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Il Vatican Information Service (VIS), istituito nell'ambito della Sala Stampa della Santa Sede, è un bollettino telematico che diffonde notizie relative all'attività magistrale e pastorale del Santo Padre e della Curia Romana...

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venerdì 16 aprile 2010

PADRE LOMBARDI SU LETTERA CARDINALE CASTRILLÓN HOYOS


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato nella serata di ieri la dichiarazione che segue a proposito di una lettera dell'8 settembre 2001, inviata dall'allora Prefetto della Congregazione per il Clero, Cardinale Darío Castrillón Hoyos al Vescovo Pierre Pican, di Bayeux-Lisieux (Francia).

  "Questo documento è una riprova di quanto fosse opportuna l'unificazione della trattazione dei casi di abusi sessuali di minori da parte di membri del clero sotto la competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, per garantirne una conduzione rigorosa e coerente, come avvenne infatti con i documenti approvati dal Papa nel 2001".
OP/                                      VIS 20100416 (120)

PRIMATO OBBEDIENZA A DIO E VERO SIGNIFICATO PENITENZA


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Ieri mattina, nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto una Concelebrazione Eucaristica con i membri della Pontificia Commissione Biblica.

  Il Papa ha riflettuto nell'omelia sul primato dell'obbedienza a Dio e sul vero significato della penitenza e del perdono nella vita del cristiano.

  Richiamando le parole di San Pietro davanti al Sinedrio, il Papa ha affermato: "'Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini'. Al contrario nei tempi moderni si è teorizzata la liberazione dell'uomo, anche dall'obbedienza a Dio".

  "Ma questa autonomia" - ha affermato il Santo Padre - "è una menzogna, una menzogna ontologica, perché l'uomo non esiste da se stesso e per se stesso; è una menzogna politica e pratica, perché la collaborazione e la condivisione delle libertà è necessaria e se Dio non esiste, se Dio non è un'istanza accessibile all'uomo, rimane come suprema istanza solo il consenso della maggioranza. Poi il consenso della maggioranza diventa l'ultima parola alla quale dobbiamo obbedire e questo consenso - lo sappiamo dalla storia del secolo scorso - può essere anche un consenso nel male. Così vediamo che la cosiddetta autonomia non libera l'uomo".

  Benedetto XVI ha sottolineato che: "Le dittature sono state sempre contro questa obbedienza a Dio. La dittatura nazista, come quella marxista, non possono accettare un Dio sopra il potere ideologico. (...) Oggi, grazie a Dio non viviamo in dittature, ma esistono forme sottili di dittature. Un conformismo, per cui diventa obbligatorio pensare come pensano tutti, agire come agiscono tutti, e la sottile aggressione contro la Chiesa, o anche meno sottile, dimostrano come questo conformismo può realmente essere una vera dittatura".

  "Noi oggi abbiamo spesso un po' paura di parlare della vita eterna. Parliamo delle cose che sono utili per il mondo, mostriamo che il cristianesimo aiuta anche a migliorare il mondo, ma che la sua meta sia la vita eterna e che dalla meta vengano poi i criteri della vita, non osiamo dirlo".
  "Allora" - ha proseguito il Papa - "dobbiamo invece avere il coraggio, la gioia, la grande speranza che la vita eterna c'è, che è la vera vita e che da questa vera vita viene la luce che illumina anche questo mondo. In tale prospettiva 'la penitenza è una grazia', grazia che noi riconosciamo il nostro peccato, che riconosciamo di aver bisogno di rinnovamento, di cambiamento, di una trasformazione del nostro essere".

  "Devo dire che noi cristiani, anche negli ultimi tempi, abbiamo spesso evitato la parola penitenza che ci appariva troppo dura. Adesso sotto gli attacchi del mondo che ci parlano dei nostri peccati, vediamo che poter far penitenza è grazia e vediamo come sia necessario fare penitenza, riconoscere cioè ciò che è sbagliato nella nostra vita. Aprirsi al perdono, prepararsi al perdono, lasciarsi trasformare. Il dolore della penitenza, cioè della purificazione e della trasformazione" - ha concluso il Pontefice - "questo dolore è grazia, perché è rinnovamento, è opera della Misericordia divina".
HML/                                               VIS 20100416 (500)

GRAZIE DEL PAPA ALLA "PAPAL FOUNDATION"


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Nel giorno del suo 83mo compleanno, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto questa mattina in udienza i membri della "Papal Foundation", l'agenzia cattolica statunitense istituita a Philadelphia (Stati Uniti d'America), nel 1990, dal defunto Cardinale John Krol, per finanziare le necessità della Chiesa nel mondo. Attuale Presidente è il Cardinale Anthony Bevilacqua, Arcivescovo emerito di Philadelphia.                   

  Il Papa ha riaffermato nel suo discorso che in ogni tempo e in ogni luogo la Chiesa è chiamata a proclamare il messaggio di "speranza" del Risorto e a "confermare la sua verità con una testimonianza pratica di santità e carità. La 'Papal Foundation' ha compiuto questa missione offrendo il suo sostegno in particolare ad un'ampia varietà di organizzazioni caritative care al cuore del Successore di Pietro".

  "Vi ringrazio per i vostri generosi sforzi di offrire assistenza ai nostri fratelli e sorelle nei paesi in via di sviluppo, per fornire istruzione ai futuri dirigenti della Chiesa, e per far progredire l'impegno missionario di numerose diocesi e congregazioni religiose in tutto il mondo".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso invitando i membri della "Papal Foundation" a pregare "per le necessità della Chiesa universale e per invocare una rinnovata effusione dei doni dello Spirito, di santità, unità e zelo missionario, su tutto il Popolo di Dio".
AC/                                               VIS 20100416 (230)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienze separate:

- Il Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi.

- Cinque Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Regione Norte II in Visita "ad Limina Apostolorum".

    - Il Vescovo Dominique Marie Jean Denis You, di Santissima Conceiçao do Araguaia.

Il Vescovo Juventino Kestering, di Rondonopólis.

    - Il Vescovo Capistrano Francisco Heim, O.F.M., Prelato di Itaituba

    - Il Vescovo José Luis Azcona Hermoso, O.A.R., Prelato di Marajo.

    - Il Vescovo Erwin Kräutler, C.PP.S., Prelato di Xingu.
AP:AL/                                  VIS 20100416 (100)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 16 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, Suo Rappresentante ai Funerali del Signor Lech Kaczynski, Presidente della Repubblica di Polonia, che avranno luogo domani a Varsavia.
NA/                                         VIS 20100416 (40)

giovedì 15 aprile 2010

DICHIARAZIONE DIRETTORE SALA STAMPA SANTA SEDE


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Rispondendo a domande di giornalisti sul dibattito seguito a una intervista del Cardinale Segretario di Stato in Cile sui temi degli abusi sessuali da parte di membri del clero, il Direttore della Sala Stampa ha dichiarato:

  "Le autorità ecclesiastiche non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico, per le quali rimandano naturalmente agli studi degli specialisti e alle ricerche in corso sulla materia".

  "Per quanto di competenza delle autorità ecclesiastiche, nel campo delle cause di abusi su minori da parte di sacerdoti affrontate negli anni recenti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, risulta semplicemente il dato statistico riferito nella intervista di Monsignor Scicluna, in cui si parlava di un 10% di casi di pedofilia in senso stretto, e di un 90% di casi da definire piuttosto di efebofilia (cioè nei confronti di adolescenti), dei quali circa il 60% riferito a individui dello stesso sesso e il 30% di carattere eterosessuale. Ci si riferisce qui evidentemente alla problematica degli abusi da parte di sacerdoti e non nella popolazione in generale".
OP/                                       VIS 20100415 (180)

EUCARISTIA, CUORE DELLA VITA CRISTIANA

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina i Presuli della Regione Nord II della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile, al termine della Visita "ad Limina Apostolorum".

  L'Eucaristia, ha ricordato il Papa, costituisce "il centro e la fonte permanente del ministero petrino, cuore della vita cristiana, fonte e vertice della missione evangelizzatrice della Chiesa. Si può ben comprendere la preoccupazione del Successore di Pietro per tutto ciò che offuschi il vertice della fede cattolica: Gesù Cristo che continua ad essere vivo e realmente presente nell'ostia consacrata e nel calice".

  "Sottovalutare il culto del Santissimo Sacramento costituisce il segno e la causa dell'indebolimento del senso cristiano del mistero, come se Gesù non fosse più al centro durante la Messa, e la comunità fosse presa da molte cose invece che raccogliersi e lasciarsi attrarre dall'unico elemento necessario: il suo Signore".

  Benedetto XVI ha ribadito: "Se nella liturgia non emerge la figura di Cristo, (...) non abbiamo una liturgia cristiana. (...) Come sono lontani da tutto questo coloro che, in nome dell'inculturazione, nella celebrazione della Santa Messa, cadono nel sincretismo, introducendo riti presi in prestito da altre religioni, o nei particolarismi culturali".

  Come scrive il Venerabile Giovanni Paolo II "Il mistero eucaristico è 'un dono troppo grande' per sopportare ambiguità e diminuzioni ', in particolare se 'spogliato del suo significato sacrificale, viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e valore di un incontro conviviale fraterno'".

  "Alla base di molte delle ragioni addotte" - ha sottolineato il Papa - "esiste una mentalità incapace di accettare la possibilità reale di un intervento divino in questo mondo in aiuto dell'uomo. (...) Credere nell'intervento salvifico di Dio per cambiare questa situazione di alienazione e di peccato è considerato integralismo da coloro che condividono una visione deista, e la stessa valutazione è fatta a proposito del segno sacramentale che rende presente il sacrificio redentore. Più accettabile ai loro occhi, sarebbe la celebrazione di un segno corrispondente ad un vago senso comunitario".

  "Ma il culto divino" - ha proseguito il Pontefice - "non può nascere dalla nostra immaginazione, che sarebbe un grido nell'oscurità o una semplice affermazione di sé. La verità liturgica presuppone che Dio risponda e ci mostri come possiamo adorarlo. (...) La Chiesa vive di questa presenza e la sua ragione di essere ed esistere è di espandere la sua presenza nel mondo".

  Il Santo Padre ha concluso il suo discorso ricordando che fra un mese si inaugura in Brasile il XVI Congresso Eucaristico Nazionale ed ha auspicato che Gesù Eucaristia sia "veramente il cuore del Brasile, da dove provenga la forza perché tutti gli uomini e le donne brasiliane si riconoscano e si aiutino come fratelli e membri di Cristo. Chi vuol vivere, ha dove vivere, ha di che vivere. (...) Che si avvicini, creda, entri a far parte del Corpo di Cristo e sarà vivificato".
AL/                                       VIS 20100415 (500)

MESSA IN SUFFRAGIO VITTIME INCIDENTE SMOLENSK

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Alle 17:00 di questo pomeriggio, nella Basilica Vaticana, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, presiederà una Santa Messa in suffragio del Presidente della Polonia Lech Kaczynski e delle vittime dell'incidente aereo del 10 aprile scorso di Smolensk (Russia). Al rito funebre parteciperanno numerosi Membri del Corpo Diplomatico e di altre istituzioni accreditate presso la Santa Sede e il Governo italiano.
OP/                                         VIS 20100415 (80)

FIRMA ACCORDO SANTA SEDE E LAND NIEDERSACHSEN


CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Il 6 aprile scorso, è stato firmato ad Hannover (Repubblica Federale di Germania), un Accordo fra la Santa Sede e il Land Niedersachsen a modifica del Concordato del 26 febbraio 1965.

  Per la Santa Sede ha firmato, come Plenipotenziario, l'Arcivescovo Jean-Claude Périsset, Nunzio Apostolico in Germania e per il Land Niedersachsen, il Ministro Presidente, Signor Christian Wulff.

  "Il presente Accordo" - si legge in un Comunicato - "costituisce una modifica del paragrafo 6 dell'Allegato al Concordato fra la Santa Sede e il Land Niedersachesen del 1965 e regola la posizione giuridica di alcune scuole cattoliche gestite dalle Diocesi di Hildesheim, Osnarbrück e Münster nel medesimo Land".
OP/                                       VIS 20100415 (120)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Questa mattina il Santo Padre ha ricevuto in udienze separate:

- Il Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

- Sei Presuli della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (Regione Nord II) in Visita "ad Limina Apostolotum":

    - L'Arcivescovo Alberto Taveira Corrêa, di Belém do Pará.

