza plenaria della pena temporale per i propri peccati impartita per la misericordia di Dio, applicabile in suffragio alle anime dei fedeli defunti, tutti i singoli fedeli veramente pentiti, debitamente confessati, comunicati sacramentalmente, e che preghino secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

a.- Ogniqualvolta parteciperanno ad almeno tre momenti di predicazione durante le Sacre Missioni, oppure ad almeno tre lezioni sugli Atti del Concilio Vaticano II e sugli Articoli del Catechismo della Chiesa Cattolica, in qualsiasi chiesa o luogo idoneo;

b.- Ogniqualvolta visiteranno in forma di pellegrinaggio una Basilica Papale, una catacomba cristiana, una Chiesa Cattedrale, un luogo sacro designato dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. tra le Basiliche Minori ed i Santuari dedicati alla Beata Vergine Maria, ai Santi Apostoli ed ai Santi Patroni) e lì parteciperanno a qualche sacra funzione o almeno si soffermeranno per un congruo tempo di raccoglimento con pie meditazioni, concludendo con la recita del Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, le invocazioni alla Beata Vergine Maria e, secondo il caso, ai Santi Apostoli o Patroni;

c.- Ogniqualvolta, nei giorni determinati dall’Ordinario del luogo per l’Anno della fede (ad es. nelle solennità del Signore, della Beata Vergine Maria, nelle feste dei Santi Apostoli e Patroni, nella Cattedra di San Pietro), in qualunque luogo sacro parteciperanno ad una solenne celebrazione eucaristica o alla liturgia delle ore, aggiungendo la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima;

D.- un giorno liberamente scelto, durante l’Anno della fede, per la pia visita del battistero o altro luogo, nel quale ricevettero il sacramento del Battesimo, se rinnoveranno le promesse battesimali in qualsiasi formula legittima.

I Vescovi Diocesani o Eparchiali, e coloro che nel diritto sono ad essi equiparati, nel giorno più opportuno di questo tempo, in occasione della principale celebrazione (ad es. il 24 Novembre 2013, nella solennità di Gesù Cristo Re dell’Universo, con la quale si chiuderà l’Anno della fede) potranno impartire la Benedizione Papale con l’Indulgenza plenaria, lucrabile da parte di tutti fedeli che riceveranno tale Benedizione devotamente.

Il Decreto si conclude ricordando che tutti i fedeli che "per malattia o gravi motivi" non possono uscire di casa, potranno ottenere l'indulgenza plenaria "se, uniti con lo spirito e con il pensiero ai fedeli presenti, particolarmente nei momenti in cui le Parole del Sommo Pontefice o dei Vescovi Diocesani verranno trasmesse per televisione e radio, reciteranno nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene il Padre Nostro, la Professione di Fede in qualsiasi forma legittima, e altre preghiere conformi alle finalità dell’Anno della fede, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita.


PRESENTAZIONE SINODO SU NUOVA EVANGELIZZAZIONE

Città del Vaticano, 5 ottobre 2012 (VIS). Questa mattina, presso la Sala Stampa della Santa Sede, l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi ha presentato la XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma in Vaticano dal 7 al 28 ottobre, sul tema: "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana".

Prima di soffermarsi sui particolari concreti dell'Assemblea, l'Arcivescovo ha sottolineato l'importanza di "tenere uniti i due aspetti dell’argomento sinodale. Esso, infatti, indica che lo scopo della nuova evangelizzazione è la trasmissione della fede. D’altra parte, il processo della trasmissione della fede, che oggi in molti casi trova ostacoli di varia indole, si svolge nell’ambito della nuova evangelizzazione".

Successivamente l'Arcivescovo Eterovic ha illustrato la preparazione e lo svolgimento di un'Assemblea sinodale "processo complesso ed esigente" nel quale si potrebbero distinguere tre aspetti che si intrecciano mutualmente: dimensione spirituale, riflessione teologica pastorale e preparazione tecnica-organizzativa".

1.- Dimensione spirituale

La preghiera accompagna ed anima ogni attività sinodale. (...) La preghiera che ha accompagnato i lavori di preparazione (...) sarà preminente durante i lavori sinodali. In particolare, il Santo Padre presiederà quattro celebrazioni liturgiche". Il 7 ottobre, la celebrazione eucaristica dell'inaugurazione del Sinodo durante la quale il Papa dichiarerà dottori due Santi della Chiesa: San Juan de Avila e Santa Ildegarda di Bingen; l'11 ottobre la Santa Messa durante la quale il Santo Padre darà inizio all'Anno della Fede; il 21 ottobre la Santa Messa di canonizzazione dei Beati: Jacques Berthieu; Pedro Calungsod; Giovanni Battista Piamarta; Carmen Sallés y Barangueras; Marianne Cope; Caterina Tekakwitha e Anna Schäffer. Infine il 28 ottobre la Santa Messa di chiusura del Sinodo.

2. - Riflessioni teologico-pastorali

Dopo che il Santo Padre Benedetto XVI ha scelto il tema dell’Assise sinodale, la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha redatto i Lineamenta, documento di riflessione sull’argomento prescelto, reso pubblico il 4 marzo 2011. Il Questionario che accompagna i Lineamenta è stato sottoposto all'attenzione degli organismi ecclesiali, con i quali la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi ha rapporti istituzionali pregando di rispondere prima del 1° novembre 2011. Dall’alto numero di risposte che ha raggiunto il 90,5 % si può constatare il grande interesse delle Chiese particolari e di altri organismi sull’argomento della riflessione sinodale. Il Consiglio Ordinario della Segreteria Generale ha analizzato tali risposte che sono state sintetizzate nell’Instrumentum laboris. Tale documento è stato reso noto il 19 giugno 2012.