    - Il Vescovo Luigi Ferrando, di Bragança do Pará.

    - Il Vescovo Carlo Verezeletti, di Castanhal.

    - Il Vescovo Pedro José Conti, di Macapá.

    - Il Vescovo José Foralosso, S.D.B., di Marabá.

    - Il Vescovo Esmeraldo Barreto de Farias, di Santarém.
AP:AL/                                     VIS 20100415 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 15 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Same (Tanzania), presentata dal Vescovo Jakob Venance Koda, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
RE/                                         VIS 20100415 (50)

mercoledì 14 aprile 2010

SI RICONOSCA NEL SACERDOTE LA VOCE DEL BUON PASTORE

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2010 (VIS). Il Ministero ordinato è stato il tema della catechesi di Benedetto XVI per l'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro con la partecipazione di 16.000 persone.

  Il Papa si è soffermato in particolare "sulla realtà feconda della configurazione del sacerdote a Cristo Capo, nell'esercizio dei 'tria munera' che riceve, cioè dei tre uffici di insegnare, santificare e governare".

  "Per capire che cosa significhi agire 'in persona Christi Capitis' - in persona di Cristo Capo - da parte del sacerdote, e  per capire anche quali conseguenze derivino dal compito di rappresentare il Signore, specialmente nell'esercizio di questi tre uffici, bisogna chiarire anzitutto che cosa si intenda per 'rappresentanza'. (...) Nel linguaggio comune, vuol dire - generalmente - ricevere una delega da una persona per essere presente al suo posto (...) perché colui che viene rappresentato è assente dall'azione concreta. Ci domandiamo: il sacerdote rappresenta il Signore nello stesso modo? La risposta è no, perchè nella Chiesa Cristo non è mai assente".

  "Pertanto, il sacerdote che agisce in 'persona Christi Capitis' e in rappresentanza del Signore, non agisce mai in nome di un assente, ma nella Persona stessa di Cristo Risorto, che si rende presente con la sua azione realmente efficace. (...) Questi tre compiti del sacerdote - che la Tradizione ha identificato nelle diverse parole di missione del Signore: insegnare, santificare e governare  - (...) sono una specificazione di questa rappresentazione efficace. Essi sono in realtà le tre azioni di Cristo Risorto, lo stesso che oggi e nella Chiesa e nel mondo insegna e così crea fede, riunisce il suo popolo, crea presenza della verità e costruisce realmente la comunione della Chiesa universale; e santifica e guida".

  In merito al primo compito, il 'munus docendi', cioè quello di insegnare, il Pontefice ha spiegato che il sacerdote: "insegna in nome di Cristo presente, propone la Verità che è Cristo stesso, la sua parola, il suo modo di vivere e di andare avanti. Per il sacerdote vale quanto Cristo stesso ha detto di se stesso: 'La mia dottrina non è mia'; Cristo, cioè, non propone se stesso, ma, da Figlio, è la voce, la parola del Padre. Anche il sacerdote deve sempre dire e agire così: 'la mia dottrina non è mia, non propago le mie idee quanto mi piace, ma sono bocca e cuore di Cristo e rendo presente questa unica comune dottrina, che ha creato la Chiesa Universale e che crea vita eterna".

  "L'insegnamento che il sacerdote è chiamato ad offrire, le verità della fede, devono essere interiorizzate e vissute in un intenso cammino spirituale personale" - ha sottolineato il Pontefice, ricordando che: "Quella del sacerdote, di conseguenza, non di rado, potrebbe sembrare 'voce di uno che grida nel deserto' ma proprio in questo consiste la sua forza profetica: nel non essere mai omologato, né omologabile, ad alcuna cultura o mentalità dominante, ma nel mostrare l'unica novità capace di operare un autentico e profondo rinnovamento dell'uomo, cioè che Cristo è il Vivente, è il Dio vicino, il Dio che opera nella vita e per la vita del mondo, e ci dona la verità, il modo di vivere".

  "Nella preparazione attenta della predicazione festiva, senza escludere quella feriale, nello sforzo di formazione catechetica, nelle scuole e nelle istituzioni accademiche e, in modo speciale, attraverso quel libro non scritto che è la sua stessa vita, il sacerdote è sempre 'docente', insegna. Ma non con la presunzione di chi impone proprie verità, bensì con l'umile e lieta certezza di chi ha incontrato la Verità, ne è stato afferrato e trasformato, e perciò non può fare a meno di annunciarla".

  "Il sacerdozio, infatti" - ha proseguito il Santo Padre - "nessuno lo può scegliere da sé, non è un modo per raggiungere una sicurezza nella vita, per conquistare una posizione sociale: nessuno può darselo, né cercarlo da sé. Il sacerdozio è risposta alla chiamata del Signore, alla sua volontà, per diventare annunciatori non di una verità personale, ma della sua verità".

  Rivolgendosi ai sacerdoti, il Papa ha affermato che: "Il Popolo cristiano domanda di ascoltare dai nostri insegnamenti la genuina dottrina ecclesiale", che ha come punti di riferimento imprescindibili "la Sacra Scrittura, gli scritti dei Padri e dei Dottori della Chiesa, il Catechismo della Chiesa Cattolica".

  "'Ordinazione sacerdotale significa: essere immersi ... nella Verità'" (...) che non è semplicemente un concetto o un insieme di idee da trasmettere e assimilare, ma che è la Persona di Cristo".

  Infine il Papa ha concluso la catechesi auspicando che "San Giovanni Maria Vianney  sia di esempio per tutti i Sacerdoti" perché il Popolo cristiano riconosca "ciò che si dovrebbe sempre riconoscere in un sacerdote: la voce del Buon Pastore".
AG/                                       VIS 20100414 (670)

PREGHIERE DEL PAPA VITTIME TERREMOTO CINA

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2010 (VIS). Al termine dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, il Papa ha ricordato il forte terremoto che ha colpito la provincia occidentale cinese di Qinghai ed ha detto: "Il mio pensiero va alla Cina e alle popolazioni colpite da un forte terremoto, che ha causato numerose perdite in vite umane, feriti e ingenti danni. Prego per le vittime e sono spiritualmente vicino alle persone provate da così grave calamità; per esse imploro da Dio sollievo nella sofferenza e coraggio in queste avversità. Auspico che non verrà a mancare la comune solidarietà".
AG/                                     VIS 20100414 (110)

RITI DI BEATIFICAZIONE APPROVATI DAL SANTO PADRE

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2010 (VIS). L'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice comunica che nel prossimo periodo avranno luogo i seguenti riti di Beatificazione approvati dal Santo Padre:

- Bernardo Francisco de Hoyos, sacerdote della Compagnia di Gesù:
Domenica 18 aprile, III di Pasqua, alle ore 10:30, nella Cattedrale di Valladolid (Spagna).

- Angelo Paoli, sacerdote dell'Ordine dei Carmelitani dell'Antica Osservanza:
Domenica 25 aprile, IV di Pasqua, alle ore 10:00, nella Basilica Papale di San Giovanni in Laterano, Roma.

- José Tous y Soler, sacerdote dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, fondatore dell'Istituto delle Suore Cappuccine della Madre del Divino Pastore:
Domenica 25 aprile, IV di Pasqua, alle ore 10:30, nella Basilica di Santa Maria del Mar a Barcellona (Spagna);

- Teresa Manganiello, vergine, terziaria francescana, ispiratrice della Congregazione delle Suore Francescane Immacolatine:
Sabato 22 maggio, Solennità di Pentecoste, alle ore 16:00, nella Basilica di Santa Maria della Grazie a Benevento (Italia);

- Maria Pierina De Micheli, vergine dell'Istituto delle Figlie dell'Immacolata Concezione a Buenos Aires:
Domenica 30 maggio, Solennità della Santissima Trinità, alle ore 10:00, nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore a Roma;

- Jerzy Popieluszko, sacerdote e martire:
Domenica 6 giugno, X Domenica "per annum", alle ore 11:00, nella Piazza Maresciallo J. Pilsudski a Varsavia (Polonia).

- Manuel Lozano Garrido, laico:
Sabato 12 giugno, XI Domenica "per annum", alle ore 19:30, nel Recinto ferial dell'Eriazos de la Virgen a Linares (Jaén - Spagna).
OCL/                                       VIS 20100414 (250)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 14 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Joaçaba (Brasile), presentata dal Vescovo Walmir Alberto Valle, I.M.C., in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.
RE/                                         VIS 20100414 (50)

martedì 13 aprile 2010

RIUNIONE COMMISSIONE INCHIESTA SU MEDJUGORJE

CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2010 (VIS). La Sala Stampa della Santa Sede ha reso pubblico oggi il seguente Comunicato:

  "La Commissione Internazionale di inchiesta su Medjugorje si è radunata per la sua prima sessione il 26 marzo 2010".

  "La Commissione, presieduta dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma, è composta dai seguenti membri: Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli; Cardinale Vinko Puljić, Arcivescovo di Vrhbosna, Presidente della Conferenza Episcopale di Bosnia ed Erzegovina; Cardinale Josip Bοzanić, Arcivescovo di Zagreb, Vicepresidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa; Cardinale Julián Herranz, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; l'Arcivescovo Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi; Monsignor Tony Anatrella, Psicoanalista e specialista in Psichiatria sociale, Monsignor Pierangelo Sequeri, Docente di Teologia Fondamentale presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale; Padre A. David Maria Jaeger, O.F.M., Consultore del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; Padre Józef Kijas Zdzisław, O.F.M.Conv., Relatore della Congregazione delle Cause dei Santi; Padre Salvatore M. Perrella, O.S.M., Docente di Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica "Marianum", e il Reverendo Achim Schütz, Docente di Antropologia Teologica presso la Pontificia Università Lateranense, in qualità di segretario. Monsignor Krzysztof Nykiel, Officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, funge da segretario aggiunto".

  "Ai lavori della Commissione hanno partecipato anche alcuni esperti: il Reverendo Franjo Topić, Docente di Teologia Fondamentale a Sarajevo (Bosnia ed Erzegovina); Padre Mijo Nikić, S.I., Docente di Psicologia e Psicologia delle Religioni presso l'Istituto Filosofico e Teologico della Compagnia di Gesù a Zagabria (Croazia); Padre Mihály Szentmártοni, S.I., Docente di Spiritualità presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma), e Sr. Veronica Nela Gašpar, Docente di Teologia a Rijeka (Croazia)".

  "Come annunciato in precedenza, il lavoro della Commissione si svolgerà in rigoroso riserbo. Le conclusioni saranno sottoposte alle istanze della Congregazione per la Dottrina della Fede".
OP/                                           VIS 20100413 (320)

IN MEMORIAM

CITTA' DEL VATICANO, 13 APR. 2010 (VIS). Di seguito riportiamo i dati relativi ai Presuli mancati nelle ultime settimane:

- Il Vescovo Carlo Chenis, S.D.B., di Civitavecchia-Tarquinia (Italia), il 19 marzo, all'età di 55 anni.

- Il Vescovo Franco Gualdrini, emerito di Terni-Narni-Amelia (Italia), il 22 marzo, all'età di 86 anni.

- Il Vescovo Josef Homeyer, emerito di Hildesheim (Germania), il 30 marzo, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Leroy Theodore Matthiesen, emerito di Amarillo (Stati Uniti d'America), il 22 marzo, all'età di 88 anni.

- Il Vescovo Vincent Mensah, emerito di Porto Novo (Benin), il 10 marzo, all'età di 85 anni.

- Il Vescovo Zygmunt Józef Pawlowicz, già Ausiliare di Gdansk (Polonia), il 18 marzo, all'età di 82 anni.

- L'Arcivescovo José Antonio Peteiro Freire, O.F.M., emerito di Tanger (Marocco), il 25 marzo, all'età di 73 anni.

- Il Vescovo Fernando Iório Rodrigues, emerito di Palmeira dos Índios (Brasile), il 20 marzo, all'età di 80 anni.

- Il Vescovo Hilario Chávez Joya, M.N.M., emerito di Nuevo Casas Grandes (Messico), il 4 marzo, all'età di 82 anni.

- Il Vescovo Paul Kim Ok-kyun, già Ausiliare di Seoul (Corea), il 1° marzo, all'età di 84 anni.
VIS 20100413 (110)

lunedì 12 aprile 2010

GUIDA PROCEDIMENTI CDF NEI CASI DI ABUSO SESSUALE


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2010 (VIS). Questa mattina è stata pubblicata sulla pagina web del Vaticano, nella sezione "Focus", una guida alla comprensione dei procedimenti adottati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nei supposti casi di abusi sessuali su minori.

La legge applicabile è il Motu Proprio "Sacramentorum sanctitatis tutela" del 30 aprile 2001, corredata dal Codice di Diritto Canonico 1983. È una guida introduttiva che può essere utile per laici e non canonisti.

A: Procedure preliminari.

La diocesi locale indaga ogni accusa di abuso sessuale su un minore da parte di un chierico.

Se l'accusa ha una parvenza di verità, il caso è rinviato alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Vescovo locale trasmette tutte le necessarie informazioni alla Congregazione per la Dottrina della Fede ed esprime il suo parere sulle procedure da seguire e le misure da adottare nel breve e lungo termine.

Si deve sempre seguire il diritto civile in materia di notifica di crimini alle autorità competenti.

Durante la fase preliminare e fino a quando il caso è concluso, il Vescovo può imporre misure cautelative per salvaguardare la comunità, comprese le vittime. Infatti, il Vescovo locale conserva sempre il potere di proteggere i bambini limitando le attività di un sacerdote nella sua diocesi. Questo fa parte della sua autorità ordinaria, che egli è incoraggiato ad esercitare in qualunque misura necessaria per assicurare che i bambini non subiscano danno. Tale potere può essere esercitato a discrezione del Vescovo, prima, durante e dopo ogni procedimento canonico.

B: Procedura autorizzata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede

La Congregazione per la Dottrina della Fede esamina il caso presentato dal Vescovo locale e chiede anche informazioni supplementari, se necessario.

La Congregazione per la Dottrina della Fede ha un certo numero di opzioni:

B1 Processi penali

La Congregazione per la Dottrina della Fede può autorizzare il Vescovo locale a condurre un processo penale giudiziario dinanzi ad un tribunale della Chiesa locale. I ricorsi in tal caso sono presentati ad un Tribunale della Congregazione per la Dottrina della Fede.

La Congregazione per la Dottrina della Fede può autorizzare il Vescovo locale a procedere ad un processo penale amministrativo davanti ad un delegato del Vescovo locale, assistito da due assistenti. Il sacerdote accusato è chiamato a rispondere alle accuse e al riesame delle prove. L'imputato ha il diritto di presentare ricorso alla Congregazione per la Dottrina della Fede contro un decreto di condanna ad una pena canonica. La decisione dei Cardinali membri della Congregazione per la Dottrina della Fede è definitiva.

Se il chierico è giudicato colpevole, i processi penali giudiziari ed amministrativi possono condannare un chierico a una serie di pene canoniche, la più grave delle quali è la dimissione dallo stato clericale. La questione del risarcimento dei danni può anche essere trattata direttamente durante questi procedimenti.

Casi B2 presentati direttamente al Santo Padre

In casi molto gravi in cui un processo civile penale ha trovato il chierico colpevole di abusi sessuali su minori o quando le prove sono schiaccianti, la Congregazione per la Dottrina della Fede può scegliere di portare il caso direttamente al Santo Padre con la richiesta che il Papa emani un decreto "ex officio" di dimissione dallo stato clericale. Non vi è alcun rimedio canonico contro tale decreto papale.

La Congregazione per la Dottrina della Fede porta anche al Santo Padre richieste da parte dei sacerdoti accusati che, consapevoli dei propri crimini, chiedono di essere dispensati dall'obbligo del sacerdozio e di tornare alla stato laicale. Il Santo Padre concede tali richieste per il bene della Chiesa ("Pro bono Ecclesiae").

B3 Provvedimenti Disciplinari

Nei casi in cui il sacerdote accusato ha ammesso i suoi crimini e ha accettato di vivere una vita di preghiera e di penitenza, la Congregazione per la Dottrina della Fede autorizza il Vescovo locale ad emettere un decreto che vieti o limiti il ministero pubblico di un tale sacerdote. Tali decreti sono imposti con un precetto penale che comporta una pena canonica per la violazione delle condizioni del decreto, non esclusa la dimissione dallo stato clericale. Il ricorso amministrativo alla Congregazione per la Dottrina della Fede è possibile contro decreti del genere. La decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede è definitiva.

Revisione del Motu proprio

Da qualche tempo la Congregazione per la Dottrina della Fede ha intrapreso una revisione di alcuni articoli del Motu proprio "Sacramentorum Sanctitatis Tutela", al fine di aggiornare detto Motu Proprio del 2001, alla luce della facoltà speciali concesse alla Congregazione per la Dottrina della Fede dai Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Le modifiche proposte in discussione non cambieranno le modalità di cui sopra (A, B1-B3).
CDF/                                               VIS 20100412 (750)

PIO XII: GRAN MAESTRO DI FEDE, SPERANZA E CARITÀ


CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2010 (VIS). Alle 17:30 ei ieri pomeriggio, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Papa ha assistito alla proiezione del film "Sotto il Cielo di Roma".

  Al termine della proiezione, il Papa ha ringraziato per aver assistito alla prima proiezione di questa pellicola "che presenta il ruolo fondamentale del Venerabile Pio XII nella salvezza di Roma e di tanti perseguitatI, tra il 1943 e il 1944".

  "Queste opere" - ha detto il Santo Padre - "rivestono particolare valore soprattutto per le nuove generazioni. Per chi, a scuola, ha studiato certi avvenimenti,  e forse ne ha anche sentito parlare, film come questo possono essere utili e stimolanti e possono aiutare a conoscere un periodo che non è affatto lontano, ma che le vicende incalzanti della storia recente ed una cultura frammentata possono far obliare".

  "Pio XII" - ha sottolineato Benedetto XVI - "con il suo ricco insegnamento ha saputo parlare agli uomini del suo tempo indicando la strada della Verità e con la sua grande saggezza ha saputo orientare la Chiesa verso l'orizzonte del Terzo Millennio. Mi preme, però, sottolineare particolarmente come Pio XII sia stato il Papa, che, come padre di tutti, ha presieduto alla carità a Roma e nel mondo, soprattutto nel  difficile tempo del Secondo Conflitto Mondiale".

  "Il primato della carità, dell'amore - che è il comandamento del Signore Gesù: questo è il principio e la chiave di lettura di tutta l'opera della Chiesa, in primis del suo Pastore universale. La carità è la ragione di ogni azione, di ogni intervento. È la ragione globale che muove il pensiero e i gesti concreti, e sono lieto che anche da questo film emerga tale principio unificante. Mi permetto di suggerire questa chiave di lettura, alla luce dell'autentica testimonianza di quel grande maestro di fede, di speranza e di carità che è stato il Papa Pio XII".
AC/                                       VIS 20100412 (320)

VIAGGIO APOSTOLICO A CIPRO


CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2010 (VIS). Dal 4 al 6 giugno prossimo, il Santo Padre Benedetto XVI compirà una Viaggio Apostolico a Cipro. In questa occasione verrà pubblicato l'"Instrumentum Laboris" dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi

  Alle 9:30 di venerdì 4 giugno è prevista la partenza dell'aereo papale dall'Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino (Roma) e l'arrivo a Paphos alle 14:00.  Dopo la cerimonia di benvenuto il Papa si dirigerà alla Chiesa di Agia Kiriaki Chrysopolitissa dove parteciperà ad una celebrazione ecumenica e terrà un discorso.

  Sabato 5 giugno Benedetto XVI effettuerà una visita di cortesia al Presidente delle Repubblica di Cipro Dimitris Christofias nel Palazzo Presidenziale di Nicosia e successivamente incontrerà le Autorità civili e il Copro diplomatico. Alle 10:45 avrà luogo l'incontro con la comunità cattolica di Cipro nel Campo sportivo della Scuole elementare di St. Maron di Nicosia. Alle 12:15 il Papa si recherà in visita di cortesia a Sua Beatitudine Chrysostomos II, Arcivescovo di Cipro, nella sede dell'Arcivescovado Ortodosso di Nicosia. La giornata si concluderà con la celebrazione della Santa Messa alla quale prenderanno parte i sacerdoti, religiosi, religiose, diaconi, catechisti ed esponenti di Movimenti ecclesiali di Cipro nella Chiesa parrocchiale latina di Holy Cross di Nicosia.

  Alle 9:30 di domenica 6 giugno, il Papa celebrerà la Santa Messa in occasione della pubblicazione dell'"Instrumentum Laboris" dell'Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi nel Palazzo dello Sport Elefteria di Nicosia. Alle 13:00 è previsto il pranzo con i Patriarchi e Vescovi del Consiglio Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi e con Sua Beatitudine Chrysostomos II, nella Nunziatura Apostolica di Nicosia. Alle 16:30 il Santo Padre compirà una visita alla Cattedrale Maronita di Cipro e al termine delle parole di saluto si recherà all'Aeroporto Internazionale di Larnaca per ripartire alle 17:45 alla volta di Roma dove l'arrivo è previsto alle 20:45.
PV-CIPRO/                                           VIS 20100412 (320)

MISSIONE CHIESA: ANNUNCIARE AMORE MISERICORDIOSO DI DIO

       
CITTA' DEL VATICANO, 11 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI che dalla domenica di Pasqua soggiorna nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo ha guidato questa mattina alle 12:00 la recita del Regina Coeli con i fedeli convenuti nel Cortile della Residenza Estiva.

  Nell'introdurre la recita della preghiera mariana Benedetto XVI ha ricordato che: "Il Venerabile Giovanni Paolo II ha intitolato questa stessa domenica alla 'Divina Misericordia', in occasione della canonizzazione di Suor Maria Faustina Kowalska, il 30 aprile del 2000" e ha aggiunto: "Di misericordia e di bontà divina è ricca la pagina del Vangelo di san Giovanni di questa Domenica. Vi si narra che Gesù, dopo la Risurrezione, visitò i suoi discepoli, varcando le porte chiuse del Cenacolo".

  "Gesù" - ha proseguito il Pontefice - "mostra i segni della passione, fino a concedere all'incredulo Tommaso di toccarli. Come è possibile, però, che un discepolo possa dubitare? In realtà, la condiscendenza divina ci permette di trarre profitto anche dall'incredulità di Tommaso oltre che dai discepoli credenti. Infatti, toccando le ferite del Signore, il discepolo esitante guarisce non solo la propria, ma anche la nostra diffidenza".

  "La visita del Risorto non si limita allo spazio del Cenacolo, ma va oltre, affinché tutti possano ricevere il dono della pace e della vita con il 'Soffio creatore'. Infatti, per due volte Gesù disse ai discepoli: 'Pace a voi!', e aggiunse: 'Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi'. Detto questo, soffiò su di loro, dicendo: 'Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati'".

  "È questa la missione della Chiesa perennemente assistita dal Paraclito: portare a tutti il lieto annuncio, la gioiosa realtà dell'Amore misericordioso di Dio, 'perché (...) crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome'".

  "Alla luce di questa parola, incoraggio, in particolare, tutti i Pastori a seguire l'esempio del santo Curato d'Ars, che, 'nel suo tempo, ha saputo trasformare il cuore e la vita di tante persone, perché è riuscito a far loro percepire l'amore misericordioso del Signore. Urge anche nel nostro tempo un simile annuncio e una simile testimonianza della verità dell'Amore'. In questo modo renderemo sempre più familiare e vicino Colui che i nostri occhi non hanno visto, ma della cui infinita Misericordia abbiamo assoluta certezza", ha concluso il Pontefice.
ANG/                                       VIS 20100412 (410)

PLENARIA PONTIFICIA COMMISSIONE BIBLICA


CITTA' DEL VATICANO, 10 APR. 2010 (VIS). La Pontificia Commissione Biblica terrà la sua Sessione plenaria annuale dal 12 al 16 aprile 2010 presso la Domus Sanctae Marthae (Città del Vaticano), sotto la presidenza del Cardinale William Joseph Levada. Il Padre Klemens Stock, S.I., Segretario Generale, dirigerà i lavori dell'Assemblea.