Altri documenti hanno avuto un ruolo importante nella preparazione dell’Assise sinodale. Si tratta, in primo luogo, delle riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI in vari suoi pronunciamenti. Oltre alle catechesi sulla preghiera, le due Lettere Apostoliche in forma di Motu proprio: "Ubicumque et semper" del 21 settembre 2010, con la quale il Sommo Pontefice erige il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. e "Porta fidei", dell’11 ottobre 2011, con la quale indice l’Anno della fede.


3.- Preparazione tecnica organizzativa

Secondo le norme dell’Ordo Synodi Episcoporum, all’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi partecipano ex officio i Capi delle Chiese Orientali cattoliche sui iuris e dei Dicasteri della Curia Romana. Oltre i Padri sinodali di nomina Pontificia, gli altri Padri sinodali vengono eletti dalle rispettive Conferenze Episcopali, dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, se oltrepassano il numero di 25 Vescovi, come pure dall’Unione dei Superiori Generali che hanno diritto di eleggere 10 membri.


4.- Partecipanti all’Assemblea sinodale

Alla XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi parteciperanno 262 Padri sinodali, il numero più elevato nella storia dei Sinodi. Dall’Europa provengono 103, dall’America 63, dall’Africa 50, dall’Asia 39 e dall’Oceania 7. La maggioranza dei Padri sinodali, precisamente 182, è stata eletta, 172 dalle Conferenze Episcopali e 10 dall’Unione dei Superiori Generali; 3 sono stati designati dalle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris; 37 partecipano ex officio, 40 sono stati nominati dal Santo Padre.

Benedetto XVI ha nominato il Cardinale Donald William Wuerl, Arcivescovo di Washington (Stati Uniti d'America), Relatore Generale e l'Arcivescovo Pierre-Marie Carré, di Montpellier (Francia), Segretario Speciale. Il Papa ha inoltre nominato tre Presidenti Delegati: il Cardinale John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong (Cina); il Cardinale Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara (Messico), ed il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo). All’Assemblea sinodale prenderanno parte anche 45 Esperti e 49 Uditori; i Delegati fraterni rappresentanti di 15 chiese e comunità ecclesiali che non sono ancora in piena comunione con la Chiesa Cattolica ed infine 3 Invitati speciali: fratello Alois, Priore di Taizé (Francia); il Reverendo Lamar Vest, Presidente dell’American Bible Society (Stati Uniti d'America) e il Signor Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze.

V) Eventi di rilievo

Sono previste 23 Congregazioni Generali e 8 Sessioni dei Circoli minori. L'8 ottobre il Segretario Generale ed il Relatore Generale leggeranno la loro relazione. Nella sessione pomeridiana sono previsti brevi interventi dei rappresentanti dell'episcopato dei cinque continenti sul tema dell'Assemblea sinodale. Essi devono indicare in sintesi come è stato percepito il tema sinodale nella realtà della Chiese particolari dei singoli continenti.

Il 9 ottobre, nella Congregazione generale pomeridiana il Cardinale Marc Ouellet, P.S.S., Prefetto della Congregazione per i Vescovi, riferirà sulla recezione dell’Esortazione Apostolica Postsinodale Verbum Domini, risultato della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che ha avuto luogo nel mese di ottobre del 2008.

Nel pomeriggio del 10 ottobre, Sua Grazia dottor Rowan Douglas Williams, Arcivescovo di Canterbury e Primate di tutta l’Inghilterra e della Comunione Anglicana, nella Congregazione generale del pomeriggio, si rivolgerà all’Assemblea per illustrare dal punto di vista anglicano la sfida della nuova evangelizzazione e della trasmissione della fede cristiana.

Il 12 ottobre il Signor Werner Arber, Professore di Microbiologia nel Biozentrum dell’Università di Basilea (Svizzera) e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, fornirà alcune riflessioni sul rapporto tra scienza e fede.

Nel corso della celebrazione eucaristica dell’11 ottobre, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I° rivolgerà un indirizzo al Vescovo di Roma Benedetto XVI e a tutti i partecipanti alla Santa Messa con la quale inizierà l’Anno della fede.

All’inizio dei lavori, i Padri sinodali sceglieranno i membri della Commissione del Messaggio, composta da 12 membri, di cui il Presidente Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio per i mezzi di comunicazione sociale, e il Vice-Presidente Arcivescovo Luis Antonio G. Tagle, di Manila (Filippine) sono stati chiamati dal Santo Padre. Il Papa nominerà altri due membri, mentre i restanti 8 saranno scelti dai Padri sinodali.


6.- Conclusione

La metodologia sinodale, modificata dal Santo Padre Benedetto XVI nell’anno 2005, rimarrà sostanzialmente invariata. Pertanto, ogni Padre sinodale avrà a disposizione 5 minuti per fare il suo intervento nel corso delle Congregazioni generali. Durante la discussione libera, prevista in ogni Congregazione generale pomeridiana dalle ore 18 alle 19, ogni intervento dei Padri sinodali non durerà più di 3 minuti per favorire una maggiore partecipazione alla discussione quale espressione della comunione e del senso collegiale.
Gli interventi dei Delegati fraterni, degli Uditori e delle Uditrici non dovrebbero superare 4 minuti.



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