  Nel corso della riunione i Membri proseguiranno la riflessione sul tema: "Ispirazione e verità della Bibbia". Come prima fase dello studio la Commissione ha deciso di concentrare i propri sforzi nel verificare in che modo il tema dell'ispirazione e quello della verità si manifestino nei diversi scritti della Bibbia. A partire dalle singole competenze ciascun Membro presenterà la propria relazione che sarà discussa collegialmente in Assemblea".
COM-B/                                   VIS 20100412 (120)

CORDOGLIO DEL PAPA ALLA NAZIONE POLACCA INCIDENTE AEREO


CITTA' DEL VATICANO, 11 APR. 2010 (VIS). Al termine della recita del Regina Coeli, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Papa ha espresso le sue condoglianze alla Nazione Polacca per il tragico incidente aereo a Smolensk di sabato scorso nel quale hanno perso la vita il Presidente Lech Kaczynski, la consorte, diverse alte Autorità dello Stato polacco e tutto il seguito, compreso l'Arcivescovo Ordinario Militare.

  Rivolgendosi ai pellegrini della Polonia presenti in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha detto: "Con profondo dolore ho appreso la notizia della tragica morte del signor Lech Kaczynski, Presidente della Polonia, della moglie e delle persone che li accompagnavano. Sono periti nel viaggio a Katyn, il luogo del supplizio di migliaia di ufficiali militari polacchi assassinati settant'anni fa".

  "Affido tutti al misericordioso Signore della vita. Lo faccio unendomi con i pellegrini radunati nel Santuario di Lagiewniki e con tutti i devoti della Misericordia di Dio nel mondo intero".

  Ieri il Santo Padre Benedetto XVI ha fatto pervenire un telegramma di cordoglio al Presidente del Parlamento della Repubblica di Polonia, Bronislaw Komorowski, nel quale scrive: "Affido tutte le vittime di questo drammatico incidente - i parlamentari, i politici, i rappresentanti dell'esercito e delle Famiglie di Katyn, nonché tutte le altre persone - alla bontà di Dio misericordioso. Possa Egli accoglierli nella sua gloria. Alle famiglie dei morti e a tutti i Polacchi presenti le mie sincere condoglianze assicurandoli della mia vicinanza spirituale. In questo difficile momento imploro per il Popolo polacco una benedizione speciale di Dio onnipotente".
TGR/                                       VIS 20100412 (260)

ACCORDO SANTA SEDE E BOSNIA ED ERZEGOVINA

CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2010 (VIS). Giovedì 8 aprile, nella Casa delle Forze Armate a Sarajevo, ha avuto luogo la solenne cerimonia della firma dell'Accordo tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina circa l'assistenza religiosa ai fedeli cattolici, membri delle Forze Armate di Bosnia ed Erzegovina.

  Per la Santa Sede ha firmato l'Arcivescovo Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico a Sarajevo, e per la Bosnia ed Erzegovina il Dottor Selmo Cikotić, Ministro della Difesa.

  "L'Accordo in parola costituisce una nuova tappa importante nei rapporti tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina. Esso, infatti, è una prima e significativa applicazione dell'Accordo di Base tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina, che fu firmato a Sarajevo il 19 aprile 2006 e definì, tra l'altro, il quadro giuridico della presenza e delle attività della Chiesa cattolica nel Paese. In particolare, l'art. 15 del medesimo Accordo riconosce e garantisce il diritto della Chiesa cattolica all'assistenza religiosa dei fedeli cattolici membri delle Forze Armate e stabilisce che l'attività religiosa nelle Forze Armate sarà regolata da un successivo Accordo tra le Autorità ecclesiastiche e la Bosnia ed Erzegovina. Ciò si propone di raggiungere il presente Documento che, a norma del suo articolo 13, entrerà in vigore al momento dello scambio degli strumenti di ratifica".
OP/                                      VIS 20100412 (220)

UDIENZE


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2010 (VIS). Questa mattina, nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Santo Padre ha ricevuto in udienze quattro Presuli della Conferenza Episcopale del Brasile (Regione Norte II), in Visita "ad Limina Apostolorum":

    - Il Vescovo Flavio Giovenale, S.D.B., di Abaetetuba.

    - Il Vescovo Alessio Saccardo, S.I., di Ponta de Pedras.

    - Il Vescovo Jesús María Cizaurre Berdonces, O.A.R., Prelato di Cametá.

    - Il Vescovo Bernardo Johannes Bahlmann, O.F.M., Prelato di Óbidos.
AL/                                         VIS 20100412 (80)

ALTRI ATTI PONTIFICI


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Corepiscopo Yousif Habash, Vescovo dell'Eparchia di "Our Lady of Deliverance of Newark" dei Siri (cattolici: 13.800; sacerdoti: 6; diaconi permanenti: 2), Stati Uniti d'America. Il Vescovo eletto, finora Parroco della Parrocchia Siro-Cattolica del Sacro Cuore di Gesù a Los Angeles, California, è nato nel 1951 a Qaraqosh (Iraq) ed è stato ordinato sacerdote nel 1975.

  Sabato 10 aprile il Santo Padre:

- Ha nominato il Vescovo Sviatoslav Shevchuck, Amministratore Apostolico sede vacante di Santa Maria del Patrocinio in  Buenos Aires degli Ucraini (cattolici: 160.000; sacerdoti: 18; religiosi: 97; diaconi permanenti: 2), Argentina. Il Vescovo Shevchuck  è stato finora Ausiliare della medesima Eparchia.

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'Eparchia di Santa Maria del Patrocinio in Buenos Aires degli Ucraini (Argentina), presentata dal Vescovo Miguel Mykycej, F.D.P., in conformità al canone 210, paragrafo 1, del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali.

- Ha nominato il Monsignore Jaime Villarroel Rodríguez, Vescovo di Carúpano (superficie: 5.638; popolazione: 461.000; cattolici: 454.800; sacerdoti: 29; religiosi: 22), Venezuela. Il Vescovo eletto è nato a Porlamar (Venezuela), nel 1962 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993. È stato finora Vicario Generale della Diocesi di
Margarita (Venezuela).

- Ha nominato il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, Legato Pontificio per la celebrazione del Congresso Eucaristico di Slovenia, che avrà luogo a Celje il 13 giugno 2010.

- Ha nominato il Cardinale Jozef Tomko, Prefetto emerito della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del III centenario della consacrazione della Cattedrale di Minsk (Bielorussia), che avrà luogo il 12 giugno 2010.
NER:RE:NA/.../...                               VIS 20100412 (280)

DAL 9 APRILE V.I.S. DOTATO DI BLOG


CITTA' DEL VATICANO, 12 APR. 2010 (VIS).  Dal 9 aprile 2010 il V.I.S. si è dotato di un blog, che contiene, oltre al servizio quotidiano inviato gratuitamente per abbonamento, le notizie in lingua spagnola, inglese, francese e italiana degli ultimi anni e consente di accedere a Twitter e al portale YouTube del Vaticano. Il servizio è aggiornato quotidianamente verso le ore 15:00. L'indirizzo web è: www.visnews.org
OP/                                        VIS 20100412 (70)

venerdì 9 aprile 2010

PADRE LOMBARDI SU DIBATTITO ABUSI SESSUALI


CITTA' DEL VATICANO, 9 APR. 2010 (VIS). Segue il testo: "Dopo la Settimana Santa, tenere la rotta", scritto da Padre Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede e pubblicato oggi nella pagina web di Radio Vaticana.

  "Il dibattito sugli abusi sessuali, e non solo del clero, procede tra notizie e commenti di vario tenore. Come navigare in queste acque agitate conservando una rotta sicura, rispondendo all'evangelico "Duc in altum - Prendi il largo"?".

  "Anzitutto continuando a cercare la verità e la pace per gli offesi. Una delle cose che colpisce di più è che vengono oggi alla luce tante ferite interiori che risalgono anche a molti anni addietro - a volte di diversi decenni -, ma evidentemente ancora aperte. Molte vittime non cercano compensi economici, ma aiuto interiore, un giudizio nella loro dolorosa vicenda personale. C'è qualcosa che va ancora capito veramente. Probabilmente dobbiamo fare un'esperienza più profonda di eventi che così negativamente hanno inciso nella vita delle persone, della Chiesa e della società. Ne sono un esempio, a livello collettivo, l'odio e le violenze dei conflitti fra i popoli, che vediamo così difficili da superare in una vera riconciliazione. Gli abusi feriscono a livello personale profondo. Per questo hanno fatto bene quegli episcopati che hanno ripreso con coraggio lo sviluppo delle vie e dei luoghi di libera espressione delle vittime e del loro ascolto, senza dare per scontato che il problema fosse già stato affrontato e superato con i centri d'ascolto già istituiti tempo fa, come pure quegli episcopati o singoli vescovi che con paterno tratto danno attenzione spirituale, liturgica e umana alle vittime. Pare accertato che il numero delle nuove denunce riguardanti gli abusi, come sta avvenendo negli Stati Uniti, diminuisce, ma il cammino del risanamento in profondità per molti comincia solo ora e per altri deve ancora cominciare. Nel contesto dell'attenzione alle vittime, il Papa ha scritto di essere disponibile a nuovi incontri con esse, coinvolgendosi nel cammino di tutta la comunità ecclesiale. Ma è un cammino che per raggiungere effetti profondi deve ancor di più svolgersi nel rispetto delle persone e alla ricerca della pace".

  "Accanto all'attenzione per le vittime bisogna, poi, continuare ad attuare con decisione e veracità le procedure corrette del giudizio canonico dei colpevoli e della collaborazione con le autorità civili per quanto riguarda le loro competenze giudiziarie e penali, tenendo conto delle specificità delle normative e delle situazioni nei diversi paesi. Solo così si può pensare di ricostituire effettivamente un clima di giustizia e la piena fiducia nell'istituzione ecclesiale. Si è dato il caso che diversi responsabili di comunità o di istituzioni, per inesperienza o impreparazione, non hanno pronti e presenti quei criteri che possono aiutarli ad intervenire con determinazione anche quando ciò può essere per loro molto difficile o doloroso. Ma, mentre la legge civile interviene con norme generali, quella canonica deve tener conto della particolare gravità morale della prevaricazione della fiducia riposta nelle persone con responsabilità nella comunità ecclesiale e della flagrante contraddizione con la condotta che dovrebbero testimoniare. In questo senso, la trasparenza e il rigore si impongono come esigenze urgenti di una testimonianza di governo saggio e giusto nella Chiesa".

  "In prospettiva, la formazione e la selezione dei candidati al sacerdozio, e più generalmente del personale delle istituzioni educative e pastorali, sono la premessa per un'efficace prevenzione di abusi possibili. Quella di giungere a una sana maturità della personalità, anche dal punto di vista della sessualità, è sempre stata una sfida difficile; ma oggi lo è ancor di più, anche se le migliori conoscenze psicologiche e mediche vengono in grande aiuto alla formazione spirituale e morale. Qualcuno ha osservato che la maggiore frequenza degli abusi si è verificata nel periodo più caldo della "rivoluzione sessuale" degli scorsi decenni. Nella formazione bisogna fare i conti anche con questo contesto e con quello più generale della secolarizzazione. In fondo si tratta di riscoprire e riaffermare senso e importanza del significato della sessualità, della castità e delle relazioni affettive nel mondo di oggi, in forme molto concrete e non solo verbali o astratte. Quale fonte di disordine e sofferenza può essere la sua violazione o sottovalutazione! Come osserva il Papa scrivendo agli irlandesi, una vita cristiana e sacerdotale può rispondere oggi alle esigenze della sua vocazione solo alimentandosi veramente alle sorgenti della fede e dell'amicizia con Cristo".

  "Chi ama la verità e l'obiettiva valutazione dei problemi saprà cercare e trovare le informazioni per una comprensione più complessiva del problema della pedofilia e degli abusi sui minori nel nostro tempo e nei vari Paesi, comprendendone l'estensione e la pervasività. Potrà così capire meglio in che misura la Chiesa cattolica condivide problemi non solo suoi, in che misura questi presentano per essa una gravità particolare e richiedano interventi specifici, e infine in che misura l'esperienza che la Chiesa va facendo in questo campo possa diventare utile anche per altre istituzioni o per l'intera società. Su questo aspetto ci sembra in verità che i media non abbiano ancora lavorato a sufficienza, soprattutto nei paesi in cui la presenza della Chiesa ha maggior rilevanza, e su cui quindi si appuntano più facilmente gli strali della critica. Ma documenti quali il rapporto nazionale USA sul maltrattamento dei bambini meriterebbero di essere maggiormente conosciuti per capire quali siano i campi di urgente intervento sociale e le proporzioni dei problemi. Nel solo 2008 negli USA sono stati identificati oltre 62.000 attori di abusi su minori, mentre il gruppo dei sacerdoti cattolici è così piccolo da non essere neppure preso in considerazione come tale".

  "L'impegno per la protezione dei minori e dei giovani è quindi un campo di lavoro immenso e inesauribile, che va ben aldilà del problema riguardante alcuni membri del clero. Coloro che vi dedicano con sensibilità, generosità e attenzione le loro forze meritano gratitudine, rispetto e incoraggiamento da parte di tutti e in particolare delle autorità ecclesiali e civili. Il loro contributo è essenziale per la serenità e la credibilità del lavoro educativo e di formazione della gioventù nella Chiesa e fuori di essa. Giustamente il Papa ha avuto per loro parole di alto apprezzamento nella lettera per l'Irlanda, ma pensando naturalmente a un orizzonte assai più largo".

  "Infine, il Papa Benedetto XVI, guida coerente sulla via del rigore e della veracità, merita tutto il rispetto e il sostegno di cui gli giungono ampie testimonianze da ogni parte della Chiesa. Egli è un Pastore all'altezza per affrontare con alta rettitudine e sicurezza questo tempo difficile, in cui non mancano critiche e insinuazioni infondate; senza pregiudizio va affermato che Egli è un Papa che ha parlato molto della Verità di Dio e del rispetto della verità, divenendone un testimone credibile. Lo accompagniamo e impariamo da lui la costanza necessaria per crescere nella verità, nella trasparenza, continuando a tenere ampio l'orizzonte sui gravi problemi del mondo, rispondendo con pazienza allo stillicidio di "rivelazioni" parziali o presunte che cercano di logorare la credibilità sua o di altre istituzioni e persone della Chiesa".

  "Di questo paziente e fermo amore della verità abbiamo bisogno nella Chiesa, nella società in cui viviamo, nel comunicare e nello scrivere, se vogliamo servire e non confondere i nostri contemporanei".
OP/DIBATTITO ABUSI/LOMBARDI                VIS 20100409 (1200)

DOMANI OSTENSIONE DELLA SINDONE DUOMO DI TORINO

CITTA' DEL VATICANO, 9 APR. 2010 (VIS). Domani 10 aprile sarà il primo giorno dell'Ostensione della Santa Sindone nel Duomo di Torino, che si concluderà domenica 23 maggio. Uno dei momenti culminanti sarà la visita di Benedetto XVI che domenica 2 maggio celebrerà la Santa Messa in Piazza San Carlo.

  Milioni di cristiani ritengono che la Sindone di Torino sia il lenzuolo funebre nel quale, dopo la morte, fu avvolto il corpo di Cristo. In puro lino e tessuto a spina di pesce, il lenzuolo è lungo 4,37 metri e largo 1,11. Presenta l'intera immagine frontale e dorsale di un uomo disteso supino e macchie di colore rosa, dovute alla presenza di sangue, ed è cosparso di una doppia serie di macchie scure, causate dalle bruciature subite durante un incendio nel XVI secolo. L'acqua utilizzata per spegnere il fuoco ha lasciato grandi chiazze simmetriche, chiaramente visibili. Meno visibili sono invece i segni trasversali corrispondenti alle pieghe del lenzuolo che, prima di essere portato a Torino in modo definitivo nel 1578, era stato ripiegato in 48 doppi per essere custodito nel suo reliquario.

  L'uomo di cui si vede l'impronta è alto 1,80 centimetri e ha i cappelli lunghi, barba e baffi. Ha gli occhi chiusi. Mani e avambracci sono incrociati e il corpo reca tracce di tortura.

  Nei giorni dell'Ostensione, la Messa viene celebrata in Duomo, di fronte alla Sindone, ogni mattina alle 7:00. Al termine si reciteranno le Lodi. Il Santissimo Sacramento viene esposto nella Penitenzieria, a Palazzo Chiablese per l'intera giornata. La cappella è riservata alla preghiera silenziosa e all'adorazione eucaristica.

  Nella stessa Penitenzieria sacerdoti saranno disponibili per ascoltare le confessioni dei fedeli e amministrare il sacramento della Riconciliazione. Dal termine della Messa fino alle 20:00 il percorso è aperto per la visita alla Sindone (la prenotazione indispensabile). Si potrà anche accedere al Duomo entrando dalla porta centrale, ma da lì sarà possibile vedere la Sindone solo da lontano. Lo spazio della navata centrale è riservato alla preghiera e alla riflessione silenziosa. Alla sera, secondo quando verrà indicato nel calendario, il Duomo potrà rimanere aperto per ospitare celebrazioni particolari o iniziative culturali a carattere religioso.

    Nel sito www.sindone.org, completamente rinnovato per l'ostensione, sono raccolti i testi e le informazioni relativi a tutti gli aspetti dell'organizzazione dell'ostensione.
.../OSTENSIONE SACRA SINDONE                   VIS 20100409 (540)

IL PAPA ASSISTERÀ NEL POMERIGGIO PROIEZIONE FILM PIO XII


CITTA' DEL VATICANO, 9 APR. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di oggi alle 17:30, nella Residenza Pontificia di Castel Gandolfo, il Santo Padre Benedetto XVI assisterà alla proiezione del film intitolato: "Sotto il cielo di Roma", una superproduzione internazionale che ricostruisce il progetto di Hitler di sequestrare Papa Pio XII, il cui protagonista principale è l'attore James Cromwell.
.../FILM:PIO XII/...                                 VIS 20100409 (70)

giovedì 8 aprile 2010

PRESIDENTE NAPOLITANO OFFRE UN CONCERTO AL PAPA

CITTA' DEL VATICANO, 8 APR. 2010 (VIS). Come lo scorso anno, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, offrirà al Papa un concerto in occasione del suo genetliaco e dell’anniversario del Pontificato.

  Il concerto avrà luogo giovedì 29 aprile, alle ore 17:30, nell’Aula Paolo VI in Vaticano. L’Orchestra Giovanile Italiana di Fiesole, diretta dal Maestro Nicola Paszkowski, interpreterà la Sinfonia in Re Maggiore di G.B. Sammartini; la Sinfonia Kv504, detta “Praga” di W. A. Mozart e la Sinfonia n. 4 di L.v. Beethoven.
.../CONCERTO PAPA/NAPOLITANO                             VIS 20100408 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 8 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Reverendo Nicolás Baisi, Vescovo Ausiliare di La Plata (superficie: 4.652; popolazione: 899.417; cattolici: 809.475; sacerdoti: 144; religiosi: 375; diaconi permanenti;: 3), Argentina. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Seminario della Diocesi di San Miguel in Argentina, è nato nel 1964 a Buenos Aires (Argentina) ed è stato ordinato sacerdote nel 1993.
NEA/.../BAISI                                VIS 20100408 (70)

mercoledì 7 aprile 2010

GIOVEDÌ SANTO: MESSA DEL CRISMA E IN COENA DOMINI


CITTA' DEL VATICANO, 1 APR. 2010 (VIS). Alle ore 9:30 di oggi, Giovedì Santo, Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la Santa Messa Crismale, Liturgia che si celebra in questo giorno in tutte le Chiese Cattedrali. La Messa del Crisma è stata concelebrata dal Santo Padre con i Cardinali, i Vescovi ed i Presbiteri - diocesani e religiosi - presenti a Roma. Nel corso della Celebrazione Eucaristica, dopo la rinnovazione delle promesse sacerdotali, sono stati benedetti l’olio dei catecumeni, l’olio degli infermi e il crisma.

“Nella Messa crismale del Giovedì Santo” – ha detto il Papa nell’omelia – “gli oli santi stanno al centro dell’azione liturgica. Vengono consacrati nella cattedrale dal Vescovo per tutto l’anno. Esprimono così anche l’unità della Chiesa, garantita dall’Episcopato, e rimandano a Cristo (...). E, al contempo, tengono insieme tutto l’anno liturgico, ancorato al mistero del Giovedì Santo. Infine, rimandano all’Orto degli Ulivi, in cui Gesù ha accettato interiormente la sua Passione”.

“La Messa crismale, in cui il segno sacramentale dell’olio ci viene presentato come linguaggio della creazione di Dio, si rivolge, in modo particolare, a noi sacerdoti: essa ci parla di Cristo, che Dio ha unto Re e Sacerdote – di Lui che ci rende partecipi del suo sacerdozio, della sua ‘unzione’, nella nostra Ordinazione sacerdotale”.

“Appartiene al simbolismo dell’olio anche il fatto che esso rende forti per la lotta. Ciò non contrasta col tema della pace, ma ne è una parte. La lotta dei cristiani (...) consiste nel fatto che rifiutano di fare ciò che negli ordinamenti giuridici in vigore non è diritto, ma ingiustizia. (...) Anche oggi è importante per i cristiani seguire il diritto, che è il fondamento della pace. Anche oggi è importante per i cristiani non accettare un’ingiustizia che viene elevata a diritto – per esempio, quando si tratta dell’uccisione di bambini innocenti non ancora nati. Proprio così serviamo la pace e proprio così ci troviamo a seguire le orme di Gesù Cristo”.

“Nella Chiesa antica l’olio consacrato è stato considerato, in modo particolare, come segno della presenza dello Spirito Santo, che a partire da Cristo si comunica a noi. Egli è l’olio di letizia. Questa letizia è una cosa diversa dal divertimento o dall’allegria esteriore che la società moderna si auspica. Il divertimento, nel suo posto giusto, è certamente cosa buona e piacevole. È bene poter ridere. Ma il divertimento non è tutto. (...) La gioia, che da Cristo ci viene incontro, è diversa. Essa ci dà allegria, sì, ma certamente può andar insieme anche con la sofferenza. Ci dà la capacità di soffrire e, nella sofferenza, di restare tuttavia intimamente lieti. (...)
Chi ama è pronto a soffrire per l’amato e a motivo del suo amore, e proprio così sperimenta una gioia più profonda”.

Alle ore 17:30 di questo pomeriggio, il Santo Padre ha presieduto, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, la concelebrazione della Santa Messa "nella Cena del Signore". Nel corso della Liturgia, il Papa ha compiuto il rito della lavanda dei piedi a dodici sacerdoti. Al momento della presentazione dei doni è stata affidata al Santo Padre un’offerta per la ricostruzione del Seminario di Port-au-Prince in Haiti.

Commentando nell’omelia la Preghiera sacerdotale di Cristo, il Papa ha detto: “Quando Gesù parla della vita eterna, Egli intende la vita autentica, vera, che merita di essere vissuta. Non intende semplicemente la vita che viene dopo la morte. Egli intende il modo autentico della vita – una vita che è pienamente vita e per questo è sottratta alla morte, ma che può di fatto iniziare già in questo mondo, anzi, deve iniziare in esso, solo se impariamo già ora a vivere in modo autentico, se impariamo quella vita che la morte non può togliere, la promessa dell’eternità ha senso”.

“Ritorniamo alla parola di Gesù: Questa è la vita eterna: che conoscano te e il tuo Inviato. La conoscenza di Dio diventa vita eterna” – ha sottolineato il Papa – “Conoscere nel senso della Sacra Scrittura è un diventare interiormente una cosa sola con l’altro. Conoscere Dio, conoscere Cristo significa sempre anche amarLo, diventare in qualche modo una cosa sola con Lui in virtù del conoscere e dell’amare. La nostra vita diventa quindi una vita autentica, vera e così anche eterna, se conosciamo Colui che è la fonte di ogni essere e di ogni vita”.

“Due volte nel corso della Preghiera sacerdotale Gesù parla della rivelazione del nome di Dio. ‘Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo’. (...) La rivelazione del nome divino significa dunque che Dio, che è infinito e sussiste in se stesso, entra nell’intreccio di relazioni degli uomini; che Egli, per così dire, esce da se stesso e diventa uno di noi, uno che è presente in mezzo a noi e per noi”.

“Il mistero eucaristico, la presenza del Signore sotto le specie del pane e del vino” – ha proseguito il Pontefice – “è la massima e più alta condensazione di questo nuovo essere-con-noi di Dio”.

“La richiesta più nota della Preghiera sacerdotale è la richiesta dell’unità per i discepoli, per quelli di allora e quelli futuri. (...) Innanzitutto, Egli prega per i discepoli di quel tempo e di tutti i tempi futuri. (...) Gesù chiede dunque che l’annuncio dei discepoli prosegua lungo i tempi; che tale annuncio raccolga uomini i quali, in base ad esso, riconoscono Dio e il suo Inviato, il Figlio Gesù Cristo. Egli prega affinché gli uomini siano condotti alla fede e, mediante la fede, all’amore”.

“In quest’ora il Signore ci chiede: vivi tu, mediante la fede, nella comunione con me e così nella comunione con Dio? O non vivi forse piuttosto per te stesso, allontanandoti così dalla fede? E non sei forse con ciò colpevole della divisione che oscura la mia missione nel mondo; che preclude agli uomini l’accesso all’amore di Dio? È stata una componente della Passione storica di Gesù e rimane una parte di quella sua Passione che si prolunga nella storia, l’aver Egli visto e il vedere tutto ciò che minaccia, distrugge l’unità”.
BXVI-SETTIMANA SANTA/GIOVEDÌ SANTO/... VIS 20100407 (1010)

VENERDÌ SANTO: PASSIONE DEL SIGNORE E VIA CRUCIS COLOSSEO


CITTA' DEL VATICANO, 2 APR. 2010 (VIS). Alle ore 17:00 di oggi, Venerdì Santo, il Papa ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la celebrazione della Passione del Signore. Durante la Liturgia della Parola, dopo la lettura della Passione secondo San Giovanni, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.Cap., Predicatore della Casa Pontificia, ha tenuto l’omelia. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l’adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la Santa Comunione.

Alle 21:00, il Santo Padre ha presieduto al Colosseo il pio esercizio della Via Crucis, trasmesso in mondovisione. I testi delle meditazioni e delle preghiere proposte quest’anno per le stazioni della Via Crucis sono stati composti dal Cardinale Camillo Ruini, Vicario Generale emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma.

Benedetto XVI ha seguito la cerimonia dal colle Palatino. Il Cardinale Agostino Vallini, Vicario di Roma, ha portato la Croce nella prima e nell’ultima Stazione. La Croce è stata portata da fedeli di Haiti, dell’Iraq, da una pellegrina della Repubblica Democratica del Congo, da una pellegrina vietnamita, da due francescani della Custodia di Terra Santa, da volontari che operano con i malati, da una persona in sedia a rotelle e da una famiglia della Diocesi di Roma.

Al termine della Via Crucis, il Papa ha rivolto ai presenti e a quanti lo seguivano attraverso la radio e la televisione, alcune parole:

“I testi, le meditazioni e le preghiere della Via Crucis ci hanno aiutato a guardare a questo mistero della Passione per apprendere l’immensa lezione di amore che Dio ci ha dato sulla Croce, perché nasca in noi un rinnovato desiderio di convertire il nostro cuore, vivendo ogni giorno lo stesso amore, l’unica forza capace di cambiare il mondo”.

“Il Venerdì Santo è il giorno della speranza più grande, quella maturata sulla Croce (...). Dal giorno in cui Cristo vi è stato innalzato, la Croce, che appare come il segno dell’abbandono, della solitudine, del fallimento è diventata un nuovo inizio: dalla profondità della morte si innalza la promessa della vita eterna. Sulla Croce brilla già lo splendore vittorioso dell’alba del giorno di Pasqua”.

“Nel silenzio di questa notte, nel silenzio che avvolge il Sabato Santo, toccati dall’amore sconfinato di Dio, viviamo nell’attesa dell’alba del terzo giorno, l’alba della vittoria dell’Amore di Dio, l’alba della luce che permette agli occhi del cuore di vedere in modo nuovo la vita, le difficoltà, la sofferenza”.

“I nostri insuccessi, le nostre delusioni, le nostre amarezze, che sembrano segnare il crollo di tutto, sono illuminati dalla speranza. L’atto di amore della Croce viene confermato dal Padre e la luce sfolgorante della Risurrezione tutto avvolge e trasforma: dal tradimento può nascere l’amicizia; dal rinnegamento, il perdono; dall’odio, l’amore”.

“Donaci, Signore, di portare con amore la nostra croce, le nostre croci quotidiane, nella certezza che esse sono illuminate dal fulgore della tua Pasqua. Amen”.
BXVI-SETTIMANA SANTA/VENERDÌ SANTO/... VIS 20100407 (490)

SABATO SANTO: CRISTO ERBA MEDICINALE CONTRO LA MORTE

CITTA' DEL VATICANO, 3 APR. 2010 (VIS). Alle ore 21:00 Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica Vaticana, la solenne Veglia nella Notte Santa di Pasqua. La Veglia ha avuto inizio nell’atrio della Basilica di San Pietro con la benedizione del fuoco e l’accensione del cero pasquale. Alla processione verso l’Altare con il cero pasquale e il canto dell’Exsultet, hanno fatto seguito la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, concelebrata con i Cardinali. Nel corso della Liturgia Battesimale il Santo Padre ha amministrato i Sacramenti dell’iniziazione cristiana a sei catecumeni provenienti da diversi Paesi.

Dopo la lettura del Vangelo il Papa ha tenuto l’omelia. “Cari fratelli e sorelle” – ha detto il Papa – “un’antica leggenda giudaica tratta dal libro apocrifo ‘La vita di Adamo ed Eva’ racconta che Adamo, nella sua ultima malattia, avrebbe mandato il figlio Set insieme con Eva nella regione del Paradiso a prendere l’olio della misericordia, per essere unto con questo e così guarito. (...) In questa leggenda diventa visibile tutta l’afflizione dell’uomo di fronte al destino di malattia, dolore e morte che ci è stato imposto. Si rende evidente la resistenza che l’uomo oppone alla morte: da qualche parte – hanno ripetutamente pensato gli uomini – dovrebbe pur esserci l’erba medicinale contro la morte”.

“Pure la scienza medica attuale cerca, anche se non proprio di escludere la morte, di eliminare tuttavia il maggior numero possibile delle sue cause, di rimandarla sempre di più; di procurare una vita sempre migliore e più lunga” – ha proseguito il Papa – “Ma riflettiamo ancora un momento: come sarebbe veramente, se si riuscisse, magari non ad escludere totalmente la morte, ma a rimandarla indefinitamente, a raggiungere un’età di parecchie centinaia di anni? Sarebbe questa una cosa buona? L’umanità invecchierebbe in misura straordinaria, per la gioventù non ci sarebbe più posto. Si spegnerebbe la capacità dell’innovazione e una vita interminabile sarebbe non un paradiso, ma piuttosto una condanna”.

“La vera erba medicinale contro la morte dovrebbe essere diversa” – ha sottolineato il Pontefice – “Non dovrebbe portare semplicemente un prolungamento indefinito di questa vita attuale. Dovrebbe trasformare la nostra vita dal di dentro. Dovrebbe creare in noi una vita nuova, veramente capace di eternità: dovrebbe trasformarci in modo tale da non finire con la morte, ma da iniziare solo con essa in pienezza”.

“Ciò che è nuovo ed emozionante del messaggio cristiano, del Vangelo di Gesù Cristo, era ed è tuttora questo, che ci viene detto: sì, quest’erba medicinale contro la morte, questo vero farmaco dell’immortalità esiste. È stato trovato. È accessibile. Nel Battesimo questa medicina ci viene donata. Una vita nuova inizia in noi, una vita nuova che matura nella fede e non viene cancellata dalla morte della vecchia vita, ma che solo allora viene portata pienamente alla luce”.

“Ciò che avviene nel Battesimo” – ha spiegato il Pontefice – “è l’inizio di un processo che abbraccia tutta la nostra vita – ci rende capaci di eternità, così che nell’abito di luce di Gesù Cristo possiamo apparire al cospetto di Dio e vivere con Lui per sempre. Nel rito del Battesimo ci sono due elementi in cui questo evento si esprime e diventa visibile anche come esigenza per la nostra ulteriore vita. C’è anzitutto il rito delle rinunce e delle promesse. (...) In esso leviamo le ‘vesti vecchie’ con le quali non si può stare davanti a Dio. (...). Questa rinuncia è, infatti, una promessa in cui diamo la mano a Cristo, affinché Egli ci guidi e ci rivesta”.

“Quali siano le ‘vesti’ che deponiamo, (...) si rende evidente quando leggiamo, nel quinto capitolo della ‘Lettera ai Galati’, che cosa Paolo chiami ‘opere della carne’ – (...). Paolo le designa così: ‘fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere’. Sono queste le vesti che deponiamo; sono vesti della morte”.

“Poi il battezzando nella Chiesa antica si volgeva verso oriente – simbolo della luce, simbolo del nuovo sole della storia, nuovo sole che sorge, simbolo di Cristo. (...). Così Dio stesso ci veste dell’abito di luce, dell’abito della vita. Paolo chiama queste nuove ‘vesti’ ‘frutto dello Spirito’ e le descrive con le seguenti parole: ‘amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé’".

“Nella Chiesa antica, il battezzando veniva poi veramente spogliato delle sue vesti. Egli scendeva nel fonte battesimale e veniva immerso tre volte – un simbolo della morte che esprime tutta la radicalità di tale spogliazione e di tale cambio di veste. Questa vita, che comunque è votata alla morte, il battezzando la consegna alla morte, insieme con Cristo, e da Lui si lascia trascinare e tirare su nella vita nuova che lo trasforma per l’eternità”.

“Nel corso dei secoli” – ha concluso il Papa – “i simboli sono diventati più scarsi, ma l’avvenimento essenziale del Battesimo è tuttavia rimasto lo stesso. Esso non è solo un lavacro, ancor meno un’accoglienza un po’ complicata in una nuova associazione. È morte e risurrezione, rinascita alla nuova vita. Sì, l’erba medicinale contro la morte esiste. Cristo è l’albero della vita reso nuovamente accessibile. Se ci atteniamo a Lui, allora siamo nella vita”.
BXVI-SETTIMANA SANTA/SABATO SANTO/... VIS 20100407 (860)

UMANITÀ NECESSITA “ESODO” CONVERSIONE SPIRITUALE E MORALE


CITTA' DEL VATICANO, 4 APR. 2010 (VIS). Questa mattina, il Santo Padre Benedetto XVI ha celebrato la Santa Messa della Domenica della Pasqua di Risurrezione in Piazza San Pietro e prima della celebrazione il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, ha presentato, a nome di tutti, gli auguri di Pasqua al Santo Padre.

Al termine dell’Eucaristia, alle 12:00, dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana, il Papa ha rivolto ai fedeli presenti in Piazza San Pietro ed a quanti lo ascoltavano attraverso la radio e la televisione il Messaggio Pasquale, di cui di seguito riportiamo alcuni estratti:

"’Cantiamo al Signore: è veramente glorioso!’ Cari fratelli e sorelle! Vi reco l’annuncio della Pasqua con queste parole della Liturgia, che riecheggiano l’antichissimo inno di lode degli ebrei dopo il passaggio del Mar Rosso. (...) Il Vangelo ci ha rivelato il compimento delle antiche figure: con la sua morte e risurrezione, Gesù Cristo ha liberato l’uomo dalla schiavitù radicale, quella del peccato, e gli ha aperto la strada verso la vera Terra promessa, il Regno di Dio, Regno universale di giustizia, di amore e di pace”.

“Questo ‘esodo’ avviene prima di tutto dentro l’uomo stesso, e consiste in una nuova nascita nello Spirito Santo, effetto del Battesimo che Cristo ci ha donato proprio nel mistero pasquale. L’uomo vecchio lascia il posto all’uomo nuovo; la vita di prima è alle spalle, si può camminare in una vita nuova. Ma l’’esodo’ spirituale è principio di una liberazione integrale, capace di rinnovare ogni dimensione umana, personale e sociale”.

“Sì, fratelli, la Pasqua è la vera salvezza dell’umanità! (...) La Risurrezione di Cristo è una nuova creazione, come un innesto che può rigenerare tutta la pianta. E’ un avvenimento che ha modificato l’orientamento profondo della storia, sbilanciandola una volta per tutte dalla parte del bene, della vita, del perdono”.

“Il popolo cristiano, uscito dalle acque del Battesimo, è inviato in tutto il mondo a testimoniare questa salvezza, a portare a tutti il frutto della Pasqua, che consiste in una vita nuova, liberata dal peccato e restituita alla sua bellezza originaria, alla sua bontà e verità. (...) La Chiesa è il popolo dell’esodo, perché costantemente vive il mistero pasquale e diffonde la sua forza rinnovatrice in ogni tempo e in ogni luogo. Anche ai nostri giorni l’umanità ha bisogno di un ‘esodo’, non di aggiustamenti superficiali, ma di una conversione spirituale e morale”.

“Al Signore Gesù chiedo che in Medio Oriente, ed in particolare nella Terra santificata dalla sua morte e risurrezione, i Popoli compiano un ‘esodo’ vero e definitivo dalla guerra e dalla violenza alla pace ed alla concordia. Alle comunità cristiane, che, specialmente in Iraq, conoscono prove e sofferenze, il Risorto ripeta la parola carica di consolazione e di incoraggiamento che rivolse agli Apostoli nel Cenacolo: ‘Pace a voi!’”.

“Per quei Paesi Latino-americani e dei Caraibi che sperimentano una pericolosa recrudescenza dei crimini legati al narcotraffico, la Pasqua di Cristo segni la vittoria della convivenza pacifica e del rispetto per il bene comune. La diletta popolazione di Haiti, devastata dall’immane tragedia del terremoto, compia il suo ‘esodo’ dal lutto e dalla disperazione ad una nuova speranza, sostenuta dalla solidarietà internazionale. Gli amati cittadini cileni, prostrati da un’altra grave catastrofe, ma sorretti dalla fede, affrontino con tenacia l’opera di ricostruzione”.

“Nella forza di Gesù risorto, in Africa si ponga fine ai conflitti che continuano a provocare distruzione e sofferenze e si raggiunga quella pace e quella riconciliazione che sono garanzie di sviluppo. In particolare, affido al Signore il futuro della Repubblica Democratica del Congo, della Guinea e della Nigeria”.

“Il Risorto sostenga i cristiani che, per la loro fede, soffrono la persecuzione e persino la morte, come in Pakistan. Ai Paesi afflitti dal terrorismo e dalle discriminazioni sociali o religiose, Egli conceda la forza di intraprendere percorsi di dialogo e di convivenza serena. Ai responsabili di tutte le Nazioni, la Pasqua di Cristo rechi luce e forza, perché l’attività economica e finanziaria sia finalmente impostata secondo criteri di verità, di giustizia e di aiuto fraterno. La potenza salvifica della risurrezione di Cristo investa tutta l’umanità, affinché essa superi le molteplici e tragiche espressioni di una ‘cultura di morte’ che tende a diffondersi, per edificare un futuro di amore e di verità, in cui ogni vita umana sia rispettata ed accolta”.

“Cari fratelli e sorelle! La Pasqua non opera alcuna magia. Come al di là del Mar Rosso gli ebrei trovarono il deserto, così la Chiesa, dopo la Risurrezione, trova sempre la storia con le sue gioie e le sue speranze, i suoi dolori e le sue angosce. E tuttavia, questa storia è cambiata, è segnata da un’alleanza nuova ed eterna, è realmente aperta al futuro. Per questo, salvati nella speranza, proseguiamo il nostro pellegrinaggio, portando nel cuore il canto antico e sempre nuovo: ‘Cantiamo al Signore: è veramente glorioso!’”.

Al termine del Messaggio e prima di impartire la Benedizione Urbi et Orbi, il Santo Padre ha rivolto gli auguri di Buona Pasqua in 65 lingue.
BXVI-SETTIMANA SANTA/URBI ET ORBI/... VIS 20100407 (840)

CRISTIANI: RICEVIAMO MISSIONE DI ANGELI MESSAGGERI CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 5 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre Benedetto XVI, che nel pomeriggio di ieri ha raggiunto la residenza pontificia di Castel Gandolfo, è apparso alle 12:00 di oggi, Lunedì dell’Angelo, al balcone del Cortile del Palazzo Apostolico per guidare la recita del ‘Regina Cæli’ con i fedeli e i pellegrini li convenuti e in collegamento audio-video con Piazza San Pietro.

“Nella luce della Pasqua” – ha detto il Santo Padre - “rinnovo il mio più cordiale augurio di pace e di gioia. Come sapete, il lunedì dopo la Domenica di Risurrezione è detto tradizionalmente ‘Lunedì dell’Angelo’. È molto interessante approfondire questo riferimento all’’Angelo’. Naturalmente il pensiero va subito ai racconti evangelici della risurrezione di Gesù, nei quali compare la figura di un messaggero del Signore”.

“Ma l’Angelo della risurrezione richiama anche un altro significato” – ha proseguito il Pontefice – “Bisogna ricordare, infatti, che il termine ‘angelo’ oltre a definire gli Angeli, creature spirituali dotate di intelligenza e volontà, servitori e messaggeri di Dio, è anche uno dei titoli più antichi attribuiti a Gesù stesso”, da diversi scrittori cristiani come Tertulliano.

“Gesù Cristo, il Figlio di Dio, dunque, viene chiamato anche l’Angelo di Dio Padre” – ha spiegato il Papa – “Egli è il Messaggero per eccellenza del suo amore. Cari amici, pensiamo ora a ciò che Gesù risorto disse agli Apostoli: ‘Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi’; e comunicò ad essi il suo Santo Spirito”.

“Ciò significa che, come Gesù è stato annunciatore dell’amore di Dio Padre, anche noi lo dobbiamo essere della carità di Cristo: siamo messaggeri della sua risurrezione, della sua vittoria sul male e sulla morte, portatori del suo amore divino. Certo, rimaniamo per natura uomini e donne, ma riceviamo la missione di ‘angeli’, messaggeri di Cristo: viene data a tutti nel Battesimo e nella Cresima. In modo speciale, attraverso il Sacramento dell’Ordine, la ricevono i sacerdoti, ministri di Cristo; mi piace sottolinearlo in quest’Anno Sacerdotale”.
ANG/ANGELI/... VIS 20100407 (330)

BISOGNA TESTIMONIARE GIOIA DELLA RESURREZIONE

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2010 (VIS). Questa mattina alle 10:00, il Papa è partito in elicottero dalle Ville Pontificie di Castel Gandolfo per il Vaticano, per l’Udienza Generale, tenutasi in Piazza San Pietro.

“In questi giorni” – ha detto Benedetto XVI ai 21.000 fedeli provenienti da tutto il mondo – “la Chiesa celebra il mistero della Risurrezione e sperimenta la grande gioia che le deriva dalla buona notizia del trionfo di Cristo sul male e sulla morte. Una gioia che si prolunga non soltanto nell’Ottava di Pasqua, ma si estende per cinquanta giorni fino alla Pentecoste”.

“La Pasqua di Cristo” – ha detto il Santo Padre – “è l’atto supremo e insuperabile della potenza di Dio. È un evento assolutamente straordinario, il frutto più bello e maturo del ‘mistero di Dio’. (...) E, tuttavia, esso è anche un fatto “storico”, reale, testimoniato e documentato. È l’avvenimento che fonda tutta la nostra fede. È il contenuto centrale nel quale crediamo e il motivo principale per cui crediamo”.

“Tutta la nostra fede si fonda sulla trasmissione costante e fedele di questa ‘buona notizia’: Cristo è risorto” che – ha sottolineato Benedetto XVI – “richiede l’opera di testimoni entusiasti e coraggiosi. Ogni discepolo di Cristo, anche ciascuno di noi, è chiamato ad essere testimone. È questo il preciso, impegnativo ed esaltante mandato del Signore risorto”.

“Anche noi, infatti, siamo certi che il Signore, oggi come ieri, opera insieme ai suoi testimoni. È questo un fatto che possiamo riconoscere ogni qualvolta vediamo spuntare i germi di una pace vera e duratura, là dove l’impegno e l’esempio di cristiani e di uomini di buona volontà è animato da rispetto per la giustizia, da dialogo paziente, da convinta stima verso gli altri, da disinteresse, da sacrificio personale e comunitario. Vediamo purtroppo nel mondo anche tanta sofferenza, tanta violenza, tante incomprensioni. La celebrazione del Mistero pasquale, (...) è occasione propizia per riscoprire e professare con più convinzione la nostra fiducia nel Signore risorto, il quale accompagna i testimoni della sua parola operando prodigi insieme con loro”.

“Saremo davvero e fino in fondo testimoni di Gesù risorto” – ha detto il Papa – “quando lasceremo trasparire in noi il prodigio del suo amore; quando nelle nostre parole e, più ancora, nei nostri gesti, in piena coerenza con il Vangelo, si potrà riconoscere la voce e la mano di Gesù stesso”.

“Dappertutto, dunque, il Signore ci manda come suoi testimoni. Ma possiamo essere tali solo a partire e in riferimento continuo all’esperienza pasquale (...). In questo incontro personale con il Risorto stanno il fondamento incrollabile e il contenuto centrale della nostra fede, la sorgente fresca e inesauribile della nostra speranza, il dinamismo ardente della nostra carità. Così la nostra stessa vita cristiana coinciderà appieno con l’annuncio: ‘Cristo Signore è veramente risorto’”.

Nelle parole di saluto ai pellegrini il Papa si è rivolto – tramite l’Agenzia Itar-Tass – a tutti i russi, sia a quanti vivono in patria, sia a quelli che si trovano in varie parti del mondo. La Solennità della Santa Pasqua, che quest’anno abbiamo avuto la gioia di celebrare insieme tra cattolici e ortodossi, sia occasione di una rinnovata fraternità e di una sempre più intensa collaborazione nella verità e nella carità”.

Al termine dell’Udienza, il Santo Padre è rientrato in elicottero a Castel Gandolfo.
AG/PASQUA/... VIS 20100407 (530)

DICHIARAZIONE EX VESCOVO DI TRONDHEIM (NORVEGIA)

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2010 (VIS). Il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Padre Federico Lombardi, S.I., ha rilasciato questa mattina la Dichiarazione che segue, in risposta alle domande dei giornalisti circa il caso dell’ex vescovo Prelato di Trondheim, Monsignor Georg Müller, SS.CC.:

“Confermo le informazioni date nel Comunicato dell’Amministratore Apostolico di Trondheim (Norvegia), Monsignor Bernd Eidsvig, circa l’ex-Vescovo Prelato di Trondheim, Mons. Georg Müller, SS.CC., Vescovo della Prelatura fra il 1997 e il 2009”.

“La vicenda riguarda un caso di abuso sessuale di un minore dell’inizio degli anni 90, venuto a conoscenza delle autorità ecclesiastiche nel gennaio del 2009. La questione fu affrontata ed esaminata con rapidità tramite la Nunziatura di Stoccolma, per mandato della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel maggio 2009 il Vescovo presentò le dimissioni, che vennero tempestivamente accettate dal Santo Padre, e in giugno lasciò la Prelatura. Si sottopose a un periodo di terapia e non svolge più attività pastorale”.

“Dal punto di vista delle leggi civili il caso era prescritto. La vittima, oggi maggiorenne, ha finora sempre chiesto di rimanere anonima”.
OP/ABUSI SESSUALI/MÜLLER VIS 20100407 (190)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 7 APR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Saint Catharines (Canada), presentata dal Vescovo James Matthew Wingle, in conformità al canone 401, paragrafo 2, del Codice di Diritto Canonico.

Martedì 6 aprile il Santo Padre:

- Ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Chalan Kanoa (Isole del Pacifico), presentata dal Vescovo Thomas Aguon Camacho, per raggiunti limiti d’età.

- Ha nominato l’Arcivescovo José Horacio Gómez, Arcivescovo Coadiutore dell’Arcidiocesi di Los Angeles (superficie: 14.019; popolazione: 11.606.889; cattolici: 4.603.000; sacerdoti: 1.144; religiosi: 2.589; diaconi permanenti: 306), Stati Uniti d’America. È stato finora Arcivescovo di San Antonio.

Giovedì 1° aprile il Santo Padre ha nominato:

- Il Monsignor Ruperto Cruz Santos, Vescovo di Balanga (popolazione: 1.373; popolazione: 639.000; cattolici: 568.276; sacerdoti: 59; religiosi: 105), Filippine. Il Vescovo eletto, finora Rettore del Pontificio Collegio Filippino a Roma, è nato a San Rafael Bulacan (Filippine), nel 1957 ed è stato ordinato sacerdote nel 1983.

- Capi Ufficio nella Sezione per gli Affari Generali della Segreteria di Stato i Monsignori Giuliano Gallorini, Assunto Scotti e Paolo Luca Braida, finora Minutanti nella medesima Sezione della Segreteria di Stato.
RE:NEC:NER:NA/.../... VIS 20100407 (200)

mercoledì 31 marzo 2010

TRIDUO PASQUALE ORIENTI ADESIONE CONVINTA A CRISTO

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha dedicato la catechesi dell’Udienza Generale di oggi, tenuta in Piazza San Pietro, al Triduo Pasquale che inizia domani.

“Stiamo vivendo i giorni santi” - ha detto il Santo Padre – “che ci invitano a meditare gli eventi centrali della nostra Redenzione, il nucleo essenziale della nostra fede. (...) Vi esorto pertanto a vivere intensamente questi giorni affinché orientino decisamente la vita di ciascuno all'adesione generosa e convinta a Cristo, morto e risorto per noi”.

“La Santa Messa Crismale, preludio mattutino del Giovedì Santo, vedrà domani mattina riuniti i presbiteri con il proprio Vescovo. Nel corso di una significativa celebrazione eucaristica, (...) verranno benedetti l’olio degli infermi, dei catecumeni e il Crisma. (...) Tale gesto assume quest’anno, un rilievo tutto speciale, perché collocato nell’ambito dell’Anno Sacerdotale, che ho indetto per commemorare il 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars. A tutti i Sacerdoti vorrei ripetere l’auspicio che formulavo a conclusione della Lettera di indizione: ‘Sull’esempio del Santo Curato d’Ars, lasciatevi conquistare da Cristo e sarete anche voi, nel mondo di oggi, messaggeri di speranza, di riconciliazione, di pace!’”.

Nel pomeriggio di giovedì “celebreremo il momento istitutivo dell’Eucaristia” quando “sotto le specie del pane e del vino, Cristo si rende presente in modo reale col suo corpo donato e col suo sangue versato quale sacrificio della Nuova Alleanza. Al tempo stesso, Egli costituisce gli Apostoli e i loro successori ministri di questo sacramento, che consegna alla sua Chiesa come prova suprema del suo amore”.

“Il Venerdì Santo faremo memoria della passione e della morte del Signore. Gesù ha voluto offrire la sua vita in sacrificio per la remissione dei peccati dell’umanità, scegliendo a tal fine la morte più crudele ed umiliante: la crocifissione. Esiste una inscindibile connessione fra l’Ultima Cena e la morte di Gesù. Nella prima Gesù dona il suo Corpo e il suo Sangue, ossia la sua esistenza terrena, se stesso, anticipando la sua morte e trasformandola in un atto di amore. Così la morte che, per sua natura, è la fine, la distruzione di ogni relazione, viene da lui resa atto di comunicazione di sé, strumento di salvezza e proclamazione della vittoria dell’amore”.

“Il Sabato Santo è caratterizzato da un grande silenzio. (...) In questo tempo di attesa e di speranza, i credenti sono invitati alla preghiera, alla riflessione, alla conversione, anche attraverso il sacramento della riconciliazione, per poter partecipare, intimamente rinnovati, alla celebrazione della Pasqua”.

“Nella notte del Sabato Santo (...) tale silenzio sarà rotto dal canto dell’Alleluia” – ha concluso il Pontefice – “che annuncia la resurrezione di Cristo e proclama la vittoria della luce sulle tenebre, della vita sulla morte. La Chiesa gioirà nell’incontro con il suo Signore, entrando nel giorno della Pasqua che il Signore inaugura risorgendo dai morti”.
AG/TRIDUO PASQUALE/... VIS 20100331 (480)

UNIV: TESTIMONIARE CRISTO IN OGNI AMBIENTE

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2010 (VIS). Al termine dell’Udienza Generale, il Papa ha rivolto parole di saluto ai 4.000 universitari provenienti da 30 paesi che partecipano in questa Settimana Santa al Congresso Internazionale promosso dalla Prelatura dell’Opus Dei, sul tema: “Può il cristianesimo ispirare una cultura globale?”.

“Cari amici, siete venuti a Roma in occasione della Settimana Santa” – ha detto il Santo Padre – “per una esperienza di fede, di amicizia e di arricchimento spirituale. Vi invito a riflettere sull’importanza degli studi universitari per formare quella ‘mentalità cattolica universale’ che san Josemaría descriveva così: ‘ampiezza di orizzonti e vigoroso approfondimento di ciò che è perennemente vivo nell’ortodossia cattolica’. Si accresca in ciascuno il desiderio di incontrare personalmente Gesù Cristo, per testimoniarLo con gioia in ogni ambiente”.
AG/SALUTI/UNIV VIS 20100331 (140)

TELEGRAMMA CORDOGLIO VITTIME ATTENTATI METRO MOSCA

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri è stato pubblicato il testo del telegramma di cordoglio per le vittime dei due attentati compiuti nella metropolitana di Mosca, la mattina di lunedì scorso, e fatto pervenire dal Santo Padre Benedetto XVI al Presidente della Federazione Russa, Dmitrij Anatolevich Medvedev.

“Appresa la notizia degli attentati verificatisi nella metropolitana di Mosca, dove numerose persone hanno perso la vita, esprimo profondo dolore e ferma riprovazione per gli efferati atti di violenza, desiderando far pervenire i sentimenti della mia solidarietà, vicinanza spirituale e le mie condoglianze ai familiari delle vittime. Assicuro fervide preghiere di suffragio per le vite stroncate, e mentre invoco celesti consolazioni per quanti ne piangono la tragica dipartita, volentieri invio il mio benedicente saluto, con particolare pensiero a quanti sono rimasti feriti”.
TGR/ATTENTATO METRO/MOSCA VIS 20100331 (150)

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE MESE DI APRILE

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. (VIS). L'intenzione Generale per l'Apostolato della Preghiera del Santo Padre Benedetto XVI per il mese di aprile è la seguente: “Perché ogni spinta al fondamentalismo e all’estremismo sia contrastata dal costante rispetto, dalla tolleranza e dal dialogo tra tutti i credenti”.

L'intenzione Missionaria è la seguente: “Perché i cristiani perseguitati a causa del Vangelo, sostenuti dallo Spirito Santo, perseverino nella fedele testimonianza dell’amore di Dio per l’intera umanità”.
BXVI-INTENZIONI PREGHIERA/APRILE/… VIS 20100331 (90)

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 31 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Monsignore William Hanna Shomali, Vescovo Ausiliare della Diocesi Patriarcale di Gerusalemme dei Latini (cattolici: 160.700; sacerdoti: 271; religiosi: 1.432; diaconi permanenti: 2), Gerusalemme. Il Vescovo eletto, finora Cancelliere della medesima Diocesi Patriarcale, è nato a Beit-Sahour (Palestina) nel 1950 ed è stato ordinato sacerdote nel 1972.
NER/.../HANNA SHOMALI VIS 20100331 (70)

martedì 30 marzo 2010

BENEDETTO XVI RIEVOCA INCROLLABILE FEDE GIOVANNI PAOLO II

CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2010 (VIS). Nel pomeriggio di ieri, 29 marzo, il Santo Padre Benedetto XVI ha presieduto la Santa Messa in suffragio del Venerabile Giovanni Paolo II, morto il 2 aprile 2005. La commemorazione è stata anticipata, poiché il 2 aprile coincide, quest'anno, con il Venerdì Santo.

  Il Santo Padre ha salutato in particolare il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia e Segretario Particolare di Giovanni Paolo II e i numerosi pellegrini giunti dalla Polonia, terra natale del defunto Pontefice.

  Nell'omelia il Papa ha commentato la parabola del profeta Isaia dedicata al servo fedele che agisce "con fermezza incrollabile, con un'energia che non viene meno fino a che egli non abbia realizzato il compito che gli è stato assegnato. Ciò che il profeta ispirato dice del Servo" - ha detto Benedetto XVI - "lo possiamo applicare all'amato Giovanni Paolo II: il Signore lo ha chiamato al suo servizio e, nell'affidargli compiti di sempre maggiore responsabilità, lo ha anche accompagnato con la sua grazia e con la sua continua assistenza. Durante il suo lungo Pontificato, egli si è prodigato nel proclamare il diritto con fermezza, senza debolezze o tentennamenti, soprattutto quando doveva misurarsi con resistenze, ostilità e rifiuti. Sapeva di essere stato preso per mano dal Signore, e questo gli ha consentito di esercitare un ministero molto fecondo, per il quale, ancora una volta, rendiamo fervide grazie a Dio".

  "In questo racconto evangelico" - ha spiegato il Papa - "c'è un gesto sul quale vorrei attirare l'attenzione: Maria di Betania 'prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli'. (...) Il significato del gesto di Maria, che è risposta all'Amore infinito di Dio, si diffonde tra tutti i convitati; ogni gesto di carità e di devozione autentica a Cristo non rimane un fatto personale, non riguarda solo il rapporto tra l'individuo e il Signore, ma riguarda l'intero corpo della Chiesa, è contagioso: infonde amore, gioia, luce".

  "Tutta la vita del Venerabile Giovanni Paolo II si è svolta nel segno di questa carità, della capacità di donarsi in modo generoso, senza riserva, senza misura, senza calcolo. Ciò che lo muoveva era l'amore verso Cristo, a cui aveva consacrato la vita, un amore sovrabbondante e incondizionato. E proprio perché si è avvicinato sempre più a Dio nell'amore, egli ha potuto farsi compagno di viaggio per l'uomo di oggi, spargendo nel mondo il profumo dell'Amore di Dio".

  "Chi ha avuto la gioia di conoscerlo e frequentalo, ha potuto toccare con mano quanto viva fosse in lui la certezza 'di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi', (...), certezza che lo ha accompagnato nel corso della sua esistenza e che, in modo particolare, si è manifestata durane l'ultimo periodo del suo pellegrinaggio su questa terra: la progressiva debolezza fisica, infatti, non ha mai intaccato la sua fede rocciosa, la sua luminosa speranza, la sua fervente carità. Si è lasciato consumare per Cristo, per la Chiesa, per il mondo intero: la sua è stata una sofferenza vissuta fino all'ultimo per amore e con amore".

  Infine, rivolgendosi ai fedeli polacchi, Benedetto XVI ha detto: "La vita e l'opera di Giovanni Paolo II, grande polacco, può essere per voi motivo di orgoglio. Bisogna però che ricordiate, che questa è anche una grande chiamata ad essere fedeli testimoni della fede, della speranza e dell'amore che egli ci ha ininterrottamente insegnato".
HML/MESSA SUFFRAGIO/GIOVANNI PAOLO II           VIS 20100330 (580)

UDIENZE

CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha ricevuto oggi in udienza il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Kraków (Polonia).
AP/.../...                                     VIS 20100330 (30

ALTRI ATTI PONTIFICI

CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR. 2010 (VIS). Il Santo Padre ha nominato il Vescovo Luis Madrid Merlano, Arcivescovo Metropolita di Nueva Pamplona (superficie: 6.731; popolazione: 211.700; cattolici: 203.834; sacerdoti: 81; religiosi: 73), Colombia. L'Arcivescovo eletto, finora Vescovo di Cartago (Colombia), è nato a Cartegena (Colombia), nel 1946, è stato ordinato sacerdote nel 1971 ed ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1988.
NER/.../MADRID MERLANO                     VIS 20100330 (70)
